> Era ricoverato al policlinico..78 anni.
Ho appreso adesso la notizia :-(
Se n'č andato uno fra i piů grandi compositori
italiani del 1900 :-(
Ciao Luciano, in tuo onore mi ascolto la tua sinfonia
per otto voci e orchestra diretta da Pierre Boulez.
Stefano
Che tristezza.
d
sono costernato :((((
era davvero un grande per me. Anche assistendo quest'anno ad alcuni
spettacoli di giovani compositori contemporanei (es. Angelo Russo), mi sono
spesso reso conto di quanto la sua scrittura li abbia influenzati.
Sto ascoltando, in suo onore, le sequenze (Dg)
bob
---
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> Era ricoverato al policlinico..78 anni.
Un grave lutto per la musica !!!
dici davvero ? a me ha sempre fatto 2 palle come 2 grattacieli.
> dici davvero ? a me ha sempre fatto 2 palle come 2 grattacieli.
sei tristissimo.
S.
Questa e` proprio una bruttissima sorpresa. Proprio domenica avevo
ascoltato alla radio una delle sue composizioni piu` recenti,
"Epiphanies", e mi aveva dato l'idea di un compositore ancora nel pieno
delle sue energie.
Ciao
Andrea
--
************
ANDREA TRAVE - http://civet.berkeley.edu/atrave/
"I often sing its tunes in the shower" [Esa-Pekka Salonen,
a proposito del Concerto per Piano di Schoenberg]
Rotfl.
Victor Bergman wrote:
> Era ricoverato al policlinico..78 anni.
L'ho saputo pochi minuti fa.
Non era certo il mio musicista preferito, ma era comunque un grande uomo
di cultura.
Onore a lui.
--
====================================
Marco Marcelli - Genova
====================================
Il lavoro e' il rifugio di coloro
che non hanno nulla di meglio da fare
(O.Wilde)
> > Se n'č andato uno fra i piů grandi compositori
> > italiani del 1900 :-(
>
> dici davvero ? a me ha sempre fatto 2 palle come 2 grattacieli.
L'Italia č un paese fortunato, allora.
Non ha piů Berio, ma c'č uno come te, che riempie il vuoto con le sue palle.
Che sollievo............
Z.
Perché rispondi cosě? Ha solo espresso un parere personale sul compositore,
condivisibile o meno, non ha mica scritto che č contento della della morte
di un uomo.
> > > dici davvero ? a me ha sempre fatto 2 palle come 2 grattacieli.
> > L'Italia č un paese fortunato, allora.
> > Non ha piů Berio, ma c'č uno come te, che riempie il vuoto con le sue
> palle.
> > Che sollievo............
> Perché rispondi cosě? Ha solo espresso un parere personale sul
compositore,
> condivisibile o meno, non ha mica scritto che č contento della della morte
> di un uomo.
perchč:
1. C'č modo e modo di dire le cose, senza tirare in ballo il proprio scroto
e i propri testicoli.
Se questo per te č "esprimere un parere", ti accontenti veramente di
poco.....
2. la scelta del momento, visto che č appena morto, č quantomeno volgare.
3. tertium non datur, la sua risposta dimostra gusti musicali osceni, ma
questo potrebbe in effetti essere del tutto irrilevante, dunque lasciamo
perdere.
Col che, amici come prima.
Z.
Sono veramente addolorato.
Questa sera ascolterò Formazioni, le Folk Songs e la Sinfonia dirette da
Chailly.
Aldo.
Perň č morto l'uomo non il compositore.
Poffare, ma il livello culturale di questo gruppo è elevatissimo!
Cato Major
Mi dispiace chiaramente per la perdita di una personalità così importante,
ma, cio' detto, non è possibile pretendere che a tutti piaccia la sua
musica, o che venga compresa da tutti. Chi non apprezza ha sempre il diritto
di esprimerlo, come me che pure conoscendo molte opere di Berio non lo ho
mai apprezzato tanto come compositore. Quindi trovo assurdo affermare che a
chi non piace la musica di Berio dimostri, come logica conseguenza, "di
avere gusti musicali osceni", oppure mi sembra un giudizio un po'
affrettato.
Comunque concordo appieno sul fatto che c'è modo e modo per esprimersi, e un
momento (in)opportuno per farlo!
Ciao,
Simone
Certo, così dicendo l'ipocrisia la fa da padrona su tutto.
Ho forse scritto il contrario?
Un uomo quando muore merita quanto meno di essere lasciato in pace.
Affatto, anzi, quando muore va considerato piů che da vivo.
dieci anni fa ero al Maggio Musicale Fiorentino per un concerto con
musiche di Stockhausen, lui presente, e finito il concerto stavo per
andare via quando vedo avvicinarsi Luciano Berio che č lě anche lui
per salutare Stockhausen
io ero a cinque metri e mi sono fermato lě, a gustarmi la scena tra i
due (ricordo ancora brandelli di conversazione...)
ho rivisto Berio nel 1995, alla Biennale Musica, quando gli hanno dato
il Leone d'oro alla carriera; ma l'avevo visto anche una o due sere
prima mentre andava ad assistere, come me, a un pezzo di Marco Stroppa
in prima assoluta
ecco chi era Berio: uno al centro della vita musicale che non
disdegnava di andare a sentire cosa combinavano compositori piů
giovani
e ogni volta che, negli anni successivi, lo sentivo parlare in radio
era una festa (l'ultima, la conversazione con Renzo Piano su musica e
architettura in occasione dell'inaugurazione dell'auditorium di Roma)
adesso Luciano se n'č andato, che dire? se ripenso alla musica che mi
ha regalato in questi anni, alle passioni con cui mi ha contagiato, mi
viene in mente un giagantesco: Grazie, Luciano !!!
