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MARIA STUARDA - OPERA DI ROMA

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Giampaolo Lomi

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Apr 26, 1997, 3:00:00 AM4/26/97
to

Mercoledi' scorso, 23 Aprile, sono andato a vedere di proposito
l'ultima replica della Maria Stuarda all'Opera di Roma. Ho aspettato
l'ultima, proprio perche', dopo quello che e' successo alla prima e
dopo le informazioni raccolte nell'ambiente del teatro, avevo saputo,
tra le altre cose, che erano state fatte soltanto tre prove in tutto
prima della recita.
Come e' noto la reazione del pubblico, della critica e della
"barcaccia" su radio3 fu terribile. La povera Fabbricini, coinvolta in
questo sfacelo, non si presento' neppure a ringraziare alla fine
dell'opera.
Ho saputo poi che nelle repliche successive, specialmente alla terza,
le cose sono andate diversamente. E' stato, se non un trionfo, almeno
un' accoglienza calda da parte di tutti (barcaccia compresa, che ha
almeno avuto la correttezza di farlo presente nella trasmissione radio
del giorno seguente).
Per poter meglio comprendere le ragioni del "tonfo" iniziale
dell'esecuzione vorrei far notare alcuni dettagli che risiedono a
monte di una produzione operistica e che possono diventare
determinanti per i risultati e addirittura letali per la carriera di
una giovane cantante.
Andiamo per ordine:

Il direttore : E' stato il giovane Daniele Callegari che ha mostrato
una scarsissima preparazione musicale, mancanza totale di carisma e
incapacita' di amalgamare i cantanti con l'orchestra. Ha diretto
marcando unicamente i tempi, senza suggerire coloriture, e senza
aiutare le voci, compito essenziale per chi dirige un'opera lirica,
fuori dal Conservatorio. Ho potuto osservarlo bene perche' ero seduto
in prima fila a cinque poltrone di distanzia dal podio.
Ha un suo punto a vantaggio, quello di essere il nipote della signora
Muti (moglie del maestro), factotum famosa alla Scala, che sceglie e
cestina i cantanti per conto del marito e da una mano ad amici e
parenti.
Mi sorprende come il direttore artistico Vincenzo De Vivo abbia potuto
affidare un'opera come la Stuarda, piena di sfumature, di colore
musicale e di drammaticita', nelle mani di questo giovanotto. Ho
raccolto dietro le quinte il parere di vari cantanti, unanimi nel dire
che durante l'esecuzione si sentivano "soli, perduti e abbandonati".

La parte di Elisabetta affidata alla Gloria Scalchi, fu cantata alla
prima rappresentazione , per motivi forse di indisposizione della
Scalchi, da una cantante peruviana di cui non ricordo il nome, che non
conosceva la parte ed ha cantato stonando piu' volte, calando in
continuazione e lontana mille miglia dall'idea di interpretare la
regina Elisabetta I d'Inghilterra.

La parte di Leicester affidata a Jeffrey Francis e' andata meglio.
Questo tenore che ricorda sia nel fisico che nella voce, vagamente
R.Blake, pur non avendone la personalita' , la forza interpretativa e
la tecnica, ha fatto del suo meglio, alle prese tra l'altro con una
regia idiota che gli ha imposto di infilzare un pugnale in un tavolo
di marmo ! per obbedire a chi sa quale intuizione geniale del regista.

Gli altri cantanti piu' o meno accettabili, anche se il basso per
esempio e' dotato di una grossa voce, pero' totalmente disarmonica,
che non si amalgama mai con sfumature, sentimenti e livelli ai suoni
degli altri cantanti. Sembra , tutto sommato, che faccia un "recital",
anziche' concertati e duetti.

La regia di Italo Nunziata e' in assoluto una delle piu' brutte che
abbia mai visto in vita mia. Priva di trovate sceniche, tranne quella
"geniale" del pugnale sul tavolo. Movimenti meccanici del coro e
disposizione scenica dello stesso di una banalita' non comune. I
cantanti come belle statuine o quasi, come se si trattasse di un'opera
barocca, statica per definizione, non hanno potuto manifestare nei
gesti e nei movimenti alcun aspetto interpretativo.

