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Paolo (e) Isotta

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Gi udt

unread,
Oct 13, 2001, 5:45:58 AM10/13/01
to

É il personaggio più eccentrico della critica musicale italiana,l'unico
che scatena polemiche più o meno roventi.
Io non sopporto la sua prosa,l'idolatria (ma non è solo una sua
prerogativa) per il noto Maestro,alcune sue provocazioni,ma bisogna
riconoscergli alcuni buoni spunti:per esempio è stato uno dei pochi a
criticare fermamente il canto (?) di Cura.
So che se ne è già parlato (e presumibilmente se ne parlerà ancora),ma
voi che ne pensate?

Spulciando gli arretrati dell'espresso ho trovato questo articolo di Cotroneo:


Isotta il terribile
di Roberto Cotroneo

In ordine di tempo, l'ultima polemica è di poco più di un mese fa. Con
una lettera al "Foglio" il critico Paolo Isotta demoliva un simbolo di
eleganza: le cravatte di Marinella a Napoli. Ma questa piccola querelle
non è che un sassolino del grande mare magnum polemico del signor Paolo
Isotta, prima penna musicale del "Corriere della Sera", critico
intransigente, dalla prosa (come dice qualcuno) impervia, dalle opinioni
politicamente scorrettissime, dai modi inusuali e soprendenti. Ma
vediamo meglio, e cerchiamo di capire chi è veramente questo signore.
Intanto l'età: come tutte le firme famose di grandi giornali lo si
immaginerebbe un vecchio signore. Ma Paolo Isotta è nato nel 1950, a
Napoli. Oggi è un cinquantenne, ma quando arrivò al "Corriere della
Sera" di anni ne aveva soltanto 34, e non si trattava del suo esordio
giornalistico. A scoprire quel giovanotto di grande ambizione fu
nientemeno che Fedele D'Amico, che dopo aver letto un suo saggio su
Gioacchino Rossini, pubblicato a 24 anni, lo invitò a collaborare con
"L'Espresso". Il saggio su Rossini, che per molti è il suo libro
migliore ancora oggi, usciva per i serissimi tipi della Utet torinese. E
dopo quel saggio fu Indro Montanelli, dietro suggerimento di Enzo
Bettiza, a chiamarlo al "Giornale". Quando Isotta lasciò il "Giornale"
per il"Corriere della Sera", persero tutti la calma. Montenelli fu molto
amareggiato, e lo considerò un vero e proprio affronto personale.
Mentre al "Corriere" ci fu una disputa durissima, tra chi non lo
voleva,sottolineando che il critico ufficiale era Duilio Courir, e chi
invece trovava la vis polemica di Isotta più che adatta a un giornale
istituzionale come il quotidiano di via Solferino. Ma l'oggetto vero del
contendere non erano tanto le opinioni di Isotta, quanto le sue
posizioni politiche, considerate troppo reazionarie. Alla fine vinse
Isotta, e oggi i suoi articoli, specie quelli che riguardano la Scala,
sono degli appuntamenti irrinunciabili.

Una carriera folgorante, insomma, che parte da lontano. Dei suoi studi
ci sono alcuni punti certi: da piccolo avrebbe voluto fare il direttore
d'orchestra. Ha studiato pianoforte con uno dei miti dell'insegnamento
pianistico di questi ultimi cinquant'anni: Vincenzo Vitale. Naturalmente
al Conservatorio di Napoli. Il suo curriculum dice che ha studiato
filosofia. Ma la grande passione di Isotta, in realtà, è il diritto
romano,di cui è cultore e studioso. Viene in parte da lì viene questa
prosa complessa e aulica, che ricorda molto quella di Vittorio Imbriani.
Ma procediamo: il padre era un importante avvocato di Napoli, un cugino
è Tommaso Padoa Schioppa, l'uomo che rappresenta l'Italia nella Banca
centrale europea. Il suo estremismo snobistico conquista subito un mondo
che trova nella musica classica, più che altrove, terreno fertile.
Isotta, dice a bassa voce un critico che non vuole essere citato, «è uno
dei pochi tra quelli che scrivono sui giornali che sa leggere veramente
una partitura». E che ha idee molto chiare su cosa pensare del mondo.
Nel suo "Il ventriloquo di Dio - Thomas Mann:la musica nell'opera
letteraria", pubblicato da Rizzoli nel 1983, esalta il periodo più
reazionario dello scrittore tedesco. Proprio in relazione a questo libro
avvenne uno degli episodi che raccontano meglio il carattere di Isotta.
Il libro su Mann fu recensito per "L'Espresso" da Giovanni Carli
Ballola. Una recensione positiva con dei distinguo. Isotta la prende
male. E incontrando Carli Ballola a Capri, lo prende a pedate (vere)
davanti a tutti. Fu un piccolo scandalo, e finì sui giornali.
Carattere difficile, idee molto precise. Quando Piero Gelli, allora
direttore editoriale della Rizzoli, si ritrova tra le mani il libro su
Thomas Mann ha qualche perplessità su certe parentesi di Isotta. Le
volte che citava il grande teorico marxista Lukacs aggiungeva: (Lukacs,
ah! ah!).
A nulla sono valsi i dubbi di Gelli. Isotta fu irremovibile nel dileggio
del grande critico. Non si può dire che la cultura di sinistra sia uno
dei punti forti di Isotta. Celebre la sua polemica su Luigi Nono,
considerato compositore insentibile, tenuto in piedi dalla cultura di
sinistra. Oppure la presa di distanza, a essere gentili, dal direttore
dei Berliner, Claudio Abbado, contrapposto all'amato Riccardo Muti: «Per
anni (e s'intende innanzitutto i famigerati Settanta, con le loro code
non ancora estinte) la figura di Abbado, per singolare sincretismo,
s'identificò con lo stesso mito antifascista». Fustigatore di costumi,
di mise di signore, della musica rock, con un memorabile botta e
risposta tra lui e Sting, degli scrittori italiani. In primis, Antonio
Tabucchi: «Il ventriloquo Tabucchi può essere grato al buon gusto e alla
tolleranza del dottor Ferruccio De Bortoli se scrive ancora sul "Corriere"».
Tutti quelli che lo conoscono bene sanno che è un formidabile lettore di
narrativa. Ma nessuno sa che Isotta è anche uno scrittore di narrativa.
Nel 1982 l'editore manda in libreria un romanzo intitolato: "Mia madre
l'oca". L'autore esordiente si chiama Giulio Barattieri, e di lui non si
sa altro. Il romanzo è un bel noir, molto alla francese, che racconta la
storia fosca e terribile di un giovane che assassina la madre. Lo stile
è secco, paratattico, precisissimo. Nessuna concessione e compiacimento
al bello scrivere. Quel libro ebbe una racensione entusiasta di Luigi
Baldacci, e poco altro. Giulio Barattieri non pubblicò altri romanzi. Si
dà il caso però che Giulio Barattieri sia un nome de plume, come direbbe
lo stesso Isotta. E che dietro lo pseudonimo si nascondesse lo stesso
Paolo Isotta, alle prese con il romanzo di esordio. Il progetto
editorial era: se va bene usciamo allo scoperto. Se va male, pazienza,
Isotta non si sarebbe esposto più di tanto. Non andò molto bene. E
Barattieri è rimasto Barattieri...

