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CLASSIFICA TENORI

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Tommaso Miraglia

unread,
Nov 18, 1997, 3:00:00 AM11/18/97
to

Cari amici,

la classifica dei pianisti e quella dei direttori d'orchestra sono state
molto interessanti. Io frequento il NG da poche settimane e non so cosa è
successo in precedenza. Non so se è già stata proposta una classifica dei
Tenori. Se per caso ciò non è già avvenuto, mi permetto di farlo io.

La voce del tenore è quella che accende di più la fantasia e scatena gli
entusiasmi del pubblico. Un'opera che allinea un non ottimo direttore ma
vanta un grande tenore può andare in porto, il contrario (anche se spesso
succede) mi sembra più difficile. Sbagliare la "pira" in una serata
importante è cosa che può rovinare una carriera....anche se oggi si bada
meno alla sostanza e più alla forma.

I miei Magnifici Dieci si dedicano tutti al repertorio italiano, o al più
francese, a partire dal ''700 ad oggi. In pratica da Mozart a Puccini, o
Mascagni. Non ho preso in considerazione cantanti di altri repertori,
ancorchè bravissimi, perchè per l'appassionato di musica è lì che si misura
il valore di una voce.

Accanto ai Magnifici Dieci propongo i Pessimi Tre.

Va da sè che non si vuole offendere o denigrare nessuno, ma solo dare un
giudizio (strettamente personale) su un fatto d'arte e di cultura.

Ciò detto, il mio catalogo è questo:

1) Giacomo Lauri-Volpi
2) Tito Schipa
3) Beniamino Gigli
4) Aureliano Pertile
5) Enrico Caruso
6) Carlo Bergonzi
7) Miguel Fleta
8) Franco Corelli
9) Luciano Pavarotti
10) Alfredo Kraus


1) Ramon Vinay
2) Placido Domingo
3) Josè Carreras

tom...@ogliastra.net


Marco Marcelli

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to


Tommaso Miraglia wrote:

> Cari amici,
>
> la classifica dei pianisti e quella dei direttori d'orchestra sono state
> molto interessanti. Io frequento il NG da poche settimane e non so cosa è
> successo in precedenza. Non so se è già stata proposta una classifica dei
> Tenori. Se per caso ciò non è già avvenuto, mi permetto di farlo io.
>

> 1) Giacomo Lauri-Volpi
> 2) Tito Schipa
> 3) Beniamino Gigli
> 4) Aureliano Pertile
> 5) Enrico Caruso
> 6) Carlo Bergonzi
> 7) Miguel Fleta
> 8) Franco Corelli
> 9) Luciano Pavarotti
> 10) Alfredo Kraus
>

Caspita, si vede che secondo te oggi il mondo della lirica e' proprio malpreso,
eh? :-))


Provo a dare i miei (non so se arrivero' a 10...)

1) Luciano Pavarotti (ma solo quello a cavallo degli anni 60 e 70)
2) Franco Corelli
3) Mario del Monaco (poco espressivo, ma la voce...!!!)
4) Peter Schreier
5) Placido Domingo (in fondo e' una garanzia...)
6) Tito Schipa (per quello che ho potuto capire dalle vecchie registrazioni)
7) Luigi Alva
8) Francisco Araiza

Invece non sopporto:

1) Jose' Carreras (ma chi l'ha detto che e' un grande???)
2) Jon Vickers (grande e grosso, ha una vocina da gay...il peggior Otello che
conosca...)

Ciao!!


--
___________________________________________
Marco Marcelli - Genova
E@Mail1: marc...@ge.itline.it (casa)
E@Mail2: marco.m...@elsag.it (ufficio)
___________________________________________

Franco Luise

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to


Tommaso Miraglia <tom...@ogliastra.net> scritto nell'articolo
<64tack$4...@news.ssnet.it>...


> 1) Giacomo Lauri-Volpi
> 2) Tito Schipa
> 3) Beniamino Gigli
> 4) Aureliano Pertile
> 5) Enrico Caruso
> 6) Carlo Bergonzi
> 7) Miguel Fleta
> 8) Franco Corelli
> 9) Luciano Pavarotti
> 10) Alfredo Kraus

Scusami, ma dovendo accettare una simile classifica spiegami una cosa:
nell'attuale panorama lirico tu non ascolti nessuno? Possibile che non ci
sia qualche giovane che merita la tua attenzione?
Ciao.

--
Franco Luise


"Si può catturare una rondine...
ma non il suo volo."


emf

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Caro Andrea

> 10) Francesco Tamagno (da buon torinese: sara` una citazione un po'
> campanilista, pero` a me Tamagno piace sul serio...:-))

ma quanti anni hai????????????????????????????????????????
Io l'unico Tamagno che ho sentito e' in un cofanetto della EMI sulla Scala.
E Tamagno lo intuisco!

:)
Ezio


Andrea Finotello

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Qualcuno si e` lamentato a proposito di queste classifiche. Tutte
motivazioni lecite e condivisibili, per la carita`.... Anch'io
preferisco non farle, le classifiche, ed infatti non ho partecipato alla
stesura delle classifiche di pianisti e direttori, come proposto a suo
tempo sul NG.
Pero` prendiamole come un gioco, ogni tanto e` bello giocare ed oggi ne
ho proprio voglia :-).
Allora, cosi` di getto:

1) Aureliano Pertile
2) Enrico Caruso
3) Tito Schipa
4) Carlo Bergonzi
5) Beniamino Gigli
6) Alfredo Kraus
7) Giovanni Martinelli
8) Giacomo Lauri Volpi
9) Jon Vickers


10) Francesco Tamagno (da buon torinese: sara` una citazione un po'
campanilista, pero` a me Tamagno piace sul serio...:-))

Mi accorgo di aver lasciato fuori altri che mi piacciono: da Corelli a
Rockwell Blake, da Merli a Roswaenge, a von Pataky, a Gedda. Ma tant'e`,
le regole dicevano 10 e 10 saranno....:-)

Per il peggio, meglio non fare classifiche, sono d'accordo con Giovanni.
Una citazione di (de)merito, pero`, i Tre Tenores se la meritano, se non
altro per le loro performances piu` recenti....

Saluti a tutti.
Andrea.


-
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| Andrea Finotello / /--/__ / ___/ /_/ / / / |
| /_____/_____/____/_____/__/_/_/ |
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|_______________________________________________________________|

emf

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Ho bisogno anche della tua autorizzazione. E la devi perlomeno per la
telefonata che ti s'e' fatta!
L'ho messa giu' dura.
Ezio


Giovanni Christen

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Direi che la nomination a Tamagno puo' essere difesa in assoluto,
anche dai non Torinesi (o Varesotti). E' una delle "T" spesso
bersagliate da Celletti, ma e' stato un grande! Anche se bisogna
affidarsi alle cronache oltre che alle antichissime registrazioni.
Tamagno era forse limitato dalla scarsa cultura, che lo rendeva poco
versatile. Ma in un repertorio limitato era una forza della natura.
Quello che si intuisce dalle sue registrazioni (l'Otello!) e' veramente
impressionante!
Chaliapin aveva sentito Tamagno a Milano nel 1901, pochi mesi prima
che il tenore si ritirasse dalle scene per problemi di salute. Era rimasto
molto piu' impressionato da Tamagno che non da Caruso, con cui cantava
nel <Mefistofele>. Nelle sue memorie descrive un'esibizione di Tamagno:
«Tamagno aveva una voce eccezionale da tenore di forza - in effetti direi
che e' stato la voce del secolo. Era alto e di bella figura, intelligente
e
abile come attore quanto lo era come cantante, e la sua dizione era
perfetta. Non ho mai sentito un altro cantante che pronunciasse
altrettanto bene.»

Curra scrive:
>Tuttavia vorrei spezzare una lancia che e' stata scagliata contro Vinay: Sara' retorico
>dirlo.... ma non credo che ci sia altro Otello a potergli stare dietro.

un modo retorico per dire che e' il fanalino di coda? :-)

(va da se' che nessuna classifica "ha senso" se non si definiscono dei
criteri di giudizio. Ognuno utilizza i propri, e indovinarli fa parte del
gioco. Per adesso siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda, direi!)

Giovanni

Giovanni Christen

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Ecco la mia graduatoria, come sempre di getto.
Dai nomi forse si intuisce il repertorio preferito...

1 Tito Schipa
2 Aureliano Pertile
3 Alfredo Kraus
4 Carlo Bergonzi
5 Beniamino Gigli
6 Giovanni Martinelli
7 Giacomo Lauri-Volpi
8 Georges Thill
9 Fernando De Lucia
10 Rockwell Blake

Negativo:
qui sono imbarazzato, il "peggio assoluto" non merita
di essere citato.
Darei una menzione di disonore a Placido Domingo per lo
spreco di doti naturali che fa privilegiando la quantita'
sulla qualita'.

Vedo che ci sono reazioni negative.

Franco Luise:
>Perdonatemi ma non se ne può più delle classifiche fatte su questo NG.

Giampaolo Lomi:
>Sono perfettamente d'accordo con te. Non se ne puo' piu' delle
>classifiche. Cerchiamo di parlare di musica in se.

mi sembra che le "classifiche" siano molto interessanti se fatte
senza attribuirvi troppa importanza, e valutando solo il risultato
statistico finale.
A me interessa conoscere una graduatoria di popolarita' di diversi
interpreti, opere o compositori fra i partecipanti al NG.

L'errore e' voler/dover giustificare le singole scelte, o la posizione
relativa, o le assenze/dimenticanze.
A me interesserebbe sapere il risultato di un'inchiesta del genere
"nomina i primi 3 strumenti musicali che ti vengono in mente",
anche se la domanda e' cretina.

Forse la soluzione migliore sarebbe l'invio delle classifiche come
E-mail privati a chi ha lanciato l'inchiesta, il quale poi renderebbe
noto il risultato finale. Ci sarebbe anche il vantaggio di non
influenzarsi a vicenda.

Comunque, come ha giustamente fatto notare De Merulis, si tratta
di un tema pertinente in un NG in cui la percentuale di OT e' notevole,
e quindi le proteste sono del tutto fuori luogo. Protestiamo piuttosto
agli eccessi di OT (tanto piu' che lo statuto del NG previdentemente
ammette le proteste agli OT!).

Giovanni

Curra

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Se la classifica dei direttori poteva avere un senso, quella dei tenori a parer mio non
lo ha.

Tuttavia vorrei spezzare una lancia che e' stata scagliata contro Vinay: Sara' retorico
dirlo.... ma non credo che ci sia altro Otello a potergli stare dietro.
(Neppure Del Monaco).

Passo & chiudo

Curra.

Andrea Finotello

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

emf wrote:

> ma quanti anni hai????????????????????????????????????????
> Io l'unico Tamagno che ho sentito e' in un cofanetto della EMI sulla Scala.
> E Tamagno lo intuisco!
>
> :)
> Ezio

Meno di te, meno di te....:-)

Anch'io lo conosco da un vecchio LP EMI con le sue registrazioni del
1904-1905, che non sono poi pochissime. E si intuisce gia` abbastanza
per farsi un'opinione, direi.
E poi, giusto un paio di sabati fa, sono andato ad una conferenza,
proprio su Tamagno, tenuta da Giorgio Rampone.
Il quale ha fatto ascoltare proprio alcune di quelle incisioni e ha
fatto notare particolari interessantissimi che mi erano sfuggiti.
Magari sono stato condizionato da questo, comunque la citazione - al
fondo della classifica - era piu` che altro un omaggio a quello che fu
considerato un fenomeno vocale alla fine del secolo scorso.

Comunque ti diro` di piu`. Rampone fatto ascoltare anche 2 rare
incisioni (dall'Otello) di Giovan Battista De Negri, quasi coetaneo di
Tamagno. Anche li` si intuiva, pero` si riusciva a capire perche` Verdi
in persona, pur essendo alla fine soddisfatto dell'Otello di Tamagno,
quasi quasi gli preferiva il De Negri.
Intuendo intuendo, si possono scoprire cose molto interessanti....
Ciao. :-)

Andrea.


--

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

A questa aderisco, se non altro perche' classificare tenori e' piu'
semplice che classificare direttori d'orchestra, e si fa prima a
raggiungere il numero dieci.
Qualche perplessita' la mantengo perche' preferisco evitare le
discussioni puramente "vociologiche" anche se penso di avere qualcosa da
dire:)
Allora:
1) Bergonzi (il piu' completo).
2) Caruso (il piu' completo dopo Bergonzi:)
3) Kraus (se solo avesse osato un po' di piu', avrebbe il primo posto)
4) Schipa (anche se col tempo mi e' venuto a noia)

Qui la classifica comincia a farsi piu' confusa...

5) Pavarotti (per certe cosine fatte da giovane)
6) Domingo (non per il repertorio italiano, ma per la curiosita'
che contraddistingue alcune delle sue scelte, che peraltro conosco
pochissimo, e per l'intelligenze dimostrata nell'invecchiare)
7) Blake (il tenore piu' spettacolare che abbia ascoltato dal vivo!)
8) Gigli (Certo, il suo gusto e' antquato. Ma il suo cielo e Mar inciso
negli anni venti e' insuperabile. E cosi' pure le incisioni dello stesso
periodo).
9) Melchior. Ragazzi, che Wagner!
10) Di Stefano. Va bene, va bene, lo so, e' inutile che me lo ripetete.
Ma avete mai sentito qualcosa della sua stagione al MET? O le prime
incisioni?

Chi ho lasciato apposta fuori?
Lauri Volpi: le incisioni victor degli anni venti meriterebbero il primo
posto in classifica, ma quello che ha fatto dopo e prima sciupa tutto. E
poi non sopporto la sua tendenza a crescere.
Pertile: a parte molte bellissime incisioni, e' troppo enfatico.
Corelli: vedi alla voce Pertile.
Del Monaco: non mi piace il suo stile declamatorio. Voglio rilassarmi,
ogni tanto.
Martinelli: vedi alla voce Del Monaco.

C'e' una serie di tenori interessantissimi che pero' non conosco a
sufficienza: Tauber e Wunderlich in testa, poi Thill, Dermota. Magari
uno di questi meriterebbe un posto migliore in classifica, chi sa.

Poi c'e' una lista di persone che considero troppo prematuro mettere tra
i primi posti: in testa a tutti, Vargas e Ford. La Scola invece ha una
bella voce, che maneggia bene, ma non riesce mai a coinvolgermi. Tranne
che nel Do della sigla della Barcaccia!

Tenori che non sopporto:
1) Carreras. Scusate, ma non ho capito che ci trova la gente in questa
brutta copia di Di Stefano. A parte il Simon Boccanegra, il resto mi
annoia mortalmente.
2) Merritt. Dio mio, l'ho detto! E dire che dal punto di vista della
ricerca della prassi interpretativa e' cosi' interessante. Ma non lo
reggo, non ce la faccio!
3) Schreier. Che pizza.


____________________________________Isidoro___________________________

Isidoro Ferrante ferr...@galileo.pi.infn.it
Dipartimento di Fisica ferr...@axpia.pi.infn.it vaxpia::ferrante
Universita' di Pisa Tel +39 50 880284 (INFN Pisa)
INFN sezione di Pisa Fax +39 50 880317 (INFN Pisa)

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Andrea Finotello wrote:

> Comunque ti diro` di piu`. Rampone fatto ascoltare anche 2 rare
> incisioni (dall'Otello) di Giovan Battista De Negri, quasi coetaneo di
> Tamagno. Anche li` si intuiva, pero` si riusciva a capire perche` Verdi
> in persona, pur essendo alla fine soddisfatto dell'Otello di Tamagno,
> quasi quasi gli preferiva il De Negri.
> Intuendo intuendo, si possono scoprire cose molto interessanti....

Gia'.
Se ben ricordo, anche De Negri e' un Otello dalla voce molto chiara,
diverso dal tipo vocale cui siamo abituati adesso.

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 20, 1997, 3:00:00 AM11/20/97
to

Andrea Finotello wrote:
>
> Ciao Isidoro, ogni tanto ci si risente! :-)
>

Il piacere e' tutto mio :)

> C'e' una testimonianza (indiretta: un direttore d'orchestra francese, di
> cui mi sfugge il nome, il cui padre era nell'Orchestra della Scala alla
> prima assoluta) la quale giura che Tamagno, alla prima della Scala,
> tenne il tempo poi usato per la registrazione del 1904. Chissa` come
> ando` veramente....
Mi pare di ricordare che l'aneddoto lo racconta Aspinall, e lo
attribuisce a Sir John Barbirolli.
A me puzza tanto di bruciato: le incisioni di Tamagno sono TUTTE lente.
Sto ascoltando in questo istante la cabaletta del Guglielmo Tell: pare
una marcia funebre. E altrettanto la Pira.
Tamagno canta in modo sconcertante: sembra che debba incidere ogni nota
nel marmo.
Le incisioni di questi signori sono davvero un bel rompicapo: ma davvero
si eseguiva cosi' la musica alla fine del secolo scorso? Mi pare
veramente a tratti la negazione della musica. Possibile che con Verdi
vivo fossero possibili tali eccessi? O quando erano in sala di incisione
con un pianista docile docile al loro fianco si trasformavano?
E tornando ad Otello, come cavolo lo voleva Verdi? Come volesse Jago e'
abbastanza chiaro: Maurel e' perfetto, ma Otello continua a sfuggirmi.
Forse perche' mancano incisioni del duetto del primo atto?
Mah.
Intanto il mio Cd e' passato alla Patti, e il mistero si fa ancora piu'
fitto.

