Ammazza ! e' resucitato???? bello, vengo pure io a sentirlo !
:))
V.
> > ore 21. sala verdi del conservatorio! martedi' 10 Giugno!
> > io ci saro'.
>
> Ammazza ! e' resucitato???? bello, vengo pure io a sentirlo !
> :))
Sarà Freddy:
http://www.thump.org/freddy/index.php3
L'altro era KempFF, con due effe.
Ciao,
Fabio
--
http://stage.vitaminic.it/fabio_rizza
======================================================
"Chi è più pazzo, il pazzo o il pazzo che lo segue?"
======================================================
Chi, Wilhem Kempf?
..................
Saluti
|||||||||||||||||||||||||
Massimiliune
> > ore 21. sala verdi del conservatorio! martedi' 10 Giugno!
> > io ci saro'.
>
> Ammazza ! e' resucitato???? bello, vengo pure io a sentirlo !
no.
è un troll che si spaccia per kempff.
Di nome fa Dumbhelm.
Z.
>
>"Veronica Medina" <v.me...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>news:JSmFa.114984$g92.2...@news2.tin.it...
>
>> > ore 21. sala verdi del conservatorio! martedi' 10 Giugno!
>> > io ci saro'.
>>
>> Ammazza ! e' resucitato???? bello, vengo pure io a sentirlo !
>
>no.
>č un troll che si spaccia per kempff.
>Di nome fa Dumbhelm.
E tu che ci fai, qui?
Ti credevo con Gerelli e Cabassi, a San Siro, a vederti i Rolling
Stones.
Sotto le zanzare.
A soffrire.
Come al solito...
Schillogeno
-----------
"A composer is a guy who goes around forcing his will on
unsuspecting air molecules,often with the assistence of
unsuspecting musicians." Frank Zappa, 1940-1993.
> >no.
> >è un troll che si spaccia per kempff.
> >Di nome fa Dumbhelm.
>
> E tu che ci fai, qui?
> Ti credevo con Gerelli e Cabassi, a San Siro, a vederti i Rolling
> Stones.
m'han detto che la media di età del pubblico è sui 60.
Non va bene per cuccare.
> Sotto le zanzare.
meglio le zanzare dei vecchi rincoglioniti.
>
> A soffrire.
> Come al solito...
l'hai detto
Z.
> E tu che ci fai, qui?
> Ti credevo con Gerelli e Cabassi, a San Siro, a vederti i Rolling
> Stones.
> Sotto le zanzare.
Ma ci sono andati????????
ufffff
c'ero pure io!!!
(a far sicurezza)
Il Negromante wrote:
> c'ero pure io!!!
>
> (a far sicurezza)
Eh?
--
====================================
Marco Marcelli - Genova
====================================
Il lavoro e' il rifugio di coloro
che non hanno nulla di meglio da fare
(O.Wilde)
Non ti invidio di certo. Frederick (o con lo stupidissimo nomignolo Freddy,
come si fa chiamare lui) Kempf era mio compagno nella classe di Christopher
Elton alla Royal Academy. L'ho sempre detestato per le arie che si dava (a
torto) e per come suonava. Tecnica volante ma sporca (a che serve una
tecnica volante se poi sbagli il 50% delle note? Per non parlare delle
ottave!), immaginazione musicale prossima allo zero, immaturità e cattivo
suono. Però, il fortunello aveva dalla sua un agente molto potente (mi
diceva il mio insegnante che suona parecchio negli Stati Uniti perché
essendo ebreo ha parecchi appoggi. Per carità niente di male essere ebreo e
io non ho niente contro, però certe volte aiuta e parecchio).
Comunque la mia cattiva opinione su questo pianista non è certo isolata: nel
periodo in cui stavo in Inghilterra, sui maggiori mensili di musica classica
(Gramophon, Classic CD etc.), i critici che recensivano i suoi dischi lo
stroncavano, liquidandolo con frasi agghiaccianti (che mi trovavano
assolutamente d'accordo).
Buon ascolto dunque, con questo autentico bluff!!
Simone
PS: tra l'altro cose quando mai l'Inghilterra ha prodotto pianisti
interessanti, a parte Curzon? E, soprattutto, cosa diavolo ci sono andato a
fare alla Royal Academy? Boh!!!!
> Eh?
"servizio d'ordine"
meglio cosě? ;)
Interessante, ma pieno di inesattezze.
Cominciamo dalla più labile: in questo stesso NG, oltre al sottoscritto, v'è
senz'altro un'altra persona ebrea: non so se ambedue, lavorando nel mondo
della musica, siamo stati supportati dalla potente lobby ebraica milanese
(che per la musica mi risulta far poco, a parte supportare una struttura
denominata Yuval e gestita un tempo da un brillante musicologo, Francesco
Spagnolo, che però tendeva a presumere assai dei suoi mezzi). Forse avremmo
dovuto affidarci a lobby più "toste": quella americana, naturalmente, ed in
cui, a tua detta, anche se si ha un talentino d'accatto si fanno comunque
carriere folgoranti. Basta essere ebreo, insomma. Ho lavorato alcuni anni
con Leonard Bernstein (ebreo), e mi ricordo certamente altri ebrei (che
vuoi, nel mondo della musica, come affermava lo stesso Bernstein, se si
eliminano gay, ebrei e neri non rimane un musicista decente), fra anche
afro-americani, irlandesi, ecc. Né mi pare che tutti gli assistenti (ebrei o
goyim) di Bernstein abbiano fatto carriere folgoranti, come Maurice Peress o
Carl St. Clair o John Mauceri (un ebreo solo su tre).
Insomma, Freddy Kempf s'è fatto un carrierone perché è ebreo... Dubito. Per
la semplice motivazione che di ebrei musicisti ne esistono parecchi, e la
cosiddetta "lobby" deve perciò scremare, altrimenti dovrebbe mettere su
stagioni intere solo per dare da campare ai suoi appartenenti... Vige la
qualità, per forza. Anche se mi fa un po' ridere pensare (mi viene in mente
Isaac Stern, che era un noto "patrono" di giovani musicisti, e che di
artisti ebrei ne ha comunque stroncati parecchi, tanto per far fede a certa
iconografia da Anziani di Sion) a qualche esponente del mondo musicale
americano che discetta con qualche suo pari: "Gottlieb, hai sentito Freddy
Kempf?", "No, caro Isaacson, com'è?", "Mah, che ti devo dire: è un po'
stronzo e suona spesso in modo improprio, se la mena un frego, ha un suono
inverecondo e ha una cultura musicale pari a quella del ministro italiano
per i Beni Culturali", "E allora?", "Beh, Gottlieb, è dei nostri", "Ah, me
lo potevi dire subito: chi se frega se non ha talento, importante è tenere
il potere e fottere quei coglioni goyim... Fammelo conoscere, gli prenoto
subito un paio di tournée trionfali, previa corruzione di tutta la stampa
libera occidentale, senza dimenticare radio, televisione e persino Mara
Venier...".
Non metto in dubbio che, in definitiva, Horowitz, Rubinstein, Heifetz,
Stern, Steinberg, Bernstein, Walter, Klemperer (questi ultimi due
convertiti, per cui poggiavano su ben due parrocchie non male), ecc., ecc.,
abbiano campato alla grande grazie alle lobby ebraiche sparse di là e di
qua... Anzi, è sicuro. Il talento era secondario... Mi pare un po' meschino
attribuire il successo di qualcuno all'appartenenza religiosa (si sa, gli
ebrei stanno tutti assieme, sono una mafia, si sposano solo fra di loro,
ecc., ecc., manca solo il sangue cristiano per il pane azzimo: è che i
pianisti non suonano bene se sottoposti a trasfusione...), ma ormai si legge
di tutto, e il Suo insegnante, caro Ferraresi, si vede che è un abbonato a
rotocalchi scandalistici. O certe sciocchezze le esprime per talento
naturale...
Che Freddy Kempf sia stato invariabilmente stroncato in Inghilterra è
francamente inesatto: non mi ricordo se prima o dopo il Premio Caikovskij
(dovevano essere tutti ebrei in giuria, mannaggia a quei deicidi...), Kempf
sia stato premiato ai Brit Awards come Best Young British Classical
Performer, lasciando perdere tournée giapponesi, ecc., ecc. Chissà quanti
ebrei in Giappone... Certo, Francesco Maria Colombo può far storcere il naso
a qualcuno, tanto più che paragonava Kempf addirittura a Simon Barere in uno
scritto sul Corriere della Sera... Diciamo però che Colombo non è ebreo:
sarà stato comparto dalla lobby ebraica milanese, è sicuro. Ricordo
recensioni entusiastiche di Kempf dal Guardian al Sunday Times a Gramophone,
in tempi recenti (a parte le incisioni per una nota casa ebraica come la
Bis). E forse i concerti beethoveniani di recente tenuti sotto la direzione
di quell'ebreissimo di Daniele Gatti debvono essere stati il frutto di una
nuova congiura internazionale.
Caro Ferraresi, io credo alla Sua buona fede, e sono sicuro che la Sua sia
stata solo una battuta infelicre, perché se così non fosse, mi creda, non la
prenderei neanche per una battuta antisemita, ma peggio, per un'excusatio
non petita. Come nel piatto, non si dovrebbe guardare nel talento altrui.
Salvo che per imparare. Fino a quando si tratta di talento. A sentir Lei,
invece, Kempf è un fenomeno da baraccone all'incontrario... Che poi sia
ebreo, peni, io che sono ebreo non lo so. E non mi interessa neanche tanto.
Il che nulla toglie che Kempf sia criticabile o stimabile, a torto o a
ragione. Ma non per la sua appartenenza all'ebraismo. Curioso che ciò accada
solo nei confronti degli ebrei (in virtù della nota baggainata
sull'onnipresente lobby): mai sentito dire Wilhelm Furtwaengler, direttore
protestante, o Maria Joao Pires, pianista cattolica, o Alicia De Larrocha,
pianista cattolicissima, o Maurizio Pollini, pianista laico, ecc., ecc.
Insomma, anche questa rottura di scatole ci tocca: la marchiatura... E
pensare che io pensavo bastassero il mohel e la milah...
GMG
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
all'ultima domanda mi sa che puoi rispondere solo tu ... ;-)
alla prima č facile venir fuori con qualche nome che,
credo, dovresti conoscere come quelli di alcuni fra i
piů grandi del secolo passato: Myra Hess, Solomon Cutner,
Moura Lympany, John Ogdon.
Questi i primi che mi vengono in mente.
ciao
c.
Sě, conosco ma non apprezzo!!!!
Simone
> immaginazione musicale prossima allo zero, immaturità e cattivo
> > suono. Però, il fortunello aveva dalla sua un agente molto potente (mi
> > diceva il mio insegnante che suona parecchio negli Stati Uniti perché
> > essendo ebreo ha parecchi appoggi. Per carità niente di male essere
ebreo
> e
> > io non ho niente contro, però certe volte aiuta e parecchio).
>
>
> Interessante, ma pieno di inesattezze.
più che inesattezze, le definirei "cagate".
Il "niente di male essere ebreo, e io non ho niente contro" è una vera
perla.
> Cominciamo dalla più labile: in questo stesso NG, oltre al sottoscritto,
v'è
> senz'altro un'altra persona ebrea: non so se ambedue, lavorando nel mondo
> della musica, siamo stati supportati dalla potente lobby ebraica milanese
AHAHAHAHAHAH
una vera barzelletta.
> (che per la musica mi risulta far poco, a parte supportare una struttura
> denominata Yuval e gestita un tempo da un brillante musicologo, Francesco
> Spagnolo, che però tendeva a presumere assai dei suoi mezzi).
E che cmq adesso vive a Gerusalemme, e Yuval è chiusa. Praticamente.
> Forse avremmo
> dovuto affidarci a lobby più "toste": quella americana, naturalmente, ed
in
> cui, a tua detta, anche se si ha un talentino d'accatto si fanno comunque
> carriere folgoranti. Basta essere ebreo, insomma.
Che si fa, si parte per Boston?
Se l'insegnante di Ferraresi mi comunica prima il nome del noto agente,
però.
Sennò mi tocca cercare sulle pagine gialle alla voce "Jewish lobby".
CUT
> Insomma, Freddy Kempf s'è fatto un carrierone perché è ebreo... Dubito.
Per
> la semplice motivazione che di ebrei musicisti ne esistono parecchi, e la
> cosiddetta "lobby" deve perciò scremare, altrimenti dovrebbe mettere su
> stagioni intere solo per dare da campare ai suoi appartenenti... Vige la
> qualità, per forza.
> Non metto in dubbio che, in definitiva, Horowitz, Rubinstein, Heifetz,
> Stern, Steinberg, Bernstein, Walter, Klemperer (questi ultimi due
> convertiti, per cui poggiavano su ben due parrocchie non male),
Walter (alias Schlesinger)?
convertito?
>ecc., ecc.,
> abbiano campato alla grande grazie alle lobby ebraiche sparse di là e di
> qua... Anzi, è sicuro. Il talento era secondario...
rotfl.
Infatti, gentucola.
Non avrebbe mai fatto unostraccio di carriera senza quello.
Idem per Perlman, Mintz, Zuckerman, Solti, Menuhin, Milstein, Ashkenazy, e
non so più quant'altri.
>Mi pare un po' meschino
> attribuire il successo di qualcuno all'appartenenza religiosa (si sa, gli
meschino è una parola gentile.
CUT
... Certo, Francesco Maria Colombo può far storcere il naso
> a qualcuno, tanto più che paragonava Kempf addirittura a Simon Barere in
uno
> scritto sul Corriere della Sera... Diciamo però che Colombo non è ebreo:
> sarà stato comparto dalla lobby ebraica milanese, è sicuro.
già.
Però la "lobby ebraica milanese" fa dirigere lui e non gli ebrei, com'è 'sta
storia?
>Ricordo
> recensioni entusiastiche di Kempf dal Guardian al Sunday Times a
Gramophone,
> in tempi recenti (a parte le incisioni per una nota casa ebraica come la
> Bis).
rotfl
>E forse i concerti beethoveniani di recente tenuti sotto la direzione
> di quell'ebreissimo di Daniele Gatti debvono essere stati il frutto di una
> nuova congiura internazionale.
> Caro Ferraresi, io credo alla Sua buona fede, e sono sicuro che la Sua sia
> stata solo una battuta infelicre, perché se così non fosse, mi creda, non
la
> prenderei neanche per una battuta antisemita, ma peggio, per un'excusatio
> non petita.
diciamo e ribadiamo pure che è una cagata
CUT
> Insomma, anche questa rottura di scatole ci tocca: la marchiatura... E
> pensare che io pensavo bastassero il mohel e la milah...
Apparentemente non basta.
L'erba del vicino è sempre più verde, e la calunnia è un venticello,
eccetera eccetera.
Z.
>Interessante, ma pieno di inesattezze.
>Cominciamo dalla più labile: in questo stesso NG, oltre al sottoscritto, v'è
>senz'altro un'altra persona ebrea: non so se ambedue, lavorando nel mondo
>della musica, siamo stati supportati dalla potente lobby ebraica milanese
>(che per la musica mi risulta far poco, a parte supportare una struttura
>denominata Yuval e gestita un tempo da un brillante musicologo, Francesco
>Spagnolo, che però tendeva a presumere assai dei suoi mezzi). Forse avremmo
>dovuto affidarci a lobby più "toste": quella americana, naturalmente, ed in
>cui, a tua detta, anche se si ha un talentino d'accatto si fanno comunque
>carriere folgoranti. Basta essere ebreo, insomma.
