Il giorno mercoledì 29 ottobre 2014 21:31:13 UTC+1, lz ha scritto:
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> NONO e BERIO tra i più grandi compositori della storia del secondo >NOVECENTO. Al pari di Scarlatti A e D e di Vivaldi (anzi sarebbero di più,
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Nono e Berio più grandi di Vivaldi e Scarlatti?
Ma ti rendi conto che Vivaldi ha ispirato Bach per quanto riguarda
i concerti per archi? E cosa dire di D. Scarlatti e le sue 555 sonate?
In questi brevi brani, costituiti generalmente di un solo movimento bipartito, Scarlatti si dimostrò pioniere di tecniche tastieristiche nuove per i suoi tempi, come arpeggi, note ribattute in agilità, incroci delle mani, ottave spezzate e percosse, doppie note: tutte difficoltà tecniche da padroneggiare progressivamente, a mano a mano che il compositore svela le potenzialità timbriche, melodiche e ritmiche della sua scrittura ricca e articolata.
Dal punto di vista dello stile, le sue sonate sono caratterizzate da una rapidissima mobilità espressiva, e da una grande inventiva armonica, con l'impiego di un vocabolario accordale spesso sorprendente.
È proprio la sua opera cembalistica, più che quella teatrale, a costituire la maggiore eredità del musicista napoletano, e ciò è dimostrato anche dal peso ad essa attribuito dalla tradizione didattica non solo cembalistica, ma anche pianistica.
Una caratteristica formale è costituita dal fatto che la tipica sonata scarlattiana è di solito divisa in due sezioni di durata uguale, ognuna delle quali conduce ad un momento cardinale, che lo studioso Ralph Kirkpatrick ha definito "il punto cruciale" (crux) e che a volte è sottolineato da una pausa o fermata.
Prima di questo punto cruciale, le sonate di Scarlatti contengono spesso la loro principale varietà tematica, e dopo il punto cruciale la musica fa uso di figurazioni ripetute, modulando in tonalità lontane da quella principale (nella prima sezione) o via via più vicine (nella seconda sezione).
Scarlatti era già un clavicembalista eminente: celebre una sua prova di abilità con Händel al palazzo del Cardinale Ottoboni a Roma, dove fu giudicato superiore a Händel al clavicembalo, anche se inferiore all'organo.
Scarlatti ha, attirato ammiratori di rilievo, tra cui Fryderyk Chopin, Johannes Brahms, Béla Bartók, Dmitri Shostakovich, Heinrich Schenker, Vladimir Horowitz e Marc-André Hamelin. La scuola russa di pianismo ha particolarmente valorizzato queste sonate.
Vivaldi il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione. Non trascurò inoltre l'opera lirica. Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra.
Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo tra cui Bach, Pisendel, Heinichen, Zelenka, Boismortier, Corrette, De Fesch, Quantz.
Nono e Berio come Boulez e altri seguono Schoenberg e Webern. Schoenberg già nel 1906 se non ricordo male compone con la tecnica seriale. Webern va oltre ma a Darmstadt si spingono verso il serialismo integrale.
Cambia l'estetica musicale. La musica non è più qualcosa che viene composto per essere ascoltato ma qualcosa che deve essere letto sullo spartito.
Ed è questo cambio di estetica che segna la decadenza della musica del centro e sud Europa. Mentre i sinfonisti scandinavi e americani continuano a comporre musica per il pubblico.
Nono poi è stato esaltato perché fu anche un politico. Così come Toscanini fu esaltato perché bisognava contrapporlo a Furtwnagler.Insomma tra nazismo, fascismo e comunismo ci sono andati di mezzo anche i musicisti e la loro musica.
Hanno esaltato compositori decadenti e direttori per ragioni politiche. E quindi scritta una storia della musica DI PARTE ed etnocentrica.
Prova a vedere quante pagine Richard Taruskin dedica a Nono e Berio e quante a Scarlatti e Vivaldi.
http://global.oup.com/academic/product/oxford-history-of-western-music-9780195386301;jsessionid=5F641D228DC6146411215585A25B9B79?cc=it&lang=en&