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toccata e fuga di Bach colpisce l`orecchio del "profano"?

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Jasmine

unread,
Dec 23, 2002, 6:35:50 AM12/23/02
to
La famosa toccata e fuga in re minore per organo di J.S.Bach
colpisce l`orecchio del profano...
in piu` di qualche occasione mi e` infatti capitato di sentire
da gente che non ama la musica classica che invece va matta
per questa composizione, in particolare anche una persona che rifugge
dalla musica classica perche` in essa ravvisa sofferenza ed angoscia
(o per lo meno questa e` l`interpretazione che ne ho fatto io del suo
pensiero) va matto per questa
opera in particolare che pero` e` drammatica!
che strano ...

ciao, Jasmine

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

delma

unread,
Dec 23, 2002, 10:14:42 AM12/23/02
to
On Mon, 23 Dec 2002 11:35:50 GMT, lostinth...@libero.it
(Jasmine) wrote:

>in piu` di qualche occasione mi e` infatti capitato di sentire
>da gente che non ama la musica classica che invece va matta

e' molto semplice, hanno avuto occasione di ascoltarla casualmente in
molte occasioni diverse (tra film, pubblicita' e menate varie), ed
alla decima volta i loro due neuroni riconoscono la sequenza di note
ed accordi come "conosciuta" (al pari di asereje) e dunque la
"apprezzata".

i bineuronici non sono in grado di "voler conoscere" qualcosa di nuovo
o "rimanere affascinati" da modulazioni o ritmi mai sentiti prima, ma
si crogiolano esclusivamente in cio' che, magari involontariamente, e'
noto, tranquillo, privo di sorprese. ovviamente vale per tutti gli
aspetti della loro vita.

ciao
delma


ICSDCS

unread,
Dec 23, 2002, 10:50:15 AM12/23/02
to
On Mon, 23 Dec 2002 15:14:42 GMT, p.delm...@libero.it (delma)
wrote:

>i bineuronici non sono in grado di "voler conoscere" qualcosa di nuovo
>o "rimanere affascinati" da modulazioni o ritmi mai sentiti prima, ma
>si crogiolano esclusivamente in cio' che, magari involontariamente, e'
>noto, tranquillo, privo di sorprese. ovviamente vale per tutti gli
>aspetti della loro vita.

peccato: non capiranno mai la Grande Fuga di Beethoven^^

Ciao,

ICS


Arne Saknussem

unread,
Dec 23, 2002, 10:56:01 AM12/23/02
to
On Mon, 23 Dec 2002 15:14:42 GMT, p.delm...@libero.it (delma) >
>e' molto semplice, hanno avuto occasione di ascoltarla casualmente in
>molte occasioni diverse (tra film, pubblicita' e menate varie), ed
>alla decima volta i loro due neuroni riconoscono la sequenza di note
>ed accordi come "conosciuta" (al pari di asereje) e dunque la
>"apprezzata".
>
>i bineuronici non sono in grado di "voler conoscere" qualcosa di nuovo
>o "rimanere affascinati" da modulazioni o ritmi mai sentiti prima, ma
>si crogiolano esclusivamente in cio' che, magari involontariamente, e'
>noto, tranquillo, privo di sorprese. ovviamente vale per tutti gli
>aspetti della loro vita.

Ma non sarà che la ricordano semplicemente perché è bella?

Saluti

Arne

Renby

unread,
Dec 23, 2002, 11:33:20 AM12/23/02
to
lostinth...@libero.it (Jasmine) wrote :

> in piu` di qualche occasione mi e` infatti capitato di sentire
> da gente che non ama la musica classica che invece va matta
> per questa composizione, in particolare anche una persona che rifugge
> dalla musica classica perche` in essa ravvisa sofferenza ed angoscia

IMHO, francamente penso che la BWV 565 colpisca l'orecchio dei
'profani' soprattutto perchè l'incipit è tra le cose più note e
abusate di tutta la storia della musica. Non parliamo poi dell'uso
rozzo che se ne è fatto nei film dei decenni passati (e infatti sette
'profani' su dieci, in particolar modo i giovanissimi, quando pensano
ad una scena di terrore, immediatamente sbarrano gli occhi e sibilano
il terribile ta-ra-taaaa!!).

Mi chiedo poi quanti 'profani' abbiano ascoltato la composizione
completa, arrivando alla complessa Fuga e oltre - mi informerei
sull'argomento, ma credo che siano davvero pochi.

Spero davvero di non dare un giudizio troppo radicale, ma purtroppo è
questa l'impressione che ho colto spesso chiacchierando (e non solo di
questa composizione) con i cosidetti 'profani': spesso più affascinati
dal contesto in cui viene utilizzata una certa musica che dalla musica
in sè.
Se poi mi sbaglio, sarò lieto di scoprirlo.

(Piccola nota... Che ci sia l'angoscia o no, questa è destinata a
scomparire lasciando il posto al disappunto se provate ad ascoltare
quell'interpretazione di Koopman su Archiv, il quale ha la bella
pensata di mettere un abbellimento sulla seconda nota dell'incipit...
Sarà tecnicamente lecito, ma...).

