Grazie :-)
Giuseppe
> Qualcuno di voi è a conoscenza di questo tipo di esercizio? Purtroppo non so
> darvi altre informazioni. So soltanto che, a dire di chi me lo ha chiesto
> (il mio maestro), si tratta di un esercizio "tramandato" dagli insegnanti
> vecchio stampo e non è sicuro che faccia parte di una raccolta di esercizi
> tecnici (tipo Hanon o Beringer per intenderci). Potete aiutarmi?
A Napoli era ed è molto diffuso, perché particolarmente amato da Vincenzo
Vitale e da tutti i pianisti e insegnanti discendenti, o che si vantano
tali, dalla sua scuola. La serie la trovi, con varianti insignificanti, alle
primissime pagine del volumone dei "Principi razionali della tecnica
pianistica" di Alfred Cortot, non ricordo da chi è stato tradotto e
pubblicato in Italia (1).
Dico volumone (meno di duecento pagine in realtà) perché a sviluppare tutte
le combinazioni ritmiche e armoniche che Cortot suggerisce, ci si impiega
una quarantina d'anni a terminarlo :)))
Ciao,
Mario b.
Nota 1: gli esercizi di Cortot si riferiscono ad un dito fermo sul tasto
affondato e le altre in movimento; nell'esercizio "vitaliano" le dita sono
tutte sciolte, come troverai in Cortot sulle 'classiche' cinque dita...
Se viene fatto sui 5 tasti neri (o sopra vari tipi di accordi) e il dito che
non si muove preme la nota a lui assegnata e rimane lì fermo (mentre le
altre si muovono), forse ti riferisci al famigerato "DITO FISSO" (o
altrimenti detto "dito fesso").
Che dovresti trovare nell'unico libro di esercizi di tecnica pianistica di
A. Mozzati (Ricordi)!
Ciao.
> Che dovresti trovare nell'unico libro di esercizi di tecnica pianistica di
> A. Mozzati (Ricordi)!
Scusate, ma a proposito di esercizi con dita bloccate e dita libere (per
queste ultime si fa per dire) non vorrei si dimenticassero
"Il piccolo Pischna" e soprattutto il sublime "Il Grande Pischna". Chissà se
qualcuno l'ha inciso, magari nello stesso CD con l'Hanon
carente però in 'ste situazioni con dita bloccate e secondo me inferiore al
"grande Pischna". Certo che questo titolo è tutto un
programma. Io ci capirò poco di tecnica pianistica, perchè sennò non
suonerei così male, ma secondo me questi esercizi servono,
eccome.
Sarrasani anch'egli di scuola napoletana e infatti fanatico di Domenico
Scarlatti.
Giuseppe
132 413 241 324
124 312 431 243
134 213 421 342
432 143 214 321
314 231 423 142
123 412 341 234
seconda diteggiatura
243 524 352 435
235 423 542 354
245 324 532 453
543 254 325 432
425 342 534 253
234 523 452 345
Questa dovrebbe essere la serie corretta.
Non mi risulta essere scritta in nessun testo in commercio.
Se mi sbaglio informatemi
Ciao
Graziano
"senzamail" <nonv...@nonvalida.it> ha scritto nel messaggio
news:M%ZX9.39632$ZE.10...@twister2.libero.it...
> Se mi sbaglio informatemi
Sě, sbagli.
Questo č il "dito fisso" a 2, sono comunque pubblicati, e veniva richiesto
il "dito fisso" a 1.
Ciao.
> > Se mi sbaglio informatemi
>
> Sì, sbagli.
> Questo è il "dito fisso" a 2, sono comunque pubblicati, e veniva richiesto
> il "dito fisso" a 1.
Ho fatto per molti anni questo esercizio, tramandato oralmente nella
scuola di Vitale, e ideato (si dice) da Tausig (che però non l'avrebbe
incluso nei suoi Esercizi Giornalieri), e non c'è alcun dito fisso.
Si dovrebbe studiare con le varianti ritmiche delle terzine, ed eseguire
a tre distinte velocità. 120 (pesante e molto articolato), 152 (meno
pesante) e 176 (leggero e senza il peso delle braccia, "sospeso").
