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Come la mettiamo?

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egmont

unread,
May 17, 2013, 8:45:45 PM5/17/13
to
Come la mettiamo con quest'individuo?
L'ennesimo splendore di scuola napoletana, questa volta della prima met�
del
'600:

http://en.wikipedia.org/wiki/Luigi_Rossi

Ormai neanche li conto pi� tutti questi compositori partenopei: sono in
quantit� semplicemente smisurata.

http://www.youtube.com/watch?v=d_4r6PxKdAE

Non si pu� rimanere indifferenti alla toccante bellezza di questa musica.
Sul tubo c'� l'intero oratorio.

C'� poco da fare: il Meridione della penisola, con l'unit� d'Italia ha
solo
subito devastazione e immeritata mortificazione.

http://www.youtube.com/watch?v=rUIofNImMG4

Lo stato italiano se ne frega altamente del Sud Italia, anzi ha un
vigliacco
interesse a far s� che non ritorni al suo secolare periodo aureo.
E chi nega quest'evidenza �, nel migliore dei casi, ottuso.








--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Joe Gum

unread,
May 18, 2013, 2:42:15 AM5/18/13
to
egmont ha scritto:
> http://en.wikipedia.org/wiki/Luigi_Rossi
>
> Ormai neanche li conto pi� tutti questi compositori partenopei: sono in
> quantit� semplicemente smisurata.



Ah, Aloysius de Rubeis...

egmont

unread,
May 18, 2013, 9:33:45 AM5/18/13
to
Joe Gum ha scritto:
a parte l'evidente qualit� della musica, che ben pu� essere compresa dai
pochi estratti presenti su youtube, osservo alcune note biografiche molto
interessanti:

1) (Treccani) fu l'autore della prima opera mai rappresentata in Francia:
l'Orfeo

2) (Wikipedia) nel '700 veniva considerato, assieme a Carissimi e Cesti,
una delle "tre pi� alte luci della Musica"


Questo non basterebbe a rendere, per la musicologia, a dir poco urgente il
"caso Rossi"?

Paolo Tramannoni

unread,
May 18, 2013, 10:31:50 PM5/18/13
to
egmont <egmo...@email.it> wrote:

> C'� poco da fare: il Meridione della penisola, con l'unit� d'Italia ha
> solo subito devastazione e immeritata mortificazione.

Non riesco a capire perch� la parte pi� popolosa della penisola, che
attualmente ha il presidente, l'ufficio di presidenza, i ministri pi�
importanti, molti dei presidenti di commissione parlamentare, e tutti i
prefetti e i questori d'Italia, non riesca finalmente a recupere la sua
dorata indipendenza.

Cosa vi frena? C'� forse un incantesimo che impedisce di fare non dico
la secessione, ma almeno il federalismo? (E lo dico sapendo bene di
vivere in una zona che rimarrebbe comunque sotto Roma e i suoi
amministratori fioriti e porchettari).

Lancio una sfida: mostrate di non essere solo capaci di lagnarvi, come
dice la cattiva stampa sabauda: siate i primi, seguendo l'esempio degli
avi che cacciarono i francesi, di recuperare la dignit� della patria
perduta. Ora, adesso, subito.

dimitri

unread,
May 19, 2013, 4:00:18 AM5/19/13
to
"egmont" <egmo...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:kn6isf$d9k$1...@news.newsland.it...
> Come la mettiamo con quest'individuo?
> L'ennesimo splendore di scuola napoletana, questa volta della prima met�
> del
> '600:
>
> http://en.wikipedia.org/wiki/Luigi_Rossi
>
> Ormai neanche li conto pi� tutti questi compositori partenopei: sono in
> quantit� semplicemente smisurata.
>
> http://www.youtube.com/watch?v=d_4r6PxKdAE

non ci sono troppe schitarrate per i tuoi gusti? comunque � molto
suggestivo, molto bello, hai ragione

>
> Non si pu� rimanere indifferenti alla toccante bellezza di questa musica.
> Sul tubo c'� l'intero oratorio.
>
> C'� poco da fare: il Meridione della penisola, con l'unit� d'Italia ha
> solo
> subito devastazione e immeritata mortificazione.

ma non mi pare abbia mai fatto molto per uscirne.... a parte aspettare lo
stato... aspetta e spera che poi si avvera, dicevano quand'ero militare...

>
> http://www.youtube.com/watch?v=rUIofNImMG4
>
> Lo stato italiano se ne frega altamente del Sud Italia, anzi ha un
> vigliacco
> interesse a far s� che non ritorni al suo secolare periodo aureo.
> E chi nega quest'evidenza �, nel migliore dei casi, ottuso.

non � che voi facciate molto per uscire dall'assistenzialismo statale,
per�... deve pensarci sempre lo stato, ma voi che avreste intenzione di
fare? quando vi muovete? non aspettate lo stato, agite... guarda cosa hanno
fatto qua in Friuli dopo il terremoto del '76.... quando lo stato � arrivato
la gente si era gi� organizzata da un pezzo
D.

Shapiro used clothes

unread,
May 19, 2013, 5:15:30 AM5/19/13
to

"Paolo Tramannoni" <pt...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:1l33o82.k58f1w1cbaapoN%pt...@despammed.com...

> perduta. Ora, adesso, subito.


Post geniale, chapeau.

dR

egmont

unread,
May 19, 2013, 7:19:53 AM5/19/13
to
Paolo Tramannoni ha scritto:

> egmont <egmo...@email.it> wrote:

> > C'� poco da fare: il Meridione della penisola, con l'unit� d'Italia ha
> > solo subito devastazione e immeritata mortificazione.

> Non riesco a capire perch� la parte pi� popolosa della penisola, che
> attualmente ha il presidente, l'ufficio di presidenza, i ministri pi�
> importanti, molti dei presidenti di commissione parlamentare, e tutti i
> prefetti e i questori d'Italia, non riesca finalmente a recupere la sua
> dorata indipendenza.

Non mi pare che il presidente della repubblica viva nel meridione,
frequenti
il meridione o abbia qualcosa a che fare con il meridione (a parte i suoi
natali). Troneggia da Roma, cos� come tutti i ministri.


> Cosa vi frena? C'� forse un incantesimo che impedisce di fare non dico
> la secessione, ma almeno il federalismo?


Guarda che la secessione gi� c'�.
Il thread di qualche settimana fa, sulla Collezione Farnese, � una delle
mille prove lampanti di questo dato di fatto.
Si sa che a Parigi c'� il Louvre, ma si ignora _del tutto_ che a Napoli
c'�
un potenziale Louvre, unico in Italia, che per l'interesse di un'intera
ipotetica nazione andrebbe sfruttato.

