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Federico Freni
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Inviato via http://usenet.libero.it
Posso fare il confronto solo sulle ultime di Schubert.
Pollini al 2000000000000000000000000%.
Kali'.
"Giovanni Lavena" <giovanni...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z181Z230Z204Y...@usenet.libero.it...
> Federico Freni ha scritto:
> > Oggi, nel bel mezzo di una lezione sulla teoria generale dei negozi
> > giuridici, uno dei maggiori e più geniali giuristi italiani, ha fatto un
> > esempio esplicativo tirando in ballo maurizio pollini....e poi un altro
> con
> > Alfred Brendel..
> > a margine della lezione, si parlava... meglio pollini o brendel...
> > sia io che lui... brendel al 100%
> > e voi ???
>
> Per me è una domanda senza senso. Assodato che sono due dei più geniali
A Federi'
rilassete!!!
E.
> Per me è una domanda senza senso. Assodato che sono due dei più geniali
> interpreti viventi, ha senso fare una classifica, per giunta in assoluto e
> senza riferimenti ad opere specifiche? Forse - e sottolineo forse - si
> potrebbe discettare a lungo sulla migliore riuscita dell'uno o dell'altro
in
> questo o in quest'altro pezzo (diverse cose le suonano entrambi), ma alla
> fine, dato il livello comunque altissimo, sarebbe solo questione di gusti.
A mio parere ha ragione Giovanni. La domanda, posta in questo modo, non ha
un gran senso. L'avrebbe di più se, per esempio, parlassimo
dell'interpretazione delle Sonate di Beethoven (e anche in quel
campo...Pollini le sta completando, assai lentamente; Brendel è alla terza
incisione, il che, beninteso, non è un giudizio, è solo la segnalazione di
un approccio differente) o delle ultime tre Sonate di Schubert.
Si tratta di carriere differenti, e di repertori almeno in parte diversi,
sicuramente impostate in base a critieri non assimilabili. Brendel ha
indagato sistematicamente la classicità viennese (Haydn, Mozart, Beethoven,
Schubert), ha suonato molto Liszt da giovane, non è un grande interprete
chopiniano (anzi, direi che non è interprete chopiniano tout court), non
pare interessato alla musica contemporanea (tolto Schoenberg, ma si tratta
di incisioni ormai lontane, e non so se il Concerto di Schoenberg si possa
considerare musica "contemporanea"). Pollini, invece, è un grande interprete
di Chopin (e di Schumann); ha affrontato la musica del Novecento e la
contemporanea, magari non suonandone tantissima ma selezionandola con cura;
ha pure affrontato il periodo classico, con criteri analoghi a quelli
applicati alla musica contemporanea (non integrali e neppure scelte ampie,
ma opere cruciali; Fantasia e Sonata in do minore di Mozart, le ultime tre
Sonate di Schubert...alcune Sonate di Beethoven le ha avute in repertorio
per circa due decenni, prima di registrarle).
Insomma o si parla di Beethoven e Schubert, oppure il discorso cade.
Detto questo, aggiungo che pur amando molto Pollini lo Schubert di Brendel
non mi pare assolutamente da buttare. Anzi.
Interpretativamente mi appaiono pure assai diversi: Brendel ha un vero
talento per il comico e l'umoristico, per l'understatement e la parodia
ovunque affiorino; il che, naturalmente, non esclude una certa ironica
amarezza, magari espressa indirettamente. Pollini mi sembra avere un'idea
assai più severa, monolitica, impegnata della musica, nutrita da una ricerca
tesa e incessante di significati essenziali.
dR
C'è un nuovissimo tipo di Cottonfioc brevettato dalla JOHNSON&JOHNSON
che ti potrebbe essere molto utile.;))
A.N.
Infatti ti sbagli ...e di grosso !
Ancora con stà storia di mettere in mezzo Michele Campanella,
da prendere ad esempio quando si sottintende un pianista "scarso" .
BASTAAAAAAAAA.
Ma lo hai mai ascoltato per più di 5 minuti ? Magari dal vivo ?
Michele Campanella è un grande pianista !
E tu chi sei per dare dello st....
addirittura a Pollini ?!?
Poveri noi.........!!!!!
M.G.
Ti ringrazio per l'avvertimento ... starò ben distante da tale obbrorio, che
non finisca anche per preferire lo Chopin di Arrau a quello di Pollini ...
:o)=========
Kali'.
> Ti ringrazio per l'avvertimento ... starò ben distante da tale obbrorio,
che
> non finisca anche per preferire lo Chopin di Arrau a quello di Pollini ...
Lui straparla con i bastoncini, ma anche questa degnazione nei confronti di
Arrau è abbastanza, come dire...grossolana, senza offesa. A meno che io non
abbia frainteso...:-))
dR
Te la sei cercata, con i Cotton...:-D
> Meglio Brendel al 100%.Ma non c'è proprio paragone e lo dico io che
> non sono un cultore di Brendel(a me piacciono i pianisti della vecchia
> scuola:Cortot,Zecchi,Horowitz etc etc).
Tre interpreti diversissimi, guarda caso. Che sarebbe la "vecchia squola"?
Quella che crea un'atmosfera?
> Era Pollini,il file midi vivente...d'altra parte c'è gente che ascolta
> Michele Campanella...e magari mi sbaglierò io,eh...
Chissà. Chi lo sa. :-)
Quanto alla presunta (se ho ben decodificato) monocromia o peggio piattezza
polliniana: hai presente le incisioni novecentesche? Che so, il Petrouchka,
la Seconda Sonata di Boulez...così, sono sicuro che le conosci....
dR
Troppi anni di NG dietro per offendermi. E' un onore che concedo a chi
conosco di persona. ^_______^
> A meno che io non abbia frainteso...:-))
E sě che la faccina non mancava ... cmq preferisco lo Schumann di Argerich a
quello di Arrau ... :o)=========
Kali'.
Concorderei anche per din din din, ma la sparata su Pollini è troppo...
Daniele
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Inviato via http://usenet.libero.it
> Michele Campanella č un grande pianista !
Ma no,mi dispiace per te;non lo č.Non č questione di gusti.
> E tu chi sei per dare dello st....
> addirittura a Pollini ?!?
No,attento...non gli ho dato dello stronzo nella maniera che racconti tu;
io NON sapevo chi stesse suonando e mentre ascoltavo mi sono chiesto:
"Ma chi č sto stronzo?" Quella polacca la faceva cosě brutta,ma cosě
brutta...
E il brutto era cge si vedeva che l'aveva studiata a fondo dal punto di
vista interpretativo;gli manca la grazia.E la grazia da sola non basta
nemmeno quella;
Rubinstein trasuda grazia ma č insipido come una patata lessa fredda;e si
crede di essere austero mentre č solo inespressivo.
Il detto latino appropriato non č:"De gustibus non est disputandum" ma:
"Si quis habet aures audiendi audiat" e se no JOHNSON&JOHNSON a pacchi da
cento.
A.N.
> Poveri noi.........!!!!!
> M.G.
"enrico" <sieg...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:7b0b3cbd.03022...@posting.google.com...
č forse il piů grande in Italia...(rectius, quello che a me piace di piů
come modus argomenattivo e come idee) : Natalino Irti !!
>
>
>
>Pollini mi fa sempre la stessa impressione.Vorrei tanto
> poter dire "de gustibus" ma purtroppo non è vero.Sorry.
radio?
un bel concerto dal vivo no, eh?
A.
> a margine della lezione, si parlava... meglio pollini o brendel...
> sia io che lui... brendel al 100%
> e voi ???
Non metterei nč l'uno nč l'altro tra i miei 80-100 pianisti preferiti.
Incarnano entrambi un approccio perdente alla musica.
Perdente nel senso che ha contribuito al declino del recital pianistico. Uno
ha un suono durissimo, l'altro troppo debole.
Accomunati dalla scarsa fantasia nel fraseggio, da quella tendenza
"oggettivante" che č stata la peste dell'interpretazione
pianistica. Per fortuna entrambi surclassati in virtuosismo e fantasia da
diversi pianisti delle piů recenti generazioni, e da molti di piů
delle generazioni precedenti.
Sarrasani.
***Ad esempio ? Qualche nome please ... :.-))
fed.
Sono d'accordo con questa visione della tendenza oggettivante;solo che non
riesco a vedere chi tra le nuove generazioni si distingua per
"fantasia"...magari virtuosismo sì,anche se,non so se hai notato,nei
passaggi di velocità e leggerezza nessuno si lascia più andare come era
invece di moda una volta;c'è sempre la sensazione che l'esecutore si stia
controllando;che cerchi sempre e comunque il fondo del tasto...
Tra quelli delle vecchie generazioni invece non c'è che l'imbarazzo della
scelta(tra chi è meglio di P e B)
A.N.
Kissin, Pogorelich, Sokolov a "chiudere" i trenta-quaranta-cinquantenni.
Conosco ed amo un po'meno, ma ci sono almeno anche Hamelin, Pletnev,
Mustonen. Tra i precedenti direi, a briglia sciolta e pescando solo tra i
piů amati : Gilels, Richter, Horowitz, Rachmaninov, Hofmann, Sofronitki,
Berman, Francois, Nat,
Benedetti Michelangeli, Lipatti, la Tureck, la Novaes.
Per quello che conta.... ma quello che mi permetto di invitare chiunque a
fare (me per primo, ovvio, che lo faccio troppo poco) e di ascoltare diversi
interpreti, meglio se alle prese con il medesimo brano, "al buio",
associando solo dopo tutti gli ascolti interpretazione ed interprete. Credo
sia l'unico modo per non farsi dannosamente condizionare dall' immagine
mitico-storica-pubblicitaria e da preconcetti sul tale e sul tal'altro, e
formarsi sanamente un giudizio personale.
Si fa cosě anche per i vini, quando si vuole essere obbiettivi....
Sarrasani
Nella precedente lista ne ho dimenticati di sicuro tantissimi. Lasciami solo
"rabboccare" con Zimermann tra i "post" e Cortot tra gli "ante".
Sarrasani
Pogorelich,
*** molto bravo, ma forse un pň ytroppo "canonico"
> Benedetti Michelangeli,
*** cioč.. DIO !!!!
> Per quello che conta.... ma quello che mi permetto di invitare chiunque a
> fare (me per primo, ovvio, che lo faccio troppo poco) e di ascoltare
diversi
> interpreti, meglio se alle prese con il medesimo brano, "al buio",
> associando solo dopo tutti gli ascolti interpretazione ed interprete.
Credo
> sia l'unico modo per non farsi dannosamente condizionare dall' immagine
> mitico-storica-pubblicitaria e da preconcetti sul tale e sul tal'altro, e
> formarsi sanamente un giudizio personale.
*** Hai ragionissima....
ma al buoi brendel e pollini si distinguono assai bene... su beethoven per
esempio...
Ti volevo chiedere:chi č NAT?
A.N.
p.s.:c'č un famoso americano che si chiama SOLOMON che a me piace molto.
> Ti volevo chiedere:chi è NAT?
Yves Nat. Francese, 1890-non so. Alternò fasi di concertismo attivo a
periodi dedicati alla didattica.
Ha registrato tra l'altro un'integrale beethoveniana, considerata da critici
autorevoli della stessa importanza ed autorevolezza
di quelle di Schnabel o Backhaus. Su CD EMI (sicuramente una scelta di
Sonate ed altro, sull'integrale non saprei).
> p.s.:c'è un famoso americano che si chiama SOLOMON che a me piace molto.
Conosco solo di nome. Hai qualche CD suo da consigliarmi?
Sarrasani.
Detto questo, mi pare che su Pollini si stiano muovendo le stesse
accuse che si tirano fuori, ormai come luoghi comuni, su altri
artisti: un nome su tutti? Abbado.
Ora, io invece trovo sinceramente salutari le interpretazioni lucide e
intelligenti di Pollini. Secondo me, per la letteratura pianistica
dell'Ottocento, su cui si sono riversate tonnellate di melassa, ormai
stratificata e cristallizzata, le interpretazioni agli antipodi di
Pollini sono assolutamente necessarie e nella maggior parte dei casi
rivelatorie. De gustibus, ovviamente... Ma io trovo lo Chopin di
Pollini l'unico che riesco ad ascoltare. Rubinstein? Una noia.
Horowitz? Divertente, ma la musica che suona e` di Horowitz, non di
Chopin.
E per il resto? ADORO la sua Waldstein, in Liszt e` spettacolare, per
lo Schubert pianistico ho davvero pochi riscontri con altri pianisti
(e me ne dispiaccio sinceramente), ma non ho mai trovato motivi di
sentire che Pollini mancasse di qualcosa.
Comunque, io parlo da totale inesperto in materia, magari ci sono fior
di dimostrazioni del perche' le interpretazioni di Pollini siano
sbagliate...
