Saluti.
Di Giudici non potrò più dimenticare come ha definito la Desdemona di Katia
Ricciarelli nell'Otello di Maazel, ovvero sia che "il personaggio viene
confinato dalla Ricciarelli ad una pupattola mezza scema".. alcune
definizioni di Giudici, giuste o meno che siano, entrano di diritto tra le
cose più esilaranti che abbia prodotto la critica discografica italiana
degli ultimi 50 anni
Di Giudici non potrò più dimenticare come ha definito la Desdemona di Katia
Ricciarelli nell'Otello di Maazel, ovvero sia che "il personaggio viene
ridotto dalla Ricciarelli ad una pupattola mezza scema".. alcune definizioni
Mah, su questo trovo che in effetti non abbia poi tutti i torti...Del Monaco
canta la parte in un declamato pseudowagneriano praticamente dall'inizio
alla fine...forse dire che stanca non č esatto: direi piuttosto che in
parecchi punti un simile approccio non mi sembra necessariamente il pių
appropriato. Trovo che Domingo abbia saputo differenziare in modo pių
convincente questi momenti.
Riguardo all'orchestra, pur apprezzando suoni sontuosi quali quello che si
puō ascoltare qui, devo dire che trovo i Wiener certamente tecnicamente
ineccepibili, ma anche meno partecipi, ad esempio, dell'orchestra scaligera
di Kleiber. Lė si respira un clima rovente dall'inizio alla fine...mentre in
questa incisione si sente un gran bel suono, ma poco di pių...certo, rimane
solo una mia impressione...
Andrea
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Del Monaco avrà avuto tutti i difetti stilistici che gli si vogliono
imputare ma cantava dal vivo tutto l'Otello in tono e con piena voce
dall'inizio alla fine. Domingo, sin dalle prime recite alla Scala, ha avuto
sempre grandi problemi nel secondo atto e in certi passaggi. E' troppo
facile "liquidare" Del Monaco come un Otello stentoreo e volgare. Provate ad
ascoltare la registrazione live dal Metropolitan nel 58 per capire dove
poteva arrivare (per non parlare dello Jago di Warren !!!). Purtroppo il
disco diretto da Karjan nel 60 lo coglie in iniziale declino. Meglio per lui
quello diretto da Erede nel 54. Quanto a Protti si sà che fu chiamato a
sostituire all'ultimo minuto Bastianini colpito da un tumore alla gola che
l'avrebbe portato ad una morte prematura. Trovo inoltre che l'Otello di
Domingo sia meglio fraseggiato, più nelle righe, ma non poi tanto distante
da quello di Del Monaco, voce a parte. Si tratta di un Otello più pulito,
meno esagerato e plateale, attento al fraseggio, ma la vera differenza la fà
solo Vickers. Quello si che è un s Otello in grado di gettare ombra su
quello di Del Monaco. Ma non quello di Domingo.
Marco Daverio
> Se c'è qualcuno che ha il libro in questione e mi vuol dire che ne pensa
di
> quelle opinioni e dell'eventuale inattualità di quella registrazione, si
> faccia avanti.
Io ho l'opera in questione, e le affermazioni che riporti mi paiono
demenziali
--
============================
Marco Marcelli - Genova (Italy)
marco_m...@libero.it
http://digilander.iol.it/mm55ge
============================
Ho letto anche l'altro tuo post riguardo alla frase sulla critica ; il
problema del ruolo e dell'attendibilità dei critici l'ho già sollevato tempo
fa, ma credo sia abbastanza irrisolvibile, nel senso che in quel mondo ci
saranno sempre opinioni discordanti e contrastanti , nonostante l'alta
preparazione delle persone che lo compongono (di solito).
E' anche abbastanza ovvio che ciascuno abbia la sua opinione; tra l'altro in
molti casi vi sono opinioni spesso simili, casi che mettono, più o meno,
d'accordo tutti.