Le scene di Carlo Sala a dir poco pietose. La prigione di Maria
Stuarda e' mostrata come un triangolo nudo con pareti di stoffa, quasi
sul proscenio con un enorme trono sul fondo. Che senso ha ? Forse
quello di farci capire che e' una regina ? La prigione della Stuarda
avrebbe dovuto ispirare ben piu' drammatica immaginazione scenica,
considerando gli anni trascorsi dalla regina, nella gelida cella, tra
malattie, sporcizia e sofferenze atroci.

I costumi mediocri, tranne che per la trovata finale di far comparire
la Stuarda completamente in bianco prima di salire al patibolo. E'
forse l'unica "botta" decente di regia di tutta l'opera. E a proposito
del finale, Maria si avvia al patibolo, salendo e scomparendo sotto un
orrendo arco trionfale barocco che c'entra come il cavolo a merenda.
Si lascia alla fantasia dello spettatore ed alla sua cultura storica
il problema di capire dove vada a finire attraverso quell'arco. Certo
il signor Carlo Sala non l'ha fatto neppure intuire.

In questo contesto e' stata inserita Tiziana Fabbricini, una cantante
dalla voce splendida, dotata di un colore che ricorda quello della
Callas. La Fabbricini riempie con la sua personalita' e con il suo
canto il palcoscenico e fa parzialmente dimenticare quanto ho detto
sopra. La poveretta che e' stata a Roma 30 giorni, pagandosi le spese
di albergo, a disposizione del teatro, e' stata chiamata per le prove
d'insieme solo due giorni prima della prima, perche' sul palcoscenico
era impiantata la scena del Don Quichote che non si poteva spostare.

Alla rappresentazione del 23 scorso, ho avuto l'impressione di
ascoltare una grande artista. Le prove erano state finalmente fatte, a
spese del pubblico nelle 4 repliche precedenti. Il finale e' stato
esaltante e il teatro ha manifestato caldamente il suo gradimento con
numerose chiamate, applausi e fiori.
Interpretazione calibrata, drammatica. Voce dotata di un bellissimo
timbro, con note basse di colore eccezionale. Mi ha fatto dimenticare
la famosa Stuarda della Gencer che ebbi la fortuna di vedere a Firenze
nel 67 e che ritenevo il massimo per quest'opera che fosse mai stato
realizzato.
E son sicuro che, se la Fabbricini avesse avuto con lei una Elizabetta
come fu la Verrett un Leicester come fu Tagliavini e un direttore come
fu Molinari Pradelli, le cose sarebbero andate diversamente in questa
esecuzione romana.
Mi sono reso conto ascoltandola che la voce della Fabbricini e'
addiruttura superiore in questa interpretazione, a quella di Firenze
della Gencer, che fu ritenuta dai critici, per esempio Elvio Giudici
" con i centri artefatti, intubati fino alla gutturalita', ribelli
nell'organizzarsi attorno a una linea vocale provvista di un minimo
d'uguaglianza (sfocata, sfocata maledettamente l'invettiva a
Elisabetta, e non c'e' accento che tenga quando le note non sono
scolpite, specie poi in un passo declamato), con passaggi al registro
superiore sconnessi, faticosi, che producono una lamina di suono
sottile e tirato allo spasimo, che l'accento vuole trasformare in
incisivo e drammatico".

Mi auguro che la Fabbricini possa avere migliore fortuna nella sua
prossima opera e possa incontrare il teatro e il direttore adatti a
valorizzare la sua voce. Dovrebbe poter fare , per esempio, Anna
Bolena, opera perfetta per lei e per il suo registro.
Ritengo che questa cantante non abbia avuto fortuna nella sua
carriera. Non merita di rimanere "un'orfana" di Muti che la scopri' e
la lancio' in Traviata e poi, al solito, la lascio' per strada con il
suo famoso sistema dell'usa e getta. Noi pubblico vorremmo poterla
apprezzare ancora.

