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Ma Chopin?

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Lorenzo

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to
Roma, 8.VI.2000

Ma Chopin? Che fine ha fatto? Come scrisse qualcuno (meglio, qualcuna) sul
NG tempo fa, Chopin č il grande amore dei neofiti, viene ascoltato senza
sosta nei primi anni di conoscenza musicale, poi si
abbandona...ingiustamente! Sono tre giorni che mi risuona in testa il
notturno op. 15, n. 2 in fa diesis maggiore, non ne posso piů!
Lorenzo

Alberto d'Onofrio

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to

Lorenzo

Per non parlare del NG: devono averlo rtanto amato, che ora lo odiano !
Nessuno ne parla mai !
sob!
m-hi-ao
a, vn

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to
On Thu, 8 Jun 2000 09:36:33 +0200, "Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it>
wrote:

> Ma Chopin? Che fine ha fatto? Come scrisse qualcuno (meglio, qualcuna) sul
>NG tempo fa, Chopin č il grande amore dei neofiti, viene ascoltato senza
>sosta nei primi anni di conoscenza musicale, poi si
>abbandona...ingiustamente! Sono tre giorni che mi risuona in testa il
>notturno op. 15, n. 2 in fa diesis maggiore, non ne posso piů!

>Lorenzo

???
Nel mio caso č vero che all'inizio lo ascoltavo dalla mattina alla
sera ma il mio amore non č affatto scemato... in questo periodo poi
sto studiando forsennatamente due suoi Notturni (op. 32) e la Polacca
op. 44 per il diploma.

ciao,
Jashugan

Cesare Simonetti

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to
On Thu, 8 Jun 2000 09:36:33 +0200, "Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it>
wrote:


> Ma Chopin? Che fine ha fatto?

Dovresti armarti di pazienza e andare su deja e cercare quello che
Vinix scrisse anni fa su Chopin.

E' stato il migliore omaggio al grande polacco fatto su IAMC.


Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA

>


Mahler Giangia

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to

> Ma Chopin? Che fine ha fatto? Come scrisse qualcuno (meglio, qualcuna)
sul
> NG tempo fa, Chopin è il grande amore dei neofiti, viene ascoltato senza

> sosta nei primi anni di conoscenza musicale, poi si
> abbandona...ingiustamente! Sono tre giorni che mi risuona in testa il
> notturno op. 15, n. 2 in fa diesis maggiore, non ne posso più!
> Lorenzo

Caro Lorè,
Chopin è senz'altro una delle anime più ragguardevoli della letteratura
pianistica. Io, dico la verità, sono più amante del versante Bach-Beethoven
ma eseguire Chopin, per me, è sempre una gioia.
Sto studiando ora la Ballata in sol minore e un paio di studi op.25 da
portare all' ottavo (non tutti insieme, s'intende); inutile dire che provo
gran diletto nello studiarli anche se (anzi ... soprattutto perchè ) la loro
complessità tecnico-espressiva è davvero notevole.
Non credo che Chopin venga mai abbandonato da chi ama la musica; io mi
preoccuperei piuttosto che non venga inflazionato.
Ciao

MG

Giampaolo Bellavite

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to
"Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it> ha scritto:

> Ma Chopin? Che fine ha fatto? Come scrisse qualcuno (meglio, qualcuna)
sul
> NG tempo fa, Chopin è il grande amore dei neofiti, viene ascoltato senza
> sosta nei primi anni di conoscenza musicale, poi si
> abbandona...ingiustamente! Sono tre giorni che mi risuona in testa il
> notturno op. 15, n. 2 in fa diesis maggiore, non ne posso più!

Beato te! A me l'ascolto di Chopin ha sempre dato fastidio: sarà che non
l'ascolto quasi mai - ma non ne ho mai voglia.


--
----------------------------------------------------
/\__ Giampaolo Bellavite, Verona
.--.----' - \ E-mail: bell...@3nd.it
/ ) \___/ ICQ: 6663743
| '------.___)
`---------` Home: http://www.tchaikovksy.org


Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to
On Thu, 8 Jun 2000 19:51:05 +0200, "Giampaolo Bellavite"
<bell...@3nd.it> wrote:

>Beato te! A me l'ascolto di Chopin ha sempre dato fastidio: sarà che non
>l'ascolto quasi mai - ma non ne ho mai voglia.

Niente Chopin, niente Williams! Ma che razza d'esistenza infelice hai
condotto? ^____^

ciao,
Jahugan

Fabrizio Miletto

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

"Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:8hni9d$8jk$1...@pegasus.tiscalinet.it...
> Roma, 8.VI.2000

>
> Ma Chopin? Che fine ha fatto? Come scrisse qualcuno (meglio, qualcuna)
sul
> NG tempo fa, Chopin è il grande amore dei neofiti, viene ascoltato senza
> sosta nei primi anni di conoscenza musicale, poi si
> abbandona...ingiustamente! Sono tre giorni che mi risuona in testa il
> notturno op. 15, n. 2 in fa diesis maggiore, non ne posso più!

L'Op. 48 n° 1, suonato da Askhenazy
o persino da Weissemberg.

Dopo puoi anche morire.

Tissaferne


Giampaolo Bellavite

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
> Niente Chopin, niente Williams! Ma che razza d'esistenza infelice hai
> condotto? ^____^

"Pitiful creature of darkness... What kind of life have you known...?"

Ma tu scusa nei tuoi libretti parli di Williams nello stesso modo con cui
parli di Chopin??

Lorenzo

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
Roma, 9.VI.2000

Mahler Giangia ha scritto nel messaggio
<8holfd$qcr$4...@lacerta.tiscalinet.it>...

>Caro Lorè,
>Chopin è senz'altro una delle anime più ragguardevoli della letteratura
>pianistica. Io, dico la verità, sono più amante del versante Bach-Beethoven
>ma eseguire Chopin, per me, è sempre una gioia.
>Sto studiando ora la Ballata in sol minore e un paio di studi op.25 da
>portare all' ottavo

Gli studi op. 25?? Non dirmi che fai il n. 1 op. 25, perché vengo da te e ti
obbligo a farmelo sentire!! Quello studio in particolare è davvero una delle
composizioni più riuscite di tutto Chopin. E' anche stato il mio modello
(dal quale non mi sono discostato affatto), per il mio primo studio per arpa
(guarda caso...). Il numero 2 so che è davvero complesso per l'alternanza
tra le due mani di un ritmo binario ed uno ternario (sbaglio? Dico
castronerie? Correggimi). Gli altri sono comunque molto belli, quindi da te
vengo lo stesso.

