Riccardo Muti: un altro materiale migliorerebbe l'acustica
"Rimontiamoli di legno sul vetro la musica rimbalza"
"Qualsiasi opera d'arte può sempre essere affinata"
il danno Per un teatro appena nato quello che è accaduto mercoledì è
una brutta ferita
DARIO CRESTO-DINA
DARIO CRESTODINA
MILANO - Maestro Muti, quanto è profonda la ferita degli Arcimboldi?
"È una brutta ferita, non fa bene a un teatro appena nato. Per me è
stata come un fulmine a ciel sereno".
Volevate ricominciare subito. A terra i pannelli, che sono già stati
quasi tutti smontati, e avanti con la Traviata. Poi avete cambiato
idea. Come mai?
"Guardi, credo sia giusto superare ciò che è accaduto, e il dispiacere
per chi mercoledì sera si trovava in quella sala, con un'altra festa
di musica e cultura il più presto possibile. Quando capitano episodi
del genere è meglio ricominciare subito, ci si dà coraggio. Quando si
può, naturalmente. Nulla agli Arcimboldi è stato fatto in fretta o in
modo superficiale. Ne sono convinto, ma abbiamo preferito essere
prudenti. Il sovrintendente Fontana ha preso la decisione migliore:
aspettiamo che gli esperti della sicurezza ci diano il via libera".
Addio ai pannelli di vetro, sembra. A lei non sono mai piaciuti
troppo. O sbaglio?
"Non ho mai detto questo. Dal punto di vista estetico possono piacere
o non piacere. Ora penso siano stati tolti per ragioni di sicurezza".
Torneranno secondo lei?
"Non tocca a me decidere. Personalmente spero vengano sostituiti con
pannelli in legno. Che poi era il mio pensiero originario, questo sì.
Tutto il rivestimento della sala è in legno, d'altronde".
Gregotti li difende. Nascerà una polemica?
"Mi creda, io non voglio fare polemiche con Gregotti. Esprimo un
parere personale. Il legno è un ottimo trasmettitore del suono, il
vetro no, sul vetro la musica rimbalza. I pannelli in legno potrebbero
migliorare ancor più l'acustica degli Arcimboldi. Tutto qui".
Maestro Muti, che cosa manca alla nuova Scala?
"Poco, pochissimo, anche se il teatro deve essere ancora completato.
Io credo sempre nella possibilità di migliorare qualsiasi opera
d'arte. Ci sono sale che, sul piano acustico, nascono sbagliate;
quella degli Arcimboldi, invece, è nata bene. Più che bene. Lo hanno
riconosciuto anche molti critici stranieri, un onore che capita di
rado a chi lavora in Italia: la migliore d'Europa, hanno detto. La sua
acustica è ottima sia per le opere come la Traviata sia per il
concerto sinfonico. Ma ciò non significa che non si possa affinare. Lo
sapremo tra un po', fateci lavorare là dentro per qualche mese
ancora".
Insomma, lei è contento?
"Sì, e sa perché? Perché alla Bicocca abbiamo attorno un'università, i
giovani, un paese. È importante per noi, spero sia importante anche
per loro. Ci sono due mondi, finora un po' distanti, che si
incontrano".
Prima lo sciopero che martedì ha fatto saltare la Traviata, poi la
paura di mercoledì sera. Alla Scala serve forse la benedizione del
cardinale Martini?
"È stata semplicemente una settimana difficile. L'incidente poteva
avere conseguenze drammatiche, ma l'allarme tempestivo ha evitato il
peggio. Adesso spero e vorrei che fossimo tutti sereni".
La Traviata ha fama di opera che porta sfortuna?
"No, non è inseguita da questa leggenda. Eppoi io non credo alla
fortuna o alla sfortuna. Penso che ognuno di noi sia arbitro del
proprio destino. Come dicevano i latini? Faber est suae quisque
fortunae. Io amo la Traviata, è un'opera straordinaria e mi legano a
essa soltanto ricordi belli".
