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Ravel concerto in sol Bollani-Chailly

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chez_toscanini

unread,
Mar 27, 2012, 10:00:53 AM3/27/12
to
Ho sentito l'anteprima live su Repubblica. Certo che avere altre
interpretazioni storiche o meno nelle orecchie non giova. Pero' che ne
pensate?

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/bollani-e-chailly-suonano-gli-anni-30-il-nuovo-disco/91291?video=&ref=HRESS-31

Ezio

luziferszorn

unread,
Mar 27, 2012, 2:29:25 PM3/27/12
to
On 27 Mar, 16:00, chez_toscanini <chez_toscan...@yahoo.com> wrote:
> Ho sentito l'anteprima live su Repubblica. Certo che avere altre
> interpretazioni storiche o meno nelle orecchie non giova. Pero' che ne
> pensate?
>


preferisco evitarlo; già non tollero la versione Bernstein...

lq

def

unread,
Mar 27, 2012, 5:03:28 PM3/27/12
to
"luziferszorn" <pan2...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:a8301a59-86ea-495f...@fk28g2000vbb.googlegroups.com...
On 27 Mar, 16:00, chez_toscanini <chez_toscan...@yahoo.com> wrote:
>
> preferisco evitarlo; già non tollero la versione Bernstein...

ma la versione di Bernstein è oscena: mai sentito ad esempio Michelangeli?

Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 28, 2012, 2:01:19 AM3/28/12
to
Il 27/03/2012 16:00, chez_toscanini ha scritto:
> Ho sentito l'anteprima live su Repubblica. Certo che avere altre
> interpretazioni storiche o meno nelle orecchie non giova. Pero' che ne
> pensate?

Un'altra voce per il dizionario delle idées reçues in musica classica: i
jazzisti sanno dare migliori intepretazioni di Gerschwin (e di tutto ciò
che è stato influenzato dal jazz).

Siamo a livello di Keith Emerson che modfica il tema iniziale della
Sinfonietta di Janacek così da farne una canzoncina bluesy che però non
agginge una virgola alla nostra visione del brano musicale originale


--
Giuseppe Sottotetti
gso...@alice.it
giuseppe....@fastwebnet.it
http://SottotettiGiuseppe.ilcannocchiale.it/
http://betasom.blogspot.com/

fathermckenzie

unread,
Mar 28, 2012, 2:45:02 AM3/28/12
to
Il 28/03/2012 08:01, Giuseppe Sottotetti ha scritto:
> Siamo a livello di Keith Emerson che modfica il tema iniziale della
> Sinfonietta di Janacek così da farne una canzoncina bluesy che però non
> agginge una virgola alla nostra visione del brano musicale originale

Non aggiunge una virgola? E' un'interpretazione, sarebbe come dire che
ascoltare la nona sinfonia da Böhm o Karajan non aggiunge niente alla
comprensione.

--
Oudépote anégnote en taîs grafaîs, líthon hòn apedokímasan hoi
oikodomoûntes hoûtos egenéthe eis kefalèn gonías: parà Kuríou egéneto
haúte, kaì éstin thaumastè en ofthalmoîs hemôn? (Mt 21:42)

daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 28, 2012, 3:02:27 AM3/28/12
to

"fathermckenzie" <james.leopard_da0@meno_infinito.it> ha scritto nel
messaggio news:jkuc1a$o54$1...@speranza.aioe.org...
> Non aggiunge una virgola? E' un'interpretazione, sarebbe come dire che
> ascoltare la nona sinfonia da Böhm o Karajan non aggiunge niente alla
> comprensione.

Un'interpretazione, quando subentra una modifica credo che non si possa
neppure piů parlare di questo, puň anche impoverire o travisare
completamente il senso musicale di un brano o essere ascritta, tout court,
nella categoria delle porcherie evitabili.


AngelDanger

unread,
Mar 28, 2012, 3:47:16 AM3/28/12
to
On 27 Mar, 16:00, chez_toscanini <chez_toscan...@yahoo.com> wrote:
> Ho sentito l'anteprima live su Repubblica. Certo che avere altre
> interpretazioni storiche o meno nelle orecchie non giova. Pero' che ne
> pensate?
>
> http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/bollani-e-chailly-suo...
>
> Ezio

Non mi sembra per niente a suo agio e "subisce" parecchio la paritura.
Meglio evitare paragoni improponibili.

fathermckenzie

unread,
Mar 28, 2012, 3:49:47 AM3/28/12
to
Il 28/03/2012 09:02, daniel pennac (portatile) ha scritto:
> Un'interpretazione, quando subentra una modifica credo che non si possa
> neppure più parlare di questo, può anche impoverire o travisare
> completamente il senso musicale di un brano o essere ascritta

