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Integrale 32 sonate di Beethoven

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Luca G

unread,
Aug 16, 2000, 3:00:00 AM8/16/00
to
Ciao a tutti;
Consigliatemi per favore una buona edizione delle sonate per pianoforte di
Beethoven: pensavo a quella di Benedetti Michelangeli o
a quella di Pollini, ma accetto volentieri anche altre idee.
Grazie

Marco Vianello

unread,
Aug 16, 2000, 3:00:00 AM8/16/00
to
Ma di Benedetti Michelangeli esiste un'integrale?Pollini la completerà in
futuro per la DG.
L'edizione di Ashkenazy è ottima,ma ho sentito anche parlare bene di quella di
Yves Nat pubblicata dalla EMI.
Ciao,Marco

Davide

unread,
Aug 16, 2000, 3:00:00 AM8/16/00
to
WILHELM BACKHAUS
Le 32 sonate per pianoforte di L.V.Beethoven
Cofanetto (DECCA) di 8 CDs. a prezzo medio codice: 433 882-2
registrate tra il 1953 e il 1969

oppure:


CLAUDIO ARRAU
Le trentadue sonate per pianoforte di L.V.Beethoven, 15 Variazioni e Fuga
op.35 "Eroica", 32 Variazioni W°O 80,
6 Variazioni Op.34.
registrate tra il 1962 e il1968
Cofanetto (PHILIPS) di 11 CDs. a prezzo medio codice:432 301-2

Esiste anche una quasi-integrale di EMIL GILELS che rispetto alle due
precedenti versioni si avvantaggia di una decisamente migliore qualità della
ripresa sonora ( l'ultimo CD è del 1985) e del fatto che finalmente tutti i
CD che fino a poco tempo fa
erano venduti singolarmente e a prezzo elevato, sono stati riuniti in questa
importantissima edizione:

29 sonate per pianoforte, 15 variazioni e fuga op. 35 di L.V.Beethoven,
eseguite da EMIL GILELS.
Cofanetto (Deutsche Grammophon) di 9 CDs. a prezzo medio codice: 453 221-2
registrate tra il 1972 e il 1985 (ADD/DDD)

A te l'imbarazzo...............magari Backhaus......

saluti, Davide.


--
Posted from smtp3.libero.it [193.70.192.53]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Aug 16, 2000, 3:00:00 AM8/16/00
to
Davide wrote:
>
> Le trentadue sonate per pianoforte di L.V.Beethoven, 15 Variazioni e Fuga
> op.35 "Eroica", 32 Variazioni W°O 80,
> 6 Variazioni Op.34.
> registrate tra il 1962 e il1968
> Cofanetto (PHILIPS) di 11 CDs. a prezzo medio codice:432 301-2

Non e' piu' in catalogo, sostituito da un cofanetto di 14CD con i
brani suddetti PIU' i 5 concerti per pianoforte ed Orchestra ed
il Triplo Concerto. E' stato di nuovo rimasterizzato con un
procedimento Bitstream 96khz/24bit (che, a parte i soliti blabla
tecnici ... facendo il confronto con il CD delle ultime 3
sonate che ho anche nella precedente rimasterizzazione digitale,
si sente effetivamente un suono migliore... hanno anche fatto
meglio il missaggio dei take).

Sono letteralmente innamorato di quelle esecuzioni (il quarto
concerto e' da urlo, una rivelazione divina, poi vabbe', come
in ogni integrale ci sono le cose migliori e le cose peggiori).

Roberto
--
/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><
_/ Institut für Experimentelle Mathematik / Universität Essen
/ "Bezaubernd ist sie heute wieder."

Davide

unread,
Aug 16, 2000, 3:00:00 AM8/16/00
to
Di A.B. Michelangeli esistono in commercio una ventina di dischi (quasi
tutti "pirata") recanti incisioni di sonate beethoveniane.
Fra questi primeggiano per numero le registrazioni della Sonata n°32 op.111
(un suo cavallo di battaglia).
Di questa Sonata eseguita dal Maestro bresciano mi risulta esserci un solo
CD per così dire "ufficiale"(si tratta di un bel disco della "Decca"
pubblicato nel 1988, anche se l'incisione risale al 1965 ) mentre gli altri
sono tutti abusivi e generalmente mal registrati . Esistono poi, sparse qui
e là alcune versioni della Terza e della Quarta Sonata ( di particolare
bellezza è appunto
un'incisione della Quarta Sonata op.7 presente in un CD della DG assieme al
Quarto concerto per pianoforte e orchestra
diretto da Carlo Maria Giulini, con i Wiener Symphoniker e, ovviamente,
A.B.M. al pianoforte).
Niente che abbia le pur minime sembianze di una "integrale" a quanto pare.
Questo non significa che il Maestro non abbia amato il gigante di Bonn, ma,
come si sa, il suo "ascetismo musicale", che lo portava a scandagliare ogni
opera nei più sommersi anfratti e, soprattutto la scarsa propensione per
l'"ambiente discografico", hanno prodotto questo risultato.

Per quel che riguarda Maurizio Pollini, lucido interprete beethoveniano,
varrebbe senz'altro la pena di acquistare il doppio
CD "The Originals" della DG contenente le ultime Cinque Sonate per
pianoforte del Maestro. Due dischi meravigliosi,
praticamente "definitivi", che renderebbero superfluo un qualsiasi tentativo
di "replica" o di "ritocco" da parte di un qualsivoglia
interprete.
Anche nel caso di Pollini siamo ancora lontani da una probabile
integrale.Esistono ,oltre a quelli appena citati, altri tre Cd
disponibili nel catalogo DG ( che messi insieme non raggiungono neppure un
terzo di "integrale" ); accontentiamoci
per adesso di questo. Personalmente dubito molto che Pollini riuscirà ( o
voglia ) portare a compimento quest' impresa titanica
in futuro, nonostante le "voci di corridoio" di un'imminente "uscita
totale".


A Reggio Emilia,
al termine di un Concerto in cui Claudio Abbado diresse i Berliner
Philharmoniker, ebbi la fortuna inaspettata di riconoscerlo tra il pubblico
della Sala e, avvicinatolo, dopo avergli stretto la mano, essermi presentato
e scambiato quattro chiacchiere, fu Egli stesso a chiedermi qual'era la Sua
incisione che io preferivo, al che ovviamente io risposi: "Le Ultime Cinque
Sonate di Beethoven !".
Subito dopo(con una certa urgenza) gli chiesi se aveva nei suoi progetti
futuri altre incisioni di Sonate di Beethoven ed Egli, con uno sguardo
sorridente e al tempo stesso bonario rispose: " Una gatta frettolosa spesso
mette al mondo gattini tisichelli". Sorrisi anch'io,lo ringraziai per il
tempo che mi aveva dedicato, lo salutai e, da allora, non ho mai più fatto
questa domanda idiota a nessun altro artista che ho avuto ho avuto l'onore
di incontrare.

