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Insegnamento della storia della musica nelle scuole

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rossigi...@gmail.com

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Jan 12, 2016, 7:05:23 AM1/12/16
to
La musica a scuola si trova alle elementari e alle medie, poi basta. L'assenza (anche a livello delle medie e senza tenere conto del liceo musicale) di un insegnamento di storia della musica è una cosa folle.
Ai licei si insegna storia dell'arte. Quindi la scuola è da sempre aperta alle arti. Ma l'arte di cui si parla è la pittura in primo luogo. Poi c'è la scultura e l'architettura.
A mio parere l'architettura a scuola dovrebbe essere insegnata di più e meglio. Questo perché l'ambiente che ci circonda non è fatto di quadri ma di abitazioni. In questo modo si educa a un senso estetico dell'ambiente oltre che ad informare sulla storia dell'architettura stessa.

E ovviamente tra le arti non viene inserita la musica. Questo è un grande scandalo. Non si tratta assolutamente di dovere insegnare armonia e composizione e strumento musicale agli studenti. Si tratta di fare una cosa ELEMENTARE. Ovvero spiegare la storia della musica e fare ASCOLTARE i grandi compositori di tutti i tempi, fino ai giorni nostri.
Sarebbe una materia piacevole per gli adolescenti perché questi quasi tutti ascoltano la musica.
Ovviamente una materia del genere la può insegnare bene solo uno che ha studiato la musica ad ogni livello.
Ma nel caso dovessero mancare i docenti specializzati, questo insegnamento potrebbe essere attuato dal professore di storia.

La storia che si insegna a scuola è piena di eventi bellici e problemi politici. Ma gli esseri umani sul pianeta durante i secoli non hanno fatto solo guerra ma anche tanto altro che merita di essere conosciuto.
Per gli istituti tecnici il docente di storia potrebbe elaborare un programma di storia della musica. Nei licei invece bisogna chiamare persone esperte per dare una qualità di insegnamento maggiore.
La scuola italiana è stata aggiornata solo in parte.
Manca il diritto e l'economia. Materie che formano il cittadino sovrano.
Manca lo studio della medicina. Infatti si studia biologia ma molto poco delle sue applicazioni per la salute.
In compenso abbiamo i docenti del Vaticano (Stato straniero) che vengono imposti a TUTTI gli studenti.
Il famoso concordato di Craxi fu una presa in giro.
Craxi all'epoca avrebbe dovuto ELIMINARE l'ora di religione da tutte le scuole. Infatti abbiamo tanti ragazzi che sono costretti a uscire dalla classe perché non vogliono essere indottrinati. Ragazzi che girano per le scuole e non fanno nulla.
La scuola di oggi invece deve attivare corsi di religione (cristiana, islamica, buddista ecc) su RICHIESTA.
Ovvero all'atto della iscrizione si dichiara il tipo di religione che si vuole imparare a scuola. Quindi la singola scuola provvede a chiamare questi insegnanti e a istituire corsi POMERIDIANI.
La situazione attuale nella scuola invece lede i diritti degli studenti non credenti che sono costretti a uscire dall'aula.
Si tratta di una situazione insopportabile che nessun politico italiano vuole risolvere per timore di perdere voti e soprattutto agganci internazionali tramite il vaticano.
Ovviamente la cosa più saggia sarebbe quella di continuare a utilizzare i docenti mandati dal Vaticano, ma in ore EXTRAcurriculari. In pratica la scuola attiva corsi di religione per chi vuole seguirli, senza obbligare nessuno, senza scrutinio, interrogazione ecc.
Ed è tanto!
E' tanto se il Vaticano può scegliere i docenti da inviare a scuola. Cosa che potrebbe fare lo Stato.
La società italiana è multiculturale e sarebbe utile l'insegnamento della religione islamica nelle scuole. In questo modo si sottraggono i ragazzi musulmani a indottrinamenti estremistici.
Ma ai politici la cosa non interessa. Con tutto questo terrorismo la cosa sarebbe saggia, ma non la fanno. Non la fanno perché per loro il Vaticano è una sorta di dogma, dogma al quale si piegò anche l'ex partito comunista italiano, con D'Alema e Napolitano a capeggiare questo evento.

http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2013/04/vi-abbiamo-gia-parlato-dialcuni-uomini.html

Se la storia della musica manca dalla scuola è per un UNICO motivo. Ovvero, manca una lobby di insegnanti di storia della musica che stia li a battagliare tramite i sindacati. Invece docenti di religione, greco, latino e altre materie da diminuire, vengono normalmente tutelati.



lzy

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Jan 12, 2016, 9:01:12 AM1/12/16
to
Il giorno martedì 12 gennaio 2016 13:05:23 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> La musica a scuola si trova alle elementari e alle medie


per modo di dire e non in tutte

Ma Renzi ha detto la sua su Morricone!
E Ravasi su Bowie.

Aspettando Boldrini...

paup...@gmail.com

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Jan 12, 2016, 10:05:48 AM1/12/16
to
On Tuesday, January 12, 2016 at 12:05:23 PM UTC, rossigi...@gmail.com wrote:
> La musica a scuola si trova alle elementari e alle medie, poi basta. L'assenza (anche a livello delle medie e senza tenere conto del liceo musicale) di un insegnamento di storia della musica è una cosa folle.
> Ai licei si insegna storia dell'arte. Quindi la scuola è da sempre aperta alle arti. Ma l'arte di cui si parla è la pittura in primo luogo. Poi c'è la scultura e l'architettura.

Veramente al liceo classico, come importanza, viene prima l` architettura, poi la scultura e infine la pittura, anche solo per una questione di supporti ;-)

Teomondo

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Jan 12, 2016, 2:10:09 PM1/12/16
to
Il 12/01/16 13:05, rossigi...@gmail.com ha scritto:

> Se la storia della musica manca dalla scuola è per un UNICO motivo.
> Ovvero, manca una lobby di insegnanti di storia della musica
> che stia li a battagliare tramite i sindacati.

ROTFL ! La lobby di Insegnanti di Storia della Musica mi piace molto !

"Insegnanti di Storia della Musica = Poteri Forti"

:-D :-D

....comunque sono d'accordo con te , specialmente quando
dici che gli studenti italiani possono arrivare a 20 anni completamente
ignari di musica, medicina, diritto, economia , ma non di religione.....


--
Teomondo Scrofalo

Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti.

Acremone

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Jan 13, 2016, 3:32:31 AM1/13/16
to
On 12/01/2016 20:10, Teomondo wrote:
> gli studenti italiani possono arrivare a 20 anni completamente
> ignari di musica, medicina, diritto, economia , ma non di religione.....
Sono particolarmente ignari di religione: a scuola mica spiegano il
cattolicesimo, puntano tutto sulla moralizzazione. Sempre con risultati
mediocri.
Sono molti di più quelli che sanno cos'è un giro d'accordi di quelli che
sanno il Credo.

lzy

unread,
Jan 13, 2016, 7:19:52 AM1/13/16
to
Scuola e coercizione, alla fine mi darete ragione :-)

Solfeggio parlato e tecnica pianistica forse non hanno eguali in nessuna altra forma di addestramento, militare a parte.

Teomondo

unread,
Jan 13, 2016, 7:49:01 AM1/13/16
to
Il 13/01/16 09:32, Acremone ha scritto:
esattamente, tutto questo *nonostante* la scuola

:-)

Archaeopteryx

unread,
Jan 13, 2016, 8:17:18 AM1/13/16
to
> Solfeggio parlato e tecnica pianistica forse non hanno
> eguali in nessuna altra forma di addestramento,
> militare a parte.

Sottoscrivo, tristemente dato che non mi seppi
assoggettare a sufficienza al lavoro musicale.



--
- Senti, ho voglia di divertirmi, ubriacarmi,
e fare sesso tutta la notte. Tu sei impegnato?
- Oh, no di certo!
- Allora mi tieni il cane?

lzy

unread,
Jan 13, 2016, 8:55:58 AM1/13/16
to
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 14:17:18 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
> > Solfeggio parlato e tecnica pianistica forse non hanno
> > eguali in nessuna altra forma di addestramento,
> > militare a parte.
>
> Sottoscrivo, tristemente dato che non mi seppi
> assoggettare a sufficienza al lavoro musicale.
>


Nessun grande artista - nessun buon dilettante - s'è fatto "assoggettare"; e quando gli è capitato di "subire" ha sempre pagato un prezzo.

Nonostante la verità, gli aneddoti si sprecano. Tra i più inverosimili quello del piccolo ABM legato alla panchetta del pianoforte...

Detto questo, come ricreazione pianistica legherei volentieri un paio di pianiste, per poi sospenderle sopra un Fazioli Liminal.



Archaeopteryx

unread,
Jan 13, 2016, 9:27:02 AM1/13/16
to
> Nessun grande artista - nessun buon dilettante - s'è
> fatto "assoggettare"; e quando gli è capitato di
> "subire" ha sempre pagato un prezzo.

Sì, ho usato un termine inadatto ma spero renda l'idea
della mia pigrizia infinita.

> Nonostante la verità, gli aneddoti si sprecano. Tra i
> più inverosimili quello del piccolo ABM legato alla
> panchetta del pianoforte...

In effetti lo trovo impossibile...

