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OTELLO E' UN'ALTRA COSA

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Giampaolo Lomi

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
to

E' appena terminato l'Otello trasmesso in diretta da RAI 2 da Torino.
Voglio scrivere queste note a caldo, per non ripensarci sopra e finire
per lasciar correre ancora una volta.
Questa volta, anche la migliore orchestra del mondo, diretta da uno
dei maggiori direttori viventi, e' stata trascinata a far parte di uno
spettacolo che definire brutto e' fare un complimento. Vorrei fare una
breve analisi delle singole parti che compongono un opera per
formulare l'unica domanda che mi viene naturale: con che criterio si
decide, si sceglie il repertorio e si organizza una produzione di
un'opera lirica importante, mondialmente conosciuta e difficile da
rappresentare come Otello ? Esistono ancora i direttori artistici, i
registi, gli scenografi, i costumisti, i cantanti, ( quelli veri
s'intende), oppure e' tutto finito e bisogna vivere di ricordi ?
Le voci:

Cura - Mi e' sembrato assolutamente inadatto a cantare il ruolo di
Otello. Non ha la maturita' vocale, la forza espressiva e drammatica
che il personaggio richiede. Non sa minimamente recitare, ha lo
sguardo sempre perso nel vuoto e quando canta le frasi piu' belle
dell'opera tipo "uccider non voglio l'anima tua..." sembra che la
cosa non lo riguardi, anche se pochi minuti dopo dovra' uccidere la
donna amata. La voce di Cura aveva dato a sperar bene.
In Cavalleria era stato credibile e cosi' pure nell'Iris data
all'opera di Roma l'anno scorso. Stasera perfino nel fraseggio dei
registri medi non riusciva ad articolare il canto.
Il buon giorno, o meglio il malo giorno, si e' visto all'inizio.
L'esultate e' venuto fuori quasi a mezza voce, senza forza, senza
carisma, senza niente. Mi sono venuti alla memoria istintivamente Del
Monaco e Domingo nei loro anni felici. Negli acuti ha emesso una
voce minima, incredibilmente inespressiva, facendo orrende
appoggiature nei passaggi ai registri superiori, senza mai prendere
una nota alta con uno stacco definito. Non e' una parte per lui, forse
e' ancora immaturo, e cantando Otello rischia di rovinarsi la voce per
sempre. Tra l'altro e' stato fatto apparire troppo giovane di aspetto.
Otello e' principalmente, anche il dramma di un uomo anziano che si
vede strappare la donna ed e' roso dalla gelosia, aumentata dal
divario dell'eta' con Desdemona.
Mi e' stato riferito da chi lo conosce, che Cura e' un uomo molto
pieno di se. Non accetta consigli da nessuno e studia da solo. Se
questi sono i risultati !

Raimondi - Non e' bastata la presenza scenica a fare di Raimondi lo
Jago che ha voluto Verdi. La sua voce quasi afona, gli impediva anche
di pronunciare le vocali in modo corretto. Raimondi ha cantato molto
bene nella sua carriera, tutti lo ricordiamo, ma ahime' e' tardi anche
per lui. Gia' nel Quichote due mesi fa, aveva dato segni di grande
stanchezza, ma stasera ha oltrepassato il limite. Non voglio dire che
sia arrivato allo stato in cui e' ridotto Panerai ed altri della sua
epoca, pero' ci siamo vicini. Poveretto, pettinato con il gel da
qualche folle parrucchiere, somigliava in modo impressionante a Sandro
Paternostro.

Barbara Frittoli - L'unica gradevole sorpresa della serata. Non ha
proprio il "phisique du role" della sensibile e gentile Desdemona,
personaggio schivo e riservato. La sua scarsa mobilita' espressiva e
il suo aspetto legnoso nei movimenti e piuttosto rozzo, mai esaltante
e ascetico neppure nella preghiera che prelude alla morte che gia'
incombe su di lei, non l'hanno certo, unitamente ai costumi, aiutata
nella parte. Ha pero' espresso un canto gradevole, educato, dotato di
un bel timbro con note basse di colore drammatico che riescono a far
dimenticare la mancanza di drammaticita' interpretativa.
Anche lei vestita come peggio non si puo', sembrava la Linda di
Chamonix in uno chalet di montagna nel Tirolo. Quelle orrende trecce
che le appesantivano il volto gia di per se abbastanza insignificante,
hanno contribuito a farla sembrare una pupazza.