Renby

daniel (Pennac, ovvio)

unread,
Dec 23, 2002, 12:07:37 PM12/23/02
to
On 23 Dec 2002 08:33:20 -0800, re...@virgilio.it (Renby) wrote:

Cut


>
>IMHO, francamente penso che la BWV 565 colpisca l'orecchio dei
>'profani' soprattutto perchè l'incipit è tra le cose più note e
>abusate di tutta la storia della musica. Non parliamo poi dell'uso
>rozzo che se ne è fatto nei film dei decenni passati (e infatti sette
>'profani' su dieci, in particolar modo i giovanissimi, quando pensano
>ad una scena di terrore, immediatamente sbarrano gli occhi e sibilano
>il terribile ta-ra-taaaa!!).
>
>Mi chiedo poi quanti 'profani' abbiano ascoltato la composizione
>completa, arrivando alla complessa Fuga e oltre - mi informerei
>sull'argomento, ma credo che siano davvero pochi.
>

Ciao,
credo che si possa fare un discorso simile anche per la 5a di
Beethoven, non so quante persone che affermano di conoscerla la
individuerebbero dal secondo movimento, eppure penso che sia
considerato uno dei brani di musica classica più universalmente noti.
Per ciò che concerne i sentimenti di terrore risvegliati dalla BWV
565, penso che molti abbiano avuto il primo approccio con questa
composizione ascoltandola suonata magari da Vincent Price!

Ciao


Emanuele (figlio) e Chiara (mamma)
Dato che è lui Il padrone del computer...


delma

unread,
Dec 23, 2002, 1:31:31 PM12/23/02
to
Arne Saknussem ha scritto:

>
>
> Ma non sarà che la ricordano semplicemente perché è bella?
>

no. non la ricordano perché è bella. la considerano bella perché la
ricordano.

prova a proporgli qualunque brano che tu possa considerare veramente
bello e allo stesso semplice da poter essere apprezzato al primo
ascolto, ma allo stesso tempo non abbia la fama della toccata e fuga,
dell'aria sulla quarta corda, o dell'incipit della 5a di LvB (io potrei
dire, chessò, l'inverno di vivaldi, l'alleluia dell'exsultate jubilate
di WaM, l'incipit dell'italiana di FmB...) ... li lascerà del tutto
indifferenti perché i loro neuroni non riescono a sintonizzarsi su
qualcosa di non conosciuto.

tutto questo IMHO, testato molte, molte, molte volte.... e ovviamente si
tratta di una generalizzazione un po' pesante...

ciao
delma

Claudio

unread,
Dec 23, 2002, 1:54:02 PM12/23/02
to
Arne Saknussem <texBASTAS...@ngi.it>

> Ma non sarà che la ricordano semplicemente perché è bella?

Colpisce l'inizio della Toccata, indubbiamente. E nel suo complesso è
una composizione molto piacevole. E "facile".
Troppo.
In effetti è stato ormai accertato che non è opera di Johann
Sebastian.

Ciao!
cap

Jasmine

unread,
Dec 23, 2002, 2:57:13 PM12/23/02
to
On Mon, 23 Dec 2002 15:14:42 GMT, p.delm...@libero.it (delma)
wrote:


>i bineuronici non sono in grado di "voler conoscere" qualcosa di nuovo
>o "rimanere affascinati" da modulazioni o ritmi mai sentiti prima, ma
>si crogiolano esclusivamente in cio' che, magari involontariamente, e'
>noto, tranquillo, privo di sorprese. ovviamente vale per tutti gli
>aspetti della loro vita.

sarebbe interessate, a tal proposito, vedere come reagisce chi non ha
mai sentito la toccata e fuga, solo che trovamelo/a tu chi non l'ha
mai sentita...penso sia quasi impossibile nei paesi occidentali.

ciao, Jasmine

--
<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*
For the sea calles Kali long before he was born
throught the cold winter nights the sweet summer moon
<<*<<*<<*<<*<<*Martin Donnelly*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*<<*

Jasmine

unread,
Dec 23, 2002, 3:02:03 PM12/23/02
to
On 23 Dec 2002 08:33:20 -0800, re...@virgilio.it (Renby) wrote:


>Non parliamo poi dell'uso
>rozzo che se ne è fatto nei film dei decenni passati (e infatti sette
>'profani' su dieci, in particolar modo i giovanissimi, quando pensano
>ad una scena di terrore, immediatamente sbarrano gli occhi e sibilano
>il terribile ta-ra-taaaa!!).

anche questo è vero... non avevo pensato all'associazione
horror-toccata, forse perchè di film dell'orrore ne ho visti veramente
pochi (si contano sulle dita di una mano)

>Spero davvero di non dare un giudizio troppo radicale, ma purtroppo è
>questa l'impressione che ho colto spesso chiacchierando (e non solo di
>questa composizione) con i cosidetti 'profani': spesso più affascinati
>dal contesto in cui viene utilizzata una certa musica che dalla musica
>in sè.
>Se poi mi sbaglio, sarò lieto di scoprirlo.

La musica, almeno in me, provoca spesso se sono rilassata e posso
permettermi di immaginare, una intensa attività immaginativa (dal
punto di vista visivo)che queste persone che hanno bisogno già di
immagini preconfezionate
per aprezzare la musica che ad essa viene associata siano carenti in
immaginazione di tipo visiva?

pp7dd

unread,
Dec 23, 2002, 6:17:37 PM12/23/02
to
re...@virgilio.it (Renby) wrote in message news:<bc08717a.02122...@posting.google.com>...
> lostinth...@libero.it (Jasmine) wrote :

> IMHO, francamente penso che la BWV 565 colpisca l'orecchio dei
> 'profani' soprattutto perchè l'incipit è tra le cose più note e
> abusate di tutta la storia della musica. Non parliamo poi dell'uso
> rozzo che se ne è fatto nei film dei decenni passati (e infatti sette
> 'profani' su dieci, in particolar modo i giovanissimi, quando pensano
> ad una scena di terrore, immediatamente sbarrano gli occhi e sibilano
> il terribile ta-ra-taaaa!!).
>
> Mi chiedo poi quanti 'profani' abbiano ascoltato la composizione
> completa, arrivando alla complessa Fuga e oltre - mi informerei
> sull'argomento, ma credo che siano davvero pochi.
>
> Spero davvero di non dare un giudizio troppo radicale, ma purtroppo è
> questa l'impressione che ho colto

Condivido e questo conferma che ciò che si conosce si apprezza, non ci
sono scappattoie.

