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Riflessioni su Mozart

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Giampaolo Lomi

unread,
Feb 13, 1998, 3:00:00 AM2/13/98
to

Mi e' capitata un'ottima occasione circa un mese fa, di rileggermi la
biografia di Mozart scritta da Wolfgang Hildesheimer, considerato il
piu' mozartiano degli scrittori tedeschi.
Costui ha dedicato, come riporta la prefazione, vent'anni della
propria vita alla biografia del gracile e infelice muscista,
riuscendo per la prima volta a tracciare la figura di questo genio
nella sua totalita'.
Ha dimostrato come la ricchezza e l'intensita' della sua musica siano
state la maggior rivincita sulla solitudine e sofferenza della sua
vita. Per raggiungere questo scopo, l'autore si e' avvalso di un gran
numero di lettere mozartiane di cui alcune inedite.
Il succo di questa biografia si raccoglie nell'espressione stessa che
l'autore ha dato come premessa interpretativa al suo libro :" A due
secoli dalla morte, la personalita' di Mozart resta ancora un mistero:
NON E' INFATTI LA SUA MUSICA la chiave che consenta di accedere alle
esperienze esistenziali della sua vita" . Qual'e' dunque questa chiave
secondo Hildesheimer ? Ne vorrei parlare tra poco, dopo le mie
riflessioni, perche' forse potrebbe dare una risposta anche ai miei
dubbi, mentre scrivo "ad alta voce".
Premetto che queste riflessioni le ho fatte in un ambiente molto
particolare, suggestivo, come era la riva del fiume Mekong, alla
frontiera tra Tailandia, Laos e Birmania, dove son rimasto per due
giorni e tre notti. Ho ascoltato con il mio disk-man molto Mozart, sia
quando ho navigato per alcune ore su una chiatta nel fiume, sia quando
ho visitato la foresta alle spalle, con gli elefanti e un cielo
stellato come non ricordavo d'avere mai visto.
Non pensavo quasi a nulla. Ascoltavo e godevo di quella musica,
scritta secoli addietro in Austria, in questo ambiente cosi' diverso.
Ho avvertito, forse piu' che mai, che quella musica l'aveva composta
un genio. Un genio assoluto, forse il piu' grande tra i geni della
storia umana a noi nota.
E allora ho cominciato a riflettere. Non mi sono preoccupato di sapere
chi abbia finito il requiem, o se Mozart sia stato avvelenato, o sia
stato o meno amico di Salieri e degli altri contemporanei. Non ho
neppure cercato di immaginare quale fosse stato il rapporto con la
moglie e i figli. Ho solo pensato che era un genio. E qui' il pensiero
mi ha portato lontano. Cos'e' un genio ? Un predestinato ? e da chi ?
Oppure e' il risultato di una particolare biochimica che ha permesso
al suo cervello di captare o inventare armonie e melodie impossibili
per un'altro essere umano ? Oppure e' un individuo aberrante, fuori
dalle regole, per cui, proprio da questo stato, scaturisce la sua
genialita?
Non ho mai creduto abbastanza in Dio per scaricare su di lui tutte le
colpe e tutti i meriti. Sul Megong il sospetto si e' acuito per la
suggestione del cielo stellato, per i canti dei monaci buddisti in un
monastero vicino al mio albergo e perche' il contatto con la natura
puo' giocare dei brutti scherzi.
Ho scartato l'ipotesi che il genio sia lo "schoner Gotterfunken" come
era invece la "gioia" per Beethoven.
Rimaneva la "biochimica". E qui' il discorso si faceva ancora piu'
difficile. Dagli esami che sono stati fatti sul cervello di Einstein,
non e' risultato gran che di diverso da quello dei comuni mortali.
Cosa sara' stato il cervello di Mozart ? Non e' dato saperlo, ma son
portato a credere che fosse un cervello fisicamente uguale a quello
degli altri. Eppure un bambino che nasce nel 1756 e nel 1761, a soli 5
anni, compone il minuetto e trio per pianoforte K.1, non puo' essere
uguale a milioni di coetanei che alla stessa eta' non hanno ancora
iniziata la prima elementare.
Ed ecco il libro. La risposta e' forse proprio la dentro, data da
Mozart con le sue lettere, che Hildescheimer ha saputo interpretare.
In tutte le biografie precedenti la presentazione dell' "uomo Mozart"
oscilla tra apologia e discorso ufficiale. Bruno Walter disse che
Mozart fu "un'anima limpida e fiduciosa", un "giovane lieto e sincero"
esprimendo cosi' un suo intimo desiderio, oltre a una voglia di
accondiscendere ad un pubblico, di cui lui stesso faceva parte, e che
vorrebbe cosi' il suo Mozart.
Secondo Hildesheimer, Mozart ha avuto a disposizione, oltre alle