>io mi
>preoccuperei piuttosto che non venga inflazionato.


Già fatto...
Ciao,
Lorenzo

Lorenzo

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
Roma, 9.VI.2000

Giampaolo Bellavite ha scritto nel messaggio
<8homm3$3go6c$2...@fu-berlin.de>...


>A me l'ascolto di Chopin ha sempre dato fastidio: sarà che non
>l'ascolto quasi mai - ma non ne ho mai voglia.


Vergogna!!

Lorenzo

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
Roma, 9.VI.2000

Fabrizio Miletto ha scritto nel messaggio
<8hp5fr$vmh$1...@pegasus.tiscalinet.it>...


>L'Op. 48 n° 1, suonato da Askhenazy
>o persino da Weissemberg.
>
>Dopo puoi anche morire.


E da Backhaus? No, eh?
Ciao (grazie per il consiglio)
Lorenzo

Giampaolo Bellavite

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
"Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it> ha scritto:
> Vergogna!!

:-((

(detto da uno poi che NON viene alla crapula!!! :-|

weber

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

Giampaolo Bellavite ha scritto nel messaggio
<8homm3$3go6c$2...@fu-berlin.de>...
>Beato te! A me l'ascolto di Chopin ha sempre dato fastidio: sarà che non

>l'ascolto quasi mai - ma non ne ho mai voglia.
>
>
AHAHAHAHAHAH!
Credi di potermi sfuggire ancora per molto?!!!
Se proprio proprio, proporrò un'equo scambio Chopin-Coski, solo che per
arrivare a una sinfonia del Tuo dovrai papparti almeno tutti gli studi e i
preludi;-)))


ciao
Weber

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
On Fri, 9 Jun 2000 08:33:46 +0200, "Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it>
wrote:

>Il numero 2 so che è davvero complesso per l'alternanza
>tra le due mani di un ritmo binario ed uno ternario (sbaglio? Dico
>castronerie? Correggimi).

Lo studio in fa minore è fra i più facili *meccanicamente* parlando,
io lo portai già al quinto... riuscire a non abusare del pedale e
rendere sempre percepibile la trama sonora della mano destra, invece
non è facile! :-)

ciao,
Jashugan

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
On Fri, 09 Jun 2000 11:59:24 GMT, "weber" <sdip...@hotmail.com>
wrote:

>AHAHAHAHAHAH!
>Credi di potermi sfuggire ancora per molto?!!!
>Se proprio proprio, proporrò un'equo scambio Chopin-Coski, solo che per
>arrivare a una sinfonia del Tuo dovrai papparti almeno tutti gli studi e i
>preludi;-)))

Attento Giampà, che ben conoscendo la perfidia della Weber te li farà
come minimo ascoltare da Pogorelich... ^____^

ciao,
Jashugan

Mahler Giangia

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

> >Il numero 2 so che è davvero complesso per l'alternanza
> >tra le due mani di un ritmo binario ed uno ternario (sbaglio? Dico
> >castronerie? Correggimi).
>
> Lo studio in fa minore è fra i più facili *meccanicamente* parlando,
> io lo portai già al quinto..

Infatti non trattasi dello studio impossibile menzionato da Lorè.

. riuscire a non abusare del pedale

Per quanto mi riguarda non lo metterei nemmeno; trattasi di note tutte
vicine l'una all'altra.

e
> rendere sempre percepibile la trama sonora della mano destra, invece
> non è facile! :-)

Anche un meccanicissimo studio di Czerny ha questa difficoltà; piuttosto
direi che la cosa più ostica è esprimerlo musicalmente .... come in tutti i
pezzi del resto.


Mahler Giangia

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

> >Se proprio proprio, proporrò un'equo scambio Chopin-Coski, solo che per
> >arrivare a una sinfonia del Tuo dovrai papparti almeno tutti gli studi e
i
> >preludi;-)))


> Attento Giampà, che ben conoscendo la perfidia della Weber te li farà
> come minimo ascoltare da Pogorelich... ^____^

E questa sarebbe perfidia?
Sai che sfiga .....

Mahler Giangia

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

> Beato te! A me l'ascolto di Chopin ha sempre dato fastidio: sarà che non
> l'ascolto quasi mai - ma non ne ho mai voglia.


Scusa sai. Verdi non l'ascolti, Chopin ti dà fastidio .... ma che Kaiser ti
piace???

Mahler Giangia

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
> >Sto studiando ora la Ballata in sol minore e un paio di studi op.25 da
> >portare all' ottavo
>
> Gli studi op. 25?? Non dirmi che fai il n. 1 op. 25, perché vengo da te e
ti
> obbligo a farmelo sentire!!

Ebbene sì!! Studio op. 25 n. 1 in la bemolle maggiore!
Sono ancora in fase di lettura (la mia prof. me l'ha assegnato un settimana
fa circa) quindi non è ancora in versione da concerto. Comunque è una rogna
.... ci sono dei salti da fare a dir poco abnormi e anch'io, che ho una
zampa da elefante, ho qualche difficoltà.
Comunque gli studi di Chopin sono il breviario per un pianista: devo
studiarmeli con impegno e continuità


Quello studio in particolare è davvero una delle
> composizioni più riuscite di tutto Chopin. E' anche stato il mio modello
> (dal quale non mi sono discostato affatto), per il mio primo studio per
arpa
> (guarda caso...).

Nel senso che hai scritto uno studio per arpa?? Complimenti, non è da tutti!
Gradirei molto sentirlo (o perlomeno vederne la parte)!


Il numero 2 so che è davvero complesso per l'alternanza
> tra le due mani di un ritmo binario ed uno ternario (sbaglio? Dico
> castronerie? Correggimi).

