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La CALLAS e la Norma del 58

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Marco Daverio

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Sep 21, 1999, 3:00:00 AM9/21/99
to
In un post si è accennato alla Norma di Roma del 58 con il famoso abbandono
della Callas. Vale la pena scrivere qualcosa di più per capire il clima
dell'opera e in generale della società negli anni 50.
Oggi tutto questo sembrerebbe assurdo. E pensare che sono passate solo poche
decine di anni. Il 2 gennaio 1958 era prevista l'inaugurazione della
stagione dell'opera di Roma con una serata di Gala con la Norma cantata
dalla Callas. Molti ospiti e inviti ma anche il loggione pagante
naturalmente con i soliti scatenati. Presente in sala anche la massima
autorità italiana, il Presidente della Repubblica Gronchi.
Nel 58 la Callas era all'apice della popolarità e della conflittualità.
Sappiamo infatti che per il carattere del personaggio la Callas aveva molti
fans ma anche molti nemici e non solo i Tebaldiani. Diciamo che in generale
la moda era: o sei un callasiano o sei un anticallas. Non c'erano mezze
misure. Non sto qui ad elencare i motivi di queste posizioni sarebbe un
discorso troppo complesso ed è già stato versato inchiostro a fiumi. Dove
passava la Callas si scatenavano rivalità spesso che non avevano nulla a che
fare con l'opera. Nel caso di Roma la rivalità sotterranea era tra le due
città di Roma e di Milano. La Callas si sà era molto legata a Milano, anzi
era ormai il simbolo della Scala. A Roma veniva chiamati dagli appassionati
d'opera "la Milanese". Da qui tutta una partigianeria tra le due città
(allora molto sentita) che nulla aveva a che fare con la lirica. Le si
rimproverava di essere arrivata a Roma troppo tardi, di aver snobbato la
capitale, di essere legata ad un ambiente ricco e snob, di essere
capricciosa ecc... Già queste erano le premesse! Aggiungiamo che nel 58
comincia a farsi sentire il declino vocale e psicologico della Diva. Declino
in parte dovuto allo stress della sua popolarità e alle risapute vicende
personali.
Qualche giorno prima della rappresentazione la Callas avverte un malessere
dovuto ad influenza. Chiede che la recita sia posticipata di qualche giorno
per consentirle di riprendersi. Ma la Direzione artistica è categorica: la
serata di gala si deve fare. Arriviamo al fatidico 2 gennaio 1958. L'opera
va in scena nella divisione dei 4 atti anzichè due (più intervalli giovano
alla mondanità nei foyer). Cantano con la Callas: Corelli, la Pirazzini e
Giulio Neri. Dirige Gabriele Santini. Il sipario va su in una sala
gremitissima all'inverosimile. Scriveva il Messaggero: " .... stavolta
sembrava addrittura che la gente sedesse a pile, gli uni sulle ginocchia
degli altri. Non c'era un unico posto libero.... Più impressionante ancora
era in realtà la vista dei palchi degli ordini superiori, in ciascuno dei
quali sembrava avesse preso posto un'idra dalle cento teste. E soprattutto
della galleria, sulla cui ripidissima gradinata si era disposta una folla
fitta come quella dello stadio nel giorno dell' incontro Roma-Lazio, una
folla che dilagava sino alle lai estreme dle ferro di cavallo, sino a quei
famigerati posti di settima laterale che, generalmente deserrti, iersera
offrivano ad una schiera di generosi acquirenti a cinquecento lire l'uno, la
solità visibilità assolutamente nulla.... Come tutta questa gente sia potuta
entrare durante il primo intervallo nel vecchio Foyer così disperatamente
insufficiente ad accoglierla, è un mistero che fa dubitare della verità del
principo fisico dell' impenetrabilità dei corpi..."
Questo credo renda l'idea dell' arena che accolse la Callas sul
palcoscenico.
La Callas canta così così la Casta Diva e decisamente maluccio la cabaletta
Ah bello a me ritorna. Applausi freddi di cortesia. Finisce il primo atto
col duetto sucessivo tra Pollione e Adalgisa. Applauditissomo Corelli già
nella prima aria. L'intervallo finisce ma l'orchestra non entra. Che
succede? Il pubblico freme. Ad un certo punto qualcuno sussurra qualcosa al
Presidente che si alza e se ne va. Il pubblico lo applaude ma comincia a
temere il peggio. Ad un certo punto viene portato un altoparlante sul palco
e viene letto un annuncio: "Per cause di forza maggiore la rappresentazione
è sospesa". Un annuncio coinciso ma chiaro e senz apossibilità di appello.
E' il caos. A lungo si è discusso su cause e colpe di quella decisione. La
questione fu portata perfino in Tribunale anni dopo e venne data ragione
alla Callas. La quale aveva avuto un calo di voce e aveva deciso di
rinunciare a proseguire la recita. Cosa che capita sovente ai cantanti. Il
vero problema era che la direzione artistica non aveva una sostituta. E si
sa che ci deve sempre essere una copertura in caso di impedimento
dell'artista in un teatro serio. A maggior motivo in una serata di gala.
Almeno la rappresentazione sarebbe arrivata alla conclusione e non sarebbe
stata interrotta (per le repliche fu chiamata la Cerquetti). Sapendo già che
la Callas non stava bene sarebbe stato prudente e professionale avere una
sotituta a disposizione. Invece no. La Callas non volle portare a termine
una rappresentazione cantando male. Ma il pubblico diede tutta la colpa a
lei, con una buone dose di antagonismo tra Roma e Milano. Il teatro fu messo
in stato di assedio. Volevano linciarla! Dovette inervenire la polizia per
disperdere i loggionisti che avevano circondato le uscite. Per sicurezza la
Callas fu fatta passare per un passaggio sotterraneo segreto sino all' Hotel
Quirinale dove qualcuno le mise un gatto morto davanti alla porta della
camera. La reazione popolare fu contro la Callas accusata tra l'altro di
affronto al Presidente della Repubblica. La cosa arrivò addirittura alla
Camera con interrogazioni parlamentari. La notizia volò a Londra, Parigi,
New York.... tutti ne parlavano. La folla inferocita sfilava con striscioni
anti Calla sche dicevano: "Callas Vattene Via" e altre cose poco carine. La
Callas si scusò, spiegò, ma nella servì a un gran che. Se ne tornò a Milano
nelle braccia di Ghiringhelli che era intervenuto in suo difesa,
accompagnata dalla fedele amica Elsa Maxwell.
Cosa dire di tutta questa vicenda? Altri tempi. L'opera ha anche queste
punte di follia.
Da quella sera però cominciò il lento ed inesorabile declino della grande
cantante.
Chissà se Giampaolo ricorda qualcosa e vuole fare qualche commento.
Un saluto a tutti.
Marco Daverio

--
Marco Daverio
dav...@enter.it

Marco Marcelli

unread,
Sep 21, 1999, 3:00:00 AM9/21/99
to

Marco Daverio wrote:

> In un post si è accennato alla Norma di Roma del 58 con il famoso abbandono
> della Callas. Vale la pena scrivere qualcosa di più per capire il clima
> dell'opera e in generale della società negli anni 50.

