Dorati (Decca), Ozawa (RCA)
> Chi mi consiglia una buona edizione dei Carmina Burana di Orff? Grazie.
Quella di Jochum, l'unica che ottenne l'OK da Orff stesso...........
--
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Marco Marcelli - Genova
e-mail: marc...@libero.it
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>Chi mi consiglia una buona edizione dei Carmina Burana di Orff? Grazie.
Secondo me una edizione sovrasta tutte le altre:
Jochum
Fischer Diskau - Stolze - Janowitz
DGG
Schillogeno
- - - - - -
"Does humor belong in music?"
(Frank Zappa, early '80)
>Secondo me una edizione sovrasta tutte le altre:
>
>Jochum
>Fischer Diskau - Stolze - Janowitz
>DGG
Confermo !!!!!
Però mi resta la curiosità di ascoltare quella di Muti di cui ho sempre
sentito parlare benissimo. Certo è che l'edizione di Jochum con quella
Santa Trinità vocale, assolutamente perfetta nei ruoli specifici, mi
pare insuperabile.
ciao
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
xi...@libero.it
-----
Conta solo non essere coinvolti
e trascinati via da cio' che si dice:
e si potra' poi dormire tranquilli.
> Confermo !!!!!
> Però mi resta la curiosità di ascoltare quella di Muti di cui ho sempre
> sentito parlare benissimo. Certo è che l'edizione di Jochum con quella
> Santa Trinità vocale, assolutamente perfetta nei ruoli specifici, mi
> pare insuperabile.
Confermo anch'io :-))
Anche a me hanno sempre parlato molto bene di quella diretta da Muti; prima
o poi la comprerò.
Ciao
Marco
>Però mi resta la curiosità di ascoltare quella di Muti di cui ho sempre
>sentito parlare benissimo. Certo è che l'edizione di Jochum con quella
>Santa Trinità vocale, assolutamente perfetta nei ruoli specifici, mi
>pare insuperabile.
Non volendo mettere in dubbio la perfezione vocale della Santa Trinità
(mai oserei... sono troppo bravi), vorrei però chiedervi una cosa: non
notate mai sbavature nel coro??? A me pare che a volte vadano
tremendamente fuori tempo!!!
Comprai questa edizione proprio perché caldamente consigliato su una
rivista di cui mi fido parecchio, però rimasi deluso per questo
aspetto!!!
Che dite, sono mie allucinazioni o no???
Pippus Aroffus
ICQ#:35469747
Assolutamente no. Anche a me piace poco quell'edizione. Ok, bravissimi i
solisti, ma la direzione è un pochino arida, priva del turgore e della
sensualità necessaria, piuttosto che soffrire per le castigate e asteniche
manchevolezze di Jochum allora mi godo la ipertrofica, ma godibilissima e
godereccia edizione di James Levine. Le migliori a mio parere restano
comunque Dorati e Ozawa, non male neppure Fruhbeck de Burgos, quella di Muti
non mi piace e meno che meno (voci a parte), ripeto, quella di Jochum.
ciao
Assolutamente la migliore in giro. Ora mi pare si troci nella collana The
Originals della DG. Io ce l' ho nel cofanetto rosso della DG insieme con i
Catulli Carmina (Sempre Jochum): semplicemente stupendo!!
Ho sentito a volte alla radio quella di Muti (che adesso da ricordi svendono
ad un prezzo irrisorio) ma non mi sembra un' interpretazione da urlo.
Dato che ho il culto di Karajan dico anche che in qualche archivio di non so
quale casa discografica dovrebbe esserci anche un' edizione sua: fu uno dei
primi ad eseguirli in Germania e data la sua amicizia con Orff credo che sia
una di quelle di riferimento (purtroppo vado solo per supposizioni dato che
non l' ho mai sentita- sigh!).
Ciao
Dario
Assolutamente no. Anche a me piace poco quell'edizione. Ok, bravissimi i
solisti, ma la direzione è arida, priva del turgore e della
sensualità necessarie, piuttosto che soffrire per le asteniche
carenze di Jochum allora mi godo la ipertrofica, ma godibilissima e
A dir la verità Orff scrisse a Muti le seguenti parole: "Grazie per la, per
così dire, seconda prima dei Carmina Burana"
E se Orff apprezzava così tanto la direzione di Muti evidentemente qualcosa
di buono c'è!
W Jochum!!!!
Daniele
Si forse qualcosa di buono c'è ma il concetto è che deve piacere a me non ad
Orff: lui può dire quello che gli pare (poteva!!).
> W Jochum!!!!