A me sembra che Simone intendesse dire altro. Non ha detto che basta
essere ebrei, ma solo che a volte aiuta. E secondo me ha ragione. Ho
discusso di questo argomento più volte con un mio caro amico
violinista, che appunto è ebreo. Ha studiato qui in Svizzera, ma anche
a Tel Aviv, in Germania, e persino in Russia. Molte volte siamo finiti
sul discorso del vantaggio dell'essere ebrei, in particolare per un
violinista, per riuscire a fare carriera oggi. Gli appoggi ci sono, e
la lobby pure, che lo si voglia ammettere o no. Io neppure lo avrei
saputo, se non fosse stato lui stesso a dirmelo. Tra le altre mi ha
anche suggerito di rispolverare tutti i documenti dei miei nonni e
bisnonni, visto che dal ramo materno sono ebreo pure io, e questo,
secondo lui, mi sarebbe molto utile anche per riuscire a fare qualcosa
come compositore. Tuttavia non ho mai voluto intraprendere qualcosa in
tal senso, perché mi sembra squallido, ma resta il fatto che ne
abbiamo parlato, e che conosco una persona che direttamente usufruisce
di questi vantaggi, in almeno due modi: arrivano più facilmente i
soldi per studiare e fare corsi di perfezionamento, si fanno più
facilmente concerti. E questo non è poco. Poi è ovvio che se uno è
proprio una schiappa farà poca strada lo stesso, ma questo è un altro
discorso.
>Ho lavorato alcuni anni
>con Leonard Bernstein (ebreo), e mi ricordo certamente altri ebrei (che
>vuoi, nel mondo della musica, come affermava lo stesso Bernstein, se si
>eliminano gay, ebrei e neri non rimane un musicista decente),
beh, questo mi sembra francamente un po' esagerato.
cut
>Non metto in dubbio che, in definitiva, Horowitz, Rubinstein, Heifetz,
>Stern, Steinberg, Bernstein, Walter, Klemperer (questi ultimi due
>convertiti, per cui poggiavano su ben due parrocchie non male), ecc., ecc.,
>abbiano campato alla grande grazie alle lobby ebraiche sparse di là e di
>qua... Anzi, è sicuro. Il talento era secondario... Mi pare un po' meschino
>attribuire il successo di qualcuno all'appartenenza religiosa (si sa, gli
>ebrei stanno tutti assieme, sono una mafia, si sposano solo fra di loro,
e questo è un vero peccato, perché alcune delle donne più belle che ho
visto qua a Zurigo sono proprio ebree. Uno di sti giorni tenterò un
approccio, e vediamo che succede...;-)
Ciao,
ICS
> A me sembra che Simone intendesse dire altro. Non ha detto che basta
> essere ebrei, ma solo che a volte aiuta.
Quoto.
Simone
Allora il caso č grave :-)))
d
p.s.: evitando di entrare in discussioni d'argomento religioso, pure a me
Kempf piace pochino...
Forse, soprattutto se si ha tanto talento. Forse per la nota barzelletta:
che a Gerusalemme se uno č intelligente lo circoncidono, se č cretino...
via, lasciamo perdere. Ho vissuto a lungo a contatto con la comunitā
americana (quella pių "potente" per definizione): č ovvio che fra
perseguitati ci si aiuta (come si aiutano i meridionali fra di loro, ad
esempio, se hanno radici in comune), specie fra perseguitati da lunga pezza,
ma o si č dei casi umani o si ha del talento da vendere. Altrimenti non c'č
questa "rete Odessa pro-ebraica", ed in tempi di integralismo cattolico
potrei invece citare non pochi esempli di conventicole professionali in cui
se non si č cattolici non si entra neanche se si č Pico della Mirandola. E
poi, che parliamo di lobby, in nazioni dove esistono l'Opus Dei e Comunione
e Liberazione (Compagnia delle Opere)? Via, ci vuole un bel coraggio...
E secondo me ha ragione. Ho
> discusso di questo argomento pių volte con un mio caro amico
> violinista, che appunto č ebreo.
Deve soffrire di odio di sé, come Otto Weininger. Una persona seria, ebrea o
meno, certe idiozie non le sostiene e non le consiglia neanche.
Ha studiato qui in Svizzera, ma anche
> a Tel Aviv, in Germania, e persino in Russia. Molte volte siamo finiti
> sul discorso del vantaggio dell'essere ebrei, in particolare per un
> violinista, per riuscire a fare carriera oggi.
Ma chi ve le racconta queste barzellette? Ma li conoscete i meccanismi dei
concorsi oggidė? Quelle sė che sono mafie, e non ebraiche. Ve ne sono anche
di italiane...
Gli appoggi ci sono, e
> la lobby pure, che lo si voglia ammettere o no.
Giā. Fra i pianisti, anche Piero Rattalino e Maria Tipo (con tutto il
personale rispetto e stima per loro) si devono essere convertiti di recente.
Insomma, talento poco ma ebraicitā tanta=posto assicurato. Talento tanto,
ebraicitā punta=calci nel culo. Non mi stupisce: anche molti italiani di
poco talento, quando le cose non vanno bene per loro ma per altri, indicano
immediatamente questi come "raccomandati". Il tuo amico deve avere vissuto
anche da queste parti...
Io neppure lo avrei
> saputo, se non fosse stato lui stesso a dirmelo.
Ma pensa tu...
Tra le altre mi ha
> anche suggerito di rispolverare tutti i documenti dei miei nonni e
> bisnonni, visto che dal ramo materno sono ebreo pure io, e questo,
> secondo lui, mi sarebbe molto utile anche per riuscire a fare qualcosa
> come compositore.
Come no. Se poi hai uno zio della cugina di tua nonna, ancora meglio...
Insomma, tireresti fuori il tuo ottavo ebraico e poi cosa cambierebbe? Ti
faresti circoncidere al volo? Correresti da un rabbino (ce ne vogliono tre,
minimo) per farti convertire? O gireresti con i papielli degli antenati
ululando: "Eureka! Sono ebreo! Chi mi aiuta?". O consulteresti tutte le
giurie dei concorsi, i colophon delle pubblicazioni specializzate, le
directory delle grandi agenzie, scrivendo a tutti una lettera che iniziasse
cosė: "Salve, sono Leonardo Bignami, compositore ma soprattutto ebreo. Ho
appena musicato l'intera Torah e sono in procinto di musicare anche la
Kabalah e ogni commento talmudico esistente al mondo, mi sono fatto tatuare
una stella di David sui glutei, giro sempre con una menorah in tasca al
posto dell'accendino. Gli assegni me li potete infilare direttamente nella
mezuzah..." Trovo curioso questo mito dell'ebraismo asserragliato come una
corporazione medievale oscura e oscurantista, razzista e massonica o
carbonara, e non cosmopolita e in contatto col mondo. Una visione degna
degli Anziani Savi di Sion, a tramare nell'ombra per estendere il potere...
Che strani ebrei si conoscono in Svizzera...
Tuttavia non ho mai voluto intraprendere qualcosa in
> tal senso
Ma va...
, perché mi sembra squallido
Il tuo amico č squallido. E ti ha dato un consiglio squallido. E gli
squallidi, come gli imbecilli, hanno un un'unica appartenza: al mondo degli
squallidi e degli imbecilli.
, ma resta il fatto che ne
> abbiamo parlato
Scusa la battuta, ma non avevate proprio un cazzo da fare... :-)
, e che conosco una persona che direttamente usufruisce
> di questi vantaggi
A suo dire.
, in almeno due modi: arrivano pių facilmente i
> soldi per studiare
Sempre a suo dire. Insomma, questo ragazzo č una fonte autorevole... I
soldi, poi... Certo, gli ebrei sono tutti ricchi. Basta presentarsi come
ebreo e non ti danno neanche un bacio sulla fronte: la mano corre subito al
portafoglio e le labbra sussurrano senza muoversi: "Quanto vuoi?"... Ma non
era Caltagirone che accoglieva Franco Evangelisti (ebreicissimi tutti e due)
con: "A Fra', che te serve?".
e fare corsi di perfezionamento, si fanno pių
> facilmente concerti.
Difatti, Perlman, Zuckerman, Milstein, Charles Rosen, Michael Tilson Thomas,
Barenboim, sono tutti lė a godersi il frutto non del loro talento, ma delle
prebende ricevute. Pensa, non hanno avuto bisogno neanche di studiare. Una
telefonatina al B'nai B'rith, ed č fatta. Piovono soldi dagli alberi. Si
vede che a me č capitato un bonsai...
E questo non č poco.
E certo. Vuoi mettere con la circoncisione?
Poi č ovvio che se uno č
> proprio una schiappa farā poca strada lo stesso, ma questo č un altro
> discorso.
Certo. Ma vuoi mettere fare poca strada da ebreo o da goy? L'ebreo godrā
tutta la vita di maggiori appoggi, il goy se lo prenderā sempre in tasca.
L'ebreo potrā sempre contare sugli "amici", sulle protezioni, un
insegnamento di qua, un concertino di lā, un'universitā americana di su, una
permanenza di Tel Aviv (magari al fronte) di gių. Cazzo, siamo dei fortunati
e neanche lo sappiamo...
>
> >Ho lavorato alcuni anni
> >con Leonard Bernstein (ebreo), e mi ricordo certamente altri ebrei (che
> >vuoi, nel mondo della musica, come affermava lo stesso Bernstein, se si
> >eliminano gay, ebrei e neri non rimane un musicista decente),
>
> beh, questo mi sembra francamente un po' esagerato.
Dopo i post che ho appena letto, mi sono vieppių convinto che Bernstein
avesse ragione.
>
> cut
>
> >Non metto in dubbio che, in definitiva, Horowitz, Rubinstein, Heifetz,
> >Stern, Steinberg, Bernstein, Walter, Klemperer (questi ultimi due
> >convertiti, per cui poggiavano su ben due parrocchie non male), ecc.,
ecc.,
> >abbiano campato alla grande grazie alle lobby ebraiche sparse di lā e di
> >qua... Anzi, č sicuro. Il talento era secondario... Mi pare un po'
meschino
> >attribuire il successo di qualcuno all'appartenenza religiosa (si sa, gli
> >ebrei stanno tutti assieme, sono una mafia, si sposano solo fra di loro,
>
> e questo č un vero peccato, perché alcune delle donne pių belle che ho
> visto qua a Zurigo sono proprio ebree. Uno di sti giorni tenterō un
> approccio, e vediamo che succede...;-)
Vista l'opinione che certuni hanno degli ebrei, mi sembra pių salutare che
le ebree di Zurigo (e non solo) si tengano stretti i propri ganzi
tradizionali. Vuoi mettere sposarti con un goy, quando con un ebreo ti
prendi anche uno che ha fior di raccomandazioni ogni dove, che ha la
carriera assicurata, pensione giā garantita prima ancora di emettere il
primo vagito. E poi si sa, gli ebrei sono tutti ricchi (non si devono
neanche aiutare fra di loro, che bisogno c'č...), a che serve lasciare il
certo per l'incerto...
Caro Leonardo, ti stimo, ma mi chiedo come una persona sensibile e
intelligente possa scambiare per veritā degli stereotipi cosė bassi,
volgari, inverecondi, in definitiva disumani. E poi vi meravigliate che vi
siano ebrei che ricercano la compagnia di altri ebrei? Chiedetevi se non č
colpa anche vostra, via...
Gianni Morelenbaum Gualberto
Ebreo in attesa della ricchezza che gli spetta per diritto divino e laico
> Ciao,
>
> ICS
Deliziosa sofisticazione. Forse Ferraresi dovrebbe limitarsi a suonare il
pianoforte: l'elaborazione intellettuale non pare competergli. Forse Kempf
ne ha più di lui...
Aiuta essere ebrei, per ottenere prebende a danni dei non ebrei, per fottere
il prossimo, per saltare il posto in fila, per sgambettare il vicino...
Complimenti... La società multi-etnica è fatta proprio per voi.
Ma sì, andiamo avanti a stereotipi: essere ebrei aiuta, i neri saltano
meglio e suonano meglio il jazz, i giapponesi lavorano alacremente, i
latinoamericani fanno tutti la siesta, i napoletani ballano la tarantella e
sono camorristi, i siciliani tutti mafiosi (come faranno ai concorsi, in
gara con gli ebrei?).
Se penso alla marea di strumentisti asiatici aiutati da Isaac Stern o
all'aiuto di Bernstein ad Andre Watts... Ma, devono averli fatti tutti
convertire prima...
GMG
>
> Quoto.
> Simone
Non apprezzo significa "non mi piacciono", non ho detto che non valgano. Non
č grave esporre cio' che si pensa!
Ciao,
Simone
Io davvero non capisco il motivo di tutta questa rabbia e accanimento.
Nemmeno riesco a capire chi offende volontariamente, senza nemmeno conoscere
meglio una persona. Oppure la si può giudicare solo in base a una frase
detta con leggerezza? Si può reagire sicuramente a cio' che può apparire una
provocazione (anche se nel mio caso non voleva esserlo), ma in un modo più
civile ed educato. Solo perché siamo separati da uno schermo bisogna
sentirsi autorizzati a offendere? E poi comunque avevo chiesto scusa, in un
altro post, per avere urtato la sensibilità di alcuni; non serve?
Simone
> E secondo me ha ragione. Ho
>> discusso di questo argomento più volte con un mio caro amico
>> violinista, che appunto è ebreo.
>Deve soffrire di odio di sé, come Otto Weininger. Una persona seria, ebrea o
>meno, certe idiozie non le sostiene e non le consiglia neanche.
Gianni, stai emettendo giudizi su una persona che non conosci, così
come non conosci il contesto in cui le nostre discussioni sono nate.
E' incredibile come le cose si possano vedere sempre in modo diverso.
Premettendo che la tua visione dei fatti da me narrati non è neppure
definibile ottimisticamente superficiale, io al limite apprezzo la
sincerità dell'amico, che anziché vantarsi delle sue doti (secondo me
ha le potenzialità per divenire uno dei migliori violinisti del mondo.
Ed io non sono uno che si lancia facilmente in complimenti) ammette
serenamente che oggi come oggi per lui sarebbe stata dura comunque, se
non avesse avuto il tipo di appoggio di cui parliamo.
>Ma chi ve le racconta queste barzellette? Ma li conoscete i meccanismi dei
>concorsi oggidì? Quelle sì che sono mafie, e non ebraiche. Ve ne sono anche
>di italiane...
e allora? Non ho capito il tuo ragionamento. Ammettere una cosa non
esclude quell'altra.
> Il tuo amico deve avere vissuto
>anche da queste parti...
no, in Italia non ha mai vissuto.
> Io neppure lo avrei
>> saputo, se non fosse stato lui stesso a dirmelo.
>
>Ma pensa tu...
dai Gianni, evita questo tono. Io ti ho riportato un'esperienza che
posso definire personale, visto che ad averla fatta è uno dei miei più
cari amici. Dunque è una cosa che ho potuto toccare con mano.
>Come no. Se poi hai uno zio della cugina di tua nonna, ancora meglio...
>Insomma, tireresti fuori il tuo ottavo ebraico e poi cosa cambierebbe? Ti
>faresti circoncidere al volo? Correresti da un rabbino (ce ne vogliono tre,
>minimo) per farti convertire? O gireresti con i papielli degli antenati
>ululando: "Eureka! Sono ebreo! Chi mi aiuta?".
non capisco questa tua aggressività ingiustificata. Ma se ho detto
proprio che mi sembrerebbe squallido ricorrere a questi espedienti per
ottenere qualcosa, perché devi reagire con questo tono?
