Un caro saluto a tutti gli amici del NG
Nino
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Nino Dinolfo wrote:
> Su “la Repubblica” del 1° maggio 2003, in un articolo firmato da Angelo
> Folletto che parlava di Leonard Bernstein e della collana lui dedicata di
> 4 CD da parte del quotidiano, assieme agli elogi ed ad una serie di
> aggettivi rivolti ad esaltare, lodare, ricordare positivamente la carriera
> del magnifico direttore d’orchestra, compare anche il termine
> “omosessuale”. Ma e’ vero?
Si.
Lo disse lui stesso in un'intervista.
Lo scopri' probabilmente tardi, gia' sposato, e la moglie non glielo
perdono', sentendosi piu' che tradita.
Almeno, e' quello che ho letto.
--
====================================
Marco Marcelli - Genova
====================================
Il lavoro e' il rifugio di coloro
che non hanno nulla di meglio da fare
(O.Wilde)
> Ma e' vero?
sì :-)
Ma non credo che ci sia da stupirsi,
o qualcuno ha l'omofobia nel sangue e dopo
questa notizia smetterà di ascoltare la sua
musica?
Spero di no...... ho l'orticaria al solo pensiero.
> Un caro saluto a tutti gli amici del NG
> Nino
Anche a te salutoni!
Stefano
Andrea
"Marco Marcelli" <marco_m...@genova.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:3EB5487F...@genova.libero.it...
>
>
> Nino Dinolfo wrote:
>
>
> > Su “la Repubblica” del 1° maggio 2003, in un articolo firmato da Angelo
> > Folletto che parlava di Leonard Bernstein e della collana lui dedicata
di
> > 4 CD da parte del quotidiano, assieme agli elogi ed ad una serie di
> > aggettivi rivolti ad esaltare, lodare, ricordare positivamente la
carriera
> > del magnifico direttore d’orchestra, compare anche il termine
> > “omosessuale”. Ma e’ vero?
>
>
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> Su “la Repubblica” del 1° maggio 2003, in un articolo firmato da
Angelo
> Folletto che parlava di Leonard Bernstein e della collana lui dedicata di
> 4 CD da parte del quotidiano, assieme agli elogi ed ad una serie di
> aggettivi rivolti ad esaltare, lodare, ricordare positivamente la carriera
> del magnifico direttore d’orchestra, compare anche il termine
> “omosessuale”. Ma e’ vero?
beh era gay anche Mitropoulos.. verrebbe da pensare: che il podio della
NewYork Philharmonic stuzzichi questo tipo di gusti? ;D
>Su “la Repubblica” del 1° maggio 2003, in un articolo firmato da Angelo
>Folletto che parlava di Leonard Bernstein e della collana lui dedicata di
>4 CD da parte del quotidiano, assieme agli elogi ed ad una serie di
>aggettivi rivolti ad esaltare, lodare, ricordare positivamente la carriera
>del magnifico direttore d’orchestra, compare anche il termine
>“omosessuale”. Ma e’ vero?
direi che si vede in ogni gesto di quel (grandissimo) artista...
T
haendel wrote:
> beh era gay anche Mitropoulos.. verrebbe da pensare: che il podio della
> NewYork Philharmonic stuzzichi questo tipo di gusti? ;D
Sara' per quello che Muti non c'e' voluto andare (dopo aver messo
incinta, si mormora, una ragazza dell'orchestra) ? :-)
Ovvero?
Jenner
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
Bernstein era omosessuale (oggi si direbbe più facilmente bisessuale), e non
ne faceva un mistero. Quando si sposò con la Felicita Montealegre Cohen,
nonostante assicurazioni alla futura moglie, invitò al matrimonio il suo
fiancé di allora. aveva un curioso penchant talvolta per personaggi
infinitamente inferiori a lui, in qualsiasi senso. Credo che la moglie abbia
patito, con dignità e pazienza, umiliazioni e sofferenze non trascurabili,
anche in punto di morte (quando Lenny era preso da uno dei soliti passeggeri
amorazzi)... Beh, nessuno è perfetto...
GMG
> Beh, nessuno è perfetto...
Sei un troll, vero?
>“ Ma e’ vero?
E' vero.
La grande Maria Callas, un giorno ebbe a dire di lui :
" Che spreco " !
( tutte le donne dicono questa frase quando incontrano un gay che le
colpisce per la sua bellezza )
Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA
>> direi che si vede in ogni gesto di quel (grandissimo) artista...
>
>Ovvero?
ovvero, nel suo modo di muoversi personalmente ravviso tratti
piuttosto caratteristici di un omosessuale.
T
> Gianni M. Gualberto wrote:
> > Beh, nessuno è perfetto...
> Sei un troll, vero?
Non so neanche cosa voglia dire (ho sempre trovato il linguaggio
internettiano piuttosto sciocco, ma tant'è...:-)). Mi limitavo a citare
cinefilamente... Peraltro, ho avuto l'onore e il piacere di collaborare
con Bernstein, molti anni fa, e per quel che ricordo, della sua
omosessualità non fregava ad alcuno. Ma forse mi sbaglio...
GMG
> La grande Maria Callas, un giorno ebbe a dire di lui :
>
> " Che spreco " !