Saluti, Davide.


--
Posted from smtp1.libero.it [193.70.192.51]

Davide

unread,
Aug 16, 2000, 3:00:00 AM8/16/00
to

Saluti, Davide.

--
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Emanuele Passerini

unread,
Aug 16, 2000, 7:33:17 PM8/16/00
to
Nessuno dice nulla di Sviatoslav Richter?
Sě, ok, non ha registrato nessuna integrale di Beethoven, ma credo che le
sue interpretazioni siano assolutamente imperdibili.

--


Emanuele Passerini

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ema.pa...@inwind.it (messaggi fino a 5 MB)
http://go.to/manupippo
ICQ# 34957310


Lurenji

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
Ciao!
Qualcuno mi puo' spiegare perche' molti sono in cerca necessariamente di
un'integrale? Il concetto di integrale non mi dice molto, per quello che ho
potuto notare nelle buone "integrali" e' raro trovare anche solo qualche
sonata eccellente. Benedetti Michelangeli era un estremista, ma la sua op
111 o la sua opera 90 sono inarrivabili secondo me. Perche' non compilarsi
una propria integrale attingendo dal meglio che si puo' trovare? Ottime le
ultime 5 di Pollini (personalmente trovo ridicole le sue ultime esecuzioni
in cui affronta appunto l'integrale). Richter ha regalato delle bellissime
esecuzioni, ma spulciando trovo un'ottima op. 10 n.3 di Perahia per esempio,
o Kempff op 27. La 109 di Brendel mi pare buonissima (meglio di Pollini) la
106 di Pollini invece e' quella che mi convince di piu'... ribadisco: per
esempio.

ciao
lorenzo


Lurenji

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to

> devo specificare:

> Benedetti Michelangeli era un'estremista nel senso che forse poneva dei
> limiti eccessivi al prorpio repertorio

Lorenzo


Francesco Lo Cascio

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
On 16 Aug 2000 23:23:08 +0200, ("Davide") wrote:

>Niente che abbia le pur minime sembianze di una "integrale" a quanto pare.
>Questo non significa che il Maestro non abbia amato il gigante di Bonn, ma,
>come si sa, il suo "ascetismo musicale", che lo portava a scandagliare ogni
>opera nei più sommersi anfratti e, soprattutto la scarsa propensione per
>l'"ambiente discografico", hanno prodotto questo risultato.

Non ho nulla da aggiungere. Anche se - ma tu certamente lo saprai - le
sonate affrontate da ABM sono un po' più di quello che comunemente si
pensi.
Se non erro esistono le registrazioni delle op. 2 n. 3, op. 7, op. 22,
op. 26, op. 111. Mi risulta anche che in collezioni private trovino
posto l'op. 31 n. 2 "La Tempesta" e l'op. 53.

>Per quel che riguarda Maurizio Pollini, lucido interprete beethoveniano,
>varrebbe senz'altro la pena di acquistare il doppio
>CD "The Originals" della DG contenente le ultime Cinque Sonate per
>pianoforte del Maestro. Due dischi meravigliosi,
>praticamente "definitivi", che renderebbero superfluo un qualsiasi tentativo
>di "replica" o di "ritocco" da parte di un qualsivoglia
>interprete.

Beh, molti grandissimi hanno detto la loro sulle ultime sonate
(Arrau!!!). Cmq sono d'accordo nel definire la lettura di Pollini fra
le più coerenti mai pubblicate. Nella 109 non ha rivali, ed anche op.
111 è meravigliosa.

>Personalmente dubito molto che Pollini riuscirà (o
>voglia ) portare a compimento quest' impresa titanica
>in futuro, nonostante le "voci di corridoio" di un'imminente "uscita
>totale".

Ti posso assicurare che ti sbagli. Le registrazioni già esistono.
Attendono solo l'autorizzazione del Maestro.

ciao,
Jashugan
--
«Sopra la panca la capra crapula,
dopo la crapula la capra crepa».
(Vinix the Gurux)


Francesco Lo Cascio

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
On Wed, 16 Aug 2000 21:15:17 +0200, Roberto Maria Avanzi Mocenigo

>Non e' piu' in catalogo, sostituito da un cofanetto di 14CD con i
>brani suddetti PIU' i 5 concerti per pianoforte ed Orchestra ed
>il Triplo Concerto. E' stato di nuovo rimasterizzato con un
>procedimento Bitstream 96khz/24bit (che, a parte i soliti blabla
>tecnici ... facendo il confronto con il CD delle ultime 3
>sonate che ho anche nella precedente rimasterizzazione digitale,
>si sente effetivamente un suono migliore... hanno anche fatto
>meglio il missaggio dei take).

Davvero? Azz... prevedo un terzo acquisto della stessa integrale! :-(
(Hai sentito la clamorosa stecca all'inizio del terzo tempo della op.
110?)

>Sono letteralmente innamorato di quelle esecuzioni (il quarto
>concerto e' da urlo, una rivelazione divina, poi vabbe', come
>in ogni integrale ci sono le cose migliori e le cose peggiori).

Il Quarto è una creazione di Arrau... anche se pure quello di Backhaus
con Bohem si difende bene... cmq Arrau DEVE essere visto. In genere la
cosa si ammette con Horowitz, o con Gould, i quali *assolutamente*
necessitano dell'impatto visivo per essere veramente compresi.
Ma anche Arrau è impressionante. Stupisce il suo sguardo, perso nel
vuoto, e le mani gigantesche (prendeva quasi la dodicesima) che
accarezzano i tasti, ma che si vede chiaramente che riuscirebbero a
tirare fuori il suono pure da un tavolo di marmo. Probabilmente se
qualcuno gli sfilasse il pianoforte da sotto le dita mentre suona,
neppure se ne accorgerebbe!
Io ho il Quarto con Muti, eseguito ad ottant'anni suonati, con un
controllo musicale ed una perfezione tecnica eccezionali.
Le cose *peggiori* di Arrau, sono considerati i brani "umoristici"
(tipo op. 2 n. 3, finale op. 10 n. 3, op. 31 n. 1, Primo Concerto,
ecc) un concetto verso il quale il cileno aveva una reale avversione
(non riconosceva fra le categorie musicali il comico).

