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FRASEGGIO DEL CANTANTE

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Parsifal (il gatto)

unread,
May 10, 2002, 3:42:58 PM5/10/02
to
Visto che Redfiddler e Desanctis pontificano ma poi non sanno cosa dire, mi
permetto di riportare una definizione di fraseggio del cantante d'opera data
da uno che ci capiva più di me e di Daverio e di Ferrante
Fraseggio, modo di evidenziare espressivamente durante l'esecuzione le
diverse frasi musicali. Un buon fraseggio è strettamente legato alla più
perfetta conoscenza della pronuncia, della respirazione, delle risoluzioni
ortodosse degli abbellimenti, nonchè a quella facoltà intuitiva che fa di un
esecutore-cantente, un interprete. In effetti il buon fraseggiatore può
essere considerato il punto più elevato nell'interpretazione. Lo studio
della struttura della frase musicale, il sensodel ritmo necessario per
rendere la frase "reale", la conoscenza della durata, che può persino
condizionare il colore di una voce, sono fattori di grande importanza per
raggiungere un buon fraseggio. Tuttavia al più corretto e severo studio è
necessario aggiungere quel tipo di fantasia intuitiva che rende il cantante
riconoscibileal primo ascolto. Il grande cantante sarà colui che, pur nel
rigore dell'esposizione ritmica e strutturale della frase, riuscira a
cogliere il quid estetico che rende tale frase interessante, quasi ascoltata
per la prima volta, immune cioè da quel processo imitativo che sembra essere
caratteristica comune della maggior parte deicantanti professionisti.
Indicazione per ottenere un buon fraseggio sono sempre venute dagli stessi
compositori, mediante i più diversi segni d'espressione o addirittura
precise modalità su come eseguire una frase o una sola parola (port de voix,
striscio di voce, glissando, segni di legato o staccato...) Spesso il
giovane esecutore viene legittimamente confuso da tante indicazioni che
tendono a limitare il suo senso artistico e in ogni caso il suo "sentire";
da ciò quel pericolo di convenzionalità data appunto dalla pedissequa
imitazione del modello precedente della quale Richard Wagner accusava, senza
riserve, il cantante d'opera.
Reynaldo Hahn.
Sotto a chi tocca....


Isidoro Ferrante

unread,
May 10, 2002, 5:56:03 PM5/10/02
to

"Parsifal (il gatto)" wrote:
>
> Visto che Redfiddler e Desanctis pontificano ma poi non sanno cosa dire, mi
> permetto di riportare una definizione di fraseggio del cantante d'opera data
> da uno che ci capiva più di me e di Daverio e di Ferrante

Piu' di me? Naaaaa....

> Reynaldo Hahn.

Ah, beh, forse un pochino....

(P.S. Mai sentito Reynaldo Hahn che canta un'aura amorosa?
No? Simona? Alessandra? nessuno?)
_______________________Isidoro__________________________________________________

- Felix -

unread,
May 10, 2002, 8:34:10 PM5/10/02
to

"Isidoro Ferrante" <ferr...@df.unipi.it> ha scritto nel messaggio
news:3CDC41F3...@df.unipi.it...

>
> (P.S. Mai sentito Reynaldo Hahn che canta un'aura amorosa?
> No? Simona? Alessandra? nessuno?)

Io.
(Les introuvables du chant mozartien, CD3 traccia 14, reg. 1919)
Non un modello di fraseggio, comunque.
All'uopo propongo il "Fin ch'han dal vino" di Francesco D'Andrade (1909)

Ciao
Felix


Parsifal (il gatto)

unread,
May 11, 2002, 5:33:15 AM5/11/02
to

"- Felix -" <vena...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:abhp1o$p2q$03$1...@news.t-online.com...

>
> Non un modello di fraseggio, comunque.

Infatti ho tirato in ballo Reynaldo non perchč *sapeva* fraseggiare ma
perche *sapeva spiegarlo*.
Ciao
Parsifal (il gatto)

Ale Redfiddler

unread,
May 11, 2002, 7:28:33 AM5/11/02
to

"Parsifal (il gatto)" <parsi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:2tVC8.40706$5k4.8...@twister2.libero.it...