> Detto questo, come ricreazione pianistica legherei
> volentieri un paio di pianiste, per poi sospenderle
> sopra un Fazioli Liminal.

Sei un vero raffinato nella scelta degli accostamenti :)
Ma poi ci sarà del sesso in questo programma?

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 13, 2016, 9:43:57 AM1/13/16
to
Il giorno martedì 12 gennaio 2016 13:05:23 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> La musica a scuola si trova alle elementari e alle medie, poi basta. L'assenza (anche a livello delle medie e senza tenere conto del liceo musicale) di un insegnamento di storia della musica è una cosa folle.

Totalmente d'accordo. Lo dice anche Sgarbi peraltro. E dice (cosa su cui concordo al 100%) che al mondo intero, di Leopardi o Foscolo interessa meno di nulla, al contrario di Verdi e Puccini.


> Ai licei si insegna storia dell'arte. Quindi la scuola è da sempre aperta alle arti. Ma l'arte di cui si parla è la pittura in primo luogo. Poi c'è la scultura e l'architettura.
> A mio parere l'architettura a scuola dovrebbe essere insegnata di più e meglio. Questo perché l'ambiente che ci circonda non è fatto di quadri ma di abitazioni. In questo modo si educa a un senso estetico dell'ambiente oltre che ad informare sulla storia dell'architettura stessa.


Assolutamente d'accordo. L'architettura in primis, anche perché oggidì viviamo in contesti di obbrobri architettonici che martoriano anche le città coi centri storici più belli. Non c'è niente di più corruttrice del gusto di una brutta architettura che ti ritrovi di fronte. Una violenza per gli occhi che si ripercuote sicuramente, a lungo andare, sulla nostra coscienza artistica.


> In compenso abbiamo i docenti del Vaticano (Stato straniero) che vengono imposti a TUTTI gli studenti.
> Il famoso concordato di Craxi fu una presa in giro.
> Craxi all'epoca avrebbe dovuto ELIMINARE l'ora di religione da tutte le scuole. Infatti abbiamo tanti ragazzi che sono costretti a uscire dalla classe perché non vogliono essere indottrinati. Ragazzi che girano per le scuole e non fanno nulla.
> La scuola di oggi invece deve attivare corsi di religione (cristiana, islamica, buddista ecc) su RICHIESTA.

Su questo non sono per nulla d'accordo, ma proprio per nulla. Per me l'ora di religione cristiana va IMPOSTA a tutti gli studenti, anche agli atei o a coloro che professano altre religioni. Naturalmente deve essere insegnata in senso storico e legata al contesto in cui si vive, non in senso morale (proprio perché ognuno ha diritto di essere ateo o di seguire un'altra religione). Il cattolicesimo fa parte della cultura preponderante in Italia, e ha influenzato, storicamente, qualsiasi disciplina. Come si può mai insegnare l'architettura senza la storia della religione in Italia???
Se io (che non sono certo buddista), andassi a vivere e studiare in India, avrei piacere, anzi sentirei necessario studiare la storia del buddismo e vorrei in tutti i modi capire come essa si manifesta nelle usanze, nell'arte, nell'architettura etc.; poi, quello a cui credo, sono unicamente fattacci miei.

Teomondo

unread,
Jan 13, 2016, 1:47:12 PM1/13/16
to
<aabbaa...@yahoo.it> wrote:

> Su questo non sono per nulla d'accordo, ma proprio per nulla. Per me
> l'ora di religione cristiana va IMPOSTA a tutti gli studenti, anche agli
> atei o a coloro che professano altre religioni. Naturalmente deve essere
> insegnata in senso storico e legata al contesto in cui si vive, non in
> senso morale (proprio perché ognuno ha diritto di essere ateo o di
> seguire un'altra religione). Il cattolicesimo fa parte della cultura
> preponderante in Italia, e ha influenzato, storicamente, qualsiasi
> disciplina. Come si può mai insegnare l'architettura senza la storia
> della religione in Italia???
> Se io (che non sono certo buddista), andassi a vivere e studiare in
> India, avrei piacere, anzi sentirei necessario studiare la storia del
> buddismo e vorrei in tutti i modi capire come essa si manifesta nelle
> usanze, nell'arte, nell'architettura etc.; poi, quello a cui credo, sono
> unicamente fattacci miei.
>

Posso essere d'accordo, ma Storia del Cristianesimo e Ora di religione
cattolica sono due materie ovviamente molto diverse.

E poi si suppone che un'infarinatura, o poco più della prima si abbia già
con lo studio della Storia , in un'ottica italiana/europea

rossigi...@gmail.com

unread,
Jan 13, 2016, 1:50:04 PM1/13/16
to
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 15:43:57 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> Il giorno martedì 12 gennaio 2016 13:05:23 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> > La musica a scuola si trova alle elementari e alle medie, poi basta. L'assenza (anche a livello delle medie e senza tenere conto del liceo musicale) di un insegnamento di storia della musica è una cosa folle.
>
> Totalmente d'accordo. Lo dice anche Sgarbi peraltro.
>
>
A mio parere non è il caso di citare Sgarbi per confortare questo nostro punto di vista. Sgarbi è uno dei tanti personaggi televisivi che servono per fare pubblico. Ovvero questo signore sta lì da piu di venti anni a usare una precisa tattica per fare audience. La sua tattica è quella di iniziare a insultare (spesso gridando) il suo diretto interlocutore. In questo modo il telespettatore (non colto e non interessato all'argomento) subito viene attirato. Ad attirare è la litigata e non certo l'argomento.
Mi dispiace dirlo, ma non ho la minima stima verso questo signore. Tra le altre cose con la trasmissione Sgarbi quotidiani ha attaccato continuamente la magistratura, spesso mettendosi perfino dalla parte di mafiosi, come Dell'Utri per esempio.

>
>
> E dice (cosa su cui concordo al 100%) che al mondo intero, di Leopardi o Foscolo interessa meno di nulla, al contrario di Verdi e Puccini.
>
>
Con tutti i musicisti (e musicologi) e pedagoghi noti, ecco che tu vai a citare Sgarbi:))
Io , per mia abitudine, non cito mai nessun per supportare la mia tesi di turno. Non lo faccio perché l'ipse dixit non mi è mai piaciuto. Mi piace argomentare. Ma se proprio bisogna citare qualcuno, ebbene, a mio parere hai scelto il peggio possibile:))

Inoltre, volendo entrare in topic (ma con Sgarbi il topic è solo un pretesto per litigare) ecco che lui afferma una cosa senza senso. Ovvero dice che nel mondo Leopardi non è conosciuto mentre Verdi si.
Questo significa che bisogna eliminare lo studio della letteratura italiana?
Cmq, con Sgarbi non ho interesse a confrontarmi, lascio perdere, come sai, le persone che sanno solo litigare:))

> > Ai licei si insegna storia dell'arte. Quindi la scuola è da sempre aperta alle arti. Ma l'arte di cui si parla è la pittura in primo luogo. Poi c'è la scultura e l'architettura.
> > A mio parere l'architettura a scuola dovrebbe essere insegnata di più e meglio. Questo perché l'ambiente che ci circonda non è fatto di quadri ma di abitazioni. In questo modo si educa a un senso estetico dell'ambiente oltre che ad informare sulla storia dell'architettura stessa.
>
>
> Assolutamente d'accordo. L'architettura in primis, anche perché oggidì viviamo in contesti di obbrobri architettonici che martoriano anche le città coi centri storici più belli. Non c'è niente di più corruttrice del gusto di una brutta architettura che ti ritrovi di fronte. Una violenza per gli occhi che si ripercuote sicuramente, a lungo andare, sulla nostra coscienza artistica.
>
>
>

Ma infatti! Noi tutti viviamo in un immenso ambiente comune che sono le strade,le piazze ecc con le loro opere architettoniche. E siccome tutto questo lo condividiamo ecco che tutti devono saperne al riguardo. Insomma, si tratta di beni comuni di cui si usufruisce, anche solo quando si passeggia e si guardano gli edifici. I quadri invece sono chiusi nei musei, sono importanti, vanno studiati, ma non hanno l'importanza dell'architettura.
>
>
> In compenso abbiamo i docenti del Vaticano (Stato straniero) che vengono imposti a TUTTI gli studenti.
> > Il famoso concordato di Craxi fu una presa in giro.
> > Craxi all'epoca avrebbe dovuto ELIMINARE l'ora di religione da tutte le scuole. Infatti abbiamo tanti ragazzi che sono costretti a uscire dalla classe perché non vogliono essere indottrinati. Ragazzi che girano per le scuole e non fanno nulla.
> > La scuola di oggi invece deve attivare corsi di religione (cristiana, islamica, buddista ecc) su RICHIESTA.
>
>
>
> Su questo non sono per nulla d'accordo, ma proprio per nulla. Per me l'ora di religione cristiana va IMPOSTA a tutti gli studenti, anche agli atei o a coloro che professano altre religioni.
>
>
>
Posso comprendere il tuo punto di vista, però tieni presente che è anticostituzionale. Se seguire l'ora di religione cattolica viene vissuto (dal bambino e dal genitore) come la professione di un culto, ebbene la Costituzione garantisce la LIBERTA' di culto.
Ti riporto questo famoso articolo 19:

