Io lo pronuncio come e' scritto, ma sento che alla radio continuano a
chiamarlo Arvo Pert.
Benedetto Zaccaria
E noi ti abbiamo già risposto
Kermainen
>E noi ti abbiamo già risposto
Allora chiedo scusa, ma sul mio browser ( free Agent ) non e' apparsa
ne' la mia domanda ne', ovviamente, le risposte.
Benedetto Zaccaria
Caro Zac
Non mi starei tanto a preoccupare di identificare una pronuncia
"estone" . Si scrive Arvo Pärt, con la dieresi sopra la a. Questo può
voler dire che la "A" nasconde due vocali che come tali dovrebbero
assumere un suono strano, forse di A allungata, come avviene anche in
tedesco con l'Umlaut
Comunque l' importante è non fidarsi mai nè della radio nè della TV.
Dicono spesso "Massachassets" invece di Massachussets, perchè son
convinti si parlare meglio l'inglese loro degli anglosassoni. Dicono
anche "Niuorlìans" invece di Neworleans come è chiamata sul posto la
città dai suoi abitanti e dalle locali radio (reperibili anche su
Internet) e via dicendo.
Fregatene e se ti piace la musica di questo compositore, ascoltalo e
allunga un pochino il suono della A :-)))
ciao
GP
Non importa dai, ma curiosamente ho visto il tuoi post
quattro (?) volte!!! Non dar retta a Giampaolo Lomi, nel
suo post ha cannato metà delle cose. La ä di Pärt é una
e molto aperta (una "e" decisamente più arretrata), quel
suono intermedio tra a ed e che si scrive ä anche in
tedesco.
Roberto
> Il Sun, 07 Dec 2008 02:06:06 +0100, Giampaolo Lomi ha scritto:
> > anche "Niuorlìans" invece di Neworleans come è chiamata sul posto la
> > città dai suoi abitanti e dalle locali radio (reperibili anche su
> > Internet) e via dicendo.
> dai locali io ho sempre sentito "Niu(u)orlins"
Pare che sia una questione spinosa
cmq la ponuncia la puoi leggere qui
http://en.wikipedia.org/wiki/New_Orleans
e ci scherzano sopra qui
http://www.kissmygumbo.com/2007/09/28/new-orleans-pronunciation-dilemma/
Quasi tutto quel che riguardi la pronunzia dell'inglese, é spinoso
una lingua parlata non solo in *almeno* 6000 varianti principali (tra
cui il british, con il sottogruppo del cockney; american - con
enormi differenze tra boston/new york, florida, centro, west coast,
etc; canadian; australian - da non confondere con quello
neozelandese; indian; e quella peculiare specie del singapore english
- aspettiamo ora piccanti aneddoti di Lomi sulla vita notturna di
Singapore), ma che, per il fatto di non avere regole applicabili più
che al 10% dei casi, possiede sovente più pronunzie valide per ogni
parola (ad esempio: either si può pronunciare ˈʌɪðə, ma anche ˈiːðə).
Non parliamo quindi dei toponimi...
La seguente poesia
http://www.nkjo.net.pl/6317/the_chaos.pdf
é nota per creare difficoltà anche a persone di lingua madre. Per
non parlare dei singoli fonemi... pensiamo alla "v" inglese: si
sgamano subito gli italiani, che pronunciano una v sonora, e i
tedeschi, che tendono troppo verso la "f" - una discreta
approssimazione é la "v" olandese, che però, se imparata da adulto,
ha l'effetto collaterale di farti spellare l'interno del labbro
inferiore...
buona colazione a tutti
Kermainen Murokeksi
>Il Sun, 07 Dec 2008 02:06:06 +0100, Giampaolo Lomi ha scritto:
>
>
>> anche "Niuorlìans" invece di Neworleans come è chiamata sul posto la
>> città dai suoi abitanti e dalle locali radio (reperibili anche su
>> Internet) e via dicendo.
>
>
>dai locali io ho sempre sentito "Niu(u)orlins"
>
>P.
Hai sentito male. Se per locali intendi gli abitanti di quella città è
come dico io. Se per locali ,cioè anglofoni, intendi anche gli indiani
e gli abitanti di Guam allora la cosa può anche cambiare. A New
Orleans ho vissuto un anno e mezzo per due film. Ho frequentato i veri
"locali" e ascoltato le vere radio e TV locali, cosa che puoi fare
anche tu su internet per avere la conferma di quanto dico.
GP
>On Dec 7, 9:30 am, Hans Rott <.> wrote:
>
>> Il Sun, 07 Dec 2008 02:06:06 +0100, Giampaolo Lomi ha scritto:
>> > anche "Niuorlìans" invece di Neworleans come è chiamata sul posto la
>> > città dai suoi abitanti e dalle locali radio (reperibili anche su
>> > Internet) e via dicendo.
>> dai locali io ho sempre sentito "Niu(u)orlins"
Perchè invece di perdervi in infinite cazzate ricavate dalla cultura
wikipedico- internettiana non vi andate ad ascoltare questo canale
locale di New Orleans. Ci vuole un po' di pazienza, ma ogni tanto
qualcuno dice che sta trasmettendo il canale: La media è di almeno una
volta ogni 10 minuti, trattandosi di un meteo channel con pubblicità.
Online Live TV Channel: WDSU, broadcasting from USA (loc. ID-MA).