Secondo me non serve a nulla... ;-P
Meglio Bach e Chopin.
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)
sbagli.
l'ho giocata al lotto, e non ho vinto.
l'ho usata sul pianoforte, e adesso ho la mano sinistra paralizzata.
Grazie
A.
> "Il piccolo Pischna" e soprattutto il sublime "Il Grande Pischna". Chissà
se
> qualcuno l'ha inciso, magari nello stesso CD con l'Hanon
che meraviglia.
Da inserire fra i capolavori, fra il Rosenkavalier e la quinta di Beethoven.
Mandatemi gli estremi, non posso perdermi simile sublime incisione.
A.
Io l'ho fatto per anni (e lo faccio ancora adesso) e ti posso assicurare che
se fatti bene servono tantissimo!!
Quello che tu dici "pesante e molto articolato" vuol dire suonare col peso
del braccio. Ti aiuta per la scioltezza delle dita e per migliorare il
suono. Se uno impara la tecnica di Vitale (napoletana) e fa questi esercizi
con la consapevolezza di questa tecnica, sono utili, altrimenti non servono
a niente. Però prima di arrivare a fare questa serie di quattro dita bisogna
cominciare con le cadute del braccio, l'appoggio su un solo dito,
l'articolazione di un dito......fino a questa sucessione. Ripeto: fare
questo esercizio senza aver fatto questo percorso non serve a niente!
Fausto
> Scusate, ma a proposito di esercizi con dita bloccate e dita libere (per
> queste ultime si fa per dire) non vorrei si dimenticassero
> "Il piccolo Pischna" e soprattutto il sublime "Il Grande Pischna". Chissà se
> qualcuno l'ha inciso, magari nello stesso CD con l'Hanon
> carente però in 'ste situazioni con dita bloccate e secondo me inferiore al
> "grande Pischna". Certo che questo titolo è tutto un
> programma. Io ci capirò poco di tecnica pianistica, perchè sennò non
> suonerei così male, ma secondo me questi esercizi servono,
> eccome.
Conosco un pianista di Milano, diplomato al locale conservatorio con il
massimo dei voti e la lode. Subito dopo il diploma vinse un importante
concorso italiano (credo che adesso non si faccia piu') e ancora dopo
una borsa di studio per il perfezionamento al conservatorio di Mosca.
Appena arrivato a Mosca gli chiesero di suonare un pezzo, il professore
scosse le testa, e disse la versione in cirillico di "qui gli e' tutto
da rifare". Dopo di che il diplomato italiano con il massimo di voti fu
messo per diversi mesi esclusivamente a fare esercizi tipo Pischna, fra
cui uno terribile che durava circa 15 minuti in diverse combinazioni.
Il soggetto in questione ha fatto carriera come concertista, anche se
non stellare perche' e' matto come un cavallo. Ma adesso ha una tecnica
inappuntabile - anzi, per la precisione, non ho mai sentito un italiano
con una tecnica pianistica paragonabile.
-- -----------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
> Secondo me non serve a nulla... ;-P
Sottoscrivo!
m
> Il soggetto in questione ha fatto carriera come concertista, anche se
> non stellare perche' e' matto come un cavallo. Ma adesso ha una tecnica
> inappuntabile - anzi, per la precisione, non ho mai sentito un italiano
> con una tecnica pianistica paragonabile.
I beg your pardon, but what about Mr. Grante or Mr. Libetta? ;-)
> Luca Logi says...
>
> > Il soggetto in questione ha fatto carriera come concertista, anche se
> > non stellare perche' e' matto come un cavallo. Ma adesso ha una tecnica
> > inappuntabile - anzi, per la precisione, non ho mai sentito un italiano
> > con una tecnica pianistica paragonabile.
>
> I beg your pardon, but what about Mr. Grante or Mr. Libetta? ;-)
Non ho detto che non esistano, ho detto che non li ho sentiti. E poi tu
non conosci la tecnica di quello di cui parlo io :-)
"Merlo" <merlo-2002"levalo"@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:xTkY9.43532$YG2.1...@twister1.libero.it...