Io penso che qualunque interpretazione contenga qualche piccola - o meno
piccola - modifica: di scansione, di tempo, di dinamica, chiamala come
vuoi. Non credo sia questione di qualità quanto di quantità.
Forse un jazzista si prende _troppe_ libertà nell'esecuzione, ma d'altro
canto è jazzista per quello, mi si passi la banalità. Secondo te è
megliio che cerchi di trasformarsi in ciò che non è, ossia un musicista
di formazione classica?

luziferszorn

unread,
Mar 28, 2012, 4:11:39 AM3/28/12
to
On 28 Mar, 08:01, Giuseppe Sottotetti
<giuseppe.sottote...@fastwebnet.it> wrote:
>
> Siamo a livello di Keith Emerson



Eh.... Magari!

lq




etwas langsamer

unread,
Mar 28, 2012, 4:26:25 AM3/28/12
to
Il 28/03/2012 09:49, fathermckenzie ha scritto:
> Il 28/03/2012 09:02, daniel pennac (portatile) ha scritto:
>> Un'interpretazione, quando subentra una modifica credo che non si possa
>> neppure più parlare di questo, può anche impoverire o travisare
>> completamente il senso musicale di un brano o essere ascritta
>
> Io penso che qualunque interpretazione contenga qualche piccola - o meno
> piccola - modifica: di scansione, di tempo, di dinamica, chiamala come
> vuoi. Non credo sia questione di qualità quanto di quantità.
> Forse un jazzista si prende _troppe_ libertà nell'esecuzione, ma d'altro
> canto è jazzista per quello, mi si passi la banalità. Secondo te è
> megliio che cerchi di trasformarsi in ciò che non è, ossia un musicista
> di formazione classica?
>

Non è sempre così a dire la verità. Le incursioni classiche di Jarrett,
per dirne uno, sono rispettosissime del dettato del compositore.
Forse peccano in espressività, in colore, ma si percepisce
immediatamente l'umiltà dell'interprete.
Forse non tutti conoscono questo duetto "stellare":

http://www.youtube.com/watch?v=BaE0qJ_LQ-w

Niente di che, alla fine (io ho nel cuore la coppia Gilels-Gilels,
ma forse è perché è quella che ho ascoltato per prima), ma
il meno che si può dire è che non si sentono jazzisti in gita di piacere :-)

ciao
E

Shapiro used clothes

unread,
Mar 28, 2012, 4:39:43 AM3/28/12
to

"Giuseppe Sottotetti" <giuseppe....@fastwebnet.it> ha scritto nel
messaggio news:SOxcr.152218$GZ3.1...@tornado.fastwebnet.it...

> Un'altra voce per il dizionario delle idées reçues in musica classica: i
> jazzisti sanno dare migliori intepretazioni di Gerschwin (e di tutto ciò
> che è stato influenzato dal jazz).

Ravel è stato influenzato dal Jazz? Scusami, ma ci vedo altro.
Quanto a Gershwin, dici bene; il Jazz è una componente, una fra le varie.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Mar 28, 2012, 4:44:28 AM3/28/12
to

"fathermckenzie" <james.leopard_da0@meno_infinito.it> ha scritto nel
messaggio news:jkufqo$129$1...@speranza.aioe.org...

> megliio che cerchi di trasformarsi in ciò che non è, ossia un musicista di
> formazione classica?

Bollani ha una formazione classica. All'esame di diploma ha portato la
Sonata in si minore di Liszt e l'op.110 di Beethoven.
Peraltro quel pezzo forse richiede un po' di studio supplementare.
Poi è stato eseguito da un certo numero di mostri sacri, il che non facilita
le cose.
Imho è grande anche l'esecuzione di Samson Francois, dal punto di vista
dell'interpretazione forse non inferiore al controllatissimo Michelangeli,
che sotto il profilo del controllo puramente strumentale resta il massimo.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Mar 28, 2012, 4:45:10 AM3/28/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f72cb30$0$1375$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Niente di che, alla fine (io ho nel cuore la coppia Gilels-Gilels,

Bongustaio. :-)

dR

daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 28, 2012, 4:50:03 AM3/28/12
to

"fathermckenzie" <james.leopard_da0@meno_infinito.it> ha scritto nel
messaggio news:jkufqo$129$1...@speranza.aioe.org...

> Io penso che qualunque interpretazione contenga qualche piccola - o meno
> piccola - modifica: di scansione, di tempo, di dinamica, chiamala come
> vuoi. Non credo sia questione di qualità quanto di quantità.