>
> ( tutte le donne dicono questa frase quando incontrano un gay che le
> colpisce per la sua bellezza )
beh, bisogna anche capire.:-)
Di fatto era un gran bell'uomo, Bernstein.
Z.
Gianni M. Gualberto wrote:
> Allegro con brio wrote:
>
>>Sei un troll, vero?
>
>
> Non so neanche cosa voglia dire
Beh, comunque e' originale che uno che si firma ALLEGRO CON BRIO accusi
un altro di essere un troll.....
Veramente sono solite dire: "Se ne vanno sempre i migliori!"
Ma lo diciamo anche noi quando sappiamo della promiscuità ( :-P )dei
più bei ragazzi... #^___^#
(E' la volta buona che torno single...)
Albert Herring
members.xoom.virgilio.it/roberto_oddo
Sono stato in Norvegia, alcuni anni fa, e lassù TROLL significa Gigante.
Ho visitato, con grande emozione, lo straordinario Trollfjord, come le lisce
pareti a picco nell'acqua (le cui immagini catturate con la cinepresa ho poi
commentato con le musiche centrali della Grotta di Fingal).
:
:
:
: --
:
:
>Sara' per quello che Muti non c'e' voluto andare (dopo aver messo
>incinta, si mormora, una ragazza dell'orchestra) ? :-)
mi pare che mescoli leggenda (che Muti "non sia voluto andare" a New
York è diceria che sembrerebbe aver messo in giro lui) a cronaca (il
la ragazza era una maschera della scala, non un'orchestrale
americana...)
T
Tito Ceccherini wrote:
> mi pare che mescoli leggenda (che Muti "non sia voluto andare" a New
> York è diceria che sembrerebbe aver messo in giro lui) a cronaca (il
> la ragazza era una maschera della scala, non un'orchestrale
> americana...)
Eh beh, io questo so, ah! :-)
(comunque che la ragazza fosse un'orchestrale (americana!?! Boh) o una
maschera, non mi pare rilevantissimo ai fini del discorso! :-)))))
Mi spieghi per cortesia qual'č secondo te il modo di muoversi piuttosto
caratteristico d'un omosessuale?
Saluti, Hektor
Francamente, non so se ciò gli derivasse dal suo essere bisessuale (confesso
di non essermici troppo soffermato...:-)), ma Bernstein si muoveva sul podio
con un indubbio sex-appeal (ne possedeva a iosa, comunque, che esercitava su
qualsiasi interlocutore, a qualsiasi sesso appartenesse). D'altronde, negli
Stati Uniti vi era anche chi lo chiamava Lenny the Pelvis: l'eros (non
intendo il sesso in sé, alle cui gioie egli comunque si era dedicato non
poco) era un qualcosa che egli ben conosceva, nel senso più ampio come in
quello più ristretto. E credo che fosse parte non piccola della sua estetica
(il che, personalmente, me la rende ancora più affascinante). Anche come
uomo sapeva essere gioiosamente drammatico (o, marzullianamente parlando,
drammaticamente gioioso... :-)). Sebbene di indole in fondo malinconica,
direi che abbia saputo non privarsi di qualsiasi esperienza e di qualsiasi
piacere, e sempre in modo intenso. Uomo invidiabile...
GMG
> D'altronde, negli
> Stati Uniti vi era anche chi lo chiamava Lenny the Pelvis:
L'unica volta che potei vederlo dal vivo, alla Scala quando vi diresse un
programma strawinskiano, saltava sul podio peggio di un capretto.
Ricordo distintamente che nella breve pausa che precede l'accordo finale
della Sagra della Primavera anziche' un silenzio carico di tensione si
senti' un PATAPUNF !!!!
Era lui che aveva spiccato un salto degno di un olimpionico, di almeno mezzo
metro sul podio........
M
>> >Ovvero?
>> ovvero, nel suo modo di muoversi personalmente ravviso tratti
>> piuttosto caratteristici di un omosessuale.
>
>
>Mi spieghi per cortesia qual'č secondo te il modo di muoversi piuttosto
>caratteristico d'un omosessuale?
no.
T
Infatti dirigeva sempre senza preservativo.
L.
>> Sei un troll, vero?
>
>Non so neanche cosa voglia dire
Qui c'e' una divertente "guida" ai troll della Rete. Per soprire che
in fondo siamo stati tutti troll almeno una volta... ;-)
(anch'io con questo messaggio che non c'entra una brassica)
http://www.freewebs.com/iosononiubbo/troll.txt
Ciao
Franek
>>> >Ovvero?
>>> ovvero, nel suo modo di muoversi personalmente ravviso tratti
>>> piuttosto caratteristici di un omosessuale.
>>
>>
>>Mi spieghi per cortesia qual'è secondo te il modo di muoversi piuttosto
>>caratteristico d'un omosessuale?
>
>no.
LOL!!
Grazie, ora sě che ho capito.
Saluti, Hektor
Che ci sarŕ mai di cosě divertente? Bňh...
Saluti, Hektor
> (anch'io con questo messaggio che non c'entra una *brassica*)
Latinista o lettore di Asterix? :-))
dR
http://www.san-antonio-texas.com/TrollFjord_Captain.JPG
--
"Quando ha 15 anni, una nota gentile viene ad illuminare il suo orizzonte
fatto di brutalità e di miseria: Virgil riceve in dono un violoncello.
