Il 23/12/2012 01:31, egmont ha scritto:
> etwas langsamer ha scritto:
>
>> Il 22/12/2012 23:13, egmont ha scritto:
>
>>> � chiaro che se la parola "Te" in qualche modo non viene messa in
> risalto,
>>> si cade facilmente in questo stereotipo e la musica sembra proprio voler
>>> dire "Lodiamo Dio!" (mentre il testo significa __tutta un'altra cosa___).
>
>> Che cosa?
>
> Lodiamo te in quanto Dio e professiamo te come Signore? (Ad esempio)
>
> E' la centesima volta che fai questa domanda: cos'� che non ti torna?
>
Ed � la centesima volta che d�i questa risposta.
Mi limito a copia-e-incollare quanto scritto ieri:
> Ti richiedo per l'ennesima: qual'� l'altra componente, oltre alla
> lode a Dio nel verso "Te Deum laudamus"?
> Stante che � totalmente inverosimile che con quell'enfasi sul "Te"
> i compositori moderni occidentali intendessero rinfocolare
> la polemica antiariana?
> E stante che pensare che intendessero "proprio te Dio, non altri"
> (come sostenevi tu, sai?) � una vaccata?
Al che tu mi hai risposto:
> Nel senso di quel verso non c'� la lode a Dio, o � perlomeno
> secondaria!
> Quel verso esprime il fatto che _qualcuno_ � da noi scelto per essere
> lodato come Dio e proclamato come Signore.
Al di l� della buffissima prima osservazione, su cui abbiamo amabilmente
sorriso, non so se ti rendi conto che questa rimane una non-risposta.
Infatti, nella tua ultima replica a Cap, leggo che
> non si tratta di un verso finalizzato alla lode, ma di un verso in
> cui la lode � __mezzo__ con cui si riconosce Dio in Cristo.
Bravo, un passo avanti, peccato che questo sia semplicemente *falso*
per i tempi di Haydn e Paisiello, perch�, come si evince dal link che
tui stesso hai postato, la prima parte del testo del Te Deum solo
*originariamente* era (forse, � un'ipotesi) rivolta a Cristo e in
chiave di polemica antiariana (e allora s� il "Te" aveva un'importanza:
noi [al contrario degli Ariani] ti lodiamo [o Cristo] come Dio").
Ma ai tempi di Haydn e Paisiello, e gi� da parecchi secoli, questa
sezione dell'inno � fino alla parte che inizia con "Tu rex gloriae,
Christe" in cui, qui s�, ci si rivolge esplicitamente al Figlio �
era intesa evidentemente come una lode a Dio Padre (non a caso nel terzo
verso ci si rivolge a "te aeternum *patrem*" e, nota bene, stessa
costruzione con il "te" anteposto: come la mettiamo con questo
terzo verso, Eggy?).
Quindi, spiacente, *non* � specificamente a Cristo che si rivolge
la prima sezione del te Deum.
Ergo: vuoi sostenere, come gi� ti chiedevo, che gli Haydn e i Paisiello
(e i Verdi e chiunque abbia enfatizzato il "Te"), volessero invece
recuperare questo originario rivolgersi a Cristo, anzich� al Padre?
Lo puoi documentare? Sempre? Puoi cio� dimostrare che tutte le volte
che un compositore enfatizzi il prnome "Te" sia mosso da questa ragione
teologica? Buona fortuna.
E se non lo puoi fare (e non lo puoi fare), quale senso *nuovo*
e *vero*, come tu sostieni, acquisirebbe ma il testo tramite
la sottolineautura del Te? Tale che chi non enfatizzasse
il pronome finirebbe per dare una resa "convenzionale" del
testo medesimo? (Ma all'inizio del thread parlavi di "controsenso" e
"assurdo", vedo che ti sei aggiustato un po'...).
Sono ancora in attesa di risposta. Sai, � cos� che si dimostra qualcosa;
non semplicemente dicendo "il testo vuol dire tutt'altro" e poi o
svicolando, oppure dando interpretazioni false come quella di cui
ho discusso appena sopra.
Intanto, te la faccio molto breve: io non nego che gli Haydn e i Verdi
siano stati geniali nel sottolinare musicalmente questo incipit,
ma questo � un fatto musicale, non di resa del testo.
In altri termini, non c'� nessuna interpretazione "verace" del testo
che in quel modo verrebbe preservata, e, di conseguenza, nessuna
interpretazione "errata" del testo medesimo di cui si renderebbe
colpevole chi questo benedettissimo "Te" non sottolineasse con accenti,
enfasi, fermate, trombe, frizzi lazzi nani e ballerine.
Pi� chiaro di cos�, non so essere.
E