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Buona la prima

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BiP

unread,
Apr 21, 2013, 2:56:33 PM4/21/13
to
Ricordo che molti anni fa iniziai ad ascoltare Monteverdi. Qualunque
cosa ascoltassi non mi piaceva. Ho insistito. Ora continua ad essere uno
dei miei preferiti.
Vi sono secondo voi autori o brani che fanno subito presa e altri che
richiedono tempo, ma poi non si fanno piᅵ lasciare?

Archaeopterx

unread,
Apr 21, 2013, 3:23:06 PM4/21/13
to
> non si fanno più lasciare?

A me non è mai accaduto. Di solito amo o detesto il brano
al primo ascolto e non mi pare di ricordare che per me sia
stato diversamente. Credo invece che sia il nostro
atteggiamento a cambiare lentamente nel tempo, o almeno
così è per me.

Detestavo tutto ciò che è stato scritto dopo Sebastiano,
adesso non potrei fare a meno di diverse cose di Richard
Strauss e uno dei miei pezzi preferiti è Verklaerte Nacht
- lo so che non l'ha scritto Strauss... :D

Giusto ieri sera ho "scoperto" Turandot, che non avevo mai
ascoltato prima (sì, sono di un'ignoranza abissale e lo
so). Sono rimasto illuminato; il linguaggio di Puccini mi
è sempre sembrato il meno "italiano" tra i musicisti
italiani della sua epoca, ma con Turandot mi
pare veramente stia dando la mano a quella tradizione
mitteleuropea così contrappuntisticamente densa che tanto
amo. Ma non credo avrei avuto voglia di ascoltare Turandot
se non fossi passato per Strauss di cui a sua volta non so
proprio come mi venne in mente di occuparmi non ricordo
quando. Fu un salto improvviso, qualcosa di inaspettato.
Che forse maturava da tempo, chi sa.

ciauz!

Apx.

daniel pennac (portatile)

unread,
Apr 21, 2013, 3:46:32 PM4/21/13
to
BiP ha scritto:
A mio avviso si deve tenere conto di un elemento: l'interprete, che non
ᅵ di importanza secondaria per quanto concerne il gradire o meno
un'opera o il suo autore.

Erg Frast

unread,
Apr 21, 2013, 5:29:18 PM4/21/13
to

"BiP" <biancap...@gmail.com> ha scritto nel messaggio

> Ricordo che molti anni fa iniziai ad ascoltare Monteverdi. Qualunque cosa
> ascoltassi non mi piaceva. Ho insistito. Ora continua ad essere uno dei
> miei preferiti.


Sottoscrivo per Monteverdi

EF


Acremone

unread,
Apr 22, 2013, 3:00:59 AM4/22/13
to
On 21/04/2013 20:56, BiP wrote:

> Vi sono secondo voi autori o brani che fanno subito presa e altri che
> richiedono tempo, ma poi non si fanno piᅵ lasciare?


Forse vale un po' per tutti gli autori "antichi". Se ascolto un
madrigale di Venosa o la polifonia fiamminga devo ripetere parecchio.
Lo stesso fenomeno, come se fosse un fiume carsico, riemerge per la
musica del '900.

BiP

unread,
Apr 22, 2013, 5:40:46 AM4/22/13
to
Il 21/04/2013 21:46, daniel pennac (portatile) ha scritto:

> A mio avviso si deve tenere conto di un elemento: l'interprete, che non
> ᅵ di importanza secondaria per quanto concerne il gradire o meno
> un'opera o il suo autore.

Questo ᅵ interessante, perchᅵ dici ciᅵ?

BiP

unread,
Apr 22, 2013, 5:42:22 AM4/22/13
to
Il 22/04/2013 09:00, Acremone ha scritto:
>
> Forse vale un po' per tutti gli autori "antichi". Se ascolto un
> madrigale di Venosa o la polifonia fiamminga devo ripetere parecchio.
> Lo stesso fenomeno, come se fosse un fiume carsico, riemerge per la
> musica del '900.

Concordo, ma mi chiedo perchᅵ dopo numerosi ascolti spesso cambio idea
(anche se non sempre)? Come se dovessi abituarmi a quello che ascolto...