> Non ho detto che non esistano, ho detto che non li ho sentiti. E poi tu
> non conosci la tecnica di quello di cui parlo io :-)
Infatti non ho mica detto niente... chiedevo! :-)
Quello che ho fatto io per molti anni ce l'ha, eccome se ce l'ha, ma forse
parliamo di 2 es. diversi, il mio magari è una variante di quello tramandato
dalla scuola di Vitale.
> Si dovrebbe studiare con le varianti ritmiche delle terzine, ed eseguire
> a tre distinte velocità. 120 (pesante e molto articolato), 152 (meno
> pesante) e 176 (leggero e senza il peso delle braccia, "sospeso").
Sì sì, 2 es. diversi...
> Secondo me non serve a nulla... ;-P
Il mio è servito!!!!!!!!!!!!
> Meglio Bach e Chopin.
Musicalmente sì...:-P
> ciao,
Ciao!
> Jashugan
Merlo.
Difatti ti chiedo scusa, ho sbagliato io, mea culpa.
Ciao.
Rotfl
>
>
>
"Merlo" <merlo-2002"levalo"@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:fqFY9.47152$ZE.13...@twister2.libero.it...
> Quello che tu dici "pesante e molto articolato" vuol dire suonare col peso
> del braccio. Ti aiuta per la scioltezza delle dita e per migliorare il
> suono.
Ecco, è proprio questo il problema. Non si dovrebbe suonare con il peso
del braccio, ma con il peso del corpo... e tuttavia le braccia
dovrebbero rimanere sempre "sospese"...
Fare questo presuppone un controllo del corpo (rilassamento 'reale' delle
spalle, svuotamento della cassa toracica, utilizzo della muscolatura
profonda intorno alla colonna vertebrale, in estensione, flessione e
torsione, corretto allineamento testa-petto-bacino) che esula dalle
competenze di un pianista.
Io l'ho imparato - diciamo che lo sto imparando, perché è uno studio nel
quale non si può dire di essere mai arrivati alla fine - attraverso la
pratica di una disciplina che non ha nulla a che fare con il pianoforte.
Che poi si possa suonare bene il pianoforte - perfino con il metodo
Vitale! - ignorando queste meccaniche corporee è un'altra questione.
Ma l'osservazione di tutti i grandi pianisti in possesso di una tecnica
"naturale" (Arrau, Gilels, Rubinstein) e certe testimonianze (es: Pollini
che parlava del gomito inamovibile e della estrema pesantezza delle
braccia di Rubinstein) mi hanno convinto che è la direzione giusta.
Ricordo una conversazione avuta qualche mese fa con Carlo Grante. Mi
ripeteva che uno dei difetti sommi della scuola italiana è che mira ad
avere la mano 'sciolta' (attraverso la pratica assidua di certi esercizi,
e con il nauseante studio delle varianti ritmiche), mentre nella scuola
russa, si mira ad avere la mano 'rilassata' (che è cosa completamente
diversa).
> Se uno impara la tecnica di Vitale (napoletana) e fa questi esercizi
> con la consapevolezza di questa tecnica, sono utili, altrimenti non servono
> a niente.
Ho studiato con Francesco Martucci, allievo di Vitale per quasi un lustro
e la tecnica 'vitaliana' l'ho percorsa fino in fondo (facevo
gli Studi di Czerny dell'op. 299 e 740 quasi ai metronomi
originali).
Già dopo qualche anno i limiti di questa impostazione (soprattutto per
quel che concerne il suono) mi erano diventati evidentissimi.
Alcune lezioni con Paolo Spagnolo, mi hanno fatto comprendere che
esisteva un modo realmente 'economico' di suonare il pianoforte, semplice
(ma non facile!) e che, sopra ogni cosa, non perdeva mai di vista i
contenuti musicali. Insomma, tecnica studiata direttamente sui pezzi (WTC
e Studi di Chopin in primis).
"Jashugan" <jashu...@netscape.net> ha scritto nel messaggio
news:MPG.189e13f59...@News.CIS.DFN.DE...