Ringrazio, personalmente, Daverio per questa affascinante pillola di storia.

--
==========================================
Marco Marcelli - Genova
E-mail1: marc...@money.it
E-mail2: marc...@libero.it
E-mail3: marco.m...@elsag.it (ufficio)
==========================================
"Tossire davanti al televisore diverte la
meta' che farlo a teatro durante un concerto
di Mozart" (letta su un banchetto ambulante a Bregenz)

Lorenzo Rossi

unread,
Sep 22, 1999, 3:00:00 AM9/22/99
to
Roma, 22.IX.1999

Ringrazio anche io personalmente Marco Daverio per aver raccontato
sinteticamente e chiaramente l'episodio del '58. In quanto il fatto l'avevo
accennato io stesso.
Lorenzo Rossi


--
Posted from mta4.iol.it [195.210.91.154]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Lucio PERES

unread,
Oct 5, 1999, 3:00:00 AM10/5/99
to
On 22 Sep 1999 07:37:26 +0200, licandroa...@iol.it ("Lorenzo

Rossi") wrote:
>Roma, 22.IX.1999
>
>Ringrazio anche io personalmente Marco Daverio per aver raccontato
>sinteticamente e chiaramente l'episodio del '58. In quanto il fatto l'avevo
>accennato io stesso.

In realtà io la so alquanto diversa.
Mi rifarò alla cronaca scritta da Claudio Savonuzzi su La Nazione del
3.1.1958
"ritiratasi nel camerino alla fine del primo atto la celebre e
nevrastenica soprano ha rifiutato di uscire allo scadere del tempo. Il
sovrintendente Latini, il direttore dell' orchestra Santini, i
cantanti Miriam Pirazzini, Giulio Neri, il giovane e reclamatissimo
Franco Corelli si sono affannati, uno per volta, o tutti assieme a
pregarla di tornare sul palcoscenico per il secondo atto".
Ciò perché alla fine di "Casta diva", dove aveva mostrato qualke
difficoltà, ottenne applausi poco sentiti con qualke battuta polemica
[al sottoskritto dal barbiere un testimone oculare raccontò ke un
loggionista gridò "ce costi un mijone..."] e contrasti tra le opposte
fazioni in loggione; dopo 3 quarti d' ora d' attesa venne l' annuncio
ke la rappresentazione era sospesa x cause di forza maggiore.
Ovviamente grandissimi fischi da parte dei convenuti. Ne seguì persino
un' interrogazione parlamentare. Alla Callas non fu permesso di
cantare nelle successive repliche.
Fu quindi kiamata a sostituirla nella parte la grandissima Anita
Cerquetti ke stava cantando Norma al San Carlo di Napoli: il direttore
artistico dell' opera di Roma Guido Sampaoli ed altre eminenti
personalità artistiche e politiche insistettero ripetutamente ed alla
fine il Sovrintendente del San Carlo le diede l' autorizzazione di
assentarsi da Napoli. Il grande direttore Mario Rossi, ke dirigeva la
Norma a Napoli incoraggiò Anita ad accettare. Quindi la Cerquetti
parte da Napoli Venerdì 3, dopo aver cantato Giovedì 2 la Norma a
Napoli e canta Sabato 4 la stessa opera a Roma. Ne scaturisce la +
leggendaria delle performance di canto lirico di tutti i tempi, per
fortuna documentata da una registrazione radiofonica oggi pure
riversata su CD: G.O.P (Great Opera Performances, Crema - Italy 1989)
722.

In definitiva la Cerquetti canto la Norma il 26 e 28 Dicembre 1957 ed
il 2 e 5 Gennaio 1958 al San Carlo di Napoli, il 4, 8 e 11 Gennaio
1958 all' Opera di Roma.

Per chi volesse approfondire le conoscenze sull' arte e la carriera,
purtroppo brevissima, di Anita Cerquetti segnalo ke un bellissimo sito
Web a Lei dedicato si trova alla URL:
http://perso.wanadoo.fr/cerquetti/
e ke il sottoscritto è in possesso di un certo N° di Sue
registrazionie e di abbondante documentazione.
LUX

Marco Daverio

unread,
Oct 5, 1999, 3:00:00 AM10/5/99
to
Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote in message
37fb8e7d...@news.flashnet.IT...

>
> In realtà io la so alquanto diversa.
> Mi rifarò alla cronaca scritta da Claudio Savonuzzi su La Nazione del
> 3.1.1958
Scusa Lucio ma non capisco perchè ogni volta e dico OGNI VOLTA devi sempre
mettere becco per contraddire e tra l'altro questa volta non capisco proprio
in merito a cosa. Anzitutto tu quella sera a teatro non c'eri come non c'ero
io. Se hai tesimonianza diretta dalle chiacchiere del barbiere, bhè,
credimi, ho delle fonti più autorevoli (e francamente non ci vuole molto a
trovarle). Prego lo stesso Lomi su questa lista ad intervenire. Ho citato
l'articolo del Messaggero per dare un'idea del pubblico in sala e non di
quello che è accaduto dietro le quinte. SANNO ORMAI ANCHE I SASSI che
l'episodio fu ingigantito e condito dalla stampa per aumentare la fama di
una Callas capricciosa ed isterica. TUTTE LE MAGGIORI BIOGRAFIE della Callas
hanno ampiamente smentito questo (e persino l'accertamento dei fatti nei
tribunali) e cito per tutti una delle fonti più serie ed autorevoli: la
Stassiopoulos. Fu tutta una montatura per montare uno scandalo da una
normale indisposizione del cantante. A teatro succede spessissimo. Tu la sai
diversa perchè ricadi nei luoghi comuni e superficiali. Non fu capriccio ma
reale impedimento quello della Callas ferma restante LA TOTALE
RESPONSABILITA' della direzione del teatro per l' incidente. In questo TUTTI
GLI STUDIOSI SERI SONO DACCORDO!!!! Aggiungo che ho testimonianze dirette di
amici e melomani molto seri e più affidabili delle chiacchiere del barbiere.
Quanto alla Cerquetti niente da dire. Voce importante e purtroppo
prematuramente ritiratasi dalle scene. Si doveva o spostare la data
dell'inaugurazione o tenere lei come pronta e degna sostituta in caso di
defaillance della Callas che tra l'altro aveva detto di non essere in piena
forma.
Perciò lasciamo la Callas in pace perchè parlar male di lei mi spiace....
Saluti
Marco Daverio