Local TV from: New Orleans (Louisiana)
Potrete ascoltare con le vostre super "orecchiette" causiriche
all'italiana come si pronuncia il nome della "Nouvelle Orleans" fin
quando Napoleone decise di venderla agli americani.
buon ascolto
GP
P.S. Noterete che neppure dicono New (niu) come del resto fanno anche
a New York, ma la parola contratta che suona "nuorleans"
sì, anch'io ho sempre sentito come dici
oh, come ricordava Antenore, le pronuncie sono le più disparate, in inglese.
Alla CNN l'altra sera hanno pronunciato la parola "issues" in due modi
diversi (ovviamente due persone diverse)
E sicuramente entrambe di madre lingua. E non necessariamente
una british e una american. Ci vuole un bel po' di Chutzpah per
mettersi ad imparare l'inglese per benino...
buona colazione
Kermainen Murokeksi
Hai ragione.
Mi riferivo in particolare all' uso della parola da parte creoli.
P.
Esistono due pronunzie di "new".
Quella classica é njuː ma in america hanno cominciato da tempo
a virare verso il nuː (cominciando dal sud) - fenomeno questo che
sta prendendo piede anche in inghilterra. Il fenomeno si chiama
yod-dropping (dalla lettera ebraica Yod, perché ovviamente anche
questo deterioramento della lingua di albione é colpa del solito
complotto pippo-pluto-giudeo-paperino-massonico che annovera
il venditore di vestiti di seconda mano Shapiro e la Fouetteur trai
i suoi principali esponenti).
E ho sentito dire nu: jɔːk almeno tanto spesso quanto nju: jɔːk .
Kermainen Murokeksi
Be', a questo punto la citazione è obbligatoria:
http://www.youtube.com/watch?v=J2oEmPP5dTM
:-)
Ciao.
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>
>Esistono due pronunzie di "new".
>
>Quella classica é nju? ma in america hanno cominciato da tempo
>a virare verso il nu? (cominciando dal sud) - fenomeno questo che
>sta prendendo piede anche in inghilterra. Il fenomeno si chiama
>yod-dropping (dalla lettera ebraica Yod, perché ovviamente anche
>questo deterioramento della lingua di albione é colpa del solito
>complotto pippo-pluto-giudeo-paperino-massonico che annovera
>il venditore di vestiti di seconda mano Shapiro e la Fouetteur trai
>i suoi principali esponenti).
>
>E ho sentito dire nu: j??k almeno tanto spesso quanto nju: j??k .
>
>
> Kermainen Murokeksi
>
Che meraviglia e che...pienezza di dettagli ! Sei una benedizione del
cielo un esempio della completa e totale perfezione dell'essere. Fossi
Dio sarei orgoglioso di te :-))
GP
>Se permetti ti consiglierei di andarti ad ascoltare qualcosa.
>Ad esempio il cofanetto di Martin Scorsese 'The blues'.
>Poi le registrazione Alan Lomax di Morton nel 38 e precisamente 'Original
>Jelly Roll Blues - concluded' ciarca all' 1:53 dove canta 'nuuorlins,
>nuuorlins ecc.'.
>Ma forse e' vero, ora e' proprio cambiato tutto (ma non credo).
>
>P.
Il linguaggio del jazz non fa testo sulla pronuncia del nome della
città. Io sono cittadino onorario di New Orleans dal 1969 e
"nuorleans" si dice almeno fin da quel periodo. Prima non lo so. Tu da
quando la pronunci in modi diversi? E quando ci sei stato l'ultima
volta magari al "Preservation Hall" per ascoltare i jazz?
http://www.facebook.com/album.php?aid=65448&l=4ba3b&id=693777620
Consiglio : Ascoltati la radio di quella città, sempre che tu ne sia
capace, su internet
GP
>
>Be', a questo punto la citazione è obbligatoria:
>http://www.youtube.com/watch?v=J2oEmPP5dTM
>
>:-)
>
>Ciao.
>
>--------------------------------
>Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Giustissimo, ma le varianti di pronuncia nella musica popolare
specialmente non fanno testo sulle regole o le tradizioni
linguistiche, quelle che si usano per esempio nei telegiornali o nei
discorsi ufficiali.
Ci sono ragioni di metrica che permettono certe licenze poetiche,
senza per altro alterare le regole del linguaggio parlato. Vedi i
libretti delle opere e l'adattamento fonetico al canto delle parole
che fuori opera sarebbero pronunciate in altro modo.
Cao:-))
GP
Spiritosone. E' che ultimamente sto avendo un enorme successo
nello sviluppo di nuove tecniche per perdere tempo. Ad esempio,
mi sto leggendo pure testi di linguistica. Mi diverto un mondo, ma
non mi serve a nulla. E ovviamente, grazie ad un altro mio passatempo,
le ricerche sulle associazioni segrete, ho scoperto il complotto
capeggiato da Shapiro e dalla Fouetteur.
buona colazione
Kermainen Murokeksi
> e dalla Fouetteur.
Quello e' roba vecchia.
Ormai la ragazza e' sputtanata da tutti i servizi del mondo.
Benedetto Zaccaria
> buona colazione
>
> Kermainen Murokeksi
Anche a te ! Sei simpatico e allora anche buon pranzo e buona cena
:-))
GP
>Il Mon, 8 Dec 2008 00:57:05 -0800 (PST), Kermainen Murokeksi
Non lo sapevo...eppure non è un problema di età perchè pure tu sei
centenario....e allora ????