Non che questo voglia dire: allora buttiamo giu` dalla torre Brendel,
eh! Anche lui, dal poco che ne ho ascoltato, mi ha comunque dato
l'idea di essere dalla parte di Pollini come stile interpretativo.
Magari questa e` l'ultima prova a dimostrazione che non ho0 capito
davvero una mazza... :-))))
Per concludere, mi sembra che non ci scalmani per nessuno come per
pianisti e cantanti, sull'argomento "Meglio i vecchi? Meglio i
nuovi?"... O per essere piu` preciso: "I pianisti/cantanti di 50
(anche 100) anni fa erano tutta un'altra cosa". Non c'e` bisogno di
dire che trovo la tesi un po' ammuffita...
Ciao
Andrea
************
ANDREA TRAVE - atrave(TOGLIMI)@civet.berkeley.edu
http://civet.berkeley.edu/atrave/
Ma anche fosse stato offensivo, non avrebbe fatto presa, deludendo le tue
intenzioni.
E adesso prendo tutto il disponibile di Pollini su Debussy.
Chč Michelangeli ha proprio rotto! :o)=======================
Kali'.
ps. vediamo se la capisci ...
> ROTFL
> una perla.
Perla? Sicura di non aver sbagliato vocale?
:-)
Ciao,
Fabio
--
http://stage.vitaminic.it/fabio_rizza
======================================================
Dice perché stai a parlà col computer? Perché almeno non puzza di fritto
e parlo co' Tokyo! e parlo col Giappone! e quella sta lì a frigge' tutta la
notte!... se nun sto attento me frigge vivo!
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> Scusa ma che obiezione è che sono diversi?E allora,devono essere per forza
> uguali?
Visto che si parla di "scuola"...
> E' un pò lungo definire quello che io indico con il termine "colloquiale"
di
> vecchia scuola.
Ah, ecco.
Diciamo che suonano molto ma molto meglio...Come fa il tre
> quarti di valzer Cortot è una cosa unica al mondo;a all'epoca sua ce ne
> erano più di uno che lo facevano comunque abbastanza bene.Horowitz fa le
> mazurke come gli pare a lui;ma vengono uno schianto.
> Io ho la passione per i Valzer e soprattutto le Mazurke ma potri citare
> "poisson d'or"suonato da Zecchi ad esempio...quel tremolo,come lo fa lui è
> un vero tremolo e non un blacke decker come fanno altri.
Veramente Benedetti Michelangeli non mi pare un trapano. E neppure
Rubinstein...ma non è questo il punto.
Non mi pare di aver detto che non esistono esecuzioni memorabili di Cortot,
Horowitz, Zecchi (grande pianista il cui magistero non è che sia
attestatissimo dalle incisioni, purtroppo), fin qui siamo d'accordo, sono
protagonisti nella storia dell'interpretazione (più Cortot e Horowitz che
Zecchi, a dire il vero, per il prosaico motivo succitato). Ho contestato
l'uso del termine "scuola". Che di solito si impiega quando c'è almeno un
comune denominatore sul piano interpretativo o perlomeno tecnico, se non una
"filiazione" diretta. In questo caso non mi pare che ci sia qualcosa di
simile.
Ma insomma,ognuno si
> sente quello che vuole...
Beh, non ci piove.
> La seconda sonata di Boulez te la senti tu;
Volentieri.
>aspetta prima di partire in
> quarta con la rispostina preconfezionata.
Preconfezionata una cippa. Senti, se vuoi la flame non ti trovo appetibile,
come antagonista (io ormai flammo solo con la Redfiddler, che mi è pure
parente o quasi). Spiacente. Volevo tenerla sul divertito: hai visto le
faccine? :-))
>Primo Pollini non è piatto:manca
> proprio della Grazia e quella o ce l'hai o non ce l'hai e lui mi sembra
tra
> l'altro refrattario a qualsiasi illuminazione.
Addirittura con la maiuscola, qui si scomodano le Virtù teologali...la
seguente espressione, la "refrattarietà all'illuminazione", proprio non
intendo come decodificarla. Che è, un'altra virtù mistica? Per quel che la
capisco, si dovrebbe riferire alla capacità di illuminare (già che va la
metaforica della luce) un pezzo in modo radicalmente nuovo ed efficace. Beh,
Pollini l'ha fatto, e non sono solo io a dirlo. Con i Preludi op.28 di
Chopin, per esempio. Ma di esempi ce ne sarebbero altri.
>Ma un giorno ci incontreremo a
> una crapula e ti farò sentire;tu non sarai così refrattario
> spero...;)))
Sentire cosa? Horowitz e Cortot li ho sentiti, abbastanza. Zecchi un po'
meno: si tratta di ascolti non recenti, era una fissa del mio primo maestro
(non ho mai capito se ci aveva fatto un corso di perfezionamento o delle
lezioni o qualcos'altro).
>Aggiungo che io la musica la sento alla radio e ,come nel già
> citato episodio,quasi sempre non so chi sta suonando in quel momento;e
> l'impressione "al buio" che mi dà Pollini è sempre la stessa.
Questo è parlare, l'impressione che da' a te.
> Per quanto riguarda Boulez a me la musica dopo Ravel non interessa
> proprio;ma non trarre conclusioni avventate:
No, però dopo Ravel non è che il pianoforte sparisca. Ed è di quello che
andiamo discettando.
> dire che non mi spaventa la musica non tonale;ma nella vita non c'è tempo
> per tutto e qualche scelta bisogna farla;
Va da sé.
>le ho fatte io in un senso e le fai
> tu in qualche altro;se a te piace Pollini che suona Petrouchka fai bene a
> sentirtelo anche se io mantengo le mie riserve;
Bene. Comunque, che piaccia o meno, ho citato l'esecuzioni di Petrouchka
perché è rappresentativa della capacità di variare e spazializzare il suono,
essendo una trascrizione (particolarmente difficile, in senso musicale, non
puramente meccanico). Mi pare difficilmente contestabile il fatto che
Pollini la renda con efficacia. Poi, certo: il risultato può piacere o meno,
risultare più o meno accattivante....
>se ti piace lo Chopin del
> nostro milanese figlio di architetto allora corri a prenderti quei cotton
> fioc speciali...
Mi dispiace, ma qui scantoni di nuovo. Che non piaccia a te, è più che
legittimo. Parlare di sordità o, peggio, di scarsa igiene per chi ha la
sventura (ai tuoi occhi) di apprezzarlo è un tantino spocchioso.
>Certoche è strano;vuoi dire che trovi paragonabili la
> polacca in fa diesis minore di Horowitz e quella di Pollini?
Forse no. A essere sincero, il disco delle Polacche non entusiasma neppure
me. E' tuttavia un fatto che Horowitz con il ciclo completo dei Preludi
(sottolineo ciclo, perché è difficile sostenere che non si tratti di una
composizione unitaria) non ci ha neppure provato. E neppure con gli Studi.
Imprese che Pollini ha realizzato, assai bene nel caso degli Studi,
magistralmente, con un risultato di portata storica nel caso dei Preludi, su
cui quest'oggi mi va di insistere...:-D. Per il resto, non mi sembrano
neppure paragonabili tanto sono diversi. Allora aveva più senso il confronto
con Brendel.
>Ma
> valà...burlone;)))
Mannò, dopo di Lei. Certo, formeremmo una discreta coppietta da circo
Barnum...
dR :-D
> beh, vedo che Pollini proprio non lo hai mai ascoltato.
> Lui č capace di coprire un'orchestra....
Vero, confermo.
(e qui di seguito non parla piů la dolce Ale)
> > Lo sai qual'č il problema?
> > Che la musica dal vivo č nei salotti quando stai lě appoggiato al
> pianoforte
> > a sentire;magari il pianista č un dilettante ma la musica ti arriva
molto
> di
> > piů;
Miseria, perché non dentro al pianoforte? Alla Bussotti, Tableux vivants
avant la Passion selon Sade...
dR :-)
>De gustibus, ovviamente... Ma io trovo lo Chopin di
> Pollini l'unico che riesco ad ascoltare.
Come si dice, il mondo è bello in quanto vario. Recentemente ho ascoltato in
rapida successione il primo Scherzo di Chopin
suonato da Rubinstein, Horowitz, Francois, Pogorelich, Pollini, nonchè dalla
Novaes. Beh, tra tutte, quella di Pollini si distingueva
nettamente, naturalmente verso il basso. Retrocessione sicura già alla fine
del girone di andata, per capirci.
Quel suono, così privo di varietà cromatica, al quale quella registrazione
peraltro sembra togliere armonici e renderlo ancora più
brutto, è veramente improponibile al confronto con quasi tutti gli altri
(devo ammettere che però anche il mio beniamino Samson Francois
qui non si esalta, ed arriva infatti penultimo).
Non fondo naturalmente il mio giudizio solo su questo brano. I CD di Pollini
li ho quasi tutti, l'ho ascoltato 5-6 volte e lo considero un pianista
molto solido da un punto di vista tecnico, ma non certo un virtuoso del
suono, nè un poeta.
Altro confronto secondo me decisamente impietoso: il penultimo degli Studi
Sinfonici di Schumann in relazione a quanto fanno Gilels, Richter e
Francois.
Mi piacerebbe davvero fare con te e gli altri che si scandalizzano per la
"lesa maestà" questo ascolto comparato, a meno che non l'abbiate già fatto;
dopodichè probabilmente ognuno rimarrebbe della propria idea. Ma non è
detto.
Altri più raffinati, come quel tale Erewon, alle valutazioni comparative
preferiscono l'insulto, ed è una via che gli lascio volentieri libera.
Sarrasani.
> Chè Michelangeli ha proprio rotto! :o)=======================
"Come si permette, giovinastro screanzato? Io protesto, protesto..." disse,
con il petto che gli si enfiava d'indignazione...
(dalla cartella clinica del primo atrabiliare infartuato per crisi
pianistica)
:-))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
dR :-D
^_________-
> (dalla cartella clinica del primo atrabiliare infartuato
Ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhh sě tearč!!! Traddduzzzione necccessittto!!!!
Kali'.
> Pogorelich,
> *** molto bravo, ma forse un pň ytroppo "canonico"
Di quale canone parliamo? Se č di quello della grande epica tragica allora
ti seguo.
Se invece ti riferisci alla "media" del modo di suonare dei pianisti piů
famosi degli ultimi anni, o peggio
ad un modo di suonare "scolastico".... Ti direi che di tutto Pogorelich puň
essere accusato, e puň naturalmente
non piacere, ma per motivi opposti.
L'ho sentito recentemente impiegare piů di trenta minuti per suonare l'op.
31/2 di Beethoven, con un'agogica
a dir poco "cubista" , senza due battute di seguito con lo stesso metronomo,
per non dire della dinamica e delle
accentuazioni, che definire spiazzanti č poco; un'autentica tabula rasa
delle convenzioni esecutive beethoveniane.
Ti garantisco, cosě poco "canonico" che in moltissimi, forse in tutti i
nostri conservatori, se uno si
presentasse ad un esame suonando cosě, verrebbe certamente bocciato.
Sarrasani.
> Mi piacerebbe davvero fare con te e gli altri che si scandalizzano per la
> "lesa maestà" questo ascolto comparato, a meno che non l'abbiate già
fatto;
> dopodichè probabilmente ognuno rimarrebbe della propria idea. Ma non è
> detto.
> Altri più raffinati, come quel tale Erewon, alle valutazioni comparative
> preferiscono l'insulto, ed è una via che gli lascio volentieri libera.
Valutazioni comparate sulla base di un cd o di una registrazione, è roba da
dilettanti allo sbaraglio, o da casalinghe con troppo tempo libero.
Bisognerebbe avere il pudore di tacere se non si è mai sentito un pianista
dal vivo almeno una decina di volte.
Scusa, ma te la sei cercata
A.
> Valutazioni comparate sulla base di un cd o di una registrazione, è roba
da
> dilettanti allo sbaraglio, o da casalinghe con troppo tempo libero.
Please, indicare allora altri modi, più professionali, di ascoltare uno dopo
l'altro, senza pause che renderebbero più faticosa
la comparazione, una decina di grandi interpreti del passato e del presente.
Potrei provare a convocare i Maestri Pollini, Brendel, Pogorelich e
Zimermann nel mio salotto perchè possano farmi sentire
uno dopo l'altro il primo Scherzo di Chopin. Ma è molto probabile che
ottenga una serie di dinieghi, tu che dici?
Non disponendo di poteri para-normali, ritengo che anche le convocazioni,
che so, di Rachmaninov, di Horowitz
e della Novaes non otterebbero soddisfazione. Non si può proprio fare 'sta
cosa, sai; o non vengono perchè hanno altro da fare o perchè sono morti,
e se fossero vivi comunque non verrebbero.
