Che la conosco solo nell'Ernani del Maggio Fiorentino 1957, quello diretto
da Mitropoulos, e che mi è sempre piaciuta tantissimo nel ruolo di Elvira
(la sua "Ernani... Ernani, involami"!!!): una grande interprete, voce piena,
potente, ma capace di notevoli sottigliezze, e straordinariamente
comunicativa... Sono felice che venga rivalutata, come assolutamente merita.
ramusio
se ti degni di consultare Deja News scoprirai ke il sottoscritto l' ha
già ri-valorizzata centinaia di volte, esordendo addirittura con l'
affermazione ke vale quanto Callas + Tebaldi messe insieme
> Sto anche raccogliendo
>opinioni sulla rete
Conosci il sito di Pierre Ceccaldi?
LUX
Si puo trovare anche una Forza bellissima con Pier Miranda Ferraro dove il
suo "Pace, pace, mio Dio" é incredibile per forza ed belleza, altra Forza
con Labó, I Vespri, Il Trovatore con Bergonzi, Norma con Corelli, ...tutto
di altissimo livello, ¿come non amarla?. :-)
Jose
con Labó, I Vespri, Il Trovatore con Bergonzi, Norma con Corelli, Ballo in
Maschera con Poggi, Don Carlo con Lo Forese...tutto
Per fortuna tua e nostra DEJA NEWS sta ristrutturandosi e molti
post dell'archivio andranno forse persi : cosi' affermazioni come le
tue ( Callas+Tebaldi messe assieme) non potranno essere lette
dai..posteri :-))))
Possibile che non si capisca che non si rende merito a nessun cantante
quando lo si paragona ad altri e in special modo quando
si dicono castronerie e ci si vanta di dirle???
Mi SEMBRI POCO ...illuminato CARO LUX quando spari certe
affermazioni e non ti degni nemmeno di entrare nel dettaglio delle stesse.
E la lettera "K" lasciala al gergo dei piu'...giovani dammi ascolto!!!
Ciao e ..........abbasso i superlativi
Alex
Alessandra
Paolo Clini ha scritto nel messaggio <39295895...@edilmix.it>...
Recentemente la critica americana ha definito Anita
>Cerquetti la più grande Norma di questo secolo davanti a Rosa Ponselle e
>Maria Callas.
Che sia stata una buona Norma non c'è dubbio, ma la critica americana ha il
dono di esagerare le cose. Un po' troppo accademica, un po' troppo poco
personaggio e molta voce.
Ciao,
Lorenzo
Ke guaio!!! Ma se si perderanno anke i tuoi!?....
>Possibile che non si capisca che non si rende merito a nessun cantante
>quando lo si paragona ad altri e in special modo quando
>si dicono castronerie e ci si vanta di dirle???
Non rientra nei miei scopi rendere merito a kikkessia: forse rientrerà
tra i tuoi
>Mi SEMBRI POCO ...illuminato CARO LUX quando spari certe
>affermazioni
Battuta invero molto spiritosa!
> e non ti degni nemmeno di entrare nel dettaglio delle stesse
Non ciò mika il tempo da perdere ke ciavete Voi: nel mio (poco) tempo
libero io ascolto MC, oltre a moderare un NG, combattere il
bagarinaggio alla Scala, etc...!... 8;-)))
E poi ripeto ke queste cose le ho già scritte agli albori di IAMC,
quando tu forse ti facevi ancora la pipì addosso
Sulla Cerquetti è pieno d' interventi anke Opera -List, i cui arkivi
puoi consultare a
http://listserv.cuny.edu/archives/opera-l.html
>E la lettera "K" lasciala al gergo dei piu'...giovani
Questa me la spieghi: guarda ke l' alfabeto era già stata inventato
quando sono nato! A parte ke sono proprio io il teorico (ed il
pratico, insieme al volenteroso novizio Alberto) della nuova
grammantassi italica...
>dammi ascolto!!!
Io dovrei dare ascolto a te???? Senti, consiglio x consiglio: ma va'
ranar il mar kun la furketa...
>Ciao e ..........abbasso i superlativi
Superlativo sarebbe?
