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Della nemesi solfeggistica parlata

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lzy

unread,
Jan 20, 2016, 6:32:22 AM1/20/16
to
Domanda alla Berio:
Perché il solfeggio parlato?

Perché no?
Perché è una SOLFA!

DEUMM docet.

Al principio fu Alessandro Scarlatti.

Dice il DEUMM (non ho trovato storie attendibili sul web): 1772 Solfèges d'Italie contenenti esercizi di AS e combricola.

Ma rimane oscuro se fossero parlati o cantati. Si direbbe parlati dato che segue una contrapposizione con il "cantato" da parte di tal F. Tosi espressa in Opinioni de' Cantori (1723).

Dunque la diatriba è vecchia assai.

{PM}

unread,
Jan 20, 2016, 10:03:21 AM1/20/16
to
"lzy" ha scritto nel messaggio
news:b7c61eee-0b2c-485a...@googlegroups.com...

Mi hai anticipato sul DEUMM, son caduto addormentato
ieri notte :-)

>Ma rimane oscuro se fossero parlati o cantati.
>Si direbbe parlati dato che segue una contrapposizione
>con il "cantato" da parte di tal F. Tosi

Penso proprio che sia così, anche perché credo che
i solfeggi cantati non possano essere troppo difficili
ritmicamente (salvo virtuosismo del solfeggiante),
quindi servono quelli parlati come esercizio di
difficoltà maggiore.

C'è scritto pure che la pratica risale in qualche
modo all'antica Grecia, figuriamoci.


>Dunque la diatriba è vecchia assai.

Bisogna però vedere se la diatriba vera
e propria c'era

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 10:04:56 AM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 12:32:22 UTC+1, lzy ha scritto:
> Domanda alla Berio:
> Perché il solfeggio parlato?
>
> Perché no?
> Perché è una SOLFA!
>
> DEUMM docet.
>
> Al principio fu Alessandro Scarlatti.
>
> Dice il DEUMM (non ho trovato storie attendibili sul web): 1772 Solfèges d'Italie contenenti esercizi di AS e combricola.
>
> Ma rimane oscuro se fossero parlati o cantati.

Più che altro rimane oscuro a chi non si prende la briga di fare mezza ricerca con google...

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k8573347/f12.image

carletto

unread,
Jan 20, 2016, 11:21:35 AM1/20/16
to

"lzy" <pan2...@gmail.com> ha scritto

> Domanda alla Berio:
> Perché il solfeggio parlato?

Il solfeggio parlato e' un abominio, musicale, didattico ed estetico, senza
se e senza ma.

carletto


Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 11:52:25 AM1/20/16
to
Il 20/01/16 12:32, lzy ha scritto:
> Domanda alla Berio:
> Perché il solfeggio parlato?

perchè è propedeutico a quello cantato,

in quello cantato devi tenere conto
di due parametri : altezza e ritmo

quello parlato è pensato come facilitazione
di quello cantato

poi che sia una palla tremenda è un altro discorso...

chi non comincia con il solfeggio parlato
non diventerà mai un musicista classico
e avrà sempre problemi ritmici a suonare,

non riuscirà a educarsi a riprodurre col
proprio strumento un brano leggermente complesso

ne ho visti a decine di musicisti che hanno
dovuto interrompere lo studio della musica
perchè senza basi adeguate

ma , come ripeto , fatemi vedere un musicista
professionista che sia diventato tale
senza solfeggio parlato... me ne basta uno solo...

ripeto anche che il solfeggio parlato
è una palla tremenda


--
Teomondo Scrofalo

Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 12:21:40 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 17:52:25 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> fatemi vedere un musicista
> professionista che sia diventato tale
> senza solfeggio parlato... me ne basta uno solo...
>

più o meno qualsiasi musicista non italiano.

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 12:28:54 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 18:21, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
bene , illustraci il metodo di insegnamento
a partire da zero di un bambino mediamente dotato....

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 12:41:35 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 18:28:54 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> Il 20/01/16 18:21, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> > Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 17:52:25 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> >> fatemi vedere un musicista
> >> professionista che sia diventato tale
> >> senza solfeggio parlato... me ne basta uno solo...
> >>
> >
> > più o meno qualsiasi musicista non italiano.
> >
>
> bene , illustraci il metodo di insegnamento
> a partire da zero di un bambino mediamente dotato....
>
>

http://www.aasp.it/

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 12:43:08 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 18:21, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
segnalo anche questo :

http://it.arti.musica.strumenti.voce.narkive.com/p1zN739n/solfeggio-libro

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 12:50:36 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 18:41, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
caro aabbaabbaa80 : che molti insegnanti
vogliano abolire il solfeggio parlato
corrisponde a un chiaro interesse:
se agli allievi si propone l'indispensabile
solfeggio parlato ci sarà un tasso di abbandono
degli studi musicali molto alto e quindi li si potrà
"mungere" per molto meno tempo....

viceversa senza solfeggio parlato (peraltro esistente
in tutto il mondo , Europa e Stati Uniti sicuramente,
ma è chiamato in altro modo) un allievo frequenterà
una scuola di musica per molto più tempo , salvo accorgersi
dopo pochi anni (generalmente 4 o 5) che più in là
del livello dilettante approssimativo non riesce ad andare...

ne ho visti di ciarlatani insegnare musica senza solfeggio
e fare arrivare ad eseguire brani di media difficoltà
praticamente ad orecchio senza saper leggere le note...
poi a un certo punto sti allievi smettono perchè
non ci capiscono più nulla quando gli metti davanti
un brano elementare e non lo sanno nemmeno iniziare
se non c'è qualcuno che gli spiega cosa c'è scritto...

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 12:55:48 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 16:03:21 UTC+1, {PM} ha scritto:
>
> C'è scritto pure che la pratica risale in qualche
> modo all'antica Grecia, figuriamoci.
>


Ho letto, e più tardi vado a rileggere.

Però che il solfeggio cantato sia qualcosa di scontato, a partire dalla nascita di qualche forma di notazione musicale mi pare scontato; è come si arriva al solfeggio parlato, quello che dovrebbe interessare maggiormente, dato che, come fa notare anche Teo, le difficoltà crescenti impongono prima una decodifica metrico/ritmica e poi un'intonazione per altezze.

ma questo solo dal novecento; riesci ad immaginarti Bach e Mozart che fanno solfeggio parlato? A che pro???

Settimane fa abbiamo parlato del Dizionario dei Temi Musicali. Ora, tu lo pigli e leggi la musica in solfeggio, in "parlato"? Semmai passi oltre pure al cantato, come ho sentito fare dal mio primo insegnante di musica - e tosto ho imparato - che fischiettava le note, superando così anche i problemi di estensione che limitano il "cantato" a poco più di una ottava.

Archaeopteryx

unread,
Jan 20, 2016, 12:56:53 PM1/20/16
to
> chi non comincia con il solfeggio parlato non diventerà
> mai un musicista classico e avrà sempre problemi
> ritmici a suonare,

Chiamato? (voce di Lurch dagli altoparlanti del PC)



--
"Ricordo la volta che mi hanno rapito: hanno mandato
un pezzo del mio dito a mio padre. Lui ha risposto
che voleva un'altra prova."

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 12:58:52 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 18:50:36 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> Il 20/01/16 18:41, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> > Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 18:28:54 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> >> Il 20/01/16 18:21, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> >>> Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 17:52:25 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> >>>> fatemi vedere un musicista
> >>>> professionista che sia diventato tale
> >>>> senza solfeggio parlato... me ne basta uno solo...
> >>>>
> >>>
> >>> più o meno qualsiasi musicista non italiano.
> >>>
> >>
> >> bene , illustraci il metodo di insegnamento
> >> a partire da zero di un bambino mediamente dotato....
> >>
> >>
> >
> > http://www.aasp.it/
> >
>
> caro aabbaabbaa80 : che molti insegnanti
> vogliano abolire il solfeggio parlato
> corrisponde a un chiaro interesse:
> se agli allievi si propone l'indispensabile
> solfeggio parlato ci sarà un tasso di abbandono
> degli studi musicali molto alto e quindi li si potrà
> "mungere" per molto meno tempo....
>

Queste mi paiono teorie un po' complottistiche applicate in modo sproporzionato ad una sfera che attualmente non va al di là di enti (i conservatori) scalcinati e infognati in una condizione di sopravvivenza misera e burocratica.

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 1:00:15 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 18:56, Archaeopteryx ha scritto:
>> chi non comincia con il solfeggio parlato non diventerà
>> mai un musicista classico e avrà sempre problemi
>> ritmici a suonare,
>
> Chiamato? (voce di Lurch dagli altoparlanti del PC)

perdonami , non ce l'ho con te, ma la tua testimonianza
è inevitabilmente una conferma (assieme a mille altre
che ho visto personalmente) di quanto affermo

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 1:03:47 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 18:58, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
complottismo ? la necessità di avere molti allievi
ora che l'intervento statale si fa sempre più risicato, e scuole,
università e conservatori diventano sempre più delle aziende con tanto
di pubblicità e gadget ti sembra una teoria ?

non scherziamo

:-D

Archaeopteryx

unread,
Jan 20, 2016, 1:06:10 PM1/20/16
to
> perdonami , non ce l'ho con te, ma la tua testimonianza
> è inevitabilmente una conferma (assieme a mille altre
> che ho visto personalmente) di quanto affermo

mica la prendo come un'offesa, ci mancherebbe. E' vero.
Però per dirla tutta non è che non abbia mai fatto
solfeggio. Se pure non mi ci sono ammazzato ho vaghi
ricordi di una discreta dose di tempo che ci ho dedicato.

