Il giorno domenica 5 ottobre 2014 05:36:56 UTC+2, lz ha scritto:
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> Se suoni in casa la sonata di Liszt su un grancoda questa rende tanto quanto se >la suoni al Lingotto di Torino
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Continui a sovrapporre due ambiti che SEMBRANO essere la stessa cosa ma sono diversi.
Da una parte c'è l'ambito della RIPRODUZIONE ad alta fedeltà e dall'altra l'ambito della esecuzione musicale dal vivo.
Sembrano la stessa cosa ma sono diversi.
Perché sono diversi?
Chi deve suonare, di volta in volta, può usare tutti gli accorgimenti necessari e in quel contesto fa ARTE.
Prendiamo te che suoni nella tua mansarda per esempio.
Ci hai detto che l'hai insonorizzata. Giusto? E questo perché probabilmente c'erano riverberi che ti davano fastidio. Oppure per non fare uscire troppo suono fuori così da dare fastidio a parenti e vicini ecc.
Quindi tu, ESECUTORE, hai SISTEMATO il tuo ambiente. Ci hai messo un pianoforte giusto e funziona benissimo.
Per caso, prova a rileggere, ho scritto che hai fatto male? Rileggiti tutti i miei post e vedi dove avrei scritto che hai fatto male o che si sente male quando suoni.
Quindi SONO D'ACCORDO con te. D'altra parte anche io ho suonato per tanti anni e all'inizio (quando avevo 10 anni) iniziai con la chitarra e in parallelo iniziai a suonare la batteria con gli amici. Arrivai a suonare in una big band, sempre la batteria. Intanto da qualche anno già suonavo le tastiere, poi passai al pianoforte e iniziai a studiarlo.
Però, quando suonavo la batteria in una stanza ecco che c'erano enormi problemi di riverbero. Col piano i problemi erano minori. Con la batteria bisognava agire sui tamburi. Provare a stoppare le pelli per esempio se proprio non si poteva agire sull'ambiente.
Quindi di volta in volta si trova una soluzione. E questa soluzione la trova l'esecutore. E' lui che deve suonare, è lui che deve decidere come si deve sentire la sua musica. Quindi qui, e te lo ripeto, nessuno ti ha mai detto che sbagli a suonare nei 40 metri quadri ecc. Fai benissimo. Sei tu l'esecutore!
Ti ho parlato brevemente della mia esperienza per farti notare che conosco benissimo tutti i problemi dei diversi ambienti e come si può porre rimedio.
Inoltre, quando si suona in gruppo c'è l'esigenza di ascoltare bene il proprio strumento.Nel senso che se io per es. suono la chitarra e la batteria mi COPRE, ecco che dovrei alzare il volume. Tuttavia se io alzo, anche il batterista alza ecc.
Allora qui si usa mettere una spia (come sai) affinché il chitarrista senta il livello giusto PER SE, cioè per poter suonare. Però nell'insieme deve emergere la batteria.
Qui siamo a livello di ARTE, dove c'è il gusto, il problema della esecuzione ecc ecc. E sembra che un po' tutto nel mondo abbiamo risolto in questi termini.
Ripeto ancora:)
Quando si suona, ogni esecutore fa la sua musica in quell'ambiente. Così come una partita di calcio ha i suoi rumori, pubblico, rumore del pallone.
Oppure il mare, il rumore del mare.
https://www.youtube.com/watch?v=068HfuSRh4s
Guarda il video, vedi il mare e ascolti il mare.
Il mare emette il suo suono, rumore ecc.
Abbiamo una infinità di rumori intorno a noi. E nessuno dice che sono buoni, sbagliati ecc.
E' un fatto NATURALE, normalissimo. Ed ora CAMBIAMO DISCORSO!
________L A R I P R O D U Z I O N E________
Chi deve riprodurre i suoni della natura, quindi del mare, degli uccelli, della pioggia, il vento. Oppure una folla che grida, oppure i cori allo stadio, oppure un plotone che marcia ecc ecc cerca di IMITARE suoni e ambiente.
