Il 18/10/2012 13:08, etwas langsamer ha scritto:
> Dai, avrai certamente capito il paradosso.
Sì, ma messa in quei termini suonava un po' troppo
ironico... :D
> Un ragionamento come il tuo porta a considerare che in
> un testo musicale ci siano elementi di "serie A"
> (tipicamente le note e il tempo), su non l'esecutore
> si deve transigere, e degli elementi di "serie B", come
> il fraseggio o l'articolazione, su cui invece si può
> fare come ci si sente.
Non intendevo questo, anche se capisco che volendo (ma
proprio volendo) si possa trarre una conclusione come
questa sopra. Quello che avevo in mente potrei
sintetizzarlo così.
Abbiamo tutti dato per scontato che l'importanza di vari
fattori fosse in un certo senso universale da autore ad
autore. Certo che dopo la "correttezza sintattica" (i.e.
note a posto) il fraseggio e l'interpretazione sono tutto.
Ma io credo che con la musica per tastiera di Sebastiano
siamo a uno dei due estremi di un'ipotetica scala di
"peso" del fattore esecutivo. Io ho in MIDI anche quel
brano; di fraseggio non se ne parla nemmeno eppure "suona"
abbastanza decentemente. Pure le cantate in MIDI
continuano a essere, almeno per me, un'esperienza di
ascolto del tutto pari al migliore fraseggio di Suzuki. Ma
forse perché io "sento" solo i rapporti tra le parti e
l'architettura del brano.
Se si stesse parlando di Chopin, è ovvio che non avrei
manco lontanamente scritto quel che ho scritto. Fossi io
un insegnante, delle due la mia preoccupazione sarebbe non
permettere all'allievo di abituarsi troppo alla *relativa*
tolleranza di Sebastiano per "errori" di fraseggio (anche
qui, da distinguere: per l'orchestra cambierebbe
tutto...) e cercherei di fargli eseguire ben presto dei
pezzi tali che se non ben suonati, l'effetto pensato
dall'autore si perda in modo sensibile.
Un'altra cosa che mi aveva lasciato un po' perplesso nel
thread è questo estremo dettaglio nello specificare cosa
deve accadere a ogni nota; se si è alle prese con il
quaderno della mogliera di Sebastiano, è probabile che non
si abbia la tecnica di Horowiz :D e quindi, non credo sia
il caso di perdersi in dettagli troppo minuti, pena
perdere il senso dell'insieme. Certamente, sono pezzi che
si possono riprendere anche dopo aver chiuso il cerchio
della propria esperienza musicale, verso gli 80 anni, e
vederli in modo sempre diverso. Ma per questo, appunto ci
sono mille occasioni.
Oh, ovviamente non pretendo che quanto sopra sia verità
oggettiva, dico solo come credo che sia corretto *per me*
collocare i problemi e impostare le cose.
ciao!
Apx.