Pino Aprile mi pare che spieghi molto bene tante cose: l'esempio di Matera

illuminante: come mai a Matera mancano le Ferrovie dello STATO ?
Ecco: partiamo da questa domanda. Che risposta daresti?

Per il resto, i discorsi politici non sono il mio scopo. O, meglio, non �
questa la sede per affrontarli.
Io mi limito ad individuare la valanga di compositori che per secoli hanno
reso grande e culturalmente florido il Regno.
Che testimoniano, fra le altre cose, quanto evidentemente e in tutti i
sensi
fosse ricca quella parte della penisola.
Se nel '600 Luigi Rossi da Foggia andava ad insegnare la musica ai
parigini,
mentre oggi di Foggia si ricordano al massimo Renzo Arbore e Jimmy il
fenomeno, � evidente che qualcosa non torna.

egmont

unread,
May 19, 2013, 7:44:03 AM5/19/13
to
dimitri ha scritto:

> "egmont" <egmo...@email.it> ha scritto nel messaggio
> news:kn6isf$d9k$1...@news.newsland.it...
> > Come la mettiamo con quest'individuo?
> > L'ennesimo splendore di scuola napoletana, questa volta della prima met�
> > del
> > '600:
> >
> > http://en.wikipedia.org/wiki/Luigi_Rossi
> >
> > Ormai neanche li conto pi� tutti questi compositori partenopei: sono in
> > quantit� semplicemente smisurata.
> >
> > http://www.youtube.com/watch?v=d_4r6PxKdAE

> non ci sono troppe schitarrate per i tuoi gusti? comunque � molto
> suggestivo, molto bello, hai ragione

Non mi pare proprio che ci sia qualcosa di anche solo lontanamente
paragonabile a "Monteverdi" (vale a dire, lo stereotipo moderno che si
associa a Monteverdi).
Qui ci sono gli archi e il basso. Usati con discrezione.
Non un concerto di mille pifferi, tamburi, trombe e chitarre con cui i
pastori lasciano i monti.

> non � che voi facciate molto per uscire dall'assistenzialismo statale,
> per�... deve pensarci sempre lo stato, ma voi che avreste intenzione di
> fare? quando vi muovete? non aspettate lo stato, agite... guarda cosa
hanno
> fatto qua in Friuli dopo il terremoto del '76.... quando lo stato �
arrivato
> la gente si era gi� organizzata da un pezzo
> D.

E' vero sai, Dimitri?
Deve essere proprio cos�, esattamente cos�.
Il mondo diviso in due: al Nord i lavoratori, al Sud i fannulloni e
qualche
"brava persona".

C'� un mio amico, proveniente da L'Aquila ma abitante a Roma, dove lavora
(_almeno_ 10 ore al giorno, ndr) in una grossa multinazionale; tempo fa
gli
dissi:
"ma non vi vergognate? state l� a vedere, ad aspettare e non agite. Guarda
come si sono rimboccati le maniche in Veneto, dopo l'alluvione.".

Ecco: l'Aquila, ex Regno delle due Sicilie, ha cos� radicata la mentalit�
assistenzialista che non riesce ad uscire da questo evidente stato di
torpore ed autocommiserazione.
Imparasse dal Nord, quel mio amico: prendesse la carriola e si desse da
fare
al pi� presto.

egmont

unread,
May 19, 2013, 8:48:05 AM5/19/13
to
Paolo Tramannoni ha scritto:

>
> Lancio una sfida: mostrate di non essere solo capaci di lagnarvi, come
> dice la cattiva stampa sabauda: siate i primi, seguendo l'esempio degli
> avi che cacciarono i francesi, di recuperare la dignit� della patria
> perduta. Ora, adesso, subito.

Una precisazione:

i Francesi non sono mai stati cacciati dal Regno di Napoli.
Dai Normanni agli Angioini, tutto il flusso migratorio proveniente dalla
Francia si stabil� nel meridione e l� stabil� radici che ancora oggi sono
ben visibili in tanti cognomi assai diffusi.
Stessa cosa dicasi degli Spagnoli, dei Longobardi, e di tutte le altre
decine di popolazioni che, provenendo da tutta Europa, occuparono il
territorio.
Cosa che, del resto, avvenne in tutta Italia.
Quelli che furono cacciati, furono semmai i regnanti. Per essere
sostituiti da altri regnanti.
Voglio dire che, al contrario di quello che affermi tu, qui non c'�
proprio nessun discorso di "identit� di un popolo" che caccia l'usurpatore
difendendo i propri argini.
Al contrario, davvero si parlava di societ� multietnica, perfettamente
organizzata.
E, soprattutto, in essa era presente uno STATO che funzionava, che non
discriminava, che prosperava e che creava cultura ed arte a non finire.


L'esempio di Matera � illuminante.

Joe Gum

unread,
May 19, 2013, 9:03:10 AM5/19/13
to
egmont ha scritto:
> Se nel '600 Luigi Rossi da Foggia andava ad insegnare la musica ai
> parigini,
> mentre oggi di Foggia si ricordano al massimo Renzo Arbore e Jimmy il
> fenomeno, � evidente che qualcosa non torna.

Partiva da Roma, dai Barberini a Parigi. Credo che il contributo pi�
interessante a questo grande musicista sia nella commemorazione del 1953
ed in particolare da A. Chislanzoni che scrisse anche un libro: "Luigi
Rossi - biografia e analisi delle opere". L'Orfeo � un'opera sublime,
andrebbe ristudiata e ripresa secondo le tecniche esecutive riscoperte
in tempi recenti. Altres� emergerebbero di questo autore opere molto
belle e quasi sonosciute, avveniristiche sotto certi aspetti, come di
molti suoi conterranei.

dimitri

unread,
May 19, 2013, 9:16:16 AM5/19/13
to
"egmont" <egmo...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:knadqo$l7q$1...@news.newsland.it...
curioso, dove l'hai letto io non ho scritto questo o no sai leggere o ti
diverti ad interpretare con fantasia

> C'� un mio amico, proveniente da L'Aquila ma abitante a Roma, dove lavora
> (_almeno_ 10 ore al giorno, ndr) in una grossa multinazionale; tempo fa
> gli
> dissi:
> "ma non vi vergognate? state l� a vedere, ad aspettare e non agite. Guarda
> come si sono rimboccati le maniche in Veneto, dopo l'alluvione.".
>
> Ecco: l'Aquila, ex Regno delle due Sicilie, ha cos� radicata la mentalit�
> assistenzialista che non riesce ad uscire da questo evidente stato di
> torpore ed autocommiserazione.
> Imparasse dal Nord, quel mio amico: prendesse la carriola e si desse da
> fare
> al pi� presto.