> Da inserire fra i capolavori, fra il Rosenkavalier e la quinta di
Beethoven.
> Mandatemi gli estremi, non posso perdermi simile sublime incisione.
Ci sono due dischi postumi di Gould, con appunto tutto il Rosen (ah, parenti
europei) Kavalier trascritto e mugolato per piano & pianista mugolante e
ovviamente l'Hanon martellato a tutto spiano. Con il pedale tenuto
dall'inizio alla fine.
Un momento ermeneutico fondamentale.
dRosen
>
> > Ho fatto per molti anni questo esercizio, tramandato oralmente nella
> > scuola di Vitale, e ideato (si dice) da Tausig (che però non l'avrebbe
> > incluso nei suoi Esercizi Giornalieri), e non c'è alcun dito fisso.
> >
> > Si dovrebbe studiare con le varianti ritmiche delle terzine, ed eseguire
> > a tre distinte velocità. 120 (pesante e molto articolato), 152 (meno
> > pesante) e 176 (leggero e senza il peso delle braccia, "sospeso").
> >
> > Secondo me non serve a nulla... ;-P
> >
> > Meglio Bach e Chopin.
> >
> > ciao,
> > Jashugan
>
Io l'ho fatto per anni (e lo faccio ancora adesso) e ti posso assicurare che
se fatti bene servono tantissimo!!
Quello che tu dici "pesante e molto articolato" vuol dire suonare col peso
del braccio. Ti aiuta per la scioltezza delle dita e per migliorare il
suono. Se uno impara la tecnica di Vitale (napoletana) e fa questi esercizi
con la consapevolezza di questa tecnica, sono utili, altrimenti non servono
> Mi permetto di sposare completamente quello che dici quando parli di
> economia e semplicità.
> Credo che in quest' ultima parola in particolare (ahimè spesso scambiata con
> facilità e per questo scartata), ci sia la soluzione di molti problemi (non
> solo del pianoforte).
Fratello! :-)
> Mi sembra saggio trovare la soluzione percorrendo strade
> completamente diverse, come dici tu; e comunque eliminando lo studio troppo
> ripetitivo (stessi passaggi, stessi pezzi e soprattutto, ahimè, stessi
> esercizi).
Anche perché i miglioramenti, spesso, non sono quelli attesi. Nella mia
pratica ho trovato estremamente utile dare una 'sgrossata' iniziale ad un
brano, e poi lasciarlo 'a riposo' per qualche settimana, prima di
riprenderlo (studiando ovviamente nel frattempo altre cose).
> Probabilmente anche Paolo Spagnolo che tu citi, ha trovato un modo di
> suonare consono al suo modo di essere sfruttando il suo istinto; che non
> vuol dire suonare senza pensare
Direi proprio il contrario... nell'atto di suonare ci deve essere
_sempre_ una "intenzione", una sorta di struttura mentale che ci dice
come usare e quando ogni parte del nostro corpo.
> ma semplicemente trovare il coraggio di non
> sottostare agli schemi precostituiti ai quali più o meno tutti sono
> sottoposti (purtroppo!).
Nel suo caso, penso, c'era anche il fiero orgoglio di essere l'unico
(Sergio Fiorentino, altro grandissimo virtuoso non uscito dalle pastoie
della scuola di Vitale, se ne fregava...) ad opporsi allo 'strapotere'
del didatta napoletano.
Ma la lettura del suo testo di didattica pianistica, Pianosophia,
dimostra che il Maestro era stato in grado di disciplinare perfettamente
il suo istinto, e che il suo modo di suonare si basava su solidi principi
fisiologici.
Questo in assoluto è uno dei concetti fondamentali per fare bene (secondo
me)
Possiamo dire che diversificare è un modo diverso di approfondire
>
> > Probabilmente anche Paolo Spagnolo che tu citi, ha trovato un modo di
> > suonare consono al suo modo di essere sfruttando il suo istinto; che non
> > vuol dire suonare senza pensare
>
> Direi proprio il contrario... nell'atto di suonare ci deve essere
> _sempre_ una "intenzione", una sorta di struttura mentale che ci dice
> come usare e quando ogni parte del nostro corpo.