Da quel poco che ho letto di Giudici, mi sembra che si tratti di un tipo
abbastanza simpatico...E' spassosa la definizione della Desdemona della
Ricciarelli da te riportata, anche se si tratta dell'ennesimo caso in cui
non c'è accordo fra i critici ; quell'Otello in generale non viene comunque
considerato niente male. Ho letto un suo giudizio negativo sempre sulla
Ricciarelli riguardo all'Aida (D.G: 1981) diretta da Abbado : viene definita
carente sia sulle note acute sia sulle gravi e per niente persuasiva e
convincente. La rivista Gramophone non è molto d'accordo, definendola invece
quantomeno degna del ruolo, anche se non eccezionale.
Ovviamente parole negativissime le riserva Giudici riguardo alla sua
Turandot, anche se si salva la bellezza del timbro. Sul fatto che la sua
Turandot sia una delle più inadatte e negative concordano quasi tutti...
Un giudizio particolarmente sprezzante ce l'hanno Gramophone e Giudici
riguardo alla Traviata di Mehta del 1992 con la Te Kanawa.
Si dice,da parte di Giudici, che la protagonista non è in nessun modo in
grado di entrare nel ruolo, che la sua voce non la sorregge minimamente,
essendo anche appesantita dall'età; Kraus nel ruolo di Alfredo,
ultrasessantenne, sembra più vecchio del giovane Hvorostowsky (Germont).
Tuttavia si dice che il vecchio canti nonostante tutto, molto meglio del
giovane.
Mehta sembra dirigere perchè obbligato, quasi per adempiere ad una
formalità...
Anche per la Traviata di Kleiber ci sono parole abbastanza severe. E cosi'
via...
Ciao.
Questo ha sicuramente la sua importanza, ma non toglie i difetti
eventualmente presenti in Del Monaco.
>Purtroppo il
> disco diretto da Karjan nel 60 lo coglie in iniziale declino. Meglio per
lui
> quello diretto da Erede nel 54.
Mi sembra che il problema che spesso viene attribuito a Del Monaco sia
quello di sbraitare troppo e di non cogliere l'aspetto più "raffinato" di
Otello , che si dice Domingo cogliesse meglio.
Io non conosco le registrazioni in questione,ma ho sentito dire che nel 54
Del Monaco canta ancora più forte, in modo incontrollato; mentre con Karajan
che gli dà la giusta misura, le cose vanno meglio.
>Trovo inoltre che l'Otello di
> Domingo sia meglio fraseggiato, più nelle righe, ma non poi tanto distante
> da quello di Del Monaco, voce a parte. Si tratta di un Otello più pulito,
> meno esagerato e plateale, attento al fraseggio, ma la vera differenza la
fà
> solo Vickers. Quello si che è un s Otello in grado di gettare ombra su
> quello di Del Monaco. Ma non quello di Domingo.
Penso quasi tutti possano concordare sul fatto che i migliori "Otelli" nelle
registrazioni o addirittura in generale, siano questi tre, o comunque si
collochino fra i migliori ; vengono sempre citati questi come esempi di modi
differenti di interpretare il personaggio, insieme a Vinay (?).
Ciao.
> Purtroppo il
> disco diretto da Karjan nel 60 lo coglie in iniziale declino.
Accidenti!
Se quello e' declino.........!! :-)
> Trovo inoltre che l'Otello di
> Domingo sia meglio fraseggiato, più nelle righe, ma non poi tanto distante
> da quello di Del Monaco, voce a parte. Si tratta di un Otello più pulito,
> meno esagerato e plateale, attento al fraseggio
Sono d'accordo.
> ma la vera differenza la fà
> solo Vickers. Quello si che è un s Otello in grado di gettare ombra su
> quello di Del Monaco.
Qui evito ogni commento.........:-)
Le affermazioni di Giudici sono notoriamente abbastanza bizzarre...
Comunque io le ho riportate con scarsa precisione.
Penso,però,cosi' a occhio e croce, che un poco urlato l'Otello di Del Monaco
sarà...