Ti scandalizzi per la possibilità di fare considerazioni, anche comparative,
sulla base di documenti. Nel nostro caso dischi.
Documenti imperfetti, ok, talvolta ruderi. Ti scandalizzerai allora di
moltissimi libri di storia, dove i fatti e l'interpretazione degli
stessi si costruisce su documenti, non potendo gli storici essere presenti
in tutti i fatti di cui parlano. Gli storici in generale sono anch'essi
"dilettanti allo sbaraglio, o da casalinghe con troppo tempo libero"? Non
capisco.
Non avrei avuto nulla da eccepire se tu avessi detto che le mie opinioni
(conclusioni di una opinabilissima e parzialissima oltrechè
personalissima ricerca nella storia dell'interpretazione) fossero quello che
hai detto, ma mi pare che tu ti riferisca (anche) al metodo...
> Bisognerebbe avere il pudore di tacere se non si è mai sentito un pianista
> dal vivo almeno una decina di volte.
Non ho letto questa regola tra quelle del NG, che ridurrebbe credo molti,
troppi, al silenzio.
E poi non è così semplice. Ad esempio, io ho ascoltato Pollini in concerto
5-6 volte, ma sono convinto di averne capito
meno di altri che lo hanno ascoltato 2, e magari più di altri ancora che di
suoi concerti ne hanno ascoltati 15.
La sottoscriverei comunque senz'altro se avessi il dono dell'ubiquità e se
campassi lucido
e con le orecchie a posto da un tre-quattrocento anni. E qui racconterei di
come faceva gli abbellimenti Scarlatti, di quel concerto
di addio di Chopin a Varsavia (sentito, of course, almeno altre nove volte
prima. Difficile),
di quella serata a Sofia in cui i "Quadri" vennero così bene a Richter....
Sul fatto che, se si può, sia molto meglio ascoltare dal vivo, e diverse
volte, un pianista, e che tale esperienza sia più carica di
conoscenza e di emozione dello stesso evento ma in disco, da me sfondi una
porta aperta.
Ma questo non mi pare in contraddizione con l'ascolto comparato, senza
frapporre troppo tempo, e magari "alla cieca",
di svariate interpretazioni dello stesso brano; dilettantesco finchè vuoi,
ma meglio che ostinarsi sempre sugli stessi 2-3 nomi
e formulare giudizi in base non al proprio gusto ma alla consuetudine ed
alla pubblicità.
Non voglio sottintendere nulla se non il fatto che tale approccio è un
ottimo antidoto contro i veleni del conformismo, e regala
a chiunque non sia in grado di "fare da sè", suonandoselo ( ma anche a lui)
, un panorama vario e spesso sorprendente, con qualche
"re nudo" e qualche figura in penombra che si scopre grande tribuno.
Sarrasani.
de gustibus
basta che non mi gettate fango su Richter che divento nero
> > Kissin,
> ***lo adoro... č molto simile a brendel nel tocco... non trovi ?
No.
un saluto,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)
> Poi Pollini visto come file midi.... nessuno pensa che lo faccia per
> scelta? No, perchè in Sravinskij e Manzoni non ce la vedo proprio
> quella piattezza di suono,
Esatto. Non per dire, ma è quel che pensavo anch'io.
>Nono disse di essere
> rimasto stupefatto dalle sue sfumature dinamiche, magari arrivo
> proprio a credere che sia una scelta sua suonare così
Stra-esatto. Non mi pareva fosse proprio l'ultimo imbranato...
> basta che non mi gettate fango su Richter che divento nero
Va da sé. :-)))))))))
dR
> Altri più raffinati, come quel tale Erewon, alle valutazioni comparative
> preferiscono l'insulto, ed è una via che gli lascio volentieri libera.
- Il tale in questione, anche se scrive spesso delle cazzate (ma almeno ha
il coraggio di ammetterlo, a differenza di altri), di solito le firma con
nome e cognome (a differenza di altri).
- Il tale in questione trova fatica inutile un qualunque tentativo di
discussione musicale con una persona che, per giudicare la bontà o meno di
un musicista, invece di affidarsi a una metodologia più scientifica (per
esempio il raffronto tra l'esecuzione stessa e le partiture), preferisce
invece basarsi sul proprio adolescenziale "tifo" per questo o quell'altro
musicista.
- Il tale in questione non ama molto le campagne "contro i veleni del
conformismo", soprattutto quando le campagne in questione si rivelano ancora
più banalmente conformiste di ciò che vorrebbero contestare e che hanno più
il sapore del bimbo che ruba la marmellata solo perché è vietato, piuttosto
che di idee genuine dettate da un ragionamento su ciò che si ascolta...
- Il tale in questione non ama i "grandi tribuni" che all'improvviso
(evidentemente dopo anni di attente elucubrazioni in merito) spuntano fuori
per rivelare al mondo che Brendel e Pollini sono degli incapaci, avanzando
come unica motivazione credibile il proprio anti-conformismo ad oltranza.
> - Il tale in questione, anche se scrive spesso delle cazzate
OK.
> (ma almeno ha
> il coraggio di ammetterlo, a differenza di altri), di solito le firma con
> nome e cognome (a differenza di altri).
Ti firmi con "Fabio". Nome e cognome, Fabio? Dove comincia il cognome? Se il
cognome è Erewhon, non è che uno è tenuto
a saperlo....
> - Il tale in questione trova fatica inutile un qualunque tentativo di
> discussione musicale
E in questo sei stato consequenziale, limitandoti a darmi del pirla.
>con una persona che, per giudicare la bontà o meno di
> un musicista, invece di affidarsi a una metodologia più scientifica (per
> esempio il raffronto tra l'esecuzione stessa e le partiture), preferisce
> invece basarsi sul proprio adolescenziale "tifo" per questo o quell'altro
> musicista.
La mia metodologia non voleva essere scientifica, e si limitava alla
conoscenza delle partiture,
di un certo numero di interpretazioni ascoltate in rapida successione, ed
all'uso del proprio discernimento
e della propria esperienza. Il "tifo", poi, lo facciamo tutti, anche se non
ci sembra e se non vorremmo.
In tantissime, forse troppe cose. Se tu sei invece estraneo a tali bassezze
e sei invece
dedito esclusivamente alla ragione ed alla scienza, mi scuso, che le tue
argomentazioni (pirla)
non mi avevano permesso di capirlo.
> - Il tale in questione non ama molto le campagne "contro i veleni del
> conformismo",
Ritengo, e ribadisco, che tale metodo (l'ascolto comparato) è forse l'unico
capace di far sgombrare il
pregiudizio dal nostro giudizio, pur con le dovute limitazioni del caso .
E non tanto e non solo nell'ottica di fare classifiche e liste, ma in quella
della scoperta di dimensioni e prospettive differenti
nell'approccio ad una partitura.
>soprattutto quando le campagne in questione si rivelano ancora
> più banalmente conformiste di ciò che vorrebbero contestare e che hanno
più
> il sapore del bimbo che ruba la marmellata solo perché è vietato,
>piuttosto > che di idee genuine dettate da un ragionamento su ciò che si
ascolta...
Ok, ammetto che, per pigrizia, incapacità, o quello che vuoi, mi sono
limitato a comunicare
i risultati di un mio percorso di comparazione, evidentemente limitato dal
mio gusto e dalle mie conoscenze.
Tu hai scritto "Pirla". Forse un po' pigretto anche tu, no?
> - Il tale in questione non ama i "grandi tribuni" che all'improvviso
> (evidentemente dopo anni di attente elucubrazioni in merito) spuntano
fuori
> per rivelare al mondo che Brendel e Pollini sono degli incapaci,
I "grandi tribuni" che emergono dalla penombra volevano essere degli
interpreti scoperti o rivalutati attraverso
l'analisi comparativa dei loro risultati . I "re nudi", viceversa, delle
ipotesi di cosiddetti grandi
magari sopravvalutati e scoperti, appunto, nudi o in mutande nel raffronto
con altri.
Non capisco perchè a priori si debbano escludere tali possibili scoperte. O
ci se ne debba vergognare,
tacendo le proprie opinioni.
Se poi non hai fatto le mie stesse comparazioni (negli esempi di cui ho
fatto cenno, il primo Scherzo di Chopin e il penultimo
degli Studi Sinfonici) non capisco su cosa si basa il fastidio per le mie
personali preferenze. Se invece le hai fatte, registro
il tuo disaccordo senza ricambiare il "pirla".
>avanzando
> come unica motivazione credibile il proprio anti-conformismo ad oltranza.
Non mi pare proprio che nella mia lista dei pianisti preferiti ci fossero
poi tanti "signori nessuno"; semmai tantissime dimenticanze.
Quindi accusarmi di aver formulato quella lista per amore di
anti-conformismo mi pare, di nuovo, un assunto del tutto illogico.
Ma hai messo le mani avanti con la precisazione che ho quotato all'inizio.
Sandro Bisotti alias Sarrasani.
> Ti firmi con "Fabio". Nome e cognome, Fabio? Dove comincia il cognome? Se
il
> cognome è Erewhon, non è che uno è tenuto
> a saperlo....
Ce la fai a leggere anche quello che c'è scritto sotto il nome, o svieni
prima per la fatica?
Ok, ok...
Mi viene in mente un finale per questa "querelle": un bell'ascolto
comparato, coperto, alla fine del quale la
mia interpretazione preferita risulterà essere quella di Pollini e la tua
quella di X (uno che non ti piace per niente).
Meno uno a meno uno e palla al centro. Comunque, scherzi a parte, se mi
deciderò a fare una di queste
"compilation" di interpretazioni, te lo dirò e se vorrai te la spedisco.
Sarrasani.
migliore
> Se poi non hai fatto le mie stesse comparazioni (negli esempi di cui ho
> fatto cenno, il primo Scherzo di Chopin e il penultimo degli Studi Sinfonici)
> non capisco su cosa si basa il fastidio per le mie
> personali preferenze.
Sul Primo Scherzo, nulla da dire. E' da sempre considerato una delle
interpretazioni più 'fiacche' di Pollini (anzi, in generale il CD con i
Quattro Scherzi non è fra i più riusciti, non fosse per una magnifica
Berceuse). Fra l'altro, se sente chiaramente che non era nemmeno in forma
tecnicamente in quel periodo. Mi ha stupito che sia stata scelta dai
Messeri della Philips per l'album antologico dedicato a Pollini...
Diverso il caso degli Studi Sinfonici... l'interpretazione di Pollini è
una delle più grandi che ci sono state conservate, *anche* dal punto di
vista timbrico (anche se nell'ultima variazione non è paragonabile ai
Gilels & Co. in compenso le ultime due variazioni postume sono IMHO
insuperabili).
Nei primi anni ottanta, Pollini sperimentava molto con il suono, e in
quello Schumann, nelle due Sonate di Chopin e nelle ultime Sonate di
Schubert si rivela un vero virtuoso del tocco. ;-)
Poi, come dice giustamente la Ale, Pollini andrebbe ascoltato in
pubblico. Ti assicuro che è capace di 'soggiogarti' come pochissimi altri
hanno saputo fare... ancor prima che metta le mani sulla tastiera ti
senti inchiodato alla poltrona, ha una personalità, un "magnetismo" che
ha ben pochi riscontri nel panorama musicale contemporaneo.
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
scusa se non metto accenti e maiuscole ma sto scrivendo su una tastiera
giapponese.
l`unico comune denominatore e che suonano meglio.e il motivo e,piu o meno,
quello che ha indicato il direttore del circo sarrasani.
comunque parli di spocchia e flame,che credo significhi voglia di attaccar
briga.
sei fuori strada;hai semplicemente preso come offesa personale un giudizio
su un modo di suonare(non su di te;io non ti conosco).
pollini suona male chopin ed e palloso in generale(concerti di mozart,di
brahms etc).
se ti sembra che questo sia una velata accusa alle tue capacita intelletuali
commetti un secondo errore;il primo e ascoltare pollini.serve la faccina?
complimenti al tuo maestro che era fissato con zecchi;ti assicuro che non
gli piaceva per i motivi che hai ipotizzato tu;gli piaceva perche era un
grandissimo pianista,tutto qui.
さよなら
(sayonara)
a.n.
grazie per le info.
>
> > p.s.:c'・un famoso americano che si chiama SOLOMON che a me piace molto.
