Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Appello ai giovani compositori

30 views
Skip to first unread message

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 24, 2001, 3:46:55 PM7/24/01
to
Un compositore polacco del dopoguerra disse " la musica contemporanea per
cercare sempre nuove strade si é allontanata e ha rinunciato alla
comprensione del pubblico " puó essere un luogo comune ma le locandine dei
grandi teatri ne sono la prova: le composizioni, belle o brutte che siano,
con meno di 50 anni non sono quasi mai eseguite. Girando per il sito della
CEMAT e di altre banche dati ho ascoltato molti pezzi, quello che secondo me
li accomuna é un comune desiderio di sempre maggiore innovazione ma
desiderio che viene esasperato sino a riuscire solo ad esprimere, almeno a
mio avviso, angoscia e smarrimento, come un bambino che desideroso di
arrivare a toccare l'orizzonte si perde in questo. La musica é un linguaggio
come tale é fisiologico che si evolva ma per restare variopinta ed
espressiva e necessario che si evolva in maniera armoniosa.
Il progresso può migliorare il presente e dipingere il futuro solo se tiene
conto del passato.
É vero che Bach é morto, é vero che Mozart e Beethoven non sono che polvere
ma é anche vero che ognuno prima di morire ha lasciato qualcosa, un piccolo
granello di conoscenza e non é detto che questo non possa essere raccolto da
noi posteri. Non si puó cercare di riportare l'orologio indietro di secoli
cercando di far rivivere un nuovo periodo neo-Barocco, ma non si puó nemmeno
stravolgere il significato di "musica" portandola oltre i propri limiti in
una dimensione lontana dalla vita reale proprio perché la imita, la musica
non deve riprodurre i suoni di tutti i giorni, li sentiamo giá in
continuazione non vogliamo sentirli anche alla radio o a teatro. Mozart
disse: "La musica non deve mai offendere l'udito ma deve essere gradevole
per chi l'ascolta, in altre parole non deve mai cessare di essere musica",
basta quindi con questi compositori di musica elettronica, compositori di
rumori armonici, i sentimenti si esprimono con l'anima non con il computer.
É questo il mio appello ai giovani compositori: basta andare allo sbaraglio
abbiamo la fortuna di avere alle nostre spalle piú di 400 anni di grandi
composizioni, non dimentichiamocene, impariamo dal passato, creiamo un nuovo
stile, facciamo si che questo nuovo millennio porti alla ribalta la Musica
classica, creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento davvero
insostituibile per comporre e che si chiama CUORE.
scusate per questi deliri
se qualcuno volesse controbattere
pregherei di farlo non sul NG ma a questo indirizzo
l...@libero.it
Andrea


Giampaolo Bellavite

unread,
Jul 24, 2001, 7:18:54 PM7/24/01
to
"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> scrive:

> Un compositore polacco del dopoguerra disse " la musica contemporanea per
> cercare sempre nuove strade si é allontanata e ha rinunciato alla
> comprensione del pubblico " puó essere un luogo comune ma le locandine dei
> grandi teatri ne sono la prova: le composizioni, belle o brutte che siano,
> con meno di 50 anni non sono quasi mai eseguite. Girando per il sito della
> CEMAT e di altre banche dati ho ascoltato molti pezzi, quello che secondo
me
> li accomuna é un comune desiderio di sempre maggiore innovazione ma
> desiderio che viene esasperato sino a riuscire solo ad esprimere, almeno a
> mio avviso, angoscia e smarrimento, come un bambino che desideroso di
> arrivare a toccare l'orizzonte si perde in questo. La musica é un
linguaggio
> come tale é fisiologico che si evolva ma per restare variopinta ed
> espressiva e necessario che si evolva in maniera armoniosa.

Sinceramente non sono affatto d'accordo: prima di tutto le locandine sono
più una causa che una conseguenza, e, come abbiamo già avuto occasione di
dibattere sul newsgroup, il panorama che tu fai notare è limitato (e molto)
solamente all'Italia.

Tu parli di angoscia e smarrimento: ma hai mai ascoltato Berio o Donatoni?
Inoltre, è comune nell'indagine storiografica unire le correnti artistiche
anche in base ciò che esprimono le varie opere d'arte. Chi nega che in un
futuro anche molto vicino, il Novecento verrà catalogato (con tutte le
approssimazioni in seguito) come il periodo della musica di angoscia e
smarrimento? Non sono sentimenti anche questi? O pensi che la musica debba
sempre dire cose felici e contente? Il contesto del Novecento inoltre mi
pare non lasci troppo spazio a questo genere di manifestazioni.

Inoltre, non c'è una contraddizione anche nel tuo vedere naturale
l'evoluzione del linguaggio musicale, per poi considerare come involutiva
un'evoluzione "forzata", che sempre evoluzione rimane?

> Il progresso può migliorare il presente e dipingere il futuro solo se
tiene
> conto del passato.

No, il progresso non migliora e non migliorerà mai un fico secco; piuttosto
cambierà, evolverà, produrrà nuove idee, ma se vogliamo fare una somma del
livello qualitativo presente/passato/futuro, in base al progresso, il
risultato sarà sempre pari a zero.
Questo, considerata soprattutto la tendenza degli esseri umani a lamentarsi
sempre di ciò che hanno, sperando in un futuro "migliore" o rimpiangendo uno
"stupendo" passato.

> É vero che Bach é morto, é vero che Mozart e Beethoven non sono che
polvere
> ma é anche vero che ognuno prima di morire ha lasciato qualcosa, un
piccolo
> granello di conoscenza e non é detto che questo non possa essere raccolto
da
> noi posteri.

Io non riuscirei a vedere nemmeno cosa Beethoven ha imparato da Bach.
Persone che se ne intendono, però, mi confermano chei compositori "posteri"
hanno preso da Bach e dagli antichi molto di più di quello che noi profani
vediamo.

>Non si puó cercare di riportare l'orologio indietro di secoli
> cercando di far rivivere un nuovo periodo neo-Barocco,

Anche perché, se permetti, mi sembra che il periodo neo-Barocco abbia dato
tanto, troppo. O forse hai già ascoltato tutta la musica Barocca a noi
arrivata?

> ma non si puó nemmeno
> stravolgere il significato di "musica" portandola oltre i propri limiti in
> una dimensione lontana dalla vita reale proprio perché la imita,

Non capisco questo concetto di musica che "imita la vita reale". Ammesso e
non concesso che sia così, perché dici che la imita in una dimensione
lontana?

> la musica
> non deve riprodurre i suoni di tutti i giorni, li sentiamo giá in
> continuazione non vogliamo sentirli anche alla radio o a teatro.

Cosa intendi per "suoni di tutti i giorni"?
E se invece proprio quei suoni meritano di essere organizzati, musicati, per
farci vedere un aspetto della realtà che nel tran tran quotidiano ci sfugge?

> Mozart
> disse: "La musica non deve mai offendere l'udito ma deve essere gradevole
> per chi l'ascolta, in altre parole non deve mai cessare di essere musica",
> basta quindi con questi compositori di musica elettronica, compositori di
> rumori armonici, i sentimenti si esprimono con l'anima non con il
computer.

L'errore grossolano che secondo me tu fai, è quello di confondere lo
strumento con la causa. Il computer e l'elettronica applicata alla musica
non fanno niente di meno di ciò che fanno i violini o gli ottoni di un
orchestra. Essi forniscono suoni che, se non piacciono, molto spesso è
perché il nostro orecchio non è abituato a sentirli in contesti musicali. Il
disprezzo della musica elettronica, quindi, se dato così a priori nasce
semplicemente da una cattiva (nel senso di manchevole) educazione
dell'orecchio.
Personalmente ho ascoltato musica elettronica, dal vivo ma anche in CD, le
cui sensazioni sublimi non contraddiscono affatto la sovraccitata frase di
Mozart - il quale per me, sia ben chiaro, è il primo che offende il mio
udito con una musica che trovo orticante e fastidiosa.

> É questo il mio appello ai giovani compositori: basta andare allo
sbaraglio
> abbiamo la fortuna di avere alle nostre spalle piú di 400 anni di grandi
> composizioni, non dimentichiamocene, impariamo dal passato, creiamo un
nuovo
> stile, facciamo si che questo nuovo millennio porti alla ribalta la Musica
> classica, creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento davvero
> insostituibile per comporre e che si chiama CUORE.

Io invece l'appello lo sposterei, e stimolerei i compositori ad utilizzare
più inventiva, ad imparare a slegarsi dagli schemi del passato quando questi
cessano di insegnare un modo, ma non l'unico, per fare musica. Direi loro di
approfittare del nuovo ventaglio di suoni che ci arriva grazie alla
tecnologia, ma non solo. A volte, mi hanno dimostrato, basta un ferro da
calza per produrre cose interessanti. E ho testimoni che mi dimostrano che
questa non è una battuta, né una provocazione.

Tutto quanto che ho scritto è supportato da mie esperienze: queste mi hanno
fatto diventare, in poco tempo, da quello che temeva venissero utilizzati
gli altoparlanti messi in un auditorium, a quello che rimane deluso quelle
volte che non vengono accesi.

> scusate per questi deliri
> se qualcuno volesse controbattere
> pregherei di farlo non sul NG ma a questo indirizzo
> l...@libero.it

Credo che se vuoi continuare il dibattito con me devi venire sul newsgroup,
altrimenti non potrei sentire le opinioni altrui che mi interessano quanto
la tua.


--
Giampaolo Bellavite, Milano E-mail: bell...@3nd.it
ICQ: 99999936 Home page: http://www.3nd.it/bellavite

Pippus Aroffus

unread,
Jul 24, 2001, 7:33:37 PM7/24/01
to
Il Wed, 25 Jul 2001 01:18:54 +0200 "Giampaolo Bellavite"
<bell...@3nd.it> ha scritto:

Sono d'accordo con Giampaolo e intervengo solo come testimone di
questo:

>A volte, mi hanno dimostrato, basta un ferro da
>calza per produrre cose interessanti. E ho testimoni che mi dimostrano che
>questa non è una battuta, né una provocazione.

Forse questa è una delle frasi di Giampaolo che contiene meno
provocazioni, tra tutte quelle che scritto sul NG. :-)

Ciao ciao Pippus Aroffus

ICQ#:35469747
http://digilander.iol.it/schummyno

NeuRoTiX

unread,
Jul 25, 2001, 2:36:42 AM7/25/01
to
"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote in message news:<Pgk77.27783$NZ6.9...@news.infostrada.it>...

>Mozart disse: "La musica non deve mai offendere l'udito ma deve
essere
>gradevole per chi l'ascolta, in altre parole non deve mai cessare di
essere
>musica",

Mozart puo' dire quel che gli pare.

>basta quindi con questi compositori di musica elettronica,
compositori di
>rumori armonici,

Basta?
Quando so che c'e' gente come te che ascolta musica classica l'unica
cosa che mi viene da fare e' scrivere musica ancora piu' complessa e
torta di come non avessi fatto finora.
La musica non ha altro cancro che le persone che ragionano come te.

>i sentimenti si esprimono con l'anima non con il computer.

Puttanate romantiche.
Quand'e' che vi ricacceranno nel secolo (il XIX) dal quale siete
sbucati fuori?

>creiamo un nuovo stile,

Anche tu alla ricerca del nuovo? Ma allora e' un vizio, ma che schifo,
questa cultura moderna del nuovo...

>facciamo si che questo nuovo millennio porti alla ribalta la Musica
>classica, creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento
davvero
>insostituibile per comporre e che si chiama CUORE.

Altre puttanate romantiche.
Come ho detto: tornatene nel tuo secolo, fatti esorcizzare e tornatene
nel tuo secolo.

>pregherei di farlo non sul NG ma a questo indirizzo

Sto inviandoti l'email con l'anima e con il cuore, non con il computer
(basta con questi computer!).

Ciao
Jenner

----(http://neurotix.com)----
----(jen...@neurotix.com)----

Tazio Iacobacci

unread,
Jul 25, 2001, 4:50:08 AM7/25/01
to
Ciao, permettimi di non essere d'accordo con quasi la totalità di quello che
scrivi...
E' imprescindibile che la musica composta in un determinato periodo storico,
viva della realtà
di quel periodo.
Se sei nato quando le fabbriche di tutto il mondo cominciarono a lavorare a
pieno ritmo con i loro rumori, non puoi mica pensare che la tua musica non
ne sia influenzata o sia influenzata da canti d'uccelli o cascate
idilliache, ascolta City Life di Steve Reich, e vedi quanto musicale sia la
chiusura delle porta di un autobus e le grida di un venditore ambulante...
"La musica non deve mai cessare di essere musica"
Ti prego non sai quanto relativa può essere questa frase, detta poi in un
periodo storico dove le scienze afferamavano che non c'era più niente da
scoprire.....

Tazio


Leonardo Bignami

unread,
Jul 25, 2001, 6:15:38 AM7/25/01
to
On Tue, 24 Jul 2001 19:46:55 GMT, "Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it>
wrote:

>Un compositore polacco del dopoguerra disse " la musica contemporanea per
>cercare sempre nuove strade si é allontanata e ha rinunciato alla
>comprensione del pubblico "

In parte sono d'accordo, e non l'ho mai nascosto qui. Spesso si è
avuto uno sperimentalismo fine a se stesso, senza alcun desiderio di
dare qualcosa. E spesso c'è ancora oggi.

> puó essere un luogo comune ma le locandine dei
>grandi teatri ne sono la prova: le composizioni, belle o brutte che siano,
>con meno di 50 anni non sono quasi mai eseguite.

Lo sono certo poco, rispetto a quelle del passato. Anche se nel Nord
Europa va un po' meglio che in Italia. C'è però una città in Italia,
dove vive un certo Tramannoni, in cui i CD di contemporanea vanno a
ruba e si fanno un sacco di concerti.
Ma anche in una città come Zurigo, dove in 15 giorni si fa quello che
a Milano si fa in un anno, credo che la presenza di contemporanea sia
un 3-4% del totale. Nei prossimi giorno andrò a fare una piccola
indagine nei maggiori negozi di CD della città, per chiedere quanto
vendono i titoli contemporanei.

>Girando per il sito della
>CEMAT e di altre banche dati ho ascoltato molti pezzi, quello che secondo me
>li accomuna é un comune desiderio di sempre maggiore innovazione ma
>desiderio che viene esasperato sino a riuscire solo ad esprimere, almeno a
>mio avviso, angoscia e smarrimento, come un bambino che desideroso di
>arrivare a toccare l'orizzonte si perde in questo.

Può capitare. In effetti anche io ho spesso sottolineato il fatto che
la ricerca del nuovo ad ogni costo può essere esasperata ed
esasperante. Ciò non toglie che a volte sia accompagnata da una buona
dose di musicalità e sia davvero il pubblico a non capire. E' però un
torto utilizzare questa incomprensione come mezzo per giustificare
ogni cagatella (nuova composizine simile alla bagatella).

>La musica é un linguaggio
>come tale é fisiologico che si evolva ma per restare variopinta ed
>espressiva e necessario che si evolva in maniera armoniosa.
>Il progresso può migliorare il presente e dipingere il futuro solo se tiene
>conto del passato.

Sono d'accordo, anche se a volte ci possono essere espressioni
musicali assolutamente nuove e tuttavia belle. Non è il legame col
passato una condizione sufficiente a garantire, da sola, che una
musica sia interessante.

>É vero che Bach é morto, é vero che Mozart e Beethoven non sono che polvere
>ma é anche vero che ognuno prima di morire ha lasciato qualcosa, un piccolo
>granello di conoscenza e non é detto che questo non possa essere raccolto da
>noi posteri.

Alcuni l'hanno raccolto.

>Non si puó cercare di riportare l'orologio indietro di secoli
>cercando di far rivivere un nuovo periodo neo-Barocco,

ehm, Giorgioooo :P

> ma non si puó nemmeno
>stravolgere il significato di "musica" portandola oltre i propri limiti in
>una dimensione lontana dalla vita reale proprio perché la imita, la musica
>non deve riprodurre i suoni di tutti i giorni, li sentiamo giá in
>continuazione non vogliamo sentirli anche alla radio o a teatro.

La musica è in qualche modo connessa alla società in cui si sviluppa.
Se è quello che è, non è per caso.

>Mozart
>disse: "La musica non deve mai offendere l'udito ma deve essere gradevole
>per chi l'ascolta,

Questa è una considerazione su cui avrei da ridire. Per due semplici
ragioni: innanzitutto si tratta di idee molto variabili, perché ciò
che offende il tuo udito potrebbe non offendere il mio. Poi c'è anche
da parte del pubblico un problema: affondando dalla mattina alla sera
nel pop, o in Mozart, o in Vivaldi, è difficile che uno sviluppi
quella condizione mentale e culturale necessaria per capire cose
linguisticamente più complesse.

> in altre parole non deve mai cessare di essere musica",
>basta quindi con questi compositori di musica elettronica, compositori di
>rumori armonici, i sentimenti si esprimono con l'anima non con il computer.

Come già ha detto Bellavite a tal proposito -e credo sia la prima
volta che le nostre opinioni sulla musica convergono- i suoni sono
neutri. Che uno utilizzi quello di un violino, o quello sintetico, non
fa alcuna differenza. Dicevo proprio alcuni giorni fa quanto mi siano
piaciute le composizioni di Jenner (cioè Neurotix, che ti ha anche
risposto in questo thread). Pur trattandosi di musica sperimentale,
elettronica, di techno, trance e quant'altro, tuttavia non perde mai
il controllo, il senso di ciò che vuol essere e che vuol dire, creando
spesso e volentieri situazioni ed atmosfere che, per me, sono molto
più piene e interessanti, musicalmente, di dozzine di quartetti e
sinfonie dei benemeriti Haydn e Mozart. Insomma, puoi prendere uno
Stradivari e farci delle porcherie, o puoi prendere un PC e farci
ottima musica. E' la persona a fare la differenza, non il suono.

>É questo il mio appello ai giovani compositori: basta andare allo sbaraglio
>abbiamo la fortuna di avere alle nostre spalle piú di 400 anni di grandi
>composizioni, non dimentichiamocene, impariamo dal passato, creiamo un nuovo
>stile, facciamo si che questo nuovo millennio porti alla ribalta la Musica
>classica, creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento davvero
>insostituibile per comporre e che si chiama CUORE.

Succederà, forse sta già succecendo. Mi domando però chi se ne
accorgerà.

>scusate per questi deliri
>se qualcuno volesse controbattere
>pregherei di farlo non sul NG ma a questo indirizzo
>l...@libero.it
>Andrea

Meglio farlo qui, se ti va. Condivido parte delle tue affermazioni,
perché spesso ho notato anche io un fare musica molto frivolo, povero,
freddo, asettico, da parte di molti contemporanei, che si arrovellano
solo a cercare nuovi suoni sugli strumenti musicali. Ma ho conosciuto
anche ottima musica contemporanea, né più né meno valida e piena che
quella del passato, e che anzi spesso ho preferito a quella del
passato. Credo che sbaglino coloro che puntano il dito solo sulla
deficienza del pubblico, che non sarebbe in grado di capire la musica
di oggi, ma credo che sbaglino anche coloro che rivolgono messaggi
come il tuo, interamente destinati solo ai compositori, come se questi
fossero la prima causa di tutte queste incomprensioni. Entro un attimo
nel personale, perché come compositore il tema mi tocca personalmente:
quando scrivo, non lascio al caso neppure un secondo di musica, ed
ogni nota è, per fatica e intensità che tento di mettervi, una piccola
goccia di sangue. Tuttavia, al di là dei risultati, sono in tanti a
non capire proprio "lingisticamente" quello che faccio, a rimanerne
sbigottiti, perché non vi trovano dolci e tenere melodie, arie
liricheggianti, passaggi romanticoni. Beh, è davvero un problema
loro, e nemmeno Dio potrebbe convincermi del fatto che sono io a
essere freddo, a non avere cuore, a stravolgere il significato della
musica, a fare rumori armonici, a offendere l'udito, a rinunciare alla
comprensione del pubblico, ad andare allo sbaraglio e quanto altro hai
detto sui contemporanei.

Ciao,

Leonardo


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Paolo Tramannoni

unread,
Jul 25, 2001, 11:44:00 AM7/25/01
to
In article <Pgk77.27783$NZ6.9...@news.infostrada.it>, "Andrea
Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote:

Andrea, ho l'impressione che ascoltare un po' più di musica recente non
potrebbe che farti bene. A giudicare dai termini che usi per descrivere
la musica moderna, temo che tu non ne abbia ascoltata molta, e questo
non può che risolversi in una mancanza di informazioni che, per
definizione, non è mai qualcosa di positivo. Come fai a giudicare mezzo
secolo di storia da qualche scampolo di musica colto qua e là?

> Un compositore polacco del dopoguerra disse " la musica contemporanea per
> cercare sempre nuove strade si é allontanata e ha rinunciato alla
> comprensione del pubblico "

Sai, è dagli anni Settanta che la musica contemporanea è tornata
comprensibile. A meno che per comprensibile non si intenda Sanremo. Lì
non ci si può arrivare. Ti prego di non chiederci di volerci arrivare.

> puó essere un luogo comune ma le locandine
> dei grandi teatri ne sono la prova: le composizioni, belle o brutte che
> siano, con meno di 50 anni non sono quasi mai eseguite.

Uhm, sicuro?

Prendo così, a caso. Alla Deutsche Oper di Berlino, in questa stagione
danno Intolleranza di Nono, il San Francesco d'Assisi di Messiaen, Il
Principie di Homburg di Henze, The Wall di Roger Waters, un lavoro del
per me sconosciuto Heinrich Marschner, uno di Steve Reiche e Philip
Glass. (http://www.deutsche-oper.berlin.de/)

A Düsseldorf danno My Fair Lady di Loewe, e un balletto con musiche di
Pärt. (http://www.deutsche-oper-am-rhein.de)

Le istituzioni di Roma, quest'anno, sono addirittura dirette da un
musicista che fa "musica difficile", e la sua presenza si riflette sui
programmi.

La stessa Royal Albert Hall (http://www.royalalberthall.co.uk/),
istituzione di tradizione, inserisce molta musica contemporanea nei
concerti Proms (Messiaen, Boulez, Bernstein, Henze, Dutilleux,
Birtwhistle, Takemitsu, Adams...). E a dare un'occhiata al Pariscope e
all'inserto domnicale del New York Times ci si rende conto di quante
nuove produzioni ci siano in giro.

Prendere alcune istituzioni conservatrici per costituzione, come la
Scala e il Met, o il teatro italiano di provincia ad esempio della
tendenza globale non è una buona idea. Conoscere significa anche
viaggiare, e se il teatro lirico sotto casa non dà altro che Tosca e
Rigoletto, non vuol dire che la media mondiale sia data da quei soli
teatri.

> sino a riuscire solo ad esprimere, almeno a
> mio avviso, angoscia e smarrimento, come un bambino che desideroso di
> arrivare a toccare l'orizzonte si perde in questo.

È spesso così, di fronte a ciò che si ascolta per la prima volta. In me
ha sempre prevalso la curiosità, ma questo riguarda me solo. Se prevale
lo smarrimento, vuol dire che è tempo di trovare una mappa, esplorare,
sentirsi più sicuri in mezzo alla giungla. Il mondo è una cosa
complessa, che va conosciuta.

> La musica é un linguaggio
> come tale é fisiologico che si evolva ma per restare variopinta ed
> espressiva e necessario che si evolva in maniera armoniosa.