> Visto che Redfiddler e Desanctis pontificano ma poi non sanno cosa dire,

io pontifico per definizione, ma è da quando sono nata che non so cosa
dire.....
che triste condizione :-(
prot
A.


Ale Redfiddler

unread,
May 11, 2002, 7:29:12 AM5/11/02
to

"Isidoro Ferrante" <ferr...@df.unipi.it> ha scritto nel messaggio
news:3CDC41F3...@df.unipi.it...

>
>
> "Parsifal (il gatto)" wrote:
> >
> > Visto che Redfiddler e Desanctis pontificano ma poi non sanno cosa dire,
mi
> > permetto di riportare una definizione di fraseggio del cantante d'opera
data
> > da uno che ci capiva piů di me e di Daverio e di Ferrante

>
> Piu' di me? Naaaaa....
>
> > Reynaldo Hahn.
>
> Ah, beh, forse un pochino....
>
> (P.S. Mai sentito Reynaldo Hahn che canta un'aura amorosa?
> No? Simona? Alessandra? nessuno?)

sě.
ci ho pure un suo libro.
penza'n po'!
A.

Ale Redfiddler

unread,
May 11, 2002, 7:32:01 AM5/11/02
to

"Parsifal (il gatto)" <parsi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:2tVC8.40706$5k4.8...@twister2.libero.it...

> Visto che Redfiddler e Desanctis pontificano ma poi non sanno cosa dire,
mi
> permetto di riportare una definizione di fraseggio del cantante d'opera
data
> da uno che ci capiva più di me e di Daverio e di Ferrante
> Fraseggio, modo di evidenziare espressivamente durante l'esecuzione le
> diverse frasi musicali. Un buon fraseggio è strettamente legato alla più
> perfetta conoscenza della pronuncia, della respirazione, delle risoluzioni
> ortodosse degli abbellimenti, nonchè a quella facoltà intuitiva che fa di
un
> esecutore-cantente, un interprete. In effetti il buon fraseggiatore può
> essere considerato il punto più elevato nell'interpretazione.

giustissimo.
Mi pare che qui non si confonda il termine *fraseggio* con qualche altro
termine tecnico.


>Lo studio
> della struttura della frase musicale, il sensodel ritmo necessario per
> rendere la frase "reale", la conoscenza della durata, che può persino
> condizionare il colore di una voce, sono fattori di grande importanza per
> raggiungere un buon fraseggio.

esatto.
Diciamo però che la buona esecuzione ritmica non è parte (tecnicamente
parlando) del *fraseggio*.
Ne è un condizione, ovviamente.
Ma non ricade sotto a ciò che si definisce *fraseggio*.
E' solo una questione di definizioni.
A.


Parsifal (il gatto)

unread,
May 11, 2002, 8:08:58 AM5/11/02
to

"Ale Redfiddler" <redfi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:zC7D8.43212$5k4.9...@twister2.libero.it...

>> esatto.
> Diciamo però che la buona esecuzione ritmica non è parte (tecnicamente
> parlando) del *fraseggio*.
> Ne è un condizione, ovviamente.
> Ma non ricade sotto a ciò che si definisce *fraseggio*.
> E' solo una questione di definizioni.
> A.
>
Forse ho un problema formativo. Ti puoi spiegare meglio?
Parsifal (il gatto)


Parsifal (il gatto)

unread,
May 11, 2002, 8:19:50 AM5/11/02
to

"Ale Redfiddler" <redfi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:yC7D8.43211$5k4.9...@twister2.libero.it...

> sě.
> ci ho pure un suo libro.
> penza'n po'!
> A.
>
E allora dagli una letta. Da brava. ;-)
P.


Roberto Maria Avanzi Mocenigo

unread,
May 11, 2002, 11:18:01 AM5/11/02
to
Ale Redfiddler wrote:
>
> io pontifico per definizione, ma è da quando sono nata che non so cosa
> dire.....

