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...e il tenore fece le corna al pubblico. INCREDIBILE...

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Dyd

unread,
Sep 3, 2002, 6:05:42 PM9/3/02
to
Cari amici,

vi sottopongo un gustosissimo estratto di articoli che parlano di
"Cavalleria Rusticana" portata in scena quest'anno al Taormina Opera
Festival, con la "benedizione" di Stinchelli, il fustigatore dei cantanti...
che stavolta avrebbe fatto bene a fustigare se stesso...

Leggete un pò cosa ha combinato il tenore Franco Bonisolli... io non avevo
mai visto nulla del genere:

- La reazione del tenore Franco Bonisolli contro il maestro e gli spettatori
ha reso turbolento il finale di «Cavalleria rusticana» a Taormina
E "compare Turiddu" fece il gesto delle corna
I buoni momenti dell'opera messi in ombra dallo sgradito comportamento da
avanspettacolo


di Matteo Pappalardo

TAORMINA - Un finale inaspettato (quanto sgradito) ha rovinato, mercoledì
sera, il secondo appuntamento - dopo l'inaugurazione affidata a «Tosca» di
Puccini, con Maria Dragoni e Salvatore Licitra - del Taormina Opera Festival
2002, inserito nel cartellone di «Eventi d'Estate»:

[...] il tenore Franco Bonisolli, impegnato nel ruolo di Turiddu di
«Cavalleria Rusticana» di Mascagni, giunto (con più di un'incertezza,
peraltro) all'ultima aria dell'opera, il famoso addio alla madre ( «Mamma,
quel vino è generoso» ) dopo avere sbagliato l'attacco ( «S'io non
tornassi» ), si è bruscamente fermato inveendo contro il direttore
d'orchestra, Corrado De Sessa ( «È troppo lento! - ha urlato, fuori di sé,
Bonisolli, rivolgendosi verso il pubblico - Mi fanno sbagliare anche
l'aria!» ); non contento, dopo aver ripreso (non senza avere suscitato la
rumorosa disapprovazione dei presenti), ha interrotto ancora una volta
l'opera per via della gola secca ( «per il nervoso» si è giustificato); dopo
aver bevuto, ha portato con non poche difficoltà a termine l'atto unico di
Mascagni (inutile dire che alla celebre battuta, urlata da una
corista/popolana, «Hanno ammazzato compari Turiddu» , si è sentito un
applauso fragoroso come raramente capita di ascoltare...). Ai saluti,
chiamato ad uscire con signorile generosità persino dal malcapitato
direttore d'orchestra, Bonisolli si è spinto ancora oltre, rispondendo ai
fischi del pubblico (legittimamente infastidito dalla «sceneggiata» fuori
programma di cui il tenore si è reso protagonista) con il classico gesto
delle corna (un gesto che si commenta da sé). E il Teatro Antico di Taormina
è diventato, come si può facilmente immaginare, una bolgia. Peccato davvero:
per la gente innanzitutto, che gremiva l'anfiteatro greco-romano taorminese,
ma anche per tutta la compagnia (a cominciare dai coristi e dagli
orchestrali, per finire alle comparse e senza dimenticare gli altri
incolpevoli interpreti) che fino a quel momento aveva fatto con seria
professionalità il proprio dovere. Pur con qualche sbavatura di troppo
(dell'orchestra, soprattutto) e con qualche scelta registica sicuramente
discutibile (opera dell'estroso Enrico Stinchelli, che del Taormina Opera
Festival firma la direzione artistica), il capolavoro di Mascagni -
ambientato nella piazza di un paesino siciliano negli anni Cinquanta, come
preannunciato alla vigilia - stava giungendo a conclusione, avendo regalato
anche momenti (pochi, in verità) di intensa drammaticità, grazie alla
bravura di Bruna Baglioni ( Santuzza ) e Mauro Augustini ( Alfio ), la cui
esperienza si è rivelata assai preziosa nell'anemica economia della
rappresentazione (a cui hanno dato il loro puntuale apporto, è giusto
ricordarlo, anche Agnieszka Sobocinska Bonisolli, nel ruolo di Lola, e Maria
Arghiracopoulos, Mamma Lucia ). E grazie agli interventi sempre efficaci del
coro, sapientemente diretto da Bruno Tirotta. Poi, proprio in dirittura
d'arrivo, lo sgradito siparietto, da avanspettacolo più che da melodramma,
di cui avremmo fatto volentieri a meno. [...]

