Tuttavia il modo dorico ha a volte il VI grado abbassato, cioe' il si
bemolle: mi verrebbe da pensare a un passaggio all'esacordo molle. In
quali condizioni si mette questa ''alterazione''?
Ciao
Franek
Quando sei in fa maggiore
> ... il modo dorico ha a volte il VI grado abbassato, cioe' il si
bemolle...
Ma cosi' non diventa in pratica un normalissimo Re minore?
Andrea
salo...@mediacomm.it
c'č l'alterazione quando il modo č trasportato.
Per il resto, in linea di massima, la teoria guidoniana prevede che il si
quando scende ed č in relazione con il la e con il fa diventi bemolle,
quando invece sale rimanga bequadro.
Z.
L'alterazione sib è segnalata in chiave quando il modo è trasportato di una
quarta , come ha già sottolineato zazie.
Simone
> Inoltre il sib lo usi in modo particolare quando il modo č plagale.
> Aggiungo che oltre al si-sib nel dorico (detto anche "protus") vi sono
anche
> altri gradi mobili:
> Fa - Fa#
> sol - sol#
> do - do#
queste alterazioni perņ sono "musica ficta" e non sono teoricamente gią
insite nel modo, correggimi se sbaglio (infatti vengono usate a mo' di
sensibili).
Z.
Dai ma è roba di 1000 anni fa, baaaasta
Bhe..1000 anni non direi...
Bach ha scritto una toccata per organo " Dorica "..ed è pure bella!!!
G.
>Dai ma è roba di 1000 anni fa, baaaasta
Pure la musica di Bach ha 300 anni, che palle...
Saluti a "modo" :=)
Simone
> Poi va pure detto che anche la modalità, come tutte le cose della musica,
è
> in evoluzione, ragion per cui il "protus" (preferisco utilizzare questa
> dicitura, dati gli errori nominali combinati da Boezio) del canto
gregoriano
> è piuttosto diverso (nei meccanismi) dal protus di Morales o del
Palestrina.
sì, infatti la domanda, senza riferimenti a un periodo specifico, mi suonava
un po' strana.
Grazie
Z.
>> Dai ma è roba di 1000 anni fa, baaaasta
>>
>
>
>Bhe..1000 anni non direi...
>Bach ha scritto una toccata per organo " Dorica "..ed è pure bella!!!
Non solo: la modalita' nella musica e' stata recuperata anche in tempi
piu' recenti: da Jolivet e da altri autori francesi, per esempio. E'
una caratteristica del linguaggio di Ernst Bloch e Repighi ha pure
scritto, mi pare un quartetto, in modo misolidio, oltre al Concerto
gregoriano per violino e orchestra. Insomma, e' ''roba'' che non va in
soffitta.
Ciao
Franek
[Zazie]
>> c'č l'alterazione quando il modo č trasportato.
Ci avrei giurato che avresti risposto almeno tu... ;-)
>> Per il resto, in linea di massima, la teoria guidoniana prevede che il si
>> quando scende ed č in relazione con il la e con il fa diventi bemolle,
>> quando invece sale rimanga bequadro.
Scusa l'ignoranza (ho appena iniziato a studiare l'armonia, e sui
corali bachiani), che significa ''in relazione''? Ti riferisci a un
contesto polifonico?
[Praenestinus]
>Dipende sopratutto da questioni di movimenti delle parti, e generalmente per
>evitare tritoni.
Quindi per evitare tritoni melodici e anche armonici, se siamo in
contesto polifonico. Quindi immagino che anche negli altri modi ci
siano dei gradi mobili per evitare situazioni del genere; tuttavia, se
ci sono, non vengono segnati negli ''schemi'' semplificativi che si
trovano per esempio sulla Garzantina. Forse sono meno usati che nel
protus?
>Inoltre il sib lo usi in modo particolare quando il modo č plagale.
Grazie mille a tutti e due!
Ciao
Franek
[...]
>> ragion per cui il "protus" (preferisco utilizzare questa
>> dicitura, dati gli errori nominali combinati da Boezio)
[...]
Ti riferisci al fatto che i modi ecclesiastici non corrispondono alle
'armonie' greche?
>sě, infatti la domanda, senza riferimenti a un periodo specifico, mi suonava
>un po' strana.
Hai ragione, inesattezza mia che' sono 'gnurant. :-)
Mi riferivo piu' che altro al gregoriano, cmq non alla polifonia.
Grazie ancora.