Sempre
Ciao
Dario
>Però mi resta la curiosità di ascoltare quella di Muti di cui ho sempre
>sentito parlare benissimo. Certo è che l'edizione di Jochum con quella
>Santa Trinità vocale, assolutamente perfetta nei ruoli specifici, mi
>pare insuperabile.
Scusa Vinicio. Se mi posso permettere un consiglio che forse potrebbe
servire ad ampliare un po' la conoscenza musicale, cosi' come e'
accaduto con me, perche' non lasci stare i Carmina Burana di Orff, che
pur essendo molto belli, sono in fondo un riuscitissimo falso storico.
Orff li compose nel 1937, su un testo estrapolato e adattato, dall'
antico codice latino di Beuren (di cui il nome Burana), conservato
oggi nella Biblioteca Nazionale di Baviera, e una volta appartenuto
alla biblioteca del monastero Benediktbeuren. Il testo che si conserva
nel museo bavarese e' da considerarsi un vero miracolo se si pensa
alle migliaia di preziosi manoscritti medievali, perduti a seguito
delle nefaste campagne di Napoleone che ridusse allo stato secolare
numerosissimi monasteri.
Ti dico questo, perche' esiste una ricostruzione fedelissima, iniziata
nel 1960 e terminata agli inizi del 1990, che ha dato vita a due
preziosi CD il cui contenuto si avvicina al massimo a cio' che doveva
essere il ritmo originale e il contorno musicale cosi' come accennato
nel manoscitto del 1300, sotto forma di semplici "neumi".
Il lavoro di ricerca, di ricostruzione e di esecuzione e' stato
portato a termine da Thomas Binkley e dai Fruhen Musik. L'opera
contiene la serie completa delle canzoni d'amore, di quelle
studentesce e dei poemi religiosi, scritti in latino e in tedesco in
un dialetto della regione di Neustift. Il lavoro di ricostruzione si
e' basato sul principio di creare uno stile interpretativo, che
rispettasse contemporaneamente il senso artistico e il rigore storico.
Racconta Binkley che la maggiore difficolta' e' stata quella di poter
consultare solo copie, non sempre chiarissime, dei celebri
manoscritti. Le annotazioni musicali offrivano un' indicazione molto
generica sul ritmo e sulla melodia, ma essendo un gran numero di
canzoni riportate anche da altri manoscritti con annotazioni musicali
piu' precise, e' stato possibile ricostruire le melodie dei Carmina
Burana, in maniera molto fedele.
I Carmina Burana sono considerati la piu' grande collezione di poesie
latine del medioevo tedesco. Ci troviamo di fronte a un' impresa, che
per la durata trentennale, ha dell' incredibile,e che ci permette di
ascoltare il codice di Beuren come era all' origine.
E' interessante leggere il racconto di Binkley che sembra una vera
epopea. E se si riflette bene lo e', perche' 30 anni dedicati a un
progetto, sono una vita.
Scrive Binkley: "...A un certo momento ebbi l' occasione di
familiarizzarmi con la musica monofonica del Medio Oriente e del Sud
Est Asiatico. Mi resi conto che l'esecuzione della musica monofonica,
non e' in alcun caso inferiore a quella della musica polifonica.
Tuttavia, questo tipo di musica appartiene piu' intimamente al mondo
dell' interprete che a quello del compositore. Questa nozione ci ha
spinto a creare forme di accompagnamento strumentale molto particolari
per i Carmina Burana. La regola di base che ha dominato le nostre
rappresentazioni e' stata l' individualita' e la facilita'
d'esecuzione. Riteniamo quindi di aver offerto un nuovo approccio
all'interpretazione della musica medievale. "
Io trovai questi dischi a Bangkok un paio d'anni fa. Li ho ascoltati
una volta e mi son sembrati sorprendenti. Qualche volta, per farmi
digerire meglio le porcate che debbo tradurre dal portoghese per
adattare i dialoghi ai signori doppiatori delle tante fiction che
inflazionano il nostro mercato televisivo, mi riascolto alcuni pezzi
che mi son piaciuti di piu', tipo il "Fas et Nefas" e il "Planctus
ante nescia". Un' ultima osservazione. I testi delle canzoni amorose e
studentesche sono splendidi cosi' come quelli dei poemi religiosi.
I due dischi portano il titolo di Carmina Burana (Das alte werk) -
Studio der Fruhen Musik - Thomas Ninley direttore - Teldec
4509-95521/2. Non so se questi dischi siano facilmente reperibili in
Italia. Spero di si. Comunque, alle brutte, qui' a Roma c'e' un
negozietto di dischi antichi e moderni e sicuramente una copia riesce
sempre a rimediarla.