La musica è un linguaggio complesso, assolutamente connotativo, e - a
dirla con Schopenhauer - è il nous, l'essenza stessa delle cose. Come
ogni lingua che non ci appartiene dalla nasciata, va appresa e
conosciuta. Non è obbligatorio, a meno che non si sia spinti da
necessità o curiosità, o dall'intimo bisogno di capire e condividere.

> Il progresso può migliorare il presente e dipingere il futuro solo se
> tiene conto del passato.

La musica moderna tiene _in gran conto_ il passato. Prova ad ascoltare i
concerto per violino di Sciarrino, cucito addosso a quello di
Mendelsshon. Prova ad ascoltare i corali della Sankt Bach Passion di
Kagel. Vedi il gioco su Debussy e Stravinskij in Exposante/Fixe di
Boulez. Vedi l'Arte della Fuga trascritta da Donatoni. Eccetera. In
geenre, a non avere grande coscienza del passato, perché ne conoscono
una sola parte e vi si abbarbicano ome alla coperta di Linus, sono i
negatori della modernità.

> ma non si puó nemmeno stravolgere il significato di "musica" portandola
> oltre i propri limiti in una dimensione lontana dalla vita reale proprio
> perché la imita, la musica non deve riprodurre i suoni di tutti i giorni

Ti piace Mahler? Quando Brahms gli contestò che la sua non fosse più
musica, chiamò il vecchio Maestro al ruscello: "Dottore, dottore, guardi
là!". E Brahms: "Che cosa c'è da vedere?" "Là si spegne l'ultima onda!"

La musica che imita la realtà è stata un fammento irrisorio (ma di vasta
portata soprattutto nel pop e nella musica d'uso) della storia della
musica "colta". Musica concreta, si chiamava. Cose degli anni Cinquanta,
ormai musica classica.

> Mozart disse: "La musica non deve mai offendere l'udito ma deve essere
> gradevole per chi l'ascolta

Già: salvo infarcire certe sue composizioni di ignobili dissonanze (il
quartetto in do, il Don Giovanni...). E poi, l'idea del musico
titillante mi sembra un po' offensiva: in perfetto stile italico,
dovrebbe essere l'accompagnator di libagioni, il curator di patemi, il
preludio all'alcova?

Niente più tragedie, niente più modo minore, niente fracassosissime
orchestre, niente ritmi sostenuti. Sfondate i timpani, togliete i tasti
neri al pianoforte, vietate per regio decreto le settime non preparate.
La musica dev'essere una grattatina, nulla più.

> compositori di rumori armonici

Mai sentito un ossimoro più ardito di questo. Permettimi di non
spiegarti perché: lo imparerai imparando ad ascoltar musica. E sarà una
gustosa, spassosissima sorpresa.

> i sentimenti si esprimono con l'anima non con il computer.

Perdonami, ma devo presumere che, scrivendo ora da un computer, tu non
stia esprimendo sentimenti.

> É questo il mio appello ai giovani compositori: basta andare allo
> sbaraglio

E chi è che va allo sbaraglio? Esistono scuole, istituzioni, un florido
commercio di dischi, pubblicazioni specializzate, emissioni radio. Come
baraonda, mi sembra ben organizzata.

> abbiamo la fortuna di avere alle nostre spalle piú di 400 anni di grandi
> composizioni

Esatto, più di 400. Almeno 800, per fermarsi al manoscritto più vecchio.
Come mi hai scelto proprio il 400 per la conta?

> facciamo si che questo nuovo millennio porti alla ribalta la Musica
> classica

Ah, non è compito mio. Lo sta già facendo Bocelli...

> se qualcuno volesse controbattere
> pregherei di farlo non sul NG ma a questo indirizzo
> l...@libero.it

E perché mai? Il tuo intervento è perfettamente IT.

Ciao,
Paolo

--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy

Francesco Giannici

unread,
Jul 25, 2001, 12:56:25 PM7/25/01
to
Leonardo Bignami <lbig...@tiscalinet.ch> wrote:

> Poi c'č anche


> da parte del pubblico un problema: affondando dalla mattina alla sera

> nel pop, o in Mozart, o in Vivaldi, č difficile che uno sviluppi


> quella condizione mentale e culturale necessaria per capire cose

> linguisticamente piů complesse.

Posso chiedere cosa ci sia di "poco complesso" e di opinabile nella
musica di Mozart o nella musica di un "International POPular group" come
gli Area (Schillogeno, dieglielo tu)? Ovvero, qual e' il criterio per
l'identificazione del pop tout court con della musica banale e vacua? Ho
fatto il nome degli Area, ma si potrebbero aggiungere Henry Cow, Soft
Machine, Captain Beefheart, Faust, Can, The Residents, Frank Zappa, solo
per limitarci ai nomi piu' grossi e vetusti.
Pensavo che certi pregiudizi verso la musica pop fossero roba dei tempi
di Adorno.

Ciao
--
Francesco Giannici -- gian...@mbox.infcom.it
http://home.dal.net/zenarcade
"I have nothing to say / and I am saying it
and that is poetry / as I needed it" -- John Cage

Leonardo Bignami

unread,
Jul 25, 2001, 2:38:13 PM7/25/01
to
On Wed, 25 Jul 2001 18:56:25 +0200, gian...@infcom.it (Francesco
Giannici) wrote:

>> Poi c'è anche


>> da parte del pubblico un problema: affondando dalla mattina alla sera

>> nel pop, o in Mozart, o in Vivaldi, è difficile che uno sviluppi


>> quella condizione mentale e culturale necessaria per capire cose

>> linguisticamente più complesse.

>
>Posso chiedere cosa ci sia di "poco complesso" e di opinabile nella
>musica di Mozart

Ho forse detto questo? La frase era diversa. C'è sopra, ma la riporto
ancora:

>> Poi c'è anche


>> da parte del pubblico un problema: affondando dalla mattina alla sera

>> nel pop, o in Mozart, o in Vivaldi, è difficile che uno sviluppi


>> quella condizione mentale e culturale necessaria per capire cose

>> linguisticamente più complesse.

Non mi pare di aver detto che Mozart è poco complesso od opinabile
(perché opinabile poi? Qualsiasi cosa è opinabile).
Però ritengo vero che ci siano cose "linguisticamente" (non
tecnicamente o spiritualmente) più complesse, dove la complessità
linguistica non è necessariamente un valore assoluto, ma innanzi tutto
da mettere in relazione con l'abitudine all'ascolto. Se una persona
ascolta solo Cristina d'Avena, e poi passa a Stravinsky, questi gli
sembrerà linguisticamente impenetrabile. In buona parte avrà tale
sensazione perché il continuo ascolto della sola Cristina d'Avena non
l'avrà certo disposto nelle migliori condizioni culturali e mentali
per capire la musica ed il linguaggio di Stravinsky. Credo che lo
stesso possa succedere anche con persone che ascoltano solo Mozart o
Vivaldi. Anche solo Bartok sarebbe per loro un problema. Sarebbe
linguisticamente insormontabile. E non perché Bartok sia più complesso
di Mozart (per me generalmente lo è, ma il discorso si allungherebbe
troppo), quanto perché linguisticamente meno accessibile a colui che
ha un'abitudine all'ascolto soprattutto per la musica di Mozart.
Ancor meno accessibili sarebbero per lui i contemporanei.

> o nella musica di un "International POPular group" come
>gli Area (Schillogeno, dieglielo tu)? Ovvero, qual e' il criterio per
>l'identificazione del pop tout court con della musica banale e vacua? Ho
>fatto il nome degli Area, ma si potrebbero aggiungere Henry Cow, Soft
>Machine, Captain Beefheart, Faust, Can, The Residents, Frank Zappa, solo
>per limitarci ai nomi piu' grossi e vetusti.

C'è del pop che piace anche a me. Il pop comprende un'area molto
vasta, al cui interno si trova di tutto. In questo caso io ho preso il
sottoinsieme della tradizionale canzonetta, che per me è una categoria
a sé. Io per pop intendo quella. La mia personale opinione è che la
media qualitativa sia piuttosto bassa, e che si tratti, mediamente, di
musica molto semplice, banale. Ma ci sono indubbiamente eccezioni. Se
ascolto per 24 ore canali FM che trasmettono musica leggera, troverò
un numero di canzoni interessanti (per me) che sta tra le dita di una
mano.

>Pensavo che certi pregiudizi verso la musica pop fossero roba dei tempi
>di Adorno.

Non li chiamerei pregiudizi, dal momento che anche nolenti ne siamo
circondati e abbiamo modo di conoscerla, ascoltarla, ovunque, per
numerose ore ogni giorno. La maggior parte di essa mi disturba, per la
sua banalità. Eventi come il festival di Sanremo mi deprimono sul
serio. Ritengo che chi ascolti abitualmente canzonette commerciali
del tipo Pausini-Morandi-Celentano e via dicendo non abbia molte
chances di capire la musica colta contemporanea. Si tratta di
ripetizioni, per lo più in modo banale, di stereotipi già noti e
arcinoti presenti un po' in tutta la musica classica, soprattutto
lirica, del passato, e che ormai io non sono più in grado di digerire,
per raggiunta soglia di tolleranza. La sensazione di banalità che ne
ricavo c'è per varie ragioni: il fatto che appunto mi sembrano tutte
cose già dette, ridette e stradette con poche differenze già 200 anni
prima. Il fatto che le linee melodiche sono troppo semplici e troppo
poco interessanti per il mio gusto personale, che ama cose più
elaborate, come già puoi trovare 200 anni prima in Beethoven, o prima
ancora in Bach. Il fatto che formalmente sono sempre uguali,
prevedibili, con schemi scaduti, ed inoltre non prevedono per default
elaborazioni più complicate. Armonicamente siamo alle solite formuline
che rivelano una fantasia ed una eleganza nulle, assolutamente
prevedibili, come un film di cui hai già capito la fine fin
dall'inizio. Contrappuntisticamente (non nel senso Barocco, ma nel più
semplice senso di intrecci minimi tra le parti in causa) siamo a
livelli molto rozzi e banali, per chiunque abbia un minimo di
esperienza nella gestione e nello studio di sistemi più elaborati. Il
pop, quasi sempre, è solo una estrema semplificazione, e per di più in
ritardo, di cose già dette 100-200 anni prima nella musica colta. E
gli ascoltatori chi sono? gente che non vede differenza tra la
Creazione di Haydn ed una canzone di Celentano. E di gente così ce n'è
parecchia, forse la maggior parte. Beh, mi dispiace, ma sono loro a
non capire, e non io ad avere pregiudizi.
Altro discorso sono cose come il rock progressivo, acido, la techno,
l'heavy metal e forme similari, che però io le considero categorie
diverse da quelle della tipica canzonetta, e si tratta infatti di
musica per me già più interessante, o addirittura bella e piacevole,
anche se la conosco poco.
Penso di aver detto fin troppo, rispetto a quello che ti dovevo come
risposta, e mi fermo dunque qui. Sei libero di dissentire, ovviamente,
ma io ho le mie buone ragioni.

Saluti,

leonardo

http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Francesco Giannici

unread,
Jul 25, 2001, 3:32:12 PM7/25/01
to
Leonardo Bignami <lbig...@tiscalinet.ch> wrote:

> C'è del pop che piace anche a me. Il pop comprende un'area molto
> vasta, al cui interno si trova di tutto. In questo caso io ho preso il
> sottoinsieme della tradizionale canzonetta, che per me è una categoria
> a sé. Io per pop intendo quella. La mia personale opinione è che la
> media qualitativa sia piuttosto bassa, e che si tratti, mediamente, di
> musica molto semplice, banale. Ma ci sono indubbiamente eccezioni. Se
> ascolto per 24 ore canali FM che trasmettono musica leggera, troverò
> un numero di canzoni interessanti (per me) che sta tra le dita di una
> mano.

E' molto probabile che non ne trovi (giustamente) neanche una, invece.
La musica che passa alla radio (esclusa Radiotre) e', senza eccezioni,
un prodotto commerciale, da vendere come un salume.
Ma a mio avviso sbagli ad identificare il pop con quello.

> Non li chiamerei pregiudizi, dal momento che anche nolenti ne siamo
> circondati e abbiamo modo di conoscerla, ascoltarla, ovunque, per
> numerose ore ogni giorno. La maggior parte di essa mi disturba, per la
> sua banalità. Eventi come il festival di Sanremo mi deprimono sul
> serio. Ritengo che chi ascolti abitualmente canzonette commerciali
> del tipo Pausini-Morandi-Celentano e via dicendo non abbia molte
> chances di capire la musica colta contemporanea. Si tratta di

[snip]


> esperienza nella gestione e nello studio di sistemi più elaborati. Il
> pop, quasi sempre, è solo una estrema semplificazione, e per di più in
> ritardo, di cose già dette 100-200 anni prima nella musica colta. E
> gli ascoltatori chi sono? gente che non vede differenza tra la
> Creazione di Haydn ed una canzone di Celentano. E di gente così ce n'è
> parecchia, forse la maggior parte. Beh, mi dispiace, ma sono loro a
> non capire, e non io ad avere pregiudizi.

Non capisco la relazione tra complessita' linguistica e valore
artistico.
Fermo restando che quello che intendo io NON e' il pop radiofonico e
canzonettistico, ti inviterei a dare un ascolto (ti assicuro che non
sara' tempo perso) ai seguenti dischi, e, magari, a ripensare questa
equazione:
- Robert Wyatt, "Rock bottom"
- Gastr del Sol, "Upgrade and afterlife"
- Area, "Crac!"
- CSI, "Linea gotica"
Sono quattro dischi, tutti bellissimi, tutti "pop".
Due italiani e due anglofoni, due gia' trentenni, due ancora piccoli.
Anche se sono nomi "grossi", non ne sentirai mai parlare alla radio, ne'
a Sanremo, ne' in TV. Piu' o meno come Stockhausen, Boulez, Maderna o
Bussotti, no?
Aspetto presto tuoi commenti.

Parlare del "pop" riferendosi a Celentano o simili non mi sembra
corretto, tutto qui. Meglio documentarsi.

(il mio intento non e' polemico, sia chiaro: per la serie, excusatio non
petita :))

Emanuele Passerini

unread,
Jul 25, 2001, 3:37:45 PM7/25/01
to

"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Pgk77.27783$NZ6.9...@news.infostrada.it...

> É vero che Bach é morto, é vero che Mozart e Beethoven non sono che
polvere
> ma é anche vero che ognuno prima di morire ha lasciato qualcosa, un
piccolo
> granello di conoscenza e non é detto che questo non possa essere raccolto
da
> noi posteri.
(...)

> se qualcuno volesse controbattere
> pregherei di farlo non sul NG ma a questo indirizzo

A parte il fatto che Bach, Mozart e Beethoven non hanno lasciato un PICCOLO
granello di conoscenza.... Ma la tua frase finale mi ha fatto davvero
cascare le braccia (per non dire altro)!!
Perchè mandi su IAMC i tuoi messaggi (esternando le tue idee a tutti quanti)
e poi pretendi che a gente ti risponda in privato? Cos'è, hai paura di non
saper sostenere le tue idee?

--


Emanuele Passerini

ema.pa...@libero.it
ema.pa...@inwind.it (max 15 MB tot)
ICQ 34957310
__________________________

Visita il sito su Keith Jarrett:
http://digilander.iol.it/keithjarrett

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 5:35:17 PM7/25/01
to

> >É vero che Bach é morto, é vero che Mozart e Beethoven non sono che
polvere
> >ma é anche vero che ognuno prima di morire ha lasciato qualcosa, un
piccolo
> >granello di conoscenza e non é detto che questo non possa essere raccolto
da
> >noi posteri.
>
> Alcuni l'hanno raccolto.
>
su questo sono d'accordo dei contemporanei ad esempio ammiro molto Einaudi
per la sua essenzialitá, Preisner per la sua forza e Pacchioni per la sua
eleganza (anche se la sua musica puó sembrare un po' una forzatura)


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 5:35:19 PM7/25/01
to

un attimo forse mi sono esperesso male non voglio fare di tutta l'erba un
fascio... Amo la musica di Preisner, di Einaudi, e perché no anche del buon
Pacchini che so che avete tanto criticato... La granc Ciaccona di GP
comunque a mio avviso vale tutti i pezzi che si possono ascolatere alla
CEMAT

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 5:35:20 PM7/25/01
to

in privato perché in genere guardo solo se c'é posta e poi perché
francamente credevo che non mi rispondesse quasi nessuno...
non perché non so difendere le mie idee...


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 5:35:20 PM7/25/01
to
Tanto per chiarire una volta per tutte... a mio modesto avviso penso che una
persona nata in un epoca di guerre e carneficine e costretto a lavorare in
fabbrica penso che come minimo desideri un po' di pace e tranquillitá, una
vita piú serena magari in un posto migliore. Se questo tizio é anche un
compositore penso potrebbe essere ragionevole che la sua musica esprima
situazioni d calma e serenitá atte a rasserenare la sua anima e farlo
illudere per un po', grazie alla musica, di vivere veramente nel paradiso
dei suoi sogni. Un compositore che costretto a vivere in una situazione di
ostilitá crea musica che rispecchia l'ambiente credo che sia come minimo
masochista poiché nemmeno la musica potrà riuscire a creare per lui un oasi
di pace dove rifugiarsi. In oltre la sua musica, sentita magari da altri,
magari a distanza di tempo, non può che ricordare quegli stessi drammatici
momenti facendo precipitare anche altre persone nello stato di frustrazione
e sconforto morale. Non é forse vero che la vita va guardata in positivo,
cercando di trovare o sperare in un po' di bene? L'angoscia non sempre é
l'unica via.


Moosbrugger

unread,
Jul 25, 2001, 6:07:14 PM7/25/01
to

"Leonardo Bignami" <lbig...@tiscalinet.ch> ha scritto nel messaggio
news:9s3ult46il6i9riqq...@4ax.com...

> Il
> pop, quasi sempre, è solo una estrema semplificazione, e per di più in
> ritardo, di cose già dette 100-200 anni prima nella musica colta. E
> gli ascoltatori chi sono? gente che non vede differenza tra la
> Creazione di Haydn ed una canzone di Celentano. E di gente così ce n'è
> parecchia, forse la maggior parte. Beh, mi dispiace, ma sono loro a
> non capire, e non io ad avere pregiudizi.

Il problema, Leonardo, è che loro *non vogliono* capire. Se devono fare lo
sforzo di capire qualcosa, semplicemente cambiano strada. E l' industria
discografica lo sa talmente bene che ha imparato a dare alla gente (
soprattutto, ahimè, ai ragazzini ) *quello che la gente si aspetta*, come in
ogni industria che si rispetti. D' altronde, la musica, da sempre, è anche
divertimento, svago, allegria, e se nella musica colta di oggi non riescono
a trovare queste cose ( e sono SICURO di no ;-) le cercano da un' altra
parte.

> Altro discorso sono cose come il rock progressivo, acido, la techno,
> l'heavy metal e forme similari, che però io le considero categorie
> diverse da quelle della tipica canzonetta, e si tratta infatti di
> musica per me già più interessante, o addirittura bella e piacevole,
> anche se la conosco poco.

Ma come, non eri un habituè dei rave party di Zurigo ? ;-)))
A parte gli scherzi, c'è molta musica..."giovanile" ( forse un termine più
onnicomprensivo ? ) che testimonia una ricerca di mezzi espressivi più
complessi : dei gruppi che ti ha consigliato Giannici conosco poco, ma
almeno gli Area e Robert Wyatt dovrebbero rappresentare esempi notevoli di
questa ricerca. E' vero anche che chi si interessa a questo tipo di musica
raramente si ferma lì : io sono cresciuto ascoltando Genesis, Yes, ELP, King
Crimson, poi ho scoperto Stravinskij e...addio !!! Se invece posso
permettermi di consigliarti io un CD, specie dopo aver ascoltato la tua
musica, e se già non lo conosci, ascolta "The Yellow Shark" di Frank Zappa.
E' un disco assolutamente eccezionale, l' ultimo ( credo ) di un personaggio
fra i più rappresentativi della musica "giovanile di ricerca", se mi passi
quest' ultima definizione...

Ciao

Moos

P.S. Comunque, anche diversi "canzonettari" mi hanno dato delle belle
sensazioni...


Paolo Tramannoni

unread,
Jul 25, 2001, 6:13:44 PM7/25/01
to
In article <sYG77.2344$0Z1....@news.infostrada.it>, "Andrea
Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote:

> e sconforto morale. Non é forse vero che la vita va guardata in positivo,
> cercando di trovare o sperare in un po' di bene? L'angoscia non sempre é
> l'unica via.

Quindi, niente più Requiem?

Leonardo Bignami

unread,
Jul 25, 2001, 6:23:13 PM7/25/01
to
On Wed, 25 Jul 2001 21:32:12 +0200, gian...@infcom.it (Francesco
Giannici) wrote:

>E' molto probabile che non ne trovi (giustamente) neanche una, invece.
>La musica che passa alla radio (esclusa Radiotre) e', senza eccezioni,
>un prodotto commerciale, da vendere come un salume.
>Ma a mio avviso sbagli ad identificare il pop con quello.

Beh, si tratta di definizioni. Basta mettersi d'accordo. Musica pop
(intesa come abbreviazione di popolare, in contrapposizione ad altri
generi, come il jazz o la classica, per esempio) è per me la canzone
di musica leggera. Se però è rock, punk, funk, heavy metal, techno o
quant'altro, la chiamo con il rispettivo nome. Sempre ammesso che
riesca a capire di che genere si tratta, naturalmente. In molti casi
non sarei proprio in grado di capirlo, né mi importa farlo.

>Non capisco la relazione tra complessita' linguistica e valore
>artistico.

Dipende da cosa si intende per "complessità linguistica". Nel mio post
ho precisato chiaramente il modo in cui lo intendevo:


"Però ritengo vero che ci siano cose "linguisticamente" (non
tecnicamente o spiritualmente) più complesse, dove la complessità
linguistica non è necessariamente un valore assoluto, ma innanzi tutto
da mettere in relazione con l'abitudine all'ascolto".

Nel mio discorso era dunque irrilevante il fatto che Stravinsky fosse
di maggior valore artistico o meno di Cristina d'Avena.
Per quanto riguarda l'idea di "valore artistico", non ho assolutamente
voglia di addentrarmi ancora in questo tipo di discussioni. Ho capito
che ognuno ha i suoi paramentri per stabilire cosa sia artisticamente
di valore e cosa non lo sia. Comunicarti i miei parametri (di cui
comunque una parte non sarebbe neppure comunicabile) non sarebbe né di
aiuto per te, né di interesse per me.

>Fermo restando che quello che intendo io NON e' il pop radiofonico e
>canzonettistico, ti inviterei a dare un ascolto (ti assicuro che non
>sara' tempo perso) ai seguenti dischi, e, magari, a ripensare questa
>equazione:

l'equazione proprio non c'è. Il mio discorso era un po' diverso, come
suddetto.

>- Robert Wyatt, "Rock bottom"
>- Gastr del Sol, "Upgrade and afterlife"
>- Area, "Crac!"
>- CSI, "Linea gotica"
>Sono quattro dischi, tutti bellissimi, tutti "pop".
>Due italiani e due anglofoni, due gia' trentenni, due ancora piccoli.
>Anche se sono nomi "grossi", non ne sentirai mai parlare alla radio, ne'
>a Sanremo, ne' in TV. Piu' o meno come Stockhausen, Boulez, Maderna o
>Bussotti, no?

Non sono dunque pop. ;-)

>Aspetto presto tuoi commenti.

Non nego certo la possibiltà che possano piacermi. Sono estremamente
aperto.