Giampaolo Lomi

unread,
Oct 5, 1999, 3:00:00 AM10/5/99
to
On Tue, 05 Oct 1999 05:37:11 GMT, lucio...@flashnet.it (Lucio
PERES) wrote:


>In realtą io la so alquanto diversa.
>Mi rifarņ alla cronaca scritta da Claudio Savonuzzi su La Nazione del
>3.1.1958

BALLE, caro Lucio, come al solito sempre balle e poi ancora balle,
gonfiate di presunzione, ignoranza e voglia di emergere a qualunque
costo. Mi meraviglio veramente di te, che pur non avendo un passato
operistico, per tua stessa ammissione limitato agli ultimi due o tre
anni, hai mostrato uno spirito ricettivo e ti sei fatto paladino
della Scala anche per la lotta contro ai mulini a vento del
bagarinaggio.
Quello che dice il signor Savonuzzi ( se veramente lo dice ) sono
balle e dovresti saperlo benissimo, se avessi frequentato la Scala o
altri teatri d'opera a quei tempi. Balle per fare del trito
sensazionalismo su un "mito" in un giornalaccio di provincia che
probabilmente non aveva sufficiente tiratura e sfruttava qualunque
scandalo, vero o presunto, per vendere di piu'.
Prima di ritirarti con "i cari estinti" in quel gruppuscolo di cui sei
il moderatote, dovresti ricordare che proprio a casa mia hai
conosciuto Giovanna Lomazzi e Carla Verga. La prima una delle piu'
grandi amiche della Maria e la seconda una delle biografe ufficiali.
Non sono intervenuto prima in questo thread, malgrado l'invito di
Daverio, perche' non trovavo necessario aggiungere nulla al suo
articolo che rispecchiava la pura verita' di quella infelice serata,
anche per quello che riguardava le rivalita' fra Roma e Milano.
Quello che forse non sai, e che mi e' stato riconfermato sia dalla
Lomazzi che dalla Verga, le quali erano insieme nel camerino della
Maria, col di lei marito Meneghini e la signora Maxwell , sono un paio
di dettagli, che spiegano perche' l'infelice affronto' contro voglia,
col terrore di non farcela, qualla malaugurata Norma.
La Callas si era beccata una bella influenza. Giovanna mi ha detto che
avendole parlato al telefono il giorno prima, non aveva neppure
riconosciuto la sua voce, che era sgranata e afona a causa della
malattia. La Maria le disse col suo solito accento veneto :"Non so
proprio come fare".
Poi il marito la convinse che non poteva tirarsi indietro perche' la
serata era troppo importante e avrebbe dovuto fare qualunque sforzo
pur di cantare. Le fece applicare, secondo una sua antica credenza
meneghina, delle "polentine di Linosa", che credo siano impacchi di
seme di lino, che avrebbero appunto dovuto farle ritornare la voce. E
difatti la voce ritorno, (piu' o meno) e molto a malincuore la Callas
cedette alle pressioni e si tuffo' a cantare il primo atto. E' logico,
che l'influenza non guarita riprese il sopravvento e la cantante non
fu piu' in grado di proseguire e successe quello che successe.
La rappresentazione era radiodiffusa in diretta e tutti quelli che la
conoscevano, sia di persona che come cantante, e che erano in ascolto,
sono stati concordi nel dire :" Cosi' non la portera' in fondo"!
Come forse non sai, e non sa quello della Nazione, alcuni anni dopo,
la Callas VINSE la causa contro l'opera di Roma, che fu l'unica
responsabile vera della cancellazione di quella Norma, perche' non
aveva il "doppio" della Maria. La magistratura le dette ragione e
riconobbe che il suo stato di salute la sera della "prima", non le
avrebbe consentito di cantare.
E cosi' fu segnata l'effimera fortuna della tua adorata Cerquetti, che
cantava bene, non dico di no, ma con una voce di testa, lontana dalle
grandi interpretazioni di Norma. La sua breve presenza sui
palcoscenici puo' confermare solo che la sua voce sia durata una sola
estate.
Non capisco comunque una cosa, Callas a parte. Il perche' del tuo
livore e della necessita' di appigliarti a qualunque spigolo pur di
poter contraddire quello che altri sanno e hanno vissuto di persona.
Cos'e' una odiosa "revanche" verso chi andava realmente nel "tempio
della lirica" mentre tu eri inchiodato a manipolare intrugli chimici
di plastica?
Non e' da te. O meglio, non e' da te come pensavo tu fossi realmente.
Scusami se questo mio intervento puo' apparirti un po' troppo crudo,
ma non mi va di tacere quando si scrivono le falsita' che hai
riportato, avallandole senza neppur l'ombra del dubbio. E mi dispiace
il dovertelo dire.
Perche' non ti dedichi invece, anima e corpo, a costruire il tuo
"mito" personale della brava Anitona. Ti aiuterebbe a rilassarti.
Mettila insieme alla Fleming della quale ti sei anche invaghito in
quei 5 minuti che le hai parlato all'uscita degli artisti, e
inseriscici anche il Maestro, tuo ultimo amore, e tutti insieme
godetevi la bellissima stagione scaligera che si prepara, con i
bagarini e tutto il resto.


Giampaolo

_________________________________________________________
(A proposito di Mozart)

" E' stato la disperazione della mia giovinezza,
l'ammirazione della mia eta' matura,
la consolazione della mia vecchiaia "

Gioachino Rossini
_________________________________________________________

Marco Marcelli

unread,
Oct 5, 1999, 3:00:00 AM10/5/99
to

Giampaolo Lomi wrote:

> dovresti ricordare che proprio a casa mia hai
> conosciuto Giovanna Lomazzi e Carla Verga. La prima una delle piu'
> grandi amiche della Maria e la seconda una delle biografe ufficiali.

Giampaolo, scusa, solo una curiosita'.
Ma poiche' sembrava ovvio che il malanno della Callas potesse essere male
interpretato, perche' non ando' lei di persona sul palcoscenico a
spiegare, cosa che avrebbe (forse) evitato quel mare di strascichi, anche
giudiziari?
Magari queste tue e sue amiche possono dare questa spiegazione! :-)

Lucio PERES

unread,
Oct 5, 1999, 3:00:00 AM10/5/99
to
On Tue, 5 Oct 1999 09:48:17 +0200, "Marco Daverio" <dav...@enter.it>
wrote:

>Scusa Lucio ma non capisco perchè ogni volta e dico OGNI VOLTA devi sempre
>mettere becco per contraddire
> [...]

contesto "OGNI VOLTA": solo quando ho tempo, mi va ed ho un motivo...