Taormina / Teatro Antico: tempio della cultura o della "vieta
improvvisazione"?

di Carmelo Duro

TAORMINA - Non si può dire che siano mancate le sorprese alla «prima» di
«Cavalleria rusticana» presso il Teatro Antico di Taormina. E non ci
riferiamo soltanto allo show insospettato e sorprendente del tenore
Bonisolli che, nell'«Addio al mare», prima ha mandato a quel paese -
interrompendo l'opera - il direttore d'orchestra e gli orchestrali perché
«andavano troppo lenti» (e, su questo, anche se c'era stato poco prima il
salto di una battuta da parte sua, aveva perfettamente ragione: sono andati
«troppo lenti» sia per il «Concerto» che per tutta l'opera) e, poi, dopo una
seconda interruzione per aspergersi la gola, ha ritenuto di indicare tutto
il pubblico che aveva fischiato il suo comportamento, con l'inequivocabile
gesto delle dita delle due mani chiuse, tranne l'indice e il mignolo, come
vittima delle corna di chissà chi. No, non ci riferiamo a questo «show» già
trattato ampiamente. Ci riferiamo, invece, alla sorpresa del «libretto»
d'opera. Sopra una bancarella tipo extracomunitario (con tutto il rispetto
dovuto), posta all'ingresso del Teatro, erano ben apparecchiati (come nelle
fiere paesane) e in vendita Compact disc di tenori e soprano e «il» libretto
operistico che avrebbe dovuto contenere i testi di «Tosca», «Cavalleria
rusticana» e «Traviata» (costo: 10 euro). Diciamo «avrebbe dovuto» perché in
realtà, nel «libretto» i testi non erano completi! Quello della
«Cavalleria», per esempio, terminava con l'intermezzo! Però i preposti alla
vendita lo davano per libretto completo. Sono stati in tantissimi coloro che
ci sono cascati (se ne saranno accorti durante l'esecuzione dell'opera!).

PIETRE MILLENARIE A PROVA D'OLTRAGGIO

di Giuseppe Tumino

E così, dopo la Tosca senza regista e senza baritono - bastava poco a
sottolinearlo, ma questo giornale è stato vox in deserto - al festival
lirico della rassegna «Eventi d'estate» di Taormina hanno inventato la
Cavalleria rusticana senza tenore ma con le corna. E il ludibrio, a questo
punto, è nazionale. Che il maestro Franco Bonisolli, nonostante i fregi di
un glorioso passato, fosse ormai da anni fuori dal giro che conta, anzi
proprio fuori da ogni giro, lo sapevano pure le tavole del palcoscenico. Che
la sua riesumazione taorminese fosse una sorta di "benedizione" al debutto
della giovane moglie soprano lo abbiamo appreso ieri ed è un fatto che ci
rende davvero lieti se non commossi. Il perché un pubblico pagante debba
sorbirsi tutto ciò, naturalmente, è altro discorso. Ma anche il maestro
Enrico Stinchelli - tenore comprimario, conduttore radiofonico, regista e
direttore artistico - ci sembra personaggio degno di attenzione. Ascoltarlo
nella "Barcaccia" di Radiotre è un vero piacere: pungente, arguto, salace,
non ci sono Pavarotti che tengano, non risparmia niente e nessuno. A
svolgere le sue funzioni direttoriali taorminesi, però, deve aver mandato un
fratello gemello, parecchio incline all'autoindulgenza. Anche questo ci
rende lieti, se non invidiosi. Il pubblico però è sempre là, e sempre
pagante. Il palcoscenico di tutto ciò è il Teatro Antico di Taormina. Una
storia millenaria resta, comunque, a prova di oltraggio.

(Gli articoli sono tratti dal quotidiano "la Gazzetta Del Sud" )

Daniele Zini

unread,
Sep 4, 2002, 2:07:02 AM9/4/02
to

"Dyd" <unda...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:Wmad9.48821$ub2.8...@news1.tin.it...

