Nella musica barocca, e poi dopo, c'e' tanta " roba " turca, tante
"turcherie ".
La domanda e' : perche' venivano cosi' definiti alcuni, brani, a che
stile si rifacevano ?
C'entrava davvero la Turchia, allora potenza egemone del Medio Oriente
e Nord Africa, e se si, come c'entrava, se la musica mediorientale e'
cosi' diversa dalla nostra ( e i brani cosiddetti alla turca sembrano
tutto tranne che medio orientali ) ?
Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA
>na cosa mi son sempre chiesto: ma le repubbliche marinare che avevano
>contatti con turchi ed arabi (pensa alla derivazione del genovese
>"mandillu"!) non riuscivano ad importare anche la vera cultura turca?
Tu dammi un migliaio di righe ed io ti spiego.
Come il grandissimo Andrea Doria non foss'altro che il piu' grande
pirata del Mediterraneo, Khair Addin , saraceno o ebreo rinnegato (?),
essendo il secondo.
Non avevamo tempo di importare cultura, premevano le spezie, gli
schiavi, l'avorio, le sete, i broccati, le lane, i colori, le spade e
le armature, gli ori e gli argenti, i portali di Chiese, i monumenti,
le navi....o come credi che Genova fosse diventata Repubblica tanto
ricca da influenzare la politica estera europea concedendo o meno
prestiti ai Re che volevano fare guerre ?
Civili e colti lo siamo diventati dopo.
E siamo finiti dritti col culo per terra.
Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA
I turchi arrivarono a mettere l'assedio a Vienna nel 1683. Nella lunga
campagna che ne segui' l'esercito imperiale fu capeggiato dal principe
Eugenio di Savoia nel corso di 20 anni li ricaccio' indietro e per
questo e' ancora venerato dagli austriaci come salvatore della patria
anche se, sotto il nome "Prinz Eugen", sembra piu' teutonico di quel che
fosse.
Con mossa tipicamente viennese, dopo l'assedio si sparse in citta' la
mania delle turcherie, come ad esorcizzare lo scampato pericolo. Anche
l'uso quotidiano del caffe' risale a quel periodo (credo che ne fossero
state rinvenute diverse balle nell'abbandonato accampamento turco).
Se poi senti una musica del settecento con gran cassa (tipicamente
suonata con una mazza e una spazzola alternativamente), piatti e
triangolo, sicuramente si tratta o di una turcheria o di una musica
militare. I giannizzeri turchi avevano una banda che suonava
incessantemente durante le battaglie, e le bande militari europee ne
copiarono lo strumentario per cercare di uguagliarne la potenza di
suono.
Credo che le turcherie nel barocco francese siano ancora piu' antiche e
si trovino gia' in Lulli, ma e' un repertorio che non conosco molto.
-- -----------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
La Turchia c'entrava eccome.
Se ben ricordi, data del 1683 l'assedio di Vienna da parte dei Turchi, e la
definitiva vittoria europea sulla minaccia turca.
Da allora, e attraverso tutto il secolo seguente, si sviluppano in Europa le
"turcherie".
Certo, sono turcherie di maniera.
Non sempre però.
Ricordiamo che nell'esercito rurco veniva usato uno strumento denominato
"mezzaluna turca".
In sostanza, una serie di campenllini attaccati ad un bastone (sovrastato
appunto da una mezzaluna), che percosso a terra fa suonare detti
campanellini.
E' questo strumento che dovrebbe essere usato nel "Ratto del serraglio" e
nell'"Italiana in Algeri", e non degli ersatz.
Pare che esista ancora, ma bisogna procurarsela sul posto.
La mania della percussione a campanello turca si ritrova anche nella
costruzione, fino all'inizio dell'800, di strani pianoforti muniti di un
pedale che mette in moto un sistema percussivo che suona più o meno come un
tamburello asfittico.