>Il tuo amico è squallido. E ti ha dato un consiglio squallido. E gli
>squallidi, come gli imbecilli, hanno un un'unica appartenza: al mondo degli
>squallidi e degli imbecilli.
ora stai esagerando. Stai dando una risposta arrogante ed ignorante,
perché non conosci -ripeto- né quel mio amico, né le circostanze in
cui certe discussioni sono nate. Molto semplicemente, capita spesso,
tra amici, di raccontarsi le difficoltà che si incontrano in un certo
ambiente, e naturalmente ci si confessa, e si cerca anche di aiutarsi.
E' tutto questo anormale? Forse per i "ghiaccioli" sì: di gente simile
ne conosco, e non mi va di frequentarla.
Ebbene lui mi ha detto che anche per lui sarebbe oggi molto difficile
pensare di fare una carriera, se non fosse per l'appoggio che riceve
da certe persone in certi ambienti, in virtù del fatto che è ebreo, ti
piaccia o no. E il "consiglio" che ha dato a me, è nato in modo
semi-scherzoso, buttato giù a mo' di battuta, anche se poi questo è
stato un pretesto per approfondire l'argomento, sebbene fosse chiaro a
entrambi che io non sarei mai ricorso a metodi simili. Per chi invece
si trova *già* dentro un certo contesto, non vedo tutto sommato nulla
di male nell'approfittarne, se l'alternativa è quella di andare a
lavare i piatti in quale bettola. Ad un certo punto, se non si è
"figlio di mami e papi", ci si deve confrontare con la vita, e non è
sempre facile. Un aiutino fa dunque comodo.
Mi fa cmq sinceramente un po' incazzare che io debba scendere in
dettagli per darti spiegazioni, in seguito ad un tuo "eccesso di
interpretazione".
>, ma resta il fatto che ne
>> abbiamo parlato
>
>Scusa la battuta, ma non avevate proprio un cazzo da fare... :-)
è una battuta del cazzo. Scusa, ma tra amici si parla anche di questo.
Non riesci proprio a immaginare la scena di due persone tutto sommato
giovani (lui più di me) che sono amiche, e si raccontano i propri
obiettivi, le proprie difficoltà ed i propri progetti, ed i modi con
cui metterli in atto, senza pensare che non abbiano un cazzo da fare?
Di che cosa dovremmo parlare? Dell'ultima edizione della tal integrale
del cazzo? Dovremmo ridurci ad una serata citazionistica, in cui
l'aspetto umano vale meno che quello presente in un incontro tra
meduse? Se così fosse, preferirei allora stare in casa da solo, cosa
che per altro non mi crea alcun problema.
>, e che conosco una persona che direttamente usufruisce
>> di questi vantaggi
>
>A suo dire.
beh, certo, a suo dire. Del resto non conosco 2000 musicisti ebrei,
per cui non ne faccio una questione statistica. Ne conosco uno che è
un caro amico, e che mi ha rivelato in tutta sincerità come sta
andando a lui, dicendomi inoltre che "funziona" così per molti altri e
sostenendo che probabilmente potrebbe funzionare per me. Oppure puoi
anche pensare che: 1) preso da un momento di delirio, mi abbia
raccontato una palla colossale, per il solo gusto di farlo (non
avrebbe infatti avuto altre ragioni); 2) non si tratti di una palla,
ma di una eccezione assoluta, ovvero lui è l'unico per cui avvengono
favoritismi simili.
Ti dirò di più. A Tel Aviv ha parlato di me con un direttore di una
certa importanza, che ha apprezzato alcune mia partiture, ma prima di
"muoversi" in qualche senso voleva sapere se io fossi ebreo. Chi è il
coglione a questo punto?
>, in almeno due modi: arrivano più facilmente i
>> soldi per studiare
>
>Sempre a suo dire. Insomma, questo ragazzo è una fonte autorevole...
non è una fonte autorevole. E' uno che ha avuto questa esperienza.
Tutto qua. Come tu hai conosciuto la percussionista sorda, che un
pochino ci gioca sulla sua sordità, ed è proprio in virtù del fatto
che l'hai conosciuta, che ti puoi permettere di fare queste
affermazioni con una certa sicurezza, così io ho un caro amico
violinista ebreo che personalmente vive certe esperienze e me le
riporta con l'assoluta certezza di chi le sta vivendo in prima
persona.
>Certo. Ma vuoi mettere fare poca strada da ebreo o da goy? L'ebreo godrà
>tutta la vita di maggiori appoggi, il goy se lo prenderà sempre in tasca.
>L'ebreo potrà sempre contare sugli "amici", sulle protezioni, un
>insegnamento di qua, un concertino di là, un'università americana di su, una
>permanenza di Tel Aviv (magari al fronte) di giù. Cazzo, siamo dei fortunati
>e neanche lo sappiamo...
beh, dalle esperienze che sento, la comunità ebraica sembra essere
molto solidale, molto coesa, molto forte grazie alla sua capacità di
sostenere i propri "membri". In qualche modo rappresenta, pur essendo
un microcosmo, la società ideale.
>Dopo i post che ho appena letto, mi sono vieppiù convinto che Bernstein
>avesse ragione.
vabbé.
>Vista l'opinione che certuni hanno degli ebrei, mi sembra più salutare che
>le ebree di Zurigo (e non solo) si tengano stretti i propri ganzi
>tradizionali. Vuoi mettere sposarti con un goy, quando con un ebreo ti
>prendi anche uno che ha fior di raccomandazioni ogni dove, che ha la
>carriera assicurata, pensione già garantita prima ancora di emettere il
>primo vagito. E poi si sa, gli ebrei sono tutti ricchi (non si devono
>neanche aiutare fra di loro, che bisogno c'è...), a che serve lasciare il
>certo per l'incerto...
>Caro Leonardo, ti stimo, ma mi chiedo come una persona sensibile e
>intelligente possa scambiare per verità degli stereotipi così bassi,
>volgari, inverecondi, in definitiva disumani.
Caro Gianni, ti stimo anche io, ma non vedo come una persona
intelligente e sensibile come te possa avere una reazione così
esasperata difronte alla semplice narrazione dell'esperienza personale
di un musicista amico mio. Ho riletto il mio post, e non vi vedo
stereotipi bassi o volgari, né tanto meno disumani.
>E poi vi meravigliate che vi
>siano ebrei che ricercano la compagnia di altri ebrei? Chiedetevi se non è
>colpa anche vostra, via...
ma vostra cosa? ma se io ti ho riportato un'esperienza raccontatami da
un ebreo, che guarda caso è al momento uno dei miei più cari amici!!!
>Ebreo in attesa della ricchezza che gli spetta per diritto divino e laico
insomma, a quale Ordnung appartieni? ;-) vediamo di fare qualcosa per
aiutarti, va'. Che cosa vorresti fare da grande? :P
Dai, la chiudo in ridere, perché ti ho sempre stimato sul serio, e
proprio per questo ho perso tempo a risponderti senza mandarti a quel
paese, come forse il tono della tua risposta questa volta avrebbe
meritato. Ed invece penso che il caldo milanese sia fastidioso più del
normale, e allora ti riconfermo la mia stima, invitandoti però non
solo ad una maggiore tranquillità, ma anche ad una maggiore serenità.
Ciao,
ICS
Minchia come siamo suscettibili!!! Scherzavo!!! Comunque (SCHERZO) č grave
che non ti piacciano Solomon, Lympany e Ogdon. Come mai non ti attirano?
d
> A me sembra che Simone intendesse dire altro. Non ha detto che basta
> essere ebrei, ma solo che a volte aiuta. E secondo me ha ragione. Ho
> discusso di questo argomento più volte con un mio caro amico
> violinista, che appunto è ebreo. Ha studiato qui in Svizzera, ma anche
> a Tel Aviv, in Germania, e persino in Russia. Molte volte siamo finiti
> sul discorso del vantaggio dell'essere ebrei, in particolare per un
> violinista, per riuscire a fare carriera oggi. Gli appoggi ci sono, e
> la lobby pure, che lo si voglia ammettere o no. Io neppure lo avrei
> saputo, se non fosse stato lui stesso a dirmelo.
della serie, c'ho l'amico ebreo?
Ma dai, Leo.
>Tra le altre mi ha
> anche suggerito di rispolverare tutti i documenti dei miei nonni e
> bisnonni, visto che dal ramo materno sono ebreo pure io, e questo,
> secondo lui, mi sarebbe molto utile anche per riuscire a fare qualcosa
> come compositore.
E, dimmi, secondo te Ligeti è diventato famoso perchè ebreo?
>Tuttavia non ho mai voluto intraprendere qualcosa in
> tal senso, perché mi sembra squallido, ma resta il fatto che ne
> abbiamo parlato, e che conosco una persona che direttamente usufruisce
> di questi vantaggi, in almeno due modi: arrivano più facilmente i
> soldi per studiare e fare corsi di perfezionamento, si fanno più
> facilmente concerti. E questo non è poco. Poi è ovvio che se uno è
> proprio una schiappa farà poca strada lo stesso, ma questo è un altro
> discorso.
Facciamo un altro esempio.
Conosco gente che ha fatto carriera, ai suoi tempi, per appartenenza
politica.
Altri che han fatto carriera perchè il babbo o lo zio erano ricchi sfondati
e gli hanno pagato le sale da concerto, piuttosto che l'orchestra, o altro.
Come dici tu, non basta, serve il talento.
Ma, al di là di questo semplice fatto, vediamo un altro aspetto della
questione.
Nessuno si scaglia contro l'appartenenza etnica o religiosa di questi
signori, punto uno (ricorda bene GMG nel suo post qualche potentato
cattolico che non viene mai tirato in ballo. Potrei dirti che a Milano è
molto più forte di qualsivoglia "lobby ebraica". Sarà un caso unico, Milano,
chissà).
Punto due, risulta ovvio ai più che la verità è una sola, e cioè che al
mondo esiste gente che è capace in un modo o nell'altro di intrallazzarsi, e
altra che non lo è.
E fra gli intrallazzoni ci sono ebrei, cattolici, comunisti, fascisti, gay,
etero, verdi, bianchi e rossi, poichè tutto il mondo è paese.
Guarda caso, però, la "lobby ebraica" è un tema che fa strage fra i più.
Se tu di uno dici, vabbè, ha fatto carriera ma aveva un babbo ricchissimo
che gli ha comprato la Ricordi, ebbene, magari dici una parte di verità, ma
comunque tiri in ballo solo la persona in questione, ed eventualmente il suo
babbo.
Se tu tiri in ballo mafie ebraiche, semplicemente copri di cacca milioni di
persone.
Ti sfugge la sottile differenza?
In quanto al tuo amico, non so cos'abbia fatto, ma se non è Mintz, mi sembra
che lobby ebraica (così come la intendete) abbia funzionato così così.
Z.
> Gianni Morelenbaum Gualberto
> Ebreo in attesa della ricchezza che gli spetta per diritto divino e laico
dopo ricordati di aiutare gli altri lobbysti, eh, per favore, eh.
Z.
> Chiedo scusa se ho detto cose inesatte e fine qui, ok? Pace, o è meglio
dire
Gentile rosicatore,
nessuno si è offeso, ci mancherebbe ormai, offendersi per questioni simili.
Si è fatto solo notare in modo deciso e poco pacato, vista la pesantezza
delle affermazioni, che non si era d'accordo.
E il nomignoli si usano proprio perchè in giro circola gente che poi magari
viene a suggerire che uno è iscritto a chissà quale
lobby-mafia perchè
ci ha il cognome che finisce in "stein" o in "berg", per dire, vedi mai,
potrebbe anche essere.
Gente che, insinuando qua e là, rende i pomeriggi altrui un po' sgradevoli,
mi consenta.
Senza andare oltre, spero si renderà conto che è stato Lei per primo a
scrivere cose offensive.
Comunque d'accordo, fine qui.
Z.
>della serie, c'ho l'amico ebreo?
>Ma dai, Leo.
ma che serie, scusa? Mica avevo necessità di dire che era ebreo (sai
che cazzo me ne frega, a me?), se non fosse stato per il contesto in
cui stavamo discutendo, e le questioni su cui ci si confrontava.
>E, dimmi, secondo te Ligeti è diventato famoso perchè ebreo?
pensa che io non sapevo neppure che lo fosse. Ligeti è un bravo
compositore, anche se nessuna delle sue composizioni mi fa provare più
che un modesto piacere intellettuale. Merita comunque di avere avuto
quello che ha avuto. Non so come si sia sviluppata la sua carriera, e
quale tipo di appoggi abbia ricevuto quando è cominciata, per cui non
posso dire molto.
>Facciamo un altro esempio.
>Conosco gente che ha fatto carriera, ai suoi tempi, per appartenenza
>politica.
>Altri che han fatto carriera perchè il babbo o lo zio erano ricchi sfondati
>e gli hanno pagato le sale da concerto, piuttosto che l'orchestra, o altro.
cut
>Se tu tiri in ballo mafie ebraiche, semplicemente copri di cacca milioni di
>persone.
>Ti sfugge la sottile differenza?
A questo punto davvero non si può più parlare. Siamo ad un tal
livello, che solo ad aprir bocca e raccontare un'esperienza (di un
ebreo) si rischia di passare per antisemiti, o per chi vuole gettare
merda su milioni di persone. Di mafie ne esistono tante, e non credo
che nessuno voglia negarlo. Nel thread in questione Simone si è
permesso di dire la sua su Kempf, e ha sostenuto che se non fosse
stato per il tipo di appoggio ricevuto per il fatto di essere ebreo
forse non sarebbe lì, a quest'ora. Il che è anche possibile. Da parte
mia, ho tranquillamente riportato l'esperienza di un mio amico che
sembra confermare questa cosa. Il che non esclude che al mondo
esistano pure la miafia russa, quella cinese, o i favoritismi
politici. In un'altra occasione a qualcuno potrà scappare il commento,
che il tal compositore o pianista sia stato aiutato nella sua carriera
proprio da appoggi politici, senza forse suscitare le medisime
reazioni (a mio avviso eccessive) sviluppatesi in questo thread.
Infine, come ho sostenuto nel mio precedente post, più che di mafia,
ho parlato di solidarietà, di coesione, di appoggio reciproco
nell'ambito della comunità ebraica, in modo ammirato. Il fatto che in
tutta risposta, mi si dica che io tiro in ballo le mafie ebraiche, mi
costringe inevitabilmente a vedere che il mio interlocutore non riesce
a parlare serenamente dell'argomento. E se in parte lo capisco, in
parte mi rompe le palle.
>In quanto al tuo amico, non so cos'abbia fatto, ma se non è Mintz, mi sembra
>che lobby ebraica (così come la intendete) abbia funzionato così così.
lui ha potuto studiare, mantenersi, spostarsi, perfezionarsi e fare
alcuni concerti grazie all'appoggio ricevuto da ebrei per il fatto che
è ebreo. Il che non esclude che sia anche un bravo violinista. Mi
sembra evidente che non ne farò mai il nome, ma mi ci gioco i coglioni
che in un futuro non lontano ne sentirete parlare. E se ciò avverrà,
sarà perché se lo sarà meritato, perché studia come un dannato 9 ore
al giorno, e perché suona in modo "inumano". In certi momenti mi
ricorda da vicino Heifetz, per il suono e per la tecnica. Tuttavia, se
non fosse per l'appoggio che ha ricevuto, difficilmente avrebbe potuto
innanzi tutto studiare, poi fare concerti, poi fare una carriera che
sicuramente farà (è ancora giovane, ha tempo). In tal senso l'essere
ebreo sarà stato, per lui, non meno determinante dell'essere bravo. E
lui è il primo a dirlo, in tutta serenità. Se poi in tutto questo
vogliamo vedere abominevoli accuse antisemite (perché è chiaramente
qui che tu e Gianni andate a parare ancora una volta), allora fatelo,
ma il problema è davvero tutto vostro e della vostra suscettibilità,
perché nessuna accusa potrebbe essere più balorda, se rivolta a me.