Il testo, lo spartito è ambiguo e sempre suscettibile di interpretazioni,
questo è ovvio.
C'è una strepitosa versione cantata dai Muppets dell'Habanera dalla Carmen
di Bizet,
http://www.youtube.com/watch?v=jXKUb5A1auM&feature=relmfu
la prendo per ciò e la trovo meravigliosa, ma non la collocherei come
edizione di riferimento (non penso neppure che gli autori del video pensino
a ciò), e non scriverei mai, citandoti "Non aggiunge una virgola? E'
un'interpretazione, sarebbe come dire che
ascoltare la nona sinfonia da Böhm o Karajan non aggiunge niente alla
comprensione."
Ritengo possibile che qualcuno possa pensare che l'Habanera cantata da
Beaker, il Cuoco Svedese e the Animal possa essere considerata un unlteriore
tassello nel mosaico della visione del brano? Sì, tutto è possibile. Lo
condivido? No.

> Forse un jazzista si prende _troppe_ libertà nell'esecuzione, ma d'altro
> canto è jazzista per quello, mi si passi la banalità.

No, io non credo che il jazzista è tale perché si prende delle libertà
nell'esecuzione, mi pare che il Jazz sia ben altro!

>Secondo te è megliio che cerchi di trasformarsi in ciò che non è, ossia un
>musicista di formazione classica?

Keith Emerson io lo conosco come esponente del progressive, però la sua
operazione con i Quadri di un'esposizione la trovo, francamente, inutile,
perciò è megllio che ognuno faccia al meglio ciò che sa fare bene.


etwas langsamer

unread,
Mar 28, 2012, 5:17:55 AM3/28/12
to
Vero? Che ci vuoi fare, è l'imprinting :-)

etwas langsamer

unread,
Mar 28, 2012, 5:31:02 AM3/28/12
to
Il 28/03/2012 10:44, Shapiro used clothes ha scritto:

> Imho è grande anche l'esecuzione di Samson Francois,

Immenso e negletto pianista che rappresenta, se vogliamo, il caso
opposto, cioè di musicista classico (anche se anarchico,
visto per come faceva disperare Cortot :-) )
attratto in un secondo momento della sua carriera dal jazz.
(non l'unico, naturalmente, vedi Gulda).

Non so quanto di "jazzistico" ci sia nelle sue interpretazioni,
però è un tema interessante.
Nella smilza voce di Wiki inglese dedicata a lui, si riporta
la sua nota frase, che in musica "non bisogna mai dare l'impressione di
essere obbligati a suonare la nota successiva", ma è l'estensore
della voce a considerarla "a remark clearly inspired by his jazz
influences".
A ben vedere, chiunque faccia musica, jazzista jazzofilo o no,
deve avere bene in mente questa massima.

Sta di fatto che quando ogni tanto, nei miei ascolti random, mi imbatto
nel suo Chopin, i Notturni in particolare, rimango senza fiato: altri
saranno più profondi, altri più delicati, ma l'impressione di fluida
naturalezza del canto che riesce a dare SF, in pochi l'hanno raggiunta.

ciao
E

luziferszorn

unread,
Mar 28, 2012, 5:42:37 AM3/28/12
to
On 28 Mar, 10:50, "daniel pennac \(portatile\)"
<mariorenda2NOS...@NOtin.it> wrote:
>
> Keith Emerson io lo conosco come esponente del progressive, però la sua
> operazione con i Quadri di un'esposizione la trovo, francamente, inutile,
> perciò è megllio che ognuno faccia al meglio ciò che sa fare bene.


Nel complesso è un'operazione un po' stucchevole (specie le parti
cantate) ma nel particolare Gnomus e BabaYaga mettono in luce certa
irruenza russa che darà poi il massimo nel Sacre. Stesso discorso vale
per Bartok e Procofiev. Quel rock, malamente etichettato come
sinfonico, va a pescare nel repertorio di tutta la storia della musica
le radici del primitivo (e non solo queste, si pensi a Bach ad
esempio). Che sia stata un'operazione pericolosa lo si sa. Che non
abbia detto nulla è assolutamente falso. Inoltre, nonostante ci
abbiano provato, è ancora una storia da scrivere.

lq

Shapiro used clothes

unread,
Mar 28, 2012, 6:01:43 AM3/28/12
to

"daniel pennac (portatile)" <marioren...@NOtin.it> ha scritto nel
messaggio news:4f72d0bf$0$1385$4faf...@reader2.news.tin.it...

