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Glenn Gould e Arturo Benedetti Michelangeli

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Rudy

unread,
Mar 30, 2006, 5:18:42 AM3/30/06
to
Sto cercando di trasferire tutte le registrazioni musicali che ho fatto
su VHS in DVD.
Mi sono capitate sotto mano le registrazioni integrali in video che
avevo fatto dalla RAI di trasmissioni che riguardavano Arturo Benedetti
Michelangeli e Glenn Gould. Siamo agli inizi degli anni Novanta, quando
la RAI faceva ancora trasmissioni di questo tipo, e non inseguiva le
trasmissioni postribolo della super paraninfa Maria De Filippi.

La prima, quella che riguarda Arturo Benedetti Michelangeli consiste di
otto concerti registrati a Torino nell'agosto- settembre del 1962. Li
presenta Roman Vlad.
La seconda, quella che riguarda Glenn Gould, consiste di 24 trasmissioni
di Bruno Monsaingeon di vari concerti di Glenn Gould, presentati da
Pietro Rattalino.

A parte l'analisi pianistica, che certamente non azzardo (siamo di
fronte a due vette del pianismo di tutti i tempi), quello che mi è parso
interessante è il confronto dell'atteggiamento corporeo dei due pianisti
davanti al loro strumento, mentre lo suonano.

Benedetti Michelangeli impersona nel proprio corpo l'eleganza, la
leggerezza, e il modo raffinato con cui suona.
Il corpo è eretto, fa pochissimo movimenti, le mani corrono sulla
tastiera quasi sfiorandola. Nessuna accentuazione dei movimenti della
mani e neppure del corpo in funzione della dinamica, se non piccole e
quasi inavvertibili oscillazioni.
Il repertorio è quello a lui più congeniale: il romanticismo,
l'impressionismo e quella parte di barocco più attenta al virtuosimo e
alla velocità che non al contrappunto.

Glenn Gould sembra collocarsi agli antipodi. Il corpo tutto partecipa
all'espressione musicale, contorcendosi, oscillando, piegandosi in modo
vistoso, mentre l'espressione del viso segue la musica cantando, e non
sempre e solo sottovoce, le note e le linee melodiche.
Sedendosi piuttosto in basso rispetto alla tastiera, le sue mani corrono
senza quasi sollevarsi, e danno l'impressione delle zampe di un ragno
intento a costruire una ragnatela. Corpo, dita, e musica sembrano fare
corpo unico. Il suo repertorio è più vasto di quello di Michelangeli, e
le musiche che preferisce sembrano essere quelle che hanno nel
contrappunto la loro forza; sia quindi musiche del periodo barocco e del
periodo classico, come anche musiche del periodo contemporaneo.

Mi è sembrato interessante riportare queste sensazioni che hanno
sollevato in me le due trasmissioni radiofoniche che ho avuto la fortuna
(e l'accortezza) di registrare integralmente.

Saluti a tutti
belli e brutti

Rudy

Meister Jakob

unread,
Mar 30, 2006, 6:14:27 AM3/30/06
to

"Rudy" <rodolfo....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:1hd0gvy.bmdd3cz76aesN%rodolfo....@tin.it...

> Sto cercando di trasferire tutte le registrazioni musicali che ho fatto
> su VHS in DVD.

Le ho anch'io su vhs e non ha ancora trovato il tempo ( e il modo) di
riversarle.
Condivido in toto le tue impressioni.
Sono dei gioielli (a parte il modo di presentare di Rattalino)

ciao
Giacomo


Sandro Bisotti

unread,
Mar 30, 2006, 6:27:04 AM3/30/06
to
"Rudy" <rodolfo....@tin.it> wrote in message
news:1hd0gvy.bmdd3cz76aesN%rodolfo....@tin.it

> Mi è sembrato interessante riportare queste sensazioni...

Beh, permettimi, più che sensazioni direi osservazioni di assoluta
precisione.
Nel gesto e nel linguaggio del corpo è in effetti difficile pensare
a due esempi più lontani.
Nel suono e nel fraseggio... siamo anche lì su pianeti assai lontani,
ma da ABM sono possibili distanze ancora maggiori.
Ad esmpio il Bunin di 15-20 anni fa, che pure si dichiarava ammiratore
incondizionato di ABM (e lo sarà stato di sicuro, la fruizione come
interprete-ascoltatore essendo altra cosa della pratica) suonava
con gesto più o meno gouldiano (meno ampio ma altrettanto nevrile,
scalpitante) ed in più (come differenza) con una micro-dinamica ed
una micro-agogica irregolari, elettrizzanti. Sarebbe interessante aprire
un
thread sulle interpretazioni "le più diverse possibili", e io fornirei
come campione la breve Mazurka op.30 n.2 suonata nelle registrazioni
DG proprio di ABM e del nipotino di Heinrich Neuhaus (Bunin).

S.


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

davidino

unread,
Mar 30, 2006, 6:29:48 AM3/30/06
to

Meister Jakob ha scritto:

Veramente? Io, che non son mai stato del Rattalino allievo o discepolo,
lo trovo un divulgatore straordinario. Preciso, puntuale e milto
interessante. A propos... Rudy, amico mio... una copia per il tuo
davidino???

d

orua...@yahoo.it

unread,
Mar 30, 2006, 7:16:09 AM3/30/06
to
Salve a tutti.

Concordo su Rattalino; non sara' elettrizzante, ma e' preciso e sa
quello di cui parla.
Piuttosto, scusate se vi importuno, ma di dove siete? Io avevo visto
quelle trasmissioni, ma non le ho registrate e mi piacerebbe rivederle
(dietro opportuno compenso...). Ho trovato in vendita in offerta alla
Fnac il documentario di Monsaingeon, ma credo non sia la stessa cosa (a
dire il vero, non ho ancora il lettore dvd).

Saluti,

Mauro

Danny Rose

unread,
Mar 30, 2006, 7:43:56 AM3/30/06
to

Meister Jakob <Meiste...@fasnet.it> wrote in message
x6PWf.40864$nz4....@tornado.fastwebnet.it...

> Sono dei gioielli (a parte il modo di presentare di Rattalino)

Non č cosě male, via.
Sono d'accordo con Davide, come divulgatore se la cava.

dR


Meister Jakob

unread,
Mar 30, 2006, 12:31:58 PM3/30/06
to
"Danny Rose" <vitto...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:442bd256$0$18291$4faf...@reader1.news.tin.it...

Dicevo "il modo"; nella sostanza interessantissimo.

Ciao
Giacomo


the Archeopteryx

unread,
Mar 30, 2006, 12:47:16 PM3/30/06
to
> Le ho anch'io su vhs e non ha ancora trovato il tempo ( e il
> modo) di riversarle. Condivido in toto le tue impressioni.

Io ho riversato quelle di GG, stanno tutte in un DVD. Inutile che ti
dica che quando si mette a suonare Webern, Bellamontagna, Krenek e
soci, ho messo il timer prima e fatto il montaggio e i tagli ad
audio zero poi :) Con tutto l'amore per GG quella musica "non
suona", non so che farci... Ma il pezzo in cui ha suonato la scena
di Crisotemide di Elektra fa venire la lacrimuccia di commozione,
non ho parole a sufficienza. Ha praticamente rifatto
l'orchestrazione al piano lasciando inalterato il "senso" del pezzo,
qualcosa di incredibile.

> Sono dei gioielli (a parte il modo di presentare di Rattalino)

Passa per essere uno serio, e il thread ne è la conferma. Ma mi
*sembra* una persona con un senso dell'umorismo inferiore a quello
di uno scaldabagno, così, parlo dell'impressione che ho
l'impressione ne ricaverei cenandoci o conversandoci di persona. Ma
come sai, io adoro tirare scherzi e burle, e satireggiare su tutto;
ho un carattere un po' agli antipodi ed è logico che la cosa mi
pesi. Dovresti sentire una delle mie conferenzuccie (roba non
musicale, s'intende) :) Vedendolo così serioso mi piace immaginare
che succederebbe se a un tipo umano così si mettesse che so, un
grosso ragno sul microfono... :PPP

ciao ciao

C.