Daniele

unread,
Oct 13, 2001, 3:46:04 PM10/13/01
to

"Gi udt" <gi...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:3BC80D56...@inwind.it...

>
> É il personaggio più eccentrico della critica musicale italiana,l'unico
> che scatena polemiche più o meno roventi.
[mega-cut]

Interessante, davvero interessante molte cose non le sapevo, ma alla fine
Isotta mi sta anche simpatico (a me non dispiace nemmeno Sgarbi!) mi puoi
raccontare della querelle con Sting, m'interessa assai.
Daniele


schillogeno

unread,
Oct 13, 2001, 7:34:11 PM10/13/01
to
On Sat, 13 Oct 2001 11:45:58 +0200, Gi udt <gi...@inwind.it> wrote:


>Io non sopporto la sua prosa,l'idolatria (ma non è solo una sua
>prerogativa) per il noto Maestro,alcune sue provocazioni,ma bisogna
>riconoscergli alcuni buoni spunti:per esempio è stato uno dei pochi a
>criticare fermamente il canto (?) di Cura.
>So che se ne è già parlato (e presumibilmente se ne parlerà ancora),ma
>voi che ne pensate?

Non lo sopporto all'87%.
Qui se ne parlò spesso.

La cosa di gran lunga migliore che apparve nei diversi thread fu un
memorabile FALSO articolo di reply di Isotta alle critiche. Autore:
ignoto.

INVITO PUBBLICAMENTE L'AUTORE DEL MERAVIGLIOSO FALSO A RISPEDIRLO, ad
uso e consumo dei "niubbi" arrivati da non molto, e di quanti non ne
hanno goduto allora.

Schillogeno
- - - - - -
"Does humor belong in music?"
(Frank Zappa, early '80)

Viperozza

unread,
Oct 14, 2001, 3:15:48 AM10/14/01
to
Il 14 Ott 2001, 01:34, schillogeno <schil...@llibero.it> ha scritto:
>La cosa di gran lunga migliore che apparve nei diversi thread fu un
>memorabile FALSO articolo di reply di Isotta alle critiche. Autore:
>ignoto.

Mi ricordo, mi ricordo... fu un certo "MT" l'autore del
falso...

>INVITO PUBBLICAMENTE L'AUTORE DEL MERAVIGLIOSO FALSO A
RISPEDIRLO, ad
>uso e consumo dei "niubbi" arrivati da non molto, e di
quanti non ne
>hanno goduto allora.

Lo faccio io... Ah, i miracoli di
Google!
La cosa bella è che tutti noi ci cascammo... ROTFL!
********************************************************************
Anche uno storico della musica deve scendere in piazza, lo deve fare contro
e a causa di quelli che, senza un lavoro analitico, senza rigore, senza
cultura, umilano la nostra vita. Quanti capiscono che tale atteggiamento è
borusto e irritante, che il Moderno autentico non è mai stato qui?

Vi
leggo da molto, e non avrei mai creduto di rispondervi, di immischiarvi
al
disordine, ai mostri delle parole libere ed ertustiche. In fondo alla mia
vita ho dovuto ricredermi: di chi siete i disgraziati figli? Il nostro
Paese
è tanto povero, i nostri tempi tanto miseri da partorire ragioni
tanto
assonnate ?

Non è l'ostilità che mi avete sempre rivolto, che in
fondo mi divertiva.
Neppure la superficialità con cui vi esaltate per
orchestrine della moderna
moda stridula e tronfietta che deturpa i più
antichi testimoni della moderna
grandezza del passato. Vi scrivo perché
avrei potuto amarvi, amare la rete
che per noi è locustro futuro. Invece
vedo nero, vedo solo il nulla delle
vostre passioni di bimbetti cresciuti
a computer e patatine.

Mi scusino i pochissimi ancora degni di amare la
musica vera. Soffro con
loro e per loro, circondati da goffi pollastri.
Andatevene in gloria, per voi non scrivo articoli!

Mai vostro
Paolo
Isotta

******************************************************

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Luca Logi

unread,
Oct 14, 2001, 3:25:57 AM10/14/01
to
schillogeno <schil...@llibero.it> wrote:


> INVITO PUBBLICAMENTE L'AUTORE DEL MERAVIGLIOSO FALSO A RISPEDIRLO, ad
> uso e consumo dei "niubbi" arrivati da non molto, e di quanti non ne
> hanno goduto allora.


Nello stesso thread, io citai un sonetto di Renato Fucini. So che non e'
l'intervento che desideri, ma lo riappiccico lo stesso. :-)


PROCESSO BREVETTATO
PER OTTENERE UN CRITICO ARRABBIATO

Prendi un quintale e mezzo di birbone,
Con tre grammi d'essenza di talento;
Sei tonnellate e piů di presunzione,
E due di gelosia repressa a stento.

Bůttaci, per ripiego, la passione
Di rampicarsi ai morti col commento:
Quindi: un genio incompreso in gestazione,
E trita tutto in un molino a vento.

Dopo, aggiungi: la lingua d'una ciana,
La bile d'un amante paralitico,
E gli organi vocali d'una rana.

Fa' con questo un clistere a un ciuco stitico,
Mettilo a paglia, e, a fin di settimana,
Dammi di bestia se non figlia un Critico.

(Renato Fucini)


-- -----------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)

Gi udt

unread,
Oct 14, 2001, 4:41:03 AM10/14/01
to

Daniele wrote:

>
> Interessante, davvero interessante molte cose non le sapevo, ma alla fine
> Isotta mi sta anche simpatico (a me non dispiace nemmeno Sgarbi!) mi puoi
> raccontare della querelle con Sting, m'interessa assai.
> Daniele

Mah..il personaggio può anche avere un suo fascino,però se leggi le sue
recensioni e i suoi articoli polemici (per es. contro Azucena e parti
del Trovatore) non puoi non odiarlo! (Io non amo neanche Zurletti,Foletto,ecc).
L'episodio di Sting non lo conosco, speriamo che qualcuno ci rinfreschi
la memoria!

Ciao

Giorgio

__________________________________________________

"Bellini è il più grande compositore italiano dell'Ottocento"

P. Isotta

Mario

unread,
Oct 14, 2001, 6:04:21 AM10/14/01
to
In 3BC80D56...@inwind.it, Gi udt, gi...@inwind.it, il 13/10/2001 11:45
ha scritto:

>
> É il personaggio più eccentrico della critica musicale italiana,l'unico
> che scatena polemiche più o meno roventi.

cut


> Spulciando gli arretrati dell'espresso ho trovato questo articolo di Cotroneo:
>
>
> Isotta il terribile
> di Roberto Cotroneo

Nonostante mi farebbe piacere credere a molte delle cose che scrive il
signor Cotroneo, quelle poche che conosco direttamente non corrispondono
alla realtà: tutto il suo articolo risulta quindi solo un sapido esempio di
pettegolaggine giornalistica (del livello al quale il giornalismo italiano
ha abituato i più).