> http://www.youtube.com/watch?v=jXKUb5A1auM&feature=relmfu

http://www.youtube.com/watch?v=VnT7pT6zCcA&feature=relmfu


> Keith Emerson

Ributtante. Lo detesto da quando avevo undici o dodici anni; dal momento che
studiavo musica, i miei compagni di squola pensavano che *dovessi*
considerarlo il massimo.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Mar 28, 2012, 6:04:01 AM3/28/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f72da55$0$1389$4faf...@reader1.news.tin.it...

> attratto in un secondo momento della sua carriera dal jazz.

Non lo sapevo.

> Nella smilza voce di Wiki inglese dedicata a lui, si riporta
> la sua nota frase, che in musica "non bisogna mai dare l'impressione di
> essere obbligati a suonare la nota successiva", ma è l'estensore
> della voce a considerarla "a remark clearly inspired by his jazz
> influences".
> A ben vedere, chiunque faccia musica, jazzista jazzofilo o no,
> deve avere bene in mente questa massima.

E' una bella frase.
Ho come la sensazione che i melomani americani siano portati a vedere una
radice jazzistica in quasi tutto; si può capirli, è praticamente l'unica
forma d'arte autoctona.

> Sta di fatto che quando ogni tanto, nei miei ascolti random, mi imbatto
> nel suo Chopin, i Notturni in particolare, rimango senza fiato: altri
> saranno più profondi, altri più delicati, ma l'impressione di fluida
> naturalezza del canto che riesce a dare SF, in pochi l'hanno raggiunta.

Un grandissimo interprete chopiniano, imho.

dR :-)

emf

unread,
Mar 28, 2012, 6:28:29 AM3/28/12
to
Nel thread mi aggancio alla mia mail di partenza. Nella frase "Certo che
avere altre interpretazioni
storiche o meno nelle orecchie non giova" ero (credo abilmente) riuscito a
mimetizzare un giudizio
peraltro non positivo.
Vorrei un attimo uscire dal commento per dire che il Jazz cui si riferisce
Ravel e' quello che esisteva
negli anni '30 (cui in parte si e' rifatto anche Strawinsky), in una
rilettura di un francese dei Pirenei,
colto e raffinato. Non e' certo Gershwin, che e' stato allattato
praticamente a Jazz.
Rientrando nel commento, Bollani non metto in dubbio che sia un bravo
musicista, con una buona
tecnica e soprattutto una facilita' di improvvisazione molto cospicua. Ma
si vede anche il timor
reverenziale nel trovarsi con la Gewandhaus, qualche sfasamento (Ravel e'
molto poco propenso
alle inflessioni, per quella estetica non-sentimentale del primo novecento
specialmente francese,
tipo Satie ecc, per dirla con il Bernstein delle lezioni di Harvard) lo
porta quasi fuori sync con
l'orchestra, e quasi più la preoccupazione di arrivare in fondo bene che
di eseguire musica (non so
se mi spiego).
Devo pero' dare atto all'operazione Chailly-Bollani che c'e' il desiderio
di portare musica a un
pubblico meno grigio in testa, e Bollani e' di una generazione più
giovane, che ha il piacere di fare
e parlare di musica senza scendere troppo all'autoelogio alleviano.
Diciamo che questo CD
potrebbe incuriosire e poi ai soliti pochi far venire l'idea di vedere
come lo faceva eseguire
addirittura Ravel stesso (c'e' anche in CD), per non parlare di
Michelangeli o di François.
Anche il Gershwin non mi ha convinto più di tanto, ma almeno ha riportato
l'attenzione su un
pezzo che non ha più avuto quella frequentazione anche discografica da
generazioni più recenti di
pianisti.
IMHO
Ezio


chez_toscanini ha scritto:
--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 28, 2012, 7:53:57 AM3/28/12
to

"emf" <chez_to...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:jkup0d$nsd$1...@news.newsland.it...
> Vorrei un attimo uscire dal commento per dire che il Jazz cui si riferisce
> Ravel e' quello che esisteva
> negli anni '30 (cui in parte si e' rifatto anche Strawinsky), in una
> rilettura di un francese dei Pirenei,
> colto e raffinato.
>

http://books.google.it/books?ei=IfpyT_zoB-Xa4QTT0fSjDw&hl=it&id=hNyr-S1YEkMC&dq=philip+ball&q=stravinsky#v=snippet&q=stravinsky&f=false

Tratto da l'istinto musicale di Ball

Pare, da ciò che è scritto, che in realtà Stravinsky non avesse sentito come
suonasse il jazz dal vivo, ma ne avesse avuto solo in mano delle
partiture...


daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 28, 2012, 7:56:03 AM3/28/12
to