LUX
>
>Non ciň mika il tempo da perdere ke ciavete Voi: nel mio (poco) tempo
>libero io ascolto MC, oltre a moderare un NG, combattere il
>bagarinaggio alla Scala, etc...!... 8;-)))
Vedi se ti riesce di trombare anche un po' che fa bene al carattere.
U.
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
vi...@sirius.pisa.it
-----
Il diavolo e' un illuso
se crede di poter peggiorare gli uomini.
Lux,
io sapevo che a te la Cerquetti piaceva e pure tanto: de gustibus.
Io la trovo una cantante di routine, con una buona colonna di fiato ed una
voce gradevole, ma assolutamente inconsistente come interprete.
A mio avviso una cantante che balzò alla ribalta delle cronache sol perchè
aveva sostituito la Callas dopo il clamoroso forfait a Roma in Norma (la
Cerquetti cantava contemporaneamente a Napoli).
Ma nulla più, una cantante che ha avuto carriera brevissima perchè non
riuscì a dominare i nervi (un po' come accadde a Corelli: unico esempio
della storia musicale di un tenore ritirato dalle scene con la voce
perfettamente intatta).
Ma non credo comunque che le sue performances sarebbero state degne di
rilievo, a maggior ragione se le si vuole confrontare (con tutte le
limitazioni che la tecnica del confronto implica) con la divina Maria.
L'affermazione Callas+Tebaldi, poi, non posso proprio fartela passare, mi
dispiace caro Lux, ma la Tebaldi non farebbe comunque un gran figura con
quell'utilizzo della voce in modo lagnoso.
Il fenomeno Callas è di tale portata, di tale iridescenza nel patrimonio
musicale che chiunque, ed a maggior ragione la scialba ed incolore Tebaldi
non potrebbe che impallidire al confronto.
Ciao.
Pietro.
>L'affermazione Callas+Tebaldi, poi, non posso proprio fartela passare, mi
>dispiace caro Lux, ma la Tebaldi non farebbe comunque un gran figura con
>quell'utilizzo della voce in modo lagnoso.
>Il fenomeno Callas è di tale portata, di tale iridescenza nel patrimonio
>musicale che chiunque, ed a maggior ragione la scialba ed incolore Tebaldi
>non potrebbe che impallidire al confronto.
Pur non volendo riparlare della Cerquetti (lo abbiamo gia' fatto a
lungo in passato), sono parzialmente d'accordo con quello che scrivi.
Non trovo che si possa neppur fare un paragone con la Callas. Come ho
detto una volta, ha cantato praticamente "una sola estate". Ha
debuttato nel 51 e si e' ritirata verso la fine del 59. Nel 51 la
Callas era al massimo del suo splendore ed aveva gia' dato un'impronta
nuova, indelebile, finora insuperata, al modo di cantare e
interpretare l'opera. La Cerquetti si era imposta bene come soprano
drammatico, anche se le sue interpretazioni sono state sempre
discutibili. Io non l'ho mai ascoltata in Norma, dove pare fosse
straordinaria. Ho ascoltato alcune sue incisioni e in Norma a me non
piace e neppure in Aida. Ho un CD del suo Torvatore del 52 e mi pare
che sia buono. Era in forma e la sua espressione, il fraseggio e
l'agilita' mi sembrano eccellenti. L'unica volta che l'ho vista in
Teatro, per puro caso, fu a Catania nel 1958, dove canto' il Pirata.
Non conoscevo ancora bene quest'opera e mi lascio' abbastanza
indifferente. Un mio caro amico che era con me in teatro, la trovo'
eccezionale, pur ammettendo che si muoveva con la grazia di un
ippopotamo senza emanare alcun carisma di nessuna sorte.
Poveretta,si ritiro' per motivi di salute. Non e' colpa di nessuno, ma
quello che ha cantato e' poco per emettere un giudizio su una carriera
cosi' breve che non ha avuto modo di consentirle di maturare la voce
nel corso degli anni.
