Sto ascoltando e "comparando" (metto le virgolette perchè per me il termine
è davvero troppo importante!!) due versioni, o meglio :
"Le Quattro Stagioni" tratte da "Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione
op. VIII" (2cd), suona L'ACCADEMIA BIZANTINA diretta da Ottavio Dantone -
ARTS;
"Le Quattro Stagioni" eseguite da I Solisti dell'Orch. Fil. della Scala
diretti da Riccardo Muti.
Sono semplicemente stupefatto: riconosco di essere appassionatissimo di
musica ma non ancora uno "specialista" quindi a qualcuno le mie
considerazioni potrebbero sembrare ingenue o, peggio, banali : credo
comunque che questo bellissimo NG possa servire anche ad aiutare chi non è
ancora esperto. (oltre che stringere nuove amicizie!)
Il mio stupore nasce da questo : le due versione sono completamente diverse
: ad es. "La primavera" , 2°mov.:nella versione di Dantone emerge un
violoncello molto più deciso e virile rispetto alla versione di Muti; ma
quello che colpisce immediatamente, sempre nell'esecuzione di Dantone, è la
strumentazione, che mi sembra diversa; l'incedere poi della melodia è
diverso nelle varie parti: alcune tracce differiscono nella durata (in
difetto o in eccesso) anche di 40 secondi.
Come queste differenze? Nascono da una ben diversa lettura della partitura o
si tratta di due diverse versioni autentiche, già previste da Vivaldi?
Ciao a tutti
--
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> Sto ascoltando e "comparando" (metto le virgolette perchè per me il
termine
> è davvero troppo importante!!) due versioni, o meglio :
>
> "Le Quattro Stagioni" tratte da "Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione
> op. VIII" (2cd), suona L'ACCADEMIA BIZANTINA diretta da Ottavio Dantone -
> ARTS;
>
> "Le Quattro Stagioni" eseguite da I Solisti dell'Orch. Fil. della Scala
> diretti da Riccardo Muti.
E' della EMI? Se è così, ho entrambe le interpretazioni.
> Sono semplicemente stupefatto: riconosco di essere appassionatissimo di
> musica ma non ancora uno "specialista" quindi a qualcuno le mie
> considerazioni potrebbero sembrare ingenue o, peggio, banali : credo
> comunque che questo bellissimo NG possa servire anche ad aiutare chi non è
> ancora esperto. (oltre che stringere nuove amicizie!)
Ben detto :)
> Il mio stupore nasce da questo : le due versione sono completamente
diverse
> : ad es. "La primavera" , 2°mov.:nella versione di Dantone emerge un
> violoncello molto più deciso e virile rispetto alla versione di Muti; ma
> quello che colpisce immediatamente, sempre nell'esecuzione di Dantone, è
la
> strumentazione, che mi sembra diversa; l'incedere poi della melodia è
> diverso nelle varie parti: alcune tracce differiscono nella durata (in
> difetto o in eccesso) anche di 40 secondi.
>
> Come queste differenze? Nascono da una ben diversa lettura della partitura
o
> si tratta di due diverse versioni autentiche, già previste da Vivaldi?
E' un problema di interpretazione: si parla più correttamente di
interpretzaioni "filologiche". Con questo termine si intende l'uso di
strumenti originali,
prassi esecutiva ricostruita sulle fonti dell'epoca e aperta alla fantasia
dell'improvvisazione. La interpretzione di Muti è dunque meno corretta
rispetto a Dantone, che tra l'altro ho avuto modo anche di ascoltare dal
vivo. Per ascoltare musica
antica e barocca, dunque, è bene rivolgersi a complessi come l'Accademia
Bizantina, oppure il Giardino Armonico. Per ulteriori approfondimenti c'è
comunque l'introduzione nel mio sito, oppure se hai Amadeus di marzo 2001
troverai notizie utili alle pagine 42-43.
Ciao
--
Aldo Galli - ICQ 118537919
MusicAntiqua - http://spazioweb.inwind.it/antiqua/
Ciao Vittorio,
anche io non so nulla di musica però penso di poterti garantire che si
tratta semplicemente di "diverse interpretazioni" della stessa musica.