<<Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume>>
https://www.senato.it/1025?sezione=120&articolo_numero_articolo=19

Questo significa che se uno è ateo, cioè fa professione di ateismo, ecco che deve essere lasciato libero di professarlo e non obbligato a seguire il catechismo del prete docente. Stesso discorso per i buddisti, i musulmani ecc ecc.
In pratica la libertà di culto implica che uno non può essere obbligato (dalle leggi) a praticare i culti che non vuole.
>
>
>Naturalmente deve essere insegnata in senso storico e legata al contesto in >cui si vive, non in senso morale (proprio perché ognuno ha diritto di essere >ateo o di seguire un'altra religione).
>
>
Questo gia avviene. A scuola si studia l'impero romano, il cristianesimo dell'epoca ecc. Inoltre si studia la riforma, la controriforma, il protestantesimo ecc.
Per chi poi frequenta i licei si approfondisce molto di piu durante le ore di storia della filosofia. Si studia perfino il misticismo, Agostino, Tommaso ecc.
Insomma, per quanto riguarda la cultura italiana cristiana, a scuola a insegnarla sono i docenti di storia, lettere, filosofia e arte. Quello di religione, per questo scopo, non serve.
>
>
>Il cattolicesimo fa parte della cultura preponderante in Italia, e ha influenzato, storicamente, qualsiasi disciplina. Come si può mai insegnare >l'architettura senza la storia della religione in Italia???
>
>
E' evidente che tu non conosci i programmi ministeriali:))
>
>Se io (che non sono certo buddista), andassi a vivere e studiare in India, >avrei piacere, anzi sentirei necessario studiare la storia del buddismo e >vorrei in tutti i modi capire come essa si manifesta nelle usanze, nell'arte, >nell'architettura etc.; poi, quello a cui credo, sono unicamente fattacci >miei.
>
>

Bisogna distinguere tra indottrinamento e insegnamento di una materia. Il docente di religione (che sia un prete o un laico) non si limita a parlare della religione con distacco, ma CI CREDE e quindi fa capire ai bambini di sei anni che quella divinità ESISTE, agisce ecc ecc.
Se tu vai in India, come dici, ci vai da ADULTO e quindi fai bene a imparare la loro religione. Ma così facendo non è che qualcuno ti indottrina e non lo puo fare perché non sei un bambino di sei o sette anni.
Il problema quindi si pone per i bambini e gli adolescenti.
Se a scuola ci sono docenti (quelli di religione) che CONVINCONO i bambini della esistenza di una divinità (il dio di Abramo) e di un semidio (Gesu) allora si fa INDOTTRINAMENTO e non cultura religiosa.

Tuttavia, io penso che la scuola debba dare alle famiglie che ne fanno richiesta la possibilità di fare INDOTTRINARE i propri figli e questo per TUTTE le religioni, visto che siamo una società multiculturale.
La mia proposta è INCLUSIVA e non esclusiva. L'ora di religione attuale è invece esclusiva perché esclude i non credenti e i credenti di altre religioni.
Questa ora di religione è anticostituzionale perché esclude.
Nella scuola vengono proposti i diversi progetti, dove ognuno può o meno partecipare, si tratta di lezioni extracurriculari.

Purtroppo in Italia nessun politico ha interesse a mettersi contro il Vaticano e nessuno ne parla, neppure il tuo caro Sgarbi.
Craxi fu costretto a venire incontro alle richieste di MILIONI di italiani i quali non volevano fare indottrinare i loro figli. Craxi però non ando fino in fondo. Si limitò a far cacciare fuori dall'aula i figli dei non credenti.
In questo modo Craxi operò in modo esclusivo, cioè cacciare i non credenti dall'aula.
Invece avrebbe dovuto eliminare l'ora di religione e renderla facoltativa per le ore pomeridiane. In questo modo la scuola non esclude nessuno dall'aula, e inoltre propone la religione al credente, in ore extracurriculari.

Io penso che i Vaticano debba prendere atto di questo dato di fatto. In questo modo la presenza del Vaticano diventa DIVISIVA, esclude chi non vuole farsi indottrinare e si IMPONE nel curricolo.
In pratica i docenti inviati dal Vaticano entrano in classe e per fare lezione sono costretti a mandare metà classe fuori.
Viene meno alla radice la missione della Chiesa, che vuole includere. In questo modo l'inviato del Vaticano entra in classe ed esclude.
Lo Stato italiano, a mio parere, dovrebbe mandare in pensione tutti questi docenti inviati dal Vaticano, una pensione uguale allo stipendio attuale. In questo modo non ci saranno resistenze messe in atto per mantenere il posto di lavoro.
Non mi sembra il caso insomma di licenziare degli onesti lavoratori della scuola. E' invece necessario eliminare queste ore di religione che sono anticostituzionali perché la maggior parte dei ragazzi è costretta a uscire dall'aula.
Un insegnamento che spinge famiglie a allievi alla uscita dall'aula è un insegnamento che divide, che esclude. Cioè è un insegnamento che interessa UNA PARTE della utenza. E quindi deve essere attivato solo per questa parte in ore extracurruculari.
Ma ci sono le lobby e si legifera per accontentare le lobby e sono le stesse lobby che non hanno attivato lo studio della storia della musica.
L'ora di religione che divide c'è, mentre le ore di storia della musica, dove si tratta davvero di qualcosa di universale mancano.

I ragazzi possono studiare, in particolare, la storia della musica del Novecento. Quindi sapere dove e come nasce il jazz, il rock ecc. Così capire le radici della musica pop che tanto ascoltano. Andare poi indietro nel tempo per vedere dove e come nasce la musica tonale che tanto piace ecc.

Se manca la musica, per coerenza dovrebbero mancare le altre arti ma queste ci sono.
Purtroppo, e concludo, anche l'ordinamento scolastico è il frutto del volere di precise lobby che pur di imporsi hanno messo in piedi qualcosa di contraddittorio.







aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 13, 2016, 2:19:41 PM1/13/16
to
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 19:47:12 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> <aabbaa...@yahoo.it> wrote:
>
> > Su questo non sono per nulla d'accordo, ma proprio per nulla. Per me
> > l'ora di religione cristiana va IMPOSTA a tutti gli studenti, anche agli
> > atei o a coloro che professano altre religioni. Naturalmente deve essere
> > insegnata in senso storico e legata al contesto in cui si vive, non in
> > senso morale (proprio perché ognuno ha diritto di essere ateo o di
> > seguire un'altra religione). Il cattolicesimo fa parte della cultura
> > preponderante in Italia, e ha influenzato, storicamente, qualsiasi
> > disciplina. Come si può mai insegnare l'architettura senza la storia
> > della religione in Italia???
> > Se io (che non sono certo buddista), andassi a vivere e studiare in
> > India, avrei piacere, anzi sentirei necessario studiare la storia del
> > buddismo e vorrei in tutti i modi capire come essa si manifesta nelle
> > usanze, nell'arte, nell'architettura etc.; poi, quello a cui credo, sono
> > unicamente fattacci miei.
> >
>
> Posso essere d'accordo, ma Storia del Cristianesimo e Ora di religione
> cattolica sono due materie ovviamente molto diverse.

Ok, chiamalo come vuoi tu, ma la sostanza è che il cristianesimo, come storia e cultura, va insegnato nelle nostre scuole. E la stessa cosa dicasi per le religioni precristiane dei romani e greci.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 13, 2016, 2:39:25 PM1/13/16
to
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 19:50:04 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 15:43:57 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> > Il giorno martedì 12 gennaio 2016 13:05:23 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> > > La musica a scuola si trova alle elementari e alle medie, poi basta. L'assenza (anche a livello delle medie e senza tenere conto del liceo musicale) di un insegnamento di storia della musica è una cosa folle.
> >
> > Totalmente d'accordo. Lo dice anche Sgarbi peraltro.
> >
> >
> A mio parere non è il caso di citare Sgarbi per confortare questo nostro punto di vista. Sgarbi è uno dei tanti personaggi televisivi che servono per fare pubblico. Ovvero questo signore sta lì da piu di venti anni a usare una precisa tattica per fare audience. La sua tattica è quella di iniziare a insultare (spesso gridando) il suo diretto interlocutore. In questo modo il telespettatore (non colto e non interessato all'argomento) subito viene attirato. Ad attirare è la litigata e non certo l'argomento.

Ok, ma non dare troppa importanza al personaggio. Pensa invece al contenuto. Io non ho né stima né disistima di Sgarbi. Quando dice cose giuste e interessanti, le condivido, quando dice clamorose stupidaggini (come la celebrazione della pittura rinascimentale come il non plus ultra dell'arte) le biasimo.

> >
> > E dice (cosa su cui concordo al 100%) che al mondo intero, di Leopardi o Foscolo interessa meno di nulla, al contrario di Verdi e Puccini.
> >
> >
> Con tutti i musicisti (e musicologi) e pedagoghi noti, ecco che tu vai a citare Sgarbi:))


Quella frase stupisce proprio perché detta da un non musicologo.


> Io , per mia abitudine, non cito mai nessun per supportare la mia tesi di turno. Non lo faccio perché l'ipse dixit non mi è mai piaciuto. Mi piace argomentare.

su questo condivido.

