vorrei un'interpretazione per cosi' dire "classica" e abbastanza recente,
grazie.
Io ho comprato tempo fa il volume I delle sonate interpretate da
Jeno Jando.. e a me piace molto, anche se tutto sommato, non
avendo termini di confronto, non so quanto possa essere
significativa questa mia osservazione.
Ora ho ordinato da www.zivago.com le sonate interpretate da
Pommier, dopo che un consulto su rec.music.classical.recording mi
aveva fornito risultati incoraggianti (dovresti fare una ricerca
su quel ng)... Sto aspettando ansiosamente che arrivi il pacco
per confrontarlo con l'interpretazione di Jando..
Saluti!
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Eschenbach suona bene. Credo si possa definire un'interpretazione
"classica".
Mi parlano molto bene di Zacharias (EMI).
Schiff e' meno convincente che nei concerti per piano (con il grande Sandor
Vegh).
Sugli altri non mi esprimo.
Pierpaolo
Mauro B ha scritto nel messaggio <38520...@news.megasys.it>...
Mauro B <mba...@tiscalinet.it> wrote in message
38520...@news.megasys.it...
>
> Chi mi consiglia una incisione?
Allora. E' un problema che mi attanaglia da anni. Dopo profonde
meditazioni (guarda che scherzo, almeno in parte) penso che:
Eschembach suoni bene ma non sia eccelso. Comunque non è una versione
recente; è comunque classico, nel senso che non batte strade nuove,
un pochino ripete cose già fatte da altri. Il che non è un delitto.
Jando (ne ho sentite alcune) non mi piace. Suono troppo brillante,
quasi lisztiano: si può (trovare) e fare di meglio. Pommier non l'ho
mai sentito. Per Schiff (che un bravissimo pianista) ho una lieve
antipatia (se vuoi ci torniamo sopra). Dunque fra questi tre (escludo
Pommier) comprerei il vecchio Eschembach. E a questo punto ti dico:
Sai che esiste l'integrale di Arrau? E che parecchie Sonate le ha
incise (piuttosto bene) Brendel? A me Arrau piace parecchio,
soprattutto nelle ultime sonate.
Insomma una sola integrale non mi basta. Spero di averti un po'
aiutato lo stesso. Figurati che ho anche quella di G. Gould
(difficile da digerire) e qualcosa di buono trovo anche in
quella...(a patto di conoscerne altre due o tre almeno; non ho
menzionato Gieseking di proposito, anche perché è vecchia come
incisione. Se vuoi ne parliamo).
Un caloroso saluto fra Mozartiani ferventi
vito
Pierpenco <pier...@yahoo.com> wrote in message
8khns6$18s0$1...@stargate1.inet.it...
>
> Eschenbach suona bene.
Bella, sě. Anche a me piace molto, e adesso si trova pure in edizione
economica..
ramusio
"Mauro B" <mba...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:38520...@news.megasys.it...
>
> Chi mi consiglia una incisione?
> su Iperdue ho trovato:
> Schiff (e' un pianista che mi piace molto)
> Christoph Eschenbach (non lo conosco)
> Jando Jeno della Naxos (mai sentito)
> Jean-Brernard Pommier (molto conveniente)
Artisticamente ti consiglierei Schiff senza dubbi, anche se Eschenbach non
deve essere male. Se invece vuoi risparmiare ti rimane Pommier.
Io possiedo una edizione di Barenboim per la EMI (anni '80) comprata tempo
fa su Amazon e mi piace parecchio.
--
Emanuele Passerini
ema.pa...@libero.it
http://go.to/manupippo
ICQ# 34957310
ciao
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
vi...@sirius.pisa.it
-----
Sempre ho riso di quel maestro
che di se' non abbia riso.
>edizione eurodisc. ce l'ho. edizione economica, buona registrazione e buona
>interpretazione di paolino.
Beh, potrei farci un pensierino. Di fatto non ho integrali delle Sonate
di Mozart. Ho Gould, che perň ogni tanto, perde qualcosina da un punto
di vista filologico, e ho acquistato un CD Naxos con Jando che ho
trovato obrobrioso. Quello che ho sentito del tuo amico Paolino mi č
piaciuto parecchio.