Per me è solo una conferma che la musica ha bisogno di una
quantità di esercizio molto maggiore rispetto a tantissime
altre attività/interessi a portata di essere umano. E
bisogna nascerci anche molto portati.

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 1:06:27 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 16:04:56 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
> Più che altro rimane oscuro a chi non si prende la briga di fare mezza ricerca con google...
>


con una mano scrivevo, con un occhio leggevo e con l'altra mano mangiavo la pasta; qui si lavora a tempo pieno......

dopo mi dò da fare (ecco un caso dove l'accento su "do" è fondamentale!).

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 1:11:31 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 18:56:53 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
> > chi non comincia con il solfeggio parlato non diventerà
> > mai un musicista classico e avrà sempre problemi
> > ritmici a suonare,
>
> Chiamato?


Beh, io ho fatto teoria e solfeggio, ma problemi ne avevo e ancora ne ho.

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 1:14:48 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 19:06, Archaeopteryx ha scritto:

> Per me è solo una conferma che la musica ha bisogno di una quantità di
> esercizio molto maggiore rispetto a tantissime altre attività/interessi
> a portata di essere umano. E bisogna nascerci anche molto portati.

assolutamente sì , ma la mentalità di oggi è quella di "ottieni tutto
subito senza sforzo" : qualsiasi insegnante di conservatorio (ma anche
di liceo) con un po' di esperienza ti potrà confermare che il livello
del rendimento degli studenti è in costante e forte diminuzione da
alcuni decenni perchè il sacrificio (ragionevole , beninteso) non è più
una parola contemplata nel loro vocabolario (a proposito.. loro lo
chiamano "sbatti").

una volta che voglio fare i soldi a palate pubblicherò una bella
enciclopedia a fascicoli :

"Impara a suonare senza fatica"

:-D

oppure

"Corso di canto: diventa Pavarotti in 10 lezioni"

"Corso di Pianoforte : diventa Pollini in 1 mese"

:-D

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 1:15:24 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 19:06:27 UTC+1, lzy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 16:04:56 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> >
> > Più che altro rimane oscuro a chi non si prende la briga di fare mezza ricerca con google...
> >
>
>
> con una mano scrivevo, con un occhio leggevo e con l'altra mano mangiavo la pasta;

https://www.youtube.com/watch?v=JrLQ3_88kdQ&t=5m30s

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 1:29:32 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 18:41:35 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
> http://www.aasp.it/


LOL e sezione aurea di LOL!

Sei di buonumore stasera?

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 1:35:39 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 19:29:32 UTC+1, lzy ha scritto:
>
>
> Sei di buonumore stasera?

Perché?

etwas langsamer

unread,
Jan 20, 2016, 1:51:42 PM1/20/16
to
Il 20/01/2016 19:29, lzy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 18:41:35 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>>
>> http://www.aasp.it/
>
>
> LOL e sezione aurea di LOL!
>

imho è un'associazione geniale, manca solo che dibattano
della fame nel mondo, della vita extraterrestre e della sabbia
nel costume quando si va alla spiaggia, ma di solfeggio neanche l'ombra
:-D

carletto

unread,
Jan 20, 2016, 2:32:38 PM1/20/16
to

"Teomondo" <teo....@scrofalo.it> ha scritto

> caro aabbaabbaa80 : che molti insegnanti
> vogliano abolire il solfeggio parlato
> corrisponde a un chiaro interesse:

Gombloddo, ci chiama cosi'.

> viceversa senza solfeggio parlato (peraltro esistente
> in tutto il mondo , Europa e Stati Uniti sicuramente,
> ma è chiamato in altro modo)

Sicuramente...
E come si chiamerebbe questo "altro modo"?

> ne ho visti di ciarlatani insegnare musica senza solfeggio

Non ha detto senza solfeggio, ha detto senza solfeggio *parlato*.
Tutte le energie *perse* appresso a codesta palestra logopedistica, sarebbe
piu' logico riversarle su solfeggio cantato, ritmico, dettato melodico, ed
eventualmente dettato armonico.
Che sono le cose che contano veramente, per un musicista.
All'estero l'hanno capito da un bel pezzo...

carletto


Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 3:05:54 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 19:51, etwas langsamer ha scritto:
rotfl

Archaeopteryx

unread,
Jan 20, 2016, 3:14:32 PM1/20/16
to
> Non ha detto senza solfeggio, ha detto senza solfeggio
> *parlato*. Tutte le energie *perse* appresso a codesta
> palestra logopedistica, sarebbe piu' logico riversarle
> su solfeggio cantato, ritmico, dettato melodico, ed
> eventualmente dettato armonico. Che sono le cose che
> contano veramente, per un musicista. All'estero l'hanno
> capito da un bel pezzo...

Inizio a pensare che Nerina Poltronieri sia stata la
Benedetto Croce della musica.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 3:17:20 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 20:32:38 UTC+1, carletto ha scritto:
>
>
> codesta palestra logopedistica,


AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAH, ROTFL!!!!. Ho riso per un'ora intera.
Giuro che è impossibile trovare espressione migliore per definire la demenzialità di questa pratica pseudodidattica.

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 3:22:05 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 20:35, carletto ha scritto:

> Non ha detto senza solfeggio, ha detto senza solfeggio *parlato*.

ok

> Tutte le energie *perse* appresso a codesta palestra logopedistica, sarebbe
> piu' logico riversarle su solfeggio cantato, ritmico,


cosa intendi per solfeggio ritmico ?

tu sai suonare uno strumento ?

e non hai mai fatto solfeggio parlato ?

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 3:24:46 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 21:14:32 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
>
> Inizio a pensare che Nerina Poltronieri sia stata la
> Benedetto Croce della musica.
>


Una che si chiama Nerina... E l'altro, aspetta... Letterio. In fondo il buon Ettore Pozzoli era un amico dei bimbi...

Archaeopteryx

unread,
Jan 20, 2016, 3:25:42 PM1/20/16
to
> cosa intendi per solfeggio ritmico ?
>
> tu sai suonare uno strumento ?
>
> e non hai mai fatto solfeggio parlato ?

Diamogli atto che se anche non sapesse suonare niente la
musica l'ha approfondita. Certo, a servizio di una
"mission" apologetica ma non gli farei le pulci su questo
(non è una critica a te, dico solo che non vedo dove possa
portare fargli questa domanda).

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 3:27:20 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 21:17:20 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
>
> AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAH, ROTFL!!!!. Ho riso per un'ora intera.


Lo vedi che sei di buonumore?

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 3:31:23 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 21:25, Archaeopteryx ha scritto:
>> cosa intendi per solfeggio ritmico ?
>>
>> tu sai suonare uno strumento ?
>>
>> e non hai mai fatto solfeggio parlato ?
>
> Diamogli atto che se anche non sapesse suonare niente la
> musica l'ha approfondita. Certo, a servizio di una
> "mission" apologetica ma non gli farei le pulci su questo
> (non è una critica a te, dico solo che non vedo dove possa
> portare fargli questa domanda).

ma io non capisco perchè sia così aggressivo sull'argomento

per quanto mi riguarda penso che il solfeggio parlato,
entro certi limiti e non portato a livello di scioglilingua
sia utile,

se lui pensa di no ne prendo atto... e amici ,
anzi, sconosciuti come prima .... :-D

auguri e figli maschi ai suoi allievi e a tutti gli studenti
di musica che non fanno solfeggio parlato....

:-D

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 3:33:25 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 21:31:23 UTC+1, Teomondo ha scritto:

>
> auguri e figli maschi


Sessista!

Archaeopteryx

unread,
Jan 20, 2016, 3:35:25 PM1/20/16
to
>
> Sessista!
>

finalmente un po' di sesso anche qui, iniziavo a temere ^_^

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 3:36:29 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 21:33, lzy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 21:31:23 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
>>
>> auguri e figli maschi
>
>
> Sessista!

ma ROTFL !

auguri e figli LGBT , va bene così ?

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 3:46:15 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 21:31:23 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> Il 20/01/16 21:25, Archaeopteryx ha scritto:
> >> cosa intendi per solfeggio ritmico ?
> >>
> >> tu sai suonare uno strumento ?
> >>
> >> e non hai mai fatto solfeggio parlato ?
> >
> > Diamogli atto che se anche non sapesse suonare niente la
> > musica l'ha approfondita. Certo, a servizio di una
> > "mission" apologetica ma non gli farei le pulci su questo
> > (non è una critica a te, dico solo che non vedo dove possa
> > portare fargli questa domanda).
>
> ma io non capisco perchè sia così aggressivo sull'argomento

Non è aggressivo, è semplicemente uno che evidenzia senza mezzi termini la demenzialità di questo insegnamento. E ha perfettamente ragione. Per favore, finiamola con le forme ottuse di politically correct per ogni argomento che risulti indigesto. Io non saprei neanche quale malsana mente abbia partorito il solfeggio parlato e quando questa pratica si sia imposta in Italia. So solo che quando la decadenza si spinge al massimo, si arriva al nonsenso. E fosse il solfeggio parlato l'unico insegnamento, tra quelli da cima a fondo strampalati che si praticano nei conservatori... (Armonia secondo Rameau, fuga alla Gedalge, orchestrazione di R. Korsakov etc. etc. etc.)