>Parlare del "pop" riferendosi a Celentano o simili non mi sembra
>corretto, tutto qui.

beh, non credo di essere stato io il primo a definirli così. Avrei
potuto dire "musica leggera". Diciamo che mi adatto alle definizioni.
In molti fanno un pastone, e tutto ciò che non è musica "colta" è pop.
Io per lo meno faccio ulteriori distinzioni tra generi. Ho aperto la
garzantina di musica, e alla voce pop leggo:

"espressione inglese derivata, per contrazione, da popular music, che
designa nei paesi anglosassoni la "musica leggera" (pensa un po'...).
L'aggettivo popolare indica la diffusione *di massa* di tale musica
(il che escluderebbe i nomi che hai citato tu prima), e non si
riferisce, come il termine folk, ad una cultura etnica e
autenticamente popolare".
Poi alla fine dice:
"In Italia con l'espressione pop music si indica la musica che si
contrappone,da un lato, alla canzone dei cantautori, dall'altro alla
musica leggera di stampo tradizionale".

Come vedi non c'è molta chiarezza. La definizione suddetta calza in
parte con la mia, mentre alla fine sembra adattarsi alla tua. Credo
che le differenze di interpretazione del termine "pop music" dipendano
anche dal paese in cui si vive. Per quel che mi riguarda non me ne
frega nulla di come la vogliamo chiamare. Una delle cose che amo di
meno è discutere sui termini. Per me possiamo anche chiamarla musica
stonjussuticitaku. L'importante è che ci si capisca. Spero dunque,
nell'ambito del nostro scambio di idee, che ti sia chiaro cosa io
intendessi per pop e dunque il senso del mio discorso. Che poi tu lo
condivida o no...almeno che ci capiamo.

Saluti,

Leonardo


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 6:27:10 PM7/25/01
to

adoro il modo minore, le 7 diminuite, le 9 e quando scrivo per orchestra uso
parecchio i timpani e i ritmi sostenuti ma credo che W.A.M. non intendesse
questo
p.s.
ascolta il requiem


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 6:27:11 PM7/25/01
to

Perché ve la prendete tanto con Pacchioni? Forse la sua musica non é il
massimo dell'originalitá ma molti spunti sono buoni e certi pezzi davvero
bello?
Mi ha detto che ha dovuto scappare da qui (non so se il NG fosse proprio
questo) sommerso da vari epiteti...perché sarebbe un compositore della
domenica? (riferisco come mi e stato riferito)
P.S.
non farete fare la stessa fine pure a me vero? :-)


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 6:27:11 PM7/25/01
to

Forse sei tu che sei fuori luogo...


Leonardo Bignami

unread,
Jul 25, 2001, 6:40:35 PM7/25/01
to
On Wed, 25 Jul 2001 22:27:11 GMT, "Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it>
wrote:

>non farete fare la stessa fine pure a me vero? :-)

Mi dispiace molto per Giorgio, che ho difeso spesso, anche se lui è
sempre stato, a mio avviso, troppo intransigente in certe sue
posizioni. Per quel che mi riguarda, mi auguro davvero che non avrai
la stessa sorte ;-). L'unica cosa che ti chiedo è di imparare a
quotare, perché stai riempendo il NG di messaggini staccati dal thread
a cui si riferiscono, e per di più senza riportare a chi e a cosa stai
rispondendo. Comincia dunque col non cambiare il titolo (subject)
quando rispondi a qualcuno, e facendo il reply riporta sia il nome di
colui a cui rispondi, sia la parte del suo post a cui stai
rispondendo. Questo è di aiuto a tutti noi per seguire i tuoi
ragionamenti.

Ciao

leonardo


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Leonardo Bignami

unread,
Jul 25, 2001, 6:47:01 PM7/25/01
to
On Thu, 26 Jul 2001 00:23:13 +0200, Leonardo Bignami
<lbig...@tiscalinet.ch> wrote:

> Se perň č rock, punk, funk, heavy metal, techno o


>quant'altro, la chiamo con il rispettivo nome.

nel qual caso -se non fosse chiaro- non la ritengo piů pop.


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 6:42:54 PM7/25/01
to
sono in tanti a
non capire proprio "lingisticamente" quello che faccio, a rimanerne
sbigottiti, perché non vi trovano dolci e tenere melodie, arie
liricheggianti, passaggi romanticoni. Beh, è davvero un problema
loro, e nemmeno Dio potrebbe convincermi del fatto che sono io a
essere freddo, a non avere cuore, a stravolgere il significato della
musica, a fare rumori armonici, a offendere l'udito, a rinunciare alla
comprensione del pubblico, ad andare allo sbaraglio e quanto altro hai
detto sui contemporanei.

Ciao,

Leonardo


ti piace parlare da solo?


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 25, 2001, 6:42:55 PM7/25/01
to

> Io invece l'appello lo sposterei, e stimolerei i compositori ad utilizzare
> più inventiva, ad imparare a slegarsi dagli schemi del passato quando
questi
> cessano di insegnare un modo, ma non l'unico, per fare musica. Direi loro
di
> approfittare del nuovo ventaglio di suoni che ci arriva grazie alla
> tecnologia, ma non solo. A volte, mi hanno dimostrato, basta un ferro da
> calza per produrre cose interessanti. E ho testimoni che mi dimostrano che
> questa non è una battuta, né una provocazione.
>
no questo é troppo i ferri da calze lasciali alle nostre rispettive nonne,
scusa avró una mentalitá chiusa ma l'idea di pagare 50.000 di biglietto per
andare in teatro a sentire Concerto per ferri da calza mi sembra un po' un
forzatura... spero fosse una metafora...
p.s. non si smette mai da apprendere da giganti come LvB...


Leonardo Bignami

unread,
Jul 25, 2001, 6:55:00 PM7/25/01
to
On Wed, 25 Jul 2001 22:42:54 GMT, "Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it>
wrote:

>ti piace parlare da solo?

Ogni tanto sě. In questo caso, piů semplicemente, era il riportare
un'esperienza personale, per tentare di comunicare meglio un'idea. Ma
a quanto pare, data la risposta, non ci sono riuscito.

Leonardo


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Leonardo Bignami

unread,
Jul 25, 2001, 6:55:54 PM7/25/01
to
On Wed, 25 Jul 2001 22:27:10 GMT, "Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it>
wrote:

>adoro il modo minore, le 7 diminuite, le 9 e quando scrivo per orchestra uso


>parecchio i timpani e i ritmi sostenuti

ti piace parlare da solo?


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Riccardo Santato

unread,
Jul 25, 2001, 6:58:44 PM7/25/01
to
Gent.mo Andrea Sangiacomo,

anche se con molta maleducazione da parte mia (visto che avevi fatto
esplicita richiesta nel tuo messaggio iniziale di replicare per email),
di cui mi scuso subito, vorrei commentare da compositore - apprendista
le affermazioni che sostieni, senza offendere nessuno, all'interno del
newsgroup.

> Un compositore polacco del dopoguerra disse " la musica contemporanea per
> cercare sempre nuove strade si é allontanata e ha rinunciato alla
> comprensione del pubblico "

E' vero. Ha rinunciato al pubblico. Ma non per moda o "trend" bensì
perchè erano troppo avanti per poter farsi capire. :-))
Pensa a Schoenberg, tanto per dire: ne si fa un gran parlare, ma a
distanza di un centinaio d'anni pochissimi se ne intendono e lo
comprendono con competenza di rilievo.
Le volontà della "seconda scuola di Vienna" (tanto per fare un esempio)
vanno molto contestualizzate, secondo me.


> É vero che Bach é morto, é vero che Mozart e Beethoven non sono che polvere
> ma é anche vero che ognuno prima di morire ha lasciato qualcosa, un piccolo
> granello di conoscenza e non é detto che questo non possa essere raccolto da
> noi posteri.

Forse non te ne rendi conto, ma il pericolo più forte per un musicista
che inventa nuova musica è il rischio del "già sentito".
Sapessi pezzi che ho gettato via perchè solo ricordavano melodie
provenienti da concerti, arie d'opera, corali, etc. etc.
Anche così non sono certo il massimo, ma perlomeno mi sforzo di
INVENTARE.
Ti garantisco che non è facile.
Mettiti alla prova davanti al pianoforte, e forse mi darai ragione :-))

> "La musica non deve mai offendere l'udito ma deve essere gradevole

> per chi l'ascolta, in altre parole non deve mai cessare di essere musica",

Mozart viveva nel Classicismo Viennese, e la sua idea di musica è
radicalmente diversa dalla nostra.
Contestualizziamo...

> basta quindi con questi compositori di musica elettronica, compositori di

> rumori armonici, i sentimenti si esprimono con l'anima non con il computer.

Secondo me Steve Reich docet, sia con "Different Trains" che con altri
esperimenti psicoacustici.

> creiamo un nuovo
> stile

Su che basi ?
Sul contrappunto di Orlando di Lasso o sulla ricerca timbrica di Debussy
?
Sul titanismo di taglio mahleriano ,sulla sperimentazione di Stockhausen
o sulla compattezza di Beethoven ?

--
Riccardo Santato
www.riccardosantato.com

Paolo Tramannoni

unread,
Jul 25, 2001, 8:19:08 PM7/25/01
to
In article <2JH77.2653$0Z1.1...@news.infostrada.it>, "Andrea
Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote:

> adoro il modo minore, le 7 diminuite, le 9 e quando scrivo per orchestra
> uso parecchio i timpani e i ritmi sostenuti ma credo che W.A.M. non
> intendesse questo

Oh, maledetto modernisky! Scommetto che fai pure musica elettronica...
:-)

Paolo Tramannoni

unread,
Jul 25, 2001, 8:23:09 PM7/25/01
to
In article <3JH77.2654$0Z1.1...@news.infostrada.it>, "Andrea
Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote:

> Mi ha detto che ha dovuto scappare da qui (non so se il NG fosse proprio
> questo) sommerso da vari epiteti...perché sarebbe un compositore della
> domenica? (riferisco come mi e stato riferito)

Per quanto riguarda l'uso di epiteti vari e particolari, puoi verificare
tu stesso chi ne faceva abbondante uso. Fai una ricerca con Google sui
messaggi di un annetto fa.

Ciao,

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 26, 2001, 5:08:14 AM7/26/01
to

"Paolo Tramannoni" <pt...@edisons.it> ha scritto nel messaggio
news:ptram-786686....@News.CIS.DFN.DE...

> In article <2JH77.2653$0Z1.1...@news.infostrada.it>, "Andrea
> Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote:
>
> > adoro il modo minore, le 7 diminuite, le 9 e quando scrivo per orchestra
> > uso parecchio i timpani e i ritmi sostenuti ma credo che W.A.M. non
> > intendesse questo
>
> Oh, maledetto modernisky! Scommetto che fai pure musica elettronica...
> :-)
>
no, il computer lo uso solo per l'editing


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 26, 2001, 5:14:20 AM7/26/01
to

"Riccardo Santato" <san...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:1ex4mpn.10ih5edulmlgxN%san...@libero.it...
> Gent.mo Andrea Sangiacomo,
>

>
> > creiamo un nuovo
> > stile
>
> Su che basi ?
> Sul contrappunto di Orlando di Lasso o sulla ricerca timbrica di Debussy
> ?
> Sul titanismo di taglio mahleriano ,sulla sperimentazione di Stockhausen
> o sulla compattezza di Beethoven ?
>
> --
> Riccardo Santato
> www.riccardosantato.com

SU CHE BASI??? La musica ha continuato a percorrere la strada
dell'evoluzione sempre in avanti. Fermiamoci ad un stazione di servizio e
guardiamo indietro...
P.S. anche io nel mio piccolo mi dedico alla composizione so cosa vuol dire
stare ore davanti alla tastiera a sperimentare melodie e ritmi sperando di
trovare quallo giusto ma non penso che cercare di imparare dal passato possa
rendere le mie opere meno nuove e "giá viste"


Alessandro Di Nicola

unread,
Jul 26, 2001, 5:51:12 AM7/26/01
to
Francesco Giannici <gian...@infcom.it> wrote:
> Non capisco la relazione tra complessita' linguistica e valore
> artistico.
> Fermo restando che quello che intendo io NON e' il pop radiofonico e
> canzonettistico, ti inviterei a dare un ascolto (ti assicuro che non
> sara' tempo perso) ai seguenti dischi, e, magari, a ripensare questa
> equazione:
> - Robert Wyatt, "Rock bottom"
> - Gastr del Sol, "Upgrade and afterlife"
> - Area, "Crac!"
> - CSI, "Linea gotica"
> Sono quattro dischi, tutti bellissimi, tutti "pop".

Bella lista. Personalmente avrei messo Ko de Mundo al posto di Linea gotica
(al primo attribuisco un'efficacia complessiva insuperata nei dischi
successivi), ma nella discografica dei CSI dove peschi peschi bene.

Nei suggerimenti d'ascolto a Leonardo, aggiungo senza alcun dubbio:
Colosseum - Valentyne Suite (qui gli viene uno sturbo)
Caravan - In the Land of Grey and Pink (Nine Feet Underground, che se non
e'crollato con i Colosseum qui gli prende un infarto dalla commozione)
Soft Machine - Three. Forse IL disco da avere per comprendere fino a che
punto il pop (Moon in June!) e'riuscito ad assorbire, serbando un equilibrio
davvero magico nel caso di Wyatt e soci, qualsiasi istanza musicale gli sia
capitata affianco (qui c'e'un jazz reinventato e particolarissimo, davvero
"free" in senso proprio).
King Crimson - In the Court of the Crimson King o Lizard o Islands (cosi'
si ascolta Robert Fripp, anche se per il suo lato piu'minimalista e
architettonico dovrebbe rivolgersi ad altri dischi: Discipline puo'
essere un ottimo inizio).

--
Questo e'cio'che la musica e'per me: una delle maniere di dire che
l'universo in cui viviamo, che ci e'stato dato, e'grande e bello.
(John Coltrane)

Ciao,Alessandro.
[se vuoi spedirmi un'email, togli il poeta dall'indirizzo]

NeuRoTiX

unread,
Jul 26, 2001, 8:11:24 AM7/26/01
to
"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote in message news:<3JH77.2655$0Z1.1...@news.infostrada.it>...

> Forse sei tu che sei fuori luogo...

>Forse sei tu che sei fuori luogo...

Io potro' anche essere fuori luogo ma non mi sono ma permesso di dire
"basta" ad un compositore o ad un musicista qualsiasi cosa facesse -
che mi piaccia la sua musica o no; non mi sono mai permesso di
arrogarmi il diritto di giudicare una parte dei compositori odierni
come persone che non compongono con il cuore solo perche' non usano
gli strumenti tradizionali.
Inoltre non sono talmente sciocco e feticista da criticare i mezzi
(computer) utilizzati dai compositori per ottenere della musica anche
se non mi piace. Carissimo, perche' non ragioni allo stesso modo con
quelle composizioni fatte con strumenti acustici che non ti piacciono?
Se un brano per quartetto d'archi non ti dice nulla come mai non
affermi "i sentimenti si esprimono con l'anima non con gli archi"?

Il tuo post e' un'accozzaglia di luoghi comuni finalizzati alla piu'
bassa demagogia... e come tale infatti non manca la solita frasettina
del Mozart di turno, che sinceramente oramai ha rotto le scatole piu'
di jim morrison.

Ciao
Jenner

----(http://neurotix.com)----
----(jen...@neurotix.com)----

NeuRoTiX

unread,
Jul 26, 2001, 8:13:32 AM7/26/01
to
Leonardo Bignami <lbig...@tiscalinet.ch> wrote in message news:<0gjultk1fhmad6u4h...@4ax.com>...

>Ogni tanto sě. In questo caso, piů semplicemente, era il riportare
>un'esperienza personale, per tentare di comunicare meglio un'idea. Ma
>a quanto pare, data la risposta, non ci sono riuscito.

Forse Andrea intendeva dire che basta scrivere tonale per sentirsi
sicuri sia di aver parlato e sia di essere stati ascoltati.

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 26, 2001, 1:32:45 PM7/26/01
to

"NeuRoTiX" <jen...@neurotix.com> ha scritto nel messaggio
news:6a490c13.01072...@posting.google.com...
NON MI SONO ARROGATO UN BEL NIENTE HO SOLO ESPRESSO UNA MIA OPPINNIONE
PERSONALE!!!! E AL CONTRARIO DI CIÓ CHE STAI FACENDO HO ALMENO CERCATO DI
NON INSULTARE NESSUNO... una critica non deve per forza essere presa come
un'offesa.


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 26, 2001, 1:34:52 PM7/26/01
to

"NeuRoTiX" <jen...@neurotix.com> ha scritto nel messaggio
news:6a490c13.01072...@posting.google.com...
> Forse Andrea intendeva dire che basta scrivere tonale per sentirsi
> sicuri sia di aver parlato e sia di essere stati ascoltati.
>
> Ciao
> Jenner

Intendevo dire che dato che la musica é un linguaggio se questa non viene
compresa dagli altri é come parlare da soli...


Leonardo Bignami

unread,
Jul 26, 2001, 3:46:04 PM7/26/01
to
On 24 Jul 2001 23:36:42 -0700, jen...@neurotix.com (NeuRoTiX) wrote:

>La musica non ha altro cancro che le persone che ragionano come te.

>Puttanate romantiche.
>Quand'e' che vi ricacceranno nel secolo (il XIX) dal quale siete
>sbucati fuori?

>Anche tu alla ricerca del nuovo? Ma allora e' un vizio, ma che schifo,
>questa cultura moderna del nuovo...

>Altre puttanate romantiche.
>Come ho detto: tornatene nel tuo secolo, fatti esorcizzare e tornatene
>nel tuo secolo.

Secondo me sei stato troppo duro. Senza bisogno che tu debba essere
d'accordo con ogni sua parola, visto che però questi pensieri non sono
comunque una novità, e sono condivisi da milioni di persone, tra cui
decine di migliaia di musicisti professionisti, almeno si dovrebbe
cercare di capire -ripeto: senza bisogno di accondiscendere- le
ragioni che portano a questo tipo di idee. Trovo semplicistico e
riduttivo bollare i portavoce di queste idee come puttanieri romantici
che non capiscono nulla e non hanno cultura e intelligenza per capire
il nuovo. Non sono tutte parole tue, ma in parte sì, e cmq
sintetizzano molti degli "attacchi" ricevuti da chi, qui in IAMC, ha
provato a criticare la musica contemporanea.

Leonardo


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Leonardo Bignami

unread,
Jul 26, 2001, 3:50:53 PM7/26/01
to
On Thu, 26 Jul 2001 17:34:52 GMT, "Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it>
wrote:

>Intendevo dire che dato che la musica é un linguaggio se questa non viene


>compresa dagli altri é come parlare da soli...

Sono d'accordo con questa affermazione. Cosî come rilevo una
contraddizione in coloro che dicono che la musica la fanno per sé, e
poi cercano di farla eseguire in pubblico. Da questa affermazione però
si può partire (e già l'abbiamo fatto varie volte) con un'analisi
delle cause possibili per cui la musica non venga compresa dagli
altri. E ritengo che le cause siano molteplici, e non siano tutte
dalla parte di chi compone, così come non sono tutte dalla parte del
pubblico. D'altro lato, qui incontrerai gente che non vede neppure
problemi di alcun tipo, in quanto di concerti di contemporanea ce ne
sono parecchi, i CD vendono benissimo, i compositori hanno successo,
le sale sono belle piene, ed il pubblico applaude entusiasta. Queste
sono alcune delle obiezioni che io ho ricevuto quando ho provato a
esporre pensieri simili ai tuoi. Dunque con queste persone non
troverai accordo non solo con le tue idee, ma addirittura con la tua
stessa visione dei fatti. Io ho sempre ammesso che c'è comunque
contemporanea bella e interessante, e non necessariamente tra quella
più semplice ed orecchiabile per il pubblico. La tua posizione mi pare
invece ancora più estremista, forse più vicina a quella di Pacchioni
che alla mia, da quel poco che ho capito. Posso solo dirti "in bocca
al lupo"! Non è un tipo di idee che viene ben tollerato qui, per
quanto io capisca, in parte, i sentimenti da cui tali idee maturano (e
tuttavia, di solito, non condivido le soluzioni che quelli come
Pacchioni (e forse tu?) vogliono proporre).


Leonardo


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 26, 2001, 5:00:17 PM7/26/01
to

"Leonardo Bignami" <lbig...@tiscalinet.ch> ha scritto nel messaggio
news:0ss0mtcg1ctj3p4uj...@4ax.com...
Per "soluzioni di pacchioni" intendi comporre in stile barocco? Nemmeno io
cmq la ritengo una soluzione ma penso che possa essere un piccolissimo
inivio. Sarebbe bello poter applicare canoni barocchi ad altri generi
totalmente diversi... Mescolare gli stili... forse non sarebbe male...
invece che continuare a inventarne di nuovi... É come fare mille variazioni
su tema... la 1001 non avrá piú nulla dell'originale
>
> http://home.datacomm.ch/lennybignami/


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 26, 2001, 5:28:26 PM7/26/01
to

In pittura quasi tutti i grandi pittori delle nuove correnti d'avanguardia
(impressionisti, picasso ecc) Prima di cimentarsi in opere che all'inizio la
critica stroncó provarono a dipingere quadri che possono quasi esser
definiti d'accademia... Prima di scrivere il "concerto per ferri da calza"
(cit. da G.Bellavite) i compositori moderni si sono cimentati a scrivere
sonate per strumenti o cose che potrebbero essere definite d'accademia?


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 26, 2001, 5:44:42 PM7/26/01
to

"Leonardo Bignami" <lbig...@tiscalinet.ch> ha scritto nel messaggio
news:8v5tlt0kpbf6fi0lt...@4ax.com...
. Entro un attimo
> nel personale, perché come compositore il tema mi tocca personalmente:
> quando scrivo, non lascio al caso neppure un secondo di musica, ed
> ogni nota è, per fatica e intensità che tento di mettervi, una piccola
> goccia di sangue.
Leonardo

Ho appena ascoltato la tua Sonata per 2 pianoforti e percussioni... sentita
di notte con due gatte per casa che un po' giocano a nascondino e un po' si
pestano... be' devo dire che calzava a pennello... É senza dubbio migliore
di quelle ...cose.. che sono alla cemat... cmq... per quello che puó aver
capito un povero pianista che passa le sue giornate sul concerto italiano di
Bach e sull'Aurora di Beethoven (oltre che sulle sue composiozioni)... non é
malaccio anche se ne ho forse avvertito poco la struttura tematica, sempre
ammesso che vi fosse... nel II movimento il primo tema é piuttosto grazioso
ma non vi vedo nulla o quasi di Roccocó... data la data della composiozione
penso che tu l'abbia giá eseguita in pubblico... come é andata?

Leonardo Bignami

unread,
Jul 26, 2001, 7:14:07 PM7/26/01
to
On Thu, 26 Jul 2001 21:44:42 GMT, "Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it>
wrote:

>Bach e sull'Aurora di Beethoven (oltre che sulle sue composiozioni)... non é


>malaccio anche se ne ho forse avvertito poco la struttura tematica, sempre
>ammesso che vi fosse...

C'era, e credo sia proprio una delle cose più "complesse", se così si
può dire, del lavoro. Certo dipende da cosa intendi per tema, ma con
la partitura sotto mano non avrei alcuna difficoltà a mostrarti nota
per nota tutto il procedimento costruttivo.

>nel II movimento il primo tema é piuttosto grazioso
>ma non vi vedo nulla o quasi di Roccocó...

Beh, certo, non voleva essere la ripresa netta dello stile rococò.
Forse dovrei togliere quel termine, se può generare di questi dubbi.
Mi riferivo ad uno spirito un po' leggero e galante, senza troppe
pretese. Il temino usato è banalotto. Di cose così ne posso trovare
100 al giorno: è solo l'inizio di una parte sarcastica piuttosto
divertente (almeno spero), e il fatto che inizi così non è un caso. Il
perché lo si capisce in seguito...;-)

> data la data della composiozione
>penso che tu l'abbia giá eseguita in pubblico... come é andata?