> Un uomo quando muore merita quanto meno di essere lasciato in pace.
Avevo scritto in proposito un post ieri con il primo intervento di "h a r v
e y" ma poi ho pensato che si sarebbe scattenata un'ondata di post del
genere perche' (non dico che harvey lo sia) ma di solito sono i troll che si
divertono a fare i dispetti in occasioni come questa e il fatto di
lamentarsi non fa altro che alimentare questa loro necessita' di infastidire
al prossimo (contenti loro)...
Comunque volevo dire anch'io che ho avuto LA FORTUNA di aver suonato a Roma
varie volte pezzi di Berio (anche come premier con lui presente) e anche se
all'epoca (forse anche adesso :)) la musica contemporanea non la digerivo
bene per niente, i suoi pezzi mi sono sempre piaciuti. Mi sembrava musica
fatta bene davvero, poi quando l'ho sentito una volta in Messico, in una
conferenza di "compositori" contemporanei ho capito che era un musicista in
tutto il senso della parola, con una preparazione veramente degna di
ammirazione e mi sono divertita moltissimo con le domande che facevano altri
"compositori" presenti e le risposte di Berio del tipo :
"studiate gente, studiate tanto contrapunto" e le loro faccie di dellusione
del tipo "ah! io pensavo che per comporre musica contemporanea non occorreva
sapere le regoline d'armonia e contrapunto, peccato!! "
Non c'e' stato nemmeno uno all'altezza di fare un dialogo musicale decente
con Berio. Mi auguro che le cose siano cambiate.
Un saluto rispettosissimo al maestro Berio.
Ciao
Veronica
> Era ricoverato al policlinico..78 anni.
L'età anagrafica sembrava contare davvero poco, per un uomo attivo ed
energico come Berio. E' una morte che arriva nel bel mezzo di un intenso
impegno dedicato alla creazione, e in misura non minore
all'organizzazione. Alle opere che sarebbero venute, possiamo aggiungere
la perdita del più autorevole organizzatore culturale apparso sulla
scena musicale italiana negli ultimissimi anni.
Peccato, davvero peccato. Un sentito messaggio di cordoglio ai familiari
e agli amici.
Ciao,
Paolo
--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy
> "studiate gente, studiate tanto contrapunto" e le loro faccie di dellusione
> del tipo "ah! io pensavo che per comporre musica contemporanea non occorreva
> sapere le regoline d'armonia e contrapunto, peccato!! "
Donatoni racconta che è esattamente questo che Maderna insegnava ai suoi
allievi. E' difficile non scorgere il gran lavoro artigianale su cui
poggiano le opere di questi grandi degli anni scorsi. E' bello sapere
che Berio insegnava lo stesso, quasi a continuare una tradizione
preziosa.
Ogni volta che leggo IAMC mi viene da grattarmi.
Gyorgy.
> Non era certo il mio musicista preferito, ma era comunque un grande uomo
> di cultura.
Qualcuno, prima o poi, dovrà ricostruire la storia di quell'epoca
incredibile, in cui vivevano e lavoravano insieme personaggi come Berio,
Eco, Maderna, Calvino, Sanguineti, Evangelisti... Sono state il punto
più alto della rinasciata italiana, e l'apice da cui si è cominciati a
scendere.
Credo che sia stata un'epoca gloriosa, quella in cui alla Rai lavoravano
questi grandi. A giudicare dai vari articoli apparsi nei giornali, il
recente convegno sul Gruppo '63 sembra abbia mostrato più le reciproche
antipatie tra i componenti del movimento d'avanguardia in Italia, che
non il lascito culturale.
L'importanza di Berio come uomo di cultura è tale, che non ci si può
fermare al coccodrillo per la sua scomparsa. E' tempo di tirare un po'
di somme, e verificare lo stato della cultura in Italia. Riprendere il
filo di un discorso interrotto, o continuare a cadere nella
conservazione, nell'apatia più assoluta?
> io ero a cinque metri e mi sono fermato lě, a gustarmi la scena tra i
> due (ricordo ancora brandelli di conversazione...)
E li tieni per te? Racconta, racconta...
> > 3. tertium non datur, la sua risposta dimostra gusti musicali osceni,
>
> Mi dispiace chiaramente per la perdita di una personalità così importante,
> ma, cio' detto, non è possibile pretendere che a tutti piaccia la sua
> musica, o che venga compresa da tutti. Chi non apprezza ha sempre il
diritto
> di esprimerlo, come me che pure conoscendo molte opere di Berio non lo ho
> mai apprezzato tanto come compositore.
E' possibilissimo che tu non lo apprezzi, per carità, ci mancherebbe.
Tuttavia, un conto è non apprezzare o non amre l'opera di un compositore, un
altro conto è disconoscerne le effettive capacità.
Cmq ho scritto che il n.3 non andava preso in considerazione.
Z.
Ma per favore, non siamo ridicoli.
Dire "Berio mi fa venire due palle cosě" e pensare che questo sia esprimere
un pensiero compiuto o degno di nota, o anche solo un'opinione, č
semplicemente delirante.
E' nel credere che il solo fatto di ruttare qualcosa significhi "esprimersi"
che sta la *vera* ipocrisia, caro Merlo.
Z.