Francesco Lo Cascio

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
On Thu, 17 Aug 2000 08:21:55 GMT, Lurenji <lur...@libero.it> wrote:

>Ciao!
>Qualcuno mi puo' spiegare perche' molti sono in cerca necessariamente di
>un'integrale? Il concetto di integrale non mi dice molto, per quello che ho
>potuto notare nelle buone "integrali" e' raro trovare anche solo qualche
>sonata eccellente. Benedetti Michelangeli era un estremista, ma la sua op
>111 o la sua opera 90 sono inarrivabili secondo me.

L'op. 90? Sei proprio sicuro?

>Perche' non compilarsi
>una propria integrale attingendo dal meglio che si puo' trovare?

Perché è meglio comprarsi tante integrali. :P
Aspetta che faccio il conto di quelle che possiedo:

[Complete]
Schnabel, Nat, Backhaus, Arrau, Brendel, Ashkenazy, Kempff
[Incomplete, almeno una decina di Sonate]
Kovacevich, Fischer, Gieseking, Gilels, Gould, Serkin, Pommier,
Lortie, Pollini, Richter, Yudina, Gulda
[Esecuzioni sparse]
Sofronitsky, Perahia, Benedetti Michelangeli, Rubinstein, Horowitz,
Kissin, ecc.

sono andato a memoria, per cui qualcosa mi sarò scordato.

>(personalmente trovo ridicole le sue ultime esecuzioni
>in cui affronta appunto l'integrale).

Di ridicola trovo solo questa tua affermazione... almeno spiegati.

Davide

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
Ti posso assicurare che ti sbagli. Le registrazioni già esistono.
Attendono solo l'autorizzazione del Maestro.

Meraviglioso! Speriamo veramente; sapevo che le aveva eseguite "tutte" alla
Scala tra il settembre 95 e l'ottobre 96, ma ,
come si sa, dall'esecuzione alla pubblicazione, ne passa!

Grazie, Davide.


--
Posted from smtp3.libero.it [193.70.192.53]

Lorenzo

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to

Francesco Lo Cascio wrote:

> On Thu, 17 Aug 2000 08:21:55 GMT, Lurenji <lur...@libero.it> wrote:
> Benedetti Michelangeli era un estremista, ma la sua op
> >111 o la sua opera 90 sono inarrivabili secondo me.
>
> L'op. 90? Sei proprio sicuro?

Perche' che dubbi hai? non ti e' piaciuta o non sapevi di un'esecuzione dell'op
90 di Benedetti Michelangeli?

>
>
> >Perche' non compilarsi
> >una propria integrale attingendo dal meglio che si puo' trovare?
>

> Perché č meglio comprarsi tante integrali. :P


> Aspetta che faccio il conto di quelle che possiedo:
>
> [Complete]
> Schnabel, Nat, Backhaus, Arrau, Brendel, Ashkenazy, Kempff
> [Incomplete, almeno una decina di Sonate]
> Kovacevich, Fischer, Gieseking, Gilels, Gould, Serkin, Pommier,
> Lortie, Pollini, Richter, Yudina, Gulda
> [Esecuzioni sparse]
> Sofronitsky, Perahia, Benedetti Michelangeli, Rubinstein, Horowitz,
> Kissin, ecc.

Beh ringrazia ti ho fornito una succulenta occasione hai elencato il catalogo
della tua collezione... che dire... bravo! ma non hai risposto...

> sono andato a memoria, per cui qualcosa mi sarň scordato.

ah si certo! ne avrai molte di piu'.... ancora... bravo!

> >(personalmente trovo ridicole le sue ultime esecuzioni
> >in cui affronta appunto l'integrale).
>
> Di ridicola trovo solo questa tua affermazione... almeno spiegati.

Cosa devo spiegare? Hai sentito le sue sonate in concerto? Beh magari non sei
d'accordo magari uno di noi due e' sordo (forse io) ma e' davvero stato
ridicolo... il suono piu' brutto che si potesse pensare per Beethoven; i tempi
piu' folli e un'attenzione al testo scritto a volte encomiabile a volte
appunto... ridicola. Per fortuna non sono il solo a pensarla cosi'! (altri
sordi sono con me).

>
>
> ciao,
> Jashugan

ciao


Francesco Lo Cascio

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
On 17 Aug 2000 14:21:57 +0200, gre...@libero.it ("Davide") wrote:

>Meraviglioso! Speriamo veramente; sapevo che le aveva eseguite "tutte" alla
>Scala tra il settembre 95 e l'ottobre 96, ma ,
>come si sa, dall'esecuzione alla pubblicazione, ne passa!

Beh, l'integrale - se non sbaglio - sarà realizzata a partire dalle
esecuzioni pubbliche di Vienne a di Berlino, e forse anche da quella
di Parigi.
L'unica cosa è che Pollini non esegue le due sonate op. 49... ma
chissà, magari per fare il cofanetto completo... :-)

benjamin maso

unread,
Aug 17, 2000, 3:00:00 AM8/17/00
to
Ne conosco tredici:
1. Schnabel. Il primo (registrato tra 1934 e 37) e nonestante problemi
technici (fuga di Hammerklavier per esempio) mai sorpasso. Interpretazione
profonda e poetica. Schnabel era un gran specialista di Beethoven, ma suona
come lo ha scoperta poco tempo fa.
2 & 3. Kempff. Poetico, lucido, ma manca forza e energia. Beethoven un po'
emasculato, sopratutto il suo secondo integrale.
4. Backhaus. Il contrario di Kempff. Pieno di temperamento, ma manca un po'
la poesia.
5. Yves Nat. Ottimo. L'interpretatione la piů intima e introversa di tutti.
6. Arrau. Profondissimo, ma un po' ponderoso. Molto interessante.
7. Ashkenazy. Buono, ma niente straordinario.
8. Heidsieck. Pianista francese sconosciuto, ma il suo integrale e tra i
migliori. Non profondo come Schnabel or Arrau.
9. Tatyana Nikoloyeva. Incisione dal vivo e piena di errori. Piana di
temperamento, come Backhaus, ma di tanto a tanto un po' troppo.
10. Perl. Versione economica. Come Ashkenazy buono, ma non straordinario.
11. Kuerti. Pianista canadese sconosciuto. Il suo integrale e tra i piů
interessanti. Molto individualisto, di tanto a tanto quasi idiosincratico,
ma fascinante.
12. Gulda (Amadeo). Strano, come il pianista a mirato ad una
interpretatione la piů impersonale possibili. Tempi velocissimi. Gulda ha
fatto un altra incisione su Decca che non conosco.
13. Goode. Ottimo e forse il migliore integrale degli ultimi anni.
Hanno annunziato un integrale di Cortot, registrato dopo si era ritirato.
Senza dubbio pieno di errori, ma le note erronee di Cortot sono generalmente
piů interessanti delle note giuste di altri pianisti. Un sogno ...