Mario

"Weia! Waga!
Woge, du Welle,
walle zur Wiege!
Wagala Weia!
Wallala, weiala, weia!"
[Richard Wagner]

Gi udt

unread,
Oct 14, 2001, 8:03:04 AM10/14/01
to

Mario wrote:

> Nonostante mi farebbe piacere credere a molte delle cose che scrive il
> signor Cotroneo, quelle poche che conosco direttamente non corrispondono
> alla realtà

Puoi chiarire quali episodi?
[Presumo quello in cui prende a pedate Carli Ballola]

tutto il suo articolo risulta quindi solo un sapido esempio di
> pettegolaggine giornalistica (del livello al quale il giornalismo italiano
> ha abituato i più).

Ma il giornalismo è questa schifezza! :-)
(Basta rileggere Wilde o Kraus!)

Ciao

Giorgio


"Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo"
Karl Kraus

Tito Ceccherini

unread,
Oct 14, 2001, 10:14:29 AM10/14/01
to
Gi udt <gi...@inwind.it> ha scritto:

>> Interessante, davvero interessante molte cose non le sapevo, ma alla fine
>> Isotta mi sta anche simpatico (a me non dispiace nemmeno Sgarbi!) mi puoi
>> raccontare della querelle con Sting, m'interessa assai.
>> Daniele
>
>Mah..il personaggio può anche avere un suo fascino,però se leggi le sue
>recensioni e i suoi articoli polemici (per es. contro Azucena e parti
>del Trovatore) non puoi non odiarlo!

simpatico, odioso...
è semplicemente un mentecatto.
quanta cultura autentica ci sia dietro la sua abissale malafede è
difficile dirlo (forse anche parecchia), ma questo non ha nulla a che
fare con quel che scrive.

T

Carlo Gerelli

unread,
Oct 15, 2001, 10:46:54 AM10/15/01
to
schillogeno <schil...@llibero.it> wrote in message
8hjhstcmqg59acpcl...@4ax.com...

> On Sat, 13 Oct 2001 11:45:58 +0200, Gi udt <gi...@inwind.it> wrote:
>
> >Io non sopporto la sua prosa,l'idolatria (ma non è solo una sua
> >prerogativa) per il noto Maestro,alcune sue provocazioni,ma bisogna
> >riconoscergli alcuni buoni spunti:per esempio è stato uno dei pochi a
> >criticare fermamente il canto (?) di Cura.
> >So che se ne è già parlato (e presumibilmente se ne parlerà ancora),ma
> >voi che ne pensate?
>
> Non lo sopporto all'87%.

Chiarezza di idee per chiarezza di idee, io non lo sopporto
al 110 %.

c.

Paolo Tramannoni

unread,
Oct 15, 2001, 7:35:01 PM10/15/01
to
Gi udt <gi...@inwind.it> wrote:

> É il personaggio più eccentrico della critica musicale italiana,l'unico
> che scatena polemiche più o meno roventi.

Lo ammetto: anche a me, che ho studiato filosofia con maestri
eccellenti, capita di far pipì in strada, quando non si trova lo
straccio di un cesso pubblico (e una volta ho anche defecato in un
campo, forse dopo aver letto il Corriere...). Eppure non mi ritengo
eccentrico - semplicemente uno zozzone.

Paolo

--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy

Mario

unread,
Oct 16, 2001, 4:11:07 PM10/16/01
to
In 3BC97EF7...@inwind.it, Gi udt, gi...@inwind.it, il 14/10/2001 14:03
ha scritto:

> Mario wrote:
>
>> Nonostante mi farebbe piacere credere a molte delle cose che scrive il
>> signor Cotroneo, quelle poche che conosco direttamente non corrispondono
>> alla realtà
>
> Puoi chiarire quali episodi?
> [Presumo quello in cui prende a pedate Carli Ballola]

Ciao Giorgio,
in pratica mi chiedi scrivere spettegolando, così da pormi al livello del
Cotroneo che ho criticato? Lungi da me ... posso solo dirti che i miei
riferimenti diretti non riguardano l'episodio da te citato, che - anche se
lo sapessi non vero - non smentirei mai: troppo spassoso.
Se un giorno ci incontreremo, discuteremo anche di questo.

Stammi bene,

Mario

unread,
Oct 16, 2001, 4:26:30 PM10/16/01
to
In ni7jstg723geetdpv...@4ax.com, Tito Ceccherini,

titocecche...@risognanze.org, il 14/10/2001 16:14 ha scritto:

> simpatico, odioso...
> è semplicemente un mentecatto.
> quanta cultura autentica ci sia dietro la sua abissale malafede è
> difficile dirlo (forse anche parecchia), ma questo non ha nulla a che
> fare con quel che scrive.

Mi piacerebbe immaginare queste come dichiarazioni di un troll.
Ovviamente non voglio fungere da difensore d'ufficio dell'Isotta - le cui
esternazioni anch'io talvolta fatico a digerire -, ma, Tito, "mentecatto"
vuol dire 'bacato di mente, imbecille', cioè persona che non raggiunge
neanche un livello minimo di ragionamento: e tale non mi pare egli
oggettivamente sia.
Quanto alla "sua abissale malafede", cosa vorresti farci credere? Che plaude
Muti, ma che in segreto adora invece i Cugini di campagna? ;-)
Perché non precisi - com'è tuo solito - il senso del tuo pensiero, se quelle
frasi non sono state il frutto di uno sfogo estemporaneo?

Ciao,

Tito Ceccherini

unread,
Oct 16, 2001, 4:43:39 PM10/16/01
to
Mario <lohen...@tin.it> ha scritto:

>> simpatico, odioso...
>> è semplicemente un mentecatto.
>> quanta cultura autentica ci sia dietro la sua abissale malafede è
>> difficile dirlo (forse anche parecchia), ma questo non ha nulla a che
>> fare con quel che scrive.
>
>Mi piacerebbe immaginare queste come dichiarazioni di un troll.
>Ovviamente non voglio fungere da difensore d'ufficio dell'Isotta - le cui
>esternazioni anch'io talvolta fatico a digerire -, ma, Tito, "mentecatto"
>vuol dire 'bacato di mente, imbecille', cioè persona che non raggiunge
>neanche un livello minimo di ragionamento: e tale non mi pare egli
>oggettivamente sia.
>Quanto alla "sua abissale malafede", cosa vorresti farci credere? Che plaude
>Muti, ma che in segreto adora invece i Cugini di campagna? ;-)
>Perché non precisi - com'è tuo solito - il senso del tuo pensiero, se quelle
>frasi non sono state il frutto di uno sfogo estemporaneo?

perché se ne è parlato più volte, e son cose di cui non scrivo
volentieri.

perché ho letto nelle sue recensioni falsità vergognose, di cui, in
qualche caso ho anche riferito in modo circostanziato.
come proprio in questi giorni ho cercato di spiegare ad altri qui sul
NG, esistono dati di fatto, oltre che opinioni.
ed anche se ho seri (e circostanziati) motivi per credere che le
opinioni espresse da Isotta nei suoi interventi siano dettate più da
scelte di opportunità che da convinzioni ed opinioni, questo non è
sempre possibile o facile da dimostrare.
ma ho letto anche resocondi obbiettivamente deformati, ed autentiche
falsità, nei suoi articoli, e le ho lette conmeraviglia, perché
pensavo che di fronte a certi limiti il pudro di un uomo intelligente
si sarebbe fermato. invece il nostro cavalca evidentemente l'ignoranza
diffusa nel nostro paese, che fa sì che pochi possano smascherare le
sue fandonie.

perché ho avuto occasione di conoscere molti aspetti del personaggio.