numerose anime che albergavano dentro di lui, il dono dei piu'
svariati travestimenti, che ogni volta sapeva indossare alla
perfezione con la convinzione che riteneva conveniente.
Possedeva la padronanza assoluta dei suoi strumenti di lavoro, che ha
fatto di lui il piu' grande e il piu' misterioso musicista di tutti i
tempi.
Molta della sua autodocumentazione e' andata perduta, ma quella che e'
arrivata fino a noi e' sufficiente per tracciare il suo profilo nella
sua autenticita'. Da questo studio, secondo l'autore, e' dato di
capire come fu realmente Mozart e quanto gli aspetti anche piu'
ributtanti della sua esistenza, abbiano la loro logica nella
componente della genialita'.
Se cosi' e', le conclusioni alle quali arriva la biografia, sono da
interpretazione froidiana. Ognuno ha la possibilita' di elaborarle e
interpretarle come meglio crede, pero' sono convinto che qui' sta la
chiave del mistero.
Nella famiglia di Mozart il linguaggio "fecale" era abituale. La madre
scrive al marito il 26 settembre 1777 da monaco : "...addio ben mio
stai bene, tirati il culo in bocca, e ti auguro buona notte, caca in
letto da schiantarlo, e' gia' l'una passata, la rima adesso trovala
tu...."
Questo linguaggio e' stato una dominante sempre piu' frequente nella
vita di Mozart, man mano che il tempo trascorreva. Il 28 febbraio 1978
scrive a una certa signora Basle:
"...Forse lei crede che io sia morto, che sia crepato ? ...che abbia
tirato le cuoia. Invece no ! non lo pensi la prego, perche' pensato e
cacato sono due cose diverse ! come potrei scrivere cosi' bene se
fossi morto....ma ora ho l'onore di domandarle se sta bene o se tira a
campare ? Se di corpo lei va bene ? Se ha la scabbia e se la tiene ?
Se le piaccio ancora un pochetto, se scrive spesso con il gessetto....
Ma lei ride - victoria !! - I nostri culi sono simboli di pace ! Lo
sapevo bene che non poteva resistermi piu' a lungo. Si, si sono sicuro
del fatto mio, dovessi cacare ancor oggi, anche se tra 14 giorni vado
a Parigi. Se mi vuol mandare una risposta, da Augsburg per posta,
faccia di gran volata -
perche' se l'ora di partire e' gia' scoccata-
non ricevo una lettera ma una cacata-
Cacca, cacca ! -
O cacca - o dolce parola !
cacca -
ficca in gola - bellissimo -
cacca, ficca in bocca - cacca - lecca, o charmantte....
mi dica un po'. Ce l'ha ancora lo spunicunifait ?
Qusta parola fa parte di quelle espressioni "segrete" che ricorrono
continuamente in queste lettere. Non si riesce a riconstruirne il
senso esatto, ma si ritiene che sia una insinuazione erotica.
Di lettere come queste ne esistono molte. Dall'esame di Hildsheimer ne
viene fuori un Mozart che, quando non piange miseria e chiede denari a
tutti, da luogo a una dialettica verbale di turpiloquio, come sfogo
dei desideri de suoi sensi.
Ne risulta un Mozart addirittura coprofago e dominato da immagini
ambigue per quanto concerne il sesso. Anche Don Giovanni, come dice
Kierkegaard, non e' colui che riflette su se stesso , ma colui che si
puo' manifestare solo in musica se l'Eros di cui vive si sottrae alla
sua vita cosciente e dunque alla sua consapevole espressione verbale.
Le riflessioni sono finite. Mi perdonerete la lunghezza, ma in fondo
sono quasi due mesi che non scrivo.
A cosa devo credere ? Al genio scintilla del divino ? Al genio mostro
fisiologico, oppure al genio espressione come tale, di contorsioni e
tare sessuali ?
Forse tutte e tre le cose o forse nessuna delle tre.
Comunque Mozart ha fatto quello che sapeva fare. E che cosa ha saputo
fare !!
E concludo con una osservazione di Hildsheimer:
"quando l'esile e logoro corpo fu calato in una misera fossa, nessuno
intui' che venivano portati alla tomba i resti mortali di uno spirito
indicibilmente grande, regalo immeritato per l'umanita', nel quale la
natura ha prodotto un eccezionale, forse irripetibile, ad ogni modo
mai piu' ripetuto, capolavoro. "
saluti
Giampaolo
---------------------------------------------
" Prometti senza limiti. Le promesse affascinano.
E giura chiamando testimoni tutti gli Dei. "
Ovidio : Ars Amandi

Giovanni De Merulis

unread,
Feb 18, 1998, 3:00:00 AM2/18/98
to

>Ha dimostrato come la ricchezza e l'intensita' della sua musica siano
>state la maggior rivincita sulla solitudine e sofferenza della sua
>vita. Per raggiungere questo scopo, l'autore si e' avvalso di un gran
>numero di lettere mozartiane di cui alcune inedite.