oddio, qua per ricostruire il Friuli han fatto cos�, preso le carriole e
fatto.... poi l� non credo che non abbiano voglia di lavorare, ma
semplicemente pretendono che lo stato lo faccia per loro, questo almeno �
quello che mi han detto gli stessi meridionali che conosco (per la cronaca
avvocati laureati con 110 e lode) che ritengono che sia lo stato a dover
fare certe cose e non i cittadini, ma come scrivevano anche sulla rivista
Psicologia contemporanea tempo fa, sono semplicemente due visioni diverse
con cui approcciare il mondo, poi non si pu� dire quale sia meglio e quale
peggio, io sono abituato con la mia, ma del resto ho parte della famiglia
nel meridione e la pensa all'opposto da me, nulla da dire... basta poi non
lamentarsi da nessuna delle due parti, qua al nord che si lavora troppo e
che non c'� tempo per godersi la vita e al sud che nessuno li aiuta...
D.

egmont

unread,
May 19, 2013, 9:44:22 AM5/19/13
to
Joe Gum ha scritto:

> egmont ha scritto:
> > Se nel '600 Luigi Rossi da Foggia andava ad insegnare la musica ai
> > parigini,
> > mentre oggi di Foggia si ricordano al massimo Renzo Arbore e Jimmy il
> > fenomeno, � evidente che qualcosa non torna.

> Partiva da Roma, dai Barberini a Parigi.


Si ma a Roma costui si trov� per ragioni di lavoro, non � l� che matur� la
sua coscienza musicale.
Tutta la sua formazione avvenne a Napoli, per lunghi anni a contatto coi
Fiamminghi chiamati nella capitale dal vicer� spagnolo, e con la famiglia
De Sangro.
Quello che voglio dire � che, in quell'epoca, Napoli aveva un ruolo NON
"mediterraneo", ma EUROPEO.
Questa � una precisazione importante per inquadrare e collocare meglio
tanta arte che ci � stata consegnata ma di cui, nel migliore dei casi, non
sappiamo che farcene.


> L'Orfeo � un'opera sublime,
> andrebbe ristudiata e ripresa secondo le tecniche esecutive riscoperte
> in tempi recenti.


Si, sto ascoltando ed � in effetti stupenda, oltre che complicata.
E' piena di melodia moderna, nonch� di trii ricchi di espressione.
Non ne sapevo nulla, di questa musica, fino a qualche giorno fa.
Inoltre, presenta appunto situazioni avveniristiche: il libretto � scritto
con piglio intellettuale, e mescola il patetico al grottesco.
Come del resto avviene in Cesti (hai presente l'Argia?)

egmont

unread,
May 19, 2013, 10:04:39 AM5/19/13
to
dimitri ha scritto:

>

> oddio, qua per ricostruire il Friuli han fatto cos�, preso le carriole e
> fatto.... poi l� non credo che non abbiano voglia di lavorare, ma
> semplicemente pretendono che lo stato lo faccia per loro, questo almeno �
> quello che mi han detto gli stessi meridionali che conosco (per la cronaca
> avvocati laureati con 110 e lode)


In una citt� come L'Aquila, � lo Stato che DEVE intervenire, di corsa ed
in modo totalmente risolutivo.
Questo � lapalissiano, ci mancherebbe altro.
L'Aquila � una citt� di forte e millenaria importanza storica; anzi,
proprio nella storia ha la sua __ragione d'essere___.
Il preservare la Storia de L'Aquila � responsabilit� dell'Italia intera,
cos� come � responsabilit� dell'Italia intera far s� che la collezione
Farnese si trasformi nel Louvre italiano.

In queste cose non c'entrano ASSOLUTAMENTE NULLA n� gli aquilani, n� i
napoletani.

Non solo.
Non solo lo stato deve immediatamente intervenire, ma dopo aver
ricostruito ___pietra per pietra___ il centro storico de L'Aquila si deve
pure dare da fare per favorire il turismo nella citt�.

Fammi capire: se viene danneggiata Piazza dei miracoli, se ne devono
occupare i pisani???
Ma stiamo scherzando???

Questi ragionamenti deliranti non possono che nascere da fortissime dosi
di ignoranza sul proprio patrimonio e sulle propria storia, oltre che
dall'inesistenza della nazione in cui viviamo.

samucito

unread,
May 19, 2013, 11:54:34 AM5/19/13
to
On 19/05/2013 16:04, egmont wrote:

>
> Non solo.
> Non solo lo stato deve immediatamente intervenire, ma dopo aver
> ricostruito ___pietra per pietra___ il centro storico de L'Aquila si deve
> pure dare da fare per favorire il turismo nella citt�.


Ti racconto un aneddoto

Tempo fa ero in una comitiva dove si introdusse per un periodo un
vegliardo, pezzo grosso della fond. Fendi e straricco con casa antica al
centro di Roma, che assumeva questo stesso atteggiamento di spararle
grosse per scatenare delle reazioni indignate e poi piano piano fingere
di essere d'accordo con chi rispondeva e che lui intendeva tutt'altro.
Adorava avere intellettuali intorno (per carit� non io, a quel tempo mi
frequentavo con un ricercatore) con cui passare il tempo.
Una volta disse che l'amore vero dovrebbe essere soltanto platonico.
Un'altra sera a casa sua, dopo aver detto che le donne erano inferiori
all'uomo in presenza di un paio di zitelle in carriera, ammise lui
stesso di averlo fatto apposta per non far annoiare gli ospiti, da buon
padrone di casa.. secondo me era anche un modo per stare sempre al
centro delle discussioni e non restare estromesso dalle conversazioni
dato che si finiva spesso a parlare di musica. Tempo dopo capii che ci
stava provando col mio fidanzato

egmont

unread,
May 19, 2013, 1:44:13 PM5/19/13
to
samucito ha scritto:
Io non amo stare al centro dell'attenzione, anzi � una cosa che mi
infastidisce.
N�, a differenza tua, amo (o sento il bisogno di) essere considerato.
In quanto allo "spararle grosse", chiarisci puntualmente cosa vi sia di
grosso in quello che ho scritto e ne riparliamo.