>Fu tutta una montatura per montare uno scandalo da una normale indisposizione
>del cantante. A teatro succede spessissimo.

Infatti successe pure a MDM alla Scala, nell' episodio, + volte
narrato da Lomi, culminato con il gestaccio della mano nell' incavo
del gomito rivolto al loggione. Anke in quel caso non c' erano
sostituti...

>Tu la sai diversa perchè ricadi nei luoghi comuni e superficiali. Non fu
>capriccio ma reale impedimento quello della Callas ferma restante LA TOTALE
>RESPONSABILITA' della direzione del teatro per l' incidente.

Non ho capito ke responsabilta abbia avuto il teatro nell'
indisposizione della Callas.

>In questo TUTTI GLI STUDIOSI SERI SONO DACCORDO!!!!
> Aggiungo che ho testimonianze dirette di amici e melomani molto
>seri e più affidabili delle >chiacchiere del barbiere.

Il cliente (peraltro corista per lunghi anni al Teatro dell' Opera...)
del mio barbiere romano e Savonuzzi de La Nazione non saranno forse
studiosi di rango, ma cosa mi dici di Elio Trovato, autore di Umiltà e
fierezza, la + completa biografia di Anita Cerquetti, per i tipi di
Azzali?

>Si doveva o spostare la data dell'inaugurazione
>o tenere lei come pronta e degna sostituta in caso
> di defaillance della >

Figurémes! La Cerquetti aveva il contratto per l' inaugurazione e 3
repliche di Norma al San Carlo: impegno ke mantenne nonostante sia
andata 3 volte a Roma a cantare la stessa massacrante opera!!

>Perciò lasciamo la Callas in pace perchè parlar male di lei mi spiace....

Non si tratta di parlarne male, ma di prendere pacatamente atto ke,
difformemente da alcune carriere di rara longevità, il suo periodo d'
oro è durato una decina d' anni [se è x questo quello della Cerquetti
molto meno...] ed in questo periodo fu capace con caparbietà
sconfinata di costruire un mito superando i limiti di una voce
naturalmente sgradevole con lo studio e, soprattutto, un' immensa
presenza scenica. Beato Lomi ke l' ha vista e sentita. X ki oggi la
deve ascoltare solo nelle registrazioni francamente, molto IMHO, in
disco c' è di meglio. Scusatemi se rivango superficialmente i luoghi
comuni...
Pure Garibaldi nel privato era sozzo ed infido, oltre ke pessimo
romanziere, ma è lo stesso un padre della Patria (anke se,
sorprendentemente, ho appreso ke il grande musicologo Quirino
Principe, ieri al Museo della Scala x la presentazione delle Serate
Musicali, non riconosce lo Stato italiano ma è rimasto fedele a Cesco
Beppe...)!
LUX

Lucio PERES

unread,
Oct 5, 1999, 3:00:00 AM10/5/99
to
On Tue, 05 Oct 1999 15:15:42 +0200, Giampaolo Lomi <gi...@flashnet.it>
wrote:

>Prima di ritirarti con "i cari estinti" in quel gruppuscolo di cui sei
>il moderatote

mai saputo ke gli estinti digitano msg su Internet... 8;-)))

>Perche' non ti dedichi invece, anima e corpo, a costruire il tuo
>"mito" personale della brava Anitona. Ti aiuterebbe a rilassarti.
>Mettila insieme alla Fleming della quale ti sei anche invaghito in
>quei 5 minuti che le hai parlato all'uscita degli artisti, e
>inseriscici anche il Maestro, tuo ultimo amore

figurati, faccio molto di meglio: quasi tutte le sere sono alla Scala
o al Conservatorio o altro teatro (da stasera pure al nuovissimo
Auditorium di MI) ed ormai dedico ai NG solo i ritagli di tempo.
LUX

Luca Logi

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to
Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:

> sorprendentemente, ho appreso ke il grande musicologo Quirino
> Principe, ieri al Museo della Scala x la presentazione delle Serate
> Musicali, non riconosce lo Stato italiano ma è rimasto fedele a Cesco
> Beppe...)!

Non dare retta a Quirino Principe che e' geniale ma matto come un
tegolo. Mi ricordo ancora di quella volta in conservatorio che
raccontava a una vezzosa fanciulla di aver combattuto nelle forze
austroungariche durante la prima guerra mondiale (improbabile, adesso
dovrebbe avere piu' di 100 anni).

--------------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)

MrAlfi

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to
<< Giampaolo, scusa, solo una curiosita'.
Ma poiche' sembrava ovvio che il malanno della Callas potesse essere male
interpretato, perche' non ando' lei di persona sul palcoscenico a
spiegare, cosa che avrebbe (forse) evitato quel mare di strascichi, anche
giudiziari? >>


Perchè le avranno sicuramente detto " Signora, non possiamo rovinare la serata
con un annuncio. Vada in scena e non si preoccupi, andrà benissimo".

Sappiate che per i direttori artistici, non mi spiego perchè, i cantanti stanno
SEMPRE benissimo. Siamo l'unica categoria che, se si ammala, non ci crede mai
nessuno. Forse se sputiamo sangue...

Io, nel mio piccolo e parecchi anni fa, ho inaugurato Verona (Filarmonico)
cantando il mio unico Enrico in Lucia ( non lo faccio più, non vi preoccupate).
Febbre a trentanove, tre note utili, colore vocale di topo Gigio...non avevano
un doppio. Che facevamo? Mandavamo tutti a casa ? Allora dico : facciamo un
annuncio. "Nooooo, non possiamo guastare il clima...., e poi ieri stavi
benissimo, dai....".
Fregato.

Allora pensate alla Callas, coll'inaugurazione di Roma e il presidente della
Repubblica e tutti che aspettavano di sentirla cantare. Se li avesse mandati a
casa da subito, sarebbe stato peggio. E comunque, NON CREDO glielo avrebbero
consentito.

(Certo, ci voleva lo spirito della Caballè, che quando fece la Bolena a
Barcellona, alla fine del primo atto, è apparsa e ha detto "Caro pubblico, sono
stanca, quest'opera è troppo pesante, scusate". Dentro un pianoforte a coda e
tutto il cast a cantare zarzuelas....)

Vi ricordo che, recentemente, anche la Gasdia ebbe un problema simile in Arena
col Barbiere. Anche lì mancava il doppio....