"v i n i x ®" wrote:
> emf <chez_to...@geocities.com>
> in thread "Re: Una domanda (era: Integrale sonate di Mozart)" wrote:
>
> >edizione eurodisc. ce l'ho. edizione economica, buona registrazione e buona
> >interpretazione di paolino.
>
> Beh, potrei farci un pensierino. Di fatto non ho integrali delle Sonate
> di Mozart. Ho Gould, che però ogni tanto, perde qualcosina da un punto
> di vista filologico, e ho acquistato un CD Naxos con Jando che ho
> trovato obrobrioso. Quello che ho sentito del tuo amico Paolino mi è
> Beh, potrei farci un pensierino. Di fatto non ho integrali delle
Sonate
> di Mozart. Ho Gould, che però ogni tanto, perde qualcosina da un
punto
> di vista filologico, e ho acquistato un CD Naxos con Jando che ho
> trovato obrobrioso. Quello che ho sentito del tuo amico Paolino mi
è
> piaciuto parecchio.
Scusa l'intromissione. Concordanza piena per l'obbrobrioso affibbiato
a Jando. Mi piacerebbe approfondire su Gould, pianista che di solito
mi piace molto. In quel cofanetto alterna, a mio parere cose
riuscitissime (k281, k284, k309, k311 che per me è la migliore
esecuzione mozartiana di G. in assoluto) a cose buone (le altre nel
gruppo delle prime sei) a cose sconcertanti (su tutte, primo e
secondo tempo di k333). Cosa ne pensi? Cosa ne pensate?
vito
>
>Chi mi consiglia una incisione?
>su Iperdue ho trovato:
>Schiff (e' un pianista che mi piace molto)
>Christoph Eschenbach (non lo conosco)
>Jando Jeno della Naxos (mai sentito)
>Jean-Brernard Pommier (molto conveniente)
>
>vorrei un'interpretazione per cosi' dire "classica" e abbastanza recente,
>grazie.
>
Eschenbach propone un Mozart vellutato e molto morbido, complice anche la mia edizione in LP (quella
del suono del pianoforte tra analogico e digitale sarebbe un bel thread da affrontare). A me
comunque stilisticamente non piace. Gould varrebbe la pena comprarlo anche solo per le prime 6
Sonate (K.279-284). Moltre delle altre a me piacciono ma non possono certo essere considerate delle
"buone" interpretazioni. Di Perahia ho ascoltato una volta una memorabile K.310, ma credo che non
abbia fatto l'integrale. Se vorrai anche l'integrale dei concerti in futuro, mi permetto di
suggerirti proprio la sua. Schiff propone un Mozart "ŕ la page" sul pianoforte moderno ed č senza
dubbio un pianista in grado di sedurre l'ascoltatore. Dei quattro che dici credo che dovresti
puntare proprio su di lui.
>E Brendel? non so le Sonate, ma ho ascoltato i Concerti e
>ti assicuro che lasciano senza fiato...
Verissimo.
E le sonate sono dello stesso livello, anzi - forse - anche meglio
(perche' incise meglio dei concerti, e perche' non sempre l'orchestra
che accompagna Brendel nei concerti è il massimo).
PS: sconsiglio le sonate mozartiane di Arrau, artista che vedo molto
piu' idoneo alle sonate di Beethoven.
Schillogeno
------------------
"Well, i'm the slime from your video
Oozin' along on your living room floor
I am the slime from your video
can't stop the slime, people, look it me go"
Frank Zappa, 1973
NB: Per scrivermi togliete accaacca finali al mio username.
Pierpaolo
Herr Graf <--herr...@interfree.it> ha scritto nel messaggio
<396d7adf...@news.CIS.DFN.DE>...
>Chi mi consiglia una incisione?
>su Iperdue ho trovato:
>Schiff (e' un pianista che mi piace molto)
>Christoph Eschenbach (non lo conosco)
>Jando Jeno della Naxos (mai sentito)
>Jean-Brernard Pommier (molto conveniente)
Ho parlato benissimo di Schiff di recente. Debbo tuttavia dire che
nelle sonate di Mozart non lo trovo eccellente.