Virgil è affascinato dallo strumento. Nella casa degli Starkwell risuonano
note soavi ed armoniose".
Woody Allen, Prendi i soldi e scappa
>> (anch'io con questo messaggio che non c'entra una *brassica*)
>
>Latinista o lettore di Asterix? :-))
Hehe, entrambe le cose! :-) Ti riferisci ad Asterix e i Belgi, vero?
Peraltro, ''brassica'' in questi caso suona molto bene, la si potrebbe
prendere per una parolaccia in qualche dialetto!
Ciao
Franek
>> >>Mi spieghi per cortesia qual'è secondo te il modo di muoversi piuttosto
>> >>caratteristico d'un omosessuale?
>> >no.
>> LOL!!
>
>
>Che ci sarà mai di così divertente? Bòh...
>Saluti, Hektor
Scusami, ma era bellissima la rottura del modulo abituale: ''Mi
spieghi questo...?'' ''Certo, intendevo dire che...''
Mi ricorda molto (e probabilmente non e' un caso, vero Tito?) una
battuta di una commedia, ambientata nella sala d'aspetto di un
dentista:
LUCCIOLA <avvicinandosi al tavolino delle riviste, fa per prenderne
una; a Gaius> Permette?
GAIUS <continuando a leggere, mette una mano sulle riviste> No.
(A. Campanile ''Erano un po' nervosi'', commedia in un atto, 1927)
Ecco tutto.
Ciao
Franek
Andrea Solari wrote:
> Č vero. Se ne parla anche nel fascicolo accompagnatorio di un cd con brani
> di Barber e Schuman, segnalando come Barber nutrisse qualche pregiudizio nei
> confronti di Lenny per questo fatto...
>
> Andrea
>
>
Curioso perche' anche Barber era gay come Copland e Gershwin e altri..
Saluti
Luigi
> Curioso perche' anche Barber era gay come Copland e Gershwin e altri..
Avevo visto tempo fa una serie di CD intitolata "Compositori gay
americani". Leggendo il contenuto, praticamente l'80% dei compositori
piu` noti del Novecento americano erano li`...
Ciao
Andrea
--
************
ANDREA TRAVE - http://civet.berkeley.edu/atrave/
"I often sing its tunes in the shower" [Esa-Pekka Salonen,
a proposito del Concerto per Piano di Schoenberg]
> Hehe, entrambe le cose! :-) Ti riferisci ad Asterix e i Belgi, vero?
Ouais...:-))
> Peraltro, ''brassica'' in questi caso suona molto bene, la si potrebbe
> prendere per una parolaccia in qualche dialetto!
E' una parola molto espressiva, come capita di frequente in latino...
dR :-)
> "Quando ha 15 anni, una nota gentile viene ad illuminare il suo orizzonte
> fatto di brutalità e di miseria: Virgil riceve in dono un violoncello.
> Virgil è affascinato dallo strumento. Nella casa degli Starkwell risuonano
> note soavi ed armoniose".
> Woody Allen, Prendi i soldi e scappa
TROPPO BELLO!
dR
"Dopo mezz'ora, ero perdutamente innamorato di lei. Dopo un'ora, avevo
deciso di non rubarle la borsetta".
> "Dopo mezz'ora, ero perdutamente innamorato di lei. Dopo un'ora, avevo
> deciso di non rubarle la borsetta".
rotfl
un genio
Z.
>Avevo visto tempo fa una serie di CD intitolata "Compositori gay
>americani". Leggendo il contenuto, praticamente l'80% dei compositori
>piu` noti del Novecento americano erano li`...
chissà come la prenderanno i cazzi duri del NG
. a l l E g r i .
____________________________________________________
Nulla è più vano del tentativo di adeguare
un'opera d'arte a un sistema di analisi
per il quale non è stata concepita.
Glenn Gould
____________________________________________________
http://digilander.iol.it/clklaus
clklaus chiocciola libero.it
L'ho risvisto l'altro giorno, veramente fenomenale. Nonostante in genere io
preferisca il Woody Allen 'di mezzo' (da Io e Annie a Crimini e Misfatti).
C'è già il racconto in prima persona, l'intervento diretto dei genitori...
davvero bellissima la scena nel parco. E il ritmo, indiavolato!
Ciao Mr Duffy
--
> L'ho risvisto l'altro giorno, veramente fenomenale. Nonostante in genere
io
> preferisca il Woody Allen 'di mezzo' (da Io e Annie a Crimini e Misfatti).
Questo è un esempio di buon gusto. Di solito pochi inseriscono fra le
proprie preferenze Crimini e Misfatti. Invece è un bel film, importante
nell'evoluzione di Allen.
Lo impiego spesso quando sento criticare il (presunto) carattere episodico,
non evolutivo delle soluzioni espressive alleniane; in CeM ritroviamo le
visualizzazioni del passato di Annie Hall (quelle "finestre" temporali in
cui un personaggio visita il suo passato, dialogando con le persone che gli
erano vicine allora ma con l'aspetto e il senno di poi) piegate a un senso
ben diverso. Per dirne una.
Anche la sequenza della Houston "eliminata" con il Quintetto di Schubert
(non mi confondo con Brahms, vero? :-D di questi tempi, ahimé...) è ben
risolta.