francamente non mi sembra molto elegnate, da parte mia, discutere in
dettaglio certe questioni. malgrado questo l'ho fatto in passato (sia
pure per cenni, e per campioni), proprio per non calunniare a vuoto.

per analogo motivo, desidero oggi ribadire il mio profondo disprezzo
per questa vergogna della sua categoria (una specie di Sgarbi della
musica, potrei dire), perché non paia che ilmio silenzio sia dettato
da opportunismo.

ma restano temi su cui non amo intervenire.
qualcosa di più può dirtela Google, qualcos'altro potremmo dircela a
voce, la prossima volta che (spero presto!) avremo occasione di
incontrarci.

ciao,

T

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 16, 2001, 4:46:17 PM10/16/01
to

> Quanto alla "sua abissale malafede", cosa vorresti farci credere? Che
plaude
> Muti, ma che in segreto adora invece i Cugini di campagna? ;-)

E non solo: è lui l'autore segreto di "Il cuore è uno zingaro"... :-)))))

A parte ciò, proprio da poco si è parlato di Paolo Isotta nella ML di
MusicaBarocca, e sono stati riportati una serie di scritti del suddetto
assai astiosi nei confronti della musica barocca eseguita su strumenti
d'epoca. E' della stessa pasta di Piero Buscaroli, sotto questo aspetto,
anche se a me questo genere di critiche divertono tantissimo.

Ciao
Gian Luca

PS. Comunque Muti è IL migliore direttore vivente, forse. Non credete? Chi è
rimasto ad eguagliarlo in tutti i generi. Avete ascoltato la sua
interpretazione della Messa BWV232 di Bach a Milano. L'avevano data su
Rete4. Che ve n'è parso? A me è piaciuta! Ciao GL

Tito Ceccherini

unread,
Oct 16, 2001, 5:05:16 PM10/16/01
to
"Gian Luca Marcialis" <gianluca....@tin.it> ha scritto:

sì. ridicola, a mio giudizio. e la cosa mi sembrò tanto più triste
perchè non vedo motivo per cui un direttore come lui debba misurarsi
necessariamente con cose che così evidentemente gli sono estranee.
sospetto che ad indurlo a farlo sia stata la ricerca estenuante del
"confronto" con Abbado (ed, a Milano, con Chailly), reduce da
clamorosi consensi con la sua interpretazione della BWV 244.
col che sto dando una piccola e parziale risposta alla tua domanda.
il repertorio di Muti è comunque evidentemente piuttosto limitato - e
questo non lo considero un giudizio sulle sue qualità: ma sono pochi i
direttori del suo livello che manifestano una così evidente reticenza
al repertorio moderno, tanto per dirne una...

T

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 16, 2001, 5:26:35 PM10/16/01
to
>
> sì. ridicola, a mio giudizio. e la cosa mi sembrò tanto più triste
> perchè non vedo motivo per cui un direttore come lui debba misurarsi
> necessariamente con cose che così evidentemente gli sono estranee.

Mi pare fosse stato invitato a dirigere un'opera così bella e lui non si
tirò indietro. Non sono del parere che fosse ridicola: l'andamento era
solenne, ma con discrezione, con cautela. Bach è stato trattato coi guanti,
senza strafare, senza volere dimostrare alcunché (cosa che spesso si
rimprovera a Muti). Ma forse io sono meno esigente perchè dalle mie parti
certe cose si suonano molto raramente (quest'anno per la prima volta c'è la
JohannesPassion con Schreier!).
Sono curioso di sapere perchè è ridicola, secondo te. Se vuoi, sarò lieto di
leggere il tuo punto di vista.

Ciao
Gian Luca


Tito Ceccherini

unread,
Oct 16, 2001, 5:37:26 PM10/16/01
to
"Gian Luca Marcialis" <gianluca....@tin.it> ha scritto:

>>


>> sì. ridicola, a mio giudizio. e la cosa mi sembrò tanto più triste
>> perchè non vedo motivo per cui un direttore come lui debba misurarsi
>> necessariamente con cose che così evidentemente gli sono estranee.
>
>Mi pare fosse stato invitato a dirigere un'opera così bella e lui non si
>tirò indietro.

Muti non è il tipo da "venire invitato a dirigere un'opera", a Milano.
com'è naturale e probabilmente bene che sia, il nostro è perfettamente
in condizione di decidere cosa quando e perché dirigere, e cosa non
dirigere.

>Non sono del parere che fosse ridicola: l'andamento era
>solenne, ma con discrezione, con cautela. Bach è stato trattato coi guanti,
>senza strafare, senza volere dimostrare alcunché (cosa che spesso si
>rimprovera a Muti). Ma forse io sono meno esigente perchè dalle mie parti
>certe cose si suonano molto raramente (quest'anno per la prima volta c'è la
>JohannesPassion con Schreier!).
>Sono curioso di sapere perchè è ridicola, secondo te. Se vuoi, sarò lieto di
>leggere il tuo punto di vista.

è buffo, stasera...
anche questo èun argomento già dibattuto ;-)
ma convengo che trattandosi di un tema sorto spontaneamente
all'interno di un thread non c'è motivo per cui tu dovessi porti il
problema.
io però, per comodità mia (è passato del tempo, e non potrei fare oggi
una recensione sensata di quel concerto) ti rimando a quel che ho
scritto allora:

***********************************************************************************

il fraseggio cercato e
proposto da Muti in quell'esecuzione mi è sembrato sempre improprio:
per quanto mi riguarda gli sfuggivano tutti gli elementi essenziali
della "frase" bachiana, e, con l'aria di uno che non sa che pesci
picgliare, cercava qua e là (regolarmente a sproposito) occasioni di
*intervenire* in un'esecuzione che senza di lui sarebbe filata almeno
altrettanto liscia.
l'impressione ultima è che a Muti (che al di là di qualunque
discussione è uno che il suo mestiere lo sa) quella partitura fosse
completamente estranea, e che con una convinzione del tutto forzata,
sentisse di doversi accreditare anche in questo repertorio, forse solo
per via degli esempi (ben altrimenti rilevanti, anche, nota bene!, con
orchestre moderne) offerti da Abbado e da Chailly.

***********************************************************************************

ti consiglio tuttavia di cercare quel thread (era: Messa in si,
iniziato da Filippo Bressan il giorno 8/7/2000), anche per leggere
opinioni diverse dalla mia.

ciao,

Tito

Luca Logi

unread,
Oct 16, 2001, 5:39:12 PM10/16/01
to
Mario <lohen...@tin.it> wrote:


> Quanto alla "sua abissale malafede", cosa vorresti farci credere? Che plaude
> Muti, ma che in segreto adora invece i Cugini di campagna? ;-)

Trascrivo quello gia' ho scritto di Isotta in passato.

Io la fiducia in Isotta l'ho persa una mattina del 1989. Un paio di
sere prima ero ad un concerto in una citta' della Campania, e una locale
associazione desiderava nell'occasione premiare il direttore con una
onorificenza nell'intervallo. Chiamato Isotta per dire due parole di
presentazione, il nostro si lancio' in un peana del maestro,
ripercorrendone a tratti entusiasti la luminosa carriera. Lo stesso
maestro, che di solito apprezza i complimenti anche sfegatati, preso il
microfono commento': "Neanche la mia mamma ha una opinione cosi' alta di
me."