Ci sono anche le interpretazioni filologiche, quelle cioè che utilizzano gli
strumenti dell'epoca (o quasi) del compostore, e che cercano di interpretare
un brano come nel tempo in cui il compositore l'aveva scritto.
Queste ultime si sono fatte avanti negli ultimi vent'anni grazie al loro
suono brillante, appassionato e quasi romantico, oltre che a dei ritmi ben
diversi rispetto a quelli che andavano di moda a metà del Novecento.
--
Giampaolo Bellavite, Milano E-mail: bell...@3nd.it
ICQ: 99999936 Home page: http://www.3nd.it/bellavite
Non esistono interpretazioni corrette e meno corrette.
Esistono solo interpretazioni.
Chiedo venia se ho semplificato eccessivamente la questione, ma ciò era
dettato esclusivamente dal fatto di voler essere chiaro il più possibile nei
confronti di un amico che si dichiara non espertissimo di musica (ma in
fondo, chi realmente lo è?).
Ciò che volevo dire è semplicemente che una interpretazione di tipo
"filologico" è verosimilmente più vicina alla interpretazione che si teneva
nel periodo storico in cui viveva il compositore rispetto ad una
interpretazione di tipo più "tradizionale". Ciò non vale solo per l'organico
ma riguarda anche la prassi esecutiva, ed è questo il motivo principale per
cui Vittorio si domandava se esistessero o meno diverse partiture delle
Stagioni. Come è comunque già stato ricordato in precedenti interventi,
anche in ambito filologico rimane sempre il rischio di calcare troppo la
mano, creando interpretazioni stravaganti o troppo "ricercate", magari con
una finalità di tipo più commerciale che di effettiva ricerca storica.
--
> > La interpretzione di Muti è dunque meno corretta
> > rispetto a Dantone cut
>
> Non esistono interpretazioni corrette e meno corrette.
> Esistono solo interpretazioni.
In questo specifico caso direi tranquillamente che l'interpretazione di Muti
(e molti come lui) è scorretta in quanto non tiene conto dell'indicazione
"sempre forte si deve suonare sempre molto forte e strappato" riferita alle
viole che dovrebbero imitare il "cane che grida".
Harnoncourt fu il primo a prendere alla lettera questa prescrizione (non ho
idea di quanti budelli abbiano distrutto ciò facendo), col risultato di far
sobbalzare sulla sedia tutti i critici benpensanti, ma anche i suoi
affezionati estimatori tra i quali, indegnamente, si colloca il
sottoscritto.
ciao
Giacomo
buon ultimo mi accodo agli altri della newsgroup. Non possiedo la versione
di Muti (conosco solo la sua interpretazione dello "Stabat Mater" di
Pergolesi e non mi ha entusiasmato granche') ma conosco quella de
L'Accademia Bizantina, fra l'altro li ho sentiti dal vivo circa un anno fa
proprio nelle Stagioni vivialdiane.
Loro, come ormai sai, usano strumenti d'epoca ma da quando c'e' Dantone alla
direzione sono diventati ancora piu' aggressivi, scattanti e sorprendenti.
Ricordo che non potevano fare a meno di inserire qualche scarto di ritmo, di
volume, ma con un gusto per il bel suono di insieme che certo ne' Il
Giardino Armonico ne' altri organici italiani con strumenti d'epoca
conoscono, presi come sono dalla foga esecutiva, che spesso ho sentito,
vuole che Le Stagioni siano un'esibizione di atletismo virtuosistico che di
occasione per far buona musica.
Non mi sorprenderebbe se l'esecuzione di Muti fosse "da dormitorio", in
confronto alla loro. Ma se ti va di fare altri confronti, e a poco prezzo,
prova a cercare la grandissima incisione de I Solisti Veneti degli anni '60
per ERATO (strumenti moderni, come per Muti), oppure quella di Hogwood
(strumenti d'epoca ma misuratissima, in confronto a Dantone) per
L'Oiseau-Lyre oppure quella di Harnoncourt per Teldec.
Ciao e benvenuto
Gian Luca
Vittorio Placanica <vipl...@tin.it> wrote in message
LPBBLBDBJFAPHKKBBG...@tin.it...