Una Redfiddler pontefice!!


> che triste condizione :-(

Beh, in effetti, 'na papessa come te è proprio quello che ci voleva :-P


> prot


prot carrè

Roberto


--
_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><
/ Institut fuer Experimentelle Mathematik / Uni Essen

Daniele

unread,
May 11, 2002, 2:40:40 PM5/11/02
to

"Ale Redfiddler" <redfi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:zC7D8.43212$5k4.9...@twister2.libero.it...

> esatto.
> Diciamo però che la buona esecuzione ritmica non è parte (tecnicamente
> parlando) del *fraseggio*.
> Ne è un condizione, ovviamente.
> Ma non ricade sotto a ciò che si definisce *fraseggio*.
> E' solo una questione di definizioni.


Una buona esecuzione ritmica non va confusa con una pedissequa e cieca
scansione ritmica. Il fraseggio, in un'ottica interpretativa certo non può
non prescindere da una corretta scansione ritmica ma ne è parzialmente e
consapevolmente indipendente.
Non capisco perchè tu non consideri l'esecuzione ritmica parte del
fraseggio. Ovviamente per "corretta esecuzione ritmica" non intendo
quell'aberrazione chiamata "solfeggio parlato".
Daniele


- Felix -

unread,
May 11, 2002, 5:07:02 PM5/11/02
to

"Parsifal (il gatto)" <parsi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Qy5D8.42564$5k4.9...@twister2.libero.it...

>
> "- Felix -" <vena...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:abhp1o$p2q$03$1...@news.t-online.com...
> >
> > Non un modello di fraseggio, comunque.
>
> Infatti ho tirato in ballo Reynaldo non perchè *sapeva* fraseggiare ma
> perche *sapeva spiegarlo*.

A parte che sapeva anche fraseggiare, ti sei perso la boutade del mio msg
perché non conosci la registrazione di D'Andrade...altrimenti non mi avresti
preso sul serio.

Ciao
Felix


Marco Daverio

unread,
May 12, 2002, 4:22:21 AM5/12/02
to

"Parsifal (il gatto)" <parsi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:2tVC8.40706$5k4.8...@twister2.libero.it...

>, nonchè a quella facoltà intuitiva che fa di un
> esecutore-cantente, un interprete. In effetti il buon fraseggiatore può
> essere considerato il punto più elevato nell'interpretazione.

Ho letto Hahn e stimo molto le sue osservazioni sul canto lirico. Ha
perfettamente ragione quando scrive della "facoltà imtuitiva" che fa di un
cantante un vero interprete. Ecco, di questo Di Stefano era un maestro. Lo
stesso Hahn scrive che un grande fraseggiatore ha il punto più elevato
nell'interpretazione. E di nuovo sottolineo che Di Stefano aveva il suo
momento migliore nell'interpretazione e non certo nella tecnica o nella
musicalità. Perciò quanto leggo non può che confermare la tesi che fa di Di
Stefano un grande maestro di fraseggio, come peraltro sostengono in molti.
Il resto solo solo "ragli d'asino" che volano nel cielo dell'informazione
solo perchè su questo gruppo chiunque può scrivere. Cosa peraltro non solo
giusta ma anche preziosa e rende la lettura di certi interventi divertente e
stimolante.
Marco Daverio


Isidoro Ferrante

unread,
May 12, 2002, 4:25:48 AM5/12/02
to

- Felix - wrote:
>
> "Isidoro Ferrante" <ferr...@df.unipi.it> ha scritto nel messaggio
> news:3CDC41F3...@df.unipi.it...
>
> >
> > (P.S. Mai sentito Reynaldo Hahn che canta un'aura amorosa?
> > No? Simona? Alessandra? nessuno?)
>
> Io.
> (Les introuvables du chant mozartien, CD3 traccia 14, reg. 1919)
> Non un modello di fraseggio, comunque.