No, non è stata ancora eseguita. Già è un miracolo che ci abbia messo
solo 3 anni prima di vederla eseguita. Avverrà l'anno prossimo verso
la primavera. Come andrà? Credo molto ma molto meglio di quanto senti
nel PC. E' il tipico pezzo fatto per essere eseguito in teatro (in
sala della cameristica) e pensato proprio per l'acustica di una sala
da teatro. So bene che suono, che effetto sarà prodotto, e non avrà
nulla a che vedere con quanto si sente da un PC. Sono convinto che
tanti che trovano il pezzo insignificante ascoltandolo qui, potrebbero
trovarlo molto bello ed emozionante ascoltandolo dal vivo. E questo
era il mio desiderio. Come ho detto, è più un pezzo d'effetto, col
desiderio di suscitare emozioni immediate e quasi carnali, fisiche,
nell'ascoltatore, che un pezzo di raffinatezz e maestria compositica.
Oltre alla didattica e provocatoria parte centrale. Se riuscirò in
questi intenti, potrò dirmi soddisfatto. Che poi si possano fare cose
più complesse ed elaborate musicalmente lo so bene anche io.

Grazie per avere ascoltato e per il tuo commento,

leonardo


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 27, 2001, 3:16:12 AM7/27/01
to

"Leonardo Bignami" <lbig...@tiscalinet.ch> ha scritto nel messaggio
news:br81mtombk432ouq1...@4ax.com...

. Il temino usato è banalotto. Di cose così ne posso trovare
> 100 al giorno

nessun ( o quasi ) tema puó ritenersi veramente banale. La cosa importante e
come si sa utilizzare il materiale tematico. Le variazioni Diabelli di
Beethoven (benché non mi facciano impazzire) sono cotrutite su un motivetto
da 4 soldi eppure a livello strutturale e formale sono eccezionali... LvB ha
saputo mettere sotto i raggi x il valzeretto di D e lo ha fatto evolvere in
maniera geniale... Per contro la Sinfonia n4 di Brahms (compositore che
ritengo sopravvalutato dalla critica) ha uno dei piú bei temi che siano mai
stati scritti perfettamente al pari di An die Freude di
LvB... ma come disse Malher in proposito: "La sua debolezza sono i cosí
detti "sviluppi", Brhams spesso non sa che farsene dei suoi temi spesso
bellissimi, ma del resto solo Beethoven e Wagner l'hanno saputo"...e poi se
un tema é proprio banale c'é uno dei piú importanti e versatili strumenti
compositivi a nostra disposizione: la variazione...
rimane il fatto che certi motivetti Sono banali ma talvolta possono essere
proprio i piú utili per determinati scopi...un compositore dovrebbe come
minimo riportare tutto ció che gli passa per la testa, bello o brutto che
sia...poi quando e il momento di comporre basterebbe cercare la cosa giusta
senza darsi tanta pena... Un DataBase musicale o qualcosa del genere... io
nel mio piccolo faccio cosí e (benché abbia ormai spartiti ovunque) lo trovo
molto utile perché spesso mi rendo conto, quando mi blocco, che una cosa o
un passaggio di un pezzo di per se bruttino inserito in un diverso contesto
é perfetto...
Ho preso spunto dalla tua frase per quasta divagazione forse un po'
esagerata... mi piacerebbe comunque avere un tuo parere in proposito...
ciao
Andrea


Marco Trapanese

unread,
Jul 27, 2001, 3:25:33 AM7/27/01
to
scusa, ti spiacerebbe (come già suggerito da altri in questo stesso thread,
ammesso che possiamo definirlo così...) evitare di cambiare il subject a
ogni risposta ?

grazie!
Marco Trapanese

"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:0z887.9605$0Z1.3...@news.infostrada.it...

NeuRoTiX

unread,
Jul 27, 2001, 3:39:42 AM7/27/01
to
Leonardo Bignami <lbig...@tiscalinet.ch> wrote in message
news:<pcs0mt0tvjv82flg3...@4ax.com>...

>Secondo me sei stato troppo duro.

Perche'? Forse perche' nel 2001 mi sono oramai rotto di sentire le
fesserie del XIX secolo?
E anche non fossero fesserie devo allora comprendere che razza di
utilita' hanno frasi pregne di un'arroganza tipica da
centro-sociale-okkupato: "basta quindi con questi compositori di
musica elettronica, compositori di rumori armonici" sembrano frasi
venute fuori dagli striscioni di un corteo.
Chi non ha rispetto per gli altri non stia a chiederlo per se
stesso... se ad Andrea non piace certa musica si limiti a non
considerarla senza sbucarsene con una propaganda che invece e' pure un
po' offensiva verso chi invece gradisce il genere o, addirittura, lo
fa.
Ad esempio tu sai che non mi piacciono i minimalisti ma prima di farmi
propagandare "basta con i compositori minimalisti" mi devi scorticare
vivo (e non e' nemmeno detto che tu ottenga di farmelo dire).

Inoltre, che Andrea lo sia o no, trovo profondamente idiota criticare
i mezzi (qualsiasi essi siano): "i sentimenti si esprimono con l'anima
non con il computer" frase identica a quelle che taluni rivolgono
verso internet. Non c'e' intelligenza in questa frase, c'e' solo
un'atteggiamento proprio della cultura da quiz televisivo, da
programma serale della carra'.
La realta' e' che si puo' utilizzare qualsiasi mezzo per produrre
musica ma se chi ci sta dietro non ha capacita' non ci sara' verso di
produrre qualcosa di buono... non basta l'organo o il flauto o la
fisarmonica o il violoncello.... ad Andrea basta questo?

E la frase "creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento
davvero insostituibile per comporre e che si chiama CUORE"??? Bella
mentalita' romantica... peccato solo che quando si compone lo si fa
sopratutto con il cervello (uh! ma una volta la musica non era una
scienza?...); si cerca di farlo bene e magari possiamo identificare il
"farlo bene" con l'uso del cuore... e se pensiamo questo la frase
ricade di nuovo in una mancanza di rispetto verso gli altri musicisti
dato che implicitamente si intende dire che i compositori
contemporanei non usano il cuore, cosa che Andrea non puo' sapere.

>e sono condivisi da milioni di persone

Tu Leonardo lo sai che non me ne frega nulla di quanto un pensiero e'
appoggiato dalla gente.
Intanto io il mio pensiero lo so difendere da solo mentre quello che
si e' potuto leggere nel post di Andrea si difende con la
"condivisione di milioni di persone".
Se voglio venire incontro a milioni di persone mi rimetto a fare
musica techno che sicuro mi da modo di raggiungere un pubblico che
nella stragrande maggioranza dei casi e' piu' aperto all'ascolto di
come non lo siano certo pubblico della "musica colta"...
Alla musica classica - parere mio personalissimo - manca sopratutto
*quel* tipo di pubblico, quello con cui ho ballato e per cui ho
scritto brani pochi anni fa, estremamente aperto alle novita'.

>Trovo semplicistico e riduttivo bollare i portavoce di queste
>idee come puttanieri romantici che non capiscono nulla e non
>hanno cultura e intelligenza per capire il nuovo.

Hai letto le risposte che fornisce? Elude costantemente tutto cio' che
potrebbe far traballare la sua posizione.
Cultura e intelligenza a casa mia non si dimostrano avendo poco
rispetto degli altri, non si dimostrano facendo una bassa propaganda e
non si dimostrano facendo le crociate contro i mezzi moderni.
Questa e' superficialita'... e superficialita' e' quella che ho letto
nelle risposte di Andrea.

>criticare la musica contemporanea.

Io la musica contemporanea la critico e lo sai benissimo... ma la
critico da persona che la conosce (forse non quanto vorrei) e non da
pigro romantico che rimpiange una bucolica esistenza nel secolo XIX
dove tutto era bello per definizione (e l'elevatissima mortalita'
infantile, il tifo, il colera, la consunzione e tutte queste cose
belle che quel gran maiale bastardo del progresso tecnologico ci ha
tolto).

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 27, 2001, 4:45:23 AM7/27/01
to

"NeuRoTiX" <jen...@neurotix.com> ha scritto nel messaggio
news:6a490c13.01072...@posting.google.com...

IO non rimpiango un bel niente, esprimo pubblicameni mie oppinnioni
personali che criticano certune correnti musicali contemporanee e poiché
penso che internet sia un luogo libero mi ritendo autorizzato a dire ció che
mi pare, visto che nelle mie affermazioni non vi sono insulti ma bensí
critiche forse anche un poco costruttive... e non sará di certo un tipetto
come te a mettermi a tacere... io posso non condividere le tue oppinnioni ma
le rispetto e ti pregherei di fare altrettanto. Per tua disgrazia qualche
millennio fa hanno inventato una cosa davvero scomoda: la democrazia
Domanda e io rispondo...visto che eludo non so cosa domanda io sono qui.
P.S.
<Mozart puó dire quello che gli pare...quando vedo persone come te mi viene
voglia di scrivere musica ancora piú torta di quanto non sia giá>

Mozart puó dire ció che gli pare é vero e tu puoi scrivero quello che vuoi,
liberissimo di farlo, ma la musica di Mozart é Tre secoli che viene
ascoltata e venduta in tutto il mondo si puó forse dire altrettanto della
tua?
O forse quelli che ascoltano mozart sono dei poveri imbecilli, un popolino
di ignoranti, surrogato della plebs, che non ha le facoltá intellettive per
capire la tua musica? Anche se uno puó capirti non é automatico che
condivida...

PP.S dei centri socali farai parte tu!

ppp.s Chi non ha rispetto per gli altri non stia a chiederlo per se
stesso...


Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 27, 2001, 4:54:38 AM7/27/01
to

>
> "NeuRoTiX" <jen...@neurotix.com> ha scritto nel messaggio
> news:6a490c13.01072...@posting.google.com...

> > >criticare la musica contemporanea.


> >
> > Io la musica contemporanea la critico e lo sai benissimo... ma la
> > critico da persona che la conosce (forse non quanto vorrei) e non da
> > pigro romantico che rimpiange una bucolica esistenza nel secolo XIX
> > dove tutto era bello per definizione (e l'elevatissima mortalita'
> > infantile, il tifo, il colera, la consunzione e tutte queste cose
> > belle che quel gran maiale bastardo del progresso tecnologico ci ha
> > tolto).
> >
> > Ciao
> > Jenner
> >

ei genio e tu la conosci la "musica colta" che sebri odiare cosí tanto? Hai
mai analizzato un pezzo? Sei mai stato per piú di 3/4 d'ora incollato alla
poltrona ad ascoltare una sinfonia e a cercare di capirla? Quanti
compositori di classica conosci veramente bene (intendo + di 3/ delle opere)
e quanti ne conosci in tutto? Non é che per caso anche tu sei un poco
superficiale e spari giudizi a priori? Cosa ne sai nel movimento romantico
che strombazzi tanto?
ciao
Andrea


Leonardo Bignami

unread,
Jul 27, 2001, 5:33:13 AM7/27/01
to
On Fri, 27 Jul 2001 07:16:12 GMT, "Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it>
wrote:

>nessun ( o quasi ) tema puó ritenersi veramente banale.


> La cosa importante e
>come si sa utilizzare il materiale tematico.

Questo è indubbio. Ciò non toglie che uno possa avvertire un tema come
banale o semplice per il suo carattere, mentre altri, anche in totale
solitudine, si presentano già come qualcosa di più interessante.

>Le variazioni Diabelli di
>Beethoven (benché non mi facciano impazzire) sono cotrutite su un motivetto
>da 4 soldi eppure a livello strutturale e formale sono eccezionali...

Così dicono. A me purtroppo non piacciono.

> LvB ha
>saputo mettere sotto i raggi x il valzeretto di D e lo ha fatto evolvere in
>maniera geniale... Per contro la Sinfonia n4 di Brahms (compositore che
>ritengo sopravvalutato dalla critica) ha uno dei piú bei temi che siano mai
>stati scritti perfettamente al pari di An die Freude di
>LvB...

quest'ultimo per me è un tema banalotto. E' quello che c'è attorno che
non lo è.

>ma come disse Malher in proposito: "La sua debolezza sono i cosí
>detti "sviluppi", Brhams spesso non sa che farsene dei suoi temi spesso
>bellissimi, ma del resto solo Beethoven e Wagner l'hanno saputo"...

Non sono per nulla d'accordo con questa tua affermazione. Credo che
Brahms, dopo Beethoven, sia stato il più geniale "sviluppatore".

>e poi se
>un tema é proprio banale c'é uno dei piú importanti e versatili strumenti
>compositivi a nostra disposizione: la variazione...

Ma scusa. Il titolo che hai dato al thread è: "Temi banali? Mai (o
quasi)". E qui su dici: "se un tema é proprio banale c'é uno dei piú
importanti e versatili strumenti...". In ciò intravedo una
contraddizione in termini, perché da un lato fai un post con
l'obiettivo di smentire la banalità di qualsiasi tema musicale
("nessun ( o quasi ) tema puó ritenersi veramente banale", hai detto),
ma poi a supporto delle tue affermazioni presenti una condizione ( "se
un tema é proprio banale c'é uno dei piú importanti...") che contiene
in sé uno degli elementi che tenti di negare. E più su ancora parli di
"bei temi": anche questo non ha secondo me molto senso, perché se un
tema non può essere banale o brutto, non può neppure essere bello.
L'ammissione dell'esistenza del bello presuppone infatti il
riconoscimento (almeno a livello soggettivo) dell'esistenza del
brutto.

> La cosa importante e
>come si sa utilizzare il materiale tematico.

Ma su questo non c'è dubbio.

>rimane il fatto che certi motivetti Sono banali

ma allora perché fai un thread di questo tipo, con questo titolo e lo
inizi dicendo (?):


>nessun ( o quasi ) tema puó ritenersi veramente banale.

>ma talvolta possono essere


>proprio i piú utili per determinati scopi...un compositore dovrebbe come
>minimo riportare tutto ció che gli passa per la testa, bello o brutto che
>sia...poi quando e il momento di comporre basterebbe cercare la cosa giusta
>senza darsi tanta pena...

Col dovuto rispetto, mi sembra che tu la stia facendo un po' facile...

>Un DataBase musicale o qualcosa del genere... io
>nel mio piccolo faccio cosí e (benché abbia ormai spartiti ovunque) lo trovo
>molto utile perché spesso mi rendo conto, quando mi blocco, che una cosa o
>un passaggio di un pezzo di per se bruttino inserito in un diverso contesto
>é perfetto...

questo è indubbio.

>Ho preso spunto dalla tua frase per quasta divagazione forse un po'
>esagerata... mi piacerebbe comunque avere un tuo parere in proposito...

Ti ho risposto, anche se ho avuto, come hai visto, qualche problema
nel seguire il senso del discorso.

Ciao,

Leonardo

Paolo Tramannoni

unread,
Jul 27, 2001, 6:12:00 AM7/27/01
to
Neurotix wrote:

/snippissimo/

Dove lo vuoi un bacio?

Leonardo Bignami

unread,
Jul 27, 2001, 7:05:50 AM7/27/01
to
On 27 Jul 2001 00:39:42 -0700, jen...@neurotix.com (NeuRoTiX) wrote:

>Perche'? Forse perche' nel 2001 mi sono oramai rotto di sentire le
>fesserie del XIX secolo?

No, non per quello.

>E anche non fossero fesserie devo allora comprendere che razza di
>utilita' hanno frasi pregne di un'arroganza tipica da
>centro-sociale-okkupato: "basta quindi con questi compositori di
>musica elettronica, compositori di rumori armonici" sembrano frasi
>venute fuori dagli striscioni di un corteo.

Non le condivido neppure io.

>Chi non ha rispetto per gli altri non stia a chiederlo per se
>stesso... se ad Andrea non piace certa musica si limiti a non
>considerarla senza sbucarsene con una propaganda che invece e' pure un
>po' offensiva verso chi invece gradisce il genere o, addirittura, lo
>fa.

Ognuno ha il diritto di dire quello che pensa. Basta che lo motivi.

>Ad esempio tu sai che non mi piacciono i minimalisti ma prima di farmi
>propagandare "basta con i compositori minimalisti" mi devi scorticare
>vivo (e non e' nemmeno detto che tu ottenga di farmelo dire).

Certo, ma se tutte le volte che vai ad ascoltare musica contemporanea
si presentassero quasi solo minimalisti, forse lo diresti.

>Inoltre, che Andrea lo sia o no, trovo profondamente idiota criticare
>i mezzi (qualsiasi essi siano): "i sentimenti si esprimono con l'anima
>non con il computer" frase identica a quelle che taluni rivolgono
>verso internet. Non c'e' intelligenza in questa frase, c'e' solo
>un'atteggiamento proprio della cultura da quiz televisivo, da
>programma serale della carra'.

Quello gliel'ho criticato pure io.

>E la frase "creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento
>davvero insostituibile per comporre e che si chiama CUORE"??? Bella
>mentalita' romantica... peccato solo che quando si compone lo si fa
>sopratutto con il cervello (uh! ma una volta la musica non era una
>scienza?...);

andiamo, questa è una polemica inutile. Basta sforzarsi di capire cosa
uno vuol dire.

>si cerca di farlo bene e magari possiamo identificare il
>"farlo bene" con l'uso del cuore... e se pensiamo questo la frase
>ricade di nuovo in una mancanza di rispetto verso gli altri musicisti
>dato che implicitamente si intende dire che i compositori
>contemporanei non usano il cuore, cosa che Andrea non puo' sapere.

Non so se lo sa. A me interessa pormi il problema del perché in così
tanti hanno verso la musica contemporanea questo tipo di pensiero. E
anche in passato qui ho tentato di analizzarne le cause. Giustificare
il tutto con una demenza collettiva è un errore. Sai come la penso a
tal proposito. Non è che solo per il fatto che non se ne discute più
il mio pensiero in merito sia cambiato.

>>e sono condivisi da milioni di persone
>
>Tu Leonardo lo sai che non me ne frega nulla di quanto un pensiero e'
>appoggiato dalla gente.

Neanche per me è una condizione sufficiente per cambiare opinione, ma
non posso neppure ignorarla senza pormi un problema.

>Se voglio venire incontro a milioni di persone mi rimetto a fare
>musica techno

Provaci invece facendo musica "colta". Quella è la sfida. Soddisfare
te stesso e soddisfare gli altri. Partire con quella disposizione
mentale, e vedere cosa tiri fuori. Da quel che ho capito con la tecno
ci provi. Si tratta solo di cambiare genere, senza cambiare spirito.

>che sicuro mi da modo di raggiungere un pubblico che
>nella stragrande maggioranza dei casi e' piu' aperto all'ascolto di
>come non lo siano certo pubblico della "musica colta"...

Se ti riferisci al pubblico dell'opera (che per default si ferma
solitamente all'800) o della classica "classica" (Mozart, Haydn, ecc)
sono d'accordo con te che non ci sono molte speranze che capiscano e
apprezzino la musica contemporanea, anche se validissima. Tuttavia ho
conosciuto personalmente decine di persone (e so per certo che sono
migliaia) che capiscono ed amano la musica fino al 1940-50 (o anche
oltre se si tratta di Britten, Shostakovic, ecc.) mentre dopo si
bloccano (con l'avanguardia). Evidentemente dopo quella data qualcosa
è successo. E come ho avuto modo di dire altre volte, dopo che uno ha
ascoltato 100 concerti di contemporanea, e vi ha trovato sì e no 4
pezzi di valore (dal suo punto di vista), è normale che magari gli
passi la voglia di continuare a ricercare. In fondo chi glielo fa
fare? Io almeno in parte lo capisco e lo giustifico.

>Alla musica classica - parere mio personalissimo - manca sopratutto
>*quel* tipo di pubblico, quello con cui ho ballato e per cui ho
>scritto brani pochi anni fa, estremamente aperto alle novita'.

Vedi su.

>Hai letto le risposte che fornisce? Elude costantemente tutto cio' che
>potrebbe far traballare la sua posizione.

Ma, non so. Finora mi sembra che non siamo riusciti ad entrare ancora
nel dialogo in modo approfondito. Vedremo come si svilupperà la cosa.
Da parte mia mi terrò cmq piuttosto in disparte, perché non ho voglia
di ripetere ancora le stesse cose.

>Cultura e intelligenza a casa mia non si dimostrano avendo poco
>rispetto degli altri, non si dimostrano facendo una bassa propaganda e
>non si dimostrano facendo le crociate contro i mezzi moderni.
>Questa e' superficialita'... e superficialita' e' quella che ho letto
>nelle risposte di Andrea.

Ci sono tanti modi per essere superficiali. Qualcuno potrebbe anche
obiettare che l'ignorare le reazioni di milioni di persone e migliaia
di musicisti sia uno di questi.

>Io la musica contemporanea la critico e lo sai benissimo... ma la
>critico da persona che la conosce (forse non quanto vorrei) e non da
>pigro romantico che rimpiange una bucolica esistenza nel secolo XIX
>dove tutto era bello per definizione (e l'elevatissima mortalita'
>infantile, il tifo, il colera, la consunzione e tutte queste cose
>belle che quel gran maiale bastardo del progresso tecnologico ci ha
>tolto).

Questo è un altro discorso ancora. Come sai, io riesco a vivere in un
sereno limbo a metà strada tra le tue idee e quelle di gente come
Pacchioni e Andrea :-) Forse per questo sono più disposto ad
ascoltarli e comprendere le loro ragioni. Cmq "comprendere" non vuol
dire "essere d'accordo".

Ciao,

Leonardo

NeuRoTiX

unread,
Jul 27, 2001, 9:19:18 AM7/27/01
to
"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote in message
news:<DS987.9916$0Z1.3...@news.infostrada.it>...

>IO non rimpiango un bel niente, esprimo pubblicameni mie oppinnioni
>personali che criticano certune correnti musicali contemporanee

E fino a qui non ho assolutamente nulla da ridire.
Penso che i miei post siano stati abbastanza chiari in questo senso e
che fosse ovvio che non sto difendendo la contemporanea (in verita'
ancora non ho parlato di musica); contrasto invece i luoghi comuni che
nei tuoi post finora non sono mancati, contrasto certi atteggiamenti
superficiali (se fare la crociata ai mezzi usati per produrre musica
non e' superficiale allora non so proprio piu' che cosa lo possa
essere).

>penso che internet sia un luogo libero mi ritendo autorizzato a dire
>ció che mi pare, visto che nelle mie affermazioni non vi sono insulti
>ma bensí critiche forse anche un poco costruttive...

La liberta' e' anche il non toglierla agli altri.

>e non sará di certo un tipetto come te a mettermi a tacere...

E chi vuole farti tacere?
Io e te possiamo benissimo parlare a patto di non basare il dialogo su
luoghi comuni o discorsetti superficiali specialmente perche', anche
ne venisse fuori una discussione interessante, il solo cercare di
andare oltre questi (e quindi giungere ad una fase propositiva)
esaurirebbe completamente le forze (e lo dico perche' non e' certo la
prima volta che si vedono di queste cose sul NG).

>io posso non condividere le tue oppinnioni

A me non interessa veder condivise le mie opinioni.

>ti pregherei di fare altrettanto.

Non appena leggero' una tua opinione la rispettero'. Finora ho visto
solo due cose: una piu' o meno celata campagna contro la CEMAT e una
persona che non mette in gioco le sue affermazioni in quanto ritiene a
priori di dire e pensare il giusto.