Pensa che li pagai 900 bath ambedue ( circa 18 dollari ) !!
ciao
Giampaolo
_____________________________________________________
" Morire e' un male. Cosi' pensano gli dei,
altrimenti morirebbero anche loro "
Saffo
_____________________________________________________
Ciao Giampaolo,
ma come si chiama questo negozietto
e dove si trova qui a Roma ?
Ciao
Mario G.
gr...@tiscali.it
> Chi mi consiglia una buona edizione dei Carmina Burana di Orff? Grazie.
Orff ti consiglierebbe Jochum: l'edizione alla sua uscita ebbe
l'approvazione sottoscritta dell'Autore, che (se non sbaglio)
collaborò con il producer alla sua realizzazione.
Ho verificato che molti amici del NG sono d'accordo con lui: anch'io.
Ciao
Roberto
Mi permetto di segnalare altre due versioni oltre alla succitata di Binkley
(non Ninley) dei Carmina Burana, che seguono tale criterio
storico-filologico:
- Carmina Burana - New London Consort - Philip Pickett (Oiseau Lyre/Decca -
4cd 443 143-2, disponibili anche separatamente, dei quali mi pare che il
primo sia a medio prezzo)
- Carmina Burana - Clemenici Consort - René Clemencic (harmonia Mundi - 3cd
HMA 190336.38, disponibile anche su un solo cd con estratti)
> Non so se questi dischi siano facilmente reperibili in
> Italia.
In un negozio discretamente fornito si dovrebbero trovare.
Ciao
--
Aldo Galli - ICQ 118537919
MusicAntiqua - http://spazioweb.inwind.it/antiqua/
Come si fa aparlare di criteri filologici per musica del '900 quali i
Carmina Burana? Qui l'unica cosa antica sono i testi.
Daniele
>Mi permetto di segnalare altre due versioni oltre alla succitata di Binkley
>(non Ninley)
Penso che tu non abbia letto tutto il mio articolo, ma che ti sia
limitato alla parte finale. Altrimenti avresti notato che ho scritto
piu' volte il nome di Thomas Binkley con la corretta grafia, e quel
"Ninley" altro non poteva essere che un banale refuso. Ma tu cosa fai
di mestiere? Il revisore dei conti ?? :-))
>dei Carmina Burana, che seguono tale criterio
>storico-filologico:
Lo stesso criterio non direi. Quello di Philip Pickett e' incompleto e
nei CD sono inclusi anche altri brani medievali, fra i quali La Festa
degli sciocchi, che si eseguiva generalmente ad ogni capodanno. Non
son sicuro che abbia fatto uso completo di strumenti d'epoca.
L'edizione di Clemencic invece, e' molto accurata, con strumenti
d'epoca, probabilmente gli stessi usati da Binkley di cui Clemencic fu
grande collaboratore nella ricerca dei manoscritti non solo relativi
ai Carmina Burana, ma anche ad altre composizioni medievali.
Esiste anche una terza edizione, edita dalla ERATO, CD 0630-14987-2
con la "THE BOSTON CAMERATA", diretta da Joel Cohen
con il coro della Harward University.
La trascrizione e' la stessa di Binkley e Clemencic e gli
arrangiamenti musicali sono di Joel Cohen.
Questa edizione e' stata dedicata alla memoria di Binkley, morto nel
1995.
Ti riporto quello che Cohen ha scritto nel frontespizio del libretto
che accompagna i CD.
"The first, pioneering attempt to reconstruct original Carmina Burana
melodies in modern performance was made by the Studio der Frühen Musik
in the mid 1960's. The ensemble's leader, a renegade young American
expatriate named Thomas Binkley, created a mini-revolution in the
musical world. Along with the Studio's main singer, mezzo-soprano
Andrea von Ramm, Binkley forged a daring new approach to the
interpretation of medieval song, literally re-inventing a convincing
performance style for important, long-forgotten works. Everyone who
has played and sung medieval music since then is indebted to those
wonderful, audacious experiments. We dedicate this recording to Tom
Binkley's memory.
Joel Cohen"
Qui' a Roma, si puo' sperare di trovarli, tutti e quattro,
all' Allegretto. A me basta avere quello di Binkley, che e' di gran
lunga considerato il migliore, oltre ad essere stato il primo ad
uscire sul mercato, malgrado l'autore abbia continuato per molti anni,
quasi fino alla sua morte, a studiare, modificare, limare, correggere
quella sua interpretazione del Codice di Beuren.