Gli altri cantanti passabili ai limiti della norma.

La Regia - Credo e lo posso dire con cognizione di causa, avendo
ahime' esercitata questa professione in passato, che la disgrazia del
teatro lirico siano proprio al 90 per cento i registi. Queste figure
che hanno acquistato un'importanza eccessiva e fanno il bello e
cattivo tempo e rischiano di rovinare un'intero spettacolo, anzi il
piu' delle volte ci riescono.
Per citare qualche perla della regia, il povero Otello, nascosto e
avvolto in se stesso per un tempo lunghissimo dietro ad una scaletta,
dove apprende le supposte trame contro di lui ed esprime con
ripiegamenti corporei la sua gelosia.
I movimenti scenici non ci sono stati neppure all'inizio quando
un'accurato movimento delle masse avrebbe potuto aiutare molto
l'entrata di Otello.
L'arrivo di Otello nella camera di Desdemona che deve, come fa capire
la musica, preludere alla tragedia imminente, e' stata una passeggiata
dal fondo del palcoscenico fino al proscenio.
Ermanno Olmi e' un ottimo regista cinematografico. Ha girato dei
capolavori, da " Il Posto" all' "Albero degli zoccoli" (in
bergamasco stretto) per non parlare del bellissimo film su Giovanni
XXIII con Rod Steiger. Dovrebbe restare al cinema che e' il suo
ambiente naturale. E invece no. Siccome va di moda che i registi
cinematografici, che non capiscono nulla o quasi di musica, si
dilettino a fare i registi d'opera e' venuto a combinare questo bel
capolavoro a Torino.
E' toccato perfino a mediocri attori come Verdone, il compito di fare
una regia e per l'esattezza quella del Barbiere di Siviglia all'opera
di Roma. Fu un disatro ed ebbe il coraggio di creare un'azione scenica
con rumori, movimenti e passaggi di personaggi ubriachi e legati,
durante il duetto tra Figaro e Almaviva "D'ardore insolito la fiamma
io sento..." che uno dei momenti piu' sublimi dell'opera. Il risultato
fu quello di far ridere gli spettatori, arbitrariamente strappati
dalla concentrazione necessaria per godere il duetto.

Le scene e i costumi - Sono da Oscar dell'imbecillita'. L'azione si
svolge a Cipro, dove fa caldo in generale, e lo scenografo ha creduto
opportuno di spostarla in Tirolo vestendo i cantanti ed il coro da
zuavi. Perche' ? Forse ha pensato che l'opera lirica sia uno
spettacolo obsoleto e che abbia bisogno di novita' eclatanti per
interessare ancora il pubblico ? Se e' cosi' non ha capito nulla. Il
melodramma e' quello che e' ed e' bello proprio nella sua integrita'
che rispetta la sua origine sociale, storica e temporale. Eppure
questa potrebbe essere la sola spiegazione plausibile, altrimenti, e'
il caso di dire, chi glielo ha fatto fare ?

L'Orchestra e' stata sublime, come prevedibile. Abbado ha fatto
scaturire sonorita' alle quali purtroppo non siamo piu' tanto
abituati. Gli archi ed i fiati suonati alla perfezione. Grazie Abbado,
anche se non so quanta responsabilita' abbia anche lui nella scelta
del cast.

Per concludere mi riallaccio all'inizio. Sarebbe interessante dicevo,
sapere chi sceglie e chi paga. Chi da carta bianca a degli incopetenti
per mettere su uno spettacolo assurdo ? Torino e' una citta'
sfortunata. Non dimentichiamoci la Boheme di Pavarotti e della Freni,
ma per lo meno loro hanno come attenuante i 60 anni che gravano sulle
loro spalle e sia pure a denti stretti il pubblico li ha accettati,
se non altro per quello che hanno dato in passato.
Mi meraviglio come Salisburgo abbia potuto avallare uno spettacolo del
genere. La stessa produzione fu aspramente criticata in Austria, e
doveva venire a finire nei nostri teatri.
Unica consolazione, un po' sul sadico. Mi vien da ridere a pensare che
ci sono stati dei disgraziati che hanno pagato mezzo milione
( questo era il prezzo ) per una poltrona di platea !
Prima di salutare, vorrei consigliare a coloro che conoscono bene
Otello e ai giovani che si affacciano adesso al mondo dell'opera di
guardarsi la videocassetta dell'Otello con Domingo, Freni e
Cappuccilli, diretto da Carlos Kleiber nel bicentenario della Scala il
7 Dicembre 1976, definito dalla critica " The legendary perfornace" .
E' come fare un viaggio in Paradiso. E' importante per dimenticare
l'inferno !
Saluti a tutti e spero che ci vedremo a Firenze
Giampaolo

