Dipende dalla penna usata per scriverlo.
No no: si tratta sempre di partiture stampate.
G
Di due diverse edizioni o della stessa?
O meglio: partiture facenti parte dello stesso libro o di libri diversi?
Facenti parti di libri diversi.
Ma sei sicuro che si tratti di due modi di scrivere la stessa cosa?
O forse il triangolino e` uno staccatissimo piu` secco, piu` spigoloso,
mentre il cuneo e` uno staccatissimo piu` dolce, piu` smussato?
G
> > Dipende dalla penna usata per scriverlo.
>
> No no: si tratta sempre di partiture stampate.
Invece si tratta della risposta corretta. La penna del compositore č
strumento piů flessibile e versatile del punzone dell'incisore, quindi
la partitura stampata č sempre una approssimazione della partitura
manoscritta.
Alcuni compositori avevano dei vezzi grafici che un tempo, nell'incidere
le partiture, si "normalizzavano" e che le edizioni attuali cercano di
mantenere.
Per esempio Mozart scriveva i punti di staccato in diverse forme,
talvolta come punti, talvolta come piccole linee verticali, talvolta
come cunei. Un tempo l'incisore interpretava il testo, adesso cerca di
renderlo graficamente piů simile all'originale. (Poi, che cosa
significa? Probabilmente, molto staccato).
Un altro vezzo č l'abitudine di Rossini di chiudere (talvolta, ma non
sempre, anche nella stessa pagina) le forcelle di crescendo e diminuendo
sotto forma di triangoli; anche questo un tempo normalizzato nella
forcella ordinaria e, invece, riportato pari pari con forcelle
differenziate nella stampa dell'edizione critica.
Per non parlare dell'abitudine di Schubert di usare un segno intermedio
fra un grosso accento e una piccola forcella di diminuendo, che potrebbe
voler dire le due cose insieme, oppure una sola delle due (quale?
mistero).
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Quindi, per quanto riguarda i programmi di notazione che hanno sia il cuneo
sia il triangolino, si tratta solo di una preferenza grafica dell'utente?
E non sarebbe stato meglio metterla come opzione di impostazione grafica
piuttosto che differenziare i due simboli? O uno potrebbe avere bisogno,
nella stessa partitura, di mettere in alcuni punti il cuneo o in altri il
triangolino? E per significare cosa?
G
il mio software di notazione da` alle note segnate dal triangolino
(staccatissimo) un quarto del loro valore, mentre a quelle segnate dal cuneo
(wedge) da` tutto il loro valore, quindi non significherebbe una staccato...
e allora cosa significa?
Inoltre, in alcune partiture che ho (Dover publications) in alcuni punti
trovo il cuneo ma poi, ascoltando vari cd con le esecuzioni di vari
interpreti, vedo che non viene suonato come staccato... cos'e`?
g
a me sembra (confrontando partiture ed esecuzioni su cd) che il triangolino
indichi uno staccato "secco", mentre il cuneo uno staccato piu` melodico.
Sei sicuro che non sia cosi`?
G
Ho capito, ma quel cuneo in pratica che significa?
A me sembra di aver capito che il triangolino e` uno staccatissimo secco,
mentre il cuneo e` uno staccato piu` melodico. Mi sbaglio?
G
> Ho capito, ma quel cuneo in pratica che significa?
> A me sembra di aver capito che il triangolino e` uno staccatissimo secco,
> mentre il cuneo e` uno staccato piu` melodico. Mi sbaglio?
Ad occhio direi di no, ma la questione è estremamente difficile da
affrontare con rigore, ed in ogni caso deve essere riferita allo
specifico uso di un singolo autore.
Per rendere l'idea di quanto sia difficile una risposta univoca: il
revisore della nuova recentissima edizione Bärenreiter delle sinfonie di
Beethoven, confessa candidamente che, pure esistendo una lettera dove
Beethoven indica espressamente di non confondere i due segni di staccato
con il punto e la lineetta verticale, tuttavia siccome nessuno in
passato ha tenuto conto di questa distinzione nelle edizioni a stampa, è
praticamente impossibile rispettarla adesso, per cui uniforma le due
grafie nella sua edizione (tranne in un caso specifico, quando i punti
sotto una legatura indicano il portato).
> Per rendere l'idea di quanto sia difficile una risposta univoca: il
> revisore della nuova recentissima edizione Bärenreiter delle sinfonie di
> Beethoven, confessa candidamente che, pure esistendo una lettera dove
> Beethoven indica espressamente di non confondere i due segni di staccato
> con il punto e la lineetta verticale, tuttavia siccome nessuno in
> passato ha tenuto conto di questa distinzione nelle edizioni a stampa, è
> praticamente impossibile rispettarla adesso, per cui uniforma le due
> grafie nella sua edizione (tranne in un caso specifico, quando i punti
> sotto una legatura indicano il portato).
In Mozart il problema non si pone, poichè la distinzione fra i due segni è
chiarissima negli autografi, e la nuova edizione critica riporta
correttamente le differenze.
Vedi a questo proposito l'illuminante articolo di Nikolaus Harnoncourt
(«Segni di articolazione scritti e non scritti in Mozart»)
Z
> In Mozart il problema non si pone, poichè la distinzione fra i due segni è
> chiarissima negli autografi, e la nuova edizione critica riporta
> correttamente le differenze.
> Vedi a questo proposito l'illuminante articolo di Nikolaus Harnoncourt
> («Segni di articolazione scritti e non scritti in Mozart»)
dove si può reperire l'articolo?
flo