Giampaolo
P.S. A proposito di refusi. Quel tuo " Clemenici Consort" non sta per
caso al posto di "Clemencic Consort" ? :-))
_____________________________________________________
" Il bello dei fiori e' che marciscono subito "
Anonimo
_____________________________________________________
>Come si fa aparlare di criteri filologici per musica del '900 quali i
>Carmina Burana? Qui l'unica cosa antica sono i testi.
>Daniele
>
Dovresti fare un piccolo sforzo e cercare di capire che Orff scrisse
nel 1937 i suoi Carmina Burana, su testi estrapolati dal codice
medievale latino-tedesco di Beuren, tutt'ora conservato nella
Biblioteca Nazionale di Baviera.
Il suddetto codice esiste dal 1300 e forse e' anche un po' piu'
antico, e contiene le indicazioni, talvolta chiare, talvolta non
chiare, di come venivano eseguiti all' epoca quei canti, quei cori e
quei carmi. Indicazioni espresse in "neumi" che sono gruppi di note,
come i "porrectus" proprie del gregoriano.
Ecco. C'e' qualcuno che si e' preso la briga di risalire alle fonti,
come avrai potuto leggere nei post precedenti. Questi "qualcuno" sono
emeriti musicisti, medievalisti e hanno inciso l'opera completa con
strumenti dell'epoca, se permetti, dedicando a questa ricostruzioni
numerosi anni della loro vita, quando solitamente la gente comune si
fa delle seghe, come diceva il povero Cresci.
Quanto a Orff nessuno nega che i suoi Carmina Burana siano belli. Ma
sono musica del novecento, "mascherata" da medioevo, o meglio
"appoggiata" su testi medievali, modificati. Hanno avuto fortuna e ne
esistono versioni a non finire.
Io cercavo di suggerire a Vinicio di conoscere queste musiche
medievali cosi' com'erano all'epoca, se non altro per cambiare e
risalire alle fonti dei veri Carmina Burana. Una semplice operazione
storica e non la ricerca dell'acqua calda.
Spero tu abbia capito.
Giampaolo
Io e Giampaolo non stavamo parlando della muscia di Orff.
Lo so, perň io avevo quotato quella parte nel post e non volevo si creasse
confusione, tutto qui.
> Ma tu cosa fai
> di mestiere? Il revisore dei conti ?? :-))
cativo :(
> Lo stesso criterio non direi. Quello di Philip Pickett e' incompleto e
> nei CD sono inclusi anche altri brani medievali, fra i quali La Festa
> degli sciocchi, che si eseguiva generalmente ad ogni capodanno. Non
> son sicuro che abbia fatto uso completo di strumenti d'epoca.
Ecco, di questa ho solo dei brani registrati dalla radio, e hai fatto bene a
dirmi che non si tratta di una versione completa cosě non corro il rischio
di acquistarli.
> L'edizione di Clemencic invece, e' molto accurata, con strumenti
> d'epoca, probabilmente gli stessi usati da Binkley di cui Clemencic fu
> grande collaboratore nella ricerca dei manoscritti non solo relativi
> ai Carmina Burana, ma anche ad altre composizioni medievali.
Questa č la versione che possiedo.
> Esiste anche una terza edizione, edita dalla ERATO, CD 0630-14987-2
> con la "THE BOSTON CAMERATA", diretta da Joel Cohen
> con il coro della Harward University.
Sebbene conosca The Boston Camerata non ero perň a conoscenza della loro
interpretazione dei Carmina Burana...
> P.S. A proposito di refusi. Quel tuo " Clemenici Consort" non sta per
> caso al posto di "Clemencic Consort" ? :-))
Ecco, cosě siamo alla pari :)
Ciao.
Aldo.
>non
>notate mai sbavature nel coro??? A me pare che a volte vadano
>tremendamente fuori tempo!!!
Si, è vero. Magari non tremendamente, ma è vero ...
Non voglio dire una cosa che farà inorridire tutto il gruppo ma in
generale "il tempo" non è tra le cose che viene meglio a Jochum. Secondo
me era sordo.
Non solo con notazione neumatica: alcuni (solitamenti quelli con testo in
tedesco antico) sono scritti utilizzando neumi in campo aperto (quindi
praticamente impossibile è decifrarli). E non è solo il gragoriano ad
influenzarne la scrittura musicale: se noti è evincibile una forte influenza
dei 6 modi ritmici della cosidetta scuola di Notre Dame.