emf

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
to

Caro Giampaolo,
proprio ti hanno fatto arrabbiare!
Io ho filtrato i miei giudizi perche' ho voluto mettere l'attenuante del
mezzo televisivo, che non riproduce l'audio come in sala, quindi certe
carenze foniche potevo attribuirle ad una non corretta disposizione dei
microfoni.
> E' tutto finito e bisogna vivere di ricordi ?
Non sara' che certe cose del passato, del personale passato si tende
anche a mitizzarle? Cio' non toglie che questo Otello sia da passare nel
dimenticatoio (come la Boheme del centenario)

> Le voci:
>
> Cura
Concordiamo mi sembra. Ma "Esultate" non e' un DO, bensi' SOL se non
ricordo male, anche se da Tamagno in poi, cioe' dalla prima assoluta in
poi, i tenori che lo potevano ci schiaffavano il DO di petto! E gia'
alla Scala Abbado reintrodusse il SOL proprio con Domingo, se la memoria
non falla.

> Raimondi
siamo d'accordo

>
> Barbara Frittoli
un po' un controsenso il commento, vuoi dire che ha cantato come una
brava scolaretta? ma allora non ha cantato Desdy!

> Gli altri cantanti passabili ai limiti della norma.

OK

> La Regia
Mia moglie ha avuto la fortuna di sentire un'opera al Regio ed e'
rimasta stravolta dalla strana acustica che t'ammazza il suono dopo
poche file di platea. Probabilmente si deve essere tenuto conto di un
siffatto effetto acustico.
Comunque si veevano le citazioni registiche che anche nella
presentazione di Limiti venivano riproposte.

> Le scene
d'accordo

> i costumi
un po' meno d'accordo

> L'Orchestra e Abbado
beh non si parla del maestro Gargiulo e della banda di Roccasecca :-)

Spero il risveglio ti sia stato piu' sereno.
Ciao
Ezio Ferdeghini

Andrea Finotello

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
to

Non mi dilunghero` a dare troppi giudizi: quello che, secondo me, c'era da dire
lo ha chiramente (come al solito) espresso Riccardo nel thread "Otello al Regio".
Sottoscrivo parola per parola quanto da lui scritto, soprattutto la sua
considerazione sulla Canzone del salice nell'interpretazione dalla Frittoli.

Vorrei invece puntualizzare alcuni aspetti:

Giampaolo Lomi wrote:
>
> E' appena terminato l'Otello trasmesso in diretta da RAI 2 da Torino.
> Voglio scrivere queste note a caldo, per non ripensarci sopra e finire
> per lasciar correre ancora una volta.
> Questa volta, anche la migliore orchestra del mondo, diretta da uno
> dei maggiori direttori viventi, e' stata trascinata a far parte di uno
> spettacolo che definire brutto e' fare un complimento. Vorrei fare una
> breve analisi delle singole parti che compongono un opera per
> formulare l'unica domanda che mi viene naturale: con che criterio si
> decide, si sceglie il repertorio e si organizza una produzione di
> un'opera lirica importante, mondialmente conosciuta e difficile da
> rappresentare come Otello ? Esistono ancora i direttori artistici, i
> registi, gli scenografi, i costumisti, i cantanti, ( quelli veri
> s'intende), oppure e' tutto finito e bisogna vivere di ricordi ?

Il direttore artistico del Regio, Carlo Majer, esiste eccome. Lui e la
sovrintendente Elda Tessore hanno portato il Regio, nel giro di pochi
anni, da una ignominosa serie C (nella quale era precipitato causa
la pessima gestione-Rattalino) ad una piu` che dignitosa serie A.
Per continuare il paragone calcistico, diciamo pure che se non e`
un teatro "da scudetto", credo che la "zona UEFA" non gliela
tolga nessuno.