Salü,
ICS
Rosicatore io? Questa è proprio bella!
> nessuno si è offeso, ci mancherebbe ormai, offendersi per questioni
simili.
NOOOOOOOOO!!! Infatti, nessuno si è offeso, nemmeno chi ha scritto alcuni
voluminosi post infiammati e ben decorati da parole un pochino pesanti...
> Si è fatto solo notare in modo deciso e poco pacato, vista la pesantezza
> delle affermazioni, che non si era d'accordo.
Deciso e poco pacato, con quelle parole? Da me questo si chiama come minimo
"essere un po' villani" e/o "maleducati".
> Senza andare oltre, spero si renderà conto che è stato Lei per primo a
> scrivere cose offensive.
Non ho detto parole con l'intento di offendere, per cio' non ritengo di
essere stato offensivo. E poi avevo raccontato una cosa che mi era stata
detta. Non ho detto che pensavo fermamente a tale fatto come veritiero. Ora
che ho la vostra assicurazione che tale ipotesi, peraltro del mio
ex-insegnante, sia stupida e insensata, mi trovo a scusarmi, ma di un
delitto che non ho commesso. Come ripeto, non volevo offendere nessuno. E
poi, scusa, inizi il post dicendo: "nessuno si è offeso" e poi ora invece mi
devo rendere conto che sono stato offensivo io per primo. Non ci capisco
molto.
Simone
Scusa ma ho appena incontrato delle iene inferocite, e mi sono fatto
condizionare!!
No, solo che Solomon non mi piace nei concerti di Beethoven, e Ogdon proprio
non mi va giù (sarà che il suo Scriabin è totalmente diverso dal mio). Per
quanto riguarda Hess e Lympany, non mi piacciono per niente.
Ciao,
Simone
Ti ringrazio per avermi difeso.
Spero che i signori che mi hanno letteralmente aggredito si rendano conto
che tutto questo bisticcio č fatto in gran parte di fraintendimenti e
malintesi, che si amplificano a ogni post.
Comunque devo riconoscere che č la prima (e spero l'ultima) volta che mi
sento trattato come un razzista, cio' č davvero inammissibile e indignante.
Davvero non avrei mai immaginato reazioni di tale spropositato nervosismo.
Simone
Ha inteso con questo includermi in questo "tipo" di gente?
Spero di no. In caso affermativo, si sta sbagliando di grosso, e vorrei che
ritirasse presto l'avventata considerazione sulla mia persona. Grazie.
Simone
Zazie dans le métro wrote:
>>Gentile persona che si nasconde dietro un nomignolo
>
>
> Gentile rosicatore,
> nessuno si č offeso, ci mancherebbe ormai
Scusate se intervengo (so che farei meglio a non farlo, ma non riesco ad
evitarlo), ma onesta' m'impone di dire che anche io NON ho preso in
senso spregiativo l'affermazione ne' di Simone ne' di Leonardo.
E' un grosso malinteso.
Capisco che "quando si resta scottati anche l'acqua fredda fa paura"
(Alessandra, te l'ho citato ancora non troppo tenpo fa) ma in questo
caso, credetemi, l'acqua era davvero fredda.
Questa almeno e' stata la mia impressione "esterna".
--
====================================
Marco Marcelli - Genova
====================================
Il lavoro e' il rifugio di coloro
che non hanno nulla di meglio da fare
(O.Wilde)
> > Gente che, insinuando qua e là, rende i pomeriggi altrui un po'
> sgradevoli,
> > mi consenta.
>
> Ha inteso con questo includermi in questo "tipo" di gente?
> Spero di no. In caso affermativo, si sta sbagliando di grosso, e vorrei
che
> ritirasse presto l'avventata considerazione sulla mia persona. Grazie.
Cosa fa, adesso, il risentito, dopo aver letteralmente diffamato Kempf?
Non che mi interessi Kempf, ma fare la pulzella scandalizzata dopo aver
scritto:
****L'ho sempre detestato per le arie che si dava (a
torto) e per come suonava. Tecnica volante ma sporca (a che serve una
tecnica volante se poi sbagli il 50% delle note? Per non parlare delle
ottave!), immaginazione musicale prossima allo zero, immaturità e cattivo
suono. Però, il fortunello aveva dalla sua un agente molto potente (mi
diceva il mio insegnante che suona parecchio negli Stati Uniti perché
essendo ebreo ha parecchi appoggi. Per carità niente di male essere ebreo e
io non ho niente contro, però certe volte aiuta e parecchio).***
mi sembra, scusi, un tantino eccessivo.
Naturalmente, io non intendevo parlare di nessuno in particolare , e di
tutti in generale.
Mi guardo un po' dal diffamare in pubblico, non è il massimo.
Z.
> >della serie, c'ho l'amico ebreo?
> >Ma dai, Leo.
>
> ma che serie, scusa? Mica avevo necessità di dire che era ebreo (sai
> che cazzo me ne frega, a me?), se non fosse stato per il contesto in
> cui stavamo discutendo, e le questioni su cui ci si confrontava.
no, non hai capito.
Vabbè, si riferisce a una famosa battuta, fa nulla.
CUT
> Da parte
> mia, ho tranquillamente riportato l'esperienza di un mio amico che
> sembra confermare questa cosa. Il che non esclude che al mondo
> esistano pure la miafia russa, quella cinese, o i favoritismi
> politici. In un'altra occasione a qualcuno potrà scappare il commento,
> che il tal compositore o pianista sia stato aiutato nella sua carriera
> proprio da appoggi politici, senza forse suscitare le medisime
> reazioni (a mio avviso eccessive) sviluppatesi in questo thread.
ah no?
Non hai letto il thread su Berio, allora.
Reazioni molto , ma molto più violente.
O non l'hai letto o ti fa comodo il dimenticarlo.
Lomi si beccò di tutto di più, molto di più.
Come mai?
Spiegamelo, va. E magari rileggi quello che ho scritto.
Non si discosta da quello che scrivo qui.
> Infine, come ho sostenuto nel mio precedente post, più che di mafia,
> ho parlato di solidarietà, di coesione, di appoggio reciproco
> nell'ambito della comunità ebraica, in modo ammirato.
Questa qui è nuova e viene fuori adesso.
Non era proprio stata presentata a questo modo, permetti.
Rileggi pure il tuo intervento, non si faceva menzione di alcuna di queste
parole "solidarietà, coesione, appoggio reciproco"
> Il fatto che in
> tutta risposta, mi si dica che io tiro in ballo le mafie ebraiche, mi
> costringe inevitabilmente a vedere che il mio interlocutore non riesce
> a parlare serenamente dell'argomento. E se in parte lo capisco, in
> parte mi rompe le palle.
E a me in parte rompono le palle le generalizzazioni e le banalizzazioni
qualunquiste.
E pure i piagnistei rosicanti di chi è sempre pronto a puntare il dito su
uno che fa carriera perchè sarebbe ebreo, cinese, russo, raccomandato,
anabattista o rosacroce.
Va bene?
>
> >In quanto al tuo amico, non so cos'abbia fatto, ma se non è Mintz, mi
sembra
> >che lobby ebraica (così come la intendete) abbia funzionato così così.
>
> lui ha potuto studiare, mantenersi, spostarsi, perfezionarsi e fare
> alcuni concerti grazie all'appoggio ricevuto da ebrei per il fatto che
> è ebreo. Il che non esclude che sia anche un bravo violinista. Mi
> sembra evidente che non ne farò mai il nome, ma mi ci gioco i coglioni
> che in un futuro non lontano ne sentirete parlare. E se ciò avverrà,
> sarà perché se lo sarà meritato, perché studia come un dannato 9 ore
> al giorno, e perché suona in modo "inumano". In certi momenti mi
> ricorda da vicino Heifetz, per il suono e per la tecnica. Tuttavia, se
> non fosse per l'appoggio che ha ricevuto, difficilmente avrebbe potuto
> innanzi tutto studiare, poi fare concerti, poi fare una carriera che
> sicuramente farà (è ancora giovane, ha tempo).
Forse, dico, forse, non ti viene in mente che ha ricevuto appoggi PROPRIO
perchè ha un talento fuori dal comunee NON perchè ebreo?
No, eh????
No, per carità.
Non ti viene in mente, no eh, che se fosse stato un talento comune o
qualsiasi, non sarebbe finito da nessuna parte lo stesso?
E che se non fosse stato ebreo, probabilmente avrebbe avuto appoggio da
qualcun altro?
Solo che magari non se ne cianciava così tanto?
> In tal senso l'essere
> ebreo sarà stato, per lui, non meno determinante dell'essere bravo. E
> lui è il primo a dirlo, in tutta serenità. Se poi in tutto questo
> vogliamo vedere abominevoli accuse antisemite (perché è chiaramente
> qui che tu e Gianni andate a parare ancora una volta), allora fatelo,
cos'è, si anticipa una cosa che manco esiste?
> ma il problema è davvero tutto vostro e della vostra suscettibilità,
> perché nessuna accusa potrebbe essere più balorda, se rivolta a me.
Qualcuno ti ha dato dell'antisemita, per caso?
Cos'è leggi nel pensiero, e vedi che qualcuno ti darà dell'antichessoio?
Insomma, uno se la fa e se la disfa da solo...
Guarda, Leo, se vuoi la mia inutile quanto modesta opinione, il compiaciuto
esercizio del luogo comune non c'entra una mazza con l'antisemitismo.
Quello è cosa troppo seria per tirarla in ballo, mi duole dirti.
Qui si tratta solo di semplici banalità stereotipate, poco complesse e ancor
meno articolate.
Ma l'ha già chiaramente fatto notare GMG.
Inoltre, ti svelerò un segreto: la lobby giudo pluto pippo chessoio non
c'entra una mazza.
Se uno è Pollini o Mintz, qualsiasi cosa succeda, diventerà qualcuno, anche
se non ha i manco soldi per pagarsi un viaggio da Milano a Roma.
Se uno suona come me, potrebbero anche scendere sulla terra Odino o Mosè,
non farà mai un cazzo di nulla.
Questa è l'unica verità, che mi pare alcuni - anzi molti - abbiano
difficoltà a digerire appieno.
Altro che lobby, appoggi, presidenti del consiglio o papà banchieri........
Z.
> Non ho detto parole con l'intento di offendere, per cio' non ritengo di
> essere stato offensivo.
Beh, veramente chi fa testo è colui che viene offeso, non colui che offende,
di solito.
>E poi avevo raccontato una cosa che mi era stata
> detta. Non ho detto che pensavo fermamente a tale fatto come veritiero.
Si rilegga.
Non sembra, davvero.
>Ora
> che ho la vostra assicurazione che tale ipotesi, peraltro del mio
> ex-insegnante, sia stupida e insensata, mi trovo a scusarmi, ma di un
> delitto che non ho commesso.
Non entro nel merito della questione specifica.
Io non conosco Kempf, per cui che vuole che ne sappia.
Il problema era altrove.
>Come ripeto, non volevo offendere nessuno. E
> poi, scusa, inizi il post dicendo: "nessuno si è offeso" e poi ora invece
mi
> devo rendere conto che sono stato offensivo io per primo. Non ci capisco
molto.
Infatti.
Il "nessuno si è offeso" era chiaramente (forse non troppo, dovevo mettere
le faccine....), ironico.
Il resto pure.
Era serio a partire da "e i nomignoli".
Z.
>
>"ICSDCS" <icsdcsLEVAQ...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>news:uemeev8djacvumgqm...@4ax.com...
>
>
>> >della serie, c'ho l'amico ebreo?
>> >Ma dai, Leo.
>>
>> ma che serie, scusa? Mica avevo necessitŕ di dire che era ebreo (sai
>> che cazzo me ne frega, a me?), se non fosse stato per il contesto in
>> cui stavamo discutendo, e le questioni su cui ci si confrontava.
>
>no, non hai capito.
>Vabbč, si riferisce a una famosa battuta, fa nulla.
>
Ciao,
scusa , ma la battuta a cui ti riferisci č quella del violinista ebreo
a cui chiedono il motivo di tanti ebrei violinisti e lui risponde ce
li vedi tu a scappare con un pianoforte? Scusa la forma barbara, ma
sto scrivendo con la belva in mano!
Emanuele (figlio) e Chiara (mamma)
Dato che č lui Il padrone del computer...
ed il puzzone (Jocker)
>Questa qui è nuova e viene fuori adesso.
>Non era proprio stata presentata a questo modo, permetti.
>Rileggi pure il tuo intervento, non si faceva menzione di alcuna di queste
>parole "solidarietà, coesione, appoggio reciproco"
rileggi tu, possibilmente anche quanto ho scritto a Gualberto:
"beh, dalle esperienze che sento, la comunità ebraica sembra essere
molto solidale, molto coesa, molto forte grazie alla sua capacità di
sostenere i propri "membri". In qualche modo rappresenta, pur essendo
un microcosmo, la società ideale."
>Forse, dico, forse, non ti viene in mente che ha ricevuto appoggi PROPRIO
>perchè ha un talento fuori dal comunee NON perchè ebreo?
No, perché se non fosse stato ebreo non glieli avrebbero dati. E non è
detto che li avrebbe trovati altrove.
>Insomma, uno se la fa e se la disfa da solo...
è quello che avete fatto tu e Gianni in questo thread, in tutta
sincerità.
>Inoltre, ti svelerò un segreto: la lobby giudo pluto pippo chessoio non
>c'entra una mazza.
>Se uno è Pollini o Mintz, qualsiasi cosa succeda, diventerà qualcuno, anche
>se non ha i manco soldi per pagarsi un viaggio da Milano a Roma.
in altri tempi forse. Oggi non è affatto detto.
ciao,
ICS
> PS: tra l'altro cose quando mai l'Inghilterra ha prodotto pianisti
> interessanti, a parte Curzon?
Beh, c'è il mio carissimo amico Stephen Hough, che per me è uno dei più
grandi pianisti in circolazione... e credo che anche John Ogdon non si
possa definire proprio un coglione.
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)
Hai ragione, di lui mi ero dimenticato.
E poi mi ero dimenticado di Barry Douglas!!!
Simone
> Hai ragione, di lui mi ero dimenticato.
> E poi mi ero dimenticado di Barry Douglas!!!
e di Bernard Roberts cosa pensi?
E` da un po' di tempo che non ho piu` sentito parlare di Barry Douglas:
che fine ha fatto?
Tra gli inglesi, ci sarebbe anche Stephen Bishop Kovacevich: che ne dite
di lui? A leggere riviste e guide inglesi, sembrerebbe un dio della
tastiera, ma a me non e` mai sembrato piu` di un onesto pianista...
Ciao
A.
--
************
ANDREA TRAVE - http://civet.berkeley.edu/atrave/
"I often sing its tunes in the shower" [Esa-Pekka Salonen,
a proposito del Concerto per Piano di Schoenberg]
> Hai ragione, di lui mi ero dimenticato.
> E poi mi ero dimenticado di Barry Douglas!!!
Certo, se il tuo gusto ti porta ad amare pianisti piů 'sanguigni',
capisco che il pianismo inglese possa non attrarti (ma nel caso di Ogdon
sarebbe un vero mistero perché č un musicista la cui violenza sonora
raggiunge vertici parossistici! Pit ricorda lo sconvolgimento che mi ha
preso dopo avere sentito la sua esecuzione della Csardas Macabre... una
delle piů grandi esecuzioni lisztiane della storia)
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
Di lui non ho mai sentito niente. Come non ho mai sentito niente da Richard
Goode, che sembra essere molto famoso nell'area anglosassone, anche se non
sono sicurissimo se è inglese o americano.