E per finire ,vorrei sottolineare che, tanto la Fabbricini, che
Donizzetti, di cui si celebrava il bicentenario della nascita,
meritavano a Roma un' accoglienza migliore, specialmente considerando
i prezzi delle poltrone di platea venduti alla modica cifra di 165.000
lire !

saluti - Giampaolo

Giampaolo Lomi

unread,
May 6, 1997, 3:00:00 AM5/6/97
to

Quello che succede in Italia viene seguito con interesse in America
dagli appassionati di lirica.
Al mio post sulla Maria Stuarda di Roma sono arrivate, via e-mail,
numerosi follow-up
Ne riporto alcuni per chi possa essere interessato:
saluti - Giampaolo

---------- Forwarded message ----------
Date: Tue, 6 May 1997 10:48:17 -0400
From: Luigi Caiola <LUI...@aol.com>
To: Multiple recipients of list OPERA-L <OPE...@CUNYVM.CUNY.EDU>
Subject: CONTROVERSIAL MARIA STUARDA

To Giorgio and all listers,


Giorgio, I was wondering if you were at any of the Stuarda
performances. I
was on Tues., April 15.
I thought Fabricini was quite good. Not nearly what I had excpected.
True the
voice has some moments where it is a bit strange. She sometimes sings
high
notes which should be sung at forte with a funny half voice. I think
it maybe
the only way she can negiotate those difficult passages. However other
passages that seem to me equally as difficult she sang out with
abandon. But
it was a big voice. She had high notes both forte and piano and sang
with
great sensitivity. she is a wonderful actress
and as everyone knows is mildly reminicent of Callas.

Filgia impura de Bolena..... Vile bastarda was fabulous

Scalchi was also very good. Very musical good solid voice and good
acting.

Francis on the other hand was not. . One of the most unpleasant
sounds I've
ever heard. His voice was so small. I am not against small voices if
they
project , but this voice did not project either. He did sing with
style
suited to bel canto music.
Too bad he didn't have a pleasent sound.

By the way the production was HORRIBLE

It was my first time hearing this opera and the music is just
beautiful. I
found myself humming melodies from it for days. At least until I
arrived in
Barcelona where I heard
Aprile Millo's first Tosca. For me no singer captures the italian
style of
singing more than Miss Millo. No singer is perfect but if there were a
perfect one in terms of color , beauty of tone, and an innate sense of
italian style she is as close as you can get.
Her Tosca was Impassioned in every sense.


Luigi Caiola
New York, NY
Luigino@Aol. Com

---------------------------------------------------------

Return-Path: is...@caribsurf.com
From: is...@caribsurf.com
Date: Sun, 4 May 1997 22:05:46 -0400
X-Sender: is...@mail.caribsurf.com
To: gi...@flashnet.it
Subject: CONTROVERSIAL MARIA STUARDA