Anche Franco Ferrara, a detta di Toscanini, era uno dei migliori
direttori d'orchestra del mondo. Purtroppo ha diretto solo musica da
film, nel chiuso delle sale di registrazione, perche' in presenza del
pubblico veniva preso dal panico e sveniva. Quei pochi fortunati che
l'hanno ascoltato fra uno svenimento e l'altro, hanno sempre
dichiarato di trovarsi di fronte a un genio. Io non l'ho mai inteso
dirigere di persona, ma l'ho conosciuto prima che partisse per Manila,
dove ando' a preparare l'orchestra sinfonica di quella citta'. Era una
persona dolce, mite e timida. Non aveva l'aspetto fisico del divo e
tantomeno quello del direttore. Pero' la storia non ha premiato la sua
breve carriera pubblica e cosi' e' finito nell'oblio.
Non parliamo poi di Stesicoro, che a detta dei critici letterari, per
una volta concordi, sembra essere stato il piu' grande poeta di tutti
i tempi. Eppure ha scritto, o meglio sono arrivati fino a noi, pochi
frammenti della sua "geniale creativita' ", che pare siano comunque
bastati ad affermare la sua superiorita' su tutti gli altri poeti. Si
puo' pensare e vedere l'arte in molti modi, ma uno di quelli, forse il
piu' concreto e reale, e' quello di seguire l'artista anche nell'arco
di tempo della sua carriera. Almeno io la vedo cosi'.
Sulla Tebaldi invece vorrei dire che non trovo affatto che avesse una
voce lagnosa. Aveva degli strani eccessi interpretativi, con urla
disumane come in Cavalleria, ma aveva veramente una voce d'angelo. Se
l'esperimento di Klaus e' vero e attendibile (e credo che lo sia, ma
ne parlero' in un altro post), le altre voci messe a confronto sono un
esercito di capre belanti, compresa ahime' quella della Maria, almeno
dal 55 in poi. Non so se l'abbia sottoposta a questa specie di
"vocisezione", spero di no, perche' gia' a orecchio nudo i belati si
sentono e come. Non parliamo poi della Salazar che Klaus ha messo allo
scoperto. L'ho ascoltata proprio pochi giorni fa, dopo il mio rientro
a Roma, e con non poche fatiche per scaricarla dallo "scarafone" (o
come diavolo si chiama quel sito dove va di moda piazzare gli mp3 ed
altre frattaglie). Ma non era piu' semplice andare avanti col vecchio
IBF ? Bah, comunque qualcuno dovrebbe insegnarmi come si fa a postare
un mp3 la dentro. Ho alcune chicche che mi piacerebbe farvi ascoltare.
Ne riparleremo.
buona notte
Giampaolo
_____________________________________________________
"La vita, amico, e' l'arte dell'incontro"
Vinicius de Moraes
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Mi stupisce questo "recentemente": in ke rivista, ki sarebbe il / i
critici? Sono abbonato ad Opera News ma non ho visto niente in
proposito.
Comunque a molti americani un po' "datati" la Cerquetti è sempre
piaciuta molto. Forse x via di quelle recite al Lyric Theater di
Chicago. Sugli arkivi dell' Opera-List trovi decine di post su di lei
con discografie complete.
Pierre Ceccaldi, francese, ha fatto un sito su di lei in:
http://www.chez.com/vocedopera/CERQUETTI/
LUX
Pietro, dal tuo post arguisco ke non sai molto sulla carriera e la
voce della Cerquetti, ke non si riduce certo all' episodio della
sostituzione della Callas in Norma.
Ovviamente se la discussione si spostasse su IAMCM potrei partecipare
attingendo alla mie conoscenze ed alla mia discoteca.
Intanto tì invito a pensare seriamente di venire con me ai
festeggiameni organizzati a Fano per il 17 Settembre: ho già visto ke
ci sono dei treni sia x l' andata ke x il ritorno.
LUX
vorrei fare una precisazione,dal momento che mi sembra di ricordare che
avevi massimamente elogiato l'interpretazione della Cerquetti del
brano "O re dei cieli" dall'Agnese di Hohenstaufen di
Spontini.Purtroppo si tratta di un'interpretazione distorta e
assolutamente da scartare per vari motivi;la faccenda è questa:quando
l'opera,nel 1954 fu eseguita al Maggio Fiorentino,direttore Gui e
Protagonisti Udovich,Corelli e Dow gli esecutori si avvalsera di un
rifacimento italiano del libretto originale tedesco (di Raupach)
dell'opera spontiniana;dico rifacimento e non traduzione perchè l'autore
in più di un punto stravolse il senso del libretto conferendogli
significati addirittura in antitesi alla logica del dramma.E' il caso
proprio del brano in esame le cui parole della protagonista nel
rifacimento diventano "O re dei cieli,come potrà invocarti questo cor?"