Simone
> E` da un po' di tempo che non ho piu` sentito parlare di Barry Douglas:
> che fine ha fatto?
Ehm...una brutta fine : un paio di settimane fa ha suonato l' Imperatore
nella stagione dell' orchestra in cui suono :-)))
A parte gli scherzi, non lo conoscevo se non di nome. Mi ha fatto l'
impressione di un pianista molto solido ma non particolarmente affascinante,
un routinier di alto livello. C'è da dire che la situazione era di quelle in
cui bisogna fare ricorso alla propria professionalità e fare buon viso a
cattivo gioco.
Ciao
Moos
--
Allargate l'area della coscienza !
Allen Ginsberg
Carlo, ho riso per mezz'ora, grazie di cuore!
> credo, dovresti conoscere come quelli di alcuni fra i
> più grandi del secolo passato: Myra Hess, Solomon Cutner,
> Moura Lympany, John Ogdon.
MOURA LYMPANY fra i più grandi pianisti???!!
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
ROTFL ROTFL ROTFL ROTFL
Vabbè, mettiamoci anche Davif Hellfgott, allora,
già che ci siamo: non se è inglese,
ma a questo punto è un grande pianista anche lui!
Certo però che il caldo...
ciao Carlo!
Moura Lympany! ah aha aha aha aha aha ah ah ah
eh eh eh eh ehe eh eh eh eh ehe ih ih uh uh
STRAMEGAROTFL!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Basta, pietà...
ciao
> No, solo che Solomon non mi piace nei concerti di Beethoven, e Ogdon
proprio
> non mi va gių (sarā che il suo Scriabin č totalmente diverso dal mio).
Ecco, a questo punto, dopo aver sentito
il tuo bellissimo Prokoviev, vorrei amnche sentire
un mp3 del tuo Scriabin. Come si fa?
>Per
> quanto riguarda Hess e Lympany, non mi piacciono per niente.
La Hess non l'ho mai sentita,ų
sulla Lympany sono d'accordissimo con te, ovviamente!
ciao
Fabrizio
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
La Lympany! La Lympany alla pari di Ogdon!
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
ah ah aha ah aha ah ah ah aha ha ah
Ma volete proprio farmi morire dalle risate, neh!
ciao
Fabrizio
> La Hess non l'ho mai sentita,ù
> sulla Lympany sono d'accordissimo con te, ovviamente!
Ovviamente cosa? Ma hai mai sentito i suoi Preludi di rachmaninoff? Tutti
quanti noi inutili schiacciatasti dovremmo prenderli come una delle più
illuminate lezioni di classe, eleganza, fraseggio e musicalità.
d
A parte che nessuno ha mai parlato di "alla pari", poi se non c'hai le
orecchie č un problema tuo.
d
eh, mi pare che anche dalle tue parti deve farne di caldo ... ;-)
ciao carissimo
c.
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
> >Ma chi ve le racconta queste barzellette? Ma li conoscete i meccanismi
dei
> >concorsi oggidì? Quelle sì che sono mafie, e non ebraiche. Ve ne sono
anche
> >di italiane...
>
> e allora? Non ho capito il tuo ragionamento. Ammettere una cosa non
> esclude quell'altra.
Caro Leonardo,
premetto che mi aggancio al tuo post per esporre delle considerazioni un po'
in ordine sciolto e che non hanno molto a che vedere col tuo post, che
peraltro condivido in buona parte.
Premetto anche che non sono ebreo e che, contrariamente a Simone, non sono
né ateo né
anti-clericale... la prima cosa per me è ovviamente molto più importante
della seconda. La seconda nasce dalla semplice considerazione che non riesco
a capire come il presupposto di essere
anti-qualcuno tout court possa essere una garanzia di obiettività. Sarebbe
come dire
che un ateo può parlare di religioni con più obiettività di un osservante,
come se essere atei non sia a suo modo una professione di fede.
L'affermazione di Simone sulla lobby ebraica mi è sembrata un po' avventata
e involontariamente
provocatoria nel modo in cui è stata esposta. Mi sembra comunque che
nascesse da un senso di frustrazione per delle esperienze vissute in prima
persona e che fosse per questo più facilmente comprensibile, anche se non
giustificabile. In ogni caso mi pare che abbia
chiesto scusa e che forse l'accanimento su di lui sia un po' eccessivo.
Affermare
che non ci
siano forme di aiuto tra artisti ebrei mi sembra un po' non voler vedere
delle
fette di realtà; equiparare però certe forme di aiuto all'opera di presunte
lobby mi
sembra
un luogo comune e, per chi è ebreo, probabilmente un luogo anche
particolarmente fastidioso,
così come lo sono quelli che noi italiani spesso ascoltiamo su di noi
all'estero.
Purtroppo ognuno ha da lottare
con i luoghi comuni ogni giorno; quelli che ascolta dagli altri (volendolo o
meno) e quelli che spesso si insinuano dentro di noi senza neanche
accorgercene.
I veri problemi nascono quando si generalizzano situazioni particolari e da
queste generalizzazioni si ricavano teorie che spesso non stanno né in cielo
né in terra.
Ad esempio, ciò che che dice Gianni sui concorsi è profondamente vero; ma la
sua
stessa affermazione, se troppo generalizzata, rischia di
divenire un luogo comune. Ci sono concorsi e concorsi, giurie e giurie. E'
incredibile come spesso, vedendo le cose dall'altro lato (quello della
giuria), ci si accorga che scelte all'apparenza assurde e giustificabili
solo con la perversa volontà mafiosa di alcuni giurati, abbiano spiegazioni
assai meno fantascientifiche e, volendo, ancora più demoralizzanti nella
loro banalità. Poi sicuramente ci sono anche le mafie, e questo lo sappiamo
tutti, ma in realtà spesso ci sfugge (o forse sfugge solo a me) che la
deficienza umana
è capace di produrre effetti altrettanto perversi quanto i piani più
diabolici.
Come tu stesso hai detto, non era tua intenzione fare un'indagine
demoscopica; il
tuo amico violinista probabilmente si fa aiutare da conoscenze del suo
ambiente così
come altri fanno in altri ambienti. Credo che il tuo amico, se ha veramente
tanto talento, abbia fatto bene a non rifiutare l'aiuto offertogli, anche
perché non mi sembra lesivo della sua dignità. Ben altra cosa il caso di
quel direttore che ha chiesto se sei ebreo... ma in questo caso credo che
Gianni abbia ragione (se ho ben capito), le teste di ca**o sono universali e
esistono ad ogni
latitudine e in qualsiasi credo.
In svariati anni di attività artistica, ho vissuto direttamente solo un paio
di casi in cui so che non essere stato ebreo può avermi discriminato; in
entrambi i casi la discriminazione è venuta da persone molto mediocri e che
sarebbero state tali al di là della loro fede e/o nazionalità. Per contro
posso garantirti di aver goduto della stima "fattiva" (quindi non fatta di
sole chiacchiere) di numerosi ebrei, ossevanti e non. Con queste persone non
ho mai avuto l'impressione di essere considerato diversamente a causa del
mio essere "gentile", anzi direi il contrario. Peraltro ho subito
sicuramente moltissime discriminazioni per la mancata appartenenza a varie
lobby di potere e ti assicuro che gli ebrei non c'entravano proprio nulla;
si trattava -quasi sempre- di italianissimi -e mafiosissimi- connazionali.
Forse nel campo violinistico la situazione è stata un po' diversa o,
quanto meno, ha prodotto un'impressione diversa; credo che Stern,
personalità fortissima, abbia giocato un ruolo importante in questo. Sono
però convinto che Stern avrebbe giocato lo stesso ruolo anche se non fosse
stato ebreo; semplicemente il talento, unito ad un carattere così forte e ad
esperienze di vita che ti forgiano in un certo modo, ha prodotto un certo
tipo di persona, con pregi e difetti in proporzione alla sua grandezza.
E' indubbiamente vero che Stern ha aiutato in vita tanti talenti ebrei, ma
non solo
ebrei. Forse qualcuno meritava di più e qualcuno di meno; tuttavia ci siamo
mai chiesti perché i grandi nomi italiani in generale non hanno mai aiutato
nessuno? Anziché guardare con invidia certe forme di aiuto, ci siamo mai
chiesti perché gli italiani si divertano così tanto a tirarsi palate di
merda tra loro, anche ai livelli più alti? Dove sono le figure carismatiche
che appoggiano giovani
talenti "senza macchia"? A parte Cascioli (che non mi sembra riscuota
consensi unanimi) e Pollini jr., ovviamente!
A volte ho l'impressione che la sottile, umanissima invidia che suscita
l'aiuto di
ebrei ad altri ebrei sia dovuta alla totale incapacità che hanno altri
gruppi di persone nell'aiutarsi.
Ho l'impressione che alla fine questo atteggiamento diventi un "imprinting"
che dirotta spesso l'attenzione su una presunta lobby ebraica nella musica.
E' come se l'idea di una lobby catturasse l'attenzione più della portata del
presunto aiuto in
sè.
Non intervengo su Kempf perché non l'ho mai ascoltato dal vivo e non ho
volutamente comprato suoi dischi; persone di cui mi fido me ne hanno parlato
mediocremente e, prima di spendere soldi per cd a prezzo pieno, peraltro
comprando esecuzioni di un repertorio già ascoltato ad abundantiam, aspetto
che mi capiti l'occasione di un ascolto dal vivo, esperienza sempre più
rivelatrice dei
cd.
Questo comunque non cambierebbe di una virgola quello che ho scritto.
Indubbiamente la pressione fatta a livello discografico per
Kempf è stata piuttosto incredibile, ma lo stesso si può dire per tanti
altri artisti che molti non reputano all'altezza di tanto baccano. E allora?
A questo punto, tanto per fare un esempio, nel caso dell'astro nascente Lang
Lang, appena passato dalla Telarc alla DG, pianista giovanissimo e dotato ma
interprete per me piuttosto usuale e
neanche tanto raffinato, mettiamo in campo la mafia cinese? In realtà Lang
Lang
fa capo ad uno degli uffici di rappresentanza più potenti del mondo, è
giovane e fotogenico e la Cina, SARS permettendo, è uno dei mercati in
maggiore
espansione nel mondo... certo, se ci mettiamo a girare l'elenco degli
impiegati del suo ufficio di rappresentanza,
alla fine un nome ebreo salta fuori. A quel punto non ci resterebbe che far
abbassare i pantaloni a Lang Lang e vedere se ce l'ha ancora lung lung o se
gli hanno fatto una piccola operazioncina...
Perdonami la battuta greve, ma a me la realtà sembra più complessa della
troppo facile identificazione di lobby varie e, nel mio piccolo, ho
l'impressione che ci si dovrebbe indignare
molto di più per tanti altri "aiuti" e tante altre lobby presenti
nell'ambiente concertistico.
Per concludere, credo che l'indignazione di Gianni o di Ale nasca da una
semplice considerazione: perché un caso come quello di Kempf ci fa pensare
immediatamente
a lobby ebraiche, quando di gente che non ci piace e che è appoggiatissima
ne è pieno il mondo?
Ho sentito tante volte anche io il racconto della solidarietà tra ebrei
fatto da
ebrei -mi piace usare la parola "solidarietà", lobby mi fa pensare ad
altro-. Anche
nei loro racconti c'è questo senso di aiuto ricevuto, ma non è un aiuto
volto a togliere qualcosa a qualcuno. Vorrei sapere chi ha mai vietato agli
italiani o agli altri di promuovere i loro talenti. Personalmente ho
conosciuto pianisti francesi appoggiatissimi e spesso mediocrissimi.
Arrivavano ai concorsi già carichi di onori e sovvenzionati come piccoli
principi da fondazioni varie e/o aiuti statli. Certo, si "sfrigge" un po'
quando si vedono certe cose, ma se lo
sport degli italiani è quello di tirarsi palate di merda addosso, perché
incazzarsi con gli altri?
Forse bisognerebbe porsi la domanda opposta: perché da noi non si avverte lo
stesso
senso di solidarietà?
saluti,
florestano
P.S.: e comunque non seguire il consiglio di Gianni: tu le belle zurighesi
ebree continua a puntarle! :-)
florestano
P.S.: Douglas č irlandese... anche se ha vissuto a lungo a Londra (ora vive
a Parigi)
"Simone Ferraresi" <simo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bc87d5$ell$1...@lacerta.tiscalinet.it...
> > Beh, c'č il mio carissimo amico Stephen Hough, che per me č uno dei piů
Richard Goode è americano. E anche Stephen Bishop Kovacevich (che però
ha vissuto in Inghilterra gran parte della sua vita).
In compenso è inglese Leslie Howard (integrale lisztiana per Hyperion).
ciao
> Caro Leonardo,
>
> premetto che mi aggancio al tuo post per esporre delle considerazioni un
po'
> in ordine sciolto e che non hanno molto a che vedere col tuo post, che
> peraltro condivido in buona parte.
CUT
Un intervento equilibrato e credo molto condivisibile. Perchè non scrivi di
più ?
Ciao;-)
> eh, mi pare che anche dalle tue parti deve farne di caldo ... ;-)
Ma tanto tanto. E pure in inverno...
d
Nessuno ha mai sentito Joyce Hatto? Fate un salto qui:
http://stations.mp3s.com/stations/384/joyce_hatto.html
Io ho sentito qualcosa e mi è piaciuto.
Ciao,
Marco
come non detto: mi mangio la lingua. gnam.
(la tastiera era un po' piů problematica .. ;-)
è australiano.
ciao,
fl
> Un intervento equilibrato e credo molto condivisibile. Perchč non scrivi
di
> piů ?
perché non c'č tempo e scrivo quando sono in "vacanza" mentale ... e si vede
:-)))
ciao!
fl
Figurati, le persone di talento io le aiuto sempre, purché siano circoncise
(anche le donne, eh... Qui non si fa differenze per nessuno) e 4/4 ebree
(più di me, dunque, che di ebreo ho certo la parte più importante, la mamma:
ma nel caso di piaceri li faccio solo con sangue puro e con ortodossi.
Lubavitch ancora meglio. E vada anche per gli haredim). altro che
solidarietà. Voglio anche vedere la ricevuta delle tasse alla comunità.
GMG
Stephen Kovacevich lo vidi a Milano in sala Verdi una quindicina di anni fa
eseguire, fra le altre cose, dei brani di Bach e ricordo che mi fece
un'ottima impressione.
Molto bravo tecnicamente, suono ampio, complessivamente non molto
emozionante. Poi č sparito per qualche anno dalle scene europee,
e recentemente č riapparso completando l'integrale Beethoveniana
per la EMI. Sui newsgroup americano-centrici ne parlano benissimo,
ma puň anche essere per una sorta di bias nazionalistico abbastanza
normale. C'č da dire che la Polygram gli ha dedicato ben due volumi
della serie "Grandi Pianisti del '900", cosa che comunque non stupisce
piů di tanto tenendo presente esclusioni eccellenti tipo quella
di Pogorelich.
ciao
c.
> Confermo tutto quello che ho scritto.
Bene. Questo almeno è assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Sai
(uso la semplice seconda persona al posto dell'appellativo di cortesia solo
perché è la consuetudine), decidere che gli altri non se la devono prendere
per un paio di "frasi avventate" (definizione tua), come hai fatto poco
sopra, non era proprio il massimo; un po' come ammettere implicitamente di
aver detto una sciocchezza, ma al tempo stesso reclamare il diritto ad
essere gli unici e insindacabili giudici delle proprie uscite, avventate o
meno che siano...purtroppo le sciocchezze ormai pubblicate restano tali. Di
dominio collettivo, intendo.
