Il 30/07/2012 01:36, egmont ha scritto:
> E' anche vero che la bipartizione, elemento costante degli "essercizi",
> pu�
> facilmente, alla lunga, diventare pesante all'ascolto.
> Con tutta la genialit� che si pu� trovare nelle singole sonate, un
> concerto
> interamente scarlattiano pu� risultare ben pi� pesante di un concerto
> interamente bachiano.
S� certo, un buon programma scarlattiano, bello ficcante, dura sulla
ventina di minuti: sei, sette sonate, altrimenti si rischia l'abbiocco.
Puoi variare tra sonate brillanti e lente, in tonalit� maggiore e
minore, in tempo ternario o quaternario, aggiungi una delle rare
fughe, ma di combinazioni non ce ne sono altre.
Io amo moltissimo lo Scarlatti di Scott Ross, ma pi� di mezz'oretta
di sonate non riesco a reggere...
>> Ma in Bach (cui palesemente non interessava questo tipo
>> di "tastierismo", passami il termine) c'� tutto il resto...
>
> Anche in Domenico Scarlatti ci sarebbe tutto il resto (l'Ottavia la
> conosci?
> Lo Stabat Mater a 10 voci?). Solo che � inedito o sconosciuto. Dunque non
> ha
> molto senso questa tua precisazione...
Non si parlava di musica per clavicembalo?
Preciso, comunque: "tutto il resto" non � solo (banalit� maxima)
l'immenso virtuosismo contrappuntistico, ma anche la straordinaria
abilit� bachiana di adattare qualunque genere alla tastiera.
Di esempi se ne potrebbero fare tanti: dall'Ouverture (Partita n. 4,
Goldberg-Variationen) all'Andante del Concerto italiano che imita un
tempo lento di concerto per oboe (o flauto), al Preludio della
quarta Suite inglese che sembra esemplato su un primo tempo di concerto
"branbdeburghese"...
Per questo carattere eminentemente "meta-strumentale" di molta sua
musica, tendo a non considerare il clavicembalo come lo strumento
"eletto" nel Bach tastieristico, ma solo una delle possibili soluzioni.
Non cos� in certe sonate di Scarlatti ("certe", perch� altre, come
si diceva sopra, appaiono anche perfettamente pianistiche),
dove gli effetti coloristici richiedono il clavicembalo, e al
pianoforte suonano assai pi� ordinarie.
E