(su "Money")
> C'è già il racconto in prima persona, l'intervento diretto dei genitori...
La rivisitazione ironica dei vari "generi" del discorso audiovisivo
praticati dai media...
> davvero bellissima la scena nel parco. E il ritmo, indiavolato!
Pensa che per un periodo abbastanza lungo (più recentemente ha smesso,
almeno per quanto ne so io) quasi lo ha ripudiato, nelle interviste.
Stupefacente. A me pare pieno di trovate interessanti, molto vitale. Tutto
l'episodio della rapina è esilarante e assai sottile, metacinematografico.
Mi aspetto che prima o poi qualche strenuo estimatore della linea
Godard-Tarantino se ne renda conto...:-)
dR
> Mr Duffy <tisck...@hotmail.com> wrote in message
> Zstua.101403$iy5.3...@twister2.libero.it...
> > L'ho risvisto l'altro giorno, veramente fenomenale. Nonostante in genere
> io
> > preferisca il Woody Allen 'di mezzo' (da Io e Annie a Crimini e Misfatti).
> Questo è un esempio di buon gusto. Di solito pochi inseriscono fra le
> proprie preferenze Crimini e Misfatti. Invece è un bel film, importante
> nell'evoluzione di Allen.
> Lo impiego spesso quando sento criticare il (presunto) carattere episodico,
> non evolutivo delle soluzioni espressive alleniane; in CeM ritroviamo le
> visualizzazioni del passato di Annie Hall (quelle "finestre" temporali in
> cui un personaggio visita il suo passato, dialogando con le persone che gli
> erano vicine allora ma con l'aspetto e il senno di poi) piegate a un senso
> ben diverso. Per dirne una.
> Anche la sequenza della Houston "eliminata" con il Quintetto di Schubert
> (non mi confondo con Brahms, vero? :-D di questi tempi, ahimé...) è ben
> risolta.
> (su "Money")
Pur trovando semplicemente esilaranti film come 'Prendi i soldi e scappa',
'Il Dormiglione' e così via, anche io preferisco il periodo 'di mezzo':
credo che solo durante quello il buon Woody abbia raggiunto la sua
completa maturità artistica, rimandendo insuperato (incluso da se stesso,
purtroppo...)
Sicuramente CeM è tra i miei preferiti: bellissimo, che dire più. E anche
Landau è strepitoso... anche se, mentre guardo il film, mi vien da ridere
se penso che per me è stato sempre il comandante di 'Spazio 1999' :)
Solo mi dispiace che non sia ancora disponibile in DVD la versione per il
mercato italiano.
> > C'è già il racconto in prima persona, l'intervento diretto dei genitori...
> La rivisitazione ironica dei vari "generi" del discorso audiovisivo
> praticati dai media...
L'intervista dei genitori in maschera: semplicemente geniale...
> > davvero bellissima la scena nel parco. E il ritmo, indiavolato!
> Pensa che per un periodo abbastanza lungo (più recentemente ha smesso,
> almeno per quanto ne so io) quasi lo ha ripudiato, nelle interviste.
> Stupefacente. A me pare pieno di trovate interessanti, molto vitale.
Probabilmente il migliore del primo periodo (se teniamo fuori 'Provaci
ancora Sam', che tecnicamente parlando è di Ross).
>Tutto
> l'episodio della rapina è esilarante e assai sottile, metacinematografico.
A proposito: sbaglio, o qualche tempo fa è accaduto per davvero un
episodio simile?
> Mi aspetto che prima o poi qualche strenuo estimatore della linea
> Godard-Tarantino se ne renda conto...:-)
Speriamo. A proposito di Tarantino, devo dire la sincera verità: Pulp
fiction l'ho trovato noiosetto...
Ciao,
Renato.
> Pur trovando semplicemente esilaranti film come 'Prendi i soldi e scappa',
> 'Il Dormiglione' e così via, anche io preferisco il periodo 'di mezzo':
> credo che solo durante quello il buon Woody abbia raggiunto la sua
> completa maturità artistica, rimandendo insuperato (incluso da se stesso,
> purtroppo...)
Anche a me piacciono quelli indicati da Duffy. Aggiungerei però
Decostructing Harry, che trovo genialoide.
> Probabilmente il migliore del primo periodo (se teniamo fuori 'Provaci
> ancora Sam', che tecnicamente parlando è di Ross).
Non solo tecnicamente. Allen ha scritto la commedia che sta alla base della
sceneggiatura. Tante soluzioni visive a partire dal testo non risultano
alleniane. A me almeno.
> Speriamo. A proposito di Tarantino, devo dire la sincera verità: Pulp
> fiction l'ho trovato noiosetto...
Mi hanno già preso a sassate più volte, ma io persisto; mi pare un tantino
sopravvalutato.
dR
> Scusami, ma era bellissima la rottura del modulo abituale: ''Mi
> spieghi questo...?'' ''Certo, intendevo dire che...''
E sarà pure, ma il fatto di sottrarsi al confronto con una battuta d'effetto
mi fa pensare piuttosto a una mancanza di argomenti validi. Infatti, dire
che nel modo di muoversi di qualcuno possano ravvisarsi tratti piuttosto
caratteristici di un omosessuale è qualcosa di insostenibile.