>To: OPE...@CUNYVM.CUNY.EDU
>From: is...@caribsurf.com
>Subject: CONTROVERSIAL MARIA STUARDA
>
>FROM THE DESK OF GIORGIO MIGLIAVACCA (British Virgin Isles)
>
>
>MARIA STUARDA IN ROME - differing views and reports
>
>Some weeks ago a message was posted on this newsgroup commenting about
Donizetti's Maria Stuarda at the Teatro dell'Opera in Rome earlier in
April.
The reviewer indicated that Tiziana Fabbricini (title role) was not
quite
satisfactory but the tenor, Jeffrey Francis was "pleasant, masculine
voice,
and sang with fin bel canto style full of dynamics and expressivity
and also
cut a handsome figure on stage, which always helps, even if not
essential."
>
>I am sure that this review has made a few readers interested in seeing and
hearing more about such a talented fellow. Reports from Rome, however,
gave
mixed reviews about the entire cast.....In any event, I have been
promised
a video so that I could "see" and "hear" for myself.
>
>I have seen this extremely captivating opera only once in the early 70s --
at La Scala -- but I was blessed since I saw four performances in a
row with
Caballe and Verrett. Of course, I have tapes from the Gencer-Verrett
revival
(equally memorable) and the cds with the inimitable Edita Gruberova
as well
as the (somewhat lesser) Legato version with Caballe & Carreras.
Even more
interesting is the Caballe-Verrett vynil pirate of the late 60s (in
the USA)
and the 1981 EMI English language version with ever-green Mackerras
at the
helm with a remarkable Janet Baker and a convincing Plowright. For
some
strange reason I do not know anything about the 1974-75 Decca version
with
Sutherland - Pavarotti but I speculate that I did not buy this one
because
I could not figure out Tourangeau as Elizabeth and some of you may
well
understand my skepticism. On the other hand I have fond memories of
the
Ceccato-Farrel-Sills 1971 version but I only have the vynil (was this
tranferred to cd??? - I would be glad to know). I remember vividly
the
masterful da capo Farrel did in her Act I cabaletta -- and despite
the fact
that I adore Verrett's Elizabeth I find that Eileen Farrel was more
accomplished in this role, although Verrett had tremendous stage
presence
and great vocal command in this role.
>
>The recent revival in Rome has reverbarated in cyberspace and I have just
spotted an interesting item on the Musica.Classica newsgroup (Italy) -
posted 26 April by "gialo". He says that the singers were limited to
only
three bare-bone rehearsals and as a result at the opening night the
critics/commentators on RAI3 (Barcaccia) were rather venomous. With an
opera
like Stuarda it is not surprising that the biggest casualty was
Fabbricini.
Eventually things improved on the second and even more so on the third
night.
>Gialo criticizes conductor Daniele Callegari and suggests that one of the
merits of this young man is to be a nephew of Mrs Muti who is said to
perpetrate her nepotism even at La Scala.
>For the opening night Gloria Scalchi (Elizabeth) was substituted at the
last minute by a Peruvian mezzo who seemed to have had some serious
problems. Gialo says that Francis is somewhat reminiscent of Rockwell
Blake
both for stage presence and voice, but he does not enjoy a
personality to
match that tenor. The director did not help Francis either because
the
tenor was - of all things - instructed to plant a dagger in a marble
desktop -- thought to be a real "showstopper" be the genial director.
Carlo
Sala's sets are described as "miserable to say the least"; and the
costumes
are labeled "mediocre".
> Tiziana Fabbricini had, of course, to contend with all of these and many
other untold problems. Given her meek nature she did not make a big
fuss and
went ahead with a shaky production.
>Gialo says that by the third night things had improved noticeably and goes
as far as saying that having personally heard Gencer in this role
(Florence 1967) he has little hesitation in saying that Fabbricini's
Maria
surpasses Gencer's who - at the time - was heavily criticized by some
critics.
>Gialo concludes wishing better luck to Fabbricini whose meteoric fame as
Muti's Traviata at La Scala has created more problems for her than she
bargained for. To begin with the petty jealousies of praetorians and
insiders who see the rising star of a young soprano as a big threat.
>
>Reading through the lines it would seem that Fabbricini has the potential
for a very impressive career but she is forced to work under
forbidding
circumstances. Probably she needs to be more careful in her choices
and
more watchful of those who are envious of her.
>
>The opera house in Rome could sell seats for $100plus but could not afford
to give proper rehearsals -- an old complaint indeed but a very
treacherous
situation for a young soprano who has to face the lions........ of the
Coliseum and the.............. "panthers" of the Barcaccia.
>
>Of course time will tell whether or not Stuarda was an unfortunate
accident in Fabbricini's career; for the time being, however, we must
not
lose sight of the fact that some major Italian opera houses are still
managed by incompetent and sloppy people who do not care about
singers,
musicians, or public as long as their political friends can keep them
there
cashing a fat salary.
>
>GIORGIO MIGLIAVACCA
>
>is...@caribsurf.com