dimitri

unread,
May 20, 2013, 9:25:40 AM5/20/13
to
mai parlato di patrimonio artistico che in un terremoto � proprio l'ultimo
dei pensieri, a quello ci pensi pure lo stato e anche se arriva dieci o
venti anni dopo chi se ne frega, la gente, le case, il lavoro vengono prima,
pure per le case prima o poi ci deve mettere la mano lo stato, ma intanto la
gente non deve starsene con le mani in mano, deve attivarsi da subito, qua
in Friuli hanno fatto cos� e siamo stati un esempio per tutti... purtroppo
non sempre seguito... quanto all'Aquila, figurati, lo stato se ne frega, non
ha monumenti eclatanti, di quelli che richiamano turisti a frotte, intendo,
per cui se ne fotte, specie in un momento in cui non ha quasi pi� i soldi
neanche per pagare gli stipendi alla gente, Berlusconi aveva promesso grandi
cose, ma nessuno ha visto nulla, ma nessuno ha neanche detto nulla... non
capisco perch� i giornalisti non fanno vedere il video con le promesse dei
Berlusconi e i risultati attuali... sarebbe la miglior politica contro di
lui, eppure anche all'Aquila c'� un sacco di gente che continua a
votarlo.... come mai?
D.

"egmont" <egmo...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:knam2b$spj$1...@news.newsland.it...

egmont

unread,
May 20, 2013, 11:17:07 AM5/20/13
to
dimitri ha scritto:

> mai parlato di patrimonio artistico che in un terremoto � proprio l'ultimo
> dei pensieri, a quello ci pensi pure lo stato e anche se arriva dieci o
> venti anni dopo chi se ne frega, la gente, le case, il lavoro vengono
prima,
> pure per le case prima o poi ci deve mettere la mano lo stato, ma intanto
la
> gente non deve starsene con le mani in mano, deve attivarsi da subito, qua
> in Friuli hanno fatto cos� e siamo stati un esempio per tutti... purtroppo
> non sempre seguito... quanto all'Aquila, figurati, lo stato se ne frega,
non
> ha monumenti eclatanti, di quelli che richiamano turisti a frotte,
intendo,

Si certo. Come no.
Infatti Collemaggio e San Bernardino sono chiesette di campagna, di quelle
che se ne trovano mille in Italia. E la fontana delle 99 cannelle �
perlopi�
il refrigerio e sollazzo delle scampagnate e delle maratone.
Eccone un altro: spara idiozie a raffica, e sentenzia con la faccia tosta
di
chi l'arte si e no (pi� no che s�) la conosce grazie ad Alpitour.

Appello a tutti gli aquilani:
ascoltate Dimitri. Non statevene con le mani in mano, anzi, chiedete a lui
come manovrare carriola e spatola per riportare Collemaggio all'antico
splendore.

E poi: di che case e lavoro vai cianciando?
Dei prefabbricati eterni? Della fabbrichetta veneta di ciarpame?

Guarda che il mito della fabbrichetta e degli sghei � una realt� cos�
superata ed ammuffita che bisogna vivere davvero fuori dal mondo per non
rendersene conto. Cosa aspetti: il crollo definitivo della tua regione per
rendertene finalmente conto?

Ma allora di che lavoro vai cianciando? A quale epoca sei rimasto? A
quella
democristiana?

L'unico vero tesoro degli aquilani � proprio la loro storica citt�, che
deve
creare turismo, quindi introiti economici, quindi LAVORO.

E a rimettere in piedi il centro storico (dunque le abitazioni) de
L'Aquila
dovrebbero pensarci gli aquilani???

Ma allora, guarda, secondo la tua splendida logica, che dire di quegli
impiastri dei materani: � da quasi due secoli che non si degnano di metter
su una ferrovia che raggiunga la loro citt�.

Appello ai materani: chiedete a Dimitri. Lui vi sapr� spronare.
E vi sapr� anche dire come costruire binari e rotaie.

dimitri

unread,
May 21, 2013, 10:51:38 AM5/21/13
to
"egmont" <egmo...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:kndem6$bhu$1...@news.newsland.it...
> dimitri ha scritto:
>
>> mai parlato di patrimonio artistico che in un terremoto � proprio
>> l'ultimo
>> dei pensieri, a quello ci pensi pure lo stato e anche se arriva dieci o
>> venti anni dopo chi se ne frega, la gente, le case, il lavoro vengono
> prima,
>> pure per le case prima o poi ci deve mettere la mano lo stato, ma intanto
> la
>> gente non deve starsene con le mani in mano, deve attivarsi da subito,
>> qua
>> in Friuli hanno fatto cos� e siamo stati un esempio per tutti...
>> purtroppo
>> non sempre seguito... quanto all'Aquila, figurati, lo stato se ne frega,
> non
>> ha monumenti eclatanti, di quelli che richiamano turisti a frotte,
> intendo,
>
> Si certo. Come no.
> Infatti Collemaggio e San Bernardino sono chiesette di campagna, di quelle
> che se ne trovano mille in Italia. E la fontana delle 99 cannelle �
> perlopi�
> il refrigerio e sollazzo delle scampagnate e delle maratone.


s� ok ma non sono S. Pietro n� S. Maria Novella, n� la torre di Pisa, ti
sfido a trovare anche italiani che le conoscano, pur avendo una loro fama

> Eccone un altro: spara idiozie a raffica, e sentenzia con la faccia tosta
> di
> chi l'arte si e no (pi� no che s�) la conosce grazie ad Alpitour.

beh, guarda qua pi� ignorante, cafone e ottuso di te non c'� nessuno, hai
degli abissi culturali che fan spavento e osi criticare gli altri, se non
fosse che sei ancora una ragazzino sarebbe da mandarti a fanculo.... quando
uscirai dall'adolescenza ne riparleremo, ignorante!