Chi non conosce il libretto e la partitura originali dell'opera è
indotto di conseguenza a pensare che il momento in esame sia una specie
di preghiera(tu stesso la definisti come tale);in effetti se si ascolta
l'edizione di Gui dell'opera il direttore tende ad espandere le
sonorità (trasformando assurdamente un tempo che in origine sulla
partitura è "agitato con moto" in "largo",e costringendo la povera
udovich a dei respiri non umani (e poi dicono che i direttori di una
volta avevano come prerogativa la conoscenza della voce umana)quasi a
voler tutti i costi far intendere che tale brano è una sorta di
anticipazione delle frequenti preghiere del dramma tedesco
romantico,come quella di elisabetta nel Tannhauser,o quella di Rienzi
nell'ultimo atto dell'opera omonima ,cosa che non è assolutamente
vera .Il traduttore e Gui avevano deciso che quella doveva essere
una "grande aria romantica" per eccellenza e unirono le forze per
stravolgere il senso di essa. Se uno invece legge la traduzione del
libretto tedesco reale dell'opera scopre che non solo quel brano non
ha il significato della preghiera ma ha addirittura il significato
opposto:quello di ribellione alla religione (non dimentichiamo che la
scena vede Agnese costretta suo malgrado ad essere suora):quest'aria è
un'aria di agitazione,di disperazione (così come il tempo le parole,le
dinamiche (vedi ad es. i vari insistenti sfz.) evidentemente fanno
intendere) e più tardi,intorno agli anni '70 coloro che curarono le ri-
edizioni delle opere spontiniane corressero tale controsenso
antifilologico,riscrivendo una nuova traduzione dell'originale
tedesco:se uno ascolta l'edizione di Muti dell'opera,che risale proprio
a quegli anni(ma bisogna ascoltare l'edizione della gencer per
rendersene conto,non quella della Caballé),si accorge che le parole
sono passate da "o re dei cieli,come potrà invocarti questo cor?"
a "NO!Re del cielo,le lodi tue cantar NON può etc.etc.".Cosa c'entra
tutto ciò con la Cerquetti?Quando la decca incise il suo famoso
recital,Gavazzeni(che dirigeva) si rese conto che la scelta del tempo
di Gui era completamente diversa da quella indicata sulla partitura
spontiniana e ripristinò il tempo autentico(ricordo:agitato con
moto,provare a confrontare le due edizioni per rendersene
conto,sembrano due musiche completamente diverse),tuttavia non era
ancora stata elaborata la nuova traduzione del libretto ,quella
utilizzata poi da Muti,e Gavazzeni dovette usare le stesse parole
dell'edizione di Gui,cioè quelle che avevano significato (falso) di
preghiera:di conseguenza la Cerquetti si trovò a dover interpretare un
brano avente una musicalità completamente opposta al senso delle sue
parole :Agnese canta con malinconico dolore:"o re dei cieli,come potrà
invocarti etc." e la musica,ringagliardita dal ripristino del tempo
autentico,al contrario tende (dico "tende" perchè ovviamente anche
Gavazzeni,per evitare che il controsenso sia ancora più pesante tende
ad ammorbidire le dinamiche del brano,presenti in quantità massiccia
sulla partitura)a fremere di ribellione .In definitiva ascoltando il
recital della Cerquetti,per chi non conosce la storia dell'Agnese è del
tutto impossibile capire il senso della pagina cantata perchè non si
capisce se la Cerquetti (ma non lo capiva neanche lei,e non era colpa
sua,era colpa del disastro filologico che gravitava a quei tempi
sull'Agnese) canta in tono disperato,meditativo,patetico,mistico o
cosa ;la performance resta quindi di valore interpretativo
assolutamente nullo.
