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La tecnica della scordatura nel violino.

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Claudio Rampini

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May 4, 1998, 3:00:00 AM5/4/98
to

Io mi intendo più di violini che di musica, spero di non scrivere delle
sciocchezze.
La tecnica della scordatura era piuttosto frequente nel '700 perchè
permetteva ai compositori e agli esecutori di dare sfoggio delle loro
qualità artistiche ed espressive. L'accordatura del violino è per quinte:
SOL, RE, LA, MI. Andando rispettivamente dal suono più grave a quello più
acuto. La scordatura di una o due corde, di solito quelle dei bassi, concede
"semplicemente" di fare suoni diversi.
Ho detto "semplicemente" perchè il violinista poi si troverà di fronte ad
uno strumento stravolto nell'intonazione; quindi dovrà essere così bravo a
prendere la nota giusta in posizioni diverse da quelle canoniche. Nel
concerto per "violino discordato" di Vivaldi, la cosa è sfruttata in modo
mirabile, perchè sulle prime non ci si accorge dell'alterazione, poi invece,
si fa caso ad uno strano "pedale" che viene ripetuto a corda vuota (credo)
producendo così un suono diverso ed affascinante. So che Corelli ha composto
musiche prevedendo l'uso della scordatura, così come altri compositori
dell'epoca. Paganini ha usato questa tecnica però in modo non legato ai suoi
predecessori, lui era un "fuoriserie". I compositori moderni già da qualche
tempo stanno complicando la vita dei musicisti riprendendo quest'uso. Ad
esempio, ho assistito al concerto del violista Bashmet. Eseguiva il
"monologo per viola ed orchestra" di Schnittke; ad un certo punto si è visto
chiaramente il movimento della mano che andava a modificare l'accordatura.
Claudio Rampini.

G.Giamberduca

unread,
May 5, 1998, 3:00:00 AM5/5/98
to

On Mon, 4 May 1998 02:27:48 +0200, "Claudio Rampini" <clar...@tin.it>
wrote:

>Io mi intendo più di violini che di musica, spero di non scrivere delle
>sciocchezze.

Guarda che ti trovi tra amici, per cui puoi parlare liberamente.
In ogni caso in questo ng ho visto che c'e' lo stile di sottolineare
eventuali errori con inchiostro "simpatico"!
Qui siamo in molti ad avere un forte interesse per la violineria per
cui ci faremo presto promotori di thread al riguardo; ho gia' letto
che ti hanno invitato a parlare della costruzione di un arco.

>La tecnica della scordatura era piuttosto frequente nel '700 perchè
>permetteva ai compositori e agli esecutori di dare sfoggio delle loro
>qualità artistiche ed espressive. L'accordatura del violino è per quinte:

Questo non l'avrei mai immaginato! Mi sembrava che un violinista gia'
operasse in una condizione limite tra colpi d'arco, arcate multiple,
armonici,..e che l'eventuale scordatura dello strumento durante
l'esecuzione fosse una iattura. Invece tu ci fai sapere che gia' dai
tempi di Corelli c'era chi includeva nel suo repertorio questa
ulteriore difficolta'!

>......


>concerto per "violino discordato" di Vivaldi, la cosa è sfruttata in modo
>mirabile, perchè sulle prime non ci si accorge dell'alterazione, poi invece,
>si fa caso ad uno strano "pedale" che viene ripetuto a corda vuota (credo)
>producendo così un suono diverso ed affascinante. So che Corelli ha composto

Nel messaggio privato che mi hai mandato hai accennato che saresti
disponibile a postarci il file di questo brano, ma che hai difficolta'
tecniche per inesperienza. Anch'io sull'argomento so pochissimo, ma
nel gruppo vi sono fior di esperti che certamente potrebbero darti le
indicazioni opportune.

>musiche prevedendo l'uso della scordatura, così come altri compositori
>dell'epoca. Paganini ha usato questa tecnica però in modo non legato ai suoi
>predecessori, lui era un "fuoriserie".

Puoi darci maggiori dettagli su questo?