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 4:01:09 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 21:46, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 21:31:23 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>> Il 20/01/16 21:25, Archaeopteryx ha scritto:
>>>> cosa intendi per solfeggio ritmico ?
>>>>
>>>> tu sai suonare uno strumento ?
>>>>
>>>> e non hai mai fatto solfeggio parlato ?
>>>
>>> Diamogli atto che se anche non sapesse suonare niente la
>>> musica l'ha approfondita. Certo, a servizio di una
>>> "mission" apologetica ma non gli farei le pulci su questo
>>> (non è una critica a te, dico solo che non vedo dove possa
>>> portare fargli questa domanda).
>>
>> ma io non capisco perchè sia così aggressivo sull'argomento
>
> Non è aggressivo, è semplicemente uno che evidenzia senza mezzi termini la demenzialità di questo insegnamento

Ma guarda che in parte sono d'accordo: il solfeggio parlato quando si
tratta di decine di sessantaquattresimi a velocità sostenuta è un
esercizio inutile , come in tutte le cose : est modus in rebus,
ma da qui a ritenerlo superfluo IMHO ce ne corre.....

anche io mi sono rotto ampiamente le balle sul solfeggio parlato
ma , ad esempio ho una lettura a prima vista che è sempre stata
formidabile a detta di colleghi e insegnanti da quando ero quindicenne
in poi.

E questo sono assolutamente certo che sia dovuto al fatto che il mio
primo insegnante di musica , a sette anni , mi ha messo subito
a solfeggiare come cristo comanda. Ripeto , già a quindici anni con uno
sguardo avevo già colto la partitura pianistica a mani unite e la potevo
eseguire , se di difficoltà adeguata, a prima vista.

Poi , ripeto non è che voglio scannarmi sull'argomento,
se credete che non serva tout court amici come prima.

Rimango però veramente curioso (la cosa mi interessa davvero molto)
su quale sia il metodo didattico alternativo che porti risultati
altrettanto buoni.

Archaeopteryx

unread,
Jan 20, 2016, 5:03:10 PM1/20/16
to
> Rimango però veramente curioso (la cosa mi interessa
> davvero molto) su quale sia il metodo didattico
> alternativo che porti risultati altrettanto buoni.

E' ovvio che non c'è. Gli innovatori radicali non si
chiedono mai perché la tradizione contro cui si scagliano
sia appunto una tradizione. Sui grandi numeri e il lungo
arco temporale qualsiasi "sistema" sta sempre sulla
posizione di massima resa perché per pressione selettiva
le cavolate non durano. Certamente possono volerci 10-15
anni per autocompensare un errore macroscopico ma appunto,
su un lungo arco di tempo questo avviene e almeno le
castronerie giganti non durano.

Ergo, se si fa il solfeggio parlato c'è di sicuro il buon
motivo che funziona.


--
- mi legga le carte
- sua suocera avrà un incidente stradale mortale
- questo lo so, voglio sapere se la polizia
mi scoprirà

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 5:36:23 PM1/20/16
to
Il 20/01/16 23:03, Archaeopteryx ha scritto:
>> Rimango però veramente curioso (la cosa mi interessa
>> davvero molto) su quale sia il metodo didattico
>> alternativo che porti risultati altrettanto buoni.
>
> E' ovvio che non c'è. Gli innovatori radicali non si
> chiedono mai perché la tradizione contro cui si scagliano
> sia appunto una tradizione. Sui grandi numeri e il lungo
> arco temporale qualsiasi "sistema" sta sempre sulla
> posizione di massima resa perché per pressione selettiva
> le cavolate non durano. Certamente possono volerci 10-15
> anni per autocompensare un errore macroscopico ma appunto,
> su un lungo arco di tempo questo avviene e almeno le
> castronerie giganti non durano.
>
> Ergo, se si fa il solfeggio parlato c'è di sicuro il buon
> motivo che funziona.

non posso che convenirne

{PM}

unread,
Jan 20, 2016, 6:07:37 PM1/20/16
to
"etwas langsamer" ha scritto nel messaggio
news:n7okvo$1en0$6...@gioia.aioe.org...


> ma di solfeggio neanche l'ombra

Meno male, non sono solo io, allora; stavo
cominciando a preoccuparmi perché non
ne trovavo... ^__^

carletto

unread,
Jan 20, 2016, 6:30:34 PM1/20/16
to

"Teomondo" <teo....@scrofalo.it> ha scritto

> cosa intendi per solfeggio ritmico ?

Tutto il "solfeggio" che non e' parlato. E' la lettura ritmica svincolata
dalla "chiamata a voce" delle note.
Ovvero che elimina un dato semantico superfluo (dannoso: distrae e assorbe
energie e concentrazione),
il nome-della-nota-scandito-a-tempo-ad-alta-voce, che non serve a nessuno,
musicalmente parlando.... ooops... suonando.
La musica, essendo fatta di suoni, si *suona*, al limite si canta, cioe' si
*suona* con la voce.
Mica si parla. Questo nei paesi dove si insegna prima di tutto a suonare.
Dove invece si insegna (e si aspira...) ad insegnare, anzi, a fare gli
insegnanti, piu' che a suonare, puo' capitare che resistano certe
"tradizioni"...

> tu sai suonare uno strumento ?

Si, piu' di uno. Ma non credo sia importante ai fini del discorso.

> e non hai mai fatto solfeggio parlato ?

Certo che si'. Percio' ti dico, col senno di poi, che e' un abominio
antimusicale.

Adesso rispondi tu alla domanda che ti ho fatto, e che hai tagliato via....

carletto


aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 6:43:50 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 23:03:10 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
> > Rimango però veramente curioso (la cosa mi interessa
> > davvero molto) su quale sia il metodo didattico
> > alternativo che porti risultati altrettanto buoni.
>
> E' ovvio che non c'è.

ROTFL

Archaeopteryx

unread,
Jan 20, 2016, 6:52:27 PM1/20/16
to
>
> ROTFL
>

come diceva il saggio? Risus abundat eccetera... :D

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 7:18:13 PM1/20/16
to
carletto <sp...@stogaz.it> wrote:
>
> "Teomondo" <teo....@scrofalo.it> ha scritto
>
>> cosa intendi per solfeggio ritmico ?
>
> Tutto il "solfeggio" che non e' parlato. E' la lettura ritmica svincolata
> dalla "chiamata a voce" delle note.
> Ovvero che elimina un dato semantico superfluo (dannoso: distrae e assorbe
> energie e concentrazione),
> il nome-della-nota-scandito-a-tempo-ad-alta-voce, che non serve a nessuno,
> musicalmente parlando.... ooops... suonando.
> La musica, essendo fatta di suoni, si *suona*, al limite si canta, cioe' si
> *suona* con la voce.
> Mica si parla. Questo nei paesi dove si insegna prima di tutto a suonare.
> Dove invece si insegna (e si aspira...) ad insegnare, anzi, a fare gli
> insegnanti, piu' che a suonare, puo' capitare che resistano certe
> "tradizioni"...
>
>> tu sai suonare uno strumento ?
>
> Si, piu' di uno. Ma non credo sia importante ai fini del discorso.

È importante ai fini della domanda successiva

>> e non hai mai fatto solfeggio parlato ?
>
> Certo che si'. Percio' ti dico, col senno di poi, che e' un abominio
> antimusicale.

Allora visto che sai suonare , e presumo bene, non capisco come fai a non
riconoscerne l'utilità

Ma ripeto , tu mi parli di sistemi esteri e non me li citi , sono io per
primo che ho chiesto di mostrarmi questi famosi metodi "di paesi esteri"
che non prevedono il solfeggio parlato . Non dubito che esistano e anzi mi
interessano molto , ma citami almeno una pubblicazione/libro didattico in
cui si spieghi chiaramente cosa si fa nei primi mesi di lezione ad un
alunno che parte da zero.

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 7:23:29 PM1/20/16
to
Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 12:32:22 UTC+1, lzy ha scritto:
>
> Dice il DEUMM (non ho trovato storie attendibili sul web): 1772 Solfèges d'Italie contenenti esercizi di AS e combricola.
>
> Ma rimane oscuro se fossero parlati o cantati. Si direbbe parlati dato che segue una contrapposizione con il "cantato" da parte di tal F. Tosi espressa in Opinioni de' Cantori (1723).
>
> Dunque la diatriba è vecchia assai.


Ho riletto la voce. Avevo frainteso. Cioè fin dal 1723 il Tosi (cit) prescrive l'utilità dei solfeggi cantati. Pratica che immaginiamo continui nel tempo, specialmente in campo di musica vocale.
Solfèges d'Italie è degli anni di Mozart:
http://imslp.org/wiki/Solf%C3%A8ges_d'Italie_(Various)
Di fine settecento sono i Solfèges du Conservatoire (Cherubini), da quel che vedo, ancora per voce, in tutte le chiavi e in tutte le tonalità.

