Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

DonGiovanni: quale preferite?

636 views
Skip to first unread message

schil...@iol.it

unread,
Dec 30, 1996, 3:00:00 AM12/30/96
to

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni sull'edizione che
preferite. Per conto mio non ho dubbi: Bohm/Fischer
Diskau/Talvela/Nillson/Arroyo/Flagello etc che ritengo eccellente
sotto qualunque punto di vista, eccetto che per il solo ruolo di Don
Ottavio (al fantozziano Schreier avrei di gran lunga preferito il
Rockwell Blake ascoltato con Chailly).

In particolare ritengo che, nei loro ruoli, la Arroyo (Elvira) e le
tre voci maschili principali siano in assoluto inarrivabili, chi per
un motivo chi per un altro.

Cosa ne pensate? Quali alternative suggerite, e perchč?

Schillogeno, Milano


vinicio matteucci

unread,
Dec 31, 1996, 3:00:00 AM12/31/96
to

Del Don Giovanni di Mozart posseggo in CD l'edizione di Bo:hm, quella di
Furtwa:ngler e la registrazione dal vivo del 1970 di Giulini. Ho le
registrazioni dell'edizione in studio di Giulini (con Wa:chter), di
Klemperer, di Muti e l'edizione di Glyndenbourne di Haitink.

Che dire? Sono tutte, per un verso o per l'altro molto belle. Tuttavia la
mia preferenza va all'edizione di Haitink e a quella di Muti. Dell'edizione
di Bo:hm apprezzo moltissimo l'eleganza della direzione ma trovo
Fischer-Dieskau troppo lirico e carente nei passaggi drammatici e nei
recitativi. Talvela e' il miglior Commendatore che abbia mai sentito.
Preferisco di gran lunga l'edizione dal vivo di Giulini (a 7.900 lire!!) a
quella pluri-osannata da studio che trovo troppo enfatica e "scura". Inoltre
nell'edizione dal vivo il cast e' veramente fenomenale:Ghiaurov/DG;
Janovitz/DA; Krauss/DO; Bruscantini/Leporello.

Haitink e' bravissimo a bilanciare i toni drammatici con quelli giocosi.
Curiosamente le due edizioni che preferisco manifestano le opposte
caratteristiche dei due direttori. Muti confeziona l'opera con molta
attenzione e raggiunge una grande visione unitaria disciplinando molto i
cantanti che vengono cosi' "piegati" al suo volere. Analogo risultato
l'ottiene nel Cosi' fan tutte. Haitink invece concede una grande liberta'
agli interpreti e l'eccezionale risultato l'ottiene probabilmente
dall'immedesimazione dei cantanti stessi.

Credo che dovresti sentire queste edizioni e giudicarle da te.

ciao

Vinicio Matteucci
vi...@sirius.pisa.it
Pistoia, Italy


A.Lanciani

unread,
Jan 1, 1997, 3:00:00 AM1/1/97
to

schil...@iol.it wrote:


>Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni sull'edizione che
>preferite. Per conto mio non ho dubbi: Bohm/Fischer
>Diskau/Talvela/Nillson/Arroyo/Flagello etc che ritengo eccellente
>sotto qualunque punto di vista, eccetto che per il solo ruolo di Don
>Ottavio (al fantozziano Schreier avrei di gran lunga preferito il
>Rockwell Blake ascoltato con Chailly).

Potrà sembrare un'opinione strana, ma il mio preferito è il Don
Giovanni di Furtwaengler con Siepi, Dermota, Schwarkopf (EMI
Références).
Mi sembra che sia il Don Giovanni più "noir" di tutti quelli che ho
ascoltato. La situazione tragicomica è beffarda, cattiva; attraverso
Furt diventa un dramma epocale. Poi c'è Siepi ed è, secondo me,
enorme.
Sicuramente non sarà molto filologico, ma è un monumento. Ho sentito
che quella "band" è stata anche ripresa su video, ma non l'ho mai
visto, c'è qualcuno che lo conosce?
Ciao a tutti e Buon anno.


Marco Marcelli

unread,
Jan 1, 1997, 3:00:00 AM1/1/97
to

schil...@iol.it scritto nell'articolo <5a9461$c...@mikasa.iol.it>...