---------------------------------------------------------------


Date: Mon, 5 May 1997 06:50:14 -0400 (EDT)
>From: ELCH...@aol.com
>To: is...@caribsurf.com
>Subject: Re: CONTROVERSIAL MARIA STUARDA
>
>Sir,
>I actually saw a broadcast on television of this production. It was an
>interview with the director with a lot of cross cueing between rehearsals and
>corresponding sections in a performance.
>The interesting thing was none of the substitutions thatyou mentioned were on
>the film. What they did was make the rehearsal/performance video takes some
>other time than during the performances period. I cannot see how else they
>did it.
>Your posting is interesting the same sentiments were given to me by some
>collegues of mine who were in the audience. The conductor by the way is a
>relative of Mrs. Muti and he is not really very good, alas.
>John Edward Niles
>Elch...@aol.com
>


Lorenzo Nencini

unread,
May 6, 1997, 3:00:00 AM5/6/97
to

In article <336f6826...@news.flashnet.it>, gi...@flashnet.it wrote:
>
>Quello che succede in Italia viene seguito con interesse in America
>dagli appassionati di lirica.
>Al mio post sulla Maria Stuarda di Roma sono arrivate, via e-mail,
>numerosi follow-up
>Ne riporto alcuni per chi possa essere interessato:
>saluti - Giampaolo

Gli americani ne sanno una più del diavolo.
Riescono anche da New York a seguire gli spettacoli romani.
Davvero incredibili!
Certo non sembravano trovarsi molto daccordo sulle voci (Francis per uno è
pessimo, per l'altro è buono, la Fabbricini a volte molto a volte poco
brava... ma insomma), ma i loro giudizi sono sempre molto interessanti.

Lore.

Giampaolo Lomi

unread,
May 6, 1997, 3:00:00 AM5/6/97
to

On Tue, 06 May 97 19:07:59 GMT, Nen...@pop.multinet.it (Lorenzo
Nencini) wrote:

>>Quello che succede in Italia viene seguito con interesse in America
>>dagli appassionati di lirica.
>>Al mio post sulla Maria Stuarda di Roma sono arrivate, via e-mail,
>>numerosi follow-up
>>Ne riporto alcuni per chi possa essere interessato:
>>saluti - Giampaolo
>

>Gli americani ne sanno una più del diavolo.
>Riescono anche da New York a seguire gli spettacoli romani.
>Davvero incredibili!
>Certo non sembravano trovarsi molto daccordo sulle voci (Francis per uno è
>pessimo, per l'altro è buono, la Fabbricini a volte molto a volte poco
>brava... ma insomma), ma i loro giudizi sono sempre molto interessanti.
>
>Lore.


E' arrivata un'altra lettera davvero buffa se vedi cosa dice di
Rockwell Blake. Comunque e' davvero incredibile l'interesse all'estero
domostrato per le nostre realizzazioni. Interesse molto superiore a
quello mostrato dai nostri
saluti - Giampaolo

From: Bonnie Bonis <bon...@datacomm.iue.it>
>Subject: Re: CONTROVERSIAL MARIA STUARDA

>To: is...@caribsurf.com
>Date: Tue, 06 May 1997 23:15:52 METDST
>
>Hi!
>
>I was quite interested in your report to opera-l about the differing
>reactions to the Rome MARIA STUARDA. I was the one who posted the review
>a few weeks ago, purely from my own point of view which was shared by my
>brother-in-law who was with me. I'm not surprised to hear of the many
>published opinions contrasting with my own. About the only thing that
>really does surprise me is the comparison of tenor Jeffrey Francis to
>Rockwell Blake, since Blake I don't like at all and no similarity between
>the two ever entered my mind. Amazing how different people experience
>things so differently! Anyway, one thing seems to be for certain:
>Fabbricini had no great success on the opening night. That was evident in
>the house. If she improved in successive performances, all the better.
>
>Best wishes, and thanks for posting such an informative note.
>
>--
>Bonnie Bonis
>Service Desk Supervisor
>European University Institute
>Florence, Italy
>bon...@datacomm.iue.it
>http://www.iue.it/
>

Isidoro Ferrante

unread,
May 7, 1997, 3:00:00 AM5/7/97
to

Bonnie Bonis wrote:

>
> Giampaolo Lomi wrote:
>
> > E' arrivata un'altra lettera davvero buffa se vedi cosa dice di
> > Rockwell Blake.