Quando noi guardiamo una partita di calcio o di pallavolo, ascoltiamo suoni dell'ambiente, cioè i RIVERBERI compresi. Piacciono, non piacciono, non interessa. Chi riproduce deve riprodurre FEDELMENTE.
Quindi l'alta fedeltà significa RICREARE un luogo, un ambiente grande o piccolo, che sia un oceano, il mare, lo stadio, o il sibilo che emette un bambino mentre dorme.
E' L'INTERO AMBIENTE che si cerca di riprodurre.
Come fare?
Ora ti pongo una domanda retorica:)
Secondo te, con i primi grammofoni potevi davvero riprodurre il mare che hai ascoltato prima? Mancavano le frequenze basse e alte. C'erano solo alcune frequenze mediane.
Oggi invece con microfoni, amplificatori e altoparlanti si riesce a riprodurre tutte le frequenze. Quindi il mare si sente bene, è più realistico.
Ma è proprio uguale uguale come quando si sta sulla spiaggia?
NO!
Cosa manca?
Manca la SPAZIALITA' del suono.
Cosa è esattamente questa spazialità?
Per capirlo poniamoci la seguente domanda: come facciamo noi a capire da DOVE proviene un rumore? CIoè la direzione, come fa il cervello a sapere da dove arriva quel suono?
Ci sono DUE orecchie ad una certa distanza con la testa nel mezzo.
Quando il suono arriva dal davanti per es. bisogna disegnare un TRIANGOLO con alla base il lato che congiunge le due orecchie e come vertice il punto difronte.
Quindi viene fuori un triangolo isoscele con il lato di base molto piccolo e i due lati uguali molto lunghi. Questo significa che l'angolo al vertice è piccolo.
Noi sappiamo che la somma degli angoli è 180° (in geometria euclidea, per nelle geometrie non euclidee non è così) e quindi più il suono davanti a noi più è lontano e più questo angolo diminuisce.
Cosa significa questo?
SIgnifica che se io e te ci mettiamo a vedere DUE navi LONTANE che sono a distanza di due chilometri tra loro, e queste due emettono suoni, noi NON riusciamo a capire quale delle due navi sta suonando la sirena.
Questo perché l'angolo che si forma tra orecchie e le due navi è praticamente UGUALE. Quindi il nostro cervello non riesce a operare la distinzione al di sotto di un certo angolo.
Se invece le due navi le abbiamo davanti a noi a 200 metri, ecco che possiamo disegnare DUE triangolo, con alla base sempre le nostre orecchie e al vertice ora una nave ora l'altra. Ne vengono fuori DUE triangoli DIVERSI. Cioè il nostro cervello CALCOLA la distanza tra noi e le due navi.
Come fa?
Il cervello CALCOLA lo sfasameto del suono tra le due orecchie.
L'onda sonora cioè entra PRIMA in un orecchio e poi nell'altro. Se per es questa onda proviene dalla tua destra ecco che arriva prima all'orecchio destro e poi a quello sinistro.
Il cervello PERCEPISCE questa sfasamento e ti da la sensazione che il suono proviene da destra.
Se chiudi bene l'orecchio sinistro e ascolti con un solo orecchio, ecco che non riesci più a sapere da dove provengono i suoni.
Come con i due occhi e la profondità e la stereoscopia, il cinema 3D ecc.
Quindi più la DIFFERENZA tra i due angoli al vertice dei due triangoli è elevata, più il cervello capisce la provenienza.
Da qui l'idea della stereofonia.
Cosa significa questa stereofonia?
Quando tu vai al teatro e ascolti la sinfonia, ecco che hai timpani e contrabbassi a destra per es. e i primi violini a sinistra.
Questi sono talmente distanti tra loro che TUTTI (anche chi ha difetti di udito) nota la diversa provenienza del suono.
Quindi venne l'idea di ricreare con le due casse frontali questo spettro di emissione sonora.
Ma COME fanno le due casse?
Facciamo l'esempio di una cantante che si mette a sinistra del palco a cantare e del pianista che la accompagna a destra. I due si mettono alla distanza di VENTI metri.