>
> Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni sull'edizione che
> preferite.
>

> Cosa ne pensate? Quali alternative suggerite, e perchč?

Concordo abbastanza sulla versione che indichi, che pero' conosco solo di
fama (per quanto Bohm mi sembri un po' lento nella lettura); le versioni
che conosco sono:

- Bohm con Milnes, Tomowa-Sintow, Schreier, Berry, Mathis (Salisburgo-live,
1977):
buona nell'insieme, con un Don Giovanni (Milnes) troppo sguaiato (ma OK
nella scena finale) e una pronuncia italiana assai critica in
generale;

- Karajan con Ramey, Tomowa-Sintow, Burchuladze, Baltsa, Winbergh, Battle:
ottimo Ramey come Don Giovanni, forse il migliore, e Furlanetto come
Leporello. In generale tutto molto buono, con l'orchestra che non
prevarica mai i cantanti (come invece potremmo attenderci da Karajan).

- Muti, con Shinnell, Ramey, Studer, Vaness, Lopardo, Mentzer. Sbagliata, a
mio avviso, la scelta di Ramey per il ruolo di Leporello (molto piu'
corretto come Don Giovanni, v.Karajan), a buon livello i cantanti (un po'
sguaiata la Studer), orchestra strepitosa (suono perfetto,
interpretazione forse un po' romantica, ma molto pulita).

- Leinsdorf, con Siepi, Nilsson, Price, Corena, Ratti. Splendido Cesare
Siepi come Don Giovanni (raffinato come dev'essere eppur "cattivo"),
stupendo Corena come Leporello (qui il suo gigioneggiare e' perfetto),
incredibile la Nilsson come Donna Anna, nel senso che io la conoscevo
solo come voce wagneriana.

Saluti a tutti.

--
Marco Marcelli - Genova [Italy]

Asher

unread,
Jan 2, 1997, 3:00:00 AM1/2/97
to

On Mon, 30 Dec 1996 19:11:34 GMT, schil...@iol.it wrote:

So che è un'edizione molto particolare. Ma cosa ne pensate di
Harnoncourt-Hampson-Grberova-Alexander-Bonney? A me piace perché mi
sembra molto filologica, anche se poco lirica.

Lorenzo Nencini

unread,
Jan 2, 1997, 3:00:00 AM1/2/97
to

Le edizioni che conosco sono:

EMI: GIULINI -Waechter,Sutherland, Taddei-- edizione osannata dalla critica
ma che ritengo un po' fredda e troppo studiata nel particolare. I cantanti
sono molto bravi certo (anche se Waechter non mi convince la Sciutti non sia
certo una delle mie cantanti preferite e Alva rasenta il ridicolo) ma è
Giulini che non mi convince per niente.

GIULINI-Ghiaurov,Janowitz,Bruscantini- è un'edizione dal vivo, meno conosciuta
della precedente ma a mio avviso molto migliore. I cantanti sono ottimi e il
direttore un po' più vivace.

CBS: MAAZEL-Raimondi, Moser, Van Dam- è il famoso film di Losey che dal punto
di vista registico è stupendo e lo consiglio a tutti (tra l'altro l'hanno
trasmesso più volte alla RAI). Dal punto di vista musicale un po' meno: Maazel
non convince, la Moser e Rigel sono fastidiosi, buono invece Raimondi,
seducente la Te Kanawa (con la sua voce ricca di armonici), e la Berganza è
una Zerlina perfetta, certamente a vedersi non ha proprio il fisico della
contadinella ma vocalmente per me è la migliore in questo ruolo.

SANZOGNO- Petri, Moscucci, Bruscantini- anche questa in video, ma ripresa da
teatro, dal S. Carlo di Napoli. La regia (di Zeffirelli) è elegante e rende
bene l'idea di come fossero le opere a teatro negli anni cinquanta con i loro
fondali dipinti e taluni tipici atteggiamenti caricaturiali dei cantanti. Nel
complesso molto carino.
Dal punto di vista musicale è un'edizione molto vivace e teatrale (come poteva
essere altrimenti), Sanzogno non è un grande Mozartiano e cerca soprattutto di
essere trascinante, i cantanti sono discreti e "all'italiana" con una menzione
per l'Elvira di Ilva Ligabue una cantante oggi dimenticata.