Non era mia intenzione proporlo come tale. E' un cantante interessante,
comunque, ha una personalita' spiccata e ti fa drizzare le orecchie.

> All'uopo propongo il "Fin ch'han dal vino" di Francesco D'Andrade (1909)

Quell'incisione di D'andrade e' piu' che altro esemplificativa di un
certo modo di eseguire Mozart alla fine dell'ottocento, con una liberta'
ritmica che sconfinava spesso nell'arbitrio.
Esemplari in proposito sono le registrazioni di Sir charles Santley,
della Patti e di Battistini.


_______________________Isidoro__________________________________________________

Ale Redfiddler

unread,
May 12, 2002, 6:24:22 AM5/12/02
to

"Daniele" <kaka...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bEdD8.46250$US3.1...@twister1.libero.it...

d'accordo.
Però tecnicamente ritmo e fraseggio non sono la stessa cosa.
Per amor di precisione.
Tutto qui.
A.

- Felix -

unread,
May 12, 2002, 6:35:29 AM5/12/02
to

"Isidoro Ferrante" <ferr...@df.unipi.it> ha scritto nel messaggio
news:3CDE270C...@df.unipi.it...

>
> > All'uopo propongo il "Fin ch'han dal vino" di Francesco D'Andrade (1909)
>
> Quell'incisione di D'andrade e' piu' che altro esemplificativa di un
> certo modo di eseguire Mozart alla fine dell'ottocento, con una liberta'
> ritmica che sconfinava spesso nell'arbitrio.

...ma infatti scherzavo.

Adesso seriamente: conosci un'altro modo di eseguire Mozart alla fine
dell'ottocento che non sia quello (ritmicamente arbitrario) della Patti,
D'Andrade e, praticamente di tutti i cantanti registrati nel primo decennio
del novecento?
Ho il sospetto che quello fosse IL modo, non UN certo modo.

Ciao
Felix


Isidoro Ferrante

unread,
May 12, 2002, 7:21:01 AM5/12/02
to

- Felix - wrote:

> Adesso seriamente: conosci un'altro modo di eseguire Mozart alla fine
> dell'ottocento che non sia quello (ritmicamente arbitrario) della Patti,
> D'Andrade e, praticamente di tutti i cantanti registrati nel primo decennio
> del novecento?
> Ho il sospetto che quello fosse IL modo, non UN certo modo.

Certo, quello era IL modo.
Ed era anche il modo di eseguire il primo Verdi: c'e' un bel rullo del
concertato dell'Ernani diretto da Mancinelli all'inizio del secolo al
Metropolitan che lo dimostra.
E uno capisce cosa ha significato l'arrivo di Toscanini e qual'e' stata
la sua importanza (anche se certe cose erano gia' nell'aria,
probabilmente...)

_______________________Isidoro__________________________________________________

Daniele

unread,
May 12, 2002, 7:46:42 AM5/12/02
to

"Ale Redfiddler" <redfi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:zDrD8.47694$5k4.1...@twister2.libero.it...

> Perň tecnicamente ritmo e fraseggio non sono la stessa cosa.


> Per amor di precisione.
> Tutto qui.

Sottoscrivo.
Daniele


- Felix -

unread,
May 12, 2002, 10:04:45 AM5/12/02
to

"Isidoro Ferrante" <ferr...@df.unipi.it> ha scritto nel messaggio
news:3CDE501D...@df.unipi.it...

>
>
> - Felix - wrote:
>
> > Adesso seriamente: conosci un'altro modo di eseguire Mozart alla fine
> > dell'ottocento che non sia quello (ritmicamente arbitrario) della Patti,
> > D'Andrade e, praticamente di tutti i cantanti registrati nel primo
decennio
> > del novecento?
> > Ho il sospetto che quello fosse IL modo, non UN certo modo.
>
> Certo, quello era IL modo.
> Ed era anche il modo di eseguire il primo Verdi: c'e' un bel rullo del
> concertato dell'Ernani diretto da Mancinelli all'inizio del secolo al
> Metropolitan che lo dimostra.
> E uno capisce cosa ha significato l'arrivo di Toscanini e qual'e' stata
> la sua importanza (anche se certe cose erano gia' nell'aria,
> probabilmente...)