GP
:-)))))))))))
bellissima
devo dire che io nel dubbio io uso sempre sia la pronuncia che la grafia
britannica.
(perché anche la grafia cambia)
Anche negli USA
La accettano come una snobberia, ma almeno sei sicuro di essere
linguisticamente "corretto"
Poi è abitudine
Ho sempre detto "aither" e "naither" e mai "ither" o "nither"
Ho imparato così, e così me lo tengo
(ma a volte è dura. Mall in USA si pronuncia come scritto, ma il Mall a
Londra si pronuncia come la parola "male". Da sapere se vuoi prendere il
taxi....santa pace che complicazione)
>E sicuramente entrambe di madre lingua. E non necessariamente
>una british e una american.
esatto
anche se gli americani tendono a pronunciare "ishus" e gli inglesi "isus".
Ma non è detto
Quei due erano entrambi americani
>Ci vuole un bel po' di Chutzpah per
>mettersi ad imparare l'inglese per benino...
nu, mi ricorda la barzelletta dell'ebreo per strada a NY
"sorry, do you spik yiddish?"
"no"
a un altro:
"sorry, do you spik yiddish?"
"no"
e via andare
Alla fine:
"sorry, do you spik yiddish?"
"Yes!"
"Nu, vot taim iz it, pliz?"
questa è solo una copertura
non sai quello che combino *veramente*
>Quella classica é nju? ma in america hanno cominciato da tempo
>a virare verso il nu? (cominciando dal sud) - fenomeno questo che
>sta prendendo piede anche in inghilterra. Il fenomeno si chiama
>yod-dropping (dalla lettera ebraica Yod, perché ovviamente anche
>questo deterioramento della lingua di albione é colpa del solito
>complotto pippo-pluto-giudeo-paperino-massonico che annovera
>il venditore di vestiti di seconda mano Shapiro e la Fouetteur trai
>i suoi principali esponenti).
Nu, (!) vos zogst du dertsu ?
:)
Lasciami indovinare, questo viene dallo Shtetl di nome Chelm?
Kermainen
:-) ovvio
buona colazione!
PS questa la conoci?
Abie and Moishe had a religious goods store on Delancey Street on the Lower
East Side of NYC. The neighbourhood was changing. The Jews were moving to
Westchester or Long Island and the Puerto Ricans were moving in.
"Abie, ve haff to move to Westchester," said Moishe.
"Ve can't. Diss neighborhood iz our life. Ve've been here for toity-tree
years. Maybe ve can start stockink Ketolic articles too."
"Vat? Ketolic articles? Bistu in gantzen meshuggeh?
Ve're Jews. NO Ketolic articles!!!"
Well, a month passed and they sold nothing but two talliseisim, three
mezzuzahs and one set of tefillin. Now was the time to fish or cut bait.
Moishe agreed that they had to stock Catholic articles, so he said to Abie,
"OK, call dat Ketolic supply house on Park Avenue."
Abie: "Hello, Ketolic supply house on Park Avenue? Diss is Abie and
Moishe's on Delancey Street. I vant 200 daily missals, 100 autographed
pictures of the Pope, 200 of dose beads, vat you call em, Rosaries?, and a
gross of crucifixes.... and I need dos things here tomorrow."
"OK, Sir. I got your order. Let me read it back. 200 daily missals, 100
autographed pictures of the Pope, 200 sets of Rosaries and 144 crucifixes.
So, tell me, however, dese crucifixes. You vant dem mit or mitout de
Jesuses?.... and tomorrow we don't deliver... it's Shabbos"
Perche' mai i jazzisti dovrebbero avere un linguaggio speciale
per pronunciare New Orleans?
> Io sono cittadino onorario di New Orleans dal 1969 e
> "nuorleans" si dice almeno fin da quel periodo. Prima non lo so.
Allora ascolta come la pronuncia il suo cittadino (non onorario)
piu' illustre, che ci ha vissuto per oltre vent'anni dalla nascita:
http://it.youtube.com/watch?v=-enGfpIyPno
Poi, piu' che altro per il piacere delle orecchie di molti del NG,
ascolta anche la pronuncia della grande Billie, che non mi pare
molto diversa, anche se e' di Baltimora, e non so se a N.O. ci
abbia mai messo piede:
http://it.youtube.com/watch?v=ROEWiNsb754
Anche se e' probabile che qualche abitante di discendenza
francese sia rimasto affezionato alla pronuncia mixfrancofona
da te riportata, mi pare che il resto del mondo non possa che
prendere atto che la pronuncia da usare sia qualcosa che
assomigli a "n(i)uorlins", dove l'abilita' consiste nel far
sentire quel pizzico di "i" ma senza esagerare. ;-)
Ciao.
Placebo987
>non sai quello che combino *veramente*
Lasciamelo immaginare....
>
>
Benedetto Zaccaria
Si, é un classico ;) (per giunta me la ha raccontata la mia mamele)
Kermainen Murokeksi
>"Giampaolo Lomi" <gialo...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
>news:qgnoj4tigbt921mr8...@4ax.com...
>>
>> Il linguaggio del jazz non fa testo sulla pronuncia del nome della
>> città.
Forse non lo sai, ma i più grandi jazzisti erano9 quasi tutti di
origine italiana. Leggiti la storia del jazz. Anche se pare
incredibile. Non che questo cambi il valore di quelli di origine
africana, anzi. Però aiuta a capire come si sia formato quel tipo di
linguaggio aderente a quel tipo di musica extemporanea.