_____________________Isidoro____________________________________________
Isidoro Ferrante ferr...@cibs.sns.it
Dipartimento di Fisica ferr...@galileo.pi.infn.it

emf

unread,
Nov 20, 1997, 3:00:00 AM11/20/97
to ferr...@cibs.sns.it


Isidoro Ferrante wrote:

> Intanto il mio Cd e' passato alla Patti, e il mistero si fa ancora piu'
> fitto.

Scusa a Peppino garbava l'Adelina (che nella riproduzione del tuo CD aveva
gia' 60 anni), ma quando la conobbe lui, almeno 30 di meno. Capita
l'antifona?
(scusa se ti si presentasse una disponibile ma stonata come una campana
rotta, tu, nella tua fase di allupamento, cosa diresti?) :)))
E.


Isidoro Ferrante

unread,
Nov 20, 1997, 3:00:00 AM11/20/97
to

emf wrote:
>
> Isidoro Ferrante wrote:
>
> > Intanto il mio Cd e' passato alla Patti, e il mistero si fa ancora piu'
> > fitto.
>
> Scusa a Peppino garbava l'Adelina (che nella riproduzione del tuo CD aveva
> gia' 60 anni), ma quando la conobbe lui, almeno 30 di meno. Capita
> l'antifona?

Scusa, Ezio, ma non si sta mica parlando dei rispettabilissimi 60 anni
della Patti: che stona si', ma fa dei trilli che manco la Sutherland con
un fattore due in meno di eta' saprebbe da dove cominciare.
Qui si parla di accento, di rallentamenti arbitrari, di mancato rispetto
dei segni di espressione: cose che con l'eta' hanno certo a che vedere
(vedi Pavarotti), ma sempre entro una certa misura.
Capita l'antifona?

Federico Freni

unread,
Nov 20, 1997, 3:00:00 AM11/20/97
to

nooo!!! Sacrilegio !! :-))))))
Per carità ogni opinione è pienamente condivisibile, ma vi prego non
toccate il mitico Otello di del Monaco ! :-)
--
===============
Federico Freni
ffr...@pelagus.it
===============
"Bisogna avere un caos dentro di sè,
per generare una stella danzante"
F.Nietzsche
Curra ha scritto nell'articolo <34737F...@ateneosrv.hsr.it>...

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 20, 1997, 3:00:00 AM11/20/97
to

Andrea Finotello wrote:

> A questo punto quei due o tre non-operisti che ci hanno letti fino in fondo
> diranno che siamo irrecuperabili....C'est la vie! :-)
E noi continuiamo!
Non e' forse di storia dell'interpretazione che stiamo parlando?
Mica stiamo discutendo se sia meglio l'acuto di tizio o di caio.
Il fatto e' che nell'interpretazione operistica e' successo qualcosa,
alla fine del secolo scorso, che il disco ha fatto appena in tempo a
documentare, senza riuscire a darci un quadro chiaro: come vedere un
particolare importante sul bordo di una foto, che non riusciamo a
comprendere bene.
Un'altro mistero e' ad esempio De Lucia, che Giovanni include tra i
dieci migliori.
Il problema se il disco sia un documento affidabile e' certamente
importante: i cilindri live pero' sembra che in parte confermino che la
musica si eseguiva proprio cosi' (anche se io ho ascoltato solamente
poca roba).
Ma non esistono recensioni dell'epoca? Testimonianze che cio' che si
ascolta in disco e' simile a quello che si ascoltava dal vivo? Che io
sappia, la maggior parte delle testimonianze riguardano la presenza
della voce. Ma l'interpretazione? La precisione ritmica? la scelta dei
tempi? Erano alterate, o rispecchiavano la prassi esecutiva? Certo,
spesso i tempi sono accelerati per far stare il brano nella stessa
facciata, ma perche' a volte vengono rallentati?
Mi chiedo: succedeva qualcosa nello stesso tempo nella musica
strumentale? Si usufruiva di una liberta' che spesso sconfinava
nell'arbitrio, o si era piu' rigorosi?
Come diceva qualcuno su opera-l: si, avevano delle voci straordinarie.
Ma facevano alla musica delle cose orribili.

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 20, 1997, 3:00:00 AM11/20/97
to

FARINATO wrote:

> PS: La stagione di Di Stefano al Met era quella del '49?
Diciamo dal '48 al '51, approssimatamente, finche' non fu licenziato da
Bing per non essersi presentato ad alcune prove per non rinunciare ad
alcune recite straordinarie alla Scala.

> Certo sarà stato molto meglio che in Rigoletto (vedi "La Donna è mobile").
> All'inizio, quando ero ancora un neofita d'opere, gli acuti aperti di
> questa "Donna è mobile" mi sembravano molto d'effetto; ora, rispetto a
> quelli di Bergonzi (sentire la smorzatura del secondo "Muta d'accento") mi
> sembrano solo sguaiati.
All'inizio, quando ero un neofita, non sopportavo gli acuti aperti di Di
Stefano. E non li sopporto tuttora, come non sopporto il suo stile
assolutamente sbagliato in qualsiasi opera non sia Cavalleria o la
Boheme. Pero' nessuno gli puo' negare la bellezza della voce ed una
personalita' fuori dall'ordinario. Che dire? Ci ho messo un po', ma ora
comprendo il fascino che riusciva ad esercitare. Ma non credo lo
consiglierei mai come esempio a nessuno.

> E pensare che lui stesso diceva di disdegnare l'emissione "coperta" in
> meschera perchè "falsa il suono delle vocali"...

E gia'. E continua a ripetere che per cantare la tecnica non serve.
Mah!

Andrea Finotello

unread,
Nov 20, 1997, 3:00:00 AM11/20/97
to

Ciao Giovanni.
Bene, vedo che la mia citazione a Tamagno ha sortito l'effetto sperato,
che era quello di parlare un po' di questo tenore. :-)

Giovanni Christen wrote:
> =

> Direi che la nomination a Tamagno puo' essere difesa in assoluto,
> anche dai non Torinesi (o Varesotti). E' una delle "T" spesso
> bersagliate da Celletti, ma e' stato un grande! Anche se bisogna
> affidarsi alle cronache oltre che alle antichissime registrazioni.

Probabilmente la difenderebbero anche gli abitanti di Ospedaletti
(Ospedalettesi? mah...:-)) dove il Tenore aveva un'altra villa. :-)
Comunque e` stato un grande dell'epoca. Un vero fenomeno vocale, dicono
le cronache. E strapagato: nel 1904, per ogni sua singola incisione
discografica, pretese un prezzo che era pari a quanto Caruso (!!) chiese
per tutta la sua prima serie di incisioni appena qualche anno piu`
tardi. D'accordo che Caruso non era ancora il mito che poi divento`,
comunque mi pare emblematico...
Ma anche Tamagno fu un mito dell'epoca. Si tramanda che, dopo aver
cantato al Regio o al "Vittorio Emanuele" a Torino, la folla festante lo
acclamasse ancora sotto le finestre dell'albergo. Lui allora usciva sul
balcone e si sparava magari un "Esultate" cosi`, all'aria aperta....
Le sue registrazioni lo colgono al termine della carriera (e della
vita), a quasi 55 anni di eta` e dopo quasi 30 di carriera.
Il mito comunque permane, almeno a Torino. Se venite da queste parti,
provate a chiedere a qualcuno (magari non ai giovanissimi...diciamo a
qualcuno della generazione dei 45-50enni...) chi sia Di Stefano o
Domingo. E` probabile che non sappia di cosa stiate parlando. Ma provate
a chiedere di Tamagno; e` quasi certo che vi dira`: Ah, si`, il Tenore,
quello del Mausoleo al Cimitero Monumentale. E se volete vederla, la
tomba di Tamagno, entrate al Monumentale e chiedete al primo che
incontrate: le probabilita` che vi sappia dire dove si trova sono
altissime....
Quello che vedreste, comunque, e` desolante. Il Mausoleo e` in stato di
completo abbandono e sono visibili i danni prodotti dalla caduta di un
fulmine una diecina d'anni fa. Per anni si sono trascinate beghe fra gli
eredi del Tenore ed il Comune su chi dovesse accollarsi l'onere dei
restauri.
In occasione della mostra "Il Titanico Oricalco", organizzata dal Regio
in occasione dell'Otello del maggio scorso e completamente dedicata a
Tamagno, e` stato presentato un progetto, a cura del Comune, per il
restauro del Mausoleo.
E` inutile dire che speriamo tutti che la cosa vada presto a buon
fine....

> Tamagno era forse limitato dalla scarsa cultura, che lo rendeva poco
> versatile. Ma in un repertorio limitato era una forza della natura.

E di questo limite era consapevole: le cronache parlano di voce
eccezionale ma interprete inesistente. Studio` e cerco` di migliorarsi,
tanto che, da un certo punto in poi, le cronache registrano i suoi
notevoli miglioramenti in quel senso. Verdi, ad ogni buon conto, per
l'Otello ritenne opportuno affidarlo completamente al direttore
d'orchestra, per evitare che Tamagno combinasse pasticci (parole non
testuali, ma il senso era proprio quello....). Rimane mitico il racconto
di Verdi che, spazientito, sali` lui stesso sul palcoscenico durante le
prove di Otello per mostrare come "deve morire" Otello. E fu talmente
realistica la cosa, che i presenti pensarono che al 75enne Maestro fosse
presa sul serio una sincope....
Il suo repertorio era, si', limitato. Non affronto` quasi mai autori
"moderni" (per l'epoca) come Leoncavallo, Mascagni o Puccini. Canto'
molto Verdi, naturalmente (Trovatore, Ballo, Aida, Otello naturalmente),
fu un Sansone spettacolare e canto` molto il Poliuto di Donizetti, in
giro per il mondo.
Al Poliuto e` legato un aneddoto simpatico: il ventenne Tamagno era un
corista del Regio e un giorno ebbe la sua grande occasione, sostituire
il tenore che sosteneva il ruolo secondario di Nearco. E Tamagno
l'occasione non se la lascio` sfuggire: al termine di una frase piazzo`
un acuto potentissimo (naturalmente non scritto) che stupi` tutto il
pubblico. Anche il direttore d'orchestra fu stupito e sicuramente non
gradi` molto, tuttavia Tamagno ottenne il suo scopo: si fece notare, le
cronache ne parlarono e comincio` la sua carriera. Immaginarsi se oggi
qualche tenorino avesse un'idea del genere....:-)

> Quello che si intuisce dalle sue registrazioni (l'Otello!) e' veramente=

> impressionante!
Si`, provare per credere!

> Chaliapin aveva sentito Tamagno a Milano nel 1901....


>. Nelle sue memorie descrive un'esibizione di Tamagno:

> =

>
> abile come attore quanto lo era come cantante, e la sua dizione era
> perfetta. Non ho mai sentito un altro cantante che pronunciasse

> altrettanto bene.=BB
> =

Ecco, la dizione. Nitidissima, perfetta. Provate a sentire "Deserto
sulla terra" o la "pira". =

Interessantissimo poi e` stato, durante la conferenza di Rampone cui
accennavo in un messaggio precedente, il confronto fra l'"Improvviso"
dell'Andrea Chenier cantato da Tamagno nel 1904 e quello cantato da
Caruso nel 1907, pochissimi anni dopo.
In Tamagno si sente ancora il tenore del secolo scorso: il declamato
quasi stentoreo e il vibrato quasi ostentato. Non sembra certo
l'"Improvviso" che siamo abituati ad ascoltare. Con Caruso invece
sentiamo il tenore moderno, il fraseggio che ci sembra naturale
ascoltare in questo pezzo. Eppure solo tre anni separano le due
incisioni: ma c'e' un'intera generazione di differenza fra i due
interpreti: una generazione che ha visto la nascita del "tenore
moderno", come ancora oggi lo intendiamo.

> (va da se' che nessuna classifica "ha senso" se non si definiscono dei

> criteri di giudizio. Ognuno utilizza i propri, e indovinarli fa parte d=


el
> gioco. Per adesso siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda, direi!)

> =

> Giovanni

Mi associo, scusandomi per la estrema lunghezza del messaggio....

Ciao e saluti a tutti.
Andrea.

-- =

Giovanni De Merulis

unread,
Nov 21, 1997, 3:00:00 AM11/21/97
to

1) Giuseppe Di Stefano. Il piu' grande, magnifico, di quelli che io ho
ascoltato.
2) Gerhard Stolze. Magnifico, ineffabile, straordinario.
3) Alfredo Kraus. Voce straordinariamente lirica
4) Rockwell Blake. In omaggio alla sua (oramai fu) straordinaria
agilita')
5) Rene Kollo, uno degli ultimi Heldentenor
6) Beniamino Gigli

Tolti questi non me ne vengono in mente altri. O meglio alcuni mi
sovvengono ma non stanno bene in questa classifica (forse Luchetti ma
al 12 posto, forse Giacomini ma al 24 posto, forse Alva ma al 31
posto), altri ci starebbero certamente benissimo ma non li conosco
abbastanza (penso soprattutto ai tenori della generazione precedente
da Caruso a Lauri Volpi)

per quanto riguarda la parte relativa ai peggiori l'elenco sarebbe
talmente lungo che si rischierebbe di non finire mai.

Esclusi dal novero i tre tenores (che in quanto "tenores" non sono dei
"tenori") c'e' posto per tenti, e tanti e tanti che per non far
dispetto ad alcuni, non ne citero' nessuno.

Giovanni

================================
L'opinione e' un male caduco
e che la vista inganna

Eraclito
================================
Giovanni De Merulis
deme...@sun.iss.it

Giovanni Christen

unread,
Nov 21, 1997, 3:00:00 AM11/21/97
to

Andrea, bellissimo aneddoto quello del cuscino di Tamagno!

>A proposito di compensi, si narra che pretendesse di essere pagato entro
>il mezzogiorno del giorno della recita, altrimenti non cantava....

Anche un celebre pianista (mi sembra fosse Horowitz, o sbaglio ed
era Rubinstein?) voleva essere pagato in contanti durante la pausa
dei concerti. E un altro interprete voleva il pagamento in camerino,
ma sempre e solo in oro (e qui la memoria mi abbandona... sigh...).
Nell'800 era un'abitudine comprensibile, concerti e stagioni erano
appaltati da impresari che spesso fallivano prima di pagare la
compagnia. Non quelli che scritturavano Tamagno quando era famoso,
ma le buone abitudini, si sa, vanno mantenute...

Passiamo agli altri interpreti "dell'800".
... di De Negri non mi interesso: avevo un nonno di Novi Ligure che
mi ha insegnato ad evitare i Lissandrini :-)

Ezio scrive ad Isidoro a proposito delle liberta' delle interpretazioni
della Patti su disco:
>Sei tu che non leggi il librettino d'accompagnamento del CD. Infatti eeso dice
>che la Patti fa tutto quello che dici tu, e Verdi l'approvava gia' quando
>gliele faceva sotto il naso adunco, MA solo a lei concedeva il tutto.

Il librettino d'accompagnamento dei CD a volte merita di apparire in
un'antologia umoristica, quindi mi baserei solo sulla registrazione,
e su fonti meglio valutabili.
L'unica che posso citarti ora e' un libro che ho comprato ieri (e quindi
ho qui con me), le memorie del compositore berlinese Siegfried Ochs,
amico di Brahms e Von Bulow. Parlando del debutto berlinese di
Marcella Sembrich dice "non credo che sarebbe stata capace di
cantare un brano come <Traeume> di Wagner nel modo inimitabile
che ho sentito da Adelina Patti, che ha messo in ombra tutte le
cantanti a me conosciute, tedesche comprese".
Un giudizio sulle sue interpretazioni wagneriane che, fatto da un
compositore tedesco (di nome Siegfried!) ha un certo peso...

Ascoltando registrazioni di cantanti della scuola dell'800 bisogna
ricordare che cantavano in modo diverso a seconda delle
circostanze. Ad esempio i metodi di canto prescrivevano che
l'articolazione delle parole (accentazione, enfasi, evidenziazione
delle consonanti) andava adattata a dimensioni della sala, numero
di spettatori, circostanze dell'esibizione. I cantanti non
registravano, ma si esibivano spesso in chiesa, o nei salotti in
accademie private. Figuriamoci come dovevano reagire i primi
cantanti a tentare una registrazione!
Quindi e' normale che davanti alla tromba di registrazione
utilizzassero uno stile che secondo loro era adatto alla
circostanza - dando magari un'interpretazione dell'aria
completamente diversa da quella che avrebbero prodotto in
teatro. E' soprattutto importante considerare questo fatto
quando si ascoltano certi brani di opera buffa farciti di
commenti e interpolazioni. Spesso venivano fatti per
compensare la mancanza della recitazione visiva (e anche
Gigli giustificava certe interpolazioni aggiunte nelle sue
registrazioni come una compensazione al solo-audio).

Io tendo a cogliere il "buono" dalle registrazioni antiche,
ponendo un punto di domanda sugli aspetti dubbi.
Isidoro ha scritto che De Lucia e' un mistero. Infatti
nonostante le molte registrazioni lo e'. Soprattutto
perche' i riversamenti su CD spesso sono inascoltabili
perche rallentati in modo assurdo (chissa' perche' si
crede che cantasse tutto abbassato di almeno un tono!
ridicolo!). Ma certi passaggi lasciano a bocca aperta.
Basta sentire "Ecco ridente" dal <Barbiere> per capire
che il migliore Valletti a suo confronto e' un dilettante.
Mentre i vari Alva e co. scompaiono nel nulla...