Saluti, Hektor
Non ricordavo questo particolare... ricordavo però i dialoghi immaginari di
Jude con Ben, la notte durante il temporale... è molto che non lo vedo.
Anche perchè, purtroppo, certi film li ho visti così tante volte da
ricordarmi le battute, e poi è un peccato... ho un'amica che riserva
pochissime visioni al suo film preferito, per mantenere la sorpresa...
d'altronde anche le feste ("Hannah e le sue sorelle") sono delle 'finestre'
attraverso cui interpretare lo scorrere del tempo...
> Anche la sequenza della Houston "eliminata" con il Quintetto
> di Schubert (non mi confondo con Brahms, vero? :-D di questi
> tempi, ahimé...) è ben risolta.
E' Schubert, però l'inizio dell'ultimo Quartetto, eseguito dal Juilliard
Quartet.
:-) Mr Duffy
--
"Los cien enamorados
duermen para siempre
bajo la tiera seca.
Andalucia tiene
largos caminos rojos.
Cordoba, olivos verdes
dode poner cien cruces,
que los recuerden.
Los cien enamorados
duermen para siempre."
(Federico Garcia Lorca, De Profundis)
(musicato da Shostakovich, primo movimento della Sinfonia n.14)
Interiors, Ombre e nebbia, Hannah e le sue sorelle!!!, Settembre, Oedipus
Wecks, Un'altra donna...
> Sicuramente CeM è tra i miei preferiti: bellissimo, che dire più.
> E anche Landau è strepitoso... anche se, mentre guardo il film,
> mi vien da ridere se penso che per me è stato sempre il
> comandante di 'Spazio 1999' :)
Per me invece è sempre stato Jude Rosenthal, e Crimini e Misfatti è anche il
primo film di Woody Allen che abbia visto... mi sono subito piaciute
moltissimo anche le scene con il professor Levy, che spiega la propria
concezione del mondo passeggiando tra la neve al suono della Toccata dalla
2a Suite Francese di Bach... poi in questo Allen c'è una ricchezza visicva,
una preziosità (il faro della Jaguar che si spegne, gli interni lussuosi)
assente nei primi film per mancanza di mezzi, e che dopo è diventata
debordante (pur ironico, "Abbiamo i soldi!" con cui inizia "Tutti dicono I
love you"). Come il passaggio dal Kieslowski (volutamente) povero (Decalogo)
a quello ricco (Tre colori; non per niente Senza fine, di ambientazione nn
minimalista ma prima del decalogo, è ancora più bello da vedere degli
ultimi). Sempre in "Crimini e misfatti", bellissimi anche gli accostamenti
di colori, sempre autunnali.
Ciao! Mr Duffy
>Mi ricorda molto (e probabilmente non e' un caso, vero Tito?) una
>battuta di una commedia
no, non è un caso, e la tua interpretazione, acuta, coglie due moventi
importanti del mio intervento: la tentazione (facile) per una risposta
"ad effetto", ed il fatto (ma me ne sono accorto dopo averti letto) di
aver passato due giorni a rileggere molto Campanile (Tragedie, Se la
luna...)
resta il punto principale: la domanda (retorica) di Hektor è per me
abbastanza sciocca da non meritare risposta (d'altronde, chi la
capacità di "vedere" non è universale, ed anzi non mi considero un
"osservatore" - ma evidentemente c'è chi vede meno di me)
T
>Infatti, dire
> che nel modo di muoversi di qualcuno possano ravvisarsi tratti piuttosto
> caratteristici di un omosessuale è qualcosa di insostenibile.
sì, possono a volte ravvisarsi.
E con questo?
Dove sta il problema?
Z.
> assieme agli elogi ed ad una serie di
> aggettivi rivolti ad esaltare, lodare, ricordare positivamente la carriera
> del magnifico direttore d'orchestra, compare anche il termine
> "omosessuale". Ma e' vero?
si, è vero... embeh?!
scusa, ma il fatto di essere omosessuale od etero, ha qualcosa a che
vedere con la sua bravura?!
toglie qualcosa al suo essere artista?!
[cut]
> Il tutto, comunque, non mi ha stupito né fatto minimamente cambiare
> opinione su questo direttore,
e vorrei pure vedere! :-)
> che amo e continuerò ad amare
allora ok :-)
> resta il punto principale: la domanda (retorica) di Hektor è per me
> abbastanza sciocca da non meritare risposta
E tu credi di non aver risposto?
> (d'altronde, chi la
> capacità di "vedere" non è universale, ed anzi non mi considero un
> "osservatore" - ma evidentemente c'è chi vede meno di me)
Mmh... faccio fatica a cogliere l'organizzazione grammaticale, o forse hai
ragione, e non vedo qualcosa di ovvio.
Saluti, Hektor
> sě, possono a volte ravvisarsi.
Tu credi che sia cosě? Io no.
> E con questo?
> Dove sta il problema?
Nessuno ha detto che ci sia un problema, ero solo curioso di sapere fin dove
arrivano certi luoghi comuni, e magari discuterne. Il mio mancato
interlocutore ha perň considerato dall'alto della sua cultura che la mia era
una domanda retorica e sciocca, e per me questo č una risposta piů eloquente
di quanto lui stesso non riesca ad immaginare.
> Z.