>
> Appello a tutti gli aquilani:
> ascoltate Dimitri. Non statevene con le mani in mano, anzi, chiedete a lui
> come manovrare carriola e spatola per riportare Collemaggio all'antico
> splendore.
>
> E poi: di che case e lavoro vai cianciando?
> Dei prefabbricati eterni? Della fabbrichetta veneta di ciarpame?
>


quindi tu dici che prima vanno riparate le opere d'arte e poi le aziende per
dar lavoro alla gente... sei un poveretto... ripeto cresci e poi ne
riparleremo, ignorante

> Guarda che il mito della fabbrichetta e degli sghei � una realt� cos�
> superata ed ammuffita che bisogna vivere davvero fuori dal mondo per non
> rendersene conto. Cosa aspetti: il crollo definitivo della tua regione per
> rendertene finalmente conto?
>

ma chi parla di questo, sfigato, ignorante

> Ma allora di che lavoro vai cianciando? A quale epoca sei rimasto? A
> quella
> democristiana?
>
> L'unico vero tesoro degli aquilani � proprio la loro storica citt�, che
> deve
> creare turismo, quindi introiti economici, quindi LAVORO.
>
> E a rimettere in piedi il centro storico (dunque le abitazioni) de
> L'Aquila
> dovrebbero pensarci gli aquilani???
>
> Ma allora, guarda, secondo la tua splendida logica, che dire di quegli
> impiastri dei materani: � da quasi due secoli che non si degnano di metter
> su una ferrovia che raggiunga la loro citt�.
>
> Appello ai materani: chiedete a Dimitri. Lui vi sapr� spronare.
> E vi sapr� anche dire come costruire binari e rotaie.
>

anzi no, state a dormire mentre egmont chiama lo stato, che lui per incisi,
non sa neanche cosa sia.... mai vista una persona pi� ignorante, sei peggio
dei miei studenti... vabb� che poi l'et� deve essere quella, 16 - 17 anni
altrimenti non si spiega tanta ignoranza.... studia e poi ne riparliamo,
ignorante, non sai niente di musica, ma neanche del resto non sai una
sega.... piangi piangi.... dai fai la commedia... ignorante, � per gente
come te che il sud � in questa situazione!!!
D.

egmont

unread,
May 21, 2013, 4:29:02 PM5/21/13
to
dimitri ha scritto:
Sono monumenti di importanza storica ed architettonica eclatante, e tutto
il
centro storico della citt�, rimesso a posto, sarebbe un autentico gioiello.


> > E poi: di che case e lavoro vai cianciando?
> > Dei prefabbricati eterni? Della fabbrichetta veneta di ciarpame?
> >

> quindi tu dici che prima vanno riparate le opere d'arte e poi le aziende
per
> dar lavoro alla gente... sei un poveretto... ripeto cresci e poi ne
> riparleremo, ignorante


quindi io dico che, in Italia, la maggior fonte di reddito � attualmente
l'arte. Oltre che, da sempre, la vera risorsa che abbiamo per meglio
vivere
in tutti i sensi.
Non la fabbrichetta di ciarpame, che in tempi di crisi � gi� concetto da
spazzatura.
Il Veneto � strapieno di queste terrificanti realt�.
Sembra assurdo ma oggi, di fronte ad esse, � indubbiamente meglio la
desertificazione industriale.
Pertanto, se bisogna scegliere tra arte (L'Aquila) e fabbrichetta di
ciarpame (come le migliaia e migliaia di aziende che cercano di
resuscitare
con accanimento terapeutico) � sicuramente pi� proficuo e sensato
propendere
per la prima.
Dare "ossigeno alle aziende" di per s� � concetto balordo: le aziende che
hanno bisogno di ossigeno sono quelle che hanno ragione di esistere.
Le altre, e sono tante, tantissime, uno sterminio, vanno progressivamente
chiuse e gli investimenti utilizzati altrove.
Concetti questi troppo complicati per te, mi rendo conto.



> > E a rimettere in piedi il centro storico (dunque le abitazioni) de
> > L'Aquila
> > dovrebbero pensarci gli aquilani???
> >
> > Ma allora, guarda, secondo la tua splendida logica, che dire di quegli
> > impiastri dei materani: � da quasi due secoli che non si degnano di
metter
> > su una ferrovia che raggiunga la loro citt�.
> >
> > Appello ai materani: chiedete a Dimitri. Lui vi sapr� spronare.
> > E vi sapr� anche dire come costruire binari e rotaie.
> >

> anzi no, state a dormire mentre egmont chiama lo stato, che lui per
incisi,
> non sa neanche cosa sia.... mai vista una persona pi� ignorante, sei
peggio

Si certo.
Che razza di rinunciatari perditempo, i materani.
Non hanno il treno e non si danno da fare per averlo.
E' questa la cosa significativa, secondo la tua illustre logica, non il
fatto che lo stato italiano abbia privato e continui a privare una
meraviglia mondiale dei mezzi ___________essenziali__________.

Ma � possibile, concepibile, accettabile, partorire pensieri del genere???

Ma tu quando dibatti di societ� con chi ti confronti?
Con gli entusiasti dei circoli bocciofili?

Faccio presente che se non fosse stato per l'UNESCO, Matera sarebbe
rimasta
la famosa vergogna dell'Italia, come fu definita negli anni '500.
Con l'UNESCO � diventata uno dei posti pi� spettacolari d'Europa.

Joe Gum

unread,
May 22, 2013, 4:14:22 AM5/22/13
to
egmont ha scritto:
> quindi io dico che, in Italia, la maggior fonte di reddito � attualmente
> l'arte

L'arte e specialmente la musica � sempre stata fonte nel nostro paese,
in molti casi, di malversazione. Un piccolo caso:


http://bck.tw/3d7l7a5f

Carlo Magnaschi

unread,
May 22, 2013, 4:27:59 AM5/22/13
to
Che cosa sarebbe esattamente tutto questo ciarpame che si fabbrica in
Veneto e immagino anche in Emilia Romagna?

gigi

unread,
May 22, 2013, 6:21:41 AM5/22/13
to
regioni entrambe prive di patrimonio culturale;-)

(se non si fosse capito, ovviamente scherzo)

egmont

unread,
May 22, 2013, 7:22:18 AM5/22/13
to
Carlo Magnaschi ha scritto:

> Che cosa sarebbe esattamente tutto questo ciarpame che si fabbrica in
> Veneto e immagino anche in Emilia Romagna?

Pelli, legno, mobili, abbigliamento e tessile in generale, artigianato di
bassa qualit�, costruzioni, componenti elettrici ed elettronici a basso
contenuto tecnologico, lavorazioni di plastica, oggetti di tutti i tipi e
chi pi� ne ha pi� ne metta.
Tutta roba che oggi � pesantemente fuori mercato e che tale rimarr� nei
prossimi secoli.
Tentare di salvare queste realt� industriali � qualcosa che, oggi, �
peggio
di un suicidio economico.
La desertificazione di queste realt�, per quanto sembri assurdo, � un
fatto
positivo se assistita dallo stato in modo intelligente.
Vale a dire: lo stato dovrebbe aiutare a CHIUDERE, non a tenere aperte
queste aziende.
Naturalmente assicurando che i cittadini abbiano una fonte di sussistenza
ad
avvenuta chiusura, in modo che abbiano il tempo di organizzarsi per il non
roseo futuro.

egmont

unread,
May 22, 2013, 7:27:44 AM5/22/13
to
gigi ha scritto:

> regioni entrambe prive di patrimonio culturale;-)

> (se non si fosse capito, ovviamente scherzo)

Ma va?
Hai scoperto che in Veneto e in Emilia Romagna c'� un importante
patrimonio
culturale, storico, artistico?

