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L'incontro tra Rossini e Beethoven

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L'Esattore

unread,
Sep 23, 2012, 4:44:17 PM9/23/12
to
incuriosito dall'accenno di egmont a una opinione negativa di Beethoven
sullo Stabat mater di Pergolesi, opinione raccolta da Rossini nel
fugace incontro con Beethoven del 1822, mi sono andato a spulciare un
po' di cronache di questo incontro. Avevo più di qualche dubbio, perché
il colloquio è stato spesso riferito come molto frugale e anche
superficiale, ma evidentemente mi sbagliavo. Lo stesso Rossini, nella
visita ricevuta da Wagner nel 1860 e trascritta da Michotte, ne dà un
ampio resoconto, nel quale dice un sacco di cose molto interessanti non
solo su Beethoven e sul loro incontro, ma direi a tutto tondo.
Qui trovate l'intera trascrizione dell'incontro tra Wagner e Rossini,
con tanto di racconto dell'incontro con Beethoven, che mi sembra
abbastanza romanzato (non vedo però perché avrebbe dovuto inventarsi un
giudizio su Pergolesi o Cimarosa), ma tant'è, finisce per far venire i
brividi.

L'opinione di Beethoven sullo Stabat Mater di Pergolesi è un po' più
ampia di quella riportata da egmont ("banale e poco vario nella
scrittura"):

"molto toccante, pur con una forma poco varia... dall'effetto monotono.
Invece la Serva Padrona..."

Più sopra c'è un'opinione su Cimarosa.

http://www.rodoni.ch/mose-rossini/rossini-wagner/rossini-wagner.html


Garson Poole

unread,
Sep 23, 2012, 5:03:52 PM9/23/12
to
ma è in francese :(

L'Esattore

unread,
Sep 23, 2012, 5:12:39 PM9/23/12
to
Garson Poole ha pensato forte :

> ma è in francese :(

vabbé, su, se lo capisco io che non l'ho mai studiato possono capirlo
tutti :)

ho trovato questo piccolo stralcio (mancano alcuni brani, tra lui la
parte su Pergolesi e Cimarosa) tradotto in italiano:

Avevo già ascoltato a Milano alcuni quartetti di Beethoven e non ho
bisogno di dirle con quanta emozione e ammirazione! Conoscevo anche
alcune sue composizioni per pianoforte. A Vienna assistei per la prima
volta all'esecuzione di una delle sue sinfonie, l'Eroica. Quella musica
mi sconvolse. Ebbi un solo pensiero: conoscere quel grande genio,
vederlo, fosse pure una sola volta. Ne parlai con Salieri che sapevo
essere in rapporti con Beethoven…. Per soddisfare il mio desiderio
pensò che la cosa migliore fosse parlarne con Carpani, il poeta
italiano che era persona gradita a Beethoven; era certo che con il suo
aiuto sarebbe riuscito. In effetti Carpani si adoperò con tale
insistenza presso il maestro che ottenne il suo consenso a ricevermi.
Ho bisogno di dirlo? Salendo le scale che conducevano alla misera
dimora in cui abitava il grande uomo, feci un certa fatica a
controllare la mia emozione. Quando la porta si aprì, mi trovai in una
specie di bugigattolo sudicio e spaventosamente disordinato. Mi ricordo
soprattutto che il soffitto, subito sotto il tetto, era percorso da
grandi crepe attraverso le quali la pioggia doveva certo penetrare a
fiotti. I ritratti di Beethoven che tutti conosciamo nell'insieme
riproducono abbastanza fedelmente la sua fisionomia. Ma quel che nessun
incisore saprebbe mai esprimere è la tristezza indefinibile che emana
dal suo volto, mentre sotto le folte sopraciglie, come in profonde
caverne, gli occhi, anche se piccoli, sembrano trafiggervi. La voce era
dolce e un poco velata. Quando entrammo, senza fare attenzione a noi
restò qualche momento chino su una pagina di musica che finiva di
correggere. Poi, sollevando la testa, mi disse bruscamente, in un
italiano abbastanza comprensibile: "Ah Rossini, è lei l'autore del
Barbiere di Siviglia? Le faccio i miei complimenti, è un'eccellente
opera buffa; l'ho letta con piacere e mi sono divertito. Fino a che ci
sarà un teatro d'opera italiano verrà eseguita. Non cerchi mai di fare
altro che opere buffe; voler riuscire in un altro genere
significherebbe forzare il suo destino." Carpani che mi accompagnava lo
interruppe subito, naturalmente scarabocchiando in tedesco e
traducendomi parola per parola; era questo il solo modo in cui si
poteva tenere una conversazione con Beethoven; scrisse: "Ma il maestro
Rossini ha già composto un gran numero di opere serie, Tancredi,
Otello, Mosè; io stesso gliele ho mandate raccomandandole di
esaminarle." Beethoven rispose: "Infatti le ho scorse, ma vedete,
l'opera seria non è per gli italiani. Per trattare il vero dramma non
hanno sufficiente dottrina musicale; e come potrebbero mai acquisirla
in Italia?" Io gli comunico tutta la mia ammirazione per il suo genio,
tutta la gratitudine per avermi permesso di esprimergliela... Mi
rispose con un profondo sospiro e con queste poche parole: "Oh! un
infelice!"