>
> Conosco solo di nome. Hai qualche CD suo da consigliarmi?
scusa l`assenza di maiuscole e di accenti,ma scrivo su una tastiera
giapponese.
no.l`ho sentito come di consueto alla filodiffusione varie volte(sempre"al
buio")e mi e piaciuto veramente molto.
potresti tentare di ascoltare qualcosa sui"listen samples"di amazon.com(non
so se sai come si fa,e facilissimo comunque).
visto che apprezzi la vecchia scuola;hai mai sentito ignaz friedman?
esistono pianisti migliori ma la sua mazurka op.41 n.1 e qualcosa di
assolutamente straordinario;ho comprato un doppio cd su amazon.com solo per
quei tre minuti di musica;
ha un modo di ritardare il terzo tempo e di accentarlo che e qualcosa di
bello,davvero.
cosi,a occhio e croce,credo che rimarresti entusiasta.
a.n.
e io direi che effettivamente bunin lo possiamo proprio tralasciare
gilels da giovane tanto tanto...
visto che ti hanno sbeffeggiato per questa affermazione ti porto tutto il
mio sostegno morale;sono d`accordo con te.e beato te che riesci a trovare
100 pianisti che ti piacciono;la mia lista dei grandissimi e molto piu
breve\8scusa minuscole e accenti ma ho un problema di tastiera)
a.n.
siamo un po pedantelli eh? ho capito il senso dei continui richiami a zecchi
da parte del tuo competente maestro;la leggerezza...il non essere mai
didascalico...
non ho flame,niente da fare...mi sforzo; ma con otto ore di fuso orario e
una colazione a base di pesce(bleah)non mi viene proprio.
すみません(mi spiace)
a.n.
p.s.spero che in europa si vedano i caratteri nipponici
almeno uno condivide in parte i miei gusti;e un sollievo.
> Quel suono, cos・privo di variet・cromatica, al quale quella registrazione
> peraltro sembra togliere armonici e renderlo ancora piu brutto
non ti da l`impressione che fatichi? quando fa i trilli sembra che conti le
note.
・veramente improponibile al confronto con quasi tutti gli altri
> (devo ammettere che per・anche il mio beniamino Samson Francois
> qui non si esalta, ed arriva infatti penultimo).
francois e un gran pianista;ma e della scuola che predilige il rallentando
in fine di frase(altro esempio:arrau).io amo lo stretto come fa cortot;o
come fa zecchi nel gran valse brillante quando arriva al tema "passionale"in
do min;chi vuole la cassetta gliela spedisco.
a.n.
> ma ci credo al 100%.io l`ho sentito due volte a siena e a roma e
> probabilmente,diciamo cosi,"non gli andava";in effetti a roma (5 di
> beethoven)sembrava proprio assente fino alla ripresa nel primo movimento;poi
> e andato molto meglio anche se non mi entusiasmo come avrei pensato dalle
> incisioni che ho a casa.
Sumimasen... per caso correva l'anno 1999? Per caso era il concerto nel
quale era stato annunciato in un primo momento il Secondo di Rachmaninov
- che desidero moltissimo ascoltare eseguito da Zimerman - e poi non si
sa bene per quale ragione fu sostituito dal pianista polacco con
l'Imperatore?
mata ne,
Jashugan
P.S.
Non ti lamentare del pesce... non sai cosa darei per essere lě al posto
tuo... ;-)
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
su goi!molto bene!pero fece piu di una serata e magari la volta che sei
andato tu il soffitto lo aveva fatto venir giu davvero...
insomma,non hai avuto l`impresssione che non fosse ispiratissimo? e che il
suono fosse un po esilino?
e concordo in pieno:il secondo di rachmaninoff e decisamente pane per i suoi
denti.
lo sai cosa vorrei sentirgli fare? il notturno op.48 n1;credo che ne farebbe
qualcosa di sensazionale.ho una idea molto precisa del suono che tirerebbe
fuori nel passaggio delle ottave e nel doppio movimento.lui ha una
caratteristica;va in crescendo e in accelerando,poi quando pensi che
umanamente non si possa andare oltre,improvvisamente inserisce il turbo e
ti lascia di stucco.se hai il concerto n2 di brahms corri ad ascoltare il
finale del primo
movimento,quello col trillone a due mani;prima parte col doppio trillo all
unisono e poi aggiunge l`ottava in mezzo...mi e sempre venuta in mente
l`immagine di lui seduto al piano,in frac,che al momento di mettere
quell`"ottava" nel trillo,afferri con la destra, una leva tipo cloche per
cambiare marcia;)))) assolutamente in-cre-di-bi-le.
>
> mata ne,
scusi?il mio giapponese si limita al basico tipo:anatano oshiri kirei desu
ne
che non e il caso di tradurre per quanto utilissimo in certe occasioni.
> Jashugan
>
> P.S.
> Non ti lamentare del pesce... non sai cosa darei per essere l・al posto
> tuo... ;-)
> --
> ォHa tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi ・>
pi・nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
> il cielo, una donna piangeサ.
> (Hiroaki Samura)
molto bello.
"sugger di labbra fievole
fa l`acqua
ch`empie l`orma
del pie tuo delicata"mezzo haiku di gabriele d`annunzio(che era molto
interessato ai "primitivi" giapponesi come li chiamava lui)
ciao(sto a shinjuku;cosi, per aiutarti a visualizzare la saudade)
a.n.
prego?scusi?mi e gia capitato di fraintendere antifrasi qui sul ng e non
vorrei ripetere le gaffes;stai veramente dicendo che trovi punti in comune
fra brendel e kissin?
naaaa..stai scherzando...
>
> Pogorelich,
> *** molto bravo, ma forse un p・ytroppo "canonico"
concordo;e stranamente,per lo meno agli inzi,passava per charmeur...
>
> > Benedetti Michelangeli,
> *** cio・. DIO !!!!
tsk...tsk...non ci siamo.il tuo e un doloroso errore come dicono i maestri
zen;
primo:nessun,dico nessuno,esecutore puo essere chiamato dio perche dio(o
meglio "che e riuscito a non perdere la grazia che a tutti viene data da
dio") e solo colui che compone,cioe che crea;anzi...solo colui che
improvvisa,per essere precisi(e per questo amo chopin;perche nei suoi pezzi
l`improvvisazione e come una lava che sia rimasta incandescente nonostante
gli anni;una specie di sangue di san gennaro per essere piu chiari )
secondo:michelangeli suona benissimo ed e pieno di sentimento;ma e
sempre,sempre controllato e sa gia da prima cosa sta per fare...cortot e piu
"ubriaco" quando suona(per citare testualmente aldo clementi);horowitz ride
se lo vedi nei filmati;
la musica non e la incarnazione del sublime;e
seduzione,eleganza,compiacimento delle proprie malinconie,desiderio di
stupire le signore...per il resto ascoltatevi pure la musica tedesca
,anzi...studiatevela voi e tutti i compunti esegeti adoratori del "testo
scritto".
> > Per quello che conta.... ma quello che mi permetto di invitare chiunque
a
> > fare (me per primo, ovvio, che lo faccio troppo poco) e di ascoltare
> diversi
> > interpreti, meglio se alle prese con il medesimo brano, "al buio",
il direttore del circo e io concordiamo in pieno su questo punto.
> l`unico comune denominatore e che suonano meglio.e il motivo e,piu o meno,
> quello che ha indicato il direttore del circo sarrasani.
Suonano meglio secondo voi. E poi che significa "suonano meglio"? Sotto che
aspetto? Sarasani, per concludere, si esprime in modo molto diverso da te.
> comunque parli di spocchia e flame,che credo significhi voglia di attaccar
> briga.
Non è detto. Può darsi che si tratti di pacata constatazione. Se c'è
qualcuno che le spara grosse (altra constatazione) sei tu. In almeno due
sensi (oggi mi va proprio di essere generoso e spiegarmi bene): primo, non
si consiglia il cotton fioc ipotizzando scarsa igiene o sordità in coloro
che si permettono di pensarla diversamente da te. Sarrasani non l'ha mai
fatto.
Secondo, si fa a meno di insolentire gratuitamente un musicista che parecchi
apprezzano (fra i quali uno dei più grandi compositori italiani del secondo
Novecento) con espressioni tipo "midi-file", "str..." (giusto per
risparmiarti i tentativi di giustificazione: quando hai scritto il post
sapevi perfettamente di chi stavi parlando, e potevi evitare, volendo; non
sempre è necessario trascrivere tutto quel che si pensa, a meno che si sia
aspiranti scrittori emuli di Kerouac, ma non mi pare il tuo caso) o "quel
figlio di architetto" (cosa sarebbe, essere figli di architetti? Un titolo
di demerito?).
Se a tante persone competenti piace forse una ragione ci sarà. Può anche
darsi che sia tu a non coglierla ancora, e non necessariamente il contrario,
cioè gli altri a ubbidire stolidamente ad una moda.
Per finire: io eviterei di coinvolgere Sarrasani che scrive sul ng da
parecchio tempo (tu da quanto? con questo nick non ti ho mai visto) e non si
è mai comportato come te. Per esempio, motiva sempre quel che dice con
argomenti abbastanza articolati. E non pretende che chi non li condivide sia
una specie di coglione, atteggiamento che le tue parole tradiscono ad
abundantiam, anche nel presente post.
> sei fuori strada;hai semplicemente preso come offesa personale un giudizio
> su un modo di suonare(non su di te;io non ti conosco).
Non era un giudizio. Di solito un giudizio viene anche motivato.
Quanto all'offendermi, non credere che mi importi poi tanto. Visto lo
spessore della discussione.
> pollini suona male chopin ed e palloso in generale(concerti di mozart,di
> brahms etc).
Che bel discorso profondo, e soprattutto, motivato.
> se ti sembra che questo sia una velata accusa alle tue capacita
intelletuali
> commetti un secondo errore;il primo e ascoltare pollini.serve la faccina?
Che gentilezza, dispongo di un tutor personale aggiunto. Quanto alla
faccina, ti assicuro che sghignazzo già anche senza.
> complimenti al tuo maestro che era fissato con zecchi;ti assicuro che non
> gli piaceva per i motivi che hai ipotizzato tu;
E tu che ne sai? Ah, dimenticavo, la mente superiore...a proposito, non ho
ipotizzato dei motivi, per niente. Forse imparare a leggere gioverebbe.
>gli piaceva perche era un
> grandissimo pianista,tutto qui.
Cosa che non ho mai negato. Sì, il tuo problema forse è proprio la lettura a
volo d'uccello. Non solo dei post, temo.
dR
mannaggia danny;mannaggia a me che non ho capito al volo.guarda che ti stai
offendendo per le parole di una persona che in vita sua sara stato offensivo
si e no tre volte.
e vero che penso con convinzione che la tua opinione sia sbagliata ma prendi
ad esempio
andrea trave;ha detto anche lui che preferisce pollini a horowitz...e tu
credi seriamente che io possa pensare che un signore che insegna fisica a
berkeley(santuario della fisica e della contestazione anni 60)sia uno
stupido?si perde qualcosa di bello,questo si;ma certo che completamente
scemo non puo essere,non credi?
>
> > comunque parli di spocchia e flame,che credo significhi voglia di
attaccar
> > briga.
>
> Non Edetto. Pu Edarsi che si tratti di pacata constatazione.
ma no;))))vedi pero che anche tu le cerchi col lanternino;))
io stavo dicendo che tu accusavi me di attaccar briga e tu hai capito il
contrario.
ma pensa se mi puo saltare in mente di offendere qualcuno per un argomento
cosi...anodino?
> Se c' E> qualcuno che le spara grosse (altra constatazione) sei tu.
ma certo che le sparo grosse;e perche mai dovrei sforzarmi a tenermele non
si sa...e dico certe cazzate alle volte;)))prendi quella frase che ho
scritto stamattina sulla grazia non perduta data da dio;cosa vuoi?con otto
ore di fuso verso oriente e per di piu in inverno...faccina,faccina,faccina
ma quando parlo di musica se sparo sono convinto;non mi sentirai mai dire
cose avventate su mahler;non lo sento e spero che un giorno riusciro ad
apprezzarlo per quanto mi sembri un po difficile dato che il mio primo
approccio verso la musica e sempre il ritmo;ma se parlo di
chopin,soprattutto valzer e mazurke esigo la massima attenzione!!
> In almeno due
> sensi (oggi mi va proprio di essere generoso e spiegarmi bene): primo, non
> si consiglia il cotton fioc ipotizzando scarsa igiene o sordit Ein coloro
> che si permettono di pensarla diversamente da te. Sarrasani non l'ha mai
> fatto.
ma l`ha pensato;lo conosco bene quel vecchio tartufo del sarrasani(mai visto
in vita mia).
pero qui ci vuole un consiglio da parte di uno che ha qualche(non poi troppi
per la verita)anno piu di te.
ma come cavolo fai a pensare che mi riferissi alla scarsa igiene???mi hai
sorpreso quando lo hai scritto la prima volta e mi lasci di stucco adesso
che lo leggo per la seconda.
ma chi c`ha mai pensato?
vuoi che ti dica una cosa un po confidenziale?mi dai l`aria di un ragazzo
fin troppo curato...sai come dicono i neri americani?"do the wrong
thing";non sempre,ogni tanto...