>E allora ho cominciato a riflettere. Non mi sono preoccupato di sapere
>chi abbia finito il requiem, o se Mozart sia stato avvelenato, o sia
>stato o meno amico di Salieri e degli altri contemporanei. Non ho
>neppure cercato di immaginare quale fosse stato il rapporto con la
>moglie e i figli. Ho solo pensato che era un genio. E qui' il pensiero
>mi ha portato lontano. Cos'e' un genio ? Un predestinato ? e da chi ?
>Oppure e' il risultato di una particolare biochimica che ha permesso
>al suo cervello di captare o inventare armonie e melodie impossibili
>per un'altro essere umano ? Oppure e' un individuo aberrante, fuori
>dalle regole, per cui, proprio da questo stato, scaturisce la sua
>genialita?

>Non ho mai creduto abbastanza in Dio per scaricare su di lui tutte le
>colpe e tutti i meriti. Sul Megong il sospetto si e' acuito per la
>suggestione del cielo stellato, per i canti dei monaci buddisti in un
>monastero vicino al mio albergo e perche' il contatto con la natura
>puo' giocare dei brutti scherzi.

Piu' che pensare ad una specie di illuminato dalla grazia divina, cosa
che fra l'altro rende Mozart troppo simile a qualunque povero mortale
come noi, io penso sempre a Mozart come alla Divinita' incarnata, non
riuscendo a vedere altro che l'espressione della Divinita' stessa
nella sua musica. E qando parlo di Divinita' faccio specifco
riferimento in particolare al possente Eros, ma non quello raffigurato
con le alucce e le frecce che fa sempre da contorno ad Afrodite, ma
l'altro quello che in certe Teogonie e' rappresentato come Fanete,
come il Dio primigenio da cui tutto ha avuto origine. Ecco, se mai
qualcosa o qualcuno mi ha dato quella sensazione di immanenza e
contemporaneamente di gioia infinita e' stato Mozart, che per questo
e' stato, secondo me ed alcuni miei amici, Eros reincarnato,

>E concludo con una osservazione di Hildsheimer:
> "quando l'esile e logoro corpo fu calato in una misera fossa, nessuno
>intui' che venivano portati alla tomba i resti mortali di uno spirito
>indicibilmente grande, regalo immeritato per l'umanita', nel quale la
>natura ha prodotto un eccezionale, forse irripetibile, ad ogni modo
>mai piu' ripetuto, capolavoro. "

e le lacrime sgorgano incontrollabilii ogni volta che il pensiero si
sofferma sulla perdita incommensurabilmente grande che l'umanita'
subi' quel terribile giorno di dicembre del 1791.

Ma forse, come quelle dei peccatori nel giorno del Venerdi' Santo, che
sgorgano in ricordo di Colui che si e' fatto carne per la nostra
salvezza, le nostre lagrime di poveri esseri umani di fronte alla
rivelazione del Dio, saranno la linfa vitale che dara' nuovi magici
colori di rifioritura ai prati.

Giov.Diemme

======================================
Va', vecchio John, va
va per la tua via.

Verdi-Boito: Falstaff atto III, parte II
============================================
Giovanni De Merulis
deme...@sun.iss.it

Ciorans'son -Luca F.Palmieri-

unread,
Feb 19, 1998, 3:00:00 AM2/19/98
to

On Wed, 18 Feb 1998 12:46:18 GMT, deme...@sun.iss.it (Giovanni De
Merulis) wrote:

>e le lacrime sgorgano incontrollabilii ogni volta che il pensiero si
>sofferma sulla perdita incommensurabilmente grande che l'umanita'
>subi' quel terribile giorno di dicembre del 1791.
>
>Ma forse, come quelle dei peccatori nel giorno del Venerdi' Santo, che
>sgorgano in ricordo di Colui che si e' fatto carne per la nostra
>salvezza, le nostre lagrime di poveri esseri umani di fronte alla
>rivelazione del Dio, saranno la linfa vitale che dara' nuovi magici
>colori di rifioritura ai prati.