> >
> >
>
> Ma infatti! Noi tutti viviamo in un immenso ambiente comune che sono le strade,le piazze ecc con le loro opere architettoniche. E siccome tutto questo lo condividiamo ecco che tutti devono saperne al riguardo. Insomma, si tratta di beni comuni di cui si usufruisce, anche solo quando si passeggia e si guardano gli edifici. I quadri invece sono chiusi nei musei, sono importanti, vanno studiati, ma non hanno l'importanza dell'architettura.
> >

E' quello che ho sempre affermato. Io infatti ho sempre ed esclusivamente vissuto in centri storici, anche a costo di abitare in catapecchie privo dei moderni comfort. Se dovessi invece vivere a Vienna, mi piacerebbe vivere anche nelle zone moderne della città. In Italia l'architettura dal dopoguerra in poi è un orrore senza fine.


> >
> >
> >Naturalmente deve essere insegnata in senso storico e legata al contesto in >cui si vive, non in senso morale (proprio perché ognuno ha diritto di essere >ateo o di seguire un'altra religione).
> >
> >
> Questo gia avviene. A scuola si studia l'impero romano, il cristianesimo dell'epoca ecc. Inoltre si studia la riforma, la controriforma, il protestantesimo ecc.
> Per chi poi frequenta i licei si approfondisce molto di piu durante le ore di storia della filosofia. Si studia perfino il misticismo, Agostino, Tommaso ecc.
> Insomma, per quanto riguarda la cultura italiana cristiana, a scuola a insegnarla sono i docenti di storia, lettere, filosofia e arte. Quello di religione, per questo scopo, non serve.


Purtroppo questo sistema esclusivamente basato sulle altre materie, non funziona in sé e non fa capire il valore e l'importanza del cristianesimo per la nostra storia e la nostra cultura. C'è bisogno di un nucleo comune che sorregga tutto. Voglio dire: se tu ti limiti a parlare di Sant'Agostino e San Tommaso nell'ambito della filosofia, e del colonnato del Bernini nell'ambito della storia dell'arte, crei solo confusione e conoscenza mal organizzata. E' proprio a causa di questa ramificazione senza un nucleo percepibile che oggi c'è tanta ignoranza. Qualsiasi forma di conoscenza deve essere organizzata in CATEGORIE gerarchiche o comunque logicamente organizzate: questa la base del sapere. L'ora di religione, non in senso "vaticano" o "morale", ma in senso culturale e conoscitivo, è assolutamente necessaria.


rossigi...@gmail.com

unread,
Jan 13, 2016, 3:46:04 PM1/13/16
to
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 20:39:25 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
>
> Purtroppo questo sistema esclusivamente basato sulle altre materie, non >funziona in sé e non fa capire il valore e l'importanza del cristianesimo per la nostra storia e la nostra cultura. C'è bisogno di un nucleo comune che sorregga tutto. Voglio dire: se tu ti limiti a parlare di Sant'Agostino e San Tommaso nell'ambito della filosofia, e del colonnato del Bernini nell'ambito >della storia dell'arte, crei solo confusione e conoscenza mal organizzata.
>
>
>
A livello universitario c'è il corso di storia delle religioni per es. Oppure il corso di storia della chiesa ecc.
Ma per capire la storia della Chiesa così come la storia di altre religioni, bisogna studiare la storia delle civiltà. E deve essere il docente di storia a spiegare, oltre alle guerre, anche i credi religiosi ecc.
I programmi di storia sono pieni di riferimenti alla storia della chiesa e alla azione dei vari papi. Inoltre, in riferimento al cristianesimo questo viene collegato all'ebraismo. Quindi si parla delle sacre scritture prima ancora che dei vangeli. Si parla anche della nascita del buddismo e del profeta Maometto.
Nei libri di storia è tutto molto collegato, tutto messo insieme.

L'insegnamento di storia del cristianesimo sarebbe ridondante anche perché ci sono gia gli insegnamenti di storia della filosofia e della letteratura italiana.
>
>
>E' proprio a causa di questa ramificazione senza un nucleo percepibile che >oggi c'è tanta ignoranza.
>
>Qualsiasi forma di conoscenza deve essere organizzata in CATEGORIE gerarchiche >o comunque logicamente organizzate: questa la base del sapere. L'ora di >religione, non in senso "vaticano" o "morale", ma in senso culturale e >conoscitivo, è assolutamente necessaria.
>
>

Questa di cui parli tu è una epistemologia vecchia. Questo approccio risale ai secoli passati quando non c'erano le scienze umane e sociali.
Oggi, con gli studi di antropologia culturale e di sociologia si usa un altro genere di approccio. Ovvero l'approccio è di tipo globale. Cioè non si studia una sola cultura ma più culture diverse per fare dei paragoni. Inoltre con la sociologia si cercano quelle costanti che troviamo in tutte le società. Così come con la psicologia si studiano le costanti comuni a ogni essere umano sul pianeta.
Cioè, così come la biologia studia gli esseri umani prendendo quello che hanno in comune e poi andando a vedere le differenze tra le diverse razze (antropologia fisica) fa l'antropologia culturale che studia quello che hanno in comune le diverse culture sul pianeta per poi far notare anche le differenze.
Per es. il matrimonio è comune a ogni cultura. Però ci sono diversi tipi di matrimoni.
Oppure, ogni cultura ha una serie di credenze (anche religiose) e allo stesso tempo queste credenze sono diverse.
Ancora, ogni cultura ha delle istituzioni, ma le stesse sono diverse.

Come noti, la categoria generale che viene usata è quella di cultura, istituzioni, matrimonio, famiglia ecc ecc.
All'interno poi di questa categoria si va poi a vedere come a seconda del popolo viene declinata, messa in pratica.
Secondo questo approccio, che è attuale, la religione diventa uno studio condotto sia dalla antropologia culturale che dalla sociologia.
L'antropologo osserva che presso ogni cultura ci sono credi e poi se ne vedono le differenze.
Quindi uno studio serio delle varie religioni, ad oggi, non può prescindere da un approccio di tipo antropologico, che è una scienza.

In pratica, quando tu dici che ci vuole un insegnamento generale, ebbene questo dovrebbe essere l'antropologia culturale che si insegna in alcuni licei.
La categoria generale non è quella di storia del cristianesimo e neppure quella di storia delle religioni. La categoria generale è quella di antropologia culturale che studia le diverse usanze e credi religiosi in quello che hanno in comune e in quello che si differenziano.
In pratica si studia IL FENOMENO religioso sul pianeta sia a livello diacronico che sincronico. Tu invece vorresti far studiare UNA SOLA religione pensando che questa sia poi davvero la categoria piu generale, ma non lo è.
La categoria generale la studia la antropologia culturale e cioè studia anche il FENOMENO RELIGIOSO.




aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 13, 2016, 7:40:38 PM1/13/16
to
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 21:46:04 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
>
>
> In pratica, quando tu dici che ci vuole un insegnamento generale, ebbene questo dovrebbe essere l'antropologia culturale che si insegna in alcuni licei.
> La categoria generale non è quella di storia del cristianesimo e neppure quella di storia delle religioni. La categoria generale è quella di antropologia culturale che studia le diverse usanze e credi religiosi in quello che hanno in comune e in quello che si differenziano.
> In pratica si studia IL FENOMENO religioso sul pianeta sia a livello diacronico che sincronico. Tu invece vorresti far studiare UNA SOLA religione pensando che questa sia poi davvero la categoria piu generale, ma non lo è.
> La categoria generale la studia la antropologia culturale e cioè studia anche il FENOMENO RELIGIOSO.

Continuo a non essere d'accordo. Non è necessario, né opportuno risalire al vertice di questa piramide di categorie: l'antropologia, appunto. Questo è un tipo di studio molto specialistico e complesso che può essere affrontato solo dopo gli anni del liceo. Volendo invece essere più concreti e utili, durante gli anni del liceo, invece, c'è bisogno dell'insegnamento - da un punto di vista sociale, storico e politico - delle religioni che si sono avvicendate in Italia almeno dai Greci; e ci metterei anche un po' di Islam, data l'attuale percentuale non insignificante di mediorientali immigrati (discorso identico per altre religioni che in qualche modo hanno influito sul nostro modo di vivere). Tutto in debita proporzione e privilegiando soprattutto le religioni che hanno influito sull'arte, nella penisola.

lzy

unread,
Jan 14, 2016, 6:58:30 AM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 01:40:38 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 21:46:04 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> > La categoria generale la studia la antropologia culturale e cioè studia anche il FENOMENO RELIGIOSO.
>
> Continuo a non essere d'accordo.



Dal lato pratico però come affronti la cosa? Un prete o altro delegato religioso farà sempre del catechismo. L'insegnamento di religione (IRC) non ha nulla a che vedere con altri tipi di insegnamenti della scuola italiana: è un'inserzione ideologica la cui finalità è solo ed esclusivamente confessionale.

Alla stregua dei recenti tentativi neo-puritani di imporre qualcosa di analogo in ambito sessuale, io dico che questo Stato non educa ma impone in stile reazionario idee religiose, politiche e morali, inculcandole nella mente degli alunni. Buon per questi ultimi che il web abbia spalancato una finestra sulle possibili alternative.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 14, 2016, 8:22:20 AM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 12:58:30 UTC+1, lzy ha scritto:
> Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 01:40:38 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> > Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 21:46:04 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> > > La categoria generale la studia la antropologia culturale e cioè studia anche il FENOMENO RELIGIOSO.
> >
> > Continuo a non essere d'accordo.
>
>
>
> Dal lato pratico però come affronti la cosa? Un prete o altro delegato religioso farà sempre del catechismo.