Preciso per concludere che tutto questo discorso non ha nulla a che
vedere con le qualità tecniche,artistiche e vocali della
Cerquetti,qualità che non mi permetterei mai di criticare(ci
mancherebbe altro!sentendo la sua voce bisognerebbe solo tacere ed
inchinarsi)
Preciso inoltre che,malgrado l'episodio di "o re dei cieli" l'edizione
di Gui resta comunque a mio parere splendida a mio parere perchè per
fortuna nel resto dell'opera Gui se ne frega dei controsensi del
libretto e rispetta ,mostrando le sue tipiche grandi qualità
direttoriali,quanto scritto sull'autografo spontiniano.
Pamilton
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
leggendo la tua lunga spiega l' unico motivo ke si deduce è il
"rifacimento" italiano non ortodosso del testo originale tedesco
>Se uno invece legge la traduzione del
>libretto tedesco reale dell'opera scopre che non solo quel brano non
>ha il significato della preghiera ma ha addirittura il significato
>opposto:quello di ribellione alla religione (non dimentichiamo che la
>scena vede Agnese costretta suo malgrado ad essere suora)
non conosco il tedesco e poi non faccio il filologo, quindi mi fido di
quanto dici, anke se mi rendo conto ke significa il ribaltamento del
carattere del brano
>intorno agli anni '70 coloro che curarono le ri-
>edizioni delle opere spontiniane corressero tale controsenso
>antifilologico,riscrivendo una nuova traduzione dell'originale
>tedesco:se uno ascolta l'edizione di Muti dell'opera,che risale proprio
>a quegli anni(ma bisogna ascoltare l'edizione della gencer per
>rendersene conto,non quella della Caballé),si accorge che le parole
>sono passate da "o re dei cieli,come potrà invocarti questo cor?"
>a "NO!Re del cielo,le lodi tue cantar NON può etc.etc."
E' tutto molto interessante, ciò non toglie ke la vocalità della
Cerquetti in questo brano raggiunge vette inaudite mai avvicinate da
nessun altro soprano passato, presente &, probabilmente, futuro: IMHO
le avrebbe raggiunte ugualmente se avesse cantato le parole giuste con
un accento di ribellione anzikè di preghiera.
>Quando la decca incise il suo famoso
>recital,Gavazzeni(che dirigeva) si rese conto che la scelta del tempo
>di Gui era completamente diversa da quella indicata sulla partitura
>spontiniana e ripristinò il tempo autentico(ricordo:agitato con
>moto,provare a confrontare le due edizioni per rendersene
>conto,sembrano due musiche completamente diverse)
Gui non lo conosco, ma già il Muti con Caballè è una cosa
completamente diversa: infatti mi ero sempre chiesto quale fosse il
tempo giusto... Ora tu mi dici ke è quello di Muti, però devo
confessare ke, una tantum, preferisco quello di Gavazzeni, ma certo
solo perkè consente alla Cerquetti di esibirsi nei suoi grappoli di
note (quasi dei cluster di voce...) emessi a ripetizione tra
crescendo e calando semplicemente vertiginosi.
>la Cerquetti (ma non lo capiva neanche lei,e non era colpa
>sua,era colpa del disastro filologico che gravitava a quei tempi
>sull'Agnese) canta in tono disperato,meditativo,patetico,mistico o
>cosa ;la performance resta quindi di valore interpretativo
>assolutamente nullo.
Questa non posso accettarla: il valore interpretativo è elevatissimo.
Prendiamola come una prestazione vocale di assoluto valore storico, ma
di valore filologico nullo. Non è la prima volta ke succede nella
Storia dell' interpretazione musicale.
LUX
P.S. continuare su IAMCM no, eh??
Lo hai detto tu: non si traslocano discussioni.
Roberto
--
_/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo
/_/ Institut für Experimentelle Mathematik / Universität Essen
_/ Ellernstraße 29 / 45326 Essen / Germany
/ The right amount of crazyness is indispensable.
> >intorno agli anni '70 coloro che curarono le ri-
> >edizioni delle opere spontiniane corressero tale controsenso
> >antifilologico,riscrivendo una nuova traduzione dell'originale
> >tedesco:se uno ascolta l'edizione di Muti dell'opera,che risale
proprio
> >a quegli anni(ma bisogna ascoltare l'edizione della gencer per
> >rendersene conto,non quella della Caballé),si accorge che le parole
> >sono passate da "o re dei cieli,come potrà invocarti questo cor?"