BiP

unread,
Apr 22, 2013, 5:45:39 AM4/22/13
to
Il 21/04/2013 21:23, Archaeopterx ha scritto:

> A me non ᅵ mai accaduto. Di solito amo o detesto il brano
> al primo ascolto e non mi pare di ricordare che per me sia
> stato diversamente. Credo invece che sia il nostro
> atteggiamento a cambiare lentamente nel tempo, o almeno
> cosᅵ ᅵ per me.
>

Certo, ma non pensi che il tuo atteggiamento cambi anche in funzione di
quello che ascolti? E che quello che prima non ti piaceva ti venga a
piacere magari proprio grazie a ripetuti ascolti "intermedi"?

daniel pennac (portatile)

unread,
Apr 22, 2013, 6:56:50 AM4/22/13
to
BiP ha scritto:
> Questo è interessante, perché dici ciò?

Prova ad ascoltare i Brandeburghesi diretti da Karajan e quelli di
Savall: sono incredibilmente diversi.

BiP

unread,
Apr 22, 2013, 7:11:26 AM4/22/13
to
ho capito cosa intendi, quindi dici che se incappi in una brutta
esecuzione sei fregato in partenza?

Archaeopterx

unread,
Apr 22, 2013, 9:10:23 AM4/22/13
to
Il 2013-04-22 11:45, BiP ha scritto:
>
> Certo, ma non pensi che il tuo atteggiamento cambi
> anche in funzione di quello che ascolti? E che quello
> che prima non ti piaceva ti venga a piacere magari
> proprio grazie a ripetuti ascolti "intermedi"?
>

è sicuramente come dici; magari tu ti sei concentrato
sulla gallina, io sull'uovo :D

Acremone

unread,
Apr 22, 2013, 10:38:14 AM4/22/13
to
Da molto giovane avevo i dischi con il Messiah diretto da Beecham, il Te
Deum diretto da Malgoire e simili. Andò male.

Placebo987

unread,
Apr 22, 2013, 10:45:39 AM4/22/13
to
"daniel pennac (portatile)" <marioren...@NOtin.it> ha scritto nel
messaggio news:51744215$0$37131$4faf...@reader1.news.tin.it...
> A mio avviso si deve tenere conto di un elemento: l'interprete, che non è
> di importanza secondaria per quanto concerne il gradire o meno un'opera o
> il suo autore.

Come hai ragione :-))

Mi ci e' voluto Bruno Walter per apprezzare
la profondita' della musica di Mozart.

Ciao.
Placebo987




daniel pennac (portatile)

unread,
Apr 22, 2013, 11:57:46 AM4/22/13
to
BiP ha scritto:
> ho capito cosa intendi, quindi dici che se incappi in una brutta
> esecuzione sei fregato in partenza?

Sì!

samucito

unread,
Apr 22, 2013, 4:42:24 PM4/22/13
to
On 22/04/2013 09:00, Acremone wrote:
> On 21/04/2013 20:56, BiP wrote:
>
>> Vi sono secondo voi autori o brani che fanno subito presa e altri che
>> richiedono tempo, ma poi non si fanno più lasciare?
>
>
> Forse vale un po' per tutti gli autori "antichi". Se ascolto un
> madrigale di Venosa o la polifonia fiamminga devo ripetere parecchio.
> Lo stesso fenomeno, come se fosse un fiume carsico, riemerge per la
> musica del '900.




Davvero? Strano perché non ci trovo niente di astruso.. magari a te
quella cantilena non dice nulla, a me invece manda in estasi perpetua
(in realtà è un effetto che mi fa il coro a cappella in generale).


Io poco alla volta ho cominciato ad apprezzare la musica pianistica
dell'800, ma rimane più una ammirazione compositiva che trasporto innato
vero e proprio. Per anni avrei cancellato la parte del pianoforte alle
sonate per violino di Brahms







Acremone

unread,
Apr 22, 2013, 5:15:19 PM4/22/13
to

>
> Davvero? Strano perché non ci trovo niente di astruso.. magari a te
> quella cantilena non dice nulla, a me invece manda in estasi perpetua
> (in realtà è un effetto che mi fa il coro a cappella in generale).