Basterà che il prete si metta d'accordo e dialoghi con gli altri docenti affinché la sua materia assuma carattere interdisciplinare. Il resto viene da sé.

>
> stile reazionario


Il vero reazionario, in questi sciagurati lidi, sei tu, e lo dimostra in toto la musica che ascolti. Non c'è niente di più reazionario della mania del pianoforte.

rossigi...@gmail.com

unread,
Jan 14, 2016, 8:30:01 AM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 01:40:38 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 21:46:04 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> >
> >
> > In pratica, quando tu dici che ci vuole un insegnamento generale, ebbene questo dovrebbe essere l'antropologia culturale che si insegna in alcuni licei.
> > La categoria generale non è quella di storia del cristianesimo e neppure quella di storia delle religioni. La categoria generale è quella di antropologia culturale che studia le diverse usanze e credi religiosi in quello che hanno in comune e in quello che si differenziano.
> > In pratica si studia IL FENOMENO religioso sul pianeta sia a livello diacronico che sincronico. Tu invece vorresti far studiare UNA SOLA religione pensando che questa sia poi davvero la categoria piu generale, ma non lo è.
> > La categoria generale la studia la antropologia culturale e cioè studia anche il FENOMENO RELIGIOSO.
>
> Continuo a non essere d'accordo. Non è necessario, né opportuno risalire al vertice di questa piramide di categorie: l'antropologia, appunto. Questo è un tipo di studio molto specialistico e complesso che può essere affrontato solo dopo gli anni del liceo.
>
>
>
L'antropologia culturale, insieme alla psicologia e alla sociologia viene insegnata al liceo delle scienze umane, ex magistrale. Puoi controllare tu stesso tramite google. Ci sono infatti i programmi ministeriali per i diversi licei.
L'antropologia culturale affronta argomenti facili da capire. Molto più semplici degli argomenti filosofici o della fisica e della matematica.
Non c'è nulla di difficile da capire, infatti a scuola la insegnano da tanti anni e gli studenti non vengono rimandati come succede per la matematica, il latino ecc.
>
>
> Volendo invece essere più concreti e utili, durante gli anni del liceo, invece, c'è bisogno dell'insegnamento - da un punto di vista sociale, storico e politico - delle religioni che si sono avvicendate in Italia almeno dai Greci;
>
>
Questi argomenti li insegna il docente di storia. I libri di storia parlano dell'antico egitto così come dell'antica grecia e affrontano i miti e le religioni. Si spiega la nascita del cristianesimo che affonda le radici nell'ebraismo. Si parla di Costantino e del famoso editto ecc. Si parla di Maometto e delle invasioni arabe in nord Africa e sud Europa ecc. E si parla di tante cose fino ai nostri giorni.
Secondo me tu dovresti farti un bel ripasso di storia utilizzando i libri in adozione al liceo classico o scientifico:))
E' evidente che hai dimenticato un bel po' di storia:))

>
>e ci metterei anche un po' di Islam,
>
>
C'è gia anche l'islam. Il docente di storia lo affronta, lo spiega, parla delle conquiste degli islamici in Europa anche per l'arte che questi portarono.
Cerca, on line,i libri di storia per i licei, scorri l'indice e vedi che si affrontano in modo serio e cronologico questi argomenti.
Poi, ovviamente, se ci sono studenti desiderosi di approfondire il CULTO (che è cosa diversa dalla storia di queste religioni) allora si possono attivari corsi extracurriculari pomeridiani, tenuti anche da un prete, da un imam, da un monaco buddista ecc ecc.
Ma si tratta di CULTI e ognuno ha il suo. Addirittura ci sono gli atei per i quali non c'è bisogno di un indottrinamento del genere.
>
>
>data l'attuale percentuale non insignificante di mediorientali immigrati (discorso identico per altre religioni che in qualche modo hanno influito sul nostro modo di vivere). Tutto in debita proporzione e privilegiando soprattutto >le religioni che hanno influito sull'arte, nella penisola.
>
>
PRIMA, MOLTO PRIMA che arrivassero in Italia così tanti islamici nei libri di testo di storia l'islam veniva studiato e anche bene. Questo perché il professore di storia doveva motivare le conquiste arabe in nord africa ed Europa.
Non è che dobbiamo aspettare un maggiore arrivo dei cinesi che a scuola nei libri di storia si parla della Cina. NOn è che aspettiamo l'arrivo di piu giapponesi per parlare del Giappone in geografia. In geografia si studiano le società attuali, la loro economia, RELIGIONE, istituzioni ecc.
Dovresti avere la pazienza di consultare i libri di storia e geografia in adozione per i licei e le superiori in genere e così noti che si studia di tutto.
Ovviamente,ripeto, ci sono studenti e famiglie che vogliono praticare un CULTO, approfondirlo, andare più a fondo ecc.
Ebbene, a mio parere la scuola DEVE dare questa possibilità a tutti.
Attualmente la possibilità viene data solo agli alunni cattolici e in ore curriculari e gli altri vengono cacciati dall'aula.
La situazione attuale non va bene, è anticostituzionale. Nessuno ne parla perché c'è il Vaticano di mezzo.

In pratica l'attuale scuola italiana è DISCRIMINATORIA. Ovvero concede un indottrinamento solo agli studenti cattolici, costringendo fuori dall'aula, ebrei, musulmani, buddisti, testimoni di geova, protestanti, atei ecc ecc.
Chi ha messo in piedi queste cose così discriminatorie sono gli stessi che non hanno messo la storia della musica nella scuola.
I programmi sono fatti dai POLITICI.
I politici devono rendere conto a delle lobby.
E se un domani, tra cinquanta anni in Italia ci sarà la lobby degli islamici in politica, ecco che verranno attivati corsi di religione islamica durente le ore curriculari e i cattolici saranno costretti a uscire dall'aula.
Quindi, prima che in Italia si imponga un'altra lobby religiosa, sarebbe il caso di sistemare la faccenda. Lo stato italiano è LAICO, qui in Italia non siamo in Iran o in Vaticano!!



Acremone

unread,
Jan 14, 2016, 8:53:00 AM1/14/16
to
On 14/01/2016 14:30, rossigi...@gmail.com wrote:
> Chi ha messo in piedi queste cose così discriminatorie sono gli stessi che non hanno messo la storia della musica nella scuola.
> I programmi sono fatti dai POLITICI.
> I politici devono rendere conto a delle lobby.

Maledetti politici, maledetti lobbisti! Sono sempre loro.
Secondo me ascoltano Jovanotti, Adele e Allevi.
Noi siamo diversi.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 14, 2016, 8:57:33 AM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 14:30:01 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
>
> >
> >
> L'antropologia culturale, insieme alla psicologia e alla sociologia viene insegnata al liceo delle scienze umane, ex magistrale. Puoi controllare tu stesso tramite google. Ci sono infatti i programmi ministeriali per i diversi licei.


Non mi pare proprio che sia come dici tu. Ho controllato alcuni siti e non compare, per questi licei, la materia "antropologia": è invece presente quella delle "scienze umane", che __comprende__ l'antropologia al pari di altre (psicologia, sociologia, pedagogia). Si tratta, in sostanza, di un'infarinata di questa scienza, non certo dell'insegnamento della stessa.


> >
> PRIMA, MOLTO PRIMA che arrivassero in Italia così tanti islamici nei libri di >testo di storia l'islam veniva studiato e anche bene. Questo perché il >professore di storia doveva motivare le conquiste arabe in nord africa ed >Europa.

E che c'entra questo? Io parlavo di religioni e civiltà che hanno lasciato tracce importanti nella nostra cultura. Non vedo per quale motivo studiare, come materia principale, culture che non ci appartengono. E questo non è certo un fatto discriminatorio, è semplicemente una questione pratica e di tempo a disposizione. La Cappella Sistina l'hai in Italia, Taj Mahal no. Poi nessuno dice che la Cappella Sistina sia superiore a taj mahal; Ma la logica (non certo la morale) suggerisce che si prediliga l'insegnamento di qualcosa che, nel bene e nel male, ci appartiene. Non certo per la valorizzazione di questo qualcosa, ma per la coscienza della sua esistenza.


> E se un domani, tra cinquanta anni in Italia ci sarà la lobby degli islamici in politica, ecco che verranno attivati corsi di religione islamica durente le ore curriculari e i cattolici saranno costretti a uscire dall'aula.
> Quindi, prima che in Italia si imponga un'altra lobby religiosa, sarebbe il caso di sistemare la faccenda. Lo stato italiano è LAICO, qui in Italia non siamo in Iran o in Vaticano!!