KRABTCHVSKY-Pertusi, Pedaci- sempre in video. è stato trasmesso da Raitre lo
scorso anno in diretta da Venezia dal teatro-tenda costruito in sostituzione
provvisoria della Fenice. Le scene ovviamente sono spoglie (in un tendone non
si poteva pretendere di più) ma i costumi e la regia molto particolari e
interessanti. Questo direttore, che non avevo sentito prima, non dirige
affatto male, non da una vera interpretazione alla musica di Mozart, ma la
lascia fluire da sola, e ciò è splendido.
I cantanti, per quanto piuttosto poco famosi, sono ottimi; ed è un peccato
vedere come spesso la gloria vada a cantanti talvolta discutibili e questi
ottimi giovani non vengano valorizzati.
Ovviamante quando è stato trasmesso questo Don Giovanni ha avuto indici di
ascolto bassissimi. Peccato.

EMI:FURTWAENGLER- Siepi, Grummer, Edelmann- Questa edizione live discografica
ha un suono pessimo, l'interpretazione è grandissima ma tutta in vista di una
tensione drammatica e tragica che secondo me penalizza enormemente certi lati
del Don Giovanni. Comunque Siepi è mitico, la Grummer e la Schwarzkopf
incantevoli e Dermota disegna un Don Ottavio non più solo debole e sottomesso
ma anche "vero"!

DG:BOHM- Fischer-Dieskau, Nilsson, Flagello- non possiedo questa edizione, ma
l'ho ascoltata. è molto lineare e certamente non spiacevole, Bohm come sempre
riesce a trovare un giusto equilibrio, i cantanti in verità non mi
entusiasmano. Dietrich Fischer-Dieskau resta il migliore, sempre molto
elegante e mai banale, Schreier lo trovo pessimo non solo qui ma in Mozart in
generale, la Nilsson (una delle mie cantanti preferite) non mi sembra molto
adatta alla parte e francamente nemmeno la Arroyo, Flagello passa inosservato.

EMI:KLEMPERER- Ghiaurov, Watson, Berry- Klemperer è molto pulito ma a mio
parere un po' lento e in alcuni punti (in verità pochissimi) un attimino
pesante. Riesce comunque ad esaltare un po' tutta l'opera. Ghiaurov è
fenomenale, la Freni come Zerlina molto interessante e gli altri tutti su un
buon livello.

KARAJAN- Ghiaurov, Janowitz, -di questa registrazione live ho solo una
selezione, Karajan e alcuni cantanti sono ottimi (non la Janowitz però), ma è
una registrazione spesso molto disturbata.

DG:KARAJAN- Ramey, Tomowa-Sintow, Furlanetto- anche di questa ho solo una
selezione e meno male! Sono rimasto molto deluso da questa edizione, forse
perchè mi aspettavo qualcosa di eccezionale e invece Karajan mi sembra molto
peggiorato dalla prova precedente, fondamentalmente perchè non interpreta
sentitamente l'opera ma la dirige badando fondamentalmente al bel suono e ad
accompagnare i cantanti, è vero che l'orchestra poi risulta formidabile, ma
secondo me non basta.

MOLINARI-PRADELLI- Petri, Stich-Randall, Bruscantini- il direttore è un po'
fiacco e non molto originale, le voci sono belle in particolare la
Stich-Randall e un'inusuale Gencer come Donna Elvira.

EMI:MUTI- Shimell, Studer, Ramey- quando ho ascoltato questa edizione sono
rimasto folgorato: mi sembrava il massimo possibile! (poi in verità ho
cambiato idea...).
Questo perché Muti riesce a esprimere in modo slendido tutti i momenti
dell'opera, esalta l'allegria e esprime nel contempo la drammaticità; i
recitativi diventano importanti come i pezzi musicati, tutto è in vista del
fine drammaturgico, l'orchestra ha un suono eccellente e Muti riesce a rendere
il lato belcantistico che in Mozart esiste e non va dimenticato. In tale
ottica mi sembra perfetta la scelta di Ramey come Leporello che acquista una
sua importanza vocalmente, la Studer è ottima e elegante sebbene non troppo a
suo agio nelle parti più furenti, la Vaness un po' opaca, Lopardo perfetto
(oddio com'è bella qui la sua aria "Della sua pace"!), e la Mentzer che rende
Zerlina alla sua vocalità di contralto.