> Le voci:
>
> Cura - Mi e' sembrato assolutamente inadatto a cantare il ruolo di
> Otello. Non ha la maturita' vocale, la forza espressiva e drammatica
> che il personaggio richiede. Non sa minimamente recitare, ha lo
> sguardo sempre perso nel vuoto e quando canta le frasi piu' belle
> dell'opera tipo "uccider non voglio l'anima tua..." sembra che la
> cosa non lo riguardi, anche se pochi minuti dopo dovra' uccidere la
> donna amata.

> .....considerazioni negative....


> Mi sono venuti alla memoria istintivamente Del
> Monaco e Domingo nei loro anni felici.

> ....altre considerazioni negative....


> Mi e' stato riferito da chi lo conosce, che Cura e' un uomo molto
> pieno di se. Non accetta consigli da nessuno e studia da solo. Se
> questi sono i risultati !

Paragonare Del Monaco e Domingo nei loro anni felici ad un esordiente
nel ruolo come Cura mi sembra ingeneroso. In ogni caso, come dice Riccardo,
l'interpretazione di Cura non e` stata a senso unico, come per esempio (dico io)
quella di Del Monaco.

>
> ..... seguono altre considerazioni su cantanti e regia
>
Per quello che riguarda la regia, mi pare impossibile giudicarla
da una diretta televisiva. L'anno scorso per televisione vidi
una Boheme. A teatro, qualche giorno dopo, ne vidi tutta un'altra.
E di gran lunga migliore di quella a 28 pollici.....

> L'Orchestra e' stata sublime, come prevedibile. Abbado ha fatto
> scaturire sonorita' alle quali purtroppo non siamo piu' tanto
> abituati. Gli archi ed i fiati suonati alla perfezione. Grazie Abbado,
> anche se non so quanta responsabilita' abbia anche lui nella scelta
> del cast.
>

A quel che so, e` stato Abbado a convincere Raimondi a debuttare nel ruolo.

> Per concludere mi riallaccio all'inizio. Sarebbe interessante dicevo,
> sapere chi sceglie e chi paga. Chi da carta bianca a degli incopetenti
> per mettere su uno spettacolo assurdo ? Torino e' una citta'
> sfortunata. Non dimentichiamoci la Boheme di Pavarotti e della Freni,
> ma per lo meno loro hanno come attenuante i 60 anni che gravano sulle
> loro spalle e sia pure a denti stretti il pubblico li ha accettati,
> se non altro per quello che hanno dato in passato.

Sfortunata perche`, scusa? Per aver avuto Abbado e i Berliner suoi
esclusivi ospiti per una settimana? (Le due recite di Otello l'8 e
l'11, ma anche Brahms con Pollini il 7 e ancora Brahms con un violinista
di cui ora mi sfugge il nome il 10 all'Auditorium del Lingotto).
Per aver coinvolto tutta una citta` nell'avvenimento con mostre e
appuntamenti culturali, come gia` successo l'anno scorso per Boheme?
(retrospettiva di film di Olmi e antologia di
film su Otello, compreso il mitico film di Welles, al Museo Nazionale del
cinema, tanto per fare degli esempi?).
Per essere riuscita a scomodare ancora una volta la RAI per una diretta
da un teatro d'opera?
E per quel che riguarda Boheme: sicuro che *tutto* il pubblico li abbia accettati
tanto a denti stretti? La coda per i biglietti delle recite con Pavarotti
era di 2 giorni (beh, d'accordo, contenti loro....:-)).
La coda naturalmente mi son guardato bene dal farla, e la mia recita in
abbonamento presentava gli stessi cantanti con l'eccezione di Sabbatini
al posto del Pav (un bel guadagno....). E il pubblico, ti posso
assicurare, era entusiasta.
Comunque, se dal punto di vista artistico la cosa puo` anche lasciare
perplessi, vogliamo fare un po' di conti in tasca al Regio per Boheme?
Dunque:

- 4 recite con Pav tutte esaurite con prezzo del biglietto triplicato
(=12 incassi "normali);
- 8 recite tutte esaurite di cui 4 con Sabbatini al posto del Pav e le
altre con cast piu` che dignitoso (Aronica e la Villaroel);
- diritti venduti alla RAI (si parla di 300 milioni)

Facendo i conti della serva, sono un bel po' di soldini....
E` stata un'operazione sbagliata dal punto di vista del Teatro Regio?
Cosi`, a stima, non credo....

> Mi meraviglio come Salisburgo abbia potuto avallare uno spettacolo del
> genere. La stessa produzione fu aspramente criticata in Austria, e
> doveva venire a finire nei nostri teatri.