> [...] il tenore Franco Bonisolli, impegnato nel ruolo di Turiddu di
> «Cavalleria Rusticana» di Mascagni, giunto (con più di un'incertezza,
> peraltro) all'ultima aria dell'opera, il famoso addio alla madre ( «Mamma,
> quel vino è generoso» ) dopo avere sbagliato l'attacco ( «S'io non
> tornassi» ), si è bruscamente fermato inveendo contro il direttore
> d'orchestra, Corrado De Sessa

Quando si dice braccia rubate all'agricoltura...
Daniele


Marco Daverio

unread,
Sep 4, 2002, 3:38:54 AM9/4/02
to

"Dyd" <unda...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:Wmad9.48821$ub2.8...@news1.tin.it...
> Cari amici,

>
>
> Leggete un pò cosa ha combinato il tenore Franco Bonisolli... io non avevo
> mai visto nulla del genere:

Sinceramente avrei voluto esserci a Tormina ed avrei pagato volentieri il
biglietto per assistere a quello spettacolo. Sarebbe stato molto ma molto
più divertenete delle ultime Cavallerie a cui ho assistito dove ho rimpianto
i soldi del biglietto ed ho sofferto per tutto lo spettacolo (dopo quella
alla Scala negli anni 80 con la Dimitrova e Giacomini non ho più ascoltato
una Cavalleria decente !). Quanto a Bonisolli è un artista istrionico e
liquidarlo in questo modo è sbagliato. Il suo è un modo di fare teatro che
vanta in Italia radici profonde. Negli 30 ci fu tutta una questione portata
avanti dai Futuristi contro un certo modo di andare a teatro dove lo
spettatore faceva il guardone, guardava cioè troppo passivamente quello che
accadeva in scena senza prendervi nessuna parte o posizione. Secondo loro il
vero teatro era per esempio il varietà o la sceneggiata, ove il pubblico
rispondeva e sfogava le proprie sensazioni appludendo, fischiando, cantando
o altro... Perciò l'attore doveva provocare in un certo senso lo spettatore
rompendo gli schemi teatrali classici e la quarta parete del palcoscenico,
quella immaginaria che divide gli attori dal pubblico. L'attore per
eccellenza era Petrolini perchè si divertiva ad interrompere le sue
interpretazioni dialogando col pubblico e provocandolo con battute pungenti.
Bonisolli rappresenta un'ultimo esempio di un certo modo di intendere il
teatro. Volgare nel fraseggio sopra le righe, antimusicale con quegli acuti
aggiunti a iosa, maleducato nell'apostrofare pubblico e colleghi... ma è pur
sempre un uomo di teatro, anzi di un modo di fare teatro oggi non gradito ma
che non dovrebbe essere non capito da chi vuole essere esperto di questo
genere. Basta infatti leggere le cronache di cosa succedeva nei teatri fino
agli anni 30 del 900 per apprendere di tenori che litigavano in scena, che
insultavano il pubblico o che più semplicemente interrompevano l'opera per
farsi portare un piano sul palco ed attaccare una serie di arie preferite.
Con questo non voglio difendere Bonisolli ad oltrtanza ma solo far notare
che quello che ieri passava per norma oggi desta scandalo. Di sicuro meglio
la serietà degli spettacolo moderni però un pò di varietà anche nell'opera
non guasta certo. E poi, diciamo la verità, leggere di queste birichinate
che combina Bonisolli ci fa sorridere. Almeno un pò di sorrisi nella lirica
dove ormai sembra non resta che piangere !
Marco Daverio


Vertigo

unread,
Sep 4, 2002, 4:25:45 AM9/4/02
to

"Dyd" <unda...@tin.it> ha scritto nel messaggio

> vi sottopongo un gustosissimo estratto di articoli che parlano di


> "Cavalleria Rusticana" portata in scena quest'anno al Taormina Opera
> Festival,

> di Matteo Pappalardo


> Peccato davvero:
> per la gente innanzitutto, che gremiva l'anfiteatro greco-romano
taorminese,

ANFITEATRO GRECO-ROMANO???
:-O
Ma che cacchio scrive questo Matteo Pappalardo???
Il teatro di Taormina è un TEATRO: per interderci, l'anfiteatro è il
Colosseo, e veniva destinato per i giochi, non certo per le rappresentazioni
teatrali. Il teatro di Taormina è GRECO. I Romani, che erano dei
commedianti, si sono limitati a modificare il proscenio e altri spazi di
servizio, oltre che arricchire il camminamento estremo della gradinata con
nicchie e statue. Ma l'intera costruzione rispetta pienamente i canoni
compositivi e proporzionali greci.
Oh.
Baciccia


delma

unread,
Sep 4, 2002, 4:34:46 AM9/4/02
to
On Wed, 04 Sep 2002 08:25:45 GMT, "Vertigo" <ver...@baciccio.it>
wrote:

