Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Isotta sul Barbiere di Paisiello

32 views
Skip to first unread message

lorenzo

unread,
Jun 29, 2004, 3:50:31 AM6/29/04
to
Ritorno al Barbiere oscurato da Rossini

di PAOLO ISOTTA


I l Barbiere di Siviglia di Rossini è uno dei capolavori di tutto il
teatro musicale, e l'affermazione è a tal punto ovvia da risultare
banale. Vieppiù viene ripetuta perché qui ci si occupa dell'Opera
dallo stesso titolo scritta da Giovanni Paisiello a Pietroburgo nel
1782 su libretto di Giuseppe Petrosellini, il primo titolo tratto
dalla Commedia di Beaumearchais. Per inciso sia consentito ricordare
che, nel corso del suo servizio pietroburgense, Paisiello, così
lontano dall'Italia, si trovò spesso in difetto di testi da musicare,
sicché si attentò anche a rimettere in note quello ch'era considerato
addirittura un pezzo sacro, La serva padrona già composta da
Pergolesi: sorprenderà apprendere che la superiorità della sua
versione rispetto alla tanto più nota originale è letteralmente
schiacciante. Ora, non oseremmo nemmeno paragonare il Barbiere di
Paisiello a quello di Rossini. Sostenere, non dico la superiorità del
primo sul secondo, ma anche solo una parità di valori, sarebbe cosa di
snobismo insopportabile e mettente capo alla cretinaggine. Non che
Rossini sia, assolutamente considerato, musicista superiore a
Paisiello: ma nel Barbiere la gran parte delle situazioni teatrali è
tradotta in «scene» o in pezzi d'insieme che creano la vera «azione»
musicale, laddove Paisiello scrive pezzi musicali squisiti ma traduce
in Recitativo secco la gran parte di quello che in Rossini è, appunto,
«azione» musicale, e non può quindi osar competere nel risultato
complessivo col più giovane rivale. Riempie anzi di tristezza che il
vecchio Tarantino ('o Tarantino) sopravvivesse fino alla creazione di
Rossini e il conoscerla dovette esser stato per lui una pugnalata al
cuore.
Tanto premesso, occorre ribadire che Paisiello è un genio, non solo un
grande compositore, e vola assai più alto di quasi tutti i grandi
della Scuola Napoletana. Perciò occuparsi del Barbiere nel contesto
storico non è affatto futile; men che meno l'eseguirlo, come prova il
fatto che il primo a farlo nel Novecento fu, tanto per cambiare, prima
della Guerra, un altro genio, Gino Marinuzzi: e si soffre alla sola
idea di non aver documento d'un'interpretazione che dovette essere
d'insuperabile raffinatezza e fedeltà stilistica. Il 25 è andata in
scena, per la stagione della «Fenice» di Venezia, la «prima» di un
nuovo allestimento dell'Opera per la regia, ci si dice bellissima, di
Roberto De Monticelli; e ancora una volta siamo costretti a lodare
l'intelligenza e il gusto del nuovo Direttore Artistico Sergio
Segalini per una scelta siffatta.
Paisiello è insuperabile nella delicatezza del lirismo: e la sua
Rosina, lungi dal possedere la volitività quasi spaventosa di quella
di Rossini (uno ci penserebbe dieci volte prima di sposarla...),
vapora d'incanti melodici di straordinaria pregnanza. Va peraltro
osservato, ed è osservazione fondamentale, che un celebre luogo topico
della Commedia, la falsa lezione di canto, viene da Paisiello risolto
con l'invenzione di una grandiosa Aria pastorale da Opera Seria, con
raffinatissimi interventi solistici di strumenti a fiato, che non
sfigurerebbe al confronto di brani di Ilia nell 'Idomeneo di Mozart e
si riallaccia a parimenti grandi, quanto ignorate, Cantate dello
stesso Tarantino.
Torno a ripetere che le sue, prima spontanee che studiate, analogie
con lo Stile Classico viennese, impressionano.
Nel suo Barbiere Paisiello fa meno uso di pezzi d'insieme, nei quali è
maestro, di quel che non ci si attenderebbe. Rinuncia a un
prevedibilmente elaborato Finale I per sostituirvi una tale gemma
lirico-patetica di Rosina che chiunque se ne dolesse dimostrerebbe
corto comprendonio. La serie di ensembles corrispondente al Finale I
si trova alla metà del II atto e attribuisce finalmente all'Opera
l'attesa movimentazione drammatica nonché l'instaurazione del «tempo
reale» nell'azione teatrale, rispetto a quello meramente ideale delle
Arie, essendo questo per lo più la descrizione in astratto d'un
«affetto».
In conclusione: come tantissime Opere di Paisiello (si ricordi la
straordinaria Proserpine scritta per Napoleone della quale ci si
occupò l'anno scorso per il suo esser eseguita al Festival di Martina
Franca, ancora per scelta del Segalini), anche il Barbiere è un
capolavoro di grazia e leggerezza più che di comicità. Il destino di
Paisiello fu generalmente poco fortunato: avrebbe mai egli potuto
immaginare che di lì a trentaquattro anni un compositore poco più che
ragazzino, già ricchissimo mentr'egli, con tutta la sua gloria,
campava stentatamente una triste vecchiaia, fosse per scrivere
qualcosa non solo di così geniale, ma di così novatore sotto il
profilo della forma, da trasformare la Commedia di Beaumarchais in
quasi continua azione musicale, a onta delle pur sontuosissime Arie
solistiche?

Gippe

unread,
Jun 29, 2004, 9:40:06 AM6/29/04
to
CUT

>per la regia, ci si dice bellissima, di
> Roberto De Monticelli;
CUT

Errata Corrige: Guido De Monticelli.


Seneca

unread,
Jun 29, 2004, 1:14:52 PM6/29/04
to
Il 29 Jun 2004 00:50:31 -0700, lcn...@email.it (lorenzo) ha scritto:

>Ritorno al Barbiere oscurato da Rossini
>
>di PAOLO ISOTTA


Dovete essere proprio innamorati di Isotta ! Sarà perchè vi ricorda
Tristano ???
Ogni cinque minuti in un modo o nell'altro lo ricicciate. Eppure di
critici ce ne sono tanti...e , se permetti, molto migliori.

S.
____________________________________

" Sol Omnibus Lucet "

Petronio
_____________________________________

p 7 d d NObScPAMe@-NaObScPcAdMeyahoo.it pp7dd

unread,
Jul 1, 2004, 12:22:31 PM7/1/04
to
"lorenzo" <lcn...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:f87ef773.04062...@posting.google.com...

> Ritorno al Barbiere oscurato da Rossini
>
> di PAOLO ISOTTA

> La serva padrona già composta da
> Pergolesi:

Com'è quella diretta da Hirsch per la Arts?.l.?


0 new messages