Nota: Io non ho nulla a che fare con la CEMAT... anzi, sarebbe
piuttosto interessante sapere perche' ti interessa costantemente
puntualizzare che la qualita' del materiale che rende disponibile e'
pessima. T'hanno fatto qualcosa?

>Mozart puó dire ció che gli pare é vero e tu puoi scrivero quello che
vuoi,
>liberissimo di farlo, ma la musica di Mozart é Tre secoli che viene
>ascoltata e venduta in tutto il mondo si puó forse dire altrettanto
della
>tua?

Quindi e' dal 1701 che eseguono Mozart?
Comunque no, non si puo' proprio dire che la mia musica e' tre secoli
che viene eseguita... penso dipenda dal fatto che non sono nato
sufficientemente in anticipo.

>O forse quelli che ascoltano mozart sono dei poveri imbecilli, un
>popolino di ignoranti, surrogato della plebs, che non ha le facoltá
>intellettive

La maggior parte delle persone che ascoltano Mozart non lo capisce...
questa e' un certezza. A partire da quelli che lo "usano" come
medicina per diventare intelligenti, a quelli che ne colgono solo un
aspetto superficiale (basta che sia musica tonale e va bene tutto), a
quelli che lo ascoltano per darsi spessore sociale... e solo con
queste 3 categorie abbiamo gia' dato una sostanziosa scremata al
pubblico.

>Anche se uno puó capirti non é automatico che condivida...

La mia musica non esprime pareri che vanno o meno condivisi; non
esprime concetti poetici o filosofici che possono o meno essere
capiti... la mia e' musica e basta.

>PP.S dei centri socali farai parte tu!

Tu leggi poco attentamente: non ti ho detto che fai parte dei centri
sociali ma che le tue affermazioni sembrano provenire dai centri
sociali.

>ppp.s Chi non ha rispetto per gli altri non stia a chiederlo per
>se stesso...

Perfettamente daccordo... vedi che se vuoi possiamo comunicare? :D

>ei genio

Non sono un genio.

>e tu la conosci la "musica colta" che sebri odiare cosí tanto?

Scusa, cos'e' che odierei io?

>Hai mai analizzato un pezzo? Sei mai stato per piú di 3/4 d'ora
incollato
>alla poltrona ad ascoltare una sinfonia e a cercare di capirla?
Quanti
>compositori di classica conosci veramente bene (intendo + di 3/ delle
>opere) e quanti ne conosci in tutto?

Uh! che facciamo, a chi ce l'ha piu' lungo e duro?

>Non é che per caso anche tu sei un poco superficiale e spari giudizi
a
>priori?

Su cosa? Sulla musica del periodo romantico intendi? Sai, se hai
inteso che io stia sparando giudizi sulla musica (di qualsiasi
periodo) penso che dovrai rileggerti quanto ho scritto perche' la
musica non l'ho assolutamente toccata.
Ribadisco: io sto criticando dei concetti ben precisi da te espressi,
concetti che sono extra-musicali ma che pretendi di rendere musicali
(non e' che sia colpa tua, in fin dei conti e' un lascito del modo di
pensare tipico del romanticismo... la musica che esprime la poesia che
e' fatta con il cuore che accarezza l'anima...). Della musica, di
qualsiasi periodo, non sto praticamente parlando, non l'ho toccata.
Hai inteso questo? Si? E allora hai inteso male.

>Cosa ne sai nel movimento romantico che strombazzi tanto?

Da periodo e' diventato movimento? Ammazza! Speriamo non comincino a
fare gli attentati!

Comunque, carissimo, del romanticismo critico essenzialmente il
polpettone di concetti extra-musicali davanti ai quali si voleva (e
anche oggi alcuni vogliono ancora) far inchinare la musica. Peccato
che tale pensiero permetta all'ascoltare anche di perdere la quasi
totalita' del lavoro del compositore accontentandosi spesso di pure
sensazioni superficiali ingrassate di elucubriazioni filosofiche.
La bellezza di una musica dove sta? Sta forse nella quantita' di
farcitura extra-musicale che riusciamo a ficcarci dentro?
La risposta a questa domanda e' un "Si" prendendo ad esempio la
maggior parte del pubblico che corre dietro ai vari Mozart, Beethoven
e Chopin ma che della loro musica pochissimo e' quello che non si
butta alle spalle.
Se non lo avessi inteso e' proprio questo che critico anche nelle tue
affermazioni.

Parecchia musica contemporanea ha il solo "neo" di non dare il
contentino superficiale da farcire "alla romantica" ma e' comunque
musica grandiosa. Berg, Webern, Messiaen, Bartok, Kodaly ma anche
Berio, Ligeti, Donatoni, Eötvös, Maderna ha fin troppo spesso solo
questa "mancanza" benche' ognuno di questi abbia composto musica
grandiosa.
Hanno sbagliato a non colmare questa mancanza forse? E perche'? Che
senso ha vendere il pane a chi lo annusa solamente? Il pane va
mangiato se no va sprecato.

Il Negromante

unread,
Jul 27, 2001, 10:56:16 AM7/27/01
to
In article <6a490c13.01072...@posting.google.com>, NeuRoTiX,
jen...@neurotix.com says...

> Non appena leggero' una tua opinione la rispettero'. Finora ho visto
> solo due cose: una piu' o meno celata campagna contro la CEMAT

Ma cos'è la CEMAT?

Andrea Sangiacomo

unread,
Jul 27, 2001, 2:02:40 PM7/27/01
to

"Il Negromante" <eugenio...@mo.nettuno.it> ha scritto nel messaggio
news:MPG.15cb9f7f...@News.CIS.DFN.DE...

> > Ma cos'è la CEMAT?

Centri Musica Arte TEcnologia...
un ente di promozione per la musica contemporanea...
funge anche da banca dati con le biografie e le opere di moltissimi
compositori contemporanei...
www.cematitalia.it


Marco Marcelli

unread,
Jul 27, 2001, 2:10:10 PM7/27/01
to

NeuRoTiX wrote:

> La maggior parte delle persone che ascoltano Mozart non lo capisce...
> questa e' un certezza.

Mi narri da dove giunge questa certezza?


--
===========================
Marco Marcelli - Genova
marc...@libero.it
===========================

Il Negromante

unread,
Jul 27, 2001, 2:41:06 PM7/27/01
to
In article <41i87.12619$0Z1.4...@news.infostrada.it>, Andrea
Sangiacomo, l...@libero.it says...

> Centri Musica Arte TEcnologia...

grazie

Paolo Tramannoni

unread,
Jul 28, 2001, 6:11:43 AM7/28/01
to
In article <_X%77.8319$0Z1.2...@news.infostrada.it>, "Andrea
Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote:

> i compositori moderni si sono cimentati a scrivere
> sonate per strumenti o cose che potrebbero essere definite d'accademia?

Ma no! Lo sanno tutti che i compositori moderni non hanno arte né parte,
e che scrivono così solo perché non hanno orecchio.

Ok, a parte scherzi... Purtroppo sì. Per fortuna se ne sono vergognati,
e rintracciare questi lavori non è mai facile. Ho ascoltato parti de "La
lampara" di Donatoni (allievo di Pizzetti e Liviabella, cioè degli
accademici che più accademici non si può), che mostrano un buon mestiere
ma niente più, ed è stato giustamente dimenticato.

Maderna, da buon musicologo (e allievo di Malipiero) si è dedicato a
lungo allo studio dei compositori antichi, componendo a sua volta una
gran quantità di contrappunti in stile severo. Da qualche parte ho letto
che imponeva questo esercizio anche ai suoi "allievi" (tra cui Donatoni).

Berio non ha mai smesso di maneggiare materiali "accademici" (che
accademici, nelle sue mani, non sono, come del resto non è accademica la
pittura degli esordi di Picasso). Immagino tu abbia ascoltato i Folk
Song (tonalissimi! ma con una bella balestra da camion, che è peggio dei
ferri da calza...), gli arrangiamenti di canzonette dei Beatles, e il
tempo di Sinfonia costituito da ritagli di materiali della tradizione.

Boulez è un efficientissimo disintegratore di documenti, dato che ha
cancellato buona parte delle cose che ha scritto. Ma il suo primo premio
di armonia al Conservatorio di Parigi dovrebbe essere spia di una
discreta assiduità con i classici e i metodi di composizione
tradizionali.

Di Stokhausen non saprei dire, ma ci sono delle opere per coro tonali -
anche se non proprio accademiche - scritte mentre metteva mano al
progetto Licht, che sono di una dolcezza, una forza e una bellezza
uniche. (Chöre für Doris, forse si intitola?)

Nell'ultimo periodo, Castiglioni aveva recuperato la tonalità,
dimostrando una notevole destrezza con quei materiali. Immagino che ci
avesse lavorato parecchio anche in gioventù.

Eccezione, forse perché viene da un'altra epoca, Petrassi: le sue opere
"accademiche" (i primi concerti per orchestra, le due opere) sono
straordinarie, e con quelle ha costruito il suo successo.

Andrea, ti ringrazio per questa domanda, perché mi hai fatto tornare
giovane. Ero impegnato in questo tipo di polemica a quattordici anni, ai
tempi del primo liceo, ma vedo che il tempo non passa mai.

Ciao,
Paolo

PS: Per favore, piantala con il cambio continuo di oggetto. I tuoi
messaggi stanno proliferando come l'edera.

NeuRoTiX

unread,
Jul 28, 2001, 10:23:44 AM7/28/01
to
On Fri, 27 Jul 2001 18:10:10 GMT, Marco Marcelli <marc...@libero.it> wrote:

>> La maggior parte delle persone che ascoltano Mozart non lo capisce...
>> questa e' un certezza.
>Mi narri da dove giunge questa certezza?

Nasce in massima parte da quel che c'era scritto sotto a quello che hai quotato
del mio post. Te lo riporto di nuovo:


<<A partire da quelli che lo "usano" come medicina per diventare intelligenti, a
quelli che ne colgono solo un aspetto superficiale (basta che sia musica tonale
e va bene tutto), a quelli che lo ascoltano per darsi spessore sociale.>>

Se poi non credi a quel che ti dico fai un giro a vedere quanti CD con musiche
di Mozart ci sono venduti come medicinali: quando vendi un CD scrivendoci sopra
che e' contro lo stress o per rilassarti o per avere maggior concentrazione
durante lo studio, stai implicitamente dichiarando che quel CD e' un medicinale.
Per quanto riguarda il cogliere solo un'aspetto superficiale dei brani ti
rimando alle decine di thread dove sia io che te abbiamo partecipato... c'e'
tanto di quel materiale gia' scritto che non c'e' bisogno che ne aggiungo.
Per l'ultimo punto basta guardare la gente in sala da concerto... per non
parlare di quelle persone che comprano un paio di CD di Mozart o Beethoven
perche' "impreziosiscono" la collezione di CD e insieme mostrano agli altri come
sei aperto musicalmente... un CD di er piotta vicino al requiem di Mozart e' il
massimo... chi non potrebbe dire che non sei "una persona che ama divertirsi con
gli amici ma che sa anche ascoltare gli altri e che dietro un'aspetto forse un
po' duro in realta' si nasconde una persona sensibile e profonda"?!?!

Ciao
Jenner

----( jen...@neurotix.com )----
----( http://neurotix.com )----

NeuRoTiX

unread,
Jul 28, 2001, 10:23:48 AM7/28/01
to
On Fri, 27 Jul 2001 16:56:16 +0200, Il Negromante
<eugenio...@mo.nettuno.it> wrote:

>Ma cos'è la CEMAT?

Lasciami indovinare: e' uscita una legge che vieta a chi ha il cognome che
comincia con la "A" di usare i motori di ricerca! :D

Il Negromante

unread,
Jul 28, 2001, 11:24:22 AM7/28/01
to
In article <2865mts3rhrmea67j...@4ax.com>, NeuRoTiX,
jen...@neurotix.com says...

> Lasciami indovinare: e' uscita una legge che vieta a chi ha il cognome che
> comincia con la "A" di usare i motori di ricerca! :D

prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
:)

Giacomo Andreola

unread,
Jul 28, 2001, 3:57:53 PM7/28/01
to
"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> ha scritto:

>Prima di scrivere il "concerto per ferri da calza"
> (cit. da G.Bellavite) i compositori moderni si sono cimentati a scrivere
> sonate per strumenti o cose che potrebbero essere definite d'accademia?

Prima di sparare a destra e a manca, non era forse il caso che tu
verificassi personalmente questa cosa?
Hai in mente le prime composizioni di Schoenberg o di Webern (tanto per
partire da lontano)?
O le cadenze per i concerti per piano di Mozart di Stockhausen?

Ciao
Giacomo
PS in tanti ti supplicano di imparare a rispondere non iniziando un nuovo
thread, ma di continuare quello già iniziato. E' così difficile?


Paolo Tramannoni

unread,
Jul 28, 2001, 5:13:48 PM7/28/01
to
In article <5PE87.18658$0Z1.6...@news.infostrada.it>, "Giacomo
Andreola" <giacomo....@libero.it> wrote:

> O le cadenze per i concerti per piano di Mozart di Stockhausen?

Io ho ascolto quella per il concerto per clarinetto e orchestra, ma
queste non le ho mai sentite. Mi incuriosiscono molto. C'è qualche
incisione in giro?

Ah, se invece che agli acidi Stockie si fosse dato alla direzione
d'orchestra...

Ciao,
Paolo

Giacomo Andreola

unread,
Jul 29, 2001, 4:12:07 AM7/29/01
to

"Paolo Tramannoni" <> ha scritto

"Giacomo Andreola" wrote:
>
> > O le cadenze per i concerti per piano di Mozart di Stockhausen?
>
> Io ho ascolto quella per il concerto per clarinetto e orchestra, ma
> queste non le ho mai sentite. Mi incuriosiscono molto. C'è qualche
> incisione in giro?

Quelle cadenze le ho sentite molti anni fa alla radio. Forse da un concerto
dal vivo mai registrato...
Da allora cominciai a prendere su serio anche Stockhausen.

Ciao
Giacomo


Paolo Tramannoni

unread,
Jul 29, 2001, 5:52:02 AM7/29/01
to
In article <rzP87.20043$0Z1.7...@news.infostrada.it>, "Giacomo
Andreola" <giacomo....@libero.it> wrote:

> Quelle cadenze le ho sentite molti anni fa alla radio. Forse da un
> concerto dal vivo mai registrato...
> Da allora cominciai a prendere su serio anche Stockhausen.

La formazione tecnica di Stockhausen è una delle più solide in
circolazione (e "accademicamente" corretta: essendo forgiata al
Conservatorio di Parigi e all'Università di Bonn, tant per dare un tocco
di ufficialità). Come lo è la sua incredibile apertura e capacità di
assimilazione di matriali eterogenei, da Mozart ai minimalisti (il suo
assistente didattico, per lunghi anni, è stato il sudafricano Kevin
Volans, alfiere della "nuova semplicità").

Purtroppo, di questa fortissima personalità in Italia è arrivato poco,
con la quasi totale assenza di traduzioni dai suoi numerosissimi scritti
teorici. E, purtroppo, me ne lamenterò sempre, non ha mai fatto
regolarmente il direttore d'orchestra, dote in cui dà ogni volta prove
incredibili, con la sua musica come con quella di Mozart.

tEO

unread,
Jul 30, 2001, 9:00:44 PM7/30/01
to
#Piccola precisazione#
Premetto che sono nuovo del NG e, dopo aver letto circa un 200-300 mss (e
visitato i numerosi ed utlissimi link) di questo NG ed avendo trovato
l'ambiente a dir poco confortevole, ironico, stimolante etc. ho deciso di
scrivere quello che i miei neuroni, iperstimolati dai vostri
discorsi-dialoghi-lotte :-) hanno prodotto..

Andrea Sangiacomo ha scritto nel messaggio ...
>Un compositore polacco del dopoguerra disse " la musica contemporanea per
>cercare sempre nuove strade si é allontanata e ha rinunciato alla
>comprensione del pubblico " puó essere un luogo comune ma le locandine dei
>grandi teatri ne sono la prova: le composizioni, belle o brutte che siano,
>con meno di 50 anni non sono quasi mai eseguite. Girando per il sito della
>CEMAT e di altre banche dati ho ascoltato molti pezzi, quello che secondo
me
>li accomuna é un comune desiderio di sempre maggiore innovazione ma
>desiderio che viene esasperato sino a riuscire solo ad esprimere, almeno a
>mio avviso, angoscia e smarrimento, come un bambino che desideroso di
>arrivare a toccare l'orizzonte si perde in questo.

ti posso dar ragione a criticare qualsiasi pezzo ke tu non ritenga
"esteticamente bello" (e nel caso di Sanremo e simili un unico ascolto può
bastare per decretare il pezzo "oggettivamente brutto") ma nel caso di un
artista alla ricerca di un nuovo linguaggio (o comunque con cui non ho una
grande famigliarità), io faccio fatica a creare dei parametri, dei mezzi di
giudizio e di critica in grado di smontare il pezzo per dire che presenta
delle carenze dal punto di vista compositivo.Spesso, i primi *esperimenti*
di un qualsiasi artista, in qualsiasi disciplina artistica, sono deludenti,
a volte capita che l'artefice venga dimenticato velocemente, ma se anche
solo UN SOLO artista, in UN SOLO suo pezzo, partendo da quei rudimentali
sperimenti tocca quella che è *vera arte*...
... be, mi sento di dire che il desiderio di innovazione, esasperato o meno
che sia, può essere visto solo come un aspetto positivo.

>La musica é un linguaggio
>come tale é fisiologico che si evolva

ma i raga, anche se non sono un'esperto, mi pare che siano sempre quelli da
secoli :-)
[pur presentando variazioni, tutto avviene all'interno di un kanone ben
rigido da secoli, forse adesso, con la contaminazione della musica rock, le
cose stanno cambiando]

>ma per restare variopinta ed
>espressiva

ho sentito per la prima volta "Empty Words" di Cage pochi giorni fa e sono
abbastanza rimasto sconvolto (positivamente, pur non capendoci nulla...),
poi ho trovato questi appunti che avevo preso un po' di tempo fa:
"Empty Words è un’indagine sulla transizione del linguaggio alla musica. Il
frantumarsi delle parole e la perdita dei significati le tramuta in
sequenze recitate che di tanto in tanto prevedono contenuti accenni di
intonazione. L’affascinante versione di lettura ‘recitativa’ lasciataci dal
compositore ricorda una cantillazione ieratica, calibrata su labili
ambiguità di senso. Il titolo rinvia a ‘parole vuote’ esistenti nella lingua
cinese.[…] Più in generale il titolo rinvia alla riduzione dei significati
linguistici al principio dell’assenza, del vuoto semantico che è proprio
della musica.[…] la scelta del compositore cade più volte su Finnegans Wake
in quanto opera che risponde al suo credo poetico: se la musica non ha nulla
da dire, il fine della poesia deve essere “l’assenza di significato” (M.
PORZIO, Metafisica del silenzio, John Cage: l’oriente e la nuova musica,
Milano, Auditorim, 1995, pp. 175)

>e necessario che si evolva in maniera armoniosa.

ovvero secondo il "principio di non ostruzione"... :-)

>Il progresso può migliorare il presente e dipingere il futuro solo se tiene
>conto del passato
, ma non si può nemmeno
>stravolgere il significato di "musica"

è quale è il *significato* di "musica"secondo te? voglio dire, se ti
riferisci a quella occidentale, entro un certo numero di anni (non a caso
qualcuno ti ha ricordato i primi mss. con notazione musicale
pervenutici,anche se, solo per dovere storico,partirei con le musiche della
Grecia antica) penso d'aver afferrato cosa intendi, ma, in un periodo in cui
si parla (a proposito e sproposito) di globalizzazione, forse non sarebbe
opportuno rivedere il nostro "concetto eurocentrico e colto" di musica?

>portandola oltre i propri limiti in
>una dimensione lontana dalla vita reale

non ritengo che la funzione della musica sia univoca, ma una delle cose ke
cerco più spesso è proprio questo, "portarmi in una dimensione lontana dalla
vita reale". [Non l'unica, ben inteso]

>proprio perché la imita, la musica
>non deve riprodurre i suoni di tutti i giorni, li sentiamo già in
>continuazione non vogliamo sentirli anche alla radio o a teatro.

Forse decontestualizzandoli, (o forse solo perché abbiamo pagato il
biglietto :-), ci prestiamo più attenzione e possiamo arrivare a cogliere le
minime/ali sfumature. Penso infatti ke ci sia una sostanziale differenza fra
"ascoltare" e "sentire"... forse a percepire questa differenza, ci possono
aiutare opere come Vexation di Satie (anche se confesso di non aver mai
avuto modo (sich) di ascoltarla, ma è stato il primo e più eclatante esempio
che mi è venuto in mente).,. Anche io trovo grandioso "Different Train" ...
copio e incollo dal dizionario etimologico che è l'unico ke ho
disponibile...

sentire,
v. tr. ‘acquisire conoscenze dal mondo esterno attraverso gli organi dei
sensi’ (fine sec. XII, Ritmo cassinese), ‘provare una sensazione fisica
generale o localizzata in una parte del corpo, o anche accompagnata da
sensazioni psichiche’ (av. 1306, Iacopone), ‘essere in grado d'ammirare,
gustare, comprendere q.c.’ (av. 1321, Dante),
intr. ‘avere odore, sapore di q.c.’ (1350 ca., Crescenzi volgar.),
rifl. ‘provare una sensazione fisica o psichica’ (av. 1321, Dante),
s. m. ‘sentimento, sensibilità’ (av. 1306, Iacopone).

ascoltare,
v. tr. ‘stare a sentire, dar retta’ (scoltare: fine sec. XII - inizio sec.
XIII, Ritmo cassinese: Contini I 13; ascoltare: av. 1306, Iacopone

>Mozart
>disse: "La musica non deve mai offendere l'udito ma deve essere gradevole
>per chi l'ascolta, in altre parole non deve mai cessare di essere musica",


>basta quindi con questi compositori di musica elettronica, compositori di

>rumori armonici, i sentimenti si esprimono con l'anima non con il computer.

su questo concordo perfettamente con quanto detto da Neurotronix,
distinguiamo i mezzi dall'utilizzo che ne viene fatto...e poi, se non
sbaglio un signore molto famoso ed eseguito continnuamente nelle sale da
concerto, aveva
creato una tabella per "comporre" col lancio dei dadi, dei minuetti :-)
[tutto
questo mi ricorda il lancio delle monete dell'Hi-King...]

>É questo il mio appello ai giovani compositori: basta andare allo sbaraglio
>abbiamo la fortuna di avere alle nostre spalle piú di 400 anni di grandi
>composizioni, non dimentichiamocene, impariamo dal passato, creiamo un
nuovo
>stile, facciamo si che questo nuovo millennio porti alla ribalta la Musica
>classica, creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento davvero
>insostituibile

ei, ma il cervello lo hai dimenticato?
L'utilizzo di metodi compositivi *freddi e matematici* come in Xenakis, non
equivale per forza di cose ad un calo di capacità espressiva, o di CUORE
:-) quello se mai seglie le nostre costruzioni musicali archittettonicamente
complesse quanto vuoi (in cui ti perdi, su cui passi notti insonni e ti
accorgi di essere ancora all'analisi di pagina 5... etc.) che però chissà
perchè suscitano quel qualcosa in più...ed ecco il genio del compositore che
ha tecnica ed ha CUORE... BTW, mi par di ricordare che i conti della spesa
che faceva il tuo benamato LvB, a detta di qualcuno, non fossero prorio
tali...ed io appoggio pienamente quest'ipotesi
...ed il contrappunto in stile severo, non è forse qualcosa di simile ad
un'operazione matematica? (qualcuno ricordava che la nostra beneamata Musica
un tempo siedeva a fianco di Aritmetica, Geometria e Astronomia)

>per comporre e che si chiama CUORE.
>scusate per questi deliri
>se qualcuno volesse controbattere
>pregherei di farlo non sul NG ma a questo indirizzo
>l...@libero.it
>Andrea
>
>
>
>


dimitri

unread,
Aug 1, 2001, 12:34:44 PM8/1/01
to
"Paolo Tramannoni" <pt...@edisons.it> ha scritto nel messaggio
news:ptram-40BA83....@News.CIS.DFN.DE...
> In article <sYG77.2344$0Z1....@news.infostrada.it>, "Andrea
> Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote:
>
> > e sconforto morale. Non é forse vero che la vita va guardata in
positivo,
> > cercando di trovare o sperare in un po' di bene? L'angoscia non sempre é
> > l'unica via.
>
> Quindi, niente piů Requiem?
Aiuto!!! Cosě si eliminerebbe una delle piů belle sezioni della musica!!!!
D.