--
"Non portare mai la tua donna alla
baia dei Porci. Lei capirà"

Danny Rose

unread,
Mar 30, 2006, 2:52:42 PM3/30/06
to

the Archeopteryx <cor.bonukFANCULOSPAM@libero_NOMAIL_.it> wrote in message
442c198c$0$18281$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Io ho riversato quelle di GG, stanno tutte in un DVD. Inutile che ti
> dica che quando si mette a suonare Webern, Bellamontagna, Krenek e
> soci, ho messo il timer prima e fatto il montaggio e i tagli ad
> audio zero poi :)

ARGHHHHH!!!!!!!!


sob


sob


sob


dR :-)


Mr Duffy

unread,
Mar 30, 2006, 5:03:44 PM3/30/06
to
the Archeopteryx
> Passa per essere uno serio, e il thread ne č la conferma. Ma mi

> *sembra* una persona con un senso dell'umorismo inferiore a quello
> di uno scaldabagno, cosě, parlo dell'impressione che ho

> l'impressione ne ricaverei cenandoci o conversandoci di persona.

Eppure eppure...
http://snipurl.com/ofk1
http://snipurl.com/ofk3


Mr Duffy

unread,
Mar 30, 2006, 5:06:29 PM3/30/06
to
Rudy

> Benedetti Michelangeli impersona nel proprio corpo l'eleganza, la
> leggerezza, e il modo raffinato con cui suona.
> Il corpo č eretto, fa pochissimo movimenti, le mani corrono sulla
> tastiera quasi sfiorandola.

Cerca il video del concerto di Ravel dal vivo con Celibidache a Londra nel
1982...
Ciao Mr Duffy


the Archeopteryx

unread,
Mar 30, 2006, 6:25:45 PM3/30/06
to
> sob
>
> dR :-)

Lo so, capisco cosa vuoi dire. Ci ho provato ad apprezzare il "dopo
Strauss", ma non ci riesco. Scherzo sul mio senso esagerato
dell'antiquariato ma penso che se il '900 è un secolo ancora
splendido e vitale per molte delle arti, non lo è più per la musica.
Per me la musica sono i sistemi modali e tonale, non riesco ad
andare oltre. Volli, non troppo fortissimamente ma volli, ma non ci
riesco :) Un certo tipo di musica mi comunica un senso di angoscia e
devo farmi delle endovene di Josquin e Bach per riavermi. Mio
limite, detto senza alcuna ironia.

ciao!

C.

PS - ti scrissi, non so se l'indirizzo che compare sul NG è valido...

Arne Saknussem

unread,
Mar 31, 2006, 12:57:47 AM3/31/06
to
the Archeopteryx <cor.bonukFANCULOSPAM@libero_NOMAIL_.it> wrote:


> Lo so, capisco cosa vuoi dire. Ci ho provato ad apprezzare il "dopo
> Strauss", ma non ci riesco. Scherzo sul mio senso esagerato
> dell'antiquariato ma penso che se il '900 è un secolo ancora
> splendido e vitale per molte delle arti, non lo è più per la musica.
> Per me la musica sono i sistemi modali e tonale, non riesco ad
> andare oltre.

Purtroppo l'atonalità non piace all'orecchio e al cervello umani. Riesce
solo a creare degli effetti di suggestione angosciata ed ha più che
altro un valore di rottura con il passato. E' destruens ma non
costruens. E per piacere non mi si dica che non siamo ancora pronti, che
in futuro il pubblico capirà come in passato è avvenuto a Bach,
dimenticato per tanto tempo etc. etc. Ormai è un secolo che la tonalità
è stata abbandonata e la cosa continua a non piacere.
E comunque c'è chi in pieno Novecento scriveva bellissima musica tonale.
Vedi Shostakovich.

Arne

Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 31, 2006, 1:15:27 AM3/31/06
to
In data Fri, 31 Mar 2006 07:57:47 +0200, Arne Saknussem <texw...@ngi.it>
ha scritto:


> Purtroppo l'atonalità non piace all'orecchio e al cervello umani. Riesce
> solo a creare degli effetti di suggestione angosciata ed ha più che
> altro un valore di rottura con il passato. E' destruens ma non
> costruens.

Quando ascolto il concerto per violino di Berg non ho affatto questa
impressione, anzi. Sarà forse perchè la citazione di Bach dà una
colorazione modale al tutto? E forse colpa della chiusa che sembra
addirittura tonale? Ma anche i lieder su testo di Altenberg mi sembrano
pieni di infinita dolcezza. Tacciamo poi del mio adorato Messiaen.
Ho sempre l'impressione che il vero problema sia sempre riconoscere e
memorizzare gli elementi sonori: nel momento in cui tu riesci (e con Berg
e Messiaen è secondo me molto più facile che con altri) a riconoscere
l'idea musicale e quindi a seguirne lo sviluppo la presenza o meno di
un'armonia tonale diventa irrilevante.


--
Giuseppe Sottotetti
gso...@alice.it
http://SottotettiGiuseppe .ilcannocchiale.it

Moosbrugger

unread,
Mar 31, 2006, 1:56:49 AM3/31/06
to
Arne Saknussem ha scritto:

> Purtroppo l'atonalità non piace all'orecchio e al cervello umani.

Parla per te.

M.

Moosbrugger

unread,
Mar 31, 2006, 2:04:16 AM3/31/06
to
Giuseppe Sottotetti ha scritto:

> Ho sempre l'impressione che il vero problema sia sempre riconoscere e
> memorizzare gli elementi sonori: nel momento in cui tu riesci (e con
> Berg e Messiaen è secondo me molto più facile che con altri) a
> riconoscere l'idea musicale e quindi a seguirne lo sviluppo la presenza
> o meno di un'armonia tonale diventa irrilevante.


Esattissimo. L'armonia tonale serve ad identificare un sistema
di tensioni e distensioni che però non è codificato in eterno,
ma ha subito nel corso della storia un processo di continua
evoluzione proprio per mantenere il senso di questo rapporto,
fino a rompersi.

M.

Sal Paradise

unread,
Mar 31, 2006, 4:27:01 AM3/31/06
to

"Arne Saknussem" <texw...@ngi.it> ha scritto nel messaggio
news:1hd20iz.u6t6a51ey3a5uN%texw...@ngi.it...

> Ormai è un secolo che la tonalità
> è stata abbandonata e la cosa continua a non piacere.

Non piacere a chi?
A me piace molto.

> E comunque c'è chi in pieno Novecento scriveva bellissima musica tonale.
> Vedi Shostakovich.

Sono perfettamente d'accordo, per me si può scrivere ottima musica
utilizzando i più sveriati sistemi, io adoro Shostakovich e Richard Strauss
per esempio ma anche Dallapiccola, Berg, Webern, Krenek, ognuno sceglie una
forma per esprimersi che gli è più congeniale.


Arne Saknussem

unread,
Mar 31, 2006, 4:44:39 AM3/31/06
to
Moosbrugger <bass_des...@yahoo.it> wrote:

... e per la stragrande maggioranza degli ascoltatori di musica
classica. Non dubito che vi sia chi ama moltissimo la mancanza di
tonalità, ma mi chiedo se abbia un senso, per una qualsivoglia forma
d'arte, restringere sino a dimensioni infinitesime il pubblico degli
ascoltatori e, di conseguenza, la sua capacità di comunicazione e di
emozione. Lo so, lo so ... allora Eros Ramazzotti è più grande di Bach.
Ma, senza cadere in simili paradossi, quando noto che la (piccola)
comunità degli ascoltatori di musica classica è comunque in gran parte
perplessa o dubitabonda, mi domando se abbia un senso comporre per pochi
o pochissimi eletti, senza contraddire la stessa funzione dell'arte, che
per definizione si rivolge ad un qualche pubblico.

C'è comunque atonalità ed atonalità. Ad esempio trovo più difficile e
meno immediato Wagner del Concerto per violino di Berg. E, Iddio mi
perdoni, riesco anche ad apprezzare (von) Webern.