"Gian Luca Marcialis" <gianluca....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:WDhc7.146486$Qf6.9...@news2.tin.it...
Non possiedo la versione
> di Muti (conosco solo la sua interpretazione dello "Stabat Mater" di
> Pergolesi e non mi ha entusiasmato granche')
è la versione con la Antonacci e la Frittoli, della EMI? Se sì, la possiedo.
Anche a me non piace molto, niente a che vedere con lo Stabat Mater eseguito
dall' Accademy of Ancient Music diretta da C. Hogwood con Emma Kirby e James
Bowman.
ma conosco quella de
> L'Accademia Bizantina, fra l'altro li ho sentiti dal vivo circa un anno fa
> proprio nelle Stagioni vivialdiane.
> Loro, come ormai sai, usano strumenti d'epoca ma da quando c'e' Dantone
alla
> direzione sono diventati ancora piu' aggressivi, scattanti e sorprendenti.
> Ricordo che non potevano fare a meno di inserire qualche scarto di ritmo,
di
> volume, ma con un gusto per il bel suono di insieme che certo ne' Il
> Giardino Armonico ne' altri organici italiani con strumenti d'epoca
> conoscono, presi come sono dalla foga esecutiva, che spesso ho sentito,
> vuole che Le Stagioni siano un'esibizione di atletismo virtuosistico che
di
> occasione per far buona musica.
> Non mi sorprenderebbe se l'esecuzione di Muti fosse "da dormitorio", in
> confronto alla loro. Ma se ti va di fare altri confronti, e a poco prezzo,
> prova a cercare la grandissima incisione de I Solisti Veneti degli anni
'60
> per ERATO (strumenti moderni, come per Muti), oppure quella di Hogwood
> (strumenti d'epoca ma misuratissima, in confronto a Dantone) per
> L'Oiseau-Lyre oppure quella di Harnoncourt per Teldec.
In attesa di ascoltare le versioni suggeritemi, ho ascoltato oggi quella dei
"MUSICI DI SAN MARCO" diretti da Alberto Lizio. Una terza versione, quindi,
tra quelle che possiedo: una terza versione diversa! Per ora quella
dell'Accademia Bizantina rimane (tra i miei ascolti) quella più particolare
e sorprendente.
Qualcuno conosce i "Musici di San Marco" e questa versione? Si tratta di una
versione "economica" nella quale non c'è libretto minimamente esaustivo :
anzi, potrei dire che non c'è proprio libretto.
Saluti a tutti.....................V
>
> č la versione con la Antonacci e la Frittoli, della EMI? Se sě, la
possiedo.
Probabilmente, e' passato un po' di tempo (piu' di cinque anni); secondo me
e' una versione anteriore ma non ci posso mettere la mano sul fuoco.
> Anche a me non piace molto, niente a che vedere con lo Stabat Mater
eseguito
> dall' Accademy of Ancient Music diretta da C. Hogwood con Emma Kirby e
James
> Bowman.
>
Condivido in pieno. Possiedo quest'incisione ed e' veramente magistrale.
Kirkby e Bowman danno il meglio di se (per la Kirkby e' normale, e'
bravissima; ma Bowman ha degli alti e bassi quindi la sua tenuta con Hogwood
e' notevole). L'Academy of Ancient Music s'ispira di piu' al suono del
gruppo di Pinnock (The English Concert) che ai suoi standard abituali.
> Qualcuno conosce i "Musici di San Marco" e questa versione? Si tratta di
una
> versione "economica" nella quale non c'č libretto minimamente esaustivo :
> anzi, potrei dire che non c'č proprio libretto.
Purtroppo no. Qual'e' l'etichetta discografica?
Ciao
Gian Luca
>
> Per ascoltare musica
>antica e barocca, dunque, è bene rivolgersi a complessi come l'Accademia
>Bizantina, oppure il Giardino Armonico.
senza entrare nel merito delle due diverse edizioni citate, trovo
questo genere di affermazioni abbastanza insopportabili, nulla di
personale, s'intende, ma stasera i peperoni avevano quel fondo amaro
cosi' poco amabile che non sono del giusto umore per poter tacere.
Oltrettutto ho finito il vino.