Ho scoperto che chi apprezza la musica irlandese ama un disco con le
danze virtusistiche del '300 (cominciamento di Gioia) dell'Ensemble
Unicorn Naxos, sembra che i Carmina Burana possano veramente fare
breccia su chi ama il folk.

Ritengo che per portare i profani alla classica di fargli ascoltare le
colonne sonore degli spot, facendogli anche ascoltare il resto.
Così presteranno più facilmente attenzione "se mi piace tanto quel
pezzetto deve essere bello anche il resto" oppure "ma guarda non
sapevo che è classica, che prosegue..."
Ecco una lista che ricordo:
Marcia turca di Mozart, Badinere della suite n2 Bach (la soneria del
cel), Carmen di Bizet, Gazzaladra Rossini con lavazza, Così parlò
Zarathustra Telefunken, Beethoven e la Vecchia Romagna e Enel, Romeo e
Giulietta Montecchi Prokofiev Egoiste, la 9 di Beethoven inno europeo,
va pensiero sull'ali dorate Verdi secondo inno nazionale, la primavera
di Vivaldi in qualche acqua minerale, concerti per mandolino e
orchestra di Vivaldi Volvo, Ave Maria di Schubert Natale, Concerti di
Corelli Natale, Tutta Fantasia di Walt Disney, le sonate per piano di
Beethoven usate per i Puffi, il clavicembalo per Lady Oscar, rapsodia
ungherese n2 di Liszt, il valzer trisch trasch Strauss Autogrill,
Ouverture Nozze di Figaro Mozart in un qualche programma televisivo,
L'allegro del Cardellino di Vivaldi, nell'antro della montagna Per
gynt Grieg...... e RONDò veneziano l'autentica via di mezzo fra
leggera e classica.
Pa O.O
V

VivAldo

unread,
Dec 23, 2002, 6:24:07 PM12/23/02
to

pp7dd <pp...@yahoo.it> wrote in message
551962c2.02122...@posting.google.com...

>
> Ho scoperto che chi apprezza la musica irlandese ama un disco con le
> danze virtusistiche del '300 (cominciamento di Gioia) dell'Ensemble
> Unicorn Naxos, sembra che i Carmina Burana possano veramente fare
> breccia su chi ama il folk.

Nulla di strano: in un certo senso quel disco, "cominciamento di Gioia", può
essere benissimo essere considerato come musica folk, anche se del Trecento.

Ciao,
Aldo.


Moosbrugger

unread,
Dec 23, 2002, 7:11:46 PM12/23/02
to

"Claudio" <claudio....@email.it> ha scritto nel messaggio
news:26c08073.02122...@posting.google.com...

> In effetti è stato ormai accertato che non è opera di Johann
> Sebastian.


Questa onestamente mi mancava. Siccome ho paura che tu sia terribilmente
attendibile, potresti spiegare ?

Ciao e grazie

Moosbrugger

--
Altro che arte ! E' la velocità che conta oggi, i pugilati, le truffe e poi,
di nuovo, la velocità.
Masticate dunque l' amaro veleno, voi che avete ancora nel petto il ritmo
lento, nodoso e ostile dei congiurati e dei creatori.

Bruno Barilli

leonardo polato

unread,
Dec 23, 2002, 7:07:41 PM12/23/02
to
Personalmente, mi
ha sempre colpito il fatto che
i due brani più conosciuti in assoluto
di musica classica (la Toccata e la Quinta
di L. v. B.)n hanno in comune l'incisività ritmica
(ma non solo ritmica) degli incipit.
credo che a questo sia dovuta gran parte della loro
fama: diventano subito riconoscibili e memorizzabili
anche dopo pochi ascolti. Si scolpiscono quasi immediatamente nella memoria
e inzi così fatti
suscitano curiosità su ciò che deve seguire.

--
leonardo polato

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Claudio

unread,
Dec 24, 2002, 4:14:58 AM12/24/02
to
"Moosbrugger" <mo...@farlocmail.it> wrote in message news

> > In effetti è stato ormai accertato che non è opera di Johann
> > Sebastian.
>
> Questa onestamente mi mancava. Siccome ho paura che tu sia terribilmente
> attendibile, potresti spiegare ?

"Terribilmente"? :)

Ricordo che della questione si parlava già all'inizio degli anni '80:
"la composizione organistica nota come Toccata e fuga in re minore, n.
565 del Bach-Werke-Verzeichnis di Wolfgang Schmieder, è opera di
Johann Sebastian Bach?" si chiedevano Peter Williams (BWV 565: A
toccata in D minor for organ by J.S.Bach?, in "Early Music" 1981) e
David Humphreys (The D minor Toccata BWV 565, ibid. 1982).
La discussione è tuttora viva, ma è ormai evidente che nelle prossime
edizioni del catalogo bachiano dovremo andare a cercare il numero 565
fra le opere spurie.