Saluti, Hektor
> > sì, possono a volte ravvisarsi.
> Tu credi che sia così? Io no.
non penso sia una mia opinione.
penso sia così, in alcuni casi.
Personalmente non ci trovo nulla di strano o di particolare, per cui non
capisco il motivo per il quale si dovrebbe negare.
>
> > E con questo?
> > Dove sta il problema?
> Nessuno ha detto che ci sia un problema, ero solo curioso di sapere fin
dove
> arrivano certi luoghi comuni, e magari discuterne.
Non credo affatto sia una questione di luoghi comuni.
Bisognerebbe riuscire a distinguere fra alcune caratteristiche realmente
esistenti e la loro banalizzazione e/o negativizzazione, che sfocia nel
luogo comune.
Sono personalmente convinta che l'eccesso di "politically correctness" sia
devastante tanto quanto il suo contrario.
Semplicemente, nega talune specificità, che esistono, a mio parere, direi,
per fortuna.
Per fortuna non siamo tutti identici e fatti con lo stampino, ci sarebbe da
suicidarsi (che è poi il genere di società preconizzata dai nazisti. Tutti
uguali. Nessuna devianza da ciò che viene decretato norma dal regime, per
carità).
Ad esempio, dire che gli italiani mangiano molta pasta rispetto ad altri
popoli non è un luogo comune, è una verità.
Definirli mangiaspaghetti (o mandolinari, o altro), invece, è un luogo
comune, e anche offensivo.
E' l'uso che si fa di certe caratteritistiche che è nefasto, non le
caratteristiche stesse.
La loro negazione/rimozione, o, viceversa, la loro esaltazione morbosa al
fine di additarne una presunta valenza deviante, sono -imho- comportamenti
che si toccano, nei loro estremi.
Z.
--
"J'abomine les doctrines et leurs impertinences".
Claude Debussy
> La loro negazione/rimozione, o, viceversa, la loro esaltazione morbosa al
> fine di additarne una presunta valenza deviante, sono -imho- comportamenti
> che si toccano, nei loro estremi.
hai perfettamente ragione
miao
Appunto, tu l'hai detto: alcuni. Tanto vale allora non generalizzare e
supporre che dalle movenze d'una persona si possa dedurre qual'è la sua
attività sessuale prevalente o esclusiva.
> Personalmente non ci trovo nulla di strano o di particolare, per cui non
> capisco il motivo per il quale si dovrebbe negare.
Non interessa nemmeno a me negare nulla, ma osservazioni di questo genere mi
sembrano molto superficiali (e già che ci siamo: se faccio, nonostante
tutto, lo sforzo di entrare in questa logica diciamo pettegola, non mi
sembra nemmeno pertinente nel caso di Bernstein).
> Non credo affatto sia una questione di luoghi comuni.
> Bisognerebbe riuscire a distinguere fra alcune caratteristiche realmente
> esistenti e la loro banalizzazione e/o negativizzazione, che sfocia nel
> luogo comune.
> Sono personalmente convinta che l'eccesso di "politically correctness" sia
> devastante tanto quanto il suo contrario.
> Semplicemente, nega talune specificità, che esistono, a mio parere, direi,
> per fortuna.
> Per fortuna non siamo tutti identici e fatti con lo stampino, ci sarebbe
da
> suicidarsi (che è poi il genere di società preconizzata dai nazisti. Tutti
> uguali. Nessuna devianza da ciò che viene decretato norma dal regime, per
> carità).
> Ad esempio, dire che gli italiani mangiano molta pasta rispetto ad altri
> popoli non è un luogo comune, è una verità.
> Definirli mangiaspaghetti (o mandolinari, o altro), invece, è un luogo
> comune, e anche offensivo.
> E' l'uso che si fa di certe caratteritistiche che è nefasto, non le
> caratteristiche stesse.
> La loro negazione/rimozione, o, viceversa, la loro esaltazione morbosa al
> fine di additarne una presunta valenza deviante, sono -imho- comportamenti
> che si toccano, nei loro estremi.
Il tuo discorso è molto chiaro e nobile, e potrei trovarmi sostanzialmente
d'accordo, ma il fatto è che io dubito molto di quelle che tu ritieni
verità, come gli italiani che mangiano più pasta degli altri (ma che?
prendiamo per buoni i sondaggi della Barilla? A me le statistiche danno il
voltastomaco), o gli omosessuali che si muovono in un certo modo, perché in
fondo dubito molto dell'esistenza stessa di qualcosa che si chiama
omosessualità, come della cosiddetta eterosessualità. Quindi figurati se
traggo conclusioni dal modo in cui la gente si muove. Son d'accordissimo con
te: è una fortuna che non siamo tutti identici e fatti con lo stampino; ma
non basta, e credo che finché non capiremo non solo di non essere tutti
uguali ma di essere tutti diversi, continueremo ad entrare in moduli
preconfezionati, magari più varii del famigerato stampino, ma comunque
fortemente limitanti. E per sfuggire a questo, credo che l'unico modo sia
mettere in discussione le verità acquisite. Come vedi, nulla a che fare con
il politically correct. Ti ringrazio della tua attenzione!
Saluti, Hektor
Scusa l'intromissione.
>...perché in
> fondo dubito molto dell'esistenza stessa di qualcosa che si chiama
> omosessualità, come della cosiddetta eterosessualità.