Dopo una pausa mi chiese alcuni dettagli sui teatri italiani, sui
cantanti famosi, volle sapere se si eseguivano frequentemente le opere
di Mozart, se ero soddisfatto della compagnia italiana a Vienna. Poi
augurandomi una buona esecuzione e il successo per Zelmira, si alzò e
ci accompagnò fino alla porta, ripetendomi "Soprattutto faccia molti
Barbiere."

Scendendo quella scala, provai un'impressione talmente penosa nel
pensare all'abbandono e alla miseria in cui era lasciato languire un sì
grand'uomo, che non potei frenare le lagrime. "Ma se è lui", disse il
Carpani, "che vuol vivere così! E' un misantropo, un bisbetico, che non
sa conservarsi alcun amico!" La sera stessa assistei ad un pranzo di
gala in casa del principe Metternich. Turbato ancora da quella visita,
da quella lugubre parola "infelice", che mi era rimasta negli orecchi,
mi sentii come confuso nel vedermi trattato, al paragone del Beethoven,
con tanti riguardi in quella brillante società, e non potei fare a meno
di dire francamente tutto quel che pensavo sulla condotta della Corte e
dell'aristocrazia viennese verso il più gran genio musicale del tempo.
N'ebbe la stessa risposta che mi aveva data il Carpani; ed allora feci
osservare che lo stato di sordità in cui si trovava l'infelice doveva
ispirare la più viva compassione e che non era generoso rimproverargli
certe debolezze per giustificare il rifiuto di soccorrerlo. Aggiunsi
che se tutte le famiglie facoltose di Vienna si fossero sottoscritte
per una data quota, sarebbe stato possibile assicurare al grande
compositore una rendita tale da metterlo al riparo di ogni bisogno; ma
la proposta non trovò l'appoggio di alcuno. Non mi perdei di coraggio e
cercai di raccogliere i fondi necessari per compargli almeno una
modesta abitazione. Ottenni qualche adesione, ma il risultato finale fu
assai mediocre; mi si rispondeva generalmente: "Voi conoscete poco il
Maestro; il giorno dopo ch'egli sarà padrone di una casa, se la
rivenderà; non si saprà mai adattare a tenere un'abitazione fissa;
sente il bisogno di cambiare appartamento ogni sei mesi e domestica
ogni sei settimane!" E così fui obbligato ad abbandonare anche questo
secondo progetto.


egmont

unread,
Sep 23, 2012, 5:43:00 PM9/23/12
to
L'Esattore ha scritto:

> incuriosito dall'accenno di egmont a una opinione negativa di Beethoven
> sullo Stabat mater di Pergolesi, opinione raccolta da Rossini nel
> fugace incontro con Beethoven del 1822, mi sono andato a spulciare un
> po' di cronache di questo incontro. Avevo più di qualche dubbio, perché
> il colloquio è stato spesso riferito come molto frugale e anche
> superficiale, ma evidentemente mi sbagliavo. Lo stesso Rossini, nella
> visita ricevuta da Wagner nel 1860 e trascritta da Michotte, ne dà un
> ampio resoconto, nel quale dice un sacco di cose molto interessanti non
> solo su Beethoven e sul loro incontro, ma direi a tutto tondo.
> Qui trovate l'intera trascrizione dell'incontro tra Wagner e Rossini,
> con tanto di racconto dell'incontro con Beethoven, che mi sembra
> abbastanza romanzato (non vedo però perché avrebbe dovuto inventarsi un
> giudizio su Pergolesi o Cimarosa), ma tant'è, finisce per far venire i
> brividi.

Per intenderci, Esattore, quel racconto è inventato di sana pianta, così
come non è mai avvenuto un incontro tra Rossini e Beethoven (mi pare di
aver
letto, da qualche parte, che ci sono testimonianze dirette sul fatto che
Beethoven si negò a più riprese ad ogni eventuale incontro con Rossini)
Ciò nondimeno, il giudizio sullo Stabat di Pergolesi, in quel racconto
d'epoca, non nasce a caso; e ad ogni modo, per me basta e avanza quello di
Verdi (e di tanti violinisti che, suonandolo, si fracassano puntualmente
le
palle a causa della monotonia della parte).