"daniel pennac (portatile)" <marioren...@NOtin.it> ha scritto nel
messaggio news:4f72fbd4$0$1383$4faf...@reader2.news.tin.it...
> http://books.google.it/books?ei=IfpyT_zoB-Xa4QTT0fSjDw&hl=it&id=hNyr-S1YEkMC&dq=philip+ball&q=stravinsky#v=snippet&q=stravinsky&f=false
>
> Tratto da l'istinto musicale di Ball
>
> Pare, da ciò che è scritto, che in realtà Stravinsky non avesse sentito
> come suonasse il jazz dal vivo, ma ne avesse avuto solo in mano delle
> partiture...
>

Le pagine sono le 251/252


Shapiro used clothes

unread,
Mar 28, 2012, 8:56:54 AM3/28/12
to

"emf" <chez_to...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:jkup0d$nsd$1...@news.newsland.it...

> Vorrei un attimo uscire dal commento per dire che il Jazz cui si riferisce
> Ravel e' quello che esisteva
> negli anni '30 (cui in parte si e' rifatto anche Strawinsky), in una
> rilettura di un francese dei Pirenei,
> colto e raffinato. Non e' certo Gershwin, che e' stato allattato
> praticamente a Jazz.

Ammetto di non sapere (o non ricordare, al momento; è lo stesso) cosa Ravel
abbia detto a commento del proprio concerto.
Certo, non mi aspettavo di sentire nella sua musica Parker o Coltrane, fin
lì ci arrivavo.
Anche riportandosi alla situazione coeva (diciamo anni '20; il concerto, se
ricordo bene, è del 29-31), mi pare che gli spunti siano alquanto esili.
Molte fonti parlano di jazz con molta sicurezza, ma se si va a vedere meglio
si tratta di caratteristiche armoniche -soprattutto- e ritmiche che
sussistono nella musica del Novecento europeo anche indipendentemente
dall'immediata influenza della musica americana. Per non parlare della
forma, che è incomparabilmente più raffinata.
Stesso discorso per Stravinskij. Credo che avessero letto delle partiture e
fossero rimasti colpiti da alcuni, singoli stilemi linguistici, che hanno
poi reinterpretato a modo loro.
e
Discorso diverso per Gershwin, che tuttavia era un autore di musical.
Il jazz è solo una delle componenti.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Mar 28, 2012, 9:06:55 AM3/28/12
to

"daniel pennac (portatile)" <marioren...@NOtin.it> ha scritto nel
messaggio news:4f72fc52$0$1379$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Le pagine sono le 251/252

Ho visto. Anche Vlad nella sua vecchia monografia einaudiana diceva lo
stesso.
E' la conclusione, il giudizio estetico di Ball a lasciarmi stupefatto.
Certo che che Stravinskij evita di inquadrare le combinazioni poliritmiche
(verticali e orizzontali) su una pulsazione costante; l'effetto che si
propone andrebbe irrimediabilmente perduto. Il suo obiettivo non è copiare
la musica popolare, anche se ad uno sguardo (assai) superficiale può
sembrare. Come non lo era per Bartok.
In generale noto questo tipo di confusione quando si affronta il problema
dei rapporti con l'arte popolare. Questi compositori sono chiaramente
interessanti a forme popolari o popolareggianti perché possono ritrovarvi
qualcosa di linguisticamente inedito, e il problema non è neppure nuovo; si
ripresenta, mi pare, a più riprese già nel corso dell'Ottocento (secolo che
mitizza l'arte e la poesia di origine anonima e popolare). Da qui a fare
della musica popolare tout court, direi che ce ne passa; fermo restando che
il jazz non lo definirei così.

dR

daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 28, 2012, 9:14:48 AM3/28/12
to

"Shapiro used clothes" <vitto...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:jkv2df$g59$1...@speranza.aioe.org...

> E' la conclusione, il giudizio estetico di Ball a lasciarmi stupefatto. dR

Anche in altre parti ha stupito anche me, ma penso che si tratti di un testo
divulgativo, vi sono degli spunti interessanti e i riferimenti bigliografici
sono utili per poter approfondire su altri testi.


etwas langsamer

unread,
Mar 28, 2012, 9:16:26 AM3/28/12
to
Il 28/03/2012 12:28, emf ha scritto:

> Rientrando nel commento, Bollani non metto in dubbio che sia un bravo
> musicista,

Dirò una banalità, ma credo che, accanto al pregiudizio per cui
"i jazzisti sono più bravi degli altri con il repertorio classico
jazzeggiante", già messo in rilievo nel thread, ce ne sia uno uguale e
contrario, ma molto più frequentato, per cui "i jazzisti sono meno
bravi nel repertorio classico".