>Il teatro di Taormina è un TEATRO: per interderci, l'anfiteatro è il
>Colosseo, e veniva destinato per i giochi, non certo per le rappresentazioni
>teatrali.

prima che nella destinazione d'uso, la differenza sta proprio
nell'etimo...
anfi-teatro vuol dire "teatro (da theaomai, guardare, se ricordo
bene...) da tutte e due le parti", cioe' non un semicerchio ma un
cerchio completo.

ciao
delma

Vertigo

unread,
Sep 4, 2002, 4:49:11 AM9/4/02
to

"delma" <p.delm...@libero.it> ha scritto nel messaggio

> prima che nella destinazione d'uso, la differenza sta proprio
> nell'etimo...
> anfi-teatro vuol dire "teatro (da theaomai, guardare, se ricordo
> bene...) da tutte e due le parti", cioe' non un semicerchio ma un
> cerchio completo.
>
> ciao
> delma


E se vogliamo dirla tutta, non è un cerchio completo, ma ha una forma
ellittica.
Oggi mi sento pignola.
:-)
Baciccia


Erewhon

unread,
Sep 4, 2002, 5:25:03 AM9/4/02
to

"Vertigo" ha scritto nel messaggio

> Oggi mi sento pignola.

E io ti sbaciotto.

Oh.


Baciccio

Daniele Zini

unread,
Sep 4, 2002, 9:04:47 AM9/4/02
to

"Vertigo" <ver...@baciccio.it> ha scritto nel messaggio
news:dsjd9.149134$n04.3...@twister2.libero.it...
> ANFITEATRO GRECO-ROMANO???
> :-O

Pappalardo ha seguito la scuola radio-elettra via tv. Il problema è che ogni
tanto c'erano interferenze con Eurosport e anzichè seguire una lezione di
architettura ha seguito un incontro di lotta.
Daniele


Giovanni Christen

unread,
Sep 4, 2002, 10:51:26 AM9/4/02
to
In article <Wmad9.48821$ub2.8...@news1.tin.it> Dyd, unda...@tin.it writes:

>Leggete un pò cosa ha combinato il tenore Franco Bonisolli... io non avevo
>mai visto nulla del genere:

Mai?
Io ho visto fare quel gesto ieri sera, da Leo Nucci!
(anche se non al pubblico: l'ha fatto a un collega, dicendogli "in testa che
avete, signor di Ceprano?")

>Bonisolli che, nell'«Addio al mare», prima ha mandato a quel paese -

«Addio al mare» ????

>Quello della
>«Cavalleria», per esempio, terminava con l'intermezzo! Però i preposti alla
>vendita lo davano per libretto completo. Sono stati in tantissimi coloro che
>ci sono cascati (se ne saranno accorti durante l'esecuzione dell'opera!).

Ah, ecco. Tutto si spiega :-))

Giovanni

Giovanni Christen

unread,
Sep 4, 2002, 10:55:43 AM9/4/02
to
In article <10311265...@eva.enter.it> Marco Daverio, dav...@enter.it
writes:

>Sinceramente avrei voluto esserci a Tormina ed avrei pagato volentieri il
>biglietto per assistere a quello spettacolo. Sarebbe stato molto ma molto
>più divertenete delle ultime Cavallerie a cui ho assistito dove ho rimpianto
>i soldi del biglietto ed ho sofferto per tutto lo spettacolo (dopo quella

Dovevano essere davvero orribili per farti sembrare preferibile "quello
spettacolo"!
:-((

>Quanto a Bonisolli è un artista istrionico e
>liquidarlo in questo modo è sbagliato. Il suo è un modo di fare teatro che
>vanta in Italia radici profonde.

Tutte le male erbe vantano radici profonde...

>Basta infatti leggere le cronache di cosa succedeva nei teatri fino
>agli anni 30 del 900 per apprendere di tenori che litigavano in scena, che
>insultavano il pubblico o che più semplicemente interrompevano l'opera per
>farsi portare un piano sul palco ed attaccare una serie di arie preferite.