È anche sordissimo.
ciao
Roberto
ESSEN IN LUTTO
--
_/_/ Roberto Maria Avanzi (a.k.a. Mocenigo) <><
/_/ Institut fuer Experimentelle Mathematik / Uni Essen
_/ "In a time of universal deceit, telling the truth is
/ a revolutionary act." - George Orwell
> "Shost" <sh...@email.it> ha scritto nel messaggio
> news:MFMAa.2053$g92....@news2.tin.it...
> >
> > Se n'č andato uno fra i piů grandi compositori
> > italiani del 1900 :-(
>
> dici davvero ? a me ha sempre fatto 2 palle come 2 grattacieli.
E' la prima volta che le palle grattan qualcosa, di solito avviene il
contrario.
> L'Italia č un paese fortunato, allora.
> Non ha piů Berio, ma c'č uno come te, che riempie il vuoto con le sue
palle.
> Che sollievo............
L'ipertrofizzazione ubiqua dei cauglions, come li chiamava il grande
Marcello in Otto e mezzo, č il vero tratto distintivo dell'Italia
contemporanea. Dovremmo farne un'emblema araldico, altroché.
dR
> Anche in questo, è vero, ma continuo a non capire perché si debba fare
tutto
> questo calderone perché uno ha detto che berio è una palla, sono certo che
> se l'avesse detto l'altro ieri nessuno l'avrebbe cagato più di tanto,
HA HA HA
Ma allora leggi poco il NG :-))))
>ma
> siccome ieri è morto chi ben sappiamo allora giù a dare dell'infame a
questa
> persona che ha espresso un parere puramente personale. Anche questa è
> ipocrisia, cara Zazie.
Veramente caro merlo, ti sfugge una considerazione:
1. io avrei detto che è una stronzata comunque, e non sarebbe la prima
volta, le osservazioni le faccio indipendentemente dal fatto contingente.
2. in quanto al momento scelto e al modo scelto per esprimere la detta
opinione, è semplicemente *volgare*.
Che tu lo pensi o meno.
Capisco che la volgarità va di moda, ma a me fa schifo uguale.
Chiuso qui
Z.
ne fa 75 il 22 agosto
No, no. Legge. Ma non capisce.
d
mah, parlavano (in inglese) di Gesang der Junglinge che era in programma
quella sera, con Stockhausen che diceva che la versione originale era per 5
tracce
poi Berio gli ha presentato uno (o due?) dei suoi figli, che allora era
piccolino, e stringendo la mano gli ha chiesto se faceva musica anche lui:
Berio jr ha detto di no e St. fa: che peccato!
insomma, in quell'occasione erano due persone normali, fieri della prole e
contenti di rivedersi dopo tanti anni (tra l'altro Stockhausen č uno
concentrato su se stesso, ma quella volta ho visto nei suoi occhi uno
sguardo di totale ammirazione quando gli si č avvicinato Berio)
poi dopo il concerto c'č stato un incontro con il pubblico, con Stockhausen
che parlava dei suoi brani, Berio era lě che ascoltava con sua moglie e alla
fine se n'č andato salutando un'ultima volta l'amico-collega con un 'ciao'
finale
eh sě, bei ricordi...
anche se trovavo la sua musica inascoltabile (ovviamente per le mie
orecchie),
mi associo al dispiacere per la morte di un artista di grande statura, che
ha sicuramente dato un importante contributo a questa splendida arte che e'
la
musica
Phil
> > Quanti anni ha Stockhausen??
>
> ne fa 75 il 22 agosto
Nessun problema. Non mi preoccuperei affatto. Stockhausen non morirą
mai. Si trasferirą su Sirio.
Ciao,
Paolo
PS: Toccando tutti gli oggetti metallici che ho a portata di mano:
- Berio č morto a 78 anni
- Xenakis č morto a 78 anni...
Diciamo che a volte mi perdo qualcosa, sicuramente.
> >ma
> > siccome ieri è morto chi ben sappiamo allora giù a dare dell'infame a
> questa
> > persona che ha espresso un parere puramente personale. Anche questa è
> > ipocrisia, cara Zazie.
>
> Veramente caro merlo, ti sfugge una considerazione:
> 1. io avrei detto che è una stronzata comunque, e non sarebbe la prima
> volta, le osservazioni le faccio indipendentemente dal fatto contingente.
Sì, ma non intendevo dire che non sarebbe stato considerato proprio da
nessuno, ma che certamente non ne sarebbe seguito questo marasma.
> 2. in quanto al momento scelto e al modo scelto per esprimere la detta
> opinione, è semplicemente *volgare*.
Io continuo a non vederla così, volgare proprio no, ma spiàs.
> Che tu lo pensi o meno.
Ma non è secondario per me ciò che penso...(-:
> Capisco che la volgarità va di moda, ma a me fa schifo uguale.
Parole sante, però quando c'è volgarità.
> Chiuso qui
> Z.
Qui chiuso.
Oh, finalmente ti rileggo, lo spaventapasseri del ng cominciava a mancarmi.
> Era ricoverato al policlinico..78 anni.
Un sentito ricordo anche da parte mia. Ho anche suonato in orchestra diretto
da lui, il concerto per pianoforte Echoing Curves e Rendering, a Fiesole
diversi anni fa. Era stato gentilissimo e aveva rivolto molti complimenti ai
ragazzi dell' orchestra, cosa che ( mi dicono ) non gli era usuale.
Ciao
Moosbrugger
--
Allargate l'area della coscienza !
