Il giudizio fu espresso ai tempi dell'esperienza al Met, quando il
capo era Gatti-Casazza. Mahler disse di Toscanini: "Dirige Wagner come
un tedesco". Credo fosse un attestato di stima. Ma il più giovane
Toscanini aveva già le idee chiare su come affrontare la musica. per
lui era imprescindibile l'artista dall'uomo: la musica di un
compositore era sempre espressione dell'uomo. Nel giudicare Mahler
probabilmente prevalse la competitività, lo stato di salute e i
problemi familiari (pare notissimi), che ai tempi della quinta ancora
erano poco espressi nella musica di Mahler. L'opinione non mutò in
seguito, forse perché Mahler ancora non era entrato nelle sale da
concerto come successe peraltro nel secondo dopoguerra.
Il legame tra l'artista e l'uomo per Toscanini valse anche per altri.
Tchaikovsky fu il primo, e fino a che non decise d'affrontare la
Patetica, il giudizio fu estremamente negativo. Poi quando collegò la
Patetica alla tragedia finale dell'uomo Tchaikovsky, la diresse
spesso, anche nel penultimo concerto. Al contrario ne detestava la
quarta sinfonia. Con Bartòk, c'e' una foto significativa con
Rodzinski. Ma ritornò sui suoi passi dopo una esecuzione di Cantelli,
ammettendo di aver sbagliato completamente il suo giudizio.
Con Furtwaengler beh ci si mise di mezzo anche la gelosia e
competitività di Furt che fece di tutto per allontanarlo da Bayreuth,
dove Toscanini era in familiarità con i Wagner, ignorandone forse i
legami con Hitler. Toscanini peraltro fece su Furt la famosa
affermazione del cappello: davanti all'artista me lo tolgo, davanti
all'uomo me lo rimetto! Questo proprio a conferma
dell'imprescindibilità tra l'artista e l'uomo.
Con Strawinsky andiamo sul divertente: decise di non dirigerlo più
quando scoprì che Igor per suonare.....contava!
E.