Arne

Sal Paradise

unread,
Mar 31, 2006, 5:00:10 AM3/31/06
to

"Arne Saknussem" <texw...@ngi.it> ha scritto nel messaggio
news:1hd29u2.18pttz11c115q8N%texw...@ngi.it...

> Moosbrugger <bass_des...@yahoo.it> wrote:
>
>> Arne Saknussem ha scritto:
>>
>> > Purtroppo l'atonalità non piace all'orecchio e al cervello umani.
>>
>> Parla per te.
>
> ... e per la stragrande maggioranza degli ascoltatori di musica
> classica.

riesci a reppresentare il pensiero della "stragrande maggioranza degli
ascoltatori"?

>Non dubito che vi sia chi ama moltissimo la mancanza di
> tonalità, ma mi chiedo se abbia un senso, per una qualsivoglia forma
> d'arte, restringere sino a dimensioni infinitesime il pubblico degli
> ascoltatori e, di conseguenza, la sua capacità di comunicazione e di
> emozione.

Addirittura dimensioni infinitesime?

> Lo so, lo so ... allora Eros Ramazzotti è più grande di Bach.

Questo lo sanno tutti, la musica classica ormai è morta, la musica
contemporanea va per conto suo, la musica classica del futuro sarà la musica
leggera di adesso, analizzaranno le sonate di Ranazzoti con passione! :)

> Ma, senza cadere in simili paradossi, quando noto che la (piccola)
> comunità degli ascoltatori di musica classica è comunque in gran parte
> perplessa o dubitabonda, mi domando se abbia un senso comporre per pochi
> o pochissimi eletti, senza contraddire la stessa funzione dell'arte, che
> per definizione si rivolge ad un qualche pubblico.

Scusami stai parlando della popolazione di signore impellicciate, dei loro
mariti dormienti ?
ti faccio un'esempio: http://www.rassegnadinuovamusica.it/
questa rassegna ha ottenuto un grande successo ed era a Macerata, figurati!


mario r.p.

unread,
Mar 31, 2006, 5:10:33 AM3/31/06
to
> Arne Saknussem ha scritto:
>
>> Purtroppo l'atonalità non piace all'orecchio e al cervello umani.
>
> Parla per te.

guarda che non ha tutti i torti...
mi spiego meglio: gia' nell'antica grecia era stato dimostrato che piu' le frequenze di due suoni sono vicine e piu'
aumenta il senso di disarmonia tra i due suoni. In altre parole, se le due frequenze tendono ad avvicinarsi oltre la
terza minore si crea un senso di tensione che normalmente risulta sgradevole. Allontanandosi invece ci sono alcuni
punti in cui l'armonia aumenta o diminuisce in funzione della distanza delle due frequenze fino ad arrivare ad una
sovrapposizione "perfetta" quando una frequenza e' il doppio dell'altra: l'intervallo di ottava.
Il cervello umano risponde "culturalmente" e "fisicamente" a questi stimoli. Il lato fisico puo' essere influenzato dal
lato culturale e allora si puo arrivare ad apprezzare l'atonalita' che il lato fisico del cervello considera
"disorganizzata" - il che non significa "disordinata" ma organizzata diversamente da quanto il cervello si aspetta.
In parole povere se dai il peperoncino a uno che ha sempre mangiato zucchero non lo apprezzera' mai. se lo abitui
gradualmente invece, diventera' un amante del piccante.
Sta di fatto che comunque il cervello risponde meglio alla successione delle armoniche perche' e' un fenomeno fisico
naturale.


--
ciao
mario :-)


Sandro Bisotti

unread,
Mar 31, 2006, 7:20:58 AM3/31/06
to
"Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> wrote in message
news:op.s69kz1pwv1t9dc@nome-173108dd1a

> Ho sempre l'impressione che il vero problema sia sempre riconoscere e
> memorizzare gli elementi sonori: nel momento in cui tu riesci (e con Berg
> e Messiaen è secondo me molto più facile che con altri) a riconoscere
> l'idea musicale e quindi a seguirne lo sviluppo la presenza o meno di
> un'armonia tonale diventa irrilevante.

Sacrosanto. E ammettiamo pure tranquillamente che l'organizzazione
tonale del discorso, soprattutto se in tempi non brevissimi, facilita
il riconoscimento della ricorsivita ( e/o della variazione, e/o
dell'alterità).
L'impressione mia è che molti compositori atonali o dodecafonici (e ti
seguo nelle eccezzioni che fai) abbiano conservato strutture altrettanto
complesse ed estese di quelle delle composizioni tonali, trascurando che
per la quasi totalità degli ascoltatori, con quelle ambiziose strutture
sommate
al linguaggio meno memorizzabile, la percezione della ricorsività
ecc. si sarebbe fatta molto, forse troppo più ardua.

Sandro Bisotti

unread,
Mar 31, 2006, 7:26:28 AM3/31/06
to
> Passa per essere uno serio.

Serio o non serio, umorista o no, chi altro in Italia e non solo ha
affrontato a quei livelli in senso se non storico almeno semiologico
e comparativo i problemi dell'interpretazione pianistica a quei livelli?
Beh, a un livello meno pratico e storico c'è De Natale..... ma se
Rattalino ti pare serioso, allora per De Natale e la sua prosa quali
aggettivi dovrai trovare?

Sandro Bisotti

unread,
Mar 31, 2006, 7:28:45 AM3/31/06
to
> Passa per essere uno serio.

Serio o non serio, umorista o no, chi altro in Italia e non solo ha

affrontato, a quei livelli ed in senso se non storico almeno semiologico
e comparativo i problemi dell'interpretazione pianistica?
Beh, con impostazione meno pratica e particolare c'è De Natale..... ma

Danny Rose

unread,
Mar 31, 2006, 8:01:46 AM3/31/06
to

the Archeopteryx <cor.bonukFANCULOSPAM@libero_NOMAIL_.it> wrote in message
442c68f0$0$18292$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Per me la musica sono i sistemi modali e tonale, non riesco ad
> andare oltre.

*Modali* e tonale; questo almeno è un bel parlare. Altro che sproloquiare di
tonalità e cervello umano.

> PS - ti scrissi, non so se l'indirizzo che compare sul NG è valido...

Giunse, ma non è facile. Scusa se non ti ho risposto, ma sto pensando a chi
interpellare (i miei referenti abituali sono specialisti di altri generi;
uno è regista, l'altro attore, hanno centinaia di cassette introvabili ma
non di quel tipo) e la cosa è un tantino spessa. Volevo scrivere per dirti
qualcosa, nel bene o nel male.

dR


Danny Rose

unread,
Mar 31, 2006, 8:06:56 AM3/31/06
to

mario r.p. <mar...@mario.rp> wrote in message
mn.fada7d637...@mario.rp...

> Sta di fatto che comunque il cervello risponde meglio alla successione
delle armoniche perche' e' un fenomeno fisico
> naturale.

Sì, ma la tonalità come codice linguistico è un fatto eminentemente
culturale. Non è l'unico sistema di valori (o semiotico, per quanto di tipo
particolare) che si serva di una base naturale. Resta da vedere se i valori
li decide la natura o la comunità nel cui ambito quel sistema è condiviso.
Se così non fosse non osserveremmo cambiamenti nel tempo. Che invece si
manifestano, perché la musica esiste da molto più tempo della tonalità.

dR


mario r.p.

unread,
Mar 31, 2006, 8:24:45 AM3/31/06
to

non vorrei dire un'idiozia ma mi pare di ricordare che, come fenomeno prettamente fisico, la successione delle
armoniche principali da origine ad un accordo maggiore, se si procede si va su una settima ecc. ecc. quindi mi sentirei
di affermare che è nata prima la tonalita' della musica la quale ha sfruttato il fenomeno fisico perche' era quello
piu' "alla portata di mano" in quanto era naturale che succedesse cosi'.
Tutto cio', ovviamente, imho

--
ciao
mario :-)


Danny Rose

unread,
Mar 31, 2006, 8:43:15 AM3/31/06
to

Arne Saknussem <texw...@ngi.it> wrote in message
1hd20iz.u6t6a51ey3a5uN%texw...@ngi.it...