Poi un paio di giorni dopo, come tutte le mattine, compro il Corriere e
vi trovo la recensione del concerto: interpretazione generica, mancanza
di comprensione, lettura affrettata e superficiale...

Luca Logi

unread,
Oct 16, 2001, 6:18:09 PM10/16/01
to
Gian Luca Marcialis <gianluca....@tin.it> wrote:

> A parte ciň, proprio da poco si č parlato di Paolo Isotta nella ML di


> MusicaBarocca, e sono stati riportati una serie di scritti del suddetto
> assai astiosi nei confronti della musica barocca eseguita su strumenti
> d'epoca. E' della stessa pasta di Piero Buscaroli, sotto questo aspetto,
> anche se a me questo genere di critiche divertono tantissimo.


No, non credo che Isotta sia paragonabile a Buscaroli. Buscaroli puo'
essere odioso, ma quando tratta uno dei suoi argomenti preferiti ha una
notevole erudizione ed e' molto difficile beccarlo in castagna. E mentre
si possono discutere le posizioni di Buscaroli, la sua prosa e' molto
piu' leggibile di quella grevissima di Isotta. Aggiungo inoltre che ben
pochi musicologi sono capaci di parlare per una sera in maniera
interessante come Buscaroli.

Moosbrugger

unread,
Oct 16, 2001, 6:46:17 PM10/16/01
to

"Luca Logi" <ll...@dada.it> ha scritto nel messaggio
news:2001101700...@dadovago3038.dada.it...

> No, non credo che Isotta sia paragonabile a Buscaroli. Buscaroli puo'
> essere odioso, ma quando tratta uno dei suoi argomenti preferiti ha una
> notevole erudizione ed e' molto difficile beccarlo in castagna. E mentre
> si possono discutere le posizioni di Buscaroli, la sua prosa e' molto
> piu' leggibile di quella grevissima di Isotta. Aggiungo inoltre che ben
> pochi musicologi sono capaci di parlare per una sera in maniera
> interessante come Buscaroli.

Sono assolutamente d' accordo, anche se purtroppo non ho mai avuto occasione
di assistere ad una sua conferenza. Anni fa, non mi perdevo un suo articolo.
Mi è sempre sembrato un personaggio difficile, ma estremamente interessante
e degno del massimo rispetto nell' epoca del trionfo dei paraculi...

Ciao

Moosbrugger

--
The man that hath no music in himself,
Nor is not mov' d with concord of sweet sounds,
Is fit for treasons, stratagems, and spoils.

William Shakespeare


Carlo Gerelli

unread,
Oct 17, 2001, 3:09:29 AM10/17/01
to
Luca Logi <ll...@dada.it> wrote in message
2001101700...@dadovago3038.dada.it...

>
> No, non credo che Isotta sia paragonabile a Buscaroli. Buscaroli puo'
> essere odioso, ma quando tratta uno dei suoi argomenti preferiti ha una
> notevole erudizione ed e' molto difficile beccarlo in castagna. E mentre
> si possono discutere le posizioni di Buscaroli, la sua prosa e' molto
> piu' leggibile di quella grevissima di Isotta.

very d'accord : dopo l'antipatia iniziale (durata tre/quattro anni)
il suo trattato su Bach si sta rivelando uno dei libri più preziosi
della mia (pur ristretta) biblioteca.

> Aggiungo inoltre che ben
> pochi musicologi sono capaci di parlare per una sera in maniera
> interessante come Buscaroli.

questo mi piacerebbe verificarlo di persona ...

ciao

c.

Carlo Gerelli

unread,
Oct 17, 2001, 3:10:25 AM10/17/01
to
Gian Luca Marcialis <gianluca....@tin.it> wrote in message
t01z7.2801$V75....@news1.tin.it...

>
> PS. Comunque Muti è IL migliore direttore vivente, forse. Non credete?

no

ciao

c.

Gi udt

unread,
Oct 17, 2001, 4:55:05 AM10/17/01
to

Mario wrote:
>
> Ciao Giorgio,
> in pratica mi chiedi scrivere spettegolando, cosě da pormi al livello del
> Cotroneo che ho criticato?

č vero non ci avevo pensato! :o)

Lungi da me ... posso solo dirti che i miei
> riferimenti diretti non riguardano l'episodio da te citato, che - anche se
> lo sapessi non vero - non smentirei mai: troppo spassoso.
> Se un giorno ci incontreremo, discuteremo anche di questo.
>
> Stammi bene,
>
> Mario

Grazie comunque,ciao!

Giorgio

P.S.
Ma vivi nel Walalla?

schillogeno

unread,
Oct 17, 2001, 8:50:27 AM10/17/01
to
On Wed, 17 Oct 2001 00:18:09 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:


>No, non credo che Isotta sia paragonabile a Buscaroli.

Vero.

>Buscaroli puo'
>essere odioso, ma quando tratta uno dei suoi argomenti preferiti ha una
>notevole erudizione ed e' molto difficile beccarlo in castagna.

Vero

>E mentre
>si possono discutere le posizioni di Buscaroli, la sua prosa e' molto
>piu' leggibile di quella grevissima di Isotta.

Falso: due cattivi stili differenti tra essi.

schillogeno

unread,
Oct 17, 2001, 8:50:33 AM10/17/01
to
On Tue, 16 Oct 2001 20:46:17 GMT, "Gian Luca Marcialis"
<gianluca....@tin.it> wrote:

>PS. Comunque Muti è IL migliore direttore vivente, forse. Non credete?

No.
Neanche per sogno.
Neppure sparato.

E comunque, col passare degli anni, c'è una relazione inversa tra il
crescere della sua spocchia e la qualità delle sue direzioni.

Tito Ceccherini

unread,
Oct 17, 2001, 9:41:21 AM10/17/01
to
"Gian Luca Marcialis" <gianluca....@tin.it> ha scritto:

>PS. Comunque Muti è IL migliore direttore vivente, forse. Non credete?

No.

T

Marco Marcelli

unread,
Oct 17, 2001, 11:23:56 AM10/17/01
to

"Tito Ceccherini" <titocecche...@risognanze.org> wrote


> >PS. Comunque Muti è IL migliore direttore vivente, forse. Non credete?
>
> No.


Come direttore "puro" io adoro Muti, ma sui viventi il genio e' Kleiber,
imho.


--
========================
Marco Marcelli - Genova
marc...@libero.it
========================


Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 17, 2001, 12:00:00 PM10/17/01
to
Marco Marcelli wrote:

>
> Come direttore "puro" io adoro Muti, ma sui viventi il genio e' Kleiber,


Povero Kleiber, ora è un direttore impuro.
E Muti è addirittura un morto che dirige (che numero
sarà per la smorfia?)

Roberto

--
_/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><
/_/ Institut für Experimentelle Mathematik / Universität Essen
_/ Herodes: "Man töte dieses Weib!"
/ Astradamors: "Hurray, Hurray! My wife is dead, hurray!"

Marco Marcelli

unread,
Oct 17, 2001, 2:02:46 PM10/17/01
to

"Roberto Maria Avanzi Mocenigo" <moce...@exp-math.uni-essen.de> wrote


> > Come direttore "puro" io adoro Muti, ma sui viventi il genio e' Kleiber,
>
>
> Povero Kleiber, ora è un direttore impuro.
> E Muti è addirittura un morto che dirige (che numero
> sarà per la smorfia?)