Riassumendo:
- Il più antico manoscritto noto della Toccata e fuga è una copia
eseguita da Johann Ringk (1717-1778), allievo di un allievo di Bach.
Studiando il documento, Williams è giunto a questa conclusione: non si
tratta di un'opera originale, bensì della trascrizione di un brano
originalmente concepito per violino solo.
- Humphreys ha attribuito il brano a Johann Peter Kellner (1705-1772),
allievo di Bach intorno al 1729 e maestro di Ringk.
- Bernhard Billeter ritiene invece che si tratti di un adattamento di
un brano clavicembalistico (Bachs Toccata und Fuge d-moll für Orgel
BWV 565 - ein Cembalowerk?).
- Nel 1995 Rolf Dietrich Claus ha pubblicato uno studio (Zur Echtheit
von Toccata und Fuge d-moll BWV 565, Köln, Verlag Dohr) nel quale
sostiene che la composizione, di probabile origine violinistica, non
può essere un'opera giovanile di Bach, come si era sempre pensato; e
giunge alla conclusione che debba essere attribuita a un compositore
della generazione dei figli di Bach. Nella 2a edizione ampliata (1999)
Claus risponde punto per punto a coloro che hanno criticato e
confutato le sue tesi.
- Nel 2000 Stephan Emele presenta una dissertazione dedicata a Kellner
(Ein Beispiel der mitteldeutschen Orgelkunst des 18. Jahrhunderts:
Johann Peter Kellner), considerato quale probabile autore della
Toccata e fuga in re minore. L'analisi stilistica è dettagliata e
abbastanza convincente (vedi: http://www.johann-peter-kellner.de).

Che cosa aggiungere a tante dotte considerazioni?
Per quanto mi riguarda, sono d'accordo: BVW 565 non è di J.S. Bach.
Senza entrare in dettagli tecnici, storici, filologici, dirò che
chiunque abbia un po' di dimestichezza con le composizioni
organistiche del Kantor di Lipsia se ne potrà facilmente render conto:
la magniloquenza fine a sé stessa, la semplicità dell'armonia,
l'inconsistenza del contrappunto sono rivelatrici.
Il vero Bach è altrove.

Ciao!
cap

Arne Saknussem

unread,
Dec 24, 2002, 4:17:23 AM12/24/02
to
On Mon, 23 Dec 2002 19:31:31 +0100, delma <p.delm...@libero.it>
wrote:

>no. non la ricordano perché è bella. la considerano bella perché la
>ricordano.
>
>prova a proporgli qualunque brano che tu possa considerare veramente
>bello e allo stesso semplice da poter essere apprezzato al primo
>ascolto, ma allo stesso tempo non abbia la fama della toccata e fuga,
>dell'aria sulla quarta corda, o dell'incipit della 5a di LvB (io potrei
>dire, chessò, l'inverno di vivaldi, l'alleluia dell'exsultate jubilate
>di WaM, l'incipit dell'italiana di FmB...) ... li lascerà del tutto
>indifferenti perché i loro neuroni non riescono a sintonizzarsi su
>qualcosa di non conosciuto.
>
>tutto questo IMHO, testato molte, molte, molte volte.... e ovviamente si
>tratta di una generalizzazione un po' pesante...
>
>ciao
>delma

Hai certamente ragione; ma io ribadisco che la ricordano anche perché
è bella. E siccome è bella è stata presentata dai grandi mezzi di
comunicazione (televisione, cinema etc.) un'infinità di volte e quindi
viene facilmente ricordata. Ma se non fosse stata bella non sarebbe
mai stata presentata dai mezzi di comunicazione. E allora non sarebbe
stata ricordata. Uffa! E così via! E' un circolo vizioso, insomma.
Siccome è bella, viene ricordata. Siccome viene spesso ricordata,
allora è bella etc. etc.

Saluti

Arne

Peltio

unread,
Dec 24, 2002, 7:46:59 AM12/24/02
to
"Arne Saknussem" ha scritto

>Hai certamente ragione; ma io ribadisco che la ricordano anche perché

>č bella.

aserejé ja deje
dejebe tu dejebe
deseri iowa a mavy
an de bugui an de güidibidi
a sereje ja deje
dejebe tu dejebe
deseri iowa a mavy
an de bugui an de güidibidi

saluti e auguri,
un Peltio criptico che non ha voluto esumare Jovanotti
ma spero di essermi capito : )


delma

unread,
Dec 24, 2002, 9:18:34 AM12/24/02
to
Peltio ha scritto:

>
>>Hai certamente ragione; ma io ribadisco che la ricordano anche perché

>>è bella.
>
>
> aserejé ja deje

mi sembra che tu mi dia ragione...

ciao
delma

Renby

unread,
Dec 24, 2002, 10:01:03 AM12/24/02
to
delma <p.delm...@libero.it> wrote:

> no. non la ricordano perché è bella. la considerano bella perché la
> ricordano.
>

Diciamo pure che moltissima gente ha conosciuto questi brani grazie al
Cinema e alla Televisione (se poi sia stato un bene o no, questo è un
altro discorso).

È chiaro però che, in questi contesti, la musica non può essere il
soggetto assoluto, come invece capita quando si va ad un concerto o si
ascolta un CD ad occhi chiusi; piuttosto, ha una funzione
complementare e di dipendenza tanto dall'immagine quanto dal messaggio
che il regista - in quel preciso contesto - voleva dare allo
spettatore.

Nobile e bella per quanto sia, la musica che 'crea' una scena di un
film o di uno spot pubblicitario (pensate all'incipit di Zarathustra
in 2001 o l'Adagietto dalla Quinta in Morte a Venezia), rimane
indissolubilmente legata a quella precisa scena nella mente del
'profano' - una persona che, molto probabilmente, non ha mai ascoltato
quel brano prima di allora.

