Alessandro Romanelli
http://www.ilmusicante.too.it/
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Secondo voi qual'è l'interpretazione di riferimento dei "Carmina Burana"
> di Orff. Io possiedo due incisioni: Muti e Ozawa....ne conoscete altre
> di migliori?
Ho capito: la prossima settimata pubblico la continuazione delle FAQ...
Ciao
> Secondo voi qual'è l'interpretazione di riferimento dei "Carmina Burana"
> di Orff. Io possiedo due incisioni: Muti e Ozawa....ne conoscete altre
> di migliori?
>
Jochum. E' stata registrata con la supervisione dell'Autore.
Ciao
Roberto
Sottoscrivo. E come me moltissimi (riassumo per brevità... di patria).
Ah,: grandi cantanti (Fischer Diskau, Janowitz, Stolze).
Schillogeno
-----------
L'unico Euro in cui non credo è l'EuroStar.
>>
>>> Secondo voi qual'è l'interpretazione di riferimento dei "Carmina Burana"
>>> di Orff. Io possiedo due incisioni: Muti e Ozawa....ne conoscete altre
>>> di migliori?
>>>
>>
>>Jochum. E' stata registrata con la supervisione dell'Autore.
>
>Sottoscrivo. E come me moltissimi (riassumo per brevità... di patria).
>
Sottoscrivo anch'io... inoltre, in questa registrazione ci sono alcuni
momenti di purissimo ROTFL: quando, ad esempio, in Estuans interius il
grande Fisher-Dieskau pronuncia "ghèro" per "gero"; ma la migliore è
quella di Stoltze, quando in Olim lacus colueram (che già per di se è
abbastanza demenziale) invece di "pulcher" dice "polscèr"; invece di
"cignus", "cìghnus"; invece di "Girat, regirat garcifer", "Ghìrat,
reghìrat gàrzifer".
Comunque è una versione molto bella.
Quando seguivo i corsi di Filologia Romanza, il mio docente affermava
che nel latino classico la *g* aveva solo il suono gutturale, per cui
dicevano ghero, cighnus, ghirat ecc., la pronuncia palatale è
sopravvenuta in epoca altomedievale. Quindi il latino pronunciato dai
tedeschi sarebbe simile a quello pronunciato da Cicerone.
Non sono uno specialista in materia, riporto solo quanto appresi allora.
Certo considerando che i Carmina Burana si riferiscono al Medioevo
la pronuncia gutturale sarebbe cmq poco appropriata.
Ciao
Roberto
Io ce l'ho diretta da Mahler (Fritz)
D.
Eccomi di passaggio in tempo per fare il pedante...
Vero che il suono palatale gi (ma anche ci) non esisteva in latino
classico. Vero però che il latino classico è stato parlato per
pochissimo tempo (già negli ultimi secoli dell'impero i molri errori
sulle epigrafi dimostrano che la pronuncia stava cambiando). Le pronunce
ecclesiatiche nazionali sono molto diverse (ci sono vecchi dischi
inglesi con il latino letto all'inglese, le i lunghe lette ai,
devastante!!), ma oggi se oggi quasi tutti nelle scuole specializzate le
hanno abbandonate a favore della cosiddetta pronuncia restituta o
filologica (quella del latino classico). Questa però non è affatto
uguale a quella tedesca ecclesiastica o scolastica. Per la g siamo
d'accordo, ma la pronuncia tedesca ecclesiastica prevede Zesar per
Caesar, mentre i latini classici dicevano Ka'esar (parrebbe), e ci sono
molte altre differenze.
E inoltre, gli autori dei carmina burana erano perlopiù di ambiente
tedesco, e quindi chissà come pronunciavano il latino dei tedeschi del
medioevo che forse avevano studiato un po' in Italia o in Francia (dove
del resto la pronuncia del latino nazionale è incredibile!!!)...
Ma quello che conta è come il compositore Orff voleva che fossero
pronunciate (Stravinski dà precise anche se un po' strane indicazioni
per il latino dell'Oedipus Rex nella partitura), perché la pronuncia che
LUI aveva in testa fu quella che ne ispirò la musica. E quindi opterei
per la registrazione approvata dall'autore, che sembra seguire la
pronuncia tedesca (e austriaca) ecclesiastica, cosa prevedibile in
Ungheria, paese ovvimante influenzato dalla tradizione culturale
dell'impero austroungarico di cui faceva parte. Così probabilmente Orff
leggeva il latino. Secondo la pronuncia classica (filologica) citata da
Roberto, le parole che hai riportato si dovrebbero leggere (MA SAREBBE
UN ASSURDO ANTISTORICISMO), ghero (e qui siamo a posto), pulkher,
kig-nus (o forse secondo alcuni una cosa simile a kihnnus), ghirat,
reghirat, garkifer...
Del resto il latino è stato lingua della cultura di un intero continente
fino al 1800 (in molte università le lezioni si tenevano ancora in
latino), non dobbiamo noi italiani pretendere di avere il monopolio
della sua pronuncia. Di fatto ci siamo allontanati dalla pronuncia
antica non meno degli altri popoli, ciascuno a suo modo. Ovviamente non
ci devono provare i tedeschi a cantare il requiem di Verdi con la loro
pronuncia, così come non è forse bello pronunciare Orff in un modo che
magari suona familiare a noi ma che lui avrebbe trovato da ROTFL...
Su musiche più antiche forse mi farei meno problemi: barocchi e
anteriori erano abituati a trascrizioni e rifacimenti, e non credo che
Vivaldi si sarebbe formalizzato nel sentire il suo Gloria cantato a
Vienna con pronuncia tedesca. Bach pare non sentì mai in vita la sua
messa in si minore per intero, e probabilmente sarebbe stato onorato di
sentirla cantare anche con la pronuncia italiana, magari guadagnandoci
qualche soldino...
Ciao
-----
Paolo
>
> Eccomi di passaggio in tempo per fare il pedante...
> Vero che il suono palatale gi (ma anche ci) non esisteva in latino
> classico.
(cut)
Grazie per l'interessante intervento.
Ciao
Roberto