Avanzare ipotesi sulla loro esecuzione è IMHO molto difficile su basi
scentifiche, comunque ogni tentativo è benvenuto.
> Ecco. C'e' qualcuno che si e' preso la briga di risalire alle fonti,
> come avrai potuto leggere nei post precedenti. Questi "qualcuno" sono
> emeriti musicisti, medievalisti e hanno inciso l'opera completa con
> strumenti dell'epoca, se permetti, dedicando a questa ricostruzioni
> numerosi anni della loro vita, quando solitamente la gente comune si
> fa delle seghe, come diceva il povero Cresci.
> Quanto a Orff nessuno nega che i suoi Carmina Burana siano belli. Ma
> sono musica del novecento, "mascherata" da medioevo, o meglio
> "appoggiata" su testi medievali, modificati. Hanno avuto fortuna e ne
> esistono versioni a non finire.
Di medioevale nella musica di Orff ci sono al massimo alcune quinte
parallele. Pensavo che la parola "filologia" fosse riferita alla musica di
Orff e non a quella, presunta, originale.
Ora, col tuo permesso torno a farmi le seghe.
Daniele
>Mi permetto di segnalare altre due versioni oltre alla succitata di Binkley
>(non Ninley) dei Carmina Burana, che seguono tale criterio
>storico-filologico:
>
>- Carmina Burana - New London Consort - Philip Pickett (Oiseau Lyre/Decca -
>4cd 443 143-2, disponibili anche separatamente, dei quali mi pare che il
>primo sia a medio prezzo)
>- Carmina Burana - Clemenici Consort - René Clemencic (harmonia Mundi - 3cd
>HMA 190336.38, disponibile anche su un solo cd con estratti)
Trovo interessante anch'io la versione del Clemencic Consort (che ebbi
peraltro la fortuna di ascoltare "dal vivo" a Padova 25 anni fa).
Sia perň ben chiaro che tale versione nulla c'entra con la versione di
Jochum e le molte consimili ma - secondo me - inferiori (esempio:
Ormandy).
>Scusa Vinicio. Se mi posso permettere un consiglio che forse potrebbe
>servire ad ampliare un po' la conoscenza musicale, cosi' come e'
>accaduto con me, perche' non lasci stare i Carmina Burana di Orff, che
>pur essendo molto belli, sono in fondo un riuscitissimo falso storico.
Ma che c'entra? Sarebbe come a dire che non bisogna ascoltare le Antiche
Danze e Arie di Respighi. Comunque il lavoro di Orff non è affatto un
"falso storico". La scrittura è evidentemente moderna e ciò che lo lega
ai Carmina Burana sono solo i testi, niente più.
Comunque ti è andata bene. Sei l'unica persona del gruppo a cui non
posso dire che quando ascoltavo i Carmina Burana "originali" sui 5 LP di
René Clemencic non eri ancora nato. :-)))
>
>Comunque ti è andata bene. Sei l'unica persona del gruppo a cui non
>posso dire che quando ascoltavo i Carmina Burana "originali" sui 5 LP di
>René Clemencic non eri ancora nato. :-)))
Fai male ! Invece dovresti proprio dirlo. Ti autorizzo :-)))
Comunque spiegalo anche a Schillo, che continua a pensare che le
musiche del 1300 di Clemencic, Binkley etc. siano le stesse di Jochum
e le molte consimili ma - secondo lui - inferiori (esempio: Ormandy).
E questa volta ci va proprio bene di non confondere il culo con le 40
ore :-))
Comunque non dici se conosci, ne' se ti interessa conoscere la
versione di Binkley, che e' la prima di tutte quelle "medievali"
perche' fu incisa nel 1964, ed e' ritenuta dalla critica la migliore e
la piu' vicina all'originale, mentre quella del suo collaboratore e
allievo Clemencic e' del 1970.
> Si, è vero. Magari non tremendamente, ma è vero ...
> Non voglio dire una cosa che farà inorridire tutto il gruppo ma in
> generale "il tempo" non è tra le cose che viene meglio a Jochum. Secondo
> me era sordo.
Non è vero, dai!
Io ho i concerti per piano di Brahms con Gilels e va alla grande. E poi fu
trai pretendenti alla successione a Furtwaengler per i Berliner: poi così
sordo non doveva essere!