Franek
ah guarda,,,,,non me ne intendo proprio di teoria musicale ( se si dice cosě)...
sapevo di Bach...perchč nel libretto accluso al cd c'č scitto....Dorica,,,
ma non ne capivo il significato prima che ne leggessi qua qualcosa:-))
e ancora non capisco effettivamente...ma mi sembra normale per un " non musicista":-))
Ciao
G.
Indovinato.
>
> >sì, infatti la domanda, senza riferimenti a un periodo specifico, mi
suonava
> >un po' strana.
>
> Hai ragione, inesattezza mia che' sono 'gnurant. :-)
> Mi riferivo piu' che altro al gregoriano, cmq non alla polifonia.
Il gregoriano ha anche la particolarità della "repercussio", o "corda di
recita" attorno a cui ruota ed insiste la melodia.
Saluti
Simone
> Scusa l'ignoranza (ho appena iniziato a studiare l'armonia, e sui
> corali bachiani), che significa ''in relazione''? Ti riferisci a un
> contesto polifonico?
no, semplicemente nel moto melodico la-si-la, il si č bem.
Cosě quando si ruota intorno al fa, ovviamente il si č bemolle, perchč va
sempre evitato il tritono fa si bequadro.
>
> [Praenestinus]
> >Dipende sopratutto da questioni di movimenti delle parti, e generalmente
per
> >evitare tritoni.
>
> Quindi per evitare tritoni melodici e anche armonici, se siamo in
> contesto polifonico.
mica detto.
Anche melodicamente il tritono va evitato.
>Quindi immagino che anche negli altri modi ci
> siano dei gradi mobili per evitare situazioni del genere; tuttavia, se
> ci sono, non vengono segnati negli ''schemi'' semplificativi che si
> trovano per esempio sulla Garzantina. Forse sono meno usati che nel
> protus?
no, assolutamente.
Non so cosa ci sia scritto nella Garzantina, ma il tritono non si usa
proprio.
Z.
>> Quindi per evitare tritoni melodici e anche armonici, se siamo in
>> contesto polifonico.
>
>mica detto.
>Anche melodicamente il tritono va evitato.
Appunto, ho scritto ''melodici e anche armonici''.
>no, assolutamente.
>Non so cosa ci sia scritto nella Garzantina, ma il tritono non si usa
>proprio.
Gli schemi della Garzantina mettono solo nel protus l'eventualita' del
grado mobile, negli altri modi ci sono solo le note naturali. E'
un'imprecisione?
Ciao
Franek
> >mica detto.
> >Anche melodicamente il tritono va evitato.
>
> Appunto, ho scritto ''melodici e anche armonici''.
scusami.
devo tornare dal veterinario, ci vedo male questi ultimi tempi.
> Gli schemi della Garzantina mettono solo nel protus l'eventualita' del
> grado mobile, negli altri modi ci sono solo le note naturali. E'
> un'imprecisione?
Solo nel protus?
Anche nel tritus, direi.
Prenestino, dovresti intervenire....
Z.
:) eccomiii
Si si è giusto zazie... anche nel tritus e non solo... ti dirò di più... a
volte viene usato anche nell'ambito del tetrardus, per evitare il tritono
armonizzando il fa bequadro.
A volte pure nel deuterus compare il sib. Dipende molto da come si muovono
le parti.... a die il vero è abb complesso da spiegare qui. La modalità è
davvero una miniera vastissima di possibilità.
saluti
Simone
> Si si è giusto zazie... anche nel tritus e non solo... ti dirò di più... a
> volte viene usato anche nell'ambito del tetrardus, per evitare il tritono
> armonizzando il fa bequadro.
> A volte pure nel deuterus compare il sib. Dipende molto da come si muovono
> le parti.... a die il vero è abb complesso da spiegare qui. La modalità è
> davvero una miniera vastissima di possibilità.
ecco, grazie.
ciao
Z.
P.S: questi articoli della Garzantina citati da Franek sembrano un po'
superficiali, o sbaglio?
Beh io non li ho visti ma da quello che mi dite credo proprio di si. In
verità non è facile trovare testi in giro o conoscere persone che abbiano
una conoscenza della modalità profonda ed autentica.
Comunque credo che gli specchietti della Garzantina citino le solite 4 cose
che sanno tutti (costruire le scale usando solo i tasti bianchi del
pianoforte ad esempio), tanto per appagare un primo desiderio di conoscenza.
Ciao,
Simone
>Beh io non li ho visti ma da quello che mi dite credo proprio di si. In
>verità non è facile trovare testi in giro o conoscere persone che abbiano
>una conoscenza della modalità profonda ed autentica.