Benjo Maso


/:L
Luca G <pu...@libero.it> schreef in berichtnieuws
AYzm5.77845$dF5.1...@news.infostrada.it...

Davide

unread,
Aug 17, 2000, 7:17:44 PM8/17/00
to
Per quale misterioso motivo ci siamo un pò tutti ( me compreso) dimenticati
di Rudolf Serkin?

--
Posted from smtp2.libero.it [193.70.192.52]

Egisto Sani

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:39 AM8/18/00
to

Gulda, Friederich Gulda.

Edizione integrale ed. Amadeo (Universal Vertrieb) ASIN: B000025NV8
in cofanetto da 9 CD a L. 133.000 circa prezzo www.amazon.de.

Incisine degli anni '60 riversata su CD nei primi anni '90.

Grandissima interpretazione seconda a nessuna anche se dimenticata o
messa in secondo piano forse a causa di un'eccessiva stravaganza del
Maestro.

Comunque per chi si ricorda che cosa abbia rappresentato nel panorama
pianistico Gulda negli anni '60 non dovrebbero esserci dubbi sulla
validità artistica di questa raccolta.

Saluti

Francesco Lo Cascio

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to
On Thu, 17 Aug 2000 17:51:29 GMT, Lorenzo <lur...@libero.it> wrote:

>Perche' che dubbi hai? non ti e' piaciuta o non sapevi di un'esecuzione dell'op
>90 di Benedetti Michelangeli?

Per carità... si può sempre sbagliare. Ma non mi risulta proprio che
ABM avesse l'op. 90 in repertorio. E non mi pare che ci sia una
registrazione in giro. Un po' di tempo fa una casa discografica
pubblicò un live con il Quarto Concerto di Beethoven. Mi fu
sufficiente un solo ascolto per comprendere che non si trattava
assolutamente di ABM.

>Beh ringrazia ti ho fornito una succulenta occasione hai elencato il catalogo
>della tua collezione... che dire... bravo! ma non hai risposto...

Mi pare di avere risposto invece... ribadisco, è sempre meglio una
integrale perché fornisce una visione coerente e chiara (nei pregi
come nei difetti) di un dato autore. Meglio ancora diverse integrali;
se - come nel mio caso - l'interesse principale è rivolto al
repertorio pianistico, si tratta d'una scelta abbastanza naturale.

>Cosa devo spiegare? Hai sentito le sue sonate in concerto? Beh magari non sei
>d'accordo magari uno di noi due e' sordo (forse io) ma e' davvero stato
>ridicolo... il suono piu' brutto che si potesse pensare per Beethoven;

Cosa ti fa pensare che per suonare Beethoven il suono debba essere
"bello"?

>i tempi
>piu' folli e un'attenzione al testo scritto a volte encomiabile a volte
>appunto... ridicola. Per fortuna non sono il solo a pensarla cosi'! (altri
>sordi sono con me).

Certo ben pochi dei miei colleghi... a parte uno che purtroppo è un
caro amico, e prova una avversione non solo per il Beethoven-Pollini,
ma per il Tutto-Pollini. Nessuno è perfetto! :-)

Davide

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to
Possiedo un disco "pirata" recante l'incisione del Concerto per Pianoforte e
orchestra di R. Schumann eseguito da M. Pollini con Karajan sul podio ed i
Wiener Philharmoniker e del Quarto Concerto perPianoforte e Orchestra di
L.V.Beethoven "dichiarato" eseguito da A.B.Michelangeli e diretto da un tal
Z.Zdravkovic con l'orchestra della Filarmonica di Belgrado.
E' un live recording del 1974 (15 agosto per Schumann)e stesso anno anche
per Beethoven.
La casa editrice(se così si può chiamare) è l' "Exclusive" codice: EX92T17.
Ho sempre nutrito forti dubbi per quel che riguarda l'originalità di questo
CD (mi riferisco all' attribuzione ad A.B.M.dell'esecuzione del IV° di
Beethoven); oltretutto la qualità sonora di questa incisione è piuttosto
scadente ( il suono sembra provenire dall'interno di un tubo di gomma!). A
questo punto mi nasce il dubbio che si tratti del "bidone" di cui hai
prima accennato. O No??!!
ciao, Davide.


--
Posted from smtp3.libero.it [193.70.192.53]

ANTONIO URAS

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to
Pollini che suona diretto da Karajan???
E' mai accaduto? A parte il CD menzionato, esistono testimonianze piů
attendibili di questa improbabile (per me) collaborazione?

ciao ciao, Antonio

Davide

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to
Per quel che riguarda Pollini e Karajan, si tratta infatti di un'esecuzione
pubblica appunto del Concerto per Pianoforte di
R. Schumann svoltasi a Salisburgo nell'agosto del 1974 dove, su invito di
H.V.K. Pollini eseguì anche se non ricordo
male , Wanderer-Fantasie di F. Schubert e per concludere, la Sonata op.111
di Beethoven .
All'ascolto poi nessuno che possegga almeno 3 o 4 dischi del maestro,
avrebbe difficoltà a riconoscerlo; un'esecuzione
scattante, vivace, lucida, precisa e non troppo attenta alla bellezza
esteriore del suono. Tutto Pollini insomma, e in una giornata
di grazia, direi.
Ciao, Davide.

--
Posted from smtp4.libero.it [193.70.192.54]

Irene Scopelliti

unread,
Aug 18, 2000, 3:00:00 AM8/18/00
to

Francesco Lo Cascio <locascio....@tin.it> wrote in message
399bbe33...@news.tin.it...


> Ma anche Arrau è impressionante. Stupisce il suo sguardo, perso nel
> vuoto, e le mani gigantesche (prendeva quasi la dodicesima) che
> accarezzano i tasti, ma che si vede chiaramente che riuscirebbero a
> tirare fuori il suono pure da un tavolo di marmo.