Suggerisco Brendel o - volendo risparmiare parecchio - la bella e
pochissimo costosa (10-12mila a CD) integrale di Ciccolini (Discover).
>Scusa l'intromissione. Concordanza piena per l'obbrobrioso affibbiato
>a Jando. Mi piacerebbe approfondire su Gould, pianista che di solito
>mi piace molto. In quel cofanetto alterna, a mio parere cose
>riuscitissime (k281, k284, k309, k311 che per me è la migliore
>esecuzione mozartiana di G. in assoluto) a cose buone (le altre nel
>gruppo delle prime sei) a cose sconcertanti (su tutte, primo e
>secondo tempo di k333). Cosa ne pensi? Cosa ne pensate?
>
Dipende da cosa si cerca nell'integrale di Gould. Come ho scritto altrove nel thread,
l'interpretazione di Gould è centratissima (e forse non ha eguali) nelle prime 6 sonate, perché lì
il mondo di Mozart è "ancora" quello di Gould. Le sonate seguenti sono un alternarsi di pura follia,
reinvenzione (es: K.310, 331, 457, 533 e le due Fantasie) e routine (l'integrale andava finito).
Esistono poi due sonate eseguite anche fuori dall'integrale. La K.330, registrata a Salisburgo,
Stoccolma e in studio alla fine degli anni '50, e la K.333, registrata in studio televisivo negli
anni '60. Sono tutte esecuzioni *completamente* diverse da quelle dell'integrale. La 330 di
Salisburgo farebbe veramente credere al Gould allievo di Horowitz del "Soccombente" (provocazione
ripresa alcuni anni fa da Rattalino) ed è a mio modesto avviso una delle più belle interpretazioni
mozartiane mai incise. La 333 è presa a tempi diametralmente opposti a quelli da F1 dell'integrale e
senz'altro ci guadagna.
E' inutile quindi scandalizzarsi se il Mozart di Gould non è il Mozart che uno si aspetta. Gould va
ascoltato con orecchie nuove e soprattutto senza pregiudizi. Prevaricava il segno e il senso della
musica che interpretava, ma quasi mai gratuitamente, e chi lo sa ascoltare scopre tesori che
sarebbero rimasti sepolti per sempre.
Un saluto
Herr Graf
Brenno
"v i n i x ®" ha scritto:
> A proposito delle sonate di Mozart, mi risulta esistere una edizione di
> Badura-Skoda. L'altro giorno su Radiotre ho asoltato la sua K. 331 e non
> mi dispiaceva proprio per niente. Qualcuno che conosce l'integrale sa
> dirmi com'è nel suo complesso? Se non ho sofferto di una delle mie
> solite allucinazioni dettate dall'incompetenza potrebbe essere
> interessante.
>
>Scusa l'intromissione. Concordanza piena per l'obbrobrioso affibbiato
>a Jando. Mi piacerebbe approfondire su Gould, pianista che di solito
>mi piace molto. In quel cofanetto alterna, a mio parere cose
>riuscitissime (k281, k284, k309, k311 che per me č la migliore
>esecuzione mozartiana di G. in assoluto) a cose buone (le altre nel
>gruppo delle prime sei) a cose sconcertanti (su tutte, primo e
>secondo tempo di k333). Cosa ne pensi? Cosa ne pensate?
Intanto mi fa piacere trovare un altro estimatore della K.331 di Gould,
densissima di provocazioni (l'andante con variazioni č una roba
dell'altro mondo), ma affascinante al massimo. Direi che con la K.332
(l'Adagio!!!!!) č, anche per me, il meglio di Gould.
Per il resto, spesso c'č effettivamente da rimanere sconcertati. Oddio,
non fa mica male alla salute lo sconcerto, no? Ricordo la faccia di
Schillogeno (proprio con la K.333, se non ricordo male) che ne bel mezzo
di un colpo apoplettico in atto, sembrava quasi piů bella.