Giovanni

Andrea Finotello

unread,
Nov 21, 1997, 3:00:00 AM11/21/97
to

Ciao Giovanni.
allora, divaghiamo ancora un po'....:-)

Giovanni Christen wrote:
>
> qualche considerazione e divagazione su Tamagno, riferendomi
> allo scritto di Andrea Finotello.
>
> "Tamagno strapagato"
> La villa di Varese in cui si era ritirato ed era morto in realta'
> era un vero e proprio palazzo del '700 che Tamagno aveva
> fatto ristrutturare, costruendovi persino un teatro privato
> (le sue registrazioni discografiche sono state registrate in
> quel teatro).

Si`, era una villa di 57 locali, in stile palladiano, con 150.000 m2 di
terreno. Tamagno la pago` 80.000 lire dell'epoca.
Il cachet di Tamagno era di 10.000 lire a recita! Questo puo` dare
un'idea di quanto il tenore fosse quotato!
In questa villa effettuo`, in realta`, alcune registrazioni
discografiche: altre furono effettuate nella sua villa di Ospedaletti.


A proposito di compensi, si narra che pretendesse di essere pagato entro
il mezzogiorno del giorno della recita, altrimenti non cantava....

Tamagno, di origini molto modeste, era comunque si` molto attaccato ai
soldi, ma rimane leggendaria la sua generosita` verso le persone piu`
sfortunate. Non si rifiutava mai di cantare per concerti benefici, per i
quali non pretendeva alcun compenso. Quando, nel 1902, ci fu il disastro
del campanile di Venezia, tenne un concerto alla Fenice, il cui incasso
fu devoluto alla ricostruzione del campanile stesso. Tamagno, come
simbolico compenso, volle un mattone del vecchio campanile crollato.
Visto che stiamo divagando, facciamo anche un po' di agiografia: si
narra che Tamgno, dovunque andasse, portasse con se` una specie di
cuscino, dal quale non si separava mai. Disse che, alla sua morte, lo
avrebbe voluto sotto la sua testa. Morto Tamagno, nell'agosto 1905 a
Varese, i familiari vollero vedere cosa contenesse: vi trovarono la
frusta ed il grembiule che Tamagno usava quando, giovanissimo, faceva il
carrettiere a Torino. Sembrerebbe quindi che Tamagno non dimenticasse le
sue modeste origini, quando era solo il "Cichin 'd Porta Pila" (Cichin=
diminutivo di Francesco, Porta Pila= Porta Palazzo, quartiere popolare
nel centro di Torino, ora, ahime`, con notevoli problemi di degrado,
dove Tamagno era nato e cresciuto).

> "Tamagno mito dell'epoca - ancora vivo a Torino"
> Anche in Lombardia era entrato nei modi di dire popolari.
>
Si narra che, poco dopo la morte di Tamagno, ad una audizione
discografica pubblica, i presenti sentendo la potente voce del tenore,
istintivamente alzassero la testa e guardassero i lampadari che in
teatro Tamagno faceva oscillare con i suoi acuti...:-)

> E poi per rendersi conto della presenza scenica di Tamagno
> basta guardare le fotografie del suo Otello. Non credo che
> fosse inferiore a Domingo sotto questo aspetto.
Verissimo.

> Il repertorio era limitato. Secondo me e' nel repertorio che
> si manifestavano i limiti dell'interprete, non sulla scena!
>
> Ascoltando le registrazioni di Tamagno bisogna cercare di
> tarare le orecchie tenendo presente che la voce dal vivo
> faceva un effetto simile all'affacciarsi dal finestrino
> dell'auto a 100 km/h. Un effetto che nemmeno le ultime
> registrazioni DDD possono catturare: figurarsi le prime,
> acustiche!
>
Si`! Pare che alcuni illustri specialisti avessero studiato la
particolare conformazione della gola di Tamagno, che gli rendeva
possibile performances cosi` fuori dall'usuale.

> "Aneddoto - il giovane Tamagno si fa notare"
Altro aneddoto: Tamagno studiava al Conservatorio di Torino ed il
Maestro di canto (mi sfugge ora il nome, comunque era anche il direttore
dell'Orchestra del Regio) gli disse che, al massimo, avrebbe potuto fare
una cariera come buon corista.
Lo stesso maestro disse al De Negri (come abbiamo visto, altro futuro
grande Otello) che "aveva fiato al massimo per soffiare sulla minestra".
Due solenni cantonate nel giro di pochi anni. Non male davvero! :-)))))

Scusate le divagazioni e grazie in particolare a Giovanni per le sue
interessanti puntualizzazioni.

Saluti a tutti.
Andrea.

Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 21, 1997, 3:00:00 AM11/21/97
to

"Tommaso Miraglia" <tom...@ogliastra.net> wrote:

> Non so se è già stata proposta una classifica dei
>Tenori. Se per caso ciò non è già avvenuto, mi permetto di farlo io.

Limito la mia classifica ai tenori che ho sentito dal vivo (con
qualche eccezione), e a quelli in cui ho trovato qualche cosa che mi
ha interessato (non tanto la voce in se', ma il modo di interpretre il
personaggio)

1) Jose' Cura
2) Sabbatini
3) Kollo (non nella tetralogia di Sawallisch, pero' :-( )
4) Bergonzi
5) Carreras
6) Heinz Zednik
7) Clark Graham

I peggiori?

1) Pavarotti

Rudy
Rodolfo Canaletti
lil...@ns.altrimedia.it

*************************************************************
Solo l'analisi puo' stabilire tutto quello che non interessa.

Gianfrancesco Malipiero
***************************************************************


Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 21, 1997, 3:00:00 AM11/21/97
to

"FARINATO" <FARI...@logical.it> wrote:


>All'inizio, quando ero ancora un neofita d'opere,

all'eta' di?... quattro? sei anni?

FARINATO

unread,
Nov 22, 1997, 3:00:00 AM11/22/97
to


Rodolfo Canaletti <lil...@ns.altrimedia.it> scritto nell'articolo
<6547uv$o...@server-b.cs.interbusiness.it>...


> "FARINATO" <FARI...@logical.it> wrote:
>
>
> >All'inizio, quando ero ancora un neofita d'opere,
>
> all'eta' di?... quattro? sei anni?

Beh, no, circa un paio di anni fa...
Ciaps!
--
Farina Tommaso
E-mail: FARINATO@.logical.it

"E NOS LASES IUVATE
NEVE LUE RUE MARMAR SINS INCURRERE IN PLEORIS
SATUR FU FERE MARS LIMEN SALI STA BER BER
SEMUNIS ALTERNEI ADVOCAPIT CONCTOS
E NOS MARMAR IUVATO
TRIUMPE TRIUMPE TRIUMPE"
(Carmen Fratrum Arvalium)


FARINATO

unread,
Nov 22, 1997, 3:00:00 AM11/22/97
to


Giovanni De Merulis <deme...@sun.iss.it> scritto nell'articolo
<34753a5e...@news.caspur.it>...

> 5) Rene Kollo, uno degli ultimi Heldentenor

Heldentenor?
Kollo?
Diciamo che ha voluto esserlo...
Ma aveva una voce troppo piccola per essere un vero tenore eroico
wagneriano.
L'ultimo vero Heldentenor, prima dei vari Suthaus, Hopf, Svanholm, Lorenz,
Treptow, Aldenhoff e compagnia, fu Lauritz Melchior.

Lucio PERES

unread,
Nov 22, 1997, 3:00:00 AM11/22/97
to

lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) on Fri, 21 Nov 1997
15:17:41 GMT, wrote:
>1) Jose' Cura
Rudy, non finisci mai di stupire: l 'aitante giovinotto promette
indubbiamente bene, ma da qui a considerarlo il migliore di tutti di
tutti i tempi...

>5) Carreras
de gustibus...

>6) Heinz Zednik
>7) Clark Graham

sarebbero??

Al solito ti sei fermato al settimo...

>I peggiori?
>1) Pavarotti
Sono "quasi" d' accordo...
E di Gigli che ne pensi?
LUX
====================================================
Se avessi avuto piu' tempo, sarei stato piu' breve (Goethe)

Giovanni Christen

unread,
Nov 22, 1997, 3:00:00 AM11/22/97
to

Lucio PERES, pere...@relay.comm2000.it writes:
>>7) Clark Graham
>sarebbero??

Non era il rivale di Brabham Stirling?

Giovanni

Lucio PERES

unread,
Nov 22, 1997, 3:00:00 AM11/22/97
to

"FARINATO" <FARI...@logical.it> on 22 Nov 1997 20:22:51 GMT, wrote:
>> >6) Heinz Zednik
>> >7) Clark Graham
>Tenori adusi a parti wagneriane tipo Mime o Loge.

In effetti il primo è Mime nel Sigfrido diretto a Bayreuth da Boulez
di cui ho il VHS Philips...
LUX


FARINATO

unread,
Nov 22, 1997, 3:00:00 AM11/22/97
to


Lucio PERES <pere...@relay.comm2000.it> scritto nell'articolo
<3476d42...@news.iol.it>...


> lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) on Fri, 21 Nov 1997

>

> >6) Heinz Zednik
> >7) Clark Graham

> sarebbero??


Tenori adusi a parti wagneriane tipo Mime o Loge.

Franco Luise

unread,
Nov 22, 1997, 3:00:00 AM11/22/97
to

> lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) on Fri, 21 Nov 1997
> 15:17:41 GMT, wrote:
> >I peggiori?
> >1) Pavarotti

Mi stai dicendo tutto il Pavarotti esistente o solo l'ultimo, protagonista
di cantate da balera?
Ciao

--
Franco Luise


"Si può catturare una rondine...
ma non il suo volo."


Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

"Franco Luise" <lui...@protec.it> wrote:

>> lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) on Fri, 21 Nov 1997
>> 15:17:41 GMT, wrote:
>> >I peggiori?
>> >1) Pavarotti
>
>Mi stai dicendo tutto il Pavarotti esistente o solo l'ultimo, protagonista
>di cantate da balera?
>Ciao

Tutto, tutto. Lo so che per molti e' una bestemmia, ma
1) Pavarotti nelle opere non interpreta personaggi, canta romanze.
Degli eventi dell'opera non gliene e' mai fregato niente, ma gli
applausi del pubblico sono tutto per lui. Eh si', si', si', si'...
Come anche il Monte de' Paschi.
2) Non mi piace il suo modo di cantare (conseguenza del suo modo di
stare sul palcoscenico: acuti presi con lo slancio atletico di un
saltatore con l'asta (cosi' gli applausi sono piu' entuaisatici). Il
Pavarotti da balera non e' altro che la conseguenza logica del
Pavarotti di sempre.
3) Odio il timbro della sua voce. Non sono un vociologo, ma il suo
timbro lo riconoscerei fra mille, tanto lo odio.
Sara' tecnicamente perfetto, avra' una estensione di voce incredibile,
ma in certi programmi TV si vedono giocolieri cinesi che sanno fare
ancora meglio.

Ciao

Rudy

>--
>Franco Luise


>"Si può catturare una rondine...
>ma non il suo volo."

Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

pere...@relay.comm2000.it (Lucio PERES) wrote:

>lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) on Fri, 21 Nov 1997
>15:17:41 GMT, wrote:

>>1) Jose' Cura
>Rudy, non finisci mai di stupire: l 'aitante giovinotto promette
>indubbiamente bene, ma da qui a considerarlo il migliore di tutti di
>tutti i tempi..

Intanto Cura canta, gli altri li sentiamo su disco. E oggi, per me, e'
quello che canta meglio. Poi lo sai, di voci proprio non me ne
intendo.

>>5) Carreras
>de gustibus...

Certo. De gustibus.

>>6) Heinz Zednik
>>7) Clark Graham
>sarebbero??

Due grandi tenori wagneriani, che interpretano i loro ruoli come io
credo che andrebbero interpretati. Cio' facendo vivere i personaggi
che rappresentano sul palcoscenico. Due grandissimi attori.

>Al solito ti sei fermato al settimo...

Che colpa ne ho io? Gli altri sono fantasmi del passato. Mi possono
interessare storicamente (ma veramente neanche atnto). Oggi vado a
teatro e spero di sentire qualcuno che sappia cantare in un opera.

>>I peggiori?
>>1) Pavarotti
>Sono "quasi" d' accordo...
>E di Gigli che ne pensi?

Gigli era la mia passione quando era una ragazzino, cosě come lo era
Tito Schipa. Mi ricorda tempi passati, mi riporta il profumo
dell'adolescenza, della straordinaria scoperta dell'opera, delle file
davanti al loggione del Regio di Parma.. Sono troppo partigiano per
esprimere un giudizio sul mio passato...

Ciao

Rudy

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

Giovanni Christen wrote:

> Ezio scrive ad Isidoro a proposito delle liberta' delle interpretazioni
> della Patti su disco:
> >Sei tu che non leggi il librettino d'accompagnamento del CD. Infatti eeso dice
> >che la Patti fa tutto quello che dici tu, e Verdi l'approvava gia' quando
> >gliele faceva sotto il naso adunco, MA solo a lei concedeva il tutto.
>
> Il librettino d'accompagnamento dei CD a volte merita di apparire in
> un'antologia umoristica, quindi mi baserei solo sulla registrazione,
> e su fonti meglio valutabili.

Tra l'altro non ho la minima idea a quale libretto si riferisse Ezio: io
la Patti l'ho ascoltata in quattro-cinque riversamenti diversi.
E comunque che fosse solo per l'avvenenza fisica che Verdi concedeva le
licenze alla Patti ho i miei bravi dubbi.

> L'unica che posso citarti ora e' un libro che ho comprato ieri (e quindi
> ho qui con me), le memorie del compositore berlinese Siegfried Ochs,
> amico di Brahms e Von Bulow. Parlando del debutto berlinese di
> Marcella Sembrich dice "non credo che sarebbe stata capace di
> cantare un brano come <Traeume> di Wagner nel modo inimitabile
> che ho sentito da Adelina Patti, che ha messo in ombra tutte le
> cantanti a me conosciute, tedesche comprese".
> Un giudizio sulle sue interpretazioni wagneriane che, fatto da un
> compositore tedesco (di nome Siegfried!) ha un certo peso...

Infatti. La Patti non era un bluff! E appunto qualcosa traspare dalle
esecuzioni.


>
> Ascoltando registrazioni di cantanti della scuola dell'800 bisogna
> ricordare che cantavano in modo diverso a seconda delle
> circostanze. Ad esempio i metodi di canto prescrivevano che
> l'articolazione delle parole (accentazione, enfasi, evidenziazione
> delle consonanti) andava adattata a dimensioni della sala, numero
> di spettatori, circostanze dell'esibizione. I cantanti non
> registravano, ma si esibivano spesso in chiesa, o nei salotti in
> accademie private. Figuriamoci come dovevano reagire i primi
> cantanti a tentare una registrazione!
> Quindi e' normale che davanti alla tromba di registrazione
> utilizzassero uno stile che secondo loro era adatto alla
> circostanza - dando magari un'interpretazione dell'aria
> completamente diversa da quella che avrebbero prodotto in
> teatro. E' soprattutto importante considerare questo fatto
> quando si ascoltano certi brani di opera buffa farciti di
> commenti e interpolazioni. Spesso venivano fatti per
> compensare la mancanza della recitazione visiva (e anche
> Gigli giustificava certe interpolazioni aggiunte nelle sue
> registrazioni come una compensazione al solo-audio).

Si, ma nessuno notava la differenza? Voglio dire, non ci sono
commentatori dell'epoca che dicano: il tizio in disco si e' permesso di
fare certe cose che in teatro sarebbero impensabili!
Gli arbitri, i rallentamenti, le frasi spezzate per riprendere fiato, la
sistematica distruzione della linea melodica sono avvertibili pure nei
live Mapleson, mi pare...


>
> Io tendo a cogliere il "buono" dalle registrazioni antiche,
> ponendo un punto di domanda sugli aspetti dubbi.
> Isidoro ha scritto che De Lucia e' un mistero. Infatti
> nonostante le molte registrazioni lo e'. Soprattutto
> perche' i riversamenti su CD spesso sono inascoltabili
> perche rallentati in modo assurdo (chissa' perche' si
> crede che cantasse tutto abbassato di almeno un tono!
> ridicolo!).

E li ci sarebbe da aprire un thread tecnico che rischierebbe di annoiare
i nostri due lettori e mezzo (un fattore dieci in meno del Manzoni non
mi par male)..... A me ad esempio risultano spesso piu' convincenti i
riversamenti "bassi" di quelli nella tonalita' corretta. Ma per godere
De Lucia nella voce che a te sembra migliore, basta usare il PC: e' uno
scherzo tirar su di un tono o un semitono secondo il gusto...

>Ma certi passaggi lasciano a bocca aperta.
> Basta sentire "Ecco ridente" dal <Barbiere> per capire
> che il migliore Valletti a suo confronto e' un dilettante.
> Mentre i vari Alva e co. scompaiono nel nulla...

Son d'accordo, e' una delle sue incisioni migliori, ma Blake secondo me
e' meglio di tutti quanti. Pari facilita' e precisione nelle agilita', e
stile MOLTO ma molto piu' corretto.
Io comunque dopo aver ascoltato tonnellate di De Lucia, ho trovato
finalmente un cantante degno della sua fama solamente nel duetto
dall'Elisir con Antonio Pini Corsi. Musicalmente orrendo, of course, ma
certe sfumature, smorzature, mezze voci, etc....