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


etwas langsamer

unread,
Sep 23, 2012, 5:57:17 PM9/23/12
to
Il 23/09/2012 23:43, egmont ha scritto:

> Per intenderci, Esattore, quel racconto � inventato di sana pianta, cos�
> come non � mai avvenuto un incontro tra Rossini e Beethoven (mi pare di
> aver
> letto, da qualche parte, che ci sono testimonianze dirette sul fatto che
> Beethoven si neg� a pi� riprese ad ogni eventuale incontro con Rossini)
> Ci� nondimeno, il giudizio sullo Stabat di Pergolesi, in quel racconto
> d'epoca, non nasce a caso; e ad ogni modo, per me basta e avanza quello di
> Verdi (e di tanti violinisti che, suonandolo, si fracassano puntualmente
> le
> palle a causa della monotonia della parte).
>
>

Lol, questo reverse 180� te l'ha imposto la task force?
Cazzuti!

L'Esattore

unread,
Sep 23, 2012, 5:57:25 PM9/23/12
to
Nel suo scritto precedente, egmont ha sostenuto :

> Per intenderci, Esattore, quel racconto ᅵ inventato di sana pianta, cosᅵ
> come non ᅵ mai avvenuto un incontro tra Rossini e Beethoven (mi pare di
> aver letto, da qualche parte, che ci sono testimonianze dirette sul fatto che
> Beethoven si negᅵ a piᅵ riprese ad ogni eventuale incontro con Rossini)

approfondirᅵ

> Ciᅵ nondimeno, il giudizio sullo Stabat di Pergolesi, in quel racconto
> d'epoca, non nasce a caso;

vabbᅵ, ma questa ᅵ una stronzata, dai! Non puoi prima sostenere che per
Beethoven lo Stabat mater fosse noioso e banale, e poi affermare che
comunque il giudizio non nasce a caso. Va bene, magari Rossini aveva un
buon motivo per dire quelle cose su Pergolesi e per credere che
Beethoven stesso l'avrebbe pensata cosᅵ, ma ᅵ comunque una supposizione
del tutto arbitraria e, questa sᅵ, superficiale.

Viene quasi il dubbio che improvvisamente il racconto sia falso, per
te, solo per quel passaggio su Cimarosa. Ma ᅵ solo un mio malevolo
dubbio, eh.

> e ad ogni modo, per me basta e avanza quello di
> Verdi (e di tanti violinisti che, suonandolo, si fracassano puntualmente
> le palle a causa della monotonia della parte).

ma chissenefotte dei violinisti, facciano il loro mestiere e non
rompano i coglioni mettendosi a sindacare sulla noiositᅵ di una parte.
Non dubito che ci siano parti di violino (per non dire di altri
strumenti) in chissᅵ quanti capolavori.


L'Esattore

unread,
Sep 23, 2012, 5:59:14 PM9/23/12
to
L'Esattore scriveva il 23/09/2012 :
> Non dubito che ci siano parti di violino* (per non dire di altri strumenti)
> in chissà quanti capolavori.

*noiose


L'Esattore

unread,
Sep 23, 2012, 6:00:12 PM9/23/12
to
etwas langsamer ci ha detto :

> Lol, questo reverse 180ᅵ te l'ha imposto la task force?
> Cazzuti!

dico: t'immagini se l'avesse fatto un altro, un tale dietrofront, che
post al vetriolo avrebbe tirato fuori?


Shapiro used clothes

unread,
Sep 23, 2012, 6:10:17 PM9/23/12
to

"L'Esattore" <vdei...@NOSPAMsupereva.it> ha scritto nel messaggio
news:505f8634$0$17947$4faf...@reader1.news.tin.it...
> L'Esattore scriveva il 23/09/2012 :
>> Non dubito che ci siano parti di violino* (per non dire di altri
>> strumenti) in chissᅵ quanti capolavori.
>
> *noiose

Figuriamoci i contrabassisti.

dR

egmont

unread,
Sep 23, 2012, 6:16:17 PM9/23/12
to
L'Esattore ha scritto:

> Nel suo scritto precedente, egmont ha sostenuto :
,
> > Per intenderci, Esattore, quel racconto � inventato di sana pianta, cos�
> > come non � mai avvenuto un incontro tra Rossini e Beethoven (mi pare di
> > aver letto, da qualche parte, che ci sono testimonianze dirette sul
fatto che
> > Beethoven si neg� a pi� riprese ad ogni eventuale incontro con Rossini)

> approfondir�

> > Ci� nondimeno, il giudizio sullo Stabat di Pergolesi, in quel racconto
> > d'epoca, non nasce a caso;

> vabb�, ma questa � una stronzata, dai! Non puoi prima sostenere che per
> Beethoven lo Stabat mater fosse noioso e banale, e poi affermare che
> comunque il giudizio non nasce a caso. Va bene, magari Rossini aveva un
> buon motivo per dire quelle cose su Pergolesi e per credere che
> Beethoven stesso l'avrebbe pensata cos�, ma � comunque una supposizione
> del tutto arbitraria e, questa s�, superficiale.