Non "nei nostri teatri", ma *al Regio*, essendo questo Otello una
co-produzione del Regio con Salisburgo.
Nelle ultime stagioni il Regio ha presentato numerose e prestigiose
copruduzioni in collaborazione con vari teatri Europei (e non solo europei).
Mi pare un ottimo modo di gestire un teatro....

> Unica consolazione, un po' sul sadico. Mi vien da ridere a pensare che
> ci sono stati dei disgraziati che hanno pagato mezzo milione
> ( questo era il prezzo ) per una poltrona di platea !
> Prima di salutare, vorrei consigliare a coloro che conoscono bene
> Otello e ai giovani che si affacciano adesso al mondo dell'opera di
> guardarsi la videocassetta dell'Otello con Domingo, Freni e
> Cappuccilli, diretto da Carlos Kleiber nel bicentenario della Scala il
> 7 Dicembre 1976, definito dalla critica " The legendary perfornace" .
> E' come fare un viaggio in Paradiso. E' importante per dimenticare
> l'inferno !

Purtroppo proprio il prezzo elevato mi terra` lontano da questo Otello,
pero` se questo e` l'inferno, allora nell'aldila` non se la passano poi cosi`
male...:-)

Scusate la lunghezza.



> Saluti a tutti e spero che ci vedremo a Firenze
> Giampaolo

Saluti a tutti anche da parte mia.
Andrea.

--
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| Andrea Finotello / /--/__ / ___/ /_/ / / / |
| /_____/_____/____/_____/__/_/_/ |
| |
| CSELT - Centro Studi E Laboratori di Telecomunicazioni |
| Via Reiss Romoli 274 - 10148 Torino (Italy) |
| |
| Tel.: +39.11.2285728 |
| Fax : +39.11.2287140 |
| e-mail: Andrea.F...@cselt.it |
|_______________________________________________________________|

Andrea Finotello

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
to

emf wrote:
>
> Mia moglie ha avuto la fortuna di sentire un'opera al Regio ed e'
> rimasta stravolta dalla strana acustica che t'ammazza il suono dopo
> poche file di platea. Probabilmente si deve essere tenuto conto di un
> siffatto effetto acustico.
> Comunque si veevano le citazioni registiche che anche nella
> presentazione di Limiti venivano riproposte.
>
>
> Ezio Ferdeghini

Quando? Se prima dell'inizio della stagione '96-'97, concordo in pieno, se durante
questa stagione, invece, non saprei.
L'acustica del Regio e` sempre stata pessima (suono che spariva dopo poche file, guai
a mettersi sotto i palche perche` oltre a non vedere nulla si sentiva tutto molto
ovattato, etc. etc.). Patetici tentativi erano stati fatti alzando o abbassando
alternativamente la fossa dell'orchestra, con risultati meno che nulli.
Nell'estate '96 sono stati fatti radicali lavori per migliare l'acustica: questa
era tra l'altro una delle condizioni poste da Abbado per venire coi suoi Berliner a
Torino. Sono state rifatte le poltrone e inseriti pannelli di legno un po' dappertutto
e i lavori sono stati progettati dagli stessi che hanno progettato il nuovo Auditorium
del Lingotto, a detta di Abbado (che lo ha inaugurato 3 anni fa coi suoi Berliner ed
e` ospite di Torino almeno una volta l'anno) una delle migliori sale europee dal punto
di vista dell'acustica.
Tornando al Regio, purtroppo in questa stagione non sono ancora riuscito ad andarci
(per due ottimi motivi, uno di 4 anni, l'altro di un anno....:-)) e quindi non ho
verificato di persona se le cose cono effettivamente migliorate. Giudizi di persone che
invece sono andate, parlano di acustica senz'altro ancora migliorabile ma decisamente
migliore di prima.
D'altronde, per come era, non sarebbe stato possibile peggiorarla....:-)

Ciao.

Andrea Finotello

unread,
May 12, 1997, 3:00:00 AM5/12/97
to gi...@flashnet.it

Giampaolo Lomi wrote:
>
>
> Non amo per principio creare o alimentare polemiche, pero' questa
> volta mi sento di dover replicare, proprio per il rispetto e l'amore
> che porto all'opera, ai cantanti e ai teatri dove l'opera viene
> realizzata.
> La tua risposta e' uno dei piu' incredibili esempi di campanilismo che
> abbia potuto leggere negli ultimi anni.
Ne' era mia intenzione aprire (e non lo e' continuare) alcuna polemica.
Non volevo fare del campanilismo a buon mercato e se questa e' stata
l'impressione che ne hai avuto, me ne scuso con te e con gli altri.
Evidentemente mi sono espresso male.