Giovanni Christen

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

Rodolfo Canaletti, lil...@ns.altrimedia.it writes:
>1) Pavarotti nelle opere non interpreta personaggi, canta romanze.
>Degli eventi dell'opera non gliene e' mai fregato niente, ma gli
>applausi del pubblico sono tutto per lui.

Sono d'accordo: non e' un grande attore, e come interprete spesso
e' insipido. Ma nemmeno Cura e' un miracolo vivente!
Ho visto il suo Canio: un Al Capone di paese, non un capocomico!
Il disastro e' successo quando ha dovuto vestirsi da pagliaccio.
Nel finale Cura sembrava Magilla gorilla, anche perche' gli altri
interpreti erano perfettamente nei rispettivi ruoli, e (loro) recitavano.

Fra i tenori in attivita' a mio parere il migliore attore e interprete
e' Alfredo Kraus. Davanti a lui scompaiono sia Pav. che Cura.

A volte i migliori interpreti fanno secondi ruoli: ad es. Zurigo c'e'
un certo Peter Keller (era Arlecchino nei <Pagliacci> con Cura), e
Farinato (se non sbaglio) ha messo in classifica Piero De Palma.
Come nei western americani: Gionn Uein protagonista, e i
caratteristi nelle particine...

>3) Odio il timbro della sua voce. Non sono un vociologo, ma il suo
>timbro lo riconoscerei fra mille, tanto lo odio.

Non dici che e' un brutto timbro di voce, quindi non ti contraddico.
Ma se volevi evitare l'accusa di essere un vociologo, credo che hai
raggiunto lo scopo :-)

>>Al solito ti sei fermato al settimo...
>
>Che colpa ne ho io?

Questa battuta di Lucio Peres meritava l'applauso!

Nel thread su Muti scrivi un concetto che mi sembra pertinente - e
quindi lo riporto qui - ma che secondo me hai portato un po' troppo
all'estremo:
>E la realizzazione drammatica di un lavoro deve avere un
>regista, altrimenti ciascuno sulla scena recita come vuole. In questo
>modo a mio avviso non si realizzerebbe un opera, cioe' un evento
>drammatico, ma solo un concerto di musiche operistiche fatto con una
>scenografia alle spalle, anziche' in un auditorium.

Quindi Cimarosa, Mozart, Rossini ecc. fino a Puccini - nessuno
di loro aveva mai potuto vedere un'opera? Solo concerti di musiche
pre-operistiche?
Sapevano di scrivere opere? In altre parole: immaginavano che i
loro lavori concertistico-scenografici in futuro sarebbero diventati
delle opere, grazie all'invenzione della regia?

Questa raffica di domande retoriche per dire che la rappresentazione
"registica" delle opere puo' essere (e probabilmente e') la piu' efficace
ai nostri giorni, ma non e' necessariamente la migliore. Sicuramente
non e' quella che avevano in mente gli autori!
A mio parere il regista acquista importanza solo quando gli interpreti
sono cattivi attori. I buoni attori interagiscono fra loro e reagiscono
al pubblico, e qui la regia non concorre in nessun modo. Eppure e'
questa creazione continua a dare vita ai personaggi - e al teatro.

Alfredo Kraus e' famoso per mandare a quel paese i registi e le loro
scelte (ho potuto constatarlo di persona). Secondo me Kraus e' la
dimostrazione vivente che del regista si puo' ancora fare a meno,
come si faceva in passato.

Certo, nuovi Kraus non se ne vedono (soprattutto fra i tenori), ma
non sara' magari una conseguenza della "registizzazione" esasperata?

Giovanni

Giovanni Christen

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

Isidoro Ferrante, ferr...@cibs.sns.it writes:
>Si, ma nessuno notava la differenza? Voglio dire, non ci sono
>commentatori dell'epoca che dicano: il tizio in disco si e' permesso di
>fare certe cose che in teatro sarebbero impensabili!

La percezione che una generazione ha di una nuova tecnologia in
genere appare molto bizzarra ai posteri...
I commenti mi sembra fossero sempre del genere "miracolo!
la voce della Melba a casa propria!". Non c'era molto spazio per
analisi critiche fredde e distaccate.
E in ogni caso avrebbero fatto un confronto con le soirees in
salotti privati, non con il teatro.

>Gli arbitri, i rallentamenti, le frasi spezzate per riprendere fiato, la
>sistematica distruzione della linea melodica sono avvertibili pure nei
>live Mapleson, mi pare...

Non ho mai sentito i cilindri Mapleson (che oltretutto sono stati
registrati al Met :-).
Per i dischi - loro li ascoltavano con orecchie diverse, e quindi li
registravano anche diversamente da come vorremmo noi.
Sappiamo bene come le arie venissero ritagliate, rallentate o
accelerate per riempire la facciata del disco. Non credo che
vedessero nel disco un mezzo per documentare le esecuzioni
teatrali. Credo che ascoltassero soprattutto la voce.
A volte forse la registrazione su disco era come quella di chi
lascia il suo primo messaggio in un registratore di segreteria
telefonica.
La bravura tecnica dei cantanti e' evidente, per l'interpretazione
bisogna essere prudenti - soprattutto nel condannare.

>E li ci sarebbe da aprire un thread tecnico che rischierebbe di annoiare
>i nostri due lettori e mezzo

Non apro un thread, ma spero almeno che scappi quel mezzo
lettore che mi fa un po' senso...

>A me ad esempio risultano spesso piu' convincenti i
>riversamenti "bassi" di quelli nella tonalita' corretta.

Io purtroppo di riversamenti con De Lucia in tonalita' corretta
ne ho pochissimi. Ma in quelli abbassati, a parte certi tempi
caricaturali, a volte si sentono delle modulazioni nella
voce che mi sembrano un prodotto della riproduzione
rallentata. Anche il tipo di vibrato spesso sembra molto
improbabile.

>Ma per godere
>De Lucia nella voce che a te sembra migliore, basta usare il PC: e' uno
>scherzo tirar su di un tono o un semitono secondo il gusto...

Non ho mai voluto comprare una scheda di espansione con DSP, il mio
Mac non ha nemmeno gli ingressi audio digitali...
(se nei PC e' di serie: un punto ai PC)

>Son d'accordo, e' una delle sue incisioni migliori, ma Blake secondo me
>e' meglio di tutti quanti. Pari facilita' e precisione nelle agilita', e
>stile MOLTO ma molto piu' corretto.

Li ho messi accanto nella mia classifica, se la sbrighino da
soli... :-)
Io pero' su questo particolare punto non sono d'accordo. Trovo
"MOLTO ma molto piu' corretto" lo stile di De Lucia.
Infatti al tempo di Rossini l'agilita' non si faceva *sempre*
di forza. Era l'agilita' che Rossini preferiva, considerava
inaccettabile un interprete che non la sapesse fare. Ma qui
stiamo parlando di una serenata, e quindi l'agilita' va fatta
a fior di labbro. L'eleganza, la leggerezza di De Lucia, le sue
mille sfumature - straordinario. Forse nell'aria finale
vincerebbe Blake, ma nella serenata iniziale De Lucia e'
perfetto. Tieni pure i tuoi 2 Blake, non faccio il cambio...

Giovanni

schillogeno

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

"Tommaso Miraglia" <tom...@ogliastra.net> wrote:

>Cari amici,

>la classifica dei pianisti e quella dei direttori d'orchestra sono state
>molto interessanti. Io frequento il NG da poche settimane e non so cosa è
>successo in precedenza. Non so se è già stata proposta una classifica dei


>Tenori. Se per caso ciò non è già avvenuto, mi permetto di farlo io.

>La voce del tenore è quella che accende di più la fantasia e scatena gli
>entusiasmi del pubblico. Un'opera che allinea un non ottimo direttore ma
>vanta un grande tenore può andare in porto, il contrario (anche se spesso
>succede) mi sembra più difficile. Sbagliare la "pira" in una serata
>importante è cosa che può rovinare una carriera....anche se oggi si bada
>meno alla sostanza e più alla forma.

>I miei Magnifici Dieci si dedicano tutti al repertorio italiano, o al più
>francese, a partire dal ''700 ad oggi. In pratica da Mozart a Puccini, o
>Mascagni. Non ho preso in considerazione cantanti di altri repertori,
>ancorchè bravissimi, perchè per l'appassionato di musica è lì che si misura
>il valore di una voce.

>Accanto ai Magnifici Dieci propongo i Pessimi Tre.

>Va da sè che non si vuole offendere o denigrare nessuno, ma solo dare un
>giudizio (strettamente personale) su un fatto d'arte e di cultura.

>Ciò detto, il mio catalogo è questo:


1 Gedda
2 Blake
3 Bergonzi
4 Corelli
5 Domingo buonanima
6 Pavarotti buonanima
7 Kraus

Negativi:

1 Morino
2 Schreier (non è poi pessimo, ma quando canta in italiano sembra il
professor Schrantz di Paolo Villaggio)
Schillogeno

------------------
"Well, i'm the slime from your video
Oozin' along on your living room floor
I am the slime from your video
can't stop the slime, people, look it me go"
Frank Zappa, 1973


schillogeno

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) wrote:

>"Franco Luise" <lui...@protec.it> wrote:

>>> lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) on Fri, 21 Nov 1997
>>> 15:17:41 GMT, wrote:

>>> >I peggiori?
>>> >1) Pavarotti

>3) Odio il timbro della sua voce. Non sono un vociologo, ma il suo
>timbro lo riconoscerei fra mille, tanto lo odio.

ANCH'IO. Lo aborrisco letteralmente, ha un colore sgradevolissimo.

Cio' non toglie che in qualche modo l'ho messo nella lista dei +...
non so se pentirmene.

Lorenzo Nencini

unread,
Nov 23, 1997, 3:00:00 AM11/23/97
to

On Wed, 19 Nov 1997 13:42:29 +0100, Andrea Finotello
<andrea.f...@cselt.it> wrote:


>Mi accorgo di aver lasciato fuori altri che mi piacciono: da Corelli a
>Rockwell Blake, da Merli a Roswaenge, a von Pataky, a Gedda. Ma tant'e`,
>le regole dicevano 10 e 10 saranno....:-)

Grandissimo von Pataky!!
Io ho il suo Don Ottavio... ma non conosco altro di lui.
Cosa altro ha inciso?

Lore
------------------------
Lorenzo Nencini
nen...@pop.multinet.it
------------------------

Giovanni De Merulis

unread,
Nov 24, 1997, 3:00:00 AM11/24/97
to

>> 5) Rene Kollo, uno degli ultimi Heldentenor
>Heldentenor?
>Kollo?
>Diciamo che ha voluto esserlo...
>Ma aveva una voce troppo piccola per essere un vero tenore eroico
>wagneriano.
>L'ultimo vero Heldentenor, prima dei vari Suthaus, Hopf, Svanholm, Lorenz,
>Treptow, Aldenhoff e compagnia, fu Lauritz Melchior.
>Ciaps!

Si' vabe' forse ho esagerato....... l'ho fatto pero' a fin di bene,
perche' mi piace un sacco.

Gio

Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 24, 1997, 3:00:00 AM11/24/97
to

Giovanni Christen <gchr...@bluewin.ch> wrote:

Ciao Giovanni.
Rispondo alla tua stiňolante lettera, in modo un po' lungo ma il
problema mi sembra importante, e penso che sia giusto discuterne.

>Rodolfo Canaletti, lil...@ns.altrimedia.it writes:
>>1) Pavarotti nelle opere non interpreta personaggi, canta romanze.
>>Degli eventi dell'opera non gliene e' mai fregato niente, ma gli
>>applausi del pubblico sono tutto per lui.

>Sono d'accordo: non e' un grande attore, e come interprete spesso
>e' insipido. Ma nemmeno Cura e' un miracolo vivente!
>Ho visto il suo Canio: un Al Capone di paese, non un capocomico!
>Il disastro e' successo quando ha dovuto vestirsi da pagliaccio.
>Nel finale Cura sembrava Magilla gorilla, anche perche' gli altri
>interpreti erano perfettamente nei rispettivi ruoli, e (loro) recitavano.

Cura, come dici piu' sotto, probabilmente, e' uno che non ne vuol
sapere di registi (non dico questo perche' ho informazioni, ma solo lo
deduco dal suo modo di stare sulla scena). Tuttavia pensa al
personaggio, e cerca di immedesimarcisi. Che poi riesca bene o no,
certo, questo e' un problema.
Non ho visto la sua Cavalleria rusticana. Da quello che dici lo potrei
paragonare al Christopher Lambert quanto interpreta il Siciliano di
Cimino (naturalmente e' un film, non un'opera!). Cioe' uno sbaglio
colossale di immedesimazione di un personaggio.
E non ho visto neppure i pagliacci.
Ho visto solo La Gioconda alla Scala, e mi e' piaciuto molto. In
quell'opera non gli si puo' chiedere una grande interpretazione
scenica o (come preferisco definirla) di personaggio. La Gioconda e'
un'opera triviale, bruttissima, dove il teatro veramente non esiste.
Ho gia' detto male abbastanza su quest'opera per ripetermi, sia qui
nel NG, sia in opera-l (se sei riuscito a capire il mio "inglese").
L'ho sentito poi nell'Otello. E a differenza di molti critici io l'ho
travato stupendo, proprio per il carattere diverso che ha dato al
personaggio, rispetto ai truculenti Del Monaco e co. (comunque, a
scanso d'equivoci, Del Monaco nell'Otello mi piace molto). Ma
l'interpretazione di Cura mi ha aperto nuovi orizzonti sul
personaggio, che mi e' sembrato piu' vicino al modello shakespeariono.
Anche qui pero' ho avuto gia' modo di esprimermi a lungo, e non e' il
caso di ripetermi.

>Fra i tenori in attivita' a mio parere il migliore attore e interprete
>e' Alfredo Kraus. Davanti a lui scompaiono sia Pav. che Cura.

Purtroppo Kraus non l'ho mai sentito dal vivo. E anche le sue
registrazioni mi pare che siano molto poche: credo che in passato
abbia fatto affermazioni contrarie alle registrazioni, se non mi
sbaglio, e se non sono morti i neuroni che tenevano memorizzata
l'informazione.

>>3) Odio il timbro della sua voce. Non sono un vociologo, ma il suo
>>timbro lo riconoscerei fra mille, tanto lo odio.

>Non dici che e' un brutto timbro di voce, quindi non ti contraddico.


>Ma se volevi evitare l'accusa di essere un vociologo, credo che hai

>raggiunto lo scopo :-).

Mi guarderei bene di dare valore assoluto ai miei gusti, ai miei amori
e ai miei odi. Pero' rivendico il diritto di manifestarli.


>Nel thread su Muti scrivi un concetto che mi sembra pertinente - e
>quindi lo riporto qui - ma che secondo me hai portato un po' troppo
>all'estremo:

Portare all'estremo i concetti, e' un modo, credo, efficace per
mettere in evidenza la logica sulla quale si basano.

>>E la realizzazione drammatica di un lavoro deve avere un
>>regista, altrimenti ciascuno sulla scena recita come vuole. In questo
>>modo a mio avviso non si realizzerebbe un opera, cioe' un evento
>>drammatico, ma solo un concerto di musiche operistiche fatto con una
>>scenografia alle spalle, anziche' in un auditorium.

>Quindi Cimarosa, Mozart, Rossini ecc. fino a Puccini - nessuno
>di loro aveva mai potuto vedere un'opera? Solo concerti di musiche
>pre-operistiche?
>Sapevano di scrivere opere? In altre parole: immaginavano che i
>loro lavori concertistico-scenografici in futuro sarebbero diventati
>delle opere, grazie all'invenzione della regia?

Io non credo che dobbiamo essere necessariamente legati alle
intenzioni del compositore (o dell'autore in genere). Il discorso si
fa molto ampio.
Un epoca, qualunque essa sia, ha costruito la sua cultura sul passato.
In essa domina quello che chiamiamo la "memoria storica". Noi abbiamo
una memoria storica che contiene piu' cose di quella di Cimarosa,
Rossini, ecc. Non solo il nostro gusto si e' evoluto (o se non ti
piace la parola, e' cambiato), grazie appunto a quanto la storia ci ha
influenzato, ma anche i problemi, le sensibilita' ad essi, le esigenze
di conoscenza, insomma tutto il nostro substrato culturale e'
cambiato.
Noi oggi non ascoltiamo le opere di Cimarosa, Rossini, etc. come le
ascoltavano i loro contemporanei. Ed essi hanno composto per i loro
contemporanei non per noi. Per quanto concerne il gusto, di quello
erano consapevoli. Per quanto concerne i contenuti culturali, il modo
di porre i problemi, l'ingresso nel profondo dell'umanita' (che pur
cambiando, evolvendosi, resta sempre portatrice di problemi e
sensibilita' non caduche), certamente essi non avevano che una visione
crepuscolare, indistinta, vaga, "profetica" se accetti il termine. O
se sapevano di affrontare temi non effimeri, non ne potevano prevedere
l'impatto che avrebbero avuto nel futuro (e forse non interessava
neppure loro di saperlo). Siamo *noi* oggi che l'apprezziamo, con la
nostra sensibilita' attuale, con la nostra cultura attuale. E' un po'
quello che viene definito l'eternita' dell'arte. L'artista ne puo'
essere cosciente o meno, ma certamente ignora quale sia l'impatto
della sua arte nel futuro.
Quindi, sempre portando all'estremo, Cimarosa, Rossini, ecc., magari
anche sapevano o speravano di scrivere per i "posteri", ma certamente
scrivevano per il loro pubblico, con la cultura che il momento storico
aveva loro consegnato.
Noi oggi abbiamo davanti quei capolavori, e li presentiamo con la
nostra cultura. Se sono capolavori veri, sentiamo bisogno di loro, e
li rappresentiamo, perche' sono in sintonia con la nostra umanita'
profonda. E se c'e' qualcuno, un regista, un direttore che ce li porge
in modo intelligente e tale da far congiungere la parte "eterna" dei
loro contenuti, con le necessita' imposte dalla cultura attuale, ecco,
abbiamo le grandi interpertazioni.
Io credo che sia indispensabile distinguere fra "filologia" che non
esclude l'interpertazione, anzi, ne e' il punto di partenza,
dall'"archeologia", che e' il modo, interessante solo in quanto
ricerca, di ricostruire la cultura, i gusti, il modo di realizzarsi in
un certo periodo della nostra storia passata.
Allora, non sono tanto importanti gli scopi che l'autore aveva in
testa all'atto della composizione, quanto i contenuti della
composizione stessa, che non sono esauriti dagli scopi espliciti
dell'autore.