Dunque nessuna diatriba. Questa credo sia recente. Come sicuramente sarà più recente l'introduzione del "parlato", probabilmente in sostituzione del più difficile cantato, ipotizzo in ambito forse più dilettantistico? (da notare anche che i solfeggi del Pozzoli sono sulla doppia chiave basso+violino) La prima volta che lessi qualcosa di critico contro il solfeggio parlato fu nel metodo di Bettinelli nei primi anni ottanta del secolo scorso.

Qui forse si trovano notizie più dettagliate:
Atti del XIV congresso della Società internazionale di musicologia

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 7:33:58 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 01:23:29 UTC+1, lzy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 12:32:22 UTC+1, lzy ha scritto:
> >
> >
>
> Dunque nessuna diatriba.

Appunto.

> Questa credo sia recente. Come sicuramente sarà più recente l'introduzione del "parlato", probabilmente in sostituzione del più difficile cantato, ipotizzo in ambito forse più dilettantistico?

Non saprei chi ha introdotto questa pratica folle, e mi piacerebbe saperlo a titolo di fioca curiosità. Credo che sia un'evacuazione novecentesca. Ma non è che lo studio del trattato di R. Korsakov sia meglio eh (senza nulla togliere alla grandezza del compositore, anche come orchestratore). Per non parlare di quello dell'"armonia tonale".

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 7:35:17 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 00:07:37 UTC+1, {PM} ha scritto:
> "etwas langsamer" ha scritto nel messaggio
> > ma di solfeggio neanche l'ombra
>
> Meno male, non sono solo io, allora; stavo
> cominciando a preoccuparmi perché non
> ne trovavo... ^__^


No. Qualcosa c'è ma è evidente che il nome dell'associazione sia una metafora per tutto ciò che nella didattica musicale fa cacare; non a caso però è stata scelta proprio la perla nera della didattica teorico-pratica
http://www.aasp.it/interventi_folder/teoriadellamusica.html

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 7:38:44 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 01:23:29 UTC+1, lzy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 20 gennaio 2016 12:32:22 UTC+1, lzy ha scritto:
> >
> > Dice il DEUMM (non ho trovato storie attendibili sul web): 1772 Solfèges d'Italie contenenti esercizi di AS e combricola.
> >

Solfèges d'Italie avec la basse chiffrée composés par Leo, Durante, Scarlatti, Hasse, Porpora, Mazzoni, Caffaro, David Perez &c., dédiés a messeigneurs les premiers gentils hommes de la chambre du Roi, et recueillis par les Srs. Levesque & Bêche, ordinaires de la musique de Sa Majesté
Leo, Leonardo-1694-1744-
Durante, Francesco-1684-1755-
Scarlatti, Alessandro-1660-1725-
Hasse, Johann Adolf-1699-1783-
Porpora, Nicola-1686-1768-
Mazzoni, Antonio-1717-1785-
Cafaro, Pasquale-1716?-1787-
Perez, Davide-1711-1778-
Ottani, Bernardo-1736-1827-
Latilla, Gaetano-1711-1788-
Levesque, Peter-ca. 1759-1781-
Bêche, Jean Louis-n. 1731-

Ditemi voi se l'importanza della scuola napoletana non è CENTRALE per l'Europa del '700...

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 7:50:17 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 01:33:58 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
Ma non è che lo studio del trattato di R. Korsakov sia meglio eh (senza nulla togliere alla grandezza del compositore, anche come orchestratore). Per non parlare di quello dell'"armonia tonale".

ih ih ih, me l'avevano consigliato da piccolo... ce l'ho ancora; cmq Igor è venuto su bene, come si spiega ciò?

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 7:54:57 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 01:50:17 UTC+1, lzy ha scritto:
>
> cmq Igor è venuto su bene, come si spiega ciò?

??
Evidentemente NRK fu un bravo insegnante, a cui si aggiunse il talento di Stravinskji. Non capisco la domanda.

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 7:55:21 PM1/20/16
to
copia&incolla
vecchie cose sempre attuali
Il giorno giovedì 12 maggio 2011 21:46:32 UTC+2, Andrea Katic ha scritto:
> John The Petru ha detto questo giovedì :
> > luziferszorn expressed precisely :
> >> tutta merda di vacca; perfettamente inutile
> >
> > Si?
> > Sento spesso gente dire che il solfeggio è inutile, ma perchè?
>
> In questo saggio di Carlo Delfrati c'è la risposta:
> http://www.vidapertini.it/musica/Downloads/Delfrati.pdf
> (è un po' lungo ma vale la pena leggerlo tutto)

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 7:56:29 PM1/20/16
to
Anche Verdi Puccini Michelangeli e Pollini, nonostante il solfeggio parlato
all'italiana sono venuti su bene...

Pensa se avessero potuto formarsi , che so , in Svezia o in Bulgaria, cosa
sarebbero diventati....

:-D

carletto

unread,
Jan 20, 2016, 7:59:23 PM1/20/16
to

"Teomondo" teom...@scrofalo.it ha scritto

> Allora visto che sai suonare , e presumo bene, non capisco come fai a non
> riconoscerne l'utilità

Non solo lo ritengo inutile, ma addirittura dannoso, per varie ragioni.

> Ma ripeto , tu mi parli di sistemi esteri e non me li citi , sono io per
> primo che ho chiesto di mostrarmi questi famosi metodi "di paesi esteri"
> che non prevedono il solfeggio parlato . Non dubito che esistano e anzi mi
> interessano molto , ma citami almeno una pubblicazione/libro didattico in
> cui si spieghi chiaramente cosa si fa nei primi mesi di lezione ad un
> alunno che parte da zero.

In parole povere, si studia in modo *funzionale*, non solo il solfeggio.
Funzionale al suonare, ovvio, mica al parlare...
Goitre, Delfrati, Dalcroze, Kodaly, Orff, Hindemith, Willems.
C'e' una letteratura sterminata, di illustri autori, musicisti e didatti.
Hai solo l'imbrarazzo della scelta.

carletto


aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 7:59:48 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 01:56:29 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> lzy <pan2...@gmail.com> wrote:
> > Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 01:33:58 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> > Ma non è che lo studio del trattato di R. Korsakov sia meglio eh (senza
> > nulla togliere alla grandezza del compositore, anche come orchestratore).
> > Per non parlare di quello dell'"armonia tonale".
> >
> > ih ih ih, me l'avevano consigliato da piccolo... ce l'ho ancora; cmq Igor
> > è venuto su bene, come si spiega ciò?
> >
>
> Anche Verdi Puccini Michelangeli e Pollini, nonostante il solfeggio parlato
> all'italiana sono venuti su bene...
>

Verdi e Puccini studiarono il solfeggio parlato??? E da cosa ti risulta???

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 8:07:53 PM1/20/16
to

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 8:09:07 PM1/20/16
to
No ? Mi dici una novità. Con che metodo studiarono ?

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 8:24:48 PM1/20/16
to
Verdi studiò con Vincenzo Lavigna sui partimenti di Fenaroli e per forza di cose sui solfeggi napoletani, come quelli indicati da lz, che "parlati" proprio non sono. Per quanto riguarda Puccini, per affermare che studiò "solfeggi parlati" dovresti dimostrare che questa pratica fosse in uso nel conservatorio di Milano già nella seconda metà dell'800. Cosa che non potrai mai fare.
In ogni caso proprio non ho idea di chi abbia introdotto nei conservatori questa aberrazione; ho il sospetto che sia una roba della seconda metà del '900 ma più non so dire e, del resto, è un argomento così ottuso che secondo me non vale nessuna pena...

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 8:27:28 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 02:07:53 UTC+1, lzy ha scritto:
> http://www.giorgiosignorile.it/public/download/insegnamento%20del%20solfeggio-Delfrati.pdf

pagine 10 e 13...

cito in particolare (dunqeu una diatriba c'era, ricordavo forse...)
<< 11. La nascita del solfeggio parlato
Un'altra conseguenza del passaggio dal solfeggio relativo a quello assoluto è la fondazione
del solfeggio parlato, che diventerà nel tardo Ottocento una vera e propria
istituzione didattica. I suoi precedenti erano... innocui. Vanno indietro nei secoli.
Cos' suggeriva Michel Pinolet de Monteclair nei suoi Principes de la musique, del
1735: "Il solo studio che si può assegnare a un principiante è quello di imparare
a dire i nomi delle sillabe senza cantare, sicché l'allievo possa essere sicuro del nome
delle note". >>

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 8:34:30 PM1/20/16
to
Come dice il link di lzy , pare che la pratica sia stata introdotta a fine
ottocento , quindi forse Puccini potrebbe essere incorso nei famigerati
solfeggi parlati.

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 8:34:31 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 02:24:48 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> In ogni caso proprio non ho idea di chi abbia introdotto nei conservatori questa aberrazione; ho il sospetto che sia una roba della seconda metà del '900


Esagerato. Il Pozzoli (metodo) è di fine ottocento (Milano).

carletto

unread,
Jan 20, 2016, 8:40:22 PM1/20/16
to

"Archaeopteryx" <cor.bonukFANCULOSPAM@libero_NOMAIL_.it> ha scritto

> Ergo, se si fa il solfeggio parlato c'è di sicuro il buon
> motivo che funziona.