Per�!

Io non lo avrei mai detto.

Pensavo che in quelle due regioni ci fossero solo fabbrichette di ciarpame.

E come me devono pensarlo tanti emiliani e veneti (i secondi,
soprattutto),
se continuano imperterriti a concentrare la loro esistenza in dette
fabbrichette.

egmont

unread,
May 22, 2013, 7:30:31 AM5/22/13
to
Joe Gum ha scritto:
Ah su questo non v'� dubbio.
E, a proposito del peculato, se scopri quello che succede a Roma
rabbrividisci.
Altro che i 160000 euro di Feroldi...

dimitri

unread,
May 22, 2013, 11:59:12 AM5/22/13
to
"egmont" <egmo...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:kni9lr$kkg$1...@news.newsland.it...
> Carlo Magnaschi ha scritto:
>
>> Che cosa sarebbe esattamente tutto questo ciarpame che si fabbrica in
>> Veneto e immagino anche in Emilia Romagna?
>
> Pelli, legno, mobili, abbigliamento e tessile in generale, artigianato di
> bassa qualit�, costruzioni, componenti elettrici ed elettronici a basso
> contenuto tecnologico, lavorazioni di plastica, oggetti di tutti i tipi e
> chi pi� ne ha pi� ne metta.
> Tutta roba che oggi � pesantemente fuori mercato e che tale rimarr� nei
> prossimi secoli.
> Tentare di salvare queste realt� industriali � qualcosa che, oggi, �
> peggio
> di un suicidio economico.
> La desertificazione di queste realt�, per quanto sembri assurdo, � un
> fatto
> positivo se assistita dallo stato in modo intelligente.
> Vale a dire: lo stato dovrebbe aiutare a CHIUDERE, non a tenere aperte
> queste aziende.
> Naturalmente assicurando che i cittadini abbiano una fonte di sussistenza
> ad
> avvenuta chiusura, in modo che abbiano il tempo di organizzarsi per il non
> roseo futuro.

allucinante, pure farneticazioni di un'ignoranza tragica di chi
evidentemente non conosce minimamente la realt� di questa due regioni... ma
forse lo fa apposta solo per seminare zizzania perch� anche un bambino ne sa
di pi�... assurdo! o forse egmont � cinese....
D.

samucito

unread,
May 24, 2013, 8:50:24 AM5/24/13
to
On 21/05/2013 16:51, dimitri wrote:

>

> beh, guarda qua pi� ignorante, cafone e ottuso hai
>
una ragazzino [...].... ignorante!
>

[...[ poveretto..[...] ignorante
>

>
> [...] sfigato, ignorante

> sei peggio
> dei miei studenti...



mi chiedo se questo sia pi� o meno lo stesso trattamento che riservi ai
tuoi studenti o comunque ci� che pensi di loro quando non studiano
(siete peggio di egmont)

Armando

unread,
May 25, 2013, 6:09:17 AM5/25/13
to

Mi associo. Pure farneticazioni.

Purtroppo lo schumpeterismo maldigerito è diventato lo sport nazionale.

Anche le mia portinaia è contenta quando le fabbriche chiudono, "perché vuol dire

che l'economia si sta ristrutturando e ripartirà più forte di prima!"




Il giorno mercoledì 22 maggio 2013 17:59:12 UTC+2, dimitri ha scritto:
> "egmont" <egmo...@email.it> ha scritto nel messaggio
>
> news:kni9lr$kkg$1...@news.newsland.it...
>
> > Carlo Magnaschi ha scritto:
>
> >
>
> >> Che cosa sarebbe esattamente tutto questo ciarpame che si fabbrica in
>
> >> Veneto e immagino anche in Emilia Romagna?
>
> >
>
> > Pelli, legno, mobili, abbigliamento e tessile in generale, artigianato di
>
> > bassa qualit�, costruzioni, componenti elettrici ed elettronici a basso
>
> > contenuto tecnologico, lavorazioni di plastica, oggetti di tutti i tipi e
>
> > chi pi� ne ha pi� ne metta.
>
> > Tutta roba che oggi � pesantemente fuori mercato e che tale rimarr� nei
>
> > prossimi secoli.
>
> > Tentare di salvare queste realt� industriali � qualcosa che, oggi, �
>
> > peggio
>
> > di un suicidio economico.
>
> > La desertificazione di queste realt�, per quanto sembri assurdo, � un
>
> > fatto
>
> > positivo se assistita dallo stato in modo intelligente.
>
> > Vale a dire: lo stato dovrebbe aiutare a CHIUDERE, non a tenere aperte
>
> > queste aziende.
>
> > Naturalmente assicurando che i cittadini abbiano una fonte di sussistenza
>
> > ad
>
> > avvenuta chiusura, in modo che abbiano il tempo di organizzarsi per il non
>
> > roseo futuro.
>
>
>
> allucinante, pure farneticazioni di un'ignoranza tragica di chi
>
> evidentemente non conosce minimamente la realt� di questa due regioni... ma
>
> forse lo fa apposta solo per seminare zizzania perch� anche un bambino ne sa
>
> di pi�... assurdo! o forse egmont � cinese....
>
> D.

dimitri

unread,
May 25, 2013, 11:36:56 AM5/25/13
to


"samucito" <samuc...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:knnnmh$n2b$1...@tdi.cu.mi.it...
no, ma i miei studenti sono molto pi� umili di egmont e non si permettono di
darmi dell'ignorante su cose che conoscono meno di me (poi capita anche a me
di imparare da loro, detto per inciso) e soprattutto non hanno quella
spocchia... � rarissimo che io urli, note ne metto una ogni tre o quattro
anni, l'ultimo che ho buttato fuori dalla porta � stato quattro anni fa, mi
pare, se uno non studia come prima cosa lo prendo fuori e gli parlo per
capire dove sia il problema, poi a volte riesco a capire, altre no, per� io
metto sempre avanti a tutto il dialogo con loro e inizialmente l'ho fatto
pure con egmont, ma con lui � impossibile argomentare, gi� tempo fa avevo
deciso di non rispondergli pi� quando farneticava (quasi sempre) ma stavolta
non so perch� ho voluto ricaderci... e s� che nessun'altro aveva dato
seguito ai suoi sproloqui, non so perch� l'abbia fatto io....
D.

egmont

unread,
May 25, 2013, 4:59:33 PM5/25/13
to
Armando ha scritto:

> Mi associo. Pure farneticazioni.

