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La vera storia del Pippero!

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ICSDCS

unread,
Aug 20, 2005, 2:41:25 PM8/20/05
to

Marco Marcelli

unread,
Aug 20, 2005, 2:48:49 PM8/20/05
to

??

--
=========================================
Marco Marcelli - Genova
=========================================
"Ci sono solo due cose infinite: l'Universo
e la stupidita' umana. Ma sul primo non
sono completamente sicuro" (A.Einstein)

Neo

unread,
Aug 20, 2005, 3:18:13 PM8/20/05
to

Harpo

unread,
Aug 20, 2005, 3:27:04 PM8/20/05
to
On Sat, 20 Aug 2005 18:48:49 GMT, Marco Marcelli
<marco_m...@ELIMINAMI.libero.it> wrote:

Si scrive con tre p. Ma tu conosci la Vera Origine del Pipppero?

ICSDCS

unread,
Aug 20, 2005, 4:22:12 PM8/20/05
to
On Sat, 20 Aug 2005 21:27:04 +0200, Harpo <e...@beh.invalid> wrote:


>Si scrive con tre p.

ti g'ha razun, scusa!

>Ma tu conosci la Vera Origine del Pipppero?

a 2 anni e mezzo dalla pubblicazione del primo LP e dopo un anno di
silenzio tornano sulle scene Elio e le Storie Tese. Come mai tanta
attesa? Che cos'è accaduto in questi lunghi e tristi mesi? Come era
prevedibile essi hanno pagato a caro prezzo la loro prodezza del 1°
maggio 1991, quando hanno offeso tutto e tutti con l'esibizione
televisiva che tutto e tutti ricordiamo. Costretti a fuggire in
Bulgaria all'indomani del concerto, col governo alle calcagna, i
nostri ragazzi sono stati ivi trattenuti per un anno intero,
ufficialmente ospiti dell'albergo Loren di Sofia, ma di fatto ostaggi
musicali coinvolti loro malgrado in un traffico internazionale di
Ramaya, obbligati a consegnare tutte le copie di Ramaya in loro
possesso e a dilapidare tutti i loro averi in quotidiani giri
turistici coatti di Sofia. Scopo delle autorità bulgare, mai
apertamente dichiarato, il monopolio di Ramaya e la sua successiva
affermazione sui mercati italiani, europei e mondiali in cambio del
ritorno in patria del complessino. Scopo del complessino: tornare in
Italia. Scopo del governo: boicottare il complessino. In conclusione,
nulla è stato fatto dalle istituzioni per aiutare dei connazionali
all'estero, e se Elio e le Storie Tese sono di nuovo qui con noi
bisogna ringraziare quelle emittenti radiofoniche private che,
stravolgendo il proprio palinsesto, hanno trasmesso cinque, dieci,
quindici volte al giorno Ramaya, la bella canzone portata al successo
negli anni settanta dal cantante Afric Simone, padre di quel Franco
Simone che concepì l'omonimo ballo. Tornati in Italia, Elio e le
Storie Tese cercano ora di tornare anche al successo con ciò che gli è
rimasto: il Pipppero e Uomini col Borsello. ;-)

Harpo

unread,
Aug 20, 2005, 9:09:22 PM8/20/05
to
On Sat, 20 Aug 2005 22:22:12 +0200, ICSDCS <ics...@hothotveryhotmail.com> wrote:

>On Sat, 20 Aug 2005 21:27:04 +0200, Harpo <e...@beh.invalid> wrote:
>
>
>>Si scrive con tre p.
>
>ti g'ha razun, scusa!
>
>>Ma tu conosci la Vera Origine del Pipppero?
>
>a 2 anni e mezzo dalla pubblicazione del primo LP e dopo un anno di

[cut]


>rimasto: il Pipppero e Uomini col Borsello. ;-)

Scusa, volevo dire la vera origine (senza maiuscole).