Uffa! :-))
Hai capito benissimo cosa volevo dire!!
Volevo lasciar fuori, in Muti, l'aspetto - per cosi' dire - manageriale e
organizzativo!.......


--

========================
Marco Marcelli - Genova

e-mail: marc...@libero.it
========================


Ale Redfiddler

unread,
Oct 17, 2001, 3:32:26 PM10/17/01
to

"Tito Ceccherini" <titocecche...@risognanze.org> ha scritto nel
messaggio news:9j6pstoud37q12lnp...@4ax.com...
> Mario <lohen...@tin.it> ha scritto:

> perché ho letto nelle sue recensioni falsità vergognose, di cui, in
> qualche caso ho anche riferito in modo circostanziato.
> come proprio in questi giorni ho cercato di spiegare ad altri qui sul
> NG, esistono dati di fatto, oltre che opinioni.
> ed anche se ho seri (e circostanziati) motivi per credere che le
> opinioni espresse da Isotta nei suoi interventi siano dettate più da
> scelte di opportunità che da convinzioni ed opinioni, questo non è
> sempre possibile o facile da dimostrare.

ehm.
E' vero.
Lo dice anche in privato, senza un filo di pudore.
Meglio tacerne, cmq.
A:

Ale Redfiddler

unread,
Oct 17, 2001, 3:32:52 PM10/17/01
to

"schillogeno" <schil...@llibero.it> ha scritto nel messaggio
news:tdvqstgul44voanu9...@4ax.com...

> On Tue, 16 Oct 2001 20:46:17 GMT, "Gian Luca Marcialis"
> <gianluca....@tin.it> wrote:
>
> >PS. Comunque Muti è IL migliore direttore vivente, forse. Non credete?
>
> No.
> Neanche per sogno.
> Neppure sparato.
>
> E comunque, col passare degli anni, c'è una relazione inversa tra il
> crescere della sua spocchia e la qualità delle sue direzioni.

Oh yeah!
Mi piace legger ciò :-)))))

> "Does humor belong in music?"

Apparently not...

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 17, 2001, 4:17:23 PM10/17/01
to

>
> No, non credo che Isotta sia paragonabile a Buscaroli. Buscaroli puo'
> essere odioso, ma quando tratta uno dei suoi argomenti preferiti ha una
> notevole erudizione ed e' molto difficile beccarlo in castagna. E mentre
> si possono discutere le posizioni di Buscaroli, la sua prosa e' molto
> piu' leggibile di quella grevissima di Isotta. Aggiungo inoltre che ben
> pochi musicologi sono capaci di parlare per una sera in maniera
> interessante come Buscaroli.
>

Hai ragione Luca, ma non mi riferivo alla profondità dei saggi del Buscaroli
(oltre alle meravigliosa, sempre viva prosa del suo "Bach" e delle sue
recensioni di cui un tempo mi "cibavo" leggendo "Il Giornale" per cui
scriveva).
Ero più semplicione: quando per esempio Buscaroli se la prende con "i
bidelli della prassi esecutiva", con "le voci da passerotto" dei cembali dei
"complessini olandesi" e "delle famigerate orchestrine barocca", con "le
stonature calanti", e quanto di più gustoso si può leggere nel campionario
di questi antifilologi illustri. Anche Isotta, in questo senso, non è da
meno, e, opportunamente filtrato, si legge con divertimento.
Ma ho letto il tuo thread più sotto su quello che Isotta combinò al suo
idolo che, tanto per non smentirsi, non l'aveva degnato un gran che;
evidentemente la vita barocca del dietro le quinte (con le primedonne e i
loro adulatori) non s'è ancora spenta.

Ciao
Gian Luca

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 17, 2001, 4:21:59 PM10/17/01
to

>
>
> Come direttore "puro" io adoro Muti, ma sui viventi il genio e' Kleiber,
> imho.
>

Povero Kleiber, gli saranno fischiate le orecchie: ho pensato fosse
morto....(il padre Eric dev'essere deceduto, perň) :-)
Per questo ho scritto di Muti, che comunque č l'unico a tenere alta la
nostra bandiera, oltre ad Abbado: non gli si puň certo negare di avere
portato all'apice l'Orchestra de La Scala in tempi moderni. E poi quando
c'era Telepiů3 aveva spiegato tutto il "Rigoletto" filologico in una lezione
emozionante!

Ciao
Gian Luca

Gi udt

unread,
Oct 18, 2001, 6:10:40 AM10/18/01
to

Gian Luca Marcialis wrote:

> Per questo ho scritto di Muti, che comunque è l'unico a tenere alta la


> nostra bandiera, oltre ad Abbado

Ma la musica non è fatta di "bandiere"!
A me non importa nulla della nazionalità di un interprete e poi (se
proprio volessimo fare questo discorso) non dovremmo dimenticare
Sinopoli,Chailly e altri direttori italiani che lavorano all'estero.

> non gli si può certo negare di avere


> portato all'apice l'Orchestra de La Scala in tempi moderni.

Sugli ottoni (ma forse più qualche anno fa) ho seri dubbi,ma poi per
suonare in quel modo a cosa serve un'orchestra anche con una buona
compatezza negli archi e una generale "disciplina"?

> E poi quando
> c'era Telepiù3 aveva spiegato tutto il "Rigoletto" filologico in una lezione
> emozionante!

Non so se sia quella lezione ma io ricordo espressioni che mi hanno
fatto piegare in due dalle risate tipo (e immaginate il tono aulico e
l'accento molfettano) "L'acuto è un abuso","E poi viene la risatazza
immonda del baldraccone" :-)))))
o la critica al fa grave di Sparafucile (che dura al punto da permettere
al direttore di uscire e andare a prendersi un caffè) e in questo caso
Muti è stato veramente spiritoso.
Sembrerò un anti-mutiano di ferro (e forse lo sono),ma in realtà il
Maestro mi è anche simpatico e penso che per valutare la sua carriera
(facendo un discorso per sommi capi) bisogna proprio distinguere tra la
fase giovanile (in cui sembrava destinato veramente a un avvenire
grandissimo e in cui ha fatto cose bellissime,non si possono non
ricordare (tra le altre) Nozze di Figaro e Così fan tutte) e la seconda
fase caratterizzata da un "irrigidimento" sia da un punto di vista
"tecnico" (e mi riferisco alla ricerca di un fraseggio,che forse si può
accostare a quello che il luogo comune (sbagliato) attribuisce a
Toscanini) sia da un punto di vista "ideologico" (ed è inutile citare le
solite polemiche).

> Ciao
> Gian Luca

Ciao!

Giorgio

Marco Marcelli

unread,
Oct 18, 2001, 6:09:06 AM10/18/01
to

"Gian Luca Marcialis" <gianluca....@tin.it> wrote

> Povero Kleiber, gli saranno fischiate le orecchie: ho pensato fosse
> morto....(il padre Eric dev'essere deceduto, perň) :-)


Va bene, VA BENE,mi sono espresso un po' maluccio, sgrunt !! :-))))


> Per questo ho scritto di Muti, che comunque č l'unico a tenere alta la
> nostra bandiera, oltre ad Abbado: non gli si puň certo negare di avere
> portato all'apice l'Orchestra de La Scala in tempi moderni. E poi quando
> c'era Telepiů3 aveva spiegato tutto il "Rigoletto" filologico in una
lezione
> emozionante!