> Purtroppo l'atonalità non piace all'orecchio e al cervello umani. Riesce
> solo a creare degli effetti di suggestione angosciata ed ha più che
> altro un valore di rottura con il passato. E' destruens ma non
> costruens. E per piacere non mi si dica che non siamo ancora pronti, che
> in futuro il pubblico capirà come in passato è avvenuto a Bach,
> dimenticato per tanto tempo etc. etc. Ormai è un secolo che la tonalità
> è stata abbandonata e la cosa continua a non piacere.
> E comunque c'è chi in pieno Novecento scriveva bellissima musica tonale.
> Vedi Shostakovich.

Ho provato due volte a risponderti. Il risultato non mi convinceva. Perché
l'interrogativo più importante non è tanto la discussione dei punti che
proponi, nella quale anzi tendevo a dilungarmi. E' il motivo che ti spinge a
scrivere questo commento, ad essere più interessante.

Tutto parte da uno scherzo fra me e Archeopteryx. Perché che il mio post
fosse scherzoso credo si capisse.
Oltre che scherzoso era ambiguo. Poteva benissimo essere che la mia
delusione tragicomica, espressa a suon di "sob sob" fumettistici, dipendesse
dalle interpretazioni che Archeo sceglieva di tralasciare, oltre che dalla
musica in sé. Si danno interpretazioni interessanti di musiche discutibili.
Non che lo pensi di quelle musiche ma nessuno, cosa interessante, l'ha presa
in questo modo.

Ed ecco arrivare l'ennesima replica di un discorso già sentito un milione di
volte. Bisognava dare aria alla stanza delle cause perse, evidentemente. Ma
torniamo al punto.
Il punto consiste in ciò che si chiede alla musica in particolare e all'arte
in generale. Sembra che il compito sociale dell'arte sia la gradevolezza, un
edonismo da dopocena. La musica "non tonale" non piace alla maggior parte
del pubblico; il quale deve guardarsi bene dal chiedersi perché non piace,
se per caso c'è qualcosa su cui riflettere in quella direzione, non diciamo
neppure qualcosa da imparare attraverso quell'esperienza. Guai a non
garantire conferme; non solo bisogna garantirle, ma l'assunto deve essere
indiscutibile e indiscusso. E il riferimento a Shostakovich, perdona la
franchezza è il punto più basso di tutto il discorso. Che diavolo significa
"c'è chi in pieno Novecento scriveva musica tonale"? Non si parla più così
neppure dei sarti e dei cuochi, bisogna farlo con i compositori.


dR


Danny Rose

unread,
Mar 31, 2006, 8:47:47 AM3/31/06
to

mario r.p. <mar...@mario.rp> wrote in message
mn.fb9c7d63d...@mario.rp...


> non vorrei dire un'idiozia ma mi pare di ricordare che, come fenomeno
prettamente fisico, la successione delle
> armoniche principali da origine ad un accordo maggiore, se si procede si
va su una settima ecc. ecc.

Appunto; esistono rapporti fra frequenze più immediati da cogliere, ed altri
più remoti e complessi. Giustamente dici "se si procede". E' esattamente
quello che la storia della musica occidentale ha fatto.

quindi mi sentirei
> di affermare che è nata prima la tonalita' della musica

No, perché la successione delle armoniche di per sé non è tutto il sistema
tonale.

>la quale ha sfruttato il fenomeno fisico perche' era quello
> piu' "alla portata di mano" in quanto era naturale che succedesse cosi'.

Sullo sfruttamento del fenomeno fisico, siamo d'accordo. Quanto al
"naturale", andiamoci calmi, soprattutto se usiamo l'aggettivo con più di
un'accezione (in questa discussione ce ne sono in gioco almeno due). Poche
cose sono culturali quanto il concetto di "natura"...

ciao

dR


gigi

unread,
Mar 31, 2006, 8:53:04 AM3/31/06
to

"mario r.p." <mar...@mario.rp> ha scritto nel messaggio
news:mn.fb9c7d63d...@mario.rp...

> > mario r.p. <mar...@mario.rp> wrote in message
> > mn.fada7d637...@mario.rp...
> >
> non vorrei dire un'idiozia ma mi pare di ricordare che, come fenomeno
prettamente fisico, la successione delle
> armoniche principali da origine ad un accordo maggiore, se si procede si
va su una settima ecc. ecc. quindi mi sentirei
> di affermare che è nata prima la tonalita' della musica la quale ha
sfruttato il fenomeno fisico perche' era quello
> piu' "alla portata di mano" in quanto era naturale che succedesse cosi'.
> Tutto cio', ovviamente, imho
>

e tutto ciò è talmente naturale che, come ha scritto danny rose, sono
serviti migliaia d'anni perché specificatamente in europa gli uomini se ne
accorgessero...
se non sbaglio è solo nel sei-settecento che si precisa ed afferma il
sistema tonale, così amato da tanti appassionati ed imprescindibile per le
canzonette!
non è che la "naturalità" di tale sistema ci deriva proprio dal fatto che
siamo costantemente immersi in un sottofondo di musica commerciale
banalmente tonale?

gigi


Arne Saknussem

unread,
Mar 31, 2006, 9:08:31 AM3/31/06
to
Sal Paradise <n...@posta.it> wrote:


> riesci a reppresentare il pensiero della "stragrande maggioranza degli
> ascoltatori"?

Non lo rappresento, mi limito a consatare.

> Scusami stai parlando della popolazione di signore impellicciate, dei loro
> mariti dormienti ?
> ti faccio un'esempio: http://www.rassegnadinuovamusica.it/
> questa rassegna ha ottenuto un grande successo ed era a Macerata, figurati!

Ne sono contento. Odio le signore impellicciate ai concerti. Non vorrei
essere frainteso. Provo un grandissimo interesse per la musica del
Novecento. Il problema è che non mi piace (parlo di quella atonale). E'
straordinariamente interessante, affascinante e tutto quello che volete;
ma - per me e il mio orecchio tonale - rimane brutta. Merita mille saggi
critici e mille studi approfonditi ma (sempre per me) nemmeno un ascolto
(se non per motivi di studio).

Arne

Arne Saknussem

unread,
Mar 31, 2006, 9:08:31 AM3/31/06
to
Danny Rose <vitto...@tin.it> wrote:


> Il punto consiste in ciò che si chiede alla musica in particolare e all'arte
> in generale. Sembra che il compito sociale dell'arte sia la gradevolezza, un
> edonismo da dopocena.

Riguardo alla "bellezza" io sono fermo alla Poetica di Aristotele.
L'Arte deve dare piacere: inteso non come trastullo e spensieratezza, ma
come approfondimento e scavo interiori, per non dire catarsi, che però
nel contempo provochino appagamento e soddisfazione. Altrimenti mi leggo
un saggio filosofico.


E il riferimento a Shostakovich, perdona la
> franchezza è il punto più basso di tutto il discorso. Che diavolo significa
> "c'è chi in pieno Novecento scriveva musica tonale"? Non si parla più così
> neppure dei sarti e dei cuochi, bisogna farlo con i compositori.

Può essere. Rimane il fatto che forse l'atonalità non è un percorso
obbligato. E Shosta, Bartok e qualcun altro sono lì a dimostrarlo.
Altrimenti dovrei giungere alla sconsolata conclusione che la musica è
finita e non ci rimane che ascoltare il passato remoto.

Cordialità

Arne

mario r.p.

unread,
Mar 31, 2006, 9:31:19 AM3/31/06
to
> Appunto; esistono rapporti fra frequenze più immediati da cogliere, ed altri
> più remoti e complessi. Giustamente dici "se si procede". E' esattamente
> quello che la storia della musica occidentale ha fatto.

molto interessante, non avevo mai riflettuto su questo aspetto dell'evoluzione musicale!

> Sullo sfruttamento del fenomeno fisico, siamo d'accordo. Quanto al
> "naturale", andiamoci calmi, soprattutto se usiamo l'aggettivo con più di
> un'accezione (in questa discussione ce ne sono in gioco almeno due). Poche
> cose sono culturali quanto il concetto di "natura"...

quando dico "naturale" intendo un fenomeno esclusivo della natura in cui viviamo e che ci sarebbe anche senza
l'influenza umana e quindi del tutto estraneo al fenomeno culturale.
Riprendo comunque la tua osservazione fatta piu' sopra, a cui non avevo mai posto sufficiente attenzione e mi
riprometto di approfondire (al momento non so bene come) l'argomento perche' e' molto interessante.