Dario
>On Sun, 04 Nov 2001 22:10:37 GMT, v i n i x © <xi...@libero.it> wrote:
>
>
>>
>>Comunque ti è andata bene. Sei l'unica persona del gruppo a cui non
>>posso dire che quando ascoltavo i Carmina Burana "originali" sui 5 LP di
>>René Clemencic non eri ancora nato. :-)))
>
>Fai male ! Invece dovresti proprio dirlo. Ti autorizzo :-)))
>
>Comunque spiegalo anche a Schillo, che continua a pensare che le
>musiche del 1300 di Clemencic, Binkley etc. siano le stesse di Jochum
>e le molte consimili ma - secondo lui - inferiori (esempio: Ormandy).
>E questa volta ci va proprio bene di non confondere il culo con le 40
>ore :-))
Evidentemente ***non sai o non vuoi*** più leggere quanto scrivo.
Appena qualche post sopra al tuo, c'è scritto di mio pugno:
"Trovo interessante anch'io la versione del Clemencic Consort (che
ebbi peraltro la fortuna di ascoltare "dal vivo" a Padova 25 anni fa).
******Sia però ben chiaro che tale versione nulla c'entra con la
versione di Jochum***** e le molte consimili ma - secondo me -
inferiori (esempio: Ormandy)."
>> Non voglio dire una cosa che farà inorridire tutto il gruppo ma in
>> generale "il tempo" non è tra le cose che viene meglio a Jochum. Secondo
>> me era sordo.
>
>Non è vero, dai!
>Io ho i concerti per piano di Brahms con Gilels e va alla grande.
il secondo è semplicemente meraviglioso, forse il migliore. Il primo non è
un granché, ma si sa che Gilels lo studiò apposta per registrarlo!
Evidentemente non lo amava molto, perché tra i due concerti c'è un abisso
interpretativo.
florestano
> il secondo è semplicemente meraviglioso, forse il migliore. Il primo non è
> un granché, ma si sa che Gilels lo studiò apposta per registrarlo!
> Evidentemente non lo amava molto, perché tra i due concerti c'è un abisso
> interpretativo.
>
Mah, io non sarei così drastico: anche nel primo sia il direttore che il
pianista danno una bella prova di loro stessi. Io devo ancora sentirlo un
primo con le linee sinuose come le fa Gilels e questo lo rende uno dei miei
"primi" preferiti. E' anche vero però che ancora non ho sentito quello di
Rubinstein che in Brahms è una voce di rilievo.
Dario
v i n i x © ha scritto:
>
> > Si, è vero. Magari non tremendamente, ma è vero ...
> > Non voglio dire una cosa che farà inorridire tutto il gruppo ma in
> > generale "il tempo" non è tra le cose che viene meglio a Jochum. Secondo
> > me era sordo.
I meno giovani come me ricordano Jochum come un grande direttore. IMHO
sottostimato già in vita, quasi dimenticato post mortem. Si ricordano
appena questi Carmina Burana e i concerti di Brahms. Eppure incise
tantissimo: vorrei segnalare ad es. Il Ratto dal Serraglio o le Sinfonie
di Bruckner (ben due integrali!) di cui fu uno dei maggiori interpreti.
Un direttore da riscoprire e rivalutare.
Sordo? be' allora musicalmente in ottima compagnia: Beethoven,Smetana...
Ciao
Roberto
> >Io ho i concerti per piano di Brahms con Gilels e va alla grande.
>
> il secondo è semplicemente meraviglioso, forse il migliore. Il primo non è
> un granché, ma si sa che Gilels lo studiò apposta per registrarlo!
> Evidentemente non lo amava molto, perché tra i due concerti c'è un abisso
> interpretativo.
Mi trovi d'accordo. Il Primo di Gilels non mi entusiasma (manca di
quell'impeto romantico senza il quale non vive), mentre non scambierei
il Secondo con nessun altro di quelli da me ascoltati.
Ciao,
Paolo
--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy
>Mah, io non sarei cosě drastico:
forse sono sembrato drastico, mi dispiace, ma il mio "metro" di valutazione
č lo stesso Gilels in altre prove; indubbiamente, come scrivi tu, "anche nel
primo sia il direttore che il pianista danno una bella prova di loro
stessi", ma visto che scrivi
>Io devo ancora sentirlo un
>primo con le linee sinuose come le fa Gilels
mi chiedo se hai ascoltato il mitico Arrau (quello della piů vecchia
registrazione EMI con Giulini)... per me quello č veramente meraviglioso.
florestano
>Mi trovi d'accordo. Il Primo di Gilels non mi entusiasma (manca di
>quell'impeto romantico senza il quale non vive), mentre non scambierei
>il Secondo con nessun altro di quelli da me ascoltati.
beh, più d'accordo di così... :-) pensa che, nonostante la mia adorazione
per il 2° di Arrau e quello di Richter, continuo a pensare che la fusione
raggiunta da Jochum e Gilels sia qualcosa di irripetibile!
ciao,
florestano
>ma visto che scrivi
>
> >Io devo ancora sentirlo un
> >primo con le linee sinuose come le fa Gilels
>
> mi chiedo se hai ascoltato il mitico Arrau (quello della più vecchia
> registrazione EMI con Giulini)... per me quello è veramente meraviglioso.