[......]
> e segue una posta *MIA* che ho mandato a is...@caribsurf.com come
> risposta privata ad una posta su opera-l. Prima di tutto, non vedo cosa
> c'e' di "buffo" se dico che non mi piace Rockwell Blake. Secondo, a
> parte le mie origini, non vedo che c'entra "l'interesse all'estero" a
> questo proposito. E infine, una posta mia e' stata pubblicata su questo
> newsgroup senza il mio permesso e alla mia insaputa! La cosa mi
> sconvolge--specialmente visto che e' soltanto da ieri che comincio a
> dare un'occhiata a it.arti.musica.classica. Chissa' cosa succedeva in
> precedenza!

Calma Bonnie, in precedenza, per fortuna, non e' successo nulla.

Trovo davvero fuori luogo che vengano citate mail private
con tanto di nome e indirizzo del mittente, e suggerirei a chi lo ha
fatto di scusarsi.
Del resto, anche una mail spedita ad una lista di discussione, sebbene
in principio "pubblica", non e' bene che venga diffusa addirittura
in un newsgroup senza autorizzazione del mittente: l'autore l'ha pensata
e scritta in un certo contesto, e sicuramente non gli farebbe piacere
vederla citata in un ambiente diverso.

In secondo luogo non ci trovo neanch'io niente di buffo nel fatto che
a qualcuno possa non piacere Rockwell Blake: sulla cui tecnica c'e'
sicuramente poco da discutere, ma il cui timbro, ahime', qualche
perplessita puo' destare. E anche se quello fosse fuori discussione,
i gusti e le curve audiometriche di ognuno di noi differiscono,
e ciascuno puo' dare il suo giudizio soggettivo. Tanto piu' se si
tratta di una persona come Bonnie che il teatro lo frequenta e ha
esperienza sufficiente per essersi formata dei parametri di giudizio
personali.

Sul fatto che si possa trattare di un giudizio proveniente dall'estero,
beh, proporrei di sorvolare.

____________________________________Isidoro___________________________

Isidoro Ferrante ferr...@galileo.pi.infn.it
Dipartimento di Fisica ferr...@axpia.pi.infn.it vaxpia::ferrante
Universita' di Pisa Tel +39 50 880284 (INFN Pisa)
INFN sezione di Pisa Fax +39 50 880317 (INFN Pisa)

Giampaolo Lomi

unread,
May 7, 1997, 3:00:00 AM5/7/97
to

On Wed, 07 May 1997 12:43:09 +0200, Bonnie Bonis
<bon...@datacomm.iue.it> wrote:

>Giampaolo Lomi wrote:
>
>> E' arrivata un'altra lettera davvero buffa se vedi cosa dice di

>> Rockwell Blake. Comunque e' davvero incredibile l'interesse all'estero
>> domostrato per le nostre realizzazioni. Interesse molto superiore a
>> quello mostrato dai nostri
>> saluti - Giampaolo
>

>e segue una posta *MIA* che ho mandato a is...@caribsurf.com come
>risposta privata ad una posta su opera-l. Prima di tutto, non vedo cosa
>c'e' di "buffo" se dico che non mi piace Rockwell Blake. Secondo, a
>parte le mie origini, non vedo che c'entra "l'interesse all'estero" a
>questo proposito. E infine, una posta mia e' stata pubblicata su questo
>newsgroup senza il mio permesso e alla mia insaputa! La cosa mi
>sconvolge--specialmente visto che e' soltanto da ieri che comincio a
>dare un'occhiata a it.arti.musica.classica. Chissa' cosa succedeva in
>precedenza!
>

>Bonnie Bonis
>Service Desk Supervisor
>European University Institute
>Florence, Italy
>bon...@datacomm.iue.it
>http://www.iue.it/