EMI: HAITINK- Allen, Vaness, Van Allan- Ecco quella che per me è la migliore
edizione del Don Giovanni in assoluto! L'unica che mi ha fatto sminuire quella
di Muti.
I cantanti non sono poi molto buoni è vero, ma quello che è fantastico è il
direttore. Haitink legge il Don Giovanni senza volerlo inquadrare forzatamente
in nessuna interpretazione, la musica che lui dirige è di una lievità e
armonia unica, tutto è dolce, bellissimo.
Non so veramente come esprimere a parole l'opera di questo direttore,
semplicemente vi do un obbligo: COMPRATELA!!


Naturalmente queste sono solo opinioni e se avete avuto la pazienza di leggere
fino in fondo, metto nuovamente a prova la vostra pazienza proponendovi una
mia versione del Don Giovanni ideale andando contro tutte le norme temporali:

Don Giovanni: Nicolai Ghiaurov
Leporello: Samuel Ramey
Donna Anna: Teresa Stich-Randall
Donna Elvira: Kiri Te Kanawa
Zerlina: Teresa Berganza
Don Ottavio: Frank Lopardo
Masetto: Rolando Panerai
Commendatore: Kurt Moll

Direttore: Bernard Haitink

Ciao a tutti.

Lorenzo Nencini.

Marco Marcelli

unread,
Jan 4, 1997, 3:00:00 AM1/4/97
to


Lorenzo Nencini <Nen...@pop.multinet.it> scritto nell'articolo
<5ahgli$r...@server-b.cs.interbusiness.it>...


> Le edizioni che conosco sono:
>

...tante. Splendido! Un plauso da un "DonGiovannofilo" come me.
Mi permetto timidamente di aggiungere la versione di Erich Leinsdorf con
Siepi, la Nilsson, la Price e Corena. Forse, insieme a quella di Muti, la
migliore sul mercato. Purtroppo l'ho in cassetta, per cui non ricordo la
casa discografica.

Saluti.

Marco Marcelli

unread,
Feb 1, 1997, 3:00:00 AM2/1/97
to


givanni de merulis <deme...@sun.iss.it> scritto nell'articolo
<32f1b41d...@news.caspur.it>...
> Benche' gia' citato, ribadisco che il Don Giovanni di Maazel, colonna
> sonora del film di Losey, e' senz'altro perfetto.

Nella sua globalita', sono abbastanza d'accordo. Le altre versioni hanno
talvolta un interprete che emerge fra gli altri (p.es. il Don Giovanni di
Siepi nell'edizione di Leinsdorf oppure - ora molti mi crocifiggeranno, ma
a me piace - il Leporello di Corena), ma un cast a cosi' alto livello e'
davvero raro. Anche se non ho capito la scelta di un mezzosoprano per
Zerlina, ma se il ms e' la Berganza, beh, allora...

I guai secondo me sono nell'interpretazione di Maazel. Premetto di non
avere i dischi, ma solo la videocassetta del Don Giovanni di Losey (film
stupendo ed insuperabile: da allora, non a caso, film su questo personaggio
non ne sono stati fatti piu'), nella quiale forse abbiamo difetti tecnici
di registrazione, fatto sta che l'orchestra pare appiattita e lontana.
O no?