No. Dici giusto. NOn è uno studio impossibile ma la difficoltà ritmica c'è.
Ci sono anche pianisti che aggirano il problema eseguendo con la destra,
anzichè 4 terzine distinte, 2 sestine.
Capirai .... così la difficoltà ritmica va a farsi benedire ma non è quello
lo scoglio principale;
la chiarezza e l'espressione sono ben più difficili da raggiungere.
Piuttosto ... della ballata op. 23 non dici niente?

Gli altri sono comunque molto belli, quindi da te
> vengo lo stesso.

Capirai che investimento!!

> >io mi
> >preoccuperei piuttosto che non venga inflazionato.
>

> Già fatto...

Allora vedi di rimediare o l'ascolto dello studio op. 25 n. 1 te lo
scordi!!!
A presto!
MG


Fabrizio Miletto

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

"Giampaolo Bellavite" <bell...@3nd.it> ha scritto nel messaggio
news:8hq3bi$3jvsi$1...@fu-berlin.de...

E che c'entra?
Uno viene alla crapula per parlar male di Chopin?
???

(p.s.:ti piace Piotr'ilic e non ami Frederik?
???)

Tissaferne perplesso


Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
On Fri, 9 Jun 2000 19:19:07 +0200, "Mahler Giangia"

>riuscire a non abusare del pedale
>
>Per quanto mi riguarda non lo metterei nemmeno; trattasi di note tutte
>vicine l'una all'altra.

un momento, stiamo parlando di Chopin mica di Bach. Il pedale ci va,
magari senza abbassarlo sino in fondo...

>Anche un meccanicissimo studio di Czerny ha questa difficoltà; piuttosto
>direi che la cosa più ostica è esprimerlo musicalmente .... come in tutti i
>pezzi del resto.

Dunque, dunque, come tu stesso hai osservato le note sono molto
vicine... ad una certa velocità le dissonanze tendono a risolversi in
"colore" (ascoltare l'esecuzione di Pollini). A mio avviso _in questo
studio_ è sbagliato... le frasi andrebbe articolate come se si
trattasse d'una lunga e costante melodia ornata. Ci sono riusciti
benissimo François, Ashkenazy (prima registrazione), ed in modo
indimenticabile Anda, naturalmente praticando uno stacco di tempo più
lento.
Personalmente alla seconda ripetizione della prima parte affondo il
pedale e faccio uscire le note che la sinistra tocca col pollice...
una cosa che ho sentito fare solo da Spagnolo.

ciao,
Jashugan

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
On Fri, 9 Jun 2000 20:35:26 +0200, "Mahler Giangia"

>Ebbene sì!! Studio op. 25 n. 1 in la bemolle maggiore!

Fra l'altro a differenza di molti studi di Clementi è un vero piacere
lavorarlo... difficile che venga a noia. ;-)

>Sono ancora in fase di lettura (la mia prof. me l'ha assegnato un settimana
>fa circa) quindi non è ancora in versione da concerto. Comunque è una rogna
>.... ci sono dei salti da fare a dir poco abnormi e anch'io, che ho una
>zampa da elefante, ho qualche difficoltà.

Non so cosa ti abbia detto la tua Maestra, ma molti dei salti, salti
non sono più se ti abitui a raggiungere le note estreme con la
rotazione dei polsi.

>Comunque gli studi di Chopin sono il breviario per un pianista: devo
>studiarmeli con impegno e continuità

Personalmente la mia tecnica mattutina - dopo ovviamente 10 minuti di
esercizi *puri* - si riduce a 4 o 5 preludi di Bach e ad un paio di
Studi di Chopin.

>Nel senso che hai scritto uno studio per arpa?? Complimenti, non è da tutti!
>Gradirei molto sentirlo (o perlomeno vederne la parte)!

E' davvero molto bello. Sembra proprio uno Chopin per arpa, e dato che
Schumann aveva ribattezzato lo Studio op. 25 n. 1 "Arpa Eolica" direi
che l'operazione di Lorenzo sia del tutto legittima! :-)

>No. Dici giusto. NOn è uno studio impossibile ma la difficoltà ritmica c'è.
>Ci sono anche pianisti che aggirano il problema eseguendo con la destra,
>anzichè 4 terzine distinte, 2 sestine.

Questa è bella! In realtà per quanto tu ti possa impegnare, a meno di
non eseguire lo studio ad una lentezza incredibile, non è proprio
possibile far percepire le terzine... è tutto nella tua testa.
Prova ad ascoltare Pollini od Ashkenazy, pensando nella tua testa al
ritmo prima in terzine e poi in sestine... scoprirai che si
*incastrano* tutti e due. La stessa cosa accade IMHO nello studio in
si minore sulle ottave.
Nel suo "Pianosofia" Sergio Spagnolo ha affrontato la questione in
modo molto esauriente - fra l'altro la sua esecuzione di tale studio è
una delle più sensazionali che abbia mai sentito ed in un certo senso
ti da pure ragione perché non usa per nulla il pedale. Se volete posso
riportarvi il passo... magari se il Maestro me lo permette potrei pure
mettere sul Sarchiapone la sua esecuzione.

ciao,
Jashugan

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
On Fri, 9 Jun 2000 19:20:55 +0200, "Mahler Giangia"

>> Attento Giampà, che ben conoscendo la perfidia della Weber te li farà
>> come minimo ascoltare da Pogorelich... ^____^
>
>E questa sarebbe perfidia?
>Sai che sfiga .....

Siamo d'accordo, ma io mi riferivo al fatto che Pogorelich esegue
molti preludi lentamente... quindi durano di più! ^___^
(e per uno che già non ama Chopin...)

ciao,
Jashugan

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
On Fri, 9 Jun 2000 19:34:30 +0200, "Mahler Giangia"

Ciaicoschi!!! ^___^

ciao,
Jashugan

Giampaolo Bellavite

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
"Fabrizio Miletto" <tissa...@tiscalinet.it> ha scritto:

> E che c'entra?
> Uno viene alla crapula per parlar male di Chopin?
> ???