--
ciao
mario :-)


mario r.p.

unread,
Mar 31, 2006, 9:39:52 AM3/31/06
to
> Riguardo alla "bellezza" io sono fermo alla Poetica di Aristotele.
> L'Arte deve dare piacere: inteso non come trastullo e spensieratezza, ma
> come approfondimento e scavo interiori, per non dire catarsi, che però
> nel contempo provochino appagamento e soddisfazione. Altrimenti mi leggo
> un saggio filosofico.

posso permettermi una precisazione del tutto personale?
l'Arte deve dare Emozione.
Puo' essere anche poco piacevole ma deve dare l'intensita' dell'emozione e il fuoco della passione.
Guarda ad esempio Guernica di Picasso. Non si puo' dire che sia "bello" nel senso comune del termine ma comunque è
intenso, talmente intenso che diventa bello.
Non so se riesco a speigarmi, cerco di dire la cosa nel verso opposto: quando un'opera d'arte genera indifferenza non
e' arte. Quando genera interesse, emozione, ma anche rabbia o altre sensazioni intense allora e' arte.
Ricordo un vecchio film di denuncia degli anni 70. Si intitolava Africa Addio (se non ricordo male). Non si puo' dire
che fosse un bel film, era piuttosto un documentario crudo e abbastanza violento e alla fine uno non poteva non essere
amareggiato e arrabbiato. Ma proprio per questo era "bello".

Oggi mi sto impegolando in discorsi difficili :-)

--
ciao
mario :-)


Sal Paradise

unread,
Mar 31, 2006, 9:46:15 AM3/31/06
to

"Arne Saknussem" <texw...@ngi.it> ha scritto nel messaggio
news:1hd2n8i.ra3tn5jmmjfrN%texw...@ngi.it...

> Riguardo alla "bellezza" io sono fermo alla Poetica di Aristotele.
> L'Arte deve dare piacere: inteso non come trastullo e spensieratezza, ma
> come approfondimento e scavo interiori, per non dire catarsi, che però
> nel contempo provochino appagamento e soddisfazione. Altrimenti mi leggo
> un saggio filosofico.

ok, fammi capire, facciamo un paragone che non riguarda la musica ma che può
essere significativo perché molto estremo: tu consideri "Salò e le 120
giornate di Sodoma" un'opera d'arte?


Arne Saknussem

unread,
Mar 31, 2006, 10:14:51 AM3/31/06
to
Sal Paradise <n...@posta.it> wrote:

> ok, fammi capire, facciamo un paragone che non riguarda la musica ma che può
> essere significativo perché molto estremo: tu consideri "Salò e le 120
> giornate di Sodoma" un'opera d'arte?

Uhm. Francamente no. Non bastano sdegno, denuncia e passione civile a
rendere bello quel che bello non è. Salò è talmente estremo ed esagerato
- oltre che mal recitato - da non riuscire a convincermi. Se così fosse,
sarebbe semplice fare un film sulla guerra: basterebbe filmare gente
bruciata viva sotto i bombardamenti, torturata o fucilata. O fare un
film d'amore: basterebbe riprendere due a letto oppure che litigano etc.
etc. Occorre anche un superiore dominio della materia trattata. E, a mio
modesto parere, in Salò non c'è. C'è solo estremismo e desiderio di
portare tutto al limite.

Per superiore dominio della materia trattata intendo, ad esempio, per
rimanere nell'ambito cinematografico, Barry Lindon di Kubrick.

Cordialità

Arne

Moosbrugger

unread,
Mar 31, 2006, 10:55:19 AM3/31/06
to
Arne Saknussem ha scritto:

> ... e per la stragrande maggioranza degli ascoltatori di musica
> classica.


E già si restringe il cerchio : tu parlavi di orecchio e
cervello "umani". Ti ricordo che la maggior parte delle culture
musicali del mondo ha dato vita a sistemi non tonali, tanto per
fare un esempio.


Non dubito che vi sia chi ama moltissimo la mancanza di
> tonalità, ma mi chiedo se abbia un senso, per una qualsivoglia forma
> d'arte, restringere sino a dimensioni infinitesime il pubblico degli
> ascoltatori e, di conseguenza, la sua capacità di comunicazione e di
> emozione. Lo so, lo so ... allora Eros Ramazzotti è più grande di Bach.
> Ma, senza cadere in simili paradossi, quando noto che la (piccola)
> comunità degli ascoltatori di musica classica è comunque in gran parte
> perplessa o dubitabonda, mi domando se abbia un senso comporre per pochi
> o pochissimi eletti, senza contraddire la stessa funzione dell'arte, che
> per definizione si rivolge ad un qualche pubblico.


Probabilmente non ha senso. Ma succede per la musica quello che
succede per qualsiasi altra disciplina, e cioè che più la si
approfondisce e più finisce per diventare specialistica. Solo
che nessuno rimprovera ad un matematico di occuparsi di calcolo
infinitesimale, integrali e derivate, mentre per qualche motivo
misterioso la gente trova bizzarro e quasi offensivo che un
professionista della composizione senta il bisogno di esplorare
materiali nuovi. Veramente curioso.


> C'è comunque atonalità ed atonalità. Ad esempio trovo più difficile e
> meno immediato Wagner del Concerto per violino di Berg.


Oh, anch'io ;-)


E, Iddio mi
> perdoni, riesco anche ad apprezzare (von) Webern.


Webern è forse il vero padre della musica moderna. Cos'è che ti
fa così paura nella possibilità di apprezzarlo ?

M.

Moosbrugger

unread,
Mar 31, 2006, 11:01:28 AM3/31/06
to
mario r.p. ha scritto:

> Sta di fatto che comunque il cervello risponde meglio alla successione
> delle armoniche perche' e' un fenomeno fisico naturale.

Anche questa è storia vecchia. La spiegazione "naturale" ha
innumerevoli difetti, ad esempio quello di non spiegare affatto
il modo minore, e scusa se è poco, o di non spiegare perchè
nella storia della musica l'intervallo di quarta corrispondente
ad un armonico molto lontano entra in uso molto prima
dell'intervallo di settima, che è un armonico relativamente
vicino alla fondamentale.

M.

Rudy

unread,
Mar 31, 2006, 11:13:06 AM3/31/06
to
Arne Saknussem <texw...@ngi.it> wrote:


> > riesci a reppresentare il pensiero della "stragrande maggioranza degli
> > ascoltatori"?
>
> Non lo rappresento, mi limito a consatare.

La constatazione è figlia dell'osservazione. E l'osservazione per avere
un valore scientifico, cioe' riproducibile e quindi comprensibile anche
agli altri, si deve basare su una metodologia statistica.
Quindi deve operare sulla valutazione di campioni di popolazione
statisticamente significativi.
Hai conoscenza di conclusioni di studi scientifici su questo problema?
Se ne hai, magari sarebbe serio citarli. Se non ne hai, al massimo puoi
dire: molte persone che conosco e che amano la musica classica non
apprezzano l'atonalità. L'estendere questa "constatazione" all'universo
rappresentato dalla persone che amano la musica classica è una cosa
arbitraria e quindi non corrispondente al vero, o per lo meno non
condivisibile a ragione.

Ciao

Rudy

Rudy

unread,
Mar 31, 2006, 11:13:06 AM3/31/06
to
mario r.p. <mar...@mario.rp> wrote:


> quando dico "naturale" intendo un fenomeno esclusivo della natura in cui
> viviamo e che ci sarebbe anche senza
> l'influenza umana e quindi del tutto estraneo al fenomeno culturale.

Scusa, ma non capisco. Il canto degli uccelli è tonale? Si tratta di un
canto proprio della "natura" e che c'è anche "senza l'influenza umana ed
è del tutto estraneo al fenomeno culturale".