Poi, perchè invece di farti prendere la mano da tante...raffinatezze
non ascolti sul sito della TV di cui ti ho offerto il link oppure su
qualunque altro sito di TV o radio che trasmetta da quella città ? E'
così facile con Internet. Non c'è solo Wikipedia a crear cultura . Con
un po' di pazienza aspetti il break della pubblicità per ascoltare
l'annunciatore che ripete il numero della frequenza, il nome città e
quello dello stato, come si usa fare in America ! E' tanto
semplice...o no?? Hai forse timore della realtà ?
E' sicuro che tu a N.O. non hai messo piede, altrimenti te ne saresti
accorto. La teoria ...italiana è una cosa e la realtà americana
un'altra. ( meno male ) !
GP
ah beh, è acuta la mamele
buona merenda>
Beh, ci sono ben TRE pronunzie corrette di "mall" in lingua inglese...
iIciamo che in questo caso é difficile beccarne una comunque
sbagliata.
enjoy your breakfast
Kermainen Murokeksi
La storia é un pochino più complessa.
Mia mamma la ha sentita da una amica che ha un esercizietto
nel vecchio ghetto, a Venezia.
Torna a casa tutta garrula e mi racconta qualcosa di indecifrabile.
Allora io vado a cercare in rete qualcosa che assomigli a quella
storiella, e trovo quella barzelletta.
Io ho riso comunque, però. Mai contrariare la mamele.
buona colazione
Kermainen Murokeksi
> Forse non lo sai, ma i più grandi jazzisti erano9 quasi tutti di
> origine italiana. Leggiti la storia del jazz.
Ecco, sai perchè intervengo ? Perchè tu continui ad accusare il tuo
prossimo di ignoranza e lanci inviti ad informarsi quando l'ignoranza
abissale continui a mostrarla tu parlando di cose che non sai. Adesso ti
faccio i nomi di una dozzina di giganti del jazz: Louis Armstrong, Duke
Ellington, Count Basie, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Benny Goodman,
Fats Waller, Oscar Peterson, Charlie Mingus, John Coltrane, Miles Davis.
Me ne dici uno di origine italiana ?
>Io ho riso comunque, però. Mai contrariare la mamele.
:-)))))))))))))))
Per i compositori russi:
http://www.classicalmusic.spb.ru/ruvoclassic/composers/
(nell’elenco alfabetico cliccare sul nome, poi nella pagina del
singolo compositore cliccare sul file audio e si sentirà la
pronuncia).
Buon divertimento e saluti
Josef K.
On 6 Dic, 19:36, Benedetto Zaccaria <xxx...@xxxx.com> wrote:
> Come si pronuncia esattamente il nome di Arvo Part ?
>
> Io lo pronuncio come e' scritto, ma sento che alla radio continuano a
> chiamarlo Arvo Pert.
>
> Benedetto Zaccaria
Josef K.
On 8 Dic, 18:50, Giampaolo Lomi <gialo3TO...@fastwebnet.it> wrote:
> Il Mon, 8 Dec 2008 16:32:07 +0100, "placebo987"
> <placebo...@fastwebnet.it> ha scritto:
>
> >"Giampaolo Lomi" <gialo3TO...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
> >news:qgnoj4tigbt921mr8...@4ax.com...
>
Non è colpa delle tue letture. Il jazz è stato ed è pieno di ottimi
musicisti di origine italiana (nonché irlandese e soprattutto ebraica
dell'Est europa), ma fra i "grandi" acclarati il solo che mi venga in
mente è Lennie Tristano.
Ho letto, ho letto...
Hai ragione, Louis Armstrong e' nato a Gorgonzola ed e' stato
portato a New Orleans ancora in fasce. Poi l'hanno lasciato
un po' al sole e si e' abbronzato piu' di Obama.
Duke Ellington all'anagrafe fa Edoardo Duca di Savoia.
Il soprannome Bird che hanno affibiato a Charlie Parker
significa "Born (in) Italy 'round Domodossola".
Viva l'Italia!
Ciao.
Placebo987
Non so se è abbastanza "grande", ma io ci metterei anche Joe Pass
(Joseph Passalacqua)
>> ma fra i "grandi" acclarati il solo che mi venga in
>> mente è Lennie Tristano.
>
> Non so se è abbastanza "grande", ma io ci metterei anche Joe Pass
> (Joseph Passalacqua)
Oh, be', Jimmy Giuffre lo era di più.
http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Giuffre
C'era un Nick LaRocca, originario di Salaparuta, che si definiva
"creatore e Cristoforo Colombo della musica jazz"...
http://en.wikipedia.org/wiki/Nick_LaRocca
Certo pensare di fare della black music un'invenzione dei paisà è
quantomeno singolare.
--
Allà kaì eàn hemeîs è ággelos ex ouranoû euaggelízetai [humîn] par'hò
eueggelisámetha humîn, anáthema esto. Hos proeirékamen, kaì árti pálin
légo, eí tis humâs euaggelízetai par'hò parelábete, anáthema esto.
(Gal.1,8-9)
> Oh, be', Jimmy Giuffre lo era di più.
> http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Giuffre
Ammetto di conoscere poco Giuffre.