Giampaolo Bellavite

unread,
Aug 1, 2001, 4:21:26 PM8/1/01
to
"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> wrote in message
news:sYG77.2344$0Z1....@news.infostrada.it...
> Tanto per chiarire una volta per tutte... a mio modesto avviso penso che
una
> persona nata in un epoca di guerre e carneficine e costretto a lavorare in
> fabbrica penso che come minimo desideri un po' di pace e tranquillitá, una
> vita piú serena magari in un posto migliore.

Mi sembrano delle idee stupide. Mi viene in mente quello che dice "mi piace
la musica classica perché mi rilassa". Io nella musica cerco tutto e non
solo una tranquilla oasi di pace e serenità: anzi, molti di noi non
negeranno che la musica più triste è spesso la più bella e la più ricercata.

> Un compositore che costretto a vivere in una situazione di
> ostilitá crea musica che rispecchia l'ambiente credo che sia come minimo
> masochista poiché nemmeno la musica potrà riuscire a creare per lui un
oasi
> di pace dove rifugiarsi.

Ma che vaccata! E Ciaikovsky allora? E Chopin? E Beethoven? E Ives? Così,
dei nomi piccoli piccoli: tutti masochisti? Ben vengano!

Hai mai ascoltato la prima o la sesta di Ciaikovsky? O il suo Schiaccianoci?
Non ti sembra siano in contraddizione con l'idea che hai espresso tu? Perché
non fai qualche esempio? E nel caso, riusciresti ad ammettere che la
generalizzazione sia d'uopo?

Non so, io non ti capisco proprio :-(


--
Giampaolo Bellavite, Milano E-mail: bell...@3nd.it
ICQ: 99999936 Home page: http://www.3nd.it/bellavite

Giampaolo Bellavite

unread,
Aug 1, 2001, 4:51:16 PM8/1/01
to
"Tazio Iacobacci" <ta...@keentoy.com> scrive:
> Ciao, permettimi di non essere d'accordo con quasi la totalità di quello
che
> scrivi...
> E' imprescindibile che la musica composta in un determinato periodo
storico,
> viva della realtà
> di quel periodo.

... non ne sono sicuro, ma può anche darsi. Anche se credo che sia piuttosto
artificioso il risultato di un legame tra musica e periodo storico, cercando
soprattutto di vedere nel primo la causa della seconda.
Comunque bisogna ricordarsi che "la realtà di un periodo" è molto più ricca
di quanto, ricordandola, tendiamo a vedere, semplicemente perché la si
semplifica col tempo.
E che questa semplificazione è possibile solo a posteriori, e non
contemporaneamente alla realtà contestuale.

> Se sei nato quando le fabbriche di tutto il mondo cominciarono a lavorare
a
> pieno ritmo con i loro rumori, non puoi mica pensare che la tua musica non
> ne sia influenzata o sia influenzata da canti d'uccelli o cascate
> idilliache,

?? non capisco il ragionamento.
Cioè, il compositore nato vicino alle fabbriche per te che musica dovrebbe
comporre?
E quello nato fra gli alpeggi??
Mendelsshon per fare le Ebridi è vissuto sempre fra le stalattiti? Oppure tu
senti le carrozze e i cavalli mentre ascolti la sua Ouverture?

>ascolta City Life di Steve Reich, e vedi quanto musicale sia la
> chiusura delle porta di un autobus e le grida di un venditore ambulante...

La ascolterò. Ma ho sentito eliche di aeroplano che producono suoni stupendi
dentro un balletto, o colpi di cannone adatti al contesto di un'ouverture, o
pure fischietti e giocattoli in certe musiche del settecento, e anche
macchine da scrivere. Ora mi dovrei scandalizzare per delle porte di un
autobus?

> "La musica non deve mai cessare di essere musica"

Perché?

> Ti prego non sai quanto relativa può essere questa frase, detta poi in un
> periodo storico dove le scienze afferamavano che non c'era più niente da
> scoprire.....

E quindi la consideri ancora valida?

Giampaolo Bellavite

unread,
Aug 1, 2001, 4:53:32 PM8/1/01
to
"Andrea Sangiacomo" <l...@libero.it> scrive:
> di Einaudi,

Einaudi?
Riflessione od evoluzione?

mmmm...

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Aug 8, 2001, 6:35:43 AM8/8/01
to
On Wed, 25 Jul 2001, Andrea Sangiacomo wrote:

>
> > >É vero che Bach é morto, é vero che Mozart e Beethoven non sono che
> polvere
> > >ma é anche vero che ognuno prima di morire ha lasciato qualcosa, un
> piccolo
> > >granello di conoscenza e non é detto che questo non possa essere raccolto
> da
> > >noi posteri.
> >
> > Alcuni l'hanno raccolto.
> >
> su questo sono d'accordo dei contemporanei ad esempio ammiro molto Einaudi
> per la sua essenzialitá, Preisner per la sua forza e Pacchioni per la sua
> eleganza (anche se la sua musica puó sembrare un po' una forzatura)
>

Uno dei post umoristici piu' divertenti degli ultimi anni.
Sarebbe da mandare ad alt.humor.best-of-usenet (se ricodo
bene il nome del NG)

Roberto
--


Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Aug 8, 2001, 6:54:13 AM8/8/01
to
On Wed, 25 Jul 2001, Andrea Sangiacomo wrote:

>
> in privato perché in genere guardo solo se c'é posta e poi perché
> francamente credevo che non mi rispondesse quasi nessuno...
> non perché non so difendere le mie idee...

NUlla e' piu' facile che difendere il vuoto, per alcuni.
Se proprio vogliamo dire che la musica esprime qualcosa, allora
dobbiamo dire che la musica esprime solo se stessa, ovvero le
note sulla pagina e i processi che hanno portato ad essa, ed il
resto e' convenzione.

Basti pensare al tragico equivoco di chi ritiene che la musica
sia un linguaggio, per di piu' universale. O che la musica del
dopo-WW2 sia solo una rappresentazione degli orrori che ci
circondano. E dire che poche msiche hanno saputo (se proprio
vogliamo cadere in certi equivoci) "rappresentare" le paure, le
inquietudini, le tragedie e le depravazioni come quelle di tre
signori chiamati MOzart, Beethoven e Mahler, mentre pochi sono
stati solari ed ottimisti come l'ultimo Donatoni, vivaci come un
Reich o un Grisey, perennemente innamorati, ottimisticamente, di
ogni seme di bonta' nell'Uomo come Maderna, mentre solo Bach ha
lodato Dio con piu' vigore e piu' forza di Messiaen, il quale ha
pure elogiato l'amore carnale, nella sua sinfonia Turangalila,
con la forza di un nuovo Cantico di Salomone in musica (e se
poi penso che i piu' drasticamente pessimisti, come Zimmermann,
sono tra i piu' "comprensibili", almeno in superficie, e parlo
di di Bern-Alois Z., non della macchietta neoromantica (IMNSHO)
Walter Z.)

Vorrei capire perche' il tuo compositore polacco del dopoguerra
parla di 400 anni di musica. Probabilmente e' l'unica musica di
cui ha un pur vago sentore il pubblico klassik-pop cui si
rivolge (mi sa che e' lo stesso autore che nega che i quarti di
tono possano venire ascoltati come tali... negando la tradizione
popolare delle sue stesse regioni native...). Ho sentito musica
nostra vecchia di 800 anni, se nondi piu', e anche pezzi
giapponesi scritti ed annotati nell'XI secolo. Forse e' musica
evitata dai "cloth-eared nincompoops" (come disse, l'aspirante
Sibelius del rock).

saluti
Roberto
--
><>

Moosbrugger

unread,
Aug 8, 2001, 7:33:28 PM8/8/01
to

"Roberto Maria Avanzi Mocenigo" <mem...@sp2.power.uni-essen.de> ha scritto
nel messaggio
news:Pine.A41.4.05.101080...@spo109.power.uni-essen.de...

> Se proprio vogliamo dire che la musica esprime qualcosa, allora
> dobbiamo dire che la musica esprime solo se stessa, ovvero le
> note sulla pagina e i processi che hanno portato ad essa, ed il
> resto e' convenzione.

Scusa, ma non sono d' accordo. La musica, per quanto mi pare, è sempre stata
associata , in qualunque periodo storico ed in qualsiasi cultura, alle più
diverse esigenze della vita quotidiana e allo svago e divertimento : nessuno
ci ha mai visto nulla di male. Che poi la musica "colta" successiva ai primi
decenni del '900 si sia concentrata sempre più su sè stessa e sulle proprie
dinamiche evolutive, mi sembra un altro paio di maniche.

> Basti pensare al tragico equivoco di chi ritiene che la musica
> sia un linguaggio, per di piu' universale.

Credo di essere caduto in questo equivoco , con i dovuti "distinguo" : credo
che chi parla di "musica come linguaggio universale" intenda piuttosto dire
che l' uomo si serve dei suoni così come usa i diversi fonemi per parlare
lingue diversissime ma che comunque servono allo stesso scopo : comunicare
con i propri simili. Io continuo ( ahimè !!! ) a credere che la musica si
ascolti principalmente con le orecchie : con le più educate, addestrate,
accorte, edotte orecchie possibili, ma comunque con le orecchie. Tanto per
fare un esempio, mi è difficile spiegare il piacere che ho provato quando ho
imparato a seguire un solo di jazz nota per nota , e poche volte come nel
jazz ho avuto l' impressione che il solista mi stesse "parlando".
Oltrettutto, mi pare che anche tu, nel seguito del tuo post ( che evito di
quotare per brevità ) faccia delle considerazioni tutt' altro che banali su
quello che ti "comunica" la musica della tradizione "colta" occidentale.
Scusa, ma sembra quasi che tu abbia paura di dire che in realtà quelle
musiche ti danno delle emozioni fortissime, forse ( azzardo ) per non dover
fare i conti con la musica riportata alla sua natura originaria di "mezzo
espressivo parzialmente sostitutivo delle parole", e non piuttosto una
scienza che risponde solo a sè stessa e a coloro che ne conoscono i
meccanismi tecnici.

Ciao

Moosbrugger


Andrea Sangiacomo

unread,
Oct 5, 2001, 3:50:38 PM10/5/01
to

"tEO" <c....@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:9k4vh9$868$1...@pegasus.tiscalinet.it...

> #Piccola precisazione#
> Premetto che sono nuovo del NG e, dopo aver letto circa un 200-300 mss (e
> visitato i numerosi ed utlissimi link) di questo NG ed avendo trovato
> l'ambiente a dir poco confortevole, ironico, stimolante etc. ho deciso di
> scrivere quello che i miei neuroni, iperstimolati dai vostri
> discorsi-dialoghi-lotte :-) hanno prodotto..

concordo


> ti posso dar ragione a criticare qualsiasi pezzo ke tu non ritenga

> "esteticamente bello" (ma nel caso di un


> artista alla ricerca di un nuovo linguaggio

Questa é una cosa che non capisco. Si cerca un nuvo inguaggio quando quello
vecchio si é ormai sfruttato all'osso ma non credo che questo valga per la
musica diciamo tra mille virgolette """"classica""""" (fino a Stravinsky)
forse sono i compositori che sono troppo presi dalla ricerca del nuovo che
non riescono piú ad usare ció che hanno e a causa della loro ignoranza e
incompetenza lo dichiarano obsoleto


> è quale è il *significato* di "musica"secondo te? voglio dire, se ti
> riferisci a quella occidentale, entro un certo numero di anni (non a caso
> qualcuno ti ha ricordato i primi mss. con notazione musicale
> pervenutici,anche se, solo per dovere storico,partirei con le musiche
della
> Grecia antica) penso d'aver afferrato cosa intendi, ma, in un periodo in
cui
> si parla (a proposito e sproposito) di globalizzazione, forse non sarebbe
> opportuno rivedere il nostro "concetto eurocentrico e colto" di musica?

permettimi di fare un discorso impopolare al 100% ma se non lo facessi sarei
ipocrita al 100%
Sono nato A genova, in italia e ovviamente in europa. Si la mia visione
della musica é ristretta al compo della musica europea. Perché? non per
razismo ma semplicemente perché tra tutto ció che ho potuto sentire é
l'unica che riesce a soddisfarmi. Dubito che sarebbe giusto rivedere il
concetto europocentrico di musica quanto sarebbe giusto rivedere il concetto
europocentrico di democrazia, repubblica e libertá (che io sappia concepite
qui da noi in E.)


>
> non ritengo che la funzione della musica sia univoca, ma una delle cose ke
> cerco più spesso è proprio questo, "portarmi in una dimensione lontana
dalla
> vita reale". [Non l'unica, ben inteso]

La musica puó farlo, lo fa sempre e perció non neessita che venga
imbastardita con l'aggiunta di rumori o altre cose
>

>
> Forse decontestualizzandoli, (o forse solo perché abbiamo pagato il
> biglietto :-), ci prestiamo più attenzione e possiamo arrivare a cogliere
le
> minime/ali sfumature. Penso infatti ke ci sia una sostanziale differenza
fra
> "ascoltare" e "sentire"... forse a percepire questa differenza, ci possono
> aiutare opere come Vexation di Satie (anche se confesso di non aver mai
> avuto modo (sich) di ascoltarla, ma è stato il primo e più eclatante
esempio
> che mi è venuto in mente).,. Anche io trovo grandioso "Different Train"
...
> copio e incollo dal dizionario etimologico che è l'unico ke ho
> disponibile...
>

La musica raggiunge il piú alto livello quando riesce a coinvolgere pur
rimanendo fine a se stessa e rimanendo ben lontana da tutto ció che é
umanamente concepibile emozioni in testa


Andrea Sangiacomo
l...@libero.it

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 8, 2001, 5:03:40 AM10/8/01
to
Andrea Sangiacomo wrote:

> "tEO" <c....@tiscalinet.it> ha scritto:


>
>>ti posso dar ragione a criticare qualsiasi pezzo ke tu non ritenga
>>"esteticamente bello" (ma nel caso di un
>>artista alla ricerca di un nuovo linguaggio
>
> Questa é una cosa che non capisco. Si cerca un nuvo inguaggio quando quello
> vecchio si é ormai sfruttato all'osso ma non credo che questo valga per la
> musica diciamo tra mille virgolette """"classica""""" (fino a Stravinsky)
> forse sono i compositori che sono troppo presi dalla ricerca del nuovo che
> non riescono piú ad usare ció che hanno e a causa della loro ignoranza e
> incompetenza lo dichiarano obsoleto


Un compositore *è* alla ricerca del nuovo, direi quasi per definizione,
visto che i compositori sono artisti. La ricerca del nuovo, peraltro,
non è lo scopo del comporre, ma il risultato di un processo creativo, e
per poterlo fare bisogna conoscere. Non conosco compositori che considerino
"obsoleti" certi linguaggi del passato. Semplicemente, esauriti o non
adatti PER esprimere quello che vogliono dire, il che è molto diverso.
Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o mescolandoli
in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e incompetente,
con alcune lodevoli eccezioni. In effetti, per rendersi conto
dell'incongruenza stilistica di una operazione fatta "pigliando a man bassa"
dagli stilemi del passato senza, invece, rendersi conto del contesto cui
appartengono, bisogna proprio essere preparati e sensibili: chi non se ne
rende conto per impreparazione, invece, è convinto di avere scritto una
genialata...

Vorrei aggiungere che un compositore non si esprime attraverso quello che
"ha", ma attraverso quello che "è". Il linguaggio adottato ne è una
conseguenza. _partire_ dal linguaggio come base espressiva mi pare ridurre
la musica ad un vano esercizio...

Non metto in dubbio la grandezza di un autore come Rubbra, ma non posso non
osservare come il suo apporto alla musica del '900 sia stato inferiore a
quello di un Berio (e superiore a quello di un Tutino o di un Pärt).

ciao
Roberto
--
_/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><
/_/ Institut für Experimentelle Mathematik / Universität Essen
_/ Herodes: "Man töte dieses Weib!"
/ Astradamors: "Hurray, Hurray! My wife is dead, hurray!"

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 8, 2001, 5:30:04 AM10/8/01
to
Andrea Sangiacomo wrote:
>
>"tEO" <c....@tiscalinet.it> ha scritto:
>
>>ti posso dar ragione a criticare qualsiasi pezzo ke tu non ritenga
>>"esteticamente bello" (ma nel caso di un
>>artista alla ricerca di un nuovo linguaggio
>
>Questa é una cosa che non capisco. Si cerca un nuvo inguaggio quando quello
>vecchio si é ormai sfruttato all'osso ma non credo che questo valga per la
>musica diciamo tra mille virgolette """"classica""""" (fino a Stravinsky)
>forse sono i compositori che sono troppo presi dalla ricerca del nuovo che
>non riescono piú ad usare ció che hanno e a causa della loro ignoranza e
>incompetenza lo dichiarano obsoleto

Un compositore *è* alla ricerca del nuovo, direi quasi per definizione,


visto che i compositori sono artisti. La ricerca del nuovo, peraltro,
non è lo scopo del comporre, ma il risultato di un processo creativo, e
per poterlo fare bisogna conoscere. Non conosco compositori che considerino
"obsoleti" certi linguaggi del passato. Semplicemente, esauriti o non
adatti PER esprimere quello che vogliono dire, il che è molto diverso.
Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o mescolandoli
in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e incompetente,
con alcune lodevoli eccezioni. In effetti, per rendersi conto
dell'incongruenza stilistica di una operazione fatta "pigliando a man bassa"

dagli stilemi del passato effettuata senza tenere conto del contesto cui
appartengono, bisogna proprio essere preparati e sensibili (e neppure tanto):

Erewhon

unread,
Oct 8, 2001, 6:39:17 AM10/8/01
to
"Andrea Sangiacomo" wrote in message

> É questo il mio appello ai giovani compositori: basta andare allo sbaraglio
> abbiamo la fortuna di avere alle nostre spalle piú di 400 anni di grandi
> composizioni, non dimentichiamocene, impariamo dal passato, creiamo un nuovo
> stile, facciamo si che questo nuovo millennio porti alla ribalta la Musica
> classica, creiamo e quando lo facciamo usiamo l'unico strumento davvero

> insostituibile per comporre e che si chiama CUORE.

Scusa, ma con che diritto tu stabilisci che tipo di musica uno debba comporre o
ascoltare? Se la musica contemporanea non ti piace ascolta qualcos'altro ma,
per piacere,
non lanciare "appelli"... Se ne ascoltano già troppi, di questi tempi...

Ciao,
Fabio

P.S. Per quanto riguarda l'uso del computer nella musica, rispondi a questa
domanda, per piacere: è meglio un computer usato bene o uno Stradivari
"grattato" alla meno peggio?

P.P.S. Impara a quotare, cribbio!!! Non si capisce più nulla, di questa
discussione!
:-)

Ri-ciao


--
Posted from [194.153.131.4]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Tazio Iacobacci

unread,
Oct 8, 2001, 1:06:51 PM10/8/01
to
>
> Non metto in dubbio la grandezza di un autore come Rubbra, ma non posso
non
> osservare come il suo apporto alla musica del '900 sia stato inferiore a
> quello di un Berio (e superiore a quello di un Tutino o di un Pärt).
>
> ciao
> Roberto
> --
> _/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><
*************************************************************

D'accordo su tutto tranne che su Arvo Pärt...

:-)

Tazio Iacobacci

www.mp3.com/tazioiacobacci


Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 8, 2001, 2:17:08 PM10/8/01
to
Tazio Iacobacci wrote:
>mocenigo wrote:

>>Non metto in dubbio la grandezza di un autore come Rubbra, ma non posso
>>non
>>osservare come il suo apporto alla musica del '900 sia stato inferiore a
>>quello di un Berio (e superiore a quello di un Tutino o di un Pärt).
>

> D'accordo su tutto tranne che su Arvo Pärt...
>
> :-)


Coraggio, nessuno è perfetto ;-)

Roberto

--
_/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><

Leonardo Bignami

unread,
Oct 10, 2001, 4:49:08 PM10/10/01
to
On Mon, 08 Oct 2001 11:30:04 +0200, Roberto Maria Avanzi Mocenigo
<moce...@exp-math.uni-essen.de> wrote:

>Un compositore *è* alla ricerca del nuovo, direi quasi per definizione,
>visto che i compositori sono artisti.

E perché l'artista è alla ricerca del nuovo?

>La ricerca del nuovo, peraltro,
>non è lo scopo del comporre, ma il risultato di un processo creativo, e
>per poterlo fare bisogna conoscere.

Cosa?

>Non conosco compositori che considerino
>"obsoleti" certi linguaggi del passato.

Io sì.

> Semplicemente, esauriti o non
>adatti PER

Cazz, potevi al limite ingrandire l'esprimere che segue dopo! Che
significa aver ingrandito il per?

>esprimere quello che vogliono dire, il che è molto diverso.
>Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o mescolandoli
>in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e incompetente,
>con alcune lodevoli eccezioni.

Vero.

> In effetti, per rendersi conto
>dell'incongruenza stilistica di una operazione fatta "pigliando a man bassa"
>dagli stilemi del passato effettuata senza tenere conto del contesto cui
>appartengono, bisogna proprio essere preparati e sensibili (e neppure tanto):
>chi non se ne rende conto per impreparazione, invece, è convinto di avere
>scritto una genialata...

Vero.

>Vorrei aggiungere che un compositore non si esprime attraverso quello che
>"ha", ma attraverso quello che "è".

romanticone.

> Il linguaggio adottato ne è una
>conseguenza.

Vero, infatti in alcuni casi si vede subito quello che uno è.

>_partire_ dal linguaggio come base espressiva mi pare ridurre
>la musica ad un vano esercizio...

Dipende, se è espressiva di ciô che si è non contraddice quello che
hai detto prima.

>Non metto in dubbio la grandezza di un autore come Rubbra, ma non posso non
>osservare come il suo apporto alla musica del '900 sia stato inferiore a
>quello di un Berio (e superiore a quello di un Tutino o di un Pärt).

Tu sottovaluti Pärt, ed io continerò a dirtelo.

Quando rispondi, tieni conto che questo mio post ha un tono umoristico
e, come dici tu.

Leonardo


"'Tis some visiter", I muttered, "tapping at my chamber door.
Only this and nothing more"


http://home.datacomm.ch/lennybignami/

Francesco Lo Cascio

unread,
Oct 15, 2001, 9:05:19 AM10/15/01
to
On Mon, 08 Oct 2001 11:30:04 +0200, Roberto Maria Avanzi Mocenigo says...

> Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o mescolandoli
> in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e incompetente

Wow, sembra una descrizione perfetta dei miei pezzi e della mia persona!
;-PPP

> Non metto in dubbio la grandezza di un autore come Rubbra, ma non posso non
> osservare come il suo apporto alla musica del '900 sia stato inferiore a
> quello di un Berio (e superiore a quello di un Tutino o di un Pärt).

Qui non ti seguo più. Se un compositore è grande, quale importanza ha il
suo apporto alla musica del suo tempo (se lo intendi - come mi è sembrato
di capire - in termini di possibilità che offre al linguaggio od alla
musica in generale di svilupparsi)?

Secondo me ci sono dei compositori che imboccano volontariamente un
vicolo cieco. Vedi Alkan o Medtner. Si rifugiano nella loro musica, in un
certo *modo* di far musica, spingendo volontariamente al limite delle sue
possibilità di un dato linguaggio, senza mai oltrepassarlo.

Poi magari qualcuno, molti decenni dopo, trova il modo di sviluppare in
altre direzioni le loro concezioni (vedi, per esempio Busoni con Alkan).

ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 15, 2001, 10:02:33 AM10/15/01
to
Francesco Lo Cascio wrote:

> Roberto Maria Avanzi Mocenigo says...
>
>>Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o mescolandoli
>>in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e incompetente
>
> Wow, sembra una descrizione perfetta dei miei pezzi e della mia persona!
> ;-PPP


sciocchino. Non intendevo "bersagliarti", comunque...
ascoltati Robin Holloway o Pelle Gudmundsen - Holmgreen per esempi di
"polistilismo" molto, molto intelligente, dove l'effetto "imbarazzante"
è un obiettivo centrato, parte di una poetica più varia: sono esempi
che ti porto come prova di una mia non-chiusura nei confronti di certe
espressioni che, cmq, non trovo al 100% in sintonia con il mio sentire.


>>Non metto in dubbio la grandezza di un autore come Rubbra, ma non posso non
>>osservare come il suo apporto alla musica del '900 sia stato inferiore a
>>quello di un Berio (e superiore a quello di un Tutino o di un Pärt).
>
> Qui non ti seguo più. Se un compositore è grande, quale importanza ha il
> suo apporto alla musica del suo tempo (se lo intendi - come mi è sembrato
> di capire - in termini di possibilità che offre al linguaggio od alla
> musica in generale di svilupparsi)?


Si tratta di due "grandezze" di tipo diverso. Grande artigiano è chi scrive
musica originale, non copiata, con notevole maestria, anche se in uno
stile in gran parte già acquisito e senza essere "inconfondibile".
Tale è Rubbra.

È diverso dall'essere uno che non ha bisogno di "firmare" per dire chi è...
Rubbra ha scritto musica molto bella, chiaramente di derivazione romantica,
ma non copiata. Ma non mi sembra che vi siano alcuni elementi armonici
o melodici "tipici" di Rubbra - a differenza di vere e proprie firme apposte
da autori come Bach, Mozart, Schubert, Brahms, Bartok, Mahler, Strauss, Britten,
Berio, Castiglioni. Forse uno studio più attento ed una consuetudine maggiore
potrebbero rivelarli anche in Rubbra... certo si trovano in Allan Pettersson!

Inoltre non mi sembra che (Rubbra) abbia indotto un _seguito_: è quasi come
un sasso che, gettato nello stagno, non generi onde concentriche.

Ci tengo a precisare che (i) l'originalità, la "firma" a livello stilistico
e (ii) la scuola, la presenza di (spesso fastidiosi e inutili) epigoni
NON SONO per me un obiettivo dell'artista, ma sono un possibile corollario
della grandezza artistica (quindi la loro presenza è un indizio...)


> Secondo me ci sono dei compositori che imboccano volontariamente un
> vicolo cieco. Vedi Alkan o Medtner. Si rifugiano nella loro musica, in un
> certo *modo* di far musica, spingendo volontariamente al limite delle sue
> possibilità di un dato linguaggio, senza mai oltrepassarlo.

>
> Poi magari qualcuno, molti decenni dopo, trova il modo di sviluppare in
> altre direzioni le loro concezioni (vedi, per esempio Busoni con Alkan).


Mi sembra si tratti (correggimi se così non è in questi casi) di autori che
portano anche innovazioni strumentali, traendo anche un nuovo _suono_ dal
loro strumento, o fornendogli un nuovo ruolo: ma senza un sottostrato musicale
di pari livello (o superiore), la loro opera rischia di rimanere un vuoto
virtuosismo, o di venire scambiato come tale.


szao

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 15, 2001, 10:12:19 AM10/15/01
to
> On Mon, 08 Oct 2001 11:30:04 +0200, Roberto Maria Avanzi Mocenigo
> <moce...@exp-math.uni-essen.de> wrote:
>
>
>>Un compositore *è* alla ricerca del nuovo, direi quasi per definizione,
>>visto che i compositori sono artisti.
>>
>
> E perché l'artista è alla ricerca del nuovo?


Mi sono spiegato sotto.

>>La ricerca del nuovo, peraltro,
>>non è lo scopo del comporre, ma il risultato di un processo creativo, e
>>per poterlo fare bisogna conoscere.
>
> Cosa?


proo a spiegarmi meglio

Chi compone, vuole "dire qualcosa".
Se uno ha qualcosa di proprio da dire, e ha i mezzi per esprimerlo
("conosce": tecnica, storia, altra musica, e quanto più di ciò che
lo circonda) allora la novità è inevitabile.

>>Non conosco compositori che considerino
>>"obsoleti" certi linguaggi del passato.
>
> Io sì.


Pensano che ogni musica del passato sia diventata "inutile"?
Oh cielo!

Io conosco compositori che non la copiano, non che ne considerino
"obsoleto" il retaggio... come ho detto in:

>>Semplicemente, esauriti o non
>>adatti PER

>>esprimere quello che vogliono dire, il che è molto diverso.
>>Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o mescolandoli
>>in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e incompetente,
>>con alcune lodevoli eccezioni.
>
> Vero.


E io sono molto, molto felice di trovare queste lodevoli eccezioni...


>>Vorrei aggiungere che un compositore non si esprime attraverso quello che
>>"ha", ma attraverso quello che "è".
>
> romanticone.


Si, sono un inguaribile romanticone.

>>Il linguaggio adottato ne è una
>>conseguenza.
>>
>
> Vero, infatti in alcuni casi si vede subito quello che uno è.
>
>>_partire_ dal linguaggio come base espressiva mi pare ridurre
>>la musica ad un vano esercizio...
>
> Dipende, se è espressiva di ciô che si è non contraddice quello che
> hai detto prima.


Oh certo! Ma conosco così pochi casi in cui c'è grandezza nonostante
un chiarissimo attaccamento retrospettivo e, direi, adirittura
nostalgico al passato... anche Rubbra, del quale + volte tesso le
lodi, non mi pare regga il confronto con Britten, Tippett (cito
intenzionalmente autori tacciati di "conservatorismo").


>>Non metto in dubbio la grandezza di un autore come Rubbra, ma non posso non
>>osservare come il suo apporto alla musica del '900 sia stato inferiore a
>>quello di un Berio (e superiore a quello di un Tutino o di un Pärt).
>
> Tu sottovaluti Pärt, ed io continerò a dirtelo.

Questo è possibile. Continua pure a ripeterlo.
Secondo me tu sottovaluti Salvatore Sciarrino.

>
> Quando rispondi, tieni conto che questo mio post ha un tono umoristico
> e, come dici tu.


Solo che!

(e non è propaganda castrista)

Andrea Sangiacomo

unread,
Oct 15, 2001, 1:37:29 PM10/15/01
to

> proo a spiegarmi meglio
>
> Chi compone, vuole "dire qualcosa".
> Se uno ha qualcosa di proprio da dire, e ha i mezzi per esprimerlo
> ("conosce": tecnica, storia, altra musica, e quanto più di ciò che
> lo circonda) allora la novità è inevitabile.
>
Permettimi di essere in completo disaccordo, l'ho detto, ridetto, e
continueró a ripeterlo trovo che questa sia una assoluta banalitá. Chi
compone NON DECE CERCARE DI DIRE NULLA o almeno in linea di massima.
Esistono pezzi magnifici che non vogliono dire nulla (o almeno nulla di
razionalmente codificabile e producibile da una coscienza), la musica piú
pura é quella che nasce dall'anima se uno prova a dire qualcosa di specifico
mediante la musica magari ci riesce ma incatenerá la musica.
Andrea


Andrea Sangiacomo

unread,
Oct 15, 2001, 1:47:59 PM10/15/01
to

"Roberto Maria Avanzi Mocenigo" <moce...@exp-math.uni-essen.de> ha scritto
nel messaggio news:3BC1721C...@exp-math.uni-essen.de...

> Andrea Sangiacomo wrote:
> Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o
mescolandoli
> in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e
incompetente,
> con alcune lodevoli eccezioni. In effetti, per rendersi conto
> dell'incongruenza stilistica di una operazione fatta "pigliando a man
bassa"
> dagli stilemi del passato effettuata senza tenere conto del contesto cui
> appartengono, bisogna proprio essere preparati e sensibili (e neppure
tanto):
> chi non se ne rende conto per impreparazione, invece, è convinto di avere
> scritto una genialata...
>
Permettimi di essere in disaccordo. Trovo che ció che dici non sia del tutto
vero. Il polistilismo non é negativo o almeno non piú di quello che potrebbe
essere la politonalita, l'atonalitá la dodecafonia et cetera. In primo luogo
data la fortuna che abbiano, cioé di avere alle spalle secoli di grandi
esperienze musicali, imparare dal passato é d'obbligo e la mescolanza di
caratteristiche di stili direi che é quasi una conseguenza, riuscire a
scrivere una fuga bacchiana con gli slanci di beethoven credo che potrebbe
essere una conquista tanto quanto potrebbe esserla una delle tante nuove
idee dei nostri "compositori contemporanei". E poi il polistilismo é
quantomeno comprensibile. Quando un compositore nasce in un epoca priva di
quelle figure geniali e trainanti di cui sono abbondati i secoli passati,
priva cioé di chi aprisse la strada agli altri é logico che cerchi un po' di
stabilitá nel passato. Mi spiego: quando una mandria di mucche viene
lasciata al pascolo senza guardiani ogni mucca va per i cavoli suoi,
qualcuna mangari tenta invece di tornare indietro. Senza i contadini della
plasmon che le portano al macello di certo le mucche non potrebbero mai
trovare la strada da sole.
(chiedo scusa per l'esempio poco felice ma é il primo che mi é venuto in
mente per spiegare ció che intendevo)

Andrea Sangiacomo
l...@libero.it
(Genova)


Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 15, 2001, 2:08:06 PM10/15/01
to
Andrea Sangiacomo wrote:

> "Roberto Maria Avanzi Mocenigo" <moce...@exp-math.uni-essen.de> ha scritto
> nel messaggio news:3BC1721C...@exp-math.uni-essen.de...
>
>>Andrea Sangiacomo wrote:
>>Di solito, si rifugia negli stili del passato, riproducendoli o
>> mescolandoli
>>in modo spesso alquanto imbarazzante, proprio chi è ignorante e
>> incompetente,
>>con alcune lodevoli eccezioni. In effetti, per rendersi conto
>>dell'incongruenza stilistica di una operazione fatta "pigliando a man
>> bassa"
>>dagli stilemi del passato effettuata senza tenere conto del contesto cui
>>appartengono, bisogna proprio essere preparati e sensibili (e neppure
> tanto):
>>chi non se ne rende conto per impreparazione, invece, è convinto di avere
>>scritto una genialata...
>
> Permettimi di essere in disaccordo. Trovo che ció che dici non sia del tutto
> vero. Il polistilismo non é negativo o almeno non piú di quello che potrebbe
> essere la politonalita, l'atonalitá la dodecafonia et cetera.


Non sto parlando del polistilismo come stile compiuto (il cui esempio
più alto lo si nota in molti lavori di Alfred Schnittle, ma ci sono
esempi validi e, perchè no, anche molto divertenti di Robin Holloway
e Pelle Gudmundsen-Holmgreen (Sinfonia-Antifonia)) ma della "furbata"
di mescolare, che ne so, qualche arco melodico tesi pseudo-pucciniano
(o pseudo-alfaniano ;-) a una canzonetta degli Ultravox e all'occasionale
cluster diatonico o cromatico per fare musica "moderna" e "comunicativa"
(vedi Tutino...).

Il polistilismo ha anzi una origine nobile, con dei precursori nei
Quodlibet barocchi (e ancora precedenti!), passando attraverso alcune
visioni di Ives...

> In primo luogo
> data la fortuna che abbiano, cioé di avere alle spalle secoli di grandi
> esperienze musicali, imparare dal passato é d'obbligo


As-so-lu-ta-men-te! Senza conoscere bene il passato, un compositore
non scrive buona musica di oggi. Ma, a dire il vero, non conosco giovani
compositori, anche tra i più "rumorosi", che non si siano formati su
Bach per il contrappunto, su Brahms per la elaborazione minuta del
materiale, su Ciaicoschi e Strauss per l'orchestrazione, ecc ecc,
simultaneamente effettuando anche altri studi, organizzati o individuali.
della musica antica come della musica più recente (studiare Rameau E
Grisey per l'armonia!).

> e la mescolanza di
> caratteristiche di stili direi che é quasi una conseguenza, riuscire a
> scrivere una fuga bacchiana con gli slanci di beethoven credo che potrebbe
> essere una conquista tanto quanto potrebbe esserla una delle tante nuove
> idee dei nostri "compositori contemporanei".


bacchiana con due c è stato intenzionale? ;-)
Come sarebbe una "fuga bachiana con gli slanci di beethoven?"... pacchiana?
(questo mi ricorda anche un altro compositore contemporaneo specializzato
in fughe contemporanee, ma non ci ho mai trovato slanci, questo ovviamente
PUÒ essere un *mio* limite...)
interessante? di fatto per nulla bachiana? L'idea la vedo ottima per fare
dello humor (edi PDQ Bach, "the grossest fugue" oppur "fugá meshugá" dal
"sacrificio musicale").

> E poi il polistilismo é
> quantomeno comprensibile. Quando un compositore nasce in un epoca priva di
> quelle figure geniali e trainanti di cui sono abbondati i secoli passati,
> priva cioé di chi aprisse la strada agli altri é logico che cerchi un po' di
> stabilitá nel passato.


Non so se sia logico. È una possibilità. ma il passato per dare
stabilità deve (per me) essere interiorizzato, e magari entra nel tessuto
musicale in modo non superficialmente avvertibile (penso ad esempio a
Lux AEterna di Ligeti, incomprensibile all'analisi senza Ockeghem, o
Sudden Time di Benjamin, che per essere sviscerato richiede il
passato/presente della musica indiana, anche se per essere apprezzati
all'ascolto, entrambi i brani non abbisognano di questo). Ho sempre
visto gli esempi riusciti di polistilismo come fortemente destabilizzanti,
quasi eversivi. Tutt'altro che rassicuranti.

> Mi spiego: quando una mandria di mucche viene
> lasciata al pascolo senza guardiani ogni mucca va per i cavoli suoi,
> qualcuna mangari tenta invece di tornare indietro. Senza i contadini della
> plasmon che le portano al macello di certo le mucche non potrebbero mai
> trovare la strada da sole.
> (chiedo scusa per l'esempio poco felice ma é il primo che mi é venuto in
> mente per spiegare ció che intendevo)


Francamente non ho capito il paragone. A meno che i compositori non
siano le mucche...

Andrea Sangiacomo

unread,
Oct 15, 2001, 4:53:19 PM10/15/01
to

"> Come sarebbe una "fuga bachiana con gli slanci di beethoven?"...
pacchiana?
> (questo mi ricorda anche un altro compositore contemporaneo specializzato
> in fughe contemporanee, ma non ci ho mai trovato slanci, questo
ovviamente
> PUÒ essere un *mio* limite...)
> interessante? di fatto per nulla bachiana? L'idea la vedo ottima per fare
> dello humor (edi PDQ Bach, "the grossest fugue" oppur "fugá meshugá" dal
> "sacrificio musicale").

Ti riferisci a Pacchioni? Lui é un grande artigiano ma nulla di piú.
Pacchioni ha un limite insuperabile dettato da due grandi ragioni: la sua
visione assolutamente riduttiva della musica da cui deriva l'utopia del neo
barocco (non si puó riproporre uno stile musicale tale e quale a come era
nel passato, in questo modo le sue fughe diventano semplici esercizi di
tecnicismo formale) la sua quasi totale (la gran ciaccona é geniale) di
ferfore creativo ed elasticitá menale che si traducono piú semplicemente
nella parola Genio musicale. Pacchioni non é geniale. Puó insegnare come ha
insegnato czerny con i suoi (anche bellissimi) studi ma nulla di piú. Quando
si lancia nelle sinfonie poi fa piuttosto pietá (nulla di personale G. )GP é
un grand' uomo che puó insegnare molto nello stesso modo in cui insegnano i
papiri egiziani. Sentire la sua musica é sentire la mummia del barocco che
viene resuscitata e fatta parlare nuovamente. Ció a cui mi riferivo é altro.
Sarebbe interessante sentire un pezzo strettamente polifonico ma che
comunque sia animato da quelle foghe e quegli slanci tipici di LvB, R.S. ad
es. Scivere tenendo conto degli elementi caratteristici di ogni epoca non
potrebbe essere una conquista maggiore di quelle che si spacciano come tali
tra le avanguardie contemporanee?
(scusa il pesimo italiano ma sono due ore che faccio latino e algebra e
ormai ho il cervello in panne)
Andrea Sangiacomo
l...@libero.it
(Genova)


Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 16, 2001, 6:32:33 AM10/16/01
to
Andrea Sangiacomo wrote:

> "> Come sarebbe una "fuga bachiana con gli slanci di beethoven?"...
> pacchiana?
>
>>(questo mi ricorda anche un altro compositore contemporaneo specializzato
>> in fughe contemporanee, ma non ci ho mai trovato slanci, questo
>>
> ovviamente
>
>> PUÒ essere un *mio* limite...)
>>interessante? di fatto per nulla bachiana? L'idea la vedo ottima per fare
>>dello humor (edi PDQ Bach, "the grossest fugue" oppur "fugá meshugá" dal
>>"sacrificio musicale").
>>
>
> Ti riferisci a Pacchioni? Lui é un grande artigiano ma nulla di piú.


Credo che anche lui si ritenga un grande artigiano, e che scambi
questo, + o - , con la grandezza musicale. Ovviamente, un genio
musicale DEVE essere un grande artigiano, ma si tratta di
condizione necessaria a esplicare una potenzialità, non sufficiente
a garantirne l'esistenza.

In passato abbiamo litigato aspramente (in nuce, mi accusava di
considerare la sua via come "vietata", mentre io rivendicavo il
diritto di esistenza di altre vie, che per lui erano l'antitesi
della musica).

> [] Ció cui mi riferivo é altro.


> Sarebbe interessante sentire un pezzo strettamente polifonico ma che
> comunque sia animato da quelle foghe e quegli slanci tipici di LvB, R.S. ad
> es.


Proprio stamattina, stimolato da recenti discussioni su Bartók, mi
sono riascoltato il 3o (e il 5o) quartetto di Bela Bartók. Ebbene, se
vuoi una fuga "barbara come solo un barbaro magiaro sa fare" ascoltati
i fugati della 3a parte (o "grande coda" del 2o mvt) del 3o quartetto
dell'ingharese (sic!) Adalberto (ri-sic!).

Oppure, partitura alla mano, molti passaggi dalla 4a sinfonia "l'Inestinguibile"
di un mio amore personale: Carl Nielsen (la sua musica è una delle cause a me
più care).

Richard Strauss, ovviamente, *ha* scritto già molti pezzi strettamente
polifonici (si potrebbe quasi dire che in Richard Strauss quasi tutto
sia polifonia e siano assenti elementi propriamente di accompagnamento
ove Strauss non stia intenzionalmente "richiamando" altri contesti
musicali).

> Scivere tenendo conto degli elementi caratteristici di ogni epoca non
> potrebbe essere una conquista maggiore di quelle che si spacciano come tali
> tra le avanguardie contemporanee?


Spero che la tua frase sia dettata da ingenua ignoranza... Cosa vuol dire
"elemento caratteristico di ogni epoca"? In particolare, cosa sarebbe un
"elemento caratteristico dell'epoca che stiamo vivendo?". In cosa sarebbe
attuale scrivere una "fuga bachiana con gli slanci di Beethoven?"
(soprattutto dopo che "fughe con gli slanci di bartok" le abbiamo già sentite...)
mentre, ad esempio, far battere con l'archetto sul leggio NON lo sarebbe
(forse hai ragione, lo facevano già Rossini e Mahler...). In che cosa un
cluster diatonico non sarebbe attuale? (A meno che tu non mi dica che, avendolo
già usato Richard Strauss nella Alpensinfonie, non si tratti che, ormai, di un
trucchetto ammuffito...) Ho peraltro il sospetto che tu veda le
"avanguardie contemporanee" come qualcosa di grigio e indistinto, nel
quale tutti scrivono sempre lo stesso pezzo, invariabilmente seriale, e
chissà cos'altro. Mi chiedo quanta musica di tali avanguardie tu abbia
ascoltato e, soprattutto, con che tipo di attenzione. Mi chiedo se tu non
abbia ascoltato pochi pezzi o comunque pochissimi autori, e ne abbia tratto
conseguenze generali.


Se si ascoltasse la musica "classica" con la stessa attenzione con cui spesso
si ascolta la contemporanea, non si udrebbero altro che commenti tipo:
"Che rottura di coglioni 'sto Mozart, sempre accordi maggiori e minori,
lo sporadico accordo di dominante, qualche dissonanza qua e la per
tentare, inutilmente, di rendere l'armonia un po varia! E le melodie?
Che mancanza di ispirazione! Tutte le frasi terminano allo stesso modo!
E questo individuo viene spacciato come un "grande"? Palle! la banalità,
ecco cosa lo ha reso popolare! E il ritmo? lo stesso schema mantenuto per
decine di battute! Un sacco di ripetizioni letterali, come se noi fossimo
degli idioti che hanno bisogno che gli si ripeta la stessa frase 10 volte
prima che la possiamo capire, e tutti i minuetti non sono altro che lo stesso
pezzo riscritto 1000 volte! Che mancanza di fantasia, che orchestrazione
piatta, sempre i soliti frin frin degli archi con qualche fiato ogni tanto,
un trucchetto spicciolo per tentare di nascondere la propria mancanza di
fantasia: ma a chi la vogliono dare a bere? Santo cielo! ma la storia poche
volte ha conosciuto un compositore così povero di idee! La gente che mostra
piacere all'ascolto di Mozart deve per forza FINGERE! Non è possibile
che gli piaccia! Fingono, per abitudine, per non fare brutta figura!"


Ti sembra osceno?
Eppure mi sono limitato ad applicare la metodologia di ascolto della
contemporanea di un tuo concittadino al suo autore preferito...


Incidentalmente, sono convinto che molte persone fingano di capire la
musica classica (non sto parlando del tuo concittadino) e si fidino dei
"bollini": basta vedere quante vecchine di entrambi i sessi e di tutte
le età applaudono come forsennati ad esecuzioni semplicemente esecrabili
di pezzi minori di Mozart, quando almeno il 30% delle note è fuori di
almeno un paio di comma... ho sentito gente urlare "BIS" a squarciagola
dopo una Quinta di Ciaicoschi massacrata da archi dall'intonazione diciamo
creativa (clusters microtonali che neppure Scelsi avrebbe potuto concepire),
attacchi aleatori e ottoni rutilanti e ruttanti...