Quindi come definisci un omosessuale ed un eterosessuale? E' solo un
problema di termini?
> Son d'accordissimo con
> te: è una fortuna che non siamo tutti identici e fatti con lo stampino; ma
> non basta, e credo che finché non capiremo non solo di non essere tutti
> uguali ma di essere tutti diversi, continueremo ad entrare in moduli
> preconfezionati, magari più varii del famigerato stampino, ma comunque
> fortemente limitanti.
Il problema non è definire tizio o caio omosessuale, perché una definizione
la si fa, sempre, se non esteriormente la si fa interiormente. Si ha bisogno
sempre di inquadrare qualcuno, che esso sia stupido o eterosessuale è
indifferente, definire è umano. Il problema nasce da come ci si relazione
con le proprie idee.
Il che è ben diverso dal dire semplicemente "essere tutti diversi", perché
nel momento in cui tu comprendi una diversità crei una relazione tra vari
termini di paragone che definisci.
>> (d'altronde, chi la
>> capacità di "vedere" non è universale, ed anzi non mi considero un
>> "osservatore" - ma evidentemente c'è chi vede meno di me)
>
>Mmh... faccio fatica a cogliere l'organizzazione grammaticale, o forse hai
>ragione, e non vedo qualcosa di ovvio.
>Saluti, Hektor
hai ragione, il "chi" è residuo di una versione precedente del periodo
e va espunto. leggi perciò:
"d'altronde, la capacità di "vedere" non è universale, ed anzi non mi
considero un "osservatore" - ma evidentemente c'è chi vede meno di me"
T
Figurati, ci mancherebbe!
> Quindi come definisci un omosessuale ed un eterosessuale? E' solo un
> problema di termini? <snip>
> Il problema non è definire tizio o caio omosessuale, perché una
definizione
> la si fa, sempre, se non esteriormente la si fa interiormente. Si ha
bisogno
> sempre di inquadrare qualcuno, che esso sia stupido o eterosessuale è
> indifferente, definire è umano. Il problema nasce da come ci si relazione
> con le proprie idee.
> Il che è ben diverso dal dire semplicemente "essere tutti diversi", perché
> nel momento in cui tu comprendi una diversità crei una relazione tra vari
> termini di paragone che definisci.
Credo che ormai siamo andati talmente fuori tema, che non vorrei abusare
ulteriormente dallo spazio che dovrebbe essere dedicato alla musica
classica. Se t'interessa continuare la discussione o una eventuale mia
risposta al tuo messaggio, ti prego di rispondermi in privato. Grazie,
Saluti, Hektor
> > Anche la sequenza della Houston "eliminata" con il Quintetto
> > di Schubert (non mi confondo con Brahms, vero? :-D di questi
> > tempi, ahimé...) č ben risolta.
>
> E' Schubert, perņ l'inizio dell'ultimo Quartetto, eseguito dal Juilliard
> Quartet.
Grazie. Persiste l'infezione. Almeno questa volta non l'ho attribuito a
Scriabin...:-D
dR
> Appunto, tu l'hai detto: alcuni. Tanto vale allora non generalizzare e
> supporre che dalle movenze d'una persona si possa dedurre qual'è la sua
> attività sessuale prevalente o esclusiva.
Siamo d'accordo.
Il tuo interlocutore però, mi pareva parlasse di una persona in particolare.
>
> > Personalmente non ci trovo nulla di strano o di particolare, per cui non
> > capisco il motivo per il quale si dovrebbe negare.
>
> Non interessa nemmeno a me negare nulla, ma osservazioni di questo genere
mi
> sembrano molto superficiali (e già che ci siamo: se faccio, nonostante
> tutto, lo sforzo di entrare in questa logica diciamo pettegola, non mi
> sembra nemmeno pertinente nel caso di Bernstein).
Può darsi, in effetti.
CUT
> Il tuo discorso è molto chiaro e nobile, e potrei trovarmi sostanzialmente
> d'accordo, ma il fatto è che io dubito molto di quelle che tu ritieni
> verità, come gli italiani che mangiano più pasta degli altri (ma che?
> prendiamo per buoni i sondaggi della Barilla? A me le statistiche danno il
> voltastomaco),
fai male.
Le statistiche (che in questo caso raccolgono i dati del consumo di kili di
pasta all'anno, e non sono della Barilla) servono perlomeno a esprimere un
dato di fatto matematico.Dal quale trarre eventualmente qualche conclusione.
(come, ad esempio, il fatto che produrre pasta in Italia sia più redditizio
che produrre paté d'oca, perchè c'è più mercato).
Come dire che tu calzi il 44 di scarpe.
Non è un dato nè bello, nè brutto.
E' solo un dato.
Utile, se ti vuoi comprare un paio di scarpe.
Inutile a qualsiasi altro fine.
Punto.Non vedo per quale motivo un dato dovrebbe dare il voltastomaco.
Mi sembra che tu faccia la stessa cosa che hai fatto con i luoghi comuni: te
la prendi con il dato in sè, e non con l'uso che ne viene fatto.
Unvece, non è il dato che è distorto, bensì il pessimo uso che se ne può
fare.