Eccerto un sillogismo ineccepibile, e universalmente valido...
Mi ricorda la storia delle mosche.
Il buon motivo, a mio parere, e' che si fa il solfeggio parlato, solo per
superare l'esame di solfeggio.
Un sistema circolare e autoreferenziale, come spesso e' la didattica
italiana.
Poi ti vedi fior di diplomati che non sanno intonare, ne' riconoscere, manco
una terza maggiore. O trascrivere (e soprattutto capire) una figurazione
ritmica appena un po' meno usuale.
Siccome nella vita, non potendo, in queste condizioni, fare i musicisti, non
possono fare altro che gli insegnanti, cosa insegneranno mai? Ma il
solfeggio, of course. Ecco.

carletto


lzy

unread,
Jan 20, 2016, 8:40:54 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 01:23:29 UTC+1, lzy ha scritto:
>
> Dunque nessuna diatriba. Questa credo sia recente. Come sicuramente sarà più recente l'introduzione del "parlato", probabilmente in sostituzione del più difficile cantato, ipotizzo in ambito forse più dilettantistico?

Sempre Delfrati
<<Escogitato come propedeutico al canto, il solfeggio parlato finisce con l'invadere
le aule scolastiche, sempre all'insegna della "facilitazione" (in clima di solfeggio
relativo, il parlato non avrebbe potuto attecchire, per il doppio sforzo di dover cogliere
sia l'impianto tonale, quindi nominare differentemente la stessa nota, sia il
ritmo). A furia di facilitare la lettura vocale del pentagramma, si trova il sistema
di renderla praticabile anche a quegli allievi che non arrivano (col sistema dell' "arràngiati")
a costruirsi un quadro mentale delle funzioni tonali. Anzi, anche agli allievi
"stonati": "Non sai cantare la nota? Ebbene, pàrlala!,, ("tanto, a che serve
saper intonare, per schiacciare un tasto?", come diceva il capo d'istituto menzionato).
Questo sistema di "lettura per sordi" (per "strumentisti-sordi"!) sarà ignorato fuori
di Francia e dei Paesi latini.>>

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 8:48:09 PM1/20/16
to
La tradizione musicale italiana, didattica compresa, è fra le migliori del
mondo e non ha prodotto solo altri insegnanti ma eccellenti musicisti che
non ti elenco per ragioni di tempo...

:-D

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 20, 2016, 8:48:54 PM1/20/16
to
Dove l'hai letta 'sta cosa?
Googlando vedo che è del 1927 (io pensavo fosse del dopoguerra, ma non siamo molto lontani)

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 8:53:11 PM1/20/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 02:40:22 UTC+1, carletto ha scritto:

> Siccome nella vita, non potendo, in queste condizioni, fare i musicisti, non
> possono fare altro che gli insegnanti, cosa insegneranno mai? Ma il
> solfeggio, of course. Ecco.
>


Vale la stessa cosa con gli insegnanti piano cresciuti a Hanon, Czerny e scale. Solo che qui la nemesi è lontana. Cazzi vostri. Io sono un dilettante e faccio quel che mi pare.

passo e chiudo

lzy

unread,
Jan 20, 2016, 8:59:35 PM1/20/16
to
del 27 sarà l'ultimo fascicolo di solfeggi, quello ovviamente pubblicato dopo il Sacre :-) il primo mi pare sia di fine ottocento o primissimi del nove; vado a memoria; guarda su ICCU, potrebbe uscire qualche prima edizione.

carletto

unread,
Jan 20, 2016, 9:05:01 PM1/20/16
to

"lzy" <pan2...@gmail.com> ha scritto

> Esagerato. Il Pozzoli (metodo) è di fine ottocento (Milano).

Invece il Pozzoli (Ettore) e' del 1873. Un po' difficile che abbia sfornato
il suo bestseller da teenager...

carletto


carletto

unread,
Jan 20, 2016, 9:07:30 PM1/20/16
to

"Teomondo" <teom...@scrofalo.it> ha scritto

> La tradizione musicale italiana, didattica compresa, è fra le migliori
> del
> mondo e non ha prodotto solo altri insegnanti ma eccellenti musicisti che
> non ti elenco per ragioni di tempo...

Indubbiamente merito del solfeggio parlato, non discuto.

carletto




lzy

unread,
Jan 20, 2016, 9:28:20 PM1/20/16
to
ricordavo 1898 invece è 1903-4-5 - poi nel 31 esce l'appendice che cerca di mettersi al passo con i tempi, dispari...

Teomondo

unread,
Jan 20, 2016, 9:43:05 PM1/20/16
to
carletto <sp...@stogaz.it> wrote:
>
> "Teomondo" <teom...@scrofalo.it> ha scritto
>
>> La tradizione musicale italiana, didattica compresa, и fra le migliori
>> del
>> mondo e non ha prodotto solo altri insegnanti ma eccellenti musicisti che
>> non ti elenco per ragioni di tempo...
>
> Indubbiamente merito del solfeggio parlato, non discuto.

Il solfeggio parlato ha dei pro e dei contro,

se imposto con troppo rigore in età giovanile
(magari da un insegnante di solfeggio un po' "nazista" ) provoca dei traumi
che si manifestano con un astio fortissimo
verso la materia anche dopo anni e anni
dalla somministrazione

:-)

Joe Gum

unread,
Jan 21, 2016, 5:42:19 AM1/21/16
to
lzy ha scritto:
> Io sono un dilettante e faccio quel che mi pare.
>
> passo e chiudo

ben detto boss!

Marco_F

unread,
Jan 21, 2016, 6:42:31 AM1/21/16
to
Quoto per intero Carletto.
Basta citare Goitre e Kodaly che ce n'è a sufficienza per buttare nel
cesso quel sistema barbaro del nostro solfeggio parlato e pure di quello
cantato.
Da qualche parte devo avere ancora questi di quando andavo alle elementari:
http://tinyurl.com/jne5o5r



Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 7:01:49 AM1/21/16
to
Ma per l'amor di Dio... Il Goitre , che ho fatto personalmente, è un ottimo
metodo per il solfeggio cantato , ma non potresti mai formare un ragazzino
solo su quello , dal punto di vista ritmico rimarrebbe un principiante....
prova a chiedere ad uno strumentista di essere preciso negli attacchi
e nella sua parte (o ancora peggio al direttore stesso), che so, nella
sagra della primavera dopo avere studiato solo sul Goitre ....

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 7:18:40 AM1/21/16
to
Il 21/01/16 02:42, carletto ha scritto:
> "Archaeopteryx" <cor.bonukFANCULOSPAM@libero_NOMAIL_.it> ha scritto
>
>> Ergo, se si fa il solfeggio parlato c'è di sicuro il buon
>> motivo che funziona.
>
> Eccerto un sillogismo ineccepibile, e universalmente valido...
> Mi ricorda la storia delle mosche.

e tu stai dando delle mosche-mangia-m**da a tutte le generazioni
di musicisti italiani che in decenni si sono formati in quel modo,
e che, ripeto, non elenco per ragioni di spazio e di tempo ?

che il sistema sia migliorabile non lo dubito, che ci siano
insegnanti di solfeggio pedanti che traumatizzano gli studenti (che poi
da grandi sono ottimi musicisti ma non riconoscono il debito...) non lo
dubito , ma che diciate,
come ho letto altrove , che il sistema sia "tutto da buttare
nel cesso" senza proporre alternative valide...

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 7:43:22 AM1/21/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 13:01:49 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> Ma per l'amor di Dio... Il Goitre , che ho fatto personalmente, è un ottimo
> metodo per il solfeggio cantato , ma non potresti mai formare un ragazzino
> solo su quello


Ok. Io ho cominciato da un lato con il Pozzoli primo volume (che, ribadisco, è del 1903), dall'altro con gli esercizi di Orff e Kodaly per il canto: il mio insegnate era fissato e avrebbe voluto anche farci esercitare direttamente sul repertorio, solo che al tempo i mezzi era limitati non solo a fotocopie recuperate con difficoltà, ma trascrizione delle parti - da partitura - funzionali ad una pratica di solfeggio cantato avanzato; per problemi di tempo e logistici (la prima biblioteca utile era 120chilometri di distanza) di questo bel progetto non se ne fece mai nulla. Io ero grande e capivo le ragioni; a quelli del corso che avevano meno di 15 anni non fregava ovviamente una fava di musica. Figuriamoci di metodi.

Io superai l'esame di Teo&Solfa a MI nei primi ottanta, parecchio grande rispetto la media dei candidati, dopo due anni scarsi di esercizio. Ma come ho già detto in una precedente occasione, in seguito mi accorsi di non avere alcuna preparazione attendibile dal punto di vista della lettura "ritmica".

I famigerati solfeggi in chiave di sol, quelli zeppi di difficoltà ritmiche e metriche non preparavano in alcuna maniera alla lettura musicale del repertorio. E non perché questo fosse più difficile...

Seriamente. Hai letto quello che scrive il Delfrati? Vuoi contestare? Copia e incolla e contesta. A me sta bene. Ma cerchiamo di non fare finta di nulla sulle pecche del nostro insegnamento musicale, altrimenti tra altri dieci anni saremo qui a raccontarci le stesse cose.

Archaeopteryx

unread,
Jan 21, 2016, 7:46:36 AM1/21/16
to
>> Ergo, se si fa il solfeggio parlato c'è di sicuro il
>> buon motivo che funziona.
>
> Eccerto un sillogismo ineccepibile, e universalmente
> valido...