urca! Mi sei immensamente piaciuto! E' incredibile che dietro certi
ceffi si celino spiriti tanto gentili!
bravo Diemme!
============================
Cioran's son
Luca F.Palmieri
ned...@iperbole.bologna.it
============================

"Quando l'Idea si cercava un rifugio doveva essere tarlata se ha trovato soltanto l'ospitalita' del cervello"

(Emil Michael Cioran)
-------------------------

Lorenzo Pinna

unread,
Feb 21, 1998, 3:00:00 AM2/21/98
to

Sono d'accordo con te, amico Guiovanni De Merulis.
Quel 5 di dicembre il mondo ha perso Mozart: trentacinque anni,
il Requiem da finire...; sepolto in tutta fretta in una fossa comune!
Eppure il suo genio accompagna ancora tutti i più bei "suoni"
della nostra esistenza. Non è poco ciò che gli dobbiamo.

Lorenzo.

v i n i x ©

unread,
Feb 22, 1998, 3:00:00 AM2/22/98
to

On Thu, 19 Feb 1998 18:41:59 GMT, ned...@iperbole.bologna.it
(Ciorans'son -Luca F.Palmieri-) wrote:

>>Ma forse, come quelle dei peccatori nel giorno del Venerdi' Santo, che
>>sgorgano in ricordo di Colui che si e' fatto carne per la nostra
>>salvezza, le nostre lagrime di poveri esseri umani di fronte alla
>>rivelazione del Dio, saranno la linfa vitale che dara' nuovi magici
>>colori di rifioritura ai prati.
>
>urca! Mi sei immensamente piaciuto! E' incredibile che dietro certi
>ceffi si celino spiriti tanto gentili!
>bravo Diemme!

Che Demerulisse sia spirito gentile nessuno lo mette in dubbio. Che la
sua interpretazione del Parsifal sia un po' monoprospettiva neppure.
:-)))))

Upetepepete
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
vi...@sirius.pisa.it
(togliete la torre, pertanto)
-----
A killer lives inside me,
I can feel him move ...

Ciorans'son -Luca F.Palmieri-

unread,
Feb 23, 1998, 3:00:00 AM2/23/98
to

On Sun, 22 Feb 1998 21:42:57 GMT, vi...@sirius.pisa.it (v i n i x Š)
wrote:

>
>Che Demerulisse sia spirito gentile nessuno lo mette in dubbio. Che la
>sua interpretazione del Parsifal sia un po' monoprospettiva neppure.
>:-)))))

...non ce la fai proprio eh, a stare tre giorni senza nominare il
Parsifal!


E beethoven, amico Lorenzo pinna (ma sei quello di quark??)
In fondo e' morto abbastanza giovane anche lui, e aveva in programma:
1) requiem
2) Musica di scena per Faust
3) decima sinfonia.....

ve l'immaginate che roba??!


============================
Cioran's son
Luca F.Palmieri
ned...@iperbole.bologna.it
============================

"Se Noe' avesse avuto il dono della preveggenza
non c'e' alcun dubbio che si sarebbe colato a picco"

(Emil Michael Cioran)
-------------------------

schillogeno

unread,
Feb 24, 1998, 3:00:00 AM2/24/98
to

deme...@sun.iss.it (Giovanni De Merulis) wrote:


>e le lacrime sgorgano incontrollabilii ogni volta che il pensiero si
>sofferma sulla perdita incommensurabilmente grande che l'umanita'
>subi' quel terribile giorno di dicembre del 1791.

Invidio profondamente la tua capacita' di esprimere il cuore dei
concetti con le parole migliori.

Schillogeno

------------------
"Well, i'm the slime from your video
Oozin' along on your living room floor
I am the slime from your video
can't stop the slime, people, look it me go"
Frank Zappa, 1973


Giovanni De Merulis

unread,
Mar 2, 1998, 3:00:00 AM3/2/98
to

>>e le lacrime sgorgano incontrollabilii ........zac!......

>urca! Mi sei immensamente piaciuto! E' incredibile che dietro certi
>ceffi si celino spiriti tanto gentili!
>bravo Diemme!

grazie Cioran's

Giovanni De Merulis

unread,
Mar 2, 1998, 3:00:00 AM3/2/98
to

>Che Demerulisse sia spirito gentile nessuno lo mette in dubbio. Che la
>sua interpretazione del Parsifal sia un po' monoprospettiva neppure.
>:-)))))

almeno quanto la tua......... ma forse "osserviamo" la cosa dai due
lati estremi del loggione poprio nei due unici punti in cui una
colonna impedisce di guardare bene il tutto.

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