Sssst! Era un modo per dirgli su visto che non viene alla Crapula :-)

> (p.s.:ti piace Piotr'ilic e non ami Frederik?
> ???)

E che c'è di male??

Giampaolo Bellavite

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
"weber" <sdip...@hotmail.com> ha scritto:

> AHAHAHAHAHAH!
> Credi di potermi sfuggire ancora per molto?!!!
> Se proprio proprio, proporrò un'equo scambio Chopin-Coski, solo che per
> arrivare a una sinfonia del Tuo dovrai papparti almeno tutti gli studi e i
> preludi;-)))

AAGH!! Lo sapevo che eri pericolosa!!! :-)

Giampaolo

Giampaolo Bellavite

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
"Mahler Giangia" <gian...@tiscalinet.it> ha scritto:
> Scusa sai. Verdi non l'ascolti, Chopin ti dą fastidio .... ma che Kaiser
ti
> piace???

Beh mi pare che il panorama musicale sia sufficientemente vasto anche senza
quei due!

Giampaolo

Giampaolo Bellavite

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
"Francesco Lo Cascio" <locascio....@tin.it> ha scritto:
> Ciaicoschi!!! ^___^

Sgrunt! Almeno ho il *buon gusto* di rifiutare J. Williams!! ;-)

Giampaolo

Lorenzo

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
Roma, 10.VI.2000

Mahler Giangia ha scritto nel messaggio

<8hreuu$rdc$5...@lacerta.tiscalinet.it>...

>Ebbene sì!! Studio op. 25 n. 1 in la bemolle maggiore!

>Sono ancora in fase di lettura (la mia prof. me l'ha assegnato un settimana
>fa circa) quindi non è ancora in versione da concerto. Comunque è una rogna
>.... ci sono dei salti da fare a dir poco abnormi e anch'io, che ho una
>zampa da elefante, ho qualche difficoltà.

Io confesserò che lo studio in questione mi piacque (e mi piace) così tanto
che decisi qualche anno fa di studiarlo da solo (senza insegnante, con
pochissima preparazione pianistica alle spalle, considera che mi ero fermato
al primo movimento del Chiaro di Luna beethoviano). Ero riuscito a leggerlo
tutto e a eseguire le prime 6 misure, ma con una lentezza così eccessiva da
snaturare completamente la purezza melodica dell'opera. Annoiato dal mio
pianoforte e disgustato dai risultati ottenuti ho chiuso lo spartito. L'ho
riaperto invece in occasione dell'impegno che ho dovuto prendere con
un'amica arpista (scrivere una ventina di studi per arpa). Sto ancora al
numero 3 e devo consegnare il lavoro per settembre, credo che perderò la
scommessa (e non solo quella). Tutto questo però non c'entra niente con
quello che dovevo dire. Lo studio dell'Arpa Eolia ha sempre incantanto tutti
quelli che lo ascoltano, anche se digiuni completamente di Musica Classica.

>Gradirei molto sentirlo (o perlomeno vederne la parte)!


Qui torniamo allo studio per arpa. Non puoi immaginare la mia immensa
vergogna di far sentire questa piccolissima composizione completamente
tonale e rasente il banale. Sarei più propenso a mandarti quello in fa
diesis maggiore (modello: notturno op. 15 n. 2)
Io credo che Chopi avrebbe dovuto suonare anche l'arpa. Un grandissimo
arpista. A volte tratta il piano come una grande arpa.

>Piuttosto ... della ballata op. 23 non dici niente?

Tutto ciò che appartiene alla produzione di Chopin (tranne pochissime cose)
hanno un merito particolare e una bellezza straordinaria. Il genere della
ballata, tuttavia, è stato quello che non mi ha affascinato particolarmente.


>Allora vedi di rimediare o l'ascolto dello studio op. 25 n. 1 te lo
>scordi!!!


Rimediato! Quando vengo?
Ciao,
Lorè.

(Perché Lorè?)

Lorenzo

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
Roma, 10.VI.2000

Francesco Lo Cascio ha scritto nel messaggio
<394163c8...@news.tin.it>...

>E' davvero molto bello. Sembra proprio uno Chopin per arpa, e dato che
>Schumann aveva ribattezzato lo Studio op. 25 n. 1 "Arpa Eolica" direi
>che l'operazione di Lorenzo sia del tutto legittima! :-)

Che sia bello Chopin non c'è alcun dubbio!! Se invece ti riferivi al mio
studio per arpa (io mi illudo), non posso far altro che ringraziarti. Sempre
che ti riferissi ad esso...
Ultimamente sto facendo micrometrici progressi con questo studio in fa
diesis maggiore.


>Nel suo "Pianosofia"

Pianosofia? So di essere ignorante in materia pianistica, ma questo mi fa
sentire ancora peggio. Esiste un'opera teorica che si chiama così?
Ciao,
Lorenzo

Mahler Giangia

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
> >Per quanto mi riguarda non lo metterei nemmeno; trattasi di note tutte
> >vicine l'una all'altra.
>
> un momento, stiamo parlando di Chopin mica di Bach. Il pedale ci va,
> magari senza abbassarlo sino in fondo...

Io non lo metterei perchè rischierebbe di diventare un "agglomerato di
suono".
D'accordo .... nei punti più adatti è possibile metterlo ...

> >Anche un meccanicissimo studio di Czerny ha questa difficoltà; piuttosto
> >direi che la cosa più ostica è esprimerlo musicalmente .... come in tutti
i
> >pezzi del resto.
>
> Dunque, dunque, come tu stesso hai osservato le note sono molto
> vicine... ad una certa velocità le dissonanze tendono a risolversi in
> "colore" (ascoltare l'esecuzione di Pollini).

Nel senso? Vorresti farlo tutto senza un'inflessione? Tanto ci pensa già la
musica ad esprimersi?
Ho capito bene?

Mahler Giangia

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to

> >Ebbene sì!! Studio op. 25 n. 1 in la bemolle maggiore!
>
> Fra l'altro a differenza di molti studi di Clementi è un vero piacere
> lavorarlo... difficile che venga a noia. ;-)

Guarda, sono sincero. Clementi non mi dispiace così tanto!