Sei troppo buono, ben che vada potrebbe essere una
tautologia :)


> Poi ti vedi fior di diplomati che non sanno intonare,
> ne' riconoscere, manco una terza maggiore. O
> trascrivere (e soprattutto capire) una figurazione
> ritmica appena un po' meno usuale. Siccome nella vita,
> non potendo, in queste condizioni, fare i musicisti,
> non possono fare altro che gli insegnanti, cosa
> insegneranno mai? Ma il solfeggio, of course. Ecco.

C'è sicuramente del vero in tutto questo, anche se non
essendo del ramo non so in che misura. Ricordo che si era
"energicamente incoraggiati" a prendere qualche lezione da
qualche titolare di cattedra prima di presentarsi
all'esame con il medesimo e il fenomeno che dici lo
ritengo in qualche misura reale.

Ma penso così a buon (spero) senso, che gli argomenti
addotti da altri reggano: alla fine, funziona ed è utile.
Non ci piove che le impostazioni didattiche sarebbero da
riformare e tanto per cambiare nel senso di guardare al
senso pratico dei paesi anglosassoni. Nessuno mi
convincerà che le assurde difficoltà di certi corsi
avanzati siano concretamente utili (ma mi sono ricreduto
con una cadenza di Berio che ha una struttura ritmica
davvero difficile e se fossi stato uno strumentista
sarebbe potuta capitarmi da eseguire) ma penso anche che
se fosse davvero completamente inutile non si farebbe più
il solfeggio parlato.

Son sempre pronto a cambiare idea con dati di fatto, e non
è una sfida, intendo l'affermazione nel senso più neutro
possibile.


--
- mi legga le carte
- sua suocera avrà un incidente stradale mortale
- questo lo so, voglio sapere se la polizia
mi scoprirà

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 7:56:05 AM1/21/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 13:46:36 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
> Nessuno mi
> convincerà che le assurde difficoltà di certi corsi
> avanzati siano concretamente utili (ma mi sono ricreduto
> con una cadenza di Berio che ha una struttura ritmica
> davvero difficile e se fossi stato uno strumentista
> sarebbe potuta capitarmi da eseguire) ma penso anche che
> se fosse davvero completamente inutile non si farebbe più
> il solfeggio parlato.
>


In realtà la verità è un'altra. Chi ha talento se ne sottrae, prima o poi. Chi ne ha poco o non ne ha subisce quella specie di tortura della preparazione al solfeggio parlato in chiave di violino con le astruserie varie in ambito metrico e ritmico (o almeno era così negli anni ottanta).

Che il repertorio sia più difficile è vero. Ma il verovero è che i solfeggi difficili non aiutano. Chi ha talento li sopporta, ma trova altri mezzi per andare oltre. Questa ovviamente non è didattica.

carletto

unread,
Jan 21, 2016, 8:00:52 AM1/21/16
to

"Teomondo" <teo....@scrofalo.it> ha scritto

> e tu stai dando delle mosche-mangia-m**da a tutte le generazioni
> di musicisti italiani che in decenni si sono formati in quel modo,
> e che, ripeto, non elenco per ragioni di spazio e di tempo ?

Altro sillogismo, che definire gratuito (oltre che improprio) e' un
eufemismo.

> che il sistema sia migliorabile non lo dubito, che ci siano
> insegnanti di solfeggio pedanti che traumatizzano gli studenti (che poi da
> grandi sono ottimi musicisti ma non riconoscono il debito...) non lo
> dubito , ma che diciate,
> come ho letto altrove , che il sistema sia "tutto da buttare
> nel cesso"

Non e' "tutto da buttare nel cesso" (non l'ho mai detto).
E' ampiamente migliorabile, e questo e' umano e normale.
Che non ci sia la volonta' "politica" di farlo, invece, e' diabolico e
anormale.

> senza proporre alternative valide...

Ce ne sono tante, incluse quelle che ti ho elencato.
Ripeto, basta guardare all'estero.

carletto


Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 8:01:14 AM1/21/16
to
Il 21/01/16 13:43, lzy ha scritto:

> Ma cerchiamo di non fare finta di nulla sulle pecche del nostro
insegnamento musicale,

ti spiego la differenza : noi siamo perfettamente convinti che il
sistema così com'è abbia delle pecche e sia perfettibile, sono anche
d'accordo sul fatto che alcuni esercizi di solfeggio parlato
sono degli scioglilingua di dubbia utilità (sta all'intelligenza
dell'insegnante non essere troppo pedante e privilegiare metodi
e solfeggi utili e non insistere troppo su quelli di dubbia utilità)

voi invece sostenete , come ho letto altrove , che il sistema
"è tutto da buttare nel cesso" ... ecco : dopo quasi cento anni
che il sistema è adottato e ha formato generazioni di musicisti
italiani ritenuti fra i migliori del mondo che , ripeto, non sto
ad elencare per ragioni di tempo e spazio significa
semplicemente parlare a vanvera ed essere rimasti talmente
traumatizzati dall'insegnamento del solfeggio da bambini ,
da odiarlo per il resto della vita e sputare veleno con gli occhi
rossi verso chi ne sostenga, pur con tutti i limiti, l'utilità

è facile distruggere *a parole* un sistema collaudato da decenni,
avete in tasca la soluzione solo voi , a dispetto ripeto di tutti
gli insegnanti e musicisti che seguono la tradizione...


una bella utopia dove studiare musica è facile e tutti si vogliono
bene... :-)

a proposito.. lo sai perchè così tanti studenti orientali vengono
a studiare da noi ? perchè sono notoriamente masochisti

loro sostituiscono l'harakiri con il solfeggio parlato

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 8:20:47 AM1/21/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 14:01:14 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> voi invece sostenete , come ho letto altrove , che il sistema
> "è tutto da buttare nel cesso" ... ecco : dopo quasi cento anni
> che il sistema è adottato e ha formato generazioni di musicisti
> italiani ritenuti fra i migliori del mondo che , ripeto, non sto
> ad elencare per ragioni di tempo e spazio significa
> semplicemente parlare a vanvera ed essere rimasti talmente
> traumatizzati dall'insegnamento del solfeggio da bambini ,
> da odiarlo per il resto della vita e sputare veleno con gli occhi
> rossi verso chi ne sostenga, pur con tutti i limiti, l'utilità
>


Come ho già detto, sotto accusa è SOLO il SOLFEGGIO PARLATO che obbliga alla lettura delle note DOREMIFAetc in contesti ritmici sostanzialmente impronunciabili. Quando invece sono pronunciabili vanno a sostituirsi per comodità alla più utile pratica del SOLFEGGIO CANTATO.

I musicisti - che ho visto al lavoro - non solfeggiano "parlando", in genere fischiettano, canticchiano, si aiutano con la memoria delle posizioni sugli strumenti, etc... Quando vedi un rigo musicale, e sei musicista, istintivamente ti canti quello che vedi, o comunque ci provi... Dubito che Abbado o Pollini vedendo un rigo con un tema di Berio, lo solfeggiassero parlando!

Scusa, eh, ma tu solfeggi parlando i temi musicali che non conosci o li pensi/reciti direttamente in altezze intonate???

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 8:34:24 AM1/21/16
to
Il 21/01/16 14:20, lzy ha scritto:
> Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 14:01:14 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>
>> voi invece sostenete , come ho letto altrove , che il sistema
>> "è tutto da buttare nel cesso" ... ecco : dopo quasi cento anni
>> che il sistema è adottato e ha formato generazioni di musicisti
>> italiani ritenuti fra i migliori del mondo che , ripeto, non sto
>> ad elencare per ragioni di tempo e spazio significa
>> semplicemente parlare a vanvera ed essere rimasti talmente
>> traumatizzati dall'insegnamento del solfeggio da bambini ,
>> da odiarlo per il resto della vita e sputare veleno con gli occhi
>> rossi verso chi ne sostenga, pur con tutti i limiti, l'utilità
>>
>
>
> Come ho già detto, sotto accusa è SOLO il SOLFEGGIO PARLATO che obbliga alla lettura delle note

> DOREMIFAetc in contesti ritmici sostanzialmente impronunciabili.

solfeggiare cantando , per un principiante, è più difficile
perchè oltre al parametro ritmo deve tenere conto dell'altezza
, cosa che si impara dopo almeno un anno di pratica

infatti , come ripeto per l'ennesima volta, il parlato
è un cantato con un parametro in meno, un esercizion *propedeutico*


>
> I musicisti - che ho visto al lavoro - non solfeggiano "parlando",

in genere fischiettano, canticchiano, si aiutano con la memoria delle
posizioni sugli strumenti, etc...

e qui ti sbagli , si vedono spessissimo orchestrali in prova che
solfeggiano parlando per avere chiaro il ritmo di un passo
o il momento esatto di un'entrata


Quando vedi un rigo musicale, e sei musicista, istintivamente ti canti
quello che vedi, o comunque ci provi...