> E fin qui' non ci sarebbe
> nulla di male. Nessuno nega le valide iniziative che il Regio ha
> fatto e fara' nella sua lunga storia.
> ............
> Ho detto che non ha avuto fortuna, e qui' permettimi di aggiungere
> negli "ultimi tempi."
Ribadisco che "negli ultimi" tempi ha avuto la fortuna di avere
amministratori e direttori artistici e musicali capaci, che ci hanno
offerto delle ottime stagioni liriche, apprezzate -tra l'altro- anche
oltralpe, stando al numero di pullman francesi e svizzeri che vedo fuori
dal teatro prima delle rappresentazioni. Fino a qualche anno fa cio'
sarebbe stato impensabile.

> I due spettacoli dove ha partecipato la RAI (ahime') non sono serviti
> per far conoscere al mondo degli spettatori TV il meglio della
> produzione del Regio. La "chance" di avere l'eurovisione si doveva
> sfruttare molto meglio. Sono state due belle occasioni perdute, anche
> se poi hanno prodotto un bell'incasso per il botteghino. Ma questo e'
> un'altro ordine di idee. E queste occasioni perdute, non depongono
> molto a favore della lungimiranza e della competenza dei responsabili
> del teatro. Chi sa quanti altri teatri avrebbero potuto sfruttare
> meglio un'opportunita' che non e' concessa a tutti.

Va bene, visto che mi e' stato rimproverato di essere campanilista,
facciamo le cose per bene:
CAMPANILISTICO MODE ON:
"Attendo di vedere/conoscere la lista (che mi aspetto, naturalmente, di
lunghezza leporelliana - o si dira' leporellesca...mah) di teatri che
avrebbero saputo far meglio"
CAMPANILISTICO MODE OFF.
:-)

> Per la Boheme, se mi ricordo bene, si celebrava una importante
> ricorrenza pucciniana, il centenario della prima rappresentazione di
> quell'opera, un ottima combinazione per fare uno spettacolo di elevato
> pregio artistico e culturale.
Cosa che, a mio avviso, e' stata fatta: dal punto di vista artistico,
l'esecuzione mi e' parsa di ottimo livello ed ha avuto giudizi
favorevoli sia da parte della critica che (credimi) del pubblico delle
recite successive alla prima. Il livello culturale della proposta e'
stato mantenuto alto dal contorno di manifestazioni (conferenze,
concerti etc.) offerte alla citta', che e' stata coinvolta
nell'avvenimento. Se la diretta della RAI e' stata penosa, cio' credo
che vada ascritto ad esclusivo demerito della RAI.


> Dici di sottoscrivere "parola per parola" quello che ha scritto
> Domenichini.
> ..................
> ...................
> Non capisco cosa voglia poi dire definendolo " non un interprete a
> senso unico come molti dei suoi piu' illustri predecessori " Qual'e'
> questo senso unico ? Cosa ha Cura che lo rende cosi' diverso per
> esempio da Domingo in materia di sensi unici ?
Non ho parlato di Domingo ma, se mai, di Del Monaco. Cos'ha di diverso
Cura da Del Monaco e' presto spiegato con un esempio: l'"Esultate" e
l"Ora e per sempre addio" sono, a mio modo di vedere, due momenti
profondamente diversi nello sviluppo dell'opera. Non sto a spiegarne il
perche', mi pare evidente. Dal canto costantemente a voce spiegata di
Del Monaco tale differenza non la riesco a cogliere. Cura ha cominciato
cantando l"Ora e per sempre" quasi stesse parlando a se stesso e ancora
non si rendesse conto di cio' che stava succedendo. Poi ha avuto un
sussulto di orgoglio sull"Addio vessillo" per passare poi alla
disperazione per la fine della sua gloria. Ecco, in questo, per esempio,
Cura e' stato diverso. Non so quale dei due sia "l'Otello di Verdi", ma,
qui, Cura mi e' piaciuto piu' di Del Monaco, tutto qua. Sto parlando,
beninteso, dal punto di vista strettamente vocale, non avendo mai visto
Del Monaco a teatro.