Non pensavo avesse mani cosi' grandi! Dalle foto sembrano decisamente tozze!
Ero tutta esaltata quando ho sentito ke arpeggia gli accordoni della mano sx
nel preambule del Carnaval!
Mi kiedo allora perke' lo faccia, se potrebbe prenderli tranquillamente.


--
*********************************
Icier, silent pole
e-mail: iren...@tin.it
ICQ#40212979
*********************************
to every man his own Bach
Glenn Gould

Lorenzo

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to

Francesco Lo Cascio wrote:

> Per carità... si può sempre sbagliare. Ma non mi risulta proprio che
> ABM avesse l'op. 90 in repertorio.

Effettivamente hai ragione: per esempio ho scoperto adesso (e non lo sospettavo)
che in repertorio ha avuto anche la 101.

> Mi pare di avere risposto invece... ribadisco, è sempre meglio una
> integrale perché fornisce una visione coerente e chiara (nei pregi
> come nei difetti) di un dato autore. Meglio ancora diverse integrali;
> se - come nel mio caso - l'interesse principale è rivolto al
> repertorio pianistico, si tratta d'una scelta abbastanza naturale.

Infatti e' abbastanza naturale anche se sono convinto che una buona integrale sia
spesso altra cosa rispetto a una buona esecuzione di una singola sonata. E in
questo Benedetti Michelangeli era...come dire... radicale. Comunque io rispondevo
alla richiesta originale di chi per comprare la sua prima e magari unica integrale
delle sonate di Beethoven aspettava Pollini, ma stava pensando a Backaus... nel
frattempo divenuta piu' economica. Il mio era un suggerimento.

> Cosa ti fa pensare che per suonare Beethoven il suono debba essere
> "bello"?

E cosa dovrebbe farmi pensare che un suono brutto sia meglio di uno bello?
A parte gli scherzi... penso a quanto mi abbiano convinto di piu' Kempff, Brendel,
Arrau, Goode (concordo sulla qualita' del Beethoven di Goode) e lo stesso Gilels...
tutti con un suono decisamente "bello" (per citare alcuni autori delle integrali)

> >Per fortuna non sono il solo a pensarla cosi'! (altri
> >sordi sono con me).
>
> Certo ben pochi dei miei colleghi... a parte uno che purtroppo è un
> caro amico,

purtroppo perche'? per lui? o per te? :-)

> e prova una avversione non solo per il Beethoven-Pollini,
> ma per il Tutto-Pollini. Nessuno è perfetto! :-)

Io forse mi salvo un po'... non sono un Polliniano ma ricordo un suo concerto
memorabile in cui ha eseguito la sonata in sol M (op 78) di Schubert (da
estasi).

Ciao
lorenzo

Davide

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
In questa pagina vi è una breve autobiografia raccontata per bocca dello
stesso Maestro (M.Pollini, appunto) in cui
racconta anche del periodo (anni '70) in cui collaborò anche con Herbert von
Karajan.
Vi è inoltre citata l'esecuzione del Concerto di Schumann e altre cose
interessanti.

Ciao, Davide.

http://www.espressoedit.kataweb.it/cgi-bin/spd-online.pl?tablename=e&ft_cid=
36819

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Davide

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
Te lo "riporto" in forma integrale perchè ho avuto difficoltà a ritornare
sulla stessa pagina "internet" utilizzando l'indirizzo che
avevo copiato e incollato nel messaggio precedente. ciao.

MAESTRI DELLA MUSICA / POLLINI RACCONTA POLLINI
Il mio piano libero
L'amicizia con Rubinstein e Nono. I corsi con Benedetti Michelangeli. Il
sodalizio con Abbado e Karajan. E la famiglia, il Vietnam, la sinistra...
Atteso alla Carnegie Hall, il celebre pianista apre l'album dei ricordi
di Riccardo Lenzi

Maurizio Pollini ci riceve nella sua austera casa di milano, al terzo piano
di un palazzo settecentesco dal romantico cortile decorato da statue ed
edere rampicanti, appartenuto alla famiglia dei marchesi Brivio. Quando nel
'57

interpretò il ciclo degli Studi di Chopin al Circolo della Stampa del
capoluogo lombardo, furono in molti a titolare i giornali: "È nata una
stella". Da allora, e sono passati più di quarant'anni, la stessa sospesa
atmosfera di accadimento precede e segue i suoi concerti e la pubblicazione
dei suoi dischi: così è stato il 24 gennaio a Bologna nei nomi di Schumann e
Debussy. E così è per le "Quattro Ballate" di Chopin edite dalla Deutsche
Grammophon. Pollini è probabilmente il più grande pianista vivente.

Pollini è tutto preso da uno spartito inedito di Salvatore Sciarrino, che
interpreterà in prima mondiale alla Carnegie Hall di New York il prossimo
marzo. Istituzione celeberrima per le cui stagioni 1999-2001 Pollini ha
ideato una rassegna concertistica dal titolo "Perspectives".

Nei singoli appuntamenti essa presenta antichi e moderni appaiati: Machaut e
Messiaen; Ockeghem e Ferneyhough; Monteverdi e Berio; Bach e Ligeti. Un
programma di musica alta che è iniziato e si concluderà nel nome di
Beethoven, con le interpretazioni della Sonata "Hammerklavier" e delle
"Variazioni su un tema di Diabelli".

Schönberg e Rachmaninov

Maestro, quello di New York è un programma raffinato e per molti versi
coraggioso. Infatti la musica moderna qualche anno fa, quando lei eseguiva
in pubblico l'opera omnia pianistica di Schönberg, sembrava indirizzarsi
verso gli innovatori, come Webern e Stockhausen. Oggi, stando alla
maggioranza dei programmi delle stagioni concertistiche, c'è la tendenza a
trascurarli a favore dei più facili Rachmaninov, Korngold, Richard Strauss.
È una tendenza regressiva?

«Molto dipende dalle scelte degli interpreti. È fondamentale, ad esempio,
che grandi direttori come Claudio Abbado, Pierre Boulez, Riccardo Chailly,
Daniel Barenboim e Zubin Mehta abbiano presentato musica contemporanea nei
loro concerti. Penso al "Wien Modern" di Abbado a Vienna e alle
registrazioni discografiche di Pierre Boulez. In ogni caso credo che grandi
musicisti come Schönberg, Webern e nel dopoguerra Stockhausen, Boulez, Nono
e Maderna, si siano ampiamente imposti: rispetto agli anni Sessanta, la loro
opera è incomparabilmente più diffusa, più studiata. Rappresentano una
strada obbligata, un punto di vista imprescindibile».

