Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 15:43:57 UTC+1,
aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> Il giorno martedì 12 gennaio 2016 13:05:23 UTC+1,
rossigi...@gmail.com ha scritto:
> > La musica a scuola si trova alle elementari e alle medie, poi basta. L'assenza (anche a livello delle medie e senza tenere conto del liceo musicale) di un insegnamento di storia della musica è una cosa folle.
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> Totalmente d'accordo. Lo dice anche Sgarbi peraltro.
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A mio parere non è il caso di citare Sgarbi per confortare questo nostro punto di vista. Sgarbi è uno dei tanti personaggi televisivi che servono per fare pubblico. Ovvero questo signore sta lì da piu di venti anni a usare una precisa tattica per fare audience. La sua tattica è quella di iniziare a insultare (spesso gridando) il suo diretto interlocutore. In questo modo il telespettatore (non colto e non interessato all'argomento) subito viene attirato. Ad attirare è la litigata e non certo l'argomento.
Mi dispiace dirlo, ma non ho la minima stima verso questo signore. Tra le altre cose con la trasmissione Sgarbi quotidiani ha attaccato continuamente la magistratura, spesso mettendosi perfino dalla parte di mafiosi, come Dell'Utri per esempio.
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> E dice (cosa su cui concordo al 100%) che al mondo intero, di Leopardi o Foscolo interessa meno di nulla, al contrario di Verdi e Puccini.
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Con tutti i musicisti (e musicologi) e pedagoghi noti, ecco che tu vai a citare Sgarbi:))
Io , per mia abitudine, non cito mai nessun per supportare la mia tesi di turno. Non lo faccio perché l'ipse dixit non mi è mai piaciuto. Mi piace argomentare. Ma se proprio bisogna citare qualcuno, ebbene, a mio parere hai scelto il peggio possibile:))
Inoltre, volendo entrare in topic (ma con Sgarbi il topic è solo un pretesto per litigare) ecco che lui afferma una cosa senza senso. Ovvero dice che nel mondo Leopardi non è conosciuto mentre Verdi si.
Questo significa che bisogna eliminare lo studio della letteratura italiana?
Cmq, con Sgarbi non ho interesse a confrontarmi, lascio perdere, come sai, le persone che sanno solo litigare:))
> > Ai licei si insegna storia dell'arte. Quindi la scuola è da sempre aperta alle arti. Ma l'arte di cui si parla è la pittura in primo luogo. Poi c'è la scultura e l'architettura.
> > A mio parere l'architettura a scuola dovrebbe essere insegnata di più e meglio. Questo perché l'ambiente che ci circonda non è fatto di quadri ma di abitazioni. In questo modo si educa a un senso estetico dell'ambiente oltre che ad informare sulla storia dell'architettura stessa.
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> Assolutamente d'accordo. L'architettura in primis, anche perché oggidì viviamo in contesti di obbrobri architettonici che martoriano anche le città coi centri storici più belli. Non c'è niente di più corruttrice del gusto di una brutta architettura che ti ritrovi di fronte. Una violenza per gli occhi che si ripercuote sicuramente, a lungo andare, sulla nostra coscienza artistica.
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Ma infatti! Noi tutti viviamo in un immenso ambiente comune che sono le strade,le piazze ecc con le loro opere architettoniche. E siccome tutto questo lo condividiamo ecco che tutti devono saperne al riguardo. Insomma, si tratta di beni comuni di cui si usufruisce, anche solo quando si passeggia e si guardano gli edifici. I quadri invece sono chiusi nei musei, sono importanti, vanno studiati, ma non hanno l'importanza dell'architettura.
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> In compenso abbiamo i docenti del Vaticano (Stato straniero) che vengono imposti a TUTTI gli studenti.
> > Il famoso concordato di Craxi fu una presa in giro.
> > Craxi all'epoca avrebbe dovuto ELIMINARE l'ora di religione da tutte le scuole. Infatti abbiamo tanti ragazzi che sono costretti a uscire dalla classe perché non vogliono essere indottrinati. Ragazzi che girano per le scuole e non fanno nulla.
> > La scuola di oggi invece deve attivare corsi di religione (cristiana, islamica, buddista ecc) su RICHIESTA.
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> Su questo non sono per nulla d'accordo, ma proprio per nulla. Per me l'ora di religione cristiana va IMPOSTA a tutti gli studenti, anche agli atei o a coloro che professano altre religioni.
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Posso comprendere il tuo punto di vista, però tieni presente che è anticostituzionale. Se seguire l'ora di religione cattolica viene vissuto (dal bambino e dal genitore) come la professione di un culto, ebbene la Costituzione garantisce la LIBERTA' di culto.
Ti riporto questo famoso articolo 19:
<<Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume>>
https://www.senato.it/1025?sezione=120&articolo_numero_articolo=19
Questo significa che se uno è ateo, cioè fa professione di ateismo, ecco che deve essere lasciato libero di professarlo e non obbligato a seguire il catechismo del prete docente. Stesso discorso per i buddisti, i musulmani ecc ecc.
In pratica la libertà di culto implica che uno non può essere obbligato (dalle leggi) a praticare i culti che non vuole.
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>Naturalmente deve essere insegnata in senso storico e legata al contesto in >cui si vive, non in senso morale (proprio perché ognuno ha diritto di essere >ateo o di seguire un'altra religione).