Effettivamente no, chiedo venia. Vorrà dire che provvederò! Allora ai
prossimi acquisti: primo di Arrau e di Rubinstein (così per colmare una
*grave* lacuna). Sinceramente conto più su Rubinstein che su Arrau che non è
un pianista per cui stravedo (anche se non si sta parlando di un pianista
qualunque).
Dario
bravo! :-)
>Sinceramente conto più su Rubinstein che su Arrau che non è
>un pianista per cui stravedo (anche se non si sta parlando di un pianista
>qualunque).
ricordo che anche quello di Rbinstein era molto bello, sebbene non lo abbi
apiù ascoltato da tantissimo tempo (non so neanche dove è finita la
cassetta!). IMHO Arrau è un pianista che in alcune cose si gusta e si
capisce col tempo e con pazienza. Ricordo che da ragazzino, a parte certe
cose che mi piacevano e che mi hanno aperto orizzonti nuovi, non lo
sopportavo, poi ho visto le cose in modo molto diverso. Ancora oggi ci sono
cose suonate da lui che mi risultano "indigeste", ma è universalmente
riconosciuto anche da chi non lo ama molto che il 1° di Brahms è "suo"
territorio. E poi amare Arrau non impedisce, almeno a me, di amare altri
pianisti che sono ai suoi antipodi e sono sicuro che sarà lo stesso per te!
ciao,
florestano
> Effettivamente no, chiedo venia. Vorrà dire che provvederò! Allora ai
> prossimi acquisti: primo di Arrau e di Rubinstein (così per colmare una
> *grave* lacuna). Sinceramente conto più su Rubinstein che su Arrau che non è
> un pianista per cui stravedo (anche se non si sta parlando di un pianista
> qualunque).
Vai tranquillo... il Primo di Arrau è una di quelle esecuzioni da isola
deserta. Diciamo che - mancando un po' della sua leggendaria modestia -
Arrau ripeteva spesso che di quel concerto nessuno aveva capito nulla. E
che i pianisti si ostinava ad eseguirlo troppo velocemente. Però...
all'atto pratico è molto convincente.
Io però non ti consiglierei l'esecuzione con Giulini (pur splendida). Gli
preferisco di gran lunga (anche per la migliore qualità sonora) quella
della Philips con Bernard Haitink.
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)
> Mi trovi d'accordo. Il Primo di Gilels non mi entusiasma (manca di
> quell'impeto romantico senza il quale non vive), mentre non scambierei
> il Secondo con nessun altro di quelli da me ascoltati.
Sei certo di non conoscere la versione di S.Richter!?!?!
Secondo me e' mostruosa.
--
========================
Marco Marcelli - Genova
marc...@libero.it
========================
Cosa pensi della versione di Brendel con Abbado ?
E' stata la prima che abbia ascoltato e mi è sempre
rimasta impressa.
ciao
c.
> Sei certo di non conoscere la versione di S.Richter!?!?!
Ce ne sono diverse. Io conosco (e amo alla follia) sia quella con
Karajan, che quella con Leinsdorf a capo dell'orchestra. Ma quella di
Gilels con Jochum, forse un tantino piů "elegante" e "trattenuta", mi
piace persino di piů.
> Cosa pensi della versione di Brendel con Abbado ?
> E' stata la prima che abbia ascoltato e mi č sempre
> rimasta impressa.
Confesso una delle mie rarissime "ignoranze" (in tema di esecuzioni
pianistiche!) ^^;;;
Non ho sentito alcun Brahms (tranne la trascrizione del Sestetto op. 18)
eseguito da Brendel. E me ne dispiaccio. Diciamo che sulla carta, non mi
sembrava un interprete in grado di arrivare vivo alla fine del Secondo...
;-)
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
evvai ! una volta tanto ti ho beccato su un'esecuzione
pianistica che non conosci ;-))) cmq a dir la verità anch'io
il primo di Brahms l'avevo messo abbastanza nel
dimenticatoio (come ascolti, ovviamente :-D), fino a
quando un annetto fa, prima di ascoltare qui a BG
l'esecuzione della Leonskaya con Blomstedt che
dirigeva l'orchestra del Gewandhaus, (mi pare anche
di averne parlato qui sul NG) sono andato a
comprarmi al volo il terzo doppio di Brendel
della serie dei Gr.Pian. del XX secolo, e ho ri-scoperto
quanto è bello in realtà. Anche il concerto lo ricordo
con piacere, ma più per la IV sinfonia che per il
1° concerto ...