Falso, a mio avviso, se la si intende quasi come una tara "genetica",
dovuta alla lunga abitudine alla pratica improvvisativa, che nel
jazzista corromperebbe un non meglio precisata (e precisabile)
"purezza" nell'approccio a un brano colto, appannaggio esclusivo del
concertista nato e cresciuto.
Come se a certi livelli, nel jazz, le competenze tecniche e teoriche
di un musicista, la varietà che sa dare a tocco e colori, il senso
di coerenza e consistenza che riesce a imprimere a una performance
improvvisativa, tutto questo bagaglio non fosse paragonabile e di fatto
(come invece credo) sostanzialmente identico a quello di un suo collega
concertista, che (nell'opinione comune) si limita a "eseguire gli
ordini" del compositore.

Piuttosto è una questione di tempo da dedicare allo studio. Ma intendo
studio dell'interpretazione, che come si sa, è il vasto territorio
in cui ci deve avventurare che inizia dove ogni problema tecnico finisce.
Ma questo vale per qualunque musicista: se non studia, si sente,
jazzista o no.
La più semplice frase, sia Bach o Ravel, può essere eseguita
in venti modi diversi (con buona pace appunto di chi alla classica
rinfaccia l'assenza di "margini creativi" per chi la fa).
Il punto è: qual è la scelta giusta? Quale più vicina allo spirito
e del compositore e della composizione (non sempre coincidono le due
cose)? Quale scelta posso mantenere in linea con la "tradizione"
esecutiva di quel brano? Quali margini ho per allontarmene?

Ecc. Ecc.

Per tutto questo ci vuole tempo, e tanto studio per così dire
"a tavolino", a coperchio del pianoforte rigorosamente abbassato.
E questo credo manchi a Bollani e a molti altri jazzisti prestati
alla classica. E anche a Jarrett che, come scrivevo, è inappuntabile
nelle sue prove classiche, ma si ferma lì.
Il suo Shostakovich, ad esempio, è senza macchie. Gli manca la
profondità e quel tocco di anarchia che trovi, ad es., nella Nikolayeva.

Paradossalmente, e questo lo fai notare anche tu, nel jazzista prestato
alla classica più che un difetto sul piano tecnico o in generale di
comprensione del discorso musicale, si nota una voglia di non strafare,
di "eseguire gli ordini", che ha come risultato quello di ingessare
l'esecuzione.
E qui ritorno alla frase di François: "non bisogna mai dare
l'impressione di essere obbligati a suonare la nota successiva".
Ecco, paradossalmente, sono i jazzisti, proprio loro, a dare questa
impressione, quando fanno musica colta.

ciao
E




Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 28, 2012, 10:09:42 AM3/28/12
to
Il 28/03/2012 10:39, Shapiro used clothes ha scritto:
> Ravel è stato influenzato dal Jazz? Scusami, ma ci vedo altro.

Perdonami ma stavo facendo del Bouvard e Pecuchet :-)



> Quanto a Gershwin, dici bene; il Jazz è una componente, una fra le varie.



luziferszorn

unread,
Mar 28, 2012, 10:23:18 AM3/28/12
to
On 28 Mar, 15:16, etwas langsamer <etwl...@gmail.com> wrote:

> La più semplice frase, sia Bach o Ravel, può essere eseguita
> in venti modi diversi (con buona pace appunto di chi alla classica
> rinfaccia l'assenza di "margini creativi" per chi la fa).
> Il punto è: qual è la scelta giusta? Quale più vicina allo spirito
> e del compositore e della composizione (non sempre coincidono le due
> cose)? Quale scelta posso mantenere in linea con la "tradizione"
> esecutiva di quel brano? Quali margini ho per allontarmene?
>


Io mi chiederei anche che bisogno può avere un Bollani di incidere il
concerto in Sol di Ravel; credere davvero di poter dire qualcosa su
quella partitura, nel 2012, dalla sua pozione di musicista jazz è un
tantino pretenzioso. Il pianista jazz che incide il repertorio di
primo novecento che talora presenta questi sottili legami con il jazz
delle origini sa tanto di operazione commerciale; e poi è
sbagliatissima l'idea di sottolineare in senso inverso questi legami,
e non tanto l'idea che un jazzista di professione possa farlo meglio.