>Questa raffica di domande retoriche per dire che la rappresentazione
>"registica" delle opere puo' essere (e probabilmente e') la piu' efficace
>ai nostri giorni, ma non e' necessariamente la migliore. Sicuramente
>non e' quella che avevano in mente gli autori!

Appunto. Questo e' certo. Ed e' certo che non e' neppure la migliore.
E' solo quella di oggi. Domani, aggiungendosi nuova storia, e
formandosi nuova cultura, ci saranno altri modi, e poi altri modi
ancora... o forse, chissa'!, tutto verra' bruciato... Credo che sia
sbagliato decidere quale sia il migliore o il peggiore. Credo piu'
corretto cercare di capire cio' che oggi ci puo' dire una o l'altra
interpretazione, con tutto il rispetto, certo, per la composizione
cosi' come ci viene consegnata, ma senza ricorrere alla ricerca di
quello che era il gusto di allora, per fare confronti, o avere
nostalgie.

>A mio parere il regista acquista importanza solo quando gli interpreti
>sono cattivi attori. I buoni attori interagiscono fra loro e reagiscono
>al pubblico, e qui la regia non concorre in nessun modo. Eppure e'
>questa creazione continua a dare vita ai personaggi - e al teatro.

Dunque. Quando si enfatizza il ruolo del regista, non si nega la
creativita' degli attori. Questo e' vero da sempre (?). Il regista e'
indispensabile per dare *unita'* interpretativa, cioe' per
identificare il disegno, interpretazione del messaggio contenuto (o
supposto contenuto) nel lavoro: una unita' estetica, una unita'
creativa. Se il regista ha buoni attori, che capiscono il suo
messaggio, questi attori saranno capaci di creare il personaggio,
farlo vivere. C'e' un immenso spazio per la loro creativita'. Sui
cattivi attori il regista potra' agire come maestro di recitazione, ma
non sara' mai in grado di trasformarli in grandi attori. E io, d'altra
parte non ritengo che questo sia il ruolo fondamentale del regista.

Poi le situiazioni cambiano, sono variabili. Per esempio, come accade
anche nei film. Un grande attore puo' essere lui a dare di fatto
l'impronta alla regia (per esempio come e' accaduto nel Riccardo III
di Loncraine, dove il regista di fatto era McKellen, il protagonista;
o come accadeva in certi film di Toto). Altre volte la personalita'
del regista domina e l'opera si identifica col suo nome. Con in piu'
nell'opera, rispetto alla prosa e al cinema, che c'e' la musica, e
quindi il regista deve inserire il proprio discorso in quello
musicale, condotto e guidato dal direttore d'orchestra.

>Alfredo Kraus e' famoso per mandare a quel paese i registi e le loro
>scelte (ho potuto constatarlo di persona). Secondo me Kraus e' la
>dimostrazione vivente che del regista si puo' ancora fare a meno,
>come si faceva in passato.

>Certo, nuovi Kraus non se ne vedono (soprattutto fra i tenori), ma
>non sara' magari una conseguenza della "registizzazione" esasperata?

Allora, diamo la colpa ai registi dei lavori di prosa, o ai registi
cinematografici, se non ci sono piu' grandi attori? O forse non ci
sono piu' grandi attori perche' non ci sono piu' grandi registi?
Ma non mi pare vera nessuna delle due ipotesi. In Inghilterra la
tradizione tetrale e' assolutamente viva, con grandi attori e grandi
registi. Forse nell'opera non abbiamo ancora saputo superare il
dualismo musica e azione scenica, meglio, azione drammatica. Questo
forse e' il vero problema. Nelle tua lettera, come in quelle di altri,
si ha la sensazione che le due cose vengano messe in contrapposizione.
Forse e' questo che ancora sta avvenendo troppo spesso sulle scene.

Ciao. Scusa per la lunghezza del post, forse anche per la non
eccessiva chiarezza. L'argomento d'altra parte non mi pare dei piu'
semplici.

Ti saluto

Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 24, 1997, 3:00:00 AM11/24/97
to

schillogeno wrote:


>Negativi:

>1 Morino
>2 Schreier (non è poi pessimo, ma quando canta in italiano sembra il
>professor Schrantz di Paolo Villaggio)
>Schillogeno

Metti anche te fra i negativi? Senza numero?

Giovanni Christen

unread,
Nov 24, 1997, 3:00:00 AM11/24/97
to

Risposta a Rodolfo Canaletti:

*** Cura (secondo me) attore mediocre
L'impressione che ho avuto vedendo Cura in scena e' che sia un
interprete intelligente ma con poco talento di attore. C'e' chi
sa essere il personaggio anche stando immobile, e chi sembra
sempre un corpo estraneo qualsiasi cosa faccia (Giacomini...).
Cura potra' arrivare a recitare in modo soddisfacente
lavorando sui personaggi (come detto mi sembra intelligente)
ma non gli riesce naturale. Il Canio che ho visto era il suo debutto
scenico nel ruolo (lo aveva gia' fatto solo concertante). Avendo
provato poco la recitazione era imbarazzante.
Nelle Villi doveva solo cantare, era una (bellissima) opera
"registica", e quindi ha fatto un figurone (a parte il finale
1. quando era sepolto dai 200 dB di orchestra + Zampieri...).
Il vero talento e' quello del tenore che fa il quadro finale di
Werther e lo spettatore sconvolto pensa "poveretto, un'agonia
brevissima" (con Kraus il miracolo accade!).

>Mi guarderei bene di dare valore assoluto ai miei gusti, ai miei amori
>e ai miei odi. Pero' rivendico il diritto di manifestarli.

Ci mancherebbe! Hai detto di odiare la voce di Pavarotti, e la
cosa non mi pare bizzarra. La voce di Pavarotti e' personale
e facilmente riconoscibile - quindi la si puo' anche avere in
antipatia od odio.
Pero' credo che abbia tutti i requisiti per essere definita
"obbiettivamente bella". Se qualcuno mi chiedesse un esempio
di "bella voce" penserei proprio a Pavarotti (o gli farei
sentire la mia :-)

*** registi - si o no?
La discussione potrebbe diventare infinita, anche perche'
dopo aver fatto l'arrocco abbiamo entrambi una buona
posizione...

Capisco i tuoi argomenti a favore di un teatro "registico".
Anche se il motivo principale della dominazione dei registi
credo sia un'altro - non la necessita' di sviscerare contenuti
nascosti. Credo che si voglia *aggiungere* nuovi contenuti.
Le opere erano state scritte per essere rappresentate a un
pubblico che non le conosceva (lapalissiano...), oggi vengono
riciclate mille volte e il pubblico le conosce a memoria.
Quindi la novita' la si puo' trovare solo nella messa in
scena - e si fanno produzioni "innovative" e "originali".

>Dunque. Quando si enfatizza il ruolo del regista, non si nega la
>creativita' degli attori. Questo e' vero da sempre (?).

Visto che il regista e' una figura recente, il punto
interrogativo e' d'obbligo...
Io credo che sia pericoloso per il livello della recitazione,
perche' la selezione e' meno severa.
Quando il talento di istrione era necessario per emergere
gli attori/cantanti con poco talento sparivano. Se avevano
una bella voce cantavano in chiesa, non in teatro.
Quando l'attore doveva costruirsi da solo il personaggio
era costretto ad approfondirlo e a studiarsi il periodo
storico, i costumi ecc.

Oggi basta avere una bella voce: poi ci si affida al regista.
E capita regolarmente di vedere Don Giovanni minacciare
Masetto a spada snudata, una cosa che mi fa imbufalire
ogni volta che la vedo. Un cantante una volta *sapeva*
di non dovere estrarre l'arma. Oggi c'e' il regista, che
vuole del movimento in scena e se ne frega se il singolo
personaggio e' convincente o no. Lui si occupa dell'insieme...
e fa estrarre la spada. Lo farei anch'io, al suo posto!
Al diavolo il cantante e gli spettatori pignoli (che tanto
poi daranno la colpa al cantante).

Senza registi il teatro lo fanno gli attori, se sono grandi
e' grande teatro. Con i grandi registi lo fanno gli attori
diligenti, e puo' essere grande teatro lo stesso.
Con i cattivi registi si fa solo cattivo teatro. Allora meglio
farne a meno, anche se la qualita' degli spettacoli diventa
variabile (il che non e' un male, affina il pubblico!).

Giovanni

(ancora un paio di questi mattoni e il thread per la
classifica dei tenori sara' colato a picco...)

Simone Angippi

unread,
Nov 24, 1997, 3:00:00 AM11/24/97
to


Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
melochecchismo) ???

CHI SA FA
CHI NON SA INSEGNA


--
Simone Angippi
Studente di Conservatorio - Cantante -
Feb...@CTrade.it

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Simone Angippi wrote:
>
> Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
> specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
> melochecchismo) ???
>
> CHI SA FA
> CHI NON SA INSEGNA

Carissimo, mi spiace comunicartelo, ma si dice in giro che non sia la
gallina la maggiore esperta di omelette.
Pertanto, se sai, fa pure.
Ci penseremo noi dopo a friggerti per benino.

Scherzi a parte: mi spiace proprio dirtelo, ma ogni esecuzione e'
diretta ad un particolare tipo di persona: lo spettatore.
E per quanto ti possa sembrar strano quello che serve a giudicare un
cantante, soprattutto d'opera, e' una grande esperienza di ascoltatore.

Non sto dicendo niente di sconvolgente: se ti dicessi che il miglior
giudice di una campagna pubblicitaria e' il consumatore, mi prenderesti
per scemo? E se ti dicessi che il miglior giudice di un idraulico e' il
rubinetto :) ?

Il cantante tende a giudicare col proprio metro, in base a quello che sa
far lui e che gli ha insegnato il maestro. Lo spettatore di solito e'
piu' libero da questi vincoli, ed e' in grado di giudicare quello che
gli arriva dal palcoscenico attraverso l'orchestra. Ed e' solamente
quello che conta.
Punto.
Certo, ci sono casi in cui il pubblico non e' maturo a sufficienza per
giudicare un cantante o un interprete, ma ti assicuro che in questi casi
i colleghi del nostro sfortunato amico sarebbero gli ultimi ad
accorgersi delle novita' eventualmente apportate. Anzi, direi che il
pubblico spesso e' piu' attento e smaliziato di quanto non si creda :)

(questo e' in sintesi il mio punto di vista, sono pronto ad
approfondimenti eventualmente in un thread apposito.)

Giovanni De Merulis

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

>Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
>specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
>melochecchismo) ???
>
>CHI SA FA
>CHI NON SA INSEGNA
>
>
>--
>Simone Angippi
>Studente di Conservatorio - Cantante -
>Feb...@CTrade.it

Mi limito a rimandarti alla "signature" di Riccardo Domenichini (per
tua chiarezza intendo dire la chiusa finale di ogni post che riporta
come autore la scritta "Riccardo Domenichini". Sembra fatta apposta
per te.

Giov.Diemme


==========================
L'uomo pensa

Spinoza, Etica
====================
Giovanni De Merulis
deme...@sun.iss.it

emf

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Anche se alle classifiche non credo, meriti una risposta. che non ti
piacera'.

Simone Angippi wrote:

> Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
> specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
> melochecchismo) ???
>
> CHI SA FA
> CHI NON SA INSEGNA
>
> --
> Simone Angippi
> Studente di Conservatorio - Cantante -
> Feb...@CTrade.it

Visto che ancora studi, non puoi utilizzare la frasetta in maiuscolo.
Sappi che noi quali fruitori, e quindi pagatori, vogliamo il sollazzo sia
dell'organo acustico sia dello spirito. Chi ha steso cotali classifiche ha
goduto con taluni e un po' meno con altri.
Comunque prometti bene, l'atteggiamento da primadonna e di supponenza dei
tenori e dei cantanti in genere gia' ce l'hai, se hai anche la voce beh
sarai citato in qualche classifica anche tu.
Adieu.
Ezio Ferdeghini


Giampaolo Lomi

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Il 20 Nov 1997 19:44:07 GMT, "FARINATO" <FARI...@logical.it> ha
scritto:


>Mi permetto di dire che il Cavaradossi di del Monaco (che si scrive con la
>"d" minuscola, a differenza di Di Stefano) è ben lungi dall'essere
>paradigmatico, ed è a mio parere assai vociferante e ben poco "amoroso".


Ciao Farinato,

Ti fidi troppo e unicamente di Elvio Giudici e confondi un suo refuso
per una regola grammaticale. Oltre a quel suo libro sui CD, dovresti
anche dare un'occhiata ogni tanto anche a qualche enciclopedia o
copertina di disco o programma di tetatro e ti accorgeresti che il
bravo Mario si chiamava Del Monaco e non del Monaco. Se vuoi ti posso
scansionare qualche copertina o qualche locandina dove compare il suo
nome e gia' che ci sono la mando anche a Giudici !
Comunque concordo con te per quanto dici sul suo modo di cantare.
Del Monaco, che ho conosciuto personalmente nel 1955 a Rio de (qui' si
la D deve essere minuscola) Janeiro, e dove ho avuto la gioia di
ascoltarlo in Pagliacci e Carmen con la Simionato, Norma con la Stella
e la Nicolai (inutile che cerchi su Giudici, perche' questa Norma non
la conosce. E' l'unica che la Stella ha cantato in tutta la sua
carriera e fu un vero disastro) e in Aida.
Sono anche stato testimone oculare dell'ultima sua apparizione alla
Scala in una disastrosa Carmen, dalla quale stava per uscire malconcio
e per poco rischio' all'uscita degli artisti di essere menato ed ebbe
appena il tempo di rifugiarsi al Biffi Scala. Il tutto perche' dopo la
romanza del fiore cantata come peggio non si puo', rispose ai fischi
con il classico vaffa... indicato dal braccio.
Del Monaco non ha mai avuto dei bei centri e il suo fraseggio,
sembrava uscirgli a stento e si trasformava il piu' delle volte in una
frase parlata e sussurrata a singhiozzi. Pero' poi, quando gli dava
dentro a voce spiegata, sia pure con tutta la volgarita' di moda al
momento, con la sua voce metallica faceva tremar le vene e i polsi al
pubblico. Il suo Don Jose e il suo Otello, sono rimaste malgrado
tutto, esempi indelebili dell'interpretazione di quei ruoli.
Certo non si poteva pretendere che cantasse come Di Stefano, intimista
per eccellenza. Voce calda, pastosa che arrivava dritta al cuore. Devo
citare per l'ennesima volta la Tosca di De Sabata, dove il gioco dei
filati e l'uso dei centri ne fanno un capolavoro assoluto. E' forse a
quel Cavaradossi che ti riferisci ? Si e' vero nel DO di petto
allargava un po' troppo e si sentiva. Sbaglio' a fare il Trovatore con
Karajan e la Maria anche se l'incisione e' stupenda, ma ha dato di
Nemorino la piu' bella interpretazione che io abbia mai inteso.
Uomo di rara simpatia, sregolato nelle abitudini, amante del bere, del
fumo e del gioco ha presto rovinato la sua bella voce. Conosce a
stento la musica, ma e' dotato di orecchio assoluto, capace di
memorizzare alla perfezione un'aria ascoltata solo una volta. Anche se
ha avuto una vita breve la sua voce (l'antitesi di Kraus) e' stata
per me la piu' bella voce di tenore "all'italiana" uguagliato solo dal
Pavarotti migliore e mal imitato sempre da Carreras.

saluti
Giampaolo

Riccardo Domenichini

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Simone Angippi wrote:

> Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
> specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
> melochecchismo) ???

Oggi sono in vena di carinerie, per cui ti offro l'opportunita' di
vedere la mia signature senza andarla a cercare, se mai volessi seguire
il consiglio di DeMerulis (e te lo consiglio caldamente).
Non mi pare valga la pena perder tempo a risponderti, se non per dirti
due cose:

1) a proposito di melochecchismo, ti garantisco che non c'entra proprio.
Non so perche', ma prima di parlare di tenori io calze a rete e tacchi a
spillo me li tolgo sempre.