Buonanotte,

Alfonso Antoniozzi
MrA...@aol.com
http://members.aol.com/mralfi/index.html

Giampaolo Lomi

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to
On Tue, 05 Oct 1999 18:45:20 GMT, Marco Marcelli <marc...@libero.it>
wrote:


>Giampaolo, scusa, solo una curiosita'.
>Ma poiche' sembrava ovvio che il malanno della Callas potesse essere male
>interpretato, perche' non ando' lei di persona sul palcoscenico a
>spiegare, cosa che avrebbe (forse) evitato quel mare di strascichi, anche
>giudiziari?

Marco, e' vero che il teatro sotto certi aspetti, e' come il circo e
la folla vuol vedere il sangue e godere fino all'ultimo, la
distruzione o la glorificazione estrema dei suoi idoli e aspetta con
sadica bramosia l'intervento del pollice verso dell'imperatore.
Sebbene siano passati 2000 anni credi che il pubblico di un teatro sia
molto difforme da quello del Colosseo? In apparenza senz'altro, ma
nell'intimo gli stessi istinti primordiali che covano in ognuno di noi
son sempre presenti. E' il famoso "effetto branco" che fa fare a dei
pacifici individui, se presi da soli, atti e follie di cui non si
rendono dopo neppure conto.

La Callas era malata. Questa e' la semplice e pura verita', sfrondata
da ogni fantasia o supposto mistero. Hanno detto anche che era pagata
dalla CIA o dal KGB e tante altre cazzate. Aveva, come ogni comune
mortale, contratto una banale influenza. Cosa avrebbe dovuto fare? Ti
pare normale e dignitoso che un'artista ammalata si presenti al
proscenio per dire che e' malata e chiedere scusa se non e' in grado
di cantare? Scusa di essersi ammalata? E a chi poi? Al presidente
Gronchi, alla Lollo, alla Pampanini, a De Chirico e a chi altri
ancora?
Il teatro e' il solo responsabile. Questo compito tocca al
sovrintendente. Se una cntante si ammala, si sostituisce. Se non si
puo' sostituire, si rimborsa il biglietto e si chiudono i battenti.
E' vero che per calmare le "belve" se avesse fatto questo, magari
sputando un po' di catarro come Cornell Wilde sputo' sangue sulla
tastiera nel film sulla vita di Chopin, la gente si sarebbe rassegnata
piu' volentieri. E invece non l'ha fatto. E non l'avrei fatto neppure
io. Anzi non mi sarei presentato proprio in teatro e avrei mandato un
bel certificato medico e me ne sarei rimasto a letto al calduccio con
le pappine di lino intorno al collo, aspettando la visita di
controllo.
Invece la Maria, che amava il suo pubblico, per il quale e' dimagrita
oltre il normale, dando inizio con questo, al rapido declino della sua
voce, non se l'e' sentita. Si e' fatta convincere dal marito, forse
anch'egli vittima inconsapevole del meccanismo perverso che si innesca
in questi casi, e ha commesso l'errore di cantare il primo atto.
Ha salvato il teatro, che non ha rimborsato nessuno, e ha pregiudicato
se stessa. Quel teatro, che per tutto ringraziamento, ha sparso ogni
tipo di dicerie sul suo conto per salvarsi dall'accusa di incompetenza
organizzativa per non aver saputo organizzare una sostituta. Meno male
che la giustizia lo ha condannato dando ragione alla Callas. Stai
tranquillo che se avesse fatto capricci e isterismi e non fosse stata
realmente malata, e avessero avute le prove di questo, la Maria non
avrebbe vinto.
Comunque e' una vecchia storia e la verita' la conoscono anche i
gatti. Non c'e' biografia della Callas, fra le centinaia che ne
esistono, che ancora oggi osi avanzare l'ipotesi che la Maria non
canto per ripicca.
Solo una calata di gusto come quella di Peres, poteva riproporre dopo
40 anni una discussione del genere, al solo scopo di ferire
deliberatamente gli ammiratori di quello che e' stato il piu' grande
mito vocale di tutti i tempi.

Ciao

Giampaolo


>Magari queste tue e sue amiche possono dare questa spiegazione! :-)


Visitate il sito ufficiale dei "cari estinti": http://wwf.easynet.it/iamcm/
L' indirizzo del NG sul Web
č:http://www.mailgate.org/mailgate/it.arti.musica.classica.mod/
Si puň postare anche attraverso Mailgate inviando un' e-mail
all'indirizzo:
it.arti.music...@mailgate.org

Marco Daverio

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to
> Non ho capito ke responsabilta abbia avuto il teatro nell'
> indisposizione della Callas.

Senti se non capisci è un conto se non vuoi capire è un altro! Ho detto che
la direzione del Teatro doveva avere una sostituta o rimborsare il
biglietto. Alla Scala all' ultima replica della Donna del lago la Anderson
svenì alla fine e non c'era sostituta. L'opera finì prima. Nessuno se la
prese con La Anderson. In una prima di tale importanza una sostituta ci
doveva essere. Lo scandalo di Roma scoppiò perchè il pubblico andò a casa
prima. Se ci fosse stata una sotituta questo non sarebbe successo.


>
> Il cliente (peraltro corista per lunghi anni al Teatro dell' Opera...)
> del mio barbiere romano e Savonuzzi de La Nazione non saranno forse
> studiosi di rango, ma cosa mi dici di Elio Trovato, autore di Umiltà e
> fierezza, la + completa biografia di Anita Cerquetti, per i tipi di
> Azzali?

A parte che conosco Elio personalmente, dico questo: il pubblico, i coristi
ecc... non videro quello che succedeva nel camerino della Callas perchè
c'era solo lei con la direzione del teatro ed alcune amiche (leggi il post
di Lomi). Al processo si chiarì tutto e la direzione dell'opera si assunse
le sue responsabilità. Se uno poi riporta pettegolezzi non è serio. Trovato
come te torna a fare partigianeria. Niente di più sbagliato. Non c'è bisogno
di svalutare nessuno per apprezzare la Cerquetti. Si tratta di
provincialismo e mi sembra che anche tu non ne sia immune.


>
> Figurémes! La Cerquetti aveva il contratto per l' inaugurazione e 3
> repliche di Norma al San Carlo: impegno ke mantenne nonostante sia
> andata 3 volte a Roma a cantare la stessa massacrante opera!!

Per un evento del genere le direzioni dei teatri importanti si mettono
sempre daccordo. E poilasciamo stare con gli impegni massacranti. Forse la
biografia non lo dice ma la Cerquetti non ha mai avuto una gran tecnica,
Cantava in modo piuttosto spontaneo tant'è vero che durò poco come tutti i
cantanti che non approfondiscono abbastanza la parte tecnica. La sua Norma,
apprezzabile certamente per nobiltà e timbro, è molto lontana per intensità
drammatica e precisione stilistico musicale a quella della Callas. Per
questo ne poteva sicuramente cantare più recite vicine senza stancarsi
troppo.