La faccio breve: era un vero pezzo delle Voci Bulgare, che all'ascolto sembrava
dicesse "Più umano, più vero" ma in realtà era un'altra cosa in bulgaro. Sono
rimasto a bocca aperta quando ho incontrato per caso l'originale.

Bellissimo il filmato della tv svizzera, l'ho salvato. Ascolto la radio svizzera
tutti i giorni, ormai. È civile.

The Vaultmeister

unread,
Aug 20, 2005, 10:02:34 PM8/20/05
to
Harpo wrote:
> Scusa, volevo dire la vera origine (senza maiuscole).
>
> La faccio breve: era un vero pezzo delle Voci Bulgare, che
> all'ascolto sembrava dicesse "Più umano, più vero" ma in realtà era
> un'altra cosa in bulgaro.

il testo bulgaro dice "Dyulmano dyulbero" (più o meno "oh mia bella
Dyulmano) e parla di una ragazza che coltiva peperoni (appunto "pippero")
nel suo orto.
il nome vero e proprio del canto popolare è "Ohi Shope Vrabéta".
scaricatelo da qui e ammirate le mirabolanti soluzioni armoniche della
musica bulgara ;-)
http://znebx.altervista.org/ohi_shope_vrabeta.mp3

--
*Gionata Erba*
"Quando sento che si continua a battere il tempo in 4/4, beh... Mi sembra
l'essenza del nazismo" Pierre Boulez


Harpo

unread,
Aug 21, 2005, 9:12:49 AM8/21/05
to
On Sun, 21 Aug 2005 02:02:34 GMT, "The Vaultmeister"
<scarce...@despammed.com> wrote:

>Harpo wrote:
>> Scusa, volevo dire la vera origine (senza maiuscole).
>>
>> La faccio breve: era un vero pezzo delle Voci Bulgare, che
>> all'ascolto sembrava dicesse "Più umano, più vero" ma in realtà era
>> un'altra cosa in bulgaro.
>
>il testo bulgaro dice "Dyulmano dyulbero" (più o meno "oh mia bella
>Dyulmano) e parla di una ragazza che coltiva peperoni (appunto "pippero")
>nel suo orto.
>il nome vero e proprio del canto popolare è "Ohi Shope Vrabéta".
>scaricatelo da qui e ammirate le mirabolanti soluzioni armoniche della
>musica bulgara ;-)
>http://znebx.altervista.org/ohi_shope_vrabeta.mp3

Ovviamente la versione delle "Voci Bulgare" è molto più bella, senza lo
schitarratore (che non si capisce che cosa c'entri). Il loro titolo è "Dyulmano
dyulbero" e fa parte dell'album "Mystères" del 1991.

(per la precisione)

E poi la cosa che non avrei mai immaginato:
http://www.artistdirect.com/nad/store/artist/album/0,,119597,00.html

in cui Elio viene definito come "a babbling Italian rapster".

Clodio

unread,
Aug 21, 2005, 5:16:44 PM8/21/05
to
On Sun, 21 Aug 2005 02:02:34 GMT, "The Vaultmeister"
<scarce...@despammed.com> wrote:


>il testo bulgaro dice "Dyulmano dyulbero" (più o meno "oh mia bella
>Dyulmano) e parla di una ragazza che coltiva peperoni (appunto "pippero")
>nel suo orto.

D'accordo sulla bella Dilmana, ma mi risulta che il pipero non sia il
peperone, ma il pepe. Le si chiede come fa a far fiorire così bene le
sue piante, e lei spiega che bisogna piantarle bene in profondità, e
allora daranno tutti i fiori che si desiderano.

>il nome vero e proprio del canto popolare è "Ohi Shope Vrabéta".

Questa è solo una delle numerosi trascrizioni di questo brano, qui
combinato con un altro pezzo, mi pare.

>scaricatelo da qui e ammirate le mirabolanti soluzioni armoniche della
>musica bulgara ;-)
>http://znebx.altervista.org/ohi_shope_vrabeta.mp3

Le soluzioni armoniche appartengono però ai moderni compositori, da
Koutev in poi, mentre i canti originali sono monodici accompagnati o a
cappella, o diafonici; più raramente polifonici.