>
> >Sono ancora in fase di lettura (la mia prof. me l'ha assegnato un
settimana
> >fa circa) quindi non è ancora in versione da concerto. Comunque è una
rogna
> >.... ci sono dei salti da fare a dir poco abnormi e anch'io, che ho una
> >zampa da elefante, ho qualche difficoltà.
>

> Non so cosa ti abbia detto la tua Maestra, ma molti dei salti, salti
> non sono più se ti abitui a raggiungere le note estreme con la
> rotazione dei polsi.

Certo, certo! Uso questa tecnica .... comunque è laborioso ugualmente
(capirai .... Chopin ...)

> >Comunque gli studi di Chopin sono il breviario per un pianista: devo
> >studiarmeli con impegno e continuità
>
> Personalmente la mia tecnica mattutina - dopo ovviamente 10 minuti di
> esercizi *puri* - si riduce a 4 o 5 preludi di Bach e ad un paio di
> Studi di Chopin.

Poco poco!!! :-))))

> >Nel senso che hai scritto uno studio per arpa?? Complimenti, non è da
tutti!

> >Gradirei molto sentirlo (o perlomeno vederne la parte)!

> E' davvero molto bello. Sembra proprio uno Chopin per arpa, e dato che
> Schumann aveva ribattezzato lo Studio op. 25 n. 1 "Arpa Eolica" direi
> che l'operazione di Lorenzo sia del tutto legittima! :-)

Certo.

> >No. Dici giusto. NOn è uno studio impossibile ma la difficoltà ritmica
c'è.
> >Ci sono anche pianisti che aggirano il problema eseguendo con la destra,
> >anzichè 4 terzine distinte, 2 sestine.
>

> Questa è bella! In realtà per quanto tu ti possa impegnare, a meno di
> non eseguire lo studio ad una lentezza incredibile, non è proprio
> possibile far percepire le terzine...

Non direi ... e comunque i furboni che aggirano il problema ci sono

è tutto nella tua testa.
> Prova ad ascoltare Pollini od Ashkenazy, pensando nella tua testa al
> ritmo prima in terzine e poi in sestine... scoprirai che si
> *incastrano* tutti e due.

Beh, la velocità che riescono a ottenere quei due stornelli non è certo da
tutti.


Tito Ceccherini

unread,
Jun 15, 2000, 3:00:00 AM6/15/00
to
locascio....@tin.it (Francesco Lo Cascio) ha scritto:

>On Fri, 9 Jun 2000 08:33:46 +0200, "Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it>
>wrote:
>

>>Il numero 2 so che è davvero complesso per l'alternanza
>>tra le due mani di un ritmo binario ed uno ternario (sbaglio? Dico
>>castronerie? Correggimi).
>

>Lo studio in fa minore è fra i più facili *meccanicamente* parlando,

>io lo portai già al quinto...


che c**** vuol dire meccanicamente (o a chi c**** interessa)? Lorenzo,
profano e "neofita" mi sembra esser stato molto più vicino alla
sostanza di questo tuo commento.
La trasparenza del metro, la correttezza del fraseggio, e, come da
ultimo riconosci tu stesso, un uso credibile del pedale (a proposito:
provare a prendere sul serio i pedali di Chopin?) fanno di questo
studio un bel problemino.

Tito

Tito Ceccherini

unread,
Jun 15, 2000, 3:00:00 AM6/15/00
to
"Mahler Giangia" <gian...@tiscalinet.it> ha scritto:

>> >Sto studiando ora la Ballata in sol minore e un paio di studi op.25 da


>> >portare all' ottavo
>>
>> Gli studi op. 25?? Non dirmi che fai il n. 1 op. 25, perché vengo da te e
>ti
>> obbligo a farmelo sentire!!
>

>Ebbene sì!! Studio op. 25 n. 1 in la bemolle maggiore!

>Sono ancora in fase di lettura (la mia prof. me l'ha assegnato un settimana
>fa circa) quindi non è ancora in versione da concerto. Comunque è una rogna
>.... ci sono dei salti da fare a dir poco abnormi e anch'io, che ho una
>zampa da elefante, ho qualche difficoltà.

è vero: ma, credimi, hai molto più tempo di quanto non credi, per
realizzarli: studiali spostando la mano con calma, respirando
correttamente, e cercando di prendere "confidenza" con le distanze e
con i tasti che vai cercando...

Tito

Tito Ceccherini

unread,
Jun 15, 2000, 3:00:00 AM6/15/00
to
locascio....@tin.it (Francesco Lo Cascio) ha scritto:

>>No. Dici giusto. NOn è uno studio impossibile ma la difficoltà ritmica c'è.


>>Ci sono anche pianisti che aggirano il problema eseguendo con la destra,
>>anzichè 4 terzine distinte, 2 sestine.
>
>Questa è bella! In realtà per quanto tu ti possa impegnare, a meno di
>non eseguire lo studio ad una lentezza incredibile, non è proprio

>possibile far percepire le terzine... è tutto nella tua testa.

dissento nel modo più totale

>Prova ad ascoltare Pollini od Ashkenazy, pensando nella tua testa al
>ritmo prima in terzine e poi in sestine... scoprirai che si
>*incastrano* tutti e due.

questo è, IMVHO, unesperimento mistificante. Sarebbe ben curioso che
non si "incastrassero"; in compenso un ascoltatore "prevenuto" (cioè
che ascolta il brano filtrandolo sulla base di una struttura
preimmaginata che vuol cercare di sentire) non fa testo in nessun
modo.
in ogni caso, trovo che sia tendenzialmente più facile far capire la
struttora metrica (terzine "piccole" versus "grandi") spingendo un po'
la velocità, non certo riducendola: il fatto è che questo non deve
sacrificare la trasparenza e la precisione della articolatissima trama
della mano destra, e trovare un buon equilibrio tra queste esigenze
non è facile.

