Sì ma, attenzione, ci sono vari passaggi erronei, ambigui e confutabili. Ripeto, tanto di cappello a Sanguinetti per il suo lavoro, ma io resto dell'avviso che convenga leggere DIRETTAMENTE i partimenti dei vari autori. Su imslp e sul sito precedentemente indicato:
http://faculty-web.at.northwestern.edu/music/gjerdingen/partimenti/aboutParti/index.htm
Perché dover passare per l'interpretazione di Sanguinetti PRIMA? Logica vuole che prima si leggano i partimenti, e poi se ne possa discutere alla luce anche di testi come il Sanguinetti. Io suggerisco quest'ordine: Cotumacci (il più semplice), poi Paisiello o Fenaroli e infine Durante (il più complicato).
> In bibliografia c'è anche un libro edito nel 2003 scritto in italiano, penso che possa essere utile per approfondire l'argomento.
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> Inoltre, la Treccani del 1935 dice che al posto dei partimenti all'epoca si usava il termine "bassi":
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http://www.treccani.it/enciclopedia/partimento_(Enciclopedia-Italiana)/
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> Se riteniamo attendibile l'articolo della Treccani (scritta all'epoca del nazionalismo fascista) allora possiamo dedurre che l'usanza dei partimenti all'epoca era stata recepita. Li chiamavano "bassi" al posto di partimenti.
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Questo va rettificato. In epoca fascista quei partimenti furono ridotti a semplici bassi da un tale Gennaro Napoli e persero di conseguenza tutto il loro significato. Codesto Napoli, ahimè, ancora si studia nei conservatori e io stesso ebbi la sventura di studiarlo in una lunga ed obbrobriosa serie di esercizi senza senso.