> Purtroppo lo schumpeterismo maldigerito � diventato lo sport nazionale.

> Anche le mia portinaia � contenta quando le fabbriche chiudono, "perch�
vuol dire

> che l'economia si sta ristrutturando e ripartir� pi� forte di prima!"


Si, certo.

Per fortuna alla miseria delle mie farneticazioni si contrappone la tua
sagacia, dir� meglio sapienza, dir� meglio illuminazione: insomma,
l'infallibile scienza che permette a pochi eletti come te di capire
plutarchianamente le eterne verit� religiose e morali del sistema solare.

Io - che sono peggio di te, intendiamoci - ho tuttavia l'ardire di
precisare
che nessuna persona sana di mente dovrebbe essere contenta quando le
fabbriche chiudono e le persone perdono il lavoro.
Capisco che tu voglia in ogni caso riferire a me il lato pi�
catastroficamente naif della tua portinaia, ma forse dovresti leggere
meglio
quello che gli altri scrivono, prima di censurarlo.

Nel mio piccolo, mi limitavo infatti a precisare che una realt�
aziendale,
quando � evidentemente ed _inesorabilmente_ improduttiva, andrebbe chiusa
mettendo contemporaneamente al riparo i lavoratori. L'accanimento
terapeutico crea disastri in ogni caso.

Tutto qui.

Dimmi, tu che sei nel gotha economico planetario per chiara fama: queste
sono farneticazioni?

Ohib�, devo proprio aver perso il senno, allora!

Armando

unread,
May 26, 2013, 2:12:40 PM5/26/13
to
Il giorno sabato 25 maggio 2013 22:59:33 UTC+2, egmont ha scritto:


>
> Si, certo.
>
>
>
> Per fortuna alla miseria delle mie farneticazioni si contrappone la tua
>
> sagacia, dir� meglio sapienza, dir� meglio illuminazione: insomma,
>
> l'infallibile scienza che permette a pochi eletti come te di capire
>
> plutarchianamente le eterne verit� religiose e morali del sistema solare.
>
>
>
> Io - che sono peggio di te, intendiamoci - ho tuttavia l'ardire di
>
> precisare
>
> che nessuna persona sana di mente dovrebbe essere contenta quando le
>
> fabbriche chiudono e le persone perdono il lavoro.
>
> Capisco che tu voglia in ogni caso riferire a me il lato pi�
>
> catastroficamente naif della tua portinaia, ma forse dovresti leggere
>
> meglio
>
> quello che gli altri scrivono, prima di censurarlo.
>

Bene. Cominciamo a leggere bene quello che hai scritto.

Partiamo dal tono.

Dire che è censurabile è poco. E' semplicemente vergognoso.

Definire "ciarpame" il frutto del lavoro onesto delle persone è una indecenza talmente priva di giustificazioni possibili che non varrebbe neppure la pena di risponderti, se non fosse molto probabile che tale fraseologia non sia tua ma semplicemente tu la ripeta così te l'hanno messa in bocca i mezzi di comunicazione.

Infatti il disprezzo del lavoro delle persone altro non è che la traduzione in chiave emotiva di un concetto che giornali stanno portando avanti da anni, e cioè che l'economia italiana ha bisogno di una potente ristrutturazione e che prima viene fatta meglio è.

Quindi si creano questi artifici retorici, l'azienda che sta per morire ma si rifiuta di farlo, è già condannata, ma il suo egoismo impedisce alle nuove aziende di nascere. Sul piano delle singole persone il copione è analogo, sono i vecchi lavoratori garantiti che, abbarbicati ai loro privilegi, tarpano le ali alle nuove generazioni.

Perché il tuo discorso è tutto un artificio retorico senza senso. Scrivi che "lo stato dovrebbe aiutare a CHIUDERE, non a tenere aperte queste aziende", come se tu non sapessi, ed evidentemente non lo sai, che gli aiuti di Stato ormai sono fuorilegge, e che le aziende che devono fallire falliscono, lo Stato ormai non tiene aperta più neanche una panetteria, se vuole.


> Nel mio piccolo, mi limitavo infatti a precisare che una realt�
>
> aziendale,
>
> quando � evidentemente ed _inesorabilmente_ improduttiva, andrebbe chiusa
>
> mettendo contemporaneamente al riparo i lavoratori. L'accanimento
>
> terapeutico crea disastri in ogni caso.
>
>
>
> Tutto qui.


Ecco, vedi? Il tuo discorso si conferma un artificio retorico senza senso. Scrivi che "lo stato dovrebbe aiutare a CHIUDERE, non a tenere aperte queste aziende", come se tu non sapessi, ed evidentemente non lo sai, che gli aiuti di Stato ormai sono fuorilegge, e che le aziende che devono fallire falliscono, lo Stato ormai non tiene aperta più neanche una panetteria, se vuole.


>
> Dimmi, tu che sei nel gotha economico planetario per chiara fama: queste
>
> sono farneticazioni?
>

Se le pensi, sono farneticazioni.

Oppure sono cose che hai letto sui giornali e le ritrasmetti come un semplice ripetitore, e allora, sì, in questo caso non ti si può imputare nulla.

>
> Ohib�, devo proprio aver perso il senno, allora!
>

Tranquillo. Sei in buona compagnia.

Milioni di persone hanno letto, e subito avidamente assorbito e fatto loro, che ogni posto di lavoro perso è un posto di lavoro guadagnato.

egmont

unread,
May 26, 2013, 4:27:27 PM5/26/13
to
Armando ha scritto:

>
> Bene. Cominciamo a leggere bene quello che hai scritto.

> Partiamo dal tono.

> Dire che � censurabile � poco. E' semplicemente vergognoso.

> Definire "ciarpame" il frutto del lavoro onesto delle persone � una
indecenza talmente priva di giustificazioni possibili che non varrebbe
neppure la pena di risponderti, se non fosse molto probabile che tale
fraseologia non sia tua ma semplicemente tu la ripeta cos� te l'hanno
messa
in bocca i mezzi di comunicazione.

Come dicevo, per fortuna c'� sempre qualcuno dalla morale superiore che,
indipendentemente dalla logica, dettaglio trascurabile, sa cosa censurare
e
come farlo nel pi� eletto dei modi.