2) a proposito di te in generale: se l'atteggiamento con cui ti prepari
ad affrontare una carriera di cantante e' quello che traspare dal tuo
messaggio, auguri. Ne hai proprio bisogno.

> CHI SA FA
> CHI NON SA INSEGNA

Qualcuno sa come si fanno gli smiley-pernacchia?

Riccardo Domenichini:
- architetto
- principe dei documentalisti
- virtuoso di flauto barocco, diretta reincarnazione di J.J. Quantz.
--

========================================================================
Riccardo Domenichini
Istituto Universitario di Architettura di Venezia
Archivio Progetti - Centro di Servizi Interdipartimentali
S. Marta, Dorsoduro 2196 - 30123 Venezia tel (0)41.2571014
fax (0)41.715788
mailto:r...@ofelia.iuav.unive.it
http://oberon.iuav.unive.it
========================================================================
"Va bene che quasi tutti i tenori sono stupidi, ma lei
esagera!"
[Tullio Serafin a un ignoto cantante]
========================================================================

Giovanni Christen

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Simone Angippi Studente di Conservatorio - Cantante - scrive:


>Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
>specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
>melochecchismo) ???

Lo facciamo secondo capriccio, sulla base del principio che chi paga
per un CD poi ne puo' dire quel che gli pare, chi paga un biglietto
poi puo' fischiare a morte il cantante che gli sta antipatico.
Io ad esempio mi diverto a fischiare i tenori-melomachisti.
Puo' sembrare ingiusto, ma questa e' la legge dello spettacolo.

Attento, potremmo aprire un thread di barzellette sui tenori...

>CHI SA FA
>CHI NON SA INSEGNA

Questa non te l'hanno insegnata in conservatorio...
Comunque hai dimenticato:
CHI NON SA INSEGNARE CRITICA
CHI NON SA CRITICARE TACE
CHI NON SA TACERE CANTA

Giovanni

PS per favore non avertene a male. Capisco il tuo disagio.
Ma noi qui ci limitiamo a dire sciocchezze fra noi. Non siamo
poi tanto pericolosi... ci scateniamo solo in teatro.

Giovanni Christen

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Giorgio Capuani

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

> Riccardo Domenichini:
> - architetto
> - principe dei documentalisti
> - virtuoso di flauto barocco, diretta reincarnazione di J.J. Quantz.
- storico dell'influsso romano sull'evoluzione delle Gallie

Giorgio
--
Mercoledi'
Mi sono costruito una capanna per ripararmi dalla pioggia, ma non
ho potuto starvi in pace. Vi si e' intrufolata la nuova creatura.
Quando ho cercato di farla uscire, ha mandato fuori dell'acqua
da quei due buchi con cui guarda e se l'e' asciugata
col dorso delle zampe, e ha fatto un rumore
come fanno anche gli altri animali quando si trovano nei guai.
Vorrei che non parlasse, invece parla sempre.

("Il diario di Adamo ed Eva", M. Twain)
--------------------------------------------------
Giorgio Capuani
Dipartimento di Chimica - Universita' "La Sapienza"
Piazzale Aldo Moro, 5 - 00185 Roma
voice: ++39-6-4991 ext. 3708/3576 fax: ++39-6-4455278
E-mail: cap...@axrma.uniroma1.it
man...@nmrserv.chem.uniroma1.it

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Giorgio Capuani wrote:

> Mercoledi'

> ("Il diario di Adamo ed Eva", M. Twain)

Sto aspettando trepidando il Giovedi'.

____________________________________Isidoro___________________________

Isidoro Ferrante ferr...@galileo.pi.infn.it
Dipartimento di Fisica ferr...@axpia.pi.infn.it vaxpia::ferrante

Giorgio Capuani

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Isidoro Ferrante wrote:
>
> Giorgio Capuani wrote:
>
> > Mercoledi'
>
> > ("Il diario di Adamo ed Eva", M. Twain)
>
> Sto aspettando trepidando il Giovedi'.
>

Si vede che sei celibe... Adamo non ha mica potuto tenere il suo diario
cosi' tanto ordinatamente, "dopo"...

Giorgio
--
Mercoledi'
Mi sono costruito una capanna per ripararmi dalla pioggia, ma non
ho potuto starvi in pace. Vi si e' intrufolata la nuova creatura.
Quando ho cercato di farla uscire, ha mandato fuori dell'acqua
da quei due buchi con cui guarda e se l'e' asciugata
col dorso delle zampe, e ha fatto un rumore
come fanno anche gli altri animali quando si trovano nei guai.
Vorrei che non parlasse, invece parla sempre.

("Il diario di Adamo ed Eva", M. Twain)

Simone Angippi

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Prima avevo dei dubbi ... ora è tutto chiaro.
GRAZIE


--
Simone Angippi
Studente di Conservatorio MILANO - Cantante -
Feb...@CTrade.it

NB.
Mi sono permesso di aggiungere MILANO perché se qualcuno fosse interessato
(mi auguro di avere frainteso) a cercare di sfogare la propria aggressività
repressa senza ricorrere al computer mi può contattare ivi il Lunedì,
Martedì, Giovedì.


v i n i x ©

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

On 24 Nov 1997 21:33:47 GMT, "Simone Angippi" <Feb...@CTrade.it> wrote:

>Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
>specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
>melochecchismo) ???
>

>CHI SA FA
>CHI NON SA INSEGNA

Ciao ciao. Senti un po' studente di conservatorio-cantante, ce lo puoi
INSEGNARE tu come giudicare i tenori? Mi sembri uno con tutte le carte
in regola per farlo.

Restiamo tutti qui, in attesa.
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
vi...@sirius.pisa.it
-----
C'est la profonde ignorance
qui inspire le ton dogmatique.

Andrea Carlassara

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Riccardo Domenichini <r...@ofelia.iuav.unive.it> wrote:
> 1) a proposito di melochecchismo, ti garantisco che non c'entra proprio.
> Non so perche', ma prima di parlare di tenori io calze a rete e tacchi a
> spillo me li tolgo sempre.

Anche perche' sei piu` carino senza. Lo pensa anche il Di Nicola,
anche se non lo dice.

> > CHI SA FA
> > CHI NON SA INSEGNA

> Qualcuno sa come si fanno gli smiley-pernacchia?

Si fanno cosi`: :-P

> Riccardo Domenichini:
> - architetto
> - principe dei documentalisti
> - virtuoso di flauto barocco, diretta reincarnazione di J.J. Quantz.

:-P

:-)
--
ciao.
andrea

v i n i x ©

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Proviamoci (O Mio Dio!):

1. Bergonzi
2. Bjoerling
3. Melchior
4. Domingo (ma non in Wagner!)
5. Pavarotti
6. Krauss
7. Thomas
8. Gedda
9. Vickers
10. Palacio

Mah, speriamo almeno di averci imbroccato e che siano tutti
effettivamente dei tenori. Aho, avvertitemi se ci ho messo dei
baritoni, perche' in quel caso li cambio subito con Van Dam. Perche'
tenori, baritoni o bassi che siano, Van Dam e' al di sopra di tutti
loro. Garantito!

v i n i x ©

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

On Wed, 19 Nov 1997 16:07:01 -0800, Curra <cor...@ateneosrv.hsr.it>
wrote:

>Tuttavia vorrei spezzare una lancia che e' stata scagliata contro Vinay: Sara' retorico
>dirlo.... ma non credo che ci sia altro Otello a potergli stare dietro.
>(Neppure Del Monaco).

Otello non lo so. Ma nella Valkiria di Krauss a Bayreuth, il suo
Siegmund e' di una bruttezza inesprimibile a parole.

ciao

Isidoro Ferrante

unread,
Nov 25, 1997, 3:00:00 AM11/25/97
to

Simone Angippi wrote:
>
> Prima avevo dei dubbi ... ora č tutto chiaro.
> GRAZIE

Anch'io prima avevo dei dubbi.
Adesso non piu': RAGAZZO, SCENDI DAL TRESPOLO!!!!!
Arrivi, spari due acuti, ci sbrodoli mezza tonnellata di merda addosso,
alquanto sgrammaticata tra l'altro, e pretendi di farla franca? Perche'
invece non ci dici dove sbagliamo e non ci illumini con il tuo pensiero?
Non puoi pensare di affrontare una carriera rifiutandoti di farti
giudicare dal pubblico, cioe' da noi: poi alla prima fischiata (che ci
sara', oh se ci sara'!), che fai reagisci come qui? E' colpa del
pubblico se non capisce?

[Mi viene in mente una riflessione che facevo tempo fa nel sentire un
concerto di ariette da camera di Donizetti, con un mezzosoprano dalla
bellissima voce ma dall'intonazione tremendamente sballata (a proposito,
son cose che posso dire queste? Ho diritto di affermare che una voce e'
bella o che una nota e' stonata pur senza aver mai studiato musica?
Avere preso qualche lezione di impostazione della voce da una ragazza
dalla bravura fenomenale mi concede qualche diritto, oppure no? Ma sto
divagando). Bene, pensavo, possibile che il suo maestro di canto non si
sia mai accorto dei problemi di intonazione di questa ragazza? Poi se un
giorno questo problema le impedira' di avere una carriera, con chi se la
prendera'? Col pubblico bue che non capisce un cavolo, come fa
l'estensore della lettera cui sto rispondendo col sottoscritto? Alla
fine, frustrata, si dara' all'insegnamento, e tirera' fuori una schiera
di mezzosoprani stonati come lei, e probabilmente come il suo maestro.
Mistero svelato.]

Se poi dovessi decidere di ricrederti, e provare ad affrontare un civile
dibattito, che avevo cercato di avviare dopo averti dato un nocchino per
smussare certe, diciamo cosi', spigolosta' del tuo messaggio penso che
qualcosa da spiegarti avremmo.
E magari, chissa', potresti dimostrare di avere qualcosa da dire anche
tu.

(e poi quella frase cretina, che non c'entra una sega visto che qui non
si insegna un tubo, ma ci si scambia pareri e ponzamenti che ci sono
costati qualche minimo sforzo intellettuale e di ricerca che qualche
rispetto meriterebbero, e in realta' suona cosi': chi sa fare fa, chi
non sa fare insegna. Come se insegnare non fosse una cosa da saper fare!
Ma del resto deve essere una convinzione comune del popolo italiano,
vista la scrsa attenzione che in Italia si da alla formazione dei
docenti. Ma questo e' OT.)

_____________________Isidoro____________________________________________
Isidoro Ferrante ferr...@cibs.sns.it
Dipartimento di Fisica ferr...@galileo.pi.infn.it

Marco Marcelli

unread,
Nov 26, 1997, 3:00:00 AM11/26/97
to


Rodolfo Canaletti <lil...@ns.altrimedia.it> wrote in article
<6591tj$j...@everest.vol.it>...

> 3) Odio il timbro della sua voce. Non sono un vociologo, ma il suo
> timbro lo riconoscerei fra mille, tanto lo odio.

> Sara' tecnicamente perfetto, avra' una estensione di voce incredibile,
> ma in certi programmi TV si vedono giocolieri cinesi che sanno fare
> ancora meglio.

Il suo timbro di voce e' effettivamente inconfondibile, ma in positivo!!!
Non credo sia motivo di grandezza l'avere una voce simile a quella di tanti
altri...

> 1) Pavarotti nelle opere non interpreta personaggi, canta romanze.

Oggi si. Ieri no.
30 anni fa ha cantato una "Pira" quale non ho mai sentito da nessun altro
(mi riferisco ad incisioni discografiche: dal vivo non l'ho mai visto ne'
sentito), era un Calaf straordinario per empito drammatico/eroico, e piu'
recentemente e' stato un Cavaradossi niente male, come recitazione ancor
prima che come canto.

Oggi... eh, beh, che vogliamo fare: sparare sulla Croce Rossa?

> 2) Non mi piace il suo modo di cantare (conseguenza del suo modo di
> stare sul palcoscenico: acuti presi con lo slancio atletico di un
> saltatore con l'asta

Ripeto: cosi' fa adesso, perche' senno' non ci arriva piu'. Ma non era
cosi'.

Ciao
Marco Marcelli

Giorgio Capuani

unread,
Nov 26, 1997, 3:00:00 AM11/26/97
to

Simone Angippi wrote:
> Mi sono permesso di aggiungere MILANO perch=E9 se qualcuno fosse intere=
ssato
> (mi auguro di avere frainteso) a cercare di sfogare la propria aggressi=
vit=E0
> repressa senza ricorrere al computer mi pu=F2 contattare ivi il Luned=EC=
,
> Marted=EC, Gioved=EC.


Mi raccomando, fate la fila da bravi e non spingete... ;'>

Giorgio =

-- =

Domenica
Era stata scelta il novembre scorso come giornata di riposo. =

Ne avevo sei alla settimana, =

prima.

("Il diario di Adamo ed Eva", M. Twain)
--------------------------------------------------
Giorgio Capuani
Dipartimento di Chimica - Universita' "La Sapienza"
Piazzale Aldo Moro, 5 - 00185 Roma

voice: ++39-6-4991 ext. 3708/3576 fax: ++39-6-4455278 =

E-mail: cap...@axrma.uniroma1.it
man...@nmrserv.chem.uniroma1.it

Marco Marcelli

unread,
Nov 26, 1997, 3:00:00 AM11/26/97
to


Lucio PERES <pere...@relay.comm2000.it> wrote in article
<347728a4...@news.iol.it>...
> "FARINATO" <FARI...@logical.it> on 22 Nov 1997 20:22:51 GMT, wrote:
> >> >6) Heinz Zednik
> >> >7) Clark Graham
> >Tenori adusi a parti wagneriane tipo Mime o Loge.
>
> In effetti il primo è Mime nel Sigfrido diretto a Bayreuth da Boulez
> di cui ho il VHS Philips...
> LUX
>

Non solo: Heinz Zednik e' anche Papageno nella versione del lo Zauberflote
di Karajan...


--


=====================================
Marco Marcelli - Genova
E@mail1: marc...@ge.itline.it (casa)
E@mail2: marco.m...@elsag.it (ufficio)
=====================================

Alessandro Di Nicola

unread,
Nov 26, 1997, 3:00:00 AM11/26/97
to

Il 25 Nov 1997 19:25:23 +0100,
Andrea Carlassara <and...@seisnet.it> ha scritto:

>Anche perche' sei piu` carino senza. Lo pensa anche il Di Nicola,
>anche se non lo dice.

Ma tu vuoi proprio rivangare la storia della parrucca,eh?
Non vorrei giungere a tanto, ma la tua foto con le penne di struzzo, il
taccone da vamp e qualche kg di silicone (tra l'altro, ne avevi anche
sbagliato l'ubicazione) mica ci metto molto a ritrovarla tra le scartoffie.


--
Ho poche idee, ma confuse
(Mino Maccari)

Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 26, 1997, 3:00:00 AM11/26/97
to

"Simone Angippi" <Feb...@CTrade.it> wrote:

>Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
>specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
>melochecchismo) ???

>CHI SA FA
>CHI NON SA INSEGNA

Non mi uniro' al coro di contumelie che sei riuscito a collezionare.
Ti diro' solo che per me il cantante (d'opera) e' un attore che deve
recitare usando uno strumento difficile da usare: la voce che canta.
Se esprimo un "giudizio" (che poi e' l'espressione verbale del mio
gradimemento") lo faccio *prima* di tutto cercando di capire *se* quel
cantante ha saputo rendere vivo il personaggio che interpreta nel
contesto del dramma in cui si trova a recitare, *poi* se il suo
strumento gli ha permesso di esprimersi secondo le sue intenzioni.
Per fare questo non ho bisogno di cognizioni tecniche (che non ho), ma
solo del mio gusto derivato dalla mia cultura.

Solo un'osservazione. Quando si fanno le citazioni, soprattutto con
l'atteggiamento di chi vuole *insegnare* comportamenti, credo che
sarebbe opportuno farle giuste.

La tua citazione, infatti, nell'originale suona cosi'

CHI SA FA
CHI NON SA *FARE* INSEGNA.

La differenza e' quasi impercettibile, ma sostanziale.

L'eccitazione di rispondere in modo polemico ti ha fatto dimenticare
una parola. Attento a che l'eccitazione di dover cantare davanti a un
pubblico non ti faccia dimenticare il tuo ruolo.

Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 26, 1997, 3:00:00 AM11/26/97
to

"Marco Marcelli" <marco.m...@elsag.it> wrote:

>Ripeto: cosi' fa adesso, perche' senno' non ci arriva piu'. Ma non era
>cosi'.

Marco, ti prego. Su Pavarotti dissentiamo, e va bene. E' tutto qui. Ma
ti prego, non dirmi: "adesso", "allora". Pensi che non abbia
registrazioni e video di "adesso" (pochissime) e di "allora"?
Che Pavarotti non sappia neppure chi sono i personaggi che "dovrebbe"
interpretare nelle opere, e' una cosa a lui connaturata. Questo e' il
mio punto di vista, per tutte le volte che l'ho sentito (in un arco
temporale abbastanza vasto).

Che abbia un timbro riconoscibile, non c'e' dubbio. Un timbro che
odio. Se a te piace, mi fa piacere, e forse fara' ancora piu' piacere
a lui.
I timbri che mi piacciono sono tanti, e non necessariamente anonimi.
Spero che questo me lo concedi.

Non sparo sulla Croce-Rossa, anche perche' Pavarotti non mi sembra
proprio un'ambulanza. Se mai un TIR.