Mi chiedo se conosci Kurtàg, se conosci la musica di Peter Eötvös (conosci
la sua "Chinese Opera"?, "Steine - meinem Sohne in der Schattenwelt"),
cosa conosci degli autori spettrali (Murail, Grisey, Radulescu in particolare,
ma anche i lavori di Kaija Saariaho). Conosci Castiglioni? Magnus Lindberg?
In cosa questi non sarebbero attuali? Sapresi motivare, con argomenti seri
e *non* apodittici, l'affermazione secondo cui le loro conquiste non sarebbero
tali ma semplicemente "spacciate"? Conosci Fabio Vacchi? Io fino a pochissimo
tempo fa non lo conoscevo. Eppure la sua musica è lussureggiante (non saprei
trovare un aggettivo migliore), un autentico trionfo del "bello" (anche da
un punto di vista squisitamente sonoro) - questo a prescindere dal fatto che
mi emozioni e meno ("Dai calanchi di Sabbiuno" è semplicemente impressionante).


> (scusa il pesimo italiano ma sono due ore che faccio latino e algebra e
> ormai ho il cervello in panne)


Il problema non è l'italiano! Ho il sospetto, molto forte, che tu debba
ancora cominciare ad *ascoltare* musica. E non sto parlando di QUANTITÀ di
musica di oggi che devi ascoltare. Sto parlando proprio di usare i due
oggetti che crescono ai lati della tua testa. Se invece ti accontenti di
un balsamo acustico, ok, ma fruire della musica classica semplicemente come
di un consolante tappetino sonoro, magari per digerire meglio una versione
di latino o uno studio di funzione per me non vuol dire ascoltare...

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 16, 2001, 7:04:16 AM10/16/01
to
Andrea Sangiacomo wrote:

>> Come sarebbe una "fuga bachiana con gli slanci di beethoven?"...
>> pacchiana?
>>
>>(questo mi ricorda anche un altro compositore contemporaneo specializzato
>> in fughe contemporanee, ma non ci ho mai trovato slanci, questo
>>ovviamente PUÒ essere un *mio* limite...)
>>interessante? di fatto per nulla bachiana? L'idea la vedo ottima per fare
>>dello humor (edi PDQ Bach, "the grossest fugue" oppur "fugá meshugá" dal
>>"sacrificio musicale").
>
>
>Ti riferisci a Pacchioni? Lui é un grande artigiano ma nulla di piú.
>

Credo che anche lui si ritenga un grande artigiano, e che scambi


questo, + o - , con la grandezza musicale. Ovviamente, un genio
musicale DEVE essere un grande artigiano, ma si tratta di
condizione necessaria a esplicare una potenzialità, non sufficiente
a garantirne l'esistenza.

In passato abbiamo litigato aspramente (in nuce, mi accusava di
considerare la sua via come "vietata", mentre io rivendicavo il
diritto di esistenza di altre vie, che per lui erano l'antitesi
della musica).

>[] Ció cui mi riferivo é altro.


>Sarebbe interessante sentire un pezzo strettamente polifonico ma che
>comunque sia animato da quelle foghe e quegli slanci tipici di LvB, R.S. ad
>es.

Proprio stamattina, stimolato da recenti discussioni su Bartók, mi


sono riascoltato il 3o (e il 5o) quartetto di Bela Bartók. Ebbene, se
vuoi una fuga "barbara come solo un barbaro magiaro sa fare" ascoltati
i fugati della 3a parte (o "grande coda" del 2o mvt) del 3o quartetto
dell'ingharese (sic!) Adalberto (ri-sic!).

Oppure, partitura alla mano, molti passaggi dalla 4a sinfonia "l'Inestinguibile"
di un mio amore personale: Carl Nielsen (la sua musica è una delle cause a me
più care).

Richard Strauss, ovviamente, *ha* scritto già molti pezzi strettamente
polifonici (si potrebbe quasi dire che in Richard Strauss quasi tutto
sia polifonia e siano assenti elementi propriamente di accompagnamento
ove Strauss non stia intenzionalmente "richiamando" altri contesti
musicali).

>Scivere tenendo conto degli elementi caratteristici di ogni epoca non


>potrebbe essere una conquista maggiore di quelle che si spacciano come tali
>tra le avanguardie contemporanee?

mi emozioni o meno ("Dai calanchi di Sabbiuno" è semplicemente impressionante).


>(scusa il pesimo italiano ma sono due ore che faccio latino e algebra e
>ormai ho il cervello in panne)

Il problema non è l'italiano! Ho il sospetto, molto forte, che tu debba
ancora cominciare ad *ascoltare* musica. E non sto parlando di QUANTITÀ di

musica di oggi che devi ascoltare. Puoi anche scegliere di non ascoltarne
proprio, mai più (e in tal caso il buon senso ti consiglierebbe di astenerti
dal discuterne...) Sto parlando proprio di usare i due oggetti che crescono


ai lati della tua testa. Se invece ti accontenti di un balsamo acustico, ok,
ma fruire della musica classica semplicemente come di un consolante tappetino
sonoro, magari per digerire meglio una versione di latino o uno studio di

funzione, per quanto sicuramente ammissibile (non costituisce reato!), *per me*
non significa ascoltare...

Andrea Sangiacomo

unread,
Oct 16, 2001, 8:19:15 AM10/16/01
to

"Roberto Maria Avanzi Mocenigo" <moce...@exp-math.uni-essen.de> ha scritto
nel messaggio news:3BCC1430...@exp-math.uni-essen.de...

> Andrea Sangiacomo wrote:
>
Sto parlando proprio di usare i due oggetti che crescono
> ai lati della tua testa. Se invece ti accontenti di un balsamo acustico,
ok,
> ma fruire della musica classica semplicemente come di un consolante
tappetino
> sonoro, magari per digerire meglio una versione di latino o uno studio di
> funzione, per quanto sicuramente ammissibile (non costituisce reato!),
*per me*
> non significa ascoltare...
>
> ciao

Ti posso assicurare che per me ascoltare non vuol dire usare come sottofondo
per altre cose. In genere, se ho la fortuna di trovarla, cerco di ascoltare
partitura alla mano. Degli autori moderni ovviamente non conosco che alcuni
(come tu non conoscerai il 100% di tutti gli autori del passato, ed é
umanamente logico) come ad esempio Preisner (anche se scrive musica
soprattutto per il cinema trovo la sua musica di una limpidezza
straordinaria) Enaudi, Ferreri, Pacchioni e di stranieri...be sono sicero
piuttosto che scriverti nomi zeppi di errori mi astengo (nomi che tra
l'altro non sono sicuro di associare bene e nemmeno di ricordare). Di certo
non ho ascoltato l'intera produzione musicale mondiale del 1900 ma da quel
che ho sentito ho giá detto quel che penso. Anche se si ascolta non é detto
che piaccia ció che si sta ascoltando.
Andrea


Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 16, 2001, 8:33:42 AM10/16/01
to
Andrea Sangiacomo wrote:

>
> Ti posso assicurare che per me ascoltare non vuol dire usare come sottofondo
> per altre cose. In genere, se ho la fortuna di trovarla, cerco di ascoltare
> partitura alla mano. Degli autori moderni ovviamente non conosco che alcuni
> (come tu non conoscerai il 100% di tutti gli autori del passato, ed é
> umanamente logico)


Non pretendo di conoscere neppure il 100% degli autori di oggi, se
è per questo. Ne incontro in continuazione di nuovi. Paolo Tramannoni
si avvicina ben di più ad una conoscenza globale...


> come ad esempio Preisner (anche se scrive musica
> soprattutto per il cinema trovo la sua musica di una limpidezza
> straordinaria) Enaudi, Ferreri, Pacchioni e di stranieri...be sono sicero


Einaudi lo ho riconosciuto. Ferrero o Ferrari?

Io non trovo che scrivere anche per il cinema sia di per se "colpevole".
Ad esempio, Tooru Takemitsu ha scritto molta musica per il cinema, e
secondo me è uno dei grandi compositori del XX secolo.


> piuttosto che scriverti nomi zeppi di errori mi astengo (nomi che tra
> l'altro non sono sicuro di associare bene e nemmeno di ricordare).


Interessante, questo. Di solito se ascolto attentamente un pezzo
mi ricordo il nome dell'autore (anche se, comprensibilmente, faccio
i miei strafalcioni o ho i miei vuoti di memoria!).


> Di certo
> non ho ascoltato l'intera produzione musicale mondiale del 1900 ma da quel
> che ho sentito ho giá detto quel che penso.


E, ti ripeto, secondo me ne hai tratto una visione sostanzialmente distorta,
oppure non sai esprimerti in italiano: quello che hai scritto mi ha dato
l'impressione assai netta che tu o ti sia avvicinato ad una sezione molto
limitata (magari perchè mal consigliato, ad esempio da qualcuno che ti suggerisce,
assai infaustamente, di partire dalle avanguardie dei primi anni dopo la seconda
guerra mondiale, perchè per capire la musica "bisogna partire dall'inizio"... e in
tal caso posso anche capire come alcuni possano sentirsi "scottati") oppure tu non
sia riuscito comprendere le differenze tra i vari autori, in che modo hanno
interiorizzato la lezione del passato, ecc, ecc

Vorrei che tu mi dicessi, esplicitamente, esempi di "conquiste... spacciate per
tali... da avanguardie", mi motivassi il perchè affermi questo, e proponessi
soluzioni alterative e coerenti con un ideale estetico. Altrimenti si tratta
solo di ilazioni, vuote e controproducenti.

Conosco molta gente che ha a disposizione infinite partiture, e che solo in rarissimi
casi comprende ciò che ha davanti (pam pam, ad esempio), e gente che la musica non la
sa leggere ma è priva di chiusura alcuna... la stragrande maggioranza della musica
che ascolto la seguo senza partitura, la conoscenza della quale non è indispensabile
per comprendere le ragioni dell'autore (secondo il *mio* modo di vedere la musica,
perchè io non credo alla musica *solo* per gli *occhi* -- approcci, sia compositivi
che di ascolto, *in*tal*senso* diversi dal mio sono ovviamente ammissibili, ma non mi
interessano).


> Anche se si ascolta non é detto
> che piaccia ció che si sta ascoltando.


A _me_ lo vieni a dire?

Carlo Gerelli

unread,
Oct 16, 2001, 8:40:53 AM10/16/01
to
Roberto Maria Avanzi Mocenigo <moce...@exp-math.uni-essen.de> wrote in
message 3BCC2926...@exp-math.uni-essen.de...
<snip>

> Io non trovo che scrivere anche per il cinema sia di per se "colpevole".
> Ad esempio, Tooru Takemitsu ha scritto molta musica per il cinema, e
> secondo me è uno dei grandi compositori del XX secolo.

ecco, bravo, consigliami qualcosa di Takemitsu che
mi ispira ... qualcosa che _io_ sia in grado di ascoltare, però (:-)

ciao

c.

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 16, 2001, 9:01:38 AM10/16/01
to
Carlo Gerelli wrote:


Eh, probabilmente i pezzi di Toru Takemitsu che più piacciono a *me*
(ma si tratta di gusti, e non di valutazioni più profonde) sono i meno
ascoltabili... ma di recente sono usciti due dischi molto belli,
entrambi consigliabilissimi.


Il disco dal titolo "Quotation of Dream"
(Crossley, Serkin, Knussen) della serie 20/21 della
Deutsche Grammophon

e

il disco SONY con il Requiem, "From me flows what you
call time" e "Till by Twilight" (c'è quindi la sovrapposizione
di un pezzo!) (Nexus, Pacific Symph Orch/ Carl St. Clair)

su Amazon o simili trovi anche, probabilmente, estratti dal primo
disco (la SONY di solito non permette la pubblicazione di
estratti, il che è stupido).


Aggiungo, toh!, un disco splendido della serie "20th century
classics" della DGG, che forse si trova ancora, con "A flock
descends in the pentagonal garden" e "Quatrain" - pezzi più
severi, ma di indiscutibile fascino.

Se trovi anche "Arc en ciel", "Nostalghia" e "Archipelago S",
sei un uomo fortunato (io questi pezzi li ho in una incisione
della Australian Broadcasting Corporation...)

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 16, 2001, 9:02:59 AM10/16/01
to
Carlo Gerelli wrote:

Eh, probabilmente i pezzi di Toru Takemitsu che più piacciono a *me*
(ma si tratta di gusti, e non di valutazioni più profonde) sono i meno

ascoltabili... ma ti voglio venire incontro! di recente sono usciti


due dischi molto belli, entrambi consigliabilissimi.


Il disco dal titolo "Quotation of Dream"
(Crossley, Serkin, Knussen) della serie 20/21 della
Deutsche Grammophon

e

il disco SONY con il Requiem, "From me flows what you
call time" e "Till by Twilight" (c'è quindi la sovrapposizione
di un pezzo!) (Nexus, Pacific Symph Orch/ Carl St. Clair)

su Amazon o simili trovi anche, probabilmente, estratti dal primo
disco (la SONY di solito non permette la pubblicazione di
estratti, il che è stupido).


Aggiungo, toh!, un disco splendido della serie "20th century
classics" della DGG, che forse si trova ancora, con "A flock
descends in the pentagonal garden" e "Quatrain" - pezzi più
severi, ma di indiscutibile fascino.

Se trovi anche "Arc en ciel", "Nostalghia" e "Archipelago S",
sei un uomo fortunato (io questi pezzi li ho in una incisione
della Australian Broadcasting Corporation...)

ciao

Carlo Gerelli

unread,
Oct 16, 2001, 9:29:02 AM10/16/01
to
Roberto Maria Avanzi Mocenigo <moce...@exp-math.uni-essen.de> wrote in
message 3BCC3003...@exp-math.uni-essen.de...

> >>
> > ecco, bravo, consigliami qualcosa di Takemitsu che
> > mi ispira ... qualcosa che _io_ sia in grado di ascoltare, perň (:-)
>
> Eh, probabilmente i pezzi di Toru Takemitsu che piů piacciono a *me*
> (ma si tratta di gusti, e non di valutazioni piů profonde) sono i meno
> ascoltabili...

e te pareva ...

> ma ti voglio venire incontro! di recente sono usciti
> due dischi molto belli, entrambi consigliabilissimi.

cmq grazie, tutto annotato e salvato

c.

PS: a proposito di Quotation, lo sapevate che, secondo CDUniverse:

Customers who bought Quotation Of A Dream also bought:
Primo Omicidio by A. Scarlatti
Conducts Bruckner-Sym 7-9 by Sergiu Celibidache
Sequenzas-Comp by L. Berio
Survivor From Warsaw/Poemes/& by Schoenberg/Messiaen
Ct Pno 1/2 by F. Chopin

mi sembra un fantastico filo rosso, degno del
miglior Mocenigo ;-), o del peggior Bellavite ;-))))

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 16, 2001, 9:41:45 AM10/16/01
to
Carlo Gerelli wrote:

> Roberto Maria Avanzi Mocenigo wrote:
>
>>>ecco, bravo, consigliami qualcosa di Takemitsu che

>>Eh, probabilmente i pezzi di Toru Takemitsu che più piacciono a *me*
>>(ma si tratta di gusti, e non di valutazioni più profonde) sono i meno


>>ascoltabili...
>
> e te pareva ...


:-þ

>>ma ti voglio venire incontro! di recente sono usciti
>>due dischi molto belli, entrambi consigliabilissimi.
>
> cmq grazie, tutto annotato e salvato


prego!
Te li ho pure messi in ordine di reperibilità decrescente!

nel vecchio CD DGG (# cat 423 253-2) ci sono anche
Stanza, Sacrifice, Ring e Valeria. Sono tutti pezzi
molto belli e mostrano anche il lato modernista di Toru.

Potrebbe essere stato ristampato in tempi non troppo remoti
dalla Deutsche Grammophon Japan: quindi è forse reperibile
ma, temo, a costi folli (un CD a prezzo pieno in Giappone
costa 50-60mila lire, al quale vanno aggiunte le spese
di spedizione...)


Nella musica da film invece, ci sono delle cose bizzarre,
compresi dei Tango un po' debussiani, decisamente stranianti.
La Nonesuch ha pubblicato di recente un CD quantomeno divertente...


> PS: a proposito di Quotation, lo sapevate che, secondo CDUniverse:
>
> Customers who bought Quotation Of A Dream also bought:
> Primo Omicidio by A. Scarlatti


questo mi intriga!

> Conducts Bruckner-Sym 7-9 by Sergiu Celibidache

solo? vanno prese TUTTE!

> Sequenzas-Comp by L. Berio
> Survivor From Warsaw/Poemes/& by Schoenberg/Messiaen
> Ct Pno 1/2 by F. Chopin
>
> mi sembra un fantastico filo rosso, degno del
> miglior Mocenigo ;-), o del peggior Bellavite ;-))))


Inquïetante! Specialmente la piega presa alla fine.

Paolo Tramannoni

unread,
Oct 16, 2001, 10:20:33 AM10/16/01
to
Roberto Maria Avanzi Mocenigo <moce...@exp-math.uni-essen.de> wrote:

> Conosci Fabio Vacchi? Io fino a pochissimo tempo fa non lo conoscevo.
> Eppure la sua musica è lussureggiante (non saprei trovare un aggettivo
> migliore), un autentico trionfo del "bello" (anche da un punto di vista
> squisitamente sonoro) - questo a prescindere dal fatto che mi emozioni e
> meno ("Dai calanchi di Sabbiuno" è semplicemente impressionante).

Vero. Vero. Uno dei pezzi più assolutamente belli della storia della
musica. E impermeabile a qualunque delle critiche di solito riservate
alla contemporanea. Il disegno formale è chiarissimo. Il ritmo è persino
elementare, come in "Rituel" o "Notation II" di Boulez. I blocchi
accordali sempre compatti e di sapore consonante. La melodia
riconoscibile e facilissima. I timbri usati con parsimonia.

Bello. Proprio un bel pezzo.

Ciao,
Paolo

--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy

Andrea Sangiacomo

unread,
Oct 16, 2001, 10:29:53 AM10/16/01
to

"Roberto Maria Avanzi Mocenigo" <moce...@exp-math.uni-essen.de> ha scritto
nel messaggio news:3BCC2926...@exp-math.uni-essen.de...

> Andrea Sangiacomo wrote:
>
>
> Vorrei che tu mi dicessi, esplicitamente, esempi di "conquiste...
spacciate per
> tali... da avanguardie", mi motivassi il perchè affermi questo, e
proponessi
> soluzioni alterative e coerenti con un ideale estetico.

Non é recentissima ma cosí su due piedi é la prima che mi viene in mente. La
musica aleatoria.
Direi che potrebbe fare da sponsor per "l'ufficio complicazione cose
semplici" ricordo che un po' di tempo fa qui a genova ci fu un concerto di
Lombardi (non sono sicuro del nome ma ricordo che ha a che fare con la
lombardia, scusa ma ti avevo avvisato di questa mia deficenza cronica
riguardo ai nomi) per 21 pianoforti. Direi che é una delle musica piú
inconcludenti che abbia mai sentito. La musica é un linguaggio. Un
linguaggio é comunicazione. La comunicazione si instaura quando A trasmette
un messaggio e B lo riceve. É preferibile parlare in modo chiaro e lineare
oppure contorto e magmatico? La musica é semplice perché complicarsi la
vita?
Soluzioni? e chi sono io per darne? e anche se ne proponessi dubito che
potrebbero essere condivise, quindi mi astengo.
Andrea


Francesco Lo Cascio

unread,
Oct 16, 2001, 10:35:38 AM10/16/01
to
On Mon, 15 Oct 2001 20:53:19 GMT, Andrea Sangiacomo says...

> Puó insegnare come ha insegnato czerny con i suoi (anche bellissimi)
> studi ma nulla di piú.

:-PPP
Non toccatemi Czerny... :-)

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 16, 2001, 10:50:35 AM10/16/01
to
Andrea Sangiacomo wrote:

> "Roberto Maria Avanzi Mocenigo" <moce...@exp-math.uni-essen.de> ha scritto
> nel messaggio news:3BCC2926...@exp-math.uni-essen.de...
>
>>Andrea Sangiacomo wrote:
>>
>>
>>Vorrei che tu mi dicessi, esplicitamente, esempi di "conquiste...
>>spacciate per
>>tali... da avanguardie", mi motivassi il perchè affermi questo, e
>>proponessi

>>soluzioni alternative e coerenti con un ideale estetico.


>
> Non é recentissima ma cosí su due piedi é la prima che mi viene in mente. La
> musica aleatoria.


Ovvero il caso?
Permette agli interpreti di fare scelte, quindi si tratta di
*scelte*interpretative* diverse da quelle, ad esempio, che si
effettuano eseguendo repertorio romantico.

Ci sono numerosissimi tipi di alea. Raramente viene detto
"fate quel che vi pare", piuttosto si lascia all'esecutore
la possibilità di scegliere tra diverse possibilità, in modo
che ogni esecuzione sia chiaramente un evento unico (come, del
resto, è comunque).

Anche la musica, annotata con precisione quasi maniacale, di
Brian Ferneyhough è, consapevolmente, una forma di alea.

> Direi che potrebbe fare da sponsor per "l'ufficio complicazione cose
> semplici" ricordo che un po' di tempo fa qui a genova ci fu un concerto di
> Lombardi (non sono sicuro del nome ma ricordo che ha a che fare con la
> lombardia, scusa ma ti avevo avvisato di questa mia deficenza cronica
> riguardo ai nomi) per 21 pianoforti.


Luca Lombardi è un compositore abbastanza noto, dotato di una cultura
musicale impressionante, politicamente molto attivo, e per il quale
(per motivi *musicali*) non nutro una particolare simpatia.


> Direi che é una delle musica piú
> inconcludenti che abbia mai sentito.


È un rischio dell'alea, ad esempio, se gli interpreti stessi si curano
poco delle indicazioni dell'autore. MOlta musica manca di una direzione
ben precisa, a prescindere dal fatto che sia aleatoria o meno:
basta guardare i contemporanei di Mozart: finchè ascoltiamo FJ Haydn,
Dittersdorf, M. Haydn, Vanhal, ok, non ci sono dubbi, ma dopo di questi
troviamo facilmente autori incapaci di scrivere una frase musicale dal
carattere chiaro, e quando ci riescono, sanno solo ripeterla in modo
banale....
Hai (mutatis mutandis) giudicato Mozart ascoltando il concerto per
fagotto e orchestra di qualche oscuro Kapellmeister suo contemporaneo....


> La musica é un linguaggio.


Cosa esprime?

Come posso dire "stamattina ho fatto colazione con cork flakes nello
yogurt magro, pane e nutella, due uova sode e un forte caffè. poi ho
saltato il pranzo"? usando forse una fuga bachiana con gli slanci di
beethoven?


> Un linguaggio é comunicazione. La comunicazione si instaura quando A trasmette
> un messaggio e B lo riceve. É preferibile parlare in modo chiaro e lineare
> oppure contorto e magmatico?


Cosa vuol dire chiaro e lineare? E contorto e magmatico?


> La musica é semplice perché complicarsi la vita?


La musica é semplice?

Andrea Sangiacomo

unread,
Oct 16, 2001, 11:19:56 AM10/16/01
to

"Francesco Lo Cascio" <locascio....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:MPG.16362795...@News.CIS.DFN.DE...

> On Mon, 15 Oct 2001 20:53:19 GMT, Andrea Sangiacomo says...
>
> > Puó insegnare come ha insegnato czerny con i suoi (anche bellissimi)
> > studi ma nulla di piú.
>
> :-PPP
> Non toccatemi Czerny... :-)
>
adoro czery soprattutto l'op 740 (il 12 é bellissimo)


It is loading more messages.
0 new messages