> Secondo, si fa a meno di insolentire gratuitamente un musicista che
parecchi
> apprezzano (fra i quali uno dei pi Egrandi compositori italiani del
secondo
> Novecento) con espressioni tipo "midi-file", "str..." (giusto per
> risparmiarti i tentativi di giustificazione: quando hai scritto il post
> sapevi perfettamente di chi stavi parlando, e potevi evitare, volendo; non
> sempre Enecessario trascrivere tutto quel che si pensa, a meno che si sia
> aspiranti scrittori emuli di Kerouac, ma non mi pare il tuo caso) o "quel
> figlio di architetto" (cosa sarebbe, essere figli di architetti? Un titolo
> di demerito?).
senti se mi fossi reso conto che ti stavo offendendo avrei usato un altro
tono.
allora...pollini suona come un midi file e io non ci posso fare niente;non
penso che sia uno stronzo eppure effettivamente e proprio quello che ho
pensato quando lo sentii in quella occasione di cui ti ho parlato e in
cui,bada bene,non sapevo assolutamente chi fosse.
perche la parola stronzo?perche decide prima come suonare e attacca le frasi
una all`altra con lo scotch;e sembra sempre che dica ,dopo ogni frase
musicale:"questa e fatta,adesso la prossima";perche quando fa i trilli conta
le note(o meglio da l`impressione di...);
perche e contratto;perche sembra un mediano che si sia allenato 12 ore al
giorno e che pretenda di passare per maradona;perche e senza gioia e senza
follia;perche cortot arrivava in sala di incisione col suo sguardo da
sacerdote un po ridicolo;si levava il cappotto senza guardare dove lo
metteva; diceva"messieurs,je suis pret" e cominciava a incidere;e nella
sonata in si bem min prende una steccaccia alla seconda battuta ma invece di
fermare tutto continua perche nella musica ci si entra con lo slancio e
senza pensare troppo;e fa una seconda sonata che ti stringe il cuore.
lo sai cosa fa bene pollini?hai presente la fine dell`esposizione della
sonta in si bem min?l`attacco dello sviluppo con le due zampate improvvise
della sinistra...quello gli viene bene.due battute.
a proposito di mediani che si allenano;zimerman e uno che si
"allena"tanto;ma che grinta;che umilta e nel contempo che orgoglio in quella
dedizione totale alla perfezione ottenuta tramite lavoro di limatura;amo di
piu chi non lima ma lui e un tigre.
a questo punto una domanda...ma perche se io la penso cosi tu ti incazzi?
dove mai posso averti offeso?
> Se a tante persone competenti piace forse una ragione ci sar E Pu Eanche
> darsi che sia tu a non coglierla ancora, e non necessariamente il
contrario,
> cio Egli altri a ubbidire stolidamente ad una moda.
mi spiace non e cosi.
mahler e un grande compositore e sono io a non capirlo,ma non ha il ritmo
che cerco e sara difficile;ma e un grande compositore.
il bel canto mi lascia freddo mentre il cante jondo(flamenco)mi fa
letteralmente accapponare la pelle;ma sono io che non lo capisco,il bel
canto.
per pollini invece e come dico io.
> Per finire: io eviterei di coinvolgere Sarrasani che scrive sul ng da
> parecchio tempo (tu da quanto? con questo nick non ti ho mai visto) e non
si
> Emai comportato come te. Per esempio, motiva sempre quel che dice con
> argomenti abbastanza articolati.
caro danny io spero che tui lo abbia capito;io non ti ho mai offeso ne mi e
mai lontanamente passato per la mente.per quanto riguarda le argomentazioni
articolate evito di scriverle perche se no mi ci vuole lo spazio di un
libro.
ma non su tutto;su quello che mi piace soltanto.
>E non pretende che chi non li condivide sia
> una specie di coglione, atteggiamento che le tue parole tradiscono ad
> abundantiam, anche nel presente post.
ma nemmeno per idea caro danny;stai a roma?beviamoci un te a piazza di
spagna;portiamoci il discman a due cuffie e facciamoci una chiacchierata;se
non vuoi non mi offendo chiaro;
ma tu dici che le mie parole tradiscono ad abundantiam l`intenzione di
offendere gli altri che non la pensano come me dando loro del coglione;non e
cosi;ma neanche lontanamente e cosi.
>> Non era un giudizio. Di solito un giudizio viene anche motivato.
> Quanto all'offendermi, non credere che mi importi poi tanto. Visto lo
> spessore della discussione.
ma come vuoi che motivi un giudizio senza avere la musica davanti o
sentendola.
se hai qualcosa suonata da cortot e da pollini dimmi che e e ne facciamo
l`esegesi orale o scritta,come per la torah.
>
> > pollini suona male chopin ed e palloso in generale(concerti di mozart,di
> > brahms etc).
>
> Che bel discorso profondo, e soprattutto, motivato.
ma come e vero,come e vero...
> E tu che ne sai? Ah, dimenticavo, la mente superiore...a proposito, non ho
> ipotizzato dei motivi, per niente. Forse imparare a leggere gioverebbe.
e dai...hai scritto che ti parlava di zecchi perche aveva seguito un corso
di perfezionamento con lui o qualcosa del genere...tutto qua
ma tu prendi tutto terribilmente sul serio.
>
> >gli piaceva perche era un
> > grandissimo pianista,tutto qui.
>
> Cosa che non ho mai negato. S E il tuo problema forse Eproprio la lettura
a
> volo d'uccello. Non solo dei post, temo.
>
> dR
vabbe...senti ho avuto l`impressione che tu sia rimasto un po piccato dalle
mie parole;
mi spiace molto perche non era minimamente mia intenzione;io continuo a
parlare come mi pare naturalmente e se credi non rispondermi;ma ti invito a
non prendere ad personam le mie frasi e vedrai che sara possibile
chiacchierare senza il minimo problema.
sembri me qualche anno fa...niente faccine perche anzi...mi commuoverei.
> siamo un po pedantelli eh?
Certo, in questo eletto contesto sono l'unico e il solo.
>ho capito il senso dei continui richiami a zecchi
> da parte del tuo competente maestro;
Veramente mi prestava dei dischi, per assecondare le mie curiosità
culturali; nulla a che fare con le lezioni vere e proprie. La cara persona
non era per nulla gelosa di cose che avrebbe dovuto avere assai care, altro
che affidarle a zerbinotti di dodici o tredici anni....E' così che ho
conosciuto il Mozart di Gieseking (aveva una vecchia edizione in più volumi,
confanetti di due-tre dischi ciascuno) e di Badura Skoda (vecchie edizioni
Ricordi; altro che fortepiano...), parecchie cose di Horowitz (alcune Sonate
di Scriabin per esempio; certo che a pensarci bene, introdurre un dodicenne
alla Sonata "Messa Nera"...) e via dicendo.
>la leggerezza...il non essere mai
> didascalico...
Beh, è questione di misure. A volte un minimo di rigore viene scambiato per
pedanteria. Sarà il fuso orario che inganna....
dR
che rabbia!!!
e dire che ero cosi contento di riuscire a scrivere in giapponese;e
facilissimo:basta sapere il suono di una parola e poi scriverla con la
traslitterazione in lettere latine e fa tutto il computer;e sembra che uno
sappia il giapponese...invece vengono le oscene caselline...comunque quando
torno controllo che di te mi fido poco.
a.n.
ma lo hai sentito "poissons d`or"suonato da zecchi?
se vuoi ti mando la cassetta.
poi mi saluti quell`altro la...come si chiama....michelangeli.
a.n.
t`ho detto :" ti regalo una cassetta".
e non :" non capisci una mazza e quindi hai bisogno che io ti elemosini una
delle mie sublimi cassette".
"ders e slait diferens" come dicono a bombay.
> ma pensa se mi puo saltare in mente di offendere qualcuno per un argomento
> cosi...anodino?
Non direi che l'argomento sia...anodino. Interessa a entrambi, giusto?
>prendi quella frase che ho
> scritto stamattina sulla grazia non perduta data da dio;cosa vuoi?con otto
> ore di fuso verso oriente e per di piu in inverno...
Beh, si può anche andare a dormire. Senza cattiveria, eh....
> pero qui ci vuole un consiglio da parte di uno che ha qualche(non poi
troppi
> per la verita)anno piu di te.
Non sono un ragazzo neppure io. I trenta (termine dopo il quale, a mio
modesto avviso, quel termine diventa vagamente comico) li ho passati da un
bel pezzo.
> ma come cavolo fai a pensare che mi riferissi alla scarsa igiene???mi hai
> sorpreso quando lo hai scritto la prima volta e mi lasci di stucco adesso
> che lo leggo per la seconda.
Dai, il consiglio a usare il Cotton fioc non era il massimo. Io sarò anche
partito in quarta, ma l'occasione me l'hai fornita. Quanto all'igiene, a
quello serve. Il Cotton fioc...
> vuoi che ti dica una cosa un po confidenziale?mi dai l`aria di un ragazzo
> fin troppo curato...sai come dicono i neri americani?"do the wrong
> thing";non sempre,ogni tanto...
Fino a un po' di tempo fa, sì. Avresti avuto ragione. Ho ricevuto una bella
piallata di recente, qualche anno fa. :-)) Non sono così nerd e precisino
come mi pensi, insomma.
> senti se mi fossi reso conto che ti stavo offendendo avrei usato un altro
> tono.
Eddai. Mannò, non mi sono offeso. E' che certi toni mi attizzano, tutto qui.
> allora...pollini suona come un midi file e io non ci posso fare niente;
Aritangheta...l'hai visto questo film? :-)
> perche la parola stronzo?perche decide prima come suonare e attacca le
frasi
> una all`altra con lo scotch;e sembra sempre che dica ,dopo ogni frase
> musicale:"questa e fatta,adesso la prossima";perche quando fa i trilli
conta
> le note(o meglio da l`impressione di...);
L'idea del trillo in tempo non mi scandalizza più di tanto.
Quest'impressione di montaggio artificioso dell'interpretazione proprio non
ce l'ho. Meno che meno nei concerti di Mozart. O nelle Sonate di Beethoven.
> perche e contratto;perche sembra un mediano che si sia allenato 12 ore al
> giorno e che pretenda di passare per maradona;perche e senza gioia e senza
> follia;perche cortot arrivava in sala di incisione col suo sguardo da
> sacerdote un po ridicolo;si levava il cappotto senza guardare dove lo
> metteva; diceva"messieurs,je suis pret" e cominciava a incidere;e nella
> sonata in si bem min prende una steccaccia alla seconda battuta ma invece
di
> fermare tutto continua perche nella musica ci si entra con lo slancio e
> senza pensare troppo;e fa una seconda sonata che ti stringe il cuore.
Non ti sfiora il dubbio che forse anche la tecnica di incisione da allora è
cambiata? (non si potevano fare montaggi) E forse oggi anche Cortot si
comporterebbe diversamente? (sarebbe libero di esercitare la sua fantasia di
interprete senza doversi preoccupare di controllare il pezzo da cima a
fondo; come vedi non ho assolutamente nulla contro il disco).
Spero di non scandalizzarti, ma una certa trascuratezza tecnica, diciamo
pure la mancanza di rifinitura spesso evidente (mi vengono in mente gli
Studi Sinfonici di Schumann, con un finale terrificante; è anche vero che
succede anche ad altri, Fischer per esempio) disturba parecchi ascoltatori.
Non sono io l'unico a pensare che studiando un poco di più certe cose le
avrebbe evitate; d'altronde credo sia quello che passa per la testa a
chiunque ascolti certi suoi dischi e abbia avuto un minimo di contatto con
lo strumento. E' evidente che si tratta di un grandissimo interprete, un
caposcuola, un musicista di grande originalità. Si può anche arrivare a dire
che gli errori facciano parte della poesia. Ma non vedo (posizione
personale, si capisce) come un poco di cura e attenzione in più (visto che
il montaggio vero e proprio NON si poteva fare neppure in sala di incisione)
avrebbero guastato quelle che sono comunque grandi interpretazioni.
C'è poi da dire che questi atteggiamenti fanno parte della storia
dell'interpretazione. All'inizio del secolo scorso era ancora molto forte la
componente teatrale dell'esecuzione, e le note false potevano anche starci.
Di pianisti precisi, aderenti al testo senza essere pedanti ce n'erano in
giro anche allora, in ogni caso; in grado di essere spettacolari e
sufficientemente professionali nello stesso tempo. Cortot è un interprete
assai moderno, rispetto a quel mondo e a quella civiltà; ma non escluderei
che nel suo modo di porsi qualche elemento riconducibile ad una maniera
superata sia sopravvissuto.