Vidi quel filmato. Muti fu di una bravura istrionica che non gli si conosce,
normalmente.
E darei non so cosa per trovarne una registrazione.
Ad un certo punto c'erano i ragazzi del pubblico piegati in due dal
ridere!!!!!!!!!!, p. es. quando mimo', col viso, le espressioni che doveva
avere uno del pubblico al sentire il Duca di Mantova chiedere in una locanda
"Una stanza e del vino" e Rigoletto, nascosto, dire a Gilda: lo vedi che
tipo ti piace?

Muti fu strepitoso: si mise a mimare l'espressione di chi dovrebbe pensare e
dire "Kavolo, e cosa dovrebbe dire in una locanda? Ma e' matto questo???"
Il tutto con un accento napoletano che gli veniva fuori man mano che
l'atmosfera si faceva piacevole.

Giuro, per un attimo m'e' parso di vedere Toto' !!!!!!! :-)))))))

Tito Ceccherini

unread,
Oct 18, 2001, 6:39:16 AM10/18/01
to
"Marco Marcelli" <marc...@libero.it> ha scritto:

>Giuro, per un attimo m'e' parso di vedere Toto' !!!!!!! :-)))))))

ehm... non mescoliamo il sacro col profano!

T

Carlo Gerelli

unread,
Oct 18, 2001, 6:52:52 AM10/18/01
to
Tito Ceccherini <titocecche...@risognanze.org> wrote in message
1hctst04pf6gu0n14...@4ax.com...

> "Marco Marcelli" <marc...@libero.it> ha scritto:
>
> >Giuro, per un attimo m'e' parso di vedere Toto' !!!!!!! :-)))))))
>
> ehm... non mescoliamo il sacro col profano!

spiritłus ... ;-)

c.

Tito Ceccherini

unread,
Oct 18, 2001, 6:55:21 AM10/18/01
to
"Carlo Gerelli" <sof...@gnamlibero.it> ha scritto:

>> >Giuro, per un attimo m'e' parso di vedere Toto' !!!!!!! :-)))))))
>>
>> ehm... non mescoliamo il sacro col profano!
>
>spiritłus ... ;-)

no, dico sul serio!
:-)

T

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 18, 2001, 9:42:34 AM10/18/01
to
>
> > Per questo ho scritto di Muti, che comunque è l'unico a tenere alta la
> > nostra bandiera, oltre ad Abbado
>
> A me non importa nulla della nazionalità di un interprete e poi (se
> proprio volessimo fare questo discorso) non dovremmo dimenticare
> Sinopoli,Chailly e altri direttori italiani che lavorano all'estero.

Hai fatto bene ad aggiungere altri nomi importanti, perchè invece a me il
prestigio dell'Italia su questo versante preme assai.


> Sembrerò un anti-mutiano di ferro (e forse lo sono)

Appunto.

Mah, io non so quanti siano i mutiani e gli antimutiani; ma in musica è
bello vedere che affianco agli amatori ci sono i dissenzienti e ognuno ha le
sue ragioni. Forse se conoscessi il Maestro di persona finirebbe con lo
starmi antipatico, ma io lo considero per quello che fin qui è: una persona
di grande mestiere che spiega le cose che fa e le fa pure bene.
Per questo sono contento di scrivere in questo NG dove ci sono tanti
"stregoni" come Muti che un po' aiutano a capire meglio le cose, purché non
diventino troppo tecnici! :-)

Ciao
Gian Luca


Gi udt

unread,
Oct 18, 2001, 2:30:19 PM10/18/01
to

Gian Luca Marcialis wrote:

> Mah, io non so quanti siano i mutiani e gli antimutiani; ma in musica è
> bello vedere che affianco agli amatori ci sono i dissenzienti e ognuno ha le
> sue ragioni.

Certo,però (forse) il Maestro è talmente unico che trascende anche
queste (giustissime) affermazioni.

> Forse se conoscessi il Maestro di persona finirebbe con lo
> starmi antipatico,

E chi lo sa? Secondo me dal punto di vista umano è
simpatico...mmh..,,forse non molto ai cantanti,visto che li chiama per
cognome....

> Per questo sono contento di scrivere in questo NG dove ci sono tanti
> "stregoni" come Muti che un po' aiutano a capire meglio le cose, purché non
> diventino troppo tecnici! :-)
> Ciao
> Gian Luca

Ok, ciao!
Devo scappare perchè ho sul fuoco la pozione (purtroppo mi mancano un
po' di ingredienti: ciocche di capelli di Levine,calli di Perlman,
unghie finte della Tebaldi (ma,in questo caso, dovrei forse rivolgermi a
un archeologo), milligrammi di ciccia di Bryn Terfel e altro
ancora)...speriamo bene!

Di nuovo!

Giorgio

P.S.
É vero sul Maestro sono stato troppo sbrigativo,ma il suo caso
richiederebbe lunghe analisi esecuzione per esecuzione (anche se,in
fondo, si assomigliano abbastanza),che altri saprebbero fare mooolto
meglio di me.

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 18, 2001, 2:45:51 PM10/18/01
to

> Devo scappare perchè ho sul fuoco la pozione (purtroppo mi mancano un
> po' di ingredienti: ciocche di capelli di Levine,calli di Perlman,
> unghie finte della Tebaldi (ma,in questo caso, dovrei forse rivolgermi a
> un archeologo), milligrammi di ciccia di Bryn Terfel e altro
> ancora)...speriamo bene!
>

E chi sarà il destinatario di questo misterioso miscuglio? :-)


schillogeno

unread,
Oct 18, 2001, 7:15:53 PM10/18/01
to
On Wed, 17 Oct 2001 20:21:59 GMT, "Gian Luca Marcialis"
<gianluca....@tin.it> wrote:


>Per questo ho scritto di Muti, che comunque è l'unico a tenere alta la


>nostra bandiera, oltre ad Abbado

E' come dire: Susanna Tamaro è l'unica a tenere alta la bandiera della
nostra cultura, oltre a Umberto Eco.

(Il giudizio è poi ingeneroso verso l'ottimo Chailly e verso il
cadavere ancora caldo di Sinopoli).

Schillogeno
- - - - - -

"Does humor belong in music?"

(Frank Zappa, early '80)

Rodolfo Canaletti

unread,
Oct 18, 2001, 9:28:04 PM10/18/01
to
Marco Marcelli <marc...@libero.it> wrote:


> p. es. quando mimo', col viso, le espressioni che doveva
> avere uno del pubblico al sentire il Duca di Mantova chiedere in una locanda
> "Una stanza e del vino" e Rigoletto, nascosto, dire a Gilda: lo vedi che
> tipo ti piace?
>
> Muti fu strepitoso: si mise a mimare l'espressione di chi dovrebbe pensare e
> dire "Kavolo, e cosa dovrebbe dire in una locanda? Ma e' matto questo???"

Forse doveva dire "tua sorella e del vino..." Beh, proprio matto non lo
era. Qualche censore buontempone ce lo ha fatto diventare...