> Se si considera Cura un esordiente non gli si affida Otello ( spero
> che leggano i signori Carlo Majer e Elda Tessore ). Se non si dispone
> di un cantante adatto non si fa l'Otello. Siccome non lo ha prescritto
> il medico, si puo' fare un'altra opera.
> Per il " senso unico" mi piacerebbe davvero che mi venisse spiegato in
> che maniera Domingo ( che nell'Otello e' stato famosissimo ) sia a
> senso unico.
>
Si e' sempre un esordiente nel ruolo, fino a che l'esordio non
avviene....come fanno gli esordienti ad esordire se non si da' loro la
possibilita'? :-)
A parte le battute, quanto dici, allora, segnerebbe la fine delle
rappresentazioni di Otello nei vari teatri: infatti, non disponiamo piu'
di un Del Monaco e Domingo e' giunto alla fine della carriera. Allora,
chi mai sarebbe, oggidi', il "cantante adatto" per Otello? Sai fare
qualche nome? Io no.
Quello che volevo dire nel post precedente e' che Cura probabilmente non
diventera' mai un Otello "storico" come lo sono stati i cantanti che ami
citare. Pero' al momento, mi pare una buon compromesso e mi pare
ingeneroso confrontarlo con i suoi "avi augusti".
Tra non rappresentare mai Otello perche' non c'e' un nuovo Domingo e
farlo con un Jose' Cura, be', preferisco la seconda soluzione.
Il problema, se mai, e' che adesso Cura venga subito eletto a "Otello
del 2000", e cominci a cantare tale opera per ogni dove, con le
conseguenze che e' facile immaginare.

> Non e' vero. La regia si puo' benissimo giudicare anche in
> televisione. Guardati le registrazioni del Viaggio a Reims di Luca
> Ronconi (Pesaro 1984) o quella di Pizzi a Parigi "Les Indes Galantes"
> di Rameau nell'85 e magari anche la Turandot della Scala con la regia
> di Zeffirelli e via dicendo. Credimi, quando il regista esiste, lo si
> vede anche in televisione !
>
L'esperienza avuto lo scorso anno con Boheme, per il momento, mi porta
a dire il contrario. Spero di poter confrontare ancora tante opere viste
in diretta per TV con l'esperienza diretta del teatro. Saro' felicissimo
di cambiar opinione...

>
> Si, hai ragione...facendo i conti della serva !
>

Che non e' mai male fare, se poi ti accorgi che "l'oro guadagnato" ti
puo' consentire di finanziare altre produzioni (magari mondanamente meno
appariscenti ma artisticamente altrettanto valide se non di piu'),
oppure le produzioni di opere riservate alle scuole, o altre iniziative
ancora.
Chiedo ancora scusa per la lunghezza e prometto di non agitarmi piu' se
qualcuno parla male del Regio. :-)

> saluti - Giampaolo


Saluti anche a te.

Riccardo Domenichini

unread,
May 12, 1997, 3:00:00 AM5/12/97
to

Giampaolo Lomi wrote:

> Domenichini e' sicuramente una persona competente in materia di
> musica, pero' il suo articolo su questa rappresentazione e' un po'
> troppo superficiale e affrettato.

Ringrazio per la considerazione nella quale sono tenuto, ma vorrei fare
notare che almeno io ho aspettato la mattina successiva per mettere giu'
le mie impressioni. Che tali sono, e non un saggio critico o
musicologico. Opinioni mie, punto e basta.

> Se togli le "condizioni d'ascolto" ottimali, con quali
> parametri puoi esprimere un giudizio su un opera ?

Conservando quel minimo di raziocinio che mi fa comprendere quanto dello
spettacolo che vedo supera la prova condizioni d'ascolto e quanto invece
ne viene falsato. Avendo seguito la diretta su un televisore portatile,
credo di non essere censurabile se dico che non mi sento di dare giudizi
sul suono dell'orchestra o sull'effetto teatrale dell'impianto scenico,
mentre posso arrivare a capire che quanto vedo di movimenti scenici e
costumi corrispone dalla realta' e puo' essere da me gratificato di un
giudizio. Quanto alle voci, io non avro' sulle mie venerande spalle
l'esperienza di legioni di Otelli, Jaghi e Desdemone, ma ti garantisco
che in 25 anni di voci ne ho scoltate tante e proprio tante, e credo
quindi di avere maturato quel minimo di sicurezza che mi fa arrischiare
di emettere un giudizio anche se non ero proprio li' a guardare nelle
tonsille soprano, baritono e tenore.