Ad ogni modo la definizione "alla turca" si riferisce sempre ad aspetti
percussivi (anche nel rondò alla turca di Mozart, pensaci bene).
Fino alla definizione di "Banda turca" di Rossini (l'ultima in data. Siamo
nel 1812, nell'"Italiana in Algeri"-la banda turca consta di piatti
turchi -più piccoli dei nostri - campanelli turchi e una piccola gran
cassa).
Di più non so
sciau
Ale
c'era anche scambio culturale
Rossini scrisse "Una marcia per il Sultano" per banda
Gli fu commissionata dal sultano Abdul Medjiid figlio di Mahmud II
era successo infatti che le bande dei Giannizzere erano così piaciute al
mondo musicale europeo che i Turchi le regalavano alle corti europee
altre venivano ingaggiate per studiare il loro strumentario
cosi per scambio il sultano invitò il fratelle di Gaetano Donizetti,
Giuseppe a riordinare le bande sui modelli occidentali
Guiseppe Donizetti rimase in Turchia fino alla morte nel 1856 in qualità di
ispettore generali delle imperiali musiche del sultano di Costantinopoli. Vi
fondò una scuola militare di musica tuttora esistente
compose varie musiche di circostanza
Fece un modo quindi di dare la commisione di 2 marcia una al fratello
Gaetano e una a Rossini
quella di Gaetano non la conosco quelle di Rossini si
ciao
>
> Nella musica barocca, e poi dopo, c'e' tanta " roba " turca, tante
> "turcherie ".
e che dire della marcia "sulla turca"?
G
> quella di Gaetano non la conosco quelle di Rossini si
dove si possono trovare?
A.
>
>
>
nel senso che che ci ho lavorato sopra come copista ovviamente
non la trovi nei negozi
bisogna richiederla all'editore Vidale
si tratta di musica per banda
ciao
>
>e che dire della marcia "sulla turca"?
I casi son due : o il compositore e' un razzista un po' gay, o "
quella " turca ha superato gli 80.
CS
>Una cosa mi son sempre chiesto: ma le repubbliche marinare che avevano
>contatti con turchi ed arabi (pensa alla derivazione del genovese
>"mandillu"!) non riuscivano ad importare anche la vera cultura turca?
Certamente. La Repubblica marinara pisana, ad esempio ha importato il
cesso alla turca. Ha fatto cioč danni anche in ambito idricosanitario.
Upetepepete
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
xi...@libero.it
-----
Oggi, in una determinata occasione,
m'e' riuscito di non avere opinioni.
>Una cosa mi son sempre chiesto: ma le repubbliche marinare che avevano
>contatti con turchi ed arabi (pensa alla derivazione del genovese
>"mandillu"!) non riuscivano ad importare anche la vera cultura turca?
Certamente. La Repubblica marinara pisana, ad esempio ha importato il
cesso alla turca. Hanno fatto cioč danni anche in ambito idrosanitario.
> come il cacchio sui maccheroni.
BLEEAAAHHH!!!!!!!
> Credo che le turcherie nel barocco francese siano ancora piu' antiche e
> si trovino gia' in Lulli, ma e' un repertorio che non conosco molto.
Il pezzo oggi più celebre di Lulli/y sembra proprio una marcia militare
turca. Perdonerai l'amnesia, ma saprai riconoscere la marcia che
accompagna l'ingresso di un sovrano in una delle sue opere più celebri.
Grancassa e tamburi con corde, mordaci pifferi che incedono solenni.
--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy
> Ad ogni modo la definizione "alla turca" si riferisce sempre ad aspetti
> percussivi (anche nel rondò alla turca di Mozart, pensaci bene).
E' interessante osservare che la Turchia rimane uno dei maggiori
produttori al mondo di strumenti percussivi, in pelle o in metallo. Mi
sembra curioso che sia difficile procurarsi, magari ordinandola a
Zildjian, una mezzaluna turca.