> Diciamo che sulla carta, non mi
> sembrava un interprete in grado di arrivare vivo alla fine del Secondo...
> ;-)
beh, non sarà un super-mostro di tecnica, ma i suoi
bei Liszt li ha incisi, e per me anche bene. Sullo stesso
doppio di cui sopra ce n'è una bella serie (compreso
"Vallée d'Obermann" .. ti ricorda qualcosa ?). Pure molto
belle, e altrettanto poco note, le "Variations Serieuses"
di Mendelssohn ... va bè, ho capito ;-) ci sentiamo
in e-mail.
ciao
c.
Anche io trovo
il Secondo di Gilels molto bello, ma ce ne sono almeno un paio con cui lo
scambio lo farei, e in verità anche abbastanza a cuor leggero: quello di
Richter (a Praga, dal vivo, 1950) e quello di Rubinstein (a Varsavia,
sempre dal vivo, nel concerto inaugurale del concorso Chopin, quello vinto
da Pollini... 1960 vero?)
Saluti
Gaetano
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
> Vai tranquillo... il Primo di Arrau è una di quelle esecuzioni da isola
> deserta. Diciamo che - mancando un po' della sua leggendaria modestia -
> Arrau ripeteva spesso che di quel concerto nessuno aveva capito nulla. E
> che i pianisti si ostinava ad eseguirlo troppo velocemente. Però...
> all'atto pratico è molto convincente.
> Io però non ti consiglierei l'esecuzione con Giulini (pur splendida). Gli
> preferisco di gran lunga (anche per la migliore qualità sonora) quella
> della Philips con Bernard Haitink.
Grazie delle indicazioni.
A presto
Dario
Quali sono gli estremi del secondo Richter/Karajan che non lo conosco?
Io con Karajan ho quello che realizzň con Anda (DG) ma con Richter no! Mi
interesserebbe e pure mucho.
D.
> Quali sono gli estremi del secondo Richter/Karajan che non lo conosco?
> Io con Karajan ho quello che realizzň con Anda (DG) ma con Richter no! Mi
> interesserebbe e pure mucho.
Perdono: non č Sviatoslav Richter, ma Hans Richter-Haaser. Il vinile era
pubblicato dalla EMI, e non so se esita in CD (immagino di sě). Credo,
tra l'altro, che sia l'unico disco che io possieda con questo pianista.
> beh, non sarà un super-mostro di tecnica, ma i suoi
> bei Liszt li ha incisi, e per me anche bene.
Benissimo musicalmente, certo, ma non in modo tecnicamente
trascendentale. Anzi, negli "Anni di Pellegrinaggio" ha truccato
tantissimi passi (Orage è un vero scempio).
> Pure molto
> belle, e altrettanto poco note, le "Variations Serieuses"
> di Mendelssohn ...
One moment. Quella è una interpretazione superba, che fa parte di un
album altrettanto superbo (che tu, evidentemente non hai) con:
Variazioni su un minuetto di Duport (Mozart)
Variations Serieuses (Mendelssohn)
Variazioni dal Sestetto op. 18 (Brahms)
Variazioni su "Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen" (Liszt)
> va bè, ho capito ;-) ci sentiamo
> in e-mail.
Che è meglio... 8-)
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
>> Vai tranquillo... il Primo di Arrau è una di quelle esecuzioni da isola
>> deserta. Diciamo che - mancando un po' della sua leggendaria modestia -
>> Arrau ripeteva spesso che di quel concerto nessuno aveva capito nulla. E
>> che i pianisti si ostinava ad eseguirlo troppo velocemente. Però...
>> all'atto pratico è molto convincente.
>> Io però non ti consiglierei l'esecuzione con Giulini (pur splendida). Gli
>> preferisco di gran lunga (anche per la migliore qualità sonora) quella
>> della Philips con Bernard Haitink.
>
>Cosa pensi della versione di Brendel con Abbado ?
>E' stata la prima che abbia ascoltato e mi è sempre
>rimasta impressa.
a me piace molto (e molto più che il loro Secondo).
Arrau a parte (che, naturalmente, è ancora una volta sopra tutti) è
forse una delle prime interpretazioni che vorrei citare...
T