Inutile dire ke son OK col M°!
Anke se ieri all' Auditorium guardavo con apprensione i pannelli di
legno ke rivestono il soffitto...
O legno oppure policarbonato, ma inserito in un telaio con guarnizioni
in elastomero resistente al calore.
LUX
> "Mi creda, io non voglio fare polemiche con Gregotti. Esprimo un
> parere personale. Il legno è un ottimo trasmettitore del suono, il
> vetro no, sul vetro la musica rimbalza. I pannelli in legno potrebbero
> migliorare ancor più l'acustica degli Arcimboldi. Tutto qui".
E lasciar fare a degli esperti di acustica no? Se queste due righe sono
citate correttamente, Muti non sembra esserlo. Correttamente, rimane del
resto cauto sul parere che esprime.
Il ruolo del legno come trasmettitore del suono, in questo caso, non ha
davvero importanza. Come può sapere qualsiasi appassionato di hi-fi, i
pannelli sotto accusa possono essere riflettenti o assorbenti. Il legno
ha un certo grado di assorbimento, funzionando in parte anche da
materiale riflettente. Il vetro è esclusivamente riflettente.
La sala ha bisogno di riflessioni o assorbimento, in quel punto? Un
eccesso di materiale assorbente potrebbe rendere la sala troppo
asciutta, magari eccellente per la comprensibilità del testo cantato, ma
poco adatta alla musica orchestrale. Voglio sperare che il progetto del
nuovo teatro comprendesse anche un serio studio dell'acustica.
Sostituire i pannelli di vetro con pannelli di legno modificherebbe il
progetto acustico.
A proposito della caduta del pannello: c'è qualcosa che non quadra. Non
sono un esperto di "affissione di pannelli acustici riflettenti di vetro
da 180 kg", ma qualcosa sulla sospensione di carichi in un teatro lo so
anch'io. I sistemi adottati attualmente sono implicitamente sicuri. A
meno che la lastra non si sia sbriciolata prima di cadere, o che i ganci
non siano stati installati correttamente, non riesco davvero a spiegarmi
come si sia potuto verificare il cedimento.
--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy
> E lasciar fare a degli esperti di acustica no? Se queste due righe sono
> citate correttamente, Muti non sembra esserlo. Correttamente, rimane del
> resto cauto sul parere che esprime.
Ma se un direttore d'orchestra non e', anche se magari solo "per pratica",
un grande esperto di acustica (e di quella che va bene a lui, beninteso, non
di altre che non interessano alla Musica), chi altri puo' dirsi esperto?
Io credo che l'esperto ufficiale possa fare tanti calcoli e discorsi, ma
nessuno, meglio del musicista e della sua esperienza, puo' dire se una
configurazione va bene o no.
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Marco Marcelli - Genova
marco_m...@libero.it
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Il lavoro e' il rifugio di coloro
che non hanno nulla di meglio da fare
(O.Wilde)
> Ma se un direttore d'orchestra non e', anche se magari solo "per pratica",
> un grande esperto di acustica (e di quella che va bene a lui, beninteso, non
> di altre che non interessano alla Musica), chi altri puo' dirsi esperto?
La risposta può essere un tantino tautologica, ma direi: un esperto di
acustica. E' un mestiere (rao e lautamente retribuito), le cui
competenze non mi risulta si formino al conservatorio.
Certo, pubblico e direttori d'orchestra di fama possono anche credere
che l'acustica si risolva nel porgere orecchio e decidere se il suono
vada bene o male, ma la cosina è un "tantino" più complicata...
> Io credo che l'esperto ufficiale possa fare tanti calcoli e discorsi, ma
> nessuno, meglio del musicista e della sua esperienza, puo' dire se una
> configurazione va bene o no.
Non è così. L'"esperto ufficiale" (che è un signore che ha fatto
pratica, ha studiato acustica, conosce gli strumenti per la misurazione,
ed è anche un musicista) non si limita a fare calcoli e discorsi, ma
crea l'acustica della sala. Non è come scegliere la carta da parati di
un appartamento di periferia - è dare alla sala il senso finale del suo
esistere.