>Era solo la mia opinione (e non solo
> la mia) su un pianista che a parere mio vale poco o niente. Non è
diffamare,
> è dire quello che si pensa su un personaggio o fatto musicale. Mi sembra
che
> questo NG sia fatto apposta. O ci sono delle censure?
Può darsi che le reazioni siano state estremamente decise; è altrettanto
vero che sei stato discusso, con vivacità, forse con piglio un tantino
energico, ma non censurato. Quanto alla sostanza; "essere ebrei aiuta", per
prima cosa vi (a te e a chi ti ha difeso) assicuro che non è un
bell'argomentare. Se vuoi estendiamo l'argomento, al di là del mondo
musicale, e ti posso dimostrare che non sempre essere ebrei aiuta, anzi. Ci
sono ambienti (parlo di ambienti di lavoro e di socializzazione
assolutamente ordinari) in cui un minimo di sensibilità per le proprie
origini, di attaccamento alla propria storia può innescare una serie di
reazioni non proprio piacevoli; come la richiesta intimidatoria (molto
intimidatoria, decisamente più di quanto il buon Gianni possa mai riuscire
ad essere con la sua alata, immaginifica prosa) di dissociarsi
periodicamente dalla politica di Israele (come se il contrario fosse
automatico, fra l'altro), o di distinguere fra Ebrei e Sionismo (questo in
genere lo chiede chi sa poco dell'uno e degli altri)...mi dirai che la sto
buttando sul politico. Purtroppo la questione *è* politica, su questo
terreno siamo già. Sono situazioni, ancora assai banali (inoffensive in
confronto ad altro), in cui essere Ebrei o comunque di origine ebraica
comincia a non risultare poi così conveniente. Sicuramente non assicura un
trattamento di riguardo.
Mi fermo qui, perché non voglio tediare.
Quanto al fenomeno lobby; voglio prendere il termine nell'accezione più
blanda e ordinaria (non come sinonimo di mafia, insomma). Non ti sfuggirà il
fatto che il mondo è pieno di sfere di influenza. In alcuni casi sono
assolutamente naturali (quando parliamo di minoranze, per esempio), una
forma di aiuto e mutuo sostegno fra affini, in altri meno. E' curioso che si
parli tantissimo di lobby ebraica (dal pettegolezzo al delirio) e pochissimo
di tutte le altre. Questo semplicemente per dirti che l'argomento è proprio
infelice, assai logoro, e si presta a mille fraintendimenti. Il che dovrebbe
essere un motivo in più per stare attenti. E poi, suvvia: di incapaci di
successo è pieno il mondo. Che bisogno c'è di tirare in ballo le lobbies? Il
sistema che seleziona i musicisti di talento è così perfetto, non sbaglia
mai? Come si spiega allora che autentici geni siano stati riconosciuti tali
con drammatico ritardo?
Ammettere l'inopportunità del proprio discorso, e lasciare il giudizio
complessivo a chi ha letto l'intero scambio sarebbe stata un'ottima
soluzione.
Tu invece ti sei sentito offeso e "indignato" per essere stato trattato da
razzista...mah, che vuoi. Non è un discorso che entusiasmi, lo dico senza
acrimonia, neppure il tuo.
con simpatia, shalom
dR
> A parte che nessuno ha mai parlato di "alla pari"
Infatti. Non l'hai mai detto, hai detto altre cose per me assolutamente
condivisibili.
Aggiungo di mio, rivolgendomi a tutti (compresi Ferraresi e Miletto) e non
solo a Cabassi (anche se mi attacco al suo post):
Myra Hess è un'interprete da studiare attentamente, e lo stesso si può dire
di John Ogdon. Quest'ultimo ha interpretato tantissima musica moderna e
contemporanea, talmente tanta che presumibilmente alla fine sapeva quel che
faceva; il che naturalmente non significa che non lo si debba discutere. Per
carità, possono non piacere (io ad esempio non stravedo per Kempff, quello
con due effe), ma non si fanno paragoni con chi un posto al sole e nei
manuali se l'è già ampiamente meritato. Anche se si è bravi e promettenti.
Insomma, se fossi un giovane pianista di belle speranze non direi che il mio
Beethoven il mio Mozart non sono paragonabili a quelli di Kempff. Anche se,
in altro senso, è più che vero.
Un po' di misura gioverebbe, anche se si è dei giovani leoni. Si può
rileggere prima di premere invio.
dR
argh, chissà che dolore! :-)
> (la tastiera era un po' più problematica .. ;-)
beh, bisogna possedere una buona dentiera...
scherzi a parte, Leslie Howard vive da una vita a Londra e ormai si può
ritenere inglese a tutti gli effetti. La mia era giusto una precisazione.
ciao, flo
GMG
Il 11 Giu 2003, 22:39, ICSDCS <icsdcsLEVAQ...@hotmail.com> ha
scritto:
> On Wed, 11 Jun 2003 19:36:20 GMT, "Zazie dans le métro"
> <zaziedansle...@libero.it> wrote:
>
> >Questa qui è nuova e viene fuori adesso.
> >Non era proprio stata presentata a questo modo, permetti.
> >Rileggi pure il tuo intervento, non si faceva menzione di alcuna di
queste
> >parole "solidarietà, coesione, appoggio reciproco"
>
> rileggi tu, possibilmente anche quanto ho scritto a Gualberto:
>
> "beh, dalle esperienze che sento, la comunità ebraica sembra essere
> molto solidale, molto coesa, molto forte grazie alla sua capacità di
> sostenere i propri "membri". In qualche modo rappresenta, pur essendo
> un microcosmo, la società ideale."
>
> >Forse, dico, forse, non ti viene in mente che ha ricevuto appoggi PROPRIO
> >perchè ha un talento fuori dal comunee NON perchè ebreo?
>
> No, perché se non fosse stato ebreo non glieli avrebbero dati. E non è
> detto che li avrebbe trovati altrove.
>
> >Insomma, uno se la fa e se la disfa da solo...
>
> è quello che avete fatto tu e Gianni in questo thread, in tutta
> sincerità.
>
> >Inoltre, ti svelerò un segreto: la lobby giudo pluto pippo chessoio non
> >c'entra una mazza.
> >Se uno è Pollini o Mintz, qualsiasi cosa succeda, diventerà qualcuno,
anche
> >se non ha i manco soldi per pagarsi un viaggio da Milano a Roma.
>
> in altri tempi forse. Oggi non è affatto detto.
>
> ciao,
>
> ICS
Neanch'io paragonerei Ogdon e la Lympany, se non altro perché le
impostazioni di ognuno sono così radicalmente diverse, così come le
rispettive culture e i rispettivi interessi, con tutto ciò che ne è
conseguito. Ma non disprezzerei troppo la Lympany, pur senza farne un
santino come ne hanno fatto gli inglesi (che altro santino hanno fatto con
Peter Katin). Ho di recente ascoltato i Preludi chopiniani incisi non molto
tempo fa, in tarda età, dalla Lympany, e non ho trovato di che inorridire,
sebbene, come in molti inglesi, vi sia sempre stato in lei un curioso
impasto di aristocrazia e di fare "casalingo" nel suo modo di suonare, senza
mai cadere però nel prosaico. Il suo Chopin talvolta guarda a Rachmaninov, e
mi ricordo di avere ascoltato suonato da lei un eccellente, persino troppo
brillante Mendelssohn: forse non mi ha colpito per profondità, ma certamente
per l'eleganza, per la capacità di "cantare", sebbene sempre con una certa
compostezza che a volte si instaurava a spese di un maggiore approfondimento
(ma nelle sue interpretazioni di Chopin mi sembrava di cogliere una
concezione ritmica estremamente sofisticata, sebbene sembra esibita con
grande "discrezione", forse troppa, e che veniva momentaneamente accantonata
in delle eccellenti, a mio parere, interpretazioni di Rachmaninov: di gusto
forse un po' démodé, se vogliamo, ma di grandissima espressività e prive di
banalità). Ogdon era certamente tutt'altra cosa, ma la Lympany m'è sempre
parsa un'artista troppo poco frequentata dalle nostre parti.
GMG
> CUT
>
> Un intervento equilibrato e credo molto condivisibile. Perchè non scrivi
di
> più ?
glie lo dico sempre anch'io :-)))))
ciao
Z.
> Ciao,
> scusa , ma la battuta a cui ti riferisci è quella del violinista ebreo
> a cui chiedono il motivo di tanti ebrei violinisti e lui risponde ce
> li vedi tu a scappare con un pianoforte? Scusa la forma barbara, ma
> sto scrivendo con la belva in mano!
no, si tratta di tutt'altro.
Magari te lo spiego dopo.
Non ho belve in mano, ma un po' fretta :-)
ciao
Z.
> rileggi tu, possibilmente anche quanto ho scritto a Gualberto:
io rispondo ai post che scrivi a me.
> >Forse, dico, forse, non ti viene in mente che ha ricevuto appoggi PROPRIO
> >perchè ha un talento fuori dal comunee NON perchè ebreo?
>
> No, perché se non fosse stato ebreo non glieli avrebbero dati. E non è
> detto che li avrebbe trovati altrove.
ah, sai tutto tu, allora, anche quello che non è successo.
> >Inoltre, ti svelerò un segreto: la lobby giudo pluto pippo chessoio non
> >c'entra una mazza.
> >Se uno è Pollini o Mintz, qualsiasi cosa succeda, diventerà qualcuno,
anche
> >se non ha i manco soldi per pagarsi un viaggio da Milano a Roma.
>
> in altri tempi forse. Oggi non è affatto detto.
La solita solfa dei "geni misconosciuti".
Segue adeguata invenzione di mafie apposite per scalerci, così i geni
sconosciuti potranno sentirsi incolpevoli vittime, non della loro mancanza
di talento, ma di una combutta ordita contro di loro.
Déja vu, sorry.
Z
> Confermo tutto quello che ho scritto. Era solo la mia opinione (e non solo
> la mia) su un pianista che a parere mio vale poco o niente. Non è
diffamare,
> è dire quello che si pensa su un personaggio o fatto musicale. Mi sembra
che
> questo NG sia fatto apposta. O ci sono delle censure?
> E poi tutto questo che c'entra con il mio risentimento?
> Sinceramente, mi scocciava essere incluso nel famoso gruppo di persone che
> appena avessero visto il cognome terminante con "stein" o "berg" si
> sarebbero scagliate sul poveretto accusandolo di fare parte di una lobby,
e
> gli avrebbero rovinato il pomeriggio. (quest'ultima frase in particolare
> penso si riferisse a me, quindi ho dedotto di fare anch'io di tale gruppo
di
> persone).
Cerchiamo di capirci, e con questo rispondo anche a ICS che fa il finto
tonto,
contrariamente a te, che hai il pregio di non cercare di barcamenarti in
strani giri di parole.
Riprendiamo un attimo, e vediamo se riesco ad essere chiara:
Ecco il tuo post su Kempf (che qui definirò come "il soggetto"), prendo
tutto per buono, non avendolo mai ascoltato.
****L'ho sempre detestato per le arie che si dava (a
torto) e per come suonava.
1. Il soggetto è alquanto odioso (possibilissimo)
****Tecnica volante ma sporca (a che serve una
tecnica volante se poi sbagli il 50% delle note? Per non parlare delle
ottave!),
2. Il soggetto non possiede una tecnica strumentale soddisfacente, direi
nemmeno decorosa, dalla descrizione (possibilissimo)
****immaginazione musicale prossima allo zero, immaturità e cattivo
suono.
3. Il soggetto non ha nemmeno talento musicale, ed è anche infantile
(possibilissimo)
**********Però, il fortunello aveva dalla sua un agente molto potente (mi
diceva il mio insegnante che suona parecchio negli Stati Uniti perché
essendo ebreo ha parecchi appoggi. Per carità niente di male essere ebreo e
io non ho niente contro, però certe volte aiuta e parecchio).***
Ora, si è appurato che la persona in questione NON possiede ALCUNA dote in
grado di poterlo annoverare fra i musicisti degni di questo nome.
PERO' il fortunello fa carriera, PERCHE' è ebreo e appoggiato da ebrei.
Conclusione ovvia dei ragionamenti esposti sopra: gli ebrei appoggiano i
loro
cagnacci (et ergo, sono anche in malafede palese, se appoggiano delle vere
sole, una roba da puro potentato mafioso).
Da questo post non si deduce, scusa, null'altro, perchè null'altro è stato
*chiaramente* specificato.
Altro che violinisti super dotati amici di Leonardo, e balle di altro
genere.
Le reazioni sono parse esagerate?
Invito a chi lo pensa a considerare il nesso che sta fra la prima e la
seconda parte del post (cosa che anche il buon ICS si è guardato dal fare).
Un cane ignobile fa carriera *perchè* è ebreo.
Null'altro sta scritto, mi pare.
NON si è scritto: "un valente pianista pieno di talento è stato aiutato da
gente a lui vicina, per potergli permettere di progredire e di fare
carriera".
No, si è scritto che un cane fa carriera solo perchè è ebreo.
Stupefacente che ci si offenda?
Suvvìa, non celiamo, neh.
Z.
> Figurati, le persone di talento io le aiuto sempre, purché siano
circoncise
> (anche le donne, eh... Qui non si fa differenze per nessuno) e 4/4 ebree
> (più di me, dunque, che di ebreo ho certo la parte più importante, la
mamma:
> ma nel caso di piaceri li faccio solo con sangue puro e con ortodossi.
> Lubavitch ancora meglio. E vada anche per gli haredim). altro che
> solidarietà. Voglio anche vedere la ricevuta delle tasse alla comunità.
sai cosa ti dico?
Spilorcio !
(quante scuse, pur di non sganciare, ma quante!!!!!!!!!!!!!!!)
Z.
CUT
Che ci serve a fare l'ultimo sgambetto al prossimo
> goy in grado di farci concorrenza. Beh, stiamo migliorando. Un tempo
> succhiavamo sangue ai cristiani, oggi glielo mettiamo sempre in quel
posto,
> ma con più garbo, con più stile, per quanto infame. Con l'"aiutino". E poi
> dicono che il progresso non esiste...
Esemplare.
Z.
Stavo pensando che questa relativa scarsita` di pianisti inglesi (beh,
si e` visto che ce ne sono comunque parecchi, quanto meno
"importati"...) possa essere collegato anche alla poca frequentazione
che i compositori inglesi hanno avuto in generale col pianoforte. Se
si parla di concerti per piano e orchestra, Elgar ne ha lasciato solo
un frammento, Holst non ne ha composti, quelli di Delius, Vaughan
Williams, Walton non sono tra le loro opere di maggior successo. Solo
quello di Britten, a mio avviso, e` davvero un'opera riuscita (ma
anch'esso non e` che sia eseguito tanto spesso, purtroppo). Quanto al
repertorio solistico, nuovamente non costituisce per nessuno di loro
un capitolo fondamentale della loro opera, a quanto mi sembra.
Insomma, rispetto alle "scuole" francesi o russe, dove ogni
compositore ha scritto pagine fondamentali del repertorio solistico o
concertistico, quella inglese si e` trovata ancora piu` indietro del
solito (e` tipico passare oltre i compositori britannici quando si
passano in rassegna gli ultimi due secoli di storia musicale). Forse
forse, c'e` davvero qualcosa di vero quando si parlava di rapporti
difficili col piano...
Ciao
A.
************
ANDREA TRAVE - http://civet.berkeley.edu/atrave/
Ci sono momenti in cui il sofferente Fauno di
Debussy sembra avere urgente bisogno di un chirurgo
veterinario.