Quelli che fai tu sono discorsi da preti, perdonami. Il vero laico e il vero ateo non sentono alcun bisogno di contrastare crocifissi, dottrine cattoliche, presepi etc. Tanto meno temono lobby religiose.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 14, 2016, 8:59:34 AM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 14:57:33 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
>
>
> Non mi pare proprio che sia come dici tu. Ho controllato alcuni siti e non compare, per questi licei, la materia "antropologia": è invece presente quella delle "scienze umane", che __comprende__ l'antropologia al pari di altre (psicologia, sociologia, pedagogia). Si tratta, in sostanza, di un'infarinata

Leggasi: infarinatura.

lzy

unread,
Jan 14, 2016, 11:20:49 AM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 14:22:20 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 12:58:30 UTC+1, lzy ha scritto:
> >
> > Dal lato pratico però come affronti la cosa? Un prete o altro delegato religioso farà sempre del catechismo.
>
> Basterà che il prete si metta d'accordo e dialoghi con gli altri docenti


lol - modo troll attivato, eh?

rossigi...@gmail.com

unread,
Jan 14, 2016, 12:54:52 PM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 14:57:33 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 14:30:01 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> >
> > >
> > >
> > L'antropologia culturale, insieme alla psicologia e alla sociologia viene insegnata al liceo delle scienze umane, ex magistrale. Puoi controllare tu stesso tramite google. Ci sono infatti i programmi ministeriali per i diversi licei.
>
>
> Non mi pare proprio che sia come dici tu.
>
>

Ti riporto qui di seguito le indicazioni ministeriali riguardo lo studio della Antropologia al liceo scienze umane:
_____________________________________________
Antropologia
SECONDO BIENNIO E QUINTO ANNO
Lo studente acquisisce le nozioni fondamentali relative al significato che la cultura riveste per
l'uomo, comprende le diversità culturali e le ragioni che le hanno determinate anche in
collegamento con il loro disporsi nello spazio geografico.
In particolare saranno affrontate in correlazione con gli studi storici e le altre scienze umane:
a) le diverse teorie antropologiche e i diversi modi di intendere il concetto di cultura ad esse
sottese; b) le diverse culture e le loro poliedricità e specificità riguardo all'adattamento
all'ambiente, alle modalità di conoscenza, all'immagine di sé e degli altri, alle forme di famiglia
e di parentela, alla dimensione religiosa e rituale, all'organizzazione dell'economia e della vita
politica;
c) le grandi culture-religioni mondiali e la particolare razionalizzazione del mondo che ciascuna
di esse produce;
d) i metodi di ricerca in campo antropologico.
E' prevista la lettura di un classico degli studi antropologici eventualmente anche in forma
_________________________________________
http://www.paramond.it/progmin/pdf/lic_su_ind.pdf

Attiro la tua attenzione su quello che viene scritto alla fine del punto b e al punto c, dove si parla di religione.
Questa materia si insegna nel triennio.




> > >
> > PRIMA, MOLTO PRIMA che arrivassero in Italia così tanti islamici nei libri di >testo di storia l'islam veniva studiato e anche bene. Questo perché il >professore di storia doveva motivare le conquiste arabe in nord africa ed >Europa.
>
> E che c'entra questo? Io parlavo di religioni e civiltà che hanno lasciato tracce importanti nella nostra cultura. Non vedo per quale motivo studiare, come materia principale, culture che non ci appartengono.
>
>
>
Queste religioni e civiltà a scuola si STUDIANO. Prova a vedere i programmi di storia. E infatti si da maggiore spazio a quelle che hanno influenzato la nostra cultura e meno spazio alla cultura cinese, giapponese ecc ecc.
>
>
>E questo non è certo un fatto discriminatorio, è semplicemente una questione pratica e di tempo a disposizione. La Cappella Sistina l'hai in Italia, Taj Mahal no.
>
>
Lasciamo da parte i ragionamento pedagogici, quello che è propedeutico ecc. Tanto ho capito che su questo punto tu non vuoi sentire ragioni e d'altra parte io non ho interesse a convincerti:))

Parliamo invece di tutti quei milioni di italiani che per anni sono usciti dall'aula per non stare a farsi indottrinare dal Vaticano.
Queste persone sono state discriminate e ancora la cosa avviene.
Ovvero queste persone (ex studenti) sono USCITI dall'aula e non hanno voluto seguire questo insegnamento che tu ritieni essenziale.
Cosa proponi di fare tu?

Dal punto di vista pratico cosa consigli di fare?
Se gli atei, i musulmani i protestanti, gli ebrei ecc non vogliono stare escono dall'aula ecco che questo insegnamento non funziona, al punto che gli studenti se ne vanno.
Come risolvi tu questo problema?
Io ho dato la mia soluzione e non ripeto, magari vai a rileggere.



aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 14, 2016, 1:31:12 PM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 18:54:52 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 14:57:33 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> > Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 14:30:01 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> >
>
> Ti riporto qui di seguito le indicazioni ministeriali riguardo lo studio della Antropologia al liceo scienze umane:
> _____________________________________________
> Antropologia
> SECONDO BIENNIO E QUINTO ANNO
> Lo studente acquisisce le nozioni fondamentali relative al significato che la cultura riveste per
> l'uomo, comprende le diversità culturali e le ragioni che le hanno determinate anche in
> collegamento con il loro disporsi nello spazio geografico.
> In particolare saranno affrontate in correlazione con gli studi storici e le altre scienze umane:
> a) le diverse teorie antropologiche e i diversi modi di intendere il concetto di cultura ad esse
> sottese; b) le diverse culture e le loro poliedricità e specificità riguardo all'adattamento
> all'ambiente, alle modalità di conoscenza, all'immagine di sé e degli altri, alle forme di famiglia
> e di parentela, alla dimensione religiosa e rituale, all'organizzazione dell'economia e della vita
> politica;
> c) le grandi culture-religioni mondiali e la particolare razionalizzazione del mondo che ciascuna
> di esse produce;
> d) i metodi di ricerca in campo antropologico.
> E' prevista la lettura di un classico degli studi antropologici eventualmente anche in forma
> _________________________________________
> http://www.paramond.it/progmin/pdf/lic_su_ind.pdf
>
> Attiro la tua attenzione su quello che viene scritto alla fine del punto b e al punto c, dove si parla di religione.
> Questa materia si insegna nel triennio.


Continuo a dire che l'antropologia non viene insegnata come scienza a sé stante, ma viene inglobata in una materia che si chiama "scienze umane". Ergo: non si insegna _antropologia_.



>
> Parliamo invece di tutti quei milioni di italiani che per anni sono usciti dall'aula per non stare a farsi indottrinare dal Vaticano.
> Queste persone sono state discriminate e ancora la cosa avviene.
> Ovvero queste persone (ex studenti) sono USCITI dall'aula e non hanno voluto seguire questo insegnamento che tu ritieni essenziale.
> Cosa proponi di fare tu?>
> Dal punto di vista pratico cosa consigli di fare?
> Se gli atei, i musulmani i protestanti, gli ebrei ecc non vogliono stare escono dall'aula ecco che questo insegnamento non funziona, al punto che gli studenti se ne vanno.
> Come risolvi tu questo problema?
> Io ho dato la mia soluzione e non ripeto, magari vai a rileggere.


Secondo me non c'è bisogno di fare proprio nulla. Un ateo non dovrebbe provare alcun fastidio a sentire spiegata la __dottrina__ di una qualsiasi religione. L'ateo è SENZA Dio, non è CONTRO Dio. Non vedo proprio dov'è il problema. Se io vivessi in Cina, avrei spiccato interesse ad apprendere, per quel che la mia formazione mi consente, il buddismo, persino non frequentando alcuna scuola. Coloro che bestemmiano e provano fastidi per le religioni altrui sono più bigotti dei credenti bigotti. Se poi, in Italia, i musulmani, i protestanti, gli ebrei etc. non vogliono sentire l'ora di religione, cavoli loro. Faranno quello che preferiscono (andranno al bar o leggeranno un giornale etc.) e contenti tutti. Massima libertà.

Ma questo vale per qualsiasi materia, eh!

Precisiamo che io della scuola ho un'idea completamente anarchica. Cioè, a me la scuola (in senso moderno) fa letteralmente schifo già come idea in sé.