> o gli omosessuali che si muovono in un certo modo, perché in
> fondo dubito molto dell'esistenza stessa di qualcosa che si chiama
> omosessualità, come della cosiddetta eterosessualità.
Allora ho ragione.
La negazione come sistema di vita.
Non esiste l'omosessualità?
Permettimi di dirti che se fossi omosessuale m'incazzerei di brutto.
A me non piace che vengano negate le mie specificità.
Potrei anche avere voglia di rivendicarle, guarda caso.
>Quindi figurati se
> traggo conclusioni dal modo in cui la gente si muove. Son d'accordissimo
con
> te: è una fortuna che non siamo tutti identici e fatti con lo stampino; ma
> non basta, e credo che finché non capiremo non solo di non essere tutti
> uguali ma di essere tutti diversi, continueremo ad entrare in moduli
> preconfezionati, magari più varii del famigerato stampino, ma comunque
> fortemente limitanti. E per sfuggire a questo, credo che l'unico modo sia
> mettere in discussione le verità acquisite. Come vedi, nulla a che fare
con
> il politically correct. Ti ringrazio della tua attenzione!
Mah.
Sono d'accordo con te.
Tuttavia, il reciproco rispetto passa *per forza* dal reciproco
riconoscimento delle diversità di ognuno di noi.
Inutile che io neghi di avere davanti un nero, se sto parlando con un
africano.
Definirlo "nero" sarebbe un luogo comune?
Mi sembra folle, permettimi.
Come tentavo di dire, è la valenza che ognuno mette dietro alle
caratteristiche, che può essere pericolosa, non le caratteristiche in sè
stesse, che sono solo indice di varietà, di diversità, di multi culturalità.
E dunque, per me, sono benvenute.
In quanto a trarre conclusioni dal modo in cui la gente si muove.....
Non credo si volesse proprio dire questo, non è una verità acquisita.
Mi sembra che tu stia tragicizzando un'annotazione che non aveva alcuna
valenza etica o estetica, ed era solo un'annotazione.
Come dicevo, è quello che ci piazzi dietro che è pericoloso, non il fatto di
per sè.
ciao
Z.
>In quanto a trarre conclusioni dal modo in cui la gente si muove.....
(meno male che c'è Zazie... se non ci fosse bisognerebbe inventarla)
che il modo in cui ci muoviamo sia condizionato e riveli tratti del
nostro carattere mi sembra abbastanza ovvio, come forse è ovvio il
fatto che ci siano persone che hanno meglio di altre la capacità di
osservare ed interpretare (questo o altri aspetti della realtà).
continuo a non capire cosa ci sia di strano o incredibile
nell'elementare assunto che anche le tendenze sessuali (o il modo di
vivere la sessualità) facciano parte, profondamente, della natura e
dell'indole di una persona - e che perciò possano recare tracce anche
nella gestualità.
generalizzare o categorizzare è un modo di conoscere la realtà, i cui
limiti diventano pericolosi forse solo quando su questa base si
operino giudizi infondati o discriminazioni.
non vedo cosa ci sarebbe di scorretto se rivelassi che, astraendo
dalle persone che ho conosciuto nella mia vita, la gran parte (senza
escludere la possibilità di eccezioni anche numerose) degli
omosessuali che ho incontrato in vita mia sembrano riconducibili a
certe tipologie caratteriali, e che alcune qualità mi sembrano
caratteristiche di alcuni "tipi" omosessuali.
non ho mai scritto né pensato che tutti gli omosessuali appartengano
ad un unico gruppo umano, che abbiano le stesse caratteristiche o che
si muovano allo stesso modo. né che di tutti possa essere evidente ed
inequivocabile l'essere omosessuale.
a mia volta non mi considero neanche particolarmente abile
nell'interpretazione del carattere attraverso i gesti (anzi, mi
considero poco osservatore tout court) - il che non esclude che alcune
osservazioni semplici e macroscopiche siano alla mia portata...
come vedo (è il motivo per cui non avevo nessuna voglia di rispondere)
sto andando avanti a scrivere un mucchio di ovvietà, e mi sembra che
possa bastare: ne son già stufo io!
ciao,
T
> >In quanto a trarre conclusioni dal modo in cui la gente si muove.....
>
> (meno male che c'č Zazie... se non ci fosse bisognerebbe inventarla)
invierotti assegno.
Z.
Ma č una panda fiat ?.?
P.S. da quando le 4 ruote digitano ? =.O
> > > >In quanto a trarre conclusioni dal modo in cui la gente si muove.....
> > >
> > > (meno male che c'č Zazie... se non ci fosse bisognerebbe inventarla)
> >
> > invierotti assegno.
> > Z.
>
> Ma č una panda fiat ?.?
scusa, non l'ho capita.
dev'esser troppo sottile per me.
> P.S. da quando le 4 ruote digitano ? =.O
sto cominciando a capire.
era una pubblicitŕ della panda?
Z.
Giŕ se non ci fosse una Panda..... bisognerebbe inventarla..... uno slogan
cosě bello che uso spesso, anche in questo NG.... O.O
Scusami di non aver risposto, ma mi da fastidio allungarmi su argomenti che
non c'entrano nulla con il ng, e poi sono nel bel mezzo d'un trasloco!
Magari fra qualche giorno e in privato, avrň l'occasione di risponderti, se
ti va.
Saluti, Hektor