> C'era un Nick LaRocca, originario di Salaparuta, che si definiva
> "creatore e Cristoforo Colombo della musica jazz"...
> http://en.wikipedia.org/wiki/Nick_LaRocca
Beh, un italiano fra i primi jazzmen bene o male c'era, dunque :-)
> Certo pensare di fare della black music un'invenzione dei paisà è
> quantomeno singolare.
P.d'a.
>Giampaolo Lomi ha scritto:
>
>> Forse non lo sai, ma i più grandi jazzisti erano quasi tutti di
>> origine italiana. Leggiti la storia del jazz.
>
>
>Ecco, sai perchè intervengo ? Perchè tu continui ad accusare il tuo
>prossimo di ignoranza e lanci inviti ad informarsi quando l'ignoranza
>abissale continui a mostrarla tu parlando di cose che non sai. Adesso ti
>faccio i nomi di una dozzina di giganti del jazz: Louis Armstrong, Duke
>Ellington, Count Basie, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Benny Goodman,
>Fats Waller, Oscar Peterson, Charlie Mingus, John Coltrane, Miles Davis.
>Me ne dici uno di origine italiana ?
Grazie per avermelo spiegato, grande bundesrepublike ! Io ho solo
riportato ciò che Renzo Arbore ha raccontato a un concerto di Jazz
circa tre settimane fa all'auditorim di Roma, sala Sinopoli. C'era
anche il figlio del maestro che ha suonato oltre a numerosi e famosi
jazzisti italiani.
Ora, dato che a me del jazz non me ne frega un beato cazzo, anzi lo
trovo fra le forme di espressione musicali più primitive e noiose che
l'uomo possa aver inventato, ho preso nota di quanto dichiarato. L'ho
riferito quì che è un gruppo di musica classica convinto che a nessuno
piacesse il jazz !
Dopo tre ore dico tre, di noia infernale, il concerto è finito. Io che
me ne sarei andato dopo 10 minuti son rimasto perchè ero invitato. Ma
non cascherò mai più in una trappola analoga.
Quanto alla veridicità di ciò che ha detto Arbore nella presentazione
non me ne frega un'altro beato cazzo ! Se voi ritenete di far luce su
quanto da lui affermato potete farlo, lasciando da parte per qualche
ora i pifferelli i tromboni, i violoni per parlare con lui. E' un
personaggio pubblico quindi facilmete rintracciabile anche via web.
Ich gebe nichts verloren als die Toten.
gp
In che lingua, scusa, "bundesrepublike"?
> riportato ciò che Renzo Arbore ha raccontato a un concerto di Jazz
> circa tre settimane fa all'auditorim di Roma, sala Sinopoli. C'era
> anche il figlio del maestro che ha suonato oltre a numerosi e famosi
> jazzisti italiani.
> Ora, dato che a me del jazz non me ne frega un beato cazzo, anzi lo
> trovo fra le forme di espressione musicali più primitive e noiose che
> l'uomo possa aver inventato, ho preso nota di quanto dichiarato. L'ho
> riferito quì che è un gruppo di musica classica convinto che a nessuno
> piacesse il jazz !
Che tu lo trovi noioso non mi stupisce. Che tu lo trovi
primitivo, neppure. Appartieni a quella sottoclasse di
pseudoascoltatori che credono che la musica sia la
vocalità cialtrona all'italiana. L'unica cosa che hai
"azzeccato" sono state le "scorregge di Berio" - gli
piaceva mangiare fagiolate, ma forse questo dettaglio
non lo sai.
Per il resto, credi pure quello che sostenitori del
nazional-popolare vanno a blaterare. Gli Italioti hanno
bisogno di qualcuno che ricordi loro le glorie di una
razza che, ormai non stupisce + nessuno, della musica
non sa che farsene.
Il jazz é una forma di musica estremamente ricca, varia
e complessa, ed é uno specchio (anche colto) dei tempi
non meno della musica ufficialmente seria. Può interessarti
o meno, ma definire primitiva una forma di musica che
ha assorbito numerose influenze e che ha raggiunto livelli
elevatissimi di sofisticatezza, la dice lunga su di te, non
sul jazz.
> Dopo tre ore dico tre, di noia infernale, il concerto è finito. Io che
> me ne sarei andato dopo 10 minuti son rimasto perchè ero invitato.
Matteo 7:6
> Ich gebe nichts verloren als die Toten.
Ah questo lo hai copiato giusto!
buona colazione
Kermainen Murokeksi
> Grazie per avermelo spiegato, grande bundesrepublike ! Io ho solo
> riportato ciň che Renzo Arbore ha raccontato a un concerto di Jazz
> circa tre settimane fa all'auditorim di Roma
Ah beh, allora
> Ora, dato che a me del jazz non me ne frega un beato cazzo (...)
Complimenti, cazzo, l'ignoranza eretta a sistema di vita.
Ma a quanto capisco hai vissuto molto bene, quindi hai probabilmente
ragione tu.
<bass_desires2...@yahoo.it> ha scritto:
>>
>> >Giampaolo Lomi ha scritto:
>>
>>
>> Grazie per avermelo spiegato, grande bundesrepublike ! Io ho solo
>
>In che lingua, scusa, "bundesrepublike"?
Nella lingua dei nick "facilitati...."
>> Non so se è abbastanza "grande", ma io ci metterei anche Joe Pass
>> (Joseph Passalacqua)
>
> Oh, be', Jimmy Giuffre lo era di più.