C'è chi narra che ABM improvvisasse stile Bill Evans, ma il concerto
in Sol prende degli stilemi jazz/blues e li sublima in qualcosa
d'altro; il processo contrario è un aborto regressivo, è come
riportate la materia allo stato grezzo partendo da un risultato finale
compiuto che poi manteniamo per onorare la partitura. Questa forma di
regressione è un processo reazionario schizofrenico che va proprio a
confliggere con quanto un "abm" di oggi potrebbe fare su quella stessa
partitura, portare avanti il discorso di ABM (o di chi volete voi).
Perché imho questa è la direzione, ossia procedere in avanti, anche
con libertà interpretative sorprendenti, ma procedere nella stessa
direzione indicata da Ravel. Sottolineare che qui e là ci passò una
ventata di "jazz", come peraltro hanno già fatto in molti (pure con
Debussy), è anche piuttosto ridicolo; e credo possa avere solo una
funzione dimostrativa in ambito didattico.

lq

Placebo987

unread,
Mar 28, 2012, 11:51:32 AM3/28/12
to
"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f730f28$0$1379$4faf...@reader2.news.tin.it...
> Il 28/03/2012 12:28, emf ha scritto:
> Per tutto questo ci vuole tempo, e tanto studio per cosě dire
> "a tavolino", a coperchio del pianoforte rigorosamente abbassato.
> E questo credo manchi a Bollani e a molti altri jazzisti prestati
> alla classica. E anche a Jarrett che, come scrivevo, č inappuntabile
> nelle sue prove classiche, ma si ferma lě.

Bello il tuo post che quoto in tutto, anche se la netiquette mi
impone di ritagliarne solo un pezzo.

Bello anche tutto il thread, ma purtroppo l'esempio che abbiamo
non e' significativo, a mio parere. Se invece del terzo tempo, nel
quale la tecnica di Bollani puo' "nascondere" in gran parte
giudizi e paragoni, ci avessero fatto sentire il secondo tempo,
li' il buon Stefano non si sarebbe potuto nascondere. Vedremo
quando metteranno il disco intero.

Chi, come me, ama sia la classica che il jazz, non vede di buon
occhio la commistione dei due generi. Vale sempre la massima
"ofelee fa' 'l to' mestee" (pasticciere fai il tuo mestiere) che e'
una delle piu' sane regole di vita. Gulda mi ha dato il primo
brivido con l'op. 111, ma non restera' nella storia del jazz, cosi'
come dubito che Bollani o Jarrett, pur pieni di medaglie
conservatoriali, possano reggere il confronto con i colossi
del pianismo classico.

E lo stesso vale per i compositori, forse con un'eccezione
chiamata Gershwin, che curiosamente sta li' in mezzo, pur
non essendo mai stato propriamente un jazzista.

Ciao.
Placebo987


fathermckenzie

unread,
Mar 28, 2012, 12:53:43 PM3/28/12
to
Il 28/03/2012 10:50, daniel pennac (portatile) ha scritto:
> Ritengo possibile che qualcuno possa pensare che l'Habanera cantata da
> Beaker, il Cuoco Svedese e the Animal possa essere considerata un unlteriore
> tassello nel mosaico della visione del brano? Sì, tutto è possibile. Lo
> condivido? No.

Non ho mai digerito i Muppets, trovo questa versione irritante. Capisco
però cosa volevi dire.

> No, io non credo che il jazzista è tale perché si prende delle libertà
> nell'esecuzione, mi pare che il Jazz sia ben altro!

Qui cerca tu di capirmi. Volevo dire che, banalmente, un jazzista è
abituato ad improvvisare prendendo un dato brano come base e
trasformandolo secondo il proprio mood. Forse, se proverà a eseguire un
brano classico, ci si può aspettare che lo faccia in modo più libero. Ma
forse ho detto una cazzata, effettivamente Jarrett (o Marsalis) non lo fa.

> Keith Emerson io lo conosco come esponente del progressive, però la sua
> operazione con i Quadri di un'esposizione la trovo, francamente, inutile

Beh, gli appassionati di prog lo considerano un capolavoro :) In effetti
anch'io preferisco altre cose.

daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 28, 2012, 2:18:04 PM3/28/12
to

"fathermckenzie" <james.leopard_da0@meno_infinito.it> ha scritto nel
messaggio news:jkvfmh$jct$1...@speranza.aioe.org...
> Non ho mai digerito i Muppets, trovo questa versione irritante. Capisco
> però cosa volevi dire.

A me piacciono ^____^

>
>> No, io non credo che il jazzista è tale perché si prende delle libertà
>> nell'esecuzione, mi pare che il Jazz sia ben altro!
>
> Qui cerca tu di capirmi. Volevo dire che, banalmente, un jazzista è
> abituato ad improvvisare prendendo un dato brano come base e
> trasformandolo secondo il proprio mood. Forse, se proverà a eseguire un
> brano classico, ci si può aspettare che lo faccia in modo più libero. Ma
> forse ho detto una cazzata, effettivamente Jarrett (o Marsalis) non lo fa.