"Quelle" cronache (ce ne sono anche altre!) non sono più rappresentative dei
tempi di allora di quanto l'Addio al mare di Bonisolli o l'addio alla Scala
della Ricciarelli lo siano della prassi attuale.
E non barare: sai bene che il famoso piano veniva fatto portare sul palco dopo
la fine dell'opera, quando gli orchestrali erano già scappati ma Gigli era in
vena di bis a valanga.

Sono certo che avresti apprezzato il bis concesso ieri sera da Nucci: un "Sì,
vendetta" a sipario chiuso, con in sottofondo le martellate e i boati del
cambio di scena :-))

>Con questo non voglio difendere Bonisolli ad oltrtanza ma solo far notare
>che quello che ieri passava per norma oggi desta scandalo.

Non è mai passato per norma! Ogni tanto succedeva - e ancora succede - ma ha
sempre scatenato le ire del pubbblico.

>E poi, diciamo la verità, leggere di queste birichinate
>che combina Bonisolli ci fa sorridere.

Sicuro - a leggerle. Ma viverle deve essere meno divertente.
Anche se in fondo Bonisolli le ha sempre fatte, e quindi tanto peggio per il
pubblico che paga per vederlo: vuol dire che se l'è cercata.

Giovanni

Mario Buonafede

unread,
Sep 4, 2002, 11:09:06 AM9/4/02
to
"Dyd" <unda...@tin.it> wrote in message news:<Wmad9.48821$ub2.8...@news1.tin.it>...

> - La reazione del tenore Franco Bonisolli contro il maestro e gli spettatori
> ha reso turbolento il finale di «Cavalleria rusticana» a Taormina
> E "compare Turiddu" fece il gesto delle corna

Erano rivolte ad Alfio?
C'era una sottile allusione ai politici italiani (Da Giovanni Leone a
Berlusconi...)?
Comunque, niente rispetto ad una Adriana Lecouvreur rappresentata a
Napoli nel '92.
Una breve cronaca la trovate anche a
http://faculty.ed.umuc.edu/~jmatthew/naples/Opera.html

Più o meno accadde questo: alla prima ci fu una diatriba tra Nunzio
Todisco e Raina Kabaivanska che coinvolse anche le rispettive claques
(intervennero cordoni di polizia e carabinieri a dividere la folla).
Alla fine dell'opera Todisco fu sommerso da una valanga di fischi per
il suo comportamento poco ortodosso in scena; con un gesto chiese ed
ottenne silenzio per parlare al pubblico: "Quanto vi hanno pagato? Vi
siete venduti per una pizza ed un biglietto al San Carlo...".
Poco ci è mancato che non fossero divelte le poltrone in platea,
mentre da dietro le quinte il direttore artistico (il direttore di
palcoscenico era in lacrime) ordinava ad un vigile del fuoco "tiratelo
giù dal palcoscenico!!!". La risposta del milite, impassibile, fu: "E
perché mai? Non sta fumando".
Nel caos, emerse la voce isterica di una donna, forse una parente,
sostenitrice di Todisco, che lo difendeva urlando e sbracciandosi
dalla barcaccia: "Voi non capite niente!!! Nunzio è un artista! Un
grande artista!"
Quando fu consapevole di aver attirato l'attenzione e acquietato il
rumore di fondo, emersero le corna a due mani accompagnate dagli
epiteti "Scurnacchiaaaaate(1)! Bucchinaaaaaaaare!(2)"
Impagabile!

Ciao a tutti,

Mario b.

Note al testo
1. Dicasi di persona tradita e ipocrita che si fa segare le corna
perché non siano visibili in pubblico.
2. Persona dedita alla fellatio.

Donato.Mola

unread,
Sep 4, 2002, 12:09:16 PM9/4/02
to

"Giovanni Christen" <gchr...@bluewin.ch> ha scritto:

> ho visto fare quel gesto ieri sera, da Leo Nucci!
(anche se non al pubblico: l'ha fatto a un collega, dicendogli "in testa che
avete, signor di Ceprano?")

ROFTL!

Donato.Mola

unread,
Sep 4, 2002, 12:10:57 PM9/4/02
to

"Mario Buonafede" <voxne...@hotmail.com> ha scritto:

>"Voi non capite niente!!! Nunzio č un artista! Un


grande artista!"
Quando fu consapevole di aver attirato l'attenzione e acquietato il
rumore di fondo, emersero le corna a due mani accompagnate dagli
epiteti "Scurnacchiaaaaate(1)! Bucchinaaaaaaaare!(2)"
Impagabile!