> http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Giuffre
Joe Pass è stato un fantastico virtuoso e un musicista di gusto
impeccabile, una specie (per dire) di Oscar Peterson della chitarra, e
infatti i due collaborarono fittamente; Jimmy Giuffre, diversissimo da
Pass, uno sperimentatore che non si è mai lasciato incasellare in alcuno
stile e che già nei primi anni Sessanta ha precorso i tempi del jazz in
modo sensazionale (http://snipurl.com/7rxaw), ma tutti e due, musicisti
per diverse ragioni appartati e che non hanno fatto scuola; per questo è
difficile catalogarli fra i "grandi" del jazz, cioè fra coloro che in un
modo o in un altro hanno segnato il linguaggio del jazz e ne hanno
influenzato lo sviluppo.
Fra questi grandi, va detto, sono molto rari non solo gli italiani, ma i
bianchi in generale. Può sembrare razzismo rovesciato, ma è
semplicemente un fatto. Comunque, nel bene e nel male, il jazzista
bianco più influente è stato Benny Goodman (ebreo russo d'origine), lui
sì a buon diritto un grande del jazz e con meriti enormi anche al di là
della musica: fu il primo bandleader a includere musicisti neri nella
sua orchestra, quando (1935 ca.) per farlo ci voleva del fegato vero,
soprattutto andando a suonare in certi stati del Sud.
> C'era un Nick LaRocca, originario di Salaparuta, che si definiva
> "creatore e Cristoforo Colombo della musica jazz"...
Nick LaRocca, leader della Original Dixieland Jass Band, è un grande
personaggio del folklore jazzistico; con il suo complesso, incise nel
1917 il primo disco con la parola "jazz" (o "jass", come anche si
scriveva all'epoca), "Livery Stable Blues". Puoi sentirlo qui
http://www.redhotjazz.com/songs/ODJB/livery.ram
e notare come l'interesse, e anche il fascino a modo suo, sia
principalmente archeologico...
> Benny Goodman (...) fu il primo bandleader a includere musicisti neri nella
> sua orchestra, quando (1935 ca.) per farlo ci voleva del fegato vero,
> soprattutto andando a suonare in certi stati del Sud.
Non solo, dimenticavo che Goodman venne in aiuto a Bartok, riluttante
immigrato in US, depresso, senza soldi e in cattiva salute,
commissionandogli, con J. Szigeti, i "Contrasti" per clarinetto violino
e pianoforte, che poi incise anche.
Un personaggio enigmatico, Goodman, capace di begli atti di coraggio e
generositą, ma nella vita quotidiana, secondo molte testimonianze,
completamente anaffettivo quando non odioso e meschino...
> Joe Pass è stato un fantastico virtuoso e un musicista di gusto
> impeccabile, (...) Jimmy Giuffre, diversissimo da
> Pass, uno sperimentatore che non si è mai lasciato incasellare (...),
> per diverse ragioni appartati e che non hanno fatto scuola; per questo è
> difficile catalogarli fra i "grandi" del jazz, cioè fra coloro che in un
> modo o in un altro hanno segnato il linguaggio del jazz e ne hanno
> influenzato lo sviluppo. > Fra questi grandi, va detto, sono molto
> rari non solo gli italiani ma i > bianchi in generale.
Sono d'accordo, grazie per le precisazioni. Il jazz è musica
afroamericana, sarebbe inutile provare a negarlo, anche se i tentativi
di... appropriazione sono stati tanti, da Paul Whiteman- nomen omen-
fino a Gerry Mulligan, Tristano, Chet Baker, Lee Konitz. Alcuni sono
stati anche grandi musicisti, ma, come dici, i grandi innovatori nel
linguaggio del jazz sono stati altri (soltanto x esempio Armstrong,
Parker, Gillespie, Davis, Coltrane, e mi scuso per gli altri). Ed erano
neri afroamericani.
Può sembrare razzismo rovesciato, ma è
> semplicemente un fatto. Comunque, nel bene e nel male, il jazzista
> bianco più influente è stato Benny Goodman (ebreo russo d'origine), lui
> sì a buon diritto un grande del jazz
Non era precisamente un jazzista, ma con il linguaggio jazz ha
sicuramente avuto a che fare un altro musicista di quell'origine, il
caro buon Gershowitz detto Gershwin :-)
> Nick LaRocca, leader della Original Dixieland Jass Band, è un grande
> personaggio del folklore jazzistico
Certo è un tipo di "jazz" ancora molto lontano dalla musica che
conosciamo, forse più affine al rag. Però quei musicisti hanno qualche
merito, non solo per le prime incisioni jazz, ma per aver accolto
musicisti neri e bianchi insieme (es. nell'orchestra di Papa Jack Laine
ed altre).
> Grazie per avermelo spiegato, grande bundesrepublike ! Io ho solo
> riportato ciò che Renzo Arbore ha raccontato a un concerto di Jazz
> circa tre settimane fa all'auditorim di Roma, sala Sinopoli. C'era
> anche il figlio del maestro che ha suonato oltre a numerosi e famosi
> jazzisti italiani.
> Ora, dato che a me del jazz non me ne frega un beato cazzo, anzi lo
> trovo fra le forme di espressione musicali più primitive e noiose che
> l'uomo possa aver inventato, ho preso nota di quanto dichiarato. L'ho
> riferito quì che è un gruppo di musica classica convinto che a nessuno
> piacesse il jazz !