Infatti. Se hai le registrazioni della Scala degli anni '20-'30 (quelle di
Molajoli e compagnia bella), ti accorgi che il loro Verdi o Puccini non è
poi così distante da quello di Toscanini.
(lasciamo perdere il repertorio buffo, che ha sofferto di anarchia fino a 30
anni fa...)

Ciao
Felix

Parsifal (il gatto)

unread,
May 12, 2002, 10:41:26 AM5/12/02
to

"- Felix -" <vena...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ablt18$ggl$03$1...@news.t-online.com...

> Infatti. Se hai le registrazioni della Scala degli anni '20-'30 (quelle di
> Molajoli e compagnia bella), ti accorgi che il loro Verdi o Puccini non è
> poi così distante da quello di Toscanini.

FINALMEEEEENTE. Uno che dà a Cesare quel...
P.


Parsifal (il gatto)

unread,
May 12, 2002, 10:51:11 AM5/12/02
to

"Marco Daverio" <dav...@enter.it> ha scritto nel messaggio
news:10211919...@eva.enter.it...

>
> "Parsifal (il gatto)" <parsi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:2tVC8.40706$5k4.8...@twister2.libero.it...
> >, nonchè a quella facoltà intuitiva che fa di un
> > esecutore-cantente, un interprete. In effetti il buon fraseggiatore può
> > essere considerato il punto più elevato nell'interpretazione.
>
> Ho letto Hahn e stimo molto le sue osservazioni sul canto lirico. Ha
> perfettamente ragione quando scrive della "facoltà imtuitiva" che fa di un
> cantante un vero interprete. Ecco, di questo Di Stefano era un maestro. Lo
> stesso Hahn scrive che un grande fraseggiatore ha il punto più elevato
> nell'interpretazione.
Ti ricordo che Hahn però diceva:

"Indicazione per ottenere un buon fraseggio sono sempre venute dagli stessi
compositori, mediante i più diversi segni d'espressione o addirittura
precise modalità su come eseguire una frase o una sola parola (port de voix,
striscio di voce, glissando, segni di legato o staccato...)" e qui, con Di
Stefano, cascava l'asino. Eccetto per quegli ascoltatori "de panza" che
pensano, come dalle mie parti, che "spartito" significhi "spettinato" dal
dialetto romagnolo "Ci tot spartì!" (sei tutto spettinato.) Infatti dalle
mie parti Di Stefano impazza.


E di nuovo sottolineo che Di Stefano aveva il suo
> momento migliore nell'interpretazione e non certo nella tecnica o nella
> musicalità.

Per te sono separabili? E comunque, sembra che tu non abbia le idee molto
chiare, perchè se una cosa Di Stefano ce l'aveva era la musicalità in quanto
a intonazione e tenuta ritmica.

Perciò quanto leggo non può che confermare la tesi che fa di Di
> Stefano un grande maestro di fraseggio, come peraltro sostengono in molti.

Non ti preoccupare, siamo in molti a sostenere il contrario.

> Il resto solo solo "ragli d'asino" che volano nel cielo dell'informazione
> solo perchè su questo gruppo chiunque può scrivere.

In quanto a ragli d'asino ti consiglierei di ascoltare il Nostro: III atto
Tosca - Karajan, Ballo in maschera, Rigoletto e Puritani (tutti)
E magari tu svenivi in loggione.;-)
P.


Parsifal (il gatto)

unread,
May 12, 2002, 10:53:21 AM5/12/02
to

"- Felix -" <vena...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:abk1j6$bdv$05$1...@news.t-online.com...

Di solito si usano le faccine. Altrimenti, sui newsgroup everywhere, si dà
per scontato che tu parli sul serio. Comunque hai ragione, D'Andrade non lo
conosco.
P.