> >a "NO!Re del cielo,le lodi tue cantar NON può etc.etc."
>
> E' tutto molto interessante, ciò non toglie ke la vocalità della
> Cerquetti in questo brano raggiunge vette inaudite mai avvicinate da
> nessun altro soprano passato, presente &, probabilmente, futuro: IMHO
> le avrebbe raggiunte ugualmente se avesse cantato le parole giuste con
> un accento di ribellione anzikè di preghiera.
forse non mi sono spiegato :io non ho detto che la Cerquetti non avesse
la voce,l'espressività o la tecnica per cantare egregiamente quel
brano,ho affermato che,purtroppo,le condizioni musicali in cui si
trovava l'agnese non le permisero di realizzarne un'interpretazione
decente.Questo è un assoluto dato di fatto,una verità indiscutibile:è
impossibile interpretare decentemente un brano operistico se si dispone
di un testo addirittura in antitesi con la musicalità del brano.E' come
se uno obbligasse un'interprete della Lucia a cantare anzichè "soffriva
nel pianto" "Gioiva nel pianto",senza fargli sapere che il senso della
musica è quello di "soffrire".Quel brano cantato in quel modo non solo
non ha nulla a che vedere con l'impostazione drammatica delle opere
spontiniane,ma è un vero e proprio nonsenso.
>
> >Quando la decca incise il suo famoso
> >recital,Gavazzeni(che dirigeva) si rese conto che la scelta del tempo
> >di Gui era completamente diversa da quella indicata sulla partitura
> >spontiniana e ripristinò il tempo autentico(ricordo:agitato con
> >moto,provare a confrontare le due edizioni per rendersene
> >conto,sembrano due musiche completamente diverse)
>
> Gui non lo conosco, ma già il Muti con Caballè è una cosa
> completamente diversa:
A dire il vero anche la versione cantata dalla caballè è un mezzo
disastro interpretativo(potrei elencarne le ragioni ma il post
diventerebbe troppo lungo,non basterebbe una giornata per
farlo):l'unico modo per avere un'idea (vaga peraltro perchè rimangono
pesantissimi problemi filologici) di come vada interpretata l'Agnes e
in particolare "nein! koenig droben" è ascoltare l'esecuzione della
Gencer(1974):è anch'essa diretta da Muti eppure è completamente diversa
dall'edizione che tu possiedi ,nonostante siano passati solo 4 anni tra
l'una e l'altra sembra quasi che Muti stia con essa interpretando
un'altra opera,rispetto a quella che tu conosci,data alla RAI.
Purtroppo non esiste nessuna edizione in cd o in disco di essa ma io ne
possiedo una registrazione pirata e,appena potrò la metterò a
disposizione ,in qualche frammento,su uno dei server dedicati ai files
musicali.Se ascolterai lo stesso "No!Re del Cielo" cantato dalla Gencer
ti renderai conto di differenze incredibili
infatti mi ero sempre chiesto quale fosse il
> tempo giusto... Ora tu mi dici ke è quello di Muti, però devo
> confessare ke, una tantum, preferisco quello di Gavazzeni, ma certo
> solo perkè consente alla Cerquetti di esibirsi nei suoi grappoli di
> note (quasi dei cluster di voce...) emessi a ripetizione tra
> crescendo e calando semplicemente vertiginosi.
>
> >la Cerquetti (ma non lo capiva neanche lei,e non era colpa
> >sua,era colpa del disastro filologico che gravitava a quei tempi
> >sull'Agnese) canta in tono disperato,meditativo,patetico,mistico o
> >cosa ;la performance resta quindi di valore interpretativo
> >assolutamente nullo.
>
> Questa non posso accettarla: il valore interpretativo è elevatissimo.