> Dopo tre ore dico tre, di noia infernale, il concerto è finito. Io che
> me ne sarei andato dopo 10 minuti son rimasto perchè ero invitato. Ma
> non cascherò mai più in una trappola analoga.
> Quanto alla veridicità di ciò che ha detto Arbore nella presentazione
> non me ne frega un'altro beato cazzo ! Se voi ritenete di far luce su
> quanto da lui affermato potete farlo, lasciando da parte per qualche
> ora i pifferelli i tromboni, i violoni per parlare con lui. E' un
> personaggio pubblico quindi facilmete rintracciabile anche via web.
Avevo cancellato il post poco dopo averlo mandato, perchè non volevo
rinfocolare polemiche. Evidentemente troppo tardi, si era già propagato
fra i news server. Pazienza. Non sparare addosso al jazz se ce l'hai con
me, ha avuto dei musicisti di inestimabile valore, spesso protagonisti
di vite molto peggiori di quelle che avrebbero meritato, purtroppo. E
non fidarti di Arbore...
> Ora, dato che a me del jazz non me ne frega un beato cazzo, anzi lo
> trovo fra le forme di espressione musicali più primitive e noiose che
> l'uomo possa aver inventato
>
hai mai ascoltato Bill Evans?
S.
> Avevo cancellato il post poco dopo averlo mandato, perchè non volevo
> rinfocolare polemiche. Evidentemente troppo tardi, si era già propagato
> fra i news server.
Eh, è una cosa molto difficile da spiegare.
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Ho notato, purtroppo.
>Avevo cancellato il post poco dopo averlo mandato, perchè non volevo
>rinfocolare polemiche. Evidentemente troppo tardi, si era già propagato
>fra i news server. Pazienza. Non sparare addosso al jazz se ce l'hai con
>me, ha avuto dei musicisti di inestimabile valore, spesso protagonisti
>di vite molto peggiori di quelle che avrebbero meritato, purtroppo. E
>non fidarti di Arbore...
Non ce l'ho con te e non ce l'ho mai avuta ! Anzi !
Tuttavia non posso farmi piacere il jazz. Non mi piace e non mi è mai
piaciuto, almeno quello che si creava estemporaneo al Preservation
Hall di New Orleans, dove come sai, ho vissuto a lungo per lavoro.
Adoravo invece Mahalia Jacson che forse non aveva nulla a che vedere
col jazz, ma della quale avevo grande ammirazione ed ero legato da
amicizia. Ho amato molto la musica di Louis Armstrong, anche se non
l'ho mai visto di persona. Quando ascolto What a wonderful world,
spunta sempre una lacrimuccia e ho postato più di un anno fa il suo
funerale su you tube come forse ricorderai.
http://www.youtube.com/watch?v=N3DzVEhdz7s
Ho conosciuto vari jazzisti sul posto ed ho assistito al funerale di
uno dei più famosi (non ricordo il nome) che filmai in 35 millimetri.
Non avevo mai visto il funerale di un grande del jazz e quel giorno
non lo dimenticherò mai per quel poco o tanto di sacro e di pagano che
si riuscivano a fondere in maniera inimmaginabile.
Per quanto riguarda Arbore lo conosco da 35 anni circa. Con lui andai
al Festival del Cinema al Cairo d'Egitto. L'ho sempre trovato un uomo
divertente, innocuo, amico esensibile alla musica. Non ho alcun motivo
per non dovermi fidare più di lui.
ciao
GP
> Non ce l'ho con te e non ce l'ho mai avuta ! Anzi !
> Tuttavia non posso farmi piacere il jazz. Non mi piace e non mi è mai
> piaciuto, almeno quello che si creava estemporaneo al Preservation
> Hall di New Orleans, dove come sai, ho vissuto a lungo per lavoro.
Il jazz è un linguaggio, e come tutti i linguaggi lo devi imparare
perchè ti comunichi qualcosa, anche se ovviamente non è possibile
stabilire un rapporto diretto parola/significato, come vale per le
lingue e non per i linguaggi musicali. Però potrai capire che se non
parli il russo non c'è molto da fare, ti sembrerà un'accozzaglia di
suoni senza senso come sembrava la lingua dei barbari (òi bàrbaroi) agli
antichi greci, che li chiamavano così proprio per l'effetto (bar bar)
che faceva alle loro orecchie la lingua che parlavano, come saprai
meglio di me. E ovviamente nessuno ti può obbligare ad imparare il
russo...o il jazz. Questo è chiaro.
> Adoravo invece Mahalia Jacson che forse non aveva nulla a che vedere
> col jazz, ma della quale avevo grande ammirazione ed ero legato da
> amicizia. Ho amato molto la musica di Louis Armstrong, anche se non
> l'ho mai visto di persona. Quando ascolto What a wonderful world,
> spunta sempre una lacrimuccia e ho postato più di un anno fa il suo
> funerale su you tube come forse ricorderai.
>
> http://www.youtube.com/watch?v=N3DzVEhdz7s
>
> Ho conosciuto vari jazzisti sul posto ed ho assistito al funerale di
> uno dei più famosi (non ricordo il nome) che filmai in 35 millimetri.
> Non avevo mai visto il funerale di un grande del jazz e quel giorno
> non lo dimenticherò mai per quel poco o tanto di sacro e di pagano che
> si riuscivano a fondere in maniera inimmaginabile.