Definire "ciarpame" una gran fetta di attivit� produttiva non solo
italiana
ma mondiale, non � evidentemente un modo per denigrare il lavoro delle
persone, � invece l'occasione per esprimere un dissenso forte nei
confronti
di certe abitudini (non voglio tirare in ballo l'etica) imprenditoriali e
pi� in generale sociali.
Abitudini che danneggiano sicuramente la societ� e quindi i lavoratori.

Lo stato italiano, vale a dire le istituzioni, cosa dovrebbe fare di
fronte
alle sale giochi che spuntano come funghi, e ai call center?

Elogiarli perch� all'interno di essi lavora gente onesta?
Tacere perch� all'interno di essi lavora gente onesta?

No: un paese civile dovrebbe lanciare un messaggio netto, deciso e forte
contro una realt� degenere che si sviluppa facendo danni a non finire.

Le sale giochi fanno schifo, punto. Questo non dovrei dirlo solo io, ma lo
dovrebbe dire anche il presidente della repubblica.

Cos� come fa schifo la fabbrichetta inquinante e fallimentare.
Pulire i bagni pubblici � un lavoro dignitoso che pu� essere fatto da
gente
onesta.
Essere cassiere di una sala giochi � un lavoro non dignitoso che pu�
comunque essere fatto da gente onesta (che magari non ha alternative)


> Perch� il tuo discorso � tutto un artificio retorico senza senso. Scrivi
che "lo stato dovrebbe aiutare a CHIUDERE, non a tenere aperte queste
aziende", come se tu non sapessi, ed evidentemente non lo sai, che gli
aiuti
di Stato ormai sono fuorilegge, e che le aziende che devono fallire
falliscono, lo Stato ormai non tiene aperta pi� neanche una panetteria, se
vuole.

Quello che evidentemente ignori � che in Italia c'� ciarpame privilegiato
e
ciarpame comune.
Molte, moltissime, troppe aziende continuano imperterrite a sopravvivere,
per pi� anni di quello che � per loro natura concesso, grazie ad accordi
politici e malavitosi, oltre che ad una burocrazia perversa.
Infine collassano, non c'� bisogno che lo spieghi tu, ma tre, cinque anni
di
ibernazione di un cadavere � un danno enorme per tutti.
Il parastato invece ha l'immortalit� di Frankenstein.
Ignori peraltro che, nonostante le aziende destinate a chiudere alla fine
seguano tale sorte, nessun politico si premura di lanciare un messaggio
realistico sulla situazione lavorativa attuale.
Tutti i politici normalmente ululano ai quattro venti la necessit� di
rilanciare l'industria (perch� � quella che sino ad ora ha tenuto in piedi
la parte economicamente forte del paese), ma chi parla di decrescita
controllata?
Ad ogni modo, mi rendo conto che mi sto addentrando in argomenti complessi
ed articolati: discutere di essi con chi fa della superiorit� morale il
vessillo della propria illogicit�, � un passatempo che non mi affascina.
Dunque preferisco troncare ogni discussione qui, e tanti saluti.

Armando

unread,
May 27, 2013, 5:17:35 AM5/27/13
to

Sei libero di tenerti le tue idee, per carità.

Però da lì a sostenere che hanno qualche punto di contatto con la scienza economica ce ne passa.

L'industria sarebbe ciò che "sino ad ora ha tenuto in piedi la parte economicamente forte del paese."

Che significa?

Boh, una cosa però dovrebbe essere chiara a tutti, è che se ci sono investimenti per la cultura, è perché esiste l'industria.

Un barbiere di Nairobi è produttivo quanto un barbiere di New York, eppure percepisce un decimo per ogni taglio che fa. La differenza la fa l'industria.


Il giorno domenica 26 maggio 2013 22:27:27 UTC+2, egmont ha scritto:
> Armando ha scritto:
>

>
> Tutti i politici normalmente ululano ai quattro venti la necessit� di
>
> rilanciare l'industria (perch� � quella che sino ad ora ha tenuto in piedi
>
> la parte economicamente forte del paese), ma chi parla di decrescita
>
> controllata?
>
> Ad ogni modo, mi rendo conto che mi sto addentrando in argomenti complessi
>
> ed articolati: discutere di essi con chi fa della superiorit� morale il
>
> vessillo della propria illogicit�, � un passatempo che non mi affascina.
>
> Dunque preferisco troncare ogni discussione qui, e tanti saluti.
>

>

egmont

unread,
May 27, 2013, 8:07:39 AM5/27/13
to
Armando ha scritto:

> Sei libero di tenerti le tue idee, per carità.

> Però da lì a sostenere che hanno qualche punto di contatto con la scienza
economica ce ne passa.

I miei, sono ragionamenti.
Condivisibili o meno che siano, non credo che oggettivamente possano
essere
visti come "farneticazioni", se non da chi fa, come ho già scritto, della
propria incapacità di ragionare il vessillo di una creduta superiore
morale.
Prova ne sia la "scienza economica" a cui fai riferimento, che immagino
ben
si avvalga di menti come la tua.


> L'industria sarebbe ciò che "sino ad ora ha tenuto in piedi la parte
economicamente forte del paese."

> Che significa?

> Boh, una cosa però dovrebbe essere chiara a tutti, è che se ci sono
investimenti per la cultura, è perché esiste l'industria.

E questa conclusione, se fosse vera almeno in parte, sarebbe comunque
miope
e grossolana.
Siccome è invece falsa, è anche immediatamente confutabile.
Ad esempio, proprio in Veneto ci sono state, a partire dal dopoguerra,
tante, tantissime industrie: non mi pare proprio che nello stesso
territorio
ci sia stato un qualche fervore culturale, in tutti questi decenni, degno
di
rilievo.
Anzi, questo sviluppo non ha fatto altro che ostacolare ogni crescita
culturale, perchè se nel '600 gli orfanelli venivano educati a diventare
strumentisti, liutai, pregevoli artigiani, matematici, etc. negli anni '70
del secolo passato, al contrario, i figli di papà venivano spediti
nell'habitat della fabbrichetta di famiglia prima di completare gli studi
(comunque di tipo tecnico-industriale).
I grandiosi fasti culturali di questo territorio sono tutti dei secoli che
vanno dal '500 al '700, dopodichè vi è, al confronto, un buio totale, nero
pesto dal dopoguerra in poi.

Sai cosa sono i tre famosi ospedali settecenteschi di Venezia?
Davvero credi che nel periodo industriale ci sia stato qualcosa che
potesse
anche lontanamente avvicinarsi a queste istituzioni?

Sempre che abbia senso fare queste riflessioni con chi, naturalmente, ha
la
"scienza economica" infusa...


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