>La stessa cosa accade IMHO nello studio in
>si minore sulle ottave.
>Nel suo "Pianosofia" Sergio Spagnolo ha affrontato la questione in
>modo molto esauriente - fra l'altro la sua esecuzione di tale studio è
>una delle più sensazionali che abbia mai sentito ed in un certo senso
>ti da pure ragione perché non usa per nulla il pedale.

bravo!
ripeto: andiamo a rivedere i pedali di Chopin? almeno negli studi,
almento per ragioni "tecnico-meccaniche", dovrebbero fare testo almeno
un po'!

>Se volete posso
>riportarvi il passo... magari se il Maestro me lo permette potrei pure
>mettere sul Sarchiapone la sua esecuzione.

sarebbe una bella idea
Ciao

Tito

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 16, 2000, 3:00:00 AM6/16/00
to
On Thu, 15 Jun 2000 19:30:12 +0200, Tito Ceccherini

>>Lo studio in fa minore è fra i più facili *meccanicamente* parlando,
>>io lo portai già al quinto...
>
>che c**** vuol dire meccanicamente (o a chi c**** interessa)? Lorenzo,
>profano e "neofita" mi sembra esser stato molto più vicino alla
>sostanza di questo tuo commento.

Ti sfido a dimostrarmi che l'adagio della Sonata K. 545 di Mozart sia
meno problematico di questo studio. Se adottiamo certi canoni *tutto*
diventa egualmente difficile. Ma dal momento che sono convinto che la
maestra di Mahler non pretenda una esecuzione alla Ashkenazy, allora
lo studio op. 25 n. 2 è uno dei più facili (e così lo studio op. 25 n.
1). Molto più impegnativi sono in quella fase l'op. 25 n. 4 o 10
o l'op. 10 n. 1 (in realtà un altro non-problema secondo me) perché il
corso di studi in Italia non insegna veramente ad affrontare quel tipo
di problemi tecnici. Infatti per molti pianisti i "salti" del Mephisto
Valzer, o le ottave legate sono guardati con timore...

>La trasparenza del metro, la correttezza del fraseggio, e, come da
>ultimo riconosci tu stesso, un uso credibile del pedale (a proposito:
>provare a prendere sul serio i pedali di Chopin?) fanno di questo
>studio un bel problemino.

Boh? A me è sempre venuto benissimo... inoltre se hai lavorato molto
Bach, anche l'equilibrio fra le parti si ottiene facilmente. Questo
studio secondo me è un non-problema, tanto che per rendermelo più
interessante (non parlo della sostanza musicale che è fantastica, e
difatti è uno dei miei preferiti) sono stato costretto ad
*iper-polifonicizzarlo*.

ciao,
Jashugan

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 16, 2000, 3:00:00 AM6/16/00
to
On Thu, 15 Jun 2000 19:30:16 +0200, Tito Ceccherini

>>Prova ad ascoltare Pollini od Ashkenazy, pensando nella tua testa al
>>ritmo prima in terzine e poi in sestine... scoprirai che si
>>*incastrano* tutti e due.
>
>questo è, IMVHO, unesperimento mistificante. Sarebbe ben curioso che
>non si "incastrassero"; in compenso un ascoltatore "prevenuto" (cioè
>che ascolta il brano filtrandolo sulla base di una struttura
>preimmaginata che vuol cercare di sentire) non fa testo in nessun
>modo.

Qui non si tratta di prevenzione: tutti coloro che ascoltano lo studio
in fa minore di Chopin per la prima volta senza avere visto lo
spartito *pensano* che sia scritto in sestine. Solo una esecuzione
lentissima, nella quale la sinistra è eseguita in modo non
percepibile, impedirebbe il sorgere dell'equivoco. Cmq leggi più
avanti.

>in ogni caso, trovo che sia tendenzialmente più facile far capire la
>struttora metrica (terzine "piccole" versus "grandi") spingendo un po'
>la velocità, non certo riducendola: il fatto è che questo non deve
>sacrificare la trasparenza e la precisione della articolatissima trama
>della mano destra, e trovare un buon equilibrio tra queste esigenze
>non è facile.

Premessa: è possibile che io mi sia spiegato male. Non intendevo certo
dire che non si riesca a fare percepire la differenza fra terzine e
setine *in generale*. E' lo specifico caso dello Studio op. 25 n. 2
(per ragioni diverse accada anche nello Studio op. 25 n. 10 ma... una
cosa alla volta!!! ^___^).

Comunque, dato che siamo fra adulti vaccinati e consenzienti, non mi
porrò problemi nello scendere in un terreno scabrosissimo.
Ne ero già convinto prima, ma la lettura del libro - aihmé di non
facile reperibilità - di Paolo Spagnolo, Pianosofia, mi ha confermato
di quanto antiquata e falsata sia la didattica concernente il
pianoforte in Italia. Per chi non lo sapesse il Maestro è uno
sfortunato pianista napoletano, sfortunato perché gravissimii malanni
fisici hanno troncata una carriera che si preannunciava sensazionale
(un primo premio al concorso Ginevra, le lodi di pianisti come Lipatti
che lo paragonò ad Horowitz, una serie di registrazioni per la Decca
che rivelavano una padronanza dello strumento ed una proprietà
stilistica pari a quelle di Benedetti Michelangeli). In tutti questi
anni però Spagnolo (ora 70enne) ha continuato a studiare ed a
ragionare sullo strumento, pervenendo a risultati sbalorditivi sul
piano teorico, e perfettamente dimostrati dalla sue registrazioni,
condotte in porto con molta fatica ma con ammirevole impegno.