Credo allora che l'associazione sia così forte, che per i cosidetti
profani quella musica finisce per essere 'nobilitata' dal contesto in
cui l'hanno scoperta, e non viceversa, come invece potrebbe accadere a
dei veri appassionati di classica.

Noi quella musica la mangiamo a pranzo e a cena, ed è musica che ha
per noi un valore astratto, 'assoluto' - cosa che per molti altri,
forse, non potrà mai essere del tutto possibile.

Ciao a tutti e Buon Natale.

Demba

unread,
Dec 24, 2002, 10:06:34 AM12/24/02
to
Il 24 Dic 2002, 10:14, claudio....@email.it (Claudio) ha scritto:

> la magniloquenza fine a sé stessa, la semplicità dell'armonia,
> l'inconsistenza del contrappunto sono rivelatrici.
> Il vero Bach è altrove.
>
> Ciao!
> cap

Hai detto molto bene ; forse anche pletorica.

Tuttavia sta bene così ; perentoria e facile.

Saluti
Demba

Edoardo Carminati

unread,
Dec 24, 2002, 12:22:37 PM12/24/02
to

"leonardo polato" <l.po...@galactica.it> ha scritto nel messaggio
news:3e07a...@corp.newsgroups.com...
--cut--

> anche dopo pochi ascolti. Si scolpiscono quasi immediatamente nella
memoria
> e inzi così fatti
> suscitano curiosità su ciò che deve seguire.

Purtroppo storia insegna che invece riconoscono l'incipit, dicono che bello.
Punto. Nessuno è interessato a proseguire l'ascolto.
Ho per esempio un amico pianista( 5° anno di conservatorio ) cui ho passato
i brandeburghesi, mi ha detto "belli.....senti però quel cd qua che
bello...." e ha messo su l'ultimo di Lenny Kravitz.....no comment.


--
Edoardo Carminati
===================================
Il mondo si divide in 10 categorie di persone:
chi capisce il binario e chi no
===================================


Jasmine

unread,
Dec 24, 2002, 1:03:02 PM12/24/02
to
On Tue, 24 Dec 2002 13:46:59 +0100, "Peltio" <pel...@twilight.zone>
wrote:

>ma spero di essermi capito : )

esserTI?

.:o)

ciao, Jasmine

--
Buon Natale

Jasmine

unread,
Dec 24, 2002, 1:04:45 PM12/24/02
to
On Tue, 24 Dec 2002 15:18:34 +0100, delma <p.delm...@libero.it>
wrote:

>mi sembra che tu mi dia ragione...

uhm... chissà

http://www.maialino.it/musica/testo_asereje.htm

criptico davvero :o)

ciao, Jasmine

..
Buon Natale

Peltio

unread,
Dec 24, 2002, 4:27:02 PM12/24/02
to
"Jasmine" ha scritto

>>ma spero di essermi capito : )
>
>esserTI?

Sě. Mi dovrei avere capito?
Non credo, mi pare che č erore.
Mi sono capito, ora?

saluti,
Peltio
: ]


Peltio

unread,
Dec 24, 2002, 4:34:22 PM12/24/02
to
"delma" ha scritto

>> aserejé ja deje
>
>mi sembra che tu mi dia ragione...

Sì. Secondo me se un passaggio appena appena orecchiabile viene ripetuto con
la debita insistenza lo si può far canticchiare (e quindi ricordare) a
chiunque : ). Senza che debba essere necessariamente bello.

Per la musica pop mi pare funzioni così : ). Paghi le radio e gli altri
media per far trasmettere il più possibile un pezzo con
-sforzo creativo praticamente nullo
-fantasia meno che zero
-originalità sotto i tacchi
-tecnica importata con il copia e incolla
e vedrai che se non arriva in cima alla classifica entra di sicuro nella top
40. Non saprei spiegarmi altrimenti il successo di certe canzonette : ).

Nel caso della musica classica il discorso cambia un poco per via della più
alta barriera di entrata: se per la pop basta una sedicenne con un bel
didietro e una voce accettabile e un ritornello magari riciclato, per
arrivare a un pezzo di musica classica ci vuole qualcosina di più. Aggiungi
il fatto che di solito alla 'massa' (della quale come profano io faccio
parte) arrivano solo i 'grandi', per cui non è facile trovare un pezzo che
non sia 'bello' di suo, e ne ottieni che è vero che la musica che si ricorda
è sì bella (per forza! passano i giganti), ma la si ricorda perchè viene
ripetuta abbastanza a lungo da essere scolpita nella memoria.

Scommetto che sono molti i profani a conoscere, e a fischiettare, la
'Danza di Anitra' dal Peer Gynt di Grieg (oddio spero di non
sbagliarmi), ma quanto sanno che non si tratta dello sforzo di un
pubblicitario di una fabbrica di biscotti? [1]
E quanti se la sarebbero ricordata se l'avessero ascoltata solo all'interno
dell'opera?