L'idea di star seduti per cinque ore di fila, a sentir spiegazioni e sottoporsi ad interrogazioni, a ricevere voti etc. per me è una cosa obbrobriosa e una forma di violenza.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 14, 2016, 1:32:18 PM1/14/16
to

Kyrill

unread,
Jan 14, 2016, 1:33:53 PM1/14/16
to
Il Thu, 14 Jan 2016 09:54:51 -0800, rossigiovanni03 ha scritto:

> Antropologia al liceo scienze umane

La storia della nostra cultura (musica, arte, architettura, poesia, ecc.)
e' imprescindibile dalla conoscenza della nostra religione.
Per questo l'ora di religione (cattolica) dovrebbe essere resa
*obbligatoria* per *tutti* in qualsiasi scuola di ordine e grado. Lo
studente deve essere formato sulle storie bibliche e sul Vangelo, in modo
che quando entra in una chiesa italiana sia in grado di "leggere" le
storie raffigurate nei dipinti e nelle sculture, quando ascolta musica
sacra possa riconoscere le parti della Messa in latino, e cosi' via.
Che poi la persona sia atea o professi altre confessioni e' del tutto
secondario: qui siamo in Italia e questa e' la nostra cultura.
E il crocifisso va tenuto appeso alla parete.

aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 14, 2016, 1:45:26 PM1/14/16
to
Quoto parola per parola. E aggiungo, a scanso di equivoci, che tra il Taj Mahal e la Cappella Sistina ammiro di gran lunga più il mausoleo indiano (e nei miei sogni proibiti c'è quello di visitare lo Yemen... beato chi ha potuto farlo...)

rossigi...@gmail.com

unread,
Jan 14, 2016, 3:06:42 PM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 19:31:12 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
>
> Precisiamo che io della scuola ho un'idea completamente anarchica. Cioè, a me la scuola (in senso moderno) fa letteralmente schifo già come idea in sé.
>
> L'idea di star seduti per cinque ore di fila, a sentir spiegazioni e sottoporsi ad interrogazioni, a ricevere voti etc. per me è una cosa obbrobriosa e una forma di violenza.
>
>
>

Ma se elimini la scuola i ragazzi poi dove vanno per imparare a leggere e scrivere?




aabbaa...@yahoo.it

unread,
Jan 14, 2016, 3:23:23 PM1/14/16
to
Ma io non eliminerei le scuole, anzi le intendo obbligatorie come _istituzioni_, così come vorrei obbligatorio l'insegnamento della religione cristiana. Non renderei invece obbligatorio il frequentare le scuole o lo studio. Cioè le scuole dovrebbero avere l'obbligo di esistere, non certo di essere frequentate. Né obbligo giuridico né obbligo morale o culturale. I professori dovrebbero lasciare piena libertà di NON studiare agli alunni, senza alcun biasimo o colpa o punizione.

rossigi...@gmail.com

unread,
Jan 14, 2016, 3:42:23 PM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 21:23:23 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
>
> Non renderei invece obbligatorio il frequentare le scuole o lo studio. Cioè le scuole dovrebbero avere l'obbligo di esistere, non certo di essere frequentate.
>
>

Se un ragazzo di 17 anni non vuole andare a scuola, lo Stato non obbliga la famiglia a mandarcelo. Però rimane la famiglia di questo ragazzo. E allora, bisognerebbe fare una legge che VIETA ai genitori di obbligare i figli minorenni ad andare a scuola?
Inoltre, per quanto riguarda i bambini di sei, sette, dieci anni ecc, è evidente che questi sono troppo piccoli per poter scegliere e allora dovranno essere i genitori a fare la scelta per loro.
Tu invece, se ho capito bene, lasceresti liberi i bambini di andare o meno a scuola.
>
>
>Né obbligo giuridico né obbligo morale o culturale. I professori dovrebbero >lasciare piena libertà di NON studiare agli alunni, senza alcun biasimo o >colpa o punizione.
>
>
Le cose funzionano gia così. Infatti gli studenti che studiano vengono premiati con la promozione, quelli che non studiano vengono bocciati. Nessuno sta li a biasimare, punire ecc. Caso mai questo lo fanno i genitori.

Attiro la tua attenzione sulla didattica.
Prendiamo ad esempio il liceo musicale.
Ora qui si studia, tra le altre cose, la storia della musica.
Ad un certo punto lo studente frequenta ma non studia, non sta attento in classe ecc.
A questo punto il docente ha spiegato la musica del Settecento napoletano, Bach, Vivaldi, Mozart ecc.
Lo studente non studia e non sa nulla di tutto questo.
Ecco, questo studente come farà a seguire le lezioni su Beethoven, Wagner e altri se non sa nulla dei compositori precedenti?
Cioè, se il ragazzo ignora Durante, Bach, Scarlatti, Paisiello ecc, come farà poi a capire Beethoven?
Converrai che se il ragazzo non studia, ecco che mancano i requisiti affinché possa seguire e capire le lezioni dell'anno successivo.
Ovvero, perché tu vuoi obbligare un ragazzo a seguire lezioni dove non ci capirà nulla?
Non sarebbe il caso di bocciarlo?

aabbaa...@yahoo.it

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Jan 14, 2016, 3:55:13 PM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 21:42:23 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 21:23:23 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
> >
> >
> > Non renderei invece obbligatorio il frequentare le scuole o lo studio. Cioè le scuole dovrebbero avere l'obbligo di esistere, non certo di essere frequentate.
> >
> >
>
> Se un ragazzo di 17 anni non vuole andare a scuola, lo Stato non obbliga la famiglia a mandarcelo. Però rimane la famiglia di questo ragazzo. E allora, bisognerebbe fare una legge che VIETA ai genitori di obbligare i figli minorenni ad andare a scuola?


No, basterebbe una legge che punisce come forma di __violenza__ i concetti inculcati di competizione scolastica, dovere scolastico, rendimento scolastico etc. E bisognerebbe diffondere questa idee. In questo modo nessuno è moralmente tenuto a studiare.


> Tu invece, se ho capito bene, lasceresti liberi i bambini di andare o meno a scuola.


Esatto.



> Attiro la tua attenzione sulla didattica.
> Prendiamo ad esempio il liceo musicale.
> Ora qui si studia, tra le altre cose, la storia della musica.
> Ad un certo punto lo studente frequenta ma non studia, non sta attento in classe ecc.
> A questo punto il docente ha spiegato la musica del Settecento napoletano, Bach, Vivaldi, Mozart ecc.
> Lo studente non studia e non sa nulla di tutto questo.
> Ecco, questo studente come farà a seguire le lezioni su Beethoven, Wagner e altri se non sa nulla dei compositori precedenti?
> Cioè, se il ragazzo ignora Durante, Bach, Scarlatti, Paisiello ecc, come farà poi a capire Beethoven?
> Converrai che se il ragazzo non studia, ecco che mancano i requisiti affinché possa seguire e capire le lezioni dell'anno successivo.
> Ovvero, perché tu vuoi obbligare un ragazzo a seguire lezioni dove non ci capirà nulla?
> Non sarebbe il caso di bocciarlo?


No, basta lasciarlo libero. Cioè, se il ragazzo non studia, non impara etc. sono fatti suoi. Caso mai si può invogliarlo a studiare, cioè trasmettergli passione e amore per lo studio. Se tutto ciò non ha effetto, pazienza. La punizione in forma di voto basso o di bocciatura è una forma di barbarie.

rossigi...@gmail.com

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Jan 14, 2016, 4:46:15 PM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 21:55:13 UTC+1, aabbaa...@yahoo.it ha scritto:
>
>
>
> > Tu invece, se ho capito bene, lasceresti liberi i bambini di andare o meno a scuola.
>
>
> Esatto.
>
>

Per lasciare libero il bambino dai 6 anni in poi ecco che bisogna OBBLIGARE i genitori. Ovvero lo Stato dovrebbe obbligare i genitori a non educare il figlio come meglio credono.
Se per es i genitori vogliono obbligare il bambino di 6 anni ad andare a scuola e lo fanno per il suo bene, ecco che con una legge che blocca i genitori si toglie LIBERTA' a questi genitori di poter educare il figlio, anche obbligandolo.
In pratica per dare libertà al bambino la si toglie ai genitori.
In pratica è lo Stato che decide al posto dei genitori.
Ovvero lo Stato blocca i genitori e sarà lo Stato a decidere al posto dei genitori.

In realtà non si da libertà al bambino perché questi non è in grado di fare le scelte migliori. Quello che si ottiene è non permettere ai genitori di educare il figlio come meglio credono. Cioè, se lo stato vieta ai genitori di obbligare il figlio, ecco che di fatto toglie a questi genitori di poter decidere sul figlio.



lzy

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Jan 14, 2016, 6:24:15 PM1/14/16
to
Il giorno giovedì 14 gennaio 2016 19:33:53 UTC+1, Kyrill ha scritto:
> Il Thu, 14 Jan 2016 09:54:51 -0800, rossigiovanni03 ha scritto:
>
> > Antropologia al liceo scienze umane
>
> La storia della nostra cultura (musica, arte, architettura, poesia, ecc.)
> e' imprescindibile dalla conoscenza della nostra religione.


Ma la conoscenza della "nostra religione" non ha nulla a che vedere con l'ora di religione. Inutile girarci attorno.

Ci sono cose che la scuola italiana non è attualmente in grado di insegnare ai suoi cittadini: alfabetizzazione musicale, storia delle arti e della musica, storia delle religioni (della "nostra religione" se preferite), sessualità e psicologia comportamentale.

Per cui l'italiano medio è una specie di troglodita, il classico elefante nella cristalleria.



aabbaa...@yahoo.it

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Jan 15, 2016, 2:08:21 PM1/15/16
to
E' vero che è tutta una questione di monopolio del diritto di obbligare. Ma non è auspicabile per il bambino fare le scelte "migliori"; è invece necessario fare le scelte che lo rendano più sereno. Se il bambino non vuole in nessun modo studiare, non lo si obblighi a studiare e non lo si biasimi per questo. Meglio un somaro contento che un istruito irrequieto. Istruito di cosa poi? Meglio sarebbe dire: infarcito di anti-cultura.

Marco_F

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Jan 16, 2016, 2:18:12 AM1/16/16
to
Il 15/01/2016 00:24, lzy ha scritto:

> Ci sono cose che la scuola italiana non è attualmente in grado di
> insegnare ai suoi cittadini:
(cut)
>... e psicologia comportamentale.

