Stasera il pubblico dell'Opera di Roma ha perdonato la Takova della piccola
"stecchetta", un leggero abbassamento di voce all'acuto finale dell'aria al
termine del primo atto de "La Traviata".
Le scene, datate primi anni settanta, che hanno voluto dividere il
palcoscenico in due parti, una avanti con i protagonisti principali e parte
del coro, l'altra dietro, ricoperta da un fitto strato di nebbia. Sembrava
di guardare alcune fotografie d'epoca, perché tra l'orchestra e il
boccascena era situato un velo sottilissimo, che appannava alquanto ai lati,
e lasciava la scena chiara al centro, come se tutta la storia fosse un
ricordo, offuscato, o un racconto di tempi andati. I costumi veramente
belli, come vuole la più tipica tradizione di quest'opera.
Stasera cantava Darina Takova. Lo spettacolo sembrava fatto apposta per i
"melomani", sarebbe sicuramente stato la gioia di Daverio.
Al primo atto, a dir la verità, la voce della Takova non era brillante, ma
come opacizzata, priva di grande slancio, a tratti ingolata, e, ripeto, ha
subito un piccolo mancamento di voce all'acuto finale. Ricordo tuttavia che
la Takova stasera nemmeno avrebbe dovuto cantare, perché abbastanza
indisposta. Il pubblico romano l'ha perdonata eccome, con un grande applauso
e un ovazione al termine dell'opera.
Il tenore, Roberto Scandiuzzi, mi ha ha riservato buone sorpese. Anche lui
un po' debole durante il primo atto, ha poi trovato una voce più forte e
robusta, ben immascherata, e molto molto fiato. Non faceva tremare sugli
acuti, anzi ha preso benissimo il do di petto (credo che fosse un do)
all'inizio del secondo atto. Il baritono, Gallo, nella parte di Giorgio
Germont è stato incredibilmente bravo, voce perfettamente impostata, grande
dizione, ottimo fraseggio, e soprattutto ha saputo dare una grande
interpetazione (col binocolo si potevano assaporare gli sguardi) teatrale,
confermandosi come il cantante più azzeccato del cast. Nel second'atto, sia
la voce sia la recitazione di Violetta hanno preso maggior piglio. La
Takova, che evidentemente si era "scaldata", era ora molto più consona alla
parte, senza eccedere né verso il dramma patetico, né verso atteggiamenti
troppo languidi, merito questo anche della splendida regia, dinamica, non
forsennata. Il lungo duetto tra Germont padre e Violetta scorreva
velocemente, la linea di canto è rimasta espressiva sino alla fine.
Insomma, il secondo atto è stato davvero estremamente convincente,
gradevolissimo, in pieno clima da "melomane".
Con il terzo atto, la scenografia, che ambientava l'ultima parte del dramma
in una corsia d'ospedale, sottolineava l'aspetto della malattia di Violetta
più che la solitudine. Annina prima e il dottore poi rimanevano come ombre
sullo sfondo, mentre Violetta meditava la sua morte a poco a poco. La
lettura della lettera si è svolta senza una effettiva lettura, come se le
parole cantate fossero l'interpetazione dei pensieri di Violetta (soluzione
molto mutiana). Takova, oltre che essere una grande cantante piena di
risoluzione, di espressione e una ottima, bellissima voce, è anche una
grande attrice, come ha dimostrato negli ultimi due atti, piena di
portamento, di incisività scenica.
L'orchestra, contrariamente a quanto mi sarei aspettato, ha suonato non
male, e Pidò ha avuto il merito di non mettersi sul piedistallo d'oro per
dirigere una sinfonia con voci, ma di rendere magnificamente l'atmosfera del
dramma. Una direzione un po' secca, dai tempi forse troppo accellerati in
più di un punto, ma sicuramente il suono della fossa non ha mai coperto i
cantanti, esaltandone, anzi, le enormi potenzialità.
Domani sera andrò allo stesso spettacolo cantato dalla Tehodossiu nel ruolo
della protagonista. Speriamo che ci sia la stessa riuscita, lo stesso
successo.
Ciao,
Lorenzo
Lorenzo ha scritto nel messaggio <8enn1d$49r$1...@lacerta.tiscalinet.it>...