Ora con un microfono registriamo la cantante, con un altro il pianista.
La cantante la mettiamo nel canale sinistro, il piano nel canale destro.
I due sono talmente lontani che in questo modo in fase di riproduzione non si nota nessuna differenza.
La cassa di sinistra riproduce la cantante e basta, la cassa di destra il pianista e basta.
Ora, ed è questo il primo problema della stereofonia: se arriva il tenore che si mette al centro cosa succede? Devo costruire un altro canale e con la cassa al centro?
Qui si inventarono il TRUCCO!
Si invia la voce del tenore tanto nel canale destro che in quello sinistro. In questo modo noi percepiamo il tenore come se fosse al centro.
Attenzione che qui però il nostro cervello non si lascia ingannare.
Puoi ingannare chi ha difetti di udito, chi non è allenato ad ascoltare la musica, ma un audiofilo (gente con udito perfetto e allenato all'ascolto) non lo inganni.
Perché non lo inganni?
Noi prima abbiamo detto che se sediamo al centro e difronte a noi c'è il tenore, qui si crea un triangolo. Poi si creano i due triangoli ai lati per piano e cantante (soprano).
Quindi noi sappiamo dire da dove provengono i TRE suoni. E lo sappiamo perché si creano questi tre triangoli.
Nel caso delle due casse si creano solo DUE, e sempre DUE triangoli.
Il trucco consiste quindi nell'immettere diverse intensità di un suono in un canale rispetto all'altro. Nel caso del tenore centrale si mette tanto nel canale destro quanto in quello sinistro.
Tuttavia,nella realtà, noi avvertiamo sempre la provenienza da DUE fonti sonore, cioè le due casse e quindi sempre e solo DUE TRIANGOLI.
In questo senso l'ascolto in stereofonia è VIRTUALE.
Cosa si intende per virtuale?
Questo è un termine che verte su una infinità di esperienze.
Cmq si intende una esperienza che SEMBRA reale ma non lo è.
Somiglia, ma non lo è.
Si avvicina, ma non lo è.
Ora, fino a quando un individuo LO SA che quella non è la realta ma qualcosa che somiglia, va tutto bene. Ma quando l'individuo NON LO SA ecco che entra nel mondo virtuale con tutti i DANNI del caso.
Per es quando andiamo al cinema noi siamo a volte talmente presi dalla trama che ci immedesimiamo. Poi però a un certo punto vediamo la gente intorno a noi, capiamo che quella è FINZIONE, il film sta per finire, e quindi usciamo da quella realtà virtuale.
Ma mentre si guarda il film SI SA che quella non è la realtà. Se così non fosse, ogni film verrebbe vissuto come un documentario che riporta la realtà vera e sarebbe stressantissimo guardare ogni film.
Nel caso del cinema, del racconto la cosa è COGNITIVA, cioè c'è il pensiero di mezzo: quindi difficile da studiare, capire.
Nel caso della riproduzione di suoni e immagini invece lo studio è relativamente semplice. E questo perché ci sono i SENSI di mezzo e noi i sensi li conosciamo bene grazie alla neuroscienza.
Quindi lo stereo per quanto fedele, fedelissimo, il più costoso, ci riporta una realtà ma in modo VIRTUALE. Insomma ci sono i TRUCCHI che ho spiegato brevemente sopra.
Infatti, tu, saprai renderti conto di quando ti trovi davanti a due altoparlanti o davanti ad una orchestra:))
Riesci non per la qualità del suono emesso ma proprio per la disposizione SPAZIALE: il discorso sui diversi triangoli.
Cosa hanno fatto allora gli ingegneri del suono?
Si sono inventati il canale centrale.
In questo modo il tenore lo metti nella cassa di centro. Questo significa che se dal vivo uno riesce a creare per es. 5 triangoli sul fronte anteriore, e con la riproduzione ne ha 3, ecco che la cosa gli sembra ancora più realistica, sempre virtuale ma che si avvicina di più alla realtà.
Prima 2 su 5, ora 3 su 5.
Ma ci sono anche i LATI e il fronte posteriore.