Del resto, persino l'opera di Gustav Mahler ha trovato difficoltà ad
affermarsi, in questo secolo. Il direttore Sergiu Celibidache lo trovava
musicalmente limitato. Molto meno interessante di Bruckner...

«Mahler è un grande musicista, complesso e profondo. In lui si sente la
crisi del Novecento, quella che poi arriverà a concretizzare le sue
lacerazioni nella Scuola di Vienna. Prima di arrivare alla consacrazione fu
molto osteggiato. Ancora negli anni Cinquanta, un direttore come Dimitri
Mitropoulos faticava a far accettare Mahler al grande pubblico. Schönberg
racconta di aver zittito uno spettatore che fischiava con disapprovazione a
una prima mahleriana. "Guardi", gli rispose quello come per giustificarsi,
"che io fischio anche le sue opere"».

Molti definiscono la sua interpretazione della Seconda sonata di Pierre
Boulez una specie di suo manifesto estetico: esaltazione della polifonia,
ermetismo strumentale inaccessibile...

«Considero quest'opera assolutamente non ermetica. Straordinaria. Ancora non
sono riuscito a capire come abbia fatto un ragazzo di ventitré anni anni a
creare un capolavoro così espressivo, violento, colossale».

Quanto ha influito nella sua scelta artistica un padre come Gino Pollini,
l'architetto fondatore del movimento razionalista italiano; o uno zio come
Fausto Melotti, scultore fra i più importanti dell'astrattismo?

«Mio zio era anche musicista e suonava il pianoforte, come mia madre, che
inoltre aveva studiato canto; mentre mio padre aveva studiato violino. Era
naturale quindi che in casa si parlasse di musica, pittura e architettura.
Qualche tempo fa sono entrato nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, qui a
Milano, che mio padre progettò nel dopoguerra. Rappresenta un momento
significativo della sua arte: l'interno è assolutamente affascinante, grazie
agli straordinari giochi di luce».

Con la vittoria del concorso Chopin a Varsavia, nel '60, la sua fama divenne
mondiale. È vero che il suo modello, allora, era Rubinstein?

«Conobbi l'artista polacco proprio in occasione del concorso chopiniano; e
lo ascoltai alla Scala, al Lirico di Milano e in molte altre occasioni. La
nostra amicizia continuò per anni: lo rividi a casa sua e ai miei concerti,
a Parigi. Sì, la straordinaria bellezza del suo suono fu un vero modello.
Egli evidenziava la scrittura di Chopin in tutti i suoi aspetti. La sua
interpretazione era innovativa e il suo senso della forma perfettamente
strutturato. Sapeva mettere in luce, accanto all'aspetto lirico del
compositore, quello virile e drammatico, come pochi altri hanno saputo
trasmettere».

Serkin e Arrau

Quali altri grandi pianisti ha frequentato?

«Con Rudolf Serkin avevo un bellissimo rapporto di amicizia. Lo incontrai
molte volte a Marlboro, dove aveva fondato con Adolf Busch il celebre
festival del Vermont: per decenni il punto focale e di maggior interesse
nella vita musicale americana. Vi suonavano tutti i più importanti artisti e
l'atmosfera di quel luogo era straordinaria. Ricordo di aver ascoltato un
concerto diretto da Pablo Casals. Serkin fu uno dei più apprezzati
interpreti beethoveniani. Una persona di grandissima umanità».

E Claudio Arrau?

«Con Serkin uno dei pianisti più importanti. Mi impressionò molto una sua
esecuzione a New York, con la Sonata opera 109 di Beethoven, la Sonata di
Liszt e la Sonata in fa minore di Brahms».

Ci sono stati altri interpreti chopiniani di riferimento?

«Alfred Cortot: amo moltissimo la sua versione dei Preludi e la ritengo
insuperata. Ne ha saputo mettere in risalto il pathos drammatico».

I suoi fan si domandano: che ne è stato della sua interpretazione del
"Secondo concerto" di Chopin?

«Lo eseguii a Salisburgo con Claudio Abbado. Era l'estate del '73. Lo
trasmisero anche per radio. Non so se ne esiste una registrazione».

Cosa pensa della riproduzione del suono in disco?

«Le registrazioni sono un fatto abbastanza misterioso, imponderabile,
dipendente da tanti fattori; a volte basta allontanare di soli cinque
centimetri un microfono dalla fonte sonora per darne una testimonianza
modificata. Penso comunque che il lavoro di tecnico del suono possa
confinare a volte con l'arte vera e propria. Le faccio un esempio:
Rubinstein nel dopoguerra venne a Roma per registrare negli studi della Rca
i "Notturni" di Chopin. Ebbene, nonostante l'utilizzo degli antiquati
microfoni, c'è una presenza di suono straordinaria. A volte certe vecchie
registrazioni paiono più vicine alla riproduzione del suono reale di quelle
recentissime».

Dopo il concorso Chopin lei si ritirò dalle scene per un anno. Temeva il
cliché del pianista chopiniano?

«Dopo il premio e la fama internazionale ricevetti moltissimi inviti. Ma
sentii la necessità di concentrarmi su un repertorio più vasto. Per un certo
tempo rinunciai a dare concerti, che mi avrebbero distolto dallo studio».

Nel '62 frequentò i corsi aretini di Arturo Benedetti Michelangeli. Qual è
stata la sua influenza?

«Fu importante per la soluzione di certi problemi tecnici. Ad esempio per le
diteggiature occorrenti a certi trilli. E per raffinare la tecnica del
"doppio scappamento", necessaria per ottenere dei pianissimo al limite
dell'udibile. Pensi solo a quell'accordo fondamentale nel "Carnaval" di
Schumann».

Il Vietnam e la sinistra

Il 20 dicembre del '72 al Conservatorio di Milano, prima di iniziare un
concerto volle leggere una breve protesta contro la ripresa dei
bombardamenti americani in Vietnam. Ce la ricorda?

«Il documento era firmato dal Quartetto Italiano, da Goffredo Petrassi,
Claudio Abbado, Luigi Nono, Giacomo Manzoni. Iniziava con la frase: "Sono
ricominciati i bombardamenti in Vietnam". Alla parola "Vietnam" successe il
finimondo. "Vietnam" ebbe l'effetto della dinamite. Il pubblico esplose. Il
concerto venne annullato».

Oggi, a un quarto di secolo da quell'evento, in una temperie politica
diversa, è pentito di aver provocato quello scandalo?

«No».