Forse dici che non è canto? E allora che cosa è? Non è forse un richiamo
amoroso, e quindi rivolto a qualcuno che lo deve ascoltare e
interpretare?

Ciao

Rudy

Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 31, 2006, 11:28:48 AM3/31/06
to
In data Fri, 31 Mar 2006 16:08:31 +0200, Arne Saknussem <texw...@ngi.it>
ha scritto:

> Rimane il fatto che forse l'atonalità non è un percorso
> obbligato.

Vero, ma se per questo non lo è neppure la tonalità. Ho l'impressione che
la vera tragedia musicale del XX secolo non sia la comparsa del linguaggio
atonale, ma la pretesa - di entrambi i "partiti artistici" - che quanto
viene dall'altro versante debba venire rifiutato a priori.


--
Giuseppe Sottotetti
gso...@alice.it
http://SottotettiGiuseppe .ilcannocchiale.it

Danny Rose

unread,
Mar 31, 2006, 11:33:31 AM3/31/06
to

Arne Saknussem <texw...@ngi.it> wrote in message
1hd2n8i.ra3tn5jmmjfrN%texw...@ngi.it...

> Riguardo alla "bellezza" io sono fermo alla Poetica di Aristotele.

Temo che la possibilità stessa di una posizione simile sia mera illusione.

> L'Arte deve dare piacere: inteso non come trastullo e spensieratezza, ma
> come approfondimento e scavo interiori, per non dire catarsi, che però
> nel contempo provochino appagamento e soddisfazione. Altrimenti mi leggo
> un saggio filosofico.

Ti faccio notare che tu stesso le presenti come posizioni personali. Quanto
alla possibilità della catarsi (forzando un po' Aristotele, mi viene da
pensare allo straniamento brechtiano) non credo abbia molto a che fare con
la soddisfazione di vedere confermate le proprie preclusioni espressive. Che
sono preclusioni di senso, nel caso della musica.

> Può essere. Rimane il fatto che forse l'atonalità non è un percorso
> obbligato.

Continuiamo a parlare di "atonalità" come se fosse qualcosa di obiettivo.
Cosa intendi di preciso? C'è l'atonalità di un certo periodo di Schoenberg,
e fra l'altro a lui il termine non piaceva. O ne parliamo come di non
tonalità nel senso classico del termine, quello impostosi nel Settecento?
Perché allora è atonale anche tanta musica rinascimentale, per non parlare
di quella precedente.

>E Shosta, Bartok e qualcun altro sono lì a dimostrarlo.

Mah. Che quel che si incontra in Bartok sia tonale in *quel senso* del
termine ho parecchi dubbi.

> Altrimenti dovrei giungere alla sconsolata conclusione che la musica è
> finita e non ci rimane che ascoltare il passato remoto.

Un po' drammatico.

> Cordialità

Altrettanto, contraccambio.

dR


the Archeopteryx

unread,
Mar 31, 2006, 12:39:35 PM3/31/06
to
> *Modali* e tonale; questo almeno è un bel parlare. Altro che
> sproloquiare di tonalità e cervello umano.

Sinceramente parlando è stato un mio refuso. Volevo scrivere
"modale". Non so se la tua risposta di conseguenza è - bonariamente,
credo - ironica o è seria. In questo secondo caso siamo incappati in
un vero "topos": il tizio che spara la stronzata colossale che però
viene presa per serissima e fa pensare a chi sa quale cultura ed
erudizione. Non è il mio caso; non sapevo si potesse parlare di
sistemi modali e allora ne approfitto per chiedere spiegazioni, se
va di darmele a te e/o altri, così imparo qualcosa di nuovo che per
me è sempre una gran gioia.

> Giunse, ma non è facile. Scusa se non ti ho risposto, ma sto
> pensando a chi interpellare (i miei referenti abituali sono
> specialisti di altri generi;

Tranquillo, solo se e quando puoi. Era solo una nota tecnica e in
nessun caso un modo per sollecitarti o pressarti :) Grazie di tutto!
Metto in agenda che l'indirizzo funziona, tutto qui :)

ciao ciao

Apx.

--
"Non portare mai la tua donna alla
baia dei Porci. Lei capirà"

the Archeopteryx

unread,
Mar 31, 2006, 12:54:39 PM3/31/06
to
> Serio o non serio, umorista o no, chi altro in Italia e non solo
> ha affrontato, a quei livelli ed in senso se non storico almeno
> semiologico e comparativo i problemi dell'interpretazione
> pianistica? Beh, con impostazione meno pratica e particolare c'è
> De Natale..... ma se Rattalino ti pare serioso, allora per De
> Natale e la sua prosa quali aggettivi dovrai trovare?

Non so cosa dire, io ho dei blocchi mentali assolutamente
irrazionali. Uno di questi è che non riesco a separare il messaggio
dal mezzo : ) e quando percepisco che qualcuno non saprebbe
"cazzeggiare" mi si perdoni il termine in sì augusto thread, la cosa
mi crea un grosso disagio. Ovvero, è ovvio che ascolto Rattalino con
attenzione e fatto che abbia curato lui la serie su GG è senz'altro
ottimo. Però, mi viene in mente il suo commento all'esecuzione al
preludio in fa diesis minore del CBT al cembalo; dà quasi una
connotazione negativa a un effettivamente gratuito cambio di
fraseggio quasi con un pizzico di compiaciuta saccenza di aver colto
in fallo qualcuno, e lo fa con le mani tenute come in un personaggio
di Bonvi, vederlo fa uno strano effetto. Sono abbastanza sicuro che
è solo un problema di decodifica; magari è sulle sue e riservato, e
nessuno può sapere se con le persone con cui sta bene si trasforma
in un tipo che troverei simpatico. Ma, ripeto, è un altro ordine di
questioni, uno dei miei tantissimi limiti. Con persone intelligenti
arriva sempre l'arricchimento culturale e spirituale ma... se c'è
anche un pizzico di risate e di gioia è molto, molto meglio.

Meister Jakob

unread,
Mar 31, 2006, 1:21:30 PM3/31/06
to
"Moosbrugger" <bass_des...@yahoo.it> ha scritto

.., o di non spiegare perchè


<nella storia della musica l'intervallo di quarta corrispondente
<ad un armonico molto lontano entra in uso molto prima
<dell'intervallo di settima, che è un armonico relativamente
<vicino alla fondamentale.

E' vero se tu vuoi ottenere il FA partendo dal DO.
Ma l'intervallo di quarta è anche quello che si ottiene subito con DO -SOL-
DO.

Adesso che ne hai .. la facoltà, prova un sera a mettere a letto il piccolo
con un lieder di Webern e la successiva con un adagio di Vivaldi.
O dici che già dal pancione è stato influenzato del sistema tonale?

Ciao
Giacomo


Sal Paradise

unread,
Mar 31, 2006, 2:14:41 PM3/31/06
to

"Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:op.s7adeak4v1t9dc@nome-173108dd1a...

> In data Fri, 31 Mar 2006 16:08:31 +0200, Arne Saknussem <texw...@ngi.it>
> ha scritto:
>
>> Rimane il fatto che forse l'atonalità non è un percorso
>> obbligato.
>
> Vero, ma se per questo non lo è neppure la tonalità. Ho l'impressione che
> la vera tragedia musicale del XX secolo non sia la comparsa del linguaggio
> atonale, ma la pretesa - di entrambi i "partiti artistici" - che quanto
> viene dall'altro versante debba venire rifiutato a priori.

cazzo, sono d'accordo!


Danny Rose

unread,
Mar 31, 2006, 2:20:22 PM3/31/06
to

Giuseppe Sottotetti <gso...@alice.it> wrote in message
op.s69kz1pwv1t9dc@nome-173108dd1a...

> Quando ascolto il concerto per violino di Berg non ho affatto questa
> impressione, anzi. Sarà forse perchè la citazione di Bach dà una
> colorazione modale al tutto?

La serie è congegnata in questo modo. La citazione del corale compare
nell'armonizzazione originale, Berg lo ha precisato.