Allen Ginsberg
Insomma, vedo che, come al solito, de mortuis nihil nisi bonum, come nella
migliore tradizione borghese. Personalmente, ho molto amato la musica di
Berio (che tutto era, direi, fuorché noiosa, anzi... Oltretutto sapeva
essere, grazie anche a una superba orchestrazione, estremamente
comunicativa, e difettava del senso di routine che ammanta non poca
produzione di certi "grandi" delle avanguardie storiche e soprattutto
abbondantemente storicizzate), ma non vedo scandalo nel dichiarare di
rifiutarla. Capita. Non è un obbligo prediligere certi linguaggi, sebbene i
paleolitici del conservatorismo musicale tendano a stabilire obblighi simili
a quelli del Galateo: certo, dire "mi fa due palle così" è un po' riduttivo,
solo un po'... e non invoglia al dialogo. Il problema è che per certe aree
di ascoltatori l'intera musica cosiddetta contemporanea tende a provocare
comportamenti analoghi, anche fra quegli ascoltatori che hanno una cultura
in ambito non contemporaneo. Nel senso che si rifiuta la modernità in toto,
che si tratti di Berio, Schoenberg, Feldman, Reich o chiunque sia nato dopo
il 1920 e abbia deciso di fare a meno della tonalità in senso ortodosso. E
questo mi pare più grave del trovare Berio noioso (lo era come direttore
d'orchestra, peraltro, mestiere che proprio non gli si attanagliava: ricordo
esperienze drammatiche con la London Sinfonietta). In effetti, ricordo di
aver trovato deprimente, alla "prima" a Milano del Concerto per Trombone,
"Solo" (peraltro con un solista di eccezionale bravura quale Christian
Lindberg), all'Auditorium di Milano, riscontrare in quanto pochi eravamo
presenti, rispetto all'ennesima sbrodolata di repertorio...
GMG
> In effetti, ricordo di
> aver trovato deprimente, alla "prima" a Milano del Concerto per Trombone,
> "Solo" (peraltro con un solista di eccezionale bravura quale Christian
> Lindberg), all'Auditorium di Milano, riscontrare in quanto pochi eravamo
> presenti, rispetto all'ennesima sbrodolata di repertorio...
Proprio a quel concerto e alla sua scarsissima partecipazione di pubblico
ripensavo ieri sera all'Auditorium nel momento in cui Chailly ha chiesto un
minuto di silenzio per Berio (prima di un programma che prevedeva
Rachmaninov, Chopin, e, guarda il caso alle volte, il Cantus in memoriam
Benjamin Britten di Part).
> GMG
>
st.
sono attanagliato da un dubbio ... ;-)
> Parole sante, però quando c'è volgarità.
sì, beh.
A volte c'è anche dove non sembra ;-)
>
> > Chiuso qui
>
> Qui chiuso.
sì, anche perchè sennò arriva qualcuno che ci scrive su un trattato di
seicento righe, per dimostrare insomma, che dopo tutto, quello che c'aveva
due palle era un cretino, ma io pure sono cretina, tu pure, e tutti sono
cretini salvo chi chiosa.
Un saluto cretino
Z.
Non mi aspettavo di meno. Non da una cretina, certamente. Ma vedo che
finalmente te ne sei convinta da sola, evitando ad altri l'impegno supremo
di scalfire la tua cotennosa cervice; come scriveva Shaw: "Ho imparato tanto
tempo fa a non fare lotta con i maiali. Ti sporchi tutto e, soprattutto, ai
maiali piace."
Dai, cara Zazie, consolati. Sosteneva Aragon che "la funzione del genio è
fornire idee ai cretini vent'anni dopo". Non so chi sia il genio in
questione, ma so che a te restano vent'anni per capirlo.
E adesso corri a spegnere la tua fremente codina di paglia... :-)
Oh, carissimo, esimio, come va?
Ossequi ossequiosi, per carità, e tanti, tantissimi auguri!
Z.
Jacopo Fiesco
Forse perchč da vivo se ne parli male ti potrebbe anche querelare?Ma
andiamo...
> Oh, finalmente ti rileggo, lo spaventapasseri del ng cominciava a
mancarmi.
Lo spaventamerletti, direi. Ma ti basta poco, faccio ben poca paura...
d
?? Stiamo parlando di un personaggio pubblico che ha lasciato delle opere,
mica del mio vicino di casa che nessuno conosce e, se permetti, c'è un po'
di differenza.
> Ma andiamo...
Appunto, vai.
Non ho detto che mi fai paura...bah.
>Era ricoverato al policlinico..78 anni.
ritorno per un momento in IAMC, dopo aver letto sul giornale questa
notizia, e mi unisco al cordoglio di tutti. E dopo aver letto gli
altri post del thread, ne approfitto per dire che non capisco come si
possa approfittare di una simile occasione, per mettersi a sputtanare
(a torto o a ragione, dipende dai punti di vista) il musicista. Credo
che sia una questione di rispetto, nonché di sensibilità, fermarsi per
un attimo almeno di fronte alla morte. Lasciate raffreddare il
cadavere, in un momento di pietà, e poi partite pure e dite quello che
volete. Alcuni non hanno mai commentato la musica di Berio (e mi
domando comunque quante volte l'abbiano ascoltata, e questo al di là
di questioni di gusto, ma almeno di attenzione) e si servono di una
simile occasione per cominciare. Davvero non comprendo.
E sui compositori contemporanei dico solo: è ora che il pubblico
capisca che la maggior parte dei compositori di un certo livello non
avrebbe alcun problema a comporre musica assolutamente compatibile
alle delicate sensibilità degli ascoltatori di classica. Se non lo fa,
c'è pure una ragione, e vale la pena di sforzarsi di comprenderla.