Sono comunque curioso di sentire quella versione. Anche perchè, alla fin
fine, ascoltando le verie opinioni e recensioni, di Otelli eccezionali,
senza difetti non ne esisterebbero. Si parla bene di quello di Vickers, ma
con qualche dubbio sul suo timbro di voce (ho letto uno scambio fra te e
Daverio di parecchio tempo fa, sulla voce "stridula" etc...). Quello di
Domingo va bene, anche se qualcosa viene criticato anche in lui; se si
prende la versione con Chung presenta altri difetti, Giudici dice che la
Ricciarelli sembra una "pupattola", perciò l'unica edizione buona con
Domingo dovrebbe essere quella di Levine
(Rca 1978).
Se si tiene poi conto anche della qualità di registrazione, dato che non si
tratta probabilmente di un'opera facile da registrare, ed eventualmente del
prezzo (!), le cose si complicano...
Ciao.
> perciò l'unica edizione buona con
> Domingo dovrebbe essere quella di Levine
> (Rca 1978).
Forse non esiste in disco, ma se ci fosse ti consiglierei la diretta dalla
Scala con Kleiber, nel 1976, insieme alla Freni e a Cappuccilli.
Fu una serata memorabile.
Scusa se mi permetto Gianluca, ma le osservazioni sulle interpretazioni dei
cantanti non si fanno sul "si dice" o sul "ho sentito dire". Non si può
pretendere che siano asocoltati live certi cantanti degli anni 50 però
almeno averne ascoltato le registrazioni. Posso darti un consiglio ? Butta
nella spazzatura i libri di Giudici o Celletti e comprati piuttosto qualche
CD live della Mytho. Sono sicuro che il tuo buon gusto porterà ad
osservazioni molto interessanti da condividere su questo gruppo.
Marco Daverio
Un poco? Un bel po'. Qualcuno poco sopra ha detto che anche dal vivo
Del Monaco cantava tutto l'Otello in piena voce. E' quella la cosa più
esasperante di Del Monaco in tutte le incisioni che ho ascoltato,
anche registrate dal vivo: il fatto che nell'intimità della camera da
letto il suo Otello canta a squarciagola come se fosse in piazza,
senza apparentemente capire il significato di parole come "e tu
m'amavi per le mie sventure ed io t'amavo per la tua pietà". La
Tebaldi, in entrambe le incisioni Decca (Erede e Karajan), gli dà man
forte, urlacchiando anche lei in maniera assai superficiale.
Tutto ciò IMHO, ovviamente.
Sempre assolutamente IMHO il buon vecchio Pavarotti in camera da letto
(e con gran dispendio di ingegneria del suono) è uno dei pochi che sa
aggrapparsi alla parola e tirare fuori un po' di quei sentimenti.
Peccato che sia accoppiato a un'indegna desdemona.
E' disperante la pochezza con cui buona parte degli interpreti
(Domingo compreso) affrontano quella scena. Pensare che le parole sono
tra le più belle e le più intense che si possono ascoltare all'opera.
enrico
:// cut > La Tebaldi, in entrambe le incisioni Decca (Erede e Karajan), gli
dą man forte, urlacchiando anche lei in maniera assai superficiale.
Ho ascoltato la Tebaldi solo nel secondo disco che citi ... e non sono per
niente d'accordo. Credo anzi che la sua Desdemona sia una delle migliori
(che ho ascoltato). Mi ha colpito sin dal primo ascolto per la "leggerezza"
del suo canto. La "parola verdiana" trova in Lei una eccellente e
raffinatissima interprete.
Non amo particolarmente l'Otello di Verdi, ma affermare che la signorina
Renata urlacchiasse in maniera superficiale "suona" un pņ come una
bestemmia.
> Tutto ciņ IMHO, ovviamente.
... ed anche per me :)
Un vero urlatore senza stile era semmai Di Stefano
"giorgio :)-" <donat...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:amc6ed$fma$1...@serv1.iunet.it...
> "enrico" <sieg...@iol.it> ha scritto
>
> :// cut > La Tebaldi, in entrambe le incisioni Decca (Erede e Karajan),
gli
> dà man forte, urlacchiando anche lei in maniera assai superficiale.
>
> Ho ascoltato la Tebaldi solo nel secondo disco che citi ... e non sono per
> niente d'accordo. Credo anzi che la sua Desdemona sia una delle migliori
> (che ho ascoltato). Mi ha colpito sin dal primo ascolto per la
"leggerezza"
> del suo canto. La "parola verdiana" trova in Lei una eccellente e
> raffinatissima interprete.