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Questo gia avviene. A scuola si studia l'impero romano, il cristianesimo dell'epoca ecc. Inoltre si studia la riforma, la controriforma, il protestantesimo ecc.
Per chi poi frequenta i licei si approfondisce molto di piu durante le ore di storia della filosofia. Si studia perfino il misticismo, Agostino, Tommaso ecc.
Insomma, per quanto riguarda la cultura italiana cristiana, a scuola a insegnarla sono i docenti di storia, lettere, filosofia e arte. Quello di religione, per questo scopo, non serve.
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>Il cattolicesimo fa parte della cultura preponderante in Italia, e ha influenzato, storicamente, qualsiasi disciplina. Come si può mai insegnare >l'architettura senza la storia della religione in Italia???
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E' evidente che tu non conosci i programmi ministeriali:))
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>Se io (che non sono certo buddista), andassi a vivere e studiare in India, >avrei piacere, anzi sentirei necessario studiare la storia del buddismo e >vorrei in tutti i modi capire come essa si manifesta nelle usanze, nell'arte, >nell'architettura etc.; poi, quello a cui credo, sono unicamente fattacci >miei.
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Bisogna distinguere tra indottrinamento e insegnamento di una materia. Il docente di religione (che sia un prete o un laico) non si limita a parlare della religione con distacco, ma CI CREDE e quindi fa capire ai bambini di sei anni che quella divinità ESISTE, agisce ecc ecc.
Se tu vai in India, come dici, ci vai da ADULTO e quindi fai bene a imparare la loro religione. Ma così facendo non è che qualcuno ti indottrina e non lo puo fare perché non sei un bambino di sei o sette anni.
Il problema quindi si pone per i bambini e gli adolescenti.
Se a scuola ci sono docenti (quelli di religione) che CONVINCONO i bambini della esistenza di una divinità (il dio di Abramo) e di un semidio (Gesu) allora si fa INDOTTRINAMENTO e non cultura religiosa.
Tuttavia, io penso che la scuola debba dare alle famiglie che ne fanno richiesta la possibilità di fare INDOTTRINARE i propri figli e questo per TUTTE le religioni, visto che siamo una società multiculturale.
La mia proposta è INCLUSIVA e non esclusiva. L'ora di religione attuale è invece esclusiva perché esclude i non credenti e i credenti di altre religioni.
Questa ora di religione è anticostituzionale perché esclude.
Nella scuola vengono proposti i diversi progetti, dove ognuno può o meno partecipare, si tratta di lezioni extracurriculari.
Purtroppo in Italia nessun politico ha interesse a mettersi contro il Vaticano e nessuno ne parla, neppure il tuo caro Sgarbi.
Craxi fu costretto a venire incontro alle richieste di MILIONI di italiani i quali non volevano fare indottrinare i loro figli. Craxi però non ando fino in fondo. Si limitò a far cacciare fuori dall'aula i figli dei non credenti.
In questo modo Craxi operò in modo esclusivo, cioè cacciare i non credenti dall'aula.
Invece avrebbe dovuto eliminare l'ora di religione e renderla facoltativa per le ore pomeridiane. In questo modo la scuola non esclude nessuno dall'aula, e inoltre propone la religione al credente, in ore extracurriculari.
Io penso che i Vaticano debba prendere atto di questo dato di fatto. In questo modo la presenza del Vaticano diventa DIVISIVA, esclude chi non vuole farsi indottrinare e si IMPONE nel curricolo.
In pratica i docenti inviati dal Vaticano entrano in classe e per fare lezione sono costretti a mandare metà classe fuori.
Viene meno alla radice la missione della Chiesa, che vuole includere. In questo modo l'inviato del Vaticano entra in classe ed esclude.
Lo Stato italiano, a mio parere, dovrebbe mandare in pensione tutti questi docenti inviati dal Vaticano, una pensione uguale allo stipendio attuale. In questo modo non ci saranno resistenze messe in atto per mantenere il posto di lavoro.
Non mi sembra il caso insomma di licenziare degli onesti lavoratori della scuola. E' invece necessario eliminare queste ore di religione che sono anticostituzionali perché la maggior parte dei ragazzi è costretta a uscire dall'aula.
Un insegnamento che spinge famiglie a allievi alla uscita dall'aula è un insegnamento che divide, che esclude. Cioè è un insegnamento che interessa UNA PARTE della utenza. E quindi deve essere attivato solo per questa parte in ore extracurruculari.
Ma ci sono le lobby e si legifera per accontentare le lobby e sono le stesse lobby che non hanno attivato lo studio della storia della musica.
L'ora di religione che divide c'è, mentre le ore di storia della musica, dove si tratta davvero di qualcosa di universale mancano.
I ragazzi possono studiare, in particolare, la storia della musica del Novecento. Quindi sapere dove e come nasce il jazz, il rock ecc. Così capire le radici della musica pop che tanto ascoltano. Andare poi indietro nel tempo per vedere dove e come nasce la musica tonale che tanto piace ecc.
Se manca la musica, per coerenza dovrebbero mancare le altre arti ma queste ci sono.
Purtroppo, e concludo, anche l'ordinamento scolastico è il frutto del volere di precise lobby che pur di imporsi hanno messo in piedi qualcosa di contraddittorio.