ICS
> E sui compositori contemporanei dico solo: è ora che il pubblico
> capisca che la maggior parte dei compositori di un certo livello non
> avrebbe alcun problema a comporre musica assolutamente compatibile
> alle delicate sensibilità degli ascoltatori di classica. Se non lo fa,
> c'è pure una ragione, e vale la pena di sforzarsi di comprenderla.
Quoto integralmente, approvo ed applaudo. Però...insomma, non posso non
chiedertelo : chi stabilisce l' entità di questo sforzo ? Chi stabilisce il
limite e dice : "Fin qui siete cretini voi a non capire, oltre è quel
furbacchione del compositore a vendere fumo" ?
Ciao
Moos
Per una volta sottoscrivo parola per parola.
Ciao
d
Moosbrugger wrote:
> Quoto integralmente, approvo ed applaudo. Però...insomma, non posso non
> chiedertelo : chi stabilisce l' entità di questo sforzo ? Chi stabilisce il
> limite e dice : "Fin qui siete cretini voi a non capire, oltre è quel
> furbacchione del compositore a vendere fumo" ?
Caro Moos, e' quello che mi chiedo da sempre.
E se te lo chiedi anche tu, che sei musicista professionista, vuol dire
che il rischio (generalissimamente parlando) e' reale.
--
====================================
Marco Marcelli - Genova
====================================
Il lavoro e' il rifugio di coloro
che non hanno nulla di meglio da fare
(O.Wilde)
> Per una volta sottoscrivo parola per parola.
Idem.
Ciao,
Fabio
--
http://stage.vitaminic.it/fabio_rizza
======================================================
"Chi è più pazzo, il pazzo o il pazzo che lo segue?"
======================================================
Figurati Marco, se c'e' chi pensa (trai musicisti e non) che il "fenomeno"
Mozart e' solo un risultato della "mercadotecnia" o che aveva solo un
"manager" molto in gamba :) che speranza c'e' per i compositori di musica
contemporanea che sono ben meno "leggibili" o meglio, molto piu astratti??
Ognuno si trova un motivo per voler "accettare-rispettare-amare" o meno un
certo compositore ma se non basta il fatto che (per fare un'esempio) i
musicisti o direttore "taglia grande" provino del rispetto, allora con quale
base possiamo giudicare? "mi piace, non mi piace", stop.
Bello no?
:)
Ciao
V.
Idem 2
:)
Ciao
V.
Personalmente, ho ascoltato musica di Berio piu' e piu' volte.
I miei personalissimi gusti musicali, sono lontanissimi dalla musica
di questo compositore e quindi ho fatto un notevole sforzo per ascoltarlo
e ripetere l'ascolto. Alla fine, posso anche pensare di non averlo compreso,
ma in fin dei conti, l'ascolto deve regalarmi sensazioni piacevoli e credo
che sia cosi' per tutti. Berio queste sensazioni non me le ha regalate.
Non ho messo in dubbio le sue qualita' e non mi sono mai prodigato nel
commentare la sua musica perche' non avrei avuto modo di argomentare
granche'
il fastidio che ho provato nell'ascolto delle sue opere (ma anche di altri
compositori come Boulez, Stockhausen, ecc...). Trovo inutile scrivere un
post
semplicemente per dire "non mi piace", preferisco contribuire con qualcosa
di
piu' concreto al ng. Questo Thread e' stato occasione per ognuno di
esprimere
dispiacere per la morte di un uomo che ha avuto sicuramente un ruolo
importante
nella musica. Se qualcuno ha colto anche l'occasione per esprimere un
commento
sulla sua opera, non penso che abbia commesso un delitto. Non mi ha mai
convinto
comunque, la considerazione che "se non ti piace la musica contemporanea e'
perche' non l'hai capita". Certo, lo studio approfondito di una materia
permette
di cogliere anche aspetti che ci sfuggivano e che magari ci regalano nuove
sensazioni.
Capire di piu' un'opera, non significa automaticamente apprezzarla e alla
fine ribadisco che, quando mi siedo sulla poltrona e accendo il mio
impianto,
voglio gratificare le mie orecchie e il mio spirito con qualcosa che mi
piace
e questo qualcosa non e' la musica di Berio. Questo credo sia quello che fa
la maggior parte delle persone, cosi', gli appassionati di Berio proveranno
le stesse piacevoli sensazioni ascoltando la sua musica.
L'uomo, l'artista, non e' stato offeso dall'apprezzamento o meno della sua
opera.
Quello che offende e' la maleducazione, la volgarita', la violenza verbale,
l'arroganza, la presunzione... soprattutto in un ng come questo, dove spesso
il tono della discussione e' estremamente piacevole e costruttivo.
Phil
un pensiero solo: ieri sera lo spettacolo di fine anno della
scuola della mia prima figlia cominciava con la Sequenza per fagotto.
Questa musica, di per sè di ascolto non facilissimo in concerto,
si sposava perfettamente con la situazione teatrale, creava
in modo perfetto il clima richiesto dall'inizio della rappresentazione,
sulla quale non vi annoio.
Non so quanti dei genitori in sala si siano accorti che era di Berio.
Mi è sembrato un modo bello per far vivere la sua musica,
ben al di là delle banalità e delle volgarità che si sono
dette e si dicono sul musicista e sull'uomo.
ciao
c.