Purtroppo e' vero, ed e' un peccato che lo studio del linguaggio
musicale parta sempre dall'armonia tonale. Magari studiero' qualcosa
per conto mio. Hai qualche libro da consigliarmi?
>Comunque credo che gli specchietti della Garzantina citino le solite 4 cose
>che sanno tutti (costruire le scale usando solo i tasti bianchi del
>pianoforte ad esempio), tanto per appagare un primo desiderio di conoscenza.
Sulla Garzantina c'e' esattamente questo.
Grazie a tutti e due!
Franek
A me non dispiace il Cervenca (manuale di contrappunto) ma più che altro
tratta questioni di contrappunto modale con esempi di autori, senza però
scendere in maniera veramente approfondita su questioni inerenti la
modalità.
Il mio consiglio è: leggi quanta più musica puoi e cerca di capirci qualcosa
(Palestrina per primo)... è la miglior cura ;) Pàssati messe, madrigali e
mottetti di vari autori al pianoforte e cerca di cantare a turno tutte le
parti. Vedrai che dopo milioni di volte e svariate pagine di musica
sicuramente avrai permeato qualcosa. Se vuoi capire la musica devi vivere di
musica, come hanno sempre fatto i musicisti del passato.
Buon divertimento,
Ciaoooo
Simone
> A me non dispiace il Cervenca (manuale di contrappunto) ma più che altro
> tratta questioni di contrappunto modale con esempi di autori, senza però
> scendere in maniera veramente approfondita su questioni inerenti la
> modalità.
beh, allora non è male anche il Dionisi Zanolini (La tecnica del
contrappunto vocale nel cinquecento)
Z.
> A me non dispiace il Cervenca (manuale di contrappunto) ma più che altro
> tratta questioni di contrappunto modale con esempi di autori, senza però
> scendere in maniera veramente approfondita su questioni inerenti la
> modalità.
> Il mio consiglio è: leggi quanta più musica puoi e cerca di capirci
qualcosa
> (Palestrina per primo)... è la miglior cura ;) Pàssati messe, madrigali e
> mottetti di vari autori al pianoforte e cerca di cantare a turno tutte le
> parti. Vedrai che dopo milioni di volte e svariate pagine di musica
> sicuramente avrai permeato qualcosa. Se vuoi capire la musica devi vivere
di
> musica, come hanno sempre fatto i musicisti del passato.
ma perchè non vi mettete e pubblicate un bel libro
sull'argomento?
Vi scrivo io la prefazione! :o))))
A parte gli scherzi (per il libro parlo sul serio), google è utilissimo e
anche le generose consulenze che fate sono preziosissime e per giunta
personalizzate, ma un testo organico con tutta la vostra esperienza su un
argomento non trattato specificatamente nei testi e di grande importanza, vi
farebbe anche guadagnare dei soldini ;-)
Prenoto una copia autografata.
Buon lavoro e cià!
GiAnt
now playing: "Pulcinella" - Igor!
"La musica alla quale ci ispiriamo è quel rock progressivo dei primi anni
Settanta che corrisponde probabilmente all'unico momento in cui il rock è
stato totalmente musica d'arte e sperimentale. Trascritta questa musica
rivela una profondità strutturale e un'intensità espressiva che non può che
affascinare." - Emilio Galante http://web.tiscali.it/emiliogalante/
.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°
http://groups.yahoo.com/group/GentleGiantItalia
http://www.theenid.com
http://www.stevereich.com
http://www.luiginono.it
www.themusicalbox.net
.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°Oo.oO°
Si hai ragione non è male, anche se rispetto al cervenca personalmente lo
trovo un po' più confusionario e meno graduale dal punto di vista didattico.
Comunque entrambi della modalità non riportano che le scale.
Un altro aspetto importante dell'uso dei modi sono le cadenze. Di queste non
ne parla praticamente mai nessuno e la faccenda è abbastanza densa di esempi
e sopratutto è un po' complicatella da trattare qui senza esempi musicali.
Saluti,
Simone
> ma perchè non vi mettete e pubblicate un bel libro
> sull'argomento?
o cielo
Ma ci sarà pur qualcosa di valido sull'argomento?
chessò, in inglese, magari?
Prenestinoooo!
bibliogafia!
Z.
> Un altro aspetto importante dell'uso dei modi sono le cadenze. Di queste
non
> ne parla praticamente mai nessuno e la faccenda è abbastanza densa di
esempi
> e sopratutto è un po' complicatella da trattare qui senza esempi musicali.
una cosa che mi è sempre piaciuta del modo dorico per esempio, è la cadenza
VII->I.
Oppure il VII è da intendere come un accordo di passaggio?