Ciao

Rudy


====================================================
If the doors of perception were cleansed every
thing would appear to man as it is: infinite.
William Blake
====================================================

Gi udt

unread,
Oct 19, 2001, 5:23:02 AM10/19/01
to

Gian Luca Marcialis wrote:

>
> E chi sarà il destinatario di questo misterioso miscuglio? :-)

Mais c'est moi!
Lo preparo con largo anticipo per reggere la botta dell'inaugurazione
del 7 dicembre (a 25 anni esatti dall'Otello (sempre con Placido) ma con
sul podio un certo Carlos Kleiber).

Se vuoi te ne mando qualche ettolitro! :o)

Ciao!

Giorgio

Moosbrugger

unread,
Oct 19, 2001, 6:11:54 AM10/19/01
to

> Povero Kleiber, gli saranno fischiate le orecchie: ho pensato fosse
> morto....(il padre Eric dev'essere deceduto, però) :-)
> Per questo ho scritto di Muti, che comunque è l'unico a tenere alta la
> nostra bandiera, oltre ad Abbado: non gli si può certo negare di avere

> portato all'apice l'Orchestra de La Scala in tempi moderni.

Oh si può, eccome se si può !!! Ci sono sezioni che si sono rinnovate, negli
ultimi anni, per più della metà, e la qualità è sicuramente aumentata. Ora
l' orchestra è di ottimo livello, anche se non credo sia ancora a livello
delle migliori orchestre europee, ma ho potuto ascoltarne troppo poche dal
vivo ( l' unico modo per giudicare un' orchestra, se mai ci fosse il
dubbio ) per poter davvero dare un giudizio obiettivo. Quanto di ciò sia da
ascrivere a Muti però no saprei proprio dirlo: mi limito a riferire che una
volta ( fino a una decina di anni fa ) il nostro assisteva sempre a tutte le
fasi dei concorsi per entrare in orchestra, fin dalle eliminatorie ( per
così dire ! ), oggi arriva di solito alla finale, quando già diversi giochi
sono fatti.
Sulle sue qualità di concertatore non so molto, ma diciamo che *sicuramente*
non è particolarmente conosciuto per questo. Sugli esiti artistici delle
produzioni da lui dirette, le poche a cui ho assistito non mi hanno mai
convinto.

> E poi quando
> c'era Telepiù3 aveva spiegato tutto il "Rigoletto" filologico in una
lezione
> emozionante!

Mah, più che emozionante ( me la ricordo anch' io ) era effettivamente
divertente. Anche se parte dell' ilarità sembrava un po' dovuta all'
effetto-sorpresa ( " Oooh, guardate ! Ma allora è vero !! Il Maestro sa
anche scherzare !!" ).

Marco Marcelli

unread,
Oct 19, 2001, 5:40:46 AM10/19/01
to

"Rodolfo Canaletti" <rodolfo....@tin.it> wrote


> Forse doveva dire "tua sorella e del vino..." Beh, proprio matto non lo
> era. Qualche censore buontempone ce lo ha fatto diventare...

Esatto. Doveva dire "Tua sorella e del vino", ma la censura fece cambiare
questo verso.
Non pero' la risposta di Rogoletto! :-))

Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
Oct 19, 2001, 8:04:28 AM10/19/01
to
Gian Luca Marcialis wrote:

>>
>>Come direttore "puro" io adoro Muti, ma sui viventi il genio e' Kleiber,
>>imho.
>
> Povero Kleiber, gli saranno fischiate le orecchie: ho pensato fosse

> morto....(il padre Eric dev'essere deceduto, però) :-)


SI, il padre è deceduto.

> Per questo ho scritto di Muti, che comunque è l'unico a tenere alta la


> nostra bandiera, oltre ad Abbado


Non toccatemi Chailly: anche lui tiene alta la nostra

bandiera. Poi ci metterei pure Emilio Pomárico (che,

come Kleiber, mi sembra che diriga solo quando ha fame),
ma sconfino decisamente sui gusti personali, qui...


ciao

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 19, 2001, 5:22:03 PM10/19/01
to

> Mah, più che emozionante ( me la ricordo anch' io ) era effettivamente
> divertente. Anche se parte dell' ilarità sembrava un po' dovuta all'
> effetto-sorpresa ( " Oooh, guardate ! Ma allora è vero !! Il Maestro sa
> anche scherzare !!" ).
>

Chi conosce la musica e i suoi misteri, o forse sarebbe meglio dire chi
crede di conoscerla, penso che abbia ascoltato Muti in modo completamente
diverso, magari critico e pronto a bacchettarlo all'occorrenza o a rotolarsi
dalle risate. Io penso il Maestro conosca la musica almeno quanto i massimi
esperti in questo NG, e probabilmente vi è ancor più dentro perchè sarà
difficile che il suo nome venga dimenticato nel panorama musicale di ogni
tempo; e poi per me che di opera lirica non ne capisco molto, anche se
Rigoletto è una delle mie opere preferite, è una manna dal cielo sentire uno
che sa divulgare le proprie idee e le spiega con efficacia. Adesso non
ricordo più tanto bene, ma poi Muti si esibì effettivamente a La Scala e io,
consapevole delle sue spiegazioni, fui molto più attento mentre seguivo alla
radio il concerto.
Molti NGisti lo criticano senza riserve. Avranno le loro ragioni, ma io
considero Muti un grande. Le sue Nozze di Figaro mozartiane sono
fantastiche, un po' più tirato il Don Giovanni, ma il mio primo disco di
classica fu proprio con Muti e la Philarmonia: Verdi: brani scelti da opere
(EMI). A lui devo se il mio amore per questa musica non si è spento sul
nascere (ero in quinta elementare!).

Ciao
Gian Luca

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 19, 2001, 5:24:35 PM10/19/01
to

>
> >Per questo ho scritto di Muti, che comunque è l'unico a tenere alta la
> >nostra bandiera, oltre ad Abbado
>
> E' come dire: Susanna Tamaro è l'unica a tenere alta la bandiera della
> nostra cultura, oltre a Umberto Eco.

Non è cosi, schillogeno, ma sei libero di pensarlo, se ti fa dormire la
notte.

GL


Moosbrugger

unread,
Oct 19, 2001, 6:59:26 PM10/19/01
to

"Gian Luca Marcialis" <gianluca....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:%P0A7.1278$QL2....@news2.tin.it...


>A lui devo se il mio amore per questa musica non si è spento sul
> nascere (ero in quinta elementare!).

Beh, fosse anche solo questo il suo merito, bisogna riconoscere che non è da
poco : anch' io tendo terribilmente ad affezionarmi a chi per primo mi
rivela la bellezza di tanta musica, e ti capisco perfettamente.
Detto ciò.....rimango comunque della mia idea ;-) !!!

Gian Luca Marcialis

unread,
Oct 21, 2001, 10:17:01 AM10/21/01
to
> >A lui devo se il mio amore per questa musica non si è spento sul
> > nascere (ero in quinta elementare!).
>
> Beh, fosse anche solo questo il suo merito, bisogna riconoscere che non è
da
> poco : anch' io tendo terribilmente ad affezionarmi a chi per primo mi
> rivela la bellezza di tanta musica, e ti capisco perfettamente.
> Detto ciò.....rimango comunque della mia idea ;-) !!!
>

Nessun problema, perchè alla fine si gode entrambi di musica meravigliosa!
:)))

Ciao
Gian Luca


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