"v i n i x ®" wrote:
> ho acquistato un CD Naxos con Jando che ho
> trovato obrobrioso.
Sono stupito. Jando non l'ho mai sentito nelle sonate, ma nei concerti e'
bravissimo!!!!!
--
=================================
Marco Marcelli - Genova
marc...@libero.it [casa]
marco.m...@elsag.it [ufficio]
=================================
Caro Graf, ho molto apprezzato il tuo post. Anch'io la penso così.
Conosco la versione salisburghese della k330 e la trovo semplicemente
fantastica, e naturalmente condivido le tue conclusioni finali (lo
scoprire tesori anche attraverso la prevaricazione, sicuramente del
segno: del senso non sono sicuro). Per le fantasie parlerei io pure
di reinvenzione. Della k331 apprezzo particolarmente il Minuetto,
della k457 il secondo tempo. E' comunque un fatto basilare che
l'integrale presenti una netta discontinuità fra le sonate più
giovanili e le altre. Esiste una versione discografica dell'altra
incisione di k333, che tu sappia? E' un vero peccato che quella
contenuta nell'integrale combini due tempi che sono puro esercizio,
purtroppo (come raramente gli capita) con un rondò che invece è assai
più azzeccato, col bellissimo cambiamento di tempo della cadenza.
Peccato che idee simili non gli siano venute anche altrove (qualche
altro punto ci sarebbe). Una cosa simile, più contenuta perché anche
la cadenza è più breve, si trova nel finale di k311, con
l'acciaccatura che da' inizio al tema principale vista come
conclusione della cadenza. Tornando al senso: a mio modesto avviso,
un idea di Mozart da questi dischi esce, anche se non da tutte le
Sonate, un lato del Nostro che non aveva colto nessun altro...il
rapporto che G. ebbe con Mozart doveva essere assai complesso, e non
penso che le sue dichiarazioni in proposito vadano prese troppo sul
serio (come del resto in generale: G. non sapeva resistere alla
tentazione). Scusa l'insistenza, l'argomento mi entusiasma. A
risentirci
vito
In effetti l'adagio č molto suggestivo. E sono d'accordo che lo
sconcerto č salutare. Sta a vedere che alla fine quel matto di Gould
č riuscito a interessare tutti. Conosci la k332 nella vecchia (1947)
versione di Horowitz? A risentirci
vito
> Sono stupito. Jando non l'ho mai sentito nelle sonate, ma nei
concerti e'
> bravissimo!!!!!
Non so che dire. Io ho sentito due sonate (una era k331, quella in la
con l'allegretto alla turca) e non mi sono proprio piaciute. Il suono
era quello che reputo adatto a Liszt. Troppo brillante, nel senso
ottocentesco del termine; non so se riesco a spiegarmi, non era
luminoso o trasparente...forse la mia aggettivazione è troppo povera!
vito
Hai ragione. E' sensazionale, e storicamente fondamentale. Ma è una
visione di Mozart a mio modestissimo avviso un po' riduttiva, che
sottovaluta il lato oscuro, demoniaco, preromantico. E' il Mozart di
Schumann (flessuosa grazia greca), quello della sublime
rassegnazione, non quello di Hofmann. Insomma, per me anche nelle
Sonate c'é l'autore del Don Giovanni. Brendel mi piace, la Haebler un
po' (molto) meno. Bisogna poi aggiungere che Gieseking ha comunque
il merito di aver realizzato un integrale della musica per piano, non
delle sole Sonate, che comprende gioielli come l'adagio in si minore,
la Suite incompiuta, i pezzi sparsi (ad esempio la Giga, il Minuetto
K335 mi pare), l'allegro in K400 che non suona nessuno, oltre a tutte
(dico: tutte) le variazioni. Già questo basterebbe...
vito
<schill...@libero.it> wrote in message
Unkb5.457$KD3....@news.infostrada.it...
>
> "Mauro B" <mba...@tiscalinet.it> wrote:
> pochissimo costosa (10-12mila a CD) integrale di Ciccolini
(Discover).