Saluti

Lorenzo Nencini

unread,
Feb 3, 1997, 3:00:00 AM2/3/97
to

In article <01bc1051$c880a240$0c44b8c2@piccione>, "Marco Marcelli" <marc...@ge.itline.it> wrote:

>> Benche' gia' citato, ribadisco che il Don Giovanni di Maazel, colonna
>> sonora del film di Losey, e' senz'altro perfetto.
>
>Nella sua globalita', sono abbastanza d'accordo. Le altre versioni hanno
>talvolta un interprete che emerge fra gli altri (p.es. il Don Giovanni di
>Siepi nell'edizione di Leinsdorf oppure - ora molti mi crocifiggeranno, ma
>a me piace - il Leporello di Corena), ma un cast a cosi' alto livello e'
>davvero raro. Anche se non ho capito la scelta di un mezzosoprano per
>Zerlina, ma se il ms e' la Berganza, beh, allora...
>
>I guai secondo me sono nell'interpretazione di Maazel. Premetto di non
>avere i dischi, ma solo la videocassetta del Don Giovanni di Losey (film
>stupendo ed insuperabile: da allora, non a caso, film su questo personaggio
>non ne sono stati fatti piu'), nella quiale forse abbiamo difetti tecnici
>di registrazione, fatto sta che l'orchestra pare appiattita e lontana.
>O no?

Non sono d'accordo. Dal punto di vista registico il film è stupendo e
sicuaramente insuperato, però Maazel dirige davvero in modo spento,
effettivamente può essere il nastro, ma non credo visto che tutte le
recensioni lette su questa edizione corrispondono alla mia impressione. Maazel
non la sente proprio quest'opera. Non dico che sia insopportabile, però molto
sbiadito!

Ma come non hai capito la scelta della Berganza? Lei per me è perfetta in ogni
senso in questo ruolo,forse la migliore mai udita!
E poi ultimamente sono stati fatti molti studi sulla vocalità mozartiana ed
hanno scoperto (almeno così dicono) che molti ruoli che nell'ottocento furono
poi affidati ai sopranini cinguettanti erano in verità ruoli di contralto: la
stessa Zerlina, poi Despina nel Così fan tutte, addirittura Susanna nelle
Nozze di Figaro!

La migliore edizione è in assoluto quella di Haitink (naturalmente è solo
un'opinione!)

Lore.

Rodolfo Canaletti

unread,
Feb 5, 1997, 3:00:00 AM2/5/97
to

deme...@sun.iss.it (givanni de merulis) wrote:


>Benche' gia' citato, ribadisco che il Don Giovanni di Maazel, colonna
>sonora del film di Losey, e' senz'altro perfetto.

Non ne conosco la colonna sonora attraverso i dischi. Ho solo la
cassetta. Il Don Giovanni di Losey è certamente uno dei tre film opera
più belli che siano stati girati. Gli altri due sono Il Flauto magico
di Bergman e la Carmen di Rosi.

Io terrei comunque distinti i film opera dalle opere in quanto
spettacoli teatrali. Anche se la musica è la stessa, i cantanti sono
gli stessi, i direttori gli stessi, l'operazione "artistica" è molto
diversa. Nel film regia, direzione della fotografia e montaggio hanno
una parte di estrema importanza, e la trasmissione del messaggio
avviene in misura importante attraverso le immagini.
Scindere le due cose può essere utile per un'analisi, ma come tutte le
analisi, da sola non serve, se non si può poi riportare alla sintesi,
cioè allo spettacolo nella sua globalità, direi meglio, nella sua
identità.

Alcuni critici cinematografici (e credo anche musicali) non sono
d'accordo nel definire il film di Losey un capolavoro: ma tutti
portane le critiche sul fatto cinematografico: in particolare sulla
interpretazione del personaggioo di Don Giovanni (secondo queste
critiche, appunto) troppo tenebroso.

Io sono rimasto affascinato dalle miriadi di trovate cinematografiche,
dalla raffinatezza delle scenografie, dal modo incalzante in cui viene
trattata la vicenda. Per me ripeto, è uno dei pochissimi film opera
che può stare nel panthon dei grandi film.

Rudy

Rodolfo Canaletti
lil...@ns.altrimedia.it

**************************************
"Ce n'est pas etre sage,
D'etre plus sage qu'il ne faut.".

Armide, Acte second
**************************************


giovanni de merulis

unread,
Feb 6, 1997, 3:00:00 AM2/6/97
to


Marco Marcelli <marc...@ge.itline.it> scritto nell'articolo
<01bc1051$c880a240$0c44b8c2@piccione>...