Cazzate.
I problemi comportamentali non sono colpa della scuola ma delle
famiglie. Si chiama carenza di calci in culo, patologia spesso
ereditaria della quale già i genitori degli attuali studenti hanno
sofferto in gioventù. Gli psicologi comportamentali a scuola... dio ce
ne scampi. Lasciamoli andare da Vespa in TV, che basta e avanza.
Tra un po' ci saranno nuove polizze assicurative per tutelare gli
insegnati dai rischi di risarcimento danni morali per maltrattamenti e
umiliazioni dei poveri pargoli incompresi.
Se hai figli e frequenti la scuola dovresti capire cosa intendo. Fosse
per me circonderei le scuole con il reticolato, quattro altane agli
angoli, con su altrettante guardie armate aventi l'ordine di abbattere
qualsiasi genitore si avvicini a meno di 100 metri dall'edificio, senza
neanche intimare prima l'altolà! :-)



lzy

unread,
Jan 16, 2016, 5:17:30 AM1/16/16
to
Il giorno sabato 16 gennaio 2016 08:18:12 UTC+1, Marco_F ha scritto:
> Il 15/01/2016 00:24, lzy ha scritto:
>
> > Ci sono cose che la scuola italiana non è attualmente in grado di
> > insegnare ai suoi cittadini:
> (cut)
> >... e psicologia comportamentale.
>
> Cazzate.
> I problemi comportamentali non sono colpa della scuola ma delle
> famiglie.


Io mi riferisco all'insegnare i rudimenti di "psicoanalisi" ovvero spiegare agli esseri umani, diciamo dall'adolescenza in poi, prima è impensabile e nocivo, i motivi per i quali spesso questi si sentano a disagio a scuola, in famiglia, ovunque. Ogni essere umano necessità di informazioni reali (la storia della psicoanalisi è recente ma fondamentale nella società moderna). Inutile nasconderle, queste info, per salvare dalla critica sociale, appunto, un contesto famigliare degenere, una scuola carente, un contesto di società privo di concetti base di cultura e progresso intellettuale.

Suvvia che lo sappiamo bene. Rimanendo alla musica sappiamo tutti che un bimbo nato in ambiente colto e musicale non avrà problemi a comprendere la natura della musica classica e il valore culturale delle arti.

L'individuo adolescente deve sapere che il brodo in cui ha vissuto e sta vivendo lo determina in larga parte. Se lo sa, comincia una rivoluzione interiore. L'adolescenza è l'età giusta. L'età in cui si tende comunque a ribellarsi alle direttive che vengono dall'alto, siano queste buone o cattive.

Teomondo

unread,
Jan 16, 2016, 5:22:04 AM1/16/16
to
Severo, ma giusto.

--
Teomondo Scrofalo

Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti.

lzy

unread,
Jan 16, 2016, 5:37:29 AM1/16/16
to
Il giorno sabato 16 gennaio 2016 11:22:04 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> Severo, ma giusto.
>


tu hai imparato a suonare a forza di calci in culo?

Teomondo

unread,
Jan 16, 2016, 5:47:51 AM1/16/16
to
lzy <pan2...@gmail.com> wrote:
> Il giorno sabato 16 gennaio 2016 08:18:12 UTC+1, Marco_F ha scritto:
>> Il 15/01/2016 00:24, lzy ha scritto:
>>
>>> Ci sono cose che la scuola italiana non è attualmente in grado di
>>> insegnare ai suoi cittadini:
>> (cut)
>>> ... e psicologia comportamentale.
>>
>> Cazzate.
>> I problemi comportamentali non sono colpa della scuola ma delle
>> famiglie.
>
>
> Io mi riferisco all'insegnare i rudimenti di "psicanalisi"

Ma questo va contro allo scopo primario della scuola , che non è di
istruire, ma di far sentire ai giovanissimi il fiato sul collo dello stato
fin da piccoli, di assoggettarli e di fargli capire che lo Stato , volendo
, può obbligarli a fare qualcosa che non vogliono fare...

Nelle regioni d'Italia dove lo stato non ha potere , infatti l'abbandono
scolastico precoce è diffuso.

Ai governanti che la scuola funzioni o non funzioni fottesega, anzi molto
meglio se non funziona e se è un supplizio imposto dallo stato.

Archaeopteryx

unread,
Jan 16, 2016, 6:05:16 AM1/16/16
to
> Cazzate. I problemi comportamentali non sono colpa
> della scuola ma delle famiglie. Si chiama carenza di
> calci in culo, patologia spesso ereditaria della quale
> già i genitori degli attuali studenti hanno sofferto
> in gioventù. Gli psicologi comportamentali a scuola...
> dio ce ne scampi. Lasciamoli andare da Vespa in TV,
> che basta e avanza. Tra un po' ci saranno nuove
> polizze assicurative per tutelare gli insegnati dai
> rischi di risarcimento danni morali per maltrattamenti
> e umiliazioni dei poveri pargoli incompresi. Se hai
> figli e frequenti la scuola dovresti capire cosa
> intendo. Fosse per me circonderei le scuole con il
> reticolato, quattro altane agli angoli, con su
> altrettante guardie armate aventi l'ordine di abbattere
> qualsiasi genitore si avvicini a meno di 100 metri
> dall'edificio, senza neanche intimare prima l'altolà!
> :-)

La mia vita scolastica non è stata tanto lontana da questa
condizione e ora a posteriori direi "dipende"; su una
persona introversa, insicura e poco forte come me questo
sistema ha dato il colpo di grazia. Tuttora invidio la
figura del ribelle che le madri dei compagni di scuola
suggerivano di non frequentare. Oggi certamente ci sono
eccessi opposti e lo scenario che ipotizzi ci vorrebbe
senza ombra di dubbbio. Ci sono casi di genitori che vanno
a minacciare i professori perché non hanno compreso il
genio e il valore (ironizzo ovviamente) del proprio
pargolo e questi atteggiamenti dovrebbero essere
sanzionati in modo pesante ed efficace.

Però tutto questo vuol dire anche un lavoro simmetrico
dalla parte della famiglia: se uno è introverso o non
particolarmente assertivo la famiglia dovrebbe tentare di
compensare, non dare il colpo di grazia aggiungendo ai
danni fatti anche quelli del sistema scolastico. Ma questa
è una nota - si sarà capito - personale e non può come
tale avere carattere generale.


--
- Senti, ho voglia di divertirmi, ubriacarmi,
e fare sesso tutta la notte. Tu sei impegnato?
- Oh, no di certo!
- Allora mi tieni il cane?

Archaeopteryx

unread,
Jan 16, 2016, 6:06:04 AM1/16/16
to
>
> tu hai imparato a suonare a forza di calci in culo?
>

Non c'è molto sesso in questo thread, ti ordino di
provvedere :P :)

lzy

unread,
Jan 16, 2016, 6:27:01 AM1/16/16
to
Il giorno sabato 16 gennaio 2016 12:06:04 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
>
> Non c'è molto sesso in questo thread, ti ordino di
> provvedere :P :)
>


La famigerata "educazione sessuale" che dovrebbe prevenire il vizio della pornografia da parte dei maschi e non si sa bene cosa da parte delle femmine.

Archaeopteryx

unread,
Jan 16, 2016, 6:28:22 AM1/16/16
to
>
> La famigerata "educazione sessuale" che dovrebbe
> prevenire il vizio della pornografia da parte dei
> maschi e non si sa bene cosa da parte delle femmine.
>

Wow, mi sorprendi sempre; a questo non avevo pensato :D

lzy

unread,
Jan 16, 2016, 6:45:52 AM1/16/16
to
Il giorno sabato 16 gennaio 2016 12:28:22 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
> >
> > La famigerata "educazione sessuale" che dovrebbe
>
> Wow, mi sorprendi sempre; a questo non avevo pensato :D
>


Forse perché la chiamano "ora di religione"...

Ma voi ve li ricordate gli insegnanti di religione!?
Quello che avevamo alle superiori entrava in classe con la chitarra acustica e attaccava lo schitarramento in stile chiesastico...

A volte non sapevi se fosse meglio una lavata di capo sul porno, che allora andava alla grande nelle edicole, piuttosto che una lezione di musica chitarrocattolica.

Marco_F

unread,
Jan 16, 2016, 7:02:35 AM1/16/16
to
Sei troppo intelligente per non aver capito a cosa servono e quando
vanno dati i calci in culo a cui mi riferivo io.

Non sarai mica uno di quei genitori che io vorrei vedere folgorati sul
reticolato di protezione della scuola eh? :-)



Teomondo

unread,
Jan 16, 2016, 10:11:27 AM1/16/16
to
Il 16/01/16 13:02, Marco_F ha scritto:
> Il 16/01/2016 11:37, lzy ha scritto:
>> Il giorno sabato 16 gennaio 2016 11:22:04 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>>>
>>> Severo, ma giusto.
>
>> tu hai imparato a suonare a forza di calci in culo?
>
> Sei troppo intelligente per non aver capito a cosa servono e quando
> vanno dati i calci in culo a cui mi riferivo io.

si , lui fa così , come i giornalisti... fraintende apposta...

:-D

:-p

i calci in culo, fuor di metafora le "punizioni"

ovvero i "no" servono a fare capire che non tutto è permesso

e cosa non è permesso
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