Può essere che ci sia un meccanismo di gratificazione che fa sembrare bello
ciò che ci si ricorda e pertanto si riesce ad anticipare. Quasi come se
fosse un'opera propria. Pertanto si tende a ritenere meno belli quei pezzi
che frustrano il nostro tentativo di canticchiarli con variazioni che un
profano non è in grado di prevedere o addirittura riprodurre se non con la
guida dell'artista.

saluti,
Peltio
che tutto questo è ovviamente IMHO

[1] Non so voi, ma per me è bruttissimo sentire un pezzo e scoprire che il
primo ricordo associato ad esso è quello di un prodotto publicizzato in TV :
(
Ci vorrebbero le pubblicità solo per adulti (musicalmente parlando).


leonardo polato

unread,
Dec 26, 2002, 5:19:04 PM12/26/02
to
Secondo me il problema non
č stabilire per quale via uno si gusti
un'opera d'arte (io posso apprezzare
Puccini perchč mi lega e certi ricordi personali,
magari mi piace quella musica perchč l'ascoltavano
a casa mia quand'ero piccolo, ecc.).
Non credo esista il modo perfetto per
apprezzare una musica.
Per cui, non ci trovo niente di male se uno
associa lo Zarathustra a 2001 (per me,
la prima volta che vidi il film, fu un'emozione..; e
sarebbe, comunque, da stabilire come mai un'associazione
del genere abbia colto cosě tanto
nel segno)
l'importante č non considerare questa come
l'unica via.


ciao
--
leonardo

Moosbrugger

unread,
Dec 27, 2002, 5:21:50 PM12/27/02
to

"Claudio" <claudio....@email.it> ha scritto nel messaggio
news:26c08073.02122...@posting.google.com...

> "Terribilmente"? :)


Probabilmente avevo in mente chissà perchè qualcosa come "terrific", con
accezione ovviamente elogiativa ;-)


> Ricordo che della questione si parlava già all'inizio degli anni '80:
> "la composizione organistica nota come Toccata e fuga in re minore, n.
> 565 del Bach-Werke-Verzeichnis di Wolfgang Schmieder, è opera di
> Johann Sebastian Bach?" si chiedevano Peter Williams (BWV 565: A
> toccata in D minor for organ by J.S.Bach?, in "Early Music" 1981) e
> David Humphreys (The D minor Toccata BWV 565, ibid. 1982).
> La discussione è tuttora viva, ma è ormai evidente che nelle prossime
> edizioni del catalogo bachiano dovremo andare a cercare il numero 565
> fra le opere spurie.

[cut]

Grazie per la risposta, per me leggermente sconvolgente. Pare che le
motivazioni a favore dell' attribuzione spuria siano dunque fondate...

Ciao

Moos

Tuco

unread,
Dec 29, 2002, 3:19:48 PM12/29/02
to
"Peltio" <pel...@twilight.zone> ha scritto nel messaggio
news:au9l2l$mrl$1...@lacerta.tiscalinet.it...

> aserejé ja deje
> dejebe tu dejebe
> deseri iowa a mavy
> an de bugui an de güidibidi
> a sereje ja deje
> dejebe tu dejebe
> deseri iowa a mavy
> an de bugui an de güidibidi

Scusami ma...č il testo originale?


Tuco

unread,
Dec 29, 2002, 3:19:52 PM12/29/02
to
"pp7dd" <pp...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:551962c2.02122...@posting.google.com...
[...]

> Ecco una lista che ricordo:
> Marcia turca di Mozart, Badinere della suite n2 Bach (la soneria del
> cel), Carmen di Bizet, Gazzaladra Rossini con lavazza, Così parlò
> Zarathustra Telefunken, Beethoven e la Vecchia Romagna e Enel, Romeo e
> Giulietta Montecchi Prokofiev Egoiste, la 9 di Beethoven inno europeo,
> va pensiero sull'ali dorate Verdi secondo inno nazionale, la primavera
> di Vivaldi in qualche acqua minerale, concerti per mandolino e
> orchestra di Vivaldi Volvo, Ave Maria di Schubert Natale, Concerti di
> Corelli Natale, Tutta Fantasia di Walt Disney, le sonate per piano di
> Beethoven usate per i Puffi, il clavicembalo per Lady Oscar, rapsodia
> ungherese n2 di Liszt, il valzer trisch trasch Strauss Autogrill,
> Ouverture Nozze di Figaro Mozart in un qualche programma televisivo,
> L'allegro del Cardellino di Vivaldi, nell'antro della montagna Per
> gynt Grieg...... e RONDò veneziano l'autentica via di mezzo fra
> leggera e classica.

Hai (comprensibilmente) dimenticato la serenata di Dvorak che accompagna la
pubblicità di "un diamante è per sempre" qualche anno fa.


Jasmine

unread,
Dec 29, 2002, 3:25:52 PM12/29/02
to
On Sun, 29 Dec 2002 20:19:48 GMT, "Tuco" <tucoR...@libero.it> wrote:


>> aserejé ja deje
>> dejebe tu dejebe
>> deseri iowa a mavy
>> an de bugui an de güidibidi
>> a sereje ja deje
>> dejebe tu dejebe
>> deseri iowa a mavy
>> an de bugui an de güidibidi

>Scusami ma...č il testo originale?


http://www.maialino.it/musica/testo_asereje.htm

ciao, Jasmine
--
Dedico la vita allo studio per migliorare la sicurezza
di tutti a capire, in sintonia con la natura quali
sono i limiti dell'uomo per conoscerli e per superarli
<<*>>*<<*>>*<<*Patrick de Gayardon*>>*<<*>>*<<*>>


Renby

unread,
Dec 30, 2002, 4:56:58 AM12/30/02
to
"leonardo polato" <l.po...@galactica.it> wrote:

> Per cui, non ci trovo niente di male se uno
> associa lo Zarathustra a 2001 (per me,
> la prima volta che vidi il film, fu un'emozione..; e
> sarebbe, comunque, da stabilire come mai un'associazione

> del genere abbia colto così tanto
> nel segno)
> l'importante è non considerare questa come
> l'unica via.
>

In verità questo è fuori discussione... Non si parlava, mi pare, della
'liceità' dei mezzi usati per avvicinarsi alla musica (ogni mezzo è
buono, se funziona), quanto dell'effetto a lungo termine che questi
mezzi hanno sui famosi 'profani'.