>
> >> Non si tratta di parlarne male, ma di prendere pacatamente atto ke,
> difformemente da alcune carriere di rara longevità, il suo periodo d'
> oro è durato una decina d' anni [se è x questo quello della Cerquetti
> molto meno...] ed in questo periodo fu capace con caparbietà
> sconfinata di costruire un mito superando i limiti di una voce
> naturalmente sgradevole con lo studio e, soprattutto, un' immensa
> presenza scenica.

Il discorso sarebbe molto lungo. Il Mito non lo costruì lei ma fu una
naturale conseguenza di una sconfinata personalità artistica e musicale.
L'unica figura paragonabile alla Callas tanto per darci un'idea è Toscanini.
Entrambi non si limitarono a dirigere o cantare ma cambiarono inmeglio il
modo di eseguire questa arte. e il che non è poco.


Beato Lomi ke l' ha vista e sentita. X ki oggi la
> deve ascoltare solo nelle registrazioni francamente, molto IMHO, in
> disco c' è di meglio. Scusatemi se rivango superficialmente i luoghi
> comuni...

Infatti c'è la Fleming non è vero? A parte che l'artista si misura inteatro
e non in disco. E poi non ho voglia di far polemiche sulla Callas. Se non la
capisci tanto peggio. Questo la dice lunga su quello che capisci delle voci
e di opera.
Marco


Marco Daverio

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to

>
> figurati, faccio molto di meglio: quasi tutte le sere sono alla Scala
> o al Conservatorio o altro teatro (da stasera pure al nuovissimo
> Auditorium di MI) ed ormai dedico ai NG solo i ritagli di tempo.
Adesso comprendo perchč capisci cosě poco di lirica. Dovevi andarci cosě
spesso prima all'opera, quando c'erano ancora le grandi voci e i grandi
direttori. Ora l' assidua frequenza al malcanto non puň che diseducare
l'orecchio alla buona musica.
Ciao
Marco

Raf

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to
Giampaolo Lomi ha scritto nel messaggio ...

>Solo una calata di gusto come quella di Peres, poteva riproporre dopo
>40 anni una discussione del genere, al solo scopo di ferire
>deliberatamente gli ammiratori di quello che e' stato il piu' grande
>mito vocale di tutti i tempi.

Sai che dopo la tua appassionata difesa della Callas mi e' venuta voglia di
andarmi a risentire il "D'amor sull'ali rosee" dal Trovatore che registro'
con Karajan alla Scala ? Mi sono venuti i brividi, ascoltandola. Che
cantante, che attrice straordinaria. Una delle cose che mi impressionano di
piu' della Callas e' la perfetta intesa tra la sua pronuncia della lingua
(in particolare le consonanti) e il canto, che si fondono come una cosa
sola, laddove altre sue colleghe in qualche modo sacrificano la chiarezza
della dizione alle esigenze del canto.

Com'e' possibile che abbia avuto e abbia dei detrattori ?

Raf


PS: Grazie per i complimenti che mi hai fatto nell'altro post. Spero di
venire presto a Roma a trovarti.

---------------------------------------------------------
Io la Musica son ch'ai dolci accenti
so far sereno ogni turbato core
et hor di nobil'ira et hor d'amore
poss'io infiammar le piu' gelate menti
---------------------------------------------------------


Giampaolo Lomi

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to
On Wed, 6 Oct 1999 12:44:47 +0200, "Raf" <col...@tin.it> wrote:


>
>PS: Grazie per i complimenti che mi hai fatto nell'altro post. Spero di
>venire presto a Roma a trovarti.
>

Lo spero anch'io. Domani sera noi di Roma ci riuniamo per una
mini-crapulina indiama. Saremo in pochi (MariaPia, Giovanni, Tiziana
con famiglia, Giorgio, D'Onofrio Alessandro e forse, se torna in tempo
da Milano, Giovanna Lomazzi.

Ti saluto e a presto

Giampaolo

P.S.
Ovviamente se sei dalle parti di San Pietro, sei invitato. Lancia un
messaggio :-)))
___________________________________
"Mio cuore, monello giocondo
che ride pur anco nel pianto"
Guido Gozzano
_______________________________

Marco Marcelli

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to

Luca Logi wrote:

> Mi ricordo ancora di quella volta in conservatorio che
> raccontava a una vezzosa fanciulla di aver combattuto nelle forze
> austroungariche durante la prima guerra mondiale (improbabile, adesso
> dovrebbe avere piu' di 100 anni).
>

Non e' che volesse semplicemente "rimorchiare" ????? :-)

Marco Marcelli

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to

MrAlfi wrote:

> Vi ricordo che, recentemente, anche la Gasdia ebbe un problema simile in Arena

> col Barbiere. Anche lě mancava il doppio....

Come fini??
Se parli di quel Barbiere che diedero in TV non mi pareva male in arnese, la Gasdia
(anche se non e' certo la Rosina ideale).
Piuttosto da neurodeliri e' chi aveva ideato quella specie di uccelliera che doveva
essere la "casa" di Don Bartolo e della Rosina......

Tiziana Pannunzio

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to
Giampaolo Lomi wrote:

> On Wed, 6 Oct 1999 12:44:47 +0200, "Raf" <col...@tin.it> wrote:
>
> >
> >PS: Grazie per i complimenti che mi hai fatto nell'altro post. Spero di
> >venire presto a Roma a trovarti.
> >
>
> Lo spero anch'io. Domani sera noi di Roma ci riuniamo per una
> mini-crapulina indiama. Saremo in pochi (MariaPia, Giovanni, Tiziana
> con famiglia, Giorgio, D'Onofrio Alessandro e forse, se torna in tempo
> da Milano, Giovanna Lomazzi.
>
> Ti saluto e a presto
>
> Giampaolo
>
> P.S.
> Ovviamente se sei dalle parti di San Pietro, sei invitato. Lancia un
> messaggio :-)))

spiacente dover dare buca, ma ho un febbrone terrificante...

sara' per la prossima volta!

Grazie comunque per l'invito.
--
___
('v')
(( ))
---/-"---"-------
Tiziana Pannunzio
___________________________________________________
Amo essere allegro, ma, stia sicuro, quando voglio
posso sfidare chi sia in serieta' (W.A.Mozart)


Bernardo Paoli

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to

Marco Daverio ha scritto nel messaggio <93919828...@eva.enter.it>...

>l'artista si misura inteatro
>e non in disco.