Bollani lo vidi in TV con l'Orchestra di Santa Cecilia, nella Rapsodia in
blue, mi ricordo anche la gag del disco incantato su Per Elisa... lo andrò a
sentire nelle prove aperte con Chailly alla Scala e mi aspetto di
divertirmi... a mio avviso un certo tipo di esecuzione può rendere molto più
dal vivo, soprattutto con un interprete, come Bollani, che interagisce e
scherza con pubblico e orchestra, piuttosto che in disco.

>
>> Keith Emerson io lo conosco come esponente del progressive, però la sua
>> operazione con i Quadri di un'esposizione la trovo, francamente, inutile
>
> Beh, gli appassionati di prog lo considerano un capolavoro :) In effetti
> anch'io preferisco altre cose.

A me piace il progressive -per essere precisi mi piaceva quando ero
fanciullina, avevo dischi ben più anziani di me, ora lo ascolto di tanto in
tanto- in particolare i King Crimson, ma questo esperimento lo trovo
inutile.

jan pieterszoon

unread,
Mar 28, 2012, 5:03:08 PM3/28/12
to
daniel pennac \(portatile\) wrote:

> Bollani lo vidi in TV con l'Orchestra di Santa Cecilia, nella Rapsodia in
> blue, mi ricordo anche la gag del disco incantato su Per Elisa... lo andrò a
> sentire nelle prove aperte con Chailly alla Scala e mi aspetto di
> divertirmi... a mio avviso un certo tipo di esecuzione può rendere molto più
> dal vivo, soprattutto con un interprete, come Bollani, che interagisce e
> scherza con pubblico e orchestra, piuttosto che in disco.

Ben venga Bollani (che trovo molto simpatico) o gente come lui a
svecchiare il cliché dell'interprete classico ingessato che non si
degna di interagire col pubblico neanche per annunciare i bis. E se
dal suo contributo - intelligente e comunque rispettoso della musica
che esegue - può derivare un ampliamento dela platea degli
appassionati di musica classica sono disposto anche ad acettare
qualche compromesso in termini di livello interpretativo in senso
stretto. Io so bene che il concerto di Ravel o la Rapsodia in blu non
si possono ridurre all'esecuzione di Bollani e che ci sono altri
approcci, spesso molto più azzeccati. Ma so anche che gente come
Bollani - e perché no, Jarrett, Corea e altri - svolgono un
importantissimo ruolo di cavallo di Troia per mettere un pubblico del
tutto digiuno di musica classica in rapporto con i più grandi
compositori. Conosco diverse persone che grazie a Jarrett hanno
scoperto Sciostakovich e Bach e che ora sono in grado di giudicare
povere e generiche le esecuzioni del loro ex idolo dopo aver scoperto
pianisti come Gould, Richter, Tureck o Nikolayeva.

jps

luziferszorn

unread,
Mar 28, 2012, 5:21:27 PM3/28/12
to
On 28 Mar, 23:03, jan pieterszoon <janpieterszoon.sweeli...@gmail.com>
wrote:

> compositori. Conosco diverse persone che grazie a Jarrett hanno
> scoperto Sciostakovich e Bach e che ora sono in grado di giudicare
> povere e generiche le esecuzioni del loro ex idolo dopo aver scoperto
> pianisti come Gould, Richter, Tureck o Nikolayeva.
>


Ok, ma questo vale per tutto, compresi i Quadri di EmersonLake&Palmer
o il preludio in Mi minore di Chopin cantato da Jane Birkin. Non so
più chi fosse a dirlo, ma qualcosa di buono rimane sempre a stimolare
il neofita, anche nella peggiore delle interpretazioni. Se la musica è
grande musica un tot passa e l'effetto è entusiasmante a prescindere
(forse era Massimo Mila).

lq

jan pieterszoon

unread,
Mar 28, 2012, 5:28:35 PM3/28/12
to
luziferszorn wrote:

> Ok, ma questo vale per tutto, compresi i Quadri di EmersonLake&Palmer
> o il preludio in Mi minore di Chopin cantato da Jane Birkin. Non so
> più chi fosse a dirlo, ma qualcosa di buono rimane sempre a stimolare
> il neofita, anche nella peggiore delle interpretazioni. Se la musica è
> grande musica un tot passa e l'effetto è entusiasmante a prescindere
> (forse era Massimo Mila).

Con la differenza, non di poco conto, che Bollani e Jarrett si
mantengono su un livello accettabile di qualità esecutiva e di
rispetto del testo, mentre quelli che hai citato sono soltanto
stravolgimenti o pretesti anche un po' pacchiani.

jps
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