Nel suo libro Spagnolo demolisce alcuni luoghi comuni riguardanti lo
studio e l'insegnamento del pianoforte fra cui quello degli 'equivoci
ritmici'. A proposito dello Studio op. 25 n. 2 ecco quello che dice:

«Nessun equivoco si manifesterebbe suonando solamente la parte della
mano destra: le terzine avrebbero il loro giusto rilievo. Ma il
movimento della destra deve combinarsi con le semiminime della mano
sinistra e queste ultime, cadendo *esattamente* (in corsivo nel testo,
ndJashugan) ogni due crome, dividono a due a due la figurazione della
destra e determinano in tal modo l'equivoco. Si tenga conto che
un'unica legatura abbraccia l'intero movimento della destra
dall'inizio alla fine dello studio, legatura rafforzata
dall'indicazione 'p molto legato'; ovviamente non è segnato alcun
accento, che in ogni caso non sarebbe concepibile, dato anche
l'andamento molto veloce ('Presto'). Ma, pur supponendo di voler
esaltare al massimo la scansione in terzine, - andando così contro le
esplicite indicazioni di Chopin e falsando il significato musicale
dello studio che esige un'esecuzione fluida ed omogenea - sarà sempre
la sinistra, col suo movimento più lento di semiminime legate a gruppi
di tre, a determinare l' *effettiva* scansione ritmica. [...] Pertanto
qualsiasi sforzo, teso a 'realizzare' ad ogni costo le terzine della
destra sarà del tutto inutile ed anzi peggiorerà il risultato
esecutivo. [...] La cosa più sconcertante è che molti
esecutori-insegnanti sono fortemente convinti di rendere intellegibile
agli ascoltatori le terzine di questo studio che essi percepiscono
solo con il loro orecchio 'interno' [...] ma quando debbono giudicare
un allievo che eseguendo lo studio a velocità ridotta, evidenzia
marcatamente l'equivoco effetto delle duine, ascoltandolo questa volta
con l'orecchio 'esterno', manifestando orrore per il mancato rispetto
e si dimostrano implacabili nella valutazione negativa». (Paolo
Spagnolo)

Un'altro esempio che mi viene subito è il finale della Polacca
Brillante op. 22 di Chopin. Nella virtuosistica coda si trovano ad un
certo punto delle quartine discendenti cromatiche, notate però in
terzine. Inevitabilmente in quel passaggio, per quanto il pianista si
possa impegnare, quello che noi percepiamo - data l'alta velocità del
passo - è proprio un effetto di quartine. Cmq IMHO sono proprio questi
'equivoci' ritmici a rendere unica la musica (pensa all'episodio
'Prestissimo' del Terzo Capriccio di Paganini, dove la differente
struttura dei passi provoca un alternarsi di passaggi in sestine e
passaggi in terzine).

ciao,
Jashugan

dimitri

unread,
Jun 16, 2000, 3:00:00 AM6/16/00
to
"Lorenzo" <sper...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:8hni9d$8jk$1...@pegasus.tiscalinet.it...
> Roma, 8.VI.2000
>
> Ma Chopin? Che fine ha fatto? Come scrisse qualcuno (meglio, qualcuna)
sul
> NG tempo fa, Chopin č il grande amore dei neofiti, viene ascoltato senza
> sosta nei primi anni di conoscenza musicale, poi si
> abbandona...ingiustamente! Sono tre giorni che mi risuona in testa il
> notturno op. 15, n. 2 in fa diesis maggiore, non ne posso piů!
> Lorenzo

Chi ha detto che Chopin č per i neofiti? Io ho cominciato a sopportarlo solo
invecchiando, anche se non č che mi piaccia molto, anzi, insieme a Listz,
Berlioz e pochi altri, č fra quelli che proprio non mi vanno nč su ne giů,
bah forse devo invecchiare anora un po'...Penso che ascoltare Chopin come
approccio alla musica classica possa diventare un validissimo motivo per
abbandonarla.
D.

Tito Ceccherini

unread,
Jun 23, 2000, 3:00:00 AM6/23/00
to
locascio....@tin.it (Francesco Lo Cascio) ha scritto:

>On Thu, 15 Jun 2000 19:30:12 +0200, Tito Ceccherini

>
>>>Lo studio in fa minore è fra i più facili *meccanicamente* parlando,
>>>io lo portai già al quinto...
>>
>>che c**** vuol dire meccanicamente (o a chi c**** interessa)? Lorenzo,
>>profano e "neofita" mi sembra esser stato molto più vicino alla
>>sostanza di questo tuo commento.
>
>Ti sfido a dimostrarmi che l'adagio della Sonata K. 545 di Mozart sia
>meno problematico di questo studio. Se adottiamo certi canoni *tutto*
>diventa egualmente difficile. Ma dal momento che sono convinto che la
>maestra di Mahler non pretenda una esecuzione alla Ashkenazy, allora
>lo studio op. 25 n. 2 è uno dei più facili (e così lo studio op. 25 n.
>1). Molto più impegnativi sono in quella fase l'op. 25 n. 4 o 10
>o l'op. 10 n. 1 (in realtà un altro non-problema secondo me) perché il
>corso di studi in Italia non insegna veramente ad affrontare quel tipo
>di problemi tecnici. Infatti per molti pianisti i "salti" del Mephisto
>Valzer, o le ottave legate sono guardati con timore...

guarda: che cosa volesse Chopin in quello studio è evidente dal testo
musicale. se questo tecnicamente, vien fuori facilmente, bene, se
no... male.
realizzare il testo della 545 è "facile", anche se sono d'accordissimo
che sia poi tutt'altro che senza problemi.
ma nell'op 25 n° 2 sembra che tu stesso consideri il problema
"insolubile": ed allora venirmi a dire che sia "tecnicamente" uno
studio facile sarebbe sintomo di una certa superficialità nel
confronto con il testo... (come dire: questo punto *mi sembra*
impossibile, quindi lo ignoro, quindi il pezzo è facilissimo...)


>>La trasparenza del metro, la correttezza del fraseggio, e, come da
>>ultimo riconosci tu stesso, un uso credibile del pedale (a proposito:
>>provare a prendere sul serio i pedali di Chopin?) fanno di questo
>>studio un bel problemino.
>
>Boh? A me è sempre venuto benissimo...

non è vero: le terzine della destra pare che hai addirittura
rinunciato a distinguerle da quelle della sinistra...