Del tuo lungo post quoto soltantoquesta piccola frase perchè non è mia
intenzione entrare nel merito della polemica. Mi sembra però un po' troppo
perentorio il tuo giudizio sulle voci in disco. E' solo grazie al disco che
io (nato nel 1974) posso capire la distanza che separa la Callas dalla
Cerquetti. La Cerquetti aveva una bella voce, con un timbro luminso e
piacevole. la Callas ha dato una svolta alla storia dell'interpretazione
sopranile (come Caruso nel campo di quella tenorile). Senza il supporto del
disco, io dovrei porgere ascolto tanto ai sostenitori che ai detrattori
della Callas. E forse non capirei in cosa la Callas era meglio dei soprani
che ascolto adesso in teatro. Lo so anch'io che avrei dovuto nascere prima,
ma dato che così non è devo smettere di essere un melomane?
Io ringrazio davvero il disco, con le sue imperfezioni: le cose più belle
che ho sentito nella mia vita erano tutte in disco.

Bernardo

Marco Marcelli

unread,
Oct 6, 1999, 3:00:00 AM10/6/99
to

Tiziana Pannunzio wrote:

> spiacente dover dare buca, ma ho un febbrone terrificante...

Hey !!!
Ma che fa il Vinix, trasmette via internet virus NON telematici !?!?!?!

Luca Logi

unread,
Oct 7, 1999, 3:00:00 AM10/7/99
to
Marco Marcelli <marc...@libero.it> wrote:

> MrAlfi wrote:
>
> > Vi ricordo che, recentemente, anche la Gasdia ebbe un problema simile in
> > Arena col Barbiere. Anche lě mancava il doppio....
>
> Come fini??

Se ben ricordo, fini' all'ospedale.

Tiziana Pannunzio

unread,
Oct 7, 1999, 3:00:00 AM10/7/99
to
Marco Marcelli wrote:

> Tiziana Pannunzio wrote:
>
> > spiacente dover dare buca, ma ho un febbrone terrificante...
>
> Hey !!!
> Ma che fa il Vinix, trasmette via internet virus NON telematici !?!?!?!

veramente era il Vinix che temeva il contagio da me...

febbricitantemente ciao!

Alberto d'Onofrio

unread,
Oct 7, 1999, 3:00:00 AM10/7/99
to

Lucio PERES
> (anke se,

> sorprendentemente, ho appreso ke il grande musicologo Quirino
> Principe, ieri al Museo della Scala x la presentazione delle Serate
> Musicali, non riconosce lo Stato italiano ma è rimasto fedele a Cesco
> Beppe...)!

Se e' per questo, egli e' un appassionato di Elgar, specie del sogno di
Geronzio....


Alberto d'Onofrio

unread,
Oct 7, 1999, 3:00:00 AM10/7/99
to

MrAlfi:

> Io, nel mio piccolo e parecchi anni fa, ho inaugurato Verona (Filarmonico)
> cantando il mio unico Enrico in Lucia ( non lo faccio più, non vi
preoccupate).
> Febbre a trentanove, tre note utili, colore vocale di topo Gigio...


ma cosa mi dici mai...... ;))))))))))))))))))))))))))


Alberto d'Onofrio

unread,
Oct 7, 1999, 3:00:00 AM10/7/99
to

Giampaolo Lomi

> Comunque e' una vecchia storia e la verita' la conoscono anche i
> gatti. Non c'e' biografia della Callas, fra le centinaia che ne
> esistono, che ancora oggi osi avanzare l'ipotesi che la Maria non
> canto per ripicca.

La Callas non era una cretina, questa e' la miglior prova che tutto sto'
episodio
della ripicca e' una sola.


Cioran's son (Luca F.P.)

unread,
Oct 8, 1999, 3:00:00 AM10/8/99
to
On Thu, 07 Oct 1999 17:25:55 GMT, "Alberto d'Onofrio"
<alberto....@libero.it> wrote:

>
>
>Se e' per questo, egli e' un appassionato di Elgar, specie del sogno di
>Geronzio....


e cos'ha che non va Gerontio's dream?

"Allo zoo: tutte queste bestie hanno un contegno decente, all'infuori delle scimmie.
Si sente che l'uomo non e' lontano..."

E.M.Cioran

--------
ned...@iperbole.bologna.it

Cioran's son (Luca F.P.)

unread,
Oct 8, 1999, 3:00:00 AM10/8/99
to

Lucio PERES

unread,
Oct 8, 1999, 3:00:00 AM10/8/99
to
On Wed, 6 Oct 1999 00:00:45 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>Non dare retta a Quirino Principe che e' geniale

Vuoi ke gli dia retta sulle sue idee politike?

> ma matto come un tegolo.

?? da noi si dice "come un cavallo"...

> Mi ricordo ancora di quella volta in conservatorio che
>raccontava a una vezzosa fanciulla di aver combattuto nelle forze
>austroungariche durante la prima guerra mondiale

ROTFL... Comunque poi mi sono accorto ke la sua ammirazione x "l'
eredità franco-giuseppina" (sic!...) l' aveva espressa x iskritto in
un suo articolo sul 24 Ore dell' 8 Agosto u.s.
Visto ke di sicuro saprà il tedesco, non capisco perkè non se ne va a
Vienna o Berlino...
LUX

Lucio PERES

unread,
Oct 8, 1999, 3:00:00 AM10/8/99
to
On Wed, 6 Oct 1999 10:21:37 +0200, "Marco Daverio" <dav...@enter.it>
wrote:

>A parte che conosco Elio personalmente

Quindi perkè non scambi qualke idea con Elio Trovato sulla faccenda?
LUX

Lucio PERES

unread,
Oct 8, 1999, 3:00:00 AM10/8/99
to
On Wed, 6 Oct 1999 10:23:57 +0200, "Marco Daverio" <dav...@enter.it>
wrote:

>> figurati, faccio molto di meglio: quasi tutte le sere sono alla Scala
>> o al Conservatorio o altro teatro (da stasera pure al nuovissimo
>> Auditorium di MI) ed ormai dedico ai NG solo i ritagli di tempo.
>Adesso comprendo perchè capisci così poco di lirica. Dovevi andarci così

>spesso prima all'opera, quando c'erano ancora le grandi voci e i grandi
>direttori. Ora l' assidua frequenza al malcanto non può che diseducare

>l'orecchio alla buona musica.