"Dilmano dilbero" è stato trascritto da Philipp Koutev e Ivan
Kavaldjev in versioni relativamente semplici, e da Krassimir
Kurkchijski, o come diavolo si scrive, in differenti versioni sempre
più complicate.

Il periodo iniziale della sola melodia è anche la soneria del mio
cellulare. Ce l'ho messa perché spero sempre che qualcuno mi chieda
cos'è, e così posso fare un po' di divulgazione, ma fino ad ora non è
mai successo. Sarà forse perché mi dimentico quasi sempre di
accenderlo?

W la musica bulgara!

http://www.claudiocolombo.net/bulgaria.htm


C

Marco Panchetti

unread,
Aug 22, 2005, 6:06:21 AM8/22/05
to

In effetti oggi i peperoni si chiamano "ciuski" ("4uski"), i peperoncini
"ljuti 4uski" (peperoni piccanti), ma la lingua delle canzoni tradizionali
bulgare è abbastanza differente dalla parlata, tant'è che gli stessi bulgari
la capiscono poco.
Tant'è che non si accorgono del "doppio senso", tipico di tutte le canzoni
popolari, che già c'è nell'originale, qualsiasi pianta sia 'sto "pippero".
Più che le versioni delle "Voix Bulgares", consiglierei quelle cantate da
"Valija Balkanska", un po' meno rielaborate, ad una voce, e con tanto di
accompagnamento di strumenti originali.
-Evviva il meritorio e disperato impegno per far conoscere meglio la
Bulgaria!
-EVVIVA L'ITALIA, EVVIVA LA BULGARIA!
Parafrasando "il nostro".

"Clodio" <claudio....@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:e9qhg11bpu4nuohv0...@4ax.com...

Clodio

unread,
Aug 22, 2005, 7:00:27 AM8/22/05
to
On Mon, 22 Aug 2005 10:06:21 GMT, "Marco Panchetti"
<marcopan...@hotmail.com> wrote:

>
>In effetti oggi i peperoni si chiamano "ciuski" ("4uski"), i peperoncini
>"ljuti 4uski" (peperoni piccanti), ma la lingua delle canzoni tradizionali
>bulgare è abbastanza differente dalla parlata, tant'è che gli stessi bulgari
>la capiscono poco.

E in genere, mi si dice, conoscono anche poco la loro musica popolare.

>Tant'è che non si accorgono del "doppio senso", tipico di tutte le canzoni
>popolari, che già c'è nell'originale, qualsiasi pianta sia 'sto "pippero".
>Più che le versioni delle "Voix Bulgares", consiglierei quelle cantate da
>"Valija Balkanska", un po' meno rielaborate, ad una voce, e con tanto di
>accompagnamento di strumenti originali.

Grande Valja Balkanska. Circa un anno fa su raiuno trasmisero un
servizio su di lei: va in tournée in tutto il mondo, ma quando torna a
casa sua continua a fare la contadina e a curare le galline e l'orto.

Io consiglierei di ascoltare entrambi i generi, le versioni originali
e le rielaborazioni dei vari Koutev (il capo-scuola), Dragostinov,
Moutafchev, Kolev, Kurktshyski: sono due cose completamente diverse.

>-Evviva il meritorio e disperato impegno per far conoscere meglio la
>Bulgaria!

Eppure attorno al '90, quando il Coro della Radio e Televisione di
Sofia diretto da Dora Hristova diede un concerto, pochissimo
pubblicizzato, al Teatro Smeraldo di Milano, che è un teatro grande,
ci fu il pienone, con grande stupore di ciascuno degli spettatori.

>-EVVIVA L'ITALIA, EVVIVA LA BULGARIA!
>Parafrasando "il nostro".

Evviva anche il "nostro"!

C

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