>
> Non amo particolarmente l'Otello di Verdi, ma affermare che la signorina
> Renata urlacchiasse in maniera superficiale "suona" un pò come una
> bestemmia.
>
> > Tutto ciò IMHO, ovviamente.
"Stefano" <mont...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:9Ehi9.4$D%3....@tornado.fastwebnet.it...
Il pericolo di queste pubblicazioni è che rischiano di diventare una
sorta di "bibbia" dell'ascoltatore. Giudici è un critico molto
preparato, esprime le sue opinioni, che sono sempre discutibili e
opinabilissime. Purtroppo quella brutta consuetudine delle stellette
di valutazione dà un specie di valore assoluto a ciò che invece è solo
soggettivo; eppure a molti le stellette o palline piacciono: le avevano
proposte anche allo IAMC.
Per quanto concerne l'Otello, sono tra coloro che giudica la versione
Karajan con Del Monaco superiore alla successiva con Vickers.
Naturalmente anche il mio è un parere soggettivo, ma almeno ho il buon
gusto di non attribuire voti, espressi in palle o stelle o numeri..
Ciao
Roberto
> ma la vera differenza la fà
> solo Vickers. Quello si che è un s Otello in grado di gettare ombra su
> quello di Del Monaco.
Nell'edizione del 1960, diretta da Serafin; dove c'è anche uno splendido
Gobbi come Jago (tanto bistrattato dai vari Celletti, Giudici ecc.)
Bellissima edizione cui *Minosse* Giudici dà una sola stella: e vai....
Ciao
Roberto
Mi sembra un po' esagerato..........................
don Bartolo
Hai ragione; infatti, ho ritenuto di precisare che sono cose che ho "sentito
dire"
(in particolare, le ho sentite qui sul Ng).
Non è che avessi particolari pretese, facendo quelle affermazioni.
> Posso darti un consiglio ? Butta
> nella spazzatura i libri di Giudici o Celletti e comprati piuttosto
qualche
> CD live della Mytho. Sono sicuro che il tuo buon gusto porterà ad
> osservazioni molto interessanti da condividere su questo gruppo.
Ti ringrazio del consiglio, ma mi sembra un po' esagerato...
Non ho personalmente libri di Giudici e Celletti e comunque non penso li
butterei nella spazzatura; al massimo costituiranno, almeno un minimo, dei
punti a cui riferirsi, indicativamente.
E' ovvio che non bisognerà considerarli delle divinità in materia.
Quando avrò maggiori finanze a mia disposizione (oggi sono pressochè a
zero...) vedrò di procurarmi dei dischi validi e delle versioni di cui
personalmente mi ritenga soddisfatto. Il fatto è, anche, che io non sono
molto esperto riguardo alla tecnica vocale e nemmeno conosco gli spartiti
delle opere; non avendo nemmeno ascoltato tante versioni diverse delle
opere, se non a spezzoni, non credo di poter decidere di fare particolari
commenti validi e dare giudizi particolarmente attendibili. Occorre maggior
esperienza per addentarsi in quel mondo in cui si sente dire di tutto dai
vari critici, esperti, appassionati,musicisti...
Comunque anche il Ng rimane per me, a livello indicativo, un ottimo punto di
riferimento, come ho detto altre volte.
Ritornando all'argomento principale:
fra qualche giorno dovrebbe arrivarmi il famoso Otello di Del Monaco
(Karajan), cosi' potrò riferire la mia opinione su di esso...
Ciao.
Di solito tra appassionati ci si scambiano le registrazioni. Se sei a Milano
o ci capiti puoi passare da me e duplicarti tutti i CD che vuoi (quelli live
così non commettiamo alcun reato !)
Marco Daverio
> Di solito tra appassionati ci si scambiano le registrazioni. Se sei a Milano
> o ci capiti puoi passare da me e duplicarti tutti i CD che vuoi (quelli live
> cosě non commettiamo alcun reato !)