> a questo punto una domanda...ma perche se io la penso cosi tu ti incazzi?
> dove mai posso averti offeso?
Mannò. E' che sono opinioni, tutto qui. Nessuno ha la verità oggettiva.
> mahler e un grande compositore e sono io a non capirlo,ma non ha il ritmo
> che cerco e sara difficile;ma e un grande compositore.
> il bel canto mi lascia freddo mentre il cante jondo(flamenco)mi fa
> letteralmente accapponare la pelle;ma sono io che non lo capisco,il bel
> canto.
> per pollini invece e come dico io.
Non ho capito se devo rispondere "aritangheta", lasciar perdere o lasciar
perdere...:-)
> ma come vuoi che motivi un giudizio senza avere la musica davanti o
> sentendola.
Si può, si può.
saludos
dR :-)
> > ma lo hai sentito "poissons d`or"suonato da zecchi?
Sě.
> > se vuoi ti mando la cassetta.
> > poi mi saluti quell`altro la...come si chiama....michelangeli.
Esagerato.
dR :-))
> e dire che ero cosi contento di riuscire a scrivere in giapponese;e
> facilissimo:basta sapere il suono di una parola e poi scriverla con la
> traslitterazione in lettere latine e fa tutto il computer;e sembra che uno
> sappia il giapponese...invece vengono le oscene caselline...comunque quando
> torno controllo che di te mi fido poco.
Per visualizzare i caratteri giapponesi bisogna avere un software
specifico insallato sul proprio PC, tipo Microsoft Global IME...
ciao,
Jashugan
P.S.
Io lo possiedo... :o)
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)
>e vero che penso con convinzione che la tua opinione sia sbagliata ma prendi
>ad esempio
>andrea trave;ha detto anche lui che preferisce pollini a horowitz...e tu
>credi seriamente che io possa pensare che un signore che insegna fisica a
>berkeley(santuario della fisica e della contestazione anni 60)sia uno
>stupido?si perde qualcosa di bello,questo si;ma certo che completamente
>scemo non puo essere,non credi?
Ehi, qui mi si nomina invano! ;-)
Comunque, ce ne vuole ancora perche` possa insegnare, sono ancora a
uno stadio intermedio, non piu` studente, non ancora professore, ne'
carne ne' pesce, insomma...
E poi, pretendo di vedermi riconosciuto il diritto di sentirmi scemo
anch'io... ;-)
Ad ogni modo, anche io avevo trovato alcune delle tue "espressioni" un
po' troppo forti per quel che riguarda Pollini, segno di una totale
"antipatia" (nel senso etimologico del termine) per il suo stile
pianistico. Io non oserei parlare in questi termini di artisti che
comunque il loro nome se lo sono fatto sulla base di anni di
interpretazioni intelligenti ed ammirate da critica e pubblico. Di
"sole" e` piewno il mondo, ma il bello nella storia della musica e`
che queste so`le si spengono da so'le (scusassero il gioco di
parole...). Piuttosto, ne ho visti di strimpellatori in giro che
vengono applauditi a scena aperta solo perche' magari
diciottenni-efebici-pallidini, e poi dopo un anno i loro CD sono
svenduti a 1 Euro l'uno...
Pollini l'ho sentito dal vivo suonare Liszt, un'interpretazione di
potenza e virtuosismo inconfutabili. Ovviamente, queste sono qualita`
che alcuni apprezzano, altri no. Capisco il tuo punto di vista, mi
spiace solo che venga espresso in questi termini un po' derisori.
Ad ogni modo, non e` proprio questa passionalita` il bello di IAMC?
:-)
Finisco col dire che, per modestia, mi tiro fuori da ogni discussione
pianistica piu` approfondita, ho gia` detto che in questo campo le mie
conoscenze sono veramente MOLTO limitate, e probabilmente basate piu`
su pregiudizi che su ascolti veri e propri.
Ciao
Andrea
************
ANDREA TRAVE - atrave(TOGLIMI)@civet.berkeley.edu
http://civet.berkeley.edu/atrave/
"arnonene" <arno...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:211Z11Z172Z173Y...@usenet.libero.it...
(Incarnano entrambi un approccio perdente alla musica.)
>
> visto che ti hanno sbeffeggiato per questa affermazione
E letta così isolata ed immotivata, ne avrebbero avuto abbondanti ragioni.
La mia critica a quel tipo di pianismo, e l'indicazione di "approccio
perdente" non era ovviamente da intendersi
in senso personale (essendo i "perdenti" in senso esistenziale soggetti a
tutt'altri destini) nè musicale in senso lato.
L'idea è che quel tipo di interprete, molto rappresentato in quella
generazione, con tutta quell'attenzione alla cosiddetta
resa oggettiva della partitura e con il relativo approccio allo strumento,
ha forse contribuito al declino del recital pianistico.
Nel senso che interpreti più estrosi o comunque più "liberi" nelle loro
ricerche coloristiche, di fraseggio ed in ultima analisi poetiche, forse
avrebbero tenuto più desta l'attenzione del pubblico su quel tipo di
proposta insieme spettacolare e culturale che dovrebbe essere secondo me il
recital pianistico,
e la musica in genere. Ma forse mi sbaglio, e i problemi legati all'incerto
destino del "recital" sono soprattutto o totalmente altri.
E comunque questa è la storia, e ci sono stati anche aspetti positivi.
Sono poi in accordo con chi sostiene che Pollini dal vivo "funzioni" meglio
che in disco.
> la mia lista dei grandissimi e molto piu'
> breve
Guarda, limitiamoci all'attualità.
Non che ci siano dei talenti da ascoltare assolutamente tutte le sere in
ogni teatro, ma in relazione ai miei gusti non sarei così pessimista.
Mi pare che si avvertano molti segnali di ritorno ad una differenziazione
estrema del suono, dell'agogica, del fraseggio, di tutto.
Mi sembra che addirittura questa particolarità di approccio sia quasi
richiesta dal mercato attuale, come una specie di reazione a
passati eccessi "oggettivanti" (la tua espressione di "file MIDI" è
iperbolica ma rende bene l'idea).
E nelle giurie dei concorsi importanti ci sono delle levate di scudi, magari
minoritarie ma importanti, a favore di candidati "politically
uncorrect", che poi guarda caso sono quelli che fanno carriera e piacciono.
Alcuni poi bypassano i concorsi, ma certe case discografiche scommettono su
di loro, sempre in virtù della loro particolarità stilistica.
Insomma, io direi che qualcosa si muove, ed il panorama attuale mi sembra
migliore di quello di 20 anni fa.
Se cerchiamo un fraseggio classicamente tornito, con un suono pastoso e
anche voluminoso quando occorre, con una microdinamica sempre viva ma esente
da percorsi tortuosi, Kissin potrebbe fare
al caso nostro (per scherzo e con tutta l'approssimazione del caso, direi un
Lipatti come fraseggio
e un Gilels, magari non proprio quello dei primi anni, come suono).
Bunin (più però quello di qualche anno fa) se invece cerchiamo un fraseggio
spigoloso ed irregolare, "nevrotico" soprattutto da un punto di vista
ritmico, e con un suono piccolino,
alla Brendel, anzi ancora più asciutto. Ultimamente l'ho ascoltato un po'
più "omologato".
Pogorelich (e qui invece mi sembra enormemente cresciuto, e solo ora porta
alle estreme conseguenze il già molto che prometteva ad inizio carriera), o
dell' epica tragica in stile gotico, aristocratico e tenebroso non mi pare
solo di maniera.
E Sokolov, il mago incontrastato della tecnica del colore (chi ama Richter
penso non possa non essere un estimatore di Sokolov).
E Zimermann. E diversi altri segnalatimi da un paio di ngppisti tra quelli
che ascoltano e conoscono più di me, e dei quali non ho ancora avuto tempo
di approfondire la conoscenza: Hamelin, Grante, Anderszewski, Pletnev,
Mustonen.
Di quest'ultimo, ad esempio, mi sta entusiasmando il CD con l'op. 109 e l'op
107
(quelle per me ignote Variazioni su arie popolari) di Beethoven (RCA red
seal): di una freschezza
di sapore improvvisatorio, ma di fattura di accuratissima oreficeria, a
forgiare un metallo (suono)
estremamente duttile e luminoso.
Certo, nulla che si avvicini al mio Scarlatti, o alle mie Brahms-Haendel
(pur se emendate delle
ultime insignificanti 24 variazioni nonché dell'arida e posticcia fuga
finale); ma è per dirti che mi accontento, eccome.
Ovvio, senza pretese di convincere te o altri della fondatezza dell'elenco.
Sarrasani.
> Comunque, ce ne vuole ancora perche` possa insegnare, sono ancora a
> uno stadio intermedio, non piu` studente, non ancora professore, ne'
> carne ne' pesce, insomma...
Complimenti comunque :-)))
> Ad ogni modo, anche io avevo trovato alcune delle tue "espressioni" un
> po' troppo forti per quel che riguarda Pollini, segno di una totale
> "antipatia" (nel senso etimologico del termine) per il suo stile
> pianistico.
Sě, č l'impressione che da' (che sia in ottima fede č stra-appurato). Ti sei
spiegato benissimo.
> Ad ogni modo, non e` proprio questa passionalita` il bello di IAMC?
Esatto. Ci si diverte anche a litigare...:-))
dR :-))
> L'idea è che quel tipo di interprete, molto rappresentato in quella
> generazione, con tutta quell'attenzione alla cosiddetta
> resa oggettiva della partitura e con il relativo approccio allo strumento,
> ha forse contribuito al declino del recital pianistico.
Hai fatto benissimo a mettere quel "cosiddetta"; non credo che la resa
oggettiva esista. Sarei più propenso a pensare che il limite fra invenzione
e interpretazione (legittimata) del segno si sposti con il mutare della
cultura.
Quanto al recital (riprendo argomenti svolti da altri, se vuoi gli
estremi...per controllare, perché potrei anche aver frainteso; sono letture
di anni fa :-)) va soppesato anche il fattore disco, che si fa prepotente
nel secondo dopoguerra. Da allora esistono appassionati che conoscono la
musica soprattutto ascoltandola (prima era ancora abbastanza rara la figura
dell'ascoltatore puro), da cui l'esigenza di interpretazioni più aderenti al
testo, da consegnare al disco come strumento di diffusione della cultura
(penso alle "integrali" di quel periodo e anni immediatamente successivi).
L'idea dell'intepretazione come realizzazione contingente di una entità
testuale che nella sua assolutezza è conoscibile soprattutto attraverso la
lettura si fece meno praticabile.
> Nel senso che interpreti più estrosi o comunque più "liberi" nelle loro
> ricerche coloristiche, di fraseggio ed in ultima analisi poetiche, forse
> avrebbero tenuto più desta l'attenzione del pubblico su quel tipo di
> proposta insieme spettacolare e culturale che dovrebbe essere secondo me
il
> recital pianistico,
> e la musica in genere.
Vero, ma la spettacolarità del concerto (l'idea del pubblico aristocratico
da intrattenere, in fondo) era fatta anche d'altro, di fattori un poco meno
nobili.... Poi si è passati alla lezione universitaria, il che forse è
eccessivo...
(...)
> E Sokolov, il mago incontrastato della tecnica del colore (chi ama Richter
> penso non possa non essere un estimatore di Sokolov).
Ho sentito solo un paio di dischi, purtroppo. L'ho trovato grandioso.
> Mustonen.
> Di quest'ultimo, ad esempio, mi sta entusiasmando il CD con l'op. 109 e
l'op
> 107
> (quelle per me ignote Variazioni su arie popolari) di Beethoven (RCA red
> seal): di una freschezza
> di sapore improvvisatorio, ma di fattura di accuratissima oreficeria, a
> forgiare un metallo (suono)
> estremamente duttile e luminoso.
Anche quel disco curioso in cui accosta Bach e Shostakovich è interessante.
> Certo, nulla che si avvicini al mio Scarlatti, o alle mie Brahms-Haendel
> (pur se emendate delle
> ultime insignificanti 24 variazioni nonché dell'arida e posticcia fuga
> finale);
Va da sé...:-))
ciao
dR
> Quanto al recital (riprendo argomenti svolti da altri, se vuoi gli
> estremi...per controllare, perché potrei anche aver frainteso; sono
letture
> di anni fa :-)) va soppesato anche il fattore disco, che si fa prepotente
> nel secondo dopoguerra. Da allora esistono appassionati che conoscono la
> musica soprattutto ascoltandola (prima era ancora abbastanza rara la
figura
> dell'ascoltatore puro), da cui l'esigenza di interpretazioni più aderenti
al
> testo, da consegnare al disco come strumento di diffusione della cultura
> (penso alle "integrali" di quel periodo e anni immediatamente successivi).