1° non è lo scopo della mia vita [ma caso mai della tua...] capirne di
LIRICA, a parte ke 2° Quirino Principe tale appellativo è sbagliato se
applicato al Teatro Musicale ed è appropriato solo x il lied tedesco,
la melodie francese, la melodyia russa, la romanza da salotto
italiana, etc...
2° In nessun campo dello scibile il criterio della QUANTITA' è
garanzia di competenza. Sai meglio di me ke ci sono loggionisti ke
vanno alla Scala da 50 anni tutte le sante sere e non capiscono 1
kaz°$£ lo stesso (vedi il caso dell' Otello di Kleiber ke 2° te era il
max, mentre 2° quelli ke lo fiskiarono era diretto tipo banda
paesana...).
3° Per quanto di scarso interesse x i lettori del NG, le mie - modeste
ma significative - frequentazioni di Teatro d' Opera a partire dal
1965 ai giorni nostri le ho elencate qualitativamente e
quantitativamente + volte in questo NG e mi nausea ripeterle ancora:
consulta Deja News se del caso.
4° + ke farmi 1200 km x andarmi a sentire nell' Otello a Macerata il
Galouzine da te magnificato non so cosa devo fare x colmare il gap
culturale ke ci separa... Quando avranno inventato la makkina del
tempo andrò anke a sentire la Callas.
LUX
P.S. Ti consiglio di allargare i tuoi orizzonti all' opera
contemporanea (Berio in primis) ed alla sinfonica (vatti a godere
Chailly nel nuovo Auditorium di Milano...). E mettici pure un pizzico
di cameristica. Il Bel Canto x quanto piacevole non è l' ombelico del
mondo.

Giampaolo Lomi

unread,
Oct 9, 1999, 3:00:00 AM10/9/99
to
On Wed, 6 Oct 1999 11:27:08 +0200, "Bernardo Paoli"
<bern...@dada.it> wrote:


>Del tuo lungo post quoto soltantoquesta piccola frase perchè non è mia
>intenzione entrare nel merito della polemica. Mi sembra però un po' troppo
>perentorio il tuo giudizio sulle voci in disco. E' solo grazie al disco che
>io (nato nel 1974) posso capire la distanza che separa la Callas dalla
>Cerquetti. La Cerquetti aveva una bella voce, con un timbro luminso e
>piacevole. la Callas ha dato una svolta alla storia dell'interpretazione
>sopranile (come Caruso nel campo di quella tenorile). Senza il supporto del
>disco, io dovrei porgere ascolto tanto ai sostenitori che ai detrattori
>della Callas. E forse non capirei in cosa la Callas era meglio dei soprani
>che ascolto adesso in teatro. Lo so anch'io che avrei dovuto nascere prima,
>ma dato che così non è devo smettere di essere un melomane?
>Io ringrazio davvero il disco, con le sue imperfezioni: le cose più belle
>che ho sentito nella mia vita erano tutte in disco.
>
>Bernardo


Caro Bernardo,

Hai fondamentalmente ragione. E se potessi, avere la bacchetta magica
mi trasformerei in un tuo coetaneo, rinunciando volentieri ad aver
ascoltato dal vivo sia la Maria, che gli altri :-)))
Comunque una ovvia differenza c'e', e nessuno credo osi negarla. Il
fascino dell'ascolto diretto e della tensione dell'immediatezza che si
respira in teatro, nessun disco sara' mai in grado di farcelo provare.
Ritengo tuttavia, i dischi fondamentali, cosi' come le videocassette
dei grandi capolavori, filmate in diretta (non le opere filmate e
doppiate). E' gia' un passo piu' avanti del disco e mi pare come una
piccola finestra sul teatro.
E poi bisogna dire che ognuno di noi, anche i centenari, non hanno
avuto l'occasione di ascoltare tutti dal vivo. Io per esempio, non ho
mai sentito cantare la Tebaldi in teatro e neppure la Toti dal Monte,
ne' la Caniglia, la Stignani, Gigli. Ho beccato Lauri Volpi a Roma, in
una delle sue ultime recite nel 1956. Non ho ascoltato De Sabata dal
vivo, ne' Mitropulos, ne' Gui, ne' Toscanini, ne' Cantelli. Li conosco
dai dischi e li apprezzo dall'ascolto riprodotto.
In compenso ho visto varie volte la Callas, ma anche lei dal 57 in
poi, quindi nella fase di inizio del lento decadimento. Ho visto
debuttare Pavarotti e Cappuccilli. Ho ascoltato Guelfi, Christoff,
Gobbi, Del Monaco, la Simionato e tanti altri. Molte delle cose che ho
sentito con questi cantanti esistono anche in disco e le ho ascoltate
sia prima che dopo la "live performance". Moltissime cose le apprezzo
in disco e in videocassetta. E anche Pavarotti, dopo il famoso Requiem
della Scala diretto da Karajan, l'ho sentito in teatro una volta
ancora in tutto.
Credo che i dischi siano essenziali per tutti e a qualunque eta'.
L'importante e' che attraverso di essi si riesca a discernere il bello
dal brutto e cio' che realmente e' immortale.
Credo che questo sia il vero succo del post di Daverio, anche perche'
la Callas dal vivo non l'ha mai ascoltata neppure lui.

Ciao

Giampaolo
_________________________________________________________
(A proposito di Mozart)

" E' stato la disperazione della mia giovinezza,
l'ammirazione della mia eta' matura,
la consolazione della mia vecchiaia "

Gioachino Rossini
_________________________________________________________

Luca Logi

unread,
Oct 9, 1999, 3:00:00 AM10/9/99
to
Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:

> ROTFL... Comunque poi mi sono accorto ke la sua ammirazione x "l'
> eredità franco-giuseppina" (sic!...) l' aveva espressa x iskritto in
> un suo articolo sul 24 Ore dell' 8 Agosto u.s.
> Visto ke di sicuro saprà il tedesco, non capisco perkè non se ne va a
> Vienna o Berlino...
> LUX

Pero' Principe mi ha fatto venire un'idea. Se mui non lo riconosce,
nemmeno io riconosco piu' il governo italiota dei dalema e dei berluska.
Viva il Granduca!

Lucio PERES

unread,
Oct 10, 1999, 3:00:00 AM10/10/99
to
On Sat, 9 Oct 1999 17:18:18 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>Pero' Principe mi ha fatto venire un'idea. Se mui non lo riconosce,
>nemmeno io riconosco piu' il governo italiota dei dalema e dei berluska.
>Viva il Granduca!

Quirino aveva anke aggiunto ke era cosciente di poter essere
incriminato: ora nessuno avrebbe il coraggio di denunciare l' illustre
musicologo, ma forse x un Logi qualcuno si trova...
LUX

Marco Marcelli

unread,
Oct 10, 1999, 3:00:00 AM10/10/99
to

Ho appena ascoltato la "casta diva" della serata incriminata, che Puca ha
cortesemente posto su IBF.

Brutta bestia, ragazzi, il divismo.

Urla scriteriate di "Brava, brava!!!!" quando doveva esser chiaro a tutti che
quella NON era la vera Callas.
Mai sentita cantar peggio (e giustamente, visto che stava male).

Buonanotte

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