Rimanendo in zona Kubrik, anch'io posso dire di aver conosciuto Ligeti
ascoltando il suo Requiem in 2001: ma per me (amante, come penso voi
tutti su questo NG, della musica 'in sè'), quella colonna sonora è
stato un semplice richiamo, uno spunto, un suggerimento da parte di un
caro amico. Ha cioè immediatamente perso il carattere di
'associazione', e questo mi ha permesso di esplorare in maniera del
tutto autonoma uno dei più interessanti compositori del panorama
contemporaneo (IHMO).

Ma quante volte queste 'associazioni' stimolano effettivamente i
'profani' ad una ricerca più approfondita? Per mia esperienza,
pochissime. L'incipit di Zarathustra lo conoscono tutti, ma se
proviamo a far ascoltare il resto del poema sinfonico, possiamo
scommettere che 9 'profani' su 10 cominceranno a sbadigliare dopo i
primi cinque minuti...

Per fare qualche esempio ancora più banale... Che dire del
l'onnipresente 'Nessun dorma'? davvero bello, certo: ma quante persone
hanno comprato tutta la Turandot, che è una meraviglia in sé? E la
Marcia Trionfale dall'Aida? quanti 'profani' sono effettivamente
interessati ad ascoltare tutta l'Opera da cima a fondo? E ancora, non
mi pare che la Seconda Suite di Bach abbia registrato un'impennata di
vendite da quando un paio di battute sono diventate una suoneria per
cellulari...

Francamente, credo che tutti questi frammenti musicali, strappati
violentemente dai loro contesti, assemblati alla meglio, normalizzati
per le masse, mixati ed omogeneizzati, siano i figli onorati della
nostra cultura da fast-food, del mordi-ascolta-e-fuggi: in un certo
senso hanno il loro giusto posto, forse diventano piccole 'icone' di
un'epoca: ma da quel posto rischiano fatalmente di non staccarsi mai
più.

Ciao ed auguroni,

Renby

. k l A u s .

unread,
Dec 30, 2002, 9:11:01 AM12/30/02
to
On 30 Dec 2002 01:56:58 -0800, re...@virgilio.it (Renby) wrote:

>Francamente, credo che tutti questi frammenti musicali, strappati
>violentemente dai loro contesti, assemblati alla meglio, normalizzati
>per le masse, mixati ed omogeneizzati, siano i figli onorati della
>nostra cultura da fast-food, del mordi-ascolta-e-fuggi: in un certo
>senso hanno il loro giusto posto, forse diventano piccole 'icone' di
>un'epoca: ma da quel posto rischiano fatalmente di non staccarsi mai
>più.

concordo praticamente in tutto

ps
con questa nota non voglio sminuire il senso di quello che hai scritto, ma andrò
ad ascoltarmi di nuovo il prosieguo di Così parlò Zarathustra, perché devo dire
che non mi è mai sembrato all'altezza dell'incipit.

_________________________________

. a l l E g r i !

Claudio Chiani
_________________________________

Io ho la pazienza di un'ostrica !

Pat Garret
dal film CHISUM
? chi sum ?
_________________________________

Peltio

unread,
Dec 30, 2002, 9:46:38 AM12/30/02
to
"Tuco" ha scritto

>Scusami ma...č il testo originale?

E' una delle 'traslitterazioni' del testo che ho trovato in Internet. anche
a me pareva differente (ad esempio ricordo un buididipě) ma il succo mi pare
sia lo stesso : )

saluti,
Peltio
--
Buon Anno


Renby

unread,
Dec 31, 2002, 10:51:35 AM12/31/02
to
clk...@libero.it (. k l A u s .) wrote in message news:<3e1143ef...@powernews.libero.it>...

> ...... ma andrò

> ad ascoltarmi di nuovo il prosieguo di Così parlò Zarathustra, perché devo dire
> che non mi è mai sembrato all'altezza dell'incipit.

Trovi? Se non è già stato sfruttato, questo potrebbe essere un
bell'argomento di discussione sul NG: quali composizioni si sgonfiano
subito dopo uno splendido incipit?

Seriamente, IMHO mi sembra uno dei poemi migliori di Strauss: al pari
di Morte e trasfigurazione, direi.

Rovesciando la prospettiva, secondo me è proprio quel bendetto incipit
ad essere molto poco straussiano... Francamente, dove si trova
qualcosa del genere in tutta la sua produzione sinfonica? Strauss quel
tema lo citerà appena appena nostalgicamente in Vita d'eroe: ma così
com'è, quella vera e propria 'trovata' teatrale (che Kubrik ha saputo
sfruttare in maniera più che geniale), resterà proprio senza eguali.

Dalla scomoda prospettiva dell'incipit, il resto di Zarathustra può
anche apparire deludente (cosa che mi è capitata al primo ascolto, lo
ammetto).
Ma se si ama Strauss, merita un ascolto più che rispettoso, secondo
me, soprattutto se si presta attenzione al modo intelligente e ironico
con cui il famoso tema iniziale viene sviluppato successivamente (per
esempio dal violino solista).

Fammi sapere...

Ciao e buon anno a tutti!

Renby

pp7dd

unread,
Dec 31, 2002, 10:58:37 AM12/31/02
to
Che ne pensate di questi pareri?
Di organisti ne conosco quasi nessuno e questi sono quelli che ho.

Ho un dg galleria di Walcha (quello con la solita toccata e fuga), che
mi piace molto, tende a soffermarsi sugli accordi finali rendendoli un
po' lunghi e "roboanti"

Walcha è più vivace di Richter (per quel che ricordo in un disco in
vinile).