> L'idea dell'intepretazione come realizzazione contingente di una entità
> testuale che nella sua assolutezza è conoscibile soprattutto attraverso la
> lettura si fece meno praticabile.
Questi sono i fatti, espressi in termini secondo me inconfutabili.
A me pare che, nel dopoguerra, ci sia stata una tendenza del recital ad
"appiattirsi"
sul disco, inteso nel senso del tuo post.
E che solo da un po' di anni diversi interpreti si schiodino da tale
approccio,
che quindi perde la sua egemonia, può essere storicizzato, e magari
diventarmi anche simpatico.
Non so nelle varie commissioni esaminatrici, ma credo che (quel poco che
resta) del pubblico
tenda sempre di più ad esigere interpretazioni personali e fantasiose, ed il
mercato discografico
si adegui.
Sarrasani.
> Non sono un ragazzo neppure io. I trenta (termine dopo il quale, a mio
> modesto avviso, quel termine diventa vagamente comico) li ho passati da un
> bel pezzo.
Te li porti bene...senza cattiveria,eh?
> Dai, il consiglio a usare il Cotton fioc non era il massimo. Io sarò anche
> partito in quarta, ma l'occasione me l'hai fornita. Quanto all'igiene, a
> quello serve. Il Cotton fioc...
Ed era appunto un suggerimento paradossale.L'igiene tua e degli altri mi
interessa poco,specialmente dietro a un computer.
> Fino a un po' di tempo fa, sì. Avresti avuto ragione. Ho ricevuto una
bella
> piallata di recente, qualche anno fa. :-)) Non sono così nerd e precisino
> come mi pensi, insomma.
Ma non ho detto nerd.
> > allora...pollini suona come un midi file e io non ci posso fare niente;
>
> Aritangheta...l'hai visto questo film? :-)
Credimi anche se ti sembrerà strano:è il film che meglio di tutti ti dà la
sensazione di cosa sia viaggiare per l'Africa.
>
>
>
> Non ti sfiora il dubbio che forse anche la tecnica di incisione da allora
è
> cambiata?
E a te non ti sfiora il dubbio che se uno prende una stecca clamorosa alla
SECONDA battuta di una sonata in quattro movimenti potrebbe semplicemente
fermare tutto e ricominciare?
> (non si potevano fare montaggi) E forse oggi anche Cortot si
> comporterebbe diversamente? (sarebbe libero di esercitare la sua fantasia
di
> interprete senza doversi preoccupare di controllare il pezzo da cima a
> fondo; come vedi non ho assolutamente nulla contro il disco).
Se fosse nato adesso suonerebbe come quelli di adesso;lui era un talento,ma
il problema è la diversa mentalità.
> Spero di non scandalizzarti, ma una certa trascuratezza tecnica, diciamo
> pure la mancanza di rifinitura spesso evidente (mi vengono in mente gli
> Studi Sinfonici di Schumann, con un finale terrificante; è anche vero che
> succede anche ad altri, Fischer per esempio) disturba parecchi
ascoltatori.
Ma come no;prende stecche a ripetizione e certe incisioni come il concerto
di Tokyo sono semplicemente indecorose:una vecchia signora ormai sfatta col
belletto che le cola dagli occhi.Ma da qui a Rattalino che dice che lo
Chopin di Cortot non gli piace ce ne corre.
> Non sono io l'unico a pensare che studiando un poco di più certe cose le
> avrebbe evitate;
>d'altronde credo sia quello che passa per la testa a
> chiunque ascolti certi suoi dischi e abbia avuto un minimo di contatto con
> lo strumento.
Allora:mi hai già dato dell'arrogante;del superficiale e
dell'incompetente...vabbè...
Io un minimo di contatto con lo strumento ce l'ho avuto e per quanto non mi
sia mai piaciuto studiarlo troppo,dato che si tratta di mettersi con la
faccia rivolta a un muro per diverse ore al giorno;per quanto adesso mi
ricordi solo brani a pezzi e bocconi ti assicuro che tutti i tuoi giudizi
sulla mia incompetenza(che io non ho mai espresso su di te)non sono del
tutto esattissimi.
Chi ha avuto un minimo di contatto con lo strumento può darsi che non ci
capisca niente ugualmente,primo;chi ha avuto il contatto e ci sente sa che
quel suono è unico al mondo;che il suo fraseggio è di una bellezza e di una
eleganza che non stancano mai.
Ma hai una pallida idea di quello che fa dalle battute 40 a 50 di "Jeux
d'eaux" di Ravel?
Guarda che lì o uno ci sente o cottonfioc...perchè è una delle cose più
belle che esistano in disco.Dimmi cos'hai di Cortot e ne parliamo.
E poi le stecche sono come le sbruciacchiature sui dolci ebrei che si
vendono a Roma al Portico di Ottavia;non sono errori...sono golosità.
>E' evidente che si tratta di un grandissimo interprete, un
> caposcuola, un musicista di grande originalità. Si può anche arrivare a
dire
> che gli errori facciano parte della poesia.
Ma il bello è che questo è un pò il tuo problema (qui mi sto azzardando un
pò,però....)
Guarda che il preoccuparsi troppo di non fare errori è l'errore più grave;ed
è l'errore della nostra epoca,in senso musicale intendo.
A.N.
P.S.:Caposcuola...ma perché parli così...
Lo sai cos'era quella frase?
Quando Muhammad Alģ si rifiutņ di andare a combattere in Vietnam gli fu
tolta la corona di Campione dei Pesi Massimi e gli fu impedito di continuare
a combattere(o smise lui non ricordo bene);tra i numerosissimi attestati di
solidarietą,gli giunse un giorno la telefonata di Bertrand Russell;Alģ non
aveva idea di chi fosse ma nonostante la diffidenza iniziale rimase molto
colpito dalle parole del matematico inglese;e alla fine della telefonata gli
disse:
"Sa una cosa? Credo proprio che lei non sia completamente scemo".
Russell rimase molto compiaciuto del complimento e gli capitņ spesso di
raccontarlo con una punta di orgoglio.
>
> Ad ogni modo, anche io avevo trovato alcune delle tue "espressioni" un
> po' troppo forti per quel che riguarda Pollini, segno di una totale
> "antipatia" (nel senso etimologico del termine) per il suo stile
> pianistico. Io non oserei parlare in questi termini di artisti che
> comunque il loro nome se lo sono fatto sulla base di anni di
> interpretazioni intelligenti ed ammirate da critica e pubblico.
Andrea credimi...č veramente un modo di suonare brutto;e non parlo solo di
come fa Chopin.
Ti propongo qualche ascolto incrociato:
il secondo di Brahms di Pollini e Abbado;e quello di Zimerman e Bernstein.
la sonata in si bem min di Chopin fatta da Pollini e da Cortot.
La quarta ballata di Chopin suonata da Cortot e da Maurizio.
Quando le hai sentite ne parliamo in dettaglio;se vuoi ti mando un cd
masterizzato...non c'č problema.
In bocca al lupo per il lavoro.
A.N.
Molto carina;)))
Senti tu mi parli di Pletnev,di Bunin...io non li considero proprio.
Sokolov l'ho sentito a S.Cecilia nel secondo di Brahms;veramente
bello;peccato che il piano fosse scordato negli acuti...ma veramente una
bella esecuzione;poi come bis fece la Mazurka op.68 n.2...una mestizia.
Guarda che al giorno d'oggi qualcuno che ti faccia bene i concerti di Brahms
o altri pezzoni importanti bene o male lo trovi;le mazurke invece non le sa
fare più nessuno(a meno che tu non mi cominci a tirar fuori Luisada e allora
direi che il discorso cade).
La tecnica perfetta;la tavolozza di colori etc etc tutte queste cose si
trovano in vari interpreti contemporanei;ma l'eleganza,la leggerezza,la
seduzione,il ritmo e il fraseggio
sono cose ormai introvabili.
Kissin ha qualcosa, ma sembra una porsche col freno a mano tirato...e via
discorrendo.
Io vi propongo una cosa a te e Danny;incontriamoci a casa di chi ha la
migliore tastiera o pianoforte e muniti dei rispettivi cd di intepretazioni
memorabili e parliamone davanti a uno strumento e a un lettore cd;può venire
chiunque sia interessato all'argomento naturalmente.Io credo che la
conversazione potrebbe essere molto interessante.
A.N.
>> Mustonen.
>> Di quest'ultimo, ad esempio, mi sta entusiasmando il CD con l'op. 109 e l'op
>> 107
>> (quelle per me ignote Variazioni su arie popolari) di Beethoven (RCA red
>> seal): di una freschezza
>> di sapore improvvisatorio, ma di fattura di accuratissima oreficeria, a
>> forgiare un metallo (suono)
>> estremamente duttile e luminoso.
>
>Anche quel disco curioso in cui accosta Bach e Shostakovich è interessante.
Trovo anch'io Mustonen molto interessante, soprattutto per come
proponga accostamenti inusuali sia in concerto che in CD. Anche lui,
comunque, ha dovuto abbandonare le majors, e ha appena firmato un
contratto in esclusiva con Ondine: sul sito Web (www.ondine.fi)
segnalano tra le cose in uscita Bach+Shostakovich e Sibelius. Inoltre,
il buon Olli ha anche lui deciso di darsi alla direzione di orchestra,
e registrera` Hindemith, Sibelius e Mozart. Senza poi menzionare che
e` anche compositore... Questi finlandesi, tutti artisti di multiforme
ingegno! :-)
> Sokolov l'ho sentito a S.Cecilia nel secondo di Brahms;veramente
> bello;peccato che il piano fosse scordato negli acuti...ma veramente una
> bella esecuzione;poi come bis fece la Mazurka op.68 n.2...una mestizia.
Beh, io l'ho sentito in recital fare 13 mazurche di fila e non mi sono
sembrate affatto una mestizia... anzi, direi che sono fra le poche che
possono rivaleggiare con Friedman, Horowitz e Sofronitsky (non cito
volutamente ABM perché nelle mazurche non mi ha mai conquistato). ;-)
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
Se trovo il cd lo compro e poi ne parliamo.
Caro direttore,il fatto che tu abbia indicato nel dopoguerra il discrimine
storico di un cambio di tendenza è precisamente la base della mia "querelle
des anciens et des modernes" (pianisti).
Ed è un'osservazione che porta molto lontano dalla musica per di più;
anzi...tu parli di un'odierna tendenza oggettivante;eppure un artista
dell'ottocento era molto più convinto di uno nostro contemporaneo,di avere
lui stesso la verità assoluta.
In fondo chiunque interpreta qualcosa crede "di aver visto giusto",che sia
all'inizio o alla fine del novecento;il problema è "dove" si cerca questa
verità.
Nel novecento l'oggettività va a farsi benedire(niente più metafisica!)
anche in campo scientifico;invoco Andrea Trave che ci parli del principio di
indeterminazione in cui ogni osservatore influenza ciò che osserva(se lo
dico così mi boccia;))) e la meccanica quantistica in cui le leggi fisiche
perdono in una certa misura la loro assolutezza newtoniana(per intenderci).
E non è la varietà o fantasiosità delle interpretazioni il punto,per lo meno
nel mio discorso;è qualcosa di molto più profondo...ma insomma per iscritto
diventa tutto un pò pedante;se volete passiamo una serata assieme suonando e
ascoltando musica,che credo che questo sia un discorso che vada fatto dal
vivo.
> E che solo da un po' di anni diversi interpreti si schiodino da tale
> approccio,
> che quindi perde la sua egemonia, può essere storicizzato, e magari
> diventarmi anche simpatico.
Questa è un'osservazione veramente molto acuta.
> Non so nelle varie commissioni esaminatrici, ma credo che (quel poco che
> resta) del pubblico
> tenda sempre di più ad esigere interpretazioni personali e fantasiose, ed
il
> mercato discografico
> si adegui.
Il mercato discografico dovrebbe essere abolito.Non è una posizione
neoluddista la mia;io in genere sono più modernista che nostalgico.
Ma il mercato discografico è obiettivamente la causa della fine
dell'improvvisazione e del dilettantismo (che è il vero humus della grande
arte).
Insomma,questo tema mi appassiona perché è ricchissimo di implicazioni
storiche eantropologiche,non solo per i suoi aspetti squisitamente musicali.
> Te li porti bene...senza cattiveria,eh?
Ma le pare, bravo giovane...:-)))
> E a te non ti sfiora il dubbio che se uno prende una stecca clamorosa alla
> SECONDA battuta di una sonata in quattro movimenti potrebbe semplicemente
> fermare tutto e ricominciare?