Che il nostro amico si ascolti magari Karl Richter e, se gli va, anche
Abbado che fa la Passione secondo S.Matteo, e poi tutti i "filologi"
che vuole, e alla fine decida liberamente cosa preferisce.
Ascoltare determinati complessi e non altri sembra diventata una
regola morale..... il bene e il male lasciamoli stare, su.
-------------
saluti!
"La prova che l'uomo esecra l'uomo? Basta trovarsi in mezzo ad una folla
per sentirsi subito solidali con tutti i pianeti morti"
E.M.Cioran
--------
ned...@iperbole.bologna.it
>
>Ci sono anche le interpretazioni filologiche, quelle cioč che utilizzano gli
>strumenti dell'epoca (o quasi) del compostore, e che cercano di interpretare
>un brano come nel tempo in cui il compositore l'aveva scritto.
>
>Queste ultime si sono fatte avanti negli ultimi vent'anni grazie al loro
>suono brillante, appassionato e quasi romantico,
come "quasi romantico" ?
e vai !
Lizzio strikes back !
o, per dirla zappianamente "The return of the son of Alberto Lizzio"
ciao!
_________________________
carlo gerelli - sof...@libero.it
_________________________
"Nella Ciaccona sta il segreto della Vita Bona"
Miguel Cervantes Saavedra
Ciao----------------V
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"Gian Luca Marcialis" <gianluca....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:iFwc7.153244$Qf6.9...@news2.tin.it...
>
> Ciao
>
> >
> > è la versione con la Antonacci e la Frittoli, della EMI? Se sì, la
> possiedo.
>
> Probabilmente, e' passato un po' di tempo (piu' di cinque anni); secondo
me
> e' una versione anteriore ma non ci posso mettere la mano sul fuoco.
>
> > Anche a me non piace molto, niente a che vedere con lo Stabat Mater
> eseguito
> > dall' Accademy of Ancient Music diretta da C. Hogwood con Emma Kirby e
> James
> > Bowman.
> >
>
> Condivido in pieno. Possiedo quest'incisione ed e' veramente magistrale.
> Kirkby e Bowman danno il meglio di se (per la Kirkby e' normale, e'
> bravissima; ma Bowman ha degli alti e bassi quindi la sua tenuta con
Hogwood
> e' notevole). L'Academy of Ancient Music s'ispira di piu' al suono del
> gruppo di Pinnock (The English Concert) che ai suoi standard abituali.
>
> > Qualcuno conosce i "Musici di San Marco" e questa versione? Si tratta di
> una
> > versione "economica" nella quale non c'è libretto minimamente esaustivo
:
> > anzi, potrei dire che non c'è proprio libretto.
Ehm, il termine magari non è appropriato, però le impressioni che mi danno
molte interpretazioni filologiche si avvicinano parecchio ad una specie di
tempesta ed impeto beethoveniani... no?
> VITTORIO PLACANICA ha scritto nel messaggio ...
> <<snip>
> >
> >In attesa di ascoltare le versioni suggeritemi, ho ascoltato oggi quella
> dei
> >"MUSICI DI SAN MARCO" diretti da Alberto Lizio
> <snip>
>
> e vai !
>
> Lizzio strikes back !
>
> o, per dirla zappianamente "The return of the son of Alberto Lizzio"
>
> ciao!
Se non ricordo male, è l'edizione in cui Lizzio è anche violino solista
oltre che direttore.
Ne scrissi in un post del marzo scorso intestato * A.Lizzio suonerebbe
anche il violino!*, quando ci si interrogava sulla sua esistenza.
Ciao
Roberto
Non sono del tutto d'accordo. Ho vissuto un caso analogo a questo dove
pero' l'opera in questione era il Magnificat di J.S. Bach e i due
direttori Von Karajan e Herreweghe, le etichette discografiche DG e
Harmonia Mundi rispettivamente.
L'interpretazione di Von Karajan non mi piace: il suono complessivo
dell'orchestra in cui non si distingue bene la voce degli strumenti, il
contrappunto confuso (cosa evidente soprattutto nella fuga vocale "Sicut
locutus"), la scelta dei tempi (troppo veloce in "Sicut locutus" (ecco
una delle cause del senso di confusione) e troppo lenta in "Magnificat
anima mea dominum" che non mette in risalto il senso del testo biblico).