Saluti!

giamber

giamber AT tin DOT it

Giacomo Andreola

unread,
May 5, 1998, 3:00:00 AM5/5/98
to

Per quel che ne so, in fatto di scordatura, Heinrich Ignaz Franz Biber non
lo batte nessuno.
Questo bel soggetto, vissuto nella seconda meta' del '600, oltre a scherzi
musicali tipo “la battaglia” dove si sentono i lamenti dei feriti e dei
morti, gente che suona contemporaneamente pezzi diversi in tonalita'
diverse, sonate con imitazioni d'ogni sorta d'animali (non era il solo a
quel tempo: Carlo Farina, M. Marais, Schmelzer e altri allegroni scrivevano
cose piuttosto insolite…), oltre a scherzi, dicevo, ha composto sonate per
violino o per piccoli gruppi contenenti tutte difficolta' estreme.
La sua raccolta di 15 sonate sui Misteri del S. Rosario
(Rosenkranz-Sonaten) e' una cosa da scoreggiare chiunque, eccettuato
Reinhard Goebel, che le ha incise per la Archiv. A parte la prima sonata e
la passacaglia finale (interessante confrontarla con la Ciaccona bachiana,
avendo come basso lo stesso quattro note discendenti), tutte le altre
richiedono differenti scordature (per terze, quarte e perfino ottave!).
14 scordature diverse! Lo scopo? Cito dal libretto:” L'elemento decisivo a
favore dell'impiego di strumenti accordati in maniera inusuale non e' stato
sicuramente solo l'ampliamento delle possibilita' tecniche che ne
derivava, - quali le combinazioni di suoni doppi, altrimenti ineseguibili
con l'accordatura normale – ma anche il bisogno di avere un suono piu'
ricco: infatti se si suona su un violino accordato normalmente per quinte,
nella tonalita' di RE minore la corda piu' alta, il MI, non prende
praticamente parte al processo di risonanza armonica – per così dire
risulta come morta. Allo stesso modo sulla tonica e dominante di LA
maggiore le corde di SOL e di RE sono altrettanto mute. Con una diversa
accordatura, pero', anche tali corde possono essere coinvolte nel processo
di risonanza ( … ) In questo modo ogni sonata si svolge all'interno di un
proprio universo timbrico, il quale, a seconda del materiale tematico, puo'
essere smorzato e privo di risonanza, oppure argentino e brillante o infine
assordante e lamentoso.”
In poche parole: con la scordatura si possono ottenere suoni doppi, tripli
o quadrupli sconosciuti al violino normale. Qesti risulteranno agevoli,
mentre l'esecuzione di una semplice scala puo' far impazzire per la
difficolta'. (Pare (pare) che Goebel proprio a causa di queste sonate si
sia rovinato la mano sinistra. Io l'ho visto in concerto suonare la parte
del secondo (Lui!!) e un mio amico l'ha rivisto ultimamente suonare il
violino al contrario!!!)
Un esempio: nella sonata XI non solo le due corde superiori sono accordate
un tono sotto, ma si deve anche incrociare le due di mezzo: al posto del RE
si trova il LA (accordato in SOL3), mentre al suo posto si trova la corda
del RE. In pratica il l'accordatura risulta SOL2 – SOL3 – RE2 – RE3. Notare
che le corde non cambiano pirolo: vanno incrociate in alto, nel cavigliere
e in basso tra il ponticello e la cordiera. Ecco la “croce” , tema del
mistero contemplato.
Mi par gia' di vedere il nostro Giulio indaffarato a scambiare corde….
Per concludere vorrei segnalarvi (oltre al doppi Archiv con le
Ronsenkranz-sonaten e il singolo intitolato “Scherzi musicali” - copertina
di Arcimboldo!) due cd con musiche piu' serie: “Requiem” di Biber e Krell –
CD Ricercar e “Requiem a 15” + “Vesperae a 32” di Biber – CD Erato –
Koopman

Ciao
Giacomo


Giulio Peruginelli

unread,
May 5, 1998, 3:00:00 AM5/5/98
to

On 5 May 1998 21:32:59 GMT, "Giacomo Andreola" <andr...@tin.it>
wrote:

>Un esempio: nella sonata XI non solo le due corde superiori sono accordate
>un tono sotto, ma si deve anche incrociare le due di mezzo: al posto del RE
>si trova il LA (accordato in SOL3), mentre al suo posto si trova la corda
>del RE. In pratica il l'accordatura risulta SOL2 – SOL3 – RE2 – RE3.

ARGH!!!!!! Soltanto a leggere questa cosa mi sento gia' male.....
E si' che una mia amica compositrice voleva accordare il violino per
terze...... queste cose fanno accaponare la pelle ai violinisti.

>Notare che le corde non cambiano pirolo: vanno incrociate in alto, nel cavigliere
>e in basso tra il ponticello e la cordiera.

Pure!!

>Mi par gia' di vedere il nostro Giulio indaffarato a scambiare corde….

Immagino anche che il violino ne risenta negativamente.