>inoltre se hai lavorato molto
>Bach, anche l'equilibrio fra le parti si ottiene facilmente. Questo
>studio secondo me è un non-problema, tanto che per rendermelo più
>interessante (non parlo della sostanza musicale che è fantastica, e
>difatti è uno dei miei preferiti) sono stato costretto ad
>*iper-polifonicizzarlo*.

bastava che lo prendessi un po' più sul serio... :-)
ciao,

Tito

Tito Ceccherini

unread,
Jun 23, 2000, 3:00:00 AM6/23/00
to
locascio....@tin.it (Francesco Lo Cascio) ha scritto:

>On Thu, 15 Jun 2000 19:30:16 +0200, Tito Ceccherini

ti sei spiegato benissimo, e proprio su questo dissento!
fra l'altro, in altro post, dichiari di essere in grado di offrire
un'esecuzione impeccabile di questo studio: mi aspetto da te stesso,
dunque, la dimostrazione di quanto bene si possa realizzare questo
effetto, rispettando il tempo originale e senza bisogno di "inventarsi
altre polifonie per rendere la cosa più interessante"!

<...>

>Un'altro esempio che mi viene subito è il finale della Polacca
>Brillante op. 22 di Chopin. Nella virtuosistica coda si trovano ad un
>certo punto delle quartine discendenti cromatiche, notate però in
>terzine. Inevitabilmente in quel passaggio, per quanto il pianista si
>possa impegnare, quello che noi percepiamo - data l'alta velocità del
>passo - è proprio un effetto di quartine.

questo è un caso COMPLETAMENTE diverso. anche se si sentono delle
quartine si percepisce però un perfetto cambio di metronomo,
assicurato da una "proporzione" (sesquitertia) assoluta. non sono
affatto convinto che non sia lo scopo voluto da Chopin, che invece
certo non scriveva lo studio op. 25 n° 2 pensando di scrivere una cosa
senza senso.

Tito

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 25, 2000, 3:00:00 AM6/25/00
to
On Fri, 23 Jun 2000 10:13:32 +0200, Tito Ceccherini

>ti sei spiegato benissimo, e proprio su questo dissento!
>fra l'altro, in altro post, dichiari di essere in grado di offrire
>un'esecuzione impeccabile di questo studio: mi aspetto da te stesso,
>dunque, la dimostrazione di quanto bene si possa realizzare questo
>effetto, rispettando il tempo originale e senza bisogno di "inventarsi
>altre polifonie per rendere la cosa più interessante"!

Ehm... quello effettivamente è un mio vezzo. Ma è per costringermi a
studiare. O:-)

Cmq se permetti, devi per lo meno spiegare le ragioni del tuo
dissenso.
Come direbbe il mio amatissimo Liszt: «Nei suoi prossimi post mi farà
il piacere di scendere meglio in profondità. Perché dire qualcosa a
metà equivale a dire niente».
Dal punto di vista acustico non ti posso dare ragione: c'è un
giochetto che Spagnolo propone per comprendere come il ritmo si
modifichi a seconda dell'incidenza dell'accompagnamento.
Prendi lo Studio n. 1 op. 70 di Moscheles. La mano destra esegue delle
sestine. La sinistra delle ottave che cadono all'incirca ogni sestina.
Ora fai questa prova: esegui la prima pagina, eseguendo una ottava
ogni tre note, poi ogni due. E vedrai che il ritmo si modifica
passando dalle sestine originali, alle terzine, poi di nuovo alle
sestine. In questo case è proprio dovuto alla ritmica distributiva,
invece che accentuativa, che modifica la percezione del ritmo.
La stessa cosa accade nello Studio di Chopin. L'unica maniera per far
percepire il ritmo in terzine (vista la distribuzione degli accenti
indotta dalla sinistra) sarebbe quella di accentare decisamente la
prima nota di ogni terzina.
Ma ammesso anche di riuscirci (io per esempio ho praticato per molti
anni un esercizio della scuola di Vitale *proprio* sugli accenti nelle
terzine, arrivando a farli percepire distintamente fino a circa 172 di
metronomo) lo Studio in fa minore di Chopin non è «Désordre» di
Ligeti, e quindi tale accentuazione sarebbe del tutto fuori luogo.

Quanto al resto sono convinto, e spero di dartene presto prova, che la
mia esecuzione di tale studio ti soddisferebbe completamente.

ciao,
Jashugan
--
«Sopra la panca la capra crapula,
dopo la crapula la capra crepa».
(Vinix the Gurux)

«Sopra la panca la capra crapula,
dopo la crapula la capra crepa».
(Vinix the Gurux)

HerrGraf

unread,
Jun 28, 2000, 3:00:00 AM6/28/00
to
On Fri, 16 Jun 2000 11:16:25 GMT, locascio....@tin.it (Francesco
Lo Cascio) wrote:

>la lettura del libro - aihmé di non
>facile reperibilità - di Paolo Spagnolo, Pianosofia,

Mi interessa molto. Ti ricordi per caso l'editore? Ho appena provato
sulle principali librerie on line ma non compare in nessun catalogo. E
le sue registrazioni, si possono reperire?

Grazie
HerrGraf

Francesco Lo Cascio

unread,
Jun 28, 2000, 3:00:00 AM6/28/00
to
On Wed, 28 Jun 2000 15:09:30 GMT, --herr...@interfree.it (HerrGraf)
wrote:

>>la lettura del libro - aihmé di non
>>facile reperibilità - di Paolo Spagnolo, Pianosofia,
>
>Mi interessa molto. Ti ricordi per caso l'editore? Ho appena provato
>sulle principali librerie on line ma non compare in nessun catalogo. E
>le sue registrazioni, si possono reperire?

Nisba per entrambe le domande. Grazie all'intercessione del nostro
Mario Buonafede, allievo del grande pianista (a proposito Mario ma
dove sei?) ho ricevuto direttamente dal Maestro una copia del suo
libro, ed anche una decina di CD con parecchie sonate di Beethoven
(sbalorditive!), gli Studi di Chopin, le Brahms-Paganini, la Sonata di
Liszt, ed una antologia di Preludi di Debussy. Quanto basta per capire
l'assoluta statura artistica di Spagnolo.
Il libro è stato stampato in edizione limitatissima, ed i CD sono
auto-prodotti (anche se la qualità delle incisioni è più che buona).
Si è parlato d'un possibile acquisto da parte delle Decca - che negli
anni cinquanta fece registrare una ventina di pezzi al nostro - cmq se
vuoi maggiori informazioni scrivimi in privato.

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