>Roma, 3.V.2000
>Il tenore, Roberto Scandiuzzi,
E. C. Era Roberto Aronica, non so come mi sia uscita questa cosa.
Ho una particolare predilezione per la voce di Dorina Takova. Mi spiace
abbia deluso la platea. Strano per gli acuti perchè soilitamente sono
proprio il punto forte anche se francamente non è proprio sicurissima sui mi
bemolle e quindi avrei eliminato la puntatura non scritta se fossi stato in
lei. Può darsi anche che fosse effettivamente indisposta. Quanto alla
Theodossiou mi hanno detto che è stata bravissima. Sai che repliche canterà?
Si potrebbe organizzare una discesa milanese, Peres in testa. Attenzione
però a proposito di melomani di non cadere nell'eccessiva divinazione della
Theodossiou in contrapposizione alla Devia di Firenze. Gli anti Devia stanno
gonfiando la Violetta di Roma per rinfacciare quella della Devia.
Marco Daverio
Marco Daverio ha scritto nel messaggio <95733467...@eva.enter.it>...
>
> Quanto alla
>Theodossiou mi hanno detto che è stata bravissima. Sai che repliche
canterà?
Theodossiu canta stasera e venerdì sera. Sulla biglietteria c'è un enorme
cartello con sopra scritto "Tutto esaurito".
Addio alla discesa milanese...
Ciao,
Lorenzo
A parte che queste strumentalizzazioni fanno poco onore a chi le fa (e sai
che gliene frega alla Devia), sono convinto che Marco abbia perfettamente
ragione.
Non capisco se le strumentalizzazioni sino a livello di "guerra tra Enti" o
semplicemente tra fan dell'una o dell'altra cantante. Nel primo caso penso
possa essere plausibile, anche se discutibile, il tentativo di tirar acqua
al proprio mulino.Nel secondo caso, non capisco a che pro. Non mi sembra che
la stampa abbia celebrato la Traviata di Firenze come quella del secolo. A
parte le critiche alla regia, mi pare si sia parlato di uno spettacolo
musicalmente molto valido. La Sig.ra Devia non è probabilmente una Violetta
storica, cosa che tra l'altro non credo Ella pretenda d'essere. Non si può
però negarLe di averci offerto una prova decisamente notevole, e per quanti
hanno assistito allo spettacolo, una serata decisamente interessante. Mi
sembra che spesso non potendo avere l'indimenticabile disprezziamo l'ottimo.
Vogliate scusare la perorazione prettamente fan-atica.
Grazie. Ciao.Danilo.
> Non capisco se le strumentalizzazioni sino a livello di "guerra tra Enti" o
> semplicemente tra fan dell'una o dell'altra cantante. Nel primo caso penso
> possa essere plausibile, anche se discutibile, il tentativo di tirar acqua
> al proprio mulino.Nel secondo caso, non capisco a che pro.
Mi permetto di smentire che ci sia una guerra tra Opera di Roma e Maggio
Musicale Fiorentino. Nella maniera piu' assoluta. Tra l'altro il
sovreintendente di Roma era sovrintendente a Firenze fino al giugno
scorso.
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Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Luca Logi ha scritto nel messaggio
<2000050723...@dadovago3162.dada.it>...
>Cacciagrano Danilo <danil...@libero.it> wrote:
>
>
>> Non capisco se le strumentalizzazioni sino a livello di "guerra tra Enti"
o
>> semplicemente tra fan dell'una o dell'altra cantante. Nel primo caso
penso
>> possa essere plausibile, anche se discutibile, il tentativo di tirar
acqua
>> al proprio mulino.Nel secondo caso, non capisco a che pro.
>
>Mi permetto di smentire che ci sia una guerra tra Opera di Roma e Maggio
>Musicale Fiorentino.
A parte il fatto che non credo ci sia guerra tra gli Enti (anche perché
l'Opera di Roma, ancora, non se la può permettere, visto che sta uscendo da
una situazione di catastrofe economica ed artistica), non capisco come sia
uscita fuori questa storia dei risentimenti tra cantanti e tra teatri...io
avevo solamente espresso un giudizio positivo verso la Takova (ampiamente
superato da giudizio entusiasta verso la Theodossiu), che comunque non ho
paragonato affatto alla Devìa (anche perché la Traviata di Firenze non l'ho
vista). Mi fa piacere che la Devìa sia stata brava, eccellente, ecc. ecc.,
ma questo non toglie che a me la Takova sia piaciuta molto...
Ciao,
Lorenzo