> Schillogeno
Non l'ho mai sentito. Com'č? Grazie.
vito
> e naturalmente condivido le tue conclusioni finali (lo
>scoprire tesori anche attraverso la prevaricazione, sicuramente del
>segno: del senso non sono sicuro).
Molte interpretazioni di Gould vanno proprio a cercare un senso "possibile" dove l'Autore ne
prevedeva quasi sicuramente un altro. A differenza della maggior parte degli esecutori, che cercano
una "verità" interpretativa, GG cercava *una* delle "possibili" verità dell'opera che affrontava. E'
noto che si presentava in studio con due o tre approcci completamente diversi al pezzo da incidere
e, sulla base di una valutazione contingente, sceglieva la migliore (oppure come nel fin troppo
celebre caso della Fuga in la minore dal WTK, montava "takes" tratti da approcci differenti
inventando una nuova soluzione sul momento). Secondo me, la lezione di Gould è ancora lontana d'aver
dato i suoi frutti, specialmente per quanto riguarda il rapporto tra disco e concerto e quello della
missione dell'artista. Purtroppo, come quasi sempre accade, di un grande artista rimangono
nell'immaginario collettivo solo gli aspetti esteriori e meno importanti, mentre quelli veramente
rivoluzionari vengono sminuiti o dimenticati (apposta?). Rimane il fatto che è stato molto di più di
un semplice (grande) pianista.
> Esiste una versione discografica dell'altra
>incisione di k333, che tu sappia?
Non lo so, ma credo di sì, perché il grosso delle produzioni televisive e radiofoniche CBC è stato
da parecchi anni riversato su CD (da etichette come la Music & Arts, la nostra Nuova Era e in
qualche caso anche da Sony per la GG Edition). Mi fai venire in mente che c'è forse un'altra sonata
fuori dall'integrale, ma siccome sono in ufficio, non posso controllare. Ti faccio sapere lunedì.
Ti saluto
Herr Graf
mi associo, e aggiungo che nel caso di Gould/Mozart
sono vittima di un imprinting che non mi lascia
apprezzare in pieno altre interpretazioni che
possono dirsi, direi oggettivamente, più centrate.
Ho ascoltato per la prima volta molte sonate
di Mozart proprio nell'incisione di Gould, e non
riesco a ritrovare negli altri le stesse "emozioni forti".
Nei pezzi che invece conoscevo già, come ad
esempio nella celeberrima Marcia Turca, che pure
ho avuto occasione di sentir suonata da Badura-Skoda,
e poi ho in disco da Brendel e da altri, la perfida,
ironica lentezza di Gould, che sconvolge qualsiasi
convenzione, mi si è infilata dentro, e non riesco
più a liberarmene. Pommier, per esempio, alle
volte ha un guizzo di genialità, ma finora (purtroppo,
perchè la sua integrale l'ho presa, anche se spendendo
poco ...) niente a che fare col canadese ...
Ecco, forse l'unico che riesce a dirmi qualcosa
di diverso è proprio Horowitz : lui è il solo, col suo
distacco aristocratico e un po' fané, che riesca
ad affascinarmi quanto Gould in queste musiche.
Ma qui siamo nell'olimpo ...
a presto
--
----------------------------------------
carlo gerelli : sof...@libero.it
----------------------------------------
"Nella Ciaccona sta il segreto della Vita Bona"
Miguel de Cervantes Saavedra
Ciao
Herr Graf
>aggiungo che nel caso di Gould/Mozart
>sono vittima di un imprinting che non mi lascia
>apprezzare in pieno altre interpretazioni che
>possono dirsi, direi oggettivamente, più centrate.
>Ho ascoltato per la prima volta molte sonate
>di Mozart proprio nell'incisione di Gould, e non
>riesco a ritrovare negli altri le stesse "emozioni forti".
E' un impressione di molti. La personalità musicale di Gould è così strabordante che si fa fatica a
valutare obbiettivamente delle proposte interpretative successive (ancorché validissime). Bruno
Monsaingeon parlava di un "alzati e seguimi" che suona un tantino messianico, ma che tutto sommato
rende bene l'idea.