Forse non ci capiamo.
L'affermazione su Beethoven l'ho successivamente corretta (mi sono poi
ricordato della non autenticit� del discorso); non vedo dove sia il
problema. Non sono certo una biblioteca e non ho interessi musicologici.
Quello che per� si nota, in quello scritto, � un'opinione molto precisa
sullo Stabat Mater di Pergolesi. Opinione non so di chi, peraltro, se non
da
attribuire a qualche denigratore della scuola italiana; singolare il fatto
che Rossini si mortifichi della scarsa istruzione musicale ai suoi tempi e
nei suoi luoghi, cosa palesemente insensata: guarda solo dove e con chi
aveva studiato. Per� si tratta di un'opinione tutt'altro che stupida, dato
che scopre i limiti di forma e di scrittura dell'opera di Pergolesi.



> ma chissenefotte dei violinisti, facciano il loro mestiere e non
> rompano i coglioni mettendosi a sindacare sulla noiosit� di una parte.
> Non dubito che ci siano parti di violino (per non dire di altri
> strumenti) in chiss� quanti capolavori.


Purtroppo, quando una scrittura � troppo monotona, lo strumentista non pu�
che provare e quindi trasmettere questa monotonia.
Temo che tu confonda gli orchestrali con gli operai della Fiat.

etwas langsamer

unread,
Sep 23, 2012, 6:27:48 PM9/23/12
to
Il 24/09/2012 00:16, egmont ha scritto:
>
> Forse non ci capiamo.
> L'affermazione su Beethoven l'ho successivamente corretta (mi sono poi
> ricordato della non autenticit� del discorso); non vedo dove sia il
> problema. Non sono certo una biblioteca e non ho interessi musicologici.
> Quello che per� si nota, in quello scritto, � un'opinione molto precisa
> sullo Stabat Mater di Pergolesi. Opinione non so di chi, peraltro, se non
> da
> attribuire a qualche denigratore della scuola italiana; singolare il fatto
> che Rossini si mortifichi della scarsa istruzione musicale ai suoi tempi e
> nei suoi luoghi, cosa palesemente insensata: guarda solo dove e con chi
> aveva studiato. Per� si tratta di un'opinione tutt'altro che stupida, dato
> che scopre i limiti di forma e di scrittura dell'opera di Pergolesi.

Questa � n� pi� n� meno che la "logica" per cui, un tempo,
si giudicarono veritieri i Protocolli dei Savi di Sion.
C'� una tradizione che conferma la mia opinione, ergo quella tradizione
non pu� essere che attendibile, dato che la mia opinione, sotto sotto,
io sono convinto che sia la verit�.
Mi scuso per il paragone, contenutisticamente non c'entra nulla,
ma formalmente � proprio proprio l'istess.

>> ma chissenefotte dei violinisti, facciano il loro mestiere e non
>> rompano i coglioni mettendosi a sindacare sulla noiosit� di una parte.
>> Non dubito che ci siano parti di violino (per non dire di altri
>> strumenti) in chiss� quanti capolavori.
>
>
> Purtroppo, quando una scrittura � troppo monotona, lo strumentista non pu�
> che provare e quindi trasmettere questa monotonia.
> Temo che tu confonda gli orchestrali con gli operai della Fiat.
>

Vorrei farti notare quanto sia tipico di una concezione "for dummies"
("di gran classe" per�, cit.), giudicare della noiosit� di un brano
sulla base della (presunta) noiosit� delle singole parti.
Significa non avere la pi� pallida idea di cosa significa
"fare musica", farlo "insieme", subordinare la propria
individualit� di strumentista al risultato complessivo
ottenuto dall'orchestra.

Una visione molto raffinata della musica, chapeau.


E


Garson Poole

unread,
Sep 24, 2012, 5:11:47 AM9/24/12
to
Grazie!
ma c'è un libro edito in italiano ?

bernardo...@gmail.com

unread,
Mar 1, 2017, 3:48:00 PM3/1/17
to

ferd...@gmail.com

unread,
Mar 2, 2017, 7:55:01 AM3/2/17
to
dove si mette il "like"? :-D
e.
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