Fate quello che volete (basta che la finanza non lo sappia), ma anche la
duplicazione dei CD live e' reato se fatta senza il consenso degli
artisti esecutori e prima che siano passati 50 anni solari dalla
registrazione....
-- -----------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
> > Posso darti un consiglio ? Butta
> > nella spazzatura i libri di Giudici o Celletti e comprati piuttosto
> qualche
> > CD live della Mytho. Sono sicuro che il tuo buon gusto porterà ad
> > osservazioni molto interessanti da condividere su questo gruppo.
>
> Ti ringrazio del consiglio, ma mi sembra un po' esagerato...
> Non ho personalmente libri di Giudici e Celletti e comunque non penso li
> butterei nella spazzatura; al massimo costituiranno, almeno un minimo, dei
> punti a cui riferirsi, indicativamente.
> E' ovvio che non bisognerà considerarli delle divinità in materia.
Secondo me questo è il modo giusto in cui usare questi libri. E' giusto,
soprattutto quando come me e come te si hanno pochi soldi a disposizione per
la musica, seguire i consigli degli altri quando si vuole comprare qualcosa.
Personalmente apprezzo molto il libro di Giudici anche se con il tempo ho
imparato ad avere dei gusti indipendenti da esso: lo considero una delle
tante voci a cui riferirmi quando devo comprare dischi (le altre sono
proprio il NG, la Barcaccia su radiotre, i consigli degli amici...) e devo
dire che spesso le edizioni che lui considera belle lo sono davvero, ma a
volte liquida come brutte delle edizioni che amo molto.
Resta il fatto che ogni giudizio che si trova in quel libro è sempre ben
motivato, cosa che non capita spesso in altri libri (si pensi alle
discografie redatte da Piero Mioli per la Newton & Compton!).
Ciao.
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
> Secondo me questo è il modo giusto in cui usare questi libri. E' giusto,
> soprattutto quando come me e come te si hanno pochi soldi a disposizione
per
> la musica, seguire i consigli degli altri quando si vuole comprare
qualcosa.
Ovviamente, mi trovo perfettamente d'accordo.
Comunque, pur ascoltando consigli vari, non escludo la possibilità , o forse
la necessità , di dover ,almeno un poco, ascoltare qualcosa prima di
comprarlo.
A parte la possibilità , ad esempio nei negozi Ricordi, di ascoltare i
dischi direttamente in negozio, di cui non bisogna abusare, io utilizzo
Cdnow (anche se non si riesce ad ascoltare molto) o comunque la rete.
> (...)(le altre sono
> proprio il NG, la Barcaccia su radiotre, i consigli degli amici...) e devo
> dire che spesso le edizioni che lui considera belle lo sono davvero, ma a
> volte liquida come brutte delle edizioni che amo molto.
> Resta il fatto che ogni giudizio che si trova in quel libro è sempre ben
> motivato, cosa che non capita spesso in altri libri (si pensi alle
> discografie redatte da Piero Mioli per la Newton & Compton!).
Il libro che ho visto io di Giudici, talvolta mi sembra, pur motivando le
sue scelte, liquidare certe opere o certi aspetti troppo frettolosamente;
sarà che su quel libro ci sono praticamente tutte le versioni uscite...Tra
l'altro esiste anche la versione multimediale su cd-rom...
Anch'io seguo abbastanza regolarmente la Barcaccia, di cui mi fido
abbastanza.
Ciao.
Grazie. Qualche volta (non so quando) , se passerò, mi farai ascoltare
qualcosa dal tuo (immagino) vasto repertorio di interpretazioni.
Evitiamo la duplicazione, almeno fin tanto che costituirà reato; la legge
nuova penso si presti a varie interpretazioni, ma credo che l'intento della
modifica effettuata nel 2000 sia stato proprio rivolto a penalizzare
abbastanza severamente proprio quella duplicazione, anche non a fini di
lucro, ma solo effettuata a fini di "profitto"...Molti, però, interpretavano
come un divieto in questo senso anche la vecchia legge.
Sarebbe interessante vedere e valutare la casistica giurisprudenziale
attuale, dopo la nuova legge, in tema di duplicazione domestica, privata,
non in quantità industriali o a fini di lucro.
Ciao.