È deluso dalla sinistra al potere?

«Gli ultimi anni hanno portato in Italia due cose buone: Mani pulite e il
far quadrare i conti che ci ha permesso di entrare in Europa. Il resto,
francamente, non mi sembra un gran che».

Von Karajan e Nono

Negli anni 70 lei suonò i concerti di Schumann e di Brahms con Herbert von
Karajan. Perché non li registraste insieme?

«Questioni di mercato discografico».

Lei allora incise Mozart, Beethoven e Brahms con Karl Böhm. Che ricordo ha
del pupillo di Strauss?

«Era un interprete classico, come Wilhelm Backhaus o Arthur Schnabel. Dotato
di grande disciplina, con una coscienza artistica tipica della vecchia
generazione. Ricorderò sempre la nostra registrazione del Concerto
"Imperatore" di Beethoven. Avevamo già eseguito due volte il primo tempo. Io
volevo ripeterlo una terza. Ma lui era scosso, emotivamente provato da
quella che chiamava "l'atmosfera". "C'è un'atmosfera difficile", diceva. Una
febbrile tensione nervosa dovuta al suo grande senso di responsabilità verso
l'autore, la sua opera. Nonostante ciò, ritornò sul podio, e affrontò quel
capolavoro per la terza volta».

Esiste una preziosa testimonianza discografica di una sua direzione d'opera
dell'81: la "Donna del Lago" di Rossini interpretata al festival di Pesaro.
Considerata l'ottima riuscita, uno si stupisce che lei abbia abbandonato la
bacchetta...

«Per continuare quell'attività in maniera stabile e soddisfacente, avrei
dovuto scegliere di dedicarle molto più tempo. Non potevo conciliarla con
quella di pianista».

Un'altra esperienza rara è stata quella che l'ha vista nel ruolo di
accompagnatore liederistico. Testimoniata dalla sua collaborazione con il
baritono Dietrich Fischer-Dieskau.

«È uno dei massimi interpreti di quel repertorio. Suonai con lui il ciclo
del "Winterreise" di Franz Schubert a Salisburgo e Berlino. Quell'incontro
rappresentò per me una grande esperienza musicale. Ricordo che gli chiesi di
parlarmi della sua collaborazione con Wilhelm Furtwängler, in particolare
notizie sulla straordinaria registrazione del "Tristano e Isotta" di Wagner,
che fecero insieme a Londra. Mi rispose che l'esecuzione dal vivo, in
teatro, era stata ancor più travolgente del disco, da tutti considerato come
un fatto musicale unico».

Un compositore e poeta: Luigi Nono. Che ricordo ne ha?

«È stato un grandissimo amico. Lo conobbi a Venezia, alla prima
rappresentazione di "A floresta é jovem e cheja de vida", nel '66. La sua
musica mi fece un'impressione enorme. La nostra amicizia continuò nel tempo
e io gli chiesi di scrivere un pezzo per pianoforte. Nacque così "Como una
ola de fuerza y luz" del '72, per pianoforte e nastro. Esperienza rinnovata
nel '77 con "...sofferte onde serene...". Oggi bisognerebbe cercare di
approfondire l'evoluzione dei vari momenti creativi di Luigi Nono. Il suo
primo periodo comprende capolavori come "Il canto sospeso" e "Diario Polacco
primo". Il secondo periodo è caratterizzato da un impegno politico ben
preciso. "...sofferte onde serene..." è una composizione che ha aperto una
nuova via, dopo l'opera "Al gran sole carico d'amore" e che conclude il
periodo centrale della sua produzione. Nono compì in quegli anni una
straordinaria ricerca sul suono, che sfocerà in "Prometeo" e nelle sue
ultime opere. Purtroppo in quegli anni è stato dimenticato in Italia,
contrariamente a quanto è successo in Germania e Austria, dove è molto
apprezzato. Mi piacerebbe che si potesse pensare a programmi nei quali
venissero accostate le opere dei vari momenti della sua produzione
musicale».

(10.02.2000

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Davide Cabassi

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to

> 1. Schnabel. Il primo (registrato tra 1934 e 37) e nonestante problemi
> technici (fuga di Hammerklavier per esempio) mai sorpasso. Interpretazione
> profonda e poetica. Schnabel era un gran specialista di Beethoven, ma
suona
> come lo ha scoperta poco tempo fa.

Grazie finalmente qualcuno ha parlati di Schnabel! E' secondo me un'edizione
difficilmente superabile, soprattutto per quel che riguarda la fedeltà e il
rispetto profondo del testo.
Solo non ho capito cosa vuol dire: "ma suona come lo ha scoperta poco tempo
fa".
Ciao tutti!

GDT

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
Quella di Backhaus (considerata da alcuni,per esempio Claudio Casini, la migliore) oggi è in offerta a 79900.
 
Ciao
 
 
Giorgio

Davide

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
Forse adesso ci siamo!
Questa pagina contiene le indicazioni per risalire all'articolo di M.Pollini
( verso il fondo della pagina stessa) e tante altre
cose interessanti .
Ciao, Davide.

http://www.espressoedit.kataweb.it/online/classica/classica_990409.html


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benjamin maso

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Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to

Davide Cabassi <dav...@tiscalinet.it> schreef in berichtnieuws
8nm1f6$4cs$1...@pegasus.tiscalinet.it...


Scusa, ma il mio italiano e molto primitivo. Voleva dire che Schnabel suona
senza una traccia di routine, con l'entusiasmo di qualcuno che a appena
scoperto le sonate di Beethoven.

Benjo Maso

Paolo Bertella

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
>"Davide" <gre...@libero.it> wrote in message 001701c009d8$c6b042c0

Intanto un profondissimo grazie per questo post.

> «Per continuare quell'attivitŕ in maniera stabile e soddisfacente, avrei
> dovuto scegliere di dedicarle molto piů tempo. Non potevo conciliarla con
> quella di pianista».

Questo e' sacrosanto: Ashkenazy e Barenboin non mi convinceranno mai
abbastanza, se continuavano a suonare e basta, li preferivo.

Ciao.

Paolo.


Davide

unread,
Aug 19, 2000, 3:00:00 AM8/19/00
to
Sono perfettamente d'accordo con te.
Ciao, Davide.


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Antonio Uras

unread,
Aug 19, 2000, 6:54:44 PM8/19/00
to
Grazie infinite per questo interessantissimo link...

