Il giorno lunedì 7 ottobre 2019 01:01:12
aabbaa...@yahoo.com ha scritto:
> Ma per quanto riguarda l'armonia e il contrappunto.... brrrrrr.
So che leggere testi musicologici ti costa 'fatiga',
ciononostante ti invito a considerare quello che ha
scritto Alberto Basso a proposito di Frescobaldi.
Dopo essersi ampiamente occupato di Trabaci (e di
Mayone), esaltandone l'arte contrappuntistica e
riconoscendo senza mezzi termini l'influsso da lui
esercitato su Frescobaldi, Basso dice:
"E' sicuramente nelle toccate che meglio si
dispiegano la potenza e la fantasia del maestro
ferrarese, qui impegnato in pagine a carattere
meditativo e serioso, ma tutt'altro che prive di
brillantezza e di vistosi passaggi virtuosistici.
La varietà dell'impianto ritmico, mutevole a ogni
mutar di 'sezione', la straordinaria ricchezza *
delle figurazioni, l'arditezza della struttura *
armonica - l'Ottava Toccata del Secondo Libro è *
detta 'di durezze, e ligature', un'espressione *
come si è visto già impiegata da Trabaci per *
indicare dissonanze e note tenute, e la Nona di *
quello stesso libro si conclude spiritosamente
con la scritta 'Non senza fatiga si giunge al
fine' -, la quantità di passaggi contigui a
carattere contrastante, ma l'uno conseguente
all'altro secondo un piano 'retorico' ben *
congegnato e corrispondente a una giusta varietà *
di 'affetti' (le avvertenze preposte al Primo *
Libro informano l'esecutore che egli non ha
l'obbligo di eseguirle per intero), l'incisivo *
apparato dei contrappunti e l'ammirevole condotta *
dei passi modellati sul concetto di
improvvisazione, le veloci cadenze, la ben
calcolata 'stravaganza' della scrittura in
composizioni che mediamente nel Primo Libro sono
contenute in una dimensione variabile da 40 a 60
battute, mentre nel Secondo Libro la media sale
di 10-20 battute (toccando una punta massima di
93 battute nella Toccata Sesta) sono tutti *
elementi che concorrono a rendere prodigioso il *
mondo frescobaldiano dei suoni e a indicare una *
'maniera' che farà testo ed epoca e si *
trasmetterà fino alle soglie del Bach più maturo. *
(...)
Due altre raccolte frescobaldiane si affiancano ai
libri di toccate, l'una di composizioni (10
ricercari e 5 canzoni francese) che egli specifica
'fate sopra diversi oblighi' (1615), uscito dopo
sei anni di 'silenzio', e l'altro di 12 Capricci
fatti sopra diversi soggetti, et arie (1624),
manifestazioni di sapienza contrappuntistica e di *
amore per l'artificio. *
(...)
Nonostante la loro natura di opere fondate e
costruite sull'artificio (i singoli ricercari, di
insolita ampiezza, hanno struttura diversa), senza
mai negare per altro una delle qualità essenziali
dello stile frescobaldiano, la cantabilità, non
viene meno il principio in base al quale esse
possano essere utilizzate anche nel servizio
liturgico. Per ciò che concerne gli 'oblighi', si *
tratta di serie di note concepite non come tema, *
ma come scheletro o schema per condurre i *
contrappunti (è significativo che il Sesto sia *
definito 'Obligo fa, fa, sol, la, fa' e non come
'Fra Jacopino', dalle parole della canzone
popolare alla quale quelle note fanno riferimento).
(...)
[Nel Libro dei Capricci, del 1624, Frescobaldi
dichiara che] 'In questi componimenti intitolati
Capricci non hò tenuto stile così facile come ne
miei Ricercari'; la natura pur artificiosa ed
elaborata della raccolta del 1615 viene qui
superata da una condotta che si avvale di maggiori
complicazioni: agli 'oblighi' dei 'bassi ostinati'
si aggiungono le insistenti dissonanze e la
presenza dell' 'obligo di cantare la quinta parte
senza toccarla' che verrà riaffermato in un
ricercare dei Fiori musicali.
Quest'ultima raccolta (1635), la più famosa e
considerata il suo testamento e il suo capolavoro,
apre e chiude l'ultima fase del pensiero
frescobaldiano, qui impegnato in una serafica
'ricerca del tempo perduto', quasi per varare una
restaurazione delle pratiche antiche ma
rivisitandole con coscienza rivoluzionaria e
destinata a segnare una svolta nella storia
dell'arte organistica."
(A. Basso, Storia della musica I, Torino 2004,
pag. 413, passim.)
Immagino che non sarai d'accordo su niente, se
per te
> quello di Frescobaldi è un ricercare
> incredibilmente stupido, come stupido è
> giocoforza qualsiasi contrappunto senza
> vincoli
(già, i "vincoli": che saranno mai questi vincoli?)
Comunque sia, Basso è Basso e tu sei tu. Benché Basso
scriva molto meno di te, sicuramente conosce molto
meglio di te la materia di cui scrive.