http://www.youtube.com/watch?v=MRHMYD_YUvw
Dall'Osservatore Romano
Radio Coatta Classica
Dj Spinetta
al ministero della Cultura
Chiudiamo i conservatori e sintonizziamoci su Radio Coatta Classica,
emittente molto romana che trasmette «la mejo musica classica dai tempi de
Checco e Nina insino a mo». «Zoltan Kodali, Debbussì, Scriabi', Verdi e
Grigghe» sono il pane quotidiano di Dj Spinetta, un conduttore che sul
pullman delle gite scolastiche invece di Quel mazzolin di fiori, cantava la
Bachianas Brasileiras numero 5 di Heitor Villa-Lobos, dove voce e
violoncello «stanno smandrappati insieme».
Uno dei momenti di servizio pubblico più riusciti della radio italiana è una
gag di «Sei uno zero», programma radiofonico di Lillo e Greg, con Alex Braga
che dal 2003 su Radio2 propone una comicità surreale e raffinatissima.
Radio Coatta Classica è l'emittente che esisterebbe in un mondo ideale dove
Nando de Torpignattara «pe' conquista' 'na pischella» decide di dedicargli
un estratto dai «Children's corner de Debbussì, quello che c'ha pure un po'
de suggestioni orientali, un periodo che me sghicia parecchio perché è un po'
de transizzione dar classico ar moderno». Un mondo in cui cori da stadio
intonano il nome di «Zoltan Kodaly», perché, come insegna er Fetta «Zoltan
Kodaly nun se batte, voleva ch'a musica svorgesse un ruolo prioritario 'na
vita dell'omo». Per questo l'esperto di periferia non può fare a meno di
ascoltare «er Psalmus Hungaricus, l'opera tredici der ventitré». «Ce l'hai?»
chiede, «e no, fischio», risponde il Dj. Un mondo ideale dove «i macellari»
come er Zelletta der Tufello, che è commesso perché non può permettersi un
negozio tutto suo, cercano da anni un brano introvabile «de Scriabi'» perché
«tanto de cappello a Rachmaninof, ber manico, però Scriabi' nun se batte»,
anche perché «quanno s'era sderenato 'a mano destra a forza de studia' ste
sonate de Betove, c'ha fatto? Ha scritto 'na cosa solo p'a mano sinistra! A
Scriabi' ma chi sei?».
Passione, disponibilità, spocchia zero. Il maestro Dj Spinetta è l'insegnante
di storia della musica che tutti avrebbero voluto avere, l'equivalente del
professor John Keating dell'Attimo fuggente, quello di «Capitano, mio
capitano» e di Robin Williams. Milioni di pagine scritte dai più grandi
studiosi fanno fatica a restituire l'emozione che trasuda dallo slogan
«musica classica da paura», coniato dall'esimio Spinetta.
Mandiamo le registrazioni a loop nelle aule di scuola, nessuno dimenticherà
mai più che i do della Pira stanno nella cabaletta del Trovatore «nella
quale Manrico decide de smolla' a pischella pe' precipitasse a sarva' quella
che se penza che è la madre», ma soprattutto sarà chiaro una volta per tutte
che «Verdi nun l'aveva scritti i do, poi se l'è ritrovati quanno hanno
cominciato a esegui' er pezzo». Sollecitato dal Dj che dovrebbe scrivere i
libri di testo, interviene dottamente l'illustrissimo Zelletta der Tufello,
rilevando che «i do c'ha messi il primo esecutore, er tenore Carlo Baucardé,
che ha scoattato de brutto, perché Verdi n'aveva scritti. E er pezzo è
diventato famoso non solo pe' a sua fattura egreggia ma anche pe' i due do
acuti. A me in finale m'arisurtano, però Verdi n'aveva scritti». La diatriba
rimane aperta mentre un coro inneggia a «radio coatta classica» sulle note
di Eine kleine Nachtmusik di Mozart. Finalmente il magnifico non ancora
rettore Spinetta chiarisce che «Verdi è schioppato 48 anni dopo, se voleva
di' quarcosa 'a diceva, se vede che 'sti do je so' piaciuti. E poi Baucardé
nun s'è 'nventato gniente, 'sti do l'ha ripresi da Rossini, ner Guglielmo
Tell c'è Arnoldo, che sempre pe' convenzione o perché j'annava, scoatta su
st'acuto proprio su le parole "Allarmi". Mo è un caso questo? M'o chiami
caso?».
No, non è un caso esimio. E non è un caso che la maggior parte degli
studenti di conservatorio si diplomino sapendo quante sono le sonate per
pianoforte di Beethoven senza averne mai ascoltata una, o senza avere un'opinione
su «Debbussì», forse perché vanno al supermercato invece che alla macelleria
der Zelletta.
E allora certo grazie a «La barcaccia» per la competente ironia sulla
lirica, che qualcuno in queste stanze rimpiange dal lunedì al venerdì alle
13, orario in cui non si può più collegare, impegnato com'è a tenere il
timone a dritta. Grazie pure a Rete Toscana Classica e ai programmi musicali
di Radio Vaticana, che mandano in onda capolavori latitanti in altri
palinsesti. Ma Dj Spinetta rimane unico e inimitabile. Bisognerebbe riuscire
a strapparlo a Radio Coatta Classica per farlo consulente del Ministero
della cultura, o almeno chiedergli di dare qualche consiglio e un po' di
passione agli insegnanti di musica, specialmente a quelli che insistono con
le date e dimenticano l'ascolto. Pare però che il Nostro stia attualmente
vagando «Nell'antro del re della montagna» del Peer Gynt di Grieg, il posto
migliore «pe' dasse 'na bella rabbrividita».
Marcello Filotei
14 gennaio 2012