> Quello che offende e' la maleducazione, la volgarita', la violenza
verbale,
> l'arroganza, la presunzione... soprattutto in un ng come questo, dove
spesso
> il tono della discussione e' estremamente piacevole e costruttivo.
Pur non convidendo il tuo giudizio sulla musica di Berio, ti ringrazio per
il tono con cui ti sei espresso.
Tono certo sconosciuto ad alcuni, qui dentro.
Ciao
d
Mizzica!!!! E dove studiano le tue figlie??? Alla Stockhausen-Montessori?
E come metodo didattico fanno le recite la sera della finale di Champions?
Vabbè che a noi non interessava...
d
> Caro Moos, e' quello che mi chiedo da sempre.
> E se te lo chiedi anche tu, che sei musicista professionista, vuol dire
> che il rischio (generalissimamente parlando) e' reale.
Ti levo subito una certezza : non è affatto detto che un musicista
professionista capisca di musica più di un appassionato, anzi. Conosco una
violista che non sbaglia una nota dal 1987, ma ha una concezione talmente
istintiva della musica che trova già Ravel *troppo difficile* : ti lascio
immaginare cosa pensa di Berio.
Per il resto, la mia domanda a ICS era provocatoria, ma nel senso
probabilmente opposto a quello che avevi capito tu : perchè dobbiamo fare
uno sforzo per ascoltare Berio e non Sciarrino ? Io lo farei, lo sforzo...
Ma va! Scuola statale, ci tengo a dirlo. Ed eravamo pure al Donizetti :
http://www.ecodibergamo.it/EcoOnLine/SPETTACOLI/2003/05/22_teatro.shtml
> E come metodo didattico fanno le recite la sera della finale di Champions?
> Vabbè che a noi non interessava...
beh lo fanno per vedere se i genitori sono veramente motivati ... ;-)
o forse perchè nessun altro avrebbe organizzato uno spettacolo
proprio ieri sera.
à+
Chi sarebbero questi alcuni, se tu spesso sei il primo ad usare toni
sgradevoli?
>Quoto integralmente, approvo ed applaudo. Però...insomma, non posso non
>chiedertelo : chi stabilisce l' entità di questo sforzo ? Chi stabilisce il
>limite e dice : "Fin qui siete cretini voi a non capire, oltre è quel
>furbacchione del compositore a vendere fumo" ?
credo che la domanda non abbia risposta, o meglio: qualsiasi risposta
sarebbe giusta e sbagliata al contempo. Tuttavia ho sempre pensato che
il problema potesse avere una soluzione, e per me sarebbe quella di
fare programmi con sola musica contemporanea, in modo che quest'ultima
si costruisca lentamente e con pazienza un suo pubblico indipendente,
come in fondo fanno tutti gli altri generi musicali. Poi si potrebbe
valutare se nell'ambito di questi concerti sia il caso di inserire
elementi musicali assai eterogenei (penso, ad esempio, a Tutino
assieme a Sciarrino, chessò), o se invece sia il caso di andare ancora
più nello specifico, dunque solo musica contemporanea d'avanguardia,
quella sperimentale, quella neoromantica, ecc. Nei casi in cui sia
difficile catalogare un pezzo, forse questo potrebbe adattarsi a più
categorie. E magari in alcuni casi potrebbe essere pure adatto al
normale pubblico di classica.
Non credo comunque che questa idea verrà mai messa in atto. Peccato,
perché oggi le sale sono piene di persone che ascoltano musica
contemporanea molto malvolentieri, e d'altro canto non attirano molto
i giovani perché questi ultimi non sono particolarmente attratti dalla
classica e dunque non si recano ad ascoltare Mozart (mentre invece è
possibile che ascolterebbero più volentieri Ligeti), e così facendo si
perdono anche i contemporanei inseriti in mezzo.
Se i programmi fossero separati, allora potrebbero succedere due
cose: 1) alcune musiche non attirerebbero; e se non hanno la capacità
di attirare neppure quel ristretto pubblico a cui si rivolgono, allora
è il caso di lasciarle almeno "momentaneamente" perdere, ed
eventualmente di lasciar perdere il compositore, e questo al di là di
giudizi qualitativi, ma semplicemente perché se una musica non è in
grado di attirare neppure quel ristretto pubblico a cui pretende di
rivolgersi, è una musica "momentaneamente" senza senso. Poi in futuro
non si può mai dire, ma non è che si può gestire l'attività artistica
odierna solo sulla base di ipotesi sui gusti di un (lontano? vicino?)
futuro. 2) alcune musiche piacerebbero, e inizierebbero a crearsi un
proprio pubblico di sinceri appassionati, che le consentirebbero una
degna sopravvivenza.
Trovo invece una soddisfazione davvero tiepida, più di facciata che
altro (e non capisco come un compositore possa accontentarsi di
questa) presentare musica contemporanea in mezzo ad una sinfonia di
Beethoven e Schubert, e difronte ad un pubblico che probabilmente
applaudirebbe solo per dovere verso gli interpreti, ma senza alcuna
profonda convinzione. So che la prima obiezione è: ma in questo modo
il pubblico inizia ad abituarsi a quei suoni, a quella musicalità, e
piano piano la capisce. Ebbene, io credo che la maggior parte invece
non la capisca e continui a non capirla, e comunque coloro che hanno
davvero voglia di ascoltare e capire la musica contemporanea,
avrebbero con l'altro sistema la possibilità di recarsi a concerti
specifici dove potrebbero ascoltare solo quella. Almeno si saprebbe
che il pubblico in sala è lì per quello e non per riempire il posto.