Dubito che Abbado o Pollini vedendo un rigo con un tema di Berio, lo
solfeggiassero parlando!

anche qui esempio sbagliato, proprio perchè specie nella contemporanea
ci sono delle parti letteralmente ed assolutamente non-cantabili
non fosse altro che per l'estensione limitata della voce

se poi ci riescono è perchè sono musicisti di grande esperienza

il solfeggio parlato è un esercizio *propedeutico* , *per iniziare con
un solo parametro, quello ritmico*,
non il risultato finale della didattica del solfeggio

proprio nella contemporanea risulta sommamente di aiuto il parlato
anche per l'altissima difficoltà ritmica (a volte al limite
dell'assurdità) del repertorio



> Scusa, eh, ma tu solfeggi parlando i temi musicali che non conosci o li pensi/reciti direttamente in altezze intonate???

nella contemporanea non mi sognerei mai di tentare di cantare quello
che vedo scritto , tu per leggere l'inizio della seconda di Boulez ti
metteresti a cantarla ? .... :-D naaaaaaaa

ripeto se c'è un ramo del repertorio in cui il solfeggio
parlato risulta non solo utile ma direi indispensabile
è proprio quello contemporaneo, dove la 'melodia'
ha una difficoltà insormontabile per il cantato
e la complessità ritmica si fa difficile fino all'assurdo

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 1:37:46 PM1/21/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 14:34:24 UTC+1, Teomondo ha scritto:

>
> nella contemporanea non mi sognerei mai di tentare di cantare quello
> che vedo scritto , tu per leggere l'inizio della seconda di Boulez ti
> metteresti a cantarla ? .... :-D naaaaaaaa
>

Provo a spiegarmi in altra maniera. Che diavolo me ne frega di nominare le note SENZA INTONARLE? So in mente mia che in chiave di sol sul primo rigo c'è un Mi e nell'ultimo spazio c'è un mi all'ottava sopra. Se intono i due Mi traggo almeno il beneficio della percezione reale, e non solo mentale, dell'intervallo d'ottava.

Certo che con un esempio del genere...
https://www.youtube.com/watch?v=HXJWHG_6KAI

e' impossibile cantare per due motivi fondamentali: rapidità del movimento e difficoltà dell'intonazione.

Ora se rallenti il tempo del 70% canti Re-La (quinta ascendente) e Re#-Sol# (quarta ascendente), il ritmo è semplice, terzina di semicrome e ottavo, dunque ReLaRe#-Sol# : il problema è che la quarta è un'ottava sotto. Però per farti una idea la puoi sentire un semitono sopra. Segue una quartina di semicrome...

Chiaro che è un inferno, da cantare, imho dovresti continuare a operare trasporti di ottava, fischiettare invece che nominare le note e fare una sintesi ottenendo una traccia melodica.

Parlato? Ma siamo masochisti allora. Se voglio sentire il ritmo di quelle prime battute batto una mano, tanburello con le dita, al limite riproduco il classico TatataTa o ParapaTa TatatataTUm cioè fonemi che riproducono la percussione. Se diamo l'esempio a un percussionista ce lo batte al tempo giusto con le mani o un paio di bacchette, e e è bravo va avanti fino alla fine.

Questo è solfeggio ritmico utile. Infatti senti il vero ritmo. Se poi sei un genio ci aggiungi pure le altezze in mente tua... chiaramente impossibile riprodurre a voce 'sta roba, se non per sommi capi o frammenti.

Prendiamo l'inizio del Pierrot Lunaire che è più facile e cantabilissimo:
http://s2.imslp.org/images/thumb/pdfs/c8/e962874cd612dba24c3988ebd68226070f58e305.png

lo possiamo cantare (il primo inciso del pianoforte) nominando le note, ok, ma lo possiamo cantare anche facendo tatata o fischiettando: di certo l'intonazione è più facile fisciettando.

Solfeggio parlato? Maddai!

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 3:16:46 PM1/21/16
to
Il 21/01/16 19:37, lzy ha scritto:

> Se voglio sentire il ritmo di quelle prime battute batto una mano, tanburello con le dita, al limite riproduco il classico TatataTa
> ParapaTa TatatataTUm cioè fonemi che riproducono la percussione.
> Se diamo l'esempio a un percussionista ce lo batte al tempo giusto con le mani o un paio di bacchette, e e è bravo va avanti fino alla fine.
> Questo è solfeggio ritmico utile. Infatti senti il vero ritmo.

allora , riassumendo, l'unica alternativa che ritengo
valida come *proposta* per cambiare il modo di apprendere
il solfeggio è quella che dici tu qui sopra,

ovvero fare, da una parte solfeggio ritmico con una sola sillaba
con un rigo da percussionista

dall'altra iniziare subito a cantare con melodie ultra facili
che non abbiano un'escursione intervallare maggiore di una terza,
poi via via più difficile

mi pare una proposta sensata

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 21, 2016, 3:20:04 PM1/21/16
to
Ed è servito un thread intero per arrivare ad una simile ovvietà.

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 3:27:16 PM1/21/16
to
Il 21/01/16 21:20, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
Pensa quanti anni ci vorranno per applicarlo in concreto,

ammesso che si voglia provare.

Non sono peraltro sicuro che produca

risultati eccellenti come il metodo tradizionale, se dovessi

consigliare qualcuno in merito non gli consiglierei di fare da cavia..

:-)

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 5:35:03 PM1/21/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 21:16:46 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> ovvero fare, da una parte solfeggio ritmico con una sola sillaba
> con un rigo da percussionista
>

Che è quello che pre-scriveva il Bettinelli (cit nel vecchio thread del 2009) in opposizione agli sterili esercizi scioglilingua (la prova d'esame in chiave di violino ndr) di Pozzoli, Ciriaco, Rosa, Pedron, Lazzari, Poltronieri, Gentilucci e vattelapesca (il più vecchio metodo che conosco è del 1898, poi arriva il Pozzoli, poi gli altri).

Bettinelli era già vecchio negli anni ottanta, ed era stato maestro di illustri maestri. Ma alla fine si adeguò al sistema, e pur criticandolo, diede anche lui il suo bel contributo di solfeggi parlati manoscritti, per la prova d'esame. Ricordo, appunto, di essermi allora chiesto "ma se scrive che è inutile perché ne pubblica pure lui"?

La risposta da psicosi didattica la dava lui stesso: "serve sempre materiale nuovo su cui esercitarsi" (!?!).

Il vero vero è che oggi dovrebbe essere facile accettare la sovversione di un sistema didattico, o forse proprio scolastico (da qui quel simpatico sito linkato da egmont sopra). Nello scritto del Delfrati, che immagino tu non abbia letto, si tratteggia storicamente, il famigerato percorso che ha portato, soprattutto noi italiani, a infognarci nel parlato.

Allora lo buttiamo nel cesso o no, il solfeggio parlato?


lzy

unread,
Jan 21, 2016, 5:45:20 PM1/21/16
to
Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 21:27:16 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> Non sono peraltro sicuro che produca
> risultati eccellenti come il metodo tradizionale


Domanda insolente. Ma tu leggi a prima vista solo il repertorio classico romantico o anche, per dire, da BB a SS, ossia l'alfa e l'omega del pianismo novecentesco?

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 6:03:04 PM1/21/16
to
Il 21/01/16 23:45, lzy ha scritto:
lo dico senza alcuna modestia:
ho una lettura a prima vista superiore alla media,
ma non è merito mio : è , per un po' talento naturale, e per
un po' di una scuola abbastanza rigorosa fin da piccolo
e per il fatto che, sempre da molto giovane, amavo leggere
al pianoforte gli spartiti, e ne ho letti a prima vista
(senza studiarli approfonditamente ovviamente) veramente tanti


leggo tutto ciò che è scritto con la scrittura tradizionale
fino ad oggi abbastanza celermente, questo mi aiuta molto
nel repertorio moderno che tuttavia , ovviamente, anche per me
è più complesso di quello classico e romantico.



perchè?

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 6:17:17 PM1/21/16
to
Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 00:03:04 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
>
> perchè?
>


Perché immagino che uno strumentista d'orchestra rischi di trovarsi molto più frequentemente a contatto con figurazioni ritmiche complesse---

Bisognerebbe parlare con chi suona in orchestra ed è giovane. Quando arriva una partitura complessa come ci si comporta? Quale grado di preparazione viene richiesta ai giovani orchestrali oggi?

Ogni tanto ne incontro qualcuna in metrò, e ho sempre la tentazione di intervistarla per IAMC :-)

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 6:21:38 PM1/21/16
to
Il 22/01/16 00:17, lzy ha scritto:
> Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 00:03:04 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>
>>
>> perchè?
>>
>
>
> Perché immagino che uno strumentista d'orchestra rischi di trovarsi

> molto più frequentemente a contatto con figurazioni ritmiche complesse

beh non so se più o meno di frequente,

comunque non invidio alcuni strumentisti alle prese col Sacre...

:-)

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 6:42:01 PM1/21/16
to
Il 21/01/16 23:35, lzy ha scritto:


> Bettinelli Ma alla fine si adeguò al sistema,

> e pur criticandolo, diede anche lui il suo bel contributo di solfeggi parlati manoscritti, per la prova d'esame.

Fra l'altro difficili ma utilissimi.

Se acquisii una discreta dimestichezza nel cantato lo devo a quel libro


> Ricordo, appunto, di essermi allora chiesto "ma se scrive che è inutile perché ne pubblica pure lui"?

Perchè non era uno stupido , e pur avendo proposto una revisione del
metodo sapeva che non si può cambiare dall'oggi al domani una tradizione
di quasi un secolo che pur con tutte le sue pecche
e se vogliamo assurdità , aveva però assicurato a lui stesso
e ai suoi allievi (Abbado, Muti, Pollini e tanti altri)
un'eccellente preparazione.

