Il 21/01/16 14:20, lzy ha scritto:
> Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 14:01:14 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>
>> voi invece sostenete , come ho letto altrove , che il sistema
>> "è tutto da buttare nel cesso" ... ecco : dopo quasi cento anni
>> che il sistema è adottato e ha formato generazioni di musicisti
>> italiani ritenuti fra i migliori del mondo che , ripeto, non sto
>> ad elencare per ragioni di tempo e spazio significa
>> semplicemente parlare a vanvera ed essere rimasti talmente
>> traumatizzati dall'insegnamento del solfeggio da bambini ,
>> da odiarlo per il resto della vita e sputare veleno con gli occhi
>> rossi verso chi ne sostenga, pur con tutti i limiti, l'utilità
>>
>
>
> Come ho già detto, sotto accusa è SOLO il SOLFEGGIO PARLATO che obbliga alla lettura delle note
> DOREMIFAetc in contesti ritmici sostanzialmente impronunciabili.
solfeggiare cantando , per un principiante, è più difficile
perchè oltre al parametro ritmo deve tenere conto dell'altezza
, cosa che si impara dopo almeno un anno di pratica
infatti , come ripeto per l'ennesima volta, il parlato
è un cantato con un parametro in meno, un esercizion *propedeutico*
>
> I musicisti - che ho visto al lavoro - non solfeggiano "parlando",
in genere fischiettano, canticchiano, si aiutano con la memoria delle
posizioni sugli strumenti, etc...
e qui ti sbagli , si vedono spessissimo orchestrali in prova che
solfeggiano parlando per avere chiaro il ritmo di un passo
o il momento esatto di un'entrata
Quando vedi un rigo musicale, e sei musicista, istintivamente ti canti
quello che vedi, o comunque ci provi...
Dubito che Abbado o Pollini vedendo un rigo con un tema di Berio, lo
solfeggiassero parlando!
anche qui esempio sbagliato, proprio perchè specie nella contemporanea
ci sono delle parti letteralmente ed assolutamente non-cantabili
non fosse altro che per l'estensione limitata della voce
se poi ci riescono è perchè sono musicisti di grande esperienza
il solfeggio parlato è un esercizio *propedeutico* , *per iniziare con
un solo parametro, quello ritmico*,
non il risultato finale della didattica del solfeggio
proprio nella contemporanea risulta sommamente di aiuto il parlato
anche per l'altissima difficoltà ritmica (a volte al limite
dell'assurdità) del repertorio
> Scusa, eh, ma tu solfeggi parlando i temi musicali che non conosci o li pensi/reciti direttamente in altezze intonate???
nella contemporanea non mi sognerei mai di tentare di cantare quello
che vedo scritto , tu per leggere l'inizio della seconda di Boulez ti
metteresti a cantarla ? .... :-D naaaaaaaa
ripeto se c'è un ramo del repertorio in cui il solfeggio
parlato risulta non solo utile ma direi indispensabile
è proprio quello contemporaneo, dove la 'melodia'
ha una difficoltà insormontabile per il cantato
e la complessità ritmica si fa difficile fino all'assurdo