Ciao

Rudy


>Ciao
>Marco Marcelli

v i n i x ©

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

On 26 Nov 1997 13:14:07 GMT, "Marco Marcelli" <marco.m...@elsag.it>
wrote:

>Non solo: Heinz Zednik e' anche Papageno nella versione del lo Zauberflote
>di Karajan...

E Monostatos in quella piu' recente di Solti.

Andrea Carlassara

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

Rodolfo Canaletti <lil...@ns.altrimedia.it> wrote:
> La tua citazione, infatti, nell'originale suona cosi'

> CHI SA FA
> CHI NON SA *FARE* INSEGNA.

> La differenza e' quasi impercettibile, ma sostanziale.

Vero. Ma sarebbe anche ora di cambiarla con
CHI NON SA FARE INSEGNA MALE.

Almeno questa e` sempre stata la mia esperienza.


--
ciao.
andrea

Riccardo Domenichini

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

Nonostante il clamoroso OT, sono convinto di interpretare i sentimenti
della comunita' tutta, e chiedo dettagliate delucidazioni.

R.

schillogeno

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

lil...@ns.altrimedia.it (Rodolfo Canaletti) wrote:

>schillogeno wrote:


>>Negativi:

>>1 Morino
>>2 Schreier (non è poi pessimo, ma quando canta in italiano sembra il
>>professor Schrantz di Paolo Villaggio)
>>Schillogeno

>Metti anche te fra i negativi? Senza numero?

>Rudy

Certo! Io sono baritono!


Schillogeno

------------------
"Well, i'm the slime from your video
Oozin' along on your living room floor
I am the slime from your video
can't stop the slime, people, look it me go"
Frank Zappa, 1973


schillogeno

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

deme...@sun.iss.it (Giovanni De Merulis) wrote:

>>Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
>>specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
>>melochecchismo) ???
>>

>>CHI SA FA
>>CHI NON SA INSEGNA
>>
>>
>>--
>>Simone Angippi


>>Studente di Conservatorio - Cantante -
>>Feb...@CTrade.it

>Mi limito a rimandarti alla "signature" di Riccardo Domenichini (per
>tua chiarezza intendo dire la chiusa finale di ogni post che riporta
>come autore la scritta "Riccardo Domenichini". Sembra fatta apposta
>per te.

>Giov.Diemme


LOL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

schillogeno

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

"Simone Angippi" <Feb...@CTrade.it> wrote:

>Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
>specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
>melochecchismo) ???

>CHI SA FA
>CHI NON SA INSEGNA


>--
>Simone Angippi
>Studente di Conservatorio - Cantante -
>Feb...@CTrade.it

Bravo, bell'entrata in scena.
Mi ricorda quella del piu' noto sketch dei fratelli de Rege, poi
ripreso da Walter Chiari e Carlo Campanini.

Rodolfo Canaletti

unread,
Nov 28, 1997, 3:00:00 AM11/28/97
to

Giovanni Christen <gchr...@bluewin.ch> wrote:

Risposta a Giovanni Christen:

Dalla tua risposta ho capito che hai perfettamente capito il mio
pensiero, quindi non avrei nulla da rispondere, se non che le
differenze di punti di vista, sono abbondantemente motivate sulla base
delle differenze di background culturale, cone ovviamente deve essere.

Una sola obiezione.
Tu dici che la voce di Pavarotti e' "oggettivamente" bella. Ecco. Io
non credo all'esistenza di un bello oggettivo.
Mi interesso molto di storia greca, e questo mi ha fatto, per
necessita', entrare nel concetto di "bello".
I greci sono stati (e sono tutt'ora) i nostri maestri, e la nostra
cultura e' ancora impregnata dei loro insegnamenti. Fra questi anche
l'oggettivita' del bello.
Io preferisco parlare di gusto. E poiche' il gusto e' un prodotto del
background culturale, vi sono gusti triviali e gusti non. Poi c'e' di
mezzo il problema dell'interesse, che si intreccia col concetto di
gusto.
Il mio background culturale mi fa odiare tutte le manifestazioni di
esibizionismo fine a se stesso. Forse la voce di Pavarotti mi sarebbe
anche piaciuta se fosse stata al servizio di qualche cosa. Essendomi
accordo che era usata solo in funzione degli applausi e del
conseguente contocorrente, ha smesso di interessarmi, e mi e' venuta
in uggia.

Ciao.

Rudy

PS. Hai ragione per la pesantezza del thread. Ma se faccio un
ragionamento cerco sempre di offrirne la differenti sfaccettature, per
evitare di essere frainteso, come spesso accade.

Alessandro Di Nicola

unread,
Dec 1, 1997, 3:00:00 AM12/1/97
to

Il Thu, 27 Nov 1997 12:07:16 +0100,
Riccardo Domenichini <r...@ofelia.iuav.unive.it> ha scritto:

>Nonostante il clamoroso OT, sono convinto di interpretare i sentimenti
>della comunita' tutta, e chiedo dettagliate delucidazioni.

Riccardo, ci ho pensato su un poco e sono arrivato alla conclusione che e'
meglio non approfondire l'argomento. Andrea, pur dopo quello che e' successo
e gli inevitabili screzi, e'sempre un amico e posso comprendere che -qualche
volta- riportare alla luce elementi non proprio ortodossi del proprio
passato possa ferire e lasciare il segno.
Quindi, per quanto mi riguarda, il tutto puo'restare un semplice accenno
scherzoso come e'stato finora, non sapendo se al Carlassauro e'gradita una,
seppur ironica ed autoironica, intrusione nella propria vita privata.


--
Il triangolo no, non l'avevo considerato
(Renato Zero)

Andrea Carlassara

unread,
Dec 2, 1997, 3:00:00 AM12/2/97
to

Alessandro Di Nicola <a.din...@flashnet.it> wrote:
> Riccardo, ci ho pensato su un poco e sono arrivato alla conclusione che e'
> meglio non approfondire l'argomento. Andrea, pur dopo quello che e' successo
> e gli inevitabili screzi, e'sempre un amico e posso comprendere che -qualche
> volta- riportare alla luce elementi non proprio ortodossi del proprio
> passato.

Non ho nulla da nascondere. Oggi e` martedi`, e posso riprendere con
l'OT.
Il mio passato e` trasparente come il presente.
Sei tu che te la sei presa, quella volta che ti ho preferito un'altra
persona.
Sei troppo sicuro della tua bellezza, e questo non ti giova.
Ma tralasciamo, le tue foto sul sito-crapula parlano piu` di te e me
messi assieme.

Comunque, riprendendo il tono serio, ti ricordo che gran parte dei
migliori artisti sono omosessuali, e i musicisti non fanno eccezione.
Quindi nulla di poco ortodosso, ma piuttosto l'orgoglio per la propria
indole.

> Quindi, per quanto mi riguarda, il tutto puo'restare un semplice accenno
> scherzoso come e'stato finora, non sapendo se al Carlassauro e'gradita una,
> seppur ironica ed autoironica, intrusione nella propria vita privata.

Beh, piu` ironica di cosi` si muore.

> Il triangolo no, non l'avevo considerato
> (Renato Zero)

Questa e` da nobel.
--
ciao.
andrea

Giampaolo Lomi

unread,
Dec 3, 1997, 3:00:00 AM12/3/97
to

Il 24 Nov 1997 21:33:47 GMT, "Simone Angippi" <Feb...@CTrade.it> ha
scritto:


>Carissimi che classificate i Tenori ... lo fate sulla base di conoscenze
>specifiche tecnico musicali o su una forma "empiristico uditivismo" (cfr.
>melochecchismo) ???

Non trovo interessante, come oggetto di discussione, il perche' e il
per come viene giudicato un tenore (o qualsiasi altro cantante) dal
pubblico.
Il problema e' un altro. Il vero problema e' che non si puo' in
assoluto discutere con un cantante della sua "arte". Come disse Arturo
Toscanini, confidenzialmente ad un amico che mi pare si chiamasse
Giacomo Puccini, "i cantanti sono carne da macello". E' noto che il
famoso maestro non ne ha mai avuto molta stima. Personalmente non
credo che se ne debba fare degli hamburgers. Sono utili da vivi e li
paghiamo piu' che bene perche' ci facciano divertire cantando. Tutto
li'. Se poi vuoi un mio parere personale, posso aggiungere che i
cantanti (e ne conosco e ne ho conosciuti tantissimi) sono
fondamentalmente stupidi. La loro stupidita' si manifesta
principalmente nell'autoconsiderarsi dei semi-dei dal primo istante
che segue il primo applauso. Perche' stupidita' ? Perche' la
presunzione e l'aria di intoccabilita', l'attaccamento agli applausi,
non consentira' loro mai piu' nella vita (e questa e' la peggiore
condanna) di misurarsi con la realta'. E la realta' puo' voler dire
non saper accettare il declino inevitabile, o, quel che e' peggio
sbagliare la scelta del repertorio . E cosi' non ascoltano nessuno.
L'applauso e' una droga, e non ci si puo' rinunciare. E' una forma
minore di delirio di potere che produce esaltazione e senso di
superiorita'. E in generale finisce sempre male, o a "pesci in faccia"
se preferisci un termine piu' realistico. Del Monaco, Ghiaurov,
Cappuccilli, Pavarotti etc. insegnano. Quest'ultimo e' comunque
riuscito a farsi quotare in borsa, mentre il povero Del Monaco dovette
vendere in vecchiaia il suo ristorante "Il Fungo" a Roma EUR, per
continuare a campare, dopo essere fuggito di nascosto da una porticina
della Scala, per non farsi menare.
Io conosco molti cantanti emergenti e ne sono amico, nella misura in
cui l'amicizia non sfiora il consiglio. Uno di loro l'ho accompagnato
per mano alla prima audizione, poi al primo palcoscenico e ora viaggia
col vento in poppa. Giorni fa, prima di partire per una tourne', ha
incontrato un grande musicista e musicologo responsabile di un
importante teatro e capace di fargli fare un importante passo in
avanti, molto necessario per lo sviluppo della carriera. Lui e' andato
all'audizione, e malgrado i miei consigli (e quelli di altri), ha
cantato l'unica aria che avrebbe dovuto evitare, non adatta alla sua
ancor giovane voce, validissima invece per il bel canto legato di tipo
Belliniano, ma inadatta a personaggi drammatici, non avendo ancora la
statura per poterli affrontare.
E cosi', dopo l'audizione, il personaggio che l'aveva ascoltato e'
rimasto assai freddo e poi mi ha telefonato per dirmi che l'ascolto
l'aveva un po' deluso. Ha criticato l'intonazione e la difficolta' di
certi fiati necessari per sostenere quei passaggi drammatici.
Il mio amico, quando glie l'ho riferito consigliandolo di
concentrarsi sui ruoli a lui piu' adatti, mi ha risposto : Ma che va
dicendo quel cretino ! In quell'aria ho avuto un trionfo incredibile
l'estate scorsa ! Come si permette ! Ha girato i tacchi ed e' partito
per il teatro dove sta cantando.
E cosi' anche lui, come tutti, seguira' il suo destino che sara'
quello che sara'.
Allora ho pensato che forse Toscanini aveva proprio ragione. Porgere
l'orecchio ai fischi e alle critiche dovrebbe essere come prendere la
medicina giusta durante una malattia, ma chi e' in grado di farlo ?
Come vedi anche quando si e' studenti, come nel tuo caso, ci si irrita
prematuramente alla sola idea di sapere che esiste la possibilita' di
essere criticati. Che importanza ha il motivo ? Ti preoccupa che
possa essere checcogeno ? Se non lo sai, ma mi pare strano perche'
come si dice "le voci corrono", vai una sera ad una prima o ad una
replica nel loggione della Scala. Capirai come il movimento checcogeno
puo' essere determinante nel successo o nell'affondamento di un
cantante. Ti fa ridere la cosa ? Ti irrita ? Anche a me, perche' a
volte la qualita' c'entra molto poco. Pero, come dicono gli inglesi :
that's is the way it is !
Ciao
Giampaolo


" Terrarum dea gentiumque, Roma
cui par est nihil et nihil secundum "
Marziale

Marco Marcelli

unread,
Dec 3, 1997, 3:00:00 AM12/3/97
to lil...@ns.altrimedia.it


Rodolfo Canaletti ha scritto:

> Marco, ti prego. Su Pavarotti dissentiamo, e va bene. E' tutto qui. Ma
> ti prego, non dirmi: "adesso", "allora".

> I timbri che mi piacciono sono tanti, e non necessariamente anonimi.
> Spero che questo me lo concedi.
>

Caro Rudy,
risale ad un paio di migliaia d'anni fa, mi pare, il grande e meraviglioso
detto "de gustibus non disputandum est".

Grandi, gli antichi Romani.

Sono certo che tu abbia molto materiale di Paparozzi (come lo chiama il
padre di mia cognata), ma un po' ne ho anch'io.

E sono convinto - senza cercare di convincere te, s'intende - che il Nostro
sia stato un Grande, almeno fino a quando la fama datagli dai mass media
non gli ha fatto perdere la bussola.

Grande quanto i Caruso, i Gigli, i Di Stefano? Non lo so, non mi ritengo in
grado di fare un simile paragone. Forse no.

Ma un grande lo e' stato, e i grandi, per definizione, non piacciono a
tutti. A te non piace.

Sul Pavarotti di oggi, mi pare, siamo piu' che d'accordo.

Ciao


--
------------------------------------------
Marco Marcelli - Genova
E@mail1: marco.m...@elsag.it (ufficio)
E@mail2: marc...@ge.itline.it (casa)
------------------------------------------

Andrea Carlassara

unread,
Dec 3, 1997, 3:00:00 AM12/3/97
to

Giampaolo Lomi <gi...@flashnet.it> wrote:
> Il 24 Nov 1997 21:33:47 GMT, "Simone Angippi" <Feb...@CTrade.it> ha
> scritto:
> Il problema e' un altro. Il vero problema e' che non si puo' in
> assoluto discutere con un cantante della sua "arte". Come disse Arturo
> Toscanini, confidenzialmente ad un amico che mi pare si chiamasse
> Giacomo Puccini, "i cantanti sono carne da macello". E' noto che il

Giampaolo, sei grande.
Oltre a condividere per filo e per segno quanto hai saputo cosi` bene
esprimere, ho notato nel tuo post un amore sincero per il canto, e una
capacita` di dare giudizi distaccati perche' per te importanti.

Io mi sono sempre chiesto il perche' della psicologia dei cantanti.
Ho notato persone che sono cambiate coll'avanzare delle loro
possibilita` vocali. Anche quelli che prima avevano magari preso un
diploma di strumento, perdono tutta la prudenza che l'impegno
richiesto da uno strumento richiede.
La ragione dev'essere (io ho provato a speigarmela cosi`) che cantare
dev'essere una prova non da poco. Tu vai in pubblico con la tua
persona, come attore, e con la tua voce, come strumento.
Un coinvolgimento forse troppo grande per rimanere "intelligenti".
Che ne pensi?
--
ciao.
andrea

Rodolfo Canaletti

unread,
Dec 4, 1997, 3:00:00 AM12/4/97
to

Marco Marcelli <marc...@ge.itline.it> wrote:


>Caro Rudy,
>risale ad un paio di migliaia d'anni fa, mi pare, il grande e meraviglioso
>detto "de gustibus non disputandum est".

>Grandi, gli antichi Romani.

La mia risposta al tuo post, non era certo per contestare il fatto che
ti piace. Sui gusti non si sputa, ed e' ovvio. :-)

Era solo per farti capire che il mio non amare Pavarotti non e'
contingente alla stagione attuale, ma proprio al suo modo di cantare,
mentre mi era parso di capire che tu pensassi che io non conoscessi
Pavarotti in quelli che vengono chiamati i suoi momenti migliori. E
allore cercavo di farti capire che non era cosi'. Per Pavarotti non e'
un problema di decadenza.
A me proprio Pavarotti non piace per i motivi che ho piu' volte
ripetuto (e non ripeto ovviamente per l'ennesima volta), e che sono
miei, e che sono discutibilissimi, ma che nessuno e' ancora riuscito a
smontarmi, indipendentemente dalla sua odierna decadenza.

Ciao

Rudy

Marco Marcelli

unread,
Dec 4, 1997, 3:00:00 AM12/4/97
to

Rodolfo Canaletti ha scritto:

> A me proprio Pavarotti non piace per i motivi che ho piu' volte
> ripetuto (e non ripeto ovviamente per l'ennesima volta), e che sono
> miei, e che sono discutibilissimi, ma che nessuno e' ancora riuscito a
> smontarmi, indipendentemente dalla sua odierna decadenza.

Ohibo', per carita'!!!!! :-)))))
De Gustibus vuol proprio dire cio'!!!!

Non avevo frainteso, comunque; volevo solo rimarcare che "il mondo e' bello
perche' e' vario".

Marco Marcelli

unread,
Dec 4, 1997, 3:00:00 AM12/4/97
to


Andrea Carlassara ha scritto:

> Un coinvolgimento forse troppo grande per rimanere "intelligenti".
> Che ne pensi?
>

Nessuna eccezione, davvero?
Kraus? Devia? (per citare i primi che mi vengono in mente)

Giampaolo Lomi

unread,
Dec 5, 1997, 3:00:00 AM12/5/97
to

Il 3 Dec 1997 21:23:33 +0100, Andrea Carlassara <and...@seisnet.it> ha
scritto:


>La ragione dev'essere (io ho provato a speigarmela cosi`) che cantare
>dev'essere una prova non da poco. Tu vai in pubblico con la tua
>persona, come attore, e con la tua voce, come strumento.