Questa interpretazione non mi ha mai convinto del tutto e le sue pecche
si sono rivelate in modo evidente al confronto con l'altra. Non credo
che sia un caso che Herreweghe appartenga alla schiera dei musicisti
"filologici".
Un ultimo commento sulle etichette discografiche: quella "filologica" e'
l'Harmonia Mundi e, a mio avviso, ha sfornato il prodotto migliore anche
in merito alla qualita' della registrazione.
Cordiali saluti.
--
A. Alberto Rovelli
Concordo con tutto quanto hai scritto,
la penso esattamente come te.
Ciao,
Giuseppe
>"Cioran's son [Luca F.P]" <ned...@iperbole.bologna.it> scrive:
>> come "quasi romantico" ?
>
>Ehm, il termine magari non è appropriato,
ecco, si', colevo solo dir questo...perche' se cominciamo a dire che
il Vivaldi Harnoncourt ha un suono romantico, poi arrivo io che dico
che il Bruckner di Jochum e' molto barocco, e alla fine perdiamo quel
poco di bussola che c'e' rimasto!!!
>però le impressioni che mi danno
>molte interpretazioni filologiche si avvicinano parecchio ad una specie di
>tempesta ed impeto beethoveniani... no?
Se intendi riferirti allo slancio interpretativo di certi complessi
(chesso', I Sonatori della gioiosa Marca) o alla ricerca - a volte
anche un po' forzata secondo me (Giardino Armonico) di ritmi
incalzanti, ho capito cosa vuoi dire, comunque, giusto per fare il
pignolo, Beethoven mica era romantico.. eh eh eh!
saluti!
--------
ned...@iperbole.bologna.it
-------
"E' consolante potersi dire: la mia vita corrisponde esattamente
al genere di arenamento che mi auguravo"
E.M.Cioran
> >però le impressioni che mi danno
> >molte interpretazioni filologiche si avvicinano parecchio ad una specie
di
> >tempesta ed impeto beethoveniani... no?
>
>
> Se intendi riferirti allo slancio interpretativo di certi complessi
> (chesso', I Sonatori della gioiosa Marca) o alla ricerca - a volte
> anche un po' forzata secondo me (Giardino Armonico) di ritmi
> incalzanti, ho capito cosa vuoi dire, comunque, giusto per fare il
> pignolo, Beethoven mica era romantico.. eh eh eh!
Credo che intendesse riferirsi ( e a ragione, secondo me ) alla sempre
maggiore attenzione che i complessi specializzati hanno dedicato alla
poetica degli "affetti", del "bizzarro", dell' "estroso" tipica dell' epoca
barocca. Pur non essendo il mio campo, vorrei ricordare un episodio
interessante : il mio professore di Storia della Musica è stato Maurizio
Biondi, fratello del celebre violinista Fabio, e ci succedeva di discutere
alcune scelte interpretative relative proprio alle "Quattro Stagioni". Bene,
in ogni occasione di dubbio riguardo alla strada da seguire ( roba tecnica :
colpi d' arco, legature, vibrato ecc...) la scelta andava sempre verso
soluzioni...rischiose : "gettato" e non "tremolo" nell' Inverno, accenti
esagerati a simulare l' abbaiare dei cani...La versione che ne è uscita,
quella dell' Europa Galante, mi sembra decisamente convincente.
Ciao
Moosbrugger
Magari nascerebbe un'interessante discussione con Canaletti.
> Se intendi riferirti allo slancio interpretativo di certi complessi
> (chesso', I Sonatori della gioiosa Marca) o alla ricerca - a volte
> anche un po' forzata secondo me (Giardino Armonico) di ritmi
> incalzanti, ho capito cosa vuoi dire,
Sě, hai capito.
> comunque, giusto per fare il
> pignolo, Beethoven mica era romantico.. eh eh eh!
Hai ragione, scusa.
Allora, Vivaldi č romantico; Bruckner molto barocco; Monteverdi un
dodecafonico; Beethoven invece... uhm, non so, alcune interpretazioni della
nona ricordano certi madrigali...