Il folklore di New Orleans doveva essere assolutamente affascinante, in
effetti. Oggi temo che tutto sia inquinato dal turismo.
> Per quanto riguarda Arbore lo conosco da 35 anni circa. Con lui andai
> al Festival del Cinema al Cairo d'Egitto. L'ho sempre trovato un uomo
> divertente, innocuo, amico esensibile alla musica. Non ho alcun motivo
> per non dovermi fidare più di lui.
Uno sì ;-)
Questo é un tuo diritto. Ho un solo problema con il tuo giudizio: il
fatto che lo valuti primitivo. Il Jazz non é primitivo - e questa é
una valutazione oggettiva del fenomeno. Se poi questo ti tira addosso
degli strali, é cosa inevitabile.
Kermainen Murokeksi
> Eh, è una cosa molto difficile da spiegare.
spieghiamo ai lettori una delle prodezze di LUCA LOGI
Nel settembre 2000 Luca Logi (che qualche volta si firma rodewalder)
scriveva:
----
Carissimo Alberto, nei libri di preghiera dei nostri amici ebrei - di
cui mi onoro di averne come ospiti abituali della mia casa un paio -
sono ancora stampate le maledizioni nei confronti dei cristiani (non
ricordo il testo esatto, ma ricordo che contiene un "si secchi loro
il ..."). Accanto, la nota che forse non e' opportuno pronunciarle,
ma stampate sono stampate ancora
Message-ID: <39B52830...@libero.it>
Ecco come, nel dicembre 2008, cerca di allontanare da sé l'idea di
aver scritto il messaggio di cui sopra (la cui grevità lascio siano
altri a giudicare)
----
Per la cronaca, google groups sostiene che in oltre dieci anni di
usenet ho utilizzato la parola "secco" solo 27 volte, e mai in
congiunzione a riferimenti al membro maschile. Ho l'impressione che si
tratti di una di quelle simpatiche cazzate
Message-ID: <1irhdqt.1qdqsnwqa6b75N%ll...@dada.it>
> spieghiamo ai lettori una delle prodezze di LUCA LOGI
signori, vi presento andrea zanardo, uno dei miei troll personali
voilà, ecco un breve episodio della presenza in Usenet di Luca Logi
soprattutto quando si forniscono informazioni riservate su altri, vero?
non sai nemmeno a cosa si riferisce
Lascia perdere
> > signori, vi presento
>
> voilà, ecco un breve episodio della presenza
ricordiamo anche che andrea zanardo scriveva le immortali parole:
"il Logi è goi e quindi, poverino, abituato a credere che
quel che c'è scritto non necessiti di interpretazione"
(il cosiddetto agnosco/nahum/jabo/shampista/delafia/borat/andrea zanardo
su it.politica.internazionale, 26/10/06)
e poi ha spiegato di aver cambiato idea. L'incapacità di interpretare
non è caratteristica dei goim e nemmeno dei cattolici. Cambiare idea è
caratteristico delle persone mature. Invece Logi scrive come la pensa
e poi sostiene di no. Voilà un esempio:
Come troll non è un granché, scrive sempre la stessa cosa. Meglio che lo
rinchiudi in casa e te ne trovi un altro
:-)
K>
sì, il protagonista è Logi, che a forza di sparare cazzate in rete si è
attirato le ire di alcuni mostri informatici un po' suscettibili
>> Ho notato, purtroppo.
>
> non sai nemmeno a cosa si riferisce
Eh no, temo di sapere a cosa si riferisce.
> Lascia perdere
Questo è poco ma sicuro.
no, non lo sai
credi sempre di sapere ma stavolta proprio ti assicuro che non lo sai, e ti
basti
>> Lascia perdere
>
>
> Questo è poco ma sicuro.
ecco, allora ciao
Minchia, la situazione sta diventando come il titolo di un celebre
film
Kermainen
> Come troll non è un granché, scrive sempre la stessa cosa. Meglio che lo
> rinchiudi in casa e te ne trovi un altro
mica ho solo lui, come troll
e se continuano dimolto incomincio davvero a raccontare un po' di cose
su di loro
> e se continuano dimolto incomincio
Nel settembre 2000 Luca Logi (che qualche volta si firma rodewalder)
> e se continuano dimolto incomincio davvero a raccontare un po' di cose
> su di loro
che gioia. non vedo l'ora.
wow
Logi che minaccia
Ti dice tutto sul personaggio
Stiamo tutti tremando
Cosa ci vuoi raccontare, Logi?
> Cosa ci vuoi raccontare, Logi?
bhe, ha già rilasciato delle anticipazioni. Lui conosce la figlia di
un personaggio importantissimo, un colono estremista e un persuasore
occulto (li conosce davvero, eh, nel senso che non si fa problemi a
rendere pubblici i loro nomi) e ha le prove che si sono uniti in un
patto segreto (sai, sono ebrei) per far comparire su Usenet messaggi
firmati da lui in cui lui cancella altri messaggi firmati da lui, che
rimandano a passi segreti ed oscuri di ataviche maledizioni, che gli
ebrei recitano segretamente prima di compiere il rituale sacrificio di
telefonini. Il tutto, sia chiaro, per fargli fare la figura
dell'imbecille. Come in questo caso qua:
>e ha le prove che si sono uniti in un
>patto segreto (sai, sono ebrei)
basta
ho capito
ci dev'essere un complotto....