Doppio roftl!

comunque sia questi aneddoti sono divertentissimi da leggere.

Grazie per i minuti di spensieratezza che mi avete regalato.

P.S. Nucci č un grande!


Marco Marcelli

unread,
Sep 4, 2002, 4:13:01 PM9/4/02
to

"Giovanni Christen" <gchr...@bluewin.ch> ha scritto

> Io ho visto fare quel gesto ieri sera, da Leo Nucci!


> (anche se non al pubblico: l'ha fatto a un collega, dicendogli "in testa
che
> avete, signor di Ceprano?")


Anche Ingvar Wixell, nel video di Ponnelle, lo fa...! :-)


--
============================
Marco Marcelli - Genova (Italy)
marco_m...@libero.it
http://digilander.iol.it/mm55ge
============================


Moosbrugger

unread,
Sep 4, 2002, 4:43:09 PM9/4/02
to

"Marco Marcelli" <marco_NOSP...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hPtd9.1256

> Anche Ingvar Wixell, nel video di Ponnelle, lo fa...! :-)

Io l'ho visto fare a Zancanaro, nello stesso ruolo e nella stessa
situazione. Insomma, non mi pare una trovata così geniale : è quasi indicato
in partitura...
O magari era semplicemente la stessa regia di Ponnelle ripresa da altri ;-)

Ciao

Moos

--
Altro che arte ! E' la velocità che conta oggi, i pugilati, le truffe e poi,
di nuovo, la velocità.
Masticate dunque l' amaro veleno, voi che avete ancora nel petto il ritmo
lento, nodoso e ostile dei congiurati e dei creatori.

Bruno Barilli


JFSebastian

unread,
Sep 4, 2002, 7:11:49 PM9/4/02
to

Giovanni Christen <gchr...@bluewin.ch> wrote in message
news:3d761...@news.bluewin.ch...

> In article <Wmad9.48821$ub2.8...@news1.tin.it> Dyd, unda...@tin.it
writes:
> Mai?
> Io ho visto fare quel gesto ieri sera, da Leo Nucci!
> (anche se non al pubblico: l'ha fatto a un collega, dicendogli "in testa
che
> avete, signor di Ceprano?")

Dove č in scena il Rigoletto?
Grazie.
Saluti,
JFSebastian

il beretta

unread,
Sep 5, 2002, 5:09:06 AM9/5/02
to
Ma che brava la Stinchella. Prima lo loda sperticatamente in trasmissione,
poi lo invita in trasmissione e lo incensa, poi lo fa' cantare da solo,
successivamente con Taddei, si passa ad un Trovatore e la Stinchella si
scioglie per gli acuti del Bonisolli, etc.


All'improvviso fa' le corna e il balocco della Stinchella si rompe.

Eppure rammento come la Stinchella adorasse le intemperanze del Bonisolli:

1) prima di fare Radames all'Arena il Bonisolli andava in Marmolada a petto
nudo,

2) a Vienna aveva la sua bicicletta, vede Domingo ad un tavolino si ferma
spara un re e riparte,

3) irrompe nel camerino della Caballe' e le strappa il cachet (cialdino),

4) interrompe un di quella pira per avere un poco d'acqua,

5) stecca l'allarmi cala il sipario Bonisolli esce e spara un do a cappella.

Tutto raccontato dalla Stinchella.

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Giovanni Christen

unread,
Sep 5, 2002, 4:28:05 PM9/5/02
to
JFSebastian, dan...@yahoo.it writes:
>Dove è in scena il Rigoletto?

A Zurigo.
Dirige Nello Santi, con un soprano che preferisco nei ruoli brillanti (Isabel
Rey) e un bravissimo tenore (Piotr Beczala) che fa bene tutto - da Mozart a
Frank Martin passando per Bellini, Lehar e Wagner: sa inventare la voce giusta
per ogni ruolo. Insomma, una mosca bianca in questi tempi di tenori che
cantano tutto allo stesso modo!
Per tornare a Rigoletto: ottimo lo Sparafucile di Laszlo Polgar, mentre
Maddalena (Carmen Oprisanu) ha fatto annunciare un'indisposizione e infatti ha
cantato con molta prudenza.
Regia di Gilbert Deflo piuttosto insignificante, e addirittura pessima nella
scena alla casa di Rigoletto.

Ciao

Giovanni

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