>Un coinvolgimento forse troppo grande per rimanere "intelligenti".
>Che ne pensi?

Ciao Andrea,

La mia esperienza con i cantanti risale praticamente all'anno 1955,
quando ero quasi un ragazzo. Da allora ne ho conosciuti tanti e molti
sono divenuti amici. Tra i piu' importanti ti posso citare Boris
Christoff, la Stella, la Simionato, Del Monaco, Di Stefano, Guelfi,
Tagliavini, ed altri (tra gli antichi). La Caballe', Blake, la
Fabbricini, l'Antonacci etc. (tra i moderni) piu' una discreta
quantita' di emergenti di cui ometto il nome per corretteza, onde
evitare che possano essere identificati con l'episodio che ho
raccontato nell'altro articolo.
Che vuoi che ti dica. Il mio parere e' quello che ho gia' espresso. Il
tuo punto di vista puo' benissimo essere la chiave di risposta a
quella loro strana natura. Non mi meraviglierei affatto che quello che
tu definisci il coinvoglimento "globale" , non dico li renda privi di
intelligenza, ma sia l'elemento che li porta a auto considerarsi dei
semi dei.
Un'altra cosa ho sempre notato, e che per uno psicologo forse potrebbe
avere una importanza fondamentale nell'interpretare la loro
personalita'. Il fattore sesso. I cantanti in generale affrontano il
problema del sesso con una violenza e una intensita' senza pari. Si
raccontano episodi, nel mondo del teatro, veramente allucinanti. Le
donne in particolare sono le piu' assatanate. Se non sono lesbiche o
ambidestre, sono talmente affamate di sesso, che si dice di molte di
loro , che tra un atto e l'altro dell'opera che stanno cantando si
fanno una sveltina magari con un macchinista. Forse e' una voce
esagerata, pero' se non e' la realta' , ci si avvicina molto. Te lo
posso assicurare per esperienza personale avendo vissuto abbastanza in
mezzo a loro.
E' come se tutte le sensazioni, man mano che procedeno nella carriera,
si esasperino in maniera incontrollata. Tra le cantanti che non ho
nominato, ce n'era un'altra negli anni 60, molto famosa, che durante
un esercizio di canto che ebbi l' imprudenza di andare ad ascoltare a
casa sua, mi si fiondo' addosso, e siccome era imponente e foderata di
stecche di balena, ancora sto correndo :-))
Comunque, pettegolezzi a parte, per rimanere loro amici c'e' un solo
sistema. Fregarsene di come cantano e cosa cantano. Non dare consigli,
che comunque non ascolterebbero mai, e prenderli per quello sono
capaci di dare nel momento magico in cui sono sul palcoscenico. E poi
applaudire....applaudire sempre, sperando che li aiuti a cantare
sempre meglio.
Saluti e grazie per gli elogi. (non ci sono abituato) :-)))
Giampaolo

Alessandro Di Nicola

unread,
Dec 5, 1997, 3:00:00 AM12/5/97
to

Il 2 Dec 1997 15:02:54 +0100,

Andrea Carlassara <and...@seisnet.it> ha scritto:
>Non ho nulla da nascondere. Oggi e` martedi`, e posso riprendere con
>l'OT.
>Il mio passato e` trasparente come il presente.
>Sei tu che te la sei presa, quella volta che ti ho preferito un'altra
>persona.
>Sei troppo sicuro della tua bellezza, e questo non ti giova.
>Ma tralasciamo, le tue foto sul sito-crapula parlano piu` di te e me
>messi assieme.

;)
Ragazzi, prima che il Domenichini continui a far finta di prenderci sul
serio, si e'deciso con Andrea di chiudere il sipario dello spettacolino, per
evitare di aggiungere spazzatura ai gia'numerosi off-topic in corso.
Mica c'avete preso per quei beceroni di Vinicio e Luca, che tirano avanti lo
scherzo per settimane e settimane? Noi, che abbiamo ben altro spirito, siamo
piu'morigerati, delicati e aristocratici.
Checche si, ma raffinate, e che diamine!

>Comunque, riprendendo il tono serio, ti ricordo che gran parte dei
>migliori artisti sono omosessuali, e i musicisti non fanno eccezione.

Mo'non t'allarga'...

>Quindi nulla di poco ortodosso, ma piuttosto l'orgoglio per la propria
>indole.

Mannaggia che s'e'finito qui, altrimenti c'avevo in pentola una deliziosa
dimostrazione (in perfetto stile sofistico) della necessita' per il vero
uomo di essere omosessuale. Va beh, la riciclero' nel thread su Buscaroli,
tanto il clima e'proprio quello adatto. ;)

>> Il triangolo no, non l'avevo considerato
>> (Renato Zero)
>
>Questa e` da nobel.

Non te l'aspettavi,eh?

Giovanni De Merulis

unread,
Dec 5, 1997, 3:00:00 AM12/5/97
to

>Nessuna eccezione, davvero?
>Kraus? Devia? (per citare i primi che mi vengono in mente)

Perche' mai ti sono venuti in mente i nomi dei cantanti che piu'
adoro?

Giov.Diemme

===================================
Di cio' di cui non si puo' parlare
e' bene tacere.

Wittgenstein, Tractatus.
=======================================
Giovanni De Merulis
deme...@sun.iss.it

Marco Marcelli

unread,
Dec 5, 1997, 3:00:00 AM12/5/97
to


Giovanni De Merulis ha scritto:

> >Nessuna eccezione, davvero?
> >Kraus? Devia? (per citare i primi che mi vengono in mente)
>
> Perche' mai ti sono venuti in mente i nomi dei cantanti che piu'
> adoro?
>

Forse perche', al di la dell'indubbia bravura, danno anche l'impressione
di persone serie, non con la testa montata, dediti a fare onestamente il
loro lavoro, e percio' degni della massima stima.
Al di la, ripeto, dei meriti musicali, enormi.

Ciao

Andrea Carlassara

unread,
Dec 5, 1997, 3:00:00 AM12/5/97
to

Marco Marcelli <marc...@ge.itline.it> wrote:


> Andrea Carlassara ha scritto:

> > Un coinvolgimento forse troppo grande per rimanere "intelligenti".
> > Che ne pensi?
> >

> Nessuna eccezione, davvero?


> Kraus? Devia? (per citare i primi che mi vengono in mente)

Le eccezioni ci sono sempre. Sul primo che citi nessuno puo` aver
dubbi. Sulla seconda e` tutto sommato troppo presto per dirlo.
Secondo me, ovviamente.

Se vuoi puoi affiancare a Kraus Fischer-Dieskau, che in piu` ha
affrontato un repertorio sterminato, ma ha anche il vantaggio di non
essere un tenore! :-)
--
ciao.
andrea

Andrea Carlassara

unread,
Dec 5, 1997, 3:00:00 AM12/5/97
to

Giampaolo Lomi <gi...@flashnet.it> wrote:
> quando ero quasi un ragazzo. Da allora ne ho conosciuti tanti e molti
> sono divenuti amici. Tra i piu' importanti ti posso citare Boris
> Christoff, la Stella, la Simionato, Del Monaco, Di Stefano, Guelfi,

Fermo! :-)
Di quale Stella parli?


> quantita' di emergenti di cui ometto il nome per corretteza, onde

Potresti comunque citarne il cognome... :-)

> Un'altra cosa ho sempre notato, e che per uno psicologo forse potrebbe
> avere una importanza fondamentale nell'interpretare la loro
> personalita'. Il fattore sesso. I cantanti in generale affrontano il
> problema del sesso con una violenza e una intensita' senza pari. Si

E' vero!

> E' come se tutte le sensazioni, man mano che procedeno nella carriera,
> si esasperino in maniera incontrollata. Tra le cantanti che non ho

Si`, questo e` un punto centrale. Il sesso e` solo un aspetto, importante
quanto vuoi, ma un aspetto di questa cosa che dici, che si presenta
con tutta l'aria di essere una costante della loro personalita`.

> Saluti e grazie per gli elogi. (non ci sono abituato) :-)))

E perche' mai? :-)
--
ciao.
andrea

Giampaolo Lomi

unread,
Dec 5, 1997, 3:00:00 AM12/5/97
to

Il 5 Dec 1997 05:36:36 +0100, Andrea Carlassara <and...@seisnet.it> ha
scritto:


>Fermo! :-)
>Di quale Stella parli?

Di Antonietta Stella, della quale ho avuto il piacere ( e il
dispiacere ) di ascoltare l'unica Norma della sua carriera, che si
avventuro' a cantare a Rio de Janeiro nel 55 insieme a Del Monaco e ad
Elena Nicolai.
La Stella e' stata, col giudizio del poi, una grande cantante. Ha
fatto un ottimo Don Carlo. E' stata un ottima Tosca e ottima Leonora
sia del Trovatore che della Forza.
Ha avuto un'unica sfortuna. Quella di aver cantato in un epoca dove i
soprano lirici e drammatici abbondavano e consentivano ampia scelta.
Se ci fosse oggi una Stella come era allora, la porterebbero in
trionfo.
Ciao
Giampaolo

v i n i x ©

unread,
Dec 6, 1997, 3:00:00 AM12/6/97
to

On Fri, 05 Dec 1997 00:22:15 GMT, gi...@flashnet.it (Giampaolo Lomi)
wrote:

>Un'altra cosa ho sempre notato, e che per uno psicologo forse potrebbe
>avere una importanza fondamentale nell'interpretare la loro
>personalita'. Il fattore sesso. I cantanti in generale affrontano il
>problema del sesso con una violenza e una intensita' senza pari. Si

>raccontano episodi, nel mondo del teatro, veramente allucinanti. Le
>donne in particolare sono le piu' assatanate. Se non sono lesbiche o
>ambidestre, sono talmente affamate di sesso, che si dice di molte di
>loro , che tra un atto e l'altro dell'opera che stanno cantando si
>fanno una sveltina magari con un macchinista.

Urca!!!! Io vorrei ogni tanto anche scrivere cose serie, ma come si fa
se anche quelli seri postano queste bombe? Questa poi non la sapevo. Ma,
ditemi un po' ... funziona con tutte? O solo con quelle modello Nilsson
o Caballe'? Che so', la Meier ad esempio?

Insomma, mi piacerebbe saperlo. Ho perso un monte del mio tempo dietro
la sinfonica. Ancora adesso mi faccio consigliare da Cioran per quanto
riguarda la viola da gamba, il clavicembalo e la tiorba.

Forse ho sbagliato tutto nella mia vita.

Domenichini, Isidoro, Lomi, Nencini (tu quoque!). A me! A me! Pendo
dalle vostre labbra! Illuminatemi!

Sigh!

-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
vi...@sirius.pisa.it
-----

Come corpo ogni uomo e' uno,
come anima mai.

Marco Marcelli

unread,
Dec 7, 1997, 3:00:00 AM12/7/97
to


v i n i x © ha scritto:

> Urca!!!! Io vorrei ogni tanto anche scrivere cose serie, ma come si fa
> se anche quelli seri postano queste bombe? Questa poi non la sapevo. Ma,
> ditemi un po' ... funziona con tutte? O solo con quelle modello Nilsson
> o Caballe'? Che so', la Meier ad esempio?
>

Propongo la Gheorghiu. Diavolo, li sarebbe da fare una follia.

Ma - parlando seriamente - mi sembra tanto strano questo atteggiamento
descritto dal Gialo addirittura dietro le quinte... e quel minimo di
concentrazione dove va a finire ?!?


> Insomma, mi piacerebbe saperlo. Ho perso un monte del mio tempo dietro
> la sinfonica.

Perche', Marta Argerich ti fa orrore?

Giulio Peruginelli

unread,
Dec 7, 1997, 3:00:00 AM12/7/97
to

On Sun, 07 Dec 1997 13:17:08 +0100, Marco Marcelli
<marc...@ge.itline.it> wrote:

>Perche', Marta Argerich ti fa orrore?

Non la conosco, ma sicuramente e' *niente* in confronto a Helene
Grimaud. Se e' tanto brava (non l'ho mai sentita) quanto bella.....

Ciao
Giulio Peruginelli
lone...@sysnet.it

'Ille hic est Raphael, timuit quo sospite vinci
Rerum magna parens et moriente mori.'
Pietro Bembo

Se volete scrivermi in privato rimuovete i numeri 5
dall'indirizzo e-mail.

schillogeno

unread,
Dec 8, 1997, 3:00:00 AM12/8/97
to

gi...@flashnet.it (Giampaolo Lomi) wrote:

>Il 24 Nov 1997 21:33:47 GMT, "Simone Angippi" <Feb...@CTrade.it> ha
>scritto:

>snip<


> Se poi vuoi un mio parere personale, posso aggiungere che i
>cantanti (e ne conosco e ne ho conosciuti tantissimi) sono
>fondamentalmente stupidi. La loro stupidita' si manifesta
>principalmente nell'autoconsiderarsi dei semi-dei dal primo istante

>che segue il primo applauso.....


>Io conosco molti cantanti emergenti e ne sono amico, nella misura in
>cui l'amicizia non sfiora il consiglio. Uno di loro l'ho accompagnato
>per mano alla prima audizione, poi al primo palcoscenico e ora viaggia
>col vento in poppa. Giorni fa, prima di partire per una tourne', ha
>incontrato un grande musicista e musicologo responsabile di un
>importante teatro e capace di fargli fare un importante passo in
>avanti, molto necessario per lo sviluppo della carriera. Lui e' andato
>all'audizione, e malgrado i miei consigli (e quelli di altri), ha
>cantato l'unica aria che avrebbe dovuto evitare, non adatta alla sua
>ancor giovane voce, validissima invece per il bel canto legato di tipo
>Belliniano, ma inadatta a personaggi drammatici, non avendo ancora la
>statura per poterli affrontare.
>E cosi', dopo l'audizione, il personaggio che l'aveva ascoltato e'
>rimasto assai freddo e poi mi ha telefonato per dirmi che l'ascolto
>l'aveva un po' deluso.

Magnifico. La stessa identica situazione si e' verificata per una
soprano in erba incredibilmente promettente che mio fratello ha
indirizzato, strappandola da una maestra di canto idiota e portandola
in mani piu' abili.

All'audizione con il Personaggio Importante la fanciulla ha voluto
fare di testa sua, scegliendo non solo un repertorio inadatto alle sue
potenzialita', ma addirittura meno spettacolare e ... inviso
all'Importante Ascoltatore.

Tutto il mondo e' paese.

PS: Questa promessa del canto prima o poi ve la faccio sentire. Ha
solo 20 anni... dovreste sentirla (e vederla).

schillogeno

unread,
Dec 8, 1997, 3:00:00 AM12/8/97
to

Andrea Carlassara <and...@seisnet.it> wrote:


>Se vuoi puoi affiancare a Kraus Fischer-Dieskau, che in piu` ha
>affrontato un repertorio sterminato, ma ha anche il vantaggio di non
>essere un tenore! :-)

Mi associo completamente

Lucio PERES

unread,
Dec 8, 1997, 3:00:00 AM12/8/97
to

Marco Marcelli <marc...@ge.itline.it> on Sun, 07 Dec 1997 13:17:08

+0100, wrote:
>Ma - parlando seriamente - mi sembra tanto strano questo atteggiamento
>descritto dal Gialo addirittura dietro le quinte... e quel minimo di
>concentrazione dove va a finire ?!?
Skusa, non ho kapito: concentrazione nel cantare o nel... kiav°§ē$£
????
LUX


Marco Marcelli

unread,
Dec 9, 1997, 3:00:00 AM12/9/97
to pere...@relay.comm2000.it


Lucio PERES ha scritto:

> Skusa, non ho kapito: concentrazione nel cantare o nel... kiav°§ç$£
> ????
>

L'unica aria che troverei acconcia e' la pira del Trovatore: e' vero o no
che in teoria Manrico dovrebbe fare di corsa una rampa di scale, prima di
iniziarla?

E allora, fiatone per fiatone, tanto varrebbe...... :-))))))

Hullo

Rodolfo Canaletti

unread,
Dec 10, 1997, 3:00:00 AM12/10/97
to

gi...@flashnet.it (Giampaolo Lomi) wrote:

> si dice di molte di
>loro , che tra un atto e l'altro dell'opera che stanno cantando si
>fanno una sveltina magari con un macchinista.

Ho sentito che alla Scala si e' liberato un posto di macchinista.
Qualcuno pone la sua candidatura?

digigl...@gmail.com

unread,
Nov 25, 2015, 11:41:32 PM11/25/15
to
E Andrea Boccelli ? Nessuno lo a' citato x me e' un grande...

cap

unread,
Nov 26, 2015, 2:44:18 AM11/26/15
to
digigl...@gmail.com ha scritto:

> E Andrea Boccelli ? Nessuno lo a'
> citato x me e' un grande...

Un grande invalido?

etwas langsamer

unread,
Nov 26, 2015, 4:04:47 AM11/26/15
to
Il 26/11/2015 05:41, digigl...@gmail.com ha scritto:
> E Andrea Boccelli ? Nessuno lo a' citato x me e' un grande...
>

Zombie thread del secolo!

Marco_F

unread,
Nov 26, 2015, 10:03:52 AM11/26/15
to
ROTFL doppio carpiato!
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