Non vedo perche' ti devi sconvolgere tanto. Non credo di aver rivelato
un segreto di stato. Ho solo quotato la tua lettera che mi e' stata
mandata da diversi amici americani che frequentano opera-l e volevo
portarla a conoscenza dei partecipanti di questo gruppo al solo scopo
di mostrare come, mentre in Italia tutti piu' o meno se ne fregano
dei problemi del teatro, in America c'e' gente che invece se ne
preoccupa e partecipa attivamente alle realizzazioni, con critiche,
impressioni etc.
Non avevo realizzato che eri italiano e per di piu' a Firenze, pensavo
che vivessi in America e fossi stato in Italia di passaggio.
Non mi pare neppure offensivo trovare buffo che non ti piaccia Blake,
che e' il piu' grande tenore vivente per la coloratura rossiniana,
anche se non ha una bella voce. Forse non hai sentito l'Otello di
Rossini che canto' a Pesaro con Merritt e la Andreson. E' un
capolavoro assoluto a giudizio di tutti i critici e amanti del bel
canto, e sfido chiunque a trovare una registrazione di un tenore che
abbia cantato come Blake l'aria " a perche' mai non sento..."
E poi non dimenticare che e' stato l'unico contemporaneo che ha
cantato l'aria finale del Barbiere come la scrisse Rossini e che e'
sempre tagliata per incapacita' del tenore di sostenere i fiati e la
coloratura che comporta.
saluti- Giampaolo

Bonnie Bonis

unread,
May 7, 1997, 3:00:00 AM5/7/97
to

Bonnie_Bonis_<bonnie@datacomm.iue.it>#NewsGate@area.it

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
to

Giampaolo_Lomi

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
to

On Wed, 07 May 1997 12:43:09 +0200, Bonnie Bonis
<bon...@datacomm.iue.it> wrote:

Bonnie_Bonis_<bonnie@datacomm.iue.it>#NewsGate@area.it

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
to

On Tue, 06 May 97 19:07:59 GMT, Nen...@pop.multinet.it (Lorenzo
Nencini) wrote:

>In article <336f6826...@news.flashnet.it>, gi...@flashnet.it wrote:
>>
>>Quello che succede in Italia viene seguito con interesse in America
>>dagli appassionati di lirica.
>>Al mio post sulla Maria Stuarda di Roma sono arrivate, via e-mail,
>>numerosi follow-up
>>Ne riporto alcuni per chi possa essere interessato:
>>saluti - Giampaolo
>

>Gli americani ne sanno una pi del diavolo.


>Riescono anche da New York a seguire gli spettacoli romani.
>Davvero incredibili!
>Certo non sembravano trovarsi molto daccordo sulle voci (Francis per uno

>pessimo, per l'altro buono, la Fabbricini a volte molto a volte poco

>brava... ma insomma), ma i loro giudizi sono sempre molto interessanti.
>
>Lore.

E' arrivata un'altra lettera davvero buffa se vedi cosa dice di
Rockwell Blake. Comunque e' davvero incredibile l'interesse all'estero
domostrato per le nostre realizzazioni. Interesse molto superiore a
quello mostrato dai nostri
saluti - Giampaolo

>Subject: Re: CONTROVERSIAL MARIA STUARDA


>To: is...@caribsurf.com
>Date: Tue, 06 May 1997 23:15:52 METDST
>
>Hi!
>
>I was quite interested in your report to opera-l about the differing
>reactions to the Rome MARIA STUARDA. I was the one who posted the review
>a few weeks ago, purely from my own point of view which was shared by my
>brother-in-law who was with me. I'm not surprised to hear of the many
>published opinions contrasting with my own. About the only thing that
>really does surprise me is the comparison of tenor Jeffrey Francis to
>Rockwell Blake, since Blake I don't like at all and no similarity between
>the two ever entered my mind. Amazing how different people experience
>things so differently! Anyway, one thing seems to be for certain:
>Fabbricini had no great success on the opening night. That was evident in
>the house. If she improved in successive performances, all the better.
>
>Best wishes, and thanks for posting such an informative note.
>
>--

Lorenzo_Nencini

unread,
May 9, 1997, 3:00:00 AM5/9/97
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