Simona Desanctis

unread,
May 13, 2002, 8:05:42 PM5/13/02
to
Premetto che trovo quantomeno bizzarra la citazione di un mediocre
cantante, nonchè ancor più mediocre compositore di operette e canzoni, a
discapito di una più sensata consultazione di riferimenti maggiormente
pertinenti. A mio parere occorre evidenziare come anche in questo caso la
discussione poggi su premesse equivoche.
Lo scritto di Hahn ,interamente
travisato, non intende definire cosa sia un ipotetico "fraseggio del
cantante", ma vuole piuttosto mostrare come anche al cantante spetti
applicare il concetto di fraseggio, definito secondo gli stessi principi
che lo rapportano tanto alla musica strumentale quanto a quella vocale.
Tutto ciò credo dipenda essenzialmente dal travisamento dell'espressione
"frase musicale", concetto questo di tipo formale e non legato alla parola
cantata.
A proposito della frase musicale, innumerevoli sono i trattati
che ne parlano in modo circostanziato, non posso che consigliare di
consultarli. Si eviterebbero di conseguenza fraintendimenti come i
seguenti:

>> Ho letto Hahn e stimo molto le sue osservazioni sul
canto lirico. Ha
>> perfettamente ragione quando scrive della "facoltà
imtuitiva" che fa di
>un
>> cantante un vero interprete. Ecco, di questo
Di Stefano era un maestro.
>Lo
>> stesso Hahn scrive che un grande
fraseggiatore ha il punto più elevato
>> nell'interpretazione.
>Ti
ricordo che Hahn però diceva:
>"Indicazione per ottenere un buon fraseggio
sono sempre venute dagli
>stessi
>compositori, mediante i più diversi
segni d'espressione o addirittura
>precise modalità su come eseguire una
frase o una sola parola (port de
>voix,
>striscio di voce, glissando,
segni di legato o staccato...)" e qui, con Di
>Stefano, cascava l'asino.

fraintendimenti in cui, mal interpretando le parole di Hahn si ritiene che
il buon fraseggiatore sia colui che esegue con scrupolo ed accuratezza le
notazioni dinamiche e di espressione poste dal compositore.
Se così fosse,
tanto per fare un esempio, sarebbe impossibile associare il concetto di
fraseggio alla musica barocca.


>Per te sono separabili? E
comunque, sembra che tu non abbia le idee molto
>chiare, perchè se una
cosa Di Stefano ce l'aveva era la musicalità in
>quanto
>a intonazione e
tenuta ritmica.


Cos'è la "tenuta ritmica"?

Saluti,

Simona

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

parsifal (il gatto)

unread,
May 14, 2002, 3:51:18 AM5/14/02
to

"Simona Desanctis" <simonades...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:193Z123Z213Z100Y...@usenet.iol.it...

> Premetto che trovo quantomeno bizzarra la citazione di un mediocre
> cantante, nonchè ancor più mediocre compositore di operette e canzoni, a
> discapito di una più sensata consultazione di riferimenti maggiormente
> pertinenti.

Ne ho citati anche di peggio.


>
>
> Cos'è la "tenuta ritmica"?
>

Quando Di Stefano ballava il paso-doble non pestava mai i piedi alla
partner.
P.


Isidoro Ferrante

unread,
May 14, 2002, 7:00:44 AM5/14/02
to

parsifal (il gatto) wrote:


>>
>>Cos'è la "tenuta ritmica"?
>>
>>
> Quando Di Stefano ballava il paso-doble non pestava mai i piedi alla
> partner.


Davvero?
Lo invidio.
Io ogni tanto i piedini li pesto, quando ballo la milonga....
I.


Parsifal (il gatto)

unread,
May 15, 2002, 2:45:39 AM5/15/02
to

"Isidoro Ferrante" <isidoro....@df.unipi.it> ha scritto nel messaggio
news:3CE0EE5C...@df.unipi.it...

Ma tu non fraseggi con i piedi come lui. ;-)
Tiè!
P.


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