Esatto. Ma la forma mentis è che l'errore ha un suo fascino se fatto da lui,
rientra, bene o male, nell'ispirazione del momento. Non ha nulla a che fare
con la realtà del testo, che l'esecuzione non deve necessariamente
rispecchiare nei dettagli. Perché l'esecuzione è ancora vista come un
momento d'elezione, ma comunque contingente; l'importante, l'oggetto della
rivelazione non è la lettera del testo, in ogni caso.
Mentre i pianisti che non ti piacciono partono (non che questa sia l'unica
differenza, intendiamoci) dall'idea che il concerto e il disco, il fatto di
suonare insomma, sono lettura pubblica di un testo, con commento implicito.
Un fatto conoscitivo, insomma, un'occasione di divulgazione culturale, più
che un momento rivelatore.
Almeno questa è l'impressione che ne ricavo io.
> Se fosse nato adesso suonerebbe come quelli di adesso;lui era un
talento,ma
> il problema è la diversa mentalità.
E' il solito discorso, lo si può fare giusto per scherzare. Cortot oggi non
sarebbe Cortot, sarebbe un'altra cosa.
> Ma come no;prende stecche a ripetizione e certe incisioni come il concerto
> di Tokyo sono semplicemente indecorose:una vecchia signora ormai sfatta
col
> belletto che le cola dagli occhi.Ma da qui a Rattalino che dice che lo
> Chopin di Cortot non gli piace ce ne corre.
Dove scusa? Nei saggi che ho presente io non dice mai che non gli piace (il
che è indicativo fino a un certo punto, intendiamoci).
> Allora:mi hai già dato dell'arrogante;del superficiale e
> dell'incompetente...vabbè...
Dai, non avevo quest'intenzione. Non nell'ultimo post.
> Io un minimo di contatto con lo strumento ce l'ho avuto e per quanto non
mi
> sia mai piaciuto studiarlo troppo,dato che si tratta di mettersi con la
> faccia rivolta a un muro per diverse ore al giorno;
:-)
per quanto adesso mi
> ricordi solo brani a pezzi e bocconi ti assicuro che tutti i tuoi giudizi
> sulla mia incompetenza(che io non ho mai espresso su di te)non sono del
> tutto esattissimi.
Non ci siamo capiti neppure questa volta. Davvero.
> Chi ha avuto un minimo di contatto con lo strumento può darsi che non ci
> capisca niente ugualmente,primo;
Sì, può essere.
chi ha avuto il contatto e ci sente sa che
> quel suono è unico al mondo;che il suo fraseggio è di una bellezza e di
una
> eleganza che non stancano mai.
Certo. Ma resta il fatto che stecca, e già che citiamo Rattalino, "un
pianista non dovrebbe avere dita, oltre che idee?" Parliamo di
professionisti (nel caso di Cortot di un uomo di cultura che continuava a
fondare istituti, a insegnare, a firmare edizioni commentate dei classici)
in fondo. Ora, niente di male se stecca; pazienza, anche se è sgradevole
(almeno il finale degli Studi Sinfonici è difficile, a volte è trascurato
anche in pezzi meno problematici). Non ha importanza, ci ha dato molte altre
cose. Ma nell'insieme, un paragone con Pollini non ha un gran senso, vista
la mutata contingenza storico culturale.
> Guarda che lì o uno ci sente o cottonfioc...perchè è una delle cose più
> belle che esistano in disco.Dimmi cos'hai di Cortot e ne parliamo.
> E poi le stecche sono come le sbruciacchiature sui dolci ebrei che si
> vendono a Roma al Portico di Ottavia;non sono errori...sono golosità.
Come no. Me ne rammenterò la prossima volta che propino a qualcuno le mie
esecuzioni...
> Ma il bello è che questo è un pò il tuo problema (qui mi sto azzardando un
> pò,però....)
Può darsi benissimo.
ciao
dR
Questo è vicino a quello che penso;la cosa più "vicina" è quella parola
"contingente".
Un'opera d'arte vive,invecchia e infine muore, come gli esseri viventi;e,per
usare una metafora pittoresca,noi ci ostiniamo a mantenere in vita dei
vecchi decrepiti;e quello che si sente adesso sono "plastiche facciali"...Se
l'accento fosse messo sulla composizione di nuova musica e
sull'improvvisazione(come era ai tempi di quegli artisti che veneriamo come
maestri insuperabili dimenticandoci paradossalmente che il loro maggiore
impegno era nella composizione e nell'improvvisazione);se la musica classica
di adesso fosse una musica anche mondana e non solo "artistica" a tutti i
costi,allora l'esecuzione dei maestri antichi riacquisterebbe vitalità e
freschezza.
> Dove scusa? Nei saggi che ho presente io non dice mai che non gli piace
(il
> che è indicativo fino a un certo punto, intendiamoci).
> Certo. Ma resta il fatto che stecca, e già che citiamo Rattalino, "un
> pianista non dovrebbe avere dita, oltre che idee?" Parliamo di
> professionisti (nel caso di Cortot di un uomo di cultura che continuava a
> fondare istituti, a insegnare, a firmare edizioni commentate dei classici)
> in fondo. Ora, niente di male se stecca; pazienza, anche se è sgradevole
Ma dipende dove la fa...in "Jeux d'eau" ne fa una nel punto più
importante,verso il finale,e in effetti è un peccato.
> (almeno il finale degli Studi Sinfonici è difficile, a volte è trascurato
> anche in pezzi meno problematici).
Me l'hanno detto di questi studi sinfonici...non stento a crederlo,comunque.
> Non ha importanza, ci ha dato molte altre
> cose. Ma nell'insieme, un paragone con Pollini non ha un gran senso, vista
> la mutata contingenza storico culturale.
La mia critica riguarda per l'appunto la mutata contingenza storico
culturale,in campo musicale intendo;e uno dei suoi campioni. ;)
Non a caso Sarrasani parla di prima della seconda guerra mondiale e di
dopo;ci sarebbe molto da dire al riguardo.
>
> > Guarda che lì o uno ci sente o cottonfioc...perchè è una delle cose più
> > belle che esistano in disco.Dimmi cos'hai di Cortot e ne parliamo.
> > E poi le stecche sono come le sbruciacchiature sui dolci ebrei che si
> > vendono a Roma al Portico di Ottavia;non sono errori...sono golosità.
>
> Come no. Me ne rammenterò la prossima volta che propino a qualcuno le mie
> esecuzioni...
Danny...noi non ci conosciamo giusto?... Quante volte ti hanno detto di non
fermarti a pensare troppo? ;)
Ti regalo una perla per capire le mazurke di Chopin:
"Il fascino irresistibile di uno straniero alto,pallido,elegante e
misterioso in un salotto di Parigi".
Non male eh? Ferruccio Busoni.
Uno che i preludi di Chopin li suonava uno alla volta per introdurre i
pezzi(che strano...li usava come preludi );e se hai il cd delle sue
incisioni vedrai che introduce lo studio in sol bemolle maggiore col
preludio in la maggiore;la modulazione fulminea che collega i due pezzi è
una chicca imperdibile.
Magari ci incontriamo a una lettura pubblica con commento...pardon...un
concerto.
A.N.
Beh, direttore è dir tanto. Il Sarrasani circus, con il suo direttore che
spero non mi legga e quereli, va libero per la Germania.
Il mio è solo un nick name, derivante dal fatto che a tale direttore di
circo si allude in una piece teatrale per cui stravedo.
Ed è in fondo anch'essa in sostanza dedicata ai problemi
dell'interpretazione musicale.
> ma insomma per iscritto
> diventa tutto un pò pedante;se volete passiamo una serata assieme suonando
e
> ascoltando musica,che credo che questo sia un discorso che vada fatto dal
> vivo.
Pedante o no, nei tuoi post, come in quelli di Danny Rose e di altri, ho
letto considerazioni interessantissime.
In che zona risiedi?
> Ma il mercato discografico è obiettivamente la causa della fine
> dell'improvvisazione e del dilettantismo (che è il vero humus della grande
> arte).
Questa è da incorniciare. Anche se dedico parecchio tempo ad ascoltare
dischi.
La "fine dell'improvvisazione, del dilettantismo (che è il vero humus della
grande
arte)" e anche della voglia e capacità di prendersi dei rischi in un
recital.
Sarrasani.
Ma pensa...credevo che ti chiamassi veramente Sarrasani e che ti prendessi
allegramente in giro in qualità di volenteroso e maldestro dilettante;poi
leggo che sei diplomato e allora tanto maldestro non puoi essere di certo.
Comunque mi è piaciuto molto il nick.
> In che zona risiedi?
Incrocio fra Cassia e Trionfale.Le mie tastiere sono ottime per lo studio ma
non adattissime a "suonare";se avete di meglio si fa da voi sennò da me.
Insomma se volete io sono libero qualche giorno nella seconda metà di marzo.
>
> > Ma il mercato discografico è obiettivamente la causa della fine
> > dell'improvvisazione e del dilettantismo (che è il vero humus della
grande
> > arte).
>
> Questa è da incorniciare. Anche se dedico parecchio tempo ad ascoltare
> dischi.
> La "fine dell'improvvisazione, del dilettantismo (che è il vero humus
della
> grande
> arte)" e anche della voglia e capacità di prendersi dei rischi in un
> recital.
>
> Sarrasani.
Ma sì.
Ti faccio un esempio:hai presente la mazurka op.17 n.4? Un commentatore di
Chopin,tale Szulc,affermava che era la rappresentazione di un certo aneddoto
di un ebreo in preda ad una idea fissa che chiede l'elemosina in una
taverna.Direi che è una bella scemenza,no? Eppure se l'alternativa è quella
di rinunciare tout court alle immagini che può suggerire un pezzo;se nulla
si può dire che non sia motivato da ragioni filologiche o da testi
precedentemente scritti da "autorità indiscusse",per il timore di cadere
nell'"arbitrario" e pena l'essere tacciati di intuizionismo o melenso
sentimentalismo;e allora benvenga l'idea fissa dell'ebreo che almeno hai la
soddisfazione di dire che è una stronzata.
Effettivamente però c'è Jean Yves Thibaudet che viene in sala con i calzini
rossi e il gilet ricamato...dici che è quello il segno del risveglio?E'
quello l'annuncio della palingenesi?
> Effettivamente però c'è Jean Yves Thibaudet che viene in sala con i
calzini
> rossi e il gilet ricamato...dici che è quello il segno del risveglio?E'
> quello l'annuncio della palingenesi?
Beh, è una scelta di campo a favore del Team New Zealand (i "defender" dell'
America Cup, che sono caratterizzati anche
dai calzini rossi). E auspicabilmente perdente.
Sarrasani tifoso e scommettitore su Alinghi.
> Incrocio fra Cassia e Trionfale.Le mie tastiere sono ottime per lo studio ma
> non adattissime a "suonare";se avete di meglio si fa da voi sennò da me.
> Insomma se volete io sono libero qualche giorno nella seconda metà di marzo.
Sei di Roma, insomma? Allora ci si potrebbe beccare...
> Se trovo il cd lo compro e poi ne parliamo.
No, no, no! :-)
Sokolov va ascoltato dal vivo, c'è poco da fare...
> Sokolov va ascoltato dal vivo, c'č poco da fare...
Che tra l'altro si "pesca" sempre bene. Io l'ho ascoltato una sola volta e
credevo fosse in una particolare serata di grazia.
Herr Graf che era con me mi ha invece garantito che č ANCHE regolare. Io
concepisco che si possa suonare cosě bene,
e usando una tavolozza timbrica "a la Richter", ma trovo pazzesco che nel
prendersi tutti quei rischi il tipo non incappi
in passaggi a vuoto o serate difficili. Onore a lui.
Sarrasani.
> Che tra l'altro si "pesca" sempre bene.
Infatti le sue registrazioni migliori sono quelle dal vivo.
> Io l'ho ascoltato una sola volta e
> credevo fosse in una particolare serata di grazia.
Anche io la prima sera ho pensato cosě. Al terzo concerto ho capito
perché il mio Hamelin parlasse di 'pianista miracoloso', il solo che
ammiri fino in fondo.
> Herr Graf che era con me mi ha invece garantito che č ANCHE regolare. Io
> concepisco che si possa suonare cosě bene,
> e usando una tavolozza timbrica "a la Richter", ma trovo pazzesco che nel
> prendersi tutti quei rischi il tipo non incappi
> in passaggi a vuoto o serate difficili. Onore a lui.
Quando lo hai ascoltato ha fatto per bis la Toccata di Ravel?
ciao,
Jashugan ancora sconvolto dal ricordo
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
> Quando lo hai ascoltato ha fatto per bis la Toccata di Ravel?
Yes, sir. Poi una sventagliata di mazurche di Chopin.
Sarrasani.
Dipende dalle mazurche: le due che suona bene sono inarrivabili.....
Bye
Pit