>
> > ma semplicemente trovare il coraggio di non
> > sottostare agli schemi precostituiti ai quali più o meno tutti sono
> > sottoposti (purtroppo!).
>
> Nel suo caso, penso, c'era anche il fiero orgoglio di essere l'unico
> (Sergio Fiorentino, altro grandissimo virtuoso non uscito dalle pastoie
> della scuola di Vitale, se ne fregava...) ad opporsi allo 'strapotere'
> del didatta napoletano.
Credo comunque che Vitale li stimasse entrambi.
>
> Ma la lettura del suo testo di didattica pianistica, Pianosophia,
> dimostra che il Maestro era stato in grado di disciplinare perfettamente
> il suo istinto, e che il suo modo di suonare si basava su solidi principi
> fisiologici.
Il problema dei principi fisiologici sta purtroppo negli eccessi e nelle
schematizzazioni che tutti ne fanno (allievi e spesso purtroppo anche
insegnanti)
>
> ciao,
> Jashugan
Ciao
Graziano
> Ma la lettura del suo testo di didattica pianistica, Pianosophia,
> dimostra che il Maestro era stato in grado di disciplinare perfettamente
> il suo istinto, e che il suo modo di suonare si basava su solidi principi
> fisiologici.
Bene bene, lo dirò al maestro dei complimenti che gli fai. Sai come è facile
alla commozione :)
Mi avevi detto che eri passato per un maestro vitaliano, ma non sapevo che
si trattasse di Martucci che è fra i più rigorosi e responsabile, alla pari
di Carlo Bruno, dell'esportazione della scuola nell'urbe. :)))
Peccato che tu non sia riuscito a passare per una lezione con Fiorentino, ti
saresti divertito un mondo, e anche lì c'era un mondo musicale e di solida
teorizzazione tecnica tutto da esplorare e comprendere.
In quel di Roma ti è capitato mai di incontrare e/o conoscere Giovanni
Auletta? E' un giovane pianista allievo di Fiorentino che meglio incarna
come quella scuola possa trasmettersi anche ad un musicista "normale" e così
rinnovarsi; metto normale tra virgolette perché Giovanni è dotato di una
musicalità straordinaria, ma come tutti i mortali imparagonabile a quella
del maestro.
Ciao, a presto.
Mario
P.S.: Sono arrivato tardissimo a Roma, bagnato fradicio e in più colpito
sulla spalla da un piccione che mi aveva preso di mira... Tornerò questo
fine settimana, magari con più calma. Mi scuso per l'ennesima sola a te e
Veronica :)))
> Bene bene, lo dirò al maestro dei complimenti che gli fai. Sai come è facile
> alla commozione :)
Veramente mi sono comportato in modo più che vergognoso nei suoi
riguardi, anzi se mi facessi il piacere di fare da 'ambasciatore'...
desidero tanto poterlo risentire... ^^;;;
> In quel di Roma ti è capitato mai di incontrare e/o conoscere Giovanni
> Auletta? E' un giovane pianista allievo di Fiorentino che meglio incarna
> come quella scuola possa trasmettersi anche ad un musicista "normale" e così
> rinnovarsi; metto normale tra virgolette perché Giovanni è dotato di una
> musicalità straordinaria, ma come tutti i mortali imparagonabile a quella
> del maestro.
Eh, già... Fiorentino era un autentico vulcano... letteralmente
'eruttava' musica. :-)
> P.S.: Sono arrivato tardissimo a Roma, bagnato fradicio e in più colpito
> sulla spalla da un piccione che mi aveva preso di mira... Tornerò questo
> fine settimana, magari con più calma. Mi scuso per l'ennesima sola a te e
> Veronica :)))
Il mio cell dovresti averlo, fatti sentire...
Grazie Danny.
Se ho un minimo di cultura, lo devo a te!
A.
> Grazie Danny.
Prego. Siamo veramente ragazzi educati e dabbene.