Antonio


Francesco Lo Cascio

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Aug 20, 2000, 3:00:00 AM8/20/00
to
On Fri, 18 Aug 2000 21:31:18 +0200, "Irene Scopelliti"

>Non pensavo avesse mani cosi' grandi! Dalle foto sembrano decisamente tozze!
>Ero tutta esaltata quando ho sentito ke arpeggia gli accordoni della mano sx
>nel preambule del Carnaval!
>Mi kiedo allora perke' lo faccia, se potrebbe prenderli tranquillamente.

Guarda, mi sono messo in contatto medianico con il buon Claudio, e mi
ha detto che sapeva che in futuro tu avresti sentito la sua
esecuzione, e non desiderava in alcun modo deprimerti. Cosě li ha
arpeggiati! :-)
Scherzi a parte, sono andato a risentire il passo... si tratta di
decime appena un poco allargate (le decime tasto bianco-tasto nero o
viceversa, sono piů difficili da prendere per le mani che pure
prendono bene la decima tasto bianco-bianco o nero-nero).
Probabilmente Arrau riteneva che nelle intenzioni originali di
Schumann - che non aveva una mano grande, del resto nemmeno Clara -
tali accordi dovessero essere proprio arpeggiati.

Irene Scopelliti

unread,
Aug 21, 2000, 3:00:00 AM8/21/00
to

Francesco Lo Cascio <locascio....@tin.it> wrote in message

39a0690c...@news.tin.it...


> Scherzi a parte, sono andato a risentire il passo... si tratta di
> decime appena un poco allargate (le decime tasto bianco-tasto nero o

> viceversa, sono più difficili da prendere per le mani che pure


> prendono bene la decima tasto bianco-bianco o nero-nero).

Ma visto ke lui prendeva quasi la dodicesima mi convinco del fatto ke le
arpeggia solo per non deprimermi assai :-)

> Probabilmente Arrau riteneva che nelle intenzioni originali di
> Schumann - che non aveva una mano grande, del resto nemmeno Clara -
> tali accordi dovessero essere proprio arpeggiati.

Chiarina mica tanto male era messa! per quanto ne so le decime le prendeva
(tu per mano grande ke intendi, quelle oltre la dodicesima? :-)
Vorra' dire ke faro' finta anke io di ritenere ke le intenzioni originali di
S. erano di arpeggiarli! (di necessita' virtu')
Grazie!

Francesco Lo Cascio

unread,
Aug 21, 2000, 3:00:00 AM8/21/00
to
On Mon, 21 Aug 2000 19:22:26 +0200, "Irene Scopelliti"

>> Probabilmente Arrau riteneva che nelle intenzioni originali di
>> Schumann - che non aveva una mano grande, del resto nemmeno Clara -
>> tali accordi dovessero essere proprio arpeggiati.
>
>Chiarina mica tanto male era messa! per quanto ne so le decime le prendeva
>(tu per mano grande ke intendi, quelle oltre la dodicesima? :-)

Beh, che almeno prenda l'undicesima... il mio amico Hamelin è in grado
con la sinistra di tenere il fa con il pollice e prendere l'ottava
do-do con indice e mignolo!!! :-((((

>Vorra' dire ke faro' finta anke io di ritenere ke le intenzioni originali di
>S. erano di arpeggiarli! (di necessita' virtu')

Ecco brava! ;-)

ciao,
Jashugan
--
«Sopra la panca la capra crapula,
dopo la crapula la capra crepa».
(Vinix the Gurux)

P.S.
Hai per caso frequentato Lucio ultimamente?

grimloch

unread,
Aug 22, 2000, 3:00:00 AM8/22/00
to
Ehi Antonio, ma studi a Cagliari?

Antonio Uras

unread,
Aug 22, 2000, 3:00:00 AM8/22/00
to

>Ehi Antonio, ma studi a Cagliari?

Si, studio al Conservatorio di Cagliari, ma tu chi sei???

Pit

unread,
Aug 22, 2000, 3:00:00 AM8/22/00
to

> Io forse mi salvo un po'... non sono un Polliniano ma ricordo un suo
concerto
> memorabile in cui ha eseguito la sonata in sol M (op 78) di Schubert
(da
> estasi).

A Brescia per caso? Ho parlato spesso di quella esecuzione con Jashugan,
la considero la cosa più emozionante che ho mai ascoltato da Pollini.

Alla ripresa del tema principale verso la fine del primo movimento,
avevo le guance rigate di lacrime come poche volte mi è capitato:
un'emozione violentissima, nonostante l'esecuzione fosse nel più puro
stile polliniano, cioè analitica, senza alcuna concessione alla facilità
emotiva.

Ho piacere di quello che hai scritto: evidentemente il mio ricordo
personale non è campato per aria....

Bye
Pit

O.d.C. Il Negromante

unread,
Aug 22, 2000, 6:25:34 PM8/22/00
to
In article <39a19085...@news.tin.it>, locascio....@tin.it
says...

> Beh, che almeno prenda l'undicesima... il mio amico Hamelin è in grado
> con la sinistra di tenere il fa con il pollice e prendere l'ottava
> do-do con indice e mignolo!!! :-((((

mi perdoni se al massimo arrivo a prendere il re ( col mignolo)?

Ciao,
Eugenio Rachmaninov

--

" Nella musica di Bach ritrovo la quintessenza
di ogni poesia e di ogni espressione artistica "

*Perpinchiopinchernacolo*
ICQ 65656922

Lurenji

unread,
Aug 23, 2000, 3:00:00 AM8/23/00
to
Pit <plo...@libero.it> wrote:

> A Brescia per caso? Ho parlato spesso di quella esecuzione con Jashugan,

> la considero la cosa piů emozionante che ho mai ascoltato da Pollini.


>
> Alla ripresa del tema principale verso la fine del primo movimento,

> avevo le guance rigate di lacrime come poche volte mi č capitato:
> un'emozione violentissima, nonostante l'esecuzione fosse nel piů puro
> stile polliniano, cioč analitica, senza alcuna concessione alla facilitŕ
> emotiva.

No non ero a Brescia, ma e' stato magico. Sono pochi i concerti che
ricordo cosi'; mi vengono in mente Benedetti Michelangeli (ravel
concerto), Celibidache (Bruckner), Pollini, Afanasiev (brahms op 116 117
118: strepitoso!).
Anch'io sono contento che un'altra persona ricordi quel concerto (o
quasi) come una cosa emozionante.
Ciao
Lorenzo

grimloch

unread,
Aug 23, 2000, 3:00:00 AM8/23/00
to
lo scoprirai presto....
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