> Ho sempre l'impressione che il vero problema sia sempre riconoscere e
> memorizzare gli elementi sonori: nel momento in cui tu riesci (e con Berg
> e Messiaen è secondo me molto più facile che con altri) a riconoscere
> l'idea musicale e quindi a seguirne lo sviluppo la presenza o meno di
> un'armonia tonale diventa irrilevante.

Proprio irrilevante no, ma è una bella idea, per quel che ne so.
Complimenti.

dR


Moosbrugger

unread,
Mar 31, 2006, 2:39:18 PM3/31/06
to
Meister Jakob ha scritto:

> E' vero se tu vuoi ottenere il FA partendo dal DO.
> Ma l'intervallo di quarta è anche quello che si ottiene subito con DO -SOL-
> DO.


D'accordo, ma che c'entra con la teoria degli armonici ? (o
magari c'entra, con gli armonici ho un brutto rapporto :-D


> Adesso che ne hai .. la facoltà, prova un sera a mettere a letto il piccolo
> con un lieder di Webern e la successiva con un adagio di Vivaldi.
> O dici che già dal pancione è stato influenzato del sistema tonale?


Per adesso ho provato solo con un po' di Bach, ma non gli piace
il casino e piange. E' piiiiiccolo....:-) Ha solo tre settimane,
povero.

M.

Danny Rose

unread,
Apr 1, 2006, 5:46:52 AM4/1/06
to

Sandro Bisotti <sandr...@libero.it> wrote in message
4707ea75609a525f9ec...@mygate.mailgate.org...

> se
> Rattalino ti pare serioso, allora per De Natale e la sua prosa quali
> aggettivi dovrai trovare?

E' il De Natale dei libri sull'armonia? Decisamente astruso, imho.

dR


Sandro Bisotti

unread,
Apr 1, 2006, 8:47:57 AM4/1/06
to
"the Archeopteryx" <cor.bonukFANCULOSPAM@libero_NOMAIL_.it> wrote in
message news:442d6cbb$0$29726$4faf...@reader2.news.tin.it

> Non so cosa dire, io ho dei blocchi mentali assolutamente
> irrazionali.

Tu e tutti.

> Sono abbastanza sicuro che
> è solo un problema di decodifica; magari è sulle sue e riservato, e
> nessuno può sapere se con le persone con cui sta bene si trasforma
> in un tipo che troverei simpatico.

Non conosco personalmente ne lui ne te, ma a leggere l'uno e l'altro
scommetterei che non lo troveresti antipatico. Sbaglierò io, ma la prosa
di Rattalino e la natura più da indagatore competente e soprattutto
appassionato
che da professore delle sue incursioni nei territori pianistici (mi
riferisco ai suoi libri) mi fa
pensare ad una persona anche spiritosa.Aspetto sulla cui importanza ti
seguo al 100%.
I link segnalati da MrDuffy, ammetti, non danno l'idea di un trombone...
Personalmente la considero una figura positiva per due motivi: alcuni
suoi
testi suscitarono in me curiosità ed interesse verso interpreti che oggi
stanno nel mio pantheon e che allora ignoravo, e poi rispose in maniera
tutt'altro che formale ed evasiva ad una mia lettera (da sconosciuto)
nella quale gli chiedevo ragguagli su un pianista.

ciao,
S.


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Sandro Bisotti

unread,
Apr 1, 2006, 8:54:38 AM4/1/06
to
"Danny Rose" <vitto...@tin.it> wrote in message


> E' il De Natale dei libri sull'armonia?

Quelli. E quello su Schumann.

>Decisamente astruso, imho.

Anche per me.

. k l A u s .

unread,
Apr 1, 2006, 3:54:35 PM4/1/06
to
On Fri, 31 Mar 2006 18:01:28 +0200, Moosbrugger <bass_des...@yahoo.it>
wrote:

>Anche questa è storia vecchia. La spiegazione "naturale" ha
>innumerevoli difetti, ad esempio quello di non spiegare affatto
>il modo minore, e scusa se è poco, o di non spiegare perchè
>nella storia della musica l'intervallo di quarta corrispondente
>ad un armonico molto lontano entra in uso molto prima
>dell'intervallo di settima, che è un armonico relativamente
>vicino alla fondamentale.

credo che bisognerebbe allargare un po' l'orizzonte di alcune visioni troppo
accademiche - o meccanicistiche, se vuoi - in base alle quali l'intervallo di
quarta viene considerato "distante" , mentre invece é assai vicino, basta
pensare all'intervallo "rovesciato" che diventa di quinta, ovvero vicinissimo

mi spiego meglio - tu non ne hai certo bisogno, ma vorrei essere capito anche
da chi non mastica molto l'argomento
l'intervallo di quinta, es. DO-SOL o meglio di dodicesima es. DO1-SOL2 é molto
naturale: se si divide una corda in tre parti uguali si ottiene esattamente quel
rapporto, lo stesso avviene suonando un tubo d'aria, che risuonando ad es. sul
DO1 passa poi al successivo DO2 e infine al successivo SOL2 (sono i primi
rapporti armonici che escono con estrema naturalezza, chiunque suoni la tromba,
il trombone o qualsiasi ottone lo sa perfettamente - ovviamente la scelta del DO
é puramente indicativa, succede lo stesso per qualsiasi nota di partenza)
analizzando la cosa alla rovescia, possiamo peró anche affermare che il DO é ad
una quarta di distanza dal SOL il che - trattandosi esattamente delle stesse
note - lascia supporre che il legame tra di loro sia molto più simmetrico di
quel che sembrerebbe analizzando i valori numerici (le vibrazioni al secondo)

in effetti ci sembra naturale - e "molto" consonante - il rapporto
tonica-dominante, che é appunto di quinta, ma perché allora non viene definito
egualmente consonante il rapporto dominante-tonica, che é appunto di quarta ?

infine, vorrei far notare che il circolo delle quinte percorso in senso opposto
diventa il circolo delle quarte ...

. a l l E g r i .

_______________________________________________________________
Support bacteria -- they're the only culture some people have !
_______________________________________________________________

Moosbrugger

unread,
Apr 2, 2006, 4:33:41 AM4/2/06
to
. k l A u s . ha scritto:

> credo che bisognerebbe allargare un po' l'orizzonte di alcune visioni troppo
> accademiche - o meccanicistiche, se vuoi - in base alle quali l'intervallo di
> quarta viene considerato "distante" , mentre invece é assai vicino, basta
> pensare all'intervallo "rovesciato" che diventa di quinta, ovvero vicinissimo


Siamo d'accordo, ma non mi pare che il nostro amico intendesse
questo. Se "il cervello risponde meglio alla successione delle
armoniche" immagino che si riferisca alle armoniche della
fondamentale. O no ?

M.

. k l A u s .

unread,
Apr 2, 2006, 4:10:47 PM4/2/06
to
On Sun, 02 Apr 2006 10:33:41 +0200, Moosbrugger <bass_des...@yahoo.it>
wrote:

>Siamo d'accordo, ma non mi pare che il nostro amico intendesse
>questo. Se "il cervello risponde meglio alla successione delle
>armoniche" immagino che si riferisca alle armoniche della
>fondamentale. O no ?

perché, secondo te la quarta non é un'armonica della fondamentale ???

ecco la sequenza degli armonici, partendo dalla prima posizione del trombone - i
rapporti valgono per qualsiasi altra nota di partenza -

Sib Sib Fa Sib Re Fa Lab Sib Do ecc.

come noterai il quarto armonico (Sib) é esattamente una quarta dopo il terzo
armonico (Fa)

ndrocc...@supereva.it

unread,
Apr 2, 2006, 5:11:59 PM4/2/06
to
Archeopteryx
>parlo dell'impressione che ho
>l'impressione ne ricaverei cenandoci o conversandoci di persona
colgo l'occasione per evidenziare la bella impressione che ho avuto da
profano a leggere
2 suoi libri.

ps l'endovene di Bach sono un buon rimedio contro la depressione:)
mo apro un post-icino

Moosbrugger

unread,
Apr 2, 2006, 5:49:54 PM4/2/06
to
. k l A u s . ha scritto:

> perché, secondo te la quarta non é un'armonica della fondamentale ???