> Se ho un minimo di cultura, lo devo a te!
Redfiddler, piantala con i colpi bassi. Sennò corrompo Otto...
dR :-D
....mi sto accingendo a studiare con Michele Campanella alla Chigiana (e poi
forse al suo corso triennale a Ravello): che ne dici?
> per Jashugan:
>
> ....mi sto accingendo a studiare con Michele Campanella alla Chigiana (e poi
> forse al suo corso triennale a Ravello): che ne dici?
E' sicuramente un grande strumentista ed un buon musicista. Non so quanto
valga come didatta (non lo so *davvero*!).
Ai miei occhi incarna in modo 'esemplare' pregi e limiti della scuola di
Vitale.
Cmq, sempre meglio che tu ti faccia una idea di persona...
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
credi che Otto si lasci corrompere cosě facilmente?
A propos, mi sa che ci metto un po' a rispondere al tuo post fiume
sull'interpretazione, non ti vergogni di incastrare le amiche in questo
modo?
Tutto solo perchč prendi tempo, rimandi quella cosa con la cozza, l'abbiamo
capito tutti!
'ao
A.
> credi che Otto si lasci corrompere così facilmente?
Eh, eh...croccantini al salmone...croccantini-baghel....
> A propos, mi sa che ci metto un po' a rispondere al tuo post fiume
> sull'interpretazione, non ti vergogni di incastrare le amiche in questo
> modo?
Ma se ho detto candidamente e semplicemente che sono d'accordo su tutto
(confermo)! L'unica cosa da cui pacatamente dissentivo era il paragone, ma
insomma...niente di che...
Devi compatire, conduco, come già dissi, un' esistenza umbratile e
riservata...potrò sfogarmi, ogni tanto...(da queste parti la semiologia non
interessa a nessuno, detto in segreto). Scherzi a parte, mi è arrivato Bruno
Schlesinger finalmente. Notevole, davvero. Non sono le incisioni che in
parte conoscevo, sono di qualche anno prima; ancora meglio. Grazie del
consiglio.
> Tutto solo perchè prendi tempo, rimandi quella cosa con la cozza,
l'abbiamo
> capito tutti!
Se la cozza vuole venire a convivere, in questo crepuscolo lagunare...('sta
volta rischio assai). C'è una difficoltà, non sono più un tipo fedele.
Chettedevodì, Alessandra cara? Ogni giorno se ne scopre una su se stessi...
dR
"Com'è triste Venezia"
se po' fa'.
i croccantini al gefilte fish di solito li vomita, t'avverto.
>
> > A propos, mi sa che ci metto un po' a rispondere al tuo post fiume
> > sull'interpretazione, non ti vergogni di incastrare le amiche in questo
> > modo?
>
> Ma se ho detto candidamente e semplicemente che sono d'accordo su tutto
> (confermo)! L'unica cosa da cui pacatamente dissentivo era il paragone, ma
> insomma...niente di che...
ah sì, niente di che.
Mi è toccato salvare il post e adesso mi toccherà spremermi persino le
meningi.
> Devi compatire, conduco, come già dissi, un' esistenza umbratile e
> riservata...potrò sfogarmi, ogni tanto...(da queste parti la semiologia
non
> interessa a nessuno, detto in segreto). Scherzi a parte, mi è arrivato
Bruno
> Schlesinger finalmente. Notevole, davvero. Non sono le incisioni che in
> parte conoscevo, sono di qualche anno prima; ancora meglio. Grazie del
> consiglio.
prego, sono contenta ti siano piaciute.
>
> > Tutto solo perchè prendi tempo, rimandi quella cosa con la cozza,
> l'abbiamo
> > capito tutti!
>
> Se la cozza vuole venire a convivere, in questo crepuscolo
lagunare...('sta
> volta rischio assai).
davvero.
adesso l'avverto.
>C'è una difficoltà, non sono più un tipo fedele.
pazienza, s'adatterà
qualsiasi cosa, purchè te la pigli....
> Chettedevodì, Alessandra cara? Ogni giorno se ne scopre una su se
stessi...
nevvero?
sciau
A.