> Otello non e' mai stato un
> selvaggio, sia nell'idea di Shakespeare che in quella di Boito che ha
> scritto il libretto.

Questo lo so anch'io, ma non tutti quei tenori che hanno affrontato lo
spartito eliminando tutta la dinamica inferiore al ff e urlando come
ossessi dall'inizio alla fine. Che la parte sia caratterizzata da molti
momenti di vocalita' tesa e tonitruante e' indubitabile, ma ci sono
momenti di canto amoroso che vengono abitualmente rimossi. E Del Monaco
era il primo a fare di Otello un personaggio a senso unico da questo
punto di vista.

> Forse
> Domenichini voleva parlare del "Guarany" di Carlos Gomes, dove il
> protagonista e' un indio dell'amazonia e che e' stata rappresentata
> l'anno scorso proprio con Placido Domingo nel ruolo del protagonista.

No. Non cercare di far passare quanto detto dagli altri per un
indistinto pappone verbale. Io Domingo non l'ho neanche nominato, mi
sono permesso di dare un giudizio sul cantante che avevo ascoltato senza
attentare alla sacra maesta' di nessuno. Ti garantisco che sono in grado
di distinguere l'Otello dal Guarany, e persino l'Otello di Verdi da
quello di Rossini.

> Ma quale recitazione ? Quali altri "Otelli" avete visto
> in vita vostra per dare questo giudizio ?

Glisso, a tutto vantaggio tuo. E ti prego di dare presto alle stampe il
tuo "Questo e' il vero Otello" che ci tolga queste fette di prosciutto
che abbiamo sugli occhi. Poveri saccenti, supponenti e vanagloriosi che
siamo.

> pero' sarei curioso di sapere dove
> Domenichini ha visto la Freni,e in quale teatro, per cuia, la canzone
> del salce era una "lagna" piu' lagna di quella di ieri sera.

Segui il labiale: io ho detto che "nemmeno la Freni" era riuscita a non
far sembrare il salce una lagna, NON che il salce cantato dalla Freni
era una lagna. A partire da quello con Karajan fino a quello sul recital
con Sinopoli ho ascoltato il salce della Freni piu' e piu' volte, come
ho ascoltato quelli della Tebaldi, della Scotto e di altre egregie
signore. Sono convinto che questo brano e' una lagna, lungo, ripetitivo
e dal breve volo melodico. Ma e' un'opinione mia, che io vendo per
quello che e': non scrivo libri, non faccio il musicologo, non mi sogno
di andare a raccontarlo in una lezione universitaria, ma in un gruppo
dove ciascuno puo' liberamente dire la sua.
Quanto alla Freni, visto che ci tieni, ti comunico che e' una delle mie
cantanti preferite, e che da una lontanissima Beatrice di Tenda a Modena
ad oggi l'ho ascoltata in teatro un numero considerevole di volte, e in
disco molte, molte di piu'. Su un impianto non male, che quindi penso
possa rientrare nella tua categoria di "condizioni di ascolto ottimali".

Chi mi conosce sa che caratterialmente rifuggo da ogni occasione in cui
ci sia da fare della polemica gratuita. Ma non tollero che in una sede
come questa si parli con l'atteggiamento di chi dice "cosa volete
saperne voi: io so, io conosco". Qui siamo chiamati a esprimere le
nostre opinioni nella massima liberta', senza sentirci presi per il culo
se non possediamo adeguati titoli accademici e soprattutto senza che si
metta in dubbio quel patrimonio di conoscenze e di esperienze che
ciascuno di noi si e' venuto costruendo negli anni. Quindi, per favore,
dimmi pure a chiare lettere che quello che dico e', per te, un cumulo di
pure stronzate, ma non permetterti di mettere in dubbio l'onesta' della
mia riflessione, come se io mi facessi le canne e poi pontificassi su
questo e quello. Grazie.

R.

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Riccardo Domenichini
Istituto Universitario di Architettura di Venezia
Archivio Progetti - Centro di Servizi Interdipartimentali
S. Marta, Dorsoduro 2196 - 30123 Venezia tel (0)41.2571014
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http://oberon.iuav.unive.it
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"Va bene che quasi tutti i tenori sono stupidi, ma lei
esagera!"
[Tullio Serafin a un ignoto cantante]
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