Forse mi sbaglio, ma mi pare che funzioni meglio nel modo dorico che negli
altri modi, o forse mi è più gradita nell'ascolto.
Cià!
GiAnt
Knud Jeppesen
Counterpoint The Polyphonic Vocal Style of the Sixteenth Century
Ristampato a cura delle edizioni Dover (l'originale è della Prentice-Hall,
1939)
é in inglese ovviamente. Sull'uso della modalità non aggiunge moltissimo ma
ad esempio ha un paragrafo interessante sulla codificazione delle figure
musicali usate nella polifonia del '500.
saluti,
Simone
> Knud Jeppesen
>
> Counterpoint The Polyphonic Vocal Style of the Sixteenth Century
>
> Ristampato a cura delle edizioni Dover (l'originale è della Prentice-Hall,
> 1939)
sì ce l'ho
mah, boh. Mi lascia perplessa su lacune cose, ma , ribadisco, non è materia
mia e sono abbastanza ignorante nel campo specifico.
>
> é in inglese ovviamente. Sull'uso della modalità non aggiunge moltissimo
ma
> ad esempio ha un paragrafo interessante sulla codificazione delle figure
> musicali usate nella polifonia del '500.
sì.
Però mi è sembrato un po' datato, sinceramente.
In effetti l'annotazione non è sbagliata: non trovi sarebbe da scrivere un
libro aggiornato sull'argomento?
Z.
P.S: è un invito. Che aspetti?
Mah guarda... è importante macinare molta musica secondo me per imparare. E
stare a contatto con qualcuno che conosca davvero la materia (difficilissimo
da trovare)
>
> >
> > é in inglese ovviamente. Sull'uso della modalità non aggiunge moltissimo
> ma
> > ad esempio ha un paragrafo interessante sulla codificazione delle figure
> > musicali usate nella polifonia del '500.
>
> sì.
> Però mi è sembrato un po' datato, sinceramente.
> In effetti l'annotazione non è sbagliata: non trovi sarebbe da scrivere un
> libro aggiornato sull'argomento?
> Z.
> P.S: è un invito. Che aspetti?
>
Ehehehehehh vi ringrazio per la stima.... sono commosso ed arrossato....
hemmm ed arrossisco volevo dire.
Sarebbe un lavoro colossale e non so se ne sarei davvero degno e capace
(vabbè che dopo i libr di buscaroli... penso di poter scrivere pure io...
basta ammucchiare materiale).
Intanto accontentatevi delle perle... (non di guttalax) che vi ho elargito
;)
Buona Giornata
Simone
>
>
> Ehehehehehh vi ringrazio per la stima.... sono commosso ed arrossato....
> hemmm ed arrossisco volevo dire.
> Sarebbe un lavoro colossale e non so se ne sarei davvero degno e capace
se parti da questi presupposti non cominci mai!
> (vabbč che dopo i libr di buscaroli...
l'hai detto ;-)
>penso di poter scrivere pure io...
> basta ammucchiare materiale).
>
> Intanto accontentatevi delle perle... (non di guttalax) che vi ho elargito
> ;)
troppo poche.
Adesso ci tocca tirar su una FAQ sui modi, per farti dire di piů ;-)
> Buona Giornata
ciao
Z
>Il mio consiglio è: leggi quanta più musica puoi e cerca di capirci qualcosa
>(Palestrina per primo)... è la miglior cura ;) Pàssati messe, madrigali e
>mottetti di vari autori al pianoforte
Ahemmm... purtroppo sono flautista, non pianista. Gia' quando provo a
leggere alla tastiera le mie armonizzazioni dei corali ci metto un
minuto a misura...
Forse e' il caso che prima dia un'occhiata a qualche libro... forse
proprio il Dionisi, su cui sto studiando ora.
Ciao e grazie!
Franek
Ma scusa tanto, una curiosità... come fai a raccapezzarci e a studiare sul
Dionisi Zanolini se non sai codificare tra le dita una partitura di un
mottetto a 4 voci?
Cosa assimili?
>Ma scusa tanto, una curiosità... come fai a raccapezzarci e a studiare sul
>Dionisi Zanolini se non sai codificare tra le dita una partitura di un
>mottetto a 4 voci?
>Cosa assimili?
Si', mi sono espresso male, mi riferivo al Dionisi-Toffoletti-Dardo
sull'armonia del corale: per questa forma e' sufficiente la lettura a
occhio. Dici che per la polifonia quattrocentesca non funzionerebbe
altrettanto bene?
Ciao
Franek
Ciao
Simone