Direi proprio di no. Credo :-)


> ecco la sequenza degli armonici, partendo dalla prima posizione del trombone - i
> rapporti valgono per qualsiasi altra nota di partenza -
>
> Sib Sib Fa Sib Re Fa Lab Sib Do ecc.
>
> come noterai il quarto armonico (Sib) é esattamente una quarta dopo il terzo
> armonico (Fa)


Esatto : è in rapporto di quarta, ma non con la fondamentale.
Secondo il tuo ragionamento anche terza minore e seconda
maggiore sarebbero armoniche della fondamentale.

M.

mario r.p.

unread,
Apr 3, 2006, 4:19:04 AM4/3/06
to
> Scusa, ma non capisco. Il canto degli uccelli è tonale? Si tratta di un
> canto proprio della "natura" e che c'è anche "senza l'influenza umana ed
> è del tutto estraneo al fenomeno culturale".

Giusta osservazione!
Vivendo in campagna ti posso rispondere non come un ornitologo ma come uno che al mattino presto ne sente di tutti i
tipi.
Il merlo e' tonale
Il cardellino normalmente termina il canto con la stessa nota da cui ha iniziato
Il cuculo e' tonale
la cinciallegra è tonale
la rondine no
il pipistrello no
la gallina no
il gallo (se non ha il raffreddore) si avvicina molto
il picchio e' un percussionista e come tale dipende dal legno su cui picchia

ovviamente quando dico che e' tonale intendo che ci si avvicina molto, esempio il cuculo che alterna la tonica col
terzo grado come nella sesta di LvB

> Forse dici che non è canto? E allora che cosa è? Non è forse un richiamo
> amoroso, e quindi rivolto a qualcuno che lo deve ascoltare e
> interpretare?

certo che è un canto, e anche molto bello!
comunque chi lo deve interpretare ha i mezzi per farlo nella maniera corretta.

--
ciao
mario :-)


mario r.p.

unread,
Apr 3, 2006, 7:14:04 AM4/3/06
to
>> Sta di fatto che comunque il cervello risponde meglio alla successione
>> delle armoniche perche' e' un fenomeno fisico naturale.

> Anche questa è storia vecchia.

vero! lo sapevano anche gli antichi greci

> La spiegazione "naturale" ha innumerevoli difetti,

la perfezione non e' di questo mondo...

> ad esempio quello di non spiegare affatto il modo minore,

potrei azzardare un'ipotesi da profano: un giorno qualcuno accidentalmente ha sbagliato la terza ed ha constatato che
la terza minore aveva un suono gradevole. Quando non studiavo ma strimpellavo per fatti miei ho trovato un sacco di
combinazioni interessanti.

> e scusa se
> è poco, o di non spiegare perchè nella storia della musica l'intervallo di
> quarta corrispondente ad un armonico molto lontano entra in uso molto prima
> dell'intervallo di settima, che è un armonico relativamente vicino alla
> fondamentale.

purtroppo su cio' non ho argomenti. sono cose che ho studiato 124 anni fa e mi ricordo a fatica :-)

--
ciao
mario :-)


. k l A u s .

unread,
Apr 4, 2006, 2:24:28 PM4/4/06
to
On Sun, 02 Apr 2006 23:49:54 +0200, Moosbrugger <bass_des...@yahoo.it>
wrote:

>Esatto : č in rapporto di quarta, ma non con la fondamentale.

>Secondo il tuo ragionamento anche terza minore e seconda
>maggiore sarebbero armoniche della fondamentale.

tutto é relativo :-)

Gianni

unread,
Apr 5, 2006, 5:55:06 PM4/5/06
to

"Rudy" <rodolfo....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:1hd0gvy.bmdd3cz76aesN%rodolfo....@tin.it...
> Sto cercando di trasferire tutte le registrazioni musicali che ho fatto
> su VHS in DVD.
> Mi sono capitate sotto mano le registrazioni integrali in video che
> avevo fatto dalla RAI di trasmissioni che riguardavano Arturo Benedetti
> Michelangeli e Glenn Gould. Siamo agli inizi degli anni Novanta, quando
> la RAI faceva ancora trasmissioni di questo tipo, e non inseguiva le
> trasmissioni postribolo della super paraninfa Maria De Filippi.
> Rudy
>
CUT

Ciao Rudy,
e' possibile averne una copia?

Grazie e saluti

Gianni


Cantor

unread,
Apr 5, 2006, 7:30:51 PM4/5/06
to

Anch'io ho quelle vhs. Il concerto in re minore per di Bach è stupendo


--
Cantor
------------------------------------------------------------------------
Inviato via http://www.freenfo.net/usenet
Profilo di Cantor: http://www.freenfo.net/usenet/member.php?userid=828

Sal Paradise

unread,
Apr 6, 2006, 6:59:28 PM4/6/06
to

"mario r.p." <mar...@mario.rp> ha scritto nel messaggio
news:mn.1a6b7d647...@mario.rp...

> Giusta osservazione!
> Vivendo in campagna ti posso rispondere non come un ornitologo ma come uno
> che al mattino presto ne sente di tutti i tipi.
> Il merlo e' tonale
> Il cardellino normalmente termina il canto con la stessa nota da cui ha
> iniziato
> Il cuculo e' tonale
> la cinciallegra è tonale
> la rondine no
> il pipistrello no
> la gallina no
> il gallo (se non ha il raffreddore) si avvicina molto
> il picchio e' un percussionista e come tale dipende dal legno su cui
> picchia

scusa ma non resistevo:

"Bona la mortadella:
La mortadella è di sinistra
Il salame socialista
Il prosciutto democristiano
La coppa liberale
Le salsiccie repubblicane
Il prosciutto cotto è fascista!"

Bel film.


mario r.p.

unread,
Apr 7, 2006, 8:32:21 AM4/7/06
to
> scusa ma non resistevo:
>
> "Bona la mortadella:
> La mortadella è di sinistra
> Il salame socialista
> Il prosciutto democristiano
> La coppa liberale
> Le salsiccie repubblicane
> Il prosciutto cotto è fascista!"
>
> Bel film.

:-)

--
ciao
mario :-)


khari...@yahoo.it

unread,
Apr 13, 2006, 7:54:57 AM4/13/06
to
Caro Rudy,
mi piacerebbe sapere come procede il tuo lavoro di trasferimento in
DVD. Alcune delle cose che citi si trovano in commercio (ad esempio uno
dei concerti tenuti da Michelangeli a Torino nel 1962, in particolare
il Vol. II quello interamente dedicato a Chopin) ma hanno prezzi
improponibili. Invece introvabili sono le registrazioni di Gould
presentato da Rattalino (che anche io trovo un pò barboso), di queste
ne posseggo solo una, quella in cui GG suona le variazioni WOo 80 in
modo semplicemente impareggiabile. Se il lavoro procede e fossi
disposto a farne una copia ci si potrebbe accordare per il costo della
duplicazione, del cd e del tuo lavoro, ovviamente. Trovo che la tua sia
una splendida idea. Grazie!

Rudy

unread,
Apr 13, 2006, 4:34:17 PM4/13/06
to
khari...@yahoo.it <khari...@yahoo.it> wrote:

> Caro Rudy,
> mi piacerebbe sapere come procede il tuo lavoro di trasferimento in
> DVD. Alcune delle cose che citi si trovano in commercio (ad esempio uno
> dei concerti tenuti da Michelangeli a Torino nel 1962, in particolare
> il Vol. II quello interamente dedicato a Chopin) ma hanno prezzi
> improponibili. Invece introvabili sono le registrazioni di Gould

> presentato da Rattalino (che anche io trovo un pņ barboso), di queste


> ne posseggo solo una, quella in cui GG suona le variazioni WOo 80 in
> modo semplicemente impareggiabile. Se il lavoro procede e fossi
> disposto a farne una copia ci si potrebbe accordare per il costo della
> duplicazione, del cd e del tuo lavoro, ovviamente. Trovo che la tua sia
> una splendida idea. Grazie!

Non pensi che conversazioni di questo tipo si svolgano meglio per
e-mail?

Ciao

Rudy


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