Mi spiace ma sono costretto a negare perentoriamente:il valore
interpretativo è nullo.So che ci tieni a questo "O Re dei cieli",ma non
ha senso la parola interpretare se si distorce il significato di un
brano.Il fatto che il significato del brano sia distorto,oltraggiato è
una realtà indiscutibile;la musica di Spontini è irriconoscibile in
quell'interpretazione e mi sembra assurdo affermare che un controsenso
(perchè,ripeto non si tratta di altro che di un controsenso) possa
generare addirittura un'elevatissima interpretazione!E se rifletti bene
ti accorgerai anche tu che è assurdo.
ciao
pamil...@my-deja.com ha scritto nel messaggio
<8hh6ah$mp4$1...@nnrp1.deja.com>...
>il tutto
>funziona così:una massa fonica (in questo caso il coro di monache e la
>sua orchestra) espone un motivo,un'idea musicale in netta opposizione a
>quello che segue (o che si inserisce in esso) di uno (o più) dei
>protagonisti generando un forte contrasto drammatico:Ad esempio nella
>Vestale l'incipit della festosa marcia trionfale nel finale del primo
>atto viene affidato ad una seconda orchestra e in esso si inseriscono
>le frasi di disperazione della protagonista,rese ancora più violente
>dal contrasto che esse generano con il motivo gaio della marcia.
Credo di aver capito ciò che intendi. Senti, per fare un altro esempio, si
potrebbe citare il finale della I scena del secondo atto di Aida? Ossia
quando Amneris conclude sulle parole "se tu puoi lottar con me", fuori scena
il coro richiama al rito trionfale, subito dopo attacca Aida con la
riesposizione del tema "Numi pietà" (e quindi con accentuazione del
contrasto tra il trionfo giubilante delle masse egiziane e l'accoramento di
Aida). E' così oppure ho tirato via un esempio che non c'entra un tubo?
>purtroppo,le condizioni musicali in cui si
>trovava l'agnese non le permisero di realizzarne un'interpretazione
>decente.Questo è un assoluto dato di fatto,una verità indiscutibile:è
>impossibile interpretare decentemente un brano operistico se si dispone
>di un testo addirittura in antitesi con la musicalità del brano.
Poveretta, dunque, non era colpa sua...
Ciao,
Lorenzo
> Credo di aver capito ciò che intendi. Senti, per fare un altro esempio, si
> potrebbe citare il finale della I scena del secondo atto di Aida? Ossia
> quando Amneris conclude sulle parole "se tu puoi lottar con me", fuori
scena
> il coro richiama al rito trionfale, subito dopo attacca Aida con la
> riesposizione del tema "Numi pietà" (e quindi con accentuazione del
> contrasto tra il trionfo giubilante delle masse egiziane e l'accoramento
di
> Aida). E' così oppure ho tirato via un esempio che non c'entra un tubo?
Sostanzialmente l'impianto drammaturgico che Verdi sapientemente sfrutta è
lo stesso.
Da un lato il dolore straziato di Aida nella profonda solitudine in cui si
trova
"numi pietà..."
dall'altro la tronfia baldanza di Amneris
"vieni e vedrai se lottar
tu puoi con me.."
ed il coro esterno.
Nell'Agnese tutto questo accade ma con molta maggiore complessità, per cui
si ha un effetto stereofonico particolarissimo che lo stesso Spontini in
partitura chiamò "organo"m perchè gli impasti timbrici dell'orchestra fuori
scena sono tali da rievocare i pedali tipici di un organo, mentre
all'esterno il coro di monache canta sulle note dell'orchestra accompagnando
Agnese.