Anche Otto Winter (probabile fantasma di Spanij che ora incide per la
Bis
come clavicembalista) dei supermercati mi sembra tecnicamente
notevole.
Ha un andamento molto scattante in molti brani, che generalmente sono
interpretati con vivacità, tende a fare gli accordi finali più brevi
trasformandoli in "pause".

Per la stessa toccata e fuga Arturo Sacchetti Arts, io lo sconsiglio
per
(presumo) il pesimo organo o registrazione, il suono di alcuni
registri nasconde quello di altri, scarsa varietà nell'uso dei
registri, ed esecuzione molto più calma degli altri tre
citati. Pa o.o

Tempo fa parlavano tanto di Alessio Corti...... e Fabio Bonizzoni
(Stradivarius) ha inciso qualcosa di Bach? Ed eventualmente com'è?

. k l A u s .

unread,
Jan 7, 2003, 4:48:47 PM1/7/03
to
On 31 Dec 2002 07:51:35 -0800, re...@virgilio.it (Renby) wrote:

>Rovesciando la prospettiva, secondo me è proprio quel bendetto incipit
>ad essere molto poco straussiano... Francamente, dove si trova
>qualcosa del genere in tutta la sua produzione sinfonica? Strauss quel
>tema lo citerà appena appena nostalgicamente in Vita d'eroe: ma così
>com'è, quella vera e propria 'trovata' teatrale (che Kubrik ha saputo
>sfruttare in maniera più che geniale), resterà proprio senza eguali.

Ho riascoltato l'unica versione che ne ho, un vecchio LP della EMI diretto da
Lorin Maazel. Devo dire che il mio giudizio era un po' esagerato, effettivamente
vi sono episodi molto interessanti e bella musica lungo tutto il pezzo, mi
urtano leggermente alcuni passaggi che citano il valzer viennese, mi sembrano
fuori luogo, ma sono comunque di breve durata, rispetto al resto che mi pare
comunque coinvolgente, forse un po' troppo dolce - mi aspetterei qualcosa di
meno edulcorato, ma essendovi Maazel alla direzione immagino che sia come
chiedere l'impossibile. Forse il mio giudizio iniziale andrebbe ridimensionato
anche per una maturazione che credo sia avvenuta nel mio modo di ascoltare,
riesco a percepire disegni e strutture che alcuni anni fa mi avrebbero
attraversato in trasparenza. Rimane comunque un forte sbilanciamento tra impatto
emotivo dell'incipit e resto della composizione.
Ora andrò a riascoltare Vita d'Eroe, credo che Richard meriti una rilettura
globale da parte mia.

_________________________________

. a l l E g r i !

Claudio Chiani
_________________________________
La musica, sotto qualsivoglia suono
o struttura si presenti, non è altro
che rumore senza significato finché
non raggiunge una mente capace a riceverla.

Hindemith

Renby

unread,
Jan 8, 2003, 3:13:23 AM1/8/03
to

Mi fa piacere che tu abbia almeno in parte riconsiderato il tuo giudizio
iniziale: secondo me, il fatto di non averla riascoltata per un bel po' è
proprio il segno dell'inopinata fama che gode il famoso l'incipit...
I valzer viennesi, poi, compaiono ogni tanto in Strauss che li cita con
molta ironia (verso il suo omonimo?)...

Io sono un vercchio Karajanista, e quindi ti consiglierei di ascoltare lo
Zarathustra di Karajan su DG, serie Originals (ce n'è pure un'altra su DG
a prezzo pieno, ma forse è meglio la prima): di Maazel ho solo la
'Sinfonia Domestica', e non sono proprio sicuro che sia il migliore
interprete per Strauss.

In linea generale, però, direi che "Vita 'd'eroe" non vale gli altri poemi
sinfonici, anche se ha dei passaggi veramente interessanti (p.e. gli
"avversari dell'eroe" rappresentati come uccelli schiamazzanti o il
violino solista che fa il verso alla moglie isterica).

Ciao e buon ascolto.

Renato.

--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Luigi Alberti

unread,
Jan 8, 2003, 9:13:20 AM1/8/03
to

Renby wrote:

>
> >
>
>
> a prezzo pieno, ma forse č meglio la prima): di Maazel ho solo la


> 'Sinfonia Domestica', e non sono proprio sicuro che sia il migliore
> interprete per Strauss.
>

> cut...


>
> Ciao e buon ascolto.
>
> Renato.
>
> --

Maazel ha delle buone incisioni straussiane
uno splendido Don Giovanni e Till con la
Cliveland ,ma e ' scostante ,.
le ultime incisioni con la Bayern sono
vuote e inutilmente dimostrative.
Chi e' costante ed eccellente in questo repertorio e' Kempe.
Saluti
Luigi


Tito Ceccherini

unread,
Jan 25, 2003, 4:43:58 AM1/25/03
to
On 24 Dec 2002 01:14:58 -0800, claudio....@email.it (Claudio)
wrote:

>Per quanto mi riguarda, sono d'accordo: BVW 565 non è di J.S. Bach.
>Senza entrare in dettagli tecnici, storici, filologici, dirò che
>chiunque abbia un po' di dimestichezza con le composizioni
>organistiche del Kantor di Lipsia se ne potrà facilmente render conto:
>la magniloquenza fine a sé stessa, la semplicità dell'armonia,
>l'inconsistenza del contrappunto sono rivelatrici.
>Il vero Bach è altrove.

l'ho sempre pensato anche io, e quando ho cominciato ad essere
informato della controversia in corso mi e' sembrato di trovare
spiegazione a molti dubbi...

T

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