All'inizio forse sarebbero in pochi, ed economicamente non
conveniente, ma si potrebbe tentare (in fondo di soldi per l'arte
contemporanea ne sono stati spesi parecchi, e non certo con grandi
tornaconti), poi starebbe alla musica fare il proprio dovere.
Se poi un genere od un lavoro non riuscirà davvero ad attirare più di
una manciata di persone, allora si dovrà valutare se la sua
soppravvivenza sia giustificabile o meno. Probabilmente morirebbe da
sé, e forse sarebbe giusto così, come è sempre stato.
La situazione attuale è invece secondo me completamente insensata,
perché abbiamo una musica contemporanea per lo più inaccettata dal
pubblico a cui si rivolge, il quale si domanda perché si continua a
proporgli quella roba. Abbiamo alcuni interpreti/esperti che
l'appoggiano e la diffondono perché vi credono, e sostengono sia il
pubblico a non capire nulla. Abbiamo, di conseguenza, una
incomprensione quasi totale tra pubblico (e più in generale società)
coontemporaneo e compositori. Dunque una richiesta bassissima, che
implica enormi difficoltà, per chi scrive, di riuscire a presentare i
propri lavori. Ed anche quando ciò avvenga è quasi sempre una vittoria
di Pirro, visto che ci si rivolge per lo più a persone che ne hanno
voglia come di una doccia fredda in spiaggia in pieno inverno. Secondo
me, a ben guardare, ci sono in questa situazione attuale tutti i
segnali del fallimento. E non è colpa della musica, né dei
compositori, né del pubblico, ma semplicemente dell'organizzazione del
sistema, che gestisce tutto questo in modo non più attuale e
consequenziale ai cambiamenti della società, della musica e della sua
fruizione. Tutto IMHO, naturalmente ;-)
Ciao,
ICS
>Questo Thread e' stato occasione per ognuno di
>esprimere
>dispiacere per la morte di un uomo che ha avuto sicuramente un ruolo
>importante
>nella musica. Se qualcuno ha colto anche l'occasione per esprimere un
>commento
>sulla sua opera, non penso che abbia commesso un delitto.
delitto sicuramente no, anche se c'è modo e modo per esprimere pareri,
e certi toni, di fronte alla morte, dovrebbero essere secondo me
evitati. Per me questa non è un'occasione sensata per criticare, anche
per rispetto nei confronti di chi lo ricorda diversamente. Piuttosto
dunque che cogliere questo momento (pensando che non ne capiteranno
altri?) per valutare negativamente l'uomo o il musicista, penso sia
meglio tacere.
ciao,
ICS
> Secondo
> me, a ben guardare, ci sono in questa situazione attuale tutti i
> segnali del fallimento. E non è colpa della musica, né dei
> compositori, né del pubblico, ma semplicemente dell'organizzazione del
> sistema, che gestisce tutto questo in modo non più attuale e
> consequenziale ai cambiamenti della società, della musica e della sua
> fruizione. Tutto IMHO, naturalmente ;-)
Mi dispiace dover dire che non condivido il modo in cui affronteresti la
questione, anche se capisco benissimo i problemi che sollevi. I Festival e
le rassegna dedicate alla sola musica contemporanea esistono già, come
saprai meglio di me, ma non mi pare che questo sia servito particolarmente
ad allargare la voglia di novità nel pubblico, altrimenti non staremmo qui a
parlarne. Secondo me è proprio questo il punto focale : se ha un senso
comporre della musica nuova è perchè quella vecchia non ci basta più, o
avvertiamo dentro di noi dei moti dell' animo ( scusa il linguaggio un po'
retrò, non mi viene di meglio ) che possiamo sentire espressi solo da un
certo tipo di sonorità o di organizzazione dei suoni, stante ovviamente il
fatto ( sarà bene chiarirlo ) che siamo abituati a muoverci all' interno di
un certo linguaggio. Per chiarire : quando ero musicalmente più ingenuo, lo
Stravinskij della Sagra o molto Prokofiev mi sembravano adattissimi ad
esprimere un certo tipo di disagio interiore, o altro che è difficile
definire a parole ; oggi, con tutto il rispetto per due grandissimi, così
adatti non li sento più. E' per questo che mi viene voglia di ascoltare
Boulez o Ligeti.
Sono pienamente cosciente del fatto che qualsiasi espressione artistica deve
porsi prima o poi il problema del suo rapporto con il pubblico, ma credo che
il problema stia molto più nel "come" la contemporanea viene venduta : come
un "genere", appunto, cosa che IMHO non è assolutamente, come una cosa
incomprensibile che si propone per soddisfare gli appetiti snobistici di una
presunta elite culturale che in fondo non apprezza neppure molto quello che
ascolta. Io non ho soluzioni da dare, purtroppo, soprattutto in un mondo in
cui stiamo fieramente e pervicacemente disimparando ad ascoltare. Ti direi
che bisogna allargare l' area della coscienza, come proclamava Ginsberg
ormai quasi cinquant' anni ( !!! ) fa.
>"Shost" <sh...@email.it> ha scritto nel messaggio
>news:MFMAa.2053$g92....@news2.tin.it...
>>
>> Se n'č andato uno fra i piů grandi compositori
>> italiani del 1900 :-(
>
>dici davvero ? a me ha sempre fatto 2 palle come 2 grattacieli.
Che ci vuoi fare?
Sei un COniGLIONE, come dice la tua firma, e quindi omnia licet.
Schillogeno
-----------
"A composer is a guy who goes around forcing his will on
unsuspecting air molecules,often with the assistence of
unsuspecting musicians." Frank Zappa, 1940-1993.