Esattamente,bravo;e vorrei citare un altro paio di esempi di questa
tecnica, a mio parere drammaticamente ancora più forti:
Macbeth,atto primo,scena 2.la lady sprona Macbeth ad uccidere Duncano
mentre si sente una musica bandistica "interna e in lontananza"
dall'atmosfera "villereccia" come indicato sulla
partitura,festosa,spensierata,paesanotta;tutto ciò non è stato messo lì
a caso,perchè serve a fare da contrasto espressivo con il bieco
marciume che all'interno del palazzo covano la lady e il consorte e che
la musica subito prima e subito dopo l'intervento della banda mette in
risalto(e proprio grazie a questo intervento della banda mette in
risalto maggiormente);è un po' quello che si fa nel cinema
moderno,quando per accumulare tensione si scelgono delle musiche in
opposizione agli stati d'animo dei personaggi che intervengono in quel
determinato momento;Kubrick lo ha fatto spessissimo ad esempio.Altro
esempio si trova durante la scena tra Enrico e Lucia nell'atto primo
della Lucia di Donizetti:sulle parole "che fia!" si sente in lontananza
una musica festosa,mentre sul palcoscenico la protagonista smarrita
mostra stati d'animo in completa opposizione drammatica e musicale
ai "suoni di giubilo";il separare spazialmente due masse foniche
(orchestra fuori scena da una parte e orchestra principale+Lucia ed
Enrico dall'altra) serve per acuire l'urto (con conseguente enfasi
teatrale) tra due realtà drammatiche opposte.Anche Wagner fece spesso
uso di tale espediente:la scena tra Friedrich e Ortrud all'inizio del
secondo atto del Lohenghrin è un eccellente esempio:"ho perduto
l'onore,ho perduto l'onore!" grida Friedrich contorcendosi dalla
vergogna mentre si ode una musica festosa in lontananza proveniente
dal castello.E che dire della scena finale tra José e Carmen nell'opera
di Bizet?Tutti questi esempi (ce ne sono davvero tantissimi) sono a mio
parere comunque davvero pallidi rispetto a ciò che Spontini ha saputo
fare (per primo e che anche a distanza di un secolo i compositori a
lui posteriori ancora gli "rubavano",direttamente o indirettamente);Nel
finale dell'atto II agnes Spontini porta l'"estraneamento" alle massime
conseguenze presentando addirittura 6 masse foniche (due orchestre,il
sestetto dei protagonisti e 3 cori diversi) separate spazialmente e in
contrasto drammatico....
>
> >purtroppo,le condizioni musicali in cui si
> >trovava l'agnese non le permisero di realizzarne un'interpretazione
> >decente.Questo è un assoluto dato di fatto,una verità indiscutibile:è
> >impossibile interpretare decentemente un brano operistico se si
dispone
> >di un testo addirittura in antitesi con la musicalità del brano.
>
> Poveretta, dunque, non era colpa sua...
> Ciao,
> Lorenzo
>
esatto,non era colpa della Cerquetti,il che a mio parere conferma
maggiormente come tutto ciò costituisca un reale aborto
interpretativo,malgrado i generosi tentativi di Lux di
innalzarlo;l'Agnese del resto ,anche qualora la si conosca
filologicamente,è tutto tranne che un'opera i cui "estratti" possono
essere interpretati in recital operistici
ciao
pamilton
non a troppe persone, quindi, visto ke a teatro non lo fanno mai
(neanke all' estero) ed i CD non sono certo numerosissimi
>Quel brano cantato in quel modo non solo
>non ha nulla a che vedere con l'impostazione drammatica delle opere
>spontiniane,ma è un vero e proprio nonsenso.
Non vedo xkè: come minimo è un "altro" brano vocale, ma sempre cantato
benissimo
>A dire il vero anche la versione cantata dalla caballè è un mezzo
>disastro interpretativo(potrei elencarne le ragioni ma il post
>diventerebbe troppo lungo,non basterebbe una giornata
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
>
>Mi spiace ma sono costretto a negare perentoriamente:il valore
>interpretativo è nullo.So che ci tieni a questo "O Re dei cieli"
Forse abbiamo un diverso concetto di "interpretazione". Ma allora ce
l' hanno pure le legioni di musicologi ed appassionati (da Celletti a
Mike Richter di Opera-List) ke hanno sempre elogiato il Re dei cieli
della Cerquetti. Ora ke mi sovviene l' apprezzava tantissimo il mio
Prof (radiofonico) di tedesco Arturo Pellis (sì, per un po' nei '60 l'
ho studiato...)
Non nego comunque ke al prossimo convegno sulla Cerquetti di Fano a
Settembre l' argomento ke proprio il suo brano + emblematico sia un
falso non possa essere interessante argomento di discussione...
Toglimi una curiosità: ma tu passi la vita a studiare Spontini?
Meglio ke a nessun teatro venga mai in mente di rappresentare una sua
opera, allora.
A meno ke non sia tu il curatore dell' edizione da rappresentare...
LUX