>
> I guai secondo me sono nell'interpretazione di Maazel. Premetto di non
> avere i dischi, ma solo la videocassetta del Don Giovanni di Losey (film
> stupendo ed insuperabile: da allora, non a caso, film su questo
personaggio
> non ne sono stati fatti piu'), nella quiale forse abbiamo difetti tecnici
> di registrazione, fatto sta che l'orchestra pare appiattita e lontana.
> O no?
>

Non e' stato un caso che io non l'abbia citato se non nell'intestazione.
Infatti non considero Maazel altro che un piccolo Kappelmaister, capitato
li' per caso.


Giovanni

giovanni de merulis

unread,
Feb 6, 1997, 3:00:00 AM2/6/97
to


Rodolfo Canaletti <lil...@ns.altrimedia.it> scritto nell'articolo
<5d9uhk$o...@mikasa.iol.it>...

>Il Don Giovanni di Losey è certamente uno dei tre film opera
>più belli che siano stati girati. Gli altri due sono Il Flauto magico
>di Bergman e la Carmen di Rosi.

abbastanza d'accordo


>Io terrei comunque distinti i film opera dalle opere in quanto
>spettacoli teatrali. Anche se la musica è la stessa, i cantanti sono
>gli stessi, i direttori gli stessi, l'operazione "artistica" è molto
>diversa. Nel film regia, direzione della fotografia e montaggio hanno
>una parte di estrema importanza, e la trasmissione del messaggio
>avviene in misura importante attraverso le immagini.

Certamente, non si possono fare errori, se una scena non va bene, si
ripete.
Un mio amico sostiene che la cinematografia ha un non so che di necrofilo
perche' ci si vedono cadaveri che si muovono (gli attori, anche morti, sono
ancora vivi).
Io non so se condividere in pieno questa affermazione, tuttavia resta il
confronto perdente con la messa in scena dal vivo.


>Alcuni critici cinematografici (e credo anche musicali) non sono
>d'accordo nel definire il film di Losey un capolavoro: ma tutti
>portane le critiche sul fatto cinematografico: in particolare sulla
>interpretazione del personaggioo di Don Giovanni (secondo queste
>critiche, appunto) troppo tenebroso.

Sono senz'altro degli invidiosi. Se si riesce a definire tenebroso il Don
Giovanni di Losey allora quello di Karajan (l'ultimo, con l'accoppiata
Ramey-Furlanetto, recentemento riproposto da tele+3) o, peggio ancora
quello di Strehler-Muti della Scala di qualche anno fa che cos'e' un film
dell'orrore?
Il solarissimo Don Giovanni della seduzione seconda quella dopo l'aria
"Batti, batti o bel Masetto... all'inizio del finale primo) o, ancor di
piu' il gaudioso, tronfio, autocompiaciuto seduttore sotto la finestra di
Donn'Elvira, che canta "o....m'uccido) e sotto la maschera ridacchia, tutto
puo' essere definito meno che tetro. Lo stesso, identico discorso vale per
molte altre scene, pensa al "Signorina......" al termine della cavatina di
Donn'Elvira oppure al magnifico, indimenticabile, caldo, violento,
movimentato, affettuoso, intrigante, finale del secondo atto. "Gia' la
festa e' preparata" ed egli, da solo, festeggia. Sa, ma non sembra dare
peso a cio' che l'attende.

Mi spiace, ma proprio non ci vedo niente di tetro in questo Don Giovanni.

>Io sono rimasto affascinato dalle miriadi di trovate cinematografiche,
>dalla raffinatezza delle scenografie, dal modo incalzante in cui viene
>trattata la vicenda.

Io continuo, pur avendo visto e rivisto il film, a non capire lo scopo di
quel personaggio, inesistente nell'opera ed inventato da Losey, che compare
ogni tanto e chiude, con il portone del palazzo, il film e l'opera.

>Per me ripeto, è uno dei pochissimi film opera
>che può stare nel panthon dei grandi film.

a me sono comunque piaciuti anche alcuni film di Ponnelle, in particolare
il "Cosi' fan tutte".

Giovanni>


0 new messages