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La musicologia sistematica

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rossigi...@gmail.com

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May 2, 2015, 10:18:23 AM5/2/15
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Riporto (con copia incolla) una parte di articolo sulla musicologia, comparso sulla Treccani.
Questo il link dell'intero articolo che consiglio di leggere tutto: http://www.treccani.it/enciclopedia/musicologia_(Enciclopedia-Italiana)/

Penso che la parte scientifica (cioè oggettiva) del discorso sulla musica si possa svolgere solo nell'ambito della cosiddetta musicologia sistematica.
Penso sia importante per noi tutti ispirarci a questi studi perché spesso durante i nostri dialoghi si creano forti equivoci. Magari uno sta dicendo il proprio gusto e l'altro capisce che stia parlando in modo oggettivo.
A volte succede che qualcuno insista in modo particolare e oggettivo su certe composizioni e altri gli dicono che sta parlando del proprio gusto.

Quindi penso sia utile per tutti noi avere bene chiaro in mente a quale livello si situano i nostri dialoghi. Cioè quando questi vertono su temi oggettivi e quando su gusti personali.

Lungi da me ora svolgere un discorso di carattere epistemologico (filosofia della scienza) sulla natura scientifica della musicologia sistematica. Dico questo per avvisare eventuali detrattori di questa disciplina. Cioè si può anche sicuramente discutere sul livello di scientificità (oggettività) della musicologia sistematica. Ma prima bisogna conoscere la musicologia sistematica per svolgere un discorso epistemologico sulla stessa.
Così come chi volesse discutere della scientificità della fisica, prima deve conoscere la fisica stessa e così per tutte le altre discipline che si definiscono scientifiche.

Ecco qui di seguito l'estratto sulla musicologia sistematica.

<<Musicologia sistematica

L'aggettivo sistematica, usato per indicare quel tipo di m. che pone l'accento non su contesti o epoche particolari della storia musicale, ma sul fenomeno musica in quanto tale, è ancor oggi abbastanza controverso. La sua origine risale a uno scritto di G. Adler (1885), e la sua presenza è attestata nella m. tedesca fino a tempi recenti (è del 1993 la fondazione di una rivista intitolata appunto Systematische Musikwissenschaft, pubblicata a Bratislava in collaborazione con l'università di Amburgo). Il suo uso si è anche parzialmente affermato in lingue diverse, come l'italiano o l'inglese. Il significato del termine è assai ampio, e anche poco definito: si riferisce all'analisi delle strutture, ai fenomeni psicologici dell'ascolto, allo studio sociologico della musica, nonché alla riflessione estetica.

In alcuni casi, per indicare questi temi non specificamente storici, si sono adottate terminologie diverse legate a particolari situazioni culturali: l'esempio più tipico è quello dell'americana Society for Music Theory, i cui interessi inizialmente scaturirono dai problemi di tecnica e analisi presenti nelle classi di composizione delle università statunitensi. Forse a questa circostanza si deve il nome di teoria musicale che per tradizione, come si usa anche oggi nei conservatori italiani, è riservato alla conoscenza degli aspetti tecnici del linguaggio musicale. Tuttavia, negli Stati Uniti, questi interessi si sono gradualmente allargati a temi più ampi, soprattutto a ricerche di natura psicologica. Il Journal of music theory ha rappresentato per anni questo tipo di interessi. Al principale animatore di questa rivista, A. Forte, va ascritto in buona parte il lancio e lo sviluppo di due dei filoni culturali più fortunati nel campo dell'analisi musicale anglosassone: la riscoperta delle teorie schenkeriane e l'elaborazione della cosiddetta set-theory (v. oltre: Analisi musicale).

Al di là dei problemi terminologici, diremo che oggi il campo della m. che qui chiamiamo sistematica concerne tutto quanto si riferisce ai processi di produzione e di ricezione in quanto distinti dai prodotti musicali: quando si parla di questi ultimi (e questo è tema precipuo della m. storica) l'accento cade di solito sulla loro specificità culturale, mentre nello studio dei primi esso si sposta piuttosto sui meccanismi che sottostanno ai fenomeni indagati o sui problemi metodologici della ricerca. Ma certamente fra l'uno e l'altro settore le interrelazioni sono così strette che una divisione netta non è agevole.

Sottosettori specifici della m. sistematica sono emersi con particolare vivacità negli ultimi anni: per es. quelli dell'analisi musicale, della semiologia musicale (v. oltre), della psicologia cognitiva della musica (un'associazione europea fondata a Trieste nel 1991, la European society for the cognitive sciences of music, ESCOM, pubblica in questo settore la rivista Musicae scientiae). Vicini a questi studi sono anche quelli di orientamento psicanalitico (per es. Ehrenzweig 1953, o Psychoanalytic explorations in music, 1993) e quelli dedicati all'intelligenza artificiale applicata alla musica (uno dei più recenti e significativi è Kansei. The technology of emotion, 1997). Il ricco settore degli studi sull'esecuzione musicale (per es. Battel 1995) è nutrito sia di interessi analitici, sia di applicazioni della tecnologia informatica, sia di problemi di psicologia cognitiva e di psicologia delle emozioni. Un altro settore sistematico emergente è quello degli studi sul rapporto fra stili musicali e valori sociali, in gran parte legato al fenomeno delle musiche 'giovanili' (Frith 1978; Tagg 1994). In sintesi, si può dire che il campo della m. sistematica abbia avuto una particolare espansione negli ultimi decenni e sia tuttora in via di sviluppo. Da qui nascono nuovi problemi di equilibrio con la tradizione degli studi storiografici, che per oltre un secolo è stata considerata, e viene tuttora di norma considerata, come via maestra e come settore trainante delle scienze della musica. >>

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