Herr Graf
Vito ha scritto:
>Non l'ho mai sentito. Com'è? Grazie.
Bellissima integrale... io ne ho fatto la recensione qualche anno fa,
assegnando il massimo dei voti a quasi tutti i volumi.
E' un Mozart molto teso e violento, quasi beethoveniano.
Il capolavoro è la Sonata Kv533/494. Il rondo non ha praticamente
concorrenti.
ciao,
Jashugan
--
«Sopra la panca la capra crapula,
dopo la crapula la capra crepa».
(Vinix the Gurux)
A proposito, Herr Graf; grazie per le chiacchiere su Gould e Mozart.
A risentirci quando vuoi.
vito
Francesco Lo Cascio <locascio....@tin.it> wrote in message
396f705b...@news.tin.it...
>
> On 14 Jul 2000 09:44:35 +0200, "Vito" <vitto...@tin.it> wrote:
>
> >Non l'ho mai sentito. Com'č? Grazie.
>
> Bellissima integrale... io ne ho fatto la recensione qualche anno
fa,
> assegnando il massimo dei voti a quasi tutti i volumi.
> E' un Mozart molto teso e violento, quasi beethoveniano.
> Il capolavoro č la Sonata Kv533/494. Il rondo non ha praticamente
> concorrenti.
Parliamo di Ciccolini, vero? Grazie. Parlami un po' di questo rondň,
se non ti dispiace. Veloce o lento? Cerca un rapporto con i due tempi
che precedono o accetta la differenza stilistica, magari
accentuandola? In questo momento ho pochi soldi e sono sicuro di non
trovarla, per giunta, la dovrň ordinare. Grazie in anticipo (anche se
non hai tempo o voglia)
a risentirci
vito
>Parliamo di Ciccolini, vero? Grazie. Parlami un po' di questo rondò,
>se non ti dispiace. Veloce o lento? Cerca un rapporto con i due tempi
>che precedono o accetta la differenza stilistica, magari
>accentuandola? In questo momento ho pochi soldi e sono sicuro di non
>trovarla, per giunta, la dovrò ordinare. Grazie in anticipo (anche se
>non hai tempo o voglia)
>a risentirci
Allora, il contrasto c'è ed è anche molto accentuato perché la
velocità alla quale Ciccolini esegue il primo tempo è altissima (le
terzine paiono delle mitragliate: se conosci l'esecuzione di Gilels
siamo un buon 30% sopra). Invece il Rondò è molto lento, il suono non
è proprio mozartiano, perché Ciccolini usa tantissimo pedale, nella
sezione in modo minore accentua la polifonia in modo molto romantico
(fa pensare a Schumann) e nell'ultima pagina tira fuori pure un suono
di campane che non starebbe male in Rachmaninov. Però è da conoscere.
ciao,
Maestro Jashugan stanco ma contento
Francesco Lo Cascio <locascio....@tin.it> wrote in message
397203ca...@news.tin.it...
> Allora, il contrasto c'è ed è anche molto accentuato perché la
> velocità alla quale Ciccolini esegue il primo tempo è altissima (le
> terzine paiono delle mitragliate: se conosci l'esecuzione di Gilels
> siamo un buon 30% sopra). Invece il Rondò è molto lento, il suono
non
> è proprio mozartiano, perché Ciccolini usa tantissimo pedale, nella
> sezione in modo minore accentua la polifonia in modo molto
romantico
> (fa pensare a Schumann) e nell'ultima pagina tira fuori pure un
suono
> di campane che non starebbe male in Rachmaninov. Però è da
conoscere.
Grazie. Interessantissimo...in genere il primo movimento viene
affrontato a velocità sostenute (anche Richter), il che crea qualche
problema perché oltre alle terzine ci sono i passi in imitazione. A
mio modesto parere è dovuto al fatto che le proporzioni di questo
pezzo sono insolite per le abitudini di Mozart. E' una specie di
svolgersi lento...il pedale nel Rondò mi incuriosisce tantissimo.
Cercherò di procurarmele al più presto. Grazie ancora, Magister
vito