Sovvertire una tradizione così consolidata non è facile
come scrivere su un ng... bisognerebbe avviare delle sperimentazioni
ed attendere minimo venti o trent'anni , ovvero che i
relativi allievi siano diventati (o non diventati)
dei professionisti, e solo allora si potrebbe fare un confronto

ma a qualcuno piace fare il grosso e dire : no, negli ultimi
100 anni avete sbagliato tutto , lo so io come si deve fare....

:-D

un'alternativa potrebbe essere trapiantare
un insegnante di un conservatorio straniero in cui si opera
diversamente, serio
e con esperienza, e vedere se si riesce ad innestare
questo metodo da noi, ma , ripeto, un conto è fantasticare
di cambiare tutto un conto realizzarlo nella pratica quotidiana...

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 7:08:07 PM1/21/16
to
Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 00:42:01 UTC+1, Teomondo ha scritto:

> e ai suoi allievi (Abbado, Muti, Pollini e tanti altri)
> un'eccellente preparazione.
>


per dirla alla luziferzorn, la merda di vacca la puoi evitare se la vedi, altrimenti ci finisci dentro. Questo particolare tipo di merda di vacca è insidiosa perché la vedi solo se ai un talento sopra la media, gli altri, rimangono, apputo, immerdati.


> Sovvertire una tradizione così consolidata non è facile
> come scrivere su un ng...


Noto che da quando ho linkato un saggio di un noto studioso tu fai di tutto per evitarne l'impatto critico-didattico.

Occhio che finisci per ingarbugliarti su una settimina su 3/4 incastonati in un 11/8

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 7:12:37 PM1/21/16
to
Il 22/01/16 01:08, lzy ha scritto:

>> Sovvertire una tradizione così consolidata non è facile
>> come scrivere su un ng...
>
>
> Noto che da quando ho linkato un saggio di un noto studioso

> tu fai di tutto per evitarne l'impatto critico-didattico.

per favore mi ridai il link che in mezzo

a 'sto thread non riesco a ritrovarlo

lzy

unread,
Jan 21, 2016, 7:18:00 PM1/21/16
to
Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 01:12:37 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> a 'sto thread non riesco a ritrovarlo
>


http://www.giorgiosignorile.it/public/download/insegnamento%20del%20solfeggio-Delfrati.pdf

Teomondo

unread,
Jan 21, 2016, 7:44:20 PM1/21/16
to
Il 22/01/16 01:18, lzy ha scritto:
> Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 01:12:37 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>
>> a 'sto thread non riesco a ritrovarlo
>>
>
>
> http://www.giorgiosignorile.it/public/download/insegnamento%20del%20solfeggio-Delfrati.pdf
>

bene : il paragrafo 11 ci dice che il solfeggio parlato è nato nel 1735

e se ne criticano , giustamente e a ragion veduta le pecche ,

e poi ?.....

l'alternativa qual è ? di fare solamente cantare fin dall'inizio ?

(e qui torniamo alla famosa sonata di Boulez... vai
prova a decifrarla e cantarla , magari dopo avere studiato *solamente*
sul Goitre.... sappimi dire.... )

e dove si parla di solfeggio ritmico con sillaba ?

si fa presto a criticare , demolire...

ma quando è l'ora di costruire, di proporre in concreto un'alternativa

che ci sia ciascun lo dice...

dove sia...

carletto

unread,
Jan 21, 2016, 11:55:26 PM1/21/16
to

"Teomondo" <teo....@scrofalo.it> ha scritto

> allora , riassumendo, l'unica alternativa che ritengo
> valida come *proposta* per cambiare il modo di apprendere
> il solfeggio è quella che dici tu qui sopra,

Fuoco fuochino.
Vedo che cominciamo a ragionare.

> dall'altra iniziare subito a cantare con melodie ultra facili
> che non abbiano un'escursione intervallare maggiore di una terza,
> poi via via più difficile
> mi pare una proposta sensata

Lo e', e infatti si usa, in svariate declinazioni e varianti, ma il
principio e' lo stesso.
Qualche esempio:
https://en.wikipedia.org/wiki/Takadimi
https://en.wikipedia.org/wiki/Dalcroze_Eurhythmics
https://en.wikipedia.org/wiki/Kod%C3%A1ly_method

Il motivo e' anche abbastanza banale: teoria e solfeggio e' roba che si fa
grossomodo agli inizi dello studio vero e proprio della musica e dello
strumento. Va da se' che lo scopo di un qualunque studio e' quello di
imparare a suonare, piu' che a leggere. Ovvero il leggere e' il mezzo, ma
non il fine.
E' molto diverso. Va bene una eccellente prima vista, ma ricordiamo che lo
scopo finale e' *fare della musica* non leggerla bene. Sentirla, piu' che
leggerla o parlarla. Un po' come parlare: e' fondamentale sapersi esprimere
bene, che e' un po' diverso dal saper leggere bene.
E' importante *fin dall'inizio* la precisione ritmica, e il senso
dell'intonazione. Sono questi i cardini che *fanno* il musicista vero.
Ovvero solfeggio ritmico, e cantato.
La parte piu' corposa e "dispendiosa" del programma di teoria e solfeggio in
Italia invece e' proprio la piu' inutile, ovvero il solfeggio parlato.
Immagina tu se, eliminando del tutto il parlato, tutto il tempo e il sudore
recuperato lo si dedicasse a *fare meglio* il cantato, a *fare meglio* il
dettato, a fare *bene* il solfeggio ritmico puro, magari a fare ear
training.
Quanto ne guadagnerebbe la musicalita' degli allievi?
Perche' il cervello, nell'approcciarsi ad uno strumento, deve fare una
doppia codifica segno>nome>nota quando puo' fare direttamente segno>nota? Ne
gioverebbe pure il trasporto e il setticlavio, paradossalmente...
Io trovo assolutamente inconcepibile che un diplomato non sappia cantare a
prima vista quattro note in croce. O che non sia in grado di trascrivere
speditamente una semplice melodia a primo ascolto. Eppure l'ho visto con i
miei occhi tante volte.

carletto




{PM}

unread,
Jan 22, 2016, 7:57:21 AM1/22/16
to


"carletto" ha scritto nel messaggio news:n7scnq$1qbh$1...@gioia.aioe.org...


>Io trovo assolutamente inconcepibile che un diplomato non sappia cantare a
>prima vista quattro note in croce. O che non sia in grado di trascrivere
>speditamente una semplice melodia a primo ascolto. Eppure l'ho visto con i
>miei occhi tante volte.



Tra tanti diplomati conosciuti in passato me ne ricordo
alcuni che ancora oggi mi chiedo come diavolo
abbiano fatto a passare l'esame di teoria e solfeggio.
Dico: per passarlo pur con un voto minimo occorre
saper fare un dettato melodico e un solfeggio
cantato (di modesta difficoltà così come sono
le prove d'esame). Buio totale. Hanno rimosso
anche il poco che sapevano fare all'epoca del
loro esamino? boh




alecs

unread,
Jan 25, 2016, 7:02:38 AM1/25/16
to
Le 22/01/16 00:21, Teomondo a écrit :
> Il 22/01/16 00:17, lzy ha scritto:
>> Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 00:03:04 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>>
>>>
>>> perchè?
>>>
>>
>>
>> Perché immagino che uno strumentista d'orchestra rischi di trovarsi
>
>> molto più frequentemente a contatto con figurazioni ritmiche complesse
>
> beh non so se più o meno di frequente,
>
> comunque non invidio alcuni strumentisti alle prese col Sacre...
>
> :-)
>
>

rotfl, il sacre sarebbe complesso da leggere?
e di questo cosa dovremmo dire?
http://music.arts.uci.edu/dobrian/w15/music150/images/ferneyhoughexample.jpg



alecs

alecs

unread,
Jan 25, 2016, 7:04:35 AM1/25/16
to
Le 21/01/16 23:35, lzy a écrit :
> Il giorno giovedì 21 gennaio 2016 21:16:46 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>
>> ovvero fare, da una parte solfeggio ritmico con una sola sillaba
>> con un rigo da percussionista
>>
>
> Che è quello che pre-scriveva il Bettinelli


ma è roba che già hindemith proponeva negli anni '50
http://imslp.org/wiki/Elementary_Training_for_Musicians_(Hindemith,_Paul)



alecs


Teomondo

unread,
Jan 25, 2016, 7:08:32 AM1/25/16
to
Il 25/01/16 13:02, alecs ha scritto:
> Le 22/01/16 00:21, Teomondo a écrit :
>> Il 22/01/16 00:17, lzy ha scritto:
>>> Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 00:03:04 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>>>
>>>>
>>>> perchè?
>>>>
>>>
>>>
>>> Perché immagino che uno strumentista d'orchestra rischi di trovarsi
>>
>>> molto più frequentemente a contatto con figurazioni ritmiche complesse
>>
>> beh non so se più o meno di frequente,
>>
>> comunque non invidio alcuni strumentisti alle prese col Sacre...
>>
>> :-)
>>
>>
>
> rotfl, il sacre sarebbe complesso da leggere?
> e di questo cosa dovremmo dire?

si parlava del Sacre perchè l'aveva citato Lz

mi stai dicendo che esistono cose più complesse,
specialmente nella musica che è venuta dopo ?

davvero ? ....

'mo me lo segno.... (cit.)

:-D
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