Capisco l'infatuazione immediata, ma aspetti come il trattamento del
testo nel madrigale o il riconoscimento del cantus firmus nella missa
raramente sono evidenti al primo ascolto.

samucito

unread,
Apr 22, 2013, 5:19:54 PM4/22/13
to
On 22/04/2013 23:15, Acremone wrote:
>
> Capisco l'infatuazione immediata, ma aspetti come il trattamento del
> testo nel madrigale o il riconoscimento del cantus firmus nella missa
> raramente sono evidenti al primo ascolto.


ah vabbè non credevo parlassi di decodifica. E poi io me le guardo tutte
su youtube con la partitura

BiP

unread,
Apr 23, 2013, 8:55:00 AM4/23/13
to
Concordo.
In parte è proprio quello che volevo dire. Ci sono aspetti che hanno
bisogno di reiterazione non solo per essere compresi, ma per piacere.
Insomma capita che cose che all'inizio non piacciono, dopo numerosi
ascolti vengono a piacere, anche se non sono decodificati. Cioè non è un
problema di comprensione, ma di abitudine. O forse mi sbaglio...

samucito

unread,
Apr 23, 2013, 9:12:15 AM4/23/13
to
On 23/04/2013 14:55, BiP wrote:

> Insomma capita che cose che all'inizio non piacciono, dopo numerosi
> ascolti vengono a piacere, anche se non sono decodificati. Cioè non è un
> problema di comprensione, ma di abitudine. O forse mi sbaglio...


Il fastidio e la perplessità dopo vari ascolti spariscono in merito alla
familiarità del brano, cosa che genera una certa rassicurazione.
Sia questo che la decodifica (a un livello superficiale) avvengono in
maniera più o meno inconscia.

BiP

unread,
Apr 23, 2013, 9:37:35 AM4/23/13
to
Il 23/04/2013 15:12, samucito ha scritto:

> Il fastidio e la perplessità dopo vari ascolti spariscono in merito alla
> familiarità del brano, cosa che genera una certa rassicurazione.
> Sia questo che la decodifica (a un livello superficiale) avvengono in
> maniera più o meno inconscia.

E' vero, però ci sono cose che posso ascoltare 1000 volte ma continuano
a darmi fastidio e altre con cui il fastidio peggiora (stile "A
Clockwork Orange" insomma). Dunque come mai la differenza?

dimitri

unread,
Apr 25, 2013, 12:24:13 PM4/25/13
to
a me è successo ad es. con Viotti, inizialmente mi ha lasciato indifferente,
poi col tempo mi ha entusiasmato
D.

"BiP" <biancap...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:kl1cp2$rij$1...@nnrp-beta.newsland.it...
> richiedono tempo, ma poi non si fanno più lasciare?

via sarpi

unread,
Apr 26, 2013, 6:30:49 AM4/26/13
to
secondo me è un misto di educazione all'ascolto, evoluzione del gusto, esperienze personali.
Mahler all'inizio (da piccolino intendo) credevo non mi sarebbe mai potuto piacere qualcosa come le sinfonie successive alla quinta, ora sono il mio polmone d'acciaio.
Debussy: nonostante sia nato e cresciuto sul mare, La Mer non l'avevo mai capita. Poi ero a Fuerteventura a fare surf, nel 2005, sotto un sole cocente, per strada, mezzo disidratato. Ho visto un frangente contro una parete di roccia, mi è automaticamente apparso nell'orecchio debussy, e da allora non ne posso fare a meno. E' l'unico pezzo (insieme alla quarta di Brahms) per cui non vale la regola "basta comprare cose di cui hai già almeno un paio di interpretazioni".
Puccini: all'inizio lo odiavo, trovavo alcune cose pessime "preferite forse le sigarette americane?", mi sembrava una soap opera. Col tempo, ne ho capito la profondità, la tensione, la solitudine di Butterfly.

Per cui non ci vedo nulla di strano nell'accettare qualcosa che prima non si capiva e quindi non si amava.
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