Anche da qui arrivano i suoni. I suoni arrivano dall'alto e DAL BASSO.
Dal basso arrivano vibrazioni di frequenze basse: quindi si inventarono il subwoofer per queste vibrazioni del pavimento.
Per i canali posteriori e quindi laterali, c'è il trucco di fare una sorta di stereofonia tra i due canali di destra e così tra i due canali di sinistra.
E' pur sempre una roba VIRTUALE, ma si avvicina molto di più al reale.
Quindi i due canali vengono superati dal 5.1
Cioè 5 canali più il subwoofer che fa vibrare il pavimento.
Si è notato che in questo modo, usando apparecchi di elevatissima qualità ma con questo sistema di riproduzione, ecco che il tutto si avvicina molto di più alla realtà.
Che sia uno stadio, il mare, la pioggia, o una orchestra, il tutto diventa più realistico.
______ LA RIPRODUZIONE DELLA MUSICA__________
E arriviamo finalmente al concetto di HI END.
Pur avendo la stereofonia, che è limitata come abbiamo visto, si arrivò al concetto di HI END.
Come fu possibile questo?
Gli ingegneri impazzirono? Non si rendevano conto che mancava la spazialità del suono?
NO!
Ci si rese conto che ai concerti di musica in teatro c'è una sonorità particolare.
Cioè il riverbero è al minimo, per cui il fronte posteriore può essere immesso nei due canali anteriori.
In fase di riproduzione questo reverbero viene percepito, in arrivo dal davanti, ma viene percepito. Ovviamente qui ci vuole il massimo della qualità.
Inoltre nelle registrazioni in studio viene a mancare il teatro, quindi la registrazione viene fatta tenendo conto della riproduzione stereo.
Negli anni Sessanta iniziano quindi a vendere tanti dischi e SI ABITUA la gente ad ascoltare la musica su due canali. Quando poi si va ad ascoltare il gruppo dal vivo, sembra che suoni male.
In pratica il rock e il jazz è stato tramandato attraverso i dischi. Le registrazioni in studio e il successivo ascolto, sono essi stessi ASCOLTO REALE.
Questo concetto non è facile da cogliere quindi faccio ora un esempio.
La TELEVISIONE!
La televisione è reale o virtuale?
Abbiamo detto che il cinema è virtuale, nel senso che racconto una storia inventata.
La televisione invece è reale, viene ripreso uno spettacolo vero. Tuttavia non è come dal vivo. Ma la televisione non è una semplice riproduzione di una cosa dal vivo. La tv è un PRESENTATORE che parla guardando nella telecamera.
Prendi lo spettacolo di ieri sera della Carlucci su RAI 1.
Prova a vedere su youtube.
La presentatrice si rivolge al pubblico A CASA, fissa la telecamera, si posizione in base alle telecamere.
Il pubblico in studio vive una realtà VIRTUALE. Quel pubblico che applaude, non vede la presentatrice che si rivolge a loro. Vede tante telecamere, con fili, con persone che seguono la presentatrice.
Quello spettacolo non è fatto per il pubblico presente ma per il pubblico a casa.
In questo senso la televisione è reale, cioè è una realtà ben precisa.
Se è chiaro questo concetto, ecco che sarà chiaro anche il concetto di MUSICA STEREO.
La musica stereo è esattamente quella che si può ascoltare UNICAMENTE, SOLAMENTE con uno stereo.
Già nella esecuzione dal vivo, non esiste più.
Come per lo spettacolo della Carlucci.
Dal vivo bisogna riportare gli ALTOPARLANTI e provare a suonare come in studio di registrazione.
Dal vivo il gruppo rock, pop deve provare a riprodurre quello che viene gia ascoltato nello stereo.
Qui la realtà è la MUSICA STEREO e non quella dal vivo. Dal vivo se non si AMPLIFICA bene la chitarra elettrica, la batteria ecc, ecco che non si ottiene il risultato sperato.
Quindi la MUSICA STEREO è essa stessa una realtà.
Ma una realtà in particolare per il rock, il pop, il jazz e la musica elettronica. Tutto questo ormai vive attraverso gli altoparlanti.