Ciao

Giulio Peruginelli
lone...@sysnet.it

"Al cospetto di questa meravigliosa opera d'arte
dimentico ogni altra cosa e mi elevo al di sopra di
me stesso per contemplarla come le si conviene."
J.J.Winckelmann

Se volete scrivermi in privato rimuovete i numeri 5
dall'indirizzo e-mail.

Giulio Peruginelli

unread,
May 5, 1998, 3:00:00 AM5/5/98
to

On Mon, 4 May 1998 02:27:48 +0200, "Claudio Rampini" <clar...@tin.it>
wrote:

>La tecnica della scordatura era piuttosto frequente

Ricordo a tutti che la Sinfonia Concertante per vl e vla K361 in Mib
Mag di WAM utilizza la viola accordata mezzo tono piu' in alto.

Ultimamente ho trovato anche un Trio di Bach (ora non ho sottomano il
BWV) in cui il violino e' accordato Sol-Re-Sol-Re, invece che
Sol-Re-La-Mi.
Comunque sia la parte dello strumento 'scordato' e' scritta in modo
che il musicista non debba stare a trasportare la parte che legge;
bisogna 'solo' (si fa per dire) fare attenzione che le note che
suoniamo *non* sono quelle scritte nella parte.
Ma questo mi sembra sia stato gia' detto.

ciao

G.Giamberduca

unread,
May 5, 1998, 3:00:00 AM5/5/98
to


Considerata la qualita' del contenuto del messaggio di Giacomo forse
non dovrei intervenire, ma...non ce la faccio!! ;-))))))

On 5 May 1998 21:32:59 GMT, "Giacomo Andreola" <andr...@tin.it>
wrote:

>La sua raccolta di 15 sonate sui Misteri del S. Rosario
>(Rosenkranz-Sonaten) e' una cosa da scoreggiare chiunque, ...

Qui c'e' un refuso che crea un doppio senso amletico!!!

emf

unread,
May 6, 1998, 3:00:00 AM5/6/98
to Giulio Peruginelli

Caro sor Giulio
allora ti demolisco con Bartok che ha scritto una sonata per vl. pf. e clarinetto. Ce
l'ho con Bartok, Goodman e il violinista non mi ricordo piu' chi e'. Nell'ultimo
movimento il violinista deve letteralmente cambiare strumento per 32 battute ( o giu'
di li') perche' il vl. 'deve' suonare scordato, e riattaccare subito accordato.
Accappona.
Ezio

Claudio Rampini

unread,
May 10, 1998, 3:00:00 AM5/10/98
to

Mi fa molto piacere che l'argomento della scordatura del violino abbia avuto
un seguito. Ho imparato diverse cose che non sapevo.
Rispetto a quello che diceva Giulio, sul fatto che una scordatura esasperata
possa danneggiare lo strumento, credo che abbia ragione. Un violino si
"abitua" a suonare in un certo modo e modificare le tensioni sulla cassa
armonica significa alterare il suo equilibrio. Ad ogni modo se questa
tecnica non viene usata dal violinista in modo regolare e sistematico, non
credo possa fare danno. Certo che su uno Stradivari non metterei mai la
terza al posto della seconda e viceversa. Da ciò che è stato detto finora su
questo argomento emerge una drammatica realtà: il repertorio violinistico
non è studiato ed eseguito a fondo come dovrebbe. Esistono pagine e pagine
bellissime di letteratura musicale, che farebbero la felicità nostra e di
chiunque abbia un pò d'orecchio. Invece, chissà per quale ragione siamo
costretti ad ascoltare sempre le stesse cose.
Paganini usava la scordatura. In una delle tante biografie ho letto che un
ammiratore trovandosi al cospetto del grande violinista e chiestogli il
permesso di vedere il suo strumento, trovò il medesimo completamente fuori
dell'accordatura. Paganini rispose con molta naturalezza che suonava molto
spesso con lo strumento conciato in quel modo.
Bisogna ricordare che del violinista genovese è eseguita una minima parte di
ciò che ha scritto e può anche darsi che non abbia scritto tutto. Posseggo
il catalogo tematico delle sue opere: è un librone grosso così. Se a qualche
musicista può interessare, posso darglielo in prestito.
Riguardo all'invìo di file sonori forse è meglio evitare perchè occupano uno
spazio enorme, anche se compressi. Consiglio di cercare a Firenze nei negozi
specializzati il disco della Erato.
"Vivaldi - concertos pour mandolines - concertos pour violon"
"I Solisti Veneti - Claudio Scimone"
2292-45058-2 [AAD] Collection Bonsai.

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