E, considerato come suonano le aule in cui si studia musica, come
suonano le sale in cui si tengono i saggi scolastici, e da che razza di
diffusori gli studenti ascoltano musica in genere, ho il sospetto che i
musicisti siano proprio le persone con l'orecchio meno preparato per
dare pareri sull'acustica degli auditorium.
Ciao,
Paolo
Sinceramente ne dubito parecchio
(specialmente se il confronto e' fra un musicista e un esperto di
acustica): i musicisti ascoltano la musica dall'unica zona del teatro dove
non c'e' pubblico.
Visto che l'esperto di acustica non suggerisce a Muti
come dirigere l'orchestra non si puo' che concludere dicendo: ad ognuno il
suo lavoro.
Ciao
Jenner
----(http://neurotix.com)----
----(jen...@neurotix.com)----
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Inviato via http://usenet.iol.it
> E, considerato come suonano le aule in cui si studia musica, come
> suonano le sale in cui si tengono i saggi scolastici, e da che razza di
> diffusori gli studenti ascoltano musica in genere, ho il sospetto che i
> musicisti siano proprio le persone con l'orecchio meno preparato per
> dare pareri sull'acustica degli auditorium.
Beh, non direi che l' acustica delle aule di Conservatorio o la qualità dei
diffusori siano esempi probanti : non si suona in un' aula per testarne l'
acustica così come non si utilizza uno stereo da poco per testarne le casse.
Come ben saprai, l' orecchio porta ad operare delle scelte inconsce per cui
ci si concentra sulla musica più che sul resto. Piuttosto, è vero che l'
acustica di un Auditorium o di un teatro può essere radicalmente diversa dal
palco o dalla platea, e da quale punto della platea, ma le sensazioni che si
hanno dal palcoscenico sono comunque talmente evidenti da condizionare l'
esecuzione in un senso o in un altro, anche senza volerlo.
Ciao
Moosbrugger
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"La mia famiglia è di umili origini,
papà suonava il contrabbasso..."
Alberto Sordi , "Il Moralista"
Il sistema di fissaggio dei pannelli è molto sofisticato, si tratta di
un brevetto di Peter Rice sviluppato in collaborazione con Renzo Piano e
ormai in uso ovunque da diversi anni. E' curioso vedere come il contesto
per cui questa soluzione tecnica è stata sviluppata è completamente
diverso da quello della sala dell'Arcimboldi, dove si può dire che
centri come i cavoli a merenda. Anzi, da un certo punto di vista è
persino concettualmente sbagliato, si tratta infatti di una cerniera
spaziale il cui centro si trova esattamente nella lastra di vetro
temperato; in questo modo l'elemento è meno vincolato e più libero di
deformarsi senza che nascano pericolose tensioni interne. In un pannello
acustico la deformabilità non è una cosa buona, poichè le deformazioni
impresse dalle onde sonore che mettono in vibrazione il pannello
dissipano l'energia dei bassi; l'effetto di simili pannelli è dunque
quello di mangiarsi i bassi, cosa che non dovrebbe mai accadere. Per
questo motivo i rivestimenti in pannelli di legno sottili andrebbero
accuratamente evitati a favore di elementi più rigidi.
Se la mia valutazione è giusta i famosi pannelli sarebbero stati
vincolati molto efficacemente usando 4 volgarissimi bulloni anzichè il
sofisticatissimo e costosissimo sistema adottato.
Resta comunque un mistero il cedimento, non mi risulta che ci siano mai
stati problemi del genere, ma occorre ricordare che quel sistema era
previsto per un contesto ben diverso.
La morale comunque è sempre la stessa: gli architetti sono delle bestie.
Come si fa una buona acustica? A ragione Muti o il consulente per
l'acustica? Come sempre la verità sta sempre nel mezzo.
Abbasso gli architetti
EF
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