>Era ricoverato al policlinico..78 anni.
Mi dispiace.
Se ne va un importante agitatore di acque stagnanti, un uomo di
cultura, un compositoredi di grande livello.
Non vi piace la sua musica?
Beh, potete sempre ascoltare Michael Jackson. O Einaudi.
> Non vi piace la sua musica?
> Beh, potete sempre ascoltare Michael Jackson. O Einaudi.
Non se ne sfugge. Einaudi era assistente di Berio. Se scrive quel che
scrive, è probabilmente colpa di Berio.
Ciao,
Paolo
--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy
e pure io
Z.
Ciccino, mi riferivo a quello cui Berio fa due coglioni cosě.
Hai la coda di paglia? Dai, merletto...
d
No, bellezza, anche se avessi la coda di paglia il tuo post rimarrebbe
tipico di chi vede la pagliuzza negli occhi degli altri e non vede la trave
nei suoi.
Non se ne sfugge proprio, Michael Jackson era allievo di Berio.
oh, Merlo, lascia stare Trave che è un bravo ragazzo eh ...
;-)
c.
Ok, ok, lungi da me voler offendere qualcuno. (-:
>Schillogeno <schill...@libero.it> wrote:
>
>> Non vi piace la sua musica?
>> Beh, potete sempre ascoltare Michael Jackson. O Einaudi.
>
>Non se ne sfugge. Einaudi era assistente di Berio. Se scrive quel che
>scrive, è probabilmente colpa di Berio.
Ma che vuol dire?
Mozart ebbe diversi allievi.
Ne cito due: Beethoven e Sussmayr...
Beethoven no si sa, non si č nemmeno sicuri che l'abbia incontrato, almeno
cosě dice la leggenda.
Che palle. Mi sono annoiato. Si litiga con gente più divertente.
Chiuso.
Cià
d
>Mi dispiace dover dire che non condivido il modo in cui affronteresti la
>questione, anche se capisco benissimo i problemi che sollevi. I Festival e
>le rassegna dedicate alla sola musica contemporanea esistono già, come
>saprai meglio di me, ma non mi pare che questo sia servito particolarmente
>ad allargare la voglia di novità nel pubblico, altrimenti non staremmo qui a
>parlarne.
so bene che esistono queste manifestazioni. Intendevo dire che lo
farei in modo molto più sistematico. Cioè: o così, o pomì. ;-) In modo
che chi vuole ascoltare musica contemporanea abbia solo quella
possibilità. Insomma, per me il pubblico della musica contemporanea va
in qualche modo ricreato completamente, pescando il meno possibile
nel pubblico della classica.
ciao,
ICS
No offense taken, ma... parlavate di me? ;-)
Ciao
Andrea
--
************
ANDREA TRAVE - http://civet.berkeley.edu/atrave/
"I often sing its tunes in the shower" [Esa-Pekka Salonen,
a proposito del Concerto per Piano di Schoenberg]
Bravo, ti conviene troncare il discorso.
> Che palle. Mi sono annoiato.
Sapessi noi a leggerti!
Anzi ad ammirare il tuo genio!
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
No, ovviamente. La mia era una battuta, tanto per spiazzare
un principio di flame leggermente stucchevole, e avevo pure messo
la faccina. Duro quando bisogna spiegare tutte le battute ...
ciao
>No, ovviamente. La mia era una battuta, tanto per spiazzare
>un principio di flame leggermente stucchevole, e avevo pure messo
>la faccina. Duro quando bisogna spiegare tutte le battute ...
Ehm, scherzavo anch'io, avevo anche io messo la faccina ;-) con
l'occhiolino... Avevo acpito che era tutto uno scherzo! Eh, quanta
serieta`... ;-)
Ciao
Andrea
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ANDREA TRAVE - http://civet.berkeley.edu/atrave/
Ho studiato in dettaglio il "Boris Godunov"...
E` la piu` insipida e volgare parodia mai messa
in musica.
[Ciajkovskij a proposito di Mussorgskij, 1874]
Perň Muzzio Clementi direi di si.... l'ha sicuramente almeno ascoltato,
visto che ha preso tanto da lui O.O
Bella massima, il problema è che ogni imbecille si ritiene intelligente.
Tu come ti ritieni?
Bene, fammi il nome di un solo compositore che possa raggiungere i livelli
toccati dai nostri predecessori che il pubblico ama tanto (che l'abbia fatto
o che possa dimostrare di saperlo fare, altrimenti sono solo parole), e io
ti faccio un monumento in piazza Duomo.
C'è solo un piccolo problema, quel nome tu non lo saprai fare.
> Bene, fammi il nome di un solo compositore che possa raggiungere i livelli
> toccati dai nostri predecessori che il pubblico ama tanto (che l'abbia
fatto
> o che possa dimostrare di saperlo fare, altrimenti sono solo parole), e io
> ti faccio un monumento in piazza Duomo.
> C'č solo un piccolo problema, quel nome tu non lo saprai fare.
Guarda che, se si rimane nell' ambito del comporre musica "compatibile alle
delicate sensibilitą dell' ascoltatore di classica", per stare alle
condizioni di ICS, anche su questo NG c'č diversa gente che trova del tutto
compatibile ed apprezzabile il Rondņ Veneziano...
Bhe, presumo che ICS parlasse anche di musica più "profonda" e, giustamente,
anche di musica più "leggera", visto che l'ascoltatore può ascoltare
Beethoven come il Rondò Veneziano.