Chiaramente ci sono gruppi jazz che suonano in locali e amplificano appena il contrabbasso, lasciando la batteria al naturale così il piano.
Qui, per es. arrivò il fenomeno dei TRE TENORI.
Questi ormai non avevano più la voce per cantare nei teatri, erano anziani, avevano perso la potenza. Quindi si mettono davanti ai microfoni e a casa si sentono benissimo.
I tre tenori cantano SEMPRE con i microfoni e in grandi spazi aperti che giustificano l'uso dei microfoni. Non ho mai visto i tre tenori in teatro. E se anche l'hanno fatto, ci sono i tre microfoni davanti e li si ascolta in stereo.
Quindi i tre tenori dal vivo vengono ascoltati con gli ALTOPARLANTI.
Se la musica dal vivo è musica che si ascolta negli altoparlanti, da DUE altoparlanti, ecco che siamo come a casa.
In questo senso un HI END è IDENTICO a CERTE musica suonata dal vivo. NOn c'è più alcuna differenza.
Ma con certa musica jazz e la musica sinfonica non è così. Stesso discorso per l'opera.
Per questo motivo si è creato il mercato del blue ray 5.1.
Chi deve ascoltare il rock o il jazz si accontenta dell' HI END stereo e ha ragione ad accontentarsi.
Ma per una orchestra sinfonica le cose cambiano molto.
Il 5.1 si avvicina di più anche se non è reale ma sempre VIRTUALE.
Anche lo strumento SOLO rimane virtuale. Ho ascoltato giorni fa Lang Lang a Vienna in 5.1 Ebbene è virtuale. Ma non perché i miei altoparlanti sono troppo scarsi. E' virtuale perché si nosta la provenienza del suono.
E' come al cinema. Fino a quando uno si immerge, allora sembra reale e ci si emoziona, ma appena ti distrai LO SAI che è tutto falso.
Diventa allora più reale mettere una sola cassa dalla quale esce il suono di un solo violino, una sola tromba o un solo piano.
Ma così NON si ricrea l'ambiente ma solo lo strumento.
In questo senso allora io avevo pensato anni fa ad un salone di ascolto. Cioè prendere registrazioni in studio con al massimo 5 strumenti: quartetto d'archi in particolare.
Quindi con due casse messe vicine alla stessa distanza del quartetto cioè di 3 metri.
Così l'ambiente NON si ricrea, ma si deve ricreare il suono del quartetto.
E l'ambiente è quello reale, cioè quello dove sono state messe le due casse.
Ora se questo ambiente è SIMILE a quello dove in genere suona un pianista o un quartetto, ecco che la cosa si completa e si ottiene la realtà. Se invece metti i due altoparlanti in pochi metri quadri ecco che manca qualcosa.
In questo senso dicevo che ci vuole anche l'ambiente idoneo.
Cioè il piano lo registri in studio. Senza riverberi ma prendi unicamente il piano: quasi come se fosse elettronico.
Poi lo riproduci in una o due casse. Nel caso delle due casse, meglio metterle a due metri di distanza, così sembra davvero il piano come grandezza ed emissione sonora.
Quindi o metti le casse in chiesa o in teatro, o per strada, o nei pochi metri quadri, ecco che è come avere il VERO piano in questi luoghi.
Ed è questa la mia idea di HI END.
Niente orchestra sinfonica, ma appena uno o due strumenti che normalmente suonano MOLTO VICINI. Col quartetto si va già sul difficile ma la cosa rende bene.
Insomma la cassa o le due casse prendono il posto dello strumento e vengono disposte nell'ambiente così dove viene disposto lo strumento.
Ma per fare questo tu capisci che non basta avere solo lo stereo ma ci vogliono registrazioni fatte in un certo modo in studio. E quindi si possono ascoltare solo poche cose in particolare se il master è digitale.
Scusa se mi sono dilungato, ma si parla di HI END; cioè del massimo. E penso che sia giusto che anche noi qui si dia il massimo per capire cosa intendiamo, cosa vogliamo:))