[Boston Daily Advertiser, 1905]
> Neanch'io paragonerei Ogdon e la Lympany, se non altro perché le
> impostazioni di ognuno sono così radicalmente diverse, così come le
> rispettive culture e i rispettivi interessi, con tutto ciò che ne è
> conseguito.
Ripeto, non li ho paragonati, sono pianisti agli antipodi per mille cose,
sono d'accordo con te.
>Ma non disprezzerei troppo la Lympany, pur senza farne un
> santino come ne hanno fatto gli inglesi (che altro santino hanno fatto con
> Peter Katin). Ho di recente ascoltato i Preludi chopiniani incisi non
molto
> tempo fa, in tarda età, dalla Lympany, e non ho trovato di che inorridire,
> sebbene, come in molti inglesi, vi sia sempre stato in lei un curioso
> impasto di aristocrazia e di fare "casalingo" nel suo modo di suonare,
senza
> mai cadere però nel prosaico.
Delle registrazioni che conosco è forse quella che mi convince di meno,
forse perchè reputo che i Preludi di Chopin abbisognino un impegno e una
profondità d'analisi che non ho tanto sentito. Malgrado siano sempre
presenti un suono bellissimo e una classe unfinita.
> in delle eccellenti, a mio parere, interpretazioni di Rachmaninov: di
gusto
> forse un po' démodé, se vogliamo, ma di grandissima espressività e prive
di
> banalità)
Sottoscrivo parola per parola. La cosa che mi aveva affascinato, sia nei
Preludi che nei Concerti era l'approccio antiretorico e altamente raffinato
che li contraddistingueva. E che la avvicinavano molto all'ideale
interpretativo dell'autore stesso.
> Ogdon era certamente tutt'altra cosa, ma la Lympany m'è sempre
> parsa un'artista troppo poco frequentata dalle nostre parti.
Ecco.
d
> Di lui non ho mai sentito niente.
6 Partite di Bach
Ha inciso anche il Clavicembalo ben temperato
su www.towerrecords.com dovresti riuscire ad ascoltare qualcosa
per me ha un tocco davvero splendido
è "famoso" per l' opera beethoveniana, che ha ricevuto numerosi premi
ciao
>Il percorso di questa discussione ha seguito parametri non inusuali: prima
>si scaglia un sasso con la manina celata, poi si corre ai ripari, il che fa
>un po' ridere in un ambito dove tutti fanno a gara per essere "politically
>correct",
non è questione di essere politically correct, ma solo che purtroppo
quando si ha a che fare con persone iperpermalose, suscettibili
all'inverosimile, e con una chiara coda di paglia (ed in questo son
d'accordo con Simone), è praticamente impossibile trovare le parole
giuste. Qualsiasi cosa si dica è sbagliata. Se cerchi di essere
gentile, ti senti dire che sei falso ed alla fine fai più schifo di
uno che sinceramente offende. Se inveci offendi chiaramente (ed io non
l'ho fatto, diversamente da te), allora è ancora peggio. Sorry, ma non
ci sono gli estremi per discutere serenamente.
>Inizialmente si dice che un violinista ebreo, probabilmente con talento ma
>poca dignità,
ma quale poca dignità? Gianni, su questa cosa hai rotto il cazzo. Non
consci questa persona, e vuoi giudicarla da poche righe che ho
riportato io. Da quando mi hai scritto il tuo primo post sei stato
solo offensivo, nei miei e nei suoi riguardi.
>dichiara pubblicamente di aver fatto carriera,
non dichiara pubblicamente nulla! Sveglia Gianni! Lui ne ha parlato
con me, in confidenza, perché sono suo amico, e mi ha detto in tutta
sincerità come ha funzionato e sta funzionando per lui. Se c'è un
coglione, quello sono io, che mi sono permesso di riportare qui quanto
dettomi, inserendomi dopo il commento di Simone, senza immaginare che
questo avrebbe suscitato tanta rabbia e cattiveria offensiva e
gratuita.
> Avvertita la gaffe, fra l'altro piuttosto greve e
>assomigliante a un gossip di bassa lega,
ma quale gaffe? ma quale gossip?
>si fa marcia indietro, sostenendo
>che in realtà si ammira lo spirito comunitario ebraico, il senso di
>solidarietà, ecc.,
certo, perché è la verità. E' una cosa che ho sempre sostenuto, e la
Ale lo sa bene, perché glielo dissi in tempi non sospetti anche
privatamente, se vogliamo dirla tutta. Io non lecco il culo a nessuno,
nè persona singola, né gruppo, né categoria. Quando è il momento di
apprezzare, apprezzo, quando è il momento di criticare (dal mio punto
di vista, ovvio), critico, e magari offendo e mando a fare in culo,
pure te, per poi magari riparlarti tranquillamente in altre occasioni.
Ho riportato un'esperienza di un amico, ma la reazione dall'altra
parte mi ha fatto quasi sentire un nazista. E allora ci ho tenuto a
precisare cosa io pensi in cuor mio, per non essere frainteso
ulteriormente, ma vedo che non c'è nulla da fare, perché alcune
persone, su queste tematiche, partono facendo tutto il possibile non
per comprendere cosa l'interlocutore voglia dire, bensì per
fraintenderlo, forse per una sorta di complesso storicamente
giustificabile, forse per una forma di masochismo.
> La gaffe s'è così ulteriormente
>aggravata, perché ha approfondito l'entità dello stereotipo. Perché non di
>solidarietà fra oppressi si sarebbe trattata ma di aiuto fra ricchi, non di
>supporto al talento in più ebreo ma di supporto all'ebreo in quanto ebreo,
no. Il supporto c'è perché ha talento. Ma se non fosse ebreo, del
talento se ne farebbe poco, almeno in quel giro di persone che lo
hanno sostenuto finora. Il che non esclude, naturalmente, che magari
gli aiuti salterebbero fuori altrove.
cut
>Con questi stereotipi, indegni di persone sensibili e presumibilmente colte
>(ma la loro cultura non le ha portate ad approfondire l'ebraismo... E poi,
>si sa, gli ebrei sono così chiusi e diffidenti...), qualsiasi eventuale
>merito, per quanto riconosciuto (come nel caso del "Raccomandato Ebreo"
>violinista), verrà pur sempre inquinato dall'"aiutino". Bravo, sì, quello
>lì, bravissimo anzi, farà carriera... Poi, che vuoi, è pure ebreo, per cui
>la carriera la farà comunque"... Eccoci qua, cretini e intelligenti, geniali
>e deficienti, musicisti e fisici, spazzini e puttane al cui sole mancherà
>sempre qualche raggio, oscurato dal "peccato originale", che non è più il
>deicidio, ma l'"aiutino". Che ci serve a fare l'ultimo sgambetto al prossimo
>goy in grado di farci concorrenza. Beh, stiamo migliorando. Un tempo
>succhiavamo sangue ai cristiani, oggi glielo mettiamo sempre in quel posto,
>ma con più garbo, con più stile, per quanto infame. Con l'"aiutino". E poi
>dicono che il progresso non esiste...
mi sento come se avessi detto: "guarda che bella quella ragazza", e
fossi stato condannato a 10 anni per stupro. Assolutamente svuotato.
ICS
>io rispondo ai post che scrivi a me.
sě, ma se siamo in un thread, e tu dici che io sto riportando qualcosa
che non ho mai detto, sei invitata a leggere anche i miei altri post
del thread, dove magari ho detto proprio quelle cose. Altrimenti mi
tocca, in futuro, di fare sempre post doppi rivolti a te. Un po'
scomodo, ma basta saperlo.
>La solita solfa dei "geni misconosciuti".
>Segue adeguata invenzione di mafie apposite per scalerci, cosě i geni
>sconosciuti potranno sentirsi incolpevoli vittime, non della loro mancanza
>di talento, ma di una combutta ordita contro di loro.
non č questione di mafie, ma solo che tu non puoi sapere se in un
paesino della calabria non vi sia un potenziale genio del pianoforte o
della composizione che perň non puň studiare, e magari alla fine di
una lite muore fucilato dal padre. O magari uno di quei bambini che
stanno 14 ore al giorno a raccogliere rifiuti nelle discariche forse,
in un'altra famiglia e con altri mezzi, potrebbe divenire un ottimo
violinista, o matematico, o medico. Ma cazzo, a leggere certe cose
sembra davvero che tu sia cresciuta protetta da muri dorati. Magari
avrai fatto anche alcune esperienze dure in vita tua, ma sempre con
qualcuno, poco piů in lŕ, pronto a pararti il culo quando tu avessi
saputo che non ce l'avresti piů fatta a continuare. Sai che forza
cosě...
Salü,
ICS
in mezzo al bailamme .-) mi sono scordata di ringraziarti per il tuo post!
Scrivi!
Z.
> >La solita solfa dei "geni misconosciuti".
> >Segue adeguata invenzione di mafie apposite per scalerci, così i geni
> >sconosciuti potranno sentirsi incolpevoli vittime, non della loro
mancanza
> >di talento, ma di una combutta ordita contro di loro.
>
> non è questione di mafie, ma solo che tu non puoi sapere se in un
> paesino della calabria non vi sia un potenziale genio del pianoforte o
> della composizione che però non può studiare, e magari alla fine di
> una lite muore fucilato dal padre. O magari uno di quei bambini che
> stanno 14 ore al giorno a raccogliere rifiuti nelle discariche forse,
> in un'altra famiglia e con altri mezzi, potrebbe divenire un ottimo
> violinista, o matematico, o medico.
Chiunque potrebbe diventare qualsiasi cosa, non era questo l'argomento del
post.
E certamente, qualcuno di quelli da te citati potrebbe magari diventare
qualcuno.
Solo che, vedi, io parlavo di chi ha studiato musica e fa il musicista, non
di condizioni di partenza.
Facilino, è buttarla sul sociologico-antropologico?
Chissà quanti papuasiani potrebbero essere Mozart e invece gli tocca stare
nella foresta!
Detto questo, non ho mai sentito un bambino delle discariche lagnarsi di
essere un genio incompreso, proprio perchè le condizioni di base sono
diverse, in compenso fra i musicisti i piagnoni pullulano.
Parlo di gente che ha avuto la possibilità di studiare e di vivere in città
con servizi, e che non faceva proprio la fame.
Quelli sono coloro che si lamentano.
Il bambino delle discariche poveretto casomai avrà il problema di mangiare,
mica quello di rivendicare il suo incompreso genio....
>Ma cazzo, a leggere certe cose
> sembra davvero che tu sia cresciuta protetta da muri dorati.
Lastre d'oro appiccicate alle pareti, in effetti.
Siam tutti straricchi, che te credi?
>Magari
> avrai fatto anche alcune esperienze dure in vita tua, ma sempre con
> qualcuno, poco più in là, pronto a pararti il culo quando tu avessi
> saputo che non ce l'avresti più fatta a continuare. Sai che forza
> così...
Certo che ce l'avevo, qualcuno pronto a pararmi il culo: c'era la lobby
pronta!!!!
(adesso poi che s'è appurato che promuovono anche cagnacci scalerci,
qualcosa mi
becco anch'io, sicuro).
Su, tutto ciò rasenta il ridicolo, piantiamola un po'.
Z.
>Solo che, vedi, io parlavo di chi ha studiato musica e fa il musicista, non
>di condizioni di partenza.
io invece parlo proprio delle condizioni di partenza, visto che nel
99% dei casi sono quelle che determinano il futuro di una persona.
Oggi è ad esempio difficile che uno possa aspirare ad una carriera di
direttore di orchestra, se non ha una famiglia alle spalle (almeno
minimamente benestante) che lo sostiene. E non è detto che il suo
talento e la sua volontà siano premiati come dovrebbero. La realtà
dell'impostazione della nostra società è oggi tale, che il talento è
solo una delle componenti necessarie al successo, e non comunque la
più importante. E questo, naturalmente, non solo in musica. Solo i
figli di mami e papi possono essere così ciechi da non accorgersene (o
non ammetterlo).
ICS
> >Solo che, vedi, io parlavo di chi ha studiato musica e fa il musicista,
non
> >di condizioni di partenza.
>
> io invece parlo proprio delle condizioni di partenza, visto che nel
> 99% dei casi sono quelle che determinano il futuro di una persona.
> Oggi è ad esempio difficile che uno possa aspirare ad una carriera di
> direttore di orchestra, se non ha una famiglia alle spalle (almeno
> minimamente benestante) che lo sostiene.
E questa dove l'hai letta, chi te l'ha raccontata?
E' veramente spassosa, quasi quanto quella delle lobby.
Io ho conosciuto giovani musicisti di talento aspiranti direttori che non
avevavo certo una famiglia ricca alle spalle e che oggi fanno brillantissima
carriera.
Vuoi un nome?
Tiè che te lo do' subito:
Gianandrea Noseda, con un cv da far paura che allego alla fine del post
(direttore della BBC Philarmonic di Manchester).
Siccome ci ho studiato insieme per un periodo in Conservatorio (è diplomato
in pianoforte e ha studiato anche composizione), ti posso dire:
1. Non ci aveva proprio un po' po' di nulla alle spalle, anzi, praticamente
*zero*.
2. caso ti interessasse, non è ebreo.
>E non è detto che il suo
>talento e la sua volontà siano premiati come dovrebbero. La realtà
>dell'impostazione della nostra società è oggi tale, che il talento è
>solo una delle componenti necessarie al successo, e non comunque la
>più importante.
Non è la sola, non dico questo.
A mio modesto avviso, ci vogliono anche delle doti caratteriali che non
tutti possiedono.
Disciplina, volontà di ferro, determinazione, ambizione, fiducia in sè
stessi, eccetera.
Uno può aver talento, ma non avere queste altre doti che sono altrettanto
necessarie.
Di solito però, dette doti non mancano mai ai talenti più grandi.
> E questo, naturalmente, non solo in musica. Solo i
>figli di mami e papi possono essere così ciechi da non accorgersene (o
>non ammetterlo).
Anche qui, quando non si ragiona più si passa alle supposizioni più
arzigogolate.
Continua pure nelle svariate fantasie con le quali ti immagini le vite
altrui.
Non prima di aver letto il cv di Noseda, però.(ah, si parla di un
trentaquatrenne, eh, mica di un centenario....)
Spero sia edificante per te.
E con questo ti saluto e ti pregherei di lasciarmi perdere, perchè c'è un
limite anche al farsi dileggiare da un rosicatore a corto di argomenti.
Z.
CV (si trova anche sul sito ufficiale della BBC, in inglese)
Gianandrea Noseda si è affermato in breve tempo tra i più interessanti
direttori d'orchestra del panorama internazionale. Da settembre 2002 è il
nuovo Direttore Principale della BBC Philharmonic di Manchester.
Nel 1997, su invito di Valery Gergiev, è diventato il Direttore Ospite
Principale del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo primo straniero a
ricevere questo incarico nella storia del teatro - dove ha contribuito, tra
l'altro, alla fondazione della Mariinsky Young Philharmonic Orchestra, di
cui è Direttore Principale. Nel 1998 è stato nominato Direttore Principale
dell'Orquesta de Cadaqués, una formazione spagnola che raccoglie i migliori
musicisti delle maggiori orchestre sinfoniche europee. Dal 1999 è il
Direttore Ospite Principale della Rotterdam Philharmonic Orchestra.
Nell'aprile 2000 gli è stata affidata la direzione artistica del festival
internazionale Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore.
Gianandrea Noseda è nato a Milano, dove ha compiuto gli studi musicali
di pianoforte, composizione e direzione d'orchestra. Più tardi ha studiato
direzione d'orchestra a Vienna e in Italia con Donato Renzetti, Myung-Whun
Chung e Valery Gergiev. Nel 1994 ha vinto i concorsi internazionali di Douai
(presieduto da Georges Prêtre) e Cadaqués (presieduto da Gennadi
Rozhdestvensky).
Dopo il suo debutto, avvenuto nel 1994 con l'Orchestra Sinfonica di
Milano Giuseppe Verdi, Gianandrea Noseda ha diretto orchestre quali la BBC
Symphony, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Chamber Orchestra of
Europe, la Swedish Radio Symphony Orchestra, la Oslo Philharmonic, la
Filarmonica di San Pietroburgo, la Wiener Kammer Orchestra, la Tokyo
Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, l'Orchestre du Capitole
de Toulouse, l'Orchestre National de France. In Italia collabora
regolarmente con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, con l'Orchestra
del Maggio Musicale Fiorentino e con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di
Santa Cecilia.
L'inizio della carriera internazionale di Gianandrea Noseda ha
coinciso con il sodalizio con il Teatro Mariinsky che ha diretto, sia in
tournée che a San Pietroburgo, nelle nuove produzioni di Rigoletto e Tosca
(1997); Le nozze di Figaro, La Traviata, e La Sonnambula (1998); Don Carlo e
Don Giovanni (1999); Lucia di Lammermoor e Les Contes d'Hoffmann (2000); La
Bohème (2001) e Così fan tutte (2002). Nella stagione 2002/3, dirigerà Il
Trittico di Puccini. Con il Kirov Ballet, ha diretto le produzioni di
Sleeping Beauty e Jewels di Balanchine (1999). Nel 1998 Gianandrea Noseda ha
debuttato alla San Francisco Opera House dirigendo Matrimonio al convento di
Prokofiev, nel 2001 alla Los Angeles Opera House con La Dama di Picche di
Tchaikovsky, con Placido Domingo nel ruolo principale. Nel 2002 ha debuttato
al Metropolitan Opera di New York dirigendo Guerra e pace di Prokof'ev, una
co-produzione con il Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, che ha segnato nel
2000 anche il suo debutto al Covent Garden e al Teatro alla Scala di Milano.
Nel corso della prossima stagione farà il suo debutto con la New York
Philharmonic Orchestra, con la Cincinnati Symphony Orchestra, con la Finnish
Radio Orchestra e con l'Opera National de Lyon in una nuova produzione del
Falstaff con la regia di Peter Stein. Come Direttore Principale della BBC
Philharmonic, registra per l'etichetta CHANDOS. I primi due CD sono dedicati
a Prokofiev e Respighi.
Aggiornata a Marzo 2003
>E con questo ti saluto e ti pregherei di lasciarmi perdere, perchè c'è un
>limite anche al farsi dileggiare da un rosicatore a corto di argomenti.
>Z.
e smettila di rompere il cazzo con sta storia dei rosicatori!! Ma dove
l'hai pescata questa? Io non rosico nulla. Siete tu e Gianni che site
partiti attaccando in quarta. Per quanto riguarda il direttore da te
citato, se è per questo ne conosco anche io di persone che con la
forza di volontà vanno avanti nonostante tutto, ma io parlavo di una
tendenza generale della società, e non delle eccezioni. Ed infatti ho
detto che è difficile, non impossibile. Il che smentisce la tua idea
che se uno ha un gran talento ce la farà comunque. A volte uno ha
talento, e poi quando si guarda attorno e parla con certa gente gli
viene voglia di spararsi.
ICS
Già lo sapevo, ti osservo (O)..(O)
P.S. Versione gufata
[su Kovacevich]
C'č da dire che la Polygram gli ha dedicato ben due volumi
> della serie "Grandi Pianisti del '900", cosa che comunque non stupisce
> piů di tanto tenendo presente esclusioni eccellenti tipo quella
> di Pogorelich.
Lessi tempo fa su MUSICA dell'esistenza di alcune voci affermanti che in
realtŕ la Polygram non si dimenticň di Pogorelich, ma fu lo stesso pianista
(per non ben chiari motivi) a rifiutare l'inclusione nella collana (il che,
conoscendo il particolare "caratterino" del nostro, potrebbe essere
tutt'altro che un'ipotesi campata per aria...)
Ciao,
Marco
> Richard Goode è americano. E anche Stephen Bishop Kovacevich (che però
> ha vissuto in Inghilterra gran parte della sua vita).
> In compenso è inglese Leslie Howard (integrale lisztiana per Hyperion).
Ne aggiungo un altro di inglese: Howard Shelley. Che ne pensate?
(di lui conosco solo i 4 concerti e la Rapsodia su un tema di Paganini di
Rachmaninov per la Chandos: buone esecuzioni, ma nulla più...)
Ciao,
Marco
Ecco appunto, hai fatto centro:
proprio ai suoi Preludi di Rachmaninov
stavo pensando, come hai fatto a indovinare?
Mi auguro che tu stia scherzando
e che tu abbia altri esempi
di interpretazione dei Preludi di Rach.
Ma forse non ti piace Rach tout-court
come forse ho inteso da alcune tue
considerazioni,
e quindi ammiri l'interpretazione della Limpany...
mah...
Bacioni
Fabrizio
> A parte che nessuno ha mai parlato di "alla pari", poi se non c'hai le
> orecchie è un problema tuo.
Bè, Carlo l'ha messa nello stesso calderone insieme con Ogdon.
Vedi un po' tu.
Bacioni
Fabrizio
Fabrì, famo a capisse ;-) : mi rendo conto anch'io che si tratta
di quattro pianisti di levatura, caratteristiche e importanza diversa.
Non è che li abbia messi nello stesso calderone, stavo solo rispondendo
a Simone che si chiedeva (evidentemente non li ricordava, o per valutazioni
sue non li reputava degni di menzione) se ci fossero degli altri famosi
pianisti inglesi oltre a Curzon. Io l'ho capita così. Curzon devo dire
non lo conosco molto. Solomon è stato per me un gigante, ed è facile
rendersene conto ascoltando le sue incisioni, e anche la Hess, che
è un'altra di cui si parla molto di rado. Ogdon è un altro misconosciuto
che sta avendo il meritato riconoscimento, purtrippo postumo.
La Lympany ovviamente sta su un pianerottolo diverso :-), a te non piace,
per me e forse qualcun altro una sua importanza l'ha avuta,
comunque amici come prima. ok ? ;-)
ciao
c.
>
> non è questione di essere politically correct, ma solo che purtroppo
> quando si ha a che fare con persone iperpermalose, suscettibili
> all'inverosimile, e con una chiara coda di paglia (ed in questo son
> d'accordo con Simone)
Mi fa piacere che tu sia d'accordo con Simone, che a coda di paglia non deve
star malino visto le lodi che intesse del talento altrui (paragonato al
proprio). Un caso di equità, veramente... Se Simone imparasse a pensare al
suo talento senza gnaulare delle "excusatio non petita"...
, è praticamente impossibile trovare le parole
> giuste.
E' vero. Quando si affermano delle scicchezze, è sempre difficile mettere la
pezza.
Qualsiasi cosa si dica è sbagliata.
Purtroppo, con le sciocchezze capita così.
Se cerchi di essere
> gentile,
Certa gentilezza mi pare -come dire- pelosa, se va di pari passo ad
affermazioni risibili.
ti senti dire che sei falso ed alla fine fai più schifo di
> uno che sinceramente offende. Se inveci offendi chiaramente (ed io non
> l'ho fatto, diversamente da te), allora è ancora peggio.
Io, personalmente, non mi sono offeso. Mi sono meravigliato che una persona
colta e sensibile potesse imboccare con tutte le scarpe in una marea di
folklorismi da antropologia culturale di basso rango...
Sorry, ma non
> ci sono gli estremi per discutere serenamente.
No, perché anche se tu non te ne accorgi, alla fin fine hai tirato fuori una
sorta di razzismo inconscio assai diffuso. Com'è usuale, persino banale la
tua reazione, tipica peraltro. Appena qualcuno ti fa vedere il baratro in
cui stai scivolando, ecco immediata la reazione: Con voi ebrei non si può
discutere... Che è anche un bell'esempio di cecità verso la sensibilità
altrui... Se al posto della parola ebreo tu avessi posto la parola
"nero-americano" e ne avessi discusso, dell'intera faccenda, con qualche
musicista di colore americano, altro che discussione, levata di scudi o code
di paglia... Rischiavi di finire a manate... Ma dagli ebrei si esige cotenna
al posto della pelle, che diamine, ci offendiamo pure per tutti questi
chiacchiericci da comare dei Grigioni, ce la prendiamo per degli stereotipi
accattoni... Che caspita vogliamo... Meglio così che nei tempi in cui
passavamo solo per Shylock, no? Oggi passiamo per sodali e solidali... Ci
diamo un aiutino l'un con l'altro... Come si fa nelle mafiette più civili.
>
> ma quale poca dignità?
Beh, lo chiami dignitoso uno che ti dice: sai, sto facendo carriera perché
sono ebreo, altrimenti col cavolo che la facevo... E non lo dice certo
perché come ebreo rischierebbe di essere escluso altrove (capita, caro
Leonardo, capita...), ma proprio perché come ebreo può bypassare altri, a
loro spese. Dignitosissimo. Un vero signore. Soprattutto offre anche
un'immagine carina della sua gente. Un po' come se un siciliano andasse in
giro a dire che in Sicilia sono tutti mafiosi... Ma è pur vero che l'esempio
negativo di qualche ebreo deficiente e corrotto è stato spesso usato per
generalizzare a poposito di tutti gli ebrei. Cosa che, guarda caso, non si
fa praticamente per nessun altro o quasi (giusto forse quegli americani che
pensano che i neri sono tutti stupratori assatanati): un ebreo è avido e
taccagno... Eh, per forza, si sa che gli ebrei sono tutti usurai, e via
cantando. Per cui, da quell'imbecille di violinista che ti sei trovato fra i
piedi, ecco l'assioma della solidarietà fra ebrei, ecco le disquisizioni
sugli ebrei da parte di chi, probabilmente anche in buona fede, non sa la
differenza fra Tel Aviv e Vimodrone, fra un ashkenazita e un sefardita, fra
un Haggadah di Pesach e un album degli X-Men...
Gianni, su questa cosa hai rotto il cazzo.
Eh, sai che disgrazia...
Non
> consci questa persona
Meno male. Tu, in compenso, non conosci tutti gli altri, ma ti basta questo
individuo per usarlo da parametro di giudizio...
, e vuoi giudicarla da poche righe che ho
> riportato io.
Perché, c'è dell'altro? Magari peggio...?
Da quando mi hai scritto il tuo primo post sei stato
> solo offensivo, nei miei e nei suoi riguardi.
Certo che delle sensibilità altrui, storiche o meno, tu non sai proprio cosa
farne, eh... Sai molto della tua, giustamente... Forse sarebbe il cas di
pensare anche in rapporto a terzi.
>
>
> non dichiara pubblicamente nulla!
Ho capito. Peggio, è un vile: dichiara confidenzialmente, perché se
dichiarasse pubblicamente quel mare di sscempiaggini qualcuno forse lo
prenderebbe a pomodorate, o lo seppellirebbe sotto a un mare di risate...
Sveglia Gianni!
Senza cattiveria, ma detto dalla Svizzera... :-)))
Lui ne ha parlato
> con me, in confidenza, perché sono suo amico,
Spiegagli che se ha tanto bisogno di confessarsi, forse è il caso di farsi
cattolico: la confessione, in effetti, è un mirabile strumento.
e mi ha detto in tutta
> sincerità
Questo lo dici tu. Insomma, ciò che dice questo musicista di Brema in
trasferta è Verbo, guai a contraddirlo.
come ha funzionato e sta funzionando per lui.
Se lo dice lui...
Se c'è un
> coglione, quello sono io,
Non ho detto che è un coglione. Dico che è un improvvido. Non dico neppure
che menta. Ma o è in malafede, o è uno stupido che generalizza sulla propria
gente senza porsi neanche il problema delle conseguenza, facendo
affermazioni in ambiti in cui si è pronti a generalizzare per istinto
storico. Se andassi in qualche anfratto degli Stati Uniti, e mi mettessi a
dire che sto per far carriera grazie agli appoggi della mafia, in pochi
secondi darei fuoco alle polveri, perché in attimi troverei gente pronta non
solo a credermi, ma a estendere certe valutazioni a tutti gli italiani in
generale. Solo che gli italiani non hanno subito persecuzioni per milleni,
né pogrom, né uccisioni né massacri, non sono stati vituperati da sempre,
raffigurati come deicidi, ladri, usurai, pervertiti assassini di infanti,
non hanno avuto l'Olocausto... Certo, che se ti devo raccontare tutta questa
solfa per farti capire... Certe cse dovrebbero essere fin troppo chiare...
che mi sono permesso di riportare qui quanto
> dettomi, inserendomi dopo il commento di Simone, senza immaginare che
> questo avrebbe suscitato tanta rabbia e cattiveria offensiva e
> gratuita.
Rabbia, cattiveria offensiva e gratuita... Ma guarda un po'... Insomma,
dovevamo accettare pianamente le tue affermazioni... Ma che fai, lo
svizzero?
>
> ma quale gaffe? ma quale gossip?
>
Chiamala come vuoi. Ho cercato di essere gentile, avrei potuto qualificare
l'intero inqualificabile episodio in tanti altri modi.
> Ho riportato un'esperienza di un amico, ma la reazione dall'altra
> parte mi ha fatto quasi sentire un nazista.
Ah, non fai lo svizzero. Fai proprio il finto tonto... E un po' vittimista,
via...
perché alcune
> persone, su queste tematiche, partono facendo tutto il possibile non
> per comprendere cosa l'interlocutore voglia dire, bensì per
> fraintenderlo, forse per una sorta di complesso storicamente
> giustificabile, forse per una forma di masochismo.
Caro Leonardo, non sai quello che dici. Continui a bofonchiare e blaterare
cose con una sorprendente leggerezza. Mi stupisco veramente.
>
> no. Il supporto c'è perché ha talento. Ma se non fosse ebreo, del
> talento se ne farebbe poco, almeno in quel giro di persone che lo
> hanno sostenuto finora.
Se lo dici tu. Immagino che tu abbia prove inconfutabili per fare certe
affermazioni, oltre alla parola dell'"Ebreo Raccomandato"...
>
> mi sento come se avessi detto: "guarda che bella quella ragazza", e
> fossi stato condannato a 10 anni per stupro. Assolutamente svuotato.
>
Non so indulgere in pietismi, in questi casi. Perdonami.
GMG
> Mi auguro che tu stia scherzando
> e che tu abbia altri esempi
> di interpretazione dei Preludi di Rach.
> Ma forse non ti piace Rach tout-court
> come forse ho inteso da alcune tue
> considerazioni,
> e quindi ammiri l'interpretazione della Limpany...
Per quel che mi riguarda, credo che il Rachmaninov della Lympany sia
esemplare, anche se appartenente a un gusto forse oggi non diffuso o forse
superato (il che non vuol dire che sia un bene per forza); le sue
interpretazioni mi paiono però particolarmente aderenti all'estetica
dell'autore, forse anche più di tanti interpreti maggiormente blasonati. V'è
un'ampiezza di respiro (penso più all'esecuzione del 1945 dei Preludi, che
non quella del 1993), un'adesione sincera al pensiero rachmaninoviano
espressa con un'indubbia bravura digitale, con estrema eleganza e senza
manierismi o distorsioni, e sempre con una concezione ritmica "fra le righe"
ben più sofisticata di quanto si possa pensare. Forse non ci sarà da urlare
al miracolo, né vi si potrà trovare qualche sorta di intellettualismo più o
meno arzigogolato. Ma l'istinto musicale